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RELAZIONE DI AGGIORNAMENTO SU STATO DELL’ARTE PARCO DE

“LA FAVORITA”.
(Gennaio 2020)

Il Parco de La Favorita, esteso circa 400 ettari, ricade totalmente nella zona di Riserva Naturale
Orientata Monte Pellegrino, indicata dal Decreto n. 970 del 10.06.91 con il quale è stato approvato,
ai sensi dell'art.3 della L.R. 14/88, il Piano Regionale dei Parchi e delle Riserve Naturali. Con
successivo Decreto del 06. 10. 95, l'Assessore per il Territorio e 1'Ambiente ha istituito la suddetta
Riserva delimitandone i confini su carta topografica I.G.M. in scala 1: 25.000 e configurandone le
zonizzazioni (con lettera A l'area destinata a riserva e con lettera B 1'area destinata a pre-riserva) su
cartografia in scala 1:10.000. Per dette aree zonizzate, l'art.22 della stessa L.R. 14/88 prevede la
decadenza delle previsioni degli strumenti urbanistici vigenti e l'adozione di Piani di utilizzazione
per le zone di pre-riserva da parte dei comuni, nel rispetto delle norme del regolamento recante le
modalità d'uso che, in questo caso, sono contenute nell'allegato 2 del Decreto di istituzione della
riserva Monte Pellegrino già sopracitato. La perimetrazione della zona B racchiude: il Parco della
Favorita; una fascia sita tra le strade di collegamento Palermo-Mondello e le pendici di Monte
Pellegrino sino alla zona denominata Valdesi; alcune aree coltivate a giardino di proprietà privata a
margine tra la via Imperatore Federico e il confine del Parco Favorita sul lato di viale Diana; infine
una zona di pertinenza militare, di notevole estensione, sita all’interno dello stesso Parco, tra la
piazza G. Cascino e le pendici di Monte Pellegrino, recentemente in fase di nuova acquisizione da
parte del Ministero delle Finanze.
La maggior parte del parco de La Favorita, ad eccezione del Bosco di Niscemi (area destinata a
riserva, zona “A”), è destinata a pre-riserva (zona “B”). Per tale area di pre-riserva è stato elaborato
dal Comune di Palermo il Piano di Utilizzazione della zona “B” della R.N.O. Monte Pellegrino,
approvato dall’Assessorato Regionale del Territorio ed Ambiente con D.D.G. n. 368 del
29.06.2012.
Dal punto di vista dominicale si precisa che la “Real Tenuta La Favorita” è transitata, per effetto del
D. Lgs.vo n. 265/2010, dal Demanio dello Stato al Patrimonio indisponibile della Regione Siciliana
e, per essa, all’Assessorato Regionale Beni Culturali, attesa la valenza culturale del bene.
Tuttavia, già con Regio Decreto n. 1795 del 04.10.1926 il Parco era stato assegnato in uso al
Comune di Palermo per la destinazione a “pubblico godimento”, con onere, tra gli altri, di curarne
la manutenzione.
Il Parco ricade nelle tavole nn. 5004, 5005, 5007 (in minima parte) e 5008 della Variante Generale
del P.R.G. approvata con Delibera di C.C. di presa d’atto n. 7/04 delle modifiche apportate in
adempimento delle disposizioni dei D.Dir. 558 e 124/DRU/02 di approvazione. Tuttavia, a seguito
dell’adozione del Piano di utilizzazione, che costituisce piano particolareggiato esecutivo, i vincoli
e le previsioni di piano sono solo quelli previste dal citato Piano di utilizzazione e dalle relative
norme di attuazione.
I vincoli che attualmente gravano sull’area sono:
 Vincolo sismico;
 Vincolo Panoramico L.1497/39;
 Vincolo Area archeologica L.1089/39 (area grotta Niscemi);
 Vincolo idrogeologico R.D.L. n. 3267/30/12/1923;
 Demanio Monte Pellegrino Usi Civici;
 Fascia di rispetto dei Boschi D. del Com. Straord. Del 15/6/93 - L./R n.15 del 30/4/91;
 Perimetrazione area boschiva Sovrintendenza BB.CC.AA. e Ass. Agricoltura e Foreste;
 D.A.R.T.A. 06/10/95 "Istituzione della riserva naturale orientata Monte Pellegrino, ricadente nel
territorio del comune di Palermo";
 D.A. n° 970 del 10/06/91;
 Pareri C.R.P.P.N. del 10/04/91, 20/01/94, 01/02/94, 07/03/95;
 Convenzione di affidamento della riserva all'Associazione Rangers d'Italia del 28/02/95.
Nelle more dell’approvazione del Piano da parte dell’Assessorato Regionale del Territorio ed
Ambiente con D.D.G. n. 368 del 29.06.2012, l’A.C. redigeva un progetto generale esecutivo avente
per oggetto la “Valorizzazione agricola ed ambientale di una porzione del Parco della Favorita” che
prevedeva le sotto elencate opere.
1. Restauro dei manufatti storici
2. Creazione di percorsi tematici
3. Restauro filologico dei giardini storici ( secondo le indicazioni delle Norme tecniche di
attuazione ).
4. Dotazione infrastrutturale delle reti
5. Restauro del sistema irriguo storico
6. Ripristino e rifunzionalizzazione dei manufatti agricoli esistenti
7. Ristrutturazione di manufatti esistenti all’interno dell’ esistente vivaio comunale e futuro
vivaio del parco.
Da questo quadro generale con il primo finanziamento di 3.000.000 di Euro, si sono realizzati tutti
quegli interventi che il finanziamento afferente al Patto territoriale ha consentito di realizzare.
E precisamente :
8. Restauro dei cancelli storici
9. Dotazione infrastrutturale delle reti ( Elettrica, Idrica, Fognaria ).
10. Illuminazione degli assi principali ( Viale Diana e Viale d’Ercole )
11. Ristrutturazione di manufatti esistenti all’interno vivaio comunale e futuro vivaio del parco.
I lavori, a seguito di Appalto di evidenza pubblica iniziati nel 2007, hanno avuto un iter
conclusosi nel 2014 con il collaudo degli stessi.
Nel 20013 l’A. C., per completare l’assetto generale di riconfigurazione del Parco, redige un
progetto che, nel rispetto dei superiori vincoli, avrebbe consentito, attraverso il restauro e la
rifunzionalizzazione dei manufatti esistenti, il recupero funzionale del Parco della Favorita,
mirato alla fruizione dello stesso da parte della cittadinanza. Il progetto mirava al restauro ed
alla rifunzionalizzazione dei seguenti edifici: “Case Rocca”; Ex scuderie reali; Vivaio
comunale; Edilizia minore; Cancellate; Obelischi, Cippi, Fontane; Torri idrauliche e canali di
irrigazione in pietra.
In atto:
1. il complesso edile di “Case Rocca”, il cui impianto risale al XVIII secolo e che
attualmente risulta destinato a magazzini ed abitazioni, si presenta in uno stato di
conservazione mediocre; Per tale complesso è stato redatto un progetto che mirava a
riconvertire tutti i caseggiati e ripensare tale luogo come centro di accoglienza del
Parco.

