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Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato ***** Ufficio di controllo sui Ministeri delle

attivit produttive

PIANO DI COMPLETAMENTO DELLA BONIFICA E DEL RECUPERO AMBIENTALE EX SITO INDUSTRIALE BAGNOLI COROGLIO

Magistrato istruttore Cons. Renzo Liberati

SOMMARIO

Sintesi . 1. Premessa 2. Appalto per la progettazione esecutiva e lavori di bonifica e risanamento ambientale 3. Accordo di programma del 5 luglio 2007 4. Accordo di programma quadro del 21 dicembre 2007 5. La darsena di levante 6. Il Commissario di governo 6.1. Stato di attuazione degli interventi di bonifica degli arenili e dei fondali marini 7. Gli organismi di controllo 8. La situazione finanziaria 9. Stato di attuazione degli interventi effettuati nellarea industriale soggetta a bonifica, alla data del 31/03/09 10. Esiti del contraddittorio in sede di Adunanza 11. Conclusioni pag. 53 pag. 56 pag. 57 pag. 39 pag. 44 pag. 49 pag. 13 pag. 18 pag. 27 pag. 31 pag. 34 pag. 6

SINTESI La Sezione del controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato analizza, nella presente Relazione, il Piano di completamento della bonifica e del recupero ambientale dellex sito industriale di Bagnoli Coroglio, riprendendo le fila di una precedente indagine, dal medesimo titolo, di cui alla Delibera n. 8/2004/G del 29/03/04. Lindagine tocca vari aspetti collegati e connessi alla complessa vicenda della bonifica della vasta area di Bagnoli, qualificata dalla legge come sito inquinato dinteresse nazionale. Ripercorrendo la storia del sito, si rammenta che nel 1991 termina lattivit dello stabilimento siderurgico Ilva Italsider e che nel 1994 prende il via il processo di riqualificazione dellarea. La legge n. 582 del 18/11/96 dispone la prima elaborazione del Piano di recupero ambientale dellarea, da attuarsi da parte dellex Italsider (attraverso una societ alluopo costituita: la Bagnoli S.p.A.) in qualit di soggetto concessionario, con un finanziamento di circa 400 miliardi di vecchie lire gi disposto dal CIPE con una delibera del 20/12/94. Tuttavia, lattivit della predetta societ Bagnoli S.p.A. si limiter alla dismissione ed allabbattimento della maggior parte degli impianti , mentre lo stato di compromissione ambientale dellarea appariva tale che nel 1998, con legge n.426/98 (resa operativa dal Regolamento n. 468 del 18/11/01), Bagnoli viene inserito tra i siti inquinati di interesse nazionale. In seguito, per il completamento delle operazioni di bonifica e recupero ambientale dellarea, la legge n. 388/00 (Finanziaria 2001) stanzia 75.059 migliaia di euro. Il Comune di Napoli, vista la situazione di ristagno dei lavori, acquista in toto gli spazi dellarea ex Italsider ed ex Eternit e costituisce una societ di trasformazione urbana a totale capitale pubblico, la Bagnolifutura S.p.A., con il

mandato di bonificare i suoli di propriet, edificarli secondo il Piano urbanistico comunale e quindi vendere i restanti lotti ai privati. Seguono gli Accordi di programma, del 2003 e del 2007, nei quali si definiscono gli interventi da porre in essere, i soggetti coinvolti ed i relativi impegni finanziari; ma soprattutto interviene, prima il Piano urbanistico esecutivo (PUE) nel 2003 e poi, nel 2005, il Piano urbanistico attuativo (PUA), che prevede nel dettaglio la funzionalizzazione dellintera area costiera. Lindagine ha preso in esame, seguendo le prescrizioni degli Accordi di programma, levoluzione della progettazione, in senso lato, e della realizzazione, sempre in divenire, dellintera operazione di bonifica, non tralasciando la conseguente realizzazione delle opere previste dal PUA, che, seppur non oggetto specifico dindagine, sono, tuttavia, ad essa connesse, insistendo tali opere sullarea di bonifica. Nel corso dellistruttoria si posto in evidenza come la riqualificazione del sito di Bagnoli coinvolga vari livelli istituzionali ed operativi, nonch si articoli in pi settori separati seppur connessi tra loro. Listruttoria ha comportato un consistente lavoro di coordinamento delle

risposte dei numerosi soggetti coinvolti1 che spesso non si sono rivelate convergenti ed esaustive, analizzandone le attivit, le specifiche competenze e responsabilit. Sul piano finanziario, si accertato che le disponibilit per lintervento di bonifica, a partire dallentrata in vigore della legge 582/96 (primo atto del Piano di recupero dellarea), ammontano ad 259.358.195,96 (195.717.541,58 di fonte statale, 46.319.744,58 a valere sui fondi POR (Programma operativo regionale) Campania, 17.321.000 provenienti da altri soggetti). A fronte di tali stanziamenti, le spese sostenute complessivamente a tuttoggi sono di 77.243.278,59 (pari a circa il 30% della disponibilit). Tale dato, se

opportunamente ponderato, indicativo ai fini di

una prima valutazione

1 Ministero dellambiente, Commissario governativo, Comune di Napoli, Autorit portuale di Napoli, Societ di trasformazione urbana Bagnolifutura S.p.A., Regione, Provincia e commissioni varie quali organi delegati al controllo ed alla vigilanza

sullandamento dellintervento di bonifica e sui risultati ottenuti dopo oltre un decennio di attivit. Lindagine ha preso in esame lattivit della Bagnolifutura S.p.A., sia per la parte afferente alla bonifica, che per quella relativa alla riqualificazione urbana, cos come previsto dal Piano urbanistico del Comune di Napoli, rilevandone superficialit nella fase di affidamento degli appalti e imprudenza nella gestione della bonifica. In particolare stata riscontrata la scarsa incisivit dellazione svolta dal Commissario del Governo, competente per la bonifica dellarenile e della zona marina antistante, attivit per le quali sono stati stanziati complessivamente 139.215.122,51 euro. stata presa in considerazione anche lattivit dellAutorit portuale di Napoli, coinvolta nella rimozione della colmata a mare, destinataria di un finanziamento di 43.997.790,00, previsto dallAccordo di programma del luglio 2003. In entrambi i predetti due casi stato delineato un bilancio dei risultati raggiunti che si sono rivelati ben distanti dagli obiettivi prefissati. Unattenzione stata, infine, rivolta ai soggetti incaricati del controllo e della vigilanza su tutta loperazione, in particolare al Ministero dellambiente, sul cui bilancio gravano i principali finanziamenti per lattuazione della bonifica, essendo la sua azione finalizzata a promuovere ogni utile iniziativa per una rapida e valida realizzazione della stessa, che, in realt, non si verificata. Le problematiche che hanno condotto a rallentamenti delle operazioni di bonifica e alladozione di correttivi in corso dopera, sono numerose e di difficile elencazione sistematica, collegate, principalmente, allindisponibilit, fin

dallinizio, di una discarica ove stoccare i vari materiali di risulta e, ancor di pi, alla difficolt di giungere alla definitiva rimozione della colmata a mare che, tra laltro, da studi condotti dallICRAM, risulta essere la principale fonte di inquinamento persistente.

La congerie di situazioni ostative, di previsioni scarsamente ponderate, di soluzioni alternative non sufficientemente vagliate, di orientamenti pi volte modificati, ha causato lievitazione di costi e pesanti ritardi che solo

nellaprile/maggio 2009 hanno consentito di portare a compimento la bonifica della zona dellarenile e dellantistante zona marina, anche se la colmata

continua tuttora a imperversare sul paesaggio costiero ed a minacciare la persistenza dellinquinamento. Migliore appare, dal punto di vista delle realizzazioni, la situazione della zona terrestre, dove prima insistevano gli stabilimenti industriali che risultano oggi sufficientemente bonificati, come attestato dalle competenti autorit, e dove sono in corso di realizzazione le opere di riqualificazione urbana previste dal PUA. Problematiche sono, invece, scaturite dalla gestione degli appalti da parte della Bagnolifutura S.p.A, spesso revocati per inadempienze delle ditte

aggiudicatarie, risultate non in possesso dei requisiti tecnici necessari.

1. PREMESSA Il tema della bonifica e del recupero ambientale del comprensorio di Bagnoli-Coroglio, dichiarato di elevato rischio ambientale con deliberazione del Consiglio dei ministri in data 26 febbraio 1986, reiterata il 4 agosto 1994, stato gi oggetto di precedenti indagini da parte di questa Sezione del controllo2, alle quali la presente relazione si ricollega richiamandone punti

salienti attraverso una breve ricostruzione delle attivit poste in essere, sin dal passato decennio, per fronteggiare la situazione di degrado ambientale causato dallinsediamento, in quellarea, dello stabilimento siderurgico ILVA, che oper dal 1906 al 1991 e dallETERNIT, che svolse la propria attivit dal 1937 fino al 1985. Nel periodo tra il 1962 ed il 1964, parte del tratto di costa compreso tra i due pontili costruiti per consentire lattracco di imbarcazioni di grosso

Delibere n. 4/2003/G e n.8/2004/G.

tonnellaggio, stato colmato dalla ITALSIDER SpA, in regime di concessione demaniale, alterando la naturale linea di costa. Nel 1994 si dato inizio ad un complesso processo di riqualificazione dellarea a terra, nonch dellarea marina antistante il sito industriale. La delibera CIPE del 20 dicembre 1994 approv un Piano di risanamento ambientale, dellambiente elaborato a dalla un stessa ILVA, di impegnando prescrizioni il Ministero per

redigere

documento

tecniche

lattuazione del Piano stesso3. Gli obiettivi del Piano riguardavano: la bonifica dei suoli, il ripascimento degli arenili ed il ripristino della qualit delle acque marine a valori tipici delle aree circostanti.4 Lobbligo di risanamento dellintera area stato previsto, inoltre, con il decreto legge 20 settembre 1996, n. 486, convertito dalla legge 18 novembre 1996, n. 582, che ha attribuito al Ministro dellambiente, sentite le autonomie locali, il compito di integrare, nel termine di 180 giorni, il predetto Piano di risanamento, definendo un primo stralcio di programma per un importo pari a 25 miliardi di lire. Gli interventi di ripristino riguardanti larenile e larea marina vennero, per, posti a carico del concessionario. In ottemperanza a quanto disposto, il Commissario del Governo delegato per lemergenza bonifica e rifiuti, con ordinanza n. 18 del 22/04/99 ordin alla societ IRITECNA Spa (ex ITALSIDER) di procedere allimmediata messa in sicurezza e bonifica dei siti contaminati dellarea di colmata e dellarenile di Bagnoli Coroglio, alla bonifica dellarea marina antistante, nonch allavvio degli interventi di ripristino previsti dalle concessioni demaniali. Avverso tale ordinanza lIRITECNA Spa (ex ITALSIDER) propose ricorso al TAR che ne ordin la sospensiva.

3 La spesa prevista era pari a lire 343.136 milioni , di cui 261.540 milioni a carico dello Stato ed 81.596 milioni a carico dellIRI. La gestione delle risorse statali, recate dalla legge 582/96, fu affidata allallora Ministero del bilancio e della programmazione economica. 4 I valori di riferimento dellazione di risanamento e le attivit di caratterizzazione dello stato dinquinamento dellarea dovevano essere definiti entro il 30 giugno 2006, mentre entro il 31 luglio dello stesso anno dovevano essere portati allapprovazione del Ministero il piano delle attivit di monitoraggio e quello di collaudo dellavvenuta bonifica.

Gli anni seguenti furono caratterizzati da una specifica attivit normativa volta a disciplinare la materia delle bonifiche a livello nazionale. Si citano al riguardo il d.lgs 5 febbraio 1997, n. 22, che ha introdotto in Italia la legislazione di principio in materia di bonifiche; la legge 9 dicembre 1998, n. 426, che, in ritardo di due anni rispetto alle previsioni, ha stanziato risorse finanziarie per le realizzazioni di cui al succitato decreto, previa

adozione da parte del Ministero dellambiente di un Programma nazionale di bonifica e ripristino ambientale dei siti inquinati, che ha trovato definizione, con tre anni di ritardo, in un Regolamento approvato con decreto 18 settembre 2001, n. 4685; la legge 23 dicembre 2000, n. 388 (Finanziaria 2001) che ha posto lintera area in esame sotto la piena competenza del Ministero dellambiente e tutela del territorio, inserendola tra i siti di bonifica dinteresse nazionale e facendovi confluire lintervento di rimozione della colmata. Con la predetta legge 388/2000 lo Stato ha stanziato 150 miliardi di lire (75.059 milioni di euro) a condizione che fosse redatto un Piano di completamento delle operazioni di bonifica e recupero ambientale dellarea industriale di Bagnoli, gi avviate sulla base del Piano ILVA del 1994. Il

Piano di completamento, predisposto dalla Bagnoli Spa6 in data 30 gennaio 2001, unitamente al progetto definitivo di bonifica delle aree ex ILVA ed ex ETERNIT, pi volte riformulato, ottenne, nel luglio 2001, parere favorevole dalla Conferenza dei servizi unicamente per gli aspetti tecnici, in

considerazione del fatto che il fabbisogno finanziario per la sua attuazione

Con DM 31/08/2001 si era, intanto, provveduto alla perimetrazione del sito di interesse nazionale Bagnoli Coroglio; allinterno del sito si possono distinguere 4 aree (determinate sulla base delle cause di inquinamento): 1. siti inquinati dismessi dellex Ilva ed ex Eternit di cui alla legge 582/96, area Cementir e colmata a mare ex Italsider; 2. spiagge e fondali marini; 3. Basi militari; 4. Conca di Agnano con le relative terme. In totale il territorio interessato ha unestensione di 961 ettari, di cui 200 occupati dagli impianti ex Ilva ed ex Eternit, 20 riguardanti la colmata a mare e 6 la Cementir. Inoltre su questa vasta area insistono anche la discarica dellex Italsider, il deposito dellAzienda napoletana di mobilit ed altre 10 aziende circa. Occorre peraltro distinguere le aree ex Ilva ed ex Eternit, la cui bonifica disciplinata dalla legge speciale n. 582/96 (di competenza della Bagnoli s.p.a.) dalle restanti aree la cui bonifica disciplinata dal DM 468/99. 6 Soggetto attuatore previsto dal decreto legge n.486/96.

ammontava a pi del doppio dello stanziamento previsto dalla legge 388/2000 (343 miliardi di lire pari a 151,377 meuro). Per dare garanzia finanziaria allattuazione del Piano di completamento, che doveva essere riformulato in base alle risorse disponibili presso il Ministero dellambiente (pari a 75.059.174 meuro), stato sottoscritto, in data 26 luglio 2002, un accordo normativo tra la Regione Campania, la Provincia di Napoli, il Comune di Napoli, il Commissario del Governo per lemergenza bonifiche e tutela delle acque, lAutorit portuale di Napoli e la Societ di trasformazione urbana Bagnolifutura, costituita il 24 aprile 2002 dal Comune di Napoli che, avvalendosi della facolt concessa dallarticolo 114 della succitata legge 388/00, nel dicembre 2001 aveva acquisito la propriet delle aree oggetto dinterventi di bonifica. A seguito di detto accordo normativo, la Societ Bagnolifutura ha provveduto a modificare lelaborato progettuale a suo tempo predisposto dalla Bagnoli S.p.A., presentando, in data 26 luglio 2002, il Progetto definitivo di bonifica, integrandolo successivamente il 13 novembre 2002. La stessa Societ simpegnava, altres, con nota del 23 dicembre 2002, ad assumere a proprio carico gli oneri dello smaltimento dei rifiuti provenienti dalla bonifica dei suoli, nonch gli ulteriori eventuali oneri per la messa in sicurezza, conservazione e riutilizzo dei manufatti di archeologia industriale. Il Progetto definitivo di bonifica delle aree ex ILVA ed ETERNIT, stato, infine, approvato, con prescrizioni, con decreto del Ministro dellambiente e della tutela del territorio di concerto con i Ministri delle attivit produttive e della salute in data 28 luglio 2003. In seguito, con decreto in data 31/07/2003 del Ministro dellambiente, di concerto con quello delleconomia e finanze, stato approvato il Piano di completamento, presentato dalla Bagnolifutura il 21/07/2003, contenente il Progetto definitivo di bonifica comprensivo degli oneri per le attivit di demolizione e smaltimento residui e degli oneri di struttura e funzionamento, la bonifica della colmata a mare, il conferimento dei rifiuti in discarica, la

conservazione e valorizzazione dei manufatti di archeologia industriale. Contestualmente venne presentato il relativo cronoprogramma, che

prevedeva la conclusione degli interventi previsti nel Piano, ivi inclusa la rimozione della colmata, entro il mese di giugno 2007 (48 mesi)7. Il decreto recepiva anche lAccordo di programma del 17 luglio 2003, con il quale venivano dettagliatamente individuati gli obblighi dei diversi soggetti coinvolti nella realizzazione del Piano e definiti i relativi impegni finanziari a copertura dei costi correlati ai singoli interventi; recepiva, inoltre, la delibera della giunta comunale di Napoli n. 2509 del 15 luglio 2003, che individuava unarea di 360.000 mq ubicata nella circoscrizione di Pianura da attrezzare a discarica di rifiuti inerti. Il quadro finanziario relativo al Piano di completamento della bonifica e del recupero ambientale di Bagnoli, trasmesso dalla Bagnolifutura in allegato allAccordo di programma del 17 luglio 2003, prevedeva costi totali pari ad euro 151.377.964,00, cos suddivisi: - 45.992.794,00 euro per la bonifica, che comprende: la caratterizzazione del sito; lavori di scavo dei terreni, movimentazione, vagliatura, lavaggio, riutilizzo e sistemazione superficiale degli stessi; disinquinamento delle acque sotterranee; - 8.946.874,00 euro per trasporto e conferimento a discarica dei rifiuti non pericolosi; - 6.486220,00 euro per trasporto e discarica dei rifiuti inerti; 15.000.000,00 euro per costruzione discarica per rifiuti inerti,

coltivazione, chiusura ed attivit post operam; - 6.743.824,00 euro per demolizione di strutture civili ed impianti e smaltimento dei rifiuti prodotti; 17.321.000,00 euro per conservazione immobili di archeologia

industriale;

Sono previsti 36 mesi per le attivit di bonifica relative alle aree ex ILVA ed ex ETERNIT ai quali vanno aggiunti 6 mesi per la conservazione delle strutture di archeologia industriale ed ulteriori 4 mesi per la rimozione della colmata a mare.

