Sei sulla pagina 1di 7

Consiglio Regionale - Gruppo Consiliare M5S

Al Presidente del Consiglio della Regione Abruzzo


Giuseppe Di Pangrazio
LAquila SEDE

OGGETTO: Richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio regionale, ai sensi


dell'art. 17 dello Statuto della Regione Abruzzo, nonch della lettera b), comma 3,
dell'articolo 35, del Regolamento interno per i lavori del Consiglio regionale.

Egregio Presidente,
i sottoscritti Consiglieri regionali, chiedono, ai sensi dell'art. 17 dello Statuto della Regione
Abruzzo e della lettera b), comma 3, dell'art. 35, del Regolamento interno per i lavori del
Consiglio regionale, la convocazione straordinaria del Consiglio regionale per procedere alla
discussione del seguente argomento da inserire all'ordine del giorno: Opere di laminazione
delle piene del fiume Pescara.
A tal fine allegano alla presente il documento relativo all'argomento di cui si chiede
l'iscrizione, da porre in discussione in Aula, ai sensi del comma 1, dell'articolo 38, del
Regolamento interno per i lavori del Consiglio regionale.
Nel ringraziare per il seguito che vorr dare alla presente richiesta, Le porgiamo
cordiali saluti.

Primo firmatario ________________________

____________________________

______________________________________

____________________________

______________________________________

____________________________

______________________________________

____________________________

Documento per il Consiglio regionale straordinario


"Opere di laminazione delle piene del fiume Pescara"

Premesso che:
stato depositato dal Commissario di Governo contro il dissesto idrogeologico presso il
Dipartimento Opere Pubbliche, Governo del Territorio e Politiche Ambientali - Servizio
Valutazione Ambientale della Regione Abruzzo il Progetto "Opere di laminazione delle
piene del Fiume Pescara", consistente nella realizzazione di una serie di bacini di invaso
temporaneo delle acque di piena del fiume Pescara, al fine di ottenere un significativo
effetto di laminazione degli idrogrammi propagati lungo il fiume Pescara, limitandone le
portate al colmo, per il rilascio del previsto parere reso dal Comitato di Coordinamento
Regionale per la Valutazione d'Impatto Ambientale, con il Giudizio n. 2712 del 04 ottobre
2016;
il 28 gennaio 2016 l'opera stata sottoposta a procedura VIA (procedura sospesa il
24/03/2016, riattivata il 13/04/2016 e conclusa il 04/10/2016), in base alla Delibera di
Giunta regionale n. 60 del 29 gennaio 2008 e con successiva pubblicazione avvenuta
sull'Albo Pretorio dei Comuni interessati, stato avviato il procedimento per
l'approvazione del progetto mediante una Conferenza di servizi con conseguente
apposizione del vincolo all'esproprio e dichiarazione di pubblica utilit, senza alcuna
consultazione dei proprietari e/o conduttori dei terreni individuati e senza coinvolgimento
delle Organizzazioni Professionali Agricole;
dagli elaborati del progetto si evince che con la realizzazione delle vasche, per la
laminazione del colmo del fiume di circa 160 mc/sec. e l'invaso di 6.255.000 di mc
d'acqua, in caso di onda di piena per 13 ore del fiume Pescara, evento che in genere in
passato si verificato una volta ogni 50 anni (1992, 2013, 2014), con una portata di circa
690 mc al secondo, si andrebbe a produrre un assorbimento del 13% del volume della
stessa. Tale percentuale si ridurrebbe ad un assorbimento del 5%, in caso di piene
eccezionali che possono generare una portata di circa 1220 mc al secondo. Pertanto, se
consideriamo che grazie alla conformazione del bacino idrografico del fiume Pescara, nel
passato abbiamo avuto sempre eventi di piene della durata di circa 48 ore, appare del tutto
probabile come la capacit di assorbimento delle vasche che si intendono realizzare sia
totalmente inadeguata a contenere i normali fenomeni di piena a tutela dei centri abitati a
valle del fiume e si avrebbe una massa enorme di acqua ingovernabile in grado di
distruggere le produzioni agricole, di rendere incoltivabili i terreni e di danneggiare le aree
fortemente antropizzate di San Giovanni Teatino, Spoltore e Pescara. Tale perplessit
aumenta, se si considera inoltre che tutti i dati raccolti negli ultimi studi climatologici

