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Cap 1

-Forme del Rilievo= entità spaziali della superficie terrestre, individuabili in base al loro aspetto
fisico e che presentano un certo grado di omogeneità rispetto alle proprietà che le caratterizzano

-Agenti geomorfologici= sono l’insieme dei fenomeni che, attraverso i Processi morfogenetici,
determinano la genesi e lo sviluppo delle forme del rilievo

Cap 2 weathering and associated landforms

-Degradazione meteorica= insieme dei processi di disgregazione e alterazione che agiscono


sulle rocce affioranti la superficie o in prossimità di essa i cui effetti si esplicano in: formazione del
suolo, di paesaggi peculiari e trasformazione di rocce dure e compatte in rocce tenere e friabili

-Condizioni ambientali di Biostasia = sviluppate per alte T e intense precipitazioni, che


inibiscono la disgregazione fisica a favore dell’alterazione chimica. Determinano spessi livelli di
suolo e importante copertura vegetale

-Condizioni ambientali di Resistasia = sviluppate in condizioni di bassa T o precipitazioni, che


inibiscono l’alterazione chimica a favore della disgregazione fisica. Determinano uno sviluppo
scarso di suolo e vegetazione (anche assente).

Sosoruze coreua

DISGREGAZIONE FISICA= insieme di processi che determina la frantumazione della roccia


madre in clasti di dimensione variabile:

-Termoclastismo= processo che si verifica per contrazione e dilatazione della porzione affiorante
di una roccia, legato alle oscillazioni termiche. Queste determinano prima la microfratturazione e
poi la frammentazione vera e propria della roccia

-Idroclastismo= processo legato a fasi di assorbimento e di essiccamento di particelle d’acqua,


in rocce argillose e marnose. A seguito di numerosi processi di imbibizione e di essicamento si
formeranno fratture e crepe poligonali a cui segue la disgregazione vera e propria della roccia
madre

-Crioclastismo= processo che si verifica in caso di oscillazioni al di sopra e al di sotto dei 0° C.

L’acqua presente nelle fratture e nelle crepe della roccia madre congelando dilata queste ultime.

Il susseguirsi di questi processi può portare alla frammentazione della roccia madre, dopo
l’eccessivo sviluppo di queste crepe.

-Aloclastismo= si verifica per ripetizione di processi di infiltrazione di acque salate in crepe e


fratture e seccessiva evoporazione delle stesse. Questo causa precipitazioni di sali consecutive,
che, generando una pressione alle pareti delle crepe, causano l’allargamento di queste ultime con
la conseguente frammentazione della roccia.

-Esfoliazione= si verifica quando un corpo formatosi in profondità, vengono esposte in superfici


per sollevamento tettonico o per smantellamento di materiali superficiali.

A ciò segue la formazione di fratture subparallele alla superficie su cu agisce in modo


preferenziale la degradazione meteorica. Ciò genera squamazioni cipollari o anche Domi di
esfoliazione

-Disgregazione granulare= fenomeno che si verifica nel momento in cui una roccia è disgregata
in particelle e granuli corrispondenti a singoli minerali. Si verifica principalmente in risposta al
termoclastismo

ALTERAZIONE CHIMICA= insieme di processi che determinano la trasformazione dei minerali


che compongono la roccia in previsione di raggiungere un equilibrio con le condizioni ambientali
in cui essa si trova

-Soluzione=si verifica quando i minerali che compongono la roccia entrano in soluzione al


contatto con un solvente polare come l’acqua. Il tipo di minerali che entrano in soluzione dipende
indossolubilmente dal Ph dell’acqua (dalla quantità di ioni H+ quindi). Ciò è a sua volta correlato
con la T a cui il soluto acquoso si trova, quindi è correlato alle condizioni climatiche in cui tale
fenomeno si verifica.

La carbonatazione è un tipo di soluzione che si sviluppa secondo la reazione

H2O+CO2+CaCO3-> Ca(HCO3)2 che determina la formazione delle forme carsiche

-Idrolisi= processo che interessa principalmente minerali silicatici a contatto con soluzioni
acquose contenenti quindi ioni H+ e OH- con annesse molecole di CO2. A seguito di questo
processo si ha la scomposizione del minerale silicatico. Es. un feldspato alcalino (k-feldspato) può
dissociarsi in silice,potassa (asportate dalle acque circolanti) e caolinite, un minerale residuale che
rimane in loco.

L’alterazione può anche essere siallitica nel caso in cui interessi miche o placioclasi o ancora può
essere allitica nel caso si verifichi una ulteriore scomposizine del minerale residuale nelle sue
componenti, cioè silice e ossidi e idrossidi di Fe e Al in condizioni di clima Megatermico umido.

Nel caso ci si trovi in climi tropicali umidi si avranno processi di desilicizzazione che porteranno
alla formazione di suoli lateritici formati da ossidi e idrossidi di Fe e Al.

-Ossidazione= processo questo che si vericfica nel momento in cui un ambiente riducente è a
contatto con importanti quantità di ossiggeno. Ciò determina un’ossidazione dei cationi come Fe
Mn e S presenti nei minerali decretandone anche la destabilizzazione in alcuni casi

REGOLITE E SUOLO

-Regolite= orizzonte superficiale prodotto dalla degradazione meteorica di una certa roccia
madre

-profilo di degradazione= si ha nel caso in cui il regolite sia suddivisibile in livelli che presentano
un diverso grado di degradazione: orizzonte di roccia degradata (lv 1-3) con meno del 50% del
materiale roccioso degradato; Saprolite (lv 4-5) con più del 50% del materiale roccioso degradato;
regolite residuale o suolo (lv6-7) con il materiale roccioso completamente degradato

-fronte di degradazione= striscia di separazione tra regolite e roccia madre, si definisce fronte
perchè risulta variare nel tempo

-suolo= caratterizzato da una frazone inorganica minerale 50-60%, una compenente d’aria
15-22%, una d’acqua 25-35% e il restante in sostanza organica

-fattori della pedogenesi= fattore geologico,climatico,temporale,biologico,topografico

-processi che interessano il regolite= infiltrazione,capillarità,lisciviazione (presa in carico di ioni


e sostanze organiche solubili), eluviazione, illuviazione, accumulo di sostanze organiche,
precipitazione, cheluviazione, rimescolamento, classazione organica

-Orizzonti di un regolite= O ( humus grezzo materiale organico indecomposto, e strato


assorbente) A ( con humus materiale organico decomposto, con una certa frazione minerale, di
colorazione più scura) E (di eluviazione lisciviato, più chiaro) B (di illuviazione) C ( con materiale
inorganico derivante dalla roccia madre)

-regimi pedogenetici= Laterizzazione( hT e hprecipitazioni comportano assenza di humus per


intensa azione batteriologica, intensa alterazione chimica della roccia madre e processi di
lisciviazione della silice e dei cationi metallici dei minerali silicatici. A-B-C); Podsolizzazione ( climi
fresco e apporto idrico positivo, dove l’accumulo di sostanza organica comporta l’accumolo di
acidi organici e il movimento per cheluviazione dei colloidi del terreno che possono depositare
negli orizzonti sottstanti. O-E(podsol)-B(ornstein)-C) ;calcificazione (climi aridi freschi-molto caldi,
dove si ha risalita capillare di calcite dall’orizzonte C che si deposita in B, e un orizzonte A dove
per le scarse precipitazione i cationi Mg,Ca,Na,K della vegetazione che ivi si sviluppa rimangono
in locoe permettono il riproporsi della flora locale. A-B-C); gleizzazione (climi saturi d’acqua ma
non drenati, accumulo di acidi organici nell’orizzonte A definito torba dove l’azione dei batteri è
ostacolata dalla mancanza di ossigeno, accumolo di FeO nell’orizzonte argilloso sottostante B
definito Gley. A-B) salinizzazione ( tipica di ambienti ad elevata evaporazione dove l’afflusso di
acque saline determinano la precipitazione di questi negli strati del suolo una volta che questo
risulta imbibito)

-Classificazione dei suoli= suoli zonali (relativi ad un certo clima) intrazonali ( sviluppati in regioni
a clima diversi per particolari condizioni) azonali (legati a specifiche e uniche condizioni)

-Paleosuoli= quando un suolo si è formato in condizioni antecedenti quelle presenti in una certa
zona. Relitti se affioranti in superficie, Sepolti se occultati da depositi recenti.

FORME DELLA DEGRADAZIONE METEORICA

-Tafoni= cavita di disfacimento. Presentano come una apertura con margini sporgenti, parete
interna concava e liscia e sabbione medio grossolano alla base. Dovuti a processi di idrolisi,
soluzione e aloclastismo con feedback positivo di crepe e microfratture

-Cavità alveolari= dovuti a stessi processi dei tafoni, sono cavità dell’ordine del millimetro-
centimetro che sono interpretate come le prime fasi di sviluppo di un tafone

-Tors, blocchi in bilico (boulder .)= sono affioramenti rocciosi che si stagliano nettamente sulla
superficie e che presentano pareti ripide. Si sono orginati per degradazione preferenziale su
sistemi di fratturazione della roccia e successivo smantellamento dei prodotti legati all’alterazione
allitica.

Cap 3 (Slope process and Landforms)

-versante= prozione della superficie terrestre che presenta una certa inclinazione rispetta al piano
orzzontale su cui agiscono i processi di denudazione (gravitativi e di dilavamento) che si esplicano
con i fenomeni di erosione, trasporto e sedimentazione.

-Processi gravitativi= è l’insieme di processi legati alla forza di gravità, che incide sul materiale
degradato e sulla roccia madre che forma il versante

-(G) forme da caduta di detrito= si formano nel momento in cui clasti di dimensioni variabili
(detrito) originati per degradazione meteorica su un versante viene accumulato verso valle a causa
della gravità assieme a materiale più grossolano. Se la parete del versante è uniforme si possono
orginare falde di detrito, mentre se questa presenta rientranze e irregolarità si formeranno coni di
detrito. Le falde di detrito sono strisce(=o strato) di detrito che si formano al piede del versante
anche per coalescenza di coni di detrito.

Entrambe queste forme sono instabili e possono determinare movimenti anche a seguito di
leggere sollecitazioni. Pendenza pari a quella dell’angolo di riposo del materiale.

-movimenti in massa= possono essere veloci( frane) o lenti( reptazione e soliflusso)

-soliflusso= processo che interessa le porzioni superficiali di rocce argillose e limose che, una
volta imbibite d’acqua assumono un comportamento meno viscoso e si muovono verso il basso
per gravità formando tipiche terrazzette e lobi. Il geliflusso è un processo analogo che si verifica
però per scioglimento del ghiaccio contenuto nel terreno, in particolare in ambienti montani

-reptazione(soil creep)= è un movimento granulo-granulo che si verifica nelle porzioni più


sperficiali del regolite. Da ciò si formano sul versante poco acclive aree concave e convesse con
piccoli gradini che ricordano quelli di un antico sentiero.

-movimenti franosi= sono processi che si verificano nel momento in cui l’equilibrio del materiale
che forma il versante risulta spezzato. Per tale materiale sono presenti sforzi di taglio legati alla
gravità, alla pendenza e al contenuto di acqua, e forze resistenti legate alla coesione del materiale
e alle forze di attrito. Nel momenti in cui si ha una variazione di questi parametri e le forze resistive
non sopportano più gli stress di taglio si verifica una frana.

