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IL CONTROLLO CHIMICO DEL CERVELLO E DEL

COMPORTAMENTO
Lipotalamo

Lipotalamo si trova sotto il talamo, lungo le pareti del terzo ventricolo e integra le risposte viscerali e
somatiche conformemente alle necessit del cervello, in pratica garantisce lomeostasi, cio il mantenimento
di un ambiente interno nellambito di una stretta gamma di valori fisiologici (una sorta di equilibrio interno
dovuto alle necessit fisiologiche dellorganismo). Esempi di omeostasi sono la regolazione della
temperatura delle cellule, il volume del sangue, la pressione, la concentrazione salina e del glucosio.
Lipotalamo formato da 2 lati divisi in 3 zone :
1. La zona periventricolare, che giace a fianco della parete del terzo ventricolo.
2. La zona mediale, che sta nel mezzo.
3. La zona laterale.
Nella zona periventricolare esistono diversi gruppi di neuroni, un gruppo che sta sopra il chiasma ottico e
chiamato nucleo sopra chiasmatico (NSC) sincronizza i ritmi circadiani con il ciclo luce-buio, un secondo
gruppo controlla il SNA, un terzo gruppo chiamato di cellule, chiamate neuroni neurosecretori, inviano i loro
assoni allipofisi.

Le vie ipofisarie

Lipofisi presenta 2 lobi, uno posteriore e uno anteriore.


I neuroni neurosecretori magnocellulari dellipotalamo innervano il lobo posteriore. Alcuni neuroni rilasciano
sostanze nel sangue o NT cos come fanno le ghiandole con gli ormoni e queste sostanze sono chiamate
neurormoni. Le cellule neurosecretici magnocellulari rilasciano 2 tipi di ormoni nel sangue, entrambi peptidi :
1. lossitocina : rilasciata durante le fasi del parto, che provoca le contrazioni uterine e facilit
lespulsione del nascituro, nonch stimola leiezione di latte dalle ghiandole mammarie. Quando uno
stimolo sensoriale appropriato raggiunge la corteccia, arriva al talamo e infine allipotalamo che
induce il rilascio di ossitocina.
2. la vasopressina : chiamata anche ormone antidiuretico (ADH), che regola il corretto volume e la
concentrazione salina del sangue. Quando si privati dacqua, il volume del sangue diminuisce e la
concentrazione di sale aumenta, i neuroni che contengono vasopressina ricevono linformazione dei
cambiamenti e rilasciano vasopressina che agisce sui reni portando ad una ritenzione idrica e
riducendo la produzione di urina. La comunicazione tra cervello e reni per bidirezionale. In
condizioni di volume e pressione del sangue ridotti, i reni secernono nel sangue un enzima chiamato
renina. Quantit alte di questo enzima fanno si che langiotensinogeno, una proteina rilasciata dal
fegato, si converta in angiotensina I, che si scompone a formare langiotensina II che ha effetti diretti
sui reni e sui vasi sanguigni facendo aumentare la pressione.
Il lobo anteriore dellipofisi una ghiandola. La vera ghiandola principale del sistema endocrino per
lipotalamo. Il lobo anteriore sotto il controllo di cellule della zona periventricolare dellipotalamo chiamate
neuroni neurosecretori parvocellulari, che per non inviano assoni dellipofisi, ma comunicano con il lobo
anteriore attraverso il flusso sanguigno. Questi neuroni secernono ormoni ipofisotropici allinterno di una rete
di vasi sanguigni chiamata circolazione portale ipotalamo-ipofisaria, che stimolano lipofisi a secernere
particolari ormoni. Le surreni, ad esempio, situate sopra i reni, sono costituite da 2 parti, una periferica
chiamata corticale e una centrale detta midollare. I neuroni neurosecretori parvocellulari, stabiliscono se una
stimolo sia pi o meno stressante e rilasciano un ormone chiamato ormone rilasciante della corticotropina
(CRH), che stimola la liberazione da parte dellipofisi anteriore di corticotropina (ATCH) che entra in
circolazione stimolando il rilascio di cortisolo da parte della zona corticale delle surreni. Il cortisolo regola la
mobilitazione delle riserve energetiche e il sistema immunitario ed grazie a questo che si riesce a
sopportare lo stress.

Il sistema nervoso autonomo (SNA)

La zona periventricolare dellipotalamo controlla anche il SNA che esegue funzioni autonome automatiche,
senza un controllo cosciente. Uno studente che viene sorpreso, ad esempio, a leggere un fumetto in classe
durante la lezione avr tutta una serie di risposte (aumento del battito cardiaco, etc.) dovute alla divisione
simpatica del SNA. Immaginando che nel mentre suoni la campanella salvandolo, lattivit della sua
divisione simpatica diminuisce e si rimettono in modo le funzioni della sua divisione parasimpatica del SNA
(il battito cardiaco diminuisce, le funzioni digestive tornano ad operare, etc.). Diversamente dal sistema

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motorio somatico le azione del SNA sono multiple, diffuso e relativamente lente, il SNA crea un equilibrio tra
eccitazione e inibizione sinaptica, in modo tale da esercitare un controllo coordinato e graduale.

I circuiti del SNA

Il sistema motorio somatico innerva e fornisce comandi alle fibre dei muscoli scheletrici, il SNA ha il compito
di governare ogni altro tessuto del corpo da esso innervato. I corpi cellulari dei motoneuroni del SNA, a
differenza del sistema motorio somatico, giacciono al di fuori del SNC, entro gruppi di cellule chiamati gangli
autonomi. I neuroni di questi gangli sono chiamati neuroni postgangliari che sono attivati dai neuroni
pregangliari posti nel SNC, pertanto il SNA utilizza una via disinaptica.

La divisione simpatica e parasimpatica

Gli assoni pregangliari della divisione simpatica emergono dai segmenti toracico e lombare del midollo
spinale, quelli della divisione parasimpatica dai segmenti sacrali. I neuroni pregangliari della divisione
simpatica giacciono nella sostanza grigia intermedia laterale del midollo spinale e inviano i loro assoni
attraverso le radici ventrali alla sinapsi del ganglio della catena simpatica localizzata in prossimit della
colonna vertebrale o allinterno della cavit addominale. I neuroni pregangliari della divisione parasimpatica
si trovano sia nel tronco encefalico e nel midollo spinale della zona sacrale.

Il SNA:
Innerva le ghiandole secretorie per il sudore, saliva, muco.
Innerva il cuore e i vasi sanguigni per la pressione e il flusso sanguigno.
Innerva i bronchi dei polmoni per soddisfare le richieste energetiche.
Regola le funzioni digestive e metaboliche del fegato, del tratto gastrointestinale e del pancreas.
Controlla i reni, la vescica, lintestino crasso e il retto.
E essenziale per le risposte sessuali dei genitali e degli organi riproduttivi.
Interagisce con il sistema immunitario.

La divisione simpatica mobilit freneticamente il corpo per unemergenza di breve durata (ad esempio una
crisi), quella parasimpatica lavora pacatamente per il benessere a lungo termine. E bene sapere che non
tutti i tessuti sono per innervati da entrambe le divisioni anche se i processi delle due sono reciproci.

La divisione enterica

E un unico sistema neurale inserito del rivestimento dellesofago, dello stomaco, dellintestino e della
cistifellea. E formata da due complesse reti :
1. il plesso mioentrico o di Auerbach.
2. il plesso submucoso o di Meissner.
Queste reti controllano molti processi fisiologici coinvolti nel trasporto e nella digestione del cibo, dallorifizio
orale a quello anale. I suoi neuroni controllano la tensione e il grado di stiramento delle pareti
gastrointestinali, lo stato chimico dei contenuti dello stomaco e dellintestino e i livelli ormonali nel sangue. La
divisione enterica in parte autonoma e in parte riceve efferenze indirette dal cervello per mezzo di assoni
della divisione simpatica e parasimpatica.

