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I POPOLI ITALICI

Federico Scandroglio

Col nome di popoli dell'Italia antica si indicano quelle popolazioni che abitavano la penisola italiana durante l'Et del ferro e prima dell'ascesa di Roma. Questi popoli non erano tutti collegati sul piano linguistico o su quello genetico. La conformazione dell'Italia, lunga penisola distesa nel mar Mediterraneo, ne favorisce infatti i rapporti con le regioni circostanti, ma, al tempo stesso, la sua natura prevalentemente montuosa tende a separare e isolarne le popolazioni entro aree geografiche circoscritte. Sul piano linguistico, si pu distinguere fra popoli parlanti lingue indoeuropee e popoli parlanti lingue non indoeuropee. Al primo gruppo (popoli di lingua indoeuropea) appartenevano in particolare i popoli italici propriamente detti, cio parlanti lingue italiche; a essi si aggiungevano altri popoli, che parlavano lingue indoeuropee, ma non del ramo italico. Indoeuropei non italici erano ad esempio i colonizzatori di lingua greca. Villanoviani Durante la prima et del ferro, tra il IX e l'VIII secolo a.C., l'aspetto villanoviano caratterizz l'Etruria tirrenica, l'EmiliaRomagna le Marche , la Campania e la Lucania, Toscana, Lazio e Emilia, ed in alcune aree della Campania e della pianura padana orientale. Nei dintorni dei villaggi, alcuni dei quali raggiunsero dimensioni tali per lepoca da poter essere definiti centri protourbani, troviamo campi di urne: infatti particolare caratteristica di questa cultura la cremazione dei morti. Si pensa che da questa cultura sia derivata quella Etrusca. Etruschi Gli Etruschi furono un popolo dell'Italia antica affermatosi in un'area denominata Etruria, corrispondente all'incirca alla Toscana, all'Umbria fino al fiume Tevere e al Lazio settentrionale, con propaggini in Liguria e verso la zona padana dell'Emilia-Romagna e della Lombardia, a partire dall'VIII secolo a.C. Lorigine etrusca molto incerta sono presenti tre teorie: la teoria orientale, secondo la quale gli Etruschi discendono dai Lidi, quella che attribuisce una discendenza dai Reti ed una teoria autoctona. Gli Etruschi sono stati considerati a un popolo unitario sin dalla loro preistoria. Tuttavia gli Etruschi, come unit, risulteranno esistere solo a partire dall'VIII secolo a.C. con una propria lingua e con proprie usanze, bench non fossero cos omogenei nelle varie regioni dove avrebbero abitato per poter negare che essi, come unit etnica, furono il risultato dell'unione di diversi popoli. indubbio, infatti, che da quanto stato tramandato della loro storia e da documenti monumentali rimasti, compaiono elementi italici, egizi, greci, siriofenici, mesopotamici, urartei, indoiranici. Ad ogni modo, comunemente accettato che il popolo etrusco si sia formato nella terra conosciuta come Etruria, tra i fiumi Tevere e Arno, dalla costa tirrenica all'Appennino. Gli Etruschi ebbero scambi commerciali con molti popoli del tempo come i Greci, nelle citt dei quali sono stati ritrovati alcuni vasi etruschi e viceversa. Le terramare Le terramare erano antichi villaggi dell'et del bronzo media e recente (ca 1650-1150 a.C.) dell'Emilia e delle zone di bassa pianura della provincia di Cremona, Mantova (Alto Mantovano) e Verona. Le terramare sono l'espressione dell'attivit commerciale dell'et del bronzo. Sono insediamenti lungo una via che attraversava le Alpi nella Val Camonica e giungeva alle sponde del Po, qui venivano costruite le terramare che fungevano da depositi e punti di partenza delle merci costituite da ambra dal Mar Baltico, e stagno dai Monti Metalliferi, con direzione lungo il Po fino alla foce e all'Adriatico, verso il Mar Mediterraneo orientale, il Mar Egeo, Creta, l'Asia Minore, la Siria, l'Egitto. Il nome Terramare deriva da terra marna (dal dialetto emiliano = terra grassa). La struttura delle terramare si concilia con la tecnica delle palafitte costruite sui laghi dell'Italia settentrionale e centrale. Queste strutture su palafitte in terra erano adatte per costruire villaggi permanenti lungo le sponde dei fiumi soggetti a straripamenti. Il motivo di costruire in zone cos difficili sicuramente legato al commercio fluviale. La societ delle terramare aveva al suo apice il ceto guerriero. Le tombe ci mostrano anche la presenza di donne appartenenti ad un ceto pi elevato. Tuttavia non vi erano differenziazioni profonde e tutta la comunit di villaggio era piuttosto uniforme, come dimostrano anche le case tutte eguali.

