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Willi Apel, La notazione della musica polifonica dal X al XVII secolo,


ed. italiana a cura di Paolo Neonato, Firenze, Sansoni 1984.

Introduzione

La notazione musicale si occupa di mettere per iscritto la musica. In senso


generale questa disciplina include tutti i sistemi che sono stati ideati per
questo scopo> tuttavia I'indicazione 'notazione' o 'scienza della notazione'
viene usata preferibilmente in quei casi in cui i simboli di scrittura ed i
principi che stanno alla loro base sono differenti da quelli dell'odierna prassi.
Perciò \a notazione comprende tutto il campo della musica eutopea fino al
sec. xvII inoltrato e la musica di tutte Ie nazioni extraeuroPee nei casi in cui
essa ci è stata trasmessa per iscritto.
All'interno di questo vasto campo si trova una grande quantità di sistemi
di diverso tipo. I1 nostro primo compito sarà quello di classificare questi
sistemi secondo i tipi e le categorie. Questo compito è tanto più urgente in
quanto tentativi ptecedenti in questa direzione lasciano a desidetare per ciò
che riguarda la chiarezza e la comprensibilità della formulazione dei concetti.
Riteniamo perciò necessatio dare un nuovo quadro di questo camPo, per cui
certi cambiamenti della normale terminologia florr si possono evitate.
Basiamo la nostra classifìcazione su due Punti di vista, il primo dei quali si
occupa del numero delle voci di una determinata composizione, il secondo del
numero di suonatod o cantori necessari per la sua esecuzione. Il primo punto
di vista portz- una divisione in due campi fondamentali, cioè musica Per una
^
voce e musica per più voci. Della prima fanno parte la musica dell'antica
Grecia, il Canto Gregoriano, le Sequenze e gii Inni, i canti dei Trovatori e dei
Trovieri, dei Minnesànger e dei Maestti Cantori, le Laudi italiane e le
Cantigas spagnole, la musica della liturgia bizanúnz e russa ed infine tutta la
tlzdizione della musica extraeuropea. Dall'altra Parte sta il campo della musica
polifonica, la quale non ha bisogno di ulteriore descrizione '.
Alche se occasionalmente non mancano rapporti tra la musica monofoni-

1 In qo..to .libro usiamo Ì'espressione <polifonica> per tutta la musica che noo sia esclusivamente ad
ma voce (monofonica), non importa se strettamente contrappmtistica o ttmonizzata.