2. le Scuderie reali, realizzate nel 1799 dall’ Arch. G. Patricolo, risultano incluse
nell'elenco degli edifici di interesse monumentale ed ambientale del Piano regolatore
generale di Palermo al n° 273. Oggi destinate ad uffici comunali, si presentano in uno
stato di conservazione anch’esso mediocre, il prospetto è stato però di recente
ripristinato, nel rispetto dei cromatismi storici. E’ stato inoltre completato il restauro
dei due torriglioni, restauro che è passato anche attraverso le demolizioni, come
previsto dal Piano, delle superfetazioni esistenti ( Magazzini e gebbia in C.A.) e che
ha riportato gli stessi al loro aspetto originario.

3. il Vivaio comunale presenta caseggiati e serre che richiedono massicci interventi


manutentivi straordinari;

4. l’edilizia minore riguarda numerose costruzioni in muratura in pessimo stato d’uso


per le quali sono richiesti interventi di consolidamento.

5. la Fontana d’Ercole, realizzata dall’Arch. Marvuglia nel 1799, attualmente versa in un


mediocre stato di conservazione. La stessa è inclusa nell’elenco degli edifici di
interesse monumentale e ambientale al n° 232 del Piano Regolatore di Palermo;
6. la stele, la fontana e le torri idrauliche, realizzate dall’Arch. Marvuglia nel 1799 e
gravate da vincolo monumentale, versano in un pessimo stato di conservazione;

7. le canalette irrigue in pietra che risultavano in massima parte sconnesse, frammentarie


ed in molte zone coperte dalla terra, con un finanziamento Patto per il Sud, sono ad
oggi oggetto di lavori di ripristino.

8. E’ stata, negli anni effettuata la ricognizione, il rilievo ed i computi metrici estimativi


delle opere necessarie alla creazione di servizi igienici, di punti di ristoro, di
magazzini per rimessaggio attrezzi, e punti di informazione e distribuzione di
materiale divulgativo, riutilizzando ed opportunamente riconvertendo la trentina di
piccole costruzioni in muratura esistenti, dando loro una veste unitaria, sia nei colori
degli intonaci che nelle finiture esterne.

9. Per Villa Niscemi e la Palazzina Cinese la destinazione pensata era quella di renderle
il più possibile aperte alle visite guidate di interesse storico-monumentale.

10. Il Vivaio è stato pensato aperto anche al pubblico per uso commerciale (vendita di
piante della macchia mediterranea ) nonché alle scuole per la visita agli orti didattici.

