Sei sulla pagina 1di 57

Studio Tecnico Edilizio Associato

Ventura

Procedura

V.I.A. Istanza: prot.reg. 0839614 del 20/10/2010 di e

Attivit di stoccaggio e trattamento di rifiuti di metalli recuperabili, scarti di


geometri Roberto e sughero, pneumatici e camere daria non ricostruibili e scarti legno VENTURA & Mario VENTURA gomma. Messa in riserva. Cernita e selezione Manuale. Stoccaggio

trattamento in MPS, S.Tammaro (CE) Area PIP n1 Localit Ponticello;

Procedura

V.I.A. Istanza: prot.reg. 1002907 del 15/12/2010

Centro di Raccolta e Trattamento veicoli fuori uso, S.Tammaro (CE) Area PIP n1 Localit Ponticello; Come da Vs Richiesta con nota Prot. 2012.0226510 del 23/03/2012
Sede Legale Via Tertulliano n.8 Is.123 80126 Napoli

Sede Operativa Via Galileo Ferraris 3/5 80021 Casavatore (NA)

Geom.Roberto Ventura 338 89 11 870 Geom.Mario Ventura 333 26 39 047

P.IVA / C.F. 06896331219 Tel 081 7380043 fax 081 19723957

e.mail
infostev@gmail.com

Napoli, I consulenti Tecnici

web
www.studioassociatoventura.info

Geometra Roberto Ventura Ventura

Geometra Mario

Architetto Luciano Gennaro Astone


1. PREMESSA ED INTRODUZIONE 2. DATI IDENTIFICATIVI DELLAREA OGGETTO DINTERVENTO 3. BREVE CRONISTORIA DELLIMPIANTO QUADRO DI RIFERIMENTO PROGRAMMATICO (analisi per Singolo Impianto) 1. CONTENUTI DEL QUADRO 1.1 RIFERIMENTI NORMATIVI 1.2 PIANIFICAZIONE SETTORIALE 1.2.1 La gestione dei rifiuti 1.3 PIANIFICAZIONE TERRITORIALE 1.3.1 Inquadramento territoriale e vincoli 1.3.2 Conformit del prog etto con gli strume nt i norma tivi QUADRO DI RIFERIMENTO PROGETTUALE (analisi per Singolo Impianto) 1. CONTENUTI DEL QUADRO 2. DATI IDENTIFICATIVI DELLAREA OGGETTO DINTERVENTO 3. DESCRIZIONE DE GLI IMPIANTI (DESCRZIONE DELLATTIVITA

- DESCRIZIONE DELLE ATTIVITA DI RECUPERO-ELENCO E TIPOLOGIE DI RIFIUTO E QUANTITATIVI POTENZIALI - DESCRIZIONE DELLE FASI DI RECUPERODESCRIZIONI DEI VARI DISPOSITIVI DELLIMPIANTO )

QUADRO DI RIFERIMENTO AMBIENTALE (analisi Complessiva dei due Impianti) 1. CONTENUTI DEL QUADRO 2. DEFINIZIONE DELLAMBITO TERRITORIALE E SISTEMI AMBIENTALI INTERESSATI 2.1 ATMOSFERA 2.1.1 Qualit dellaria 2.2 CARATTERISTICHE CLIMATICHE Dati me teoclima tici Termometria 2.3 AMBIENTE IDRICO - SUOLO E SOTTOSUOLO 2.4 VEGETAZIONE/FLORA e FAUNA 2.5 PAESAGGIO 2.6 SALUTE PUBBLICA 3. CRITERI DI IDENTIFICAZIONE E VALUTAZIONE DEGLI IMPATTI AMBIENTALI 3.1 EMISSIONE POLVERI E PARTICOLATO 3.2 RUMORI E VIBRAZIONI 3.3 EMISSIONI GASSOSE 3.4 MOVIMENTO AUTOMEZZI 3.5 DISPERSIONE MATERIALE LEGGERO 3.6 ELUATO 3.7 RISCHIO DI INCIDENTI 4. CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE, MISURE MITIGAZIONE DEGLI IMPATTI E MONTORAGGI

Studio di Impatto Ambientale Ver.Fer. s.r.l. San Tammaro (CE) Pagina 2

I Sottoscritti Geom. Roberto VENTURA nato a Napoli il 27/08/1961 e Geom. Mario VENTURA nato a Napoli il 27/05/1989 con Studio Tecnico in Napoli alla Via Tertulliano n 8 is. 123 e in Casavatore (NA) alla Via Galileo Ferrarsi 3/5 Titolari dello Studio Tecnico Edilizio Associati Ventura, in Associazione Professionale con altri Professionisti, Regolarmente Iscritti allAlbo Professionale dei Geometri della Provincia di Napoli al n4560 ed al n7021, ed in collaborazione con lArch. L.G. Astone Iscritto AllOrdine degli Architetti di Napoli al n3522, ricevuto incarico, dalla abilitati allEsercizio della Libera Professione, hanno VER.FER. s.r.l., nella persona del Legale societ

Rappresentante, Vernazzaro Vincenzo, di Redarre Studio di Impatto Ambientale Unitario, per le Procedure V.I.A. Prot.0839614 del 20/10/2010 e Prot.1002907 del 15/12/2010 dalla stessa presentate, come dal Settore V.I.A. (ACG 05 Settore 02 Tutela Ambiente), richiesto in data 23/03/2012 con nota Prot.20102.0226510; A tal Proposito, gli scriventi Tecnici Incaricati, analizzata la Documentazione in Proprio Possesso, esperiti i rituali e preliminari sopralluoghi, rilievi e verifiche di rito, redigono il seguente: STUDIO DI IMPATTO AMBIENTALE 1. Premessa ed Introduzione In Premessa opportuno Individuare le Motivazioni della Stesura del Presente Studio di Impatto Ambientale; In data 20/10/2010, la Proponente societ VER.FER. s.r.l. presentava Procedura V.I.A. per Attivit di stoccaggio e trattamento di rifiuti di metalli recuperabili, scarti di legno e sughero, pneumatici e camere daria non ricostruibili e scarti di gomma. Messa in riserva. Cernita e selezione Manuale. Stoccaggio e trattamento in MPS, per parte di un Impianto sito in S.Tammaro (CE) , Area PIP n1 Localit Ponticello; In data 15/12/2010, la stessa proponente presentava Procedura V.I.A. per un Centro di Raccolta e Trattamento Veicoli a Motore Fuori Uso, per parte di un Impianto sito in S.Tammaro (CE) , Area PIP n1 Localit Ponticello; Al Fine di Meglio Interpretare ed Individuare quanto Contenuto nelle due Procedure V.I.A. su descritte, si riportano di seguito Piante ed Immagini Esplicative;

Studio di Impatto Ambientale Ver.Fer. s.r.l. San Tammaro (CE) Pagina 3

Studio di Impatto Ambientale Ver.Fer. s.r.l. San Tammaro (CE) Pagina 4

Il presente

documento

rappresenta

lanalisi di

tutti gli

elementi relativi alla

compatibilit ambientale inerente le attivit ricompresse e descritte nelle Procedure di Valutazione di Impatto Ambientale presentate dalla VER.FER. s.r.l. per Attivit di stoccaggio e trattamento di rifiuti di metalli recuperabili, scarti di legno e sughero, pneumatici e camere daria non ricostruibili e scarti di gomma. Messa in riserva. Cernita e selezione Manuale. Stoccaggio e trattamento in MPS, e centro di Raccolta e Trattamento di Veicoli Fuori a Motore Fuori Uso, nel Comune di S.Tammaro (CE) Area PIP n1 Localit Ponticello; Fanno parte integrante della Presente lintera documentazione/elaborati allegati alle

Procedure V.I.A. Prot.0839614 del 20/10/2010 e Prot.1002907 del 15/12/2010; Sia Limpianto di recupero per rifiuti non pericolosi che lImpianto di Trattamento dei

Veicoli Fuori Uso risultano compresi tra le opere da sottoporre a valutazione di Impatto Ambientale questo documento, quindi, costituisce uno studio ambientale approfondito, che contiene descrizione e quantificazione degli effetti delle due attivit , sull'ambiente, inteso come insieme delle risorse naturali di un territorio e delle attivit antropiche in esso presenti. Il presente Studio ambientale stato redatto e condotto in funzione di tre principali quadri di riferimento: Nellambito del settoriale. Il quadro programmatico comprende la descrizione del progetto e le sue motivazioni riguardo la pianificazione vigente, sia territoriale che di settore. In esso sindividua la coerenza con gli obiettivi di piano, descrivendo gli effetti che la proposta progettuale in grado di generare a livello territoriale e settoriale. quadro di Programmatico Progettuale Ambientale programmatico sono state evidenziate le

riferimento

relazioni tra lopera progettata e gli atti di pianificazione e programmazione territoriale e

Studio di Impatto Ambientale Ver.Fer. s.r.l. San Tammaro (CE) Pagina 5

Nel quadro di riferimento progettuale sono state analizzate le caratteristiche dellopera progettata con tutti gli elementi caratteristici dellopera. Per quanto riguarda il quadro di riferimento ambientale, lo studio definisce i sistemi ambientali interessati dal progetto , ne analizza le condizioni di criticit, definendo e descrivendo impatti stessi. In data 23/03/2012, con nota Prot. 2012. 0226510, Il Settore Tutela dellAmbiente (Area 05 Settore 02) della Regione Campania, richiedeva, al fine di Unificare la Procedura di Valutazione dellImpatto Ambientale delle due attivit proposte dalla societ VER.FER. s.r.l., la redazione di uno Studio di Impatto Ambientale condotto in maniera unitaria; eventuali mutamenti/impatti indotti dalla realizzazione degli impianti in oggetto, descrivendo anche le misure previste nel progetto per la mitigazione degli

2. Dati Identificativi dellArea Oggetto dellIntervento LArea Oggetto dellIntervento consta in un capannone industriale sito nellarea PIP n. 1 localit Ponticello - riportato in NCEU del comune di San Tammaro (sez. S. Maria C.V. ) al fg. 6 p.lla 2009.

Studio di Impatto Ambientale Ver.Fer. s.r.l. San Tammaro (CE) Pagina 6

Sul lotto evidenziato in premessa di superficie pari a 7.177 mq attualmente insistono tre fabbricati: un capannone industriale e due manufatti adibiti a locali tecnici. La parte scoperta del lotto funge da piazzale esterno di pertinenza del complesso ed recintata con muretto in c.a. e soprastante barriera metallica tipo Orsogrill. Laccesso consentito tramite il varco carrabile a nord munito di cancello scorrevole manuale in comunicazione con la strada di piano PIP. 3. Breve Cronistoria dellImpianto Il complesso stato realizzato negli anni 92 94 in virt di concessione edilizia n. 30/91 del 15/11/1991, in variazione essenziale rispetto alla stessa. I manufatti non sono stati completati e successivamente sono rimasti per lungo tempo inutilizzati e in stato di completo abbandono. La Proponente ha acquisito la propriet di detto bene tramite decreto di trasferimento del Tribunale di S. Maria C.V. (CE) Sezione Fallimentare - del 21/09/2007 della societ ALFATRONIC.

1. CONTENUTI DEL QUADRO Lo scopo di questo capitolo lesame della compatibilit dellopera con gli strumenti di pianificazione Il quadro di e programmazione vigenti e lindividuazione le di eventuali vincoli natura (naturalistici, idrogeologici, demaniali, di servit pubbliche, ecc.). riferimento programmatico illustra anche motivazioni di programmatica, ambientale e socio-economica che sono alla base della proposta. Tali motivazioni vengono viste in relazione al rapporto domanda-offerta di impianti simili a quelli da realizzare a livello provinciale e regionale, alle indicazioni programmatiche di settore a livello provinciale e regionale, ai vincoli legislativi e normativi, alla scelta fra diverse alternative tecnologiche, alla situazione ambientale provinciale per quanto riguarda la disponibilit di siti idonei, la distribuzione demografica, la rete produttiva e il sistema dei servizi e alla dinamica delle forze sociali interessate o coinvolte. Le motivazioni addotte hanno (necessit tipologia progettuale prescelti). lo scopo di giustificare lopera sia in termini assoluti di trattamento/recupero dei rifiuti) che relativi (idoneit del sito e della

1.1 RIFERIMENTI NORMATIVI La normativa ambientale di settore cui viene fatto riferimento nello studio riguarda:

Studio di Impatto Ambientale Ver.Fer. s.r.l. San Tammaro (CE) Pagina 7

Recupero dei rifiuti e Centro Trattamento Veicoli a Motore Fuori Uso - Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n 152 (Norme in materia ambientale) pubblicato sul supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale, n 88 del 14 aprile 2006 serie generale; - Decreto Legislativo n. 4 del 16.01.2008 modifiche al decreto legislativo 152/06; - Decreto Legislativo n.128/2010 modifiche al decreto legislativo 152/06; - Decreto Legislativo n.205/2010 modifiche al decreto legislativo 152/06; - DM 5 febbraio 1998 modificato dal DM 186/2006 - Individuazione dei rifiuti sottoposti alle procedure semplificate; Deliberazione N. 1411 Area Generale di Coordinamento N. 5 - Ecologia, Tutela dell'Ambiente, Disinquinamento, Protezione Civile - Delibera di Giunta Regionale n. 778 del 11.05.2007 avente ad oggetto: Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 Norme in Materia Ambientale. Procedure amministrative per il rilascio dellautorizzazione unica per gli impianti di smaltimento e di recupero rifiuti di cui allart. 208 e segg. Tutela della acque - Decreto Legislativo 152/06 e smi - Parte III Titolo II Tutela dei corpi idrici e disciplina degli scarichi Rumore Decreto Presidente del Consiglio dei Ministri 1 marzo 1991 Limiti massimi di esposizione al rumore negli ambienti abitativi e nellambiente esterno; - Legge 26 ottobre 1995, n. 447 Legge quadro sullinquinamento acustico; - Decreto Presidente del Consiglio dei Ministri 14 novembre 1997 Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore. Tutela del paesaggio e dellambiente Legge 8 agosto 1985, n. 431 Disposizioni urgenti per la tutela delle zone di particolare interesse ambientale; - Decreto Legislativo 29 ottobre 1999, n. 490 Testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali. Protezione della natura - Direttiva 79/409/CEE del Consiglio relativa alla conservazione degli uccelli selvatici; - Direttiva concernente 85/411/CEE di modifica della Direttiva 79/409/CEE del Consiglio la conservazione degli uccelli selvatici;

Studio di Impatto Ambientale Ver.Fer. s.r.l. San Tammaro (CE) Pagina 8

- Direttiva 92/43/CEE del Consiglio del 21.05.92 relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e fauna selvatiche.