xvil
INTRODUZIONE

ca e poiifonica, specialmente verso il sec. xtIt, tuttavia i due campi sono in


genere chiaramente delimitati I'uno dall'altro. Questo riguarda anche la loro
notazione. Senza scendere nei patticola'ti, basti qui richiamare I'attenzione
solamente su una differenza fondamentale, cioè quella della sua disposizione.
La musica per una voce sola è sempre scritta in un ordine puramente iineare
delie fìgure musicali, quindi su di una sola linea che ne rispecchia I'andamento
melodico. Con questo non fa nessufla differcnza se la linea è oizzontale come
nel libro corale gregoriano o verticale come nella musica cinese o nei lunghi
melismi dell'Alleluia sui margine dell'Antifonario Mozarabico deÌla
^^nota:ti
Cattedrale di Leòn. Diversa è la situazione per quel che riguarda la musica a
più voci, la quale viene sempre dominata sia da rapporti verticali che
orizzontalí- Qui si devono distinguere due metodi di disposizione che
indicheremo come disposizione in partitura e disposizione per voci.
Il concetto di disposizione in partitura comprende tutti i sistemi nei quali
le voci di una composizione vengono scritte in modo tale che i suoni da
eseguite simultaneamente appaiono verticali o almeno approssimativamente
uno sull'altro. Nella odierna prassi questo principio viene usato nella partitura
d'orchestra così come nel sistema per tastiera.
Il concetto di disposizione per voci si riferisce a musica scritta seîz tefiet
conto dell'ordine verticale di suoni simultanei, annotando ogni voce a sé
senza riferimento visivo alle altre. Queste voci possono comparire come
entità chiuse su diversi punti di wna pagina o su due pagine frontali (libd
corali) oppure in iibretti separati (parti separate). Un esempio moderno di
quest'ultimo metodo sono le diverse parti di un quattetto d'archi o parti per
orchestra.
Valutando lo sviluppo della musica polifonica dal punto di vista sopra
accennato, essa si divide in tre periodi: un primo dominato dalla disposizione
in partitura, un secondo nel quale ia disposizione per voci prende il
sopravvento ed un terzo nel quale riappare Ia disposizione in partitura. Fi4o
all\nizio del sec. -,IIJL tutte le fonti di musica polifonica si servono del
principio dell'ordinamento vèrticale applicàtò -a siilabé del ieliq (Musica
Enchiriadis, ca.9oo; cft. facsimile 42),Iettete (Guido d'Arezzo, Micrologas, ca.
ro3oi cfr. facsimile ap. zzl) o note (Scuola di St. Martial, Notre-Dame; cfr.
fauinili 44-jù.L'unica eccezione è costituita dagli Organa dei Tropario di
\0-in-ehester (Cambridge, Corpus Christi College, Ms. +Zl) del sec. XI, nel
quale le voci organalt di circa 16o melodie gregoriane sono annotate
separatamente alla fine del libro.
Intorno al rzzo iúzia ll periodo della disposizione per voci (cfr. facsimili
t4 sgg.). L'introauzioìe di questo metodo E L9 t^ stiettamente alla nascita
del Motetto (v. p. 3or). Nelle fonti del periodo che va dal rzzo al r;oo le voci
vengono quasi sempre separate su una o due pagine frontali, e precisamente
in un certo ordine prestabilito (r.p. lr8). Fanno eccezione i Conductus (cfr.
facsimile ;3) e le tarde composizioni nel cosidetto stile del Conductus,
specialmente opere inglesi del sec. xlv e dell'inizio del xv (v. p. ,or, notz- 46,

XVÌI]
anche p. 4os) 3 :9lgg3!qr_lcde,rbxb 1ca.
!!Lù jl primo es-gglig

conosciufo rìi qrdinamento inlibretl!--pgr,vwi, cióàln fascicoli separati per iI
Discanto, l'Alto e così via. Questo metodo rrenne adottato per le pubblicazio-
ni a stampa del sec. xvl, p. es. 1l Cboralis Constantinas di Isaac (cfr. facsimile
3;) o le Fantasie et ricercari di Willaert (tS+ù. Verso il r6oojniziail terzo dei
suddetti periodi. L'introduzione del basso continuo e la conseguente accentua-
zione degli elementi armonici verticali richiese il cambiamento dalle parti
separate aIIa partitura. Solamente ne1le singole parti della musica da camera e
per orchestra si conservò il vecchio metodo.
Veniamo ora al secondo dei due principi di classi{ìcazione citati all'inizio,
cioè a quello che riguarda il numero necessario di cantori o suonatori per
l'esecuzione (Ausfùhrung) 2. Questo punto di vista produce nuovamente una
divisione in due principali categorie a seconda che la musicavenga eseguita da
un gruppo o da un solista. Notoriamente questa bipartizione svolge un ruolo
già nel campo della musica monofonica, specialmente nel canto gregoriano
con 1a sua alternanza tra schola e cantlr', però qui è più una questione di
Auffrihrung che di Ausfùhrung. Diversa è la situazione nel campo della
musica polifonica. Qui giungiamo ad una distinzione fondamentale a seconda
del caso che questa musica richieda uno speciale esecutore per ciascuna voce
oppute che tutte Ie voci insieme verìgano offerte al pubbiico da un solo
esecutore, cioè su di uno strumento tastiera o sul Liuto. Per queste due
categorie useremo le denominazioni di ^musica d'insieme e musica solistica. La
musìca d'insieme comprende quella v^st^ che comunemente viene
indicata come musica vocale o corale, tuttavia ^rearacchiude in sé anche una
notevoie parte della musica strumentale. La musica solistica (se non è
monofonica) è naturalmente sempre strumentale.
Con f introduzione dei termini vocaie e strumentale tocchiamo un
problema spesso discusso, cioè la domanda riguardante l'uso di questi due tipi
di, per così dire, 'produttori di suoni' (Tonerzeugern) nella musica del r6oo.
Nlentre storici del sec. xIX erano del parere che tutta la musica antica fosse
musica puramente vocale (a cappe/la) a prescindere naturalmente daile
composìzioni per Organo o Liuto - nuove ricerche e scoperte hanno
condotto al risultato inequivocabile che- una tale congettura è tanto meno
valida quanto più seguiamo io sviluppo della musica. Basti ricordare i
Tenores strumentali dei Motetti isoritmici, le Ballate e i Rondeaux ecc., corì
strumentale, di Machaut, Dufay oppure Ockegem, le
^ccomp^gnamento
Frottole e i Villancicos del periodo intorno al r;oo, con il testo solamente alla
voce superiore, e molte altre pubblicazioni. Davanti a questa situazione le
denominazioni vocale e strumentale perdono molto dei signi{icato che prima
veniva loro assegnato. In ogni caso esse non possono più venire usate come

