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ANNOTAZIONI

SULLA CRONOLOGIA DELLE OMELIE DI ORIGENE

1. La ricostruzione di Nautin

Pierre Nautin si e occupato delle omelie origeniane, ricostruen-


do il tipo, la struttura e la frequenza delle liturgie in cui venivano
pronunciate, l'ordinamento delle letture, la durata delle celebra-
zioni, la composizione deI pubblico e i suoi atteggiamenti, la crono-
logia. Le sue conclusioni costituiscono il naturale punto di riferi-
menta per molti studiosi. 1 Secondo Nautin l'attivita omiletica deI
presbitero Origene a Cesarea si inseri in una organizzazione liturgi-
ca preesistente, articolata in tre tipi di assemblea: eucaristica dome-
nicale, eucaristica non domenicale, non eucaristica. L'Eucaristia do-
menicale era celebrata al mattino, comprendeva tre letture (Vec-
chio Testamento, Epistola, Vangelo), ciascuna seguita da un' oInelia;
erano ammessi i fedeli e i catecumeni prossimi al battesimo. La li-
turgia eucaristica non domenicale si celebrava due volte a settiInana,
a conciusione deI digiuno deI mercoiedi edel venerdi; vi si procIa-
mava un Vangelo seguito dall'omelia; anche qui erano amrnessi i
fe deli e i catecumeni prossimi al battesimo. La liturgia non eucari-
stica si celebrava tutte le mattine, tranne la domenica; veniva letto
un ampio brano dal Vecchio Testamento seguito dall'omelia; erano
ammessi fe deli e catecumeni, durava circa un'ora; costituiva ]'istru-
zione impartita ai catecumeni. La sua struttura: orazione iniziale,
lettura, omelia, preghiera, bacio di pace, congedo. Era previsto un
ciclo triennale in cui veniva commentata l'intera Scrittura, perciö le
letture neotestalnentarie erano brevi, mentre quelle deI Vecchio
Testamento risultavano piuttosto lunghe; la durata deI catecumena-

1 11 quadro compiessivo della ricostruzione di Nautin si ricava da tre stu-

di: I'introduzione a Origene, Homelies sur Jeremie I, 8Ch 232, Parigi 1976;
l'opera Origene deI 1977 e I'introduzione a Origene, Homelies sur Samuel, 8Ch
328, Parigi 1986.
28 A. GRAPPONE

to eoineideva eon questo eielo. La sequenza seritturistiea veterote-


stamentaria: Storiei, Sapienziali, Profetiei (seeondo l'ordine dei Set-
tanta); Matteo, Mareo, Luea, Giovanni la sueeessione dei Vangeli;
Atti, Paolo e (forse) Cattoliehe e Apoealisse l'ordine degli altri libri.
Origene iniziö a eielo avviato, per eui le sue omelie sul Veeehio Te-
stanlento risultano neH' ordine: Sapienziali, Profetiei, Storiei. Si inse-
rl nel doppio eielo neotestamentario eol vangelo di Luea e la Prima
Lettera ai Corinzi. Ha dunque predieato "a eavallo" di due cicli, sen-
za poter perö eompletare neanehe una volta il eommento di tutta la
Bibbia a causa delle resistenze e delle proteste dell'uditorio: si e ar-
restato al Primo libro di Samuele, agli Atti e a Matteo. Nell'introdu-
zione alle Omelie sul prima libro di Samuele Nautin fa notare ehe que-
ste ultime sono state predieate a Gerusalemme, a parziale rettifiea di
quallto affermato in preeedenza. 11 triennio di attivita omiletiea va
datato 239-242.
La rieostruzione di Nautin e stata generalmente aeeolta, tuttavia
non sono maneate riserve: la eritiea piu sistematiea e opera di Adele
Monaei Castagno in Origene predicatore e il suo pubblico, deI 1987. Al-
eune divergenze tra i dati offerti dalle omelie e qualehe aspetto del-
la rieostruzione di Nautin, rimaste insolute anehe dopo la rilettura
di Monaci Castagno, giustificano un riesame ulteriore della questio-
neo In questo artieolo saranno diseussi i problemi eronologiei: se le
onlelie possano rientrare in un unieo eielo triennale ehe rispettava
l'ordine dei LXX, e se la datazione proposta da Nautin sia da ritene-
re. L'organizzazione liturgiea presupposta dalle omelie sara diseussa
in un prossimo artieolo.

2. Conjigurazione delle omelie

Per valutare il earattere "eielieo" delle omelie di Origene oeeor-


rera innanzitutto esaminarne la eonfigurazione libro per libro in
questa prospettiva, eosa ehe manea negli studi di Nautin e MOl1.aei
Castagno. La maggior parte delle omelie ci sono arrivate in tradu-
zione latina di Rufino 0 di Girolamo. In greeo abbiamo 20 omelie su
Geremia e l'omelia sulla pitonessa di Endor, dal primo libro di Sa-
muele, oltre a numerosi frammenti dalle eatene 0 dalla Filoealia.
Tali <lati vanno eonfrontati eon la lista di Girolamo dell'Ep. 33 a Pao-
ANNOTAZIONI SLJLLA CRONOLOGIA DELLE OMELIE DI ORIGENE 29

la ehe, seeondo Nautin,2 riprodurrebbe quella eompilata da Panfilo


e Eusebio per l'Apologia, e non deriverebbe pereiö da una eonoseen-
za diretta.
Ci sono rimaste 16 omelie sulla Genesi in traduzione di Rufino.
La lista di Girolamo ne menziona 17, ma probabilmente e una eifra
eorretta da un eopista ehe eonoseeva una dieiassettesima omelia, ri-
portata anehe sul Migne, ehe in realta e un estratto delle Benedizioni
dei patriarchi di Rufino. 3 Tra le omelie possiamo individuare un bloe-
co di dieci, dalla 111 alla XIV, ehe eommenta, eon qualehe laeuna, i
eapitoli dal 17 al 26. Queste omelie sembrano predieate eon conti-
nuita: non vi sono sovrapposizioni tra le perieopi eommentate (tran-
ne forse tra la XII e la XIII) e si ineontrano alcuni rimandi interni. 4
La lunghezza delle perieopi presupposte risulta abbastanza chiara ,
sebbene il testo sia eommentato eon liberta, grazie alla eoneatena-
zione all'interno deI "bloeeo": non superano il eapitolo, salvo la IV
ehe si riferisee probabilmente a Gen 18-19. La lunghezza delle ome-
lie non va oltre le 7 eolonne deI Migne (Ho. VIII), mentre la piu
breve ne oeeupa tre e mezzo (Ho. VI); si differenziano le prime due,
la eui lunghezza e almeno doppia. Naturalmente per valutarne l'ef-
fettiva durata oeeorre tener presente le earatteristiehe deI metodo
di Rufino, ehe tende a tradurre in modo prolisso. 5 Da quanto osser-

2 CEr. Origene, pp. 225-260.


3 CEr. Origene, pp. 254-255.
4 Ho. IV,l: recitata est nobis alia visio Dei... ; "alia visio" fa riferimento alla
"visio" di Gen. 17 in Ho. 111; I' Ho.VII,3 riehiama Ho. VI (Superius iam spiritaliter
exponentes loco virtutis posuimus Sarram); Ho. XIV riehiama tre omelie deI
"bIoeeo" non immediatamente preeedenti: XIV,l (Isaeeo e l'ariete in Ho.
VIII,1.6.9), XIV,2 riehiama I'omelia V,5 (Adscensionem legis et ante iam diximus
ornatum templi esse... ); XIV,3 rieorda Abimeleeh in Ho. VI,2 immagine degli
eruditi nella eultura profana; in Ho. 1,17 e Ho. IX,l troviamo rimandi a ome-
lie ehe non abbiamo.
5 Un'ammissione esplieita di Rufino stesso: Supplere cupimus ea quae ab

Origene in auditorio ecclesiae ex tempore, non tam explanationis quam aedificationis


intentione, perorata sunt, sicut in omeliis sive in oratiunculis in Genesim et in
Exodum fecimus, et praecipue in his quae in librom Levitici ab illo quidem perorandi
stilo dicta, a nobis vero explanandi specie translata sunt. Quem laborem adimplendi
quae deerant, idcirco suscepimus, ne pulsatae questiones et relictae, quod in homiletico
dicendi genere ab illo saepe jim solet, Latino lectori fastidium generari. Rufino,
Epilogus in explan. Origenis super epist. Pauli ad Rom., CCL 20,276,8-16. Citato
anehe da Nautin, in Origene, p. 255.
30 A. GRAPPONE

vato si puo concludere che almeno il blocco di omelie III-XIV e sta-


to predicato di seguito, le altre quattro potrebbero far parte dello
stesso gruppo, pero non obbligatoriamente; specialmente destano
perplessita le omelie I e 11 per la loro lunghezza: potrebbero appar-
tenere a un'altra fase di predicazione.
Abbiamo 13 omelie sull'Esodo nellatino di Rufino, mentre Giro-
lamo nella sua lista ne segnala solo otto. Nella traduzione di Rufino
le prime otto seguono una sequenza discontinua ma ordinata, quin-
di potrebbe 'trattarsi deI gruppo conosciuto da Girolamo, mentre le
al1re cinque, succedendosi disordinatamente, potrebbero essere ri-
condotte a un gruppo di testi conosciuto da Rufino ma ignorato da
Girolamo. 6 Se le omelie si disponessero secondo la successione deI
racconto biblico risulterebbero nell' ordine: I-II-III-IV-V-VI-VII-XI-
VIII-X-IX-XII-XIII. I testi commentati non si sovrappongono. Si pos-
sono disporre in continuita le prime due omelie (Ex. 1-2,10) e le
onlelie IV-VII (Ex. 7-16,15 circa). La lunghezza delle pericopi e va-
riabile: la prima omelia suppone solo undici versetti mentre la quar-
ta commenta le dieci piaghe (Ex. 7-12). La lunghezza delle omelie
invece e piu uniforme, compresa tra le 5 e le 9 colonne deI Migne.
Certamente si possono ricondurre le omelie allo stesso ciclo, tuttavia
si puo anche considerarle appartenenti a fasi diverse: questo spie-
gherebbe la configurazione della raccolta, forse risultato di una col-
lezione di testi provenienti da fonti diverse.
Rufino ha tradotto 16 omelie sul Levitico, mentre la lista di Giro-
lanlo ne segnala 11. La traduzione presenta un testo notevolmente
piü ampio rispetto all'originale, come risulta dal confronto con i
frammenti greci e come ammette Rufino stesso. 7 Le omelie si pre-
sentano in ordine e coprono buona parte deI libro. Le prime sei
suppongono pericopi concatenate;8 tra le altre dieci si notano lacu-

