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Italia

Italia
Coordinate geografiche: 423818N 124028E42.6384261N 12.674297E
Italia [1]

(dettagli)

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Dati amministrativi Nome completo Nome ufficiale Lingue ufficiali Altre lingue Capitale Repubblica Italiana Repubblica Italiana italiano (bilinguismo a livello regionale o locale) varie, vedi lista Roma (2 796 102ab./2012) Politica Forma di governo Presidente della Repubblica Presidente del Consiglio Repubblica parlamentare Giorgio Napolitano Mario Monti (dimissionario) Regno d'Italia: 17 marzo 1861 Nascita della Repubblica Italiana: 18 giugno 1946 14 dicembre 1955 25 marzo 1957 (membro fondatore) Superficie Totale % delle acque 301 340 km(72) 2,4%

Proclamazione

Ingresso nell'ONU Ingresso nell'UE

Italia

2
Popolazione Totale Densit Tasso di crescita 60 870 745 ab.(2012)(23) 202,00 ab./km(39) 0,38% (2012) Geografia Continente Confini Europa Austria, Citt del Vaticano (enclave), Francia, San Marino (enclave), Slovenia, Svizzera UTC+1 (CET) UTC+2 (CEST) in ora legale Economia Valuta PIL (PPA) PIL pro capite (PPA) ISU (2010) Fecondit Euro [3] [2]

Fuso orario

1 921 576 milioni di $ (2008) (10) 30.464 $ (2011) (29) 0,854 (23) 1,4 (2010) Varie [4]

TLD Prefisso tel. Sigla autom. Inno nazionale Festa nazionale

.it, .eu +39 I Il Canto degli Italiani 2 giugno [5]

Evoluzione storica Stato precedente Regno d'Italia

Il Bel Paese / ch'Appennin parte e 'l mar circonda e l'Alpe (Francesco Petrarca, Rerum Vulgarium Fragmenta, s. CXLVI)

Italia L'Italia (IPA: [italja] ), ufficialmente Repubblica Italiana,[1] una repubblica parlamentare situata nell'Europa meridionale, con una popolazione di 60,9 milioni di abitanti e capitale Roma. Delimitata dall'arco alpino confina a nord, da ovest ad est, con Francia, Svizzera, Austria e Slovenia, inoltre confina e contiene le nazioni enclavi di San Marino e Citt del Vaticano; il resto del territorio, circondato dai mari Ligure, Tirreno, Ionio ed Adriatico, si protende nel mar Mediterraneo, occupando la penisola italiana e numerose isole (le maggiori sono Sicilia e Sardegna), per un totale di 301.340km.[2] Roma, che fu capitale dell'Impero romano, stata per secoli il centro politico e culturale della civilt occidentale. Dopo il declino dell'impero romano, l'Italia medievale fu soggetta ad invasioni e dominazioni di popolazioni germaniche, come gli Ostrogoti, i Longobardi ed i Normanni. Nel XV secolo, con la diffusione del Rinascimento, ridivenne il centro culturale del mondo occidentale, ma dopo le guerre d'Italia del XVI secolo ricadde sotto l'egemonia delle potenze straniere, francese, spagnola e austriaca. Durante il Risorgimento combatt per l'indipendenza e per l'unit finch nel 1861 fu proclamato il Regno d'Italia che cess di esistere nel 1946, dopo il ventennio fascista e la sconfitta nella seconda guerra mondiale quando, a seguito di un referendum istituzionale, lo Stato italiano divenne una repubblica. Nel 2010 l'Italia, ottava potenza economica mondiale, un paese con un alto standard di vita: l'indice di sviluppo umano molto alto, 0,854, e la speranza di vita di 81,4 anni.[3] membro fondatore dell'Unione europea, della NATO, del Consiglio d'Europa e dell'OCSE, aderisce all'ONU e al trattato di Schengen. inoltre membro del G7, G8 e G20, partecipa al progetto di condivisione nucleare della NATO, una delle potenze regionali europee e si colloca in nona posizione nel mondo per le spese militari. L'Italia vanta il maggior numero di siti dichiarati patrimonio dell'umanit dall'UNESCO[4] ed il quinto paese pi visitato del mondo.

Etimologia del nome Italia


Il nome proprio "Italia" nasce come toponimo. La sua origine, oggetto di studi sia da parte di linguisti che di storici, controversa. Non sempre, tuttavia, sono suggerite etimologie in senso stretto, bens ipotesi che poggiano su considerazioni estranee alla specifica ricostruzione linguistica del nome oppure che sono riferite a tradizioni non dimostrate (come l'esistenza del re Italo) o poco verosimili (come la correlazione del nome con la vite).

Storia
Preistoria e protostoria
Il popolamento del territorio italiano risale alla preistoria, epoca di cui sono state ritrovate importanti testimonianze archeologiche. L'Italia stata abitata a partire dal paleolitico, periodo di cui conserva numerosi siti archeologici come la grotta dell'Addaura, i Balzi rossi, Monte Poggiolo, il ponte di Veja, la Grotta Guattari, Gravina in Puglia, Altamura e Ceprano.[5] Numerosi ritrovamenti documentano anche il periodo neolitico (cultura della ceramica cardiale e cultura dei vasi a bocca quadrata), l'et del rame (cultura di Remedello, cultura del Rinaldone, cultura del Gaudo), l'et del bronzo (incisioni rupestri della Val Camonica, cultura dei castellieri, cultura appenninica, civilt nuragica, cultura delle terramare, cultura protovillanoviana). Per ci che riguarda l'et del ferro, che in Italia coincide con il periodo preromano, si ricordano la civilt villanoviana e i popoli indoeuropei trasferitisi in Italia dall'Europa orientale e centrale in varie ondate migratorie; essi si mescolano alle etnie preesistenti nel territorio, assorbendole, o stabilendo una forma di convivenza pacifica con esse; si delinea in tal modo fin da quest'epoca la suddivisione regionale del territorio italiano.

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4 Nell'Italia settentrionale, accanto ai Celti (comunemente chiamati Galli), vi sono i Liguri (originariamente non indoeuropei poi fusisi con i Celti), mentre nell'Italia nord-orientale vivono i Paleoveneti, di origine incerta, forse italica o illirica o, secondo alcune fonti, provenienti dall'Asia Minore.[6][7] Nell'Italia peninsulare, accanto agli Etruschi convivono popoli di origine indoeuropea definiti italici, fra cui Umbri, Latini, Sabini, Falisci, Volsci, Equi, Piceni, Sanniti, Apuli, Messapi, Lucani, Bruzi e Siculi. Altri popoli non indoeuropei, autoctoni, erano presenti in Sicilia (Elimi e Sicani) ed in Sardegna, abitata fin dal II millennio a.C. da varie etnie nuragiche, forse identificabili con l'antico popolo degli Shardana.[8]

Espansione della civilt etrusca dall'VIII al VI secolo a.C.

Colonizzazione fenicia e greca


I primi colonizzatori stranieri sono i Fenici che fondano inizialmente vari empori sulle coste della Sicilia e della Sardegna. Alcuni di questi diventano in breve piccoli centri urbani e si sviluppano parallelamente alle colonie greche; tra i principali centri vi sono le citt di Mozia, Zyz, Kfra in Sicilia e Nora, Sulki, Tharros in Sardegna.[9] Dopo l'VIII secolo a.C., colonizzatori provenienti dalla Grecia si stabiliscono sulle coste del sud Italia (dando vita alla Magna Grecia) e su quelle della Il tempio della Concordia ad Agrigento Sicilia. Coloni ionici fondano Elaia, Kyme, Rhegion, Parthenope, Naxos, Zankles, Hymera e Katane. Coloni dorici fondano Taras, Syrakousai, Megara Hyblaia, Leontinoi, Akragas, Ghelas, Ankon ed Adria. Gli Achei fondano Sybaris, Poseidonia, Kroton, Lokroi Epizephyrioi e Metapontion; tarantini e thurioti fondano Herakleia. La colonizzazione greca pone i popoli italici a contatto con forme di governo democratiche e con espressioni artistiche e culturali elevate.[10]

L'et romana
La regione geografica italiana viene unita politicamente per la prima volta con la Repubblica romana (509-27 a.C.), ma il carattere imperiale delle conquiste effettuate nei secoli seguenti da Roma snatura il carattere nazionale che questa regione stava acquisendo sul finire del I secolo a.C.[11] Giunta all'apice dello sviluppo politico, economico e sociale, Roma imperiale, con la sua organizzazione socio-politica, lascia un segno indelebile nella storia dell'umanit. In tutti i territori dell'impero, i Romani costruiscono citt, strade, ponti, acquedotti e fortificazioni, esportando ovunque il loro modello di civilt e al

Massima espansione dell'Impero romano, 117 d.C.

Italia contempo integrando le popolazioni e civilt assoggettate, in un processo cos profondo che per secoli, ancora dopo la fine dell'impero, queste genti continueranno a definirsi romane. La civilt nata sulle rive del Tevere, cresciuta in epoca repubblicana ed infine sviluppatasi in et imperiale, alla base dell'attuale civilt occidentale. Dei confini dell'Italia parlava gi Antioco di Siracusa (V secolo a.C.) nella sua opera Sull'Italia.[12] Egli andava ad itentificarla con l'antica Enotria, estendendosi dallo stretto di Sicilia, fino al golfo di Taranto ed al golfo di Posidonia.[13] In seguito, con la conquista romana dei secoli successivi, il termine Italia venne identificato con i territori compresi fino alle Alpi, inclusa la Liguria (fino al fiume Varo) e l'Istria fino a Pola.[13] Di fatto tutti i suoi abitanti furono considerati Italici e Romani.[13] L'Impero romano d'Occidente cade nel 476 quando Odoacre, ultimo di una schiera di condottieri germanici che nel periodo di decadenza dell'Impero romano d'Occidente avevano condotto le proprie orde in territorio italico, depone l'ultimo imperatore d'Occidente, Romolo Augusto.[14]

Il Medioevo
Odoacre governa l'Italia fino al 493, quando viene deposto e ucciso, dopo una guerra di cinque anni, dagli Ostrogoti di Teodorico. Inizia allora il regno ostrogoto, un dominio che rappresenta un periodo di pace e stabilit e che s'interrompe nel 535 quando il territorio italiano diventa teatro della guerra gotica, che vede l'imperatore d'Oriente Giustiniano I contrapporsi al regno ostrogoto. Nel 553, dopo quasi un ventennio, l'impero bizantino riesce a sconfiggere gli Ostrogoti e ad annettere l'Italia. Il conflitto devasta l'intero territorio, portando ad una La Corona Ferrea, simbolo dei re d'Italia grave crisi demografica, economica, politica e sociale.[15] Centro del potere bizantino in Italia diviene Ravenna. Gli anni della dominazione bizantina vedono l'aggravarsi delle condizioni di vita dei contadini a causa della forte pressione fiscale e di una terribile pestilenza che spopola ulteriormente il territorio tra il 559 e il 562. L'Italia, indebolita e impoverita, non ha la forza di opporsi a una nuova invasione germanica, quella dei Longobardi capeggiati da Alboino. Tra il 568 e il 569 la penisola perde l'unit politica: i Longobardi, entrando dal Friuli, conquistano gran parte dell'Italia centro-settentrionale, chiamata Langobardia Maior, e poi dell'Italia meridionale, la Langobardia Minor.[16] La Langobardia Maior, con capitale Pavia, cade dopo circa due secoli, a seguito della sconfitta subita ad opera di Carlo Magno nel 774,[16] quella Minor sopravvive fino all'XI secolo, quando viene conquistata dai Normanni. I successivi tentativi di costituire un Regno d'Italia autonomo dal Sacro Romano Impero, ad opera in particolare di Berengario del Friuli e di Arduino d'Ivrea,[17] non hanno successo.

L'Italia nell'anno 1000

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6 I primi secoli dopo il Mille vedono l'affermarsi delle repubbliche marinare (le pi note sono Amalfi, Genova, Pisa e Venezia), e poi dei liberi comuni medievali, spesso in conflitto tra loro ma accomunati dal ricordo dell'antica grandezza romana, perpetuata idealmente da quella cristiana, nonch da un forte desiderio di autonomia, che li porter a schierarsi, nella contesa tra Papato e Impero, in due opposte fazioni, rispettivamente Guelfi e Ghibellini.[18] La vittoria nella battaglia di Legnano ad opera della Lega Lombarda contro l'imperatore Federico Barbarossa (1176), e la rivolta dei Vespri siciliani contro il tentativo del fratello del re di Francia Carlo I d'Angi di assoggettare la Sicilia (1282), saranno assunte dalla retorica romantica ottocentesca come i simboli del primo ridestarsi di una coscienza di patria.[19] Questi sono i segnali di un cambiamento che, consolidandosi e accompagnato dal risveglio religioso che si ha nel Duecento con Gioacchino da Fiore e Francesco d'Assisi, portano al Rinascimento.[20]

Localizzazione e antichi stemmi delle repubbliche marinare

Con l'uscita di scena degli imperatori di Germania, il fervore della civilt comunale raggiunge infine il suo apogeo economico, spirituale, artistico, alimentato dagli ideali di numerosi poeti, tra cui Dante Alighieri, e dall'esigenza, fatta propria da Cola di Rienzo, della rinascita dell'unit d'Italia.[21]

L'et moderna
Diversi fattori impediscono tuttavia la nascita di uno Stato unitario come avviene nel resto d'Europa: al timore del Papato di veder sorgere una potenza statale in grado di compromettere la sua autonomia, si aggiunge la suddivisione in tanti piccoli Comuni, che lentamente si tramutano in Signorie, rette da importanti famiglie, come i Medici a Firenze, i Visconti e gli Sforza a Milano, i Della Scala a Verona e gli Este a Ferrara. I capi politici italiani devono supplire con l'intelligenza strategica alla superiorit di forze degli stati nazionali europei. Un esempio Cosimo de' Medici, tra i maggiori artefici del Rinascimento fiorentino, la cui politica estera sapr individuare nella concordia italiana l'elemento chiave per impedire agli stati stranieri di intervenire in Italia approfittando delle sue divisioni.[22] La strategia di Cosimo, proseguita dal suo successore Lorenzo il Italia 1494 Magnifico, non viene compresa dagli altri prncipi italiani, e si conclude con la morte di Lorenzo nel 1492. Da allora l'Italia diventa il teatro di numerose invasioni straniere: dapprima da parte francese ad opera di Carlo VIII e Luigi XII, poi delle truppe spagnole di Carlo V. L'inizio della dominazione straniera si deve quindi al ritardo del processo politico di unificazione, ma fa anche registrare episodi di patriottismo, come il gesto di Ettore Fieramosca nella disfida di Barletta.[23]

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7 Nella seconda met del Cinquecento comincia il tramonto della vitalit rinascimentale, indebolita anche dalle nuove tensioni religiose dovute all'avvento della riforma protestante in Europa, che avevano portato ad episodi luttuosi come il sacco di Roma del 1527 ad opera dei Lanzichenecchi. Soltanto la repubblica di Venezia manterr una certa prosperit e autonomia politica. Il Seicento invece un secolo di crisi per tutto il paese: la Chiesa, che ha subto la perdita dell'unit cristiana dei fedeli, cerca con la controriforma di rafforzare la sua presenza nei paesi rimasti cattolici, sia con iniziative educative e assistenziali, sia isolandoli dall'influsso degli stati protestanti. L'Italia viene cos salvaguardata dai conflitti religiosi che si accendono in Europa, ma soggetta ugualmente a carestie, spesso seguite da epidemie.[24] Scoppiano perci numerose rivolte contro la dominazione spagnola, di cui la pi nota avviene a Napoli nel 1647 ad opera di Masaniello, ma non portano a nessun cambiamento.