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- 6.889.462,00 euro per imprevisti; - 43.997.790,00 euro per la rimozione della colmata a mare. A copertura dei costi del Piano di completamento, lAccordo di

programma del 17 luglio 2003 stabiliva che il Ministro dellambiente erogasse alla Bagnolifutura S.p.a. risorse pari ad euro 75.059.174,00, il Commissario del Governo per lemergenza rifiuti, bonifiche e tutela delle acque sostenesse i costi di smaltimento dei rifiuti derivanti dalla bonifica dei suoli, stimati in 15.000.000,00 euro, in apposita cava adibita a discarica individuata dintesa tra la Regione Campania ed il Comune di Napoli, la Bagnolifutura S.p.A. provvedesse alla conservazione dei manufatti di archeologia industriale, il cui costo veniva stimato in euro 17.321.000,00, ricorrendo al meccanismo del project financing, ovvero con mezzi propri, lAutorit portuale di Napoli si assumesse lonere, per un costo stimato in euro 43.997.790,00, dello smaltimento della colmata a mare, il trattamento e il trasporto dei materiali derivanti dalla stessa, al fine del loro utilizzo per trasformare, mediante opere di marginamento e riempimento, la Darsena di levante del porto di Napoli in area da attrezzare a terminal contenitori. In caso di mancato intervento dellAutorit la rimozione della colmata a mare sarebbe stata compiuta in parte a carico del Commissario del Governo ex OPCM n. 2425/96, con un onere di euro 22.500.00,00, ed in parte a carico della di

Bagnolifutura S.p.a., con un onere di euro 6.000.000,00, per un totale euro 28.500.000,00. Qualora, invece, lAutorit portuale non

avesse

provveduto nei tempi previsti dal cronoprogramma, il Commissario del Governo sarebbe intervenuto per attuare gli interventi previsti sul ripristino della morfologia naturale della linea di costa ed, in particolare,

alleliminazione della colmata anche attivando le procedure di ripristino a carico dei concessionari, nonch a conferire al Comune di Napoli lulteriore somma di 10 milioni di euro per lo smaltimento dei rifiuti derivanti dalla rimozione della colmata stessa.

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Per quanto riguarda le fonti di finanziamento, lintera quota di pertinenza del Ministero dellambiente e della tutela del territorio trovava copertura nello stanziamento recato dallart. 114, comma 17, della legge 338/2000, pari ad euro 75.059.174,00. Per gli altri soggetti le risorse erano indicate nellAccordo di programma del 17 luglio 2003, in base al quale lAutorit portuale avrebbe utilizzato gli stanziamenti ordinari di bilancio del Ministero delle infrastrutture e trasporti, i fondi della legge n. 413/98 e del D.M. 2 maggio 2001, per i quali lAutorit aveva stipulato appositi contratti di mutuo con istituti bancari, nonch con risorse proprie in carenza di finanziamenti statali; il Commissario del Governo avrebbe provveduto alla copertura degli impegni con le risorse di cui allordinanza commissariale n. 194 del 5 luglio 2003, nonch con gli stanziamenti previsti dallart. 1, comma 14, del D.L. 486/96, convertito dalla legge 582/96; la Bagnolifutura, infine, avrebbe sostenuto la copertura dellimpegno con ricorso al project financing o con risorse del proprio bilancio. Giova sottolineare che lAccordo subordinava lavvio dei lavori

allapprovazione da parte del Comune di Napoli del progetto della discarica cui conferire i rifiuti provenienti dalla bonifica. Con decreto interministeriale del 31/07/2003 sono stati, infine, attribuiti compiti di vigilanza, monitoraggio e controllo sulla corretta e tempestiva attuazione del Piano di recupero al Ministro dellambiente, che con proprio decreto in data 14 maggio 2004 ha costituito una specifica Unit operativa, allinterno del Nucleo di valutazione del Ministero medesimo, incaricata di svolgere, in collaborazione con la Commissione di collaudo, il monitoraggio sulloperato della societ Bagnolifutura, fornendo periodiche attestazioni e verifiche degli stati di avanzamento dei lavori. Il monitoraggio ed il controllo sullattuazione degli interveti previsti negli accordi di programma sono di pertinenza della Regione che, a tal fine, pu nominare un responsabile dellintervento. Alla Provincia spettano, invece, i controlli sulla conformit degli interventi ai progetti approvati.

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Al fine di prevenire e reprimere ogni possibile infiltrazione della criminalit organizzata, lart. 5 del suddetto decreto interministeriale prescrive che le attivit contrattuali debbano seguire le procedure ed i criteri stabiliti nel Protocollo di legalit stipulato tra il Prefetto di Napoli e le parti firmatarie dellAccordo. Il decreto dispone anche riguardo alle modalit di erogazione delle risorse poste a carico dello Stato (euro 75.059.174,00), subordinandole al verificarsi delle condizioni di cui alla legge n. 662/96, come modificata dalla legge n, 30/978. A seguito della comunicazione da parte della Bagnolifutura

dellavvenuta apertura dei cantieri e della stipula della polizza fidejussoria, Il Ministero dellAmbiente, in data 28/11/2003, ha erogato alla predetta

Societ, a titolo di primo acconto, la somma di 7.505.917,40, a valere sui residui 2001, iscritti sul cap. 7539 per lesercizio 2003.

2. APPALTO PER LA PROGETTAZIONE ESECUTIVA E LAVORI DI BONIFICA E RISANAMENTO AMBIENTALE.

Per la realizzazione del predetto Piano di completamento la Bagnolifutura S.p.A. ha provveduto ad espletare due distinti appalti9. Con un primo appalto ha affidato al raggruppamento Demont-Italrecuperi lavori di demolizione delle parti strutturali fuori terra (vecchi manufatti non rientranti nellarcheologia industriale) per un importo a base dasta di 4.252.704,23; tali lavori sono stati completati. Con bando di gara pubblicato sulla G.U.R.I. n.189 del 16/08/2003, la Societ ha indetto una licitazione privata per laffidamento della

Una prima rata, pari al 10% dellimporto totale, allapertura dei cantieri di bonifica; le successive rate sono subordinate alle periodiche attestazioni e verifiche degli stati di avanzamento dei lavori da parte del Nucleo di valutazione del Ministero; una seconda rata pari, al 25% dellimporto totale, per un avanzamento dei lavori di almeno il 30% del costo complessivo di tutte le attivit previste dallAccordo di programma; una terza rata, pari al 25% dellimporto totale, per un avanzamento dei lavori di almeno il 60%; una quarta rata, pari al 30% dellimporto totale, per un avanzamento dei lavori di almeno il 90%. 9 Cos risulta dalla deliberazione n. 62 del 27 luglio 2006 dellAutorit per la vigilanza sui contratti pubblici sui lavori, servizi e forniture, adottata a seguito di una relazione del Servizio ispettivo in data 19.07.2006.

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progettazione esecutiva e dei lavori di bonifica e risanamento ambientale del sito industriale mediante il criterio del massimo ribasso10. Lappalto stato aggiudicato alla Societ De Vizia Transfer S.p.A. con sede in Torino, con il ribasso del 19,811% sullimporto a base dasta di euro 49.690.725,00 (limporto netto di aggiudicazione risultato di 41.136.087,00)11. Alla data di conclusione del contratto dappalto la quantit di materiali inerti da smaltire, derivanti dalle operazioni di bonifica dellarea gi perimetrata, fu stimata in mc 800.000 circa12. Quanto al termine dei lavori, il

cronoprogramma aveva previsto la data del 07.08.2007 (30 mesi completi di certificazione da parte della Provincia). Il Servizio ispettivo presso lAutorit di vigilanza sui contratti pubblici, a seguito di sopralluogo effettuato nellanno 2005, ha posto in evidenza alcune criticit che ostacolavano il regolare andamento dei lavori, nonch la necessit di modificare alcune previsioni progettuali. In particolare ha evidenziato: la mancata disponibilit di aree di discarica; lassenza di un quadro economico completo dellappalto, che contemplasse anche le somme a disposizione; il ritardo rispetto ai tempi sottoscritti dallappaltatore con la presentazione del cronoprogramma esecutivo (infatti nel secondo semestre del 2005, le opere di caratterizzazione delle aree apparivano in ritardo, con conseguente slittamento dei tempi dei carotaggi di circa il 50% rispetto alle previsioni progettuali, mentre nelle fasi di scavo e movimentazione e trattamenti era emersa una marcata discrasia tra la produttivit effettiva e quella prevista in fase di progetto esecutivo);

Art. 19, comma 1, lettera b), legge 109. Limporto complessivo dellappalto, pari ad 50.980.725,00, risulta cos suddiviso: per progettazione esecutiva , lavori e servizi, 340.000,00; per esecuzione lavori 30.613.243,00, di cui 750.000,00 per oneri di sicurezza; per servizi 20.027.482,00, di cui 200.000,00 per oneri di sicurezza. 12 La gara stata aggiudicata in via definitiva il 21.07.2004, la firma del contratto avvenuta in data 29.09.2004 e la consegna dei lavori in data 07.02.2005. Il 90% dei rifiuti costituito da materiali inerti con una percentuale del 10% di materiali inquinanti da destinare in una discarica specializzata. Anche i materiali inerti vanno smaltiti in discarica.
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lattivazione di due varianti al progetto originario, di cui una suggerita da un ritrovamento di scorie di acciaieria. Per quanto concerne il problema discarica, va rammentato che la consegna dei lavori era subordinata, ai sensi dellart. 4, comma 3, del D.M. del 31.07.2003, approvativo dellAccordo di programma del 17.07.2003, all approvazione da parte del Comune di Napoli del progetto della discarica dove conferire i rifiuti provenienti dallattivit di bonifica ; va da s, che pregiudiziale alla predisposizione del progetto si poneva lindividuazione e la disponibilit della relativa area. Tale area era stata individuata dal Comune di Napoli, con delibera di Giunta n. 2509 del 15.07.2003, nella cava di PianuraPisani, la cui acquisizione non pot aver luogo, in quanto nel mese di maggio del 2004 la Prefettura di Napoli, nellambito dei prescritti accertamenti antimafia, rilev linidoneit di uno dei proprietari a stipulare accordi con le pubbliche amministrazioni. Quale

immediata soluzione fu prospettata la procedura di esproprio, assentita dal Comune di Napoli con deliberazione della Giunta n. 2862 e da espletare con le risorse messe a disposizione dal Commissario del Governo per lemergenza rifiuti, bonifiche e tutela delle acque. Nel frattempo, il competente Dipartimento pianificazione urbanistica del Comune di Napoli, incaricato dalla citata Delibera di giunta n. 2862/04 del procedimento per lattuazione dellintervento e degli atti propedeutici, portava a termine liter di approvazione del progetto di recupero paesaggistico dellarea della cava a Pianura, localit Pisani, presentato dalla Bagnolifutura S.p.A
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progetto che, per, non ottenne il beneplacito della Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio di Napoli e provincia che, con decreto del 07/09/05, annullava le autorizzazioni in precedenza rilasciate, adducendo una serie di motivi ostativi alla realizzazione del progetto perch: contrastava con il

13 Progetto approvato con delibera di Giunta comunale n. 255 del 28/01/05 e successivamente autorizzato ai sensi e agli effetti dellart. 19 d. lgs. 42/04, con provvedimento dirigenziale n. 2 del 07/07/05.

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Piano territoriale paesistico dellarea Agnano-Camaldoli, non si presentava come progetto esecutivo e non risultava di diretta iniziativa comunale14. Vengono, quindi studiate soluzioni alternative15, tra le quali si prospetta la possibilit di conferimento dei rifiuti, per un periodo di 18/24 mesi, in altra discarica individuata nel Comune di Formia, localit Penitro (costo

delloperazione 35 a tonnellata), per la quale viene fatta richiesta di autorizzazione al competente Ministero dellambiente. Il Ministero, con nota del 25 luglio 200516, nellesprimere perplessit su quanto proposto, faceva, tuttavia, osservare, in termini pregiudiziali, che lindividuazione di una discarica alternativa, avrebbe comportato la necessit di revisione degli atti gi

sottoscritti (Accordo di programma) e dei decreti interministeriali approvativi del progetto definitivo di bonifica e del Piano di completamento a causa dei maggiori costi determinati anche dallonerosit del trasporto; sottolineava, inoltre, che: non sono motivati i ritardi per lesproprio e la realizzazione della prevista discarica in localit Pianura; non sono fissati tempi certi per lapprontamento e lutilizzo della discarica segnalata; non risulta alcuna autorizzazione al

conferimento in detta discarica della tipologia dei rifiuti in questione; non risulta il nulla osta delle competenti autorit locali; non risultano avviate le verifiche, previste dal Patto di legalit, per lutilizzo della ipotizzata discarica17. LARPA Lazio e la Provincia di Latina, interessati per quanto di competenza, richiedevano un adeguamento dellimpianto, ma la forte opposizione manifestata dallopinione pubblica e della cittadinanza inducevano il Comune di Formia a revocare la relativa autorizzazione concessa con delibera del 17/12/2004, n.

14 Si legge testualmente nelle premesse del citato decreto della Soprintendenza: il proponente ed intestatario dellautorizzazione paesistica, la societ Bagnolifutura s.p.a., non soggetto coincidente con lAmministrazione comunale, come prescritto dallart. 15 del PTP, n risulta essere soggetto qualificato e titolato ad introdurre modifiche allarea tutelata, ai sensi dellart. 146 del d. lgs. 42/04. Peraltro, nel dispositivo del decreto, la Soprintendenza prevede di poter prendere in considerazione un diverso intervento, presentato dallAmministrazione comunale, supportato da un valido progetto esecutivo. 15 Si riteneva ancora che la procedura di esproprio potesse concludersi. 16 Protocollo 15160/QdV/DI/IX. 17 Nel frattempo anche un Progetto di ampliamento dellarea di stoccaggio provvisorio dei rifiuti presentato dalla Bagnolifutura non stato realizzato perch non ritenuto sufficiente da parte della Provincia e perch ostacolato dalla stessa societ appaltatrice De Vita Transfer, che sollev dubbi sulla possibilit di poter smaltire i rifiuti stoccati nei tempi ristretti previsti dalle norme (tre mesi).

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125, facendo sfumare anche questa possibilit di stoccare i materiali inerti provenienti dallarea di Bagnoli. Stessa sorte veniva riservata anche alla realizzazione della discarica in

localit Pianura mediante la procedura di esproprio, ipotesi sospesa per il sopraccitato intervento della Soprindenza, e poi abbandonata perch ritenuta non del tutto coincidente con i tempi imposti dalla bonifica18. Intanto, limpossibilit di sistemazione esterna degli inerti aveva

conseguentemente portato al blocco parziale delle attivit principali con la sola eccezione delle lavorazioni necessarie per rendere disponibili alcuni lotti19; tant che la Direzione dei lavori, nel mese di marzo 2006, relativamente allo stato di avanzamento delle attivit, rilevava consistenti ritardi rispetto alle previsioni di progetto per quasi tutte le categorie di lavoro. Allimpresa stata liquidata soltanto la progettazione esecutiva20. I lavori di bonifica vengono definitivamente sospesi dalla De Vizia Tranfer, in data 28 luglio 2006, per indisponibilit di un sito autorizzato in cui stoccare gli inerti, dando luogo ad un contenzioso ex art. 31bis della legge 109/9421. Tali

Cfr nota Ministero ambiente n. 15160/QdV/DI/IX del 25/07/2005. Con nota del 29/11/206, diretta allAutorit di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, la Bagnolifutura cos riferiva: riguardo alla procedura di esproprio ed ai provvedimenti connessi, nellambito dei quali era necessaria ladozione di atti anche da parte della Prefettura e della Soprintendenza, sono state intraprese le necessarie iniziative per indire la Conferenza dei servizi, funzionale alla positiva conclusione del procedimento espropriativo, e di ci v prova documentale cos come delle problematiche emerse nei diversi incontri propedeutici che hanno determinato ulteriori ritardi (vedasi al riguardo la complessit della normativa nazionale e regionale che hanno reso necessarie diverse riunioni specifiche presso la Prefettura di Napoli per la individuazione della procedura applicabile). Nei fatti, il sito di Pisani in localit Pianura fa parte di un comprensorio da sottoporre ad intervento di risanamento e restauro paesaggistico con opere volte alla ricostruzione delle caratteristiche morfologiche e vegetazionali originarie e gli inerti di Bagnoli dovevano servire per contribuire a tale ricostruzione. Ai fini dellautorizzazione allesproprio, il Prefetto di Napoli ha promosso una serie dincontri propedeutici alla Conferenza dei servizi da convocarsi tra tutti i soggetti coinvolti (Sovrintendenza beni archeologici, Sovrintendenza beni architettonici e paesaggistici, Ente parco Campi flegrei, Area coordinamento ecologico della Regione, Autorit di bacino etc) ciascuno dei quali ha formulato una serie di obiezioni che unitamente alle difficolt connesse alla complessit delle procedure previste dalle norme che regolano la materia, hanno indotto la Prefettura a non concedere lautorizzazione allesproprio che, tra laltro, non avrebbe ricevuto il favore della popolazione. 19 Con nota del 29 settembre 2006, in risposta alle osservazioni mosse dal Servizio ispettivo dellAutorit sulla vigilanza dei contratti pubblici, la Bagnolifutura afferma che trattasi di sospensione parziale, in quanto proseguono alcune lavorazioni quali: i carotaggi, la gestione dimpianti di messa in sicurezza, conferimento in discarica di rifiuti non pericolosi, recupero e riutilizzo delle scorie di acciaieria ed altre. Tuttavia, in sede di monitoraggio effettuato dal Servizio ispettivo dellAutorit per la vigilanza sui contratti pubblici, alla data del 5 maggio 2007 lammontare progressivo dei lavori risultava ancora modesto (5% dellimporto dappalto e notevole ritardo sui tempi del cronoprogramma). 20 Cfr. Relazione Ministro ambiente pro tempore del 13 agosto 2006. 21 Limpresa istaura un contenzioso con la Bagnolifutura motivato dal mancato recapito degli inerti a Pianura, dal diverso uso e dalla diminuzione degli stessi determinati dalla variante al progetto di bonifica (v. oltre); circostanze, queste, che avevano comportato una sostanziale modifica al contenuto delloriginario contratto dappalto. Sulla scorta di una proposta formulata dalla

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lavori saranno ripresi il 19/12/2007 a seguito di una novazione del contratto in essere disposta in conformit ad una perizia suppletiva di variante redatta dal raggruppamento temporaneo dimprese MWH in data 3/12/2007 e dopo che, con decreto n. 3131 del Ministro dellambiente e tutela del territorio e del mare in data 24/11/2006, era stata autorizzata la ripresa dei lavori di bonifica dellarea, sulla scorta di un nuovo Progetto di variante al Piano di

completamento predisposto dalla societ Bagnolifutura tenendo conto del Piano urbanistico attuativo (PUA) approvato dal Comune di Napoli nel maggio del 2005, con il quale venivano cambiate le destinazioni duso delle aree, rendendo possibile differenziare i livelli di bonifica rispetto alle iniziali previsioni indicate nellappalto e ridurre la quantit di materiale da trattare (i materiali inerti da smaltire diventano mc 500.0000 circa)22.