Il controllo centrale del SNA

Lipotalamo il principale elemento di regolazione dei neuroni autonomi pregangliari. Il nucleo del tratto
solitario un altro importante centro di controllo autonomo che integra le informazioni sensitive provenienti
dagli organi interni e coordina le efferenze ai nuclei autonomi del tronco encefalico.

I NT pregangliari

Il principale NT dei neuroni autonomi periferici lacetilcolina (ACh) che si lega ai recettori nicotinici (AChRn)
per lACh. LACh gangliari pi potente dellACh neuromuscolare, esso pu attivare anche i recettori
muscarinici (AChRm) per lACh (recettori metabotropici, accoppiati alla proteina G). Oltre allACh alcuni
terminali pregangliari rilasciano molti piccoli peptidi come il neuro peptide Y (NPY) e il polipeptide intestinale
vasoattivo (PIV), che hanno anche effetti di tipo modulatorio, rendono i neuroni postsinaptici pi reattivi ai
potenziali nicotinici in arrivo.

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I NT postgangliari

Utilizzano NT differenti per la divisione simpatica (1) e parasimpatica (2) :


1. Rilasciano noradrenalina (NA) e si diffondono lontano.
2. Rilasciano ACh che agisce interamente per mezzo di AChRm ed hanno un effetto locale.
I farmaci che promuovono lattivit della NA o inibiscono lazione muscarinica dellACh sono detti
simpaticomimetici e mimano lattivazione della divisione simpatica (es. latropina).
I farmaci che promuovono lattivazione muscarinica dellACh o inibiscono lazione della NA sono detti
parasimpaticomimetici e producono effetti che mimano la divisione parasimpatica (es. il propanolo).

I sistemi modulatori del cervello

Ci sono gruppi di neuroni nel cervello che anzich portare informazioni sensoriali dettagliate, presiedono
invece spesso funzioni regolatrici, modulando vasti assembramenti di neuroni postsinaptici cos da renderli
pi o meno eccitabili o attivi in maniera pi o meno sincrona.
Esistono diversi sistemi modulatori diffusi che pur differendo per struttura hanno alcune cose in comune :
Il nucleo di ciascun sistema dotato di un piccolo gruppo di neuroni.
I neuroni dei sistemi diffusi originano dalla parte centrale del cervello.
Ogni neurone innerva molti altri neuroni (anche pi di 100.000).
Le sinapsi create da questi neuroni sembrano progettate per diffondere molte molecole di NT del
fluido extracellulare cos da diffondere su numerosi neuroni.

Vedremo 4 tipi di sistemi modulatori :


1. Il locus coeruleus noradrenergico : la NA viene utilizzata dai neuroni del locus coeruleus del
ponte (ne abbiamo due e contengono circa 12.000 neuroni) e ognuno dei suoi neuroni contrae pi di
250.000 sinapsi. I neuroni del locus coeruleus sembrano coinvolti nella regolazione dellattenzione,
dellattivazione e dei cicli sonno-veglia, cos come nellapprendimento e nella memoria, nellansiet e
nel dolore, nellumore e nel metabolismo cerebrale. Grazie alla sua larga diffusione, il locus
coeruleus pu in teoria influenzare tutte le parti del cervello, la massima attivazione dei suoi neuroni
stata riscontrata, nelle scimmie, nel momento in cui si presentano stimoli nuovi, inaspettati e non
dolorosi, mentre sono attivati in misura minima quando lanimale vigile. La funzione di questi
neuroni pu essere quella di incrementare la reattivit cerebrale e la rapidit di elaborazione delle
informazioni.
2. I nuclei del rafe serotoninergici : c ne sono 9 e giacciono sui lati della linea mediale del tronco
encefalico, i loro neuroni contengono serotonina. I nuclei pi caudali, quelli nel bulbo, innervano il
midollo spinale e modulano i segnali del dolore; quelli pi rostrali, nel ponte e nel mesencefalo,
innervano la maggior parte del cervello in maniera diffusa. I nuclei del rafe sono pi quieti durante il
sonno e sembrano essere implicati nel controllo dei cicli sonno-veglia cos come nei diversi stadi del
sonno. Prendono parte anche al controllo dellumore e di certi comportamenti di tipo emotivo.
3. La substantia nigra dopaminergica e larea tegmentale ventrale : un sistema modulatore nella
substantia nigra del mesencefalo, e la degenerazione delle cellule di questa zona ci che serve
per produrre il morbo di Parkinson. Un altro sistema modulatorio che utilizza dopamina un insieme
di cellule chiamato area tegmentale ventrale. I neuroni di questarea innervano una regione
circoscritta del telencefalo e questa proiezione dopaminergica viene anche chiamata sistema
dopaminergico mesocorticolimbico che fa parte del sistema di ricompensa, che in qualche modo
da valore o rinforza determinati comportamenti adattativi.
4. Il proencefalo basale colinergico e i complessi del tronco encefalico : 2 principali sistemi
colinergici, uno il complesso del proencefalo basale, e i suoi neuroni sono sparpagliati in diversi
nuclei tra essi correlati nel cuore del telencefalo. I pi conosciuto sono i nuclei del setto mediale, che
forniscono innervazione colinergica allippocampo e il nucleo basale di Meynert che fornisce alla
corteccia la maggior parte dellinnervazione colinergica. Le cellule del complesso del proencefalo
basale sono le prime a morire nel decorso del morbo di Alzheimer. Anche il sistema colinergico
coinvolto nella regolazione delleccitabilit generale del cervello e nel controllo dei cicli sonno-veglia.
Il secondo sistema colinergico il complesso colinergico pontomesencefalotegmentale e le sue
cellule utilizzano ACh. Questo sistema agisce principalmente sul talamo dorsale dove, insieme ai
sistemi noradrenergici e serotoninergici, regola leccitabilit dei nuclei di ritrasmissione.

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Le droghe e i sistemi modulatori diffusi

Gli allucinogeni : lLSD, la cui struttura chimica molto simile alla serotonina, che agisce come potente
agonista a livello dei recettori di serotonina nelle terminazioni presinaptiche dei neuroni dei nuclei del rafe.
Un effetto conosciuto dellLSD una riduzione del flusso del sistema modulatorio diffuso serotoninergico del
cervello.
Gli stimolanti : potenti stimolanti sono cocaina e anfetamina che esercitano i loro effetti sulle sinapsi dei
sistemi dopaminergici e noradrenergici. Entrambe provocano effetti che mimano la divisione simpatica del
SNA. Gli NT dopamina e noradrenalina sono catecolamine e queste droghe bloccano il riassorbimento delle
catecolamine. La cocaina blocca il riassorbimento di DA mentre lanfetamina blocca il riassorbimento di DA e
NA e stimola la liberazione di DA. Si pensa che la dipendenza a queste droghe sia dovuta allintensificata
trasmissione nel sistema dopaminergico mesocorticolimbico durante luso della droga.

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LA MOTIVAZIONE
Lipotalamo, lomeostasi e il comportamento motivato

La regolazione ipotalamica dellomeostasi inizia dalla traduzione sensoriale : un parametro regolato (es.
temperatura) viene misurato da neuroni specializzati e le deviazioni dai valori ottimali sono rilevate da
neuroni della zona periventricolare dellipotalamo che dirigono tre risposte :
1. risposta umorale : i neuroni ipotalamici stimolano o inibiscono il rilascio di ormoni ipofisari nel
sangue.
2. risposta motoria viscerale : i neuroni ipotalamici regolano lequilibrio dellattivit simpatica o di quella
parasimpatica.
3. risposta motoria somatica : i neuroni ipotalamici inducono una risposta motoria somatica
appropriata.
Esempi di comportamenti motivati sono la ricerca di caldo quando si ha freddo, sono generati dal sistema
motorio somatico e la loro messa in atto innescata dallattivit dellipotalamo laterale.