Cosimo de' Medici, Pater Patriae. (Galleria degli Uffizi)

All'inizio del Settecento finisce il periodo di pace e di torpore: a seguito dei trattati di Utrecht e Rastatt, gli Asburgo d'Austria si impossessano di vari domini italiani subentrando agli spagnoli.[22] Tornata la pace in tutta la penisola, dalla seconda met del secolo, la diffusione dell'illuminismo fa s che anche l'Italia venga investita da importanti riforme, che coinvolgono in particolare il Ducato di Milano sotto Maria Teresa d'Austria e Giuseppe II d'Asburgo, il Granducato di Toscana sotto Pietro Leopoldo di Lorena, che nel 1786 con il codice leopoldino abolisce, per la prima volta nella storia, la pena di morte e il Regno di Napoli, animato dal vivace dibattito dei pensatori. Di rilievo le figure degli intellettuali Giambattista Vico, Gaetano Filangieri, Cesare Beccaria, Alessandro e Pietro Verri[25].

L'Unificazione
L'arrivo in Italia delle truppe napoleoniche risveglia il sentimento nazionale,[26] richiamato nel proclama di Rimini,[27] con cui Gioacchino Murat, durante la guerra austro-napoletana, si rivolge agli italiani affinch si uniscano per salvare il regno di Napoli. l'inizio del Risorgimento, il periodo della storia d'Italia che porta all'unit politica e all'indipendenza della nazione e che occupa un arco temporale di vari decenni, concludendosi solo nel 1861 con la nascita del Regno d'Italia, sotto la dinastia di Casa Savoia. Esso vede i primi patrioti aderire inizialmente alla societ segreta della Carboneria, cui seguono i moti del 1820-1821, duramente repressi dagli austriaci. All'affermazione della Carboneria segue quella della Giovine Italia e altri tentativi insurrezionali, tra cui quello dei fratelli Bandiera (1844).
Italia 1796

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8 I moti del 1848 portano alla prima guerra d'indipendenza contro gli austriaci, che vede coinvolte le popolazioni cittadine, in particolare durante le cinque giornate di Milano, le dieci giornate di Brescia, la Repubblica Romana e la spedizione nel 1857 di Carlo Pisacane nel Regno delle Due Sicilie.[28] N la guerra, n gli altri tentativi sono per coronati da successo. Nel 1859, con la seconda guerra d'indipendenza prima e con la spedizione dei Mille poi, s'innesca il definitivo processo di unificazione, che porta in breve alla conquista e all'annessione di varie regioni e del Regno delle Due Sicilie: pochi mesi dopo, nel 1861, a Torino viene proclamato il Regno d'Italia, che non comprende ancora il Veneto, il Lazio, il Trentino-Alto Adige e la Venezia Giulia.

Tra i maggiori artefici del processo spiccano Mazzini, fondatore della Giovine Italia e figura eminente del movimento liberale repubblicano italiano ed europeo, Garibaldi, repubblicano e di simpatie socialiste, Cavour, statista in grado di muoversi sulla scena europea per ottenere sostegni, anche finanziari, all'espansione del regno di Sardegna e Vittorio Emanuele II, abile a concretizzare il contesto favorevole con la costituzione del Regno d'Italia.[29]
Garibaldi

Il Regno d'Italia
Al Regno d'Italia vengono quindi annessi il Veneto, al termine della terza guerra d'indipendenza e, dopo la presa di Roma, che nel 1871 diviene capitale d'Italia, il Lazio. Gi nei primi anni dopo la riunificazione d'Italia le forti disparit socioeconomiche fra il settentrione e il meridione del paese determinano l'insorgere della questione meridionale legata al brigantaggio, fenomeno da cui emersero temuti capibanda come Carmine Crocco, Luigi Alonzi e Pasquale Romano.[30] A Vittorio Emanuele II succedono Umberto I (1878-1900), ucciso a Monza dall'anarchico Gaetano Bresci, e Vittorio Emanuele III (1900-1946); gli anni a cavallo del secolo vedono l'Italia impegnata in una serie di guerre di espansione coloniale in Somalia, Eritrea e Libia mentre il periodo prebellico, dominato dalla figura di Giovanni Giolitti, caratterizzato dalla modernizzazione economica, industriale e politico-culturale della societ italiana.

Stemma del Regno d'Italia

Durante la grande guerra l'Italia, inizialmente neutrale, a seguito della stipula di un trattato segreto che gli accorda cospicui compensi territoriali, si allea alla triplice intesa contro gli Imperi centrali. Dopo due anni di guerra di trincea, il 24 ottobre 1917 l'esercito italiano, subita la disfatta di Caporetto, si riorganizza e contrattacca sulla linea del Piave pervenendo, sotto il comando di Armando Diaz e con l'apporto di giovani leve, alla vittoria finale nella battaglia di Vittorio Veneto (4 novembre). Vinta la guerra, l'Italia completa la riunificazione nazionale acquisendo il Trentino-Alto Adige, la Venezia Giulia, l'Istria ed alcuni territori del Friuli ancora irredenti, ma non ottenendo la cessione di tutti i territori promessi col patto di Londra, vede diffondersi l'insoddisfazione per la cosiddetta vittoria mutilata.

Italia Il fascismo Nel contesto dei moti popolari del biennio rosso nasce lo squadrismo che reprime, con intimidazioni e attacchi alle sedi delle organizzazioni socialiste, i moti operai e contadini. Nel 1919 Benito Mussolini fonda a Milano il primo fascio di combattimento, confluito poi nel Partito Nazionale Fascista, e il 30 ottobre 1922, dopo la marcia su Roma, sale al potere. Nelle elezioni politiche italiane del 1924 Mussolini ottiene il 64,9% dei voti[31] e, come stabilito dalla legge Acerbo, i due terzi dei seggi, assegnati alla lista di maggioranza relativa che abbia raccolto almeno il 25% dei voti.[32] La denuncia, da parte di Giacomo Matteotti, dell'irregolarit delle elezioni, seguita qualche giorno dopo dal suo rapimento ed uccisione.[31] Nel 1925, dopo un discorso in Parlamento, Mussolini si dichiara dittatore. Nel biennio 1925-1926 vengono emanate le cosiddette leggi fascistissime, che avviano la trasformazione del Regno in uno stato autoritario, mediante l'istituzione del Tribunale Speciale Fascista, del confino politico per gli antifascisti e della polizia segreta, l'OVRA. Nel 1929 vengono firmati i Patti Lateranensi, chiudendo la questione romana e nel 1938 vengono emanate le leggi razziali, principalmente, ma non solo, nei confronti degli ebrei, seguendo il modello del "Manifesto della razza". Dal 1935 Mussolini accentua la sua politica estera aggressiva attraverso la conquista dell'Etiopia, la proclamazione dell'Impero coloniale italiano, l'intervento nella guerra civile spagnola e l'occupazione dell'Albania; nel maggio 1939 firma il patto d'Acciaio che sancisce l'alleanza alla Germania nazista di Adolf Hitler al cui fianco l'Italia entrer in guerra, dopo un iniziale periodo di non belligeranza, il 10 giugno 1940 contro Francia e Regno Unito. Nel 1941 viene dichiarata guerra anche all'Unione Sovietica e, con l'Impero giapponese, agli Stati Uniti. Le sconfitte militari su tutti i teatri bellici e soprattutto le disfatte ad El Alamein in Nord Africa e sul fiume Don sul Fronte russo, indeboliscono Mussolini che, il 24 luglio 1943, in una riunione del Gran Consiglio del Fascismo, viene sfiduciato. Il giorno seguente viene fatto arrestare dal re Vittorio Emanuele e sostituito a capo del governo con Pietro Badoglio; poche Mussolini con Hitler settimane dopo viene firmata la resa, mentre la Germania scatena l'operazione Achse e occupa militarmente le regioni centro-settentrionali della penisola, Roma compresa. La campagna d'Italia, condotta dagli Alleati con l'apporto della Resistenza italiana, si conclude nell'aprile del 1945 con la liberazione dei territori occupati, la capitolazione delle forze tedesche e la disgregazione della Repubblica Sociale Italiana, la struttura di governo collaborazionista organizzata da Mussolini dopo l'8 settembre. Il Duce, catturato mentre tenta di fuggire, viene ucciso dai partigiani il 28 aprile 1945. A guerra finita l'Italia in condizioni critiche: i combattimenti ed i bombardamenti aerei hanno raso al suolo molti centri abitati, e le principali vie di comunicazione sono interrotte.[33] Il numero di italiani morti stimato tra 415 000 (330 000 militari e 85 000 civili)[34] e 443 000 unit. Sul piano geopolitico l'Italia perde tutte le colonie africane, cede il Dodecaneso alla Grecia e l'Istria alla Iugoslavia, mentre l'Albania, tornata indipendente, entra nell'area d'influenza dell'URSS. Gli italiani residenti nei territori della Venezia Giulia subiscono i massacri delle foibe e vengono costretti all'esodo.[35]

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L'Italia repubblicana
Il 2 giugno 1946 un referendum sancisce la fine della monarchia e la nascita della Repubblica. Il 1 luglio Enrico De Nicola viene nominato primo presidente della Repubblica Italiana, Alcide De Gasperi il primo presidente del Consiglio e il 1 gennaio 1948 entra in vigore la nuova Costituzione della Repubblica Italiana.[36] Sono gli anni del miracolo economico, favoriti da un'elevata disponibilit di manodopera, dovuta a un forte flusso migratorio dalle campagne alle citt e dal sud verso il nord. La crescita media del PIL del 6,3% tra il 1958 ed il 1963[37] consente la riduzione del divario storico con paesi quali Regno Unito, Germania e Francia.

Giulio Andreotti, sette volte primo ministro

Negli anni settanta e ottanta attivit di gruppi terroristici, sia di estrema destra che di estrema sinistra, portano prima alla strategia della tensione,[38] segnata da numerosi attentati come la strage di piazza Fontana, la strage di piazza della Loggia e la strage di Bologna, e poi agli anni di piombo, connotati da attentati a esponenti del mondo sociale, imprenditoriale e istituzionale, culminati nel'agguato di via Fani e nel sequestro e assassinio di Aldo Moro, l'apice dell'attacco brigatista allo stato democratico.[39]
Via Fani, il giorno del rapimento di Aldo Moro

Gli anni novanta sono invece segnati dalla lotta alla mafia che nonostante importanti successi delle istituzioni costata la vita a numerosi magistrati e uomini dello stato, come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Nel 1992 le indagini di mani pulite sul fenomeno dilagante delle tangenti coinvolgono esponenti politici, principalmente del pentapartito, determinando la fine della prima Repubblica. Dopo lo scandalo nascono nuovi partiti, come la Lega Nord e Forza Italia. In questa fase, definita seconda Repubblica, nuove coalizioni politiche prendono il posto dei precedenti partiti di massa dando vita a un sistema parzialmente bipolare; alcuni esponenti del centrosinistra, in particolare Romano Prodi, si alternano nella guida del paese a Silvio Berlusconi, leader del centrodestra che segna quegli anni e il cui modello di pensiero e azione, definito berlusconismo, identifica un fenomeno sociale e di costume.[40] L'alternanza di governo si conclude nel 2011 quando, sospinto anche dalla crisi del debito sovrano europeo, alla guida del paese s'insedia un governo tecnico guidato da Mario Monti.

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Geografia
Geografia fisica
La regione geografica italiana, suddivisa in Italia continentale, peninsulare ed insulare, unita al continente europeo dalla catena delle Alpi. Grazie alla sua posizione, costituisce idealmente un ponte di passaggio verso l'Asia e l'Africa.[41] L'Italia separa, inoltre, il bacino occidentale del mar Mediterraneo da quello centrale, ossia il Tirreno dallo Ionio. A nord del Salento si spinge l'insenatura lunga e stretta del mare Adriatico. Le isole di Sardegna e di Corsica dividono poi il mar Tirreno dal mar di Sardegna; le coste italiane si sviluppano su 7 456 km e presentano svariate forme (falesie, sabbiose, pietrose ecc.).[42]

Carta fisica muta dell'Italia

Il suolo italiano, fortemente antropizzato, ha varie caratteristiche (vulcanico, endolagunare, calcareo ecc.);[43] le zone collinari sono prevalenti rispetto alle zone montuose e a quelle pianeggianti, l'altitudine media del territorio di circa 337m s.l.m. Le catene montuose si estendono per buona parte della nazione. Appartiene all'Italia una gran parte del versante meridionale del sistema alpino, per una lunghezza di circa 1000km. Le vette pi elevate si trovano nelle Alpi Occidentali, dove sono numerose le cime che superano i 4000m tra cui il Cervino (4 478m), il Monte Rosa (4 634m) e il Monte Bianco (4 810m), la montagna pi alta d'Europa. La catena degli Appennini percorre tutta la penisola, dalla Liguria alla Sicilia, fino alle Madone; il Gran Sasso (2 912m), situato in Abruzzo, la sua vetta pi alta.

Le zone altimetriche d'Italia.

Solo un quarto del territorio italiano costituito da pianure; la Pianura padana, una distesa alluvionale formata dal fiume Po e dai suoi affluenti, la pi estesa di tutte. Seguono, per dimensioni, il Tavoliere delle Puglie e la Pianura salentina, due pianure di sollevamento, e il Campidano, un'altra pianura alluvionale.[44] Il punto meno elevato d'Italia situato nella frazione di Contane, in provincia di Ferrara (-3,44m). Le isole maggiori sono la Sicilia e la Sardegna; molte sono le isole minori, in gran parte raccolte in arcipelaghi,[45] come l'arcipelago Il Monte Bianco Toscano, cui appartiene l'isola d'Elba, l'arcipelago della Maddalena, l'arcipelago Campano, comprendente Ischia e Capri, le isole Ponziane, le Pelagie, le Eolie, le Egadi e le Tremiti.

Italia Idrografia L'Italia, per la presenza di diversi rilievi montuosi, con nevai e ghiacciai, di laghi e di acque sorgive, ricca di corsi d'acqua. In genere, data la disposizione e l'altitudine dei rilievi, i fiumi pi lunghi e di maggiore portata appartengono alla regione alpina mentre i fiumi appenninici, ad eccezione di Tevere ed Arno, hanno corso breve e regime torrentizio. Il fiume pi importante il Po, lungo 652 km, portata media circa 1 460m/s e bacino di circa 70 000 km[46] (anche se il fiume pi lungo che nasce nel Paese la Drava). Esso attraversa la pianura padana sfociando nel mare Adriatico con un delta che stato dichiarato patrimonio dell'umanit dall'UNESCO.

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Il lago di Garda a Riva del Garda

I laghi italiani pi estesi, nell'ordine il lago di Garda, il lago Maggiore e il lago di Como, che anche il pi profondo (410m),[47] sono situati nella fascia prealpina. Altri laghi importanti si trovano nella zona peninsulare, il lago di Bolsena, il lago di Bracciano e il lago di Albano d'origine vulcanica, il lago Trasimeno, il pi esteso dell'Italia peninsulare e i laghi costieri, come il lago di Lesina e il lago di Varano. Clima La regione italiana (compresa tra il 47 ed il 35 parallelo nord) si trova quasi al centro della zona temperata dell'emisfero boreale. Il clima fortemente influenzato dai mari che la circondano quasi da ogni lato e che costituiscono un benefico serbatoio di calore e di umidit. Determinano infatti, nell'ambito della zona temperata, un clima particolare detto temperato mediterraneo.[48] Secondo la classificazione di Kppen,[49] l'Italia suddivisa in tre tipi di clima (temperato, temperato freddo e freddo), a loro volta suddivisi in microclimi: si passa dal clima temperato subtropicale (presente nelle aree costiere della Sicilia, della Sardegna meridionale e della Calabria centrale e meridionale) al clima glaciale (tipico delle vette pi elevate delle Alpi ricoperte da nevi perenni, a quote generalmente superiori ai 3 500 metri s.l.m.).