1.2 PIANIFICAZIONE SETTORIALE 1.2.1 La gestione dei rifiuti Prima 1997 dellentrata in n. 22 e delle vigore della 152/06 gli elementi qualificanti della normativa italiana sui rifiuti erano stati introdotti con il varo del decreto legislativo 5 febbraio successive modifiche. La filosofia del Dlgs 22/97 era quello di rilievo il cosiddetto ciclo integrato del rifiuto in tutte le sue fasi, dalla e delle produzione al uscire dalle logiche delle gestioni in emergenza per affrontare la materia in modo organico e sistematico. In ci assume che del implica una gestione dello stesso

recupero. Un ciclo messo sotto controllo con unattenta analisi e valutazione della vita prodotto rifiuto e che prevede, anche sottesa alla a livello locale singole gestioni periferiche, una visione olistica del problema. La logica rifiuti non gestione del ciclo integrato dei rifiuti presuppone che i assumere un risulta particolare ancora sullo siano semplicemente smaltiti ma recuperati in tutte le loro forme. Seguendo alternative possibili (riuso, riciclo, recupero energetico), sullo smaltimento finale, ed in

limpianto del testo legislativo (22/97), lo smaltimento dei rifiuti deve carattere residuale rispetto alle in modo anacronisticamente incentrata da oltrepassare la politica ambientale di settore che

stoccaggio definitivo dei rifiuti in discarica. Solo specifiche programmazioni, dal punto di vista dellorganizzazione gestionale, potranno permettere il superamento delle devono essere previste Le programmazioni, nel per gestioni demergenza. Queste azioni orizzonti temporali sufficientemente lunghi e devono principi della salvaguardia e della tutela

coinvolgere gli enti territoriali pi importanti come Regioni, Province, Comuni. rispetto dei ambientale, saranno incentrate su obiettivi di: - raccolta differenziata spinta, per il massimo recupero di materiali; - ottimizzazione nelluso delle risorse impiegate. Il decreto legislativo 3 aprile 2006 n 152, costituisce il quadro di riferimento normativo delle attivit di gestione dei rifiuti, modificato di recente con il Dlgs n. 205 del 03/12/2010. Il decreto si compone di diverse parti in particolare nella Parte IV - norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti al titolo I - gestione dei rifiuti e capo I -

Studio di Impatto Ambientale Ver.Fer. s.r.l. San Tammaro (CE) Pagina 9

disposizioni generali vi

sono norme regolamentari e tecniche che disciplinano la del D.Lgs. 152/06

raccolta, il trasporto e lo smaltimento dei rifiuti. Finalit: Lart. 178

comma 1 stabilisce che la gestione dei rifiuti costituisce attivit di pubblico interesse al fine di assicurare una elevata protezione dellambiente e controlli efficaci, tenendo conto della specificit dei rifiuti pericolosi.; il comma 2 i rifiuti devono essere recuperati o smaltiti senza pericolo per la salute delluomo e senza usare procedimenti o metodi che potrebbero recare pregiudizio allambiente e, in particolare: a) senza determinare rischi per lacqua, laria, il suolo, nonch per la fauna e la flora; b) senza causare inconvenienti da rumori o odori; c) senza danneggiare il paesaggio e i siti di particolare interesse, tutelati in base alla normativa vigenti; il comma 3 La gestione ai principi di precauzione, di nel consumo di dei rifiuti effettuata conformemente distribuzione, rispetto dei prevenzione, di proporzionalit, di responsabilizzazione produzione, nella rifiuti, nel beni da cui originano i

e di cooperazione di tutti i soggetti coinvolti nella nellutilizzo e

principi.chi inquina paga. A tal fine la gestione dei rifiuti effettuata secondo criteri di efficacia, efficienza, economicit e trasparenza. Criteri di priorit nella gestione dei rifiuti: Lart. 179 del D.Lgs. 152/06 comma 1 stabilisce che le pubbliche amministrazioni perseguono, nellesercizio delle in particolare mediante: a) lo sviluppo di tecnologie pulite.; b) e c) la messa a punto di tecniche per limmissione sul tecniche appropriate. Nel comma 2 le mercato e lo sviluppo di pubbliche amministrazioni adottano, alluso dei rifiuti rispettive competenze, iniziative dirette a favorire prioritariamente la prevenzione e la riduzione della produzione e della nocivit dei rifiuti

inoltre, misure dirette al recupero dei rifiuti mediante riciclo, reimpiego, riutilizzo o ogni altra azione intesa ad ottenere materie prime secondarie, nonch come fonte di energia. Smaltimento dei rifiuti: Lart. 182 del D.Lgs. 152/06 comma 2 i rifiuti da avviare allo smaltimento finale devono essere il pi possibile ridotti sia in massa che in volume, potenziando la prevenzione e le attivit di riutilizzo, di riciclaggio e di recupero Lart. 216 (operazioni di recupero) le attivit di recupero dei rifiuti non pericolosi possono essere effettuate decorsi 90 giorni dalla comunicazione inizio attivit alla

Studio di Impatto Ambientale Ver.Fer. s.r.l. San Tammaro (CE) Pagina 10

Provincia Nella

territorialmente

competente,

entro

10

giorni

dal

ricevimento

della

comunicazione stessa. comunicazione di inizio attivit, da rinnovare ogni le attivit di 5 anni, bisogna indicare:il si intendono svolgere di rispetto delle norme tecniche, (All. C operazioni di Competenze. Capo delle II lart. 195 del Decreto fissa le competenze dello Stato, lart. 196 del Decreto fissa le competenze delle Regioni, lart. 197 del Decreto fissa le competenze Province, lart. 198 del Decreto fissa le competenze dei Comuni. recupero che

recupero), lo stabilimento, le capacit di recupero, il ciclo

trattamento, le caratteristiche merceologiche dei prodotti derivanti dai cicli di recupero.

Alle Regioni spettano: - la predisposizione, ladozione e laggiornamento dei piani regionali di gestione dei rifiuti di cui allart. 199; - la regolamentazione delle attivit di gestione dei rifiuti ..; lapprovazione dei progetti di nuovi impianti per la gestione dei rifiuti anche allesercizio delle operazioni di smaltimento e di recupero dei pericolosi; - lautorizzazione rifiuti, anche pericolosi; - la promozione della gestione integrata dei rifiuti; - la delimitazione degli ambiti ottimali per la gestione dei rifiuti urbani e assimilati; - la promozione della gestione integrata dei rifiuti; - lincentivazione alla riduzione della produzione dei rifiuti ed al recupero degli stessi; - la definizione dei criteri per lindividuazione dei luoghi o impianti adatti allo smaltimento. Alle Province spettano: il controllo e la verifica degli interventi di bonifica ed il monitoraggio ad essi conseguenti; - lindividuazione delle zone idonee e non alla localizzazione di nuovi impianti; - il controllo periodico su tutte le attivit di gestione ..; la verifica ed il controllo dei requisiti previsti per lapplicazione delle procedure semplificate, con le modalit di cui agli articoli 214, 215 e 216. 1.3 PIANIFICAZIONE TERRITORIALE 1.3.1 Inquadramento territoriale e vincoli

Studio di Impatto Ambientale Ver.Fer. s.r.l. San Tammaro (CE) Pagina 11

Dallanalisi delle relazioni esistenti tra lopera progettata e gli atti di pianificazione e programmazione territoriale e settoriale emerge una sostanziale conformit delle opere con i medesimi. I Due Impianti Proposti dalla VER.FER. S.r.l. non risultano in contrasto con le indicazioni fornite dal Piano Regolatore n col Regolamento Edilizio n con i vincoli fissati dal Piano Stralcio di Bacino Regionale. Nella zona, inoltre, non sono presenti Siti di Interesse Comunitario n Zone di Protezione Speciale e larea stessa non interessata da vincoli, come aree naturali protette sottoposte a misura di salvaguardia. La localizzazione perfettamente in linea con le indicazioni del D.Lgs. 24 Giugno 2003 n. 209. La presenza degli Impianti infine coerente con il PRG vigente nel Comune di San Tammaro, essendo lImmobile di allocazione in zona produttiva (zona Industriale). Riepilogando, gli Impianti Progettati saranno siti in unarea destinata a zona artigianale su cui insistono gi, peraltro, capannoni eserciti da attivit artigianali,non ricadono in aree esondabili, instabili e alluvionabili, sono situati a considerevole distanza da centri abitati e nei suoi dintorni non vi presenza di beni storici, artistici, archeologici e paleontologici. Da tale confronto il sito risulta in perfetta aderenza con i criteri di carattere ambientale e territoriale.
Classificazione Sismica (Media Sismicit)

ne di San Tammaro

Comu

Studio di Impatto Ambientale Ver.Fer. s.r.l. San Tammaro (CE) Pagina 12

Classificazione Piroclastiti da Caduta)

Idrogeologica(Complesso

delle

Comune di San Tammaro

Carta Geologica Comune di San Tammaro

Studio di Impatto Ambientale Ver.Fer. s.r.l. San Tammaro (CE) Pagina 13

1.3.2 Conformit del progetto con gli strumenti normativi Procedure V.I.A. Prot.0839614 del 20/10/2010 L impianto per la messa in riserva e recupero dei metalli e dei composti metallici , caratterizzato dalle seguenti aree: a) Area accettazione dei rifiuti; b) Area per controllo metalli in ingresso; c) Aree di Messa in riserva distinte per ciascuna tipologia; d) Area per le operazioni di recupero; e) Area per il deposito materie prime seconde; f) Area di deposito temporaneo dei rifiuti prodotti dallattivit di recupero; g) Area di movimentazione (piazzale); h) Area di accettazione finale; i) Area di triturazione; j) Area di frantumazione; k) Area Uffici; l) Parcheggi; m) Pesa. Procedure V.I.A. Prot.1002907 del 15/12/2010 L impianto per il Trattamento e Raccolta di Veicoli a Motore Fuori Uso , caratterizzato dalle seguenti aree: a) b) c) d) e) f) g) h) i) j) Zone di Movimentazione Esterne Zone di Movimentazione Interno Capannone Zona Auto da Bonificare Zona di Stoccaggio Auto Bonificate(raccolta balle) Zona ISOLA DI BONIFICA Zona Deposito Pezzi di Ricambio Zona Cassoni Raccolta Rifiuti Zona Uffici Zona Spogliatoio Dipendenti Zona Parcheggio e Sosta Dipendenti

Studio di Impatto Ambientale Ver.Fer. s.r.l. San Tammaro (CE) Pagina 14

Nella tabella alla pagina successiva vengono riportati per ciascun indicatore il criterio e la rispondenza del sito, con riferimento alla realizzazione di Entrambe i Progetti di cui alle Procedure VIA in oggetto;

INDICATORI
lett. d) Litorali marini (D.Lgs. n. 42/04 nel testo in vigore art. 142 lett .a. L.R. 18/83 ar t. 80 punto 2)

TIPO DI CRITERIO

RISPONDENZA

Caratteristiche g nerali dal pu to d vista fi sico e antropico in cui si individu il e n i a sito ESCLUDENTE Altimetria (D.Lgs. n. 42/04 nel testo in vigore art. 142 si
ESCLUDENTE si

Usi de l suolo ESCLUDENTE Are e sotto poste a vincolo idrogeologico (R.D.L. n.326 7/23, D.I. 27/7/84) Aree boscate (D.Lgs. n. 42/04 nel testo in vigore art. 142 ESCLUDENTE lett. g) Aree agricole di particolare interesse (D. 18/11/95, D.M. ESCLUDENTE A.F. 23/10/92, Reg. CEE 2081 /92) Protezione della popolazione dalle molestie Distanza da centri e nuclei abitati PENALIZZANTE

si si si il sito si trova in zona industriale, in particolare larea di stoccaggio e movmentzione dei rifiuti dista dalle prime case del nucleo abitato poco pi di 150 m; le misure di mitigazione sop rattutto per la produzione delle polveri sono tali da non cos tituire un impatt o particolarmente importante si Idem per centro abitato si si si

Distanza da funz ioni sensibili Distanza da case sparse

Protezione delle risorse idriche


ESCLUDENTE ESCLUDENTE ESCLUDENTE

ESCLUDENTE ESCLUDENTE

Distanza da opere di captazione di acque ad uso potabile (D.Lgs. 152 /99 e s.m.i.) Vulnera bilit della falda (D.Lgs. 152/06 Allegato 7) Distanza da corsi dacqua e da altri corpi idrici (D.Lgs. n. 42/04 nel testo in vigo re art. 142 lett. c. PRP e L.R. 18/83 art. 80 punto 3) Aree esondabili Aree in fran a o erosione

Tutela da dissesti e calamit


ESCLUDENTE ESCLUDENTE si Il sito non intere ssato daaree di pericolosita P1, P2, P3 identificate dal PAI si si si si si si si si si

Aree sismiche (OPCM 327 4/03)

Protezione di beni e risorse naturali


ESCLUDENTE ESCLUDENTE ESCLUDENTE ESCLUDENTE

PENALIZZANTE

Are e sotto poste a vincolo paesaggistico Are e natura li protette ( D.Lgs. n. 42/04 nel testo in vigore art. 142 lett. f, L. 394 /91, L. 157 /92) paleontologici Beni sto rici,artistici,archeologici e L.108 9/39 Zone di ripo polamento e cattura faunistica (L.157/92) Aree di espansione residenziale Aree industriali Aree agricole Fasce di risp etto da infrastrutture D.L. 285/92, DM 140 4/68,DM 1444 /68, DPR 753 /80, DPR 495/92, RD 327 /42)