-tipi di frana= di ribaltamento (topples) , di crollo (rock falls), di scorrimento traslazionale


(traslational slides), di scorrimento rotazionale (rotational slides), colamenti (flows), espansione
laterale (lateral spreads)

-debris flow= si verifica lungo un versante caratterizzato dalla presenza di materiale sciolto( non
cementato). A seguito di un intenso evento piovoso il detrito viene prelevato e si muove in un
flusso di acqua e detriti che si autoalimenta man mano che procede verso valle.Clasti di
dimensioni variabili, deposito eterometrico sotto forme di lunghe lingue e velocità massime
nell’ordine dei 3’ m/s

-mud flow= flusso formato da fango (silt e argille) e acqua che muovendosi verso valle con un
moto di tipo viscoso-plastico origina al piede del versante forma a ventaglio e lobi caratteristici di
elevati spessori

-lahars= tipo di mud flow che si imposta per flussi di acqua e detriti sciolti piroclastici presenti
lungo i versanti di un vulcano. I lahars presentano E elevatissimi e si originano a seguito di intensi
eventi piovosi a volte dovute al vapore acque rilasciato dal vulcano stesso

-processi di dilavamento= si originano a seguito di eventi meteorici piovosi e a causa del


ruscellamento conseguente che si verifica lungo i versanti di un rilievo.

-erosione da pioggia battente= le precipitazioni meteoriche per la loro energia cinetica vanno ad
originare di microcrateri e smuovono partecelle finissime del terreno. Queste particelle possono
poi venire dilavate dal ruscellamento superficiale o andare ad occludere i fori presenti nel suolo.
Tale processo si verifica solitamente in suoli privi di copertura vegetale.

-erosione areale(sheet erosion)= si verifica quando, a seguito di un evento meteorico, si forma


una lamina d’acqua che erode in modo più o meno uniforme il versante, in funzione del grado di
regolarità di quest’ultimo.I materiali erosi in questo modo possono andare a formare depositi
colluviali ai piedi del versante o essere incanalati nei corsi fluiviale conseguenti.

-inondazione a coltre(sheet flood)= è un processo che si verifica in aree a clima arido, a seguito
di un evento piovoso molto intenso ma anche breve. Questo può dare origine a processi
particolarmente intensi a valle provocando inondazioni disastrose.

-erosione a rivoli(rills erosion)= si verifica a seguito di eventi piovosi prolungati su versanti molto
acclivi, che non presentano copertura vegetale, dove l’acqua dilavante forma sul versante dei
rivoli e dei microsolchi di erosione molto caratteristici (rills)

-Erosione a solchi (gully erosion)= processo che si verifica per coalescenza verso valle di rills
che, intensificando la propria capacità erosiva, producono dei solchi di erosione di dimensione
maggiore definiti gully. Questi possono originarsi sia per scorrimento superficiale che
subsuperficiale dei corsi d’acqua che infiltrandosi in livelli più profondi del terreno, produce
sudetta erosone superficiale formando gallerie. Quando a causa della gravità il tetto di queste
crolla, si originano i gullies. Tale fenomeno è detto piping

FORME LEGATE AL DILAVAMENTO *


-earth pillars (pilastri di terra)=sono forme che si stagliano nettamente sul territorio con un
blocco litoide come caprock sovrastante un pilastro di materiali clastici di dimensioni inferiori.

Queste guglie si originano per fenomeni di dilavamento lungo un versante in cui il blocco litoide
protegge i clasti di dimensioni inferiori sottostanti, ma non quelli limitrofi che vengono asportati.

-badlands= sono forme che presentano una vasta rete di rills e gullies impostati su rocce tenere
(come le argille) in climi arido a subumidi che presentano scarsa copertura vegetale. Spesso sono
degradate da fenomeni di umidificazione e essiccamento legati a idroclastismo che genera una
struttura superficiale a ‘’pelle di elefante’’

-calanchi= sono forme che si originano a seguito del dilavamento, da processi gravitativi e a
ruscellamento concentrato lungo un versante. Presentano tipicamente delle vallecole che
possono presentare copertura vegetale separate tra loro da creste sottili, aguzze, ripide e spoglie.
Possono rappresentare pericolo a seguito dell’eccessivo arretramento della testata progressivo
che le interessa. Presentano una tipica struttura a pettine

-biancane= presentano l’aspetto di una collina/cupola di un bianco acceso, solcata da una rete di
rills e gullies formati anche a seguito di fenomeni di piping, impostata su aree a bassa energia di
rilievo e con scarsa pendenza. La loro origini si ritiene sia legata a processi di dilavamento
operato su materiale argilloso. Il nome deriva dall’efflorescenza di solfato di sodio che ne
determina il caratteristico colore bianco dello strato più superficiale e la formazione della ‘’pelle di
elefante’’

Cap 4 morfologia fluviale

Rete idrografica=insieme dei corsi d’acqua che drena un bacino idrografico

Bacino idrografico= porzione della superficie terrestre delimitata da uno spartiacque nella quale
si raccolgono le acque derivanti da precipitazioni meteoriche, che vengono quindi incanalate in
un’asta fluviale principale

Modellamento normale= è il modellamento fluviale che viene definito per l’appunto normale in
quanto si ritiene sia il più importante per l’evoluzione della superficie terrestre

Energia di un corso d’acqua= E=Q*V^2 Q=A*V V=C*radR * S

E netta= data dalla differenza tra Etot e Edispersa legata quest’ultima alla cause interne(viscosità)
e esterne(rugosità del letto, trasporto carico). Se En>0 si ha erosione e trasporto; se En= 0 si ha
trasporto; se En<0 si ha sedimentazione

Erosione fluviale= l’erosione fluviale si esplica attraverso alcuni processi: erosione in senso
stretto (presa in carico e trasporto di materiale proveniente dalla base e dalle sponde dell’alveo)
cavitazione (azione meccanica originata dalla variazione di pressione idrica che genera vapore
acqueo) abrasione (legata agli urti del materiale trasportato) evorsione (legata agli impatti del
materiale trasportato in presenza di un moto vorticoso) degradazione ( legata alla disgregazione
fisica e all’alterazione chimica dovute alla presenza del corso d’acqua)

L’azione turbolenta e vorticosa del corso d’acqua legata alla presenza di cascate e rapide, può
portare per evorsione alla formazione di marmitte (pothole) che presentano al loro interno i clasti
che hanno portato alla loro formazione.

Trasporto fluviale= processo che si esplica in diversi modi: galleggiamento ( materiale con peso
specifico inferiore a quello dell’acqua flluviale), soluzione , sospensione (per particelle fini e
finissime che vengono mantenute in movimento per l’azione turbolenta del corso d’acqua, e il cui
insieme definisci il ‘’carico torbido’’ ) trascinamento sul fondo ( per saltazione rotolamento e
trascinamento. Questi fattori frammentano e arrotondano i materiali grossolani trasportati che
costituiscono il ‘’carico di fondo’’)

Carico limite= è la quantità di massa massima (in ton) trasportabile da un certo corso d’acqua

Capienza massima= è la dimensione massima dei casti trasportabili dal corso d’acqua

Sedimentazione fluviale= essa si verifica quando l’En<0. Tale processo si verifica quando un
corso d’acqua raggiunte le quote più basse perde parte della sua energia e tende a depositare
prima i sedimenti più grossolani e poi quelli più fini, ma può anche verificarsi nel caso in cui si
verifichino piene in conseguenza delle quali l’energia subisce un netto calo a cui segue
sedimentazione

embriciata=struttura di sedimentazione fluviale che si presenta formata da clasti con una


direzione preferenziale di allungamente immergiante in direzione opposta a quella del flusso del
corso d’acqua

Livello di base= è la quota minima a cui si spinge l’erosione fluviale di un corso d’acqua. Essa è
generalmente rappresentata dal mare o da un bacino endoreico. Il livello base di un corso
d’acqua di primo ordine è la quota in esso confluisce in uno di secondo e così via.

Profilo longitudinale= è un grafico che mostra le variazioni di quota dell’alveo di un corso


d’acqua dalla sorgente alla foce.

cascate=si formano quando un corso d’acqua impostato su aree rilevate, incontra rocce a
diverso grado di erodibilità. Erodendo quindi in modo preferenziale quelle tenere, si possono
formare salti e gradini che possono poi evolversi in cascata. A causa delle elevate velocità
acquisite e del moto vorticoso e turbolento che si genera alla base della cascata, si verifica
un’erosione regressiva che col tempo porta allo scalzamento del piede della cascata e il
conseguente arretramento

rapide= forme originate dall’evoluzione di una cascata a seguito di un periodo di erosione


regressiva che tende a ridurre e demolire il salto

Profilo di equilibrio= col passare del tempo, i fenomeni di erosione, nelle aree rilevate, e di
colmamento, nelle zone depresse, porta alla formazione di un profilo longitudinale in cui l’Enetta è
pari a 0, determinando unicamente fenomeni di trasporto. Lungo questo profilo quindi detto di
equilibrio la pendenza va via via diminuendo in modo costante, dalle zone di testata, fino al lv
base del corso d’acqua
Cattura fluviale= il processo si verifica in presenza di due bacini imbriferi adiacenti contenenti
corsi d’acqua a diversa capacità erosiva. Quello a capacità erosiva maggiore tenderà ad ampliare
il proprio bacino fino ad annettere il corso d’acqua adiacente con la formazione di un tipico
’’gomito di cattura’’, una deviazione dell’alveo del corso d’acqua a minor energia in quello a
maggior energia

FORME FLUVIALI - LETTI FLUVIALI


Letti scavati in roccia= sono letti di erosione, originati per incisione verticale e con scarsa
sinuosità (alveo perlopiù rettilineo). Si svilppano in tratti montani ad elevata pendenza.

Possono presentare un letto irregolare sviluppato in seguito a variazione della portata del corso
fluviale per piene e secche con tipica alternanza riffles(barre) and polls(pozze) o steps (passi) and
pools. Queste ultime nel caso in cui il materiale trasportato raggiunge dimensione considerevoli
paragonate a quelle dell’alveo.

Letti a canali intrecciati(Braided)= sono letti di sedimentazione caratterizzati da una serie di


canali separati da barre sedimentate all’interno del corso d’acqua in fasi di piena calante in cui l’E
subisce un progressivo calo.

Questi corsi d’acqua cominciano a formarsi dalla deposizione di materiale grossolano al centro
dell’alveo. Ciò forma due canali laterali che vanno ad incidere le sponde del corso d’acqua
depositando continuamente materiale alla base del letto. Tale processo diminuisce il
R(aumentando il perimetro bagnato) e l’E, e provoca erosione laterale e sedimentazione al centro
dell’alveo. Da ciò si originano la serie di canali coalescenti che caratterizzano questi tipi di letto

Letti a Canali anastomizzati= presentano un aspetto fisico molto simile ai braided ma si


differenziano per origine e sviluppo: questo tipo di letti infatti ha origine erosive.

L’acqua meteorica precipita su rilievi precedentemente formati dove si ha in prima fase un


ruscellamento confuso, e col progredire dell’incisione verticale si formano letti sempre più
profondi, fino al completo sviluppo di questi ultimi. Spesso questo processo interessa aree con
variazioni climatiche arido-umide.
Letti ampi a isole sabbiose=sono ampi letti profondi composti da materiale medio-fine che
possono entrare in sedimentazione al diminuire della profondità o della sezione dell’alveo.

Ciò provoca la formazione di isole sabbiose con forme a goccia, allungate idrodinamicamente
verso valle.

Letti a meandri= sono letti ce si formano a valle lungo zone con scarsa pendenza. Presentano
una sinuosità molto spiccata legata ai numerosi anse (meandri) formati a seguito dei processi di
erosione della sponda esterna e sedimentazione della sponda interna legate al moto vorticoso
turbolento.

Normalmente l’acqua in un meandro scorre più velocemente nella sponda esterna,per la forza
centrifuga, dove si accumula il maggior volume d’acqua. Questo è contrabilanciato da correnti
vorticose che tendono a colmare il dislivello generato spostandosi sulla sponda opposta
interna( convessa), generando un movimento elicoidale caratteristico.

Collo di meandro= è la porzione di terreno che separa due sponde esterne di un letto a meandri.