3.

ACCORDO DI PROGRAMMA DEL 5 LUGLIO 2007.

Vista limpossibilit di realizzare in tempi certi la discarica per gli inerti, il Comune di Napoli convenne con la societ Bagnolifutura di procedere alla modifica delloriginario Piano di completamento mediante la definizione di un nuovo Progetto di bonifica che tenesse conto, in considerazione dei nuovi

criteri previsti dal d.lgs 252/2006, oltre che di un possibile riutilizzo dei rifiuti inerti allinterno delle aree di bonifica e per il consolidamento della collina di Posillipo, anche delle definitive destinazioni duso previste nel Piano urbanistico attuativo da poco approvato23.

Commissione nominata ex art. 31 bis della legge n. 109/94, fortemente riduttiva delle pretese dellImpresa, in data 21/01/08 viene siglato un accordo bonario con la De Vizia in forza del quale la Ditta ha accettato, a saldo e stralcio di ogni riserva iscritta, la somma totale di 5.450.000 + IVA (cifra gravante sui fondi del Ministero dellambiente). 22 I tempi di contratto indicati nella modifica contrattuale, sottoscritti dalla Bagnolifutura e la De Vizia Transfer s.p.a. prevedono una scadenza al 10/06/2009 (18 mesi dalla consegna lavori). Alla De Vizia stato consegnato un lotto di terreno da bonificare con priorit, che include le aree del Parco urbano . 23 Le varianti al progetto di bonifica consisterebbero: riduzione della produzione dinerti coerentemente con le nuove destinazioni duso definite dal P.U.A. che consentirebbero livelli superiori di contaminazione del terreno; collocazione di parte degli inerti non riutilizzabili allinterno dellarea e ai piedi della collina di Posillipo, che, pertanto, verr interdetta alla fruibilit umana, ai fini del consolidamento del costone e del rimodellamento paesaggistico (costo stimato, 15.000.000,00 di euro, la cui copertura sarebbe assicurata dai minori costi derivanti dalla mancata realizzazione della discarica di Pianura). Con il supporto dellIstituto superiore di sanit, il sito di Bagnoli verr suddiviso, sulla base di piani operativi, in pi sub-aree in funzione della loro fruibilit

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Con la predisposizione del nuovo Progetto viene anche affrontato il problema dellinquinamento dellarenile e delle falde di acqua inquinate. Un sopralluogo effettuato nellarea nei giorni 13 e 14 settembre 2005, per verificare lo stato di attuazione delle misure di sicurezza di emergenza24, riferite allarea industriale ed allarea di colmata, aveva, infatti, evidenziato problemi di grave

inquinamento, che avevano provocato, nellestate del 2006, la dichiarazione di non agibilit dellarenile e di non balneabilit di tutta la superficie marina antistante25. Lemergenza socio sanitaria connessa in massima parte allinquinamento prodotto dalla colmata a mare, per la cui rimozione erano stati presunti tempi eccessivamente lunghi26, ha fornito lopportunit di sperimentare soluzioni alternative ad opera del Commissario del Governo per lemergenza bonifiche e tutela delle acque, Presidente della Regione Campania, obbligato dallAccordo di programma del luglio 2003 in sostituzione dellAutorit portuale. Su incarico, quindi, del Commissario del Governo, nel marzo del 2007, stato redatto, da Sviluppo Italia SpA, uno Studio di fattibilit per la rimozione della colmata a mare e bonifica dei sedimenti marini antistanti al sito dinteresse nazionale (SIN) Bagnoli-Coroglio27. Lo studio di fattibilit consegnato

(aree a verde pubblico, aree commerciali e alberghiere, aree da dedicare ad attivit di ricerca ed ad attivit ricreative). Cfr nota Ministero ambiente n. 13734/QdV/DI/IX/VII/VIII . 24 Le misure di sicurezza consistono nella realizzazione di una barriera idraulica di emungimento e relativo impianto di trattamento, di una barriera idraulica di ricarica, nonch nellimpermeabilizzazione dellarea di colmata. Quanto alla barriera di emungimento sui 31 pozzi previsti ne risultavano in fase di rifacimento soltanto 10; dei 42 pozzi della barriera di ricarica, alcuni trasbordavano acqua. Per quanto riguarda limpermeabilizzazione dellarea di colmata, nel corso del sopralluogo stato rilevato il completo stato di abbandono della stessa, trasformata in discarica abusiva. 25 Le vicende di carattere tecnico/amministrativo sopra descritte, che hanno portato ad un sostanziale ritardo nella realizzazione degli interventi di qualificazione ambientale previsti dalloriginario Piano, oltre a determinare la presenza delle criticit ambientali sullarea, culminate con il divieto di fruizione degli arenili e di balneazione nello specchio dacqua antistante il SIN, hanno anche precluso la possibilit dinvestimenti volti alla riqualificazione economica dellarea con un atteso rilancio sia in termini turistici che produttivi del territorio (Cfr documento tecnico allegato allAccordo di programma quadro). 26 Nellallegato tecnico allAccordo di programma quadro del 31.07.2007 (di cui si parler in prosieguo) si afferma che: solo ora lAutorit portuale di Napoli in grado di predisporre gli atti di gara; ci comporta che non sarebbe possibile avviare la rimozione della colmata prima della fine dellanno 2010. Invero, lipotesi Darsena di levante saltata per mancate e/o tardive autorizzazioni. LAutorit portuale di Napoli ottenne un finanziamento di 43.997.790 per lo smantellamento della colmata, il trattamento ed il trasporto dei materiali di risulta e limpiego degli stessi per la realizzazione del terminal di Levante. 27 Sviluppo Italia, su incarico conferito in house dal Commissario di Governo con Ord. n. 71 del 26/06/07 , aveva gi svolto attivit di progettazione per la realizzazione degli interventi di bonifica dei litorali a nord ed a sud della colmata. Lo studio di fattibilit commissionatole presenta tre ipotesi: la prima prevede la trasformazione della colmata in materiali inerti e relativo riutilizzo; tale ipotesi, per, stata ritenuta irrealizzabile a Napoli, sia per un problema di riutilizzo dei materiali, sia per

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nellaprile 2007 e tra le varie soluzioni prospettate stata scelta quella consistente nel conferimento a Piombino dei materiali derivanti dalla rimozione della colmata e dalla bonifica dei fondali. Tutti i soggetti che sottoscrissero lAccordo del 17 luglio 2003 hanno condiviso lopinione progettuale configurata dallo studio di fattibilit effettuato da Sviluppo Italia, consistente nella bonifica delle aree industriali ex ILVA ed ex ETERNIT, rimozione della colmata di Bagnoli con il ripristino della linea di costa, bonifica dei sedimenti inquinati marini presenti sotto la colmata e nellarea marina antistante al SIN di Bagnoli-Coroglio, avvio della bonifica dei sedimenti marini classificati come pericolosi presenti nellarea portuale di Napoli e riempimento della cassa di levante con sedimenti non pericolosi provenienti dalla medesima area. Il Progetto, stato, infine, inserito in un nuovo Accordo di programma stipulato in data 5 luglio 2007, che stima in 282.763.677,0028 lammontare complessivo degli interventi ivi previsti e che individua nuove soluzioni tecnico/procedurali alternative rispetto a quanto previsto dal precedente accordo del 17 luglio 2003 sottoscritto dal Ministro dellambiente, dalla Regione Campania, dal Commissario di Governo per lemergenza bonifiche e tutela delle acque nella Regione Campania, dal Comune di Napoli, dallAutorit portuale di Napoli e dalla Bagnolifutura S.p.A.29.

indisponibilit di spazi ove poter effettuare le necessarie lavorazioni. La seconda ipotesi prevede la destinazione al di fuori dei confini nazionali (Danimarca o altro sito estero); tale soluzione presenta la pregiudiziale del trasporto con notevole aggravio dei costi. La terza ipotesi consiste nel trasferimento dei materiali derivanti dalla colmata a Piombino, ove il materiale verrebbe stoccato, lavorato e selezionato per utilizzi possibili in quellarea. E questa lipotesi che stata sottoposta a valutazione; pertanto, a Sviluppo Italia stato richiesto di approfondire la tempistica ed il cronoprogramma, nonch i costi delloperazione, in considerazione anche del fatto che a Piombino, tra laltro, potevano essere portati i sedimenti inquinati per essere riversati in vasche di colmata gi in corso di costruzione. Loperazione Piombino, sicuramente pi onerosa sotto il profilo dei costi a causa di una maggiore spesa per il trasporto della cassa di colmata e dei sedimenti, si presentebbe pi vantaggiosa sotto il profilo della bonifica, prevedendo unitamente alla rimozione della colmata una probabile ulteriore bonifica dellarenile che si renderebbe necessaria in caso di allungamento dei tempi nella eliminazione delle cause inquinanti (CFR resoconto stenografico del 21 marzo 2007 relativo allIndagine conoscitiva del Senato della Repubblica sulle bonifiche dei siti inquinati audizione del Direttore generale del Ministero dellambiente). 28 Di cui 107.380.174,00 per le opere di competenza della Bagnolifutura. 29 Mentre laccordo del 2003 si occupava delle sole attivit attinenti allarea assegnata alla Bagnolifutura (quindi i soli siti industriali ex Ilva ed Eternit e la colmata a mare ereditata dallItalsider), laccordo del luglio 2007 prende in considerazione anche larenile e i fondali antistanti, unificando loperazione e rimodulando i finanziamenti sulla base delle nuove esigenze. LAccordo del 17.07.2003 prevedeva il finanziamento delle seguenti attivit di bonifica:

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Allaccordo del 5 luglio hanno fatto seguito, sempre tra i medesimi soggetti, tre ulteriori atti modificativi in data 15 novembre, 21 dicembre 2007 e 25

novembre 2008, con i quali, fermo restando lonere a carico dello Stato di 75.059.174,00, vengono procrastinati i tempi di realizzazione delle attivit di bonifica previsti dal progetto definitivo di variante approvato il 24/11/2006 con decreto del Ministro dellambiente, viene previsto il conferimento in vasca a Piombino dei materiali provenienti dalla rimozione della colmata e viene

concordato che la Regione Campania, per il tramite del Commissario del Governo per lemergenza bonifiche e tutela delle acque, concorra alla copertura degli oneri derivanti dallattuazione del Piano di completamento con un contributo finanziario di 15.000.000,00 (quindicimilioni/00) secondo la procedura richiesta per lattribuzione dei fondi per la misura 1.8 del POR Campania 2000/2006 . Resta fermo limpegno della Bagnolifutura di provvedere alla conservazione dei manufatti di archeologia industriale il cui costo stimato in 17.321.000,00 euro ricorrendo al sistema del project financing, ovvero con mezzi propri30. LAccordo ha ottenuto lapprovazione con DM del 04/03/09 dopo il III atto modificativo, che ha eliminato la previsione in virt della quale la societ Bagnolifutura avrebbe potuto ammettere a finanziamento e quindi rendicontare le spese sostenute per la realizzazione di interventi, coerenti con il Piano di

gestione dellimpianto di emungimento delle acque sotterranee ed il relativo impianto di trattamento in esercizio allatto del subentro alla societ Bagnoli S.p.A. (misura di messa in sicurezza ed emergenza del sito); costruzione e gestione dellimpianto di barriera di ricarica, a seguito di prescrizioni ricevute da Ministero dellambiente e realizzata su progetto approvato da una Commissione di esperti; completamento di alcune demolizioni in corso allatto del subentro alla Bagnoli S.p.A.; per misura di sicurezza, ed il conseguente smaltimento dei rifiuti gi stoccati e di quelli prodotti nel corso delle attivit; redazione del progetto definitivo del Piano di completamento con personale interno alla Societ, consegnato al Ministero dellambiente nel luglio del 2002, integrato nel novembre 2002 ed approvato e finanziato nel luglio 2003. Il nuovo Accordo del 05.07.2007 e successive modificazioni prevede il finanziamento delle seguenti opere: realizzazione del diaframma plastico a monte idrogeologico della colmata; recupero paesaggistico nelle aree pedomontane del costone di Posillipo; conservazione e valorizzazione dei manufatti di archeologia industriale presenti nelle aree industriali ex ILVA ed ex ETERNIT; conferimento in vasca a Piombino dei materiali provenienti dalla colmata. 30 Nellallegato 3 si riporta lattivit contabilizzata e pagata dalla Bagnolifutura fino al 31/12/08, si tratta di contabilizzazioni per 25.798.382,30, a fronte della quali il Ministero ha dato il solo anticipo di 7.500.00.

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completamento,

effettuati

in

periodo

antecedente

allapprovazione

del

precedente Accordo di programma del 17 luglio 2003, nonch le spese di struttura relative alle attivit previste dal Progetto definitivo di bonifica; previsione che aveva sollevato rilievo da parte della Corte dei conti31. Tratto saliente del nuovo Accordo integrato rappresentato dal fatto che la sua efficacia stata subordinata alla sottoscrizione di un Accordo di programma quadro che definisse le modalit di finanziamento e la realizzazione di tutti gli interventi di bonifica negli ambiti marino-costieri dei Siti di bonifica dinteresse nazionale di Piombino e Napoli Bagnoli-Coroglio, ivi compresi quelli relativi alla gestione dei sedimenti pericolosi presenti nellarea del Porto di Napoli (v. oltre, par. 4)32. La sottostante tabella mette a confronto i costi preventivati e gli interventi previsti nelloriginario accordo del 2003 e nel nuovo accordo di programma del luglio 2007 (TAB.1).

TAB.1 PIANO DI BONIFICA E RECUPERO AMBIENTALE AREA INDUSTRIALE BAGNOLI Costi e fonti di finanziamento Fonte di Importo 2003 finanziamento

Progetto Art.2 Bonifica del sito: preparazione aree, dell'Accordo demolizioni, caratterizzazione di dettaglio, legge 388/2000 art. di scavi, movimentazioni, vagliatura e 114, co.17 programma lavaggio, sistemazione superficiale, disinquinamento acque sotterranee trasporto e conferimento a discarica rifiuti, compresi eventuali oneri di condizionamento e trattamento supervisione e controllo, spese tecniche di progettazione, direzione e contabilit lavori, oneri di sicurezza imprevisti, artt. 25 e 31/bis l. 109/84 realizzazione diaframma plastico demolizioni di strutture civili ed impianti e smaltimento dei relativi rifiuti prodotti Totale Costruzione discarica per inerti, coltivazione, chiusura e attivit post operam

Importo 2007

45.992.794,00

29.171.973,00

15.433.094,00

22.583.693,00

non presente 6.889.462,00

8.340.000,00 6.463.508,00 8.500.000,00

6.743.824,00 75.059.174,00 15.000.000,00 75.059.174,00

La Corte formula rilievo con nota 84/A dell11/09/08, chiedendo chiarimenti sul riconoscimento alla Bagnolifutura del finanziamento degli interventi effettuati prima dellapprovazione dellAccordo del 2003, nonch i costi di personale e strutture. LAmministrazione ritira il provvedimento il 13/10/08. 32 Tale Accordo stato attivato ancor prima del definitivo decreto approvativo dellAccordo di programma del 5 luglio 2007 e successive modifiche e integrazioni, che, come gi detto, era stato respinto con rilievi dalla Corte dei conti e quindi ritirato dallAmministrazione che non lha ripresentato nel marzo 2009.

31

22

Messa in sicurezza costone Posillipo, con Fondi regionali dal riutilizzo materiali provenienti dalla bonifica - P.O.R. 2000/2006 misura 1.8 ampliamento deposito materiali in fase di trattamento Totale Conservazione immobili archeologia industriale Totale Studio fattibilit realizzazione nuova linea di A carico Ministero costa attivit produttive e Sviluppo Italia Art.4, co. 1 Rimozione della colmata, comprensiva di A carico Fondo dell'Accordo smantellamento, conferimento in vasca a investimenti di Piombino dei materiali, trattamento della Ministero ambiente programma restante parte e rimozione scogliera Realizzazione attivit accessoria a Bagnoli Assegnazioni CIPE e Piombino dal FAS ex legge 266/05, art.1 , co. 415 e 416 Bonifica dei fondali di Bagnoli Coroglio Fondi regionali dal P.O.R. 2000/2006 misura 1.8 Totale Art. 3 Bonifica arenili Bagnoli Coroglio dell'Accordo di programma Totale Fondi regionali dal P.O.R. 2000/2006 misura 1.8 A carico Bagnoli Futura (anche in project financing)

14.325.874,44 non presente 15.000.000,00 17.321.000,00 17.321.000,00 non presente 674.125,56 15.000.000,00 17.321.000,00 17.321.000,00

non presente

50.000.000

non presente

50.000.000,00

non presente

15.600.000,00 115.600.000,00

non presente

15.483.503,00 15.483.503,00

Art.4, co. 5, messa in sicurezza dei sedimenti pericolosi Legge 426/98 dell'Accordo del Porto di Napoli e realizzazione terminale risorse stanziate di di Levante per la bonifica del programma sito dinteresse nazionale di Napoli orientale, gestite dal Commissario di Governo A carico dell'Autorit portuale TOTALE GENERALE DELL'OPERAZIONE Elaborazione C.d.c. su dati ricavati dagli accordi di programma

non presente

20.300.000,00

43.997.790,00 43.997.790,00 151.377.864,00

24.000.000,00 44.300.000,00 282.763.677,00

Dal confronto tra i due piani finanziari subito rilevabile un incremento di costi pari ad 131.385.813 (l 86% in pi rispetto alla prima previsione). Tale aumento dei costi deve porsi in relazione alla previsione di interventi ulteriori, quali principalmente la bonifica degli arenili e dei fondali antistanti e la rimozione ed il trasporto dei materiali di colmata a Piombino; interventi che trovano copertura finanziaria in fonti diverse da quelle originariamente

individuate (le quali mantengono la loro destinazione) e precisamente: 50.000.000 - Fondo investimenti Ministero ambiente; 50.000.000 - assegnazioni CIPE dal FAS ex legge 266/05, art.1 , co. 415 e 416;

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31.083.503 - Fondi regionali dal P.O.R. 2000/2006 misura 1.8; 302.310 - legge 426/98 per la Darsena di Levante del Porto di Napoli33.