Carta dei climi d'Italia

Geografia politica
L'Italia uno stato membro dell'Unione Europea situato nell'Europa meridionale con capitale Roma. Delimitata a nord in gran parte dall'arco alpino, l'Italia confina ad ovest con la Francia, a nord con la Svizzera e l'Austria e ad est con la Slovenia. I microstati San Marino e Citt del Vaticano sono enclave, mentre il comune di Campione d'Italia costituisce una exclave situata nella regione italofona del Canton Ticino in Svizzera. Gli enti territoriali che, in base all'articolo 114 della Costituzione costituiscono, assieme allo Stato, la Repubblica italiana sono: le regioni (15 a statuto ordinario e 5 a statuto speciale); le citt metropolitane (non ancora istituite); le province e i comuni (rispettivamente 110 e 8 092, dati ISTAT dell'anno 2011).[50] Nell'elenco che segue, per ciascuna regione riportato lo stemma ufficiale e il nome del capoluogo.

Italia Di seguito le prime dieci citt italiane per abitanti del territorio comunale in base ai dati ISTAT[51] al 30 giugno 2012.
Pos. 1 Roma 2 3 4 Torino 5 6 7 Bologna 8 Firenze 9 10 Catania Catania Sicilia Bari Bologna Firenze Bari Palermo Genova Torino Palermo Genova Liguria Emilia-Romagna Toscana 383 949 374 580 318 591 Puglia 289 651 Milano Napoli Roma Milano Napoli Comune Prov. Regione Lazio Lombardia Campania Piemonte Abitanti 2 796 102 1 350 287 956 664 905 352 653 235 Sicilia 606 070

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Italia

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Geologia
La geologia dell'Italia molto complessa: l'assetto fisiografico e geologico attuale dell'area comprensiva della penisola italiana, delle sue isole e dei bacini marini adiacenti, il risultato di numerosi eventi geodinamici successivi riconducibili, in estrema sintesi, all'interazione tra due placche litosferiche, la placca africana e quella europea a partire dal Cretacico superiore, periodo nel quale inizi la progressiva chiusura del paleo-oceano della Tetide. Il margine meridionale africano, frammentandosi durante l'avvicinamento al continente settentrionale europeo, ha originato una serie di microplacche interposte la cui successiva accrezione ha dato luogo nel corso del Cenozoico all'attuale territorio peninsulare e siciliano. In questo assetto si riconoscono due domini paleogeografici fondamentali, separati dalla linea Insubrica (Alpi centrali):

Carta geologica generale del territorio italiano. Sono visibili i principali elementi e domini strutturali. A nord, la catena alpina, suddivisa in senso est-ovest dalla Linea Insubrica nel dominio alpino propriamente detto e nel Dominio Sudalpino; la catena appenninica, suddivisa in due parti all'altezza della linea tettonica Ancona-Anzio; l'area dell'avampaese apulo, relativamente indisturbata; l'arco calabro-peloritano, di pertinenza alpina; la Sicilia, appartenente prevalentemente al dominio africano e in continuit con esso. Il Blocco Sardo Corso invece un elemento distaccatosi dal margine continentale europeo franco-spagnolo e colliso con il margine africano-appenninico. Sono visibili inoltre le estese coperture di depositi vulcanici e i massicci intrusivi la cui messa in posto ha accompagnato i complessi eventi geodinamici che hanno portato all'attuale assetto geologico dell'Italia.

un dominio europeo, dato dal margine meridionale della placca europea, che include il blocco Sardo Corso e parte del mar Tirreno, l'arco Calabro Peloritano, il bacino del Mediterraneo occidentale, il sistema di falde alpine a vergenza europea, costituite principalmente da rocce metamorfiche e intrusioni di batoliti che testimoniano il regime di compressione derivato dal movimento della placca africana verso nord e dalla collisione con la placca continentale europea; un dominio africano (in senso lato) costituito dall'insieme del Dominio Sudalpino e dei domini adriatico e apulo, che rappresentano l'insieme di microplacche accrezionate appartenenti al margine del continente meridionale. Il Dominio Sudalpino formato da un sistema di falde a vergenza adriatica, costituite principalmente da sequenze carbonatiche e miste che si prolungano ad est nelle Dinaridi.[52] Nella catena appenninica, la linea tettonica "Ancona-Anzio" separa l'Appennino settentrionale, principalmente costituito da flysch terrigeni, dall'Appennino meridionale ove le formazioni carbonatiche sono pi frequenti. L'assetto strutturale appenninico caratterizzato nel suo insieme da un sistema di falde che sovrascorre sull'avampaese apulo. Questo sistema di falde, che costituisce la parte affiorante della placca adriatica, si estende dal mar Ionio fino all'estremit occidentale della val Padana e rappresentava in origine una sorta di "promontorio" settentrionale della placca africana. L'avampaese apulo (costituito sostanzialmente dal territorio pugliese), rappresenta un dominio di piattaforma carbonatica stabile, persistente dal Mesozoico al Miocene e successivamente emerso, coinvolto solo marginalmente nell'orogenesi appenninica. La Sicilia formata nella parte centro-orientale da rocce carbonatiche e silicoclastiche appartenenti al margine convergente africano deformato ("unit maghrebidi"), mentre nella sua parte nord-orientale (Monti

Italia Peloritani) di pertinenza europea ("unit peloritane"); le unit "sicilidi" e "numidiche" interposte rappresentano la copertura sedimentaria del dominio oceanico tetideo, in gran parte di natura flyschoide, scollata dal substrato originario di crosta oceanica (non conosciuto) e sovrascorsa sul margine africano. Il blocco sardo-corso costituisce un elemento strutturale appartenente al continente europeo, originariamente solidale al margine meridionale franco-spagnolo e distaccatosi in et oligo-miocenica, ruotando in senso antiorario fino a collidere con il margine continentale africano. Nel quadro tardo e post-collisionale dell'area si inserisce il processo di espansione oceanica in corso del Mar Tirreno. Il mar Tirreno ha una crosta oceanica neogenica in espansione in due aree: bacino di Marsili e di Vavilov; si ritiene che una crosta oceanica mesozoica si trovi nello Ionio sotto una massiccia copertura sedimentaria. Il rilevante vulcanismo neogenico e la elevata sismicit della maggior parte del territorio nazionale, testimoniano il complesso assetto geodinamico ancora attivo. Dal punto di vista stratigrafico, le rocce sedimentarie affioranti databili con sicurezza in base al contenuto paleontologico risultano di et compresa tra il Cambriano e il Quaternario. Metamorfiti di basso grado affioranti nella parte meridionale della Sardegna, costituite da arenarie alternate con peliti, sono datate dubitativamente al Precambriano.[53] La maggior parte della copertura sedimentaria affiorante in territorio italiano post-paleozoica. Il Paleozoico Inferiore non metamorfico affiora solamente in Sardegna e in Carnia, mentre il Paleozoico Superiore (permo-carbonifero) presente in lembi pi o meno estesi nei domini sudalpino e appenninico.

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Vulcanismo e geotermia
In Italia sono presenti numerosi vulcani: i pi noti sono l'Etna (3 343m), il vulcano pi alto d'Europa, il Vesuvio e lo Stromboli. L'elevata attivit vulcanica e magmatica neogenica - quaternaria appenninica, suddivisibile in province: Magmatica toscana (Monti Cimini, Tolfa e Amiata); Magmatica laziale (Monti Vulsini, Vico nel Lazio, Colli Albani, Roccamonfina); Distretto ultra-alkalino umbro laziale (San Venanzo, Cupaello e Polino); Vulcanica campana (Vesuvio, Campi Flegrei, Ischia); Arco eolico e bacino tirrenico (Isole Eolie e seamount tirrenici); Avampaese africano-adriatico (canale di Sicilia, isola Ferdinandea, Etna e Monte Vulture).[54] Fino agli anni cinquanta l'Italia fu il primo ed unico paese a sfruttare, nella zona di Larderello e poi nell'area del Monte Amiata, l'energia geotermica per produrre energia elettrica. L'elevato gradiente geotermico che caratterizza parte della penisola rende altre province potenzialmente sfruttabili: ricerche svolte negli anni sessanta-settanta individuarono potenziali campi geotermici nel Lazio ed in Toscana, cos pure in gran parte delle isole vulcaniche.[55]
Il Vesuvio visto dagli scavi archeologici di Pompei

Italia

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Attivit sismica
Per la situazione geodinamica il suo territorio frequentemente soggetto a terremoti dando all'Italia il primato in Europa per questi fenomeni:[56] su 1 300 sismi distruttivi avvenuti nel II millennio nel Mediterraneo centrale ben 500 hanno interessato l'Italia;[57] analisi dei movimenti focali indicano che essi sono per lo pi distribuiti lungo le aree interessate dalla tettonica alpina e appenninica, ove sono causati rispettivamente da movimenti lungo faglie.[54] Nel Tirreno meridionale, la distribuzione degli ipocentri, fino ad una profondit di 500 chilometri indicherebbe la presenza di un piano di Benioff dato dalla subduzione della litosfera ionica.

L'Aquila: la sede della Prefettura dopo il terremoto del 2009

Popolazione
Demografia, emigrazione ed immigrazione
Con 60 870 745 abitanti[51] (al 30 giugno 2012), l'Italia il quarto paese dell'Unione europea per popolazione (dopo Germania, Francia e Regno Unito); la sua densit demografica di 202,00 abitanti per chilometro quadrato, pi alta della media dell'Unione.[58] La popolazione, concentrata principalmente nelle zone costiere e pianeggianti del paese,[59] caratterizzata da un alto numero di anziani (l'indice di vecchiaia pari a 144,5, il 20,3% della popolazione), da un basso tasso di natalit, pari a 9,2 ogni mille abitanti e da una speranza di vita di 79,1 anni per gli uomini e di 84,3 per le donne.[60] Alla fine del XIX secolo l'Italia un paese di emigrazione di massa,[61] fenomeno che si manifesta prima nelle regioni settentrionali e poi in quelle meridionali. Le principali destinazioni sono le Americhe (Stati Uniti, Argentina, Brasile) e l'Europa centro-settentrionale (in modo particolare la Germania). Nel XX secolo l'emigrazione diviene anche interna, attratta dallo sviluppo industriale di alcune aree settentrionali del Paese.[62] Il numero di Italiani residenti all'estero che conservano la cittadinanza italiana stimato in circa 4000000.[63] Per quanto riguarda il fenomeno dell'immigrazione, invece, il numero di immigrati o residenti stranieri regolari in Italia aumentato considerevolmente a partire dagli anni novanta e, secondo i dati ISTAT, al 1 gennaio 2011 contava circa 4 563000 unit, il 7,5% della popolazione; le comunit pi numerose sono quella rumena, circa 1000000 di unit, quella albanese, 491000, e quella marocchina, 457000.[60] A questi dati vanno aggiunti gli stranieri irregolari, circa 560000 secondo un rapporto del 2010 sull'immigrazione.[64]

Religione
In Italia vige il principio della laicit dello Stato e pertanto non vi una religione ufficiale. I cittadini italiani sono in maggioranza cristiani cattolici: nel 2006 l'87,8% si dichiarava cattolico e il 30,6% praticante,[65] percentuale scesa, per effetto di un crescente processo di secolarizzazione, al 24,4% secondo il rapporto Eurispes 2010,[66] a fronte del 18,5% della popolazione di non credenti. La Chiesa cattolica in Italia organizzata in 225 diocesi pi un ordinariato militare;[67] il vescovo di Roma ne primate ed assume il titolo di papa. La Chiesa esercita un ruolo influente nella societ italiana, prendendo posizione su temi religiosi, sociali e politici, come il divorzio e l'aborto negli anni settanta o, in anni pi recenti, il testamento biologico e la fecondazione assistita, la rimozione del crocifisso dalle aule scolastiche italiane (alla quale si dichiarano contrari oltre il 60% degli italiani)<ref [66] o le politiche sull'immigrazione. Il rapporto Stato-Chiesa previsto dalla Costituzione, che lo demanda ai Patti Lateranensi, rivisti nel 1984 col nuovo concordato (i rapporti con altre confessioni religiose sono regolati da specifiche intese),[68] nel quale il sostegno

Italia statale alla Chiesa stabilito attraverso una quota proporzionale dell'otto per mille del gettito IRPEF,[69] che si aggiunge ad altri finanziamenti alla Chiesa cattolica in Italia. Fra le religioni minoritarie sono presenti diverse altre confessioni cristiane (in modo particolare ortodossi e protestanti, questi ultimi in massima parte pentecostali), ebrei, mormoni e testimoni di Geova. L'immigrazione contribuisce ad alimentare alcune tra le minoranze religiose presenti nel Paese,[70] le pi numerose delle quali sono i cristiani-ortodossi, i musulmani, i buddhisti e gli induisti.[71]

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Lingue
Lingua italiana L'italiano la lingua ufficiale e la pi parlata; essa inoltre una delle lingue ufficiali dell'Unione europea. Appartiene al gruppo delle lingue romanze orientali della famiglia delle lingue indoeuropee, e deriva dal dialetto fiorentino del Trecento, idioma diffusosi presso le classi colte di tutta Italia grazie anche ai grandi scrittori toscani dell'epoca come Dante, Boccaccio e Petrarca. L'italiano moderno, nato nell'Ottocento in gran parte grazie all'opera di Alessandro Manzoni, e parlato negli anni dell'unit solo dal 2,5% della popolazione,[72] si in seguito diffuso gradualmente prima grazie all'istruzione elementare, al fenomeno dell'inurbamento ed alla creazione di Manzoni una burocrazia e di un esercito nazionali e, dopo la seconda guerra mondiale, a causa dell'azione di radio e televisione.[73] Ciononostante nel paese vengono ancora parlati un gran numero di lingue e dialetti, questi ultimi sviluppatisi autonomamente dal toscano, ma evolutisi come quest'ultimo dal latino.[74] Altre lingue A livello locale sono riconosciute come co-ufficiali le seguenti lingue: francese: in Valle d'Aosta sloveno: nelle province di Trieste e Gorizia tedesco: in provincia di Bolzano ladino: nei comuni ladinofoni del Trentino-Alto Adige e della Provincia di Belluno In queste regioni gli uffici pubblici e la segnaletica stradale sono bilingui o trilingui (come i comuni ladini dell'Alto Adige e walser dell'alta valle del Lys), i documenti ufficiali possono essere redatti in italiano o nell'altra lingua. Le minoranze linguistiche storiche presenti e riconosciute all'interno dei confini della Repubblica italiana sono elencate dalla legge 15 dicembre 1999, n. 482.[76] Essa tutela "le popolazioni [75] Raggruppamenti delle lingue e dei dialetti d'Italia albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo". Vi sono inoltre diverse parlate regionali che, sebbene siano censite dall'UNESCO come lingue minoritarie e dalla comunit linguistica internazionale come lingue non riconducibili all'italiano, non godono di alcun riconoscimento o tutela da parte dello Stato Italiano.[77]

Italia Il livello di tutela di alcune minoranze stabilito sia dalla normativa italiana che dai trattati internazionali: il caso della minoranza germanofona dell'Alto Adige e dei comuni bilingui della provincia di Trento, il cui status regolato dall'accordo De Gasperi-Gruber, e di una parte della minoranza slovena della Venezia Giulia, contemplata dal Memorandum di Londra col quale Italia e Jugoslavia assunsero rispettivamente l'amministrazione civile delle zone A e B del Territorio Libero di Trieste. La lingua dei segni italiana (LIS),[78] ossia la lingua visiva dei cittadini sordi, riconosciuta dalla regione Valle d'Aosta dal 2006.