In caso l’erosione continui, si può dare origine a un salto di meandro in cui si rettifica l’alveo
fluviale, con la formazione di un meandro abbandonato che può originirare un lago a corna di bue
o un’area palustre chiamata mortizza. Possiamo definirle come la ‘’norma’’ per un corso d’acqua
che tenta di sviluppare un certo equilibrio con pendenza attriti e portata.

FORME FLUVIALi-FORME DI EROSIONE


Valli fluviali: sono forme caratterizzate da una depressione allungata delimitata da versanti più o
meno acclivi.

La loro origine è legata all’incisione verticale operata dal corso d’acqua in aree fortemente acclivi
ad elevata energia di rilievo a cui segue la formazione di una forra(gola) e all’abbassamento della
linea di fondo thalweg del corso d’acqua. Da questo momento si ha sviluppo sia dell’incisione
verticale che dei processi di denudazione del versante, che nelle fasi più evolute possono andare
ad addolcire i versanti e ad ampliare la zona depressa poco acclive con depositi colluviali e fluviali

FORME FLUVIALI- FORME DI DEPOSITO FLUVIALE


Conoidi di deiezione= sono forme di accumulo di sedimenti depositati dal corso d’acqua,
quando questo raggiunge aree pedemontane. Si generano quindi forme di accumulo a ventaglio
legate alla variazione della posizione dell’alveo del corso d’acqua che andrà opportunamente a
cambiare canale di scorrimento in funzione di eventuali colmamenti. In una conoide di deiezione(o
alluvionale) è possibile riconoscere una zona apicale in cui il corso d’acqua risulta fisso e stabile e
una zona distale in cui invece avremo l’alveo che varia in funzione degli eventuali colmamenti

Pianure alluvionali= sono aree piane comprese tra i versanti vallivi e il corso d’acqua, originate
da processi di sedimentazione fluviale. Si formano sia per accrescimento laterale legato alle
migrazioni dell’alveo del corso d’acqua all’interno della piana, sia per accrezione verticale legata
ad esondazioni che determinano la sedimentazione di materiale lungo tutta la superficie della
pianura. Si distinguono in funzione di granulometria e pendenza: pianure pedemontane,
intravallive, intramontane, costiere e deltizie.

Le pianure alluvionali possono svilupparsi anche in concomitanza di corsi d’acqua con letti diversi
(a meandro o a canali intrecciati)

Argini naturali= sono porzioni di margine del corso d’acqua formate da materiali grossolano e
originate a seguito di esondazioni

Ventagli di rotta=sono forme caratterizzate da acqua e detrito grossolano depositato dal corso
d’acqua a seguito di una rottura locale del margine naturale

VARIAZIONE DEL LIVELLO DI BASE E FORME AD ESSO COLLEGATE= il livello di base può
variare nel corso del tempo determinando fasi di erosione, connesse ad abbassamento del lv di
base a causa di sollevamento tettonico e abbassamento eustatico, o fasi di sedimentazione, per
subsidenza o innalzamento eustatico.

Questi fenomeni portano ad un aumento o ad una diminuzione della pendenza e dell’En con
conseguente entrata in erosione o sedimentazione del corso d’acqua.

Meandri incassati= si sviluppano per un lento e progressivo sollevamento tettonico che causa
l’aumento dell’erosione verticale per abbassamento del livello di base, con conseguente
incassamento dei meandri nel letto fluviale.

Tale processo può anche originare archi naturali in caso verifichi un salto del meandro incassato.

Terrazzi fluviali=sono forme che si sviluppano lungo i versanti vallivi, caratterizzate da una
superficie suborizzontale (sup.terrazzata), un orlo e una scarpata subverticale.

Sono suddivisi in ordini (I più antico II più giovine) e in terrazzi orografici ( che hanno origine dalla
roccia del versante) e alluvionali (costituito dai depositi fluviali)

Si suddividono in funzione della causa di genesi in:

-terrazzi eustatici= sono forme in cui la superficie terrazzata si sviluppa durante il periodo
cataglaciale, durante il quale si un innalzamento del livello eustatico e del livello di base che
provoca quindi sedimentazione e formazione della superficie di terrazzo

La scarpata invece ha origine durante il periodo anaglaciale ( =da interglaciale a glaciale) dove
l’abbassamento eustatico genera erosione per abbassamento del lv di base.

Terrazzi climatici= in questo caso la terrazza si è sviluppata durante il periodo anaglaciale, in


condizioni di resistasia, che hanno determinato processi di denudazione lungo i versanti con
conseguente accumulo di materiale clastico lungo le aree più a valle.

La scarpata invece si sviluppa in condizioni di biostasia durante il periodo cataglaciale, in cui le


maggiori portate dei corsi d’acqua determinano processi di erosione verticale.

Terrazzi tettonici= queste superfici terrazzate si sono sviluppate durante subsidenza che ha
determinato un innalzamento del lv di base con fenomeni di sedimentazione, mentre la scarpata
della terrazza si è sviluppata in fasi successive per sollvemento tettonico, abbassamento del lv di
base e erosione

Ciclo di Davis=definisce le modalità di evoluzione del rilievo fin dal momento della sua
formazione, a partire da un sollevamento tettonico che porta in rilievo il fondale oceanico.

Si riconosce: stadio iniziale in cui la superficie suborizzontale non presenta rilievi di alcun tipo e
risulta assente da fenomeni di erosione verticale da parte dei corsi d’acqua.

Stadio di prima giovinezza in cui si ha l’instaurazione di altopiani e di prime valli fluviali legate
all’erosione verticale

Stadio di giovinezza in cui si ha lo sviluppo del sistema precedente, con formazioni più marcate
di valli a V con ancora la preseza di altopiani

Stadio di maturità in cui si ha lo sviluppo di sistemi fluviali con versanti meno verticali, in cui il
profilo longitudinale dei corsi d’acqua comincia a tendere lentamente alla regolarizzazione.

Stadio di tarda maturità il sistema tende ancora più all’equilibrio, le pianure alluvionali cominciano
ad espandersi tra i versanti vallivi

Stadio di vecchiaia= il sistema. È caratterizzato da una superficie subpianeggiante definita


‘’penepiano’’ con alcuni rilievi testimoni (monadnocks) molto resistenti

Stadio di ringiovanimento verificabile a seguito di un ulteriore sollevamento tettonico che


determina la copresenza di fasi senili e giovanili

Cap 5 GEOMORFOLOGIA QUANTITATIVA- TIPI DI RETICOLO IDROGRAFICO


In funzione della distribuzione della rete idrografica si possono individuare reti di tipo:

Dendritico alborescente

Rettangolare con angoli di confluenza dei corsi d’acqua a 90°

Traliccio con una direzione di estenzione delle aste principali e con aste secondarie
perpendicolari

Pinnato con morfologie calanchive a pettine

Parallelo corsi fluviali tra loro paralleli

Centrifugo

Centripeto

Anulare con corsi principali centrifughi e corsi susseguenti concentrici

Cap 6 CARSISMO

Reazione e corrosione carsica: H2O+CO2+CaCO3<——>Ca(HCO3) quest’ultimo solubile in


acqua. La reazione diretta porta a erosione ed è detta corrosione carsica, mentre quella inversa
porta a sedimentazione

Fattori per sviluppare un paesaggio carsico: 1)che il calcare sia maggiormente puro e di
notevole spessore 2)intense precipitazioni 3) che sia presente una certa energia di rilievo per
permettere la circolazione delle acque dilavanti 4) che siano presenti sistemi di fratture all’interno
del calcare

Forme epigee (subaeree)


sono forme affioranti in superficie

-Karren (microforme): sono forme che vanno dal mm al m originate per corrosione carsica delle
acque dilavanti su pendii più o meno inclinati. È possibile suddividerli in:

fori carsici

Scannellature

Solchi a doccia
Vaschette di corrosione
Crepacci carsici
Karren arrotondati-sviluppati sotto una copertura importante di vegetazione e suolo che
intensifica il processo carsico con l’arricchimento di acidi organici. Presentano una forma molto
più arrotondata di forme carsiche subaeree.

Una superficie caratterizzata dalla presenza di più Karren è definita ‘’campi carreggiati’’ con solchi
nella direzione del pendio. Mentre se il processo di corrosione è andato avanti a lungo nel tempo
si definisce tale superficie campi carreggiati ruiniformi. Suddetti campi mostreranno anche tipici
spuntoni e creste appuntite.
-doline (mesoforme): m-hm sono forme depresse chiuse circolari ed ellittiche talvolta dotate di
inghiottitoio. In funzione della forma si distinguono: doline a piatto, a ciotola, o ad imbuto.

In base lle modalità di genesi avremo:

Doline da soluzione normale: generate da corrosione carsica all’interno delle fratture di un calcare
che genera la struttura chiusa depressa

Doline alluvionali: formate per collasso di materiali alluvionali permeabili sovrestanti rocce solubili

Doline di di subsidenza in roccia: dal collasso di rocce non solubili ma permeabili sovrastanti
rocce solubili per corrosione carsica

Doline da pozzo: originate per il crollo di cavità carsiche ipogee

Si sviluppano a partire da un numero vastissimo di doline di piccole dimensione che unendosi per
coalescenza ne formano di più grandi, originando tipiche strutture a 8 e a grappolo dette uvala.
Polje o piani carsici (macroforme): aree depresse nell’ordine del Km con inghiottitoi anche
multipli che convogliano le acque all’interno dsel massiccio carsico sottostante e guglie(spuntoni)
solitari detti Hum. Nei polje attivi si può avere la formazione anche di laghi stagionali per
incapacità dell’inghiottitoio di smaltire le acque in eccesso nelle stagioni umide, o quando in
alcuni casi gli inghiottitoi possono anche diventare sorgenti (estavelle)

Si originano in grandi depressioni tettoniche

Valli carsiche (macroforme): sono valli fluviali interessate da corrosione carsiche nella aree di
alveo e subalveo. Presentano forre(o gole o canyon carsici) originate dai corsi d’acqua allogenici
che scavano nei calcari.

Col tempo però le fratture presenti nelle rocce dell’alveo si possono allargare fino a formare
un’inghiottitoio dove confluisce il corso d’acqua, generando una Valle cieca (a monte
dell’inghiottitoio) e una Valle morta (a valle dello stesso). Con il procedere della carsificazione, in
una valle cieca si possono aprire sempre nuovi inghiottitoi più a monte, andando a ridurre il tratto
attivo e ampliando la valle morta.

Forme ipogee(sotterranee)
originate dalle acque meteoriche che penetrano attraverso fratture e inghiottitoi delle forme
epigee originando Gallerie carsiche (cavità suborizzontali) e pozzi o abissi carsici (cavità verticali).

Le zone in un massiccio vengono suddivise in funzione della quantità di acqua presente in:

Zona vadosa= sempre priva di acqua

Zona intermedia= lv dell’acqua variabile in funzione delle oscillazioni della falda freatica

Zona freatica= sempre satura d’acqua

Cavita verticali= fusi, pozzi, pozzi cascata

cavità orizzontali= gallerie singenetiche, gallerie a pelo libero, canali di volta

Depositi di grotta=speleotemi (stalattiti, stalagmiti), colate concreazionali, vele, colonne,


vaschette di grotta, crostoni di calcite, dighe di sbarramento.

Carsismo delle aree tropicali caldo umide e quello delle aree fredde
differenza legata alle intense precipitazioni e alto contenuto di CO2 di origine organica. Si
riconoscono in funzione della forma assunta dai rilievi e dalle depressioni ad essi interposte:

(elencati per ordine di evoluzione, dal paesaggio più giovane al più maturo)

-carso a cockpits= colline emisferiche intrerposte da selle poco profonde, delimitano un’area
depressa con configurazione planimetrica poligonale o a stella, che si trova contigua rispetto ad
altre aree dello stesso tipo.