Aspetti urbanistici

ESCLUDENTE PREFERENZIALE PREFERENZIALE ESCLUDENTE

Aspetti strategico funzionali

Studio di Impatto Ambientale Ver.Fer. s.r.l. San Tammaro (CE) Pagina 15

Infrastrutt ure esistenti Vicinanza alle aree di maggiore produzione dei rifuti Impianti di smaltimento e trattamen to rifiuti gi

PREFERENZIALE PREFERENZIALE PREFERENZIALE

si si si

1. CONTENUTI DEL QUADRO Il quadro di riferimento progettuale descrive, in questo caso, le caratteristiche sia dellimpianto di messa in riserva e recupero che di quello di centro di raccolta e trattamento veicoli a motore fuori uso, con le relative caratteristiche tecniche: 2. Dati Identificativi dellArea Oggetto dellIntervento LArea Oggetto dellIntervento consta in un capannone industriale sito nellarea PIP n. 1 localit Ponticello - riportato in NCEU del comune di San Tammaro (sez. S. Maria C.V. ) al fg. 6 p.lla 2009. Sul lotto evidenziato in premessa di superficie pari a 7.177 mq attualmente insistono tre fabbricati: un capannone industriale e due manufatti adibiti a locali tecnici. La parte scoperta del lotto funge da piazzale esterno di pertinenza del complesso ed recintata con muretto in c.a. e soprastante barriera metallica tipo Orsogrill. Laccesso consentito tramite il varco carrabile a nord munito di cancello scorrevole manuale in comunicazione con la strada di piano PIP. 3. GLI IMPIANTI Impianto di cui alla Procedura V.I.A. Prot.0839614 del 20/10/2010
DESCRIZIONE DELL ATTIVIT

Lattivit di che trattasi consiste nel trattamento di rifiuti di metalli finalizzato al recupero di materia prima secondaria per lindustria metallurgica. Il processo si articola nelle seguenti fasi di seguito descritte: accettazione rifiuti, conferimento, messa in riserva, cernita e selezione manuale, stoccaggio dei rifiuti selezionati, trattamento degli

Studio di Impatto Ambientale Ver.Fer. s.r.l. San Tammaro (CE) Pagina 16

stessi, stoccaggio della materia prima secondaria, carico sugli automezzi per linvio agli impianti di fusione.
TIPOLOGIA DEI RIFIUTI DA STOCCARE E TRATTARE
Tipologia Attivit di recupero Messa in Riserva Messa in Riserva rifiuti Codici CER

1.1 3.1 3.2 3.5 5.1 5.2 5.6 5.7 5.8 5. 16 5.19 6.1 10.2 9.1
Tipologia rifiuti 3.1

[150101] [150105] [150106] [200101] [100210] [100299] [120101] [120102] [120199] [150104] [160117] [170405] [190102] [190118] [191202] [200140] [100899] [110501] [110599] [120103] [120104] [120199] [150104] [170401] [170402] [170403] [170404] [170406] [170407] [191002] [191203] [200140] [150104] [200140] [160106] [160116] [160117] [160118] [160122] [160106] [160116] [160117] [160118] [160122] [160214] [160216] [200136] [200140] [160216] [170402] [170411] [160118] [160122] [160216] [170401] [170411] [110114] [110206] [110299] [160214] [160216] [200136] [160214] [160216] [200136] [020104] [150102] [170203] [191204] [200139] [160103] [030101] [030105] [030199] [150103] [170201] [191207] [200138] [200301]

Messa in Riserva

Messa in Riserva Messa in Riserva Messa in Riserva Messa in Riserva Messa in Riserva Messa in Riserva Messa in Riserva Messa in Riserva Messa in Riserva Messa in Riserva Messa in Riserva

Codici CER

Attivit di recupero Industria Metallurgica Industria Metallurgica

[100210] [100299] [120101] [120102] [120199] [150104] [160117] [170405] [190102] [190118] [191202] [200140] [160216] [170402] [170411] [100899] [110501] [110599] [120103] [120104] [120199] [150104] [170401] [170402] [170403] [170404] [170406] [170407] [191002] [191203] [200140] [160118] [160122] [160216] [170401] [170411]

5.7 3.2 5.8

Industria Metallurgica

Industria Metallurgica

Tali rifiuti sono classificati come non pericolosi ai sensi della normativa vigente.
ARTICOLAZIONE DEL PROCESSO DI TRATTAMENTO ACCETTAZIONE Limpianto provvisto di un ufficio accettazione posto di fronte allingresso dove gli automezzi in arrivo sono sottoposti a controllo per accertare lorigine dei materiali conferiti, la conformit degli stessi alla normativa vigente, nonch la regolarit dei formulari di accompagnamento. CONFERIMENTO Ad esito positivo della fase di accettazione, a seconda della tipologia dei rifiuti conferiti, si procede allo scarico degli automezzi nelle apposite aree di conferimento ubicate allesterno e allinterno del

Studio di Impatto Ambientale Ver.Fer. s.r.l. San Tammaro (CE) Pagina 17

capannone. I rifiuti vengono stoccati in cumuli su pavimentazione impermeabile in c.a. nellArea Esterna di Conferimento. MESSA IN RISERVA, CERNITA E SELEZIONE MANUALE I rifiuti da selezionare, cernire e bonificare, vengono inviati alle apposite aree esterna e interna a seconda della tipologia. Lattivit in questione ha lo scopo di ripulire il materiale da elementi estranei (quali ad esempio calcestruzzo, legno, etc.) nonch separare i rifiuti di diversa natura per ottenere un prodotto omogeneo, distinto per tipologia, da inviare nelle apposite aree di stoccaggio per singola tipologia;

TRATTAMENTO DEI RIFIUTI SELEZIONATI Il rifiuto omogeneo da trattare sar di volta in volta stoccato nelle apposite aree predisposte per tale attivit, interna ed esterna, per subire trattamenti manuali e/o meccanici, a secco, di ripulitura, pressatura, taglio, al fine di ottenere un prodotto con le caratteristiche richieste per essere classificato come materia prima secondaria. STOCCAGGIO DEL PRODOTTO TRATTATO E INVIO AGLI IMPIANTI DI FUSIONE Il prodotto derivante dallattivit di trattamento appena descritta sar stoccato nelle apposite aree, interna ed esterna a seconda della tipologia di materiale ottenuto,

pronto per essere caricato sui mezzi di trasporto destinati agli impianti di fusione. MOVIMENTAZIONE DEL MATERIALE Tutte le tipologie di rifiuti nelle varie fasi lavorative saranno movimentate mediante lausilio di gru diesel con benne a polipo. MACCHINARI UTILIZZATI PER L ATTIVIT DI TRATTAMENTO RIFIUTI Lattivit di trattamento dei rifiuti sar realizzata mediante i seguenti Macchinari: n.2 Presso cesoie di cui n1 Elettrica e n1 a Diesel n.1 Pelacavi n.1 Pala Caricatrice a Ragno Attrezzature Manuali Rilevatore di Radiazioni;

CONDIZIONI DI ACCETTAZIONE DEI RIFIUTI

Disporre di un protocollo di verifica dellaccettabilit dei rifiuti conferiti da terzi unesigenza primaria per almeno due ordini di motivi:

Studio di Impatto Ambientale Ver.Fer. s.r.l. San Tammaro (CE) Pagina 18

a) lesigenza di smaltire i rifiuti senza ricorrere a procedimenti o metodi che potrebbero recare pregiudizio allambiente e, in particolare, concordemente allart. 178 del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i.: - senza determinare rischi per lacqua, laria, il suolo e per la fauna e la flora, nonch la salute umana; - senza causare inconvenienti da rumore o odori; - senza danneggiare il paesaggio e i siti di interesse, tutelati in base alla normativa vigente; b) la necessit di adeguarsi ad una lunga serie di prescrizioni legislative, contenute sia nelle norme generali (nazionali, regionali, locali) che regolano la movimentazione, il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti, sia allatto di autorizzazione alla realizzazione e alla gestione dello specifico impianto; c) lobiettiva complicazione tecnico-impiantistica di un sistema che coinvolge molte fasi delicate quali: - il ricevimento del rifiuto; il suo riconoscimento quali-quantitativo; linvio a trattamento secondo modalit opportune; - il controllo di qualit alluscita del trattamento stesso.

Il protocollo di accettazione sar suddiviso in due parti, secondo il criterio seguente: - Procedura di accettazione o omologa dei rifiuti, cio il complesso di operazioni da mettere in pratica ogniqualvolta che viene proposto il conferimento allimpianto di un nuovo rifiuto, prima, in ogni caso, della stipula del contratto; - Procedura di accettazione del conferimento o di scarico, cio le operazioni da compiere prima di dare il via libera allaccesso ed allo scarico presso limpianto del contenuto di ogni singolo trasporto di rifiuto. Prima dellaccettazione dei rifiuti in ingresso saranno concordati con i conferitori le condizioni generali nonch particolari di accettazione dei rifiuti allimpianto. Sar svolta unindagine conoscitiva completa ovvero saranno svolte una serie di operazioni atte a verificare laccettabilit tecnica e amministrativa del rifiuto verificando allo scopo:

Studio di Impatto Ambientale Ver.Fer. s.r.l. San Tammaro (CE) Pagina 19

- la presenza di un atto autorizzativo in corso di validit per i conferitori sottoposti a codesto regime amministrativo quali ad esempio centri di messa in sicurezza di veicoli a motore, stoccaggi provvisori di rifiuti ecc.; - la presenza del rifiuto nellatto autorizzativo dellimpianto; - la compatibilit del rifiuto con i trattamenti esistenti, ovvero verificando che il rifiuto non abbia effetti negativi sui processi in atto. Questa indagine dovr attuarsi ogni volta venga richiesta laccettazione di un nuovo rifiuto o se il rifiuto in questione, gi abitualmente conferito, soggetto a variazione nella

composizione. Le modalit di effettuazione di tale indagine consistono in una prima verifica sulla compatibilit del rifiuto con lautorizzazione posseduta e, in caso affermativo, in una seconda serie di procedure finalizzate a verificare la compatibilit del rifiuto con i processi di trattamento dellimpianto. Il controllo dei rifiuti allatto del conferimento descrive le modalit delle operazioni di scarico del rifiuto dai mezzi di trasporto allimpianto; la finalit quella di verificare che il rifiuto corrisponda qualitativamente e quantitativamente al rifiuto esaminato durante lomologa.

La documentazione utile per svolgere correttamente la procedura di accettazione del carico composta da: - eventuali analisi chimiche provenienti da laboratori che attestino la qualit del rifiuto omologato in sede di accettazione ed eventuali analisi fatte eseguire dal produttore e/o detentore; - il programma dei conferimenti che contiene la previsione di arrivi nella giornata, lindicazione e la classificazione di ciascun rifiuto nonch la destinazione tipologica di stoccaggio previsto e trattamento preventivato; - elenco dei rifiuti accettabili presso limpianto per codice CER; - registro di carico/scarico dellimpianto che riceve il rifiuto;

Studio di Impatto Ambientale Ver.Fer. s.r.l. San Tammaro (CE) Pagina 20

- formulario relativo al rifiuto conferito in entrata allimpianto; - eventuali determinazioni analitiche da eseguire sul rifiuto; - registro delle lavorazioni/trattamenti. Al momento dellarrivo del camion allimpianto occorrer verificare: - se il carico fosse programmato; - se il mezzo di trasporto sia in regola con le autorizzazioni: - se vi congruit con tra il rifiuto conferito e quello oggetto di preventiva omologazione; - se vi rispondenza tra il materiale conferito e quanto descritto del formulario di identificazione rifiuto. I rifiuti dovranno pervenire tassativamente ed inderogabilmente nellimpianto a mezzo di trasportatori regolarmente autorizzati ed iscritti nellAlbo Gestori ambientali (Art. 212 D.Lgs. 152/2006) ed accompagnati dal formulario di identificazione rifiuti (Art. 193 D.Lgs. 193/2006). Si proceder pertanto ad una prima verifica della documentazione di accompagnamento e della loro corretta compilazione in relazione al mezzo utilizzato ed al rifiuto conferito, successivamente si proceder ad una ispezione visiva del carico per verificare la corrispondenza con quanto indicato nel formulario stesso e quindi si proceder alla pesa dellautomezzo determinandone la relativa massa lorda. Il rifiuto conferito in base alle proprie caratteristiche quali-quantitative sar inviato allarea di accettazione finale appositamente allestita e successivamente allocato allinterno del box di stoccaggio R13 in base alla tipologia di appartenenza e gi individuata in fase di omologazione del rifiuto avendone verificato la rispondenza con la documentazione amministrativa di accompagnamento. Si effettuer a questo punto una nuova pesata dellautomezzo determinandone la massa a vuoto e riscontrandone di conseguenza il relativo peso netto e verificando che lo stesso automezzo abbia scaricato completamente il carico e pertanto non contenga alcun residuo di rifiuto trasportato. Non saranno accettati in alcun modo rifiuti che potrebbero recare pregiudizio allambiente, ed in particolare: determinare rischi per lacqua, laria, il suolo e per la fauna e la flora,

Studio di Impatto Ambientale Ver.Fer. s.r.l. San Tammaro (CE) Pagina 21

causare inconvenienti da rumori o odori; danneggiare il paesaggio e i siti di particolare interesse e tutelati in base alla vigente normativa.
CERTIFICAZIONI DI CONFORMITA

Tutte le attrezzature sono conformi e marchiate CE ovvero sono conformi alle Direttive europee 98/37 CEE; a quanto stabilito dal D.P.R. 459 del 24 luglio 1996; alle norme armonizzate EN292/1 EN292/2 EN349 EN418 EN457 EN60204/1, e saranno utilizzate conformemente a quanto stabilito nel D.P.R. 547 del 27/04/1955 nonch alla vigente normativa in materia. Tuttavia le dotazioni impiantistiche potranno subire delle variazioni costituite da migliorie tecniche atte al soddisfacimento dei requisiti innovativi del settore, saranno utilizzati macchinari ed attrezzature conformi alla normativa vigente.