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Ordinamento dello Stato


La Costituzione della Repubblica Italiana approvata dall'Assemblea costituente il 22 dicembre 1947, promulgata il successivo 27 dicembre da Enrico De Nicola, capo provvisorio dello Stato, ed entrata in vigore il 1 gennaio 1948,[79] la legge fondamentale e fondativa dello Stato italiano. Il sistema politico italiano quello tipico di una repubblica parlamentare, in cui il parlamento l'unica istituzione a detenere la rappresentanza della volont popolare. Le maggiori istituzioni sono:
Il capo dello Stato, Enrico De Nicola, firma la Costituzione.

il presidente della Repubblica Italiana: il capo dello Stato e rappresenta l'unit nazionale;[80] viene eletto dal Parlamento; nomina il governo e scioglie le camere. il Parlamento bicamerale (Camera dei deputati e Senato della Repubblica): esercita il potere legislativo[81] e vota la fiducia al Governo; il Governo: costituito dal presidente del Consiglio, i ministri e il Consiglio dei ministri, esercita il potere esecutivo;[82] la Magistratura: indipendente, esercita il potere giudiziario (sia inquirente che giudicante);[83] il Consiglio superiore della magistratura: ha compiti di autogoverno della magistratura, svincolandola totalmente dalle influenze del governo, in particolare dal Ministero della Giustizia;[83]
Giorgio Napolitano, presidente della Repubblica dal 2006

la Corte costituzionale: svolge la funzione di garante della Costituzione,[84] pronunciandosi sulla conformit delle leggi ad essa. Vi sono due Biblioteche Nazionali Centrali sedi del deposito legale dello

Stato, a Firenze e a Roma. L'Istituto Geografico Militare l'ente cartografico di Stato e si trova a Firenze.

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Simboli
I principali simboli che rappresentano l'unit nazionale italiana sono:[85] la bandiera italiana, nata il 7 gennaio 1797 a Reggio nell'Emilia come bandiera della Repubblica Cispadana, la cui conformazione stabilita dall'art. 12 della Costituzione;[86] l'emblema della Repubblica Italiana, approvato dall'Assemblea costituente nella seduta del 31 gennaio 1948 e promulgato dal presidente della Repubblica Enrico De Nicola il successivo 5 maggio,[87] costituito da vari elementi simbolici; lo stendardo presidenziale italiano, che rappresenta il segno distintivo della presenza del presidente della Repubblica; Il Canto degli italiani, anche noto come Inno di Mameli o Fratelli d'Italia; scritto nel 1847 da Goffredo Mameli e musicato da Michele Novaro, fu adottato come inno nazionale provvisorio il 12 ottobre 1946 (scelta mai ratificata nella Costituzione);[88] il Vittoriano, ovvero il complesso monumentale a Roma dedicato al primo re d'Italia, Vittorio Emanuele II.

Il Vittoriano

Forze armate e pubblica sicurezza


La Repubblica italiana, per difendere militarmente il suo territorio e per supportare decisioni di politica interna ed estera, si serve di diverse forze armate e di polizia: l'Arma dei Carabinieri, l'Esercito Italiano, la Polizia di Stato, la Guardia di Finanza, la Polizia Penitenziaria, l'Aeronautica Militare, la Marina Militare e il Corpo forestale dello Stato. Esse sfilano nella parata militare per la Festa della Repubblica Italiana assieme ai Corpi dei Vigili del Fuoco e della Polizia Roma Capitale (in rappresentanza delle altre polizie locali), e al personale militare e civile di altre associazioni, come la Croce Rossa Italiana e la Protezione civile.

Le Frecce Tricolori

L'Italia sostiene le Nazioni Unite, ove stata ammessa nel 1955, e le sue attivit internazionali di sicurezza ed uno dei membri fondatori della Comunit europea, dal 1993 Unione europea. inoltre membro della NATO, dell'OCSE, del GATT, del G8, del WTO e del Consiglio d'Europa e ha ricoperto pi volte la presidenza di turno sia del G8 che dell'Unione. Il Paese schiera truppe a sostegno delle missioni di pace in Somalia, Mozambico, Timor Est e Afghanistan (quest'ultima a sostegno dell'operazione Enduring Freedom)[89] e fornisce supporto alle operazioni della NATO e delle Nazioni Unite in Bosnia, Kosovo, Albania e Libano. Il Paese, inoltre, aveva un contingente militare di circa 3 200 soldati in Iraq, ma ha ritirato le truppe da novembre 2006, mantenendo solo gli operatori umanitari e civili.[90] Nel 2012 partecipa a varie operazioni militari all'estero.[91] Secondo il SIPRI, nel 2010 la spesa militare italiana ha sfiorato i 30 miliardi di euro,[92] collocandola in nona posizione nella classifica mondiale.[93]

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Cittadinanza italiana
La legge del 15 febbraio 1992, numero 91, articolo 1, comma 1, stabilisce che cittadino per nascita: il figlio di padre o di madre cittadini; chi nato nel territorio della Repubblica se entrambi i genitori sono ignoti o apolidi, o se il figlio non segue la cittadinanza dei genitori, secondo la legge statale di questi. In accordo a modalit previste dalla legge, si pu acquisire la cittadinanza italiana pur appartenendo a tutti gli effetti ad un altro paese.

Ordinamento scolastico
L'istruzione in Italia regolata con modalit diverse secondo la forma giuridica (scuole pubbliche, scuole paritarie, scuole private). La formazione professionale, comprendente gli istituti professionali, dipende invece dalle regioni. L'obbligo scolastico termina a 16 anni.[94] Il sistema scolastico italiano strutturato in tre cicli di istruzione: istruzione primaria, di durata quinquennale; istruzione secondaria, che comprende la scuola secondaria di primo grado, di durata triennale, e la scuola secondaria di secondo grado, di durata quinquennale; istruzione superiore, che comprende l'universit e la formazione specialistica, come master e scuola di specializzazione. A questi cicli d'istruzione si affianca la scuola dell'infanzia, un'istituzione prescolastica non obbligatoria, caratterizzata dal gioco e della convivenza con i compagni e dalla preparazione al primo ciclo d'istruzione.
Palazzo della Carovana, sede storica della Normale di Pisa

Il ciclo degli studi all'universit si articola, dopo la riforma introdotta dal processo di Bologna, in tre fasi: 1. laurea (3 anni) 2. laurea magistrale (2 anni) 3. dottorato di ricerca (3 anni) Secondo un'analisi ISTAT del 2010, il livello di istruzione e formazione degli studenti italiani carente, soprattutto se paragonato a quello degli altri paesi europei: il 46,1% della popolazione adulta ha conseguito la sola licenza media, laddove la media europea si attesta al 28,5%. Nelle scuole superiori l'elevato numero di abbandoni scolastici porta l'Italia al primato negativo in Europa per i giovani tra 18 e 24 anni che lasciano la scuola superiore senza aver conseguito il diploma (il 20% nel 2009); anche il numero di laureati sotto la media europea (solo il 21,6% dei giovani tra i 25 e i 29 anni). A ci si aggiunge una bassa qualit dell'istruzione: secondo una valutazione condotta nell'ambito del programma per la valutazione internazionale dell'allievo, la competenza dei quindicenni italiani, gi inferiore al valore medio nei 30 paesi OCSE, aggravata dalla carenza nell'utilizzo di nuove tecnologie. L'Italia ha infine il primato europeo dei giovani che non studiano, n lavorano (nel 2009 erano il 21,2% delle persone tra 15 e 29 anni).[95]

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Sistema sanitario
Il Servizio Sanitario Nazionale italiano (SSN) un sistema pubblico di carattere universalistico che, come stabilito dall'art. 32 della Costituzione italiana, garantisce il diritto alla salute e all'assistenza sanitaria a tutti i cittadini, finanziato attraverso la fiscalit generale e le entrate dirette, percepite dalle aziende sanitarie locali, derivanti dai ticket sanitari (cio le quote con cui l'assistito contribuisce alle spese) e dalle prestazioni a pagamento. Una ricerca del 2000 dell'Organizzazione mondiale della sanit colloca il sistema sanitario italiano al secondo posto nel mondo, dopo la Francia, in termini di efficienza di spesa e accesso alle cure pubbliche per i cittadini.[96] Tuttavia, solo il 35,8% della popolazione si dichiara soddisfatto del sistema sanitario e il 42% dell'assistenza ospedaliera, mentre il 79,4% ritiene intollerabili i tempi di attesa nelle strutture sanitarie.[97]

Criminalit
Nel corso del XIX secolo si origina in Sicilia[98] un fenomeno criminale organizzato sul territorio e connotato da stretti legami con la politica e il potere economico, la mafia, termine che diviene sinonimo di "crimine organizzato"; in Italia sono di stampo mafioso organizzazioni come cosa nostra in Sicilia, la camorra in Campania, la 'ndrangheta in Calabria e la sacra corona unita in Puglia. Il fenomeno mafioso, che in Italia, secondo un rapporto del Censis del 2009, riguarda direttamente il 22% degli italiani e il 14,6% del PIL,[99] poi proliferato a livello mondiale, con diffusione e caratteristiche autonome. L'Italia si distingue per una forte e continua lotta contro la mafia, costata la vita a magistrati, uomini delle forze dell'ordine e delle istituzioni,[100] ma che ha ottenuto notevoli risultati, con l'arresto di numerosi boss malavitosi. Per quanto riguarda gli omicidi, nel 2006, l'Italia risultava essere il secondo paese pi sicuro d'Europa, assieme a Danimarca, Germania e Spagna, dopo la Norvegia.[101] Secondo una ricerca de Il Sole 24 ORE, basata su dati del Ministero dell'Interno e riferita al primo semestre del 2010, in Italia i reati perpetrati, soprattutto nelle grandi aree urbane e nelle zone ad alta densit infrastrutturale, sono circa 1 292000. Milano, Torino e Bologna, con circa 30 reati ogni mille abitanti, risultano le citt pi a rischio, Matera, Potenza e Belluno quelle pi sicure. Per quanto riguarda i reati che impattano sull'economia (usura, riciclaggio di denaro e truffe) le citt pi penalizzate sono Napoli, Bologna, Trieste, La Spezia e Genova.[102] Elevata la corruzione all'interno della pubblica amministrazione (in modo particolare nel settore sanitario): secondo il Rapporto Eurispes 2010 l'Italia al 63 posto (su 180 paesi) nella classifica globale.[66] Le regioni pi colpite da questo fenomeno sono Calabria, Sicilia e Puglia. Secondo il SAeT (Servizio Anticorruzione e Trasparenza), la corruzione "scoperta" solo la punta di un iceberg rispetto ad un'ingente corruzione "coperta" che affligge gran parte della societ italiana.[66]
Tommaso Buscetta durante un processo nel 1983

Media e libert d'informazione


In campo radiotelevisivo[103] il panorama italiano caratterizzato dal duopolio RAI - Gruppo Mediaset (negli anni duemila, diventato rilevante anche il ruolo della pay tv di Sky), i cui ascolti complessivi, stabili da molti anni, si attestano nel 2010 al 78,6% del mercato.[104] A rafforzare la predetta concentrazione il ruolo centrale svolto dalla televisione come mezzo informativo, che in Italia nel 2010 si attesta attorno al 90%;[104] la possibile influenza dell'allora primo ministro Berlusconi, gi proprietario di Mediaset, sul network pubblico RAI, ha portato l'organizzazione Freedom House a classificare nel suo rapporto l'Italia, unico paese dell'Europa occidentale, come

Italia "parzialmente libera",[105] mentre il rapporto 2011 di Reporter Senza Frontiere[106] colloca l'Italia al 61 posto (su 179) nel mondo per la libert di stampa. Da ricordare il Premiolino, premio giornalistico assegnato alla carriera e per i contributi alla libert di stampa. Nel rapporto 2011 sulla libert della rete, l'Italia invece "libera", non rilevandosi significative limitazioni alla libert d'espressione e d'informazione sul web;[107] alla fine del 2011 la penetrazione internet al 58,7%.[108] Per quanto riguarda la stampa, il Corriere della Sera detiene il primato per numero di copie giornaliere vendute, seguito da La Repubblica, La Stampa e dal quotidiano economico Il Sole 24 ORE.[109] Tra i giornalisti dell'Ottocento vanno citati Ferdinando Petruccelli della Gattina, tra i primi corrispondenti di guerra e l'unico giornalista italiano dell'epoca a lavorare anche in Europa,[110] Guglielmo Stefani fondatore della prima agenzia di stampa italiana, e Edoardo Scarfoglio, fondatore de Il Mattino e attento osservatore della questione meridionale. Guidato da Luigi Albertini dal 1900 al 1925 il Corriere della Sera diviene il primo quotidiano italiano, con firme autorevoli come Luigi Barzini e Ugo Ojetti; altre "penne" prestigiose del Novecento sono Curzio Malaparte, Indro Montanelli, conservatore e anticomunista, fondatore de Il Giornale e autore di una monumentale Storia d'Italia, Oriana Fallaci, prima inviata speciale al fronte, Enzo Biagi e Giorgio Bocca.

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Economia
Membro del G8, secondo la Banca Mondiale nel 2010 l'Italia rappresenta l'ottava potenza economica del pianeta per PIL nominale assoluto, davanti all'India e dietro al Brasile[111] che diviene la decima se si considera la parit dei poteri di acquisto.[112] Anche in termini pro-capite, l'Italia una delle economie pi ricche, occupando la 23 posizione nel mondo (12 nell'Unione europea)[113] e la 26 a parit di potere d'acquisto (13 nell'Unione europea);[114] l'economia italiana occupa un ruolo di rilievo anche nel commercio internazionale, risultando ottava per esportazione ed importazione di merci.[115]

Palazzo Mezzanotte sede della Borsa di Milano

Come tutte le economie avanzate, anche l'economia italiana fortemente orientata verso il settore dei servizi, che nel 2011 ha rappresentato poco meno dei tre quarti del valore aggiunto (contro poco pi del 50% nel 1970).[116] Il tessuto produttivo dell'economia formato in prevalenza di piccole e medie imprese: quelle di maggiori dimensioni sono gestite in gran parte dalle famiglie fondatrici e, in taluni casi, da gruppi stranieri. Il modello di public company, impresa a capitale diffuso gestita da un management, poco diffuso. Dopo una politica fiscale molto espansiva durante gli anni ottanta, a partire dai primi anni novanta, l'Italia ha perseguito una politica fiscale molto pi rigida, per rispettare i parametri derivanti dall'adesione all'Unione economica e monetaria. Nel 1999 il Paese ha aderito all'euro, che ha sostituito la lira anche nella circolazione cartacea a partire dal 2002. Negli anni duemila, l'Italia ha sperimentato tassi di inflazione e di interesse notevolmente pi bassi che nei decenni precedenti. Tuttavia, problemi come l'evasione fiscale, l'elevato debito pubblico (120,1% del PIL nel 2011)[117] e la criminalit organizzata continuano ad ostacolare lo sviluppo dell'economia nazionale. Durante la grave crisi economica del 2008-2013 il tasso di disoccupazione in Italia passato dal 6,1% del 2007 all'8,4% del 2011, il PIL nel 2011 del 4,5% pi basso che nel 2007 e, nello stesso arco di tempo, il debito pubblico aumentato di 17 punti percentuali rispetto al PIL.[117]

Italia

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Struttura economica
La tabella che segue d un'indicazione della struttura economica del Paese mostrando la suddivisione del PIL a prezzi correnti di mercato nel 2011, espresso in milioni di euro, tra le principali attivit economiche:[118]

Il PIL del 2011 suddiviso tra le principali attivit macro-economiche (dati Eurostat).