-carso a coni= stadio evolutivo più avanzato del precedente. Rilievo con forma conica più ripida
e depressioni più ampie che formano per coalescenza un’area suborizzontale detta glade

In entrambi i casi si ha un’origine legata a sollevamento tettonico di masse calcaree con


ringiovanimento della rete fluviale, poi disgregata a causa del carsismo

-carso a torri=secondo alcuni è un’evoluzione del Carso a coni, mentre per altri è un tipo a se
stante. Sviluppo per modellamento carsico fluviali.

Formato da: torri carsiche più o meno isolati con pareti verticali, in una pianura, con corsi d’acqua
a scorrimento superficiale e in grotta (all’interno dei rilievi). (È il corrispettivo in calcari dei
paesaggi a pediment e inselberg delle regioni tropicali impostate su rocce cristalline).

-carso a pinnacoli= insieme di fenditure e pinnacoli a spigoli vivi che si stagliano nettamente
rispetto la superficie. Origine legata a corrosione carsica su sistemi di fratture via via più profonde
con formazione di suolo importante che può venire smantellato o adattarsi alla base dei pinnacoli,
con successiva venuta a giorno degli stessi.

-cenotes=sono depressioni carsiche di forma circolare originate a seguito di collasso di livello


calcarei con stratificazione orizzontale su una sottostante cavità carsica su cui scorre un fiume
sotterraneo. Il collasso è dovuto principalmente all’indebolimento delle fratture del tetto della
struttura per carsismo, che infine crolla.

Nei cenote vicini alle coste si forma l’aloclino, una superficie torbida di contatto tra acque dolci
sovrastanti acque salate marine

Cap 7 MORFOLOGIA EOLICA= il vento con la sua azione meccanica, è in grado di originare sia
forme di erosione che di sedimentazione

Erosione eolica= essa si esplica attraverso deflazione e corrasione. La prima consiste nella presa
in carico di materiali sciolti di piccole dimensioni. La seconda invece provoca processi di erosione
meccanica attraverso la smerigliatura operata dalle particelle trasportate.

Porta alla formazione di reg e hamada

Trasporto= tramite reptazione, saltazione, rotolamento e sospensione

sedimentazione= determina la formazione di dune, campi di dune(=erg)

Forme di erosione eolica

Ciottoli sfaccettati (ventifacts) microforme - sono ciottoli caratterizzati da facce piane o appena
concave, lisce o bucherellate. Prodotti dalla corrasione eolica su clasti.

yardangs mesoforme= sono dorsali allungate di dimensioni variabili parallele fra loro e orientate
secondo la direzione del vento dominante. Sono originati sia dalla deflazione che dalla corrasione,
caratterizzati da un’alternanza di rocce dure e tenere.

Pilastri di roccia o funghi di roccia mesoforme= torrioni rocciosi caratterizzati da un livello più
sottile alla base e da una porzione sommitale più pesante e massiva, originate per deflazione e
corrosione e si ipotizza anche dilavamento in fasi climatiche precedenti.

Bacini di deflazione macroforme= aree depresse generate dall’asportazione massiva di enormi


volumi di materiali. Il vento inoltre,non avendo un lv di base può spingere la propria erosione
anche al di sotto del lv del mare andando ad originare delle criptodepressioni.

Forme di sedimentazione eolica


Materiale fine= copertura in patine sottili con scarsa influenza sul rilievo tranne nei depositi di
Loess (in cui formano colline al massimo)

Materiale sabbioso= distese laminari amorfe dette ‘’piane di sabbia’’, oppure rilievi ‘’dune’’. Sia
le piane che le dune presentano nel lato sottovento delle increspature regolari ad andamento
ondulatorio definite ‘’ripples’’, perpendicolari alla direzione del vento dominante. (in sezione sono
asimmetrici, con versante sopra vento con angolo di 10°, e lato sotto vento inclinato a 30°)

DUNE
= colline composte da sabbia sciolte, con forme e dimensioni variabili.

Un raggruppamento di dune è detto mare di dune o Erg.

Schema di angolo di lato sopra vento e sotto vento, delle linee di flusso, del movimento per
raptazione e saltazione con slipface che porta a piani di stratificazione, evoluzione della posizione
delle dune

Classificazione morfologica delle dune

Dune libere
evolvono senza impedimenti in funzione dell’energia del vento e della quantità di materiale
sabbioso disponibile

-barcane= forme elementari che presentano una porzione concava sotto vento e bracci laterali
con una struttura interna a laminazione incrociata. Si sviluppano in presenza di forti venti
unidirezionali con quantità di materiale disponibile limitato
-dorsali barcanoidi= origine per apporti sabbiosi più intensi che determinano il congiungimento
dei bracci delle barcane. Sono dune trasversali alla direzione del vento.
-dune trasversali= con venti unidirezionali si sviluppa una duna con lato sopravento poco
inclinato con versante sotto vento più acclive. Struttura interna più semplice di quella di una
barcana
-dune longitudinali= dorsali sabbiose allungate con creste parallele separate tra loro da solchi
profondi. Origine con tre modelli: 1) convergenza di due venti di uguale intensità; 2) presenza di un
vento elicoidale che aumenta di diametro nella direzione del flusso eolico 3) evoluzione da
barcane per due venti di diversa intensità (le dune in tal caso prendono il nome di seif)
-dune contrapposte= formate per due venti periodici che spirano normalmente all’asse di cresta
delle dune ma da due direzioni opposte originando due slip faces contrapposte
-dune a stella= formate a causa di forti venti provenienti da diverse direzioni variabili nel corso
dell’anno

Dune da ostacolo
sono condizionate dalla vegetazione o da ostacoli topografici

Se il vento incontra una dorsale rocciosa=

dune di appoggio ( nei solchi della dorsale sopra vento, dove si incanala la sabbia) ,

di ricaduta (nella dorsale sottovento) e

da eco (dovuta ai vortici eolici che si formano e che causano la formazione di una duna
distaccata dalla dorsale, per una distanza proporzionale a lunghezza e acclività della dorsale
stessa)

Per un rilievo isolato

fore dunes(dune sopravento)

Lee dunes (dune sottovento, ai lati dell’ostacolo)

Per la vegetazione
Dune con conche di deflazione (prodotte dalla deflazione in aree spoglie circondate da
vegetazione. Il materiale originato va a depositarsi a margini della conca)

Dune paraboliche (se la deflazione è intensa; presentano tipica forma ad U)

nebkhas(dune piccole) o rebdou(dune grandi)= originate per deposizione su lato di sottovento


dei cespugli.

ripeti
Cap 8 MORFOLOGIA DELLE REGIONI ARIDE
Definizione di ambiente arido= ambiente con meno di 250 mm di precipitazioni annue.
L’UNESCO considera l’indice di aridità Ia= P/ETP

Classificazione morfo-strutturale delle zone aride


-deserti di scudo e di piattaforma= tipici di aree cratoniche( di stabilità tettonica), presentano
un’E di rilievo debole

In queste aree è possibile trovare:

-superfici di spianamento suborizzontale su rocce cristalline ignee precambriano

-altopiani tabulari di rocce sedimentarie di età paleozoica o mesozoica con stratificazione


orizzontale: Spesso sono caraterizzati da incisioni fluviali profonde che si esplicano in rilievi
tabulari (plateaux, mesas) canyon versanti a gradinata (per alternanza di litologie tenere e dure
incise differentemente), rilievi testimoni (butte), ed esplanade (forme molto simili ai terrazzi
orografici)

-rilievi vulcanici recenti o Inselberg

inselberg= nucleo resistenti di antiche catene montuose smantellate che possono essere presenti
nella superficie di spianamento

-deserti a rilievi montuosi e bacini= così chimati perche in essi si alternano dorsali motuose e
depressioni intramontane spesso rappresentate da bacini endoreici. Comuni in aree
tettonicamente attive.

Clima =Presenza di dislivelli netti tra aree rilevate e depresse generano situazioni climatiche
opposte tra aree a monte( freddo e umido) e a valle (caldo e arido)

Aree rilevate=versanti acclivi ed aspri sottoposti a crioclastismo

Aree pedemontane= accumulo dei detriti alluvionali come conoidi di deiezione (quando
coalescenti dette bajadas), per formazione di corsi d’acqua momentanei in occasioni di piogge o
di scioglimento di nevi a monte.

Possono presentare in alternativa pediments.

Aree depresse= vaste depressione endoreiche definite playas, con depositi alluvionali con
elevato contenuto salino (a volte possono formare salinas) o specchi lacustri salati e poco
profondi (laghi di playa)

playas= superfici piatte formate da silt e argille con importante contenuto di sali. Sono il fondo di
antichi banici lacustri prosciugati.

Esistono playa argillose dure e secche (senza risalita capillare di acqua di falda) quelle soffici e
rigonfie (con risalita capillare) e quelle con crostoni di sale (risalita di acque saline). Aree
interessate da importanti processi di idroclastismo

Laghi di playa= originati per piogge abbondanti o per risalita della falda idrica, sono comunque
forme per lo più momentanee che di solito non permangono a lungo per la forte evaporazione.

Processi morfogenetici dominanti nelle regioni aride


in condizioni ambientali di resistasia, vediamo la regione interessate maggiormente da
termoclastismo, e in min importanza da aloclastismo e da crioclastismo, dove presenti per scarse
precipitazioni.

wadi= le scarse piogge alimentano in modo effimero reti idrografiche del passato, detti wadi,
attive solo saltuariamente.

Morfologia dei rilievi mountuosi

Archi naturali=forme originate a partire da rocce arenacee, formate durante variazioni umido-
aride quaternarie, con la degradazione meteorica fisica e chimica, combinata con dilavamento e
con il vento. Sono forme che hanno cominciato a svilupparsi nella fase umida e si sono ampliate e
preservate nella fase arida.

Arretramento parallelo dei versanti e formazione del pediments


-nelle regioni aride, i rilievi vengono erosi con diminuzione graduale delle relative quote. I versanti
tuttavia, diversamente da quanto succede alle regioni umide, arretrano parallelamente a se stessi,
conservando la pendenza originale.

pediments= piani di roccia (superfici di erosione) di scarsa pendenza (5-7°) che tendono ad
estendersi verso monte via via che i processi erosivi sui versanti proseguono. Verso valle il
pediment si raccorda con 1)una depressione endoreica 2) sul fondo di valli fluiviali del passato
umido, in attuali zone desertiche 3) sul fondo di valli fluiviali attive in aree predesertiche.

Origine legata all’azione (di planazione) delle acque dilavanti e dei torrenti ai piedi dei versanti.

L’ampliamento di più pediments contigui, può portare alla formazione di un pedepiano, un’ampia
superficie di spianamento su cui si innalzano gli inselberg

Hamada( pavimento del deserto)= superfici aspra e accidentata, difficile da percorrere con
mezzi di trasporto. Origine per termoclastismo acque dilavanti e dal vento

Rock hamada superficie tabulare in roccia frammentata dagli agenti esogeni che mostra blocchi
a spigoli vivi.

Boulder hamada è una superficie su cui giacciono blocchi sferoidali di diverse dimensioni

Vernice del deserto= patina di scarso spessore di min argillosi, ossidi e idrossidi di Fe (marrone
scuro) e Mn (nero). Originata per l’azione di batteri

Reg(pavimento del deserto) = superficie costituita prevalentemente da detrito fine, facilmente


percorribile.