11. Gli ampi spazi aperti rimarranno disponibili per Percorsi speleologici; Percorsi
naturalistici; Percorsi agricoli; Percorsi monumentali; Aree per birdwatching.
12. Molte zone potranno essere destinate ad attività sportive, che non necessitano di alcun
intervento strutturale quali: Corsa campestre; Ciclo cross; Cross-country; Tiro con
l’arco; Kyudo; Nordik Walking; Orienting.

13. Altre zone potranno essere destinate al relax, come ad esempio Area Solarium, Area
Yoga, Percorso della salute.

14. Ulteriori lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria sono stati previsti in


corrispondenza degli accessi al Parco attraverso gli esistenti, sottoelencati varchi:
Falde Monte Pellegrino; Piazza Leoni; Case Rocca; Villa Niscemi; Città dei Ragazzi;
Giusino (Viale Regina Margherita).

15. Gli immobili esistenti in corrispondenza di detti ingressi saranno destinati a locali di
accoglienza, eventuale biglietterie, servizi igienici, punti di informazione con
personale incaricato di fornire informazioni e offrire le varie alternative e proposte
per la fruizione del Parco.

Il progetto, prevedeva dunque il riutilizzo degli immobili esistenti, ed il totale recupero funzionale
del Parco, recupero che l’Amm./ne ha sempre affermato di volere effettuare, per far diventare La
Favorita il nuovo polo di aggregazione per la cittadinanza palermitana. Tale volontà di recupero è
stata, nel tempo ribadita, anche in un documento dal titolo : Piano di lavoro per la realizzazione e
la gestione del Parco della Favorita.
Le su elencate opere, avrebbero consentito di rendere omogeneo il lavoro di riconfigurazione del
Parco.
Le stesse, però, non hanno trovato, nel tempo le sufficienti coperture finanziarie necessarie
per dare un quadro complessivo di riconfigurazione e restauro del Parco ed i lavori effettuati
con l’appalto 2007/20013, seppur indispensabili, (come le reti idrica, elettrica, fognaria,
irrigua), sono ai più, non noti.
In ultimo, con un finanziamento del Patto per il Sud, gli uffici stanno procedendo al restauro
ed al ripristino di ciò che rimane della antica rete irrigua, ed al riportare alla luce una della
quattro grandi Pipiniere presenti (che erano già state oggetto di un progetto autorizzato dalla
Soprintendenza e che prevedeva il ripristino dell’”orma” storica mediante la messa a dimora, sul
tracciato storico, di vegetazione propria della macchia mediterrranea per ricostituire l’immagine
storica delle stesse, senza però fare un “falso storico”).
Il grande valore ambientale dello stesso già codificato dal coincidere, pur nella variazione di alcuni
confini, con la zona B della Riserva Naturale Orientata Monte Pellegrino, dagli studi di settore
redatti e dalle risultanze delle indagini propedeutiche alla stesura del Piano d’uso, hanno confermato
il permanere in tale area di emergenze di grande valore storico e naturalistico.
In ultimo la consapevolezza dell’importante funzione ambientale (microclimatica, disinquinante, di
regolazione idrica, ecc..) connessa alla sua tipologia di grande area verde periurbana, importante
nodo di quella rete ecologica che con il contiguo Monte Pellegrino, va connessa attraverso il
sistema dei parchi e del verde urbano alle aree “naturali” che delimitano la Conca d’oro in modo da
rappresentare fondamentale strumento per la tutela della biodiversità e delle funzioni ecologiche ad
essa conseguenti nell’intero territorio palermitano, sono stati il filo conduttore che, negli anni, ha
portato alle scelte sia di pianificazione che progettuali fatte.
Alcune operazioni hanno trovato copertura finanziaria e sono state effettuate, altre attendono ancora
tale copertura. L’A. C., nel tempo, ha coerentemente lavorato per rispondere alla Mission che il
Regio Decreto le ha conferito.
Quanto relativo all’espungimento dal perimetro del Parco storico, delle aree per la
realizzazione delle esistenti aree sportive ( Bowling, C.T. etc), sono queste, scelte appartenenti
al passato, avverso le quali il Piano di utilizzazione poco poteva fare (essendo le stesse già
fuori dal perimetro della zona oggetto di pianificazione), limitandosi a suggerire, come si legge
nella Relazione Generale dello stesso, la ricostituzione figurativa e percettiva dei suoi margini,
anche attraverso la creazione di cortine arboree.
Per l’Area Ex Campo nomadi, anche recentemente, l’A.C. ha ribadito con forza che è
intendimento della stessa restituire alla città di Palermo tale area trasformandola, come già
previsto nel vigente Piano in un Giardino di nuovo impianto, un grande bosco urbano da
ridare ai cittadini.