2 Per evitare malintesi sia chiaro che <Ausfùhrung> non è lo stesso che <Auffùhtung>: nell'<Auffiih-
rung) possono partecipare molti più strumenti o cantori di quelli che sono necessari per lkAusÍiihrung>.

XIX
INTRODUZIONE

base per una classificazione generale, come era comunemente in uso prima. In
fealtà una classificazione del genete non è soitanto Sconceftante - una
Ballade di Machaut è vocale o strumerltale? ma porta anche a una
-,
artifìciosa sepz;fàzione di opere stfettamente simili (p. es. un bfano stfumenta-
Ie seiz^ testb di Obtecht o Isaac che viene pfesentato con testo in un'altra
fonte) oppure ad un altrettanto artifìcioso collegamento di stili enormemente
diversi (per esempio un Ricefcare d'insieme di Willaert e un vero Ricefcafe
per Organo di Cavazzonl).
Di ftont. all'a\tra, la distinzione d'insieme-solistica offre una maggior
sicurezza e una base più naturale . La prima catego:riz- racchiude tutto quello
che comunemente viene indicato come musica vocale, ma lascia sefiz'^ltfo la
possibilità di partecipazione di stfumefiti, anche come sostegno o colorazione
àel timbro a voci che cantano. Inoltre essa comprende brani pufamente
stfumentali ma scritti in'stile vocale'come i Ricetcari di ìTillaert oppure altti
esempi di musica da cameta dei sec. XV o XVI. Al contrario la musica solistica
comprende composizioni strumentali di tutt'altro c tàttere, cioè ii repertorio
musicaie dell'Organo, del Cembalo e del Liuto, che non si differenziz dal
campo della musica d'insieme soltafito pef forme e tipi suoi peculiari
Preludio, Toccata, Yariazioni mà anche per particoiarità stilistiche come
-
-,
frgurazioni, trilli, accordi e libertà di voci.
Questi brevi cenni Possofio qui bastare per dimostrafe come la classifìca-
zione in questione si può motivare e giustifìcare dal punto di vista dello stile e
della forma. Ma ancorz più importante e detefminante qer noi è il suo stretto
rapporto con i pfoblerni fond^mentali della notazione3. Li-itiumoci a quel
periodo nel quÀle ii problema vocale-strument^1e, e di conseguenza anche
queila divisione polifonico-solistica da noi favorita, hanno un impellente
sìgnifìcato, cioè il periodo che va dal r_z5o circa al 16oo; in tai modo si può
fare una constatazione molto semplice'è èàtègorica: Ia musica a patti staccate è
a'
per insieme; la musica disposta in partitura è solistica
Í.a notaziooe pef la,, musica d'insieme del periodo suddetto viene
*nreÈsutale--in -con5i-deràzióne- tlf ùSo di
co munementà*-ch-iàiiìaf a
caratteriÌZlli'lon precisione ed inequivóceFilmente misurati
-"ri.ali caràtter
simboli musicali
"Uóti
("@-óìé, ligai"re), che introd<jiti da Fràncoà&:t.t:.1"
vèriàèró introdotti Fiaiióói metà-àEl
@góìé, ljgature), óhé vennerà
tra una
tgg..xIlt Come di consueto questo grande campo viene suddiviso