6 Vi sono rimandi interni ai due gruppi, ma maneano eollegamenti tra

un gruppo e I'altro: Ho. 1,1 segnala l'inizio dellibro (Vidernus ergo quid statim
in initiis Exodi lectio contineat... ); Ho. VII,l rieorda gli episodi immediatamen-
te preeedenti: Post transitum mari Rubri et magnifici secreta mysterii (omelia V),
post choros et tympana, post triunphales hymnos (omelia VI); Ho. XIII,l rieorda
l'ornelia IX: entrambe sono deI gruppo "aggiunto" da Rufino.
7 C:fr. nota 5.
8 La prima omelia e un'introduzione aIIibro, eommenta poehi punti: Ie

dirrtensioni della perieope si ehiariseono grazie a Ho. Lev 11,1 ehe fa espliei-
to riferimento alle omissioni della predieazione preeedente.Ho.III,l riehia-
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ne ehe possono essere interpretate conle omelie mancanti 0 come


oInissioni in fase di commento. 9 Le omelie sul Levitico sono tra le
piü lunghe, evidentemente a causa delle scelte deI traduttore: la XX
occupa quasi 20 colonne deI Migne, la VII e la VIII superano le 16;
solo tre occupano meno di sei colonne e la XV non raggiunge le 4.
Anche la lunghezza delle pericopi e molto variabile: la prima ri-
guarda 4 capitoli, la seconda 16 versetti; pitl di dieci su sedici non
raggiungono il capitolo. Le omelie sul Levitico potrebbero essere ri-
condotte a un'unica fase di predicazione, non essendoci indizi con-
trari; anche questa raccolta, comunque, non e completa.
Girolamo conosce 28 omelie sui Numeri, quante ce ne sono arri-
vate in traduzione di Rufino; in questo caso perö gli intervenü deI
traduttore non si sono limitati all' esplicitazione di alcuni concetti:
Rufino nel prologo ammette di aver operato una fusione tra oInelie
e scolii,1O di cui per altro ignoriamo il numero e le proporzioni, per
cui il testo finale dovrebbe discostarsi notevolmente da quanto pre-
dicato in origine, sia per dimensioni sia per contenuti. 11 carattere
omiletico comunque e stato conservato, al punto ehe un lettore non
messo sull'avviso difficilmente potrebbe rendersi conto dell'opera di
interpolazione; non risulta ehe qualcuno finora abbia tentato di in-
dividuare il materiale proveniente dagli excerpta. Data la coincidenza
tra il numero segnalato nell' Ep. 33 e la raccolta di Rufino, si puö
supporre ehe il traduttore non abbia "creato" omelie nuove, ma si
sia limitato a interpolare quelle esistenti, quindi i passaggi propria-

ma due interpretazioni date neU' Ho. 11; Ho. IV,5 rieorda 111,6 (... secundum
eam dumtaxat expositionem, quam de quintis addendis ante iam diximus). Ho. V,12
riehiama 111,5 (Diximus et ante iecori partern loca iracundia vel cupiditatis
exponi... ). Ho. VII, 1 riehiama l'omelia ehe 1'ha preeeduta, ehe pero non e la
VI (Plura quidern superiori lectione fuerant recitata, ex quibus ternporis. brevitate
constrcti, pauca admodum diximus). Un'altra perdita e segnalata daU'Ho. V,8,
ehe preannuneia un eommento di Lev. 19,6 ehe non abbiamo (Alia sane
sacramentorum figura est, quae iubet etiam in altero die, quod suprefuerit, edi,
nihil vero in tertiam reservari, de qua suis locis videbimus). Ho. X,2 riehiama la
IX ed entrambe insistono sul eap.16.
9 In Ho.XVI,l un'affermazione fa pensare ehe si tratti deU'ultima
(... convenienter ad ultimim iam Levitiei librum... ); in questo easo la lettura
era di due capitoli (26 e 27), mentre eommenta 13 versetti (26,1-13).
10 ... quaecumque in Numerorum libro, sive homiletico stilo sive etiam ex his quae

excerpta appellantur, scripta repperrimus, , haec perurgente te romana, ut potuimus,


voce, ex diversis in unum ordinern collecta digessimus.
32 A. GRAPPONE

mente omiletici di questa raccolta dovrebbero conservare illoro va-


lore, mentre i contenuti risentiranno di una modificazione per ec-
cesso; anche le dimensioni delle pericopi potrebbero risultare dila-
tate, specie dove tra un'omelia e l'altra si presentavano delle lacune.
Le omelie coprono quasi tutto illibro, fatta eccezione per due omis-
sioni evidenti, i capitoli 5-11,23 e 15-16; anche tra l'omelia VII e VIII
potrebbe mancare una predica. ll Un'anomalia evidente permette di
individuare alcuni elementi utili per la nostra ricerca: apartire da
Ho. XIII,4 inizia (pare) la lettura deI cap. 22, con l'apparizione di
Balak e Balaam. Balaam e le sue profezie occupano tre capitoli (22-
24) ehe riehiederanno sette omelie. Dal tenore dei testi sembra ehe
Origene inizialmente intendesse limitarsi a commentare tutto nelle
due omelie XIII (Balaam e l'asina) e XIV (le cinque profezie, ma so-
prattutto la figura di Balaam), 12 tuttavia, a seguito delle pressanti ri-

11 Ho. 11,1 fa una sintesi di quanto detto in Ho. I. Ho.VII,1 riehiama la

preeedente, eon qualehe nuova interpretazione (... quamvis et in superiore


tractato pauca iam dicta sint, tamen quae deJuisse videatur, addemus). Da notare
anche una sovrapposizione tra le omelie VI e VII: la VI raggiunge Num.
12,16, la VII inizia da 12,1 segnalando ehe 12,1-15 e stata letto (0 forse rilet-
to) in quella riunione (quaero quid commonitionis accipiamus ex eo quod lectum
est nobis quia detraxerunt Aaron et Maria de Moyse...: Ho. in Num VII,l). Ho. IX,8
(Nurn. 17) riehiama un'interpretazione data in VIII,1 (... sicut in superioribus
ubi annus pro die ad vindicta ponitur, exposuimus). La VII espone Num. 16 sen-
za dire di averla giä eommentata. Ho. XIII,1 riprende la preeedente,
(Hesterno die dixeramus, quomodo Seon rex Amorrhaeorum... ). Ho. XXI,1 eomple-
ta la XX (... conveniens est omissa vel exclusa nunc reddere). Ho. XXVII,2 rieorda
la preeedente (Superiordisputatio, cum nobis occasionem dicendi... ). Ho. XXVII,8
fa riferimento aHa XXIII.
12 Origene si giustifiea per la brevita deH'esposizione: sed si volumus

sin6rula persequi, excludemur a dissertatione eorum, quae nobis recitata sunt de


Balaam... ; quando arriva al punto (Ho. XIII,4) preannuneia una breve trat-
tazione: omnia iam, quae de Balaam et asina eius scribuntur, historia plena
negotiis; interior vero intellectus multo negotiosior et nescio si facile sit vel ipsas
tantum historicas explanare sententias. Deo tamen donante breviter, quae possumus,
perstringemus. NeH'omelia sueeessiva (XIV,l) presenta l'argomento affer-
mando ehe il tema riehiederebbe una spiegazione partieolareggiata seeon-
do 10 stile dei eommentari, e quindi in un'omelia fara solo il possibile: plura
sunt quae nobis resederunt exponentibus lectionem de Balaam atque asina eius, et
quoniam est temporalis Traetatus qui in ecclesia aedificandi gratia habetur, non
habuit tantum spatii ut possemus singttla quaequae Scripturae verba proponere, ita
ut nihil omnino indiscussum remaneret, et explanationem singttlis adhibere,
ANNOTAZIONI SULLA CRONOLOGIA DELLE OMELIE DI ORIGENE 33

Ichieste dell'uditorio, pare si sia deciso a esaminare le profezie piu in


dettaglio, dedieando un'omelia per eiaseuna di esse (Ho. XV - XIX).
Questo eambiamento di programma ha eomportato ehe nella litur-
gia in eui e stata pronuneiata I' Ho. XV la lettura proelamata non
eorrispondesse al contenuto della predieazione,13 ehe tratta della
prima profezia. Ho. XVI,l richiama esplicitamente la preeedente,14 e
eontiene aneora una giustifieazione deI eambiamento di program-
ma,15 probabilmente a benefieio degli assenti nell'ultima riunione;
verso la fine viene preannuneiata la trattazione seguente. 16 L'omelia
XX eommenta il testo immediatamente successivo alle profezie trat-
tate nelle omelie XV - XIX, il eapitolo 25: Origene afferma di eom-
mentare la perieope effettivamente proelamata. 17 Questa proeedura
atipiea pone naturalmente aleuni interrogativi. Mi sembra si debba
eseludere ehe sia il prodotto di un intervento "pesante" di Rufino,
per introdurre commenti tratti dagli seolii,: avrebbe "ereato" einque
omelie, ma il loro numero coincide eon quello eonoseiuto da Giro-
lamo. Mehat, euratore della prima edizione di Sources ChnJtiennes, ri-
teneva impossibile una modificazione deI (supposto) ordo lectionum
in favore delle esigenze estemporanee dell'esegeta (meglio dire:
dell'assemblea, ehe ha avanzato la riehiesta), e propone due ipotesi:
o le omelie aggiuntive sono state pronunciate "fuori della Chiesa",
oppure la XX appartiene a un "eielo" diverso, predicato "a grande

quoniamquidem huiusmodi stilus commentariorum magis este Idcirco quid


inquisitione videmur digna repetimus, eaque discutientes qua possumus explanatione
disserere et in medium proferre temptabimus.
13 Licet nos ordo lectionum quae recitantur, de illis dicere magis exigat quae lector
explicuit, tamen quoniam nonnulli fratrum deposcunt ea potius quae de prophetia
Balaam scripta sunt ad sermonem disputationis adduci, non ita ordini lectionum
satisfacere aequum credidi, ut desideriis auditorum: Ho.XV,l.
14 Priore tractatum, in quantum possibile fuit, primas partes prophetiae Balaam
explicare temptavimus. Secundae nunc prophetiae initium sumimus...
15 Inconveniens enim mihi visum est, quamvis haec difficilia videantur,

interrumpere tractatum eorum, quominus de singulis quae comprehendere possumus,


explicemus.
16 Oremus autem Dominum, ut nobis etiam ad cetera, quae ab eo prophetata sunt,

intelligenda lucidiores et veritati proximos sensus aperire dignetur...: Ho. XVI,9.


17 All'inizio: lectio hodie recitata est, primam quidem historiam continens de
fornicatione viri Istrahelitae et mulieris Madianitidis (Num. 25), secundam vero de
visitatione populi, in qua numerari iterum iubetur ex praecepto Domini... (Num. 26)
e poco dopo: duae sunt ergo historiae quae recitata sunt...: Ho. XX,l.
34· A. GRAPPONE

distanza di tempo".18 Monaci Castagno ipotizza una interruziofle del-


le letture durante le cinque riunioni interessate aH'approfondimen-
to non preventivato. 19 La prima ipotesi di Mehat (omelie extra litur-
giche) mi sembra da scartare, mentre la seconda (omelie apparte-
nenti a "cicli" diversi, riunite in un secondo tempo) e teoricamente
arnmissibile, perche nella Ho. XX e nelle successive non vi sono rife-
rhnenti aHa predicazione precedente. L'ipotesi di Monaci Castagno
e forse piu credibile: aHa indubbia liberta di predicazione probabil-
mente corrispondeva una certa liberta nella delimitazione delle pe-
ricopi da leggere; in questa linea si puo ipotizzare che se il giorno in
cui fu predicata l'omelia XV la lettura era stata un'altra (Num. 25), il
predicatore acconsenti solo sul momento aHa richiesta di approfon-
dire il discorso su Balaam, 0 10 fece comunque senza preavviso. E
comunque da scartare l'idea di omelie senza previa proclamazione
solenne di un brano della Scrittura: se si esclude che in quel tipo di
asselnblee venissero proclamate piu letture, come chiariremo l1el
prossimo lavoro, e meglio ritenere che prima di ogni omelia sia stata
effettivamente riletta la profezia in questione. Occorre infine notare
che, se non si tratta di cicli diversi (ipotesi di Mehat), bisogna co-
munque ammette la possibilita di "rilettura": quanto letto neHa ri-
unione dell'omelia XX era gia stato letto nella riunione "irregolare"
della XV.
L'inserimento degli scolii rende aleatoria ogni considerazione
sulle durate; si notano comul1que differenze piu marcate rispetto al-
le omelie considerate in precedenza. Nessuna tra le prime sei rag-
giunge le 5 colonne nel Migne, 15 su 28 sono al di sotto delle sette,
mentre 5 superano le 10; tra queste ultime spicca la XXVII che oc-
cupando 21 colonne e l' omelia origeniana piu lunga che possedia-
mo. La tecnica adottata da Rufino potrebbe aver infIuito anche sulla
delinlitazione delle pericopi: anche h1 questo caso si incontrano no-
tevoli disuguaglianze; gli estremi dovrebbero essere Ho. XX (74 ver-
setti) e Ho. XIX (6 versetti) . Le omelie potrebbero costituire un
gruppo unitario, oppure una raccolta composita di (almeno) un
paio di "blocchi" provenienti da due cicli indipendenti, forse I-XIX
e )(X-XXVIII, seguendo Mehat e tenendo conto dei rimandi tra le
omelie.