Dallanalisi dei singoli importi risulta, inoltre, che: - il finanziamento ex legge 388/2000, art. 114 ( 75.059.174), pur rimanendo immutato nel suo complesso, stato rimodulato come segue: un minor importo stato destinato alla bonifica dellarea industriale in senso stretto e la restante cifra sar utilizzata per spese amministrative di gestione e per altri interventi (realizzazione del diaframma plastico per evitare il perpetuarsi dellinquinamento della falda acquifera)34; - i fondi gestiti dal Commissario del Governo, per lattivazione della discarica di Pianura ( 15.000.000), vengono destinati alla messa in sicurezza del costone di Posillipo, da realizzarsi con quei medesimi materiali destinati in precedenza alla discarica. Maggiore attenzione va riservata alla problematica riguardante la colmata ed alle vicende che hanno portato alla destinazione dei materiali di risulta a Piombino con conseguente lievitazione dei costi. NellAccordo del 2003, la rimozione della colmata, comprensiva del riutilizzo del materiale per la Darsena di levante del porto di Napoli, era a carico dellAutorit portuale per un importo complessivo di 43.997.790. Nella sottostante tabella (tab. 2) viene posto in evidenza il costo finale delloperazione preventivato nellAccordo del 2007 ( 144.300.000).

33 Si ricorda che nellAccordo del 2003 la rimozione della colmata e la sistemazione della darsena di levante era a totale carico dellAutorit portuale, mentre con laccordo del 2007 limpegno finanziario, per la sola sistemazione della Darsena, dellAutorit portuale scende a 24.000.000, il restante a carico del Commissario di governo. 34 Gli importi minori della bonifica sono dovuti al fatto che una parte della stessa stata effettuata dai realizzatori delle opere finali (Porta del parco, Turtle point, Parco dello sport) e quindi i relativi costi sono rientrati in tali appalti in forma di variante.

24

TAB. 2 RIM RIMOZIONE COLMATA 50.000.000 (sma smantellamento-conferimento materi materiali a Piombino- trattamento della parte restante a Bagnoli- sistemaz zione scogliera Fondi ministero ambiente

ATTIVITA ACCESSORIA alla rimozione a Bagnoli e a Piombino

50.000.000

Assegnazione CIPE dal FAS

REALIZZAZIONE DARSENA DI LEVANTE

20.300.000 24.000.000

A carico del Commissario di Governo. A carico dellAutorit portuale di Napoli.

TOTALE

144.300.000
Elaborazione C.d.c. su dati rilevati dallAccordo di programma luglio 2007

Va opportunamente evidenziato che lincremento dei costi che si registra con lAccordo del 2007 sembra potersi attribuire solo in minima parte (31.083.503) alla bonifica degli arenili e dei fondali, per i quali erano gi previsti stanziamenti nei fondi POR Campania 2000/200635. Una forte dilatazione si annota anche nei tempi di realizzazione delle opere (v.oltre). E previsto, infatti, che il nuovo Progetto possa realizzarsi in 34 mesi a partire dalla stipula dellAccordo di programma quadro del 31/12/2007, laddove lAccordo del 2003 fissava tale termine al mese di giugno 2007. Da quanto finora riferito emerge un dato effettivo che quello rappresentato dai gravi ritardi che si sono andati accumulando, nonostante i correttivi e rimedi introdotti in corso dopera, nel processo di bonifica, ritardi che delineano un quadro decisamente negativo, connotato da inefficienze operative e scarsa

cognizione delle problematiche sottese alla realizzazione dei programmi. Va, infatti, stigmatizzato che il decreto ministeriale 31/07/2003 di

approvazione

dellAccordo di programma, aveva esplicitamente subordinato

linizio dei lavori di bonifica allapprovazione da parte del Comune di Napoli del progetto della discarica di Pianura Pisani, indicata dal Sindaco di Napoli, in
35

La bonifica degli arenili e dei fondali non era prevista nellAccordo di programma del 2003 che disciplinava unicamente le attivit di competenza della Bagnolifutura S.p.A. sulla base della legge 582/96, mentre la bonifica degli arenili, della cui realizzazione responsabile il Commissario del Governo attivit disciplinata dal DM 471/99.

25

occasione della stipula del citato Accordo, quale sito per il conferimento dei materiali inerti provenienti dalla bonifica stessa. Sulla scorta dellapprovazione di tale progetto la Bagnolifutura, societ di trasformazione urbana del Comune, sottoscriveva il contratto di appalto e consegnava i lavori di bonifica pur nella consapevolezza che il sito indicato per il conferimento degli inerti non era nella disponibilit del Comune, n lo sarebbe mai divenuto
36

Altro motivo di censura fornito dalla vicenda legata alla procedura di esproprio che coinvolge il Sindaco di Napoli nella doppia veste di Sindaco e di Commissario del Governo per il settore bonifiche
37

. Si sa per certo che

lipotesi di esproprio stata assentita dal Comune con delibera della Giunta del 10/09/04, n. 2862, ma dagli atti istruttori non emergono elementi di forte dissuasione al proseguimento della relativa procedura, se non quello introdotto dalla Soprintendenza38, n dato rilevare iniziative risolutive da parte del Commissario del Governo alle bonifiche, per giunta firmatario dellAccordo di programma che gli addossava i costi per lo smaltimento dei rifiuti derivanti dalla bonifica dei suoli. Una nota del Ministero dellambiente del 25/07/05 informa

che lutilizzazione del sito di Pianura risulta non del tutto coincidente con i tempi di bonifica a causa delle difficolt emerse nella preparazione della

La discarica di Pianura ha operato per 40 anni, fino a quando il Prefetto di Napoli, su delega del Commissario di Governo per lemergenza rifiuti ex OPCM 07/10/94, non ne ha disposto la chiusura con ordinanza 28/12/95. Con successiva ordinanza n. 279/2002 il Commissario per lemergenza rifiuti disponeva interventi di messa in sicurezza per totale saturazione della discarica. Con delibera 323/2004, il Presidente della Giunta regionale campana approvava la variante generale al Piano regolatore che nel luogo della discarica dei Pisani, a Pianura, configurava la realizzazione di un parco sportivo di circa 60 ettari. Ci nonostante, per dare inizio ai lavori di bonifica e non perdere i finanziamenti comunitari, era necessario individuare una discarica; ci emerge dal resoconto della seduta del Consiglio comunale del 19/02/2007 ove, per voce del Vicesindaco, viene dichiarato: lindicazione del sito di discarica in contrada Pianura-Pisani, fu esplicitata esclusivamente per consentire la conclusione dellAccordo di programma (cfr Relazione della Commissione di vigilanza). Anche la soluzione proposta di conferimento dei rifiuti nella cava sita nel Comune di Formia, localit Penitro, apparsa dilatoria, essendosi rivelata dimpossibile realizzazione. 37 Cfr Ordinanze PCM 21/10/99, n. 3011 e 21/12/99, n. 3031. . 38 La motivazione addotta dalla Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio di Napoli e provincia nel decreto del 07/09/05, con riguardo alla non coincidenza della Bagnolifutura s.p.a. con il Comune di Napoli, fa discutere sulla legittimazione della societ medesima alla gestione, affidata in house, dei complessi interventi in esame; ci anche alla luce di una recente sentenza della Corte di giustizia su una STU francese nella quale si evidenzia che una STU non pu considerarsi soggetta a controllo analogo, in quanto si muove, per sua natura, seguendo interessi commerciali che sfuggono al controllo del Comune (Corte di giustizia sentenza C-220/05 del 18 gennaio 2007: nel caso di societ commerciali, quali sono le STU, la loro azione obbedisce e persegue obiettivi di natura differente da quelli di unamministrazione pubblica, o comunque determina la propria azione in maniera del tutto autonoma rispetto agli indirizzi dellente locale, sottoponendosi unicamente agli obblighi contrattuali (convenzione con lente locale azionario) ed al diritto societario). Nel caso di specie presente un nuovo elemento rappresentato dalla partecipazione della Societ di trasformazione urbana direttamente allAccordo di programma del luglio 2003.

36

26

convocazione della Conferenza dei servizi propedeutica alla dichiarazione di pubblica utilit (cfr nota 16, pag. 9).

4. ACCORDO DI PROGRAMMA QUADRO DEL 21 DICEMBRE 2007.

Per gli interventi di bonifica negli ambiti marinocostieri presenti allinterno dei siti di bonifica dinteresse nazionale di Napoli Bagnoli-Coroglio e Piombino, si ritenuto necessario ricorrere ad uno strumento di di

programmazione negoziata e, pertanto, in data 21 dicembre 2007, stato sottoscritto un Accordo di programma quadro tra tutti i soggetti istituzionali interessati
39

Per un costo preventivato pari ad 288 milioni, laccordo prevede esattamente: - la totale rimozione della colmata di Bagnoli; - il conferimento di gran parte dei materiali rimossi, non pericolosi, a Piombino; - la realizzazione di una barriera soffolta per proteggere i fondali bonificati; - la rimozione dei sedimenti pericolosi presenti nello specchio dacqua; - la ricostruzione dellarenile antistante larea ex ILVA; - il dragaggio dei fondali e rinascimento spiaggia
40

I tempi di realizzazione previsti dallaccordo sono i seguenti:

39 Presidenza del Consiglio dei ministri, Ministero dellambiente e tutela del territorio e del mare, Ministero dello sviluppo economico, Ministero dei trasporti, Ministero delle infrastrutture, Ministero delluniversit e ricerca, Commissario di Governo per lemergenza bonifiche e tutela delle acque in Regione Campania, Provincia di Livorno, Provincia di Napoli, Autorit portuali di Piombino e di Napoli, Comuni di Piombino e di Napoli, Circondario Val di Cornia e societ Bagnolifutura SpA. 40 LAccordo permette di conciliare esigenze tipicamente ambientali, di messa in sicurezza e bonifica connesse al contestuale rilancio produttivo dei territori e relative a tre siti dinteresse nazionale coinvolti: Piombino, Bagnoli-Coroglio e Napoli orientale; nel contempo consente di dare risposte alle seguenti problematiche: necessit di affrontare lesigenza ambientale Bagnoli-Coroglio mediante la rimozione della colmata e la successiva bonifica dei fondi marini antistanti il SIN; limpossibilit di realizzare a Bagnoli siti di deposito temporaneo dei materiali derivanti da tale attivit, nonch la mancanza, in tempi brevi, di utilizzi alternativi per i materiali derivanti dalla colmata, attraverso il conferimento, nel rispetto della normativa vigente, dei sedimenti non pericolosi nelle vasche di colmata del Porto di Piombino; necessit da parte del Porto di Piombino di realizzare nuove aree utilizzabili a fini portuali, mediante la creazione di vasche di raccolta ove refluire sia i sedimenti derivanti dalla bonifica dellarea portuale che materiale idoneo proveniente dallesterno (Cfr Nota Ministero ambiente del 6 marzo 2008, n. 5558/QDV/IX).

27

settembre 2008 per la progettazione e affidamento lavori; marzo 2010 per la rimozione della colmata; aprile 2010 per la bonifica degli arenili. Con la stipula dellAccordo di programma quadro perdono valore le precedenti pattuizioni che impegnavano: il Comune di Napoli a mettere a disposizione la discarica di Pianura-Pisani per il conferimento dei rifiuti derivanti dalla bonifica dei suoli delle aree ex ILVA ed ex ETERNIT, nonch degli eventuali, ulteriori rifiuti provenienti dalla rimozione della colmata di Bagnoli, ove non fosse stato possibile, nei tempi previsti, il riutilizzo degli stessi da parte dellAutorit portuale; il Commissario del Governo ad assegnare la somma di 15 milioni di euro al Comune di Napoli per sostenere i costi di smaltimento nella discarica localizzata in localit Pianura, nonch ad assegnare 10 milioni di euro al predetto Comune per lo smaltimento dei materiali provenienti dalla colmata a mare qualora lAutorit portuale non avesse compiuto le attivit di sua competenza; la societ Bagnolifutura a corrispondere sei milioni di euro a concorso della copertura dei costi stimati per la rimozione della colmata; lAutorit portuale di Napoli a rimuovere la colmata di Bagnoli ed a sostenere i costi, stimati in euro 43.997.790,00 per lo smaltimento, il trattamento ed il trasporto dei materiali derivanti dalla colmata stessa al fine del loro impiego per la realizzazione del terminal di levante. Allatto della sottoscrizione dellAccordo quadro apparivano evidenti i vantaggi temporali che si sarebbero realizzati con il trasporto dei materiali provenienti dalla bonifica a Piombino, essendosi dichiarata lesistenza in detta localit di una cassa di colmata gi in essere, con annessa piattaforma per il recupero di scorie siderurgiche, laddove nella Darsena di levante del porto di Napoli lequivalente cassa doveva ancora essere realizzata. In realt, per, tale previsione favorevole stata smentita dai fatti, poich nel mese di gennaio 2009 loperazione rimozione della colmata e trasporto a Piombino non era ancora iniziata, anche per indisponibilit delle strutture di accoglienza. data si era solo concretata lautorizzazione A tale

del Prefetto di Napoli allo

svolgimento della gara per il trasporto dei materiali a Piombino e la costituzione

28

da parte della Giunta della Regione Toscana del previsto Osservatorio (vedere oltre). Per contro lAutorit portuale di Napoli ha reso noto41 che i lavori per la Darsena di levante, sia pure con i ritardi di cui si dar conto pi avanti, sono in fase di avvio. Suscita, tuttavia, non poche perplessit il fatto che lAccordo quadro abbia, comunque, iniziato a spiegare i propri effetti sulla scorta di un provvedimento presupposto (lAccordo di programma del luglio 2007) al momento privo di efficacia per rifiuto di registrazione da parte della Corte dei conti. Nella tabella seguente (TAB.3) si riportano i dati concernenti la componente finanziaria dellAccordo di programma quadro per la parte riguardante Bagnoli.
TAB. 3 ATTIVITA SPECIFICHE Scavo e trasporto hot post Scavo e trasporto materiali e scogliera Rimozione e lavaggio scogliera di protezione colmata Conferimento materiali a Piombino COSTI IN EURO 650.000 19.500.000 450.000 42.540.000

RIMOZIONE COLMATA RIMOZIONE HOT POST RIMOZIONE SCOGLIERA CONFERIMENTO MATERIALI PIOMBINO

E A

totale Bagnoli Piombino

63.140.000 3.000.000 5.600.000 8.600.000 10.800.000 23.560.000 430.000 1.270.000 3.000.000 4.800.000 43.860.000

ATTIVITA ACCESSORIE totale

BONIFICA DELLARENILE E DEI FONDALI

Scavo e trasporto sedimenti non pericolosi Conferimento in vasca a Piombino sedimenti non pericolosi Scavo e trasporto sedimenti pericolosi Trattamento sedimenti pericolosi Realizzazione barriera soffolta Ricostruzione arenile

totale COMPLETAMENTO FASCIA COSTIERA BONIFICA Realizzazione barriera fisica per acque sotterranee nella zona antistante area ex ILVA Realizzazione diaframma plastico e bonifica arenili Scavo e trasporto sabbie inquinate non pericolose Conferimento a Piombino delle sabbie inquinate non pericolose

8.500.000 13.583.503

600.000 1.300.000 23.983.503 139.583.503

totale TOTALE GENERALE

Elaborazione C.d.c. su dati ricavati dallAccordo di programma quadro dicembre 2007

41

Nota prot. n. 300 del 12/02/09.

29

Nella

sottostante

tabella

(TAB.4)

sono

indicate,

invece,

le

fonti

di

finanziamento dellAccordo di programma quadro42: TAB.4


FONTE FINANZIAMENTO Ministero ambiente e tutela del territorio e del mare - cap. 7506 - legge 338/01, art.114. 8.500.000 IMPORTO (in euro)

Fondo investimenti Ministero ambiente e tutela del territorio e del mare cap. 7082 Assegnazioni CIPE dal FAS legge 266/05, art. 1, co. 415/416 (riserva premiale). Regione Campania bilancio ordinario Regione Campania fondi strutturali POR Campania 2000-2006, misura 1.8 Totale 15.483.503 139.583.503 50.000.000 15.600.000 50.000.000

Elaborazione C.d.c. su dati ricavati dallAccordo di programma quadro dicembre 2007.

Risulta evidente che lAccordo di programma quadro, seppure connesso con lAccordo di programma del luglio 2007, disciplina in modo particolare le questioni ricadenti nel progetto Bagnoli-Piombino, accantonando il problema

concernente la Darsena di levante che viene disgiunto anche da quello relativo alla rimozione della colmata, i cui costi preventivati risultano, nel frattempo, cresciuti in maniera esponenziale, come appare dal seguente prospetto: Costi rimozione colmata luglio 2003 43.997.790 Luglio 2007 100.000.000 Dicembre 2007 115.600.000

Invero, lo stanziamento di 115.600.000

previsto dallAccordo di

programma quadro per la rimozione della colmata e per la realizzazione della totalit degli interventi previsti dal Progetto preliminare, si rivelato

insufficiente, atteso che il relativo costo stato stimato in euro 175.000.00043.

42

Da tenere presente che lAccordo di programma quadro prevede anche una seconda fase, riguardante la bonifica dei fondali oltre i 5 metri, in cui si prevede di rimuovere mc. 2.333.458 di sedimenti non pericolosi, con un impegno economico di circa 70 milioni di euro, le cui fonti di finanziamento sono da reperire. 43 Somma indicata dal Provveditore alle OO.PP. con nota n. 602 del 20/01/09.

30

In ragione di ci stata scelta la soluzione di realizzare gli interventi per stralci funzionali (al riguardo cfr. 6.1), provvedendo subito alla messa in sicurezza della colmata attraverso una barriera soffolta che consentirebbe di procedere alla bonifica del litorale ai fini della balneazione e in un secondo

momento eseguire la bonifica del tratto di mare antistante allarea e, da ultimo, se e quando saranno reperiti i relativi fondi, procedere alla rimozione della colmata44. Al fine di fornire una maggiore informativa, in termini di risorse finanziarie stanziate, sul tortuoso percorso seguito per condurre a soluzione la bonifica del sito industriale di Bagnoli-Coroglio, giova far presente che: gli originari 43.997.790 euro messi a disposizione dallAutorit portuale di Napoli per la rimozione colmata, dopo lAccordo di programma quadro, tornano nella disponibilit della stessa Autorit per la realizzazione della Darsena di Levante con altri materiali reperiti con il dragaggio del porto di Napoli; i 75 milioni di euro messi a disposizione dal Ministero dellambiente a valere sui fondi stanziati dalla Finanziaria 2001 ed allocati sul capitolo 7506, restano finalizzati alla bonifica delle aree ex industriali, ma di questi soltanto una parte, pari ad euro 8.500.000, viene presa a riferimento nellAccordo di programma quadro per la realizzazione del diaframma plastico che impedisca linquinamento marino attraverso la falda acquifera, rendendo necessario reperire altri fondi da capitoli promiscui o da assegnazioni effettuate dal CIPE a valere sul Fondo aree sottoutilizzate (FAS)45.