Attivit economica Agricoltura, silvicoltura e pesca Industria in senso stretto Costruzioni

Valore del prodotto (milioni di ) Quota 27 637 263 598 84 708 2,0% 18,6% 6,0% 20,7% 4,3% 5,4% 13,8% 8,6% 17,0% 3,6%

Commercio, trasporti, settore alberghiero e della ristorazione 292 704 Comunicazioni Settore finanziario e assicurativo Settore immobiliare Servizi professionali Servizi pubblici, difesa, sanit e sociale Altri servizi Totale valore aggiunto a prezzi correnti 61 115 76 276 195 406 121 099 240 632 51 256 1 414 431

Settore primario
Agricoltura

Italia

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Nel corso del XX secolo l'Italia si trasformata da paese prevalentemente agricolo a paese industriale vero e proprio. Di conseguenza, il settore agricolo (comprensivo di selvicoltura e pesca) ha visto l'occupazione calare drasticamente, passando dal 43% al 3,8% del totale,[119][120] una percentuale minima nel quadro economico nazionale. Oggi, gli occupati in agricoltura sono appena 891000, in gran parte uomini (71,3 % del totale) e residenti nel Mezzogiorno (46,8% del totale).[121]

Oliveti nel Gargano

La superficie agricola italiana pari a 17,8 milioni di ettari, di cui 12,7 utilizzati, e si concentra soprattutto nel Mezzogiorno (45,7%).[122] Da notare che il 10% della manodopera agricola straniera.[120] Nel 2010 il valore complessivo della produzione agricola era pari 48,9 miliardi di euro.[123] Per quanto riguarda la produzione vegetale, che incide per 25,1 miliardi,[124] i maggiori prodotti in termini di valore sono stati il vino (1 803 milioni di euro), il granoturco (1 434), l'olio (1 398) e i pomodori (910). Per quantit prodotte, invece, i prodotti principali dell'agricoltura italiana sono il granoturco (84 milioni di quintali), i pomodori (66), il frumento duro (38) e l'uva da vino (35).[125] Nel comparto della produzione di origine animale spiccano latte di vacca e di bufala (4 040 milioni di euro per 11 200 migliaia di tonnellate), carni bovine (3 199 e 1 409 rispettivamente), carni suine (2 459 e 2 058) e pollame (2 229 e 1 645).[126] La produzione complessiva della pesca marittima e lagunare, comprensiva di crostacei e molluschi, si attesta nel 2010 a 2 247 milioni di euro.[123] Risorse minerarie Il territorio italiano presenta giacimenti minerari di varia tipologia che, fino al termine del XX secolo, hanno consentito una fruttuosa produzione di mercurio, antimonio, piombo, zinco, argento, ferro e di minerali quali pirite, fluorite, amianto e bauxite. Successivamente, tuttavia, i giacimenti con un potenziale sfruttamento economico sono diminuiti, e l'attivit mineraria rimasta si concentrata sui sali evaporitici, le marne cementizie, le argille (principalmente bentonite e montmorillonite) e i feldspati, per l'industria ceramica e i refrattari; sempre attiva l'attivit estrattiva, tipica per l'Italia, delle numerose cave di marmo ed altre rocce per l'edilizia, l'estrazione di pomice, ossidiana, pozzolana e talco.[127] Energia L'Italia, rispetto ad altri Paesi dell'Unione europea, presenta una maggiore dipendenza dalle importazioni di materie prime e dagli idrocarburi (gas e petrolio). Negli anni duemila il settore energetico nazionale stato interessato da numerosi cambiamenti, come la riforma del mercato elettrico e del gas, lo sviluppo delle fonti rinnovabili, la promozione dell'efficienza, del risparmio energetico e della sicurezza degli approvvigionamenti. Inoltre, alcuni interventi legislativi del Governo Berlusconi IV avevano preparato il riavvio della produzione di energia
Ragusano: pompe di estrazione petrolifera a testa pozzo

Italia nucleare abbandonata negli anni ottanta a seguito di referendum abrogativi indetti dopo il disastro di Chernobyl, ma tali norme sono state poi cancellate dal medesimo Governo a seguito dei referendum abrogativi del 2011. Nel 2009 la disponibilit interna lorda di energia per fonte e risorsa stata la seguente:[128] Combustibili solidi: 7,4% Gas naturale: 35,5% Prodotti petroliferi: 41% Fonti rinnovabili: 10,7% Energia elettrica: 5,4%

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I giacimenti di idrocarburi italiani sono prevalentemente distribuiti secondo tre sistemi tettonico-stratigrafici: metano biogenico nelle serie terrigene plio-pleistoceniche (Val Padana, costa e mare Adriatico, Valle del Bradano); gas termogenico prevalentemente in giacimenti entro i sedimenti terrigeni di avanfossa di et oligo-miocenica (Cortemaggiore, offshore ionico-calabrese, area di Bronte e Gagliano Castelferrato in Sicilia); petrolio entro le serie carbonatiche mesozoiche (giacimenti profondi in Pianura Padana, Val d'Agri, area ragusana, Gela e offshore siciliano; dell'era mesozoica sono anche le principali rocce madri). A causa della mancanza di giacimenti consistenti, la maggior parte delle materie prime e il 75% dell'energia devono essere importati. I giacimenti lucani della Val d'Agri, i pi grandi dell'Europa continentale,[129] sono stati scoperti nella prima met del XX secolo, ma sfruttati solo a partire dagli anni ottanta, fornendo circa il 10% del fabbisogno nazionale.[130] Nel 2009 la produzione annua di petrolio si aggira sui 53,5 milioni di barili (a fronte di un consumo annuo di 561 milioni)[2] ed stimato che circa 800 milioni di barili di petrolio si trovino in giacimenti ancora da scoprire.[131]

Industria
L'Italia, la cui quota di produzione mondiale nel settore manifatturiero si attesta negli anni duemila attorno al 4%, collocandola al secondo posto in Europa,[132] differisce, rispetto agli altri paesi industrializzati, per una vasta diffusione di piccole e medie imprese di propriet familiare.[133][134] A partire dal Nord-Est del Paese, si sono affermati i cosiddetti distretti industriali, un modello che ha visto una consistente diffusione lungo la dorsale adriatica, al punto da costituire una delle caratteristiche peculiari dell'economia italiana.[135]
Il Lingotto di Torino Avanzata e diversificata, l'industria italiana particolarmente sviluppata nei settori della cantieristica navale, degli elettrodomestici, chimico, farmaceutico, metallurgico, agroalimentare[136][137] e della difesa.[138] Nel settore automobilistico, che assieme al petrolchimico e al siderurgico stato alla base dell'industrializzazione postbellica del Paese, l'Italia risulta agli ultimi posti in Europa per produzione di automobili[139] (fortemente penalizzata dalla delocalizzazione produttiva)[140] ma mantiene una grande rilevanza a livello europeo e mondiale[141][142] grazie alla presenza del gruppo FIAT, azienda multinazionale che nel 2008 ha prodotto 2 524 325 veicoli in tutto il mondo.[143]

Italia Design e moda Lo stile italiano soprattutto nel disegno industriale, nell'arredo, nell'auto si contraddistingue per la mescolanza di fantasia e rigore progettuale e si caratterizza per l'uso di materiali considerati scarti, ma al tempo stesso innovativi.[144] Nato alla fine del XIX secolo,[145] diviene Bel Design tra il 1945 e il 1965 quando nascono la Vespa V98 farobasso, la Innocenti Lambretta, la Iso Isetta, la Fiat 600 e la Fiat Nuova 500 nel campo dei trasporti, la macchina da cucire Mirella della Necchi, la macchina da calcolo elettrica Divisumma 24 di Olivetti e alcuni radioricevitori e televisori progettati per RadioMarelli e Brionvega nel campo degli elettrodomestici. Al design italiano, rappresentato da aziende,[144] scuole di specializzazione[146] e artisti come Gio Ponti, Ettore Sottsass e Bruno Munari, sono dedicati musei[147] e riconoscimenti, come il Premio Compasso d'oro, il pi antico e prestigioso premio mondiale di design.[148] La Fiera di Milano, il maggiore polo espositivo europeo, ospita annualmente numerose esposizioni di design di livello internazionale.[149] Negli anni del miracolo economico italiano nasce e si sviluppa la moda italiana. Agli abiti di alta moda le sartorie affiancano il prt--porter, proponendosi sui mercati internazionali e portando, in collaborazione con l'industria, all'affermazione del made in Italy.[150] Numerosi stilisti, come Valentino, Armani e Versace portano l'Italia ai vertici mondiali per i suoi prodotti[151] mentre Milano e Roma sono annoverate tra le capitali della moda.[152]

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Settore terziario
In Italia il terziario rappresenta il settore pi importante dell'economia, sia per numero di occupati (nel 2009 pari al 67% del totale)[153] che per valore aggiunto (il 73,1%).[154] Turismo, commercio e servizi sono tra le attivit chiave per il sistema-paese: secondo l'ufficio studi Confcommercio nel 2009, nel commercio, si contano 1 574000 imprese pari al 26% delle imprese italiane e oltre 3 457000 lavoratori. Nei trasporti, comunicazioni, turismo e consumi fuori casa, si contano oltre 603000 imprese pari al 10% del totale, con un totale di 3 400000 lavoratori. Servizi alle imprese: 696000 imprese pari al 11,4% del totale presentano 2 800000 di lavoratori.[155] I servizi alle imprese sono maggiormente sviluppati e diffusi nelle grandi citt e nelle regioni economicamente pi avanzate. Sul finire degli anni ottanta del XX secolo e nel decennio successivo vari fattori, come deregolamentazione, disintermediazione e nuove tecnologie hanno spinto, in linea con l'andamento internazionale, i settori bancario e assicurativo a processi di concentrazione e a forme d'integrazione[156] normati dalla L. 287/90[157] contro gli abusi da posizione dominante. Questi gruppi bancari ricoprono, attraverso la partecipazione azionaria in importanti industrie o societ di servizi o tramite la presenza nei patti parasociali aziendali, un ruolo primario nel sistema economico italiano.[158]

Italia Turismo Un settore di primaria importanza per l'economia italiana continua ad essere il turismo: secondo il Rapporto Eurispes 2011 occupa poco meno di 2500000 di addetti, l'incidenza sul PIL del 9,5% e la sua quota mondiale si attesta al 4,1%.[159] Nel 2010 l'Italia, con 43,6 milioni di turisti stranieri annui (in crescita 0,9% rispetto all'anno precedente, dopo un +1,2% nel 2009), al quinto posto nel mondo dopo Spagna (52,7), Cina (55,7), Stati Uniti (59,7) e Francia (76,8).[160] Anche per quanto riguarda le entrate derivanti dal turismo internazionale, l'Italia si colloca al quinto posto al mondo con 38,8 miliardi di dollari nel 2010 (-3,6% rispetto al 2009, pari ad una crescita del +1,4% se si valutano le entrate in euro).[160]

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Da in alto a sinistra, in senso orario, le Dolomiti, Venezia, i Sassi di Matera e i Faraglioni di Capri

Rilevanti sono anche i flussi turistici interni. Nel 2011 si sono registrati 68,2 milioni di viaggi di turisti italiani all'interno del Paese, in forte contrazione (-16,5%) rispetto all'anno precedente. Le mete interne preferite dai turisti italiani sono, nell'ordine, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Lombardia e Veneto.[161] Trasporti La rete infrastrutturale italiana costituita da 183 705km di strade (suddivise in statali, regionali, provinciali e comunali), 6 629km di autostrade, 16 643km di ferrovie in esercizio[162] (divisi tra rete estera, rete fondamentale, rete complementare e rete di nodo), 352 porti[163] e 96 aeroporti.[164] Il trasporto pubblico urbano si serve di tram, filobus, autobus, funicolari, taxi e, nelle maggiori citt, di metropolitane. Alcune localit, inoltre, data la loro conformazione geografica, si servono anche del trasporto navale. L'Italia tuttavia non eccelle nel campo dei trasporti, creando dei limiti allo sviluppo e alla competitivit, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno. Vari studi comparativi attestano che il paese sconta un ritardo rispetto a molti paesi europei per dotazione infrastrutturale e trasporti.[165]

La rete autostradale italiana

Divario Nord-Sud
Nei decenni successivi all'Unit d'Italia, le regioni settentrionali del Paese, Lombardia, Piemonte e Liguria in particolare, iniziano un processo d'industrializzazione e di sviluppo economico mentre le regioni meridionali rimangono indietro. A causa del crescente divario economico e sociale si comincia a parlare questione meridionale.[166] Lo squilibrio tra Nord e Sud, ampliatosi costantemente nel primo secolo post-unitario, si riduce negli anni sessanta e settanta anche attraverso la realizzazione di opere pubbliche, l'attuazione delle riforme agraria e scolastica,[167] l'espansione dell'industrializzazione e le migliorate condizioni di vita della popolazione.[166] Questo processo di convergenza si interrompe invece negli anni ottanta. Ad oggi, il PIL pro-capite del Mezzogiorno pari

Italia ad appena il 58% di quello del Centro-Nord,[168] mentre il tasso di disoccupazione pi che doppio (6,7% al Nord contro 14,9% al Sud).[169] Uno studio del Censis attribuisce alla presenza pervasiva di organizzazioni criminali un ruolo importante nel ritardo del Mezzogiorno d'Italia, stimano un perdita annuale di ricchezza del 2,5% nel Mezzogiorno nel periodo 1981-2003 dovuta alla presenza di tali organizzazioni e valutando che senza di esse il PIL pro-capite del Mezzogiorno avrebbe raggiunto quello del Nord.[170]

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Ambiente
L'articolo 9 della costituzione italiana fissa i principi atti a salvaguardare il paesaggio e i beni storico-artistici della nostra civilt.[171] Nonostante questo, l'articolo rimasto disatteso fino alla fine degli anni settanta,[172] quando, anche in Italia, cominci ad diffondersi una prima coscienza ambientale. A fronte di questo, con la legge 8 luglio 1986 n. 349, stato istituito il Ministero dell'Ambiente con il compito di coordinare il risanamento delle aree colpite dal degrado e di tutelare quelle rimaste ancora intatte.