La regolazione a lungo termine del comportamento alimentare

I magazzini denergia sono riempiti dopo e durante un pasto, in questo momento il sangue ricco di nutrienti
e questa condizione chiamata stato prandiale. Lenergia immagazzinata sottoforma di glicogeno e
trigliceridi e la costruzione di queste macromolecole prende il nome di anabolismo o metabolismo anabolico.
Durante il digiuno (stato di postassorbimento), le macromolecole di glicogeno e trigliceridi immagazzinate
vengono frammentate attraverso un processo chiamato catabolismo o metabolismo catabolico, per far in
modo che il corpo non rimanga senza energie. Se lassunzione di energia supera il suo utilizzo si ha obesit,
se invece non riesce a soddisfare il fabbisogno corporeo si ha inedia.

Gordon Kennedy ipotizz (ipotesi lipostatica) che il cervello tiene sotto controllo le quantit di grasso
corporeo e agisca per difendere dalle perturbazioni le riserve energetiche. In seguito si scopr che un gene
ob codifica una proteina chiamata leptina che viene rilasciata dalle cellule grasse e regola la massa corporea
agendo direttamente sui neuroni dellipotalamo.
Si scopr anche che lesioni bilaterali dellipotalamo laterale causavano anoressia (sindrome ipotalamica
laterale), lesioni bilaterali dellipotalamo ventromediale causavano obesit (sindrome ipotalamica
ventromediale).

Le molecole di leptina in circolo attivano i recettori di leptina dei neuroni del nucleo arcuato dellipotalamo,
vicino al terzo ventricolo, che utilizzano come NT un peptide chiamato ormone alfa-melanocita-stimolante
(alfaMSH) o un altro peptide chiamato trascritto regolato da anfetamina e cocaina (CART). Quando i livelli di
leptina dellorganismo sono alti, le risposte sono :
1. la risposta umorale consiste nellaumento di secrezioni di ormone tireo-stimolante (TSH) e ormone
adrenocorticotropico (ACTH) che incrementano lattivit metabolica delle cellule in tutto il corpo. E
innescata dallattivazione dei neuroni nel nucleo paraventricolare che a sua volta causa il rilascio di
ormoni ipofisari che regolano i livelli di TSH e ACTH.
2. La risposta motoria viscerale aumenta il tono della divisione simpatica del SNA che contribuisce
allaumento dellattivit metabolica. Il nucleo paraventricolare controlla anche lattivit della divisione
simpatica.
3. La risposta motoria somatica riduce il comportamento alimentare. Questa inibizione dovuta a
connessioni del nucleo arcuato con cellule dellipotalamo laterale.

Liniezione di alfaMSH e CART mima la risposta a livelli alti di leptina, per questo vengono chiamati peptidi
anoressizanti, che diminuiscono lappetito.
Una caduta dei livelli di leptina stimola anche un altro tipo di neuroni del nucleo arcuato che contengono una
miscela di peptidi : neuropeptide Y (NPY) e peptide associato allagouti (AgRP). Gli effetti di questi peptidi
sul bilancio energetico sono opposti a quelli del alfaMSH e CART. NPY e AgRP inibiscono le secrezioni di
TSH e ACTH, attivano la divisione parasimpatica e aumentano lappetito, per questo sono chiamati peptidi
oressigenici. AgRP e alfaMSH sono antagonisti e si legano entrambi al recettore MC4, lattivazione di questo
recettore inibisce il comportamento alimentare.

Se avviene una lesione allarea ipotalamica laterale, lorganismo smette di nutrirsi, mentre la sua
stimolazione elettrica evoca un comportamento alimentare anche in animali sazi. Un gruppo di neuroni
dellipotalamo laterale che riceve afferenze dirette dalle cellule sensibili alla leptina del nucleo arcuato

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contiene un ulteriore NT chiamato ormone melanina-concentratore (MCH) che stimola il comportamento
alimentare. Questi neuroni proiettano diffusamente in tutto il cervello. Recentemente sono stati identificati un
altro tipo di neuroni dellipotalamo laterale che contengono un altro peptide oressigenico chiamato oressina. I
livelli di MCH e oressina crescono al diminuire dei livelli di leptina :
Aumento dei livelli di leptina incremento di alfaMSH e CART inibizione del comportamento
alimentare e aumento dellattivit metabolica.
Diminuzione dei livelli di leptina incremento di NPY e AgRP nel nucleo arcuato e MCH e oressina
nellarea ipotalamica laterale aumento del comportamento alimentare e diminuzione dellattivit
metabolica.

La regolazione a breve termina del comportamento alimentare

La motivazione a mangiare inibita da segnali di saziet che si manifestano quando mangiamo e inizia il
ciclo digestivo. Durante il periodo di postassorbimento i segnali di saziet scemano lentamente fino a
quando la spinta a mangiare ha di nuovo il sopravvento. Tre fasi avvengono nel momento della fame prima
del pasto :
1. fase cefalica : la vista e lodore del cibo scatena numerosi processi fisiologici che anticipano il
pasto, le divisioni parasimpatica ed enterica si attivano causando salivazione e aumento dei succhi
gastrici.
2. fase gastrica : queste riposte aumentano quando si inizia a mangiare.
3. fase del substrato : quando lo stomaco e pieno e il cibo parzialmente digerito si muove verso
lintestino, i nutrienti iniziano ad essere assorbiti nel circolo sanguigno.

Il pasto termina per lazione coordinata di molti segnali di saziet, tre sono :
1. distensione gastrica : ovvero lo stiramento delle pareti dello stomaco. Le pareti sono innervate da
assoni meccanosensori che salgono al cervello attraverso il nervo vago ed arrivano al nucleo del
tratto solitario nel bulbo, un importante centro di controllo del SNA.
2. rilascio di colecistochinina : il peptide colecistochinina (CCK) riduce la frequenza e lentit dei
pasti senza causare deperimento. La CCK presente in alcuni neuroni del sistema nervoso enterico
e viene rilasciata in risposta alla stimolazione degli intestini da parte di particolari cibi, in particolare
quelli ricchi di grassi. La CCK agisce insieme alla distensione gastrica per inibire il comportamento
alimentare.
3. rilascio di insulina : linsulina un ormone che viene rilasciato dalla cellule beta del pancreas e
serve per il trasporto di glucosio allinterno delle cellule. Linsulina importante per il metabolismo
anabolico e necessaria per quello catabolico. I livelli ematici di glucosio sono regolati dallinsulina;
quando il suo livello basso, il livello di glucosio si alza e viceversa. Durante la fase cefalica,
linnervazione parasimpatica del pancreas stimola il rilascio di insulina, i livelli di glucosio nel sangue
si abbassano leggermente e questo aumenta il nostro impulso a mangiare. Durante la fase gastrica
il rilascio di insulina aumenta anche per lazione degli ormoni gastrointestinali come la CCK. Il
rilascio dinsulina massimo nella fase del substrato. Lo stimolo principale per il rilascio di insulina
laumento dei livelli di glucosio che ci fa smettere di mangiare.

Perch mangiamo?

La stimolazione elettrica dellipotalamo laterale attiva anche gli assoni dopaminergici del sistema
dopaminergico mesocorticolimbico che motiva il comportamento alimentare. Gli animali privati di dopamina
si comportano come se a loro piacesse il cibo ma non lo volessero, si genera il desiderio di cibo ma si
inibisce leffetto edonistico.
Lumore e il cibo sono connessi e la serotonina costituisce uno di questi legami. I suoi livelli sono bassi
durante il periodo di postassorbimento, crescono durante la fase cefalica e raggiungono il culmine durante il
pasto, soprattutto in presenza di carboidrati. La serotonina infatti deriva dallaminoacido triptofano e i suoi
livelli variano al variare dei carboidrati assunti. Laumento del triptofano ematico e della serotonina cerebrale
sono una delle spiegazioni possibili al miglioramento dellumore in vista di un cibo particolarmente gustoso.
Lanoressia nervosa, cio il mantenimento volontario del peso corporeo a livelli eccessivamente bassi e la
bulimia nervosa, frequenti abbuffate seguite da vomito forzato, sono entrambe associate a depressione,
caratterizzata a diminuiti livelli di serotonina nel cervello. Diminuiti livelli di serotonina infatti riducono il senso
di saziet.

