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Raffineria Eni Sannazzaro de' Burgondi

In piena Pianura Padana nuovo impianto per raschiare il fondo del barile. Il panorama
di Sannazzaro, nel pavese, la raffineria Eni. Lavora 10 milioni di tonnellate di greggio al
giorno, e adesso vuole crescere.
Sannazzaro de` Burgondi, in provincia di Pavia, un paese di circa 6mila abitanti alle porte
della Lomellina, la terra del riso e dei castelli. Qui le sole torri che svettano alla fine dell`unica
strada che porta nel centro cittadino sono quelle della raffineria Eni. Quattordici i pennacchi
d`acciaio rivolti verso due cieli. Uno di colore azzurro acceso su campi verdi a grano e
papaveri, l`altro di colore bianco spento sui camini dell`impianto di raffinazione. A circa 300
metri di distanza, sulla sinistra, i primi condomini; una barriera in mattoncini rossi a difesa
dell`abitato, a tratti inghiottito da 2,3 chilometri quadrati di agglomerato industriale: una vera e
propria citt, con tante macchine bianche e decine e decine di autobotti di greggio, tra le
20mila che in un anno si vedono transitare. La produzione non si ferma mai, perch 'il petrolio
serve per far camminare le macchine e i trattori, dice un gruppetto di anziani nei pressi della
stazione, anche se di trattori per le strade e per le terre ce ne sono pochi. I dieci milioni all`anno
di petrolio greggio lavorato -pari a circa 180mila barili al giorno-, i 3,3 milioni di tonnellate
all`anno di benzine e i 3,4 milioni di tonnellate all`anno di diesel prodotti sono numeri
importanti, che delineano la mappa di un`infrastruttura considerata tra le pi efficienti e
produttive d`Europa.
Dal 1963 ad oggi Sannazzaro, Ferrera Erbognone e altri paesini limitrofi hanno vissuto di
questo, e non di agricoltura. Un fazzoletto di Pianura Padana un po` anomalo che per l`Eni
rappresenta un vanto e per gli autoctoni un`opportunit. Gli occupati, tra la raffineria e
l`indotto, sono oltre 1.700, almeno 500-600 di Sannazzaro. Stime destinate a salire forse a
2.000 unit di lavoro stagionale, perch l`Eni intende espandersi. Entro la fine del 2012
dovrebbe entrare in funzione, in un`area limitrofa, un nuovo impianto. Si chiama 'Est (Eni
Slurry Technology) ed basato su una tecnologia innovativa -sperimentata e testata dal 2005
presso la raffineria di Taranto- destinata alla conversione in benzine di oli pesanti e bitumi,
derivanti dagli attuali processi di raffinazione. Il risultato sar quello di portare le tonnellate di
petrolio lavorato a 11 milioni e cento. Insomma, una nuova raffineria adiacente con una
lavorazione da 23mila barili di greggio in pi al giorno. In pratica servir a convertire il 'fondo
di barile in carburanti da trasporto (benzine e gasolio), sfruttando il recupero degli scarti di
raffinazione, ovvero il bitume. Si produrranno prodotti considerati maggiormente pregiati e pi
compatibili con l`ambiente. Quasi un eufemismo, che per apre un nuovo scenario, quello
della 'valorizzazione di risorse non convenzionali, come i greggi extra-pesanti e i bitumi da tar
sands, come si legge sulla scheda del progetto Est, sul sito Eni. L`obiettivo sar quello di
svolgere un ruolo importante nella crescita delle forniture energetiche, magari al servizio di
quanto sta avvenendo nel Canada occidentale, con la trasformazione delle sabbie bituminose in
prodotti petroliferi. E proprio le sabbie bituminose hanno allertato 'l`Airone, il circolo locale
di Legambiente, che per bocca del presidente, Gaspare Amari, parla del nuovo progetto come
di una 'delle follie fossili maggiori che si conoscano, in forte controtendenza con la politica
delle rinnovabili e causa di un considerevole aumento dei livelli di inquinamento gi esistenti a
Sannazzaro, dove andremmo ad aggiungere altre criticit su terreni dove la falda acquifera
limitrofa inquinata fino a 12-13 metri ed anche oltre. Quello della bonifica della falda
freatica contaminata, all`altezza di tre grosse cisterne dell`impianto di desolforizzazione che
sembrano quasi in disuso, un problema da non sottovalutare considerando l`espansione in
atto della raffineria. Una bonifica che per 'sta procedendo regolarmente e non comporta
nessun tipo di pericolo per le acque destinate ad usi potabili ed irrigui, rassicura Pierangelo
Fazzini, vicesindaco ed assessore all`Ambiente del Comune di Sannazzaro, primo cittadino dal
1990 al 1992 ed ex quadro dirigente Eni. La preoccupazione per l`ampliamento della raffineria
sembra toccare solo Gaspare Amari: i cittadini di Sannazzaro, infatti, non parlano o lo fanno
malvolentieri. Sono almeno venti anni che non si registra la costituzione di comitati oppositori
della raffineria, classificata 'Sito industriale a rischio di incidente rilevante.
Il silenzio a tratti assordante, tranne la notte tra marted 4 e mercoled 5 ottobre, quando
un`esplosione cupa -che alcuni inquilini delle palazzine pi prossime alla raffineria descrivono
'come un aereo vicinissimo ai tetti- illumina tutto intorno. Una fiammata alta oltre dieci metri,
coltri di fumo per oltre un`ora e mezza ed emissioni maleodoranti. Tanta paura e tanta
difficolt, da parte dei vigili del fuoco. 'Poteva avere conseguenze pi gravi, confessa un
lavoratore preoccupato. Il piano di emergenza interno alla raffineria ha funzionato. Nessuna
traccia della sirena che dovrebbe suonare in tutto il paese in caso di incidente, introvabili i
libretti informativi pubblicati e distribuiti da Eni in merito al piano di emergenza esterno.