5. LA DARSENA DI LEVANTE.

Si gi detto in precedenza, illustrando lAccordo di programma del 31.07.2003, che la rimozione della colmata di Bagnoli, da eseguirsi a carico
44

Sempre che nel frattempo non venga trasformata in piazzetta per lo svolgimento del Forum culturale del 2013, come riferiscono organi di stampa. 45 Giova far presente che dal citato cap. 7506, ora confluito nel cap. 7503, art.3 , sono stati erogati finanziamenti per 7.500.000,00, la restante somma a suo tempo stanziata sul capitolo, pari a 67.553.257, viene riportata tra i residui passivi fino allesercizio finanziario 2007 per poi cadere in perenzione nellesercizio successivo.

31

dellAutorit portuale di Napoli, mirava a trasformare la Darsena di levante del Porto di Napoli in unarea portuale da attrezzare a terminal contenitori mediante il marginamento e successivo riempimento con i materiali derivanti dalla demolizione della stessa colmata. Il progetto preliminare di adeguamento della Darsena di levante a Terminal contenitori mediante colmata e conseguenti opere di collegamento datato 20/12/01. Un articolato iter amministrativo determinato dallesigenza di integrare il progetto iniziale, in ottemperanza alle prescrizioni imposte da varie Conferenze di servizi, ne ha consentita lapprovazione solo alla data del 10/03/2005. A complicare ancor pi la situazione intervenuta la legge finanziaria 2005 (art. 1, co. 57) con limposizione del tetto di spesa agli impegni, che ha impedito, di fatto, la realizzazione degli investimenti programmati per tutto il corso degli anni 2006 e 200746. Poich nel frattempo, con decreto interministeriale47 del 25 marzo 2003, era stata resa operativa la rimozione della colmata di Bagnoli, il progetto stato inserito nel Piano urbanistico attuativo (P.U.A.) approvato il 16 marzo 2005 dal Consiglio comunale di Napoli che prevede: la rimozione della colmata di Bagnoli, la bonifica dei fondali e la restituzione della spiaggia alla cittadinanza. Il progetto definitivo, allinterno del quale prevista la rimozione della colmata, presentato dallAutorit portuale nel giugno del 2004, stato, infine, approvato dal Provveditorato interregionale alle opere pubbliche il 27/04/2005, dal Consiglio superiore dei lavori pubblici il 17/11/2005 e dal Ministro dellambiente con D.M. del 21/12/2005.

Le opere marittime sono spesso ostacolate o rallentate dalla severit delle prescrizioni ambientali la cui applicazione nei singoli casi viene a sconvolgere il cronoprogramma dei lavori fino ad arrivare a situazioni di blocco delle attivit per lunghi periodi (cfr nota Ministero infrastrutture e trasporti del 23/02/09). 47 Ministro dellambiente e tutela del territorio di concerto con i Ministri delle attivit produttive e della salute, sentita la regione Campania.

46

32

Una perizia di variante presentata dalla stessa Autorit48 ha reso necessaria una seconda approvazione nel gennaio 2007, cui faceva seguito lautorizzazione definitiva del 02/07/08. Nelle more della definizione delliter approvativo del progetto, a seguito dellaggravarsi della situazione di criticit venutasi a determinare dopo

linterdizione di fruibilit degli arenili a Nord e a Sud della colmata (Ord. Sindaco di Napoli n. 1304 del 02/08/06), in adesione alla proposta formulata con lo

studio di fattibilit redatto, nellaprile 2007, da Sviluppo Italia S.p.A su incarico del Commissario del Governo, veniva individuata lipotesi del trasferimento dei materiali provenienti Piombino. Riguardo alla realizzazione del Terminal di levante, la quantit di materiale occorrente, pari a 1,2 milioni di mc, sarebbe, invece, stato recuperato nellambito degli interventi di bonifica delle aree portuali comprese nel sito dinteresse nazionale Napoli orientale, individuato dallarticolo 1, comma 4 della legge 9 dicembre 1998, n. 426 e perimetrato con ordinanza commissariale del 29 dicembre 199949. Quanto allo stato di realizzazione della Darsena suddetta, per opportuna notizia, si fa presente che lAutorit portuale di Napoli con nota prot. n. 4/09 del 07/01/09, ha cos riferito. In data 20/02/08 sono iniziati i lavori per la realizzazione del Circuito di presa dacqua di raffreddamento per la centrale di Napoli orientale e misura di sicurezza demergenza della falda il cui appalto stato autorizzato per un importo di 24.500.000 (grado di realizzazione, 50%)50. In data 10/11/08, stato approvato il Progetto esecutivo per ladeguamento della nuova Darsena a terminal contenitori mediante colmata-struttura cassa e dalla colmata non pi nella Darsena di levante, bens a

48 Dato il tempo trascorso lAutorit portuale aveva ritenuta necessaria una integrazione al piano di caratterizzazione della Darsena di levante che venne interpretata dalle Autorit interessate come proposta di variante al progetto definitivo. 49 Pubblicata sulla G.U. dell 8 marzo 2000, n. 56. Il materiale utilizzato sar costituito solo dai sedimenti indicati come non pericolosi dal Progetto preliminare di bonifica del Porto di Napoli predisposto da ICRAM ed approvato, ex art. 14 della legge n. 241/90, nella Conferenza dei servizi decisoria del 28.02.2006. 50 Il progetto definitivo del 21/12/04, quello esecutivo del 18/10/06.

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banchina. Il progetto, che reca un importo di 154.00.00051, ha ottenuto la pronuncia di compatibilit ambientale da parte del Ministero dellambiente in data 09/01/08 ed il parere di conformit urbanistica da parte del Comune di Napoli il 24/06/08. Il bando di gara stato pubblicato il 14/01/09. Il Progetto di dragaggio dei sedimenti del Porto di Napoli, da utilizzare per la Darsena di levante, in corso di redazione. TAB. 5 FONTI DI FINANZIAMENTO 112.245.793,40 16.591.514,70 7.662.691,90 17.500.000 154.000.000

Fondi MIT DM 3199/06 L. 388/00 DM 02/05/01 (di


autorizzazione alla stipula di mutui ammortizzabili dallo Stato in 15 anni)

POR Campania 06/13_ DGR 941/08 L. 296/06, art.1, co.991 DM 152T/07 TOT.
Elaborazione C.d.c. su dati dellAutorit portuale di Napoli

Da quanto rappresentato ovvio dedurre come i tempi previsti per la realizzazione della Darsena di levante abbiano subito continui slittamenti correlati a ripetute richieste di integrazioni al progetto da parte della Conferenza dei servizi, integrazioni che a richiesta degli Organi ministeriali hanno dato luogo alla pretestuosa presentazione di elaborati progettuali ex novo e conseguenti ritardi, da parte dello stesso Ministero, al rilascio delle pertinenti autorizzazioni (inizio lavori, VIA).

6. IL COMMISSARIO DI GOVERNO.

Lordinanza del presidente del Consiglio dei ministri del 25.02.99, n.2948, inserisce la bonifica dei siti contaminati di Bagnoli-Coroglio e dellarea

antistante52 tra le competenze in precedenza attribuite, con OPCM 18/03/96, n. 2425, al Commissario per lemergenza rifiuti, Presidente della Regione

Nella tab. 5 si riportano le relative fonti di finanziamento. Lintervento del Commissario riguarda larenile e le aree antistanti , mentre per la bonifica del sito industriale ex ILVA ed ETERNIT competente la Bagnolifutura.
52

51

34

Campania, al quale, contestualmente, stato affiancato il Sindaco di Napoli con compiti specifici di: - progettazione in forma integrata e realizzazione dinterventi di risanamento ambientale, igienico-sanitari ed idrogeologici di alcune zone; - progettazione e realizzazione dinterventi di ripristino della morfologia naturale della costa e la sistemazione delle infrastrutture la cui permanenza prevista dallo strumento urbanistico; - disposizione di messa in sicurezza, bonifica, ripristino ambientale e monitoraggio dei siti da bonificare. Lordinanza dispone, inoltre, che i due Commissari delegati dispongano in materia di accesso alle aree interessate, per le occupazioni durgenza e per le eventuali espropriazioni. Successive Ordinanze53 conferiscono ai due Commissari delegati compiti specifici di progettazione e realizzazione dinterventi di bonifica dei siti inquinati dellarenile di Bagnoli-Coroglio, promuovendo anche unattivit di ricerca per prevenire e ridurre la produzione e la pericolosit dei rifiuti. Con OPCM del 22.12.00, n. 3100, tutte le competenze, nonch le relative risorse gi stanziate per la bonifica in argomento, sono, nuovamente, accentrare in capo al Commissario delegato, Presidente della Regione Campania, al quale sono attribuiti anche compiti sostitutivi, in caso di inadempienze dei competenti Uffici comunali e regionali, per la progettazione e realizzazione degli interventi di caratterizzazione, ripristino e di messa in sicurezza dei siti inquinati. Infatti, a valere sui fondi POR della Regione Campania 2000/200654, con ordinanza n.233/04 del Commissario, risultano affidati in house, secondo lOrdinanza del Ministero dellInterno, coordinamento Protezione civile, n. 3100/200055, ad ARPAC, ICRAM ed alla Societ SVILUPPO ITALIA AREE

Cfr OPCM n. 3011 del 21/10/99 e n. 3031 del 21/12/99. Fondo FERS, di cui allAsse 1, misura 1.8 55 Ord. 3100/00, art.15, co.4: per lo svolgimento delle attivit di propria competenza, il Commissario delegato Presidente della Regione Campania- pu avvalersi di societ specializzate a totale capitale pubblico, con riconoscimento, a favore delle medesime, dei costi sostenuti e documentati, preventivamente autorizzati dal Commissario delegato.
54

53

35

PRODUTTIVE (SIAP), interventi di subperimentazione, caratterizzazione e bonifica per la messa in sicurezza dei siti inquinati di Bagnoli. In particolare, lordinanza affida allARPAC attivit di caratterizzazione nellambito del SIN Coroglio-Bagnoli con assegnazione di risorse finanziarie pari a 2.000.000; allICRAM attivit di caratterizzazione delle aree marine, nellambito del SIN per un importo complessivo di 494.770 e alla SIAP attivit di stazione appaltante per lattuazione dellintervento bonifiche con misure di sicurezza degli arenili, con assegnazione di risorsa finanziaria nellordine di 12.911.422,47, successivamente rimodulata in 12.675.418,3256. Nello specifico, lICRAM57, gi nel settembre 1999, aveva ricevuto lincarico, da parte del Ministero dellAmbiente e del Commissario delegato, di svolgere unindagine sui fondali marini antistanti allarea di Bagnoli, finalizzata ad una valutazione della qualit ambientale del sito, dalla quale era risultato un elevato stato di contaminazione da metalli pesanti, soprattutto nellarea antistante la colmata. Nellanno 2002 lICRAM integra il precedente studio; nellanno 2004, su incarico del Commissario del Governo, lICRAM formula il Piano di

caratterizzazione ambientale (sulla base dellOrd. 233 del 31/12/04). Con ordinanza 126 del 5/11/05, viene richiesto, dal Commissario di Governo, un approfondimento delle indagini di caratterizzazione sugli arenili a nord della colmata. Nel dicembre 2007 lICRAM termina il progetto consistente nella: relazione finale dellattivit di caratterizzazione ed indagini integrative di tipo geofisico sugli arenili a nord della colmata;

Cfr. Ord. commissariale 174/06. Ente di ricerca che fornisce supporto tecnico scientifico al Ministero dellAmbiente per tutto quello che riguarda lambiente marino; in particolare, per quanto attiene agli impatti dovuti ad attivit industriali e produttive sullambiente mare, lICRAM collabora ad interventi di bonifica e risanamento ambientale dei siti contaminati. Lo strumento, principale attraverso cui lICRAM svolge il proprio incarico il piano di caratterizzazione. Cfr. Decreto Ministero ambiente 18 settembre 2001, n. 468: "Art. 10 (Convenzione con ICRAM). - La convenzione con lICRAM per la caratterizzazione e gli interventi sulle aree marine e' stipulata dal Ministero dell'ambiente."; la natura della collaborazione stata ulteriormente rafforzata con DM 28 novembre 2006,n. 308, art. 5, dove previsto che lICRAM possa eseguire direttamente attivit di caratterizzazione allinterno dei SIN e redigere il progetto preliminare di bonifica.
57

56

36

predisposizione del Progetto preliminare di bonifica dellarea marina perimetrata con ipotesi di attuazione per fasi del progetto stesso;

consulenza tecnico scientifica al Commissario per la progettazione degli interventi di bonifica sugli arenili.

Le spese sostenute dallICRAM, per lincarico in parola ammontano a 217.522; il Commissario di Governo ha liquidato limporto di 150.000. La SIAP, dopo aver predisposto e portato ad approvazione il progetto preliminare e quello definitivo di bonifica, ai fini dellaffidamento delle opere, con bando pubblicato sulla GUCE del 23/03/06, n. 57, ha indetto una gara ristretta per laggiudicazione, al prezzo pi basso, dei lavori di bonifica con misure di sicurezza degli arenili di Bagnoli-Coroglio, consistenti nellallestimento dellarea di cantiere e delle strutture di servizio. La gara stata aggiudicata alla R.T.I.

FENICE S.p.A.- DE VIZIA TRANSFER S.p.A. (questultima in qualit di mandante) per un importo complessivo di 6.846.200,71. La consegna dei lavori avvenuta in data 06/09/06. I tempi di esecuzione sono stati previsti in giorni 29058. Essendosi in corso dopera riscontrate varie inadempienze contrattuali59, la ditta appaltatrice stata diffidata, in data 21/05/07, a porre in essere tutte le attivit che consentano di rimuovere gli inadempimenti contestati e, comunque, a proseguire le attivit oggetto del contratto, ivi compresa lattivit di riempimento degli arenili, entro 15 giorni, trascorsi i quali inutilmente si sarebbe proceduto alla rescissione del contratto per grave negligenza o malafede dellesecuzione. Nonostante il riscontro fornito dalla Ditta allatto di diffida, alla data del 06/07/07 la situazione non appariva mutata; tant che una relazione

Queste le specifiche tecniche del contratto: allestimento area di cantiere con predisposizione area per deposito temporaneo delle sabbie contaminate rimosse e delle sabbie trattate in impianto di lavaggio; rimozione strato di sabbia contaminata in corrispondenza del bagnasciuga ( da 20 cm a 100 cm max); messa in opera del telo permeabile a fondo scavo e successiva sostituzione delle sabbie rimosse con sabbia pulita fino a formare uno strato di m. 1 al di sopra del telo; collocamento delle sabbie contaminate rimosse in cumoli omogenei per essere caratterizzate; trattamento in sistema di lavaggio in loco, previa autorizzazione, in area esterna; realizzazione di un sistema di protezione delle sponde e fornitura di piattaforme per la discesa in acqua; smantellamento dellimpianto di trattamento. Per altre informazioni cfr. pagine 42 e 43 della presente relazione. 59 Indisponibilit a gestire le sabbie contaminate con presenza di componenti con determinati valori di concentrazione; non corretta gestione dei fanghi derivanti dalle attivit preliminari di lavaggio delle sabbie; illecita collocazione ai piedi dellimpianto di lavaggio dei materiali contaminati; non corretta gestione delle sabbie meteoriche scaricate in un canale anzich versate in apposite vasche.

58

37

del Commissario

del

Governo

in

data

02/11/0760 espone

scenari poco

rassicuranti sulle condizioni dellarea di Bagnoli ove appaiono ancora presenti evidenti fenomeni dinquinamento da sottoporre ad urgenti interventi di bonifica. In conseguenza di ci in data 03/08/07 il contratto stato formalmente dichiarato risolto per grave inadempimento contrattuale, con escussione immediata dellimporto totale della fideiussione ( 1.367.780,39). In esecuzione dellAccordo di programma quadro del 21/12/2007,

lOrdinanza del PCM, n. 3638 del 31/12/07, conferisce al Commissario delegato, Presidente della Regione Campania, lulteriore somma di 115.600.00061 per la bonifica dei sedimenti dellarea antistante al litorale di Bagnoli e la rimozione della colmata. In merito a questultima, dopo la decisione di trasportare i materiali di risulta non pi alla Darsena di levante, ma a Piombino, il nuovo Commissario del Governo delegato, nel frattempo nominato con OPCM n. 3654 del 01/02/08 nella persona del Direttore tecnico dellAgenzia regionale per la protezione dellambiente della Campania, ha siglato, in data 07/08/08, con Provveditorato interregionale alle opere pubbliche, una convenzione per la elaborazione di un progetto preliminare per la rimozione della colmata e bonifica dei fondali e indizione della relativa gara dappalto. Il progetto, trasmesso al Ministero dellambiente il 12/01/09, stato approvato, con prescrizioni, in sede di Conferenza dei servizi decisoria in data 26/02/09. Da quanto rileva in ordine allintera vicenda, lecito dedurre che i poteri extra ordinem conferiti ai Commissari con le suddette ordinanze non risultano esercitati a pieno proprio nelle situazioni in cui lintervento commissariale sarebbe stato necessario per superare situazioni di stallo determinate dallinerzia o dalla riluttanza degli organi locali preposti ad assumere provvedimenti impopolari (come nel caso della vicenda discarica). Viene, allora, da ritenere che il vero problema possa risiedere non tanto nel proporre nuove e pi stringenti soluzioni normative, quanto nel farle rispettare ed anche lecito interrogarsi
Fatta pervenire dal Dipartimento della protezione civile. La somma cos ripartita: 15.600..000 a valere sulle risorse POR Campania 2007/2013, 50.000.000 a valere sulle risorse stanziate dal Ministero dellAmbiente, 50.000.000 avalere sulla riserva premiale non assegnata alla data del 30/09/06.
61

60

38

sullopportunit di conferire poteri straordinari ad organi che, per il loro status politico locale, hanno difficolt ad esercitarli, in quanto suscettibili di subire condizionamenti ambientali (protesta popolare etc..). In questa sede va,

quindi, ribadito quanto gi osservato in precedenti indagini di questa Sezione circa lopportunit di utilizzo dello strumento commissariale per funzioni ordinariamente attribuite alle regioni e che, comunque, le regioni stesse devono provvedere ad attuare nella veste straordinaria conferita loro dalle ordinanze governative. Va, inoltre, osservato che il conferimento in house delle attivit di affidamento dellintervento di bonifica alla societ Sviluppo Italia, che per tale compito in realt si avvalsa della propria controllata Sviluppo Italia aree produttive S.p.A. (SIAP), anche se formalmente autorizzato da ordinanza ministeriale, non appare in linea con i canoni previsti dalla giurisprudenza europea e nazionale fissati per tale tipologia di affidamenti, in quanto la Societ in argomento pur essendo a capitale pubblico, non , tuttavia, assoggettata, come pi volte affermato da questa Sezione del controllo, al controllo analogo da parte dellOrgano pubblico conferente. Induce, infatti, a qualche riflessione il fatto che una siffatta procedura semplificata, oltre ad ingenerare dubbi sul piano della trasparenza amministrativa, sortisce anche leffetto di sottrarre ai controlli preventivi di legittimit gli atti di evidenza pubblica posti in essere dalla societ affidataria.