effettuati da esperti accreditati ci mostrano come in futuro sar sempre pi normale il


verificarsi di eventi atmosferici estremi, con conseguenze, nel caso in esame, di piene
straordinarie che di fatto renderebbero, si ripete, le opere previste inefficaci;
si rileva altres dagli elaborati progettuali, come le opere renderanno inutilizzabili vaste
aree di terreno fertile - alluvionale, con gravi ripercussioni per le attivit agricole
autoctone, con una diminuzione di produzione di oltre il 50% a causa del "franco di
coltivazione" troppo basso di circa 50 cm e contestuale mancato riconoscimento
dell'indennit di allagamento in caso di invaso dell'acqua (L.R. n. 33/2015, articolo 1,
comma 6), in totale contrasto con le vigenti Direttive Europee in tema di consumo del
suolo. Oltretutto, si rischia di aumentare lerosione delle aree poste a monte del fiume, con
possibile coinvolgimento di un area dove insiste una grande discarica abusiva di materiali
plastici che potrebbero essere trasportati a valle e si aumenterebbe la velocit in caso di
onda di piena considerato che il corso del fiume dopo i lavori sar reso pi rettilineo;
in particolare, lo sbancamento da 2 a 4 metri per portare la quota del piano interno ad un
livello inferiore alla quota del piano golenale all'esterno dell'arginatura, l'asportazione di
circa 50 cm di terreno coltivabile e il relativo stoccaggio nell'ambito del cantiere e il
successivo riposizionamento all'interno delle casse, potrebbero rendere incoltivabili i
terreni per:
1) il materiale inerte che potrebbe affiorare in superficie con le lavorazioni meccaniche
profonde;
2) la riduzione del franco di coltivazione e quindi l'asfissia radicale provocata dall'acqua
sotterranea a una profondit minima, non stato considerato che il livello della falda
freatica normalmente subisce delle variazioni stagionali a cui si sovrappongono i
repentini picchi di innalzamento dovuti alle piene del fiume Pescara. In condizioni di
normalit la falda alimenta il fiume. In caso di piena, invece, il fiume alimenta la falda
determinando l'innalzamento del livello dell'acqua. Questo fenomeno, quindi, in
presenza di una piena, potrebbe determinare l'allagamento delle casse anche senza la
loro apertura e la relativa riduzione della capacit di laminazione delle acque del
fiume;
3) la riduzione dei quantitativi di fertilizzanti e diserbanti;
4) la realizzazione di scoline in corrispondenza dei confini, orientate verso i manufatti di
restituzione delle acque al fiume per drenare i terreni e farli asciugare in tempi brevi in
caso di allagamento, se da un lato pu contribuire a facilitare le lavorazioni
meccaniche, dall'altro crea disagi enormi ai conduttori dei terreni poich queste
richiedono una costante manutenzione per conservare la loro efficienza e
diminuiscono la superficie di terreno coltivabile;

le vasche saranno realizzate su terreni la cui falda acquifera gi molto superficiale in


condizioni di normalit (il livello si attesta intorno a 2,5 m di profondit), pertanto in
presenza di eventi di piena la falda tender ad innalzarsi ulteriormente mettendo a serio
rischio il funzionamento delle vasche di contenimento, gi di per se fortemente impattanti
dal punto di vista ambientale se si considera che i rilevati arginali saranno realizzati con
una altezza pari da 4,50 metri a 6,60 metri, onde evitare che l'azione erosiva del fiume
pregiudichi la stabilit dell'opera. Questo potrebbe altres comportare un restringimento
della sezione e la modifica del profilo dell'alveo per tutto il tratto interessato dalle casse
(vietato dal PSDA - art. 10, comma 2);
anche per quanto attiene la manutenzione delle vasche di contenimento appaiono diverse
riserve, in quanto considerato che il fiume normalmente trasporta una quantit elevata di
detriti, in particolar modo in caso di eventi di piena, gli stessi si andranno in gran parte ad
accumulare all'interno delle vasche e pertanto non si capisce come si intenda provvedere
alla periodica pulizia delle stesse e a quanto ammontano i costi da sostenere per tali
attivit, visto che non vengono menzionati negli elaborati progettuali. Se questi
risultassero elevati, potrebbero mettere a serio rischio la sostenibilit dell'opera, una volta
realizzata, dal punto di vista prettamente economico. Senza considerare poi che con
l'accumulo nelle vasche, grosse quantit di detriti saranno sottratti al normale equilibrio
costiero;
non appare chiaro poi il perch le opere vengano realizzate in una zona a monte
dell'immissione nel fiume Pescara di uno dei maggiori affluenti, il torrente Nora, le cui
acque in caso di evento di piena sarebbero convogliate a valle per il tramite del fiume,
senza alcuna limitazione o regolazione delle stesse, in totale discontinuit con lo scopo del
progetto consistente nella creazione di una serie di bacini di invaso temporaneo delle
acque di piena del fiume Pescara al fine di ottenere un significativo effetto di laminazione
degli idrogrammi propagati lungo il fiume stesso, limitandone le portate al colmo;
infine si rappresenta che le opere che si intendono realizzare, ed in particolare una delle
cinque vasche di invaso temporaneo delle acque di piena del fiume Pescara, verrebbe
realizzata sul tracciato dell'elettrodotto Villanova - Gissi, con tutte le problematiche di
sicurezza del caso e negli elaborati progettuali non viene chiarito dettagliatamente quali
siano le attivit che si intendono adottare per conciliare le due opere, ai fini della tutela
della pubblica incolumit degli abitanti e dell'ambiente circostante. Interferisce altres con
la rete irrigua in pressione del Consorzio di bonifica Centro. Presenta interrelazioni con il
complesso commerciale denominato "Megal 1" e "Megal 2" e con il distributore di
metano "DAM";
Considerato che:

dal parere reso da esperti del settore si riusciti a porre le basi per una risposta alternativa
al problema, meno impattante per l'ambiente oggetto dell'intervento e molto pi efficace.
Con la stessa disponibilit economica si potrebbero realizzare circa 700 laghi collinari di
piccole e medie dimensioni, con una capacit di raccolta delle acque superiore di circa 8
volte quella che si otterrebbe con le vasche di invaso temporaneo. Quindi, considerato che
le vasche di invaso temporaneo hanno una capacit di assorbimento, in caso di onda di
piena, pari al 13% del volume della stessa, con la creazione dei laghi collinari potremmo
ottenere una capacit di assorbimento pari a circa il 70% delle acque di piena;
in dettaglio, l'idea quella di realizzare detti laghi collinari di modeste dimensioni sui
corsi d'acqua temporanei del bacino idrografico del fiume Pescara, nel quale convogliare
unicamente le acque che si produrrebbero in caso di pioggia, senza andare ad intaccare
minimamente la normale portata del fiume Pescara. Tali laghi di piccole o medie
dimensioni avrebbero una capacit media di accumulo delle acque pari a circa 30.000 mc,
quindi nel loro insieme potrebbero riuscire a contenere una quantit d'acqua pari a circa
25.000.000 mc;
sfruttando la presenza di centinaia di zone gi adatte per la loro conformazione ai fini
della creazione del lago, si pensi ai centinai di fossi naturali presenti, si limiterebbero
drasticamente i lavori di scavo e successivo trasporto di materiali di risulta, con
abbattimento dei costi. In moltissimi casi con piccoli lavori di rifinitura del terreno, una
chiusura a valle e una struttura in cemento sul colmo per la fuoriuscita di acqua in caso di
eccessivo riempimento, si otterrebbero la costruzione di centinaia di laghi senza impattare
pesantemente sull'ambiente e l'ecosistema circostante;
i vantaggi che si potrebbero ottenere con tale sistema dei laghi collinari di piccole e medie
dimensioni, oltre a quelli detti, sarebbero molti. Come la creazione di una vasta riserva di
acqua su tutta la zona adatta per lo sfruttamento in agricoltura; si renderebbero utilizzabili
porzioni di terreno, come i fossi naturali che altrimenti rimarrebbero abbandonati; tali
invasi potrebbero essere utilizzati come vasche di fitodepurazione naturale, dove
verrebbero raccolte e depurate, attraverso la vegetazione presente, le acqua provenienti dai
terreni agricoli circostanti, a tutto vantaggio per la qualit delle acque del fiume Pescara
quindi del mare, con il ripristino di una buona qualit delle acque di balneazione;
potrebbero nascere attorno ai laghi delle attivit imprenditoriali dedite alla pesca sportiva,
sport acquatici, allevamento pesci, creazione di parchi lacustri a scopo ricreativo
naturalistico, ecc; con la creazione di posti di lavoro. Si favorirebbe altres l'incremento
della biodiversit, ultimamente sempre pi minacciata dai continui e massicci interventi
da parte dell'uomo, con ricadute positive per gli ecosistemi circostanti e l'attivit agricola
autoctona;

