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CORSO DI LAUREA IN GESTIONE DEL VERDE URBANO E

DEL PAESAGGIO

Docente: Prof. Alessandro Saviozzi


Dip. Chimica e Biotecnologie Agrarie

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Temi cardine del
programma

•Lo sviluppo della chimica-biochimica del suolo come scienza


•La natura e l’importanza dei colloidi del suolo.
•I fenomeni di adsorbimento e scambio.
•I cicli degli elementi nutritivi.
•L’importanza del suolo come sistema biologico.
•Le implicazioni produttive e ambientali della qualità
•del suolo.
•L’interazione suolo-tessuto urbano.
•Le attività di laboratorio.

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SUOLO
Storicamente
il suolo è la componente dell’ecosistema, composta di frammenti di rocce, minerali
e sostanza organica, che copre una parte delle superfici emerse della Terra e
costituisce l’interfaccia tra l’atmosfera, la litosfera e l’idrosfera.
Altra definizione
prodotto della disgregazione della litosfera mescolato a residui vegetali e animali.
In un contesto agricolo
il suolo è costituito da particelle in grado di supportare la crescita delle colture e
può essere lavorato.
Il punto di vista contemporaneo
il suolo costituisce una risorsa naturale non rinnovabile che, raggiunta una
condizione di stabilità determinata da fattori di stato (roccia madre, clima) può,
per alterazione (erosione, inquinamento) di tali fattori, regredire verso la rottura
dell’equilibrio (degradazione)

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Pedogenesi
La pedogenesi è la formazione del suolo.
La pedogenesi comprende 4 fasi intimamente connesse
Disgregazione fisico-meccanica della roccia
Decomposizione chimica e biochimica
Lisciviazione
Erosione superficiale

Agenti che operano per la disgregazione fisico-meccanica del substrato


pedogenetico:
a. acqua corrente
b. vento
c. ghiacciai
d. alternanza gelo-disgelo.
e. alternanza di alte e basse temperature.
f. radici delle piante

Fattori di decomposizione chimica e biochimica del substrato pedogenetico


L’acqua, che svolge vari tipi di azioni:
- Idrolitica idradante solvente
L’ossigeno, che svolge un’azione ossidante
Gli agenti biologici

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Profilo del suolo

- orizzonte O, ricco di materia organica non


decomposta o parzialmente decomposta;
- orizzonte A, ricco di minerali erosi dagli agenti
atmosferici e di humus derivante da sostanze organiche
provenienti dalla decomposizione degli organismi;
presenta elevata attività biologica e abbondanti radici;
- orizzonte E, caratterizzato dalla presenza di
particelle minerali (silicati, ferro, alluminio);
- orizzonte B, presenta una minore attività bilogica e
contiene argille e ossidi di ferro e alluminio provenienti
dagli strati superiori;
- orizzonte C, nel quale arrivano le radici degli alberi;
presenta scarsa attività biologica;
- orizzonte R, consistente in un letto roccioso
generalmente costituito dalla roccia madre non
disgregata.

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Tessitura
Costituisce la quantità dei componenti del suolo distinti per classi dimensionali
Sabbia 2.0 - 0.2 mm
grossa
Sabbia 0.2 - 0.02 mm
fine
Limo 0.02 - 0.002 mm
Argilla <0.002mm=2micron
Lo studio della tessitura di un terreno è importante poiché a tali gruppi dimensionali sono
correlate caratteristiche chimiche, fisiche e meccaniche ben precise tanto che, a seconda
della loro presenza percentuale, può essere molto diversa la fertilità di un terreno.

La metodologia di analisi si basa sulla differente velocità di sedimentazione delle particelle


all’interno di un fluido (legge di Stokes) .