Aree protette

Da in alto a sinistra, i parchi nazionali delle Cinque Terre, d'Abruzzo, Lazio e Molise, dell'Asinara e del Pollino

L'elenco ufficiale delle aree protette (EUAP) italiane quello relativo al 6 aggiornamento approvato il 27 aprile 2010 e pubblicato nel supplemento ordinario n. 115 alla Gazzetta Ufficiale n. 125 del 31 maggio 2010;[173] si tratta di 871 aree naturali protette corrispondenti a circa l'11% del territorio italiano.[174] La legge quadro sulle aree protette, n. 394 del 6 dicembre 1991, le suddivide in: parchi nazionali italiani: sono 24,[173] coprono complessivamente una superficie di oltre 15000km e corrispondono a circa il 5% del territorio nazionale.[175] I pi antichi sono il Parco nazionale del Gran Paradiso (istituito nel 1922), il Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise (1923), il Parco nazionale dello Stelvio (1935) e il Parco nazionale del Circeo (1935). La loro sorveglianza affidata al Corpo Forestale dello Stato; parchi regionali italiani: l'EUAP ne contempla 134,[173] per una superficie di circa 13000km;
Vista delle cascate delle Marmore [173]

riserve naturali statali (147) e regionali italiane (365);[173]

aree marine protette italiane: sono 27 e coprono una superficie a mare di oltre 222 400 ettari. La pi importante il Santuario dei cetacei, costituito in cooperazione con la Francia e il Principato di Monaco; altre aree protette, nazionali e regionali: sono zone protette che non rientrano nelle precedenti classificazioni; in Italia sono oltre 170.[173] Ad esse vanno aggiunte le zone umide italiane, 52 aree per un totale di 60 223 ettari, considerate di importanza internazionale ai sensi della convenzione di Ramsar.[176]

Italia

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Biodiversit e minacce
L'Italia ricchissima di biodiversit ed il paese europeo con pi specie di piante superiori,[177][178] molte delle quali endemiche. Questo dovuto a una molteplicit di fattori quali l'eterogeneit ambientale, la complessa struttura dell'orografia italiana, le vicissitudini biogeografiche e la storia geologica. L'Italia, assieme alla penisola iberica ed al sud dei Balcani, stata inoltre un rifugio per molte specie animali e vegetali estintesi nelle zone centrali e settentrionali del continente europeo durante le glaciazioni pleistoceniche. L'ampia estensione latitudinale della penisola, di circa 10, la pone a cavallo tra le zone climatiche temperate, centroeuropea (Cfa o Cfb secondo Kppen) e calda mediterranea (Csa secondo Kppen) e quindi almeno su due zone di vegetazione molto diverse.[177][179] Le aree pi ricche di endemismo sono, oltre alle isole (soprattutto la Sardegna), gli alti massicci montuosi isolati tra aree pi basse, considerabili come "isole biogeografiche": alcuni esempi sono le Alpi Apuane per le piante e le Prealpi orientali per gli insetti cavernicoli. La fauna d'acqua dolce spesso differenziata tra i fiumi del nord Italia (bacino del Po) e quelli del centro.[178] La vegetazione naturale potenziale del territorio italiano il bosco su tutto il territorio tranne che sulle vette pi elevate del piano nivale e nelle zone pi aride delle isole circumsiciliane, oltre che nelle aree pi prossime al mare. I boschi Da in alto a sinistra, ululone, roverella, cavedano etrusco e fiordaliso spinoso, italiani sono fortemente sfruttati per la esempi di biodiversit in Italia selvicoltura che prende la forma di ceduazione per i boschi di querce (che principalmente producono legna da ardere) e di castagno (per la produzione di pali) mentre quelli di faggio e di conifere sono perlopi trattati a fustaia.[180][178] I boschi mediterranei di leccio sono quasi sempre degradati dalla ceduazione, dagli incendi e dal pascolo ovicaprino; gli stadi di degradazione sono noti come macchia mediterranea quando si ha un denso ed impenetrabile cespuglieto alto qualche metro e di gariga se il terreno coperto di vegetazione bassa che lascia scoperto il terreno, spesso ricco di affioramenti rocciosi. Gli stadi di macchia e gariga comunque portano un contributo positivo alla biodiversit italiana in quanto ricche di specie rare e da proteggere, tra cui numerose orchidee.[177][180][178] Non da trascurare l'uso ricreativo che hanno le foreste (soprattutto pinete di pino domestico) prossime ai centri urbani.[180] La fauna italiana molto ricca di endemismi, soprattutto negli invertebrati, nei pesci d'acqua dolce,[181][182] negli anfibi e nei rettili. Gli uccelli ed i mammiferi, animali pi mobili, sono caratterizzati da un minor tasso di endemismo.[178] L'elevata densit di popolazione, l'industrializzazione diffusa, l'estesa urbanizzazione delle zone costiere e planiziari, l'inquinamento delle acque, l'introduzione di specie aliene e l'agricoltura intensiva fanno s che la difesa della biodiversit e degli ambienti naturali siano questioni particolarmente rilevanti.[178]

Arte
Nel corso dei secoli l'Italia, secondo tutti gli storici, ha portato un contributo di primo piano alla cultura mondiale. In particolare nei due periodi in cui il territorio italiano fu il centro della civilt del tempo, ovvero durante l'Impero romano ed il Rinascimento, il ruolo che ebbe nella storia della conoscenza umana fu di grande rilevanza. Dai templi greci ai borghi medievali, dalle terme romane alle ville settecentesche, l'Italia possiede molteplici monumenti nazionali, dichiarati tali da una legge apposita che ne riconosce l'importanza culturale e artistica per la comunit.[183] Sebbene vari istituti si occupino della catalogazione dei beni artistici italiani, non possibile formulare una stima

Italia affidabile del patrimonio artistico nazionale, che peraltro ha subito e subisce una consistente opera di dispersione.[184]

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Architettura
Durante l'Impero romano l'architettura sviluppa caratteri omogenei[185] e la sua influenza si protrarr nelle chiese paleocristiane, costruite sul modello delle basiliche civili romane; pregevoli esempi, con influenze bizantine, nelle basiliche di San Vitale e Sant'Apollinare Nuovo in Ravenna. Nel VII secolo nascono i complessi abbaziali unitamente alle espressioni dell'architettura longobarda, con significative testimonianze Il Colosseo nel tempietto di Cividale del Friuli e nella chiesa di Santa Sofia a Benevento. Della renovatio carolingia e il recupero della classicit attuati da Carlo Magno nel IX secolo permangono importanti complessi architettonici principalmente a Roma (basilica di Santa Prassede), Bardolino, Spoleto e Milano. Il X e l'XI secolo vedono la fioritura delle cattedrali romaniche, come la basilica di San Marco e il duomo di Pisa, mentre nel secolo successivo si diffonde nell'Italia meridionale l'architettura arabo-normanna che ha nel palazzo dei Normanni a Palermo e nel duomo di Monreale alcuni fra gli esempi pi caratterizzanti.[4] Contemporaneamente nell'architettura civile fanno la loro comparsa numerose torri gentilizie; celebri quelle di San Gimignano e di Bologna.

Piazza dei Miracoli, Pisa

Duomo di Milano

Duomo di Firenze L'architettura gotica, introdotta dai cistercensi, spazia dall'originale protogotico della basilica di San Francesco ad Assisi alle chiese di Firenze, Siena, Orvieto, Napoli, Bologna, Venezia e Milano. Fra i castelli disseminati nella penisola spicca il celebre Castel del Monte.[185] Il primo Rinascimento trova testimonianza a Firenze nella cupola di Santa Maria del Fiore e nello spedale degli Innocenti[186] costruiti dal Brunelleschi e nell'attivit di Leon Battista Alberti, mentre il pieno Rinascimento, essenzialmente romano, vede Bramante, Raffaello e Michelangelo attivi nella ricostruzione della basilica di San Pietro. Per le realizzazioni urbanistiche rinascimentali mirabile esempio l'Addizione Erculea a Ferrara. Il passaggio dal Rinascimento al manierismo si evidenzia nelle figure di Baldassarre Peruzzi, Giulio Romano e Andrea Palladio (che influenzer l'architettura europea con l'avvento del neopalladianesimo).[187]

Italia Lo stile barocco, preannunciato da Jacopo Barozzi da Vignola,[188] si sviluppa a Roma, dove si concentrano le principali realizzazioni, influenzando tutto il mondo cattolico. Alle prime opere di Carlo Maderno e Martino Longhi il Giovane seguono i capolavori del Bernini, del Borromini e di Pietro da Cortona. Alla prima met del Settecento risale il pi significativo esempio tardo barocco e rococ: la palazzina di caccia di Stupinigi, progettata da Filippo Juvara. Invece, nel Regno di Napoli, con Luigi Vanvitelli, viene avviata, dal 1752, la costruzione della reggia di Caserta. Dopo la seconda met del secolo l'architettura neoclassica produce, anche nella sua variante neogreca, diverse opere di valore come la grande basilica di San Francesco a Napoli.[189] Con l'unit d'Italia prevale lo stile neorinascimentale o, pi in generale, l'eclettismo.
La Reggia di Caserta vista dai giardini

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L'Art Nouveau ha in Giuseppe Sommaruga, Ernesto Basile e Raimondo D'Aronco i principali esponenti, mentre nel 1914 Antonio Sant'Elia pubblica il Manifesto dell'Architettura futurista e le sue tavole della "Citt Nuova", proponendo nuovi modelli architettonici che esaltano la funzionalit ed una nuova estetica. Il razionalismo italiano si manifesta inizialmente con l'attivit del Gruppo 7 e MIAR, ove si distingue Giuseppe Terragni, che fra le altre opere realizzer la Casa del Fascio di Como. Negli anni trenta prende forma ed ha maggiore impulso la tendenza, favorita dal regime, al cosiddetto neoclassicismo semplificato di cui Marcello Piacentini sar l'esponente pi rappresentativo.[190] Le tendenze razionaliste trovano diversi sviluppi e reazioni nel dopoguerra diversificandosi sempre pi; nel tentativo di umanizzare l'International Style, si sviluppa il neorealismo, al quale subentra il neoliberty e, in seguito, il brutalismo.[191]

Palazzo della Civilt Italiana

Il postmoderno, anticipato da Paolo Portoghesi, trova la sua consacrazione nelle opere di Aldo Rossi. Tra i principali architetti attivi in Italia tra la fine del XX e l'inizio del XXI secolo si ricordano Renzo Piano, Massimiliano Fuksas, Gae Aulenti, lo svizzero Mario Botta e l'irachena Zaha Hadid.

Pittura e scultura

Monna Lisa di Leonardo

Italia

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Il David di Michelangelo Le prime rilevanti produzioni artistiche in Italia risalgono al neolitico.[192] Nell'evo antico, etruschi e romani costituiscono grandi poli artistici in grado di rivaleggiare con l'arte greca. Con il tardo impero e le invasioni barbariche si avvia quel processo di decentramento che porta a far fiorire pi capitali e pi centri artistici come Milano, Ravenna e Pavia. Eccezionale e irripetibile la fioritura di Palermo sotto gli arabi. Dopo l'anno Mille si ha una ripresa della produzione artistica, che culmina nei grandi cantieri architettonici romanici, in cui viene riavviata anche la scultura monumentale, come con Wiligelmo e Benedetto Antelami. La pittura invece subisce sorti alterne, restando fermamente ancorata ai modelli bizantini fino al XIII secolo. I mercanti delle repubbliche marinare, soprattutto Pisa e Venezia, portando in patria modelli e spunti da tutto il Mediterraneo, danno impulso alle scuole locali, in cui non mancano di manifestarsi graduali progressi. In Toscana Nicola Pisano, Cimabue e Giotto pongono infatti le basi per una vera e propria rivoluzione figurativa, dove la rappresentazione veritiera dello spazio, della figura umana e dei suoi affetti alla base di futuri, straordinari sviluppi.[193] L'arte gotica fiorisce con risultati di estrema eleganza in centri come Siena, Milano, Napoli. Il Rinascimento un fenomeno culturale di ampia portata, che affonda le radici nell'Umanesimo letterario trecentesco e nel rinnovato interesse per l'arte romana. Agli albori del Quattrocento, a Firenze, Filippo Brunelleschi, Donatello e Masaccio stimolano uno sviluppo delle arti all'insegna di un rinnovato rigore, della rinuncia all'"ornato" superfluo e della costruzione geometrica dello spazio, la prospettiva.[194] La loro lezione viene ripresa da altri artisti, che nei loro viaggi diffondono il nuovo stile contaminandolo con le scuole locali e dando origine al periodo straordinario delle corti, in cui centri come Urbino, Ferrara, Mantova, Padova, Rimini, Napoli e l'Umbria, oltre a Firenze, forniscono nuove idee all'insegna di un panorama estremamente ricco e variegato. Il Cinquecento si apre con figure universali come Leonardo, Raffaello e soprattutto Michelangelo, facendo dell'Italia il modello di riferimento per tutta l'arte europea.[195] La straordinaria stagione della Roma papalina fornisce un modello artistico dominante, al quale solo Venezia, con Giorgione e Tiziano, in grado di fornire un'alternativa altrettanto valida.[196] Eventi tragici come il Sacco del 1527 portano alla dispersione degli artisti, garantendo per una nuova fioritura periferica. Quando gi le bizzarrie del manierismo, estremo sviluppo del Rinascimento romano e fiorentino, fanno presa in tutta Europa, la storiografia artistica vede la sua nascita con l'opera di Giorgio Vasari, il primo, grande, consapevole documentatore dei fatti artistici fin dai tempi della Grecia classica.
Estasi di santa Teresa d'Avila di Gian Lorenzo Bernini

Italia Il Seicento si apre con l'invenzione di un nuovo stile, il barocco, a Roma, che domina la scena artistica europea per un secolo e oltre. Artisti come Caravaggio, Bernini e Borromini sono i mattatori di un rinnovamento di grande impatto, che si affranca dai canoni dell'arte classica.[197] Dopo essere diventata la meta di artisti di tutto il mondo, col Grand Tour, aver espresso la grande scuola dei vedutisti veneziani (Canaletto su tutti)[198] e figure del calibro di Giambattista Tiepolo, nonch aver ricoperto un ruolo importante durante il periodo neoclassico con Antonio Canova,[199] l'Italia dell'arte perde peso culturale al cospetto degli altri paesi europei. Si deve aspettare la fine del XIX secolo per ritrovare esperienze figurative di rilevanza europea con il movimento dei macchiaioli[200] e quello dei divisionisti.[201] Durante il XX secolo l'Italia partecipa a pieno titolo alle rapide vicissitudini dell'arte moderna, con il futurismo (la prima delle avanguardie storiche), la metafisica, l'arte povera e la transavanguardia, fino agli artisti contemporanei, alcuni vere e proprie celebrit rinomate anche all'estero.[202]

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Letteratura
La nascita della letteratura italiana si fa canonicamente risalire alla prima met del XIII secolo con la diffusione, all'interno di circuiti privati, di manoscritti di carattere religioso, laico e giocoso, ad uso della comunit religiosa e laica, ma sempre ad un alto livello della scala sociale (per esempio i notai). Ci che permette di parlare di una letteratura italiana la lingua.[203] Infatti, prima del Duecento la lingua utilizzata per scrivere i documenti era il latino. Essa nasce in ritardo rispetto ad altre letterature europee perch molto ancorata alla tradizione del latino. Nel XIII secolo si hanno le prime esperienze letterarie, la poesia religiosa in Umbria (il Cantico delle creature di San Francesco d'Assisi e le Laude di Jacopone da Todi), la Scuola siciliana (nata a Palermo alla corte di Federico II) e, alcuni decenni pi tardi, la lirica toscana. A cavallo tra XIII e XIV secolo la letteratura italiana possedeva gi tre grandi opere letterarie: la Divina Commedia di Dante Alighieri, il Da in alto a sinistra in senso orario: Dante, Foscolo, Pirandello e Canzoniere di Francesco Petrarca e il Decameron di Leopardi. Giovanni Boccaccio. In questo periodo, inoltre, emergono i poeti Guittone d'Arezzo, Guido Guinizzelli e Guido Cavalcanti, in cui assente la componente religiosa usata dai suoi predecessori. Nel XV secolo si distinguono invece personaggi poliedrici come Leon Battista Alberti, Leonardo da Vinci, Lorenzo de' Medici, letterato e mecenate, che promuove la nuova letteratura in volgare, Angelo Poliziano, traduttore del poema Iliade, e Matteo Maria Boiardo, che compone l'Orlando Innamorato. Nel XVI secolo Ludovico Ariosto, compone il poema Orlando Furioso, Niccol Machiavelli scrive Il Principe, Baldassarre Castiglione scrive Il Cortegiano e Torquato Tasso autore della Gerusalemme liberata. Nel XVII secolo emergono le figure di Giovan Battista Marino, rappresentante della poesia barocca e di Alessandro Tassoni, ideatore del poema eroicomico, in quello successivo quelle del poeta tragico Vittorio Alfieri e di Giuseppe Parini, autore de Il giorno. A cavallo tra XVIII e XIX secolo spiccano Silvio Pellico, autore de Le mie prigioni, Vincenzo Monti, che traduce l'Iliade in lingua italiana, Ugo Foscolo, tra i principali esponenti del neoclassicismo, patriota e sostenitore di