18 Cfr. A. Mehat, SCh 29, Paris 1951, p. 390 n. l.


19 Cfr. Origene predicatore, p. 57.
ANNOTAZIONI SULLA CRONOLOGIA DELLE OMELIE DI ORIGENE 35

Ci sono giunte 26 omelie su Giosue in traduzione di Rufino, 10


stesso numero segnalato da Girolamo. 11 traduttore afferma di aver
seguito il testo greeo da vieino. 20 Per Monaei Castagno le omelie su
Giosue "eommentano senza interruzioni il testo biblieo",21 ma in
realta maneano i eommenti al eap.12 (ehe si situerebbe tra l'omelia
XV e XVI), al 20 (tra la XXIV e la XXV) e agli ultimi due eapitoli.
Queste "laeune" possono spiegarsi eome parziali omissioni, si noti
perö ehe l' omelia XXVI e I'ultima pur arrestandosi al eap. 22, e non
fa aeeenno alcuno alla eonelusione deI libro, eome inveee accade
per Ho. in Nm XXVIII. Un altro problema e eostituito da Ho. in los I,
ehe per Monaei Castagno "non eorrisponde a nessuna lettura deI
giorno ed ha una sempliee funzione introduttiva";22 in effetti Ho. in
los 11 riguarda los. 1,1-4 e pereiö non si eapisee quale perieope sup-
ponga Ho I, ehe sviluppata motivi generali deI libro (eonfronto tra
Mose e Giosue, il eombattimel1to spirituale, il norne Giosue/Gesu).
Tuttavia altre omelie trattano argomenti generali senza eommentare
il testo da vieino: 23 Ho. I potrebbe essere il eommento a los. 1,5-9 ehe
offre gli agganei neeessari (Mose e i eombattimenti da affrontare) e
non risulta spiegato ne nella 11 (los. 1,1-4) ne nella 111 (los. 1,10-2,24);
il primo posto le sarebbe toeeato in fase di pubblieazione. Le pro-
porzioni ridotte delle omelie su Giosue si spiegano per l'ammissione
di Rufino riportata piu sopra; la piu lunga e Ho. XV, ehe oeeupa 9
eolonne deI Migne, mentre la piu breve non raggiunge le 2 eolonne
(Ho. XXI). Siamo piu vieini alle dimensioni reali. La lunghezza delle
perieopi e variabile senza superaremaii due eapitoli. Le omelie su
Giosue appaiono eome un insieme ben integrato ehe rispeeehia pro-
babilmente un gruppo di omelie predieate eon continuita.

20 Questa affermazione riguarda anche i Giudici e le 9 omelie sui Salmi:


Nam illa quae in Iesu Nave et in Iudicum et in tricesimum sextum et tricesimum
septimum et tricesimum octavum Psalmum scripsimus, simpliciter ut invenimus et
non multo cum labore transtulimus. Epil. In Expl. Orig. super epist. ad Rom., CCL
20, p. 276,16-20. Nautin comunque fa opportunamente notare ehe 10 stile di
traduzione tende comunque alla prolissita sulla base di un frammento gre-
co dell' Ho. XX conservato nella Filocalia (Origene, p. 256).
21 Origene predicatore, p. 56.

22 A. Monaci Castagno, Origene predicatore, p. 57.


23 Limitandoci alla Genesi: la 11 tratta dei vari significati dell'arca di Noe,
la III e sulla circoncisione, la X e sulla necessita di ascoltare il Verbo ogni
giorno, la XIII e sul significato di "pozzo" nella Scrittura...
36 A. GRAPPONE

Rufino ha· tradotto 9 omelie sui Giudici, 10 stesso numero cono-


sciuto da Girolamo; i criteri sono gli stessi adottati per Giosue. Se-
condo Nautin saremmo davanti alle ultime omelie predicate da Ori-
gene a Cesarea, interrotte a causa dell'insofferenza degli ascoltato-
ri.. 24 Si presentano come un blocco ehe commenta lud. 2,7-7,25 senza
sovrapposizioni e probabilmente senza lacune;25 viene spiegato me-
no di un terzo dellibro, e la vicenda di Gedeone e interrotta a meta.
La durata corrisponde a quanto constatato per il libro di Giosue: la
piu breve occupa tre colonne deI Migne, mentre le piu lunghe non
arrivano a coprirne 6. Le pericopi sembrano piuttosto brevi, meno
di un capitolo: la piu lunga, una trentina di versetti, corrisponde al-
l' omelia VIII. 11 tono deH' omelia IX non fa affatto sospettare ehe sia
l'ultima predicata da Origene a Cesarea 0 comunque quella conclu-
siva sui Giudici, ne vi e traccia deI contesto polemico presupposto da
Nautin.
Girolamo menziona 4 omelie su 1 Reg., ma a noi ne sono giunte
due: la prima in traduzione di Rufino 26 e la seconda in greco. Nau-
tin in SCh 328 raggruppa alcuni frammenti riconducibili a tre ome-
lie perdute. La prima omelia fa esplicito riferimento al vescovo di
Elia - Gerusalemme Alessandro, presente alla celebrazione: eviden-
ternente si sta celebrando nella sua citta;27 anche in un passaggio
delle omelie su Giosue si fa riferimento a una predicazione (perdu-
ta) sn 3 Reg. in una Chiesa diversa da quella in cui sta predicando su
Giosue 28 (Cesarea): appoggiandosi a questi due elementi Nautin ha
avanzato l'ipotesi ehe Origene abbia commentato i quattro libri dei
Re a Gerusalemme. 29 La particolarita ehe accomuna le due omelie e

24 Cfr. Origene, p. 405.


25 La prima omelia commenta un versetto (2,7) sulle virtu. Ho. IV,2 ri-
chiama Ia riunione precedente (Verum breviter a nobis istis de priori lectione, id
est de Aoth fine, repetitis, videamus nunc... ), corrispondente aHa Ho. III. Ho.
IX,l ricorda Ia Iettura deH' Ho. V (In superioribus legimus in hoc ipso libello
ludicum de Debborae mulieris triunphis... ) .
26 L'attribuzione a Rufino e di Nautin, cfr. SCh 328, pp. 35-46.
27 Nolite ergo illud in nobis requirere, quod in papa habetis Alexandro...
28 Seio me aliquando in quadam ecclesia disputantem de duabus meretrieibus...
discussisse... : Ho. los. 111,4.
29 Cfr. l'introduzione aSCh 328, pp. 57-60. Cfr. anche M. Simonetti, La

Maga diEndor, Firenze 1989, p. 14 e soprattutto p. 78, dove Simonetti collega il


riferimento al vescovo di Gerusalemme contenuto nell'omelia su Anna con
Ie circostanze che si delineano nel preambolo dell'omelia sulla pitonessa.
ANNOTAZIONI SULLA CRONOLOGIA DELLE OMELIE DI ORIGENE 37

la lunghezza delle letture eui si riferiseono: la prima eopre tutta la


vieenda di Anna, piu di un eapitolo, mentre la seeonda, sulla pito-
nessa di Endor, seguiva la lettura di 4 eapitoli (1 Sam. 25-28), eome
afferma ehiaramente Origene ehiedendo al veseovo quale perieope
tra quelle lette dovesse eommentare. Anehe la durata delle omelie e
ragguardevole: la seeonda, in greeo, oeeupa 8 eolonne deI Migne,
lllentre la prima, in traduzione latina, ne eopre ben 17, ma oecorre
rieordare la tendenza di Rufino alla prolissita. Da quanto rimane
non si puo eoneludere eon eertezza ehe Origene abbia predieato su
tutti i 4 libri dei Re, ma neanehe si puo eseludere, essendoei indizi
.in questo senso; il dato importante ehe va rilevato e ehe non tutta
l'attivita di predieazione dell'Alessandrino si e tenuta a Cesarea, ma
sieuramente anehe a Gerusalemme. Ammessa l'esistenza di questa
"variabile" si deve essere aneora piu eauti nella rieostruzione deI
"eielo" di Cesarea.
Le 9 omelie su Isaia ehe eonoseiamo eertamente eostituiseono so-
lo una piecola parte della raeeolta originale: l' Ep. 33 ne indiea 32. Da
Rufino sappiamo ehe la traduzione e di Girolamo, eui rimprovera
qualehe infedelta. 30 Nell'edizione deI Migne le omelie sono preee-
dute dal titolo Homeliae in visiones Isaiae e in effetti einque su nove
riguardano il eapitolo 6, mentre le altre non riguardano "visioni".
Ben tre omelie (I, IV e V) eommentano Is. 6,1-7, fornendo le rnede-
sime spiegazioni (i due eherubini sono il Figlio e 10 Spirito Santo; le
loro ali coprono il volto e i piedi deI Padre); due (VI e IX, ehe e mu-
tila) eommentano Is. 6,8-10. Questa eonfigurazione impedisee di eol-
loeare le omelie in un eielo unieo, e oecorre ipotizzare 0 piu eicli, 0
predieazioni in luoghi diversi, 0 liturgie indipendenti dai supposti
cicli; e evidente un intervento editoriale di raeeolta di omelie pro-
venienti da situazioni diverse. Sia Nautin sia Monaei Castagno han-
no sorvolato queste diffieolta. Le perieopi eommentate non supera-
no i 7 versetti e anche la durata e piuttosto eontenuta.

30 Apol. Contra Hier. 11, 31: Numquid de hoc vis ut paeniteat me, quia tu modo

mutasti sententiam et ad verbum te interpretatum dicis? si qua in fide minus


aedificabant, abstulisti: ita tamen abstulisti, ut non omnia nec in omnibus penitus
amputares. Denique in omeliis Esaiae visio Dei Filium et Spiritum Sanctum retulit.
[ta tu ista transtulisti, adiciens ex te quod sensum auctoris ad clementiorem traheret
intellectum. Ais enim: quae sunt ista duo seraphin? Dominus meus Iesus
Christus et Spiritus Sanctus. Et ex tuo addidisti: "nec putes Trinitatis dissidere
naturam, si nominum servantur officia".
38 A. GRAPPONE

Nella lista di Girolamo risultano 14 omelie su Geremia, il ehe eor-


risponde al numero delle omelie nella traduzione dello stesso; tutta-
via Cassiodoro 31 ne menziona 45 e la Filocalia contiene un fram-
menta dell'Ho. XXXIX; queste discrepanze hanno fatto pensare a
Nautin ehe la eifra 14 dell'Ep. 33 sia una correzione di un eopista
ehe eonosceva solo la traduzione di Girolamo. 32 Noi possediamo 20
ornelie in greco, cui vanno aggiunte le due ehe abbiamo solo in lati-
no.Le omelie greche coprono il libro dall'inizio al cap. 20, salvo la-
cune; le due latine si basano su Jer. 27 e 28. La laeuna piu ampia e tra
le olnelie VII e VIII e riguarda 4 eapitoli. 33 La durata e estremamen-
te varia: 34 6 omelie oecupano piu di 10 colonne nel Migne, e tra esse
la XVIII ne oceupa quasi 19, proporzione tanto piu notevole se si
considera ehe si tratta dell' originale greeo; 9 omelie n011, arrivano a
riempire 5 eolonne. Le perieopi vanno dai 2 ai 18 versetti, solo la XV
ne suppone almeno 43. Tutte le omelie potrebbero essere fatte rien-
trare in un unieo eiclo, tranne l'omelia XV, ehe suppone una peri-
cope coineidente in parte eon l'omelia precedente e sembra anehe
superare i limiti dell'omelia suecessiva: l'omelia XIV commenta Jer.
15,10-19, la XVI Jer. 16,16-17,1, mentre la XV spiega inizialmenteJer.
15,10-12 per passare nell'ultima parte a 17,5. Nautin, appoggiandosi
ad uno studio di Vittorio Peri,35 ha formulato un'ipotesi originale
per poter far rientrare anche l'omelia XV in un'unica serie su Ge-
rernia: 36 ci troveremmo di fronte a un caso speciale (evidentemente
perehe non ha eonsiderato la situazione delle omelie su Isaia, in cui
le sovrapposizioni sono la norma) ;37 eoneorda con la tesi di Peri, se-
eOlldo cui l'omelia XIV e suceessiva aHa XV, ed e stata pronuneiata
corDe completamento della preeedente. Nautin specifica il motivo
della ripresa: nella XV il predicatore avrebbe utilizzato il testo se-

31 lnst. 11,3
32 Cfr. Origene, p. 257; altre considerazioni in 5Ch 232, pp. 43-46.
33 All'interno della serie si trovano pochi l'imandi: in Ho. XIV,6 allude a
Ho. 1,6 (tv 'tU apxiJ t1tEallJ.lEtOJa<i~lEv ... ). Ho. V richiama Ho. IV,l, pronunciata
reeentemente ("MEJ.lV11~lat 'twv 1tPW'llV E'lPll~lEVOJV ... ).
34 Come nota Monaci Castagno: Origene predicatore, pp. 55-56.

.35 V. Peri, L 'ordine delle omelie XIV e XV nella tradizione manoscritta delle ome-

lie S'U Geremia di Origene, in Aevum 30 (1956), pp. 115-133.


:36 Nautin espone il suo punto di vista in SCh 232, pp. 46-49.