L'apparecchio comunemente utilizzato per la determinazione della tessitura prende il nome di


levigatore di Eisenwein .
Sulla base della tessitura possono essere calcolate alcune costanti idrologiche

http://www.bsyse.wsu.edu/saxton/soilwater/soilwater_it.htm

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Minerali argillosi
Tipi di Silicati
• Nesosilicati;Sorosilicati; Inosilicati; Tectosilicati.
• Fillosilicati: Si/O 1:2,5. Nei minerali argillosi strati tetraedici di silicio si alternano
a strati diottaedrici di Alluminio (Al2(OH)6: Gibbsite) e strati triottaedrici di
Magnesio (Mg3(OH)6: Brucite).
• tipo 1:1
Caolinite: Al2 Si2 O 5 (OH)4 . Legami idrogeno tra i due strati, distanza basale 7.2 A fissa.
Superficie 10-20 m 2/g; Al/Si 1:1 quindi praticamente nulle le sostituzioni isomorfe.
• tipo 2:1
Montmorillonite: dimensioni piccolissime, sostituzioni isomorfe a livello tedraedrico e
ottaedrico (specialmente Mg 2+ su Al3+ ), cariche negative saturate da Na +, superficie 600-
800 m 2/g, a causa della bassa carica di strato (di solito vicino a 1), distanza basale 9.6-18
A (maggiore se completamente idratata).
Vermiculite: da profonde alterzaioni delle miche; sostituzioni di Si4+ con Al3+ e di Al3+ con
Mg 2+ o Fe 2+. Le cariche neutralizzate da Mg(H 2 O)6 2+ (120-150 meq/100g), a causa
dell'elevata carica di strato poco dilatabili (10-15 A), superficie di 600-800 m 2 /g. se
saturata da K + o NH 4 + , non piu' dilatabile (diventa illite).
• Tipo 2:1:1
Clorite: la struttura a sandwich accompagnata nell'interstrato da foglio ottaedrico come
parte integrante; riduce la dilatabilita' (14 A), la carica di neutralizzazione (10-40 m.e.
ioni/100g), e la superficie (70-150 m 2 /g)

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Morfologia della caolinite

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Montmorillonite

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La sostanza organica del suolo

La sostanza organica del suolo si compone di tre frazioni: residui animali e vegetali
humus, biomassa.
Principali composti della sostanza organica
• Carboidrati
• Proteine
• Lipidi
• Lignina

L'umificazione
I processi che nel suolo provocano la trasformazione chimica dei composti organici originari sono
processi di mineralizzazione o eremacausi (ossidazione o combustione estrema) e umificazione, in
cui sostanze sia originarie che di neo-formazione condensano e polimerizzano per dare complessi
molecolari scuri caratterizzati da stabilità chimica o biochimica e gruppi funzionali.
Estrazione delle molecole umiche
Le soluzioni acquose di basi forti, come NaOH sono le più efficaci arrivando a solubilizzare, dopo
ripetute estrazioni, i due terzi delle molecole umiche presenti nel terreno. Trattando l'estratto
alcalino con HCI concentrato fino a raggiungere un valore di pH di 1 si ottiene la precipitazione
della frazione a più alto peso molecolare, gli acidi umici. La frazione di sostanza organica che
rimane solubile in ambiente acido rappresenta gli acidi fuivici ed è composta da molecole umiche a
più basso peso molecolare. Infine la sostanza organica non estratta dalla soluzione alcalina
rappresenta la frazione più umificata e più fortemente legata alle componenti minerali del suolo e
viene chiamata umina.

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Forme di sostanza organica nel suolo

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Humus del suolo

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Humus del suolo

Acido umico: una possibile struttura chimica

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Humus del suolo

Acido umico: una configurazione possibile di un polimero con peso


molecolare di 150 000.

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ADSORBIMENTO e SCAMBIO

L'adsorbimento e un fenomeno definito come l'adesione di una specie (gas, liquido o soluto), alla
superficie solida con cui entra in contatto. E' un processo solitamente in competizione con la
precipitazione che prevale ad elevate concentrazioni.