3 Srll'i-por"nza d.i questa distinzione ho richiamato I'attenzione in m saggio <The Importance of


Notation in Solving Problems of Early Musré> (Papers Read b1 Meabers of the Anerican Muicological Socie!,
l7ashington r918).
4 Con6o la prima pane di questa constatàzione si potebbero sollevare deìle obiezioni, che petò non
mi sembmno convincenti; cft. p. 59, del saggio sopracitato. L'unica veta eccezione, che mi è nota, soao le
composizioni per Organo di Michael Praetorius, che si trovano nei libtetti sepatati della sta Hlmnodia
Sìonia (tút) e delle Mssae Sioniae, VII (t6o9) e precisamente con l'osseruazione: pro organicis; sìne textu.
L'evidente mgione di questo procedimento è I'impossibilità tecnica per quel tempo di far state una
completa partitura per Organo nei piccoii ìibtetti pet voci singole. A questo proposito Ptaet'orius in una
Nata àice che se un Organistà wole suonare questi pezzi, deve sapedi trascdvete <aus den Noten in die

XX
* :-.
t! .'

notazione mensurale nera (rz5o-r45o) ed una notazione mensurale bianca


(r45o-r6oo), per il fatto che nel primo periodo i valori più grandi (longa, breuis,
semibreuis) venivano scritti con note nere (piene), mentre nel secondo periodo
si usavano le note bianclre (vuote). Tuttavia è da considerarc che le_lgla4qqe
nera non rappresenta assolutamente un sistemp g!{eyio,*,!g4-gomPrende fali
@ffi3i_u@;ses4e!e-f-'
sec.Jigl$ilnotazi-oqq francese e_italls!4jlel sec. xtv e altre (cfr' p. zr5)- I
prècedenti ìtadi della notazione mensurale sono trattati nel presente volume
sotto i titolí: Nggzignc-gtiúsilivlr(ca. 9o9-ll,Lo), Notazione qgglrata (ca.
r175-rzz5) e Notazione prefranconiana (ca. rzz5-rzlo).
Prendiamo ora in considerazione i corrispondenti problemi nel campo
della notazione soiistica. Normalmente tutte le notazioni usate in questo
campo veflgono indicate come intavolafure e, a seconda dello strumento al
quale sono destinate, si distinguono in intavolature per Organo, per Liuto,
pet Chitarra ecc.; inoltre vengono dtffetenziate pet nazionalità. Si pada così di
intavolature per Organo tedesche e italiane, intavolature per Liuto spagnole e
francesi, ecc..
Noi riteniamo insoddisfacenti queste classifìcazioni molto diffuse. Un
considerevole svantaggio pef citarne soltanto uno sta nel fatto che la
-
notazione della musica per- Organo inglese, italiana e francese del sec. xvt in
linea di massima è la stessa che viene usata pef la musica per tastiera di Bach,
Beethoven e dei contemporanei. Da questo si delinea lnnanzi tutto che la
distinzione tra intavolature pef Organo inglesi, italiane e francesi, di fatto non
dice altto se fìon che in tre divetsi paesi venne usato lo stesso sistema di
notazione, una osservazione questa che per 1o studio de7la notazione è molto
importante. Inoltte risulta anche che di conseguenzal'indicazione 'intavolatu-
n italiana pet Organo' (o anche inglese, francese, ma florì tedesca) potrebbe
essere usata anche su di un brano per pianoforte del sec' xIX. Ma senza
dubbio sarebbe un po' strano citare una sonata di Beethoven come url
esempio di intavolatuta itallana per Organo
Pèr evitare questi ed altri svantaggi, viene usata nel presente libro un'altra
classificazione ed un'altra terminologia. Nel camPo d.41""!"Stolgi$C!i.t
--Jlgrrg&eigtztz,|tottnrp1dic!1t4g9s*@gr*u-sica
soltanto attraverso- da (lettere o
sia rappresentata lg*H.ppure ^l!#ryqbg[

Tabulatur> (dalle singole pard in intavolatura), (cfr. K. Matthei, Micbael Praetoits, Sàntliclte Orgelwerkc,
t93o; <<Prcfuione>, p- 17 b). In altre parole questi btmi non si suonarono mai da parti separate (il che
sarebbe stato impossibile) ma naturalmente da una panitura.
La sersa differenz tra musica d'insìeme e musica solistie ha portato spesso a deplotevoli mali-ntesi e
mosse false. Un tecente grossolano esempio ce lo fornisce Ia pubblicazione dei Ricercari di Annibale
Padovaoo (pubbl. da N. Piettont e J. P. Hemebains, ry14), nella quale queste opere che, come pure i
Ricetcari di llillaert, apparrengono alla musica da emera, vengono offerte come composizioni pet Organo
con Pedale e con ogni sorta di moderne registtzioni. Che questi fucetcari Potessero venir suonati
sull'Organo e occasionalmente anche lo fosseto, non lo vogliamo in nessun modo contestate: vengono
suonati sul pianoforte anche i quartetti per archi di Beethoven.