:~7 Anche tra l' omelia XIX e la XX si nota una sovrapposizione ehe ri-
guarda il v. 20,7.
ANNOTAZIONI SULLA CRONOLOGIA DELLE OlvlELIE DI ORIGENE 39

eondo una lezione phI aderente all'ebraieo, poi, a causa di presumi-


bili prot~ste da parte deI elero, nella riunione sueeessiva avrebbe
eommentato il medesimo testo seeondo i Settanta. Constatiamo pe-
ro ehe non si trova aleun aeeenno a questo "ripensamento", eosa
eontraria alle abitudini di Origene, ehe di solito segnala "salti", ri-
prese e irregolarita della predieazione; inoltre Nautin non spiega
eome mai la perieope supposta dall'omelia XV si sovrapponga pure
alla perieope di Ho. XVI.38 Sembra ehe questa ipotesi risenta troppo
deI presupposto indimostrato seeondo eui le omelie di Origene ap-
parterrebbero tutte a un unieo eielo.
L'Ep. 33 indiea solo 12 omelie su Ezeehiele, mentre ne possedia-
mo 14 tradotte da Girolamo stesso;39 Rufino segnala numerosi inter-
venti deI traduttore. 40 Le omelie lI-XII eommentano i eapitoli 13 -
17, e eostituiseono un bloeeo continuo, forse eon qualehe laeuna;41
restano fuori le omelie I (Ez. 1-2), XIII (Ez. 28-29) e XIV (Ez. 44,1-3).
In HO. 1,11 Origene fa un elenco che include tre sedi eeelesiali im-
portanti, iniziando da Elia e dando l'impressione di predieare in
quella eitta, e eomunque non nomina, eome ci si aspetterebbe, Ce-
sarea;42 si puo ipotizzare ehe mentre il bloceo principale sia stato
pronuneiato a Cesarea, l'omelia I sia stata pronuneiata a Gerusa-
lemme. L' Ho. XIII presenta un modo di procedere simile a quello
riscontrato nella omelia sulla pitonessa, data a Gerusalemme: essen-

38 L'omelia XV commenta pochi versetti, tre deI capitolo 15 e uno deI


17, ma Origene giustifiea il salto per la maneanza di tempo; evidentemente
in quella riunione era stata letta una sezione dellibro piuttosto lunga.
39 In Hieremiam et Ezechiel homilias Origenis viginti octo, quas de Graeco in
Latinum verti. De viris Inlustribus, CXXXV. 28 e la somma delle 14 omelie su
Geremia in latino eon le omelie su Ezeehiele: Cfr. Origene, p. 257.
40 Apo!' contra Hier. 11,31: Haec et mille alia his similia in interpretationibus

tuis, sive in his ipsis omeliis, sive in Ieremia vel Esaia, maxime autem in Ezechihele
non subtraxisti.
41 Alcuni rimandi: in Ho. VIII,l nota ehe l'inizio e gia stato eommentato

( Quae primum lecta sunt exposuimus; hodie sumamus exordium ab eo quod scriptum
est... ), eome risulta dall' Ho. VII. Ho. IX,l rieorda un versetto gia letto (Et
haec quidem dicta sunt, quia in praeterita lectione conscriptum est... ), ehe eorri-
sponde a Ho. VI,3; piu in basso riehiama l'omelia preeedente (... cum vero
processit in scelere, ut praeteritus sermo monstravit... ). Ho. X,l rimanda a IX,l
(Sodomam iuniorem et Samariam seniorem, ut in praeteritis diximus) .
42 ... collectiones istae non solum in Aelia, non tantum Romae, non in

Alexandria, sed in universo simul orbe...


40 A. GRAPPONE

do la lettura articolata in molte parti, vengono indicati al predicato-


re i punti da commentare. 43 La lunghezza delle omelie e sempre al
di sotto delle 10 colonne deI Migne, eccezion fatta per la prima, ehe
ne oeeupa 15; la XIV oeeupa solo 2 eolonne. La lunghezza delle pe-
rieopi deI "bloeeo" non raggiunge mai i 20 versetti; sono piu lunghe
le letture della I edella XIII, ehe riguardava almeno 2 eapitoli. Se si
puo individuare un bloeeo omogeneo dalla 11 alla XII omelia, la I e
la XIII appaiono isolate, sia per la lunghezza, sia perehe forse predi-
eate a Gerusalemme. 11 numero segnalato dall'Ep. 33 (12 omelie) po-
trebbe riferirsi alle omelie predieate a Cesarea.
Ci sono giunte 9 omelie sui Salmi nel latino di Rufino, quanto
resta di una vasta produzione: l'Ep. 33 ne elenea 120 su 63 Salmi. Le
9 ehe leggiamo riguardano 3 Salmi: 5 su Ps. 36,2 rispettivamente sul
37 e sul 38. Questa distribuzione eorrisponde alle suddivisioni del-
l'Ep. 33. Vittorio Peri nel1980 ha rivendieato ad Origene la paternitä
di 74 Tractatus omiletiei sui Salmi attribuiti a Girolamo, ehe si sareb-
be in realtä limitato a tradurli adattandoli un poeo;4'1 la nuova attri-
buzione pero rimane problematiea: la provenienza origeniana di
molte idee presenti in questi Tractatus e indiseutibile, tuttavia la eon-
figurazione non eorrisponde all,eleneo den' Ep. 33, regolarmente
contraddetto sia per i Salmi oggetto di commento, sia per il fatto
ehe nei Tractatus ad ogni Salmo eorrisponde un'omelia, mentre nel-
l'eleneo a eommento di eiaseun Salmo si segnalano fino a 9 omelie,
generalmente in proporzione alla lunghezza deI testo. 45 Henry Crou-
zel dapprima ha manifestato il suo aecordo con Peri,46 poi, a seguito
delle reazioni degli specialisti di Girolamo,47 ha modifieato la sua
posizione: i Tractatus sarebbero un genere intermedio tra traduzio-

43 Praecipitur nobis ab episcopis discutere sermonem principis Tyri, ut laudes eius

culpasque dicamus, nec non iussum est de Pharaone rege Aegypti aliqua retractamus:
Ho. in Ez XIII,l.
44 V. Peri, Omelie origeniane sui Salmi, Cittä deI Vaticano 1980.

45 Cfr. A. Monaci Castagno, Origene predicatore, pp. 58-59.

46 Bulletin de Litterature EccLesiastique 82 (1981), pp. 133-136. Cfr. anche Ori-

gene, Roma 1985, p. 75.


47 Cfr. P. Jay, Jerßme ci Bethleem: les Tractatus in Psalmos, in Jerßme entre
l'occident et l'orient, Atti deI colloquio di Chantilly, a cura di Y.-M. DuvaI, Paris
1988, pp. 367-380. Anche Nautin si e n1ostrato diffidente: cfr. Ia recensione a
J.M. Rondeau, Le commentaires patristiques du Psautier, Ron1a 1982, in Revue des
Etudes Grecques 97 (1984), p. 585.
ANNOTAZIONI SULLA CRONOLOGIA DELLE OMELIE DI ORIGENE 41

ne in senso stretto (eome le omelie su Geremia e Ezeehiele) e eom-


menta ispirato dall'opera di un altro. 48 Se si ammette questa filiazio-
ne indiretta, bisogna pure rieonoseere ehe la provenienza deI mate-
riale utilizzato nei Tractatus non deve essere neeessariamente omile-
tiea, dato ehe Origene ha eomposto due eommentari ai Salmi e
Excerpta in totum psalterium. 49 Anehe se in questi Tractatus si ineon-
trano riferimenti ad un eontesto liturgieo, data la loro ineerta pro-
venienza non possono essere utilizzati; il problema e stato anehe af-
frontato dalla Monaei Castagno, ehe eselude la provenienza orige-
niana delle allusioni al eontesto eelebrativo,50 eome pure l'interpre-
tazione di eerte espressioni data dal Peri nel senso di una eonver-
genza eon le ipotesi di Nautin. 51 Le 9 omelie sieuramente Origenia-
ne eostituiseono un insieme eonsequenziale 52 ed omogeneo sia per
le proporzioni delle perieopi, sia per la lunghezza delle omelie, sia
per i eontenuti, ehe Rufino nel prologo definisee "morali".53 Le pe-
rieopi sono delimitate eon regolarita: il Ps. 36 e diviso in 4 parti, lun-
ghe tra i 6 e gli 8 versetti; i Ps. 37 e 38 sono divisi in due parti quasi
uguali, di 11 versetti il primo, di 6 e 8 il seeondo. Dall' Ep. 33 si evinee
ehe la lunghezza delle perieopi delle omelie sui Salmi doveva ri-
spondere ai medesimi eriteri, salvo qualehe eeeezione. 54 La durata e
di una eerta importanza: tra Ie 7 e le 13 eolonne deI Migne. L'im-
pressione ehe si trae dall'Ep. 33 e dalle 9 omelie e quella di una pre-

48 Cfr H. Crouzel, Introduzione, in Origene, Homelies sur les Psaumes 36 a


38, SCh 411, Parigi 1995, pp. 12-14.
49 Secondo la documentata ricostruzione di Nautin: cEr. Origerle, pp. 261-
292.
50 CEr. A. Monaci Castagno, Origene predicatore, pp. 57-59.
51 CEr. A. Monaci Castagno, Origene predicatore, pp. 59-61, n. 52.
52 Ho. 111 in Ps 36,1 richiama la precedente (11,8): superiore tractatu
dicebamus...
53 Quoniam tricesimi sexti et tricesimi septimi et tricesimi octavi psalmi expositio
tota moralis est... Anche in 1,1 su Ps. 36: ... invenimus quod totus psalmus iste
moralis est.... Potrebbe trattarsi di un'osservazione deI traduttore.
54 In alcuni casi per Salmi ehe superano i 20 versetti e segnalata un' ome-
Ha sola (Ps. 24, 49, 54, 108), ma non sappiamo se a commento dell'intero
Salmo 0 integrata da altre omelie non conosciute dal compilatore della li-
sta, come e evidente per Ps. 118, di 179 versetti, per il quale si segnalano solo
3 omelie. All'opposto per Ps. 132 e Ps. 133, entrambi di 3 versetti, si segnala-
no per ciascuno 2 omelie: pericopi minime 0 2 omelie sul medesimo testo
in circostanze diverse?
42 A. GRAPPONE

dieazione aeeurata e di vaste proporzioni, eosa ehe non si puo af-


fermare per i Traetatus.
I~e due omelie sul Cantieo dei Cantiei ci sono giunte nella tradu-
zione di Girolamo; i eriteri diehiarati nel prologo sono quelli di una
stretta vieinanza al testo originale. 55 Le omelie dipendono dal gran-
de commentario in dieei libri seritto qualehe tempo prima,5G e costi-
tuiscono un saggio dell'esegesi applicata nell'opera maggiore sem-
plificata per il pubblico delle omelie. 57 Commentano i primi 27 ver-
setti, la prima 10 e la seeonda 17; non sembra ehe Origene abbia
predieato aneora sullibro, tradizionalmente ritenuto di diffieile ap-
proceio e proposto eon eautela gül nella tradizione ebraiea. 58 La du-
rata dei due diseorsi e omogenea: il primo oeeupa 10 eolonne deI
Migne e il seeondo non arriva a 12.
L'uniea raecolta di omelie sul Nuovo Testamento di eui dispo-
niarIlo sono le 39 omelie su Luea; la lista dell'Ep. 33 ne segnala ap-
punto 39, tradotte da Girolamo; abbiamo numerosi frammenti in
greco provenienti dalle catene. Nel prologo Girolamo dichiara di
aver seguito il greco molto da vieino,59 ma Rufino gli eontesta una
orrlissione e un 'aggiunta;60 il fatto ehe l'avversario di Girolamo se-
gnali solo due passi ha fatto pensare a Nautin ehe la traduzione sia
molto fedele. 61 Tuttavia vi sono indizi in contrario: Girolamo nel De

55 Fideliter magis quam ornate interpretatus sumo


56 Cfr. M. Simonetti, Introduzione, in Origene, Il Cantico dei Cantici, Vero-
na 1998, pp. XV-XX e XXV-XXXI.
57 Cfr. il prologo di Girolamo (... hos duos tractatus, quos in morem cotidiani
eloquii parvulis adhuc lactantibusque composuit... ) e il relativo commento di Si-
monetti, p.110.
58 Cfr. M. Simonetti, pp. XXVI-XXVII.
sicut in graeco habentur...
59 ...