MORFOLOGIA DELLE AREE TROPICALI

Definizione di clima megatermico umido=area che presenta precipitazioni dai 1500 ai 2000
mm/anno e T medie superiori ai 25°

Condizioni ambientali prevalenti= biostasia

Processi morfogenetici dominanti= esfoliazione, termoclastismo, idrolisi con alterazione allitica,


classazione organica (termitai) e rimescolamento

Lateriti,crostoni lateritici, duricrost= presenti come orizzonti cementati e induriti accanto ai


suoli lateritici. Suddivisi in funzione della composizione in crostoni bauxitici (ricchi in Al2O3, es
gibsite), silcrete (ricchi in SiO2, es caolinite) e crostoni ferrugginosi (ricchi in Fe2O3, es ematite)

Struttura dei crostoni lateritici=1) nodulare 2) pisoliti(>2mm) e ooliti (<2mm) 3) vermicolare(più


comuni)

Origine delle strutture= legata alla fluttuazione della falda fratica secondo McFarlane, con pisoliti
forme immature, e vermicolare forma più avanzata

Origine dei crostoni lateritici= 1)un profilo di alterazione, in cui la zona pallida si è impoverita di
Fe che è risalito verso l’alto per capillarità o oscillazione della falda freatica. 2) movimento laterale
di acqua di falda verso la base di un rilievo con con precipitazione degli ossidi di Fe contenuti a
più valle 3) precipitazione degli ossidi e idrossidi di Fe per fluttuazione della falda idrica e
abbassamento del profilo di degradazione per erosione dovuta ad abbassamento del lv di base
fluviale

Aree tropicali umide di montagna (orogeni)

Selva topography (termine peruviano)= morfologia aspra con strette dorsali spartiacque, valli
fluviali a V, fondovalle corrispondenti a letti fluviali con intensa erosione verticale.

Processi principali= processi gravitativi quali frane (scorrimento traslazionale, rotazionale,


colamenti e crolli) e da soliflusso, legati alle intense precipitazioni.

Aree cratoniche tropicali umide

Processi principali= processi di dilavamento (rills e gullies) e processi fluviali con permanenza
duratura di cascate e rapide per trasporto principale di sostanze fini, che derivano
dall’alterazione chimica del regolite

Forme dei crostoni lateritici

1) superficie originaria suborizzontale profondamente alterata fino alla formazione del crostone
lateritico, successivamente incisa dall’erosione fluviale con formazione di rilievi tabulari in cui il
duricrost fa da Caprock

2) Formazione del crostone lateritico sul fondovalle, per migrazione laterale di acque di falda
ricche di Fe dai versanti verso quote più basse) e conseguente inversione del rilievo che
genera rilievi tabulari con duricrost come caprock

3) Crostone di seconda generazione per abbassamento del livello della falda freatica ed erosione
sul versante che ha esposto il terrazzo di denudazione (formato appunto dal crostone)

4) Crostone di seconda generazione formato sul fondovalle per migrazione laterale di acqua di
falda

morfologia aree cratoniche tropicali = tipicamente caratterizzata da zone pianeggianti, cioè da


superfici di planazione,(si ritiene penepiani e pedepiani) , con regolite molto spesso.

Superfici di doppia planazione= In zone pianeggianti caratterizzate da un regolite tra i 30 e i


60m, che viene eroso per azione fluviale e abbassamento del fronte di alterazione. Questa
combinazione produce una superficie di spianamento detta Eatchplain. Se l’erosione si protrae
fino a far emergere il fronnte di alterazione, si origina una Eatchsurface.
Inselberg=se si considera anche la fratturazione della roccia madre nel processo di doppia
planazione, è possibile definire gli inselberg come delle porzioni massive e compatte rispetto
l’adiacente roccia madre. Queste porzioni di basamento risulteranno resistenti all’erosione, e
sempre più alte, con l’abbassamento dell’eatchplain. Esistono inselberg a domo (=bornhardt) o
boulder inselberg, già presi in considerazione

Penitent rocks= originati per degradazione preferenziale sui giunti di strato o sui piani di
scistosità, che su rocce sedimentarie e metamorfiche possono originare forme di spuntoni più o
meno acuminati che vengono poi a giorni per smantellamento

Cap 10 Morfologia glaciale

Limite delle nevi perenni=quota al di sopra della quale la neve che cade nel periodo freddo non
si scioglie completamente nel periodo caldo, ma si accumula di anno in anno, trasformandosi col
tempo in ghiaccio rilasciando aria ( neve, neve granulare, firn, ghiaccio).

CLASSIFICAZIONE MORFOLOGICA

Ghiacciai continentali
-Calotte glaciali (inlandsis, ice sheet) enormi cumuli di ghiaccio che coprono la topografia
circostante

-Calotte glaciali più piccole (ice caps) simili ai precedenti ma di dimensioni inferiori. Quando la
morfologia sottostante non risulta occultata, perchè il ghiaccio non è troppo spesso, si originano
gli ice fields

-Domi glaciali (ice domes) porzione centrale delle calotte con tipica forma a cupola

-Ghiacciai di sbocco (outlet glaciers) colate di ghiaccio ad alta velocità circostritte dai rilievi
montuosi. Gli ice streams invece sono circoscritti da masse di ghiacio da cui si sono separati

- piattaforme di ghiaccio galleggiante (ice shelfs)=placche di ghiaccio tabulari di notevole


spessore, galleggiante sul mare ma unite alla costa e alimentate da ghiacciai di sbocco, ice
streams e da precipitazioni nevose.

Ghiacciai montani

-ghiacciai di nicchia piccoli corpi glaciali in cavità poco incise


-ghiacciai di circo o pirenaici corpi glaciali di dimensioni variabili in depressioni concave in
roccia con tipica forma a poltrona
-ghiacciai vallivi o alpini sarebbe un ghiacciaio da circo con una lingua glaciale incanalata in una
valle rocciosa con versanti ripidi e stretti
-ghiacciai di confluenza o himalayani dalla confluenza di più lingue glaciali
-ghiacciai pedemontani o alaskiani formati da confluenza di ghiacciai alpini e/o himalayani che
invadono le aree pianeggianti pedemontane. Se l’espansione a valle è limitata si parla di
expanded foot glaciers

CLASSIFICAZIONE TERMICA

Ghiacciai freddi (a base fredda) T sempre sotto punto di fusione anche alla base, nonostante
alte P e flusso geotermico (lamina d’acqua assente)
Ghiacciai temperati (a base calda) T prossime al punto di fusione. In estate si ha scioglimento
superficiale con infiltrazione d’acqua verso la base, che seccessivamente può congelare ancora,
rilasciando calore latente e riscaldando il ghiacciaio. Altra fonte di calore è il calore geotermico
che può portare alla fusione del ghiaccio lungo le superfici di contatto (presenza di pellicola
d’acqua)

La pellicola d’acqua alla base del ghiacciaio (acqua di fusione di fondo) favorisce lo
scivolamento della massa glaciale, alternativa al movimento plastico dei ghiacciai che non la
posseggono

BACINO DI ALIMENTAZIONE E DI ABLAZIONE

Bacino di alimentazione (collettore) posto alle quote più alte, rappresenta la superficie posta al
di sopra del limite delle nevi perenni, quindi la neve accumulata in inverno non si scioglie
completamente in estate

Bacino di ablazione area in cui si verifica uno scioglimento totale delle nevi e una fusione
parziale del ghiaccio sottostante (che proviene dal bacino di alimentazione) in estate

Ablazione fusione e sublimazione causata dall’irraggiamento solare

Linea di equilibrio limite tra i due bacini

Calving separazione dei blocchi di chiaccio nella parte frontale del ghiacciaio; determina la
formazione degli iceberg

Bilancio di massa differenza tra l’accumulo e l’ablazione registrati nell’arco dell’anno. Se questo
risulta positivo, si ha espansione dei ghiacciai verso quote più basse. Se negativo, il ghiacciaio si
ritira verso quote più alte per ridurre l’entità della fusione.

Movimento dei ghiacciai


La velocità di movimento del ghiacciaio decresce dalla superficie verso il fondo. Al diminuire della
T, si ha un decremento della viscosità del ghiacciaio, con aumento delle deformazioni interne e del
movimento dello stesso.

1Scivolamento basale per ghiacciai temperati, scorrimento sulla base rocciosa sottostante a
causa di lamina d’acqua
2Scivolamento per rigelo causati dal movimento del ghiaccio in presenza di piccoli ostacoli sul
fondo. Questo genera un aumento della P locale, che porta a fusione del ghiaccio che ricongela a
valle dell’ostacolo aumentando la T complessiva del ghiacciaio, facilitando così lo scorrimento
basale
3Creep basale accentuato causati dalla presenza di ostacoli di dimensioni maggiori. Il ghiaccio
in questo caso le forti pressioni determinano un incremento della deformazione interna del
ghiaccio, che determina un aumento dello scivolamento basale e il superamento dell’ostacolo
stesso.
4surging glaciers scorrimento della massa glaciale in un ghiacciaio vallivo con velocità di 100 m
al giorno con la formazione a valle di Piene glaciali (glacial surge). Si ritiene sia un processo
favorito dalla presenza di acqua in pressione alla base del ghiacciaio

5Flusso distensivo substrato ripido, velocità del ghiaccio aumenta, movimento con formazione di
faglie dirette

6Flusso compressivo substrato poco acclive o in contropendenza, velocità del ghiaccio


decresce, movimento con formazione di faglie inverse

morfologia da flusso

crepacci fratture superficiali del ghiacciaio, prodotte dagli stress tensionali causati dal movimento
del ghiacciaio. Nei ghiacciai valivi possono presentarsi come: crepacci marginali (angoli di 45°
con bordi del ghiacciaio) trasversali ( in presenza di flusso distensivo) radiali (per flusso
compressivo) terminali (sulla zona frontale del ghiacciaio)

seracchi sono pinnacoli e blocchi di ghiaccio originati in presenza di salti subverticali del fondo
roccioso, con conseguente rottura del ghiacciaio. Si susseguono in una cascata di ghiaccio che
prende il nome di seraccata
Ogive sono strutture arcuate, nei ghiacciai vallivi temperati, con convessità rivolta verso valle
costituite da una alternanzadi fascie di ghiaccio bianche e scure (bande di Forbes o banded
ogives) oppure da ondulazioni della superficie del ghiaccio dette (wave ogives). Le Ogive si
formano alla base delle seraccate dove il regime del flusso diventa compressivo.

Foliazioni laminazioni presenti nel ghiaccio, originate dallo scorrimento glaciale. Livelli ben
stratificati di ghiaccio bianco a grana fine, ghiaccio blu a grana grossolana e ghiaccio con bolle
d’aria o sporco con detrito fine e polvere.

Rundklft crepacci che separano il ghiaccio dalla roccia sovrastante l’attacco del ghiacciaio
stesso. Origine legata ad ablazione preferenziale causata dalla parete rocciosa a maggior
temperatura
Bergschrund crepacci trasversali che separano la porzione superiore del ghiacciaio, più sottile e
aderente alla roccia, dal resto del ghiacciaio più spesso e sottoposto a un movimento verso valle
molto più marcato

morfologia sopraglaciale legata all’ablazione differenziale

Ruolo dei detriti se ricoprono porzioni di ghiaccio sottostante, lo proteggono dalla fusione grazie
all’elevata inerzia termica.

Morene mediane dorsali rilevate formate da uno strato di detrito roccioso e da un nucleo di
ghiaccio in rilievo rispetto il livello del ghiacciaio circostante, non protetto. Tipo 1) materiali caduti
nella zona di alimentazione, ricoperti di neve, riemergono nella zona di ablazione; tipo 2) a valle
della confluenza di più lingue glaciali per unione di due morene laterali (presenti ai lati del
ghiacciaio) formate dai detriti caduti dai versanti circostanti la zona di ablazione, trasportati in
superficie verso valle grazie al movimento del ghiacciaio

Funghi (o tavole) di ghiaccio blocco litoide che protegge dalla fusione il ghiaccio sottostante
Coni di ghiaccio cumuli di materiale sabbioso e ghiaioso, con un nucleo rilevato in ghiaccio
originati per ruscellamento epiglaciale. Evoluzione per inversione del rilievo dovuta all’ablazione
differenziale del ghiaccio protetto e quello esposto

Piramidi di ghiaccio e penitentes blocchi di ghiaccio isolato da crepacci fratture, sviluppati a


ridosso della linea di equilibrio del ghiacciaio, e modellati a piramide dai fenomenti per ablazione e
sublimazione.