Impianto di cui alla Procedura V.I.A. Prot.1002907 DEL 15/12/2010 Descrizione dellAttivit Gli impianti di autodemolizione sono stati definiti attivit di pubblica utilit; infatti, in Italia, gli impianti di autodemolizione svolgono un duplice servizio: - al cittadino, in quanto si prende carico di tutte le responsabilit civili, penali ed amministrative connesse alla propriet del veicolo; - allintera comunit, in quanto provvede ad eseguire sul veicolo giunto a fine ciclo di vita tutta una serie di operazioni volte a diminuire gli impatti sullambiente del rifiuto veicolo, avviando al recupero molto materiale che altrimenti andrebbe perduto con conseguente danno economico ed ambientale; inoltre per la parte non recuperabile devono assicurare nelleliminazione in modo compatibile con la tutela dellambiente.

Il sito in esame risponde ai requisiti relativi alla localizzazione dei centri di raccolta e degli impianti di trattamento previsti dal D.Lgs. 24 giugno 2003, n. 209 (modificato dal D.Lgs. 23 febbraio 2006, n. 149); il D.Lgs. prevede che i centri di raccolta e gli impianti di trattamento non devono ricadere: - in aree individuate nei piani di bacino, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, lettera m), della Legge 18 maggio 1989, n. 183, e successive modifiche;

Studio di Impatto Ambientale Ver.Fer. s.r.l. San Tammaro (CE) Pagina 22

- in aree individuate ai sensi dell'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357, e successive modificazioni, fatto salvo il caso in cui la localizzazione consentita a seguito della valutazione di impatto ambientale o della valutazione di incidenza, effettuate ai sensi dell'articolo 5 del medesimo decreto; - in aree naturali protette sottoposte a misure di salvaguardia ai sensi dell'articolo 6, comma 3, della Legge 6 dicembre 1991, n. 394, e successive modifiche; - in aree site nelle zone di rispetto di cui all'articolo 21, comma 1, del D.Lgs. 10 maggio 1999, n. 152, e successive modifiche; - nei territori sottoposti a vincolo paesaggistico ai sensi del D.Lgs. 29 ottobre 1999, n. 490, e successive modifiche, salvo specifica autorizzazione regionale, ai sensi dell'articolo 151 del citato decreto. - non devono essere ubicati in aree esondabili, instabili e alluvionabili comprese nelle fasce A e B individuate nei piani di assetto idrogeologico di cui alla Legge n. 183 del 1989.

Per il sito in esame sono verificate le condizioni locali di accettabilit dell'impianto in relazione ai parametri stabiliti dalla normativa e cio: a) distanza dai centri abitati; a tal fine, per centro abitato si intende un insieme di edifici costituenti un raggruppamento continuo, ancorch intervallato da strade, piazze, giardini o simili, costituito da non meno di venticinque fabbricati e da aree di uso pubblico con accessi veicolari o pedonali sulla strada; b) presenza di beni storici, artistici, archeologici e paleontologici.

Per quanto riguarda l'individuazione dei siti idonei alla localizzazione il D.Lgs. 209/03 stabilisce che sono da privilegiare: 1) le aree industriali dismesse; 2) le aree per servizi e impianti tecnologici; 3) le aree per insediamenti industriali ed artigianali.

Viabilit La rete viaria esterna utilizzata quella esistente gi al servizio della zona industriale. Prendendo come riferimento la viabilit esistente che Ampiamente Connessa alle Autostrade e Strade di Scorrimento. L impianto Requisiti del centro di raccolta e dellimpianto di trattamento Il centro di autodemolizione, sar dotato dei seguenti requisiti: 1. adeguata viabilit interna per movimentazione agevole e in sicurezza dei carichi; 2. superficie esterna dotata di pavimentazione industriale impermeabilizzata,con sistema di raccolta e convogliamento delle acque meteoriche dotato di pozzetti con grate ed Studio di Impatto Ambientale Ver.Fer. s.r.l. San Tammaro (CE) Pagina 23

allacciato alla rete comunale delle acque bianche. Su tale area non sar svolta alcuna attivit di trattamento dei veicoli fuori uso ad eccezione del deposito temporaneo di alcuni rifiuti non pericolosi (metalli ferrosi e non ferrosi e pneumatici fuori uso) effettuato in cassoni scarrabili a tenuta stagna e dotati di coperchio a chiusura pneumatica (il che evita la dispersione di qualsivoglia rifiuto sulla superficie pavimentata esterna). 3. deposito di sostanze da utilizzare per lassorbimento di sversamenti di liquidi e per neutralizzare le soluzioni acide fuoriuscite dagli accumulatori; 4. recinzione dellintero perimetro dellimpianto costituita da muretto in cls. sormontato da pannelli a rete metallica rigida.

Organizzazione del Ciclo Operativo di lavoro dellimpianto Limpianto dimensionato per trattare circa 3500 veicoli lanno. LImpianto si Rivolge ad un Bacino dUtenza Regionale ed Extraregionale; Le attivit svolte nellimpianto, per la cui individuazione vedere la Tavola allegata, conformemente a quanto previsto dal D.Lgs. 209/03, sono organizzate nei settori specifici seguenti:

a) raccolta acquisizione dei veicoli fuori uso o loro parti provenienti dalla manutenzione; Rilascio certificazione di rottamazione; e nel caso di trasporto del formulario di trasporto. cancellazione e/o verifica della radiazione presso il P.R.A.; b) bonifica e depurazione dei veicoli esecuzione delle operazioni di depurazione del veicolo; deposito in condizioni di sicurezza dei rifiuti pericolosi provenienti dalle depurazione; c) trattamento selezione - smontaggio smontaggio delle parti reimpiegabili quali ricambi usati; selezione e cernita dei materiali recuperabili destinati al riciclo; demolizione/rottamazione; d) reimpiego, riciclaggio, recupero e smaltimento commercializzazione delle parti di ricambio; conferimento dei materiali recuperabili alle aziende specifiche di riciclaggio; conferimento dei rifiuti destinati allo smaltimento presso impianti autorizzati. pressate.

operazioni di

Raccolta

Studio di Impatto Ambientale Ver.Fer. s.r.l. San Tammaro (CE) Pagina 24

I veicoli fuori uso vengono conferiti al centro direttamente dagli utenti siano essi privati cittadini, Enti o imprese commerciali e artigianali oppure prelevati presso il luogo di stazionamento indicato dagli interessati. Il prelievo avviene solitamente con idonei mezzi in dotazione del centro stesso ed autorizzati al trasporto di rifiuti. Al momento del ritiro, verificata lidoneit della documentazione consegnata, viene rilasciato il certificato di rottamazione che esonera il proprietario/detentore del veicolo da ogni responsabilit civile, penale ed amministrativa connessa al possesso del veicolo. In caso di trasporto deve essere redatto il formulario di trasporto. Dalla data di tale certificato si interrompe lobbligo del pagamento della tassa di propriet (bollo-auto). Dopo le opportune annotazioni sul registro di carico e scarico previsto dalla norma ambientale e di Pubblica Sicurezza, viene inoltrata, da parte del gestore del centro, la denuncia di cancellazione dal P.R.A. con la consegna delle targhe e dei documenti di circolazione del veicolo. Il veicolo viene parcheggiato nellapposito settore (area di primo parcheggio) fino a quando non vengono consegnati i documenti di circolazione al P.R.A. e gli estremi di detta consegna annotati sullapposito registro. Bonifica e depurazione dei veicoli Dopo aver effettuato la radiazione al PRA, possibile procedere alle operazioni di depurazione, finalizzate ad innocuizzare i veicoli fuori uso, selezionando i rifiuti potenzialmente inquinanti presenti negli stessi, suddividendoli per tipologia, classi omogenee e per classificazione (solidi/liquidi; pericolosi/non pericolosi). Le operazioni di asportazione di detti rifiuti devono avvenire in condizione di massima sicurezza, evitando ogni e qualsiasi sversamento di liquidi, per questo saranno realizzati dei pozzetti di sicurezza nei quali, attraverso unopportuna pendenza della pavimentazione, confluiranno le eventuali perdite svolte esclusivamente su area

impermeabilizzata al coperto. Gli autoveicoli verranno avviati verso la zona coperta del centro (capannone coperto), per essere sottoposti alla messa in sicurezza. Per la bonifica, e quindi la messa in sicurezza del veicolo, presente un isola di bonifica Composta dalle Seguenti Attrezzature:
camera a vuoto per il fluido dei freni, pompa a doppio diaframma per benzina, gasolio, olio esausto, liquido refrigerante e fluido tergivetro in alloggiamento insonorizzato, pannello di comando per l'operatore, dispositivo per la perforazione in serbatoi. Accessori opzionali: contenitore di controllo in vetro trasparente per la valutazione visiva e separazione delle benzine, dispositivo per la perforazione della coppa dellolio e della coppa cambio,

Studio di Impatto Ambientale Ver.Fer. s.r.l. San Tammaro (CE) Pagina 25

braccio mobile di sostegno per il foratore dei serbatoi carburante, braccio mobile di sostegno per gli imbuti di raccolta oli esausti, inoltre vari dispositivi per l'estrazione dei fluidi.

Tutti i dispositivi operano solo con aria compressa adeguatamente filtrata, deumidificata e, dove necessario,lubrificata con olio adatto. Ciascun componente della macchina progettato in modo tale da formare un sistema a circuito chiuso (le pompe inviano direttamente i fluidi ai serbatoi finali di stoccaggio per mezzo di tubazioni adatte). Ci vale sia per i fluidi interessati sia per i vapori che potrebbero essere creati in alcune circostanze. In questo modo loperatore non mai a contatto diretto con i fluidi trattati. Ciascun dispositivo per l'estrazione dei fluidi chiaramente descritto nel manuale d'uso e progettato specificamente per lo scopo indicato. In questo modo, e con l'utilizzo conforme alle istruzioni e alle normative, si previene la miscelazione dei fluidi.
Estrazione Carburante: Esistono tre opzioni per l'estrazione del carburante: Perforazione del serbatoio del veicolo al punto pi basso. Inserimento del tubo di aspirazione del carburante nel bocchettone di riempimento. Collegamento al tubo di mandata carburante al motore per mezzo di quattro adattatori forniti. Il controllo della qualit del carburante avviene secondo la seguente modalit: al sistema di aspirazione della benzina collegato un contenitore trasparente in vetro detto contenitore di controllo. Loperatore valuter visivamente la qualit della benzina in aspirazione e dovr agire sullapposita leva per selezionare in quale contenitore destinare il carburante: per benzine pulite contenitore di riutilizzo, per benzine inquinate contenitore benzine esauste. Per la separazione di gasolio incolore e rosso o molto sporco esiste (optional) un ulteriore controllo del carburante (controllo del gasolio) per mezzo del quale si sceglie di guidare il fluido verso il contenitore di conservazione per il gasolio o verso quello per le sostanze sporche. In alternativa, la sezione trasparente del dispositivo per la perforazione dei serbatoi pu essere utilizzata in questo caso per consentire la distinzione.

Estrazione Oli esausti: Nel caso di motori muniti di coppe motore e cambio muniti di tappi di drenaggio, l'olio esausto preferibilmente raccolto dagli imbuti. L'olio motore e cambio possono venire estratti simultaneamente grazie al dispositivo a doppio imbuto. Un dispositivo di sollevamento pneumatico del braccio di sostegno porta gli imbuti all'altezza desiderata generando una bassa velocit di impatto e quindi minore nebulizzazione. Il dispositivo per la perforazione della coppa motore e cambio viene utilizzato nel caso in cui le stesse non siano predisposte con apposito tappo di drenaggio o lo stesso sia bloccato o presenti difficolt di svitamento. Gli oli idraulici dello sterzo e della sospensione idropneumatica possono essere estratti per mezzo di un di un tubo flessibile di aspirazione da collegare al sistema di foratura. L'olio dell'ammortizzatore estratto eseguendo la perforazione nell'ammortizzatore e procedendo come segue: durante l'aspirazione si crea vuoto nell'ammortizzatore; un'iniezione di aria compressa, che si verifica automaticamente al raggiungimento di un determinato livello di vuoto, aumenta nuovamente la pressione. A seconda della forma dell'ammortizzatore e dei componenti ad esso collegati, non sempre possibile eseguire la perforazione nel punto pi basso, in tal modo minime quantit di olio possono talvolta rimanere nella parte pi bassa dell'ammortizzatore. Questa quantit residua pu essere aspirata per mezzo dellapposito tubo flessibile da collegarsi al sistema di foratura. Al fine di proteggere i diaframmi e le valvole della pompa, tutto l'olio viene preventivamente filtrato.