GO Apol. 11,31,6-15: ego me interpretandi disciplina tantummodo imitatum te dixi


vel secutum, in nullo alio, in quo etiam tibi omnem iniuriam factam dicis, quia
seeutus sum, quod te videram in omeliis secundum Lucae Euangelium fecisse, ut, ubi
de F'ilio Dei in graeeo non reete inveneras, praeterires, in illo loeo ubi dicit: magnifieat
anüna mea dominum, et exultavit spiritus meus in Deo salutari meo. Nosti quia de
anima, sicum illa quae solent dici, non praeterieris, sed ea adhuc etiam ex te additis
quibusdam adsertionibus lucidius scripseris, ut in illo loeo: ecee ut facta est vox
salutationis tuae in auribus meis, exultavit in/ans in utero meo, um dicis quod non
erat hoe principium substantiae eius, et de tuo addidisti: atque naturae.
GI ";Que Rufin n'ait pas trouve d'autres reproches afaire nous garantit la
fidelite ... ". Origene, p. 253.
ANNOTAZIONI SULLA CRONOLOGIA DELLE OMELIE DI OIUGENE 43

Viris Inlustribus attribuisee a se stesso queste 39 omelie,62 diversalnen-


te da quanto ha fatto per le omelie su Geremia e Ezeehiele;G3 questo
potrebbe far pensare ehe anehe nel easo in esame Girolamo abbia
seguito una "via media" tra traduzione e rielaborazione; tuttavia si
tenga presente ehe ha taeiuto la paternita origeniana pure delle due
omelie sul Cantieo. 64 L' esistenza di olnelie su Luea perdute e testi-
moniata da alcuni rimandi a omelie ehe non possediamo presenti in
diverse opere di Origene. 65 La predieazione ehe leggian10 riguarda i
eapitoli 1-4 (Ho. I-XXXIII),66 ed alcune omelie isolate (Ho. XXXIV-
XXXIX) ; le omelie XXXVII e XXXVIII riguardano due brani conti-
gui deI eap. 19. L'omelia XVII si sovrappone eon quanto spiegato
nella preeedente; Ho. XVIII e XIX hanno in eomune 7 versetti e an-
ehe la XX e ripetitiva rispetto alla XVIII: se si ammette ehe quest'ul-
tima sia stata predieata in eireostanze diverse non si avrebbe sovrap-
posizione, ma eontinuita tra la X\'1I, la XIX e la XX. La dimensione
delle omelie su Luea e n10lto ridotta: la phI Iunga, Ia XXXV, non ar-
riva a oeeupare 6 eolonne deI Migne, ma e un'eeeezione: sono quasi
tutte al di sotto delle tre colonne, le piu brevi poi ne eoprono a mala
pena mezza. Nonostante l'evidente anomalia, la breve durata po-
trebbe anehe essere aeeettata eome dato originario: in fondo la bre-
vita in questo eampo e eertamente una virtu; inoltre seeondo Nautin
Ie omelie evangeliehe venivano pronuneiate durante le Celebrazioni
Euearistiehe,67 il ehe potrebbe spiegarne la eoneisione; eio ehe e piu

62 De viris Inlustribus, CXXXV.


63 ...In Hieremiam et Ezechiel homilias Origenis viginti octo, quas de Graeco in
Latinum verti...
64 Oltre ai easi menzionati, Girolamo rieonosee eome traduzione il De

Spiritu Sancto di Didimo ma mette neU'eleneo eome suoi i libri De locis, De


Hebraicarum nominibus e il Chronicon, ehe sono rielaborazioni da Eusebio.
65 Cfr. P. Nautin, Origene, p. 253.
66 Ho.VII,8 preannuneia la sueeessiva (Magnificat autem anima Dominum,

spiritus Deum. Quae quam habeant interpretationem... ut rursus in ecclesia


congregamur... quaeremus, ventilabimus, disseremus... ). L'intenzione eorrispon-
de all ,omelia VIII. Ho. IX,4 antieipa Ho. X (.. .et prophetavit ea quae scripta sunt
in Evangelio de quibus, praebente Domino Iesu Christo, dissen?mus... ), ehe a sua
volta rieorda la preeedente (... sicut dudum diximus, sed etiam...: Ho. X,l). Ho.
XVIII,l riehiama Ho. XV ( ... ut dudum lectum est... ). Ho. XXVI,3 fa riferimento
aUa XXIV (Memini eorum quae nuper locutus sum, nec me praeterit explanatio
superior, sed et novum aliquid inferre) .
67 Cfr. Origene, pp. 394-401.
44· A. GRAPPONE

diffieile da ammettere e l'estrema brevita delle perieopi, ehe ridu-


cendosi a volte a un solo versetto, rendono problematieo immagina-
re un eontesto liturgieo. Molte di queste brevissime perieopi si pre-
sentano eontiguamente a quanto letto nella riunione preeedente e
in quella seguente, per eui si deve seartare la possibilita ehe sia stato
il predieatore ad omettere la spiegazione di altri versetti. 68 E in.vero-
silnile immaginare una lettura liturgica di un versetto soltanto; se si
volesse eonsiderare originaria la suddivisione attuale, bisognerebbe
supporre la proelamazione della medesima perieope per piu riunio-
ni, per dare modo al predieatore di eommentare un versetto per
volta, altrimenti si deve ammettere un problema nella trasmissione
dei testi. Sulla base dei frammenti greei, e stato ipotizzato da Four-
nier 69 e Rauer 70 ehe il testo di eui disponeva Ambrogio per l'Expositio
in L'Ucam fosse piu ampio di quello di Girolamo, ma Corsato ha spie-
gato la maggior ampiezza dell'esposizione ambrosiana eol rieorso al
perduto eommentario su Luea. 7I Se effettivamente esistevano nel IV
secolo due testi greei, uno lungo e uno abbreviato, si puö pensare
ehe le omelie siano state delimitate diversamente rispetto aHa eonfi-
gurazione originale, sembrerebbe per argomenti. Aserivendo inveee
al Commentario le parti in piu usate da Ambrogio, si puö ammette-
re una rielaborazione per opera di Girolan1o stesso.
La lista dell'Ep. 33 segnala molte omelie perdute; sui libri storiei:
13 omelie sul Deuteronomio,72 8 omelie "sulla Pasqua", probabil-
mente su Ex. 12; due sono state ritrovate in un papiro di Tura nel
1941: non si tratta di omelie, ma di parti di un eommentario. 73 Sui
sapienziali: 22 su Giobbe, 7 sui Proverbi e 8 sull'Eeelesiaste; un

68 L'omelia XXIV commenta Le. 3,16, la XXV Le. 3,15, la XXVI Le. 3,17 e

la XX.VII Le. 3,18-22.


69 Cfr. F. Fournier, Introduzione, in SCh 87, p. 82.

70 Cfr. M. Rauer, in Texte und Untersuchungen 47, Leipzig 1932.

71 Cfr. C. Corsato, L expositio evangelii secundum Lucam di AmlJrogio,

Rorna 1993.
72 .Rufino le segnala nel prologo della traduzione delle omelie sui Nu-

meri (... solae, ut puto, in Deuteronomium desunt oratiunculae... ) e nell'epilogo


in e.xpl. Ongenis super Ep. ad Rom. (Quod si me Dominus implere permiserit, redeam
rursus et ad tua desideria, ut vel in Numerorum librum et Deuteronomii aliqua, Deo
perrnittente, dieamus... ).
73 Cfr. O. Gueraud - P. Nautin, Origene, sur la Paque. Traite inedit publie

d'apres un papyrus de Toura, Paris 1979 e G. Sgherri, Introduzione, in Origene,


Sulla Pasqua, Milano 1989.
ANNOTAZIONI SULLA CRONOLOGIA DELLE OMELIE DI ORIGENE 45

frammento eatenario su Giobbe inelude la dossologia omiletiea eon-


elusiva. Sul Nuovo Testamento: 25 su Matteo, 17 su Atti, 11 sulla Se-
eonda ai Corinzi, 7 su Galati, 2 su una lettera ai Tessalonieesi, una su
Tito e 17 su Ebrei. A queste si aggiungano un numero impreeisato di
omelie sulla Prima ai Corinzi, rieonoseiute dalla Monaei Castagno
nei frammenti eatenari. 74

3. Alcune precisazioni

Dopo aver esaminato la eonfigurazione generale delle omelie, si


puö preeisare meglio in ehe senso si possa parlare di "eielo" liturgi-
co. Ammesso ehe ci fossero liturgie di tipo diverso, (Celebrazioni
Euearistiehe e liturgie della Parola senza Euearistia), eosa ehe esa-
mineremo nel prossimo artieolo, un dato da ritenere e la diversita
della lunghezza sia delle omelie sia delle perieopi, senza ehe vi sia
un rapporto eostante tra la durata della lettura e il suo eommento. A
questo si aggiunga la liberta deI predieatore, ehe a volte si mantiene
vieino al testo, spiegandolo versetto per versetto, a volte ignora brani
anehe lunghi, a volte prende spunto da una situazione 0 da un ter-
mine per ampie digressioni ehe finiseono per oeeupare quasi tutto il
tempo; talvolta si sofferma a eommentare eiö ehe ha omesso nella
riunione preeedente, in qualehe easo antieipa qualcosa di quanto
segue, spesso inveee non si preoeeupa affatto di riprendere i versetti
omessi. Si rieordera inoltre l'episodio deI eommento delle profezie
di Balaam, molto signifieativo per la eomprensione deI eontesto ee-
lebrativo: Origene prevedeva di presentare tutta la vieenda in un
paio di riunioni, ma le riehieste dell'assemblea 10 hanno eonvinto
ad un esame piu aeeurato, il ehe ha provoeato l'inserimento di ein-
que riunioni non programmate e prodotto due notevoli anomalie:
nella riunione dell'omelia XV l'omelia non ha avuto aleuna relazio-
ne con la lettura proelamata, e nella riunione dell'omelia XX fu ri-
letta la pericope gia proelamata in eorrispondenza della XV. Eviden-
temente alla liberta della predieazione eorrispondeva una analoga
elastieita nel proporre le perieopi. Se non si puö negare l'intento
didattieo di presentare tutta la Serittura in modo eielieo, va eerta-
mente eselusa l'esistenza di un ordinamento liturgieo predetermina-
to: si intravede un piano di fondo orientato all'esposizione di tutta

74 Cfr. Origene predicatore, p. 62 n. 57.


46 A. GRAPPONE

la Bibbia, adattabile pero alle necessita. Da quanto detto deriva


un'altra conclusione: difficilmente le omelie potrebbero risalire a
un unico ciclo. Un primo argomento in tal senso e offerto da alcune
"sovrapposizioni"; un altro indizio e dato dalla configurazione delle
raccolte: in alcuni casi accanto a un "blocco" omogeneo si trovano
oInelie isolate, spesso con caratteristiche ehe le discostano dalle al-
tre, quali la lunghezza dell'omelia 0 della pericope come nel caso
delle omelie su Genesi, Esodo, Geremia, Ezechiele. Inoltre Origene
ha esercitato il suo ufficio anche ad Elia, come nel caso delle due
ornelie su 1 Sam. e, probabilmente, di due omelie su Ezechiele, ehe
non rientrano certamente nel "ciclo" di Cesarea.
IJn'altra questione su cui si puo prendere posizione e quella del-
la durata deI ciclo, di tre anni secondo Nautin. Egli si appoggia su
due argomenti: il primo tratto dalla Tradizione Apostolica, i1 secon-
do e una sua deduzione. In Traditio Apostolica 17 la durata deI cate-
cumenato e fissata in tre anni; secondo Nautin il ciclo di Cesarea
aveva come fine principale l'istruzione dei catecumeni, pertanto la
durata deI ciclo sarebbe la medesima segnalata nel testo in questio-
ne, anch'esso deI 111 secolo. 75 11 secondo argomento e fondato sul
calcolo della lunghezza delle pericopi presupposte dalle omelie su
Luea, ehe sarebbe di 8 versetti. 76 Mantenendo questa media anehe
per gli altri Vangeli, risulterebbero 471 letture nell'arco di tre anni
in tre Celebrazioni Euearistiehe settimanali, le uniehe per Nautin
ehe prevedessero la proclamazione deI Vangelo. Mfermazioni quali
la destinazione delle omelie sull'Antico Testamento all'istruzione
dei catecumeni, le tre Eucaristie settimanali, il Vangelo proclamabi-
le solo in quel eontesto, saranno' oggetto deI prossimo artieolo. Per
ora tuttavia non si puo fare a meno di notare l'inconsistenza dei due
presupposti: la Traditio Apostolica e un testo ricostruito sulla base di
opere posteriori, e si riferisce a una prassi liturgica di un'area sco-
nosciuta, in un periodo in cui le Chiese seguivano tradizioni molto
differenziate anche in regioni limitrofe, basti pensare al grave pro-

Cfr. Origene, p. 395.