si otterrebbe infine un netto miglioramento del microclima, in quanto nei periodi di siccit
dovuti al caldo eccezionale, con la presenza di una massiccia diffusione su tutto il
territorio di laghi, si riuscirebbe ad ottenere una mitigazione degli effetti che spesso
procurano delle ricadute pesanti sulle coltivazioni agricole presenti sul posto, a cui
nell'ultimo periodo abbiamo assistito sempre con pi frequenza e come confermato
d'altronde dagli ultimi studi climatologici effettuati da esperti del settore che hanno
ipotizzato in futuro un aumento di tali fenomeni;
contestualmente, si potrebbe intervenire con una risagomatura e rinaturalizzazione
dell'alveo del fiume, con lo scavo delle zone pi frequentemente allagabili e la creazione
di una quota di piena e una di magra. La creazione di due fasce boscate ripariali di circa
30 m in entrambe le sponde del fiume e all'interno del perimetro delle pertinenze
demaniali, con piante autoctone al fine di rallentare la velocit dell'acqua in caso di
esondazione ed evitare l'asportazione di terreno e il deposito di materiale inerte sui terreni
coltivati, garantire la fitodepurazione delle acque e aumentare il grado di naturalit
effettiva e quella percepita;
l'opera in oggetto fortemente contestata dalle Amministrazioni comunali interessate
dall'intervento (Cepagatti e Rosciano), oltretutto incompatibile con la pianificazione
urbanistica degli stessi, dalle Associazioni ambientaliste, dalle Organizzazioni
Professionali Agricole e dal Comitato dei proprietari dei terreni interessati;
Rilevato che:
diversi Paesi come la Svezia a Malm e Rotterdam, la Germania lungo il fiume Emscher e
a Dortmund, la Francia a Lione e la Spagna a Barcellona (In sintonia a quanto sollecitato
dalla Commissione Europea nel suo Programma Horizon 2020 ad "aumentare la
previsione dei rischi, a sviluppare soluzioni di adattamento al cambiamento climatico e a
recuperare gli ecosistemi degradati"), hanno gi dato il via a progetti, alcuni gi realizzati,
attraverso i quali creare un sistema diffuso su tutto il territorio in grado di raccogliere
l'acqua piovana delle piene, sfruttando aree verdi esistenti. Anche l'Italia, in provincia di
Milano, ha dato vita ad un progetto "Cap Holding", insieme il Dipartimento di scienze
agrarie e ambientali dell'Universit Statale di Milano e al Consorzio Villoresi con
l'obiettivo di verificare se i piccoli fossi che ancora esistono nella provincia meneghina
possono essere riutilizzati per assorbire piene e alluvioni e creare, di conseguenza, una
rete di citt spugna intorno a Milano chiamato "Flood hide", riscontrando buoni risultati
nei primi test svolti nei Comuni di Cisliano, Sedriano e Vittuone;
la stessa Agenzia per la Protezione dell'Ambiente e per i servizi Tecnici (APAT), oggi
Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), nel documento

"Atlante delle opere di sistemazione fluviale", redatto nell'anno 2003, annovera tra le
soluzioni ideali per il contenimento delle piene dei fiumi quella della realizzazione dei
"Laghetti collinari";
Per tutto quanto in premessa,
il Consiglio regionale
impegna
il Presidente della Giunta Regionale

1. Ad attivarsi per l'immediata sospensione e successivo annullamento delle procedure tese


all'approvazione del Progetto denominato "Opere di laminazione delle piene del fiume
Pescara".
2. Ad attivarsi affinch, per la raccolta delle acque di piena, vengano intraprese le opportune
iniziative presso gli Uffici regionali competenti per l'adozione degli atti necessari tesi alla
valutazione e realizzazione di un Progetto alternativo per la laminazione delle piene del
fiume Pescara, consistente nella realizzazione su tutto il territorio di un sistema di laghi
collinari di piccole e medie dimensioni, sfruttando la presenza di centinaia di zone naturali
gi adatte per la loro conformazione ai fini della creazione degli stessi, come i fossi
naturali.

Il Consigliere regionale
(Proponente e primo firmatario) Domenico Pettinari _____________________________

Potrebbero piacerti anche