Teorie di disposizione dello strato elettrico


Varie teorie
monostrato di Helmoltz
modello diffuso di Gouy-Chapman, con gradienti di concentrazione
Doppio strato di Stern un primo monostrato e parallelo simile a quello di Helmoltz (strato di
Stern) e secondo strato esterno di Gouy.

Fattori di scambio e fattori d'equilibrio


I cationi vengono assorbiti con forze variabili in base a:
carica del catione
raggio diametro ionico idratato
energia con cui le specie cationiche sono legate allo scambiatore, da cui:

Serie liotropica : Li+ < Na + < K + < Rb + < Cs+ (monovalenti);< Mg 2+ < Ca 2+ < Sr2+ < Ba 2+(bivalenti).
L'equilibrio dipende dalle caratteristiche dello scambiatore:
densita' di carica
adsorbimenti preferenziali (illiti e vermiculite adsorbono K + e NH 4+ negli spazi).

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Capacita' di scambio cationico

Si definisce come somma dei cationi scambiabili sulle superfice dello scambiatore. E'
funzione della carica netta (permanente+variabile) e quindi del pH.

I cationi scambiabili sono quelli sostituibili per trattamenti con soluzione saline [i cationi
non scambiabili sono quelli interstrato di fillosilicati non espandibili (fissati) e cationi di
reticoli cristallini].

Grado di saturazione basica


Il grado di saturazione basica (G.S.B.) e' il rapporto tra basi di scambio (Na + K + Ca 2+
MG 2+) e C.S.C. (variabile in funzione del pH).

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REAZIONE DEL SUOLO (pH)

La reazione del suolo influenza direttamente o indirettamente la disponibilità di alcuni


elementi nutritivi e opera una selezione a carico della biomassa microbica del terreno.

MISURA DELLA REAZIONE DEL SUOLO


La misura del pH del suolo viene effettuata su una sospensione acquosa di suolo. Secondo i
metodi ufficiali di analisi dei suoli il rapporto suolo:acqua deve essere pari a 1:2.5.
Nella preparazione della sospensione può essere utilizzata l'acqua distillata o una soluzione
salina a concentrazione nota (KCl 1M).

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Calcare
Con il termine generico di "calcare" si intende un sale di calcio o di magnesio o di ambedue

dell'acido carbonico nelle prevalenti forme mineralogiche di calcite (carbonato di calcio o

CaCO 3 ) o di dolomite (carbonato doppio di calcio e magnesio o CaCO 3 *MgCO 3).

Il carbonato di calcio, sotto l'azione dell'anidride carbonica, si dissocia rapidamente ed

in quantità relativamente elevate, mentre il carbonato doppio di calcio e magnesio è poco

dissociato o lo è lentamente. Ciò spiega perché terreni dolomitici, al contrario di terreni

calcici, possono addirittura evidenziare una reazione acida.

Con "calcare totale" si intende indicare la quantità globale di carbonato nel suolo; per

"calcare attivo" si intendono le forme chimiche caratterizzate da intensa reattività e

quindi capaci di influenzare i fattori della fertilità.

Un terreno ben provvisto di calcare attivo presenta un pH sub-alcalino.

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Ciclo dell’azoto

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Fosforo presente Apatite Del fosforo
nel suolo deriva Ca5(PO4)3OH presente nel suolo
dall’alterazione di una piccola quantità
Il metabolismo
minerali stimolata è disponibile per la
si mantiene
da micorrize ed comunità biotica
grazie al riciclo
essudati radicali
del fosforo
organico

Le piante superiori ed i microrganismi rilasciano nel suolo


enzimi fosfatasi che liberano il fosfato contenuto nella SO

pH acido: composti insolubili con Fe ed Al


Disponibilità
fosfato: pH neutro: maggiore disponibilità
influenzata dal pH
del mezzo pH basico: composti insolubili con Ca

Ulteriore ostacolo: scarsa mobilità dello ione


fosfato

CICLO DEL FOSFORO NEL SUOLO

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Il suolo come sistema biologico