Eroina, cocaina e nicotina causano dipendenza perch tutte agiscono sui circuiti cerebrali che motivano il
comportamento. Nel caso di eroina e nicotina la dipendenza dovuta a siti nellarea tegmentale ventrale e

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stimolano il rilascio di dopamina, nel caso della cocaina si amplifica lattivit della dopamina nel nucleus
accumbens.

Altri comportamenti motivati

Il comportamento volto allassunzione di liquidi stimolato da 2 meccanismi fisiologici :


1. ipovolemia : la diminuzione del livello ematico. La sete stimolata da ipovolemia detta sete
volumetrica. La vasopressina agisce direttamente sui reni aumentando la ritenzione idrica e inibendo
la produzione di urina. Il rilascio di vasopressina associato alla sete volumetrica innescato da due
tipi di stimoli :
a. Si determina un aumento a livello ematico di angiotensina II che agisce sui neuroni
dellorgano subfornicale nel telencefalo che a sua volta stimola le cellule neurosecretici
magnocellulari a rilasciare vasopressina.
b. I meccanocettori sui vasi sanguigno segnalano allipotalamo la diminuzione di pressione del
sangue dovuta alla diminuzione del volume ematico. Questa riduzione stimola la divisione
simpatica che genera negli animali una forte motivazione a consumare acqua.
2. ipertonicit : laumento della concentrazione di sostanza disciolte nel sangue (soluti). Lo stimolo
della sete dovuta allipertonicit e dovuto dai neuroni dellorgano vascolare della lamina terminale
(OVLT), una regione del telencefalo. I neuroni del OVLT stimolano direttamente i neuroni
neurosecretori magnocellulari che secernono vasopressina e stimolano la sete osmotica, cio la
motivazione a bere in condizioni di disidratazione.
La perdita selettiva dei neuroni ipotalamici che producono vasopressina genera diabete insipido,
caratterizzato da estrema sete associata a frequente escrezione di urina pallida e diluita.

Le cellule del corpo sono tarate per funzionare a una temperatura costante di 37 e qualsiasi deviazione di
questo valore interferisce con le funzioni cellulari. I neuroni pi importanti per lomeostasi della temperatura
sono raggruppati nellipotalamo anteriore. Deviazioni dalla costante di 37 generano diverse frequenza di
scarica di questi neuroni e successivamente larea preottica mediale dellipotalamo genera le risposte
umorali e motorio viscerali, mentre i neuroni dellarea ipotalamica laterale generano le risposte motorio
somatiche (comportamentali).
Sotto i 37 rilevato dai neuroni sensibili al freddo nellipotalamo anteriore rilascio di TSH dallipofisi
anteriore.
Sopra i 37 rilevato dai neuroni sensibili al caldo nellipotalamo anteriore rallentamento del
metabolismo e riduzione del rilascio di TSH.

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IL SESSO E IL CERVELLO
I fattori genetici del sesso

Il DNA organizzato in 46 cromosomi : 23 dal padre e 23 dalla madre. Esistono 44 autosomi (22 coppie di
cromosomi appaiati) e 2 cromosomi sessuali, le femmine posseggono due cromosomi X, e i maschi un
cromosoma X dalla madre e uno Y dal padre :
genotipo femminile XX
genotipo maschile XY
Questi genotipi specificano il sesso genetico. Il genere determinato dal padre che pu fornire un
cromosoma X o uno Y.
Se un gene X difettoso in una femmina, potrebbe non evidenziarsi alcuna conseguenza negativa se laltro
gene X normale, mentre nel maschio pu portare a difetti dello sviluppo noti come malattie legate al
cromosoma X.
Il cromosoma Y pi piccolo di quello X e contiene un gene chiamato regione del cromosoma Y per la
determinazione del sesso (RYS) che responsabile della produzione di una proteina chiamata fattore per la
determinazione dei testicoli (FDT). Il RYS, con altri geni su altri cromosomi regolati da questultimo, generer
un individuo maschio.

La riproduzione sessuale

2 tipi di riproduzione:
1. asessuata consente una diffusione della specie molto pi rapida.
2. sessuata conferisce significativi vantaggi in termini di sopravvivenza. Il suo grande vantaggio
nella possibilit di mescolare i geni dando vita ad una popolazione diversificata. Una grave
mutazione genetica in un genitore potrebbe non costituire problemi per il figlio se laltro genitore
sano.

Lo sviluppo e la differenziazione sessuale

Durante le prime 6 settimane di gravidanza le gonadi sono ad uno stadio indifferenziato e hanno 2 strutture
chiave :
1. dotto di Muller
2. dotto di Wolff
Se il feto ha il cromosoma Y e il gene RYS viene prodotto testosterone e il dotto di Wolff si svilupper
nellorgano riproduttivo maschile e il dotto di Muller sar inibito da un ormone chiamato mulleriano-inibitore.
Al contrario di svilupper il dotto di Muller nellorgano riproduttivo femminile e il dotto di Wolff si inibir.

Il controllo ormonale del sesso

Gli ormoni sessuali sono steroidi (come il testosterone e lestrogeno) e sono cruciali per lo sviluppo e le
funzioni dellapparato riproduttivo e per il comportamento sessuale.
Nelluomo sono presenti in maggior quantit gli androgeni (ormoni maschili) come il testosterone, mentre la
donna possiede pi estrogeni (ormoni femminili) come lestradiolo, che viene per sintetizzato dal
testosterone con lausilio di un enzima chiamato aromatasi.
Gli steroidi sono lipidici e quindi possono attraversare facilmente la membrana cellulare e legarsi a recettori
presenti nel citoplasma.
Il testosterone prodotto dai testicoli (e in piccola parte anche dalle ghiandole surrenali) e i suoi livelli
variano durante il giorno in seguito a innumerevoli fattori come lo stress, lo sforzo e laggressivit. Non
chiaro se il testosterone sia la causa o leffetto ma correlato con la competizione sociale, la rabbia e il
conflitto.
Lestradiolo e il progesterone sono prodotti dalle ovaie. Lestradiolo un estrogeno mentre il progesterone fa
parte degli ormoni steroidei chiamati progestinici. Nelle donne i livelli ormonali seguono un ciclo di 28 giorni.

Lipofisi anteriore produce 2 ormoni importanti per lo sviluppo sessuale :

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1. lormone luteinizzante (LH)
2. lormone follicolo-stimolante (FSH)
Questi ormoni sono anche chiamati gonadotropine e lormone rilasciante gonadotropine (GnRH)
dellipotalamo provvede al rilascio di LH e FSH.
Nel maschio lormone LH stimola i testicoli a produrre testosterone mentre il FSH implicato nella
maturazione degli spermatozoi allinterno dei testicoli. La luce inibisce la produzione dellormone melatonina
nella ghiandola pineale, ormone che causa invece leffetto inibitorio di gonadotropine. Per questo, lattivit
riproduttiva pu essere influenzata dalla durata della luce diurna nel corso dellanno.