Studio di Impatto Ambientale Ver.Fer. s.r.l. San Tammaro (CE) Pagina 26

Estrazione Liquido dei freni: Limpianto del liquido dei freni viene svuotato con una pompa a vuoto e aspirato per mezzo di appositi tubi flessibili. Lapposita leva posta sul contenitore di aspirazione del liquido dei freni consente di selezionare la modalit di creazione del vuoto (aspirazione del liquido) o il suo invio nellapposto serbatoio di raccolta liquido esausto freni (rifiuto) utilizzando aria in pressione. Un apposito riduttore di pressione permette di impostare un valore compreso tra 0 e 0.7 bar. Una valvola di sicurezza installata sul contenitore previene il riempimento eccessivo, ovvero una sovrapressione dello stesso. Due sfere cave sono spinte verso l'alto dal fluido fino a raggiungere la sede della valvola venturi, in modo da disattivarla; a questo punto un'ulteriore creazione di vuoto, quindi laspirazione risulta impossibile. L'estrazione del fluido dei freni eseguita dalle valvole di spurgo del sistema frenante. I terminali in gomma (nipplo) dei quattro tubi flessibili vengono inseriti a pressione nelle valvole di spurgo precedentemente allentate.Se una valvola di spurgo risulta logorata e quindi difficile o impossibile da allentare, impedendo l'estrazione del liquido, possibile utilizzare lapposita pinza taglia-tubo in dotazione. Estrazione Antigelo: Prima di iniziare questa fase di bonifica, agire sul comando del riscaldamento abitacolo presente sulla plancia del veicolo, regolandolo nella posizione di max riscaldamento. Fissare il tappo conico pi adatto allimpianto di raffreddamento (sul radiatore o sulla vaschetta di compensazione) e assicurarlo con lapposita staffa metallica. Il fissaggio deve essere realizzato con estrema cura per evitare che il tappo conico possa essere espulso con forza allatto di apertura dellaria in pressione andando a colpire loperatore. Connettere al tappo conico lapposito tubo dellaria compressa - fare attenzione che durante tale operazione la mandata daria compressa sia chiusa per evitare incidenti (leva pressione antigelo in posizione orizzontale).Rimuovere le lance di aspirazione dagli appositi foderi. Inserire una lancia nel punto pi basso del manicotto di andata del circuito di raffreddamento prima del termostato e la seconda nel punto pi basso del circuito nel manicotto di ritorno. Azionare il comando di aspirazione antigelo nel pannello di controllo; azionare il comando di pressione antigelo nel pannello di controllo. Ci garantisce una prestazione di bonifica ottimale. Rimosso il fluido disattivare le funzioni pressione e aspirazione agendo sulle leve di comando sul pannello di controllo. Le apparecchiature dellimpianto Pompa benzina: Per laspirazione della benzina dal punto di estrazione al contenitore di stoccaggio. Pompa a doppio diaframma attivata ad aria compressa lubrificata misura costante del vuoto per mezzo di un manometro,alloggiamento insonorizzato con connessione alla rete di terra, Colore : Rosso Etichetta : Benzina Pressione d'esercizio : limitata a 4 bar Capacita di aspir. : circa 30 l/min (a seconda della lunghezza del tubo) Consumo daria : circa 0,4 m3/min Pompa gasolio: Per laspirazione del gasolio dal punto di estrazione al contenitore di stoccaggio. Pompa a doppio diaframma attivata ad aria compressa lubrificata misura costante del vuoto per mezzo di un manometro, lubrificazione regolata del controllo, alloggiamento insonorizzato con connessione alla rete di terra, Colore : Verde Etichetta : Gasolio Pressione d'esercizio : limitata a 4 bar Capacita di aspir. : circa 30 l/min (a seconda della lunghezza del tubo) Consumo daria : circa 0,4 m3/min

Studio di Impatto Ambientale Ver.Fer. s.r.l. San Tammaro (CE) Pagina 27

Pompa Olio usato: Per laspirazione di olio usato dal punto di estrazione al contenitore di stoccaggio. Pompa a doppio diaframma attivata ad aria compressa lubrificata, misura costante del vuoto per mezzo di un manometro, alloggiamento insonorizzato con connessione alla rete di terra, Colore : Blu scuro Etichetta : Olio usato Pressione d'esercizio : limitata a 6 bar Capacita di aspir. : circa 15 l/min (a seconda della lunghezza del tubo) Consumo daria : circa 0,45 m3/min Pompa liquido refrigerante: Per laspirazione del liquido refrigerante dal punto di estrazione al contenitore di stoccaggio. Pompa a doppio diaframma attivata ad aria compressa lubrificata misura costante del vuoto per mezzo di un manometro, alloggiamento insonorizzato con connessione alla rete di terra, Colore : Giallo Etichetta : Refrigerante Pressione d'esercizio : limitata a 4 bar Capacita di aspir. : circa 15 l/min (a seconda della lunghezza del tubo) Consumo daria : circa 0,35 m3/min Pompa liquido tergivetro: Per laspirazione del liquido tergivetro dal punto di estrazione al contenitore di stoccaggio. Pompa a doppio diaframma attivata ad aria compressa lubrificata, misura costante del vuoto per mezzo di un manometro, alloggiamento insonorizzato con connessione alla rete di terra, Colore : Blu chiaro Etichetta : Acqua per il lavaggio del parabrezza Pressione d'esercizio : limitata a 4 bar Capacita di aspir. : circa 15 l/min (a seconda della lunghezza del tubo) Consumo daria : circa 0,35 cm/min Serbatoio di aspirazione liquido freni: Per laspirazione e la raccolta del fluido dei freni. Produzione di vuoto per mezzo di una valvola Venturi (azionata ad aria compressa non lubrificata) dotato di indicatore di livello, protezione contro il riempimento eccessivo, valvola di pressione eccessiva, protezione di sicurezza e manometro/vacuometro, Ago Venturi insonorizzato, Colore : Arancione Contrassegnato : Fluido dei freni Contenuto : 80 litri Pressione di svuotamento : max. 0,6 bar Consumo : 0,3 cm/min Unit di comando per l'operatore: Necessario per il controllo di tutti i dispositivi presenti, nonche impulso di pressione per il fluido dei freni e liquido refrigerante; Descrizione delle funzioni. Uscite lubrificate: refrigerante, olio usato, benzina, gasolio, liquido tergivetro,

Studio di Impatto Ambientale Ver.Fer. s.r.l. San Tammaro (CE) Pagina 28

connessione al dispositivo per la perforazione dei serbatoi, connessione al dispositivo di perforazione delle trasmissioni. Uscite non lubrificate: impulso di pressione per espulsione liquido refrigerante, impulso di pressione pr espulsione fluido dei freni, azionamento serbatoio mobile aspirazione fluido dei freni, connessione al pistone di sollevamento del braccio mobile degli imbuti recupero olio esausto, Dispositivo di perforazione dei serbatoi: Per eseguire la perforazione dei serbatoi di plastica e metallo e aspirare il carburante, quale benzina e diesel. Anello magnetico per la raccolta di detriti della perforazione dei serbatoi metallici, Schermo per i detriti della perforazione dei serbatoi in plastica, Cavo di collegamento alla massa del veicolo per permettere la dispersione delle cariche elettrostatiche. Punta : Diametro 20 mm, Velocit di rotazione : max. 220 giri/min, Velocit di perforazione : max. 10,4 m/min, Controllo del carburante: Per la separazione di benzina e gasolio. Valvola a sfera a 3 vie con guarnizioni in teflon. Braccio mobile di supporto per gli imbuti recupero olio: Per spostare entrambi gli imbuti nel punto scelto per il recupero olio esausto. Meccanismo di sollevamento pneumatico di una parte del Bracciocaduta breve per il fluido bassa nebulizzazione Giunti bloccati impediscono l'alterazione involontaria della posizione impostata. Braccio girevole: Per guidare il tubo di messa in pressione del circuito dei freni, l'estrazione del refrigerante del circuito di raffreddamento e sostenere il dispositivo autoavvolgibile del tubo flessibile per laspirazione del liquido tergivetro. Dispositivo autoavvolgibile per tubo flessibile: Per l'estrazione del liquido tergivetro. 6 metri di tubo flessibile e cannetta di aspirazione.

trattamento - selezione - smontaggio Le operazioni di trattamento, smontaggio e cernita sono finalizzate a suddividere i componenti secondo la loro destinazione finale e ad asportare dal veicolo le parti di pregio suscettibili di un reimpiego diretto per luso originario e classificabili come ricambi usati e selezionare i materiali da avviare al recupero e/o riciclaggio. Lo stoccaggio dei veicoli depurati, e non ancora definitivamente trattati per la selezione dei materiali, avviene nellapposita area previo sovrapposizione di veicoli in condizioni di stabilit. I materiali ed i componenti selezionati vengono depositati negli appositi settori, divisi per tipologia e classificazione commerciale.

Studio di Impatto Ambientale Ver.Fer. s.r.l. San Tammaro (CE) Pagina 29

I materiali da avviare al riciclaggio e/o smaltimento vengono stoccati, divisi per tipologie omogenee, in container, cassoni scarrabili o cassonetti atti al successivo allontanamento. Le parti di ricambio destinate alla commercializzazione vengono depositate nellambito del proprio settore, con particolare attenzione allo stoccaggio di parti di ricambio lubrificate per evitare la fuoriuscita di eventuali oli. reimpiego - riciclaggio -recupero - smaltimento Reimpiego: le parti reimpiegabili vengono smontate su specifica richiesta del riutilizzatore oppure durante il trattamento del veicolo. Le parti da immagazzinare vengono selezionate con il criterio del fabbisogno di mercato e sottoposte ad una sommaria verifica di idoneit affinch sia accertato un congruo rapporto tra economicit e reimpiego di ricambio usato. La commercializzazione avviene sia direttamente al pubblico (privati e/o artigiani del settore manutenzione) sia allingrosso tramite forniture di quantitativi specifici destinati alla revisione e/o al mercato estero. Riciclaggio: i materiali da avviare al riciclaggio sono prevalentemente identificabili nei rottami metallici che sono selezionati secondo un criterio di valorizzazione commerciale. Viene quindi privilegiata la separazione dei cosiddetti rottami pesanti che fanno capo ai componenti portanti, telai, organi di trasmissione e parti meccaniche che hanno un valore economico pi elevato rispetto ai rottami leggeri a cui appartengono le carcasse e le varie componenti di carrozzeria. Particolare attenzione viene rivolta alla separazione del blocco motore/cambio in quanto componente costituito anche da metalli non ferrosi e quindi di maggior pregio. Tra i materiali soggetti a specifiche destinazioni per il riciclo si rilevano tutti i metalli non ferrosi (alluminio, rame e altri metalli di pregio) presenti singolarmente o misti in alcune componenti (es. radiatori, marmitte catalitiche, cerchi in lega, parti elettriche e meccaniche, etc.). I vetri facilmente asportabili, vengono conferiti alle aziende di riciclaggio, senza necessit di separazione tra le varie tipologie (colori diversi e vetri atermici o accoppiati). Riciclaggio/Recupero: tra le componenti selezionabili anche i pneumatici possono essere considerati idonei al riciclaggio per quanto riferito a quella parte ceduta alle aziende di ricostruzione. Per le plastiche si rimuovono dapprima le componenti identificabili e costituite da polimeri definiti, tipo i paraurti in PP, i serbatoi carburanti, le vaschette dellacqua ed alcuni accessori che potrebbero essere avviati al riciclaggio. In Secondo Momento le rimanenti parti attualmente la VER FER le Consegna a Ditta Autorizzata al Ritiro, ma sta Valutando lIpotesi di acquistare una Sminuzzatrice e richiedere autorizzazione allo Smaltimento. Studio di Impatto Ambientale Ver.Fer. s.r.l. San Tammaro (CE) Pagina 30

Diagramma di flusso dellattivit

Criteri per lo stoccaggio I contenitori ed i serbatoi utilizzati per lo stoccaggio dei rifiuti avranno requisiti di resistenza adeguati alle caratteristiche di pericolosit dei rifiuti che conterranno. I contenitori, fissi e mobili, eccezion fatta per gli scarrabili, saranno dotati di dispositivi atti a rendere agevoli e sicure le operazioni di riempimento, travaso e svuotamento. I serbatoi saranno dotati di sistema antitraboccamento e di indicatore di livello (con un margine di sicurezza pari al 10% del volume totale; inoltre, mentre il serbatoio dellolio esausto sar dotato di una vasca di contenimento di capacit pari a quella del serbatoio stesso, i contenitori per lo stoccaggio dei rifiuti pericolosi saranno collocati in un bacino di contenimento di capacit pari ad un terzo della capacit totale dei serbatoi (e comunque pari almeno a quella del contenitore di capacit pi elevata).

Studio di Impatto Ambientale Ver.Fer. s.r.l. San Tammaro (CE) Pagina 31

I contenitori, fissi e mobili, saranno etichettati con cartelli di colore giallo riportanti il codice CER del rifiuto e la sua descrizione. Lo stoccaggio degli accumulatori sar effettuato in appositi contenitori costruiti in ununica fusione di polietilene antiacido e antiurto, corpo a tenuta stagna in materiale pieno, coperchio di chiusura in polietilene antiacido, realizzato in unico pezzo con nervature di irrigidimento e rinforzi stampati; saranno muniti di bordatura perimetrale per evitare lingresso di acqua e polveri e luscita di esalazioni; saranno altres dotati di sistemi di raccolta dei liquidi che potrebbero fuoriuscire e, comunque, nelle vicinanze sar posizionata della sostanza neutralizzante tali liquidi. I filtri dellolio, previo sgocciolamento, saranno detenuti in appositi contenitori metallici a tenuta stagna al fine di evitare perdite dellolio eventualmente rimasto nei filtri stessi. La gestione dei CFC e HCF avverr in conformit a quanto previsto dal Decreto Ministeriale 20 settembre 2002, e s.m.i. trasferendo i fluidi, mediante apposita attrezzatura, dal sistema di climatizzazione al contenitore. Lo stoccaggio degli oli usati sar effettuato nel rispetto delle disposizioni di cui al D.Lgs. 27 gennaio 1992, n. 95 e s.m.i. e al D.M. 16 maggio 1996, n. 392. Il contenitore dei suddetti oli stato precedentemente descritto. I pezzi smontati contaminati da olio, previa sgocciolatura, saranno detenuti su piani di lavoro metallici; successivamente saranno stoccati in contenitori scarrabili con coperchio a chiusura pneumatica e a tenuta stagna, collocati allesterno, in attesa del conferimento a centri autorizzati. stoccaggio dei rifiuti liquidi I rifiuti liquidi e pericolosi derivanti dalle operazioni di bonifica vengono stoccati in contenitori compatibili con le loro caratteristiche chimico-fisiche e con le normative vigenti in materia ed atti al successivo allontanamento. I contenitori o i serbatoi fissi o mobili, compresi le vasche ed i bacini utilizzati per il deposito dei rifiuti, possiedono adeguati requisiti di resistenza, in relazione alle propriet chimico fisiche ed alle caratteristiche di pericolosit dei rifiuti stessi. Sono provvisti di sistemi di chiusura, di accessori e di dispositivi atti ad effettuare, in condizioni di sicurezza, le operazioni di riempimento, di travaso e di svuotamento; Le manichette ed i raccordi dei tubi utilizzati per il carico e lo scarico dei rifiuti liquidi contenuti nelle cisterne sono mantenuti in perfetta efficienza, al fine di evitare dispersioni nell'ambiente;