xxI
INTRODUZIONE

numeri). Solamente i sistemi di ti) dell'


indicati cómè-in . A queste appartengono: f intavolatura spagnola
pE Organo (o più esatramente intavolatura per tastiera 6, che è sctitti con
I'ausilio di numeri), tutte le intavolature per Liuto (numeri e lettere), 7'zntica
intavolatura tedesca per organo (note e lettere) e quella moderna (sole
lettere).
Nell'altro gruppo, che comprende soltanto le fonti scritte con note,
possiamo ancer^ fare un'ulteriore suddivisione in due sottospecie, a seconda
che tutta la musica sia annotata su un sistema di due righi (il quale d'altronde
anche occasionalmente può venire riunito in un unico sistema con doppia
estensione) o ciascuna delle sue voci sia da sola su un sistema particoiare. Il
primo tipo lo indicheremo come sistema per tastiera. Esso coiiima con quelio
che viene indicato comunemente come intavolatura per Organo o tastiera,
italiata, inglese o francese 7. Il secondo modo di scrivere, .ór, orro speciale
sistema per ciascuna voce, venne usato principalmente nel sec. xvII da
compositori italiani e indicato come Partitura. Esso trovò il suo impiego sia
nella musica d'insieme sia in quella per tastiera. Qui ci interessano solamente
alcune stampe del periodo immediatamente precedeflte e successivo al ._6oo,
che contengono musica per tastiera e che di conseguenza possono venire
indicate come partiture per tastieta.
Per facllitare la comptensione dei precedenti argomenti segue qui una
tabeTla nella quale sono coritrassegnati i diversi sistemi di notazione ordinati
secondo i tipi e all'incirca in successione cronologica.

s D.l punto di vista stotico l'uso di questa espressione non


è giustificato. Nel sec. xvt irtauktrrd
(anche in francese tablatare, in tedesco Tabilatr) significa in generaÌe disposizione <tabellare>, cioè
disposizione in partitura. L'intawlatara itzliztz pet Ì'Organo è scritta con note, quella per Liuto con
numeri.
6 In inglese kelboard tablatwes.
7 Per maggioti particolari cft. p. 18.

XXII
LA NOTAZIONE DELLA MUSICA POLIFONICA
Musica d'insieme Musica solistica

Intavolature
Disposizione Disposizione a Sistema Partitura
in partitura Parti separate Per tastiefa Pef tastiefa Tastiera Liuto

Notaqione Prinitiya
(sec. IX - XIf
Notaqiotne puadrata
Organa, Clausulae, Motetti
Conductus (ca, tzzo-rz4o)
(ca. rt75-rz5o)
Notaqione Prefranco-
niana
(ca. tz4o-tz6o)
Notaqione Mensarale
Nera
Notaqione Franconiana
(ca. r z6o-r 3oo)
Notaqione Frantese
(ca. rloo-r45o)
Notaqione ltaliana Antica inîaao/atura
(ca. r1z5-.t15o). desca per organo
(ca. t3z5-r525)
NotaTione Mista
(ca. t11o-t575)
Notaqione di Maniera Intauo/alura spagnola Intauo/atura spagnola-
(ca, r375-r4oo) per organo ilaliafia per liilto
(sec. XVI - XVII) (sec. XVI)
$.otaqione Men:arale Italia-Ftancia Inghil- Moderna intauolatura Inlauolatlra tedesca
Bianca tefta per organo
tedesca per liaÍo
(ca. r4;otr6oo) (sec. XVI - oggi) (ca. r 5 5o-r7oo) (sec. XVf
Partiture. Italia-Spagna Ger- Intauolatara francese
(16oo - oggi) mania per liato
(r175-r75o) (sec. XVI - XVIID