Nelle femmine LH e FSH determinano la secrezione di estrogeni dalle ovaie e le loro variazioni cicliche in
una donna adulta sono la responsabili del ciclo mestruale. Il ciclo mestruale diviso in 6 stadi :
1. allinizio del ciclo si verifica un aumento di LH e FSH da parte dellipofisi anteriore. Questi due
ormoni, e in particolare il FSH, incrementano la crescita di un piccolo numero di follicoli, le cavit
ovariche che racchiudono e mantengono gli ovuli.
2. Le cellule dei follicoli producono un fluido che contiene estrogeni, e laumento di estrogeni in circolo
invia segnali di ritorno allipotalamo e allipofisi. Effetto di questa retroazione la diminuzione del
rilascio di LH e laumento di LH immagazzinato nellipofisi anteriore.
3. Un follicolo poi cresce pi degli altri e producendo estradiolo inibisce gli altri follicoli e causa un
aumento di GnRH e gonadotropine.
4. Il nuovo incremento di LH da parte dellipofisi accelera la maturazione del follicolo e lo modifica in
modo tale che la produzione di estrogeno diminuisce. A questo punto, dopo circa 14 giorni, la
secrezione di LH dallipofisi anteriore d lavvio allovulazione.
5. Dopo lespulsione dellovulo, le cellule che lo circondano si modificano durante la fase luteinica e
lestrogeno e il progesterone secreti da queste cellule inviano al ipotalamo un segnale per la
diminuzione del rilascio di LH e FSH.
6. In assenza di fecondazione, le cellule luteiniche degenerano dopo circa 11 giorni mettendo fine alla
retroazione negativa sullipotalamo, aumenta la secrezione di gonadotropine e inizia un nuovo ciclo.
Molti animali hanno un solo ciclo estrale allanno, solitamente in primavera.

Le basi neurali del comportamento sessuale

Un ciclo completo della risposta sessuale comprende le fasi :


1. eccitazione: alcune parti degli organi genitali esterni vengono congestionare dal sangue e si
rigonfiano, nelluomo il pene, nella donna il clitoride e le labbra della vagina. Le vie
meccanosensoriali che partono dai genitali fanno parte del sistema somatosensoriale. La
congestione e lerezione sono controllate principalmente da assoni che fanno parte della divisione
parasimpatica e dipendono da cambiamenti eccezionali del flusso sanguigno. Si pensa che le
terminazioni nervose della divisione parasimpatica rilascino una combinazioni di NT come
acetilcolina, peptide intestinale vasoattivo (VIP) e ossido dazoto (NO) che causano il rilasciamento
della muscolatura liscia delle arterie e del tessuto spugnoso nel clitoride e nel pene.
2. fase di plateau: durante la copulazione, sempre lattivit parasimpatica stimola anche la secrezione
di lubrificanti.
3. orgasmo: per lorgasmo interviene invece la divisione simpatica. Nelluomo, la maggiore attivit
degli assoni sensoriali del pene eccita neuroni simpatici allinterno dei segmenti toracico e lombare
del midollo spinale che innescano il processo di emissione. Le contrazioni muscolari fanno muovere
gli spermatozoi e infine, durante leiaculazione, una serie di contrazione muscolari coordinata
espelle lo sperma dalluretra. Nella donna lattivit simpatica determina un ispessimento della parete
vaginale esterna e, durante lorgasmo, scatena una serie di energiche contrazioni muscolari.
4. fase di risoluzione: comprende il drenaggio del sangue dagli organi genitali e la perdita di erezione
ed altre sensazioni di eccitazione sessuale.

Le strategie di accoppiamento nei mammiferi

Le femmine di alcune specie tendono ad essere molto selettive nella scelta del compagno, vogliono che lo
sperma lasciato nei loro ovuli sia della migliore qualit possibile (urca!). Molto comune tra i mammiferi la
poliginia, un maschio si accoppia con molte femmine, ma ciascuna di queste si accoppia solo con quel
maschio. Questo perch il maschio, di solito dominante, pu aumentare la frequenza dei suoi geni nelle
generazioni future. La poliandria invece il sistema per cui una femmina si accoppia con molti maschi e
questi con una femmina soltanto, molto raro nei mammiferi. Nella monogamia un maschio si accoppia solo
con una femmina e questa solo con questultimo.

La neurochimica del comportamento riproduttivo

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Il maschio dellarvicola delle praterie fortemente monogamo.
Il maschio dellarvicola delle montagne fortemente asociale e promiscuo.

La vasopressina e lossitocina sono rilasciate anche al livello del SNC, le mappe dei lori recettori sono molto
diverse tra le due specie di arvicole ma possiedono un certo grado di plasticit. Quando due arvicole delle
praterie si accoppiano si alzano bruscamente i livelli di vasopressina (nel maschio) e ossitocina (nella
femmina) che sembrino fare in modo di mantenere un rapporto pi monogamo. La loro somministrazione
nelle arvicole di montagna non evocher un comportamento monogamo, forse perch non possiedono i
recettori nei punti giusti del cervello.

Come e perch i cervelli dei maschi e delle femmine sono diversi

Poich certi comportamenti dei maschi e delle femmine sono per natura differenti e siccome i comportamenti
sono regolati dal sistema nervoso possiamo sostenere che il cervello dei maschi sia in qualche modo
differente da quello delle femmine, mostrer cio un certo dimorfismo sessuale. Nel cervello umano i
dimorfismi sessuali sono pochi, piccoli, ambigui e dalla funzione sconosciuta. Una cosa interessante per il
fatti che i comportamenti sessuali cambiano in funzione del tempo per una certa plasticit delle mappe
somatosensoriale.

I dimorfismi sessuali nel SNC

Esistono poche strutture cerebrali correlate alle funzioni sessuali in modo evidente. Una di queste linsieme
di motoneuroni spinali che innervano i muscoli bulbocavernosi (BC) alla base del pene e allapertura della
vagina. Negli esseri umani questo gruppo chiamato nucleo di Onuf, localizzato nel midollo spinale
sacrale e possiede un maggior numero di motoneuroni negli uomini rispetto alle donne. I dimorfismi sessuali
pi evidenti sono raggruppati intorno al terzo ventricolo, allinterno dellarea preottica dellipotalamo
anteriore. Il nucleo sessualmente dimorfico (NSD) dei ratti maschi 5-8 volte pi grosso di quello delle
femmine. Nelluomo esistono 4 raggruppamenti di neuroni denominati nuclei interstiziali dellipotalamo
anteriore (NIIA). NIIA-1 il NSD degli uomini e non sembra propriamente dimorfico, mentre NIIA-2 e NIIA-3
sembrano quasi il doppio nel cervello degli uomini rispetto a quello delle donne.
Alcune ricerche hanno portato a credere che le dimensioni del corpo calloso siano dimorfiche. Sembra che
lo splenio sia sensibilmente pi grande nelle donne che negli uomini, e la commessura anteriore ha
riscontrato una differenza in favore delle donne (e degli omosessuali) del 12%.

Gli aspetti sessualmente dimorfici dei processi cognitivi

Numerose ricerche indicano che le donne riescono meglio degli uomini nei compiti verbali ma se si
scegliessero un uomo e una donna a caso, e si scommettesse che la donna supera luomo in compiti
verbali, si azzeccherebbe la previsione soltanto in met dei casi. Uomini e donne, di solito, hanno
esperienze diverse e ci potrebbero, in media, sviluppare abilit leggermente differenti.

Gli ormoni sessuali, il cervello e il comportamento

Anche se grossi dimorfismi allinterno anatomici non esistono, i circuiti allinterno del cervello devono essere
diversi per forza in qualche aspetto per spiegare quei comportamenti che sono specifici per il sesso.
Un aspetto importante per lo sviluppo del cervello maschio la produzione di androgeni da parte dei
testicoli, la quale induce la mascolinizzazione del sistema nervoso regolando a sua volta lespressione di un
certo numero di geni sessuali. Questo potere del testosterone pu essere visto come gli effetti di
organizzazione dellormone. Lormone deve comunque circolare costantemente nel sangue per favorire
comportamenti sessuali maschili ed esercitare quelli che si definiscono effetti di attivazione dellormone. Un
trattamento a base di testosterone durante le prime fasi dello sviluppo porta alla riduzione di alcune
caratteristiche del comportamento femminile durante let adulta.
Individui geneticamente maschi che sono portatori di un recettore per gli androgeni difettoso possono soffrire
di una profonda insensibilit agli androgeni. Queste persone sviluppano testicolo che producono
testosterone nella norma ma tuttavia hanno vagina, clitoride, labbra e alla pubert cominciano a sviluppare il
seno e un corpo di aspetto femminile.
Altri individui, di sesso geneticamente femminile, possono andare incontro a iperplasia congenita delle
surrenali (ICS), cio una crescita smisurata delle ghiandole surrenali che causano durante le prime fasi dello
sviluppo un tasso ematico di androgeni molto superiore alla norma. I loro genitali interni sono di misure

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intermedie tra quelle di un clitoride e quelle di un pene e presentano un comportamento aggressivo e
selvaggio, nonch hanno una percentuale maggiore di orientamento omosessuale.