Studio di Impatto Ambientale Ver.Fer. s.r.l. San Tammaro (CE) Pagina 32

I serbatoi, fissi o mobili, hanno un volume residuo di sicurezza pari al 10% e sono dotati di dispositivo antitraboccamento o di tubazioni di troppo pieno e di indicatore di livello; I serbatoi di stoccaggio hanno bacino di contenimento con volume pari ad almeno 1/3 della capacit geometrica totale dei serbatoi o, in ogni caso, non inferiore al 100 % della capacit geometrica del serbatoio di maggiore capacit; I recipienti fissi e mobili sono provvisti di apposita etichettatura, con l'indicazione del rifiuto stoccato conformemente alle norme vigenti in materia di etichettatura di sostanze pericolose; Lo stoccaggio degli accumulatori effettuato in appositi contenitori stagni dotati di sistemi di raccolta di eventuali liquidi che possono fuoriuscire dalle batterie stesse; Larea ha unapposita pendenza tale da convogliare gli eventuali liquidi in apposite canalette in pozzetti di raccolta. stoccaggio dei rifiuti pericolosi Tutti i rifiuti pericolosi verranno stoccati in contenitori posti fuori terra allesterno della tettoia di bonifica. La zona sar coperta anchessa da tettoia per proteggere i contenitori delle precipitazioni atmosferiche. Allo scopo di contenere una accidentale fuoriuscita di liquidi (oli motore, oli freni, liquidi antigelo, liquidi refrigeranti e acidi batterie) alla base dei contenitori sar realizzato un bacino di sicurezza per contenere unaccidentale fuoriuscita di liquidi. Tale bacino sar realizzato in conglomerato cementizio rivestito da resina sintetica ed avr una capacit di due mc corrispondente al 50% di quella complessiva dei recipienti. I recipienti avranno le seguenti capacit:
1 mc per gli oli motori 1 mc per liquidi freni 1 mc per liquidi antincendio 1 mc per filtro olio

Le batterie al piombo esaurite verranno stoccate provvisoriamente in contenitore ermetico realizzati in materiale polimerico ad alta densit (PEHD), avente un volume utile di 1 mc. Anche tale contenitore sar protetto da bacino di contenimento di capacit pari almeno alla met di quella del contenitore stesso. Le eventuali pastiglie freni contenenti amianto verranno depositate, previa imballatura e sigillatura in buste di PE, in cassonetto di materiale plastico, ubicato sempre nella zona di stoccaggio dei rifiuti pericolosi. La zone di stoccaggio ed i relativi contenitori, saranno opportunamente segnalati ed etichettati con cartelli recanti la tipologia di rifiuto ed il rischio presente.

Studio di Impatto Ambientale Ver.Fer. s.r.l. San Tammaro (CE) Pagina 33

Le caratteristiche costruttive dei contenitori dei rifiuti pericolosi saranno tali da garantire la perfetta tenuta in base alla tipologia dei materiali in esse contenuti. Gli stessi saranno muniti di sistemi atti a controllare il grado di riempimento: indicatore livello per i liquidi e sportello superiore per i solidi i serbatoi dovranno inoltre avere installato un sistema antitraboccamento ed essere riempiti al massimo per il 90% della loro capacit. Le tubazione di sistemi di aspirazione utilizzate per lo svuotamento dei liquidi dai veicoli da bonificare e per limmissione dei serbatoi di stoccaggio, saranno periodicamente controllati e verificate per assicurarne la perfetta efficienza. Nei pressi della zona di stoccaggio dei rifiuti pericolosi sar allestita una postazione di sicurezza (sabbia, sostanze inertizzanti e per lassorbimento dei liquidi, guanti tute stivali maschere e occhiali) che permetta un intervento immediato in caso di fuoriuscita accidentale dei liquidi, sebbene i serbatoi siano gi muniti di bacino di contenimento. Una postazione sar installata anche in altra zona al centro (zona gi autorizzata) dove non avverranno operazioni bonifica ma vi comunque un area di stoccaggio veicoli in attesa di bonifica.

Operazioni di trattamento per la promozione del riciclaggio Le operazioni di trattamento per la promozione del riciclaggio consisteranno: a. nella rimozione del catalizzatore e nel deposito del medesimo in apposito contenitore, adottando le opportune cautele al fine di evitare sversamenti di materiale e per garantire la sicurezza dei lavoratori; b. nella rimozione dei pneumatici in modo tale da poterli riciclare come materiali; c. nella rimozione di componenti metallici contenenti rame, alluminio e magnesio; d. nella rimozione dei grandi componenti in plastica (paraurti, cruscotto, serbatoi di liquidi, ); e. nella rimozione dei componenti di vetro. Le operazioni di cui ai precedenti punti saranno effettuate se i componenti descritti non saranno separati nel processo di frantumazione e in modo tale da poter essere riciclati effettivamente come materiali.

Nella gestione del centro di conferimento i criteri di gestione fondamentali saranno i seguenti: 1. nel settore di conferimento non saranno accatastati veicoli; 2. Una volta effettuata la messa in sicurezza dei veicoli, gli stessi, in attesa del trattamento, saranno accatastati in numero massimo di 3 unit sovrapposte, previa verifica delle condizioni di stabilit e delle condizioni di sicurezza dei lavoratori; 3. i veicoli gi messi in sicurezza e il cui trattamento sia stato completato, saranno accatastati fino ad unaltezza massima pari a circa 4,5 m; Studio di Impatto Ambientale Ver.Fer. s.r.l. San Tammaro (CE) Pagina 34

4. le parti destinate ad essere commercializzate saranno stoccate al coperto con le opportune cautele al fine di evitare il loro deterioramento e la compromissione del reimpiego successivo; 5. lo stoccaggio dei rifiuti recuperabili sar realizzato in modo tale da non modificare le caratteristiche del rifiuto e da non comprometterne cos il successivo recupero; 6. le operazioni di stoccaggio saranno effettuate con le cautele del caso per evitare danni ai componenti che contengono fluidi; 7. i componenti interi, quali motori reimpiegabili tal quale ed i componenti smontati contaminati da oli, saranno stoccati su basamenti pavimentati; si porr, comunque, la massima attenzione affinch sui pezzi smontati siano presenti solo tracce di oli. Attrezzature per la gestione del centro Il centro sar dotato di carri attrezzi, autorizzati al trasporto dei veicoli fuori uso, e di ponti di sollevamento per effettuare le operazioni di bonifica e messa in sicurezza dei veicoli, Oltre alla gi descritta Isola di Bonifica e ad una Gru Gommata con Presa a Polipo e una Pressa Compattatrice per Carcasse per la riduzione del Veicolo Bonificato in PACCHI; Per lo stoccaggio dellolio esausto saranno utilizzati idonei contenitori munito di certificato di conformit; il contenitore delle batterie esauste sar fornito direttamente dalla ditta che effettuer la raccolta e il trasporto di tali rifiuti (allatto dello scarico ne consegner uno identico). Per gli altri rifiuti saranno utilizzati contenitori metallici. Gli scarrabili avranno capacit pari a 20 m3, saranno dotati di unico coperchio incernierato sul bordo superiore con apertura idraulica a mezzo di pompa a mano e martinetti idraulici, la parte superiore avr chiusura con porta a libro costituita da due met movibili manualmente in grado di effettuare rotazioni di 270. Ripristino ambientale Larea Ove si Intendono Realizzare i due Progetti di cui trattasi ricade in zona industriale completamente pavimentata. Al termine delle Attivit verr effettuata unaccurata pulizia del luogo, rimuovendo i materiali, i rifiuti e quantaltro destinandoli a ditte autorizzate. Il sito, quindi, verr ripristinato e sar utilizzabile per lesercizio di altra attivit prevista per la zona Industriale.

Studio di Impatto Ambientale Ver.Fer. s.r.l. San Tammaro (CE) Pagina 35

PRODUZIONE DI REFLUI E MISURE DI PREVENZIONE E SICUREZZA AMBIENTALE Per loro natura le attivit in oggetto non comportano emissioni in atmosfera (se si eccettuano i gas di scarico degli automezzi, delle gru e delle cesoie diesel e le relative emissioni acustiche). Per quanto concerne la produzione di reflui questi sono da individuarsi principalmente nelle acque meteoriche raccolte dal piazzale su cui si svolger lattivit esterna. Al riguardo si precisa che tale parte di piazzale sar dotata di pavimentazione impermeabile in calcestruzzo e adeguato sistema fognario per la regimentazione e raccolta delle acque meteoriche. Il progetto della rete fognaria porter alla realizzazione di tre reti distinte, una delle quali destinata esclusivamente alla raccolta e convogliamento delle acque di piazzale. Tali acque saranno convogliate ad un impianto di trattamento costituito da tre bacini: scolmatore, dissabbiatore e disoleatore. Il bacino scolmatore ha il compito di far transitare allimpianto di depurazione solo le acque di prima pioggia (5 mm di acqua / mq), recanti con s residui solidi e oli minerali. Queste vengono sottoposte ad una operazione di dissabbiatura per consentire la separazione dalle sostanze sedimentabili; successivamente vengono inviate al disoleatore per la separazione dagli oli minerali. Il tutto finalizzato a ridurre il carico inquinante delle acque reflue entro i parametri di accettabilit fissati dalla tabella 3 dellallegato 5 alla parte terza del Codice dellAmbiente(D. Lgs. 152/2006 e s.m.i.). Gli oli minerali separati sono raccolti in apposita vaschetta interna al disoleatore in attesa di essere periodicamente prelevati dalla ditta che si occuper del relativo smaltimento. Le acque cos trattate giungono ad un pozzetto terminale di ispezione per essere convogliate nel collettore che recapita nella fognatura comunale. Un opportuno dispositivo di sicurezza (otturatore a galleggiante) chiude automaticamente lo scarico del separatore per impedire la fuoriuscita dellolio quando questo arriva a un livello prestabilito nella camera di raccolta. Le acque successive a quelle di prima pioggia, avendo un carico inquinante nettamente inferiore alle prime, saranno direttamente inviate al corpo ricettore mediante la tubazione di by-pass.

Studio di Impatto Ambientale Ver.Fer. s.r.l. San Tammaro (CE) Pagina 36

Le Acque dei Servizi Igienici, tramite Idonea Conduttura, sono convogliati dapprima in una fossa di pretrattamento per lessiccazione e poi convogliata nellimpianto di trattamento generale suddescritto; Il processo di trattamento dei rifiuti prima descritto non prevede lutilizzo di acque di processo e/o di lavaggio. Le polveri di metalli prodotte durante il processo di trattamento dei rifiuti per loro natura si depositeranno sulla pavimentazione. Da questa saranno periodicamente rimosse mediante spazzolamento delle parti pi grossolane e captazione in contenitori a tenuta per il successivo smaltimento finale ad opera di ditta autorizzata. E Da Specificare che allInterno del Lotto Insistono dei Locali Tecnici, non Utilizzati dalla Committenza di circa mq.130.00, da adibire in Futuro come locali della Cabina Elettrica, ed inoltre in corrispondenza di detti locali insiste il locale di comando delle Pompe antincendio con il relativo Serbatoio per Complessivi mq.10.00;

1.CONTENUTI DEL QUADRO

Studio di Impatto Ambientale Ver.Fer. s.r.l. San Tammaro (CE) Pagina 37

Nel presente quadro sono state analizzate le diverse componenti ambientali, che di seguito si riportano, che caratterizzano larea intorno al sito oggetto delle procedure

Via di cui Trattasi. Atmosfera : aria, clima Acqua superficiali e sotterranee Suolo e sottosuolo Vegetazione, flora e fauna Ecosistemi Paesaggio e patrimonio culturale Salute pubblica

Definite tali caratteristiche sono

state esaminate le interazioni sia con limpianto di

stoccaggio e recupero di rifiuti che con quello di Centro di Trattamento Veicoli, individuando gli accorgimenti tecnici e di gestione, che vengono adottati per

minimizzare gli eventuali impatti.

2.DEFINIZIONE DELL AMBITO TERRITORIALE E SISTEMI AMBIENTALI INTERESSATI La zona di interesse che coincide con la parte nord orientale del territorio comunale di San Tammaro situata nella zona industriale dello Stesso Comune (AREA PIP) ad una quota di circa 30 m s.l.m . Il sito confina su tre lati con la zona PIP e quindi con altri manufatti Industriali aventi anche destinazioni lavorativi simili a quelle di Progetto della VER FER, mentre sul lato est confina con la s.s.7 BIS; Avendo definito lambito territoriale, si tratta ora di riconoscere quali componenti e

fattori ambientali consentono di caratterizzare in modo esauriente lambiente ai fini dello studio di Impatto Ambientale Unico per le due Procedure VIA e le Relative Attivit che Intende Svolgere la VER FER srl;. Le componenti sono gli elementi costitutivi dellambiente (aria, acqua, suolo ecc.), mentre i fattori sono quegli elementi che costituiscono causa di interferenza e di

Studio di Impatto Ambientale Ver.Fer. s.r.l. San Tammaro (CE) Pagina 38

possibile perturbazione nei confronti delle altre componenti ambientali (rumori, vibrazioni ecc). Le componenti da considerare sono: Atmosfera : aria, clima Acqua superficiali e sotterranee Suolo e sottosuolo Vegetazione, flora e fauna Ecosistemi Paesaggio e patrimonio culturale Salute pubblica I fattori ambientali da valutare nello studio sono: 1. Rumore 2. Vibrazioni 3. Traffico 4. Rifiuti

2.1 ATMOSFERA 2.1.1 Qualit dellaria Si ritiene opportuno in questa fase chiarire il concetto di Inquinamento atmosferico. Per inquinamento atmosferico si intende (D.P.R. 24-05-1988 n. 203) ogni

modificazione della normale composizione o stato fisico dellaria atmosferica, dovuta alla presenza nella stessa di una o pi sostanze in quantit e con caratteristiche tali da alterare le normali condizioni ambientali e di salubrit dellaria, da costituire pericolo ovvero pregiudizio diretto o indiretto per la salute attivit ricreative e gli altri usi delluomo, da compromettere le

legittimi dellambiente, alterare le risorse biologiche

e gli ecosistemi e i beni materiali pubblici e privati.