75

N autin ottiene questo dato da un calcolo statistico incoerente: le pri-


76

me 33 omelie gli danno una media di 6 versetti, mentre le altre danno 10


versetti, ma sono soltanto 6 omelie; il risultato di 8 e ottenuto sommando
dati non omogenei: per Nautin le prime 33 omelie, la maggioranza di quel-
le di cui disponiamo, costituiscono un' eccezione perehe commentano i
prinli 4 capitoli, particolarmente rilevanti. .. Cfr. Origene, p. 399.
ANNOTAZIONI SULLA CRONOLOGIA DELLE OMELIE DI ORIGENE 47

blema della data della Pasqua. Quanto al calcolo statistico della lun-
ghezza delle pericopi evangeliehe, credo sia superfluo sottolinearne
l'inattendibilita. Poeo sopra avevamo eoncluso ehe l' ordinamento
delle letture non seguiva un programma rigidamente prestabilito,
ma sembra ispirato a una certa liberta, il ehe dovrebbe corrisponde-
re pure a una durata eomplessiva non precisata in partenza. Se vo-
gliamo comunque rieostruire la durata deI eielo, dobbiamo tener
conto di un dato molto notevole di cui disponiamo: la lista delle
omelie sui Salmi dell'Ep. 33. Abbiamo gia messo in evidenza come
siano elencate 120 omelie su 63 Salmi: anche ammettendo celebra-
zioni quotidiane, il commento deI Saiterio avrebbe occupato un an-
no intero. Quanto alle omelie non comprese nella lista, e vero ehe
non si puo affermare ehe siano mai state pronunciate, ma dato il
contesto celebrativo piuttosto sistematico, salvo prova contraria bi-
sogna ammettere ehe fosse offerta ai fedeli la spiegazione di tutto il
Saiterio, il libro ecclesialmente piu importante delI'Antico l~esta­
mento; inoltre non si puo escludere ehe operassero altri predieatori,
le cui omelie ovviamente non venivano trascritte. 11 complesso delle
omelie di cui disponiamo fa pensare a un'attivita di predicazione
ehe abbia contribuito a piu di un "ciclo", la cui durata sembra do-
vesse impegnare ben piu di tre anni.

4. Cronologia relativa

Per quanto concerne la successione delle omelie, Nautin, come


la Monaci Castagno, pensa alla lettura liturgica di tutto l'Antico Te-
stamento nell'ordine dei LXX, libro dopo libro, partendo pero dai
sapienziali, proseguendo con i profeti per poi commentare i libri
storici. Sebbene l'attendibilita di questo quadro risulti gia ridimen-
sionata, la ricostruzione di Nautin non va accantonata in toto, fon-
dandosi su alcuni dati oggettivi. Nell'introduzione alle omelie su
Geremia presenta i seguenti testi d'appoggio: 77 Ho. ler XII,3,21 (alla
lettura dei profeti seguira quella dei Numeri) ;78 Ho. los XIII,3 (allu-
sione all,omelia in ler I) ;79 Ho. ler VIII,3,2 (richiamo a quanto predi-

77SCh 232, pp. 15-18.


78mC; 1tUAtV EDAOyiut ttVEC; E'tenV'tEpUttKul, 1tEpl clv etou ÖtÖOVtOC; OD ~lUKpav,
uAAa JlEta ti}v E~EtU(JtV tOU AOyOU tOU 1tPO<f>llttKOU E't(JO~lE\)a UVUytVffi(JKOJlEVffiV
twV UPt~Wv· 1tEpl yap lEPEffiV EKEl ttVU JlEAAEt AEyE(Jt1al.
79 Sieut dieebamus tune, eum Ieremiam dissereremus, quia aeeeperat verba in os
48 A. GRAl'PONE

eato sul Salmo 134) ;80 Ho. ler XVIII, 10 (riehiamo a quanto predieato
sul Salmo 140);81 Ho. Ez VI,4 (riehiamo a quanto predieato su lob.
40,11);82 Ho. Ez XI,5 (rieorda le omelie su Geremia);83 In Origene ri-
propone le stesse eitazioni, aggiungendo: 8.t Ho. Lev XIII,2 (riehiamo
a quanto predieato su Ps. 118,105);85 Ho. los XV, 6 (riehiamo a quanto
predieato su Ps. 101,8);86 Ho. ISam 11,6 (riehiamo a una predieazione
su Ps. 21).87 L'insieme di questi testi supporta la rieostruzione propo-
sta: i libri sapienziali (nell'ordine Ps., lob, Pr., Qo, Cant.) sarebbero
stati i primi eommentati da Origene, ehe avrebbe iniziato la sua atti-
vita quando la liturgia di Cesarea prevedeva la lettura di questi libri;
in seguito avrebbe affrontato i profeti (ls., Jer., Ez.) einfine i libri
storiei (Gen., Ex., Lev., Num., Dt., los., lud., 1 Sam.) ,88 ehe segnavano
l'inizio di un nuovo eielo. La Monaci Castagno condivide questa
suecessione e eerea di eonferlnarla eon altri testi: 89 Ho. Lev IV,6
(alluderebbe all'Ho. lerXI,5);90 Ho. Plum X,l (alluderebbe all'Ho. Lev

suum, quibus subverteret et aedificaret, evelleret et piantaret.


80 1tProllV Kat EV teil \j/aAjleil EVE1tEOEV Kat EAE)'OjlEV...
81 tU 1tProllV EiplljlEVa Eie; tO \j/aAjlOV EUV avaAaßrojlEV...
82 Scio ex his, quae mihi gratia divina iargita est, cum praesentem iocum

exponerem, me dixisse...
83 .. .eo tempore quo Ieremiam exposuimus...
84 Cfr. p. 403.
85Memini tamen dudum nos, cum centesimi octavi decimi psaimi exponeremus
illum versicuium...
86 Memini autem simiiia me dixisse etiam in iis iocis, in quibus exponebamus

versicuium psaimi in quo scriptum est in matutinis interfieiebam omnes


peceatores terrae.
87 ... me; 1tProllV EAEyOjlEV E~ll)'oUjlEVOl tOV Ka' \j/aAjlov... Poeo dopo un altro
riferimento al saImo: ... jlEjlVTtjlal yup autmv tmv E1Pl1~lEVroV E'le; tOV Ka' \j/aA~lov.
Nautin e ineline a pensare ehe si tratti di al eommentario ai Ps. 1-25, dei pe-
riodo alessandrino; su questo gruppo di Salmi Origene non avrebbe pre-
dieato a Cesarea, e la eitazione e proposta solo in nota (nota 108 a p. 403).
Contro la sua opinione l'eleneo dell'Ep. 33 di Girolamo ehe attesta numero-
se omelie su Salmi deI gruppo 1-25: una omelia su eiaseuno dei Ps. 2, 4, 6, 8,
12, 13, 18, 22, 23, 24, 25 e tre su Ps. 15.
88 Origene, p. 403.
89 Origene predicatore, p. 59, nota 51.

90 ... cum de indumentis sacerdotaiibus dicebamus quod species ista formam teneat
castitatis.
ANNOTAZIONI Sl1LLA CRONOLOGIA DELLE OMELIE DI ORIGENE 49

XI,l) ;91 Ho. Nm XXVII,9 (farebbe riferimento alle omelie sull'Eso-


do) ;92 Ho. lud 111,3 (riehiama un eoneetto espresso in Ho. los XX,4) ;93
Ho. ls 1,1 (rimanderebbe a future omelie sul Levitieo).94 Questi testi
sembrano pero troppo generiei, e l'ultimo in partieolare merita un
esame piu dettagliato, perehe pare piu contrastare ehe eonfermare
la rieostruzione in questione: interpretando la visione di Isaia, Ori-
gene preannuneia ehe in una futura eelebrazione sara letta e spiega-
ta un'affermazione dellibro deI Levitieo riguardante gli atti di eulto
ehe oeeorre eompiere per vedere la gloria di Dio;95 si tratta verosi-
milmente di Leu. 9,6 ("...fate questo e la gloria deI Signore vi appari-
ra"), di eui per altro non abbiamo I'omelia eorrispondente. 11 brano
deI Levitieo sara letto in collecta quae sequitur, ehe si puo tradurre:
"nella prossima riunione" oppure "in una prossima riunione"; in
ogni easo sembra rimandare a un tempo ragionevolmente vieino. Se
fosse stato seguito I'ordine dei LXX, si sarebbero interposti quasi
tutto il libro di Isaia, poi Geremia, Ezeehiele, Daniele, e, rieo-
mineiando il eielo, Genesi ed Esodo. Troviamo un altro testo di que-
sto genere, e in greeo, in Ho. in lerXII,3, ed e il primo tra i testi pre-
sentati da Nautin a sostegno della sua tesi: il predieatore preannun-
eia una omelia su Num. 18, essa sara pronuneiata "tra non molto
tempo" (au JlUKpav), dopo l' esame della "parola profetiea" (JlE'tU 'tT]V
E~E'tU(HV 'tau AOyOU 'tau npo<pll'tlKOU). Per Nautin questo signifiea ehe
il passo dei Numeri sarebbe stato eommentato una volta terminati
Geremia, Ezeehiele e Daniele, e dopo Genesi, Esodo, e Levitieo. A
grande distanza di tempo, dunque. Si tratta evidentemente di una
interpretazione forzata. Come testimonia il riferimento temporale
ou JlUKpaV e la perifrasi eon eui si preannuneia una lettura davvero
prossima (EKEL .. JlEAAEl AEYEotml), bisogna eseludere ehe l'espressio-
ne "parola profetiea" possa riferirsi all'intero corpus profetieo: si trat-

91 ••• sicut a nobis et in aliis tractatibus plenius dictum este


92 ••• et in aliis, cum aedificationis causa aliqua loqueremur. (In riferimento al-
le tappe di Israele nel deserto).
93 ••• de quo (Chaleb), prout potuimus, in suis locis quae visa sunt disseruimus.

94 Monaci Castagno non presenta il testo e afferma ehe "rimanda al Levi-


tico come a letture ed omelie ancora a venire. Tutti questi passi confermano
la rieostruzione di Nautin": p. 59 n. 51.
95 Et in Leviticum, quantum ad praesens pertinet negotium, Deo largiente, legitur

in colletta quae sequitur, quia praecepit Dominus quaedam fieri ut videatur Domini
gloria: Ho. in Is 1,1.
50 A. GRAPPONE

ta della lettura deI giorno 0 tutt' al piu dellibro di Geremia. U n' altra
diffieolta e eostituita dalle omelie sui Salmi: abbiamo osservato ehe
se si fosse seguito l'ordine della Bibbia senza interruzione avrebbero
oeeupato almeno un anno, anehe ammettendo una predieazione
quotidiana. Sembra preferibile ipotizzare una predieazione non si-
stematiea sul SaIterio, a sezioni 0 singoli Salmi, interealata a riunioni
dedieate a qualehe altro libro 0 insieme di libri. D'altra parte alcuni
richiami di Origene sembrano in.dirizzare verso questa ipotesi. Nau-
tin infatti aveva notato ehe in Ho. Ier XVIII, 10 e'e un riferimento a
Ull commento fatto anteriormente su Ps. 140, e questo per lui era
una eonferma ehe il "eielo" dei profeti era sueeessivo a quello sui sa-
pienziali. Se pero eonsideriamo eon attenzione il testo, dobbiamo
riconoseere ehe non viene affermata solo l'anteriorita della spiega-
zione deI Salmo, ma viene anehe data una determinazione tempora-
le non deI tutto vaga tramite l'avverbio 1tProllV. Tale determinazione
te.mporale ha un signifieato preeiso: "l'altro ieri",96 oppure uno piu
generieo: "di reeente". In ogni easo non sembra ehe possa alludere
a un intervallo di tempo ampio, come per esempio pareechi mesi, il
minimo riehiesto tra il Salmo 140 e Jer. 18 seguendo l'ordine dei
L){X. Lo stesso diseorso vale per il riehiamo a un eommento fatto a
un versetto di Ps. 21 durante l' omelia sulla pitonessa: anche qui tro-
viamo il1tpffillV, pero in questo caso la eitazione serve poco al nostro
scopo, perehe l'omelia in questione e stata pronunciata a Geru-
salemme, quindi in un tempo non determinabile rispetto al eielo di
Cesarea; e eomunque utile a eseludere la possibilita ehe si tratti di
un riferimento a un eommentario sui Salmi composto ad Alessan-
dria, eome supposto da Nautin. Troviamo un altro caso deI genere
in Ho. in Lev XIII,2, ehe riehiama Ps. 118,105, passo pure questo ad-
dotto da Nautin; anehe qui e'e una determinazione temporale,
dudum, ehe probabilmente traduee 1tProllV; dudum indiea 0 un tempo
recente, eome appunto 1tprollV, oppure ha valore durativo (iam
dudum, gia da tempo); nella frase in questione un signifieato durati-
vo non avrebbe aleun senso. Anche in questo easo va eselusa una
grande distanza di tempo tra ill'omelia sul Salmo e il eommento al
Levitieo. Altri elementi utili emergono dalla eonfigurazione stessa
delle omelie sui libri profetici. Se le raeeolte delle omelie sui libri
dell'eptateueo fanno supporre una predicazione eontinua su libri