6.1 . STATO DEGLI INTERVENTI DI BONIFICA DEGLI ARENILI E DEI FONDALI MARINI.

Per quanto riguarda la bonifica degli arenili di Bagnoli Coroglio e dei fondali marini antistanti, si gi detto come il Commissario del Governo, nellambito della propria competenza e in seguito alle risultanze delle indagini di caratterizzazione effettuate a partire dagli anni 1999/2000, abbia affidato alla Societ Sviluppo Italia aree produttive (SIAP), in qualit di stazione appaltante,

39

giusta il disposto dellOrdinanza commissariale 233/04, la redazione del relativo progetto e lindizione della gara dappalto. Il Progetto prevedeva la realizzazione della bonifica in due fasi: FASE 0:

a) realizzazione di una scogliera lungo i due arenili di Bagnoli e di Coroglio; b) preparazione di unarea di deposito preliminare individuata in

corrispondenza della colmata; c) rimozione delle sabbie contaminate dei due arenili di bagnoli e di Coroglio; d) trattamento delle stesse attraverso un impianto di soil washing; e) posa in opera di un telo di tessuto non tessuto e riposizionamento di sabbie pulite. FASE 1:

a) realizzazione di una barriera impermeabile per intercettare le acque di falda contaminate; b) posizionamento a tergo della barriera di un dreno per convogliare tali acque in pozzetti di sollevamento; c) rilancio di tali acque attraverso una condotta verso limpianto di trattamento; d) impianto di trattamento acque in corrispondenza alla colmata. La gara di appalto per la fase 0 stata aggiudicata allATI, Fenice- De Vizia Transfer s.p.a., la cui vicenda contrattuale stata gi descritta al precedente punto 6. Nel periodo di vigenza contrattuale la suddetta ATI ha realizzato la scogliera lungo i due arenili di Bagnoli e di Coroglio (luno a nord e laltro a sud della colmata), ha approntato parzialmente unarea di deposito preliminare, ha proceduto alla decontaminazione delle sabbie con il procedimento soil washing. Tuttavia, tale sistema di trattamento non sembra aver prodotto gli effetti auspicati, ci in quanto, per lottenimento degli obiettivi di bonifica prefissati, il materiale doveva essere trattato servendosi di additivi e solventi specifici, come

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era stato chiaramente indicato nello schema di impianto progettato dalla SIAP in sede di progettazione preliminare62. Il trattamento adoperato dallATI, FeniceDe Vizia Transfer, consistito, invece, semplicemente nella separazione ad umido delle sabbie senza luso dei prescritti additivi e solventi; dal che il pessimo risultato con riguardo alla decontaminazione delle sabbie, che secondo le analisi fatte dallARPAC del solo 10%63. In ragione di ci, come gi esposto in precedenza, il contratto con la suddetta ATI stato rescisso con restituzione delle relative aree nel novembre 2007. In seguito a tale accadimento, per il completamento dei lavori limitatamente agli arenili di Bagnoli, la stazione appaltante, SIAP, indiceva una nuova gara e in data 12/11/08 affidava alla Pescatore S.r.l i lavori di bonifica con misure di

sicurezza degli arenili fase 0- lotto 1 (Lido comunale) con contestuale consegna dei lavori che sono stati ultimati in data 22/12/0864.

In data 09/07/08 veniva inoltre stipulato con la stessa Pescatrice s.r.l., a seguito di gara, il contratto dappalto per il completamento dei lavori di bonifica con misure di sicurezza degli arenili fase 0- lotto 2 ( lidi denominati Arenile, Lido comunale, Lido Fortuna). 31/12/0865. I relativi lavori sono stati ultimati in data

62 Cfr. Relazione sulle problematiche dellimpianto soil washing, redatta dalla SIAP e trasmessa a questa Sezione dal Commissario di governo con nota prot. 5106 del 08/05/09. 63 Cfr. relazione Servizio ispettivo Autorit per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori servizi e forniture del 19/07/06. 64 Tali lavori sono consistiti in: esecuzione di analisi sulle sabbie inquinate e relativa classificazione; rimozione dei materiali di varia natura presenti nellarea; scavo sabbie inquinate per un totale di mc 2.850; invio del materiale scavato alle discariche autorizzate, come da relativi verbali inviati in copia a questa Sezione dalla struttura commissariale; posa in opera del geotessuto al fondo scavo e posa di sabbie pulite (provenienti da cava precedentemente individuata e accuratamente certificate da laboratori specializzati). La superficie oggetto di bonifica pari a mq 2.850, mentre il volume di sabbia pulita di circa mc 2.850. 65

Tali lavori sono consistiti in: bonifica dagli ordigni bellici dellarea di intervento; completamento dellarea di deposito provvisorio; scavo della sabbie contaminate per mc 4.300; trasporto delle sabbie nellarea di deposito provvisoria e successivo smaltimento;

41

Tuttavia, a seguito di eventi di forza maggiore (forti mareggiate), si sono verificati danni ai lavori eseguiti che hanno reso necessario interventi di ripristino ed attivit di smaltimento di materiali in discarica
66

La superficie oggetto di bonifica pari a mq 15.520, mentre il volume di sabbia pulita di circa mc 16.153. Alla data attuale i lavori di bonifica con misure di sicurezza degli arenili di Bagnoli sono da considerarsi ultimati; in data 14/05/09 le aree sono state restituite alla Capitaneria di porto di Napoli che contestualmente le ha restituite allAutorit portuale di Napoli. Va evidenziato che, in forza dellAccordo di programma del 21/12/07, le sabbie da smaltire dovevano essere trasferite nella vasca di refluimento di Piombino; in corso dopera la stazione appaltante presentava specifica richiesta in tal senso alla competente Autorit portuale di Piombino, appurando limpossibilit di tale trasferimento67. Anche i lavori concernenti la realizzazione della fase uno, aggiudicati in data 15/06/07 allATI SIBA-EMIT SIF, per un importo totale di 6.880.284,7268, risultano ultimati ed in regime di gestione provvisoria (cd. fase di start up) a cura della Societ affidataria, per una durata di 60 giorni. Per quanto concerne lintervento di bonifica dei fondali marini, bene rammentare che lo stesso stato previsto, da ultimo, nellAccordo di programma quadro del dicembre 2007 ed stato accomunato con le operazioni di rimozione della colmata (per le vicende relative 23-25). a tale questione cfr pagg.

abbancamento della sabbia inquinata in cumuli e ricoprimento degli stessi con telo impermeabile; posa in opera del geotessuto per separare le sabbie contaminate da quelle pulite di ricoprimento; ripascimento degli arenili con le suddette sabbie pulite; realizzazione di pontili per la discesa a mare.

66 Cfr.Relazione Direttore lavori prot. 174/023 del 11/05/09, ricevuta dalla struttura commissariale in data 12/05/09. 67 Cfr. nota Vice commissario di governo per le bonifiche e la tutela delle acque della regione Campania prot. 6190 del 03/06/09, pag. 7. 68 Cfr. Ord. commissariale n. 174 del 30/10/08.

42

In ordine alla parte operativa si ribadisce che

con Ordinanza 149 del

06/08/08 il Commissario del Governo delegato, nominato con OPCM del 01/02/08, n. 3654 nella persona del Direttore tecnico dellAgenzia regionale per la protezione dellambiente della Campania, ha incaricato il Provveditorato alle opere pubbliche per la Campania, in qualit di stazione appaltante,

allespletamento degli interventi previsti dal suddetto APQ. Sulla base della relativa convenzione, datata 07/08/08, la struttura del Provveditorato ha elaborato il progetto preliminare, approvato, con prescrizioni, nel corso della Conferenza decisoria del 29/02/09 tenutasi presso il Ministero dellambiente (Cfr. pag. 40). In considerazione dei costi di realizzazione stimati dal Provveditorato di gran lunga superiori alle disponibilit stanziate, si addivenuti alla

determinazione di riorganizzare gli interventi per stralci funzionali (in tal senso cfr. quanto esposto a pag. 32 della presente relazione). Alla data del 30/06/09, risulta che da parte del Provveditorato alla opere pubbliche stato elaborato lo stralcio progettuale consistente nella sola bonifica dei fondali presentato al Ministero dellAmbiente in data 24/04/0969. Per quanto attiene ai materiali di risulta ed al loro smaltimento, la struttura commissariale ha fatto pervenire la relazione redatta da SIAP (stazione appaltante), riguardante la supervisione delle attivit di carico, trasporto e

smaltimento delle sabbie contaminate provenienti dagli arenili a nord della colmata di Bagnoli, completa di dichiarazioni di avvenuto smaltimento e bolle di trasporto. In totale la bonifica ha prodotto 7.764,64 tonnellate di rifiuti non pericolosi (i rifiuti pericolosi non sono risultati presenti).

In risposta ad una richiesta istruttoria, il Comune di Napoli con nota del 10/02/09, n.177, nel dichiararsi estraneo alle attivit indicate nellAccordo di programma del dicembre 2007, seppur firmatario dellAccordo stesso, ha trasmesso copia di una missiva inviata al Provveditore alle opere pubbliche della Campania69 con la quale il Vicesindaco manifesta viva preoccupazione per i riflessi negativi che la mancata rimozione della colmata avrebbe comportato sul progetto edilizio della Bagnolifutura. Si desume dalla corrispondenza che il relativo progetto non trova adeguata copertura nellAccordo di programma quadro del 2007.

69

43

7. GLI ORGANISMI PREPOSTI AL CONTROLLO

a)Gruppo di lavoro in seno al Ministero dellambiente

La legge 582/96 (art.1, co.4), istituiva un Comitato di coordinamento ed alta vigilanza delle attivit di bonifica con il compito di supportare il Piano di risanamento; si trattava di una commissione di esperti con il compito di controllare e monitorare, almeno ogni 6 mesi, gli aspetti tecnico economici delle attivit di bonifica eseguite. La legge 388/00 (co. 19, art.114), abolisce tale Comitato, prevedendone la cessazione dellattivit a decorrere dalla costituzione di un nuovo organismo di controllo in seno al Ministero dellambiente da costituirsi con decreto

interministeriale. Il suddetto Comitato cessa, pertanto, le proprie attivit il 31/07/03, data in cui la competenza di vigilanza e controllo sulla corretta e tempestiva attuazione del Piano di recupero di Bagnoli viene trasferita al Nucleo di valutazione del

Ministero dellambiente (NUVAL), che con DM 14/05/04 istituisce, nel suo seno, una specifica unit operativa (attualmente denominata COVIS) incaricata di svolgere un continuo monitoraggio e controllo delloperato sullarea industriale di Bagnoli, da effettuarsi in stretta collaborazione con la Commissione di collaudo (nominata con il medesimo decreto ed il cui onere finanziario grava sulla stazione appaltante). Per effetto di successivi interventi normativi (Cfr. DPR 90/2007 L. 133/2008) la composizione, la natura, lorganizzazione di detta unit sono pi volte variate, ma non gi la funzione; al momento in itinere un nuovo decreto volto ad affidare allorganismo, secondo la configurazione normativa attuale, le funzioni di attestazione e verifica del sito industriale di Bagnoli. E bene precisare che nellambito ministeriale al predetto Nucleo compete la valutazione degli interventi sotto laspetto tecnico e finanziario, mentre in capo

44

alla Direzione generale per la qualit della vita permane la responsabilit del buon andamento ed esito delloperazione. Dagli atti istruttori rileva che il COVIS ha eseguito un solo sopralluogo data 6 giugno 2008, presentando una relazione che ripercorre in

liter

amministrativo della vicenda e riferisce sullo stato dei lavori a quella data, senza, peraltro, dare riscontri di criticit, n suggerire rimedi ai ritardi accumulati. Sul piano finanziario la relazione d conferma dellanticipo erogato dal Ministero nella misura del 10% sul finanziamento previsto e fa presente che la Bagnolifutura potrebbe rendicontare 33 milioni di euro circa, ed incassare, quindi, il secondo anticipo (cosa che inspiegabilmente la societ non ha fatto, nonostante versi in precaria situazione economica). Desta perplessit costatare come una struttura creata con specifici compiti propulsivi, oltre che di vigilanza e controllo sulla corretta attuazione del piano di recupero di Bagnoli, non sia andata oltre la mera constatazione dei fatti, evitando ogni valutazione dordine critico e propositivo, ma limitandosi a sostenere di non aver elargito alla Bagnolifutura ulteriori somme di denaro oltre lanticipo previsto per legge. Circostanza, questa, assai censurabile sul piano

sia dellefficienza, sia dellefficacia dellazione amministrativa, atteso che compito precipuo del Ministero di assicurarsi che la bonifica venga realizzata e che ben 67.553.257 sono andati in perenzione amministrativa, immobilizzati, quando potevano essere utilizzati per altre impellenti necessit.

b) Organismi di controllo che operano in seno alla Provincia ed al Comune.

b.1) Ruolo della Provincia. Oltre alla valutazione tecnica dei progetti presentati, con le modalit chiarite dal DM 471/99, alla Provincia, attraverso lo strumento della Conferenza dei servizi, di cui si fatto ampiamente uso nella specifica circostanza, compete principalmente lo sviluppo dellistruttoria tecnica di controllo e verifica degli

45

interventi di bonifica e conseguente monitoraggio, nonch lattestazione del completamento degli interventi previsti mediante rilascio di apposita

certificazione amministrativa. Lattivit svolta dalla 5 U.O. Controlli, Area tutela ambientale della provincia di Napoli nella bonifica dei siti inquinati.

b.2) Ruolo del Comune. La delibera del Consiglio comunale di Napoli di costituzione della S.T.U. Bagnolifutura (la n. 40 del 18/02/02) ha previsto anche la contestuale istituzione, allinterno del Consiglio comunale, di una Commissione di vigilanza70 sullattivit della Bagnolifutura, con il compito di riferire annualmente al Consiglio comunale in merito alla conformit del piano di intervento agli strumenti urbanistici, alladempimento delle attivit demandate alla societ mediante il controllo su tutte le fasi delle attivit stesse, nonch sulla situazione economico finanziaria della societ. Nel marzo del 2008 la Commissione, (rinominata dal Consiglio Comunale con Del. n.1 del 04/01/07), ha prodotto un rapporto (relativo alle attivit svolte tra il luglio 2005 e il settembre 2007) con il quale, nellevidenziare difficolt operative interne causate dalla impossibilit a riunirsi con regolarit per la continuativa mancanza del numero legale e dalla reticenza dei vertici della STU a fornire notizie e rendicontazioni, (circostanze segnalate anche dalla

precedente Commissione), delinea un quadro allarmante che desta notevoli preoccupazioni circa il futuro di Bagnoli. Le principali criticit rilevate che, comunque, sono gi state segnalate nel corso della presente relazione, sono le seguenti: mancata disponibilit del sito di stoccaggio dei materiali inerti; assenza di strategie alternative a trovare ubicazione per i circa

800.000 mc provenienti dal piano di completamento;

Poich la Bagnolifutura S.p.A. ha anche capitale della Provincia e della Regione, tali enti locali, con proprie deliberazioni, hanno riconosciuto, quale organo di controllo comune, la suddetta Commissione di vigilanza.

70

46

mancata definizione delle trattative per lacquisizione dei restanti

suoli facenti parte del PUE; accumulo di notevoli ritardi rispetto al cronoprogramma fornito

dalla Bagnolifutura; costa; incertezze dellopinione pubblica sulla rimozione della colmata.. accumulo di ritardi consistenti rispetto alla bonifica della linea di

La Commissione, in particolare, ha evidenziato alcune criticit di gestione della Bagnolifutura: inadeguatezza dei progetti a base dasta; superficialit della fase di gestione e di affidamento degli appalti; imprudenza nella gestione della bonifica; carenza operativa nella programmazione operativa concreta degli

interventi.

Tali imprudenti comportamenti, conclude la suddetta Commissione, sono stati causa di varianti in fase di progettazione esecutiva e in corso dopera, di blocco dei lavori e richieste di danni da parte delle imprese, dincertezza sui tempi di realizzazione degli interventi (aspetti tutti che si riscontrano anche nella Relazione ispettiva dellAutorit per la vigilanza sui contratti pubblici). Il Comune di Napoli, azionista di maggioranza della STU, societ di scopo del Comune stesso e affidataria in house della realizzazione delle opere, destinatario di una richiesta istruttoria da parte di questUfficio, con la nota prot. N. 177 del 10/02/09 del Dipartimento risposta: il ambiente, Comune, ha fornito la seguente laconica, di

sorprendente

seppur

firmatario

dellAccordo

programma dicembre 2007 non ha interesse per le azioni in esso previste ma solo per gli esiti.

47

c) Autorit per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori servizi e forniture.

LAutorithy, nellespletamento dei suoi compiti istituzionali, si occupata della vicenda Bagnoli attraverso la verifica ed il monitoraggio dellintervento di bonifica e risanamento ambientale dellarea effettuata dal proprio servizio ispettivo. Lultima relazione del Servizio ispettivo, datata 19/07/06, ha dato luogo alla Delibera n. 62 del 27/07/06, in cui si evidenziano preoccupanti criticit riscontrate, quali: carenza di panificazione e programmazione del procedimento

attuativo e mancanza della discarica, che hanno portato al conseguente mutamento delle condizioni di appalto; eccessivo ritardo di quanto realizzato rispetto al cronoprogramma

dei lavori e previsione di un blocco degli stessi; probabilit di maggiori oneri per la stazione appaltante derivanti

dallanomalo andamento dei lavori e dal costo del nuovo progetto che si render necessario; possibilit di ulteriore lievitazione dei costi in relazione al fermo

dellimpianto di trattamento dei terreni e dei macchinari; redazione in itinere di una variante sostanziale del progetto posto

a base dasta, resasi necessaria dalle mutate condizioni di fatto quali lapprovazione del PUA e la indisponibilit della discarica; conseguente necessit di sospendere la progettazione esecutiva la cui realizzazione successiva alla bonifica delle

del Parco urbano, aree. Su quanto

riscontrato,

lAutorithy

ha

ritenuto

doveroso

riferire

alla

competente Procura della Corte dei conti che, sul caso, ha aperto unistruttoria ancora in corso.