I fenomeni che

modificano la normale composizione dellaria causando inquinamento

possono essere distinti in:

Studio di Impatto Ambientale Ver.Fer. s.r.l. San Tammaro (CE) Pagina 39

Naturali provocati da fumi, polveri, gas di diversa origine, ceneri vulcaniche. Artificiali provocati da inquinamento diretto quali immissioni derivanti da sostanze

derivanti da processi industriali, o da attivit di trasformazione quali fumi, gas, polveri, idrocarburi, vapori, materiali radioattivi e da inquinamento indiretto, come sollevato meccanicamente dal terreno o cave. pulviscolo

Gli inquinamenti a seconda della loro provenienza possono essere distinti in: Inquinanti primari (benzene, CO, NO, SO2, parte del particolato sottile, una frazione degli IPA) se sono emessi direttamente da una sorgente. Inquinanti secondari (O3, PAN, parte del articolato sottile) se si formano nellatmosfera da reazioni che coinvolgono precursori emessi dalle diverse fonti emissive; Le unit di misura delle espresse in: a) Ppm (parti per milione) o ppb (parti per miliardo), considerando per essi il rapporto in volumi tra la frazione inquinante e il resto di gas contenuto nellaria b) Microgrammi al metro cubo, considerando il rapporto tra la massa di inquinante e il concentrazioni di inquinanti atmosferici sono generalmente

volume daria che lo contiene. Nel caso in esame le azioni progettuali che possono determinare una variazione delle attuali condizioni dellatmosfera sono: movimentazione dei rifiuti. Le azioni che possono comportare impatto sono relative alla fase di movimentazione del materiale, al passaggio dei mezzi ecc. Gli effetti pi direttamente prodotti da questi impianti sono le emissioni di polveri, emissioni di inquinanti provenienti dai mezzi di trasporto e movimentazione; produzione ed impatto da polveri; produzione di impatto da rumore; emissioni atmosferiche inquinanti dai mezzi di trasporto e

Studio di Impatto Ambientale Ver.Fer. s.r.l. San Tammaro (CE) Pagina 40

Con il DPCM 28 concentrazioni

marzo 1983

sono

stati fissati i limiti massimi di accettabilit delle inquinanti dellaria nellambiente esterno;

e di esposizione relativi agli

successivamente, il DPR 24 maggio 1988 ha aggiornato tali valori per alcuni inquinanti e stabilito, inoltre, i valori guida di qualit dellaria che si ritrovano nel D.Lgs. 152/2006. Relativamente al Piano regionale per la tutela della qualit dellaria, nellambito della zonizzazione del territorio, il sito si inserisce in una zona che prevede tra le varie azioni lobbligo del monitoraggio. Nel caso in esame non possibile quantificare, discriminare lapporto a priori di

gas di scarico, provenienti dai mezzi che trasportano e movimentano i rifiuti allinterno dellimpianto, tenuto conto che la zona particolarmente trafficata, essendo, limpianto ubicato a poche decine di metri dalla SS 7 BIS. E previsto per Entrambe gli Impianti il monitoraggio per le ricadute degli inquinanti, per il quale stato gi incaricato tecnico specializzato che effettuer tali verifiche preventive.

2.2 CARATTERISTICHE CLIMATICHE Dati meteoclimatici

DATI STAZIONE DI VITULAZIO


anno T.max C T.min C T.medi a C UR.ma x % UR.mi n % UR.medi a % Direz. Med. Vento Vel. medi T. min a g. assolut vento a dec. - m/s T.max assolut a dec. Escursione termica max Deviazion e statistica standard T Max Deviazion e statistica standard T Min

200 8 200 9 201 0 201 1

22,2 2 22,2 5 21,8 1 22,6 9

11,1 8 11,5 8 11,2 7 11,1 5

16,29 91,29 47,54

72,96

115,2 1 106,1 7 124,4 8 97,69

2,28

3,95

11,07

16,01

2,63

3,09

16,48 90,14 46,93

72,25

2,25

3,91

11,04

15,38

2,61

2,78

16,08 91,96 49,48

74,99

1,68

7,92

25,41

15,08

2,69

3,08

16,43 91,62 45,84

72,70

1,81

7,76

26,02

17,31

2,76

2,98

Studio di Impatto Ambientale Ver.Fer. s.r.l. San Tammaro (CE) Pagina 41

Termometria
Andamento delle Temperature dell'aria misurate a 2 m - Anno 200840 Temperature 30 20 10 0 -10 g f m a m g l Mesi
T.Max T.Min T. Med.

Andamento delle Temperature dell'aria misurate a 2 m. - Anno 2009


45 Temperature 35 25 15 5 -5 g f m a m g l Mesi
T.Max T.Min T. Med.

Andamento delle Temperature dell'aria misurate a 2 m. - Anno 2010


45 Temperature 35 25 15 5 -5 g f m a m g l Mesi
T.Max T.Min T. Med.

Andamento delle Temperature dell'aria misurate a 2 m. - Anno 2011


45 Temperature 35 25 15 5 -5 g f m a m g l Mesi
T.Max T.Min T. Med.

Studio di Impatto Ambientale Ver.Fer. s.r.l. San Tammaro (CE) Pagina 42

Studio di Impatto Ambientale Ver.Fer. s.r.l. San Tammaro (CE) Pagina 43

2.3 AMBIENTE IDRICO SUOLO E SOTTOSUOLO Il ciclo dellacqua rappresenta lo schema generale di ripartizione e circolazione di questa sulla Terra. Le attivit antropiche inducono modificazione sia quantitative che qualitative su di esso. Relativamente allaspetto qualitativo, pi congruo con le finalit del presente studio, ci si riferisce alle alterazioni temporanee o permanenti che un corpo dacqua subisce quando una qualsiasi causa dovuta allazione delluomo, intervenga a modificarne lo stato. Le considerazioni che seguono riguardano appunto lambiente idrico superficiale e sotterraneo. La zona interessata dal progetto parte integrante del sistema pianeggiante costituito dalla Piana Campana ai bordi dei rilievi calcarei del Casertano fino al Mar Tirreno, nella zona di affioramento dei rilievi marginali del Roccamonfina. Larea si presenta come una Piana con sottofondo di terreno vegetale sovrastante una potente serie alluvionale-colluviale e piroclastica che riempie lampio graben della Piana Campana. I versanti calcarei, molto distanti dallarea in esame, si raccordano con pendenze miti, variabili dai 4ai 10 con la coltre piroclastica colluviale sui cui sorgono le aree urbanizzate. Larea risulta interamente pianeggiante con una altezza media rispetto al livello del mare di circa tredici metri; essa costituisce una piccola parte della grande struttura idrogeologica della Piana Campana, in particolare quella che si estende a Nord-Ovest del Somma-Vesuvio, nel comune di San Tammaro, in destra Regi Lagni. Essa attraversata dal corso del fiume Volturno, dai Regi Lagni e dal fosso Volla; presenta quote superficiali oscillanti da alcuni metri al di sotto del livello del mare (legate alle aree di bonifica), ai quaranta-cinquanta metri sul livello del mare delle fasce pedemontane.

Studio di Impatto Ambientale Ver.Fer. s.r.l. San Tammaro (CE) Pagina 44

In altri termini la situazione geologica dellarea, e quindi le caratteristiche di permeabilit dei terreni in essa rinvenibili, giocano un ruolo fondamentale nei confronti della circolazione idrica sotterranea.

I terreni affioranti nella Piana possono attribuirsi alle seguenti unit litologiche: depositi prevalentemente sabbiosi, dunari e di spiaggia, e

depositi limo-argillosi di interduna; depositi prevalentemente limo-sabbiosi, talora con torba, di

origine alluvionale e/o palustre, del Basso Volturno, dei Regi Lagni e della depressione del Sebeto (Fosso Volla); tufo litoide grigio (Ignimbrite Campana), talora associato a

lenti e banchi di scorie laviche (sinistra Regi Lagni); lo spessore varia da alcune decine di metri ai 50-70 metri ed sovente sormontato da terreni pozzolanici in sede del Il e III periodo flegreo; Al di sotto di queste unit prevalentemente piroclastico-alluvionali la stratigrafia dei

terreni desunta da dati di perforazioni e di indagini geofisiche eseguite in varie epoche per vari scopi (ricerche dacqua, progetti di infrastrutture, etc.); che possono essere riassunti nei termini che seguono: il banco di tufo grigio (Ignimbrite Campana) ha uno

spessore che si assottiglia in corrispondenza della fascia a ridosso del Corso del Volturno e, in parte, dei Regi Lagni. Al contrario raggiunge spessori massimo di 50 e pi metri in destra Volturno (a ridosso del M. Massico e del Roccamonfina), a ridosso dei monti carbonatici di Caserta e a ridosso dei Campi Flegrei. Ad esso competono valori della resistivit oscillanti entro limiti assai ampi (da 50-70 ohm*m ad alcune migliaia di ohm*m nei settori ove sono presenti facies molto compatte anidre e/o associate a scorie laviche); al di sotto del tufo presente una potente successione (100-

150 metri) di terreni sciolti di origine piroclastica a grana medio- grossa o medio-fina che

Studio di Impatto Ambientale Ver.Fer. s.r.l. San Tammaro (CE) Pagina 45

fa sovente passaggio lateralmente a terreni non dissimili ma di ambiente marino (probabile trasgressione olocenica). A tali terreni competono valori della resistivit di qualche decina (15-30) di ohm*m; a profondit maggiori (> 150-200 metri dal piano campagna) limo-argillosa di probabile ambiente

stata talvolta rinvenuta una unitlimo-sabbiosa e

marino a cui spettano valori della resistivit inferiori a 10 ohm*m. Il sottosuolo pi profondo della Piana (> 200-300 metri dal piano campagna, e fino ad alcuni km dal piano campagna) caratterizzato da potenti banchi di rocce vulcaniche attribuibili ad attivit pre-flegrea (le quali raggiungerebbero un alto locale, 300-400 metri dal piano campagna nella zona di Parete) e, verso il basso, da una monotona e potente pila di terreni elastici di probabile et mio-pliocenica.

In base alla caratteristiche litostratigrafiche del terreno larea risulta formata da un unico complesso idrogeologico, dove con tale termine si intende un insieme litologico, limitato spazialmente e giacituralmente, avente uno stesso grado di permeabilit.

Il bacino idrico della zona in oggetto di studio deve considerarsi come una porzione di quell'enorme bacino che delimitato dalle propaggini dell'Appennino e che interessa l'intera Piana Campana, con una circolazione idrica che dai massicci carbonatici defluisce verso il mare; in particolare, come confermato dalla letteratura idrogeologica, il deflusso della falda avviene in direzione dei Regi Lagni.

L'alimentazione della falda dovuta principalmente alle acque provenienti dai complessi carbonatici dell'Appennino Campano, i quali non sono tamponati alla base da materiali impermeabili e pertanto riversano i loro flussi idrici nel complesso dei sedimenti alluvionali e piroclastici della Piana Campana per poi defluire verso il mare. Apporti idrici supplementari sono dovuti alle acque zenitali di infiltrazione.

Studio di Impatto Ambientale Ver.Fer. s.r.l. San Tammaro (CE) Pagina 46

2.4 VEGETAZIONE/FLORA e FAUNA Nella zona prossima allimpianto la vegetazione praticamente assente; una modesta fascia presente lungo il fosso che confina con la SS7BIS. Gli impatti eventuali di questo impianto sulla vegetazione possono riguardare: 1. danno alla vegetazione per inquinamento aria, acqua e suolo; 2. danno alla vegetazione per alterazione dei corpi idrici e delle falde. In entrambi i casi limpianto e dotato di un sistema di abbattimento di polveri e inquinanti che riducono al minimo le emissioni di inquinanti nellaria; che di un

impermeabilizzazione e un sistemi di di raccolta e trattamento delle acque che riducono sensibilmente le possibilit che si verifichi un deterioramento della qualit di tali matrici. Linterferenza dellimpianto sar minima in quanto larea gia completamente

urbanizzata e gli interventi realizzati comunque non riducono le aree potenziali dove la fauna trova rifugio e cibo.

2.5 PAESAGGIO In generale, questa porzione di territorio del Comune di San Tammaro che fa parte integrante del presenza nucleo industriale zona PIP di San Tammaro di attivit produttive, a sud con le caratterizzata dalla strutture

prevalentemente

caratteristiche

industriali, capannoni e manufatti vari;

oltre la

strada comunale sorge una

porzione dellabitato con fabbricati spesso monofamiliari di modeste dimensioni. La configurazione urbanistica del comprensorio, frutto degli strumenti di pianificazione che dagli anni 80 sono stati posti in essere dallEnte preposto. Pertanto le forme del paesaggio sono quelle tipiche di un ambiente urbanizzato, a cui si contrappone un paesaggio vallivo. Il sito risulta essere visibile dallasse viario SS7Bis. Gli impatti legati alla presenza dellimpianto sul fattore paesaggio naturale sono:

Studio di Impatto Ambientale Ver.Fer. s.r.l. San Tammaro (CE) Pagina 47

- alterazione del territorio in fase di esercizio; Le misure che si adottano per minimizzare limpatto riguardano: - schermatura dellopera con barriera recintata;

2.6 SALUTE PUBBLICA Per quanto riguarda larea in esame non esistono dati specifici ma, sulla base delle considerazioni gi esposte nei precedenti capitoli, si pu affermare che la situazione attuale non presenta fenomeni tali da compromettere gli aspetti igienico-sanitari e, quindi, la salute degli individui e della comunit interessata. Limpianto, in considerazione dellattivit esercitata e del contesto urbanistico e viario in cui si trova non modifica sostanzialmente n qualit dellaria (emissioni per

incremento del traffico), n dei rumori, considerando anche la Pregressa Esistenza di Varie Attivit Simili, se non uguali a quelle proposte dalla VER.FER. s.r.l.; Per questultimo aspetto il livello di disturbo sonoro causato dagli impianti nei

confronti dellambiente esterno pu provenire da due possibili sorgenti Situazione 1 sorgente predominante del rumore associata alla presso cesoia con le sue parti nonch lattivit di movimentazione con una durata dellemissione di 6 ore

per il periodo di riferimento diurno. Situazione 2 sorgente del rumore associata alla semplice attivit antropica che si svolge allinterno dellimpianto (mezzo di frantumazione/triturazione durata emissione 4/6 ore nel solo periodo diurno.