Gli effetti di attivazione degli estrogeni sulle spine dendritiche

E stato scoperto che durante i primi 5 giorni del ciclo estrale, e quindi livelli maggiori di estradiolo, le spine
dendritiche sui neuroni dellippocampo aumentano di numero considerevolmente, e quindi leccitabilit
dellippocampo risente del ciclo. I recettori ippocampali per lestradiolo si trovano soprattutto sugli
interneuroni inibitori e lestradiolo fa si che queste cellule producano GABA riducendo la loro capacit
inibitoria. Una minore inibizione significa una maggiore eccitazione neuronali che fa si che si creino pi spine
e sinapsi con le cellule piramidali. Donne affette da alcune forme di epilessia riferiscono che la frequenza dei
loro attacca varia con il ciclo mestruale. Il picco di spine coincide con il picco di fertilit della femmina e studi
hanno riscontrato che il cervello del ratto femmina sembra modellarsi finemente sulla base di un ciclo di 5
giorni per far fronte alla necessit del periodo riproduttivo.

Lorientamento sessuale

I cervelli delle persone omosessuali sono diversi da quelle eterosessuali?


Levay scopr il nucleo NNIA-3 dellipotalamo negli omosessuali circa la met di quello degli eterosessuali
ed di dimensioni comparabili a quello delle donne.

Una base genetica dellorientamento sessuale?

Hamer porta a ritenere che la probabilit per un uomo di diventare omosessuale aumenta se anche altri
maschi della famiglia sono omosessuali, ci suggerisce che potrebbe esserci qualcosa sul cromosoma X
legato allorientamento sessuale. Limplicazione di questa scoperta era che il DNA individuato da Hamer
potrebbe codificare delle proteine che, in qualche modo, sarebbero capaci di spingere il cervello a
comportarsi in maniera omosessuale.

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I MECCANISMI CEREBRALI DELLE EMOZIONI
Le teorie dellemozione

Teoria di James-Lange: dice che noi sperimentiamo unemozione in risposta a cambiamenti fisiologici del
nostro corpo. Quindi non piangiamo perch siamo tristi, ma siamo tristi perch piangiamo. Secondo James e
Lange, i cambiamenti fisiologici sono lemozione.

Teoria di Cannon-Bard: ipotizza che lesperienza emotiva pu verificarsi indipendentemente


dallespressione emotiva, cio si pu fare esperienza di un emozione anche se non si avvertono
cambiamenti fisiologici. Cannon osserv casi di uomini in cui la capacit di provare emozioni non diminuiva
affatto dopo la resezione spinale (che provocava insensibilit in parti del corpo). La nuova teoria di Cannon
fu imperniata dellidea che il talamo giocasse un ruolo speciale nelle sensazioni emotive : le emozioni
vengono prodotte quando i segnali raggiungono il talamo.
Studi successivi hanno per rilevato che talvolta le emozioni sono influenzata anche da un danno al midollo
spinale.

Il concetto di sistema limbico

Il lobo limbico di Broca: Broca ha rilevato che sulla superficie corticale del cervello di tutti i mammiferi
esiste un gruppo di aree diverse dalla corteccia circostante e denomin questarea lobo limbico perch esse
formavano un anello od orlo intorno al tronco encefalico.

Il circuito di Papez: Papez ipotizz che esistesse un sistema emozionale giacente sulla parete mediale del
cervello che fungeva da punto di congiunzione tra la corteccia e lipotalamo ed era convinto che la corteccia
fosse implicata nellesperienza delle emozioni. La corteccia cingolata, sede dellesperienza emozionale,
raggiungeva lippocampo e, attraverso il fornice, lipotalamo, che regolava lespressione emozionale. Questo
a sua volta mandava segnali retroattivi alla corteccia cingolata passando dai nuclei anteriori del talamo. Uno
dei motivi che fecero pensare a Papez che lippocampo fosse implicato nellemozione che esso pu venire
colpito dal virus della rabbia.

Comunque, anche se non si conoscono esattamente le parti del cervello implicate nelle emozioni, il gruppo
di strutture ipoteticamente responsabile della percezione e dellespressione delle emozioni va spesso sotto il
nome di sistema limbico.

Paura e ansia

Kluver e Bucy, dopo aver eseguito una lobotomia temporale ad alcune scimmie, riscontrarono una seria di
comportamenti bizzarri che riunirono sotto 2 categorie che insieme causavano appunto la sindrome di
Kluver-Blucy:
1. cecit psichica: le scimmie non sembravano riconoscere oggetti comuni ne comprendere il loro
significato, una forte tendenza alloralit, un forte istinto ad esaminare le cose toccandole e
mettendole in bocca (ipermetamorfosia) e cambiamenti del comportamento sessuale (un aumentato
e forzato interesse per il sesso).
2. cambiamenti emotivi: le scimmie dimostravano unapparente diminuzione della paura.
Questi sintomi nelle scimmie sono stati osservati anche negli essere umani con sindrome di Kluver-Bucy.

Tuttavia la rimozione dei lobi temporali coinvolge non solo la corteccia ma anche le strutture subcorticali
come lamigdala e lippocampo.

Lamigdala situata nel polo del lobo temporale, proprio sotto la corteccia sul lato mediale ed un
complesso di nuclei ripartiti in 3 gruppi:
1. nuclei basolaterali.
2. nuclei corticomediali.
3. il nucleo centrale.

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Le informazioni provenienti da tutti i sistemi sensoriali convergono sullamigdala, in particolare sui nuclei
basolaterali. Le due maggiori vie che congiungono lamigdala con lipotalamo sono la via amigdalafuga
ventrale e la stria terminale. Lesioni allamigdala hanno come conseguenza di smorzare lemozione in modo
analogo a quanto si verifica nella sindrome di Kluver-Bucy. Si ritiene che lassenza di paura sia dovuta alla
distruzione dei nuclei basolaterali dellamigdala.
S.M., una donna con una distruzione bilaterale dellamigdala a causa di un morbo, aveva unintelligenza
normale ed era perfettamente capace di identificare persone vendendone le fotografica. Tuttavia aveva
difficolt a riconoscere determinate emozioni espresse sul viso della gente ritratta in fotografia, era meno
abile nel descrivere unespressione di rabbia e ancor meno riusciva a descrivere la paura.
Negli uomini si visto che una stimolazione dellamigdala porta ad ansia e paura. Lamigdala sembra
coinvolta anche nellarricchimento di contenuto emozionale dei ricordi. Esperimenti hanno portato che i
neuroni dellamigdala possono imparare a rispondere a stimoli associati al dolore, e dopo lapprendimento
questi stimoli evocherebbero una risposta di paura (esperimenti dei toni associati allo stimolo elettrico nei
conigli : lo stimolo raggiunge i nuclei basolaterali e il suo segnale ritrasmesso al nucleo centrale. Le
efferenze proiettano poi verso la sostanza grigia periacquedottale del tronco encefalico per la reazione
comportamentale e lipotalamo per la risposta autonoma del SNA).