I nuraghe Nata e sviluppatasi in Sardegna, la civilt nuragica abbraccia un periodo di tempo che va dalla piena et del Bronzo (dal 1700 a.C.) al II secolo a.C. I nuraghi sono considerati come i monumenti megalitici pi grandi d'Europa; sulla loro effettiva funzione si discute da almeno cinque secoli e tanti restano ancora gli interrogativi da chiarire: c' chi li ha visti come tombe monumentali e chi come case di giganti, chi fortezze, forni per la fusione di metalli, prigioni e chi templi di culto del sole. In epoche remote l'Isola fu abitata stabilmente da genti arrivate [3] nel Paleolitico e nel Neolitico da varie parti del continente europeo e del bacino del Mediterraneo. I primi insediamenti sono stati rinvenuti sia in Gallura che nella Sardegna centrale, ma in tutta l'Isola progressivamente si svilupparono diverse culture, alcune diffuse solo in certe zone, altre, come quella di Ozieri, si estesero sino a coprire tutto il territorio isolano. Le antiche popolazioni erano dedite principalmente alla coltivazione delle terre e alla pastorizia, lungo le coste alla pesca e alla navigazione che le portava a tessere contatti di natura commerciale e culturale con altri popoli e , a partire dal III millennio a.C., alla metallurgia del rame e dell'argento. I Tholoi sono caratteristici oltre che della Civilt nuragica anche della civilt micenea, di quella minoica e, pi tardi, di quella etrusca. Tuttavia questa copertura ogivale a falsa cupola la si ritrova a partire dal Neolitico anche in Siria, Oman, Turchia, Spagna. I Micenei, detti Achei o Danai furono la terza popolazione ellenica che invase la Grecia nel II millennio a.C., riuscendo a egemonizzare definitivamente le genti preelleniche, da alcuni dette greche, o pelasgi. Essi diedero luogo a costruzioni imponenti come il Tesoro di Atreo caratterizzato da una tholos alta 13 metri. La tarda et del Bronzo (1300-1100 a.C.) fu il periodo in cui nel Mar Mediterraneo si verific un vasto movimento guerresco, descritto dettagliatamente nelle fonti egiziane e alimentato dai Popoli del mare, coalizione di popoli di navigatori-guerrieri che mise a ferro e fuoco il Mediterraneo scontrandosi pi volte con l'Egitto dei faraoni e contribuendo alla scomparsa della civilt micenea e ittita. Secondo diversi studiosi, gli Shardana, una delle popolazioni pi importanti di questa coalizione, sarebbero identificabili con le genti sardonuragiche. Alcuni testi antichi parlano di assalti dei Sardi all'isola di Creta, nello stesso periodo in cui i Popoli del mare invadevano l'Egitto. Ci evidenzierebbe una frequentazione dei Sardi nuragici nel Mediterraneo orientale. Ulteriori conferme di questa frequentazione arrivano poi dalla stessa ceramica nuragica del XIII secolo, ritrovata aTirinto, a Creta e in Sicilia nell'Agrigentino, lungo la rotta che collegava l'oriente all'occidente del Mediterraneo.