96 Ad esempio in Ho. in [er IV,5: EXt)f;~ KUlnpwllv npoOEAllAllt1ajlEV tcp t1Ecp...


ANNOTAZIONI SULrA CRONOLOGIA DELLE OMELIE DI ORIGENE 51

interi, in un aren di tempo realistieamente proponibile, non e eosl


per le omelie sui profeti. Le omelie su Isaia si sovrappongono soven-
te alla medesima perieope; la lunghezza delle perieopi, poi, e nl01to
eontenuta: dieei versetti al massimo. Anehe dalle omelie superstiti
su Geremia non possiamo eoneludere eon sieurezza ehe sia stato
eommentato tutto illibro, tutt'al phI, forse, la prima meta. Comun-
que si rieordera ehe abbiamo rilevato ehe l'omelia XV appartiene
probabilmente a un altro eielo; inoltre, anehe in questo easo, le pe-
rieopi eommentate sono brevi, spesso meno di dieei versetti. Quanto
tempo sarebbe stato neeessario per il eommento dei 52 eapitoli di
Geremia 0 dei 66 di Isaia, se, ogni libro fosse stato spiegato per inte-
ro e eontinuativamente? Anehe dall'esame delle omelie su Ezeehiele
si rieeve la medesima impressione: il bloceo da eui risulta una predi-
eazione eontinua eopre Ez. 13-17, e neeessita di 11 omelie, senza eal-
eolare qualehe laeuna. Illibro e di 48 eapitoli. Queste eonstatazioni
eonvergono eon quanto abbiamo osservato circa una probabile al-
ternanza a breve distanza di tempo tra omelie sui profeti e sui libri
storiei, notata in partieolare in Ho. in Ier XIII,3 e in Ho. in Is 1,1.
La struttura deI eielo liturgieo di Cesarea non eoineideva eon
l'ordine della Bibbia greca. Si deve ammettere certamente una pre-
oeeupazione "pastorale" di spiegazione di tutta la Serittura; tuttavia
modi e tempi non erano rigidamente prefissati, ma rispondevano al-
le neeessita deI momento. La seelta dei testi seguiva criteri diversi a
seeonda deI tipo di libro: i libri storiei erano probabilmente proposti
eontinuativamente, per intero 0 a larghe sezioni, evidentemente per
rispettare il loro earattere narrativo, il ehe implieava la necessita di
proelamare perieopi ampie 0 anche phI pericopi di seguito; i profeti
e i Salmi, eome probabilmente anche gli altri sapienziaIi, erano in-
veee eommentati piu dettagliatamente, e quindi non veniva presen-
tato l'intero Iibro di seguito, ma sezioni 0 una singole pericopi, al-
ternate aHa spiegazione dei libri storiei.

5. Datazione

Per datare le omelie disponiamo di un'esplicita testimonianza di


Eusebio nella Storia Ecclesiastica: Origene, superato il sessantesimo
anno di eta, e aequisita un'adeguata sieurezza nella predicazione,
autorizzo i taehigrafi a traserivere le omelie ehe improwisava nel-
52 A. GRAPPONE

l'assemblea liturgica, cosa ehe prima non permetteva. 97 Questa af-


fermazione consente di collocare i testi pervenutici tra il 245 e il 250.
Nautin perö propone un'altra datazione, infatti l'affermazione di
Eusebio e incompatibile con la sua ricostruzione per varie ragioni.
Lo studioso francese limita l'intera attivita omiletica di Origene a un
arco di tempo inferiore a tre anni; inoltre per lui tale attivita corri-
sponderebbe alle omelie pervenuteci 0 testimoniate dall'Ep. 33, quin-
di non ammette alcun periodo in cui le prediche delI'Alessandrino
non sarebbero state trascritte. A questo si aggiunga la sfiducia di
Nautin verso le notizie fornite da Eusebio, come risulta dall'analisi
ehe fa deI sesto libro della Storia Ecclesiastica in Origene: le afferma-
zioni di Eusebio sarebbero valide solo se tuttora verificabili sulla ba-
se di fonti ancora disponibili, altrimenti sarebbero aneddoti senza
valore accolti con leggerezza, come nel caso presente, oppure con-
getture di Eusebio stesso. 98 Per Nautin le omelie sarebbero state
pronunciate e trascritte tra il 239 e il 242, poco dopo il suo definitivo
arrivo a Cesarea, ehe 10 studioso francese colloca alla fine deI 238. 99
La conclusione dell'attivita omiletica e stabilita ipotizzando un eso-
nero di Origene, costretto a sospendere la predicazione a causa del-
le forti opposizioni incontrate per il suo modo di interpretare. IOO La
datazione proposta sarebbe confermata da due prove: la successione
degli imperatori cui alluderebbe l' Ho. I in Ps XXXVI e alcuni riferi-
menti alle omelie riscontrate nei commentari.
Nell' Ho. I in Ps XXXVI,l si trova un accenno ad una serie di im-
peratori il cui regno era risultato quantomeno effimero: una rapida
successione di imperatori, condottieri e capi la cui gloria e svanita in
un istante. 101 Origene perö non fa nomi. L'identificazione di questi
imperatori non e pacifica: Nautin, seguendo Delarue 102 e Devresse, 103

97Cfr. Eusebio, Hist. Eccl. VI,36,1.


98Cfr. Origene, pp. 19-98, in particolare pp.19-29 e, piu specificatamente,
pp. 401-402.
99 Cfr. Origene, p. 411.

100 Cfr. Origene, p. 405.

101 Vide quos imperavit ante hos triginta annos, quomodo imperium eius eJfloruit:

continuo autem sicut flos feni emarcuit, tunc deinde alius post ipsum, deinde alius
atque alius, qui deinde duces qui principes et omnis eorum gloria, honor non solum
tamquam flos emarcuit, verum etiam tamquam pulvis aridus et a vento dispersus ne
vestigium quidem sui reliquit.
102 In PG 12, 1051.
ANNOTAZIONI SULLA CRONOLOGIA DELLE OMELIE DI ORIGENE 53

eontro Eusebio ma in aeeordo eon la propria teoria, rieostruisee la


sequenza partendo da Settimio Severo, per eui l' omelia sarebbe sta-
ta pronuneiata sotto i Gordiani, tra il 238 e il 242, piu preeisamente
verso I'inizio deI regno. 104 Vittorio Peri 105 e Adele Monaei Casta-
gno 106 inveee ritengono valida la data desumibile da Eusebio, per
eui il eomputo degli imperatori va avviato da Maerino, quindi per la
nostra omelia si giunge al tempo di Filippo l'Arabo, tra il 245 e il
247. Emanuela Prinzivalli, esponendo le due soluzioni, propende
per la seeonda, trovando una eonferma nell'olnelia V su Ps. 36,4: 107
la paee per la Chiesa di eui tratta puo essere riferita piu opportu-
namente alla situazione sotto Filippo l'Arabo, piuttosto ehe al trava-
gliato periodo proposto dallo studioso [raneese. 108 L'altro argomento
di Nautin e tratto dal Commentario al Cantieo, iniziato al tempo deI
soggiorno ateniese,l09 intorno al 245: nel prologo si trovano riferi-
menti a omelie sui Giudiei,1l0 sull'Esodo e sui Nluneri,lll ehe quindi
andrebbero eolloeate prima deI 245. La Monaci Castagno osserva
pero ehe nella maggior parte dei easi il prologo "iene eomposto al
termine della stesura di un'opera, quindi verrebbe a eolloearsi verso
la fine dell'attivita di Origene,1l2 e questo risulta tanto piu plausibile
se si tiene presente il metodo di eompilazione dei eommentari, frut-
to di lezioni orali traseritte estemporaneamente dai taehigrafi e solo
in seguito riviste e pubblieate dall'autore. 1l3 Infine bisogna osservare
ehe i rimandi si riferiseono a omelie ehe non possediamo: Nautin 10

103 Cfr. R. Devresse, Les anciens commentateur-s grecs des Psaumes, Citta deI
Vaticano 1970, p. 14 n. 71.
104 Cfr. Origene, p. 404.
105 Cfr. V. Peri, Omelie origeniane sui Salmi, pp.128-129 n. 68.
106 Cfr. A. Monaci Castagno, O'figene predicatore, pp. 63-64.
107 Sed ne securum reddat pacis tempore ista talis expositio...

108 Cfr. E. Prinzivalli, in Origene, Omelie sui Salmi, Firenzc 1991, pp.14-17.

109 Cfr. Eusebio, Storia Ecclesiastica VI,32,2. In questo caso Nautin ritiene

Eusebio attendibile.
110 ••• de his plenius in illis oratiunculis, quas de libello Iudicum edidimus,

disserta reperies: Comm. Cant., Prologo.


11l Sed quomodo dijferant a sanctis sancta sanctorum in Exodo et quo differant
opera ab operibus operum in Numerornm libro, tractatibus, prout potuimus, dictum a
nobis est. Piu avanti: Sed de his plenius in Numerornm libro, secundum quod dedit
nobis Dominus, dictum est Comm. Cant., Prologo.
112 Cfr. Origene predicatore, p. 64.

113 Cfr. M. Simonetti, Lettera elo allegoria, Roma 1985, p. 75.


54 A. GRAPPONE

riconosee per Ia eitazione di lud. 5,12, ehe eorrisponderebbe all'ome-


lia VI ehe in realta abbiamo, ma non eontiene Ia spiegazione deI ver-
setto in questione; questo vale anehe per Num. 4,47, ehe eorrispon-
derebbe all'omelia V, mentre non abbiamo nessuna omelia ehe in-
eluda Ex. 30,29. Le omelie ehe leggiamo possono essere posteriori a
quelle rieordate nel prologo deI Commentario, forse non traseritte
per il motivo indieato da Eusebio.
Per eompletare I'argomentazione Nautin ha dovuto giustifieare
anehe I'interruzione improvvisa e definitiva della predieazione litur-
gica di Origene: sarebbe stato esonerato dal veseovo a causa delle
eritiehe mosse dai eristiani di Cesarea, ehe non aeeettavano l' esegesi
allegoriea, rifiutavano alcune dottrine eontroverse, l'impiego di ver-
sioni giudaiehe della Bibbia e i rimproveri Ioro rivolti. Per altro Nau-
tin rieonosee ehe gli elementi da Iui addotti non provano questa ri-
eostruzione. 114 Certamente ineontriamo indizi ehe fanno pensare a
eritiehe da parte degli aseoltatori, tuttavia il tono della polemiea
non sembra talmente aspro da portare addirittura all' esonero: i
riulproveri sono riehiami all'attenzione 0 a una maggiore parteeipa-
zione, deI tutto normali se si eonsidera il rapporto diretto ehe dove-
va crearsi tra predicatore e pubblieo, dato il numero eontenuto de-
gli ascoltatori e Ie dimensioni ridotte della sala utilizzata, certamen-
te una stanza ampia rieavata in un'abitazione privata, COlne esigeva
la condizione dei eristiani nella prima rneta deI terzo secolo; d'altra
parte per Origene e un titolo di vanto non cereare di eompiaeere il
pubblieo. 115 Non emergono inveee opposizioni all'uso frequente di
versioni greehe diverse dai LXX, eseludendo q~ella immaginata da
Nautin a proposito delle omelie XIV e XV sn Geremia; Ie dottrine
eontroverse di Origene sono proposte raramente e in modo alquan-
to velato ad un pubblieo ehe I'Alessandrino riteneva non in grado di
eonlprendere affermazioni ipotetiehe e di diffieile eomprensione. 116

Cfr. Origene, p. 405.