Rabbia e aggressivit

Esiste una qualche evidenza che diversi tipi di aggressivit siano regolati in modo differente dal sistema
nervoso. Un fattore che influenza laggressivit nei maschi il livello di androgeni nel sangue, livelli alti di
testosterone possono aumentare laggressivit e la castrazione diminuirla.
Esiste una distinzione dellaggressivit :
aggressivit predatoria: che comprende attacchi scatenati contro un membro di specie differente
con lintento di procurare cibo. Attacchi di questo tipo si accompagnano tipicamente a scarse
vocalizzazioni. Laggressivit predatoria non associata ad alti livelli di attivit della divisione
simpatica del SNA.
aggressivit affettiva: volta pi a spaventare che ad uccidere per cibo e chiama in causa alti
livelli di attivit simpatica del SNA.

Una delle prime strutture ad essere connesse al comportamento aggressivo fu lipotalamo.


Esperimenti negli anni 20 dimostrarono che animali a cui erano stati rimossi entrambi gli emisferi del
telencefalo dimostravano un falsa rabbia, cio dimostravano tutte le manifestazioni tipiche dellira anche in
situazioni che normalmente non avrebbero dovuto provocarla. Se si estendeva la parte di cervello rimosso
anche allipotalamo anteriore la falsa rabbia si manifestava comunque, ma si comprendeva anche
lipotalamo posteriore lanimale non mostrava segni di rabbia. Si pens quindi che lipotalamo posteriore
fosse particolarmente importante per lespressione di rabbia e aggressivit e che normalmente fosse inibito
dal telencefalo.

Studi pi recenti hanno osservato che la stimolazione elettrica di alcune parti dellipotalamo suscita un
comportamento di paura e di rabbia, e quindi che sia coinvolto nellespressione di queste emozioni. Flynn
not poi che laggressione affettiva veniva osservata quando veniva stimolato lipotalamo mediale, mentre
quella predatoria veniva evocata dalla stimolazione dellipotalamo laterale.
Alcuni assoni dellipotalamo laterale proiettano verso larea tegmentale ventrale del mesencefalo attraverso il
fascio proencefalico mediale. La stimolazione dellarea tegmentale ventrale pu suscitare comportamenti
caratteristici dellaggressione predatoria e lesioni a questarea possono sopprimere comportamenti
aggressivi offensivi.
Alcuni assoni dellipotalamo mediale proiettano invece verso la sostanza grigia periacquedottale attraverso il
fascicolo longitudinale dorsale. La stimolazione elettrica della sostanza grigia pu provocare comportamenti
di aggressione affettiva e lesioni possono sopprimere questi comportamenti.

Un esperimento messo a punto da Pribram dimostr che lamigdala importante anche per laggressivit, in
particolare per quella implicata nel mantenimento di una posizione entro la gerarchia sociale. La
stimolazione elettrica dei nuclei basolaterali produce aggressivit affettiva ma lesioni di questi nuclei
riducono invece quella predatoria. Questo perch i nuclei corticomediali hanno un influenza di tipo inibitorio
sullaggressivit, lesioni a carico dei nuclei corticomediali o della stria terminale incrementano
considerevolmente laggressivit predatoria.
Tempo fa, per ridurre laggressivit in un uomo si faceva un operazione psicochirurgica, come lobotomia o
amigdalectomie che riducevano il comportamento aggressivo e deprimevano liperattivit riducendo gli
attacchi epilettici.

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Studi recenti indicano che il NT serotonina pu essere coinvolto nellaggressivit. I neuroni contenenti
serotonina sono localizzati nei nuclei del rafe del tronco encefalico che proiettano anche sullipotalamo e su
altra strutture limbiche. Levidenza indica che farmaci che bloccano la sintesi o il rilascio di serotonina
potenziano il comportamento aggressivo. Tuttavia stato anche trovato che la dominanza gerarchica in una
colonia di scimmie ververt non era correlata con laggressivit, se il maschio dominante era rimosso, il ruolo
di capo veniva assunto da un animale con attivit serotoninergica aumentata.
Esperimenti sui topi knock out (modificati geneticamente), hanno portato a considerare che ai topi a cui
mancava il recettore serotoninergico 5-HT(1A) mostravano un comportamento esplorativo ridotto; mentre a
quelli a cui mancava il recettore serotoninergico 5-HT(1B) dimostrava unaggressivit particolarmente
accentuata se veniva messo in una situazione stressante.

Rinforzo e ricompensa

In un esperimento in cui uno stimolatore elettrico stato impiantato nel cervello di un ratto, si notato che il
ratto, dopo aver premuto accidentalmente la leva che provocava la stimolazione, ha imparato a premerla
ripetutamente, quella che venne chiamata autostimolazione.
Uninterpretazione fu quella che il ratto provava una sensazione positiva dalla stimolazione e pertanto
cercava di riottenerla. I centri cerebrali che inducevano ad una stimolazione di rinforzo sono stati pertanto
chiamati centri del piacere. Pu anche darsi per cha la stimolazione induca invece il ratto ad unaltra
successiva, senza che per questa sia piacevole.
Sono stati trovati numerosi siti di autostimolazione, come larea settale, lipotalamo laterale, il fascio
proencefalico mediale, larea tegmentale ventrale e il ponte dorsale. Un piccolo numero di siti produce per
leffetto contrario e sono le porzioni pi mediali dellipotalamo e le parti laterali dellarea tegmentale del
mesencefalo.

In alcuni casi di uomini per stato scoperto che lautostimolazione non provocava necessariamente
piacere. Nel caso di un paziente che soffriva di narcolessia, la stimolazione dellippocampo provoc una
sensazione dolcemente piacevole e quella del tegmento mesencefalico lo fece invece sentire sveglio, anche
se era associata alla percezione di qualcosa di spiacevole. Il paziente scelse di stimolare pi volte larea
settale del proencefalo che gli procurava una sensazione che egli descrisse come simile allorgasmo.
Nel caso di un secondo paziente per, la stimolazione che scelse di ricevere pi volte fu quella del talamo
mediale nonostante gli induceva un senso dirritabilit. Il paziente si giustific con il fatto che questa
produceva sensazioni che con maggior facilit gli portavano alla mente ricordi.
Lautostimolazione del cervello non sempre associata al piacere ma spesso invece associata a qualche
forma di ricompensa.

Iniettando in un ratto un farmaco che blocca i recettori di DA si notato che lautostimolazione diminuiva. Si
pens quindi in un qualche ruolo della dopamina (come il ruolo che ha nella dipendenza da alcune droghe),
tuttavia essa pu essere importante in alcune situazioni, ma non pu essere ridotta semplicemente al NT
cerebrale della ricompensa.

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I RITMI DEL CERVELLO
Lelettroencefalogramma (EEG)

LEEG una misura che permette di avere unidea dellattivit generalizzata della corteccia cerebrale. La
sua registrazione un insieme di scarabocchi simultanei che indicano i cambiamenti di voltaggio tra le
coppia di elettrodi. Per lo pi misura la corrente che scorre nella corteccia cerebrale durante leccitazione
sinaptica dei dendriti di molti neuroni piramidali (l80% della massa cerebrale). Sono necessari migliaia di
neuroni attivati contemporaneamente per generare un segnale EEG abbastanza grande da poter essere
rilevato. Lampiezza del segnale EEG dipende in grande misura da quanto sincronizzata sia lattivit dei
neuroni implicati.

I ritmi EEG sono categorizzati sulla base dellintervallo di frequenza entro cui variano e ciascun intervallo
viene identificato con una lettera greca :
i ritmi beta sono i pi veloci e indicativi di una corteccia attiva (14Hz).
i ritmi alfa sono associati con stati di veglia rilassati (8-13Hz).
i ritmi teta si registrano durante alcune fasi del sonno (4-7Hz).
i ritmi delta sono piuttosto lenti e spesso di grande ampiezza e sono un elemento caratteristico del
sonno profondo (- di 4Hz).