Torrenti e laghi epiglaciali sono forme epiglaciali, che scorrono sulla superficie del ghiacciaio,
dovute alle acque di fusione presenti nei periodi estivi. Ricordiamo i torrenti epiglaciali (bediers)
che solitamente si inabissano in crepacci verticali a formare pozzi subcircolari detti mulini. E
ricordiamo anche i laghi epiglaciali incorrispondenza di depressioni chiuse nella superficie del
ghiacciaio

modellamento glaciale

Erosione glaciale (esarazione) si esplica attraverso rimozione (presa in carico di detriti presenti
prima dell’avanzata glaciale) abrasione ( striatura delle rocce di fondo e dei fianchi, come una
raspa) estrazione o quarrying (indebolimento e frammentazione del substrato, che origina
blocchi, frammenti e schegge).

Processi di nivazione disgregazione meccanica per gelo e disgelo con rimozione dei materiali
prodotti operata dalle acque di fusione del manto nevoso.

Forme di erosione glaciale


Effetto dell’abrasione

Strie Forniscono info sulla direzione del flusso (anche sul verso se associate a intaccature a
goccia; o con intaccature semilunate)
Superfici levigate dal ghiaccio originate per abrasione prolungata

Rocce montonate rilirvi caratterizzati da una netta asimmetria: abrasione sul lato a monte e
superficie levigata (flusso compressivo), quarrying sul lato a valle irregolare (flusso distensivo) con
possibile presenza di crioclastismo per infiltrazione dell’acqua di fusione di fondo

-Circhi glaciali conche semicircolari, circondate da pareti verticali, impostate sui fianchi di una
dorsale montuosa. (forma a poltrona con schienale e braccioli laterali)

Presenza di nicchia e di soglia

La loro forma è legata al movimento del ghiaccio nel : linee di flusso rotazionali, con concavità
verso l’alto, velocità maggiore a monte e minore a valle.

Origine dovuta a processi crioclastici sui versanti che circondano il circo, e dovuta ai processi di
nivazione sul substrato roccioso( da piccola conca a nicchia di nivazione a circo embrione).
L’ampliamento del circo determina erosione regressiva sui versanti.

Quindi in caso di circhi limitrofi, si può avere la formazione di croste rocciose divisorie strette e
acuminate chiamate arete, oppure possono dare origine a circhi composti.

horn quando tre o quattro circhi si impostano sui versanti di uno stesso rilievo montuoso, il
risultato dell’erosione regressiva sarà una forma piramidale definita horn

-Valli glaciali sono in generale, originate da masse glaciali canalizzate in movimento. A differenza
delle valli fluviali, in cui l’azione dei corsi d’acqua è concentrata sulla linea del thalweg, il ghiaccio
esercita la sua azione erosiva su tutta l’ampiezza della depressione in cui scorre.

In ordine di mantenere il minor attrito tra ghiaccio e fondo roccioso, questa depressione
assumera, in sezione trasversale, la tipica forma ad U (valli glaciali definite docce glaciali ad U o
truogoli glaciali).

Si ipotizza che queste forme si sviluppino in luoghi precedentemente caratterizzati da valle fluviali.

Infatti si possono notare, al di sopra della doccia ad U, tratti di versante meno inclinati, che si
raccordano con le zone di spartiacque , chiamati spalle glaciali.

Tipi di trugoli glaciali: alpini (da ghiacciai vallivi) islandesi (da ice caps e ice sheet), e truogolo
aperto (da ice streams).

Profilo longitudinale irregolare (soglie, conche, gradini), a differenza di quello fluviale.

Andamento planimetrico rettilineo, mentre le valli fluviali sono solitamente tortuose, con presenza
di Valli sospese originate da colate di valli tributarie.

-Fiordi le valli glaciali possono approfondirsi anche al di sotto del livello del mare, originando
criptodepressioni che al ritiro dei ghiacci possono essere invase da laghi o dal mare stesso
originando i fiordi, bracci di mare stretti e profondi con andamento rettilineo

Trasporto glaciale

Sopraglaciale trasporto sulla superficie stessa del ghiacciaio dei clasti caduti dalle pareti
rocciose circostanti, più abbondante nei ghiacciai di montagna che nelle calotte naturalmente

endoglaciale trasporto di materiale che è stato ricoperto da nevicate succesive alla


sedimentazione sul ghiaccio

subglaciale parte di materiale endoglaciale, parte del materiale eroso direttamente dal ghiacciaio
per abrasione ed estrazione, e in parte dal materiale che attraverso i crepacci proviene dai livelli
superiori

Till (materiale morenico) detriti glaciali deposti. Essi costituiscono i depositi glaciali,
caratterizzati da variabilità granulometrica, assenza di stratificazione con mescolamento caotico.

Processi :

Sopraglaciali

-till di fusione

-till di colamento

-till di ablazione

Subglaciali

-till di alloggiamento

Forme di sedimentazione glaciale

Morene mobili (mediane, laterali)

Morene deposte ( marginali, di fondo)

Morene marginali ( morene frontali, di spinta, di sponda)

Morene frontali (terminali e recessive)

Archi morenici (morene frontali+morene di sponda)

Anfiteatri morenici (+archi morenici concentrici)

Morene di fondo ( depositi di till di fusione o di alloggiamento che coprono il ghiacciaio)

Drumlins ( colline affusolate allungate verso la direzione di scorrimento glaciale, con il lato a
monte più ripido di quello a valle, origine legata all’azione del ghiaccio di calotta)

Morene di disintegrazione e kattle holes, entrambe forme originate dal ghiaccio stagnante

Depositi Fluvio glaciali


Sono depositi ben classati, originati dal trasporto di materiale per acque di fusione che scorrono
in area sopraglaciale e subglaciale e che depositano:

Depositi di contatto glaciale in area occupata dal ghiaccio stesso


Depositi proglaciali a valle della zona frontale del ghiacciaio

Questi depositi sono:

Esker formati si ipotizza da torrenti subglaciali o endoglaciali


Kames piccoli rilievi di sedimenti accumulati ad opera di acque di fusione in cavità sopraglaciali o
endoglaciali
sandur o piana proglaciale formati per deposizione a valle del margine glaciale e per
conseguente mobilità orizzontale dei letti fluviali

Nei ghiacciai di montagna vengono detti Valley sandar poichè confinati all’interno di pareti vallive

Nei ghiacciai continentali vengono detti plain sandar perchè la deposizione è regolata dai letti a
canali intrecciati che derivano dalla calotta

AMBIENTE PERIGLACIALE

Regioni a clima freddo in aree non ricoperte in permanenza da neve o ghiaccio

Permafrost è un livello di suolo, di sedimenti o di substrato roccioso, posto a profondità variabile


sotto la superficie topografica, in cui le temperature si mantengono costantemente sotto i 0°C per
periodi molto prolungati, almeno superiori ai due anni.

Il permafrost è una condizione termica del terreno; e questa condizione può attivare alcuni agenti
e processi dell’ambiente periglaciale.

Permafrost secco senza ghiaccio per mancanza di acqua

Permafrost continuo in aree con clima della tundra, il permafrost si estende senza interruzione al
di sotto della superficie topografica

Permafrost discontinuo clima subartico continentale, il sottosuolo gelato (permafrost) si rinviene


in placche separate da zone completamente libere dal ghiaccio

Permafrost sporadico regioni al margine delle precedenti, suolo gelato limitato a placche locali
di limitata estensione

Struttura

Strato attivo. (con acqua in estate, risente del calore stagionale)


Tavola del permafrost (senza acqua, risente del calore stagionale)
Livello neutro (al di sotto di questo non risente più del calore stagionale, solo di quello
geotermico)

Base del permafrost (profondità a cui si raggiungono i 0°)

Forme periglaciali

Suoli strutturati perimetri delineati da ciottoli o pietrame grossolani prodotti da processi crioergici
nello strato attivo, legati ad una netta selezione granulometrica del materiale del suolo.

(fratture o strisce di vegetazione erbacea in caso di grani fini anzichè grossolani)

forme: circoli, maglie, poligoni ( su superfici sub orizzontali) o gradini e strie parallele (pendenza
5-30°)

Eccessiva pendenza non si formano e si hanno movimenti in massa.

Fratturazione legata a contrazione termica.

Selezione dei clasti grossolani legata al Frost heaving (spinta verso l’alto operata dal ghiaccio),
che determina moti convettivi nello strato attivo

1) migrazione verso l’alto del clasto grossolano per congelamento di acqua sottostante

2) Il sasso raggiunge la superficie

3) Contrazione termica genera pendenze che portano il sasso a rotolare lungo la frattura

Strutture da crioturbazione originate dai moti convettivi nello strato attivo, a seguito dei processi
di gelo e disgelo

Cunei di ghiaccio strutture di ghiaccio puro associate a suoli con fratture poligonali subverticali
beanti(aperte, senza materiale al loro interno). Sono forme che si svluppano nel permafrost dallo
strato attivo fino a massimo il livello neutro.

Origine: 1) fratturazione per contrazione termica del terreno(stagione fredda) 2) acqua dello strato
attivo si congela nella frattura (stagione calda). Il ripetersi ciclico di 1 e 2 va in centinaia di anni, a
formare un cuneo di ghiaccio, o in zone con permafrost secco un cuneo di sabbia.
A causa di variazioni climatiche il ghiaccio nel cuneo entra in fusione e viene sostituito
progressivamente dai detriti originando un cuneo di ghiaccio fossile

Pingo rilievo cupoliforme con nucleo composto da una massa lenticolare di ghiaccio che si
innalza su una vasta pianura. Si distinguono pingos a sistema chiuso e pingos a sistema aperto

Sistema chiuso legati alla presenza di talik sottostante un lago (che permette la presenza di
suolo non congelato). Con il colmamento prograssivo dello specchio lacustre si avrà una
diminuzione del talik fino a l’infiltrazione di acqua che da origine poi alla lente di ghiaccio del
pingo

Sistema aperto prevede la presenza di acqua nello strato attivo nella stagione calda.

A seguito della stagione fredda, comincia a gelare parte dello strato attivo, con la possibilità di
dare origine a accumuli di acqua nello strato sovrastante il permafrost che congelerà nella
succesiva stagione (con possibilità di formazione della foresta ubriaca)

Palsa colline di forma subcircolare originate per accumulo e congelamento dell’acqua presente
negli spessi livelli di torba che compongono la collina.

FORME PRODOTTE PER TERMOCARSISMO

Forme legate alla fusione preferenziale dello strato superficiale del permafrost, che presantano
somiglianze con le forme carsiche epigee.

Laghi da disgelo piccoli specchi lacustri che si impostano in zone caratterizzate da subsidenza
a seguito dello scongelamento del permafrost

Pingo e palsa collassati se le fratture poste sulla sommità si dilatano causando la rottura della
copertura di suolo e l’esposizione del ghiaccio che comincia a fondere, si possono originare
depressioni tondeggianti spesso occupate da laghetti di disgelo

alas sono depressioni con bordi ripidi e fondo pianeggiante legate a profondi cambiamenti
climatici o a disturbi della superficie topografica, che determinano un ispessimento dello strato
attivo. La coalescenza di singoli Alas genera depressioni allungate dette Alas valley.

FORME DI NIVAZIONE

Processi di nivazione in genere, quelli che coinvolgono il manto nevoso, con crioclastismo e
ruuscellamento conseguente dalla fusione dello stesso

Canaloni di valanga legati al movimento del manto nevoso. Sono solchi ad andamento rettilineo
allungati secondo la direzione di massima pendenza del versante.