Affività catalitica non-biologica dei minerali argillosi


È stata dimostrata soprattutto per l'idrolisi e la decomposizione di molecole
organiche semplici, e in particolare di xenobiotici.
Attività catalitica biologica (enzimatica)
1) enzimi associati a cellule proliferanti (animali, vegetali e microbiche)
2) enzimi associati a cellule non proliferanti (spore microbiche e cisti
protozoiche)
3) enzimi extracellulari
4) enzimi fuoriusciti da cellule o da residui cellulari
5) enzimi associati temporaneamente a substrati
6) enzimi adsorbiti su minerali argillosi o associati ai colloidi umici.
Gli enzimi vengono rapidamente immobilizzati sulle superfici dei colloidi
minerali e/o organici.
Tipi di adsorbimento di enzimi:
• Adsorbimento sui minerali della frazione argillosa
• Complessi con i polimeri umici

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Immobilizzazione di enzimi

E = enzima

A)legame covalente B) legame ionico


E E E E
E E E E R+ R+ R+ R+
colloide colloide

C) intrappolamento fisico D) formazione di humus


(co-polimerizzazione)
E
E E
E E E E E

polimero

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Qualità del suolo
• Attributo di un suolo che deriva dalle sue caratteristiche o
1 osservazioni indirette (es. compattabilità, erodibilità, fertilità).
(1987)

2 • Capacità di supportare crescite vegetali. (1989)

3 • Capacità di funzionare in modo produttivo, mantenendo le risorse base


quali ambiente, salute animali, piante, uomo. (1991)

4 • Adatto per l’uso. (1993)

• Capacità di funzionare all’interno di un ecosistema nel sostenere la


5 produttività biologica, mantenere la qualità dell’ ambiente e
promuovere la salute degli esseri viventi.

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Misura della qualità del suolo

Indicatori

Fisici Biologici
Chimici
C.E. vel. infiltrazione Tipo sost.org.
pH capacità idrica respirazione
rH densità biomassa
metalli pesanti tessitura qCO2
sostanza organica N mineralizzabile
C org. labile
enzimi
biomassa/c org.

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Resilienza del suolo

Resilienza
in letteratura ecologica dal 1970, definibile come l’entità della perturbazione che può essere
assorbita prima che l’ecosistema cambi la sua struttura.

Resilienza del suolo


concetto introdotto solo di recente, in vista dell’agricoltura sostenible. Mancano una precisa
definizione, metodi di misura, descrizione dei processi che la caratterizzano, significato.

Definizione
capacità di recupero della funzionalità e integrità strutturale. Ad esempio: sostenere attività
biologica, biodiversità, produttività, potere assorbente, tampone, capacità di degradare e
detossificare, conservare nutrienti, supportare strutture socio-economiche, proteggere
tesori archeologici.

Componenti della resilienza


a) velocità del recupero; b) grado di recupero

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Suoli urbani

natura problemi potenzialità

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Caratteristiche del suolo urbano
• Non ha un profilo
• Presenta estrema variabilità verticale e/o orizzontale, sia a livello macro
che microscopico
• Assenza di struttura e tendenza a compattazione per mancanza di
lavorazioni
• Scarsità di sostanza organica per mancanza di apporti
• Carenza di nutrienti
• Limitata presenza di organismi terricoli
• Clima alterato per il “calore urbano”
• Carenza o assenza di copertura vegetale per l’azione dell’uomo
• Impermeabilità e scarsa capacità di immagazzinamento dell’acqua
• Formazione di croste superficiali (anche per l’azione delle deposizioni
atmosferiche di derivati del petrolio)
• Reazione più elevata per irrigazione con acque calcaree, materiali per
l’edilizia contenenti calcare
• Presenza di inquinanti

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• Protocollo specifico per il
campionamento suolo
• Creazione di mappe
urbane dei suoli
• Ricerche su relazioni tra
contaminazione del suolo
urbano ed ecosistema

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