48

LAutorithy, unitamente alla Relazione del servizio ispettivo, ha fatto pervenire una nota con la quale si sollevano dubbi sulla validit del sistema di disinquinamento adottato nei terreni dellex sito industriale di Bagnoli. Il processo di soil washing, si legge nella nota, ricominciato nel dicembre 2007, secondo i controlli eseguiti dal laboratorio interno della Bagnolifutura Centro campano tecnologie e ambiente, ha dato buoni risultati, mentre una prova di lavaggio delle sabbie effettuata dallARPAC con gli stessi impianti di soil washing, concessi in uso dalla Bagnolifutura, non ha prodotto risultati

apprezzabili, tant che loperazione stata annullata (secondo lARPAC la quantit dinquinanti abbattuta stata solo del 10%)71. Tutto ci premesso, il caso di segnalare come tra i vari organismi di controllo istituiti dalla legge e dallAccordo di programma col fine specifico di vigilare sul regolare svolgimento delle attivit di bonifica, o a ci deputati per compito istituzionale, vi sia stata assonanza di valutazioni, pur in assenza collegamenti, ma che, comunque, dai loro referti non sia scaturito alcun risultato positivo ai fini delladozione di eventuali correttivi.

8. SITUAZIONE FINANZIARIA.

Nelle sottostanti tabelle sono riepilogati gli apporti finanziari disposti e quelli finora impiegati per la realizzazione del Piano di completamento della bonifica di Bagnoli con indicazione delle varie fonti di finanziamento facenti capo ai diversi livelli di governo coinvolti.

Da tenere presente che mentre la bonifica dei siti industriali ex ILVA ed ETERNIT compete alla Bagnolifutura, quella delle aree costiere affidata al Commissario di Governo che per i controlli si servito dellARPA. lARPAC, su tale argomento, con nota n.6427 del 17/06/09 ha riferito che il diverso risultato ottenuto dal procedimento soil washing, dipende dalla natura e granulometria del terreno trattato in funzione, anche, della destinazione duso delle aree. Per quanto attiene al controllo effettuato dal laboratorio CCTA le relative risultanze sono state validate anche dallARPAC.

71

49

TAB. 6 FINANZIAMENTI A CARICO DEL BILANCIO DEL MINISTERO DELLAMBIENTE. CAP.


7506
72

ESERCIZIO FINANZIARIO
2001/2002/2003

STANZIAMENTO IMPEGNO
75.059.174,58 75.059.174,58

PAGATO
7.505.917,40

RESIDUI
67.553.257,18

NOTE
I residui sono andati in perenzione.

7082/1 2006/2007 Riserva 2006 premiale ex art. 1, co. 415/416, l. 266/05 TOT. Elaborazione C.d.c. su

50.000.000 50.000.000

27.200.000

27.200.000

22.800.000

175.059.174,58 102.259.174,58 dati Sistema integrato RGS/C.d.c.

34.705.917,40

Sul capitolo 7506 grava il primo anticipo effettuato a favore della Bagnolifutura, amministrativa, mentre n i rimanenti avviata, importi a sono caduti la in perenzione per la

risulta

tuttoggi,

procedura

riassegnazione degli stessi, non avendo la Bagnolifutura, beneficiaria dellintero importo stanziato e impegnato, presentato alcuno stato di avanzamento lavori. Per quanto riguarda i 50 milioni di euro, allocati al cap. 7082, fondo unico per gli investimenti, piano gestionale 1 (federalismo amministrativo), limporto di complessivi 27.200.000 stato trasferito con due decreti direttoriali73 al Commissario del Governo per lemergenza bonifiche. Riguardo ai 50 milioni di euro, rappresentanti quota parte degli importi spettanti alla Regione Campania quale riserva premiale, cos come quantificati nella delibera CIPE n. 13 del 22/03/2006, il Ministero assicura che verranno trasferiti sulla contabilit speciale intestata al Commissario del Governo non appena questi ne far richiesta. Nelle tabelle che seguenti sono riepilogati sia i conferimenti affluiti alla contabilit speciale n. 1731, intestata alla struttura commissariale, sia le spese sostenute a valere sulla contabilit stessa dal Commissario del Governo.

Il capitolo 7506 quello in cui sono confluiti i fondi, originariamente allocati al capitolo 7539, stanziati dalla legge finanziaria del 2001 proprio per il completamento della bonifica. Nellesercizio finanziario 2009 detti fondi sono stati trasportati al cap. 7503, concernente i piani di disinquinamento per il recupero ambientale, piano gestionale 3 ( piano di completamento della bonifica e di recupero ambientale dellarea industriale di bagnoli).
73

72

Decreto n. 8133/QdV/DI/G/SP del 25/03/09 e Decreto n. 4506/QdV/DI/G/SP del 17/07/08.

50

TAB. 7

CONTABILITA SPECIALE n. 1731 - ENTRATE

fonte di fin. Bilancio Min. Ambiente (cap. 7705) Bilancio Min. Ambiente POR Campania 00/06

Impegno OPCM 3011/99 (art. 6,co.1) L. 426/98 DM 468/01

Importo assegnato anni precedenti

IMPORTO TRASFERITO 2006 2007 2008 2009

10.845.594,87 10.845.594,87 9.812.681,93 12.675.418,32 50.000.000,00 50.000.000,00 15.600.000,00 1.157.022,26 150.090.717,38 18.850.676,80 6.246.951,87 462.808,90 979.265,80 9.405.806,69 462.808,90 24.994.438,14 60.477.139,30 8.005.081,93 6.246.951,87 516.456,90 258.228,45 1.947.578,24 7.200.000,00 4.531.629,24 20.000.000,00

Bilancio Min. Ambiente (cap. 7082) OPCM 3638/07 Riserva premiale da FAS OPCM 3638/07 POR Campania 07/13 OPCM 3638/07 POR Campania 00/06

Elaborazione C.d.c. su dati ricavati dai Rendiconti del Commissario di Governo

Da notare che limporto indicato alla prima riga ( 10.845.594,87), seppure originariamente deputato alla bonifica del sito Bagnoli- Coroglio, per effetto di successive e molteplici ordinanze della Presidenza del Consiglio dei ministri, stato destinato al ripristino ambientale anche di altri siti inquinati, per essere definitivamente impiegato nella bonifica del litorale Domizio-Flegreo. Tale importo, pertanto, da cassare ai fini della presente indagine. Se ne deduce che a fronte di una somma complessiva stanziata a favore del Commissario del Governo pari ad 139.245.122,51, nella contabilit speciale n. 1731 sono confluiti materialmente solo 41.626.462,50, impiegati come

riepilogato nella sottostante tabella dalla quale si rileva che la somma spesa pari al 26% circa dellimporto ad oggi trasferito ed, inoltre, che le attivit

svolte, rilevabili dalle causali di pagamento, sono per lo pi di carattere prodromico alla bonifica vera e propria (caratterizzazioni, analisi di laboratorio, studi di fattibilit).

51

TAB. 8
fonte di fin.

CONTABILITA SPECIALE n.1731 - SPESE


Impegno importo impegnato anni precedenti PAGATO 2006 2007 2008 2009

Attivit di caratterizzazione ICRAM Attivit di caratterizzazione ICRAM DM 468/01 ORD. 136/04 ORD. 126/05 924.000,00 205.200,00 150.000,00 629.322,00 ICRAM DM 468/01 Bagnolifutura Piano generale s.p.a. di caratterizzazione DM 468/01 Analisi colonna d'acqua DM 468/01 Attivit di caratterizzazione POR 00/06 Studio di fattibilit DM 468/01 Progettazione e POR 00/06 realizzazione interventi di bonifica degli arenili e dei sedimenti Analisi microbiologiche ASL NA1 Riproduzione documenti progettuali DM 468/01 ORD. 550/01 6.416,25 6.416,25 DM 468/01 ORD.403701 225.340,37 225.340,37

ORD.279/02 ORD.48/06 ORD.233/04 ORD.174/06 ORD. 71/07

236.400,00 236.400,00 121.080,00

ARPAC

ARPAC SIAP

1.157.022,26 106.942,16 ORD. 233/04 12.675.418,32 ORD.16/06 ORD.174/06

252.227,50

470.647,20

SIAP

2.896.569,94

3.082.681,40

2.988.892,98

Copy Rapid

OPCM 3638/07 ORD.75/09

115.600.000,00 131.257.819,36 468.156,62 3.046.569,94 3.964.230,90

7.412,60 3.466.952,78 10.945.910,24

Elaborazione C.d.c. su dati ricavati dai Rendiconti del Commissario di Governo

Per quanto riguarda i finanziamenti riguardanti la bonifica dellex sito industriale gestita dalla Bagnolifutura S.p.A., il dettaglio riepilogato al 9; in particolare sono stati destinati allintervento un totale 109.206.304, tra stanziamenti statali, regionali e propri della Bagnolifutura. La Societ ha ricevuto trasferimenti per 23.619.579,32 a fronte di una spesa di

46.297.368,35 euro. Riassumendo, le disponibilit finanziarie per lintero intervento di bonifica, a far data dalla legge 582/96 (primo atto del Piano di recupero dellarea), ammontano ad 259.358.195,96 (195.717.541,58 di fonte statale,

46.319.744,58 a valere sui fondi POR Campania, 17.321.000 provenienti da altri soggetti). In relazione a tali stanziamenti, le spese sostenute complessivamente a tuttoggi sono di 77.243.278,59 ( pari a circa il 30% della disponibilit).

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9.

STATO

DEGLI

INTERVENTI

EFFETTUATI

NELLAREA

INDUSTRIALE SOGGETTA A BONIFICA, ALLA DATA DEL 31/03/2009.

Preliminarmente si ritiene utile delimitare le aree affidate alla Bagnolifutura correlandole al Piano urbanistico di attuazione (PUA, approvato da Comune di Napoli con delibera n. 40 del 15/05/05) (Cfr. all. 1 ). Larea affidata dal P.U.A. alla Bagnolifutura di circa 339 ha, mentre larea di stretta propriet della societ di circa ha 188 (questultima corrispondente alle aree industriali dimesse dellex Ilva e Eternit ex l. 582/96). Tutta la zona in questione, stata suddivisa dal P.U.A. in aree tematiche:

1. Parco Urbano (ha 160) e spiaggia74 (ha 33) ; 2. Coroglio Bagnoli (si tratta dellarea ex Ilva dove si realizzer la Porta del parco, centro integrato di servizi al turismo); 3. Cavalleggeri commerciali); 4. Cocchia (polo per la ricerca); 5. Diocleziano (di propriet delle FFSS); 6. Ferrovie dello Stato (di propriet delle FFSS); 7. Zona residenziale gi esistente; 8. Arsenale (propriet militare, sede della base NATO); 9. Parco dello sport (ai piedi della collina di Posillipo, ha 30). Allinterno dellarea tematica 1 si trovano 16 costruzioni che verranno recuperate quali testimonianze del ciclo siderurgico; alcune verranno riutilizzate come centri culturali altre rimarranno quali reperti di archeologia industriale: Altoforno= Museo della civilt del lavoro; Acciaieria= Citt della musica; Impianto trattamento acque= Turtle point; Officina meccanica= Napoli studios; Centrale termica= Centrale rigenerazione; Direzione= Uffici della Bagnolifutura; Centrale telex = Chiesa; Torre spegnimento coke= palestra per arrampicata. (riservata a residenze ed attivit produttive e

Strettamente connesse a questa porzione dellarea tematica 1 appaiono le attivit di rimozione della colmata, di bonifica dei fondali marini, di bonifica dellarenile con aggiunta di sabbia.

74

53

Nelle more della definizione del contenzioso sorto con la societ De Vizia Tranfer (cfr. 2, pag. 10), erano stati, intanto, avviati dalla Bagnolifutura alcuni progetti, finanziabili con fondi regionali e comunitari, per la realizzazione delle infrastrutture strategiche, strumentali allo sviluppo dellarea dopo la bonifica. Sono stati ammessi a finanziamento e appaltati i seguenti progetti: Turtle point, appaltato ad un raggruppamento temporaneo dimprese capeggiato dalla CASTELLO COSTRUZIONI S.p.A. per un importo di 7.141.102,86 . Lopera,

ubicata nellex impianto di trattamento delle acque, ospiter un Centro per le tartarughe marine e unarea espositiva per attivit culturali e turistiche; la Porta del parco, appaltato alla societ SLED per un importo di

29.921.040,58 (oggetto dellappalto la costruzione di un edificio multimediale per laccoglienza turistica); il Parco sportivo, assegnato ad unassociazione temporanea dimprese con capofila la Societ DECA, per circa 20.618.408,13. Poich tali progetti, meglio descritti nellallegato n. 2, dovevano essere ultimati entro il 2008, per non perdere i finanziamenti POR75, il completamento delle attivit di bonifica delle corrispondenti aree, di competenza della De Vizia Transfer s.p.a., stato, nel frattempo, affidato alle medesime ditte incaricate delle successive opere di trasformazione. Alla De Vizia Transfer s.p.a., dopo la

modifica contrattuale avvenuta a seguito della transazione del 21/01/08, stato consegnato, con il verbale dinizio lavori, un lotto di terreno da bonificare con priorit e che comprende le aree del Parco urbano. La ripresa dei lavori stata autorizzata con decreto ministeriale del 21/04/0876. Con una nota n. 115 del 18/05/09 La Bagnolifutura rende noto che, alla data del 31/03/09, la superficie complessivamente bonificata di ha 76,50, pari al 41,64% delle zone da sottoporre a bonifica (cfr. dettaglio allall.2). Per larea Porta del parco e per il Parco dello sport, le relative certificazioni di avvenuta bonifica da parte della Provincia di Napoli sono state rilasciate

75 76

Cfr verbale Consiglio amministrazione Bagnolifutura n. 79 del 04.12.2006. A condizione che fossero ottemperate le prescrizioni formulate dalla Conferenza dei servizi decisoria del 28/02/08.

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rispettivamente in data 11/02/08 e in data 30/05/08, mentre per il 1 lotto del Parco urbano la certificazione ancora in corso. Nelle restanti aree la bonifica risulta ancora in corso; in particolare nellarea tematica n. 3 (ex Eternit) il grado di realizzazione circa del 20%. Larea stata sottoposta a sequestro conservativo da parte dei NOE per circa 70 big bag77 a causa di una errata attribuzione del codice dei rifiuti (i big bag smaltiti in discariche autorizzate erano in tutto circa 5.500). Un sopralluogo effettuato dai tecnici della Provincia di Napoli in data 14/11/2007 presso le aree Turtle point e Centro esposizione del mare aveva provocato una diffida al proseguimento degli interventi edilizi, essendo stato evidenziato: la realizzazione di un manufatto in c.a. e che le attivit in corso si svolgono in assenza della certificazione dellavvenuta bonifica. Nel prospetto allegato (all. 2) si riporta il nuovo assetto degli affidamenti relativo delle opere di bonifica, come configurato, alla ripresa dei lavori, dalla perizia di variante del 18.07.07, redatta da RTI MWH, completo del grado di bonifica effettuato; lallegato n.3 espone, invece, nel dettaglio, lattivit contrattuale relativa ai singoli appalti conferiti dalla Bagnolifutura per la realizzazione delle opere sopra descritte. Per quanto attiene ai materiali di risulta ed al loro smaltimento, la Bagnolifutura ha fornito un elenco dettagliato78, completo di codice CER e indicazione della ditta che ha provveduto allo smaltimento; in totale la bonifica, fin qui attuata, ha prodotto t. 303.728,98 di rifiuti, di cui t. 35.019,88 qualificati come rifiuti pericolosi. Si segnala, inoltre, che, alla data del 31/03/09, lonere finanziario per i lavori di bonifica attuati stato calcolato in 46,3 milioni, di cui 33,1 milioni a carico della Bagnolifutura. A fronte di tale spesa la Bagnolifutura ha ricevuto

trasferimenti pubblici per un totale di 23,6 milioni, colmando levidente squilibrio con il ricorso al sistema bancario.

77 Sacchi speciali in cui viene inserito materiale contenente amianto per il trasporto in discariche specializzate. 78 Cfr. nota n. 115 del 18/05/09, all. C.

55

Da ultimo si riferisce che per far fronte delle mutate condizioni contrattuali, che hanno comportato per le ditte affidatarie delle opere relative al Parco dello Sport ( DECA s.r.l.) ed alla Porta del parco (SLED) laccollo anche della bonifica dei suoli, con conseguente aumento del prezzo, la Bagnolifutura ricorsa alla dotazione POR 2000/2006, misura 4.6, originariamente non prevista. Nella tabella che segue (TAB. 9) si riepiloga la situazione economica e finanziaria: TAB.9
Attivit Bonifica Archeologia industriale Parco urbano Ente finanziatore MAAT l.388/00 Bagnolifutura Finanziamento previsto 75.000.000 17.321.000 Finanziamento erogato 7.500.000,00 Costo 30.186.748,59 437.088,70 pagato 17.915.993,05 407.819,24

Regione 15.006.550,76 14.256.223,22 13.794.777,82 12.909.149,61 POR 00/06 misura 1.8 Parco dello Regione 1.878.753,24 1.863.356,10 1.878.753,24 1.863.356,10 sport _POR 00/06 Porta del misura 4.6 parco 109.206.304 23.619.579,32 46.297.368,35 33.096.318 Elaborazione C.d.c. su dati forniti dalla Bagnolifutura

10.ESITI DEL CONTRADDITTORIO IN SEDE DI ADUNANZA.

Prima delladunanza di questa Sezione, svoltasi il 16 ottobre 2009, alcune Amministrazioni interessate hanno fatto pervenire memorie, con le quali evidenziano le azioni poste in essere nel pi recente periodo che, in ogni caso, non aggiungono significativi elementi a quanto gi riportato in relazione. I rappresentanti del Ministero dellambiente e tutela del territorio, in sede di pubblico contraddittorio, ad integrazione della memoria, hanno affermato essere in via di soluzione il problema legato alla rimozione della colmata, esibendo, a suffragio, una documentazione fotografica attestante lesistenza nel Porto di Piombino della cassa di colmata destinataria dei materiali della colmata di Bagnoli. Invero, in merito allasserita imminenza della soluzione di tale problema per il caso di segnalare la nota del Vice Commissario emergenza bonifiche della regione Campania, prot. n. 6190 del 03/06/09, in cui si legge:

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lindisponibilit della competente Autorit portuale di Piombino stata appurata in seguito ad esplicita richiesta da parte della stazione appaltante. In proposito anche da citare quanto riferito dallo stesso Ministero nella memoria del 09/10/09, prot. 20598, che cos recita: in sede di Tavolo dei sottoscrittori dellAPQ (ultima riunione 16/07/09) non stato possibile addivenire ad una soluzione concordata, a causa delle difficolt poste dallesigenza di conciliare le istanze poste dai numerosi soggetti coinvolti, con particolare riferimento alle Amministrazioni regionale e locali toscane. La Bagnolifutura s.p.a., con memoria del 09/10/09, prot. n. 230, ha formulato alcune puntualizzazioni di cui si tenuto conto in Relazione, nonch osservazioni rivelatesi ingiustificate sulla scorta degli atti istruttori, tuttavia, in sede di contraddittorio, le suddette osservazioni non sono state reiterate. Per contro stata evidenziata, da parte della Sezione, la vicenda societaria della Bagnolifutura rappresentata da una consistente diminuzione del capitale sociale, giustificata dal rappresentante del Comune di Napoli con gli investimenti sostenuti per la realizzazione dellintervento non ancora reintegrati con la prevista vendita dei lotti destinati ad uso commerciale e residenziale. Da ultimo si cita la memoria presentata dallAutorit per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, prot. 56993 del 02/10/09, in cui si trasmette la delibera n. 38 del 22/04/09. In tale delibera vengono riconfermate le criticit a suo tempo rilevate con la delibera n. 62 del 27/07/06, ampiamente riportate nel testo della Relazione e pienamente condivise. Si segnala, inoltre, che la stessa delibera, al fine di acquisire maggiori elementi istruttori, ha disposto una ispezione presso la Bagnolifutura s.p.a. che risulta tuttora in itinere.

