Sei sulla pagina 1di 4

Il Trionfo di Bacco

Concerto di musiche rinascimentali

Ensemble

Dialogus de Musica
Silvia Scozzi voce Annamaria Gentile viola da gamba
Luigi Polsini viola da gamba Michele Carreca liuto
Antonio Addamiano flauti

Info: dialogusdemusica@yahoo.it
340 4014251
Il Trionfo di Bacco Il titolo di questo concerto prende spunto da un

componimento poetico scritto dal grande letterato e mecenate Lorenzo de’ Medici, nel 1489. Si
tratta di un canto carnascialesco, genere musicale cantato a Firenze durante il carnevale,
occasione in cui si intonavano le canzoni a ballo, eseguite per le strade da gente in maschera. Il
testo del Trionfo di Bacco rispecchia le tendenze filosofiche rinascimentali basate sul carpe diem,
con una forte presenza pagana risolta in evocazioni di deità. È tra i più noti carnascialeschi, e fa
parte della tipologia mitologica, che accoglie le personificazioni delle virtù, delle deità pagane,
delle allegorie, testi per dar sfoggio di conoscenze letterarie classiche. Mentre l’altra tipologia
di canto carnascialesco è quello locale, legato alla vita quotidiana. Quest’ultimo, ovviamente,
godeva di maggior popolarità, poiché consisteva di canti che descrivevano le varie arti o che
raffiguravano la vita di tutti i giorni. Frequenti i doppi sensi in questa tipologia di testi, spesso
con risvolti osceni. Sin dal titolo sono molto eloquenti, come il “Canto di donne, maestre di far
cacio” di Jacopo da Bientina, nel cui testo viene esposto l’arte di fare il formaggio, non venendo
meno ad un facile doppio senso triviale. O come “Donne, no’ siam dell’olio facitori”, che sembra
essere specificamente un canto per il carro degli artigiani, dove vi si narra, con dovizia di
dettagli, l’intero ciclo della lavorazione dell’olio. Ancora il brano “Fabbe e fasoi”, appartenente
più al genere frottolistico con atteggiamenti popolareggianti. Nell’ultima stanza del
componimento si chiarisce il significato del ritornello, evidentemente mutuato da una
massima popolare ricorrente presso i contadini e riferita alla necessità di separare durante la
semina le fave e i fagioli. Anonimo sia nel testo sia nella musica è il “Canto dei venditori di pane
di miglio”, dove il richiamo del fornaio rivolto alle donne, ricorda da vicino la lunga serie dei
canti fiorentini dei venditori di merci. Altri generi musicali diffusi in questo periodo, che
raccontano storie o inneggiano a Bacco, sono la frottola e al la villotta. La villotta a quattro parti
“Baco, Baco, santo idio” inneggia dunque al Dio Bacco. Appartiene invece al genere della frottola,
solitamente di argomento amoroso, “Per dolor mi bagno il viso” e “Orto felice e ameno”.
Dal Cancionero Musical de Palacio, che tramanda il repertorio profano di corte al tempo dei Re
Cattolici (fine XV inizi XVI sec.), si è scelto tra brani che raccontano di amori non corrisposti:
come l’incantevole canto Los sospiros no sosiegan, posto in musica Juan del Encina (1468-1529),
dove il poeta (anonimo) ribadisce, sin dai primi versi, che i suoi tormenti non si placheranno
finché non incontrerà la sua amata. Ma, accanto a uomini che si straziano in nome di un amore
non corrisposto, eccone altri che di fronte ad una moglie infedele, sono capaci di compier
delitto. È il caso della donna infedele in Fata la parte - villancico, dal carattere popolare,
anonimo e posto in musica da J. Del Encina. In Tres morillas m’enamoran viene esaltato il fascino
della bellezza orientale, mentre Oy comamos y bebamos (J. Del Encina), costruito su uno schema
di danza, è caratterizzato da una filosofia epicurea ed edonistica, con la quale si celebrano i
piaceri della vita e si evitano le preoccupazioni. Non mancano nel programma brani
strumentali, come la bassadanza (forma di danza dall’andamento lento e cerimoniale, che si
eseguiva con passi strisciati) Falla con misuras di Guglielmo Ebreo, uno dei più grandi maestri
di danza (autore di un importantissimo trattato di ballo). Al contrario la danza alta, richiedeva
movimenti meno compassati. Ne è qui un esempio la Danza Alta di Francisco de la Torre, dal
Cancionero Musical de Palacio.

Fonti:
Ms Banco Rari 230; Il primo libro de balli di Giorgio Mainerio (Venezia, 1578); Il secondo libro di frottole di Andrea
Antico; Cancionero Musical de Palacio, Ed. Barcellona, 1947; Ms. Marc. It. Cl. IV, 1795-1798; Frottole Libro VI di
Ottaviano Petrucci, Venezia 1505; Frottole Libro Undecimo di Ottaviano Petrucci, Fossombrone, 1514.

Baco, Baco, santo idio, Villotta a 4


Pan de miglio caldo, Frottola
Noi siam dell’olio facitori, Carnascialesco
Il Trionfo di Bacco, Carnascialesco, Lorenzo il Magnifico
Falla con misuras (bassadanza), Guglielmo Ebreo
Canto di donne maestre di far cacio, Carnascialesco
Orto felice e ameno, Frottola
Fabbe e fasoi, Frottola
Per dolor mi bagno il viso, Frottola, M. Cara
Gagliarda La lavandara, Giorgio Mainerio
A los baños del amor, CMP 149, Anonimo
Tres morillas m’enamoran, CMP 24, Anonimo
Fata la parte, CMP 421, Juan del Encina
Los sospiros no sosiegan, CMP 163, Juan del Encina
Danza Alta, (CMP 321) F. de la Torre
Soy donsella enamorada, CMP 128, Anonimo
Dindiridín, CMP 359, Anonimo
Oy comamos y bebamos, CMP 174, Juan del Encina
L’Ensemble Dialogus de Musica, deriva il suo nome da un trattato di teoria musicale,

scritto a cavallo dell’anno Mille. Partecipano al progetto artisti provenienti da esperienze musicali
eterogenee, che da anni hanno intrapreso lo studio e l’approfondimento della musica antica e della
relativa prassi esecutiva. L’Ensemble si occupa del repertorio di musiche comprese tra il periodo
medievale e quello rinascimentale, attraverso l’utilizzo di una strumentazione consapevole, con
particolare attenzione verso la musica legata alle culture del Mediterraneo. Differenti le tematiche
affrontate nei loro repertori, spaziando dai canti di pellegrinaggio (canti devozionali italiani e
spagnoli), ai canti di crociata e canti compresi nei Carmina Burana, alle danze strumentali, repertori
polifonici del Rinascimento, e programmi che accolgono il confronto tra cultura cristiana e cultura
ebraica. Gli artisti svolgono una intensa attività concertistica, prendendo parte a numerosi festival
prestigiosi in Italia ed all’estero.

Ensemble Dialogus de Musica – Abbazia di San Giovanni in Argentella (RM)

dialogusdemusica@yahoo.it
silviascozzi@yahoo.it

Cell 340 4014251