Italia Napoleone, Alessandro Manzoni, autore dei Promessi Sposi (una delle maggiori opere della letteratura italiana) e Giacomo Leopardi, uno dei grandi poeti italiani del XIX secolo. Da citare, nella seconda met dell'800, anche la figura di Francesco de Sanctis, critico e storico della letteratura italiana. Nel XX secolo si distinguono Giosu Carducci (premio Nobel per la letteratura nel 1906), Giovanni Verga, esponente del verismo, Grazia Deledda, Nobel nel 1926, Giovanni Pascoli e Gabriele D'Annunzio, esponenti del decadentismo italiano e Luigi Pirandello, Nobel nel 1934. Altri autori importanti del periodo sono stati Giuseppe Ungaretti, Italo Svevo, Italo Calvino e i premi Nobel Salvatore Quasimodo, Eugenio Montale e Dario Fo. Teatro Il teatro latino, presente sin dai tempi dell'antica Roma, che in alcune farse ripropone il teatro greco rappresentato nella Magna Grecia, vede all'apice della sua espressione Livio Andronico, Plauto, Terenzio (per la commedia) e Seneca (per la tragedia). Dopo un periodo di decadimento generale delle arti successivo alla caduta dell'impero romano, nel Medioevo il teatro riprende nuovo vigore grazie alle sacre rappresentazioni e all'opera buffonesca e satirica dei giullari. In et moderna emerge la figura di Carlo Goldoni, che supera la tradizione della commedia dell'arte, sviluppatasi tra XVI e XVIII secolo, basata sull'improvvisazione degli attori e sui canovacci, e introduce una nuova forma di teatro, in cui le maschere vengono progressivamente eliminate e si passa dall'improvvisazione ad una recitazione che segue un copione preciso;[204] bisogna inoltre ricordare il melodramma del Metastasio e l'Opera dei Pupi, un teatro delle marionette diffusosi nell'Italia meridionale tra la seconda met del XIX e la prima met del XX secolo e inserito dall'UNESCO tra i patrimoni orali e immateriali dell'umanit.[4] Durante il XX secolo spicca la figura di Luigi Pirandello la cui apparizione costituisce uno degli avvenimenti chiave del teatro europeo contemporaneo.[205] Tra gli altri esponenti del periodo vanno annoverati Eduardo Scarpetta, Eduardo De Filippo, Gilberto Govi e Dario Fo.

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Musica
La musica italiana comincia a svilupparsi nel Trecento con la diffusione dell'ars nova, che introduce la polifonia nella musica profana. In questo periodo, citt come Mantova, Firenze, Ferrara, Venezia, Milano e Roma diventano centri di primo piano nel panorama musicale europeo,[206] mentre nel Quattrocento si ricordano i canti carnascialeschi nati a Firenze nell'epoca di Lorenzo il Magnifico. Nel Cinquecento si ricordano Costanzo Festa, primo polifonista di fama internazionale,[206] Gioseffo Zarlino, che d un notevole contributo alla teoria del contrappunto, Pierluigi da Palestrina, Luca Marenzio, Carlo Gesualdo, uno dei principali innovatori del linguaggio musicale[206] e Claudio Monteverdi, grazie al quale nasce e si afferma l'opera lirica e in particolare il melodramma.[206][207]

Nel Seicento l'Italia sede delle prime grandi scuole di musica strumentale, che influenzeranno i musicisti di tutta Europa soprattutto attraverso le opere degli autori del periodo barocco Giovanni Gabrieli, Girolamo

Da in alto a sinistra in senso orario: Verdi, Vivaldi, Pavarotti e Puccini.

Italia Frescobaldi, Arcangelo Corelli, che d un notevole contributo allo sviluppo dell'arte violinistica e del concerto grosso,[208] Antonio Vivaldi, che accentua il virtuosismo individualistico e con il quale il concerto assume una sua struttura definitiva,[208] Domenico e Alessandro Scarlatti, che rinnovano le composizioni per clavicembalo[208] e Giovanni Battista Pergolesi. Nel Settecento, Luigi Boccherini, Luigi Cherubini e Antonio Salieri, compositore ufficiale della corte asburgica, sono i maggiori rappresentanti della musica strumentale e operistica italiana mentre Napoli diviene, grazie ai suoi conservatori, un importante centro di formazione e aggiornamento e un indiscusso riferimento nel mondo musicale e teatrale europeo, ove insegnano Alessandro Scarlatti, Tommaso Traetta, Niccol Jommelli e Nicola Porpora, alla cui scuola si formano numerosi castrati, tra cui Carlo Broschi, in arte Farinelli, il pi celebre sopranista del Settecento[209]. In tale contesto si sviluppa l'opera buffa, genere operistico della musica intesa come divertimento, rappresentato da compositori come Baldassare Galuppi, Niccol Piccinni, Pietro Alessandro Guglielmi e Domenico Cimarosa e da opere come La serva padrona, La Cecchina e Il matrimonio segreto. Del periodo romantico si ricordano opere liriche come il Guglielmo Tell e Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini, I puritani di Vincenzo Bellini, l'Aida, il Nabucco, La traviata e il Rigoletto di Giuseppe Verdi; sono invece ispirate al verismo la Turandot, Madama Butterfly, la Tosca e La bohme di Giacomo Puccini, i Pagliacci di Ruggero Leoncavallo e la Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni. Vanno ricordati anche strumentisti come Niccol Paganini, uno dei maggiori violinisti del XIX secolo;[210] Arturo Benedetti Michelangeli, raffinato interprete di pianoforte del XX secolo; Maurizio Pollini, Salvatore Accardo e Uto Ughi, violinisti di fama internazionale ed infine il violoncellista Mario Brunello. Tra le orchestre sinfoniche risaltano l'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, l'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai di Torino, l'Orchestra Sinfonica Siciliana e la Filarmonica della Scala; tra i direttori d'orchestra spiccano Arturo Toscanini, Ferruccio Busoni, Riccardo Muti, Claudio Abbado. Pietro Mascagni Sono italiani molti interpreti della lirica del XIX e del XX secolo: i tenori Luciano Pavarotti ed Enrico Caruso, i soprani Renata Tebaldi e Katia Ricciarelli, il mezzosoprano Cecilia Bartoli, i bassi-baritoni Ruggero Raimondi e Sesto Bruscantini e i contralti Marietta Alboni, Clorinda Corradi e Rosmunda Pisaroni. Il repertorio che va dagli inizi dell'Ottocento all'immediato secondo dopoguerra, la cui epoca d'oro cade a cavallo tra XIX e XX secolo,[211] costituisce la canzone classica napoletana, nata tradizionalmente nel 1839 con Te voglio bene assaje[212] e che annovera brani celebri come 'O sole mio, 'O surdato 'nnammurato e Torna a Surriento. Nel XX e nel XXI secolo, in seguito al risveglio musicale in atto nei vari paesi europei, alcuni compositori italiani cercano di proporre un nuovo linguaggio musicale come Ildebrando Pizzetti, Alfredo Casella, Ottorino Respighi, Gian Francesco Malipiero e Goffredo Petrassi durante le due guerre mondiali; Bruno Maderna, Franco Donatoni, Luciano Berio, Luigi Nono, Aldo Clementi dal dopoguerra sino ai nostri giorni. La musica leggera italiana degli ultimi decenni pu contare su rassegne canore di rilevanza internazionale come il Festival di Sanremo e lo Zecchino d'Oro. A partire dal dopoguerra, si sono distinti molti gruppi musicali, cantanti e cantautori tra cui Renato Carosone, Domenico Modugno, Lucio Dalla, Rino Gaetano, Lucio Battisti, Fabrizio de Andr, Mina, Adriano Celentano, Giorgio Gaber, Gianni Morandi, la Premiata Forneria Marconi, Eros Ramazzotti, Laura Pausini e Andrea Bocelli.

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Cinema
Agli inizi del Novecento, pochi anni dopo l'avvento del cinmatographe, il cinema italiano si afferma nel genere muto con pellicole come La presa di Roma, Gli ultimi giorni di Pompei e Cabiria; nello stesso genere Rodolfo Valentino diviene celebre in America.[213] Gli anni trenta vedono la nascita del festival del cinema di Venezia e, promossa dal regime, di Cinecitt, imponente struttura all'avanguardia in Europa che favorisce lo sviluppo del cinema italiano[214] che propone, accanto ai film di propaganda, le pellicole stucchevoli e piccolo borghesi del cinema dei telefoni bianchi. Nel dopoguerra i registi neorealisti come Vittorio De Sica, Roberto Rossellini e Luchino Visconti ottengono importanti riconoscimenti in patria e all'estero. Alla generazione successiva, quella del cinema d'autore, appartengono Federico Fellini e Michelangelo Antonioni, ai quali si affianca la figura unica e anticonformista di Pier Paolo Pasolini.

Da in alto a sinistra in senso orario: Loren, Lollobrigida, Sordi e Fellini.

Nella seconda met degli anni cinquanta si sviluppa la commedia all'italiana, con caratteri di satira di costume, con registi come Pietro Germi, Mario Monicelli, Ettore Scola, Luigi Comencini, Dino Risi e Pasquale Festa Campanile; a tale filone appartengono attori affermati come Sophia Loren, Gina Lollobrigida, Anna Magnani, Claudia Cardinale, Tot, Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman e Alberto Sordi. Agli anni sessanta e settanta appartengono il giallo all'italiana, in cui emergono i film di Lucio Fulci e Dario Argento, il cinema politico, con registi come Elio Petri e Francesco Rosi e interpreti come Gian Maria Volont, protagonista anche dello "spaghetti-western", genere in cui spicca il regista Sergio Leone.[215] A seguire, con l'avvento della televisione commerciale, inizia una crisi del settore che si protrarr anche negli anni novanta e che nemmeno i 9 premi Oscar vinti da L'ultimo imperatore di Bernardo Bertolucci (1988) o quelli assegnati a Nuovo cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore (1990), a Mediterraneo di Gabriele Salvatores (1992) e a La vita bella di Roberto Benigni (1999) riusciranno a risollevare. Da ricordare anche le figure di Franco Zeffirelli, Ermanno Olmi, Carlo Verdone, Nanni Moretti e Massimo Troisi. Negli anni duemila ad incassare maggiormente al botteghino sono i cosiddetti film di Natale o cine-panettoni,[216] caratterizzati da comicit grossolana, spesso ambientati in luoghi esotici.

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Scienza
Tra gli scienziati si distinguono Galileo Galilei, il fondatore della scienza moderna[217] e Leonardo da Vinci, uno dei geni dell'umanit.[218] Pittore, scultore, architetto, ingegnere, anatomista, letterato, musicista e inventore,[219] rappresenta, nel Rinascimento italiano, lo spirito universalista che lo porta alle maggiori forme di espressione nei diversi campi dell'arte e della conoscenza.[218]

Scienze matematiche, fisiche e naturali


Matematica Nel corso del Medioevo e del Rinascimento Leonardo Fibonacci introduce i numeri arabi, Niccol Tartaglia risolve l'equazione cubica e Girolamo Cardano e Paolo Ruffini contribuiscono allo sviluppo dell'algebra. A partire dal XVIII secolo, diversi matematici italiani contribuiscono alla nuova disciplina dell'analisi matematica, tra questi Giuseppe Luigi Lagrange, fondatore della meccanica analitica, Jacopo Leonardo Riccati, Ulisse Dini, Vito Volterra, Guido Fubini, Renato Caccioppoli, Ennio De Giorgi ed Enrico Bombieri; a Bruno de Finetti dovuta la riformulazione dei fondamenti della probabilit e statistica. Nei secoli XIX e XX, si sviluppano la scuola italiana di geometria algebrica e quella di geometria differenziale (i lavori di Luigi Bianchi, Tullio Levi-Civita e Gregorio Ricci-Curbastro forniscono ad Albert Einstein gli strumenti matematici per la formulazione della relativit generale). Gli assiomi di Peano costituiscono tuttora uno dei capitoli fondamentali della logica e dei fondamenti della matematica. Fisica Nel campo della fisica, oltre al gi citato Galileo, sostenitore del sistema eliocentrico e della rivoluzione copernicana,[217] che introduce il metodo scientifico e la relativit galileiana, spicca Alessandro Volta per le scoperte relative all'elettricit. Nel Novecento risaltano le figure di Guglielmo Marconi, inventore della radio, Enrico Fermi (e i ragazzi di via Panisperna) per i contributi alla fisica nucleare, Emilio Segr, scopritore dell'antiprotone, Carlo Rubbia nell'ambito della fisica subnucleare e Riccardo Giacconi per la scoperta di sorgenti cosmiche di raggi X, tutti vincitori del premio Nobel per la fisica. Lo studioso Nicola Cabibbo contribuisce alla teoria sulle interazioni deboli nel campo della fisica delle particelle, per il quale l'Italia dispone dei laboratori nazionali del Gran Sasso, i laboratori sotterranei pi estesi al mondo.[220]

Da in alto a sinistra in senso orario: Volta, Galilei, Marconi e Fermi

Chimica

Italia Contributi importanti sono dati da scienziati come Stanislao Cannizzaro inventore della reazione di Cannizzaro, nell'ambito della chimica organica, Ascanio Sobrero, inventore della nitroglicerina, Giacomo Fauser e Luigi Casale, ideatori di un processo di sintesi dell'ammoniaca diffusosi in tutto il mondo. Nell'ambito della chimica industriale si distingue Giulio Natta, premio Nobel per la chimica per i suoi studi sui polimeri.[221]

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Medicina
La tradizione medica italiana ha origini medievali, con la Scuola medica salernitana, la prima e pi importante istituzione medica del Medioevo.[222] Continua attraverso i secoli grazie alle scoperte effettuate da medici come Gabriele Falloppio, che descrive la struttura delle tube di Falloppio, Marcello Malpighi, che formula la teoria del funzionamento dei polmoni e la struttura dei corpuscoli renali, Giovanni Battista Morgagni, considerato il fondatore della contemporanea anatomia patologica, Giovanni Maria Lancisi, il primo medico ad ipotizzare la trasmissione della malaria tramite le zanzare e Lazzaro Spallanzani, che confuta la teoria della generazione spontanea; nel XX secolo si sono distinti medici come Camillo Golgi, Daniel Bovet, Salvador Luria, Renato Dulbecco, Rita Levi-Montalcini e Mario Capecchi, tutti insigniti del premio Nobel per la medicina.