57

11.

CONCLUSIONI

Il piano di recupero ambientale del sito industriale Bagnoli-Coroglio iniziato nel lontano 1994, quando venne approvato dal CIPE e affidato allItalsider. Tra il 1993 ed il 2003 si sono svolte attivit di demolizione, smontaggio e smaltimento dei diversi impianti. Nel 2002 il Comune di Napoli costituisce la Bagnolifutura S.p.A, societ di trasformazione urbana, che quale scopo sociale ha proprio la bonifica ed il recupero dellarea in questione. E di tutta evidenza lenormit del ritardo con il quale si giunto a dare un segnale concreto per il recupero dellarea di Bagnoli, decisa fin dal giugno 1994 dallAmministrazione regionale con il programma di realizzarla entro il 2004 (11 anni dalla dismissione dellILVA e delle altre industrie datata 1/09/91; dallinizio dei lavori di bonifica affidati nel 1996 alla Bagnoli S.p.A). Per la bonifica ed il recupero dellarea sono stati spesi, ad oggi, 6 anni

complessivamente 77.243.278,59 (circa il 30% di una disponibilit totale pari a 259.358.195,96); ci nonostante, i lavori di bonifica dei suoli non sono stati completati, la balneabilit delle spiagge non stata ancora ripristinata perch i fondali marini ed i litorali non sono ancora stati completamente bonificati a causa della colmata, fonte di continuo inquinamento, che non stata rimossa. Com stato possibile rappresentare nel corso della relazione, la

responsabilit del raggiungimento di risultati cos scarsi, non addebitabile alla mancanza di fondi, che al contrario sono stati elargiti, ma al complesso degli Organi Istituzionali coinvolti, che si sono appalesati del tutto inadeguati, ciascuno per la parte di competenza, per i compiti loro assegnati e che nel corso di pi di un decennio, non sono stati in grado di trovare soluzione alle problematiche che via via si sono presentate, a partire dagli iniziali impedimenti determinati dalla indisponibilit di una discarica dove conferire gli inerti. Soprattutto la vicenda legata alla rimozione della colmata a mare, per la cui soluzione, da ultimo, stata prospettata unipotesi apparentemente di rapida

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attuazione, ma che, in realt, richieder tempi lunghi, a destare preoccupazione, atteso che costituisce la fonte principale dinquinamento marino e costiero. Queste le principali criticit che hanno causato lentezza realizzativa degli interventi. In primo luogo la mancata disponibilit della discarica per lo stoccaggio dei rifiuti inerti provenienti dalle aree soggette a recupero, che ha determinato il blocco delle attivit da parte della ditta appaltatrice e linsorgere di un lungo contenzioso con la stazione appaltante (Bagnolifutura S.p.A.). Nella circostanza, al di l dellinopinata rinuncia alla conclusione della procedura espropriativa, va stigmatizzato, sia limprudente atteggiamento tenuto dal Comune gi in ordine alle modalit di individuazione del sito di discarica (una pi attenta e circostanziata valutazione non avrebbe ignorato che larea era soggetta a linerzia

vincoli paesaggistici, a prescrizioni del Piano territoriale ed altro), sia

del Commissario di Governo, che, a norma dellOPCM n. 3100 del 22/12/2000, aveva poteri sostitutivi extra ordinem in caso di inadempienze dei competenti uffici comunali e regionali. E logico, allora, argomentare che il vero problema possa risiedere non tanto nel proporre nuove e pi stringenti soluzioni normative, quanto nel farle rispettare ed anche lecito interrogarsi

sullopportunit di conferire poteri straordinari ad organi che, per il loro status politico locale, hanno difficolt ad esercitarli, in quanto suscettibili di subire condizionamenti ambientali (protesta popolare etc..). In questa sede va,

quindi, ribadito quanto gi osservato in precedenti indagini di questa Sezione circa lopportunit di utilizzo dello strumento commissariale per funzioni ordinariamente attribuite alle regioni e che, comunque, le regioni stesse devono provvedere ad attuare nella veste straordinaria conferita loro dalle ordinanze governative79. Per quanto attiene allattivit svolta dalla Bagnolifutura, listruttoria ha evidenziato, anche in questo caso, superficialit nella fase di affidamento degli

79 Cfr. Delibera Sezione centrale del controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato n. 6/2007/G del 20/03/2007.

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appalti e disinvoltura nella gestione della bonifica80; anche se innegabile che in termini di realizzazione delle opere sono stati raggiunti risultati apprezzabili. Particolare sottolineatura va fatta sul problema della rimozione della colmata, che non solo non stato affatto risolto, ma anzi risulta addirittura

procrastinato per stralci dallultimo progetto presentato dal Provveditorato alle opere pubbliche di Campania e Molise. Originariamente la rimozione della colmata era a carico dellAutorit portuale di Napoli che ne avrebbe utilizzato i materiali di risulta per il riempimento della vasca da realizzare a base della progettata Darsena di levante del porto di Napoli. Un complicato iter amministrativo relativo alla progettazione ed al rilascio di tutte le prescritte autorizzazioni, che ha fatto slittare, sine die, linizio dellopera, si concluso con una proposta della societ Sviluppo Italia S.p.A., alluopo incaricata dal Commissario del Governo, a trasferire i materiali di risulta della rimozione della colmata a Piombino, nella considerazione che i maggiori costi di trasporto si sarebbero compensati con la tempestivit di realizzazione dellintervento. A tuttoggi, per, loperazione non si realizzata, sia per lindisponibilit a Piombino della cassa di colmata e dellannessa piattaforma per il recupero delle scorie siderurgiche, sia per i problemi di reperimento delle risorse che hanno portato ad un accantonamento momentaneo della rimozione. E il caso di segnalare che, nel frattempo, i lavori riguardanti la Darsena di levante del porto di Napoli hanno avuto inizio, gi nel febbraio 2008, e la gara per la realizzazione dei terminal contenitori, la cui banchina di appoggio doveva essere realizzata con i materiali provenienti dalla colmata, in corso di espletamento. Di fatto la soluzione ritenuta di lenta realizzazione ha

sopravanzato quella che era, invece, stata prospettata di pronto utilizzo.

80

Queste le principali anomalie riscontrate: varianti in fase di progettazione ed in corso dopera; blocco dei lavori e richieste di danni da parte delle imprese; Indeterminatezza degli stati di avanzamento e dei tempi di realizzazione.

60

Per quanto riguarda, infine, le criticit sullandamento delle operazioni di bonifica segnalate dai vari organismi di controllo (Gruppo di lavoro in seno al MAAT, Commissione di vigilanza della Bagnolifutura nominata dal Consiglio comunale di Napoli, Autorit per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori servizi e forniture), non apparso che queste siano state prese in debito conto dalle Autorit preposte ai vari livelli istituzionali.

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ALL. 1 Mappa del sito diviso in area tematiche come da PUE

Area tematica n. 1 - Parco Urbano e Spiaggia: Comprende: - il grande Parco Urbano di Coroglio di circa 120 ettari, dove insistono anche 16 siti dellex impianto siderurgico, con un riutilizzo dei loro volumi. - il recupero della spiaggia per circa 33 ettari - la fondazione IDIS - Il Porto canale, previsto a ridosso del pontile Nord, per circa 350 posti barca Area tematica n. 2 - Coroglio-Bagnoli: Si prevede un complesso che comprende attrezzature turistiche. Area tematica n. 3 Cavalleggeri: Accoglie: residenze, attivit produttive, comprese quelle commerciali, attivit universitarie, servizi di quartiere. Area tematica n. 4 Cocchia: Accoglie attivit per la produzione di servizi ed in particolare strutture per la ricerca. Sul territorio dei Campi Flegrei sono previsti importanti centri di ricerca: per Bagnoli si tratta della Citt della Scienza, che gi svolge attivit in loco, e del Polo Tecnologico dell'Ambiente dove si insedieranno 80 nuove aziende eco compatibili, specializzate nei settori della ricerca, dell'innovazione e dei servizi, per una occupazione prevista tra i 600 e gli 800 nuovi addetti. Area tematica n. 5 Diocleziano-Campegna: Accoglie residenze, attivit produttive, comprese quelle commerciali (sei grandi edifici saranno destinati ad attivit commerciali e direzionali) e sar realizzato un parcheggio a 5 piani. Area tematica n. 6 Officine FS: Accoglie attivit per la produzione di servizi. Area tematica n. 7 Residenze esistenti: L'area destinata alla conservazione delle attivit esistenti. Area tematica n. 8 Arsenale: Accoglie: attrezzature per listruzione ed altre attrezzature pubbliche. Area tematica n. 9 Parco dello Sport: Accoglie: su una superficie di circa 42 ettari, un vero e proprio Parco dello Sport, con attivit sportive allaperto e la possibilit di realizzare anche un campeggio su una superficie massima di 3 ettari.

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ALL.2 Bonifica area industriale Bagnoli assetto degli affidamenti al 31/03/09 AREA Parco urbano ESECUTORE STATO NOTE % di area bonificata 80% Si tratta di mq 201.500 ad uso commerciale + mq 693.100 ad uso residenziale Collaudo e 100% certificazione provinciale avvenuta

De Vizia In corso Transfer s.p.a.

Parco sport

dello De Vizia Terminato Transfer s.p.a. (periodo 09/04-01/07)

RTI DECA (periodo 01/07-11/08) Porta del De Vizia parco e Transfer s.p.a. strutture (periodo turustiche 09/04-01/07)

Terminato con rilascio di certificazione da parte della Provincia

100%

Infrastrutture canale pedemontano

SLED (periodo 01/07-05/07) De Vizia Attivit di messa Transfer s.p.a. in sicurezza ancora in corso

RTI DECA (periodo 01/07-11/08) Servizi e De Vizia Terminato In corso ricerca Transfer s.p.a. collaudo Viabilit e De Vizia Caratterizzazione sottoservizi Transfer s.p.a. di dettaglio in corso Insediamenti De Vizia Bonifica in corso urbani Transfer s.p.a. Archeologia De Vizia Bonifica in corso industriale Transfer s.p.a (periodo 09/04-12/07) Castaldo (dal 11/08) Dati forniti dalla Bagnolifutura con nota n.115 del 18/05/09

il

100%

20%

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ALL.3 CONTRATTI DI APPALTO DEI SINGOLI LOTTI 1. PARCO DELLO SPORT Descrizione dellappalto : intervento prevede, nellambito dellattuazione del PUA , la sistemazione orografica e paesaggistica dellarea, le opere di protezione del costone di Posillipo ed irreggimentazione delle acque, la realizzazione di campi sportivi, di un campeggio, di percorsi pedonali e comunque la riqualificazione ambientale ed infrastrutturale dellarea. Valore dellappalto 21.994.645,03 (cofinanziato da fondi strutturali POR Campania 00/06- misura 4.6, inserito anche nel PIT Grande attrattore culturale Napoli). Bando: GU 2006/S 57-059236 del 23/03/06. Aggiudicazione:19/07/06 con possibilit di subappalto, Raggruppamento temporaneo imprese DECA., offerta economicamente pi vantaggiosa.Tempi stimati di realizzazione 450 gg. dalla consegna dei lavori (+ 75 gg. resisi necessari per una perizia di variante + altri 120 gg.in seguito alle ulteriori modifiche contrattuali). SOA a posto, patto di legalit verificato. Data consegna lavori: 28/02/07 importo : 20.618.408,13 Contratto: 31/10/06 I modifica: 23/02/07 , in seguito al decreto min. ambiente che autorizza lavvio dei lavori di bonifica che la Bagnolifutura ha trasmesso alla DECA insieme alle linee guida per le attivit di bonifica, si prevedono opere aggiuntive alloriginario contratto. importo: 3.409.895,50 (di cui 2.556.595 per bonifiche) II modifica: 31/10/07, sempre per i motivi di cui sopra, le opere di bonifica vanno a variare le quantit contrattuali. importo: 3.422.835,74 III modifica:29/05/08, emersa la necessit di ulteriori lavori per le operazioni di bonifica e per la realizzazione di una derivazione aggiuntiva del canale pedemontano. Importo : 3.260.460,71 (di cui 2.218.749,16 per bonifiche) IMPORTO AGGIORNATO: 30.663.383,30 ( di cui 8.198.179,90 per bonifiche). Subappalti: Edilgen Italrecuperi; tutti in possesso di SOA.; soprattutto il sub appalto con la Italrecuperi si rende necessario per la decontaminazione dellarea, che deve essere eseguita da ditta specializzata ( 77.412,00). I LAVORI DI BONIFICA DELLE AREE SONO TERMINATI IL 18/11/08 RELAZIONE DEL DIRETTORE DEI LAVORI 25/11/08 VERBALE DEFINITIVO DI COLLAUDO 10/12/08. Determinazione n. 41 del 28/05/08 Provincia di Napoli attestazione di avvenuta bonifica, anche se la Relazione tecnica allegata, datata 19/05/08 allultima pagina recita. in conclusione si ritiene che , in seguito al ritrovamento dei PCB e degli IPA presso larea da certificarsi in concentrazioni superiori ai limiti di legge per le aree a destinazione duso residenziale verde pubblico e privato, non possa essere rilasciata la certificazione di avvenuta bonifica dellarea in quanto la stesa risulta contaminata da composti organici tra cui probabili agenti cancerogeni quali PCB e IPA. Area bonificata mq 132.064,63, sono state portate a compimento le attivit inerenti alla gestione ed allo smaltimento delle diverse tipologie merceologiche di rifiuti che, prodotti durante le operazioni di bonifica, sono stati stoccati in cumuli e gestiti allinterno dellarea stessa. Nello specifico : stata messa in sicurezza la fascia di territorio ai piedi del versante settentrionale della collina di Posillipo.

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I materiali di risulta, stoccati allinterno del cantiere, sono stati in parte inviati in discarica in parte riutilizzati. Per quanto riguarda le scorie di acciaieria proveniente dalla passata attivit siderurgica, le stesse sono state accumulate in luoghi di stoccaggio delimitati allinterno del cantiere, poi smaltite attraverso piattaforma autorizzata. Per i residui di amianto si proceduto a norma di legge, e comunque stata rilasciata dai competenti organi la certificazione di avvenuta rimozione amianto. 2. PORTA DEL PARCO Descrizione dellappalto: realizzazione di un complesso multifunzionale per i servizi al turismo + grande parcheggio. Valore dellappalto 29.921.040,58 (cofinanziato da fondi strutturali POR Campania 00/06- misura 4.6, inserito anche nel PIT Grande attrattore culturale Napoli). Bando: GU 2006/S 56-058267 del 23/03/06. Aggiudicazione:19/07/06 con possibilit di subappalto,SLED s.p.a. offerta economicamente pi vantaggiosa. Tempi stimati di realizzazione 450 gg. dalla consegna dei lavori (+ 52 gg. resisi necessari per una perizia di variante) Data consegna lavori: 30/01/07 Contratto:17/10/06 importo: 29.921.040,58 I modifica: 26/01/07 , in seguito al decreto Min. ambiente che autorizza lavvio dei lavori di bonifica che la Bagnolifutura ha trasmesso alla DECA insieme alle linee guida per le attivit di bonifica, si prevedono opere aggiuntive alloriginario contratto. importo: 5.871.640,00 (di cui 109.034,00 per bonifiche) IMPORTO AGGIORNATO: 34.680.969,04 I LAVORI DI BONIFICA DELLE AREE SONO TERMINATI IL 21/05/07 RELAZIONE DEL DIRETTORE DEI LAVORI 28/05/07 VERBALE DEFINITIVO DI COLLAUDO 20/01/08. Determinazione n. 1091 del 29/01 /08 Provincia di Napoli attestazione di avvenuta bonifica Larea stata bonificata; gestione rifiuti: stata individuata nel cantiere unarea dove sono stati posti cassoni scarrabili a tenuta per la raccolta delle diverse tipologie di rifiuti. I cassoni sono stati coperti ed etichettati; a riempimento e dopo la caratterizzazione del rifiuto, gli stessi sono stati evacuati. I rifiuti non pericolosi metallici sono stati riutilizzati in loco come prevede la normativa. 3. AREA TURTLE POINT Descrizione dellappalto: recupero dei due manufatti di archeologia industriale e dei relativi spazi esterni. Valore dellappalto 7.141.102,86 (cofinanziato da fondi strutturali POR Campania 00/06- misura 4.6, inserito anche nel PIT Grande attrattore culturale Napoli). Bando: GU 2006/S 57-059225 del 23/03/06. Aggiudicazione:16/10/06 con possibilit di subappalto,Raggruppamento temporaneo imprese Castaldo costruzioni s.p.a.; offerta economicamente pi vantaggiosa. Tempi stimati di realizzazione 450 gg. dalla consegna dei lavori. Contratto: 17/11/06 importo: 7.141.102,86 4. RECUPERO MANUFATTI DI ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE Ripristino strutture in carpenteria metallica del Carroponte Lavori riferiti alle strutture in cementoarmato e muratura della ciminiera AGL 383.019,24 (a carico della Bagnolifutura) Recupero impianto raffreddamentodel treno a nastri per la realizzazione del Turtle point 10.932.458

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(cofinanziato dal POR Campania 00/06; quota a carico di Bagnolifutura 4.601.339) Realizzazione di una passeggiata a mare sul pontile Nord (struttura finita e consegnata nel dicembre 2005- unica struttura utilizzabilee fruibile al pubblico)) 3.000.000.000 (finanziamento Ministero Ambiente DM 670 del 04/11/97) TOTALE FINANZIATO CON FONDI PROPRI DA BAGNOLIFUTURA 4.984.358,24

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