Studio di Impatto Ambientale Ver.Fer. s.r.l. San Tammaro (CE) Pagina 48

3. CRITERI DI IDENTIFICAZIONE E VALUTAZIONE DEGLI IMPATTI AMBIENTALI Col termine impatto ambientale si definisce linsieme delle alterazioni dei fattori e dei sistemi ambientali prodotto dalle attivit legate alla realizzazione di unopera,

pertanto, limpatto conseguente alla presenza di unopera potr sortire effetti negativi e positivi. La procedura di Valutazione di Impatto Ambientale ha lo scopo di valutare (pesare e dare un segno) linsieme dei rapporti esistenti tra impianto e ambiente in cui essa sar

inserita sulla base di informazioni riguardanti gli aspetti tecnici, giuridici, economici, sociali ed ambientali per poter esprimere un giudizio di fattibilit.

Per la valutazione dimpatto ambientale sono state proposte moltissime metodologie come modelli di significato e di applicazione generale; quelle proposte e generalmente in uso possono riassumersi schematicamente in due gruppi: 1. metodologie formali, standardizzate come guida e strumento di lavoro per ordinare le informazioni ambientali derivanti dallo studio di impatto (metodologie delle mappe

sovrapposte, liste di quesiti e di controllo, matrici di correlazione, grafi);

2. metodologie ad hoc, da sviluppare di volta in volta senza precostituito.

nessuno schema

Studio di Impatto Ambientale Ver.Fer. s.r.l. San Tammaro (CE) Pagina 49

Le

matrici di

correlazione, che

rappresentano

uno

degli

strumenti maggiormente

utilizzati, possono essere viste come liste di controllo bidimensionali in cui, su una dimensione vengono riportate proposte, elementi di le caratteristiche individuali di unopera (attivit

impatto,ecc.) e

sullaltra dimensione si riportano le categorie

ambientali su cui si possono avere effetti da parte dellopera. Gli impatti potenziali o gli effetti risultano individuati, quindi, dallincrocio tra le due liste di controllo.

Per la valutazione degli

impatti ambientali causati dagli Interventi in oggetto stata

utilizzata una metodologia di tipo qualitativo.

Matrice delle cause e degli elementi di impatto (MATRICE A) La prima matrice della serie mette in evidenza le attivit dellimpianto che sono origine (cause) degli elementi di impatto; Tramite questa prima matrice si in grado di

individuare i punti deboli, dal punto di vista dellimpatto ambientale dellimpianto Fase di esercizio ordinario
CAUSE Conferimento rifiuti T ttamento ra rifiuti Tipologia rifiuti Altezza deposito ELEMENTI DIMPATTO Emissione polveri Movimento automezzi Rumori Dispersione ma teriale leggero provenienti dalla separazione dei rifiuti Occupazione aree e volumi Assett o finale dellopera Rischio di

Matrice degli indicatori e delle categorie ambientali (MATRICE A1) Le categorie ambientali possono essere definite come le componenti dellambiente su cui si risentono gli effetti generati dagli elementi di impatto; comprendono sia le

componenti fisiche dellambiente (aria, acqua, flora, fauna) sia quelle pi propriamente connesse alle attivit umane (salute pubblica, valori culturali). Studio di Impatto Ambientale Ver.Fer. s.r.l. San Tammaro (CE) Pagina 50

La valutazione degli

indicatori ambientali pu essere sia di carattere qualitativo sia

quantitativo a seconda delle categorie considerate e degli strumenti matematici. Ci che scaturisce dalla intersezione tra un consente di valutare, oltre allo indicatore ed una categoria ambientale

stato qualitativo dellambiente, anche il peso che

certe cause hanno nel rendere pi o meno compatibile lambiente a ricevere unopera. Pertanto, mediante luso di questa matrice sar possibile poter esprimere un giudizio di idoneit su uno o pi siti nei confronti della tipologia dellopera che va ad inserirsi.

Nel caso in esame si riportano, di seguito, lelenco degli indicatori e delle ambientali:
INDICATORI AMBIENTALI Qualit Climatologia Sismicit CATEGORIE AMBIENTALI Acque superficiali Suolo e sottosuolo Livello sonoro

categorie

Reperibilit ma teriale per drenaggi o e copertura Aria Sistema viario Distanza insedi amenti abitativi T radizioni e beni culturali Morfologia dellarea Tipo logia tessuto economico-sociale Tipologia urbanistica Situazione sanitaria Flora e fauna Paesaggio Salute e sicurezza Viabilit e traffico Risorse ed assetto terr itorio Relazioni sociali Valori culturali

Cara tte ristiche idrogeologiche e idrogeotecniche Occupazione ed atti vit economiche

3.1 EMISSIONE POLVERI E PARTICOLATO Lemissione di polveri durante lesercizio di questa tipologia dimpianto tipica delle seguenti fasi: passaggio di mezzi di mezzo di trasporto rifiuti in entrata o uscita dallimpianto; scarico dei rifiuti e carico materie prime seconde; movimenti dei mezzi allinterno dellimpianto; trattamento (riduzione volumetrica/triturazione) dei rifiuti;

Studio di Impatto Ambientale Ver.Fer. s.r.l. San Tammaro (CE) Pagina 51

Nel caso in oggetto, la strada di accesso allimpianto completamente asfaltata. La polverosit dovuta allo scarico e al carico del materiale, nonch il trattamento del

materiale presenta una diffusione atmosferica limitata, le misure di mitigazione ed abbattimento polveri sono tali da garantire emissioni entro i limiti stabiliti dalle normative vigenti. Entro i confini dellimpianto ed in particolare per coloro che lavorano sul fronte dei rifiuti, si prevede che siano rispettate tutte le precauzioni indispensabili a prevenire possibili effetti negativi dovuti alla inalazione di polveri. Ai sensi della normativa vigente sulla sicurezza ed igiene del lavoro previsto in ogni caso su tutto il personale le visite mediche periodiche.

3.2 RUMORI E VIBRAZIONI La CEE sin dal 1975 ha fissato con una direttiva i limiti di rumorosit ambientale invitando gli stati membri ad emanare, in modo conforme, le relative leggi in materia. In data 26/10/1995 viene sullinquinamento acustico emanata in italia la legge . Detto strumento n. 447/95 Legge quadro affronta il tema

normativo

dellinquinamento acustico del

territorio, ricomprendendo al suo interno le definizioni

fondamentali e definendo competenze ed adempimenti necessari alla tutela dellambiente dal rumore. La legge quadro stabilisce la necessit che i comuni predispongano una zonizzazione acustica comunale, ma per lindividuazione di limito di applicabilit e

delle soglie numeriche relative a ciascun criterio di valutazione, la Legge 447/95 demanda al D:P:C:M: del 14/11/97 Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore, di cui si riporta una tabella di valori limite:

Studio di Impatto Ambientale Ver.Fer. s.r.l. San Tammaro (CE) Pagina 52

Le sorgenti di rumore e vibrazioni interessanti la zona sono riconducibili, come gi accennato nei paragrafi precedenti ad una prima sorgente predominante associata

allimpianto di frantumazione con le sue parti nonch allattivit di movimentazione con mezzi meccanici (T0 = 6 ore) e ad una seconda sorgente dalla ore). In entrambi i casi/situazioni/scenari la rumorosit si garantisce al di sotto del valore limite dei 70 dBA. semplice attivit antropica che si svolge di rumore rappresentata

allinterno dellimpianto (T0 = 2

3.3 EMISSIONI GASSOSE Le fonti di inquinamento atmosferico, sono riconducibili al traffico veicolare indotto

dallesercizio dellimpianto e alla movimentazione dei rifiuti al suo interno, mentre non si producono biogas dai rifiuti trattati.

3.4 MOVIMENTO AUTOMEZZI Le previsioni effettuate prevedono diversi viaggi giornalieri di andata e ritorno dagli impianti. Limpatto sulla viabilit comunque minima, tenuto conto delle arterie stradali

che portano allimpianto.

3.5 DISPERSIONE MATERIALE LEGGERO Durante la gestione degli impianti, specie nella fase di scarico dei rifiuti, potrebbero

crearsi fenomeni di dispersione del materiale leggero (carta e cartone, plastiche) presente Studio di Impatto Ambientale Ver.Fer. s.r.l. San Tammaro (CE) Pagina 53

allinterno dei rifiuti a causa del trasporto eolico. Tale della fenomeno risulta praticamente inesistente, tenuto conto della presenza

recinzione perimetrale dellarea.

3.6 ELUATO Gli Impianti, con lo stoccaggio e il recupero dei rifiuti, pu costituire una possibile fonte di inquinamento della falda e/o dei corsi dacqua superficiali nel caso in cui mancano misure di contenimento e controllo. Tenuto conto delle tipologie di rifiuto trattate e delle modalit sia di stoccaggio (R13) che superficiali di trattamento, il problema dellinquinamento delle acque sotterranee e circoscritto alle eventuali fughe di eluato o acque di prima pioggia del

piazzale e relativamente, ad altri effluenti potenzialmente inquinanti quali: - acque dei servizi igienici con caratteristiche analoghe agli scarichi; - acque di lavaggio dei mezzi e delle apparecchiature con caratteristiche analoghe a quelle degli scarichi delle autorimesse. Per leliminazione dei rischi di possibili inquinamenti della matrice acqua (sotterranea e superficiale) sono state adottate le seguenti misure: impermeabilizzazione del piazzale impianto di trattamento e depurazione delle ricadenti sulle aree di lavorazione; acque meteoriche sia di piazzale, sia

3.7 RISCHIO DI INCIDENTI I lavoratori di un impianto di trattamento rifiuti sono alle da considerare appartenenti

categorie professionali a rischio e ci comporta una particolare cautela nello

svolgimento delle loro attivit. Tutti gli operatori saranno comunque soggetti a formazione continua sia in ordine

allutilizzo dei macchinari, sia per quanto riguarda la prevenzione e protezione dai rischi,

Studio di Impatto Ambientale Ver.Fer. s.r.l. San Tammaro (CE) Pagina 54

sia in

ordine allutilizzo di tutti i Dispositivi di Protezione Infortuni (D.P.I.), il tutto

ricompreso nel Piano di sicurezza in dotazione presso e nellunit produttiva.

4. CONSIDERAZIONI MONITORAGGI

CONCLUSIVE, MISURE MITIGAZIONE DEGLI

IMPATTI E

Al termine delle analisi eseguite nel presente studio si pu affermare, con sufficiente attendibilit, che gli Impianti Proposti con Procedure V.I.A. Prot.0839614 del 20/10/2010 e Prot.1002907 del 15/12/2010, e precisamente

Procedura V.I.A. Istanza: prot.reg. 0839614 del 20/10/2010 Attivit di

stoccaggio e trattamento di rifiuti di metalli recuperabili, scarti di legno e sughero, pneumatici e camere daria non ricostruibili e scarti di gomma. Messa in riserva. Cernita e selezione Manuale. Stoccaggio e trattamento in MPS, S.Tammaro (CE) Area PIP n1 Localit Ponticello;

Procedura V.I.A. Istanza: prot.reg. 1002907 del 15/12/2010 Centro di Raccolta e

Trattamento veicoli fuori uso, S.Tammaro (CE) Area PIP n1 Localit Ponticello; rispondono alle esigenze di compatibilit individuate come necessarie

dallanalisi dellambiente esistente;

Lubicazione e le misure mitigative che si adotteranno nella conduzione delle attivit, riducono/minimizzano in modo drastico gli impatti causati dallesercizio dello stesso.

Non si ravvisa la necessit di individuare alternative a detta localizzazione, dal momento che il sito ubicato in Zona Industriale e risulta quindi conforme sia sia con i criteri di con la

pianificazione territoriale

comunale e Provinciale,

localizzazione

dettati dalla pianificazione regionale in materia di rifiuti.

Studio di Impatto Ambientale Ver.Fer. s.r.l. San Tammaro (CE) Pagina 55

Inoltre dallanalisi del contesto ambientale non si evidenziano criticit indotte da tale attivit, ma risponde in ogni caso ai fabbisogni di recupero dei materiali metallici e risulta centrale rispetto alla produzione di tali tipologie di rifiuto.

Lubicazione dellimpianto risulta altres ottimale dal punto di visto delle comunicazioni; infatti a poca distanza sono presenti i caselli

vie

di

autostradali, asse

attrezzato, consentendo una riduzione dei tempi di percorrenza veicolari in ingresso e in uscita e quindi una ottimale gestione logistica nellattivit svolta.

Alternative al processo di trattamento dei rifiuti cos come viene realizzato oggi non sono rinvenibili.

Lassenza, di Impianti Pari a quelli Progettati e Proposti con le Procedure VIA di cui Sopra, contribuirebbe ad aumentare il costo a carico dei produttori per trasportare i rifiuti in altre province addirittura fuori Regione; favorirebbe labbandono dei rifiuti in luoghi non presidiati con la conseguenza di inquinamenti diffusi per le diverse matrici

ambientali, mancato recupero dei materiali a scapito dello smaltimento, ecc.

Aspetti questi che discordano gestione dei rifiuti. Azioni soprattutto per ridurre al di

con le direttive e le varie pianificazioni in materia di mitigazione e riduzione sono state comunque attivate

minimo la produzione di polveri ed emissioni di sostanze

inquinanti, mentre per ridurre, eliminare la possibilit di contaminazioni delle matrici ambientali da caratterizzati in eventuali eluati prodotti dai tutte le parti da cls) ed di un un rifiuti stoccati, gli Impianti saranno

sistema di

efficiente di impermeabilizzazione raccolta e trattamento delle acque

(pavimentazione in

sistema

di prima pioggia, nonch di sistema a tenuta per gli scarichi domestici dei bagni e del lavaggio degli automezzi.

Studio di Impatto Ambientale Ver.Fer. s.r.l. San Tammaro (CE) Pagina 56

Tale era lIncarico sin qui ricevuto

Napoli, I consulenti Tecnici

Geometra Roberto Ventura

Geometra Mario Ventura

Architetto Luciano Gennaro Astone

Studio di Impatto Ambientale Ver.Fer. s.r.l. San Tammaro (CE) Pagina 57