114

Effeminatae quippe sunt eorum magistrorum et animae et voluntates, qui


115

semper sonantia, semper canora componunt...: Ho. in Ez 111,3: le false profetesse


sone> i predieatori ehe eereano di eompiaeere il pubblieo.
116 'froviamo un indizio di opposizione alle dottrine attribuite ad Orige-

ne dai suoi avversari in Ho. in IerXVI,l: in essa fa un paragone per mostrare


ehe la eondizione di Gesu e migliore dopo la risurrezione, usando l'imma-
gine di un'anima ehe passi da un pesee a un essere superiore, ma si premu-
ra di speeifieare ehe e solo un esempio, pereh~~~~~~!1~J:~g~_o_e~~Lo!1~_
ANNOTAZIONI SULLA CRONOLOGIA DELLE OMELIE DI ORIGENE 55

Inveee le osservazioni polemiehe circa la teeniea esegetica meritano


una maggiore attenzione. 11 predieatore segnala la presenza di gente
ehe ama muovere eritiche (<ptAul:rot) :117 non sempre e apprezzata
l'allegoria, al punto ehe gli viene mossa l'aeeusa di forzare il testo
(vim facere Scripturae) .118 Tuttavia neanehe queste diffieolta possono
giustifieare l'ipotesi di un esonero da parte dello stesso veseovo ehe
poeo tempo prima aveva voluto ordinarlo proprio per permettergli
di predieare liberamente. E piu probabile ehe Origene abbia rieevu-
to l'inearieo proprio a motivo dei suoi eriteri ermeneutiei, per eon-
trastare posizioni troppo legate al letteralismo: le opposizioni rien-
trerebbero nelle prevedibili resistenze a questo tentativo di c:orre-
zione. Troviamo neHe omelie una serie di affermazioni ehe appog-
giano questa ipotesi. Per Origene l'interpretazione letteralista del-
l'Antieo Testamento proviene da due gruppi: giudei da un lato, gno-
stiei e mareioniti dall'altro. I primi fondano le loro osservanze sul-
l'interpretazione letterale, gli altri se ne servono per sereditare i
eontenuti dell'Antieo Testamento e attribuirne l'ispirazione a un
dio inferiore. 119 Le due tendenze trovavano perö riseontro all'inter-
no della eomunita eattoliea di Cesarea: il predieatore individua tra i
eristiani letteralisti due gruppi ehe mette in relazione eon gli orien-
tamenti giudaieo e gnostieo. Egli equipara l'atteggiamento dei giu-
dei a quello dei eristiani "semplici" ehe non aeeettano l'interpreta-

di accusarlo (nup6.8€tyJ.lu EAUßOV J.lll a<popJ.lUc; ttc; AUJ.lßUVEtro ~v ODK llKouaE);


evidentemente temeva ehe gli venisse ingiustamente attribuita Ia dottrina
della metempsieosi 0 qualeosa deI genere.
117 E't EYro E'tpftK€tV "ta J.lrop6v tOD BEOD" 7tro~ äv 01 qnAuitot EVEKuAEauv J.lOt;

Ho. in IerVIII,9.
118 Dicitur mihi: noli allegorizare, noli per figuram exponere: Ho. in Ez VI,8. Sed
ad haec investiganda Scripturae divinae testimoniis indigemus, ne quis putet -
amant enim homines exaeuere linguas suas ut gladium - ne quis, inquam, putet
quod ego virn faciam Scripturis divinis...: Ho. in Lev VII,4; poeo oltre: fortassis
enim dicat quis auditorum: cur vim facis Scripturae? Ho. in Lev XVI,2: Intende
diligenter, auditor, ne putes nos vim facere Scripturae divinae...
119 Non solum Iudaeos, sed et Haeretici qui non recipiunt legem et prophetas,
etiam ipsi detrahunt de Moyse. Denique solent ei etiam crimen impingere dicentes quia
homicida fuit Moyses, interfecit enim Aegyptium, et alia multa vel in ipsu'm vel in
prophetas blasphemo ore concinnant...: Ho. in Num VII,l. Necessarie illum, qui
carnaliter sequitur sensum, tamquam de Aegyptio genus ducens nomen nominat et
maledicit... negat enim eum creatorem esse mundi, negat esse Patrem Christi: Ho. in
LevXIV,2.
56 A. GRAPPONE

zione allegorica, fino a mostrarsi insofferenti;120 questa mentalita in


pratica eorrispondeva a devozioni giudaizzanti, esplieitamente rim-
proverate,121 ehe dovevano essere ben radieate tra i eristiani siro-pa-
lestinesi: aneora Giovanni Crisostomo ad Antioehia un seeolo e
mezzo dopo doveva eontrastarle, come testimoniano le otto omelie
Contra Iu deos. Non per easo le risposte ad obiezioni di questo tipo si
incontrano per la maggior parte nelle omelie sul Levitieo. Non
mancavano letteralisti di piu alto liveII0 , anche catechisti e presbite-
ri: l22 da loro venivano le critiche phI aspre e ad essi Origene fa nota-
re ehe l'interpretazione letteralista espone al rischio di screditare

120 L'interpretazione giudaica e quella popolare: Si vero adsideamus litterae


et secundum hoc, vel quod Iudaeis vel vulgo videtur, accipiamus quae in lege scripta
sunt, erubesco dicere et confiteri quia tales leges dederit Deus: Ho. in Lev VII,5. Varie
difficoltä nel Levitico non possono essere risolte dai giudei 0 da chi la pensa
corne loro: Fuerant quidem nonnulla et in superioribus proponenda Iudaeis, ad
quae respondere non possent, sed omissis illis de hoc interim sermone quid nobis
diC'u,nt vel ipsi vel qui secundum ipsorum sensum intellegi volunt...: Ho. in Lev XII,
4. L'insofferenza: Solent enim imperiti habere etiam istud cum ceteris pessimum
vitium ut inanes et superjluos putent eos qui verbo et doctrinae operam dederint et
amplectuntur magis imperitiam suam quam illorum studia et laborem: mutatisque
nominibus exercitia eorum verbositatem, suam vero indocibilitatem vel imperitiam,
simplicitatem vocantur. Ho. V in Ps 36,1.
121 In Ho. in Ier XII,13 descrive alcune osservanze di donne ehe 10 ascol-
tano: gli azzimi per Pasqua (öaeu EV uJliv, EYYU~ yup Eatt tc> 1tuaxu, ä~uJlu
äYE'tE, tU ä~uJlu tU aO)JlUttKU... ), non lavarsi di sabato (Kul 1tEpl außßutOU
yuvaiKE~ Jll1 uKouaUaUt tOU 1tpoq>TltOU OUK aKouOUat KEKPUJlJlEV{o~, aAAU
q>UVEPro~· ou AOUOVtUt tllV ;'JlEPUV tOU außßutou... ), il digiuno deI yom kippur
(öaeu tllV V'IlatEtUV tllV 'touöuiKilv ro~ Jlll vouaut tllV tOU tAUaJlOu ;'JlEPUV
t1lpr.itE... ). Anche in Ho. in Lev X,2, su Lev. 16, rimprovera il digiuno deI yom
kippur. unde et nunc dicenda nobis sunt aliqua etiam ad eos, qui putant pro manda-
to legis sibi quoque Iudeorum ieiunium ieiunandum...
122 Chi si vanta di essere "dottore " impari da PaoIo: Vides ergo, quomodo
haec omnia qui de cibis vel potu loquitur Moyses, Paulus, qui melius ista didicerat
quam hi qui nunc iactant esse doctores, omnia haec umbra dicit esse futurorum: Ho.
in L,ev VII,4. Nos quidem, qui de ecclesia sumus, merito Moysen recipimus et scripta
eius legimus sentientes de eo quod propheta sit et Deo sibi revelante in symbolis et
figuris ac formis allegoricis conscripserit futura mysteria, quae in tempore suo docemus
impleta. Qui vero huiusmodi in eo non recipit sensum, sive Iudaeorum quis, sive
etiam nostrorum est, is nec prophetam quidem eum docere potest; quomodo etenim
prophetam probabit, cuius litteras asserat esse communes futuri nullius conscias nec
occulti aliquid mysterii continentes?: Ho. in Lev X, 1
ANNOTAZIONI SULLA CRONOLOGIA DELLE OMELIE DI ORIGENE 57

I'Antieo Testamento al punto di farlo apparire ormai inutile, al mo-


do degli gnostiei. 123 Una delle preoeeupazioni prineipali della predi-
eazione origeniana e l' edueazione degli aseoltatori alla rieerea dei
senso spirituale, eosi infatti I'Alessandrino ha inteso il ministero af-
fidato a lui,124 e alla Chiesa intera, ehe attraverso i suoi maestri fa
dell'Antieo Testamento un insegnamento evangelieo. 125 Pereiö non
deve stupire la propensione polemiea ehe dimostra quando toeea
l'argomento: non si tratta soltanto di difendersi, ma di esortare aHa
rieerea di signifieati phI alti. 11 tono della diseussione non e poi sem-
pre aspro, ma assume anehe atteggiamenti seherzosi;126 i piu eomun-
que dimostrano un entusiasmo anehe eeeessivo, rispetto a un grup-
po piu ristretto di detrattori. 127 Come pensare ehe l'Alessandrino
possa essere stato esonerato dall'inearieo dopo neanehe tre anni a
causa di eritiehe ehe appaiono eireoseritte al eampo esegetieo, da
parte degli stessi veseovi ehe ordinandolo e aeeogliendolo si erano
messi eontro Demetrio? Si eonsideri anehe ehe un fatto dei genere

123 Ego autem puto quod et illi materiam praestant ad derogandum Moysi, qui
verbi causa cum legitur liber Levitici vel lectio Numerorum, non ostendunt
quomodo haec quae in aenigmatae scripta sunt, intellegi per speciem debeant id est
qui non spiritaliter ea quae in lege leguntur exponunt. Necessario enim qui audiunt
ritum sacrijiciorum vel sabbatorum obseroantia vel ceterorum similium in ecclesia
recitari, offendantur et dicant: Quid hoc necesse est in ecclesia legi? Quo nobis
prosunt praecepta iudaica et spreti populi obseroantiae? Haec ludaeorum sunt et
Iudaei de his viderint! Ne ergo huiusmodi offendicula auditoribus accidant, danda
opera est ad scientiam legis et secundum hoc quod spiritalis est lex, intelligenda et
explananda sunt quae leguntur, ne doctorum causa, immo desidia et neglegentia, ab
imperitis et indoctis derogetur Moysi...: Ho. in Num VII,2,4.
124 ••• quia dispensatio mihi verbi dominici credita est, sancta Dei videor habere

commissa: Ho. in Lev 111,7.


125 Stat ergo etiam nunc verus pontifex noster Christus et repleri vult manus suas

incenso composito minuto (Lev. 16,12), et ab unaquaque ecclesia quae sub caelo
est considerat quid offeratur... et quomodo sensum ac verba Scripturarum spiritali ex-
planatione discutiat: Ho. in Lev IX,8.... doctores ecclesiarum litteram legis loquelam
et disputationem evangelicam faciunt: Ho. in los XX,5.
126 Spesso anticipa l'obiezione: Dicit fortassis auditor: quid iterum hic
euresilogus agit? Quid undecumque verba conquirit, ut explanationem lectionis
effugiet?: Ho. in Lev XVI,4.
127 Quod quidem et nos in ecclesia patimur: plerique enim, dum plus nos diligunt
quam meremur, haec iactant et loquuntur sermones nostros doctrinamque laudantes,
quae coscientia nostra non recipit. Alii vero tractatos nostros calumniantes ea sentire
nos criminantur, quae numquam sensisse nos novimus: Ho. in Lc XXV,6.
58 A. GRAPPONE

avrebbe eostituito un prezioso argomento per gli avversari di Orige-


ne edella sua memoria: diffieilmente avrebbero perlnesso ehe ea-
desse nell'oblio.
Poiehe la datazione proposta da Nautin presenta diffieolta irri-
solvibili, e da preferire la notizia di Eusebio: Origene ha svolto eon
regolarita il suo uffieio a Cesarea senza impedimenti; probabilmente
e vero anehe ehe ha permesso la traserizione delle sue omelie a par-
tire da un eerto momento, avendo aequisito maggior sieurezza in
ealnpo omiletieo, genere nuovo per l'Alessandrino, avvezzo piutto-
sto all'ambiente seolastieo.

Antonio Grappone
Collegio Diocesano Redelnptoris i\1ater
via Tcnuta dena i\1aglianella 88
00166 Roma