La mattina successiva l`incidente alcuni cittadini raccontano di altri incidenti simili negli anni
passati, ma che rientrano nella quotidianit di chi vive vicino una raffineria, 'tanto porta
lavoro, anche se precario. Questo quello che importa, anche se la mattina ti risvegli con le
auto cosparse di una patina melmosa, 'tanto si lavano, il cielo opaco, le sostanze immesse in
atmosfera dall`impianto potrebbero essere pericolose per la salute. Sostanze immesse nell`aria
che fino al 2007 -anno in cui le centraline di monitoraggio sono passate in gestione all`Arpa
Lombardia- erano monitorate dall`Eni, per decenni controllore e controllato. E proprio
sull`aumento di possibili inquinanti sono concentrate, in parte, le osservazioni all`iter di
pronuncia di Compatibilit ambientale del progetto 'Est presentate da parte della Consulta per
l`ambiente e la qualit della vita di Sannazzaro, composta da enti e associazioni, quando -in un
verbale datato 20 gennaio 2009- viene evidenziata come possibile causa la realizzazione di 3
nuovi camini. La multinazionale di San Donato Milanese tranquillizza, confermando che il
nascente impianto 'un esempio d`innovazione tutta italiana, un modello 'capace di
trasformare bitumi, oli non convenzionali e greggi extra pesanti in benzina e gasolio come
spiega Giacomo Rispoli, direttore Ricerca e sviluppo tecnologico della divisione
Refining&marketing di Eni e responsabile della Tecnologia Est. La spa italiana ha incassato
anche il lasciapassare economico della Banca europea degli investimenti con un finanziamento
di 500 milioni di euro, in due tranche da 250 milioni entro il 2011.
Il progetto Est considerato strategico per il 'potenziamento delle raffinerie esistenti, al fine
di migliorare la 'competitivit e di convertire i prodotti petroliferi pesanti ai combustibili di alta
qualit, regolamentato dalla direttiva europea 85/337/CE sulla 'valutazione dell`impatto
ambientale di determinati progetti pubblici, come motiva la Bei sul portale www.eib.org. Dal
punto di vista ambientale, quindi, tutto in linea con le disposizioni comunitarie. Il punto di vista
sanitario, invece, quello di C., che dice di essere uno dei primi operai ad aver lavorato in
raffineria, da molti anni in pensione. Non vive a Sannazzaro e 'forse non c`ho mai vissuto.
Quando parla al telefono tossisce. Ha un tumore alla laringe. 'Le cure vanno bene. Non so se
stata la raffineria, forse era destino, racconta. Non dato conoscere quanti altri signor C. ci
siano a Sannazzaro. Si sa solo che sono due le indagini sanitarie esistenti, e l`ultima risale al
2003. Entrambe incomplete ed inspiegabilmente interrotte. La prima, avviata nel 2002,
scansionava i dati dal 1995 al 2000. Fu Michele Debattista, primo cittadino dal 2000 al 2009, a
volerle, interpellando alcuni esperti tra i quali Ermenegildo Zecca, titolare di Igiene ambientale
all`Universit di Pavia. 'Era previsto -conferma il professor Zecca- lo svolgimento di indagini
tra di loro connesse: una di tipo igienico-ambientale e l`altra di natura epidemiologica. La
prima non ottenne la dovuta autorizzazione e non fu svolta. La ricerca epidemiologica fu in
parte delineata, illustrando una situazione generale in linea con quella della Lombardia, ad
eccezione di alcune patologie respiratorie. Lo studio non venne completato: si rendeva
necessario entrare in raffineria, esaminare in dettaglio le procedure tecnologiche, i punti di
scarico degli eventuali tossici nell`ambiente, ma i ricercatori non visitarono mai l`impianto. A
questo punto viene da chiedersi se i risultati epidemiologici sono realmente espressivi del
rapporto tra la salute dei cittadini di Sannazzaro e le attivit della raffineria. Nessuno ha
risposto a questa domanda. Lasciando Sannazzaro si ha l`impressione di aver visitato un feudo,
dove 'il cane a sei zampe si spesso intrecciato con la vita amministrativa. Ne un esempio
Roberto Bolognese: eletto sindaco nel 2009, mancato nel 2010. Tra vari incarichi, ricopr
quello di Direttore generale del circuito di raffinerie Eni in Italia e all`Estero.
CEMENTO-AMIANTO, DISCARICA IN PROGETTO
in progetto una discarica di cemento-amianto, al confine di Sannazzaro ma nel Comune di
Ferrera Erbognone. Dove oggi sorge un bosco di pioppi, in prossimit della raffineria Eni,
verrebbero raccolte fino a 700mila tonnellate di monorifiuto, circa 240 tonnellate al giorno.
Sono i numeri del progetto di smaltimento presentato dalla societ Acta srl, per far fronte in
parte all`emergenza cemento-amianto della Regione Lombardia, nella quale si contano quantit
di manufatti di amianto da smaltire pari a 2,7 milioni di m3, distribuiti su 23.972 edifici privati
e su 4.228 edifici pubblici. Il circolo di Legambiente e il Comitato Nuova Sannazzaro sono sul
piede di guerra.
["Il feudo del cane a sei zampe" di Pietro Dommarco / Altreconomia /
http://goo.gl/OX3xo]
Excerpted from Raffineria Eni Sannazzaro de' Burgondi
http://www.pietrodommarco.it/feudo-eni/
RLALABILITY An Arcjo Laboratory Lxperiment http://lab.arcjo.com/experiments/readability