-Valanga di neve a bassa coesione

-valanga a lastroni

-valanga di fondo

-balanga di superficie

-valanga non delimitata

-valanga incanalata

-valanga nubiforme

-valanga radente

Nicchie di nivazione sono forme concave limitate verso monte da una scarpata, generate da
processi di crioclastismo e nivazione

nivomurene o argini detritici di nevaio sono forme generate da un accumulo di materiale


detritico alla base del manto nevoso quando il versante su cui poggia quest’ultimo è interessato
da importanti processi di crioclastismo. Sono forme di accumulo alla base del manto nevoso, che
possono segnalare anche la regressione del manto nevoso.

Falde detritiche stratificate sono depositi di versante costituiti da livelli di clasti a spigoli vivi ben
classati (tessitura clasto sostenuta) alternati a sottili strati di sabbie, limi e minerali argillosi
(cemantati con CaCO3 solitamente)

Coni e falde di detrito (come cap 3)

Block-fields, block-slopes, block-streams depositi di materiale a spigoli vivi originati da


processi di crioclastismo che si differenziono in funzione della loro posizione topografica

Rock glaciers corpi detritici a forma di lingue, rilevati rispetto alla superficie circostante, che si
allungano per decine o centinaia di metri e terminano con una zona frontale ripida.

Vengono definiti attivi quei rock glaciers che presentano ghiaccio interno e movimento nell’ordine
dei dm/anno

Vengono detti inattivi i rock glaciers che presentano ghiaccio interno ma non un movimento
annuo apprezzabile

Vengono detti fossili, i rock glaciers che non contengono ghiaccio

FORME DI CRIOPLANAZIONE
Terrazzi di crioplanazione superfici di erosione suborizzontali sulla sommità di rilievi collinari, o
sulla parte medio alta dei versanti, originate da crioclastismo, geliflusso e acque dilavanti prodotti
dalla fusione della neve.

criopediments alla base del versante si formano per processi simili a quelli sopra elencati (con
dilavamento più efficace del soliflusso). L’ampliamento di criopediments porta alla formazione di
ampie superfici di crioplanazione legate allo smantellamento del versante

FORME LEGATE AL GELIFLUSSO E A GRAVITA IN AMBIENTE PERIGLACIALE

Coltri di geliflusso
terrazzette di gelisflusso
Lobi di geliflusso
Canali di geliflusso

FORME FLUVIALI TIPICHE NELLE REGIONI PERIGLACIALI

Valli a fondo piatto


Vallecole a fondo concavo
Valli asimmetriche nell’emisfero settentrionale, i versanti esposti a sud sono soggetti nel periodo
più caldo a un intenso e rapido scioglimento del gelo presente nel terreno.

CAP 12 MORFOLOGIA COSTIERA

Zona costiera fascia di interfaccia tra il mare la terra e l’atmosfera.

litorale striscia ristretta propiscente il mare

Linea di riva segna il limite di contatto tra la terra e il mare

-Moto ondoso
Generalità sulle onde

Fetch lunghezza di mare su cui spira il vento


Onde vive onde generate attivamente dal vento
Onde libere onde residue che si muovono in assenza di vento
Creste e ventri d’onda rispettivamente la porzione più rilevata dell’onda e quella meno
Altezza d’onda(h) differenza di quota tra la cresta e il vente
Lunghezza d’onda(L) distanza tra due creste e due ventri
Velocità di propagazione (V) spazio percorso da una crsta nell’unità di tempo
Periodo(T) intervalli di tempo perche uno stesso punto si venga a trovare due volte nella stessa
posizione di cresta o di ventre
Direzione settore dell’orizzonte da cui l’onda proviene
Onde di oscillazione e di traslazione (L/2) le onde di oscillazione si sviluppano quando il fondale
si trova a profondità maggiori di L/2, in caso contrario si avranno onde di traslazione
Frangenti di spiaggia è il rovesciarsi del’onda, si verifa quando il fondale diminuisce, L e V
diminuiscono, h aumenta, e le creste si piegano in avanti rovesciandosi

Battigia fascia lungo cui le onde battono la spiaggia


Flutto montante flusso che risale la battigia fino a che non perde energia
Risacca flusso di ritorno originato per gravità , che scorre in profondità fino a che non risale in
superficie in corrispondenza della linea dei frangenti
Ripcurrent Il flutto montante può generare delle correnti parallele alla riva (a causa della
morfologia del fondale) che convergono e generano una risacca ortogonale alla linea di riva detta
rip current di intensità anche molto elevata

-Fenomeni del moto ondoso


Riflessione e onda stazionaria si verifica quando onde incontrano un ostacolo subverticale
particolarmente profondo, che determina un’onda riflessa speculare o stazionaria
Rifrazione fenomeno per cui i fronti d’onda tendono a disporsi parallelamente alla riva, a
prescindere da quale sia il loro andamento a largo.

Rifrazione totale con correnti lungo riva se la direzione del moto ondoso è perpendicolare alla
costa) con formazione correnti lungo riva che trasportano il materiale eroso dai promontori
verso le baie
Rifrazione parziale con correnti longitudinali se la direzione del moto ondoso è
particolarmente obliquo alla linea di riva. Le correnti longitudinali che si originano prevedono una
fase di trasporto obliquo rispetto la riva della sabbia (per flutto montante) e un movimento
perpendicolare alla riva stessa (per risacca)
Diffrazione del moto ondoso ( secondo movimenti subcircolari dell’onda, nel momento in cui
incontra un ostacolo in mare)

Maree
Originate dall’attrazione luni-solare e dalla forza centrifuga data dalla rotazione della terra attorno
al baricentro del sistema Terra Luna

Escursione o ampiezza di marea dislivello tra alta e bassa marea


Zona intercotidale tratto di costa compresa tra l’alta e la bassa marea
Maree semidiurne ciclo completo di 2 alte e 2 basse maree in un giorno lunare (24 ore e 50
minuti)

Maree vive o sizigiale escursioni di marea più pronunciate

Maree morte o di quadratura escursioni più ridotte

Maree diurne si verificano 1 alta e 1 bassa marea


Maree miste si verificano 2 alte maree e 2 basse maree ma di ampiezza diversa

Maree microtidali Em<2m

Maree mesotidali

Maree macrotidali E>2m

Tidal bores aree caratterizzate da escursioni macrotidali tali che si originano un’onda gigantesca

Processi costieri

Erosione marina : degradazione meteorica (contatto acqua marina e sedimenti/rocce dei litorali),
la presa in carico di detriti sciolti, azione meccanica legata all’urto dell’onda con la costa,
abrasione contro la costa e sul fondo grazie al materiale trasportato dalle onde

Trasporto (per correnti legate a moto ondoso e maree)

Sedimentazione per diminuzione dell’E delle correnti sotto riva

Classificazione delle coste


Coste alte roccioso con scarpata subverticale, sottoposte a erosione

Coste basse materiale sciolto con pendenze dolci, sottoposte a sedimentazione

Coste di sommersione formate per subsidenza o innalzamento eustatico

Coste di emersione formate per sollevamento tettonico o abbassamento eustatico

Coste neutre di deposizione di materiali di varia natura

Coste composite dalla combinazione dell precedenti

Ricorda ulteriore divisione per progradazione e arretramento della linea di costa

FALESIE

Sono scarpate rocciose ripide e prive di vegetazione che si raccordano bruscamente al mare.

Falesie a strapiombo sono solitamente corrispondenti a vere coste di faglia che scendono a
strapiombo sul mare e raggiungono profondità tali da non risentire del moto ondoso (erosione
ridotta e formazione di onda stazionaria).

Falesie propriamente dette sono l prodotto dell’erosione marina su un rilievo di roccia, che
prima forma un solco di battigia in corrispondenza del livello medio del mare, che
approfondendosi provoca il franamento della porzione sovrastante del rilievo.

I detriti così generati si depongono un piano poco inclinato (piattaforma di abrasione marina)
alla base della falesia, che può parzialmente emergere nelle fasi di bassa marea e che risulta
svilupparsi per l’azione abrasiva del mare.

Lungo la piattaforma di abrasione marina i materiali si accumulano, diminuendo la profondità della


piattaforma e determinando dei frangenti sempre più lontani dalla falesia fino a formare una
falesia fossile

Una falesia in arretramento tende a variare la propria altezza in funzione dell’orientazione degli
strati (orizzontali resta costante,franapoggio aumenta, reggipoggio diminuisce)

COSTE DI SOMMERSIONE
Coste a rias sommersione di un sistema di valli fluviali. Costa con profonde insenature digitate
dette rias separate tra loro da promontori corrispondenti ad antichi spartiacque tra le singole valli
Coste a Valloni o a dalmata dove il mare ha sommerso antichi valloni sinclinali separati da
porzioni anticlinali, tutti allineati alla costa
Coste a fiordi in valli a U glaciali, a seguito di sollevamento eustatico o per ritiro di ghiacciai in
criptodepressioni
Coste a skargard numerosi isolotti rocciosi a debole E di rilievo, separati da bracci di mare poco
profondi. Formate per sollevamento eustatico seguito al ritiro dei ghiacciai Wurmiani
Coste a drumlins il mare ha invaso le porzioni di terra fra i drumlins (depositi di calotta glaciale)
Coste di sommersione in aree a carsismo tropicale (si spiega dal titolo)

Coste di emersione e terrazzi marini


A seguito di sollevamento tettonico o a seguito di abbassamento del livello del mare, si può
avere la formazione di una nuova falesia e un nuovo solco di battigia, che determinano quindi la
formazione di un terrazzo marino sollevato (antica piattaforma di abrasione marina) a monte
della nuova falesia.

SPIAGGE
Sono coste basse costituite da sedimenti sciolti (sabbia e ciottili ben levigati e classati) trasportati
in mare dai corsi d’acqua, mentre una piccola parte deriva dall’erosione sulle falesie.

Morfologia

spiaggia emersa (backshore) limitata verso mare dal lv medio di alta marea e verso terra da
dune costiere o scarpate rocciose. Caratterizzata da una o più berme, spiazzi di terreno
pianeggiante, delimitate verso mare da cordoni rilevati detti ‘’creste di berma’’. La cresta ordinaria
separa la berma ordinaria dalla battigia. La cresta di tempesta separa la berma ordinaria da quella
di tempesta.

La posizione della berma di tempesta consente di dividere la backshore in avanspiaggia (che può
essere invasa nelle mareggiate) e in retrospiaggia (non interessata dall’azione del mare se non in
casi eccezionali)

Spiaggia intertidale (foreshore) compresa tra il lv medio di alta e di bassa marea. Presenta un
terrazzo di bassa marea relativamente piatto, con una zona di battigia e da uno scalino alla
base detto scalino di battigia

Spiaggia sommersa (offshore) dal lv medio della bassa marea fino alla profondità di chiusura,
oltre la quale il fondale non risente più del moto ondoso. La forma è caratterizzata da barre
rilevate strette e allungate parallelamente alla riva create dall’accumulo di sedimenti di una data
granulometria e truogoli depressi poco profondi alternati alle barre.