Scienze umane
Economia In ambito economico nel Settecento e nell'Ottocento vanno ricordate le figure di Pietro Verri, fondatore de Il Caff, di Gian Rinaldo Carli, di Quintino Sella, ministro delle finanze di tre governi e presidente dell'Accademia Nazionale dei Lincei e di Vilfredo Pareto. Nel Novecento spiccano Francesco Saverio Nitti, rispettato economista e politico noto per i suoi studi sulla risoluzione della questione meridionale, Luigi Einaudi, intellettuale ed economista di fama nonch Presidente della Repubblica, Piero Sraffa, che in Produzione di merci a mezzo di merci critica il marginalismo, Franco Modigliani, vincitore del premio Nobel per l'economia nel 1985, Paolo Sylos Labini e Tommaso Padoa-Schioppa, ministro delle finanze e dirigente del Fondo Monetario Internazionale. Geografia L'interesse alle esplorazioni geografiche, che nel Duecento aveva portato Marco Polo fino in Cina seguendo la Via della seta, raggiunge il culmine nel XV e XVI secolo: in tale periodo si collocano i viaggi di Cristoforo Colombo, a cui si deve la scoperta dell'America, di Giovanni Caboto, che scopre il Canada arrivando in Nuova Scozia, di Amerigo Vespucci, che esplora il Nuovo Mondo che, in suo onore, verr chiamato America e di Giovanni da Verrazzano, che esplora le coste atlantiche nordamericane. Nel XX secolo Umberto Nobile, a bordo del dirigibile Norge, il primo a trasvolare il Polo nord.

Italia Filosofia e storiografia Nel campo della filosofia si distinguono in epoca tardo romana e medievale Severino Boezio, le cui opere influenzano la filosofia cristiana del Medioevo, perci considerato da alcuni fondatore della Scolastica,[223] Tommaso d'Aquino, filosofo scolastico tra i pi noti e Bonaventura da Bagnoregio. Tra i filosofi moderni vanno citati Marsilio Ficino e Pico della Mirandola, esponenti del neoplatonismo, Bernardino Telesio, precursore dell'empirismo moderno,[224] Giordano Bruno, che anticipa per via filosofica le scoperte dell'astronomia e Tommaso Campanella. Durante il XVIII e il XIX secolo spiccano Giambattista Vico, teorico dei "corsi e ricorsi storici" in opposizione alla filosofia cartesiana, l'illuminista Cesare Beccaria, Antonio Rosmini, critico verso l'illuminismo e il sensismo e Vincenzo Gioberti. Tra i filosofi contemporanei vanno ricordati lo storicista Benedetto Croce, ideologo del liberalismo e, come Giovanni Gentile, importante esponente del neoidealismo e Antonio Gramsci, di tradizione marxista.

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Benedetto Croce

Tra gli storici figurano Landolfo Sagace, che integra la Historia romana di Paolo Diacono con la sua Historia Miscella, Lorenzo Valla, filologo, iniziatore del revisionismo storiografico, Francesco Guicciardini, noto per aver scritto la Storia d'Italia, Ludovico Antonio Muratori, considerato il padre della storiografia italiana e personaggio di primo piano del settecento italiano, Scipione Maffei, punto di riferimento per intellettuali italiani e governanti riformatori durante il Settecento, Gaetano De Sanctis, direttore della Rivista di Filologia e di Istruzione Classica e presidente dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana dal 1947 al 1954, Gioacchino Volpe, Federico Chabod, direttore della Rivista storica italiana, e Renzo De Felice, studioso del fascismo.

Altre scienze
Nell'ambito delle scienze politiche vanno citati Niccol Machiavelli, uno dei padri della scienza politica moderna, Gaetano Mosca, sostenitore dell'elitismo, Augusto Del Noce, politologo di ispirazione cattolica e Norberto Bobbio, influente personalit culturale dell'Italia del ventesimo secolo. Nel campo antropologico Giustiniano Nicolucci, fondatore della scuola italiana di antropologia e autore di Delle Razze Umane, il primo trattato italiano di antropologia e paletnologia, Paolo Mantegazza, uno dei primi divulgatori in Italia delle teorie darwiniane, Cesare Lombroso, pioniere degli studi sulla criminalit e Ernesto de Martino. Fra gli psicologi vanno ricordati Roberto Ardig, promotore di una concezione scientifica della psicologia, Sante De Sanctis, fondatore della neuropsichiatria infantile in Italia, Giulio Cesare Ferrari, pioniere della psicologia sperimentale italiana,[225] Vittorio Benussi, esponente di spicco della Scuola di Graz e maestro di Cesare Musatti, padre della percettologia e della psicoanalisi in Italia.[226] Per la pedagogia Ferrante Aporti, pioniere dell'educazione scolastica infantile, i gi citati Roberto Ardig e Giovanni Gentile, Maria Montessori, che propone un nuovo metodo educativo, le Sorelle Agazzi, pedagogiste sperimentali e Mario Lodi. Nel campo della linguistica il poeta Giacomo Leopardi, Luigi Ceci e Antonino Pagliaro, i fondatori della glottologia moderna mentre tra i giuristi, oltre a Vico, si ricordano Baldo degli Ubaldi, Cesare Beccaria, Costantino Mortati, Salvatore Satta e Giuseppe Dossetti. Da ricordare anche il geologo Giuseppe Mercalli, inventore della scala Mercalli, che realizza la prima carta sismica del territorio italiano e Antonio Meucci, che contribuisce all'invenzione del telefono.

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Sport
Nel 2009 le federazioni sportive affiliate al CONI sono 45 con 4 185 843 praticanti, a cui ne vanno aggiunti altri 205 212 di 16 discipline associate. Il calcio lo sport pi praticato, con il 26,9% di tesserati, seguito da pallavolo, col 7,8%, e basket, col 7,7%.[227] A livello amatoriale, nel 2010 risultano oltre 19 milioni di individui che praticano almeno uno sport, pari al 33% della popolazione, a fronte di oltre 22 milioni, esattamente il 38,3%, che non svolgono alcuna attivit Tifosi italiani a Stoccarda seguono Italia-USA durante i mondiali di fisica.[227] Secondo un rapporto CENSIS-CONI del calcio del 2006 2008, le attivit ginniche equivalgono al calcio come sport pi praticato, seguite dagli sport acquatici, il ciclismo, l'atletica leggera, gli sport invernali e il tennis.[228] La Serie A del campionato italiano di calcio uno dei pi importanti e seguiti campionati calcistici del mondo,[229] nonch il quarto pi competitivo d'Europa secondo il ranking stilato dall'UEFA nel 2011.[230] La Nazionale italiana di calcio una delle pi titolate, avendo vinto quattro mondiali, un europeo e un'Olimpiade. Tra gli altri sport popolari vi sono il basket, la pallavolo, il rugby, il ciclismo (che conta competizioni internazionali come il Giro d'Italia e la Milano-Sanremo), l'atletica leggera, la scherma e gli sport acquatici, come nuoto, pallanuoto e tuffi; infine, negli sport motoristici (automobilismo e motociclismo), vanno ricordati gli autodromi di Monza, Imola, Misano e del Mugello, le case motociclistiche, come Ferrari F60, nel 2009 Aprilia, Gilera, MV Agusta e Ducati e automobilistiche, come la Ferrari, che in Formula 1 detiene il record di titoli per piloti e costruttori, di vittorie per singole gare e di presenza ininterrotta dall'istituzione del campionato mondiale di Formula 1.[231] Per quanto riguarda i Giochi olimpici, Roma ha ospitato i Giochi della XVII Olimpiade, Cortina d'Ampezzo i VII Giochi olimpici invernali e Torino i XX Giochi olimpici invernali. Nonostante le severe sanzioni delle federazioni sportive, anche lo sport italiano risente di effetti negativi come la diffusione del doping tra gli sportivi, professionisti e amatori (nel 2007 le federazioni hanno eseguito 11 250 controlli, con un tasso di positivit dello 0,6%), la corruzione (caso eclatante nel 2006 stato calciopoli), gli eccessi economici, la violenza negli stadi e le discriminazioni.[228]

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Tradizioni
L'Italia annovera numerose tradizioni storiche e folcloristiche di vario genere,[232] famose anche a livello internazionale, come il Palio di Siena. Oltre al Palio, manifestazioni caratteristiche sono il Carnevale di Venezia, quelli di Viareggio, di Ivrea e di Mamoiada (con i caratteristici Mamuthones), i riti della settimana santa di alcuni comuni (specie nel meridione), la "rete di feste con macchine a spalla" (candidate UNESCO come "patrimonio immateriale dell'Umanit"[233]) che comprende la Varia di Palmi, la Festa dei Ceri a Gubbio, la Macchina di Santa Rosa a Viterbo, la Festa dei Gigli di Nola e li Faradda di li Candareri di Sassari, oltre a varie tradizioni tipo l'Infiorata di Genzano, la Giostra del Saracino ad Arezzo e la Giostra della Quintana a Foligno.

Palio di Siena del 2008

Gastronomia
La cucina italiana, una delle pi note ed apprezzate nel mondo, conta su una vasta gamma di prodotti enogastronomici,[234] molto vari da zona a zona, dovuti sia a fattori storici (numerosi popoli l'hanno abitata nel corso dei secoli)[235] che climatico-territoriali, dal clima montano delle Alpi a quello continentale della pianura Padana al temperato delle zone costiere.[234]

Gli spaghetti

Come in altri paesi europei del mediterraneo, sono presenti tratti distintivi ed elementi che caratterizzano la dieta mediterranea, un modello nutrizionale che usa alimenti naturali come legumi, cereali, carni bianche e pesce azzurro, frutta e verdura e pochi grassi (con utilizzo prevalente dell'olio extravergine di oliva),[236] inserita nel 2010 nella lista dei patrimoni immateriali dell'umanit.[4] Alcuni alimenti, come la pasta e la pizza, sono simboli universalmente riconosciuti della cucina italiana.[234] I prodotti agroalimentari tradizionali italiani sono inclusi dal Ministero La pizza Margherita dell'Agricoltura in un apposito elenco[237]; ad essi vanno aggiunti, ai sensi del Regolamento CE 510/2006, i prodotti DOP e IGP italiani ed i vini IGT, DOC e DOCG.[238] Alcune associazioni, come Slow Food e l'Accademia Italiana della Cucina, si occupano della riscoperta per la gastronomia e l'enologia e della salvaguardia delle tradizioni regionali italiane.

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Note
[1] Articolo 1 della Costituzione italiana: L'Italia una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranit appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. [2] (EN) Italy - The World Factbook (https:/ / www. cia. gov/ library/ publications/ the-world-factbook/ geos/ it. html).URL consultato in data 20-9-2011. [3] (EN) Human development report 2010 (http:/ / hdr. undp. org/ en/ media/ HDR_2010_EN_Complete_reprint. pdf), p. 143.URL consultato in data 28-11-2011. [4] Beni Italiani Unesco (http:/ / www. sitiunesco. it/ beni-italiani. html).URL consultato in data 13-5-2012. [5] Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria (http:/ / www. iipp. it).URL consultato in data 29-1-2010. [6] La piccola Treccani vol. VI, op. cit., p. 221. [7] La piccola Treccani vol. XII, op. cit., p. 703. [8] Shardana, Sardi nuragici: Erano lo stesso popolo? (http:/ / www. sardiniapoint. it/ 5085. html).URL consultato in data 15-5-2010. [9] Gras et al., op. cit., p. 282. [10] Uomini e vicende di Magna Grecia (http:/ / www. bpp. it/ Apulia/ html/ archivio/ 1987/ II/ art/ R87II015. html).URL consultato in data 30-1-2010. [11] AA.VV. (Atlante storico...), op. cit., pp. 73, 95, 97. [12] Strabone, Geografia, VI, 1,4. [13] Strabone, Geografia, V, 1,1. [14] Zecchini, op. cit., cap. IV. [15] Zecchini, op. cit., cap. XIII. [16] Volpe, op. cit., Cap. IV. [17] [18] [19] [20] [21] Mourre, op. cit., p. 629. Chittolini et al., op. cit. AA.VV. (Atlante storico...), op. cit., pp. 150-151. Burdach, op. cit. Cos il Burdach:

Dall'XI secolo i comuni italici erano giunti al fiore del benessere economico e civile [...] e quando, dopo la morte dell'imperatore Federico II e il tramonto della casa di Svevia, ebbe termine la terribile lotta fra Impero e Papato per l'egemonia politica universale, quando l'Italia si sent libera dal dominio tedesco, il suo sentimento nazionale divamp in un grande incendio spirituale, politico-sociale, artistico. Questa fu la fonte spirituale del Rinascimento. L'antico pensiero di Roma, mai scomparso, vi fece affluire nuova e maggiore forza. Cola di Rienzo, ispirato all'idea politica di Dante, ma oltrepassandola, proclam, profeta di un lontano avvenire, la grande esigenza nazionale della Rinascita di Roma. E su questa base l'esigenza dell'unit d'Italia. (Konrad Burdach, Dal Medioevo alla Riforma, tratto dalla Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1964, vol. VI, pp. 213-214)
[22] AA.VV. (Atlante storico...), op. cit., pp. 223-225. [23] Procacci, op. cit. [24] Ne I promessi sposi Manzoni descrive la peste che dimezza la popolazione di Milano e provoca in tutta Italia un milione e mezzo di morti. [25] La grande stagione riformistica italiana del Settecento analizzata nella sua interezza in F. Venturi, Settecento riformatore, 5 voll., Torino, 1969-90. [26] Pcout, op. cit., p. 7 segg. [27] Proclama di Rimini (http:/ / www. immaginidistoria. it/ immagine2. php?id=12& id_img=254).URL consultato in data 6-8-2009. [28] Eran trecento, eran giovan e forti e sono morti il ritornello de La spigolatrice di Sapri di Luigi Mercantini, testimonianza della poesia patriottica risorgimentale, che descrive la sfortunata spedizione di Pisacane. [29] AA.VV. (Atlante storico...), op. cit., p. 357. [30] Mourre, op. cit., pp. 140-141. [31] Mourre, op. cit., p. 637. [32] Smith, op. cit., vol. III, p. 581. [33] Mourre, op. cit., p. 639. [34] De Martino, op. cit. [35] Oliva, op. cit. [36] 60 anniversario della Costituzione italiana (http:/ / www. governo. it/ GovernoInforma/ Dossier/ costituzione_60anniversario/ index. html).URL consultato in data 8-5-2011. [37] Il miracolo economico italiano (http:/ / www. storiaxxisecolo. it/ larepubblica/ repubblicaboom1. htm).URL consultato in data 26-6-2010. [38] Mourre, op. cit., p. 1193. [39] Galli, op. cit., p. 179.

Italia
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Enciclopedie
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Voci correlate
Storia
Corona d'Italia Linea di successione al trono d'Italia Storia d'Italia

Istituzioni
Sistema politico della Repubblica Italiana Regioni d'Italia Province d'Italia Comuni d'Italia Aree metropolitane

Geografia
Italia (regione geografica) Italia nord-occidentale Italia nord-orientale Italia centrale Italia meridionale Italia insulare

Italia

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Luoghi
Coste italiane Grandi citt dell'Italia

Altri progetti
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Collegamenti esterni
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Governo Italiano (http://www.governo.it/) Parlamento Italiano (http://www.parlamento.it/) Presidenza della Repubblica (http://www.quirinale.it/) Sito ufficiale del turismo in Italia (http://www.italia.it/) Sintesi Rapporto Eurispes 2010 (http://www.eurispes.it/attachments/1095_Sintesi rapporto Italia 2010.pdf) Sintesi Rapporto Eurispes 2011 (http://www.eurispes.it/attachments/2236_Eurispes-Sintesi Rapporto Italia 2011.pdf)

Note
[1] Stato o dipendenza fisicamente asiatico ma generalmente considerato europeo sotto il profilo antropico [2] Stato con territorio del tutto o in parte in Asia secondo le diverse convenzioni geografiche [3] Stato con la maggior parte del proprio territorio in Asia

Fonti e autori delle voci

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