Profilo estivo azione blanda del moto ondoso, aspetto più regolare collegato con la progressiva
sedimentazione

Profilo invernale in genere caratterizzato da mareggiate che tendono ad erodere la berma


ordinaria e formare con tale materiale delle barre simmetriche in profondità

progradazione Se l’apporto detritico > asportazione operata dal mare.


arretramento Se apporto detritico < asportazione

Beach rock legate alla cementazione di sedimenti per precipitazione del CaCO3 legato
all’interazione di acqua di falda con acqua marina

Presenza di dune costiere che delimitano la fine della retrospiaggia e l’inizio dell’entroterra, sono
forme di accumulo originate dal vento che preleva i granuli di sabbia dalla superficie della
spiaggia e li deposita poco all’interno

Spiagge di fondo baia (embayed beach, pocket beach) sono originate dalla sedimentazione
dei materiali erosi dai promontori (embayed Beach se sono grandi e i promontori distanti, pocket
Beach se sono piccole e con promontori vicini)
zeta Bay origine per fenomeni di diffrazione nel lato sopraflutto (lato più esposto) e creste d’onda
parallele alla crosta nel lato sottoflutto
Frecce litoranee o spits sono forme di deposizione, curve verso terra, che tendono ad
accrescersi sul lato verso mare in presenza di correnti longitudinali
Barre di bocca di baia si sviluppano con modalità simili, a partire da un promontorio,
estendensosi verso una baia piuttosto che verso il mare aperto
Barre cupsidate e saliente cupsidato si formano per coalescenza di correnti longitudinali
provenienti da direzioni opposte che deviano verso mare, perdono velocità, e determinano
sedimentazione di barre cupsidate (il saliente cupsidato è un’evoluzione delle barre cupsidate)
Tombolo è una forma di sedimentazione che ha origina dalla diffrazione del moto ondoso a
ridosso di un ostacolo

Cordoni litoranei Barrier islands e lagune costiere (barrier inslands, inlet, overwash fan,
flood delta e ebb delta con successione di un cordone litoraneo) in regioni costiere con
apporto molto intenso e pendenze molto deboli si possono sviluppare i cordoni litoranei.

DELTA
Delta sono forme di accumulo generate dai sedimenti trasportati dai corsi d’acqua in mare,
quando questo non riesce a disperdere tali sedimenti al largo, o a smistarli lungo la costa
Delta flusso ipopicnico iperpicnico omopicnico

Delta emerso (piana deltizia e topset beds)


Delta sommerso (fronte deltizio con foreset beds; prodelta con bottomsets beds)
Delta digitati o a zampa d’oca (fluviali )
Delta bialari (moto ondoso)
Delta lobati (maree)

Estuario microtidale, mesotidale e macrotidale sono bacini costieri in cui le acque marine
entrano a contatto con quelle fluviali, mescolandosi.
Piane tidali (di alta maree, intercotidali e subtidali) sono forme di deposizione di sedimenti fini-
finissimi in zone sottoposte a forti escursioni di marea e a moto ondoso tranquillo. 1)sommerse
solo durante il flusso 2) al limite tra alta e bassa marea 3) semore simmerse
Coste a mongrovie con fondali fini- finissimi e moto ondoso tranquillo, in zone tropicali, possono
svilupparsi mongrovieti con associazione vegetale altamente specializzata a sopportare acqua
salate e un terreno instabile
Coste vulcaniche (su colate laviche, su materiali piroclastici, su edifici vulcanici collassati)
Scogliere coralline sono dorsali calcaree sommerse originate dall’attività biologica di organismi
che secernono carbonato di calcio. I coralli costruttori e le alghe calcaree prosperano nella zona
fotica (dove arriva la luce) fino a 50-60m sotto il lvdm.

Le condizioni ambientali in cui si sviluppano sono: acque povere di nutrienti (limpide), substrato
stabile, elevata energia del moto ondoso.

1) scogliere coralline marginali (Mar Rosso)

2) barriere coralline (Australia)

3) atolli

CAP 13

Cause dell’erosione selettiva= coesione e grado di cementazione, grado di fratturazione,


superfici di discontinuità (giunti di strato o piani di scistosità), ambiente morfoclimatico in cui si
trova la roccia (es. calcare in ambiente umido, e in ambiente arido)

Di seguito si prendono in esempio strutture caratterizzate da diverso grado di erodibilità.

Tutte queste morfostrutture sono facilmente riconoscibili in zone aride:

MORFOSTRUTTURE TABULARI (rilievo a strati orizzontali)


-Superfici strutturali Sviluppati in presenza di strati orizzontali a diverso grado di erodibilità, che
per effetto dell’erosione, possono mettere a giorno porzioni di roccia (superfici strutturali) molto
resistenti all’erosione rispetto ad altre tenere che risulteranno erose (come nei crostoni lateritici)

-Versanti a gradinata si sviluppano in presenza di incisioni fluviali in deserti di piattaforma con


alternanza di rocce tenere (pendii più dolci) e rocce dure (scarpate). In condizioni di resistasia tale
fenomeno è più marcato.

L’erosione degli strati più teneri può portare alla messa a giorno lungo il versante di terrazzi di
denudazione suborizzontali simili ai terrazzi orografici, che se molto estesi possono prendere il
nome di esplanade. Questo a ridosso dei versanti.
-Rilievi tabulari questi invece sono delle superfici strutturali sommitali (quindi rilievi piatti in cima)
delimitate da versanti a gradinata. Questi rilievi tabulari prendono il nome di Plateaux, mesas,
butte.

MORFOSTRUTTURE MONOCLINALI (rilievo a strati inclinati a diverso grado di erodibilità)


In caso di omogeneità litologica (uguale grado di erodibilità) si formano valli asimmetriche con
versanti a frana poggio e a reggi poggio che immergono nella stessa direzione del pendio.

MONOCLINALE= STRATO CHE MANTIENE DIREZIONE E ANGOLO DI IMMERSIONE COSTANTI

In caso di alternanze di formazioni a diverso grado di erodibilità, distinguiamo cuestas e hogback

Cuestas sono dorsali allungate intervallate da valli asimmetriche con versante a franapoggio,
meno acclive (definito dorso della cuesta), di rocce dure; il versante a reggipoggio più acclive
(detto fronte della cuesta) di rocce tenere

Queste morfostrutture sono caratterizzati da reti idrografiche a traliccio, in cui il corso d’acqua
principale è detto conseguente (o cataclinali) e segue la pendenza di immersione degli strati; in
esso confluiscono corsi secondari detti susseguenti (o ortoclinale) che si impostano nelle valle
monoclinali; questi ricevono affluenti dal dorso della Cuesta ( affluenti detti reseguenti o
cataclinali), e dal fronte della Cuesta (detti obseguenti o anaclinali)

Hogback sono rilievi monoclinali con strati duri a franapoggio che formano creste (dorso
dell’hogback) e strati meno resistenti che formano le valli monoclinali poco asimmetriche (fronte
dell’hogback).

Flatirons sehmenti a forma triangolare originate per erosione di corso d’acqua conseguente su
morfostrutture monoclinali

MORFOSTRUTTURE A PIEGHE

Su rocce sedimentarie stratificate può agire una deformazione tettonica di tipo duttile formando
pieghe anticlinali e sinclinali. Se le rocce che formano le pieghe presentano diverso grado di
erodibilità si parla di rilievo giurassico (non centra niente coi dinosauri).

In questo tipo di rilievo, le dorsali anticlinali sono il rilievo montuoso e le valli sinclinali sono le
zone più depresse.

Su queste morfostrutture si instaura una rete idrografica a traliccio.

Corso d’acqua conseguente è detto ortoclinale (si imposta nella valle sinclinale quindi ha
inclinazione ortogonale a quella delle aree adiacenti), quello susseguente è detto cataclinale (si
imposta sui versanti delle dorsali anticlinali), mentre quelli reseguente e obseguente sono
entrambi ortoclinali (si impostano all’interno di combe, vallecole embrionali sulla cerniera delle
anticlinali)

Le combe col tempo tendono ad evolvere verso valli anticlinali, con formazione ai lati
dell’anticlinale erosa due rilievi monoclinali speculari e valli monoclinali, fino ad arrivare ad una
dorsale monoclinale esumata. Infine in stadio molto avanzato dell’evoluzione morfologica si
può assistere a una inversione del rilievo e formazione di rilievi sinclinali (o sinclinali sospese)

Dorsali a zig zag se le pieghe non sono continue e presentano ondulazioni, inclinazione del piano
assiale o terminazioni periclinali ( tipiche di brachisinclinali e brachianticlinali), l’erosione erosiva
degli agenti esogeni porta alla formazione di dorsali monoclinali a zig zag. Al termine del ciclo di
erosione si ha la formazione di un penepiano con uno spianamento del rilievo a pieghe.

Rilievo appalachiano originato da sollevamento tettonico ulteriore della zona precedentemente


spianata in penepiano. Che determina sviluppo di rilievi di rocce più dure e valli do rocce più
tenere.

SCARPATE DI FAGLIA

faglia frattura delle rocce superficiali della crosta terrestre accompagnata da uno scorrimento
relativo dei suoi bordi lungo una superficie detta piano di faglia.

Linea di faglia l’intersezione della faglia con la superficie topografica

Rigetto di faglia entità dello spostamento relativo dei due blocchi dislocati

Tipologie suddivise in base alla natura e alla direzione relativa della dislocazione si possono
distinguere: faglie dirette, inverse, trascorrenti, sovrascorrimenti.

Scarpata di faglia gradino morfologico che si sviluppa in corrispondenza del blocco sollevato

Nella fase iniziale corrisponde allo specchio di faglia, superficie levigata per effetto del forte
attrito dei blocchi rocciosi. Una volta che gli agenti esogene interagiscono con essa, si definirà
scarpata di faglia degradata

Faccette trapezoidali e triangolari incise da corsi d’acqua trasversali la scarpata

Scarpata di linea di faglia son forme strutturali dovute ad erosione selettiva su rocce a diversa
erodibilità, messe a contatto da una dislocazione per faglia.

obsequente opposta alla linea di faglia

Resequente stessa immersione del piano di faglia

Horst-pilastri tettonici
Graben-fosse tettoniche

Antecedenza corso d’acqua più antico della struttura tettonica in sollevamento, la incide man
mano che essa si forma
sovrimposizione il corso d’acqua in approfondimento verticale, incontra una struttura tettonica
profonda più antica e la va a tagliare trasversalmente man mano che approfondisce il suo letto.

CAP 14 MORFOLOGIA VULCANICA

ERUZIONI

stromboliana (cadute piroclastiche)

vulcaniana

vesuviana (colate piroclastiche)

peleana

Pliniana (formazione di nubi ardenti che scendono lungo i versanti del vulcano)

Hawaiiana

Islandese

fratomagmatica (surge piroclastici)

DETRITI

Ceneri sabbie lapilli bombe blocchi

FORME VULCANICHE POSITIVE

Vulcani a scudo

Strato-vulcani

FORME POSITIVE DI COLATE ACIDE

Domi vulcanici

Mammelloni

Tholoidi

Plug domes (piton)

COLATE LAVICHE-CAMPI DI LAVA

Legati a eruzioni effusive di materiale principalmente basaltico (per le caratteristiche intrinseche),


possiamo individuare colata phaoeoe e colate aa
Le phaoeoe sono colate di materiale meno viscoso, in generale più ricco di volatili, in cui si forma
una crosta viscosa per raffreddamento che scorre trasportata da massa fluida sottostante
originando colate a budella e colate a corda.

Le aa invece originano una serie di strutture irregolari, rugose, scoriacee.

Le colate a blocchi hanno origine da effusioni di materiale più viscoso.

Lave a pillow con struttura esterna vetrosa e interna a laminazione concentriche e fessurazioni
radiali

Fessurazioni colonnari in colate basaltiche molto estese e fluide si origginano fratture che
dividono il corpo lavico in una serie di colonne verticali a sezione trasversale poligonale
subesagonale.

Origine legata a contrazioni lungo superfici isotermiche perpendicolari alla superficie di


raffreddamento della colata, di forma circolare, che assumono la conformazione esagonale a
seguito delle interferenze con le strutture circolari adiacenti.

NECK VULCANICI

Simili ai plug domes, ma che corrispondono all’effetto dell’azione erosiva su vulcani antichi.

In particolare l’erosione porterà a giorno la porzione interna dei vulcani ( i camini vulcanici quindi)
caratterizzati da riempimenti lavici che presentano strutture colonnari da raffreddamento
sviluppate parallelamente alle vecchie pareti incassanti

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