Ci sono 2 modi principali in cui lattivit di un grande numero di neuroni pu produrre oscillazioni
sincronizzate:
1. possono seguire le indicazioni di un orologio centrale (stimolatore).
2. possono dividere o distribuire tra lo loro stessi la funzione temporale eccitandosi o inibendosi a
vicenda.
Nei mammiferi lattivit ritmica e sincrona solitamente coordinata da un insieme di sincronizzatori e di
metodi collettivi, il talamo, ad esempio, pu agire come potente sincronizzatore. Le cellule del talamo
presentano un particolare insieme di canali ionici voltaggio-dipendenti che permettono una ritmicit anche in
assenza di input esterni. Le connessioni sinaptiche tra i neuroni del talamo costringono ogni suo neurone a
conformarsi al ritmo del gruppo e questi ritmi coordinati vengono trasmessi attraverso gli assoni
talamocorticali alla corteccia.

Perch esistono molti ritmi e qual il loro scopo? Unipotesi sui ritmi del sonno che questi siano degli
stratagemmi a cui ricorso il cervello per disconnettere la corteccia dalle afferenza sensoriali. Questa
intuizione per non spiega il motivo per cui i ritmi si rendano necessari. Pi recentemente stata proposta
una funzione dei ritmi veloci nella corteccia sveglia per cui, attraverso la sincronizzazione momentanea delle
veloci oscillazioni generate dalle diverse regioni della corteccia per i sistemi sensoriali, il cervello leghi
assieme le varie componenti neurali in una singola costruzione percettiva.

Le crisi epilettiche

2 tipi di crisi:
1. generalizzata: coinvolge lintera corteccia cerebrale di entrambi gli emisferi.
2. parziale: coinvolge solo unarea circoscritta della corteccia.
In entrambi i casi i neuroni scaricano con una sincronia che mai accade durante il comportamento normale.
Se una persona colpita da crisi ripetute, tale condizione conosciuta come epilessia.
Farmaci anticonvulsivi possono prolungare leffetto inibitorio del GABA o ridurre la tendenza di certi neuroni
a scaricare potenziali dazione ad alta frequenza.
Le crisi di assenza avvengono durante ladolescenza e consistono in almeno 30 sec. di onde generalizzate
di EEG a 3Hz, accompagnate da perdita di coscienza. Stranamente i segnali motori di una crisi di assenza
sono sottili, come il tremolio di una palpebra o una contrazione involontaria della bocca.

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Il sonno

Il sonno uno stato prontamente reversibile di ridotta reattivit a, e ridotta interazione con, lambiente.

Quando ci addormentiamo passiamo in uno stadio chiamato sonno non-REM, privo di sogni, che sembra
essere stato progettato apposta per il riposo. Il corpo in grado di muoversi durante il sonno non-REM, ma
solo raramente il cervello gli ordina di farlo. La temperatura ed il consumo di energia del corpo diminuiscono.
A causa di unaumentata attivit della divisione parasimpatica del SNA, la frequenza cardiaca, la
respirazione e il funzionamento dei reni rallentano mentre vengono incrementati i processi digestivi. I ritmi
EEG sono lenti e di grande ampiezza e i processi mentali raggiungono il minimo giornaliero durante lo stato
non-REM.
La successiva fase vede lo stato del sonno REM (o sonno con movimenti rapidi degli occhi), che il
momento in cui si sogna. LEEG non quasi distinguibile da quello di un cervello attivo sveglio, con
fluttuazioni veloci e a basso voltaggio. Il corpo non in grado di muoversi, fatta eccezione che per gli occhi
che continuano a invece a muoversi, e le parali che avvengono durante lo stato REM sono determinate da
una perdita di quasi totale del tono muscolare e sono dette atonia. Durante il sonno REM, i sistemi di
carattere fisiologico sono dominati dalla divisione simpatica del SNA e inspiegabilmente il sistema di
controllo della temperatura cessa di lavorare e cos questa inizia a diminuire. La respirazione e la frequenza
cardiaca invece aumentano ma diventano irregolari.

Circa il 75% del sonno viene passato in fase non-REM e il restante 25% in fase REM con cicli periodici di 90
minuti. Questi cicli sono esempi di ritmi ultradiani, che hanno periodi pi veloci di quelli circadiani.
La fase non-REM del sonno divisa in 4 stadi:
1. lo stadio 1 un sonno di transizione, i ritmi alfa di veglia rilassata si riducono e dura solo poco
minuti.
2. lo stadio 2 leggermente pi profondo e pu durare 5-15 minuti, le sue caratteristica includono
oscillazioni occasionali di 8-14Hz chiamate fusi del sonno che sono generati dal talamo e si
osservano onde appuntite di grande ampiezza chiamate complessi K.
3. lo stadio 3 un sonno che inizia a produrre ritmi delta lenti e di grande ampiezza.
4. lo stadio 4 lo stadio del sonno profondo con ritmi delta di circa 2Hz. Durante il primo ciclo del
sonno questo stadio dura circa 20-40 min. che si riduce nei cicli seguenti.
Con lavanzare del sonno la durata dello stato non-REM si riduce e aumenta quella dello stato REM, che
per si divide da un'altra fase REM da un periodo refrattario obbligatorio di almeno 30 minuti.

Perch dormiamo? Ci sono buone ragioni per credere che il sonno serva solo al cervello. Sembra che alcuni
animali, in base allambiente in cui vivono, abbiamo pi ragione di altri per non dormire. I delfini tursiopi ad
esempio dormono con un solo emisfero cerebrale alla volta e sembra che non abbiano fasi REM. I delfini
indiani invece dormono carpendo microsonni di 4-6 secondi mentre continuano lentamente a nuotare.
Ci sono due teorie principali della ragione per cui si dorme:
Teorie ristorative: noi dormiamo per riposare e ristabilirci e per prepararci ad essere nuovamente
svegli.
Teorie delladattamento: noi dormiamo per tenerci lontani dai problemi, per nasconderci dai
predatori o da altre caratteristiche dannose dellambiente quando siamo pi vulnerabili, o ancora,
per conservare energia.

Abbiamo bisogno di sognare? Nessuno lo sa ma sembra che il corpo abbia bisogno di sonno REM. In un
esperimento in cui delle persone sono state fatte continuamente svegliare prima della fase REM, (cos da
dover rientrare in quella non-REM) stato osservato che dopo alcuni giorni di questo fastidio, i soggetti
tendono ad entrare nella fase REM molto pi frequentemente e che queste fasi hanno una durata maggiore.
Secondo Hobson e McCarley, i sogni sono dovuti a neuroni pontini che, attraverso il talamo, attivano varie
aree della corteccia cerebrale producendo immagini o emozioni ben conosciute e la corteccia cerebrale
tenta di sintetizzare queste immagini in un insieme sensato.
Vi sono per interessanti suggerimenti che inducono a pensare che il sonno REM sia in qualche modo di
ausilio al consolidamento o allintegrazione di ricordi. Alcuni studi mostrano un aumento della durata del
sonno REM in seguito ad unesperienza di intenso apprendimento.

16
I meccanismi neuronali del sonno

Il sonno comunque un processo attivo e richiede la partecipazione di molte regioni cerebrali. Negli uomini,
lesioni al tronco encefalico possono provocare sonno e coma, lesioni a strutture della linea mediana del
tronco encefalico provocano stati simili al sonno non-REM. La stimolazione elettrica del tegmento, invece,
provoca il passaggio dagli EEG corticali lenti e ritmici del sonno non-REM ad uno stato di maggiore
vigilanza, con un EEG simile a quello della veglia (sistema reticolare ascendente attivatore).
Con linizio del sonno e della fase non-REM si ha una generale diminuzione della frequenza di scarica della
maggior parte dei neuroni modulatori del tronco encefalico (quelli che utilizzano NA, 5-HT e ACh), fatta
eccezione per un sottoinsieme di neuroni colinergici del proencefalo basale che invece aumentano la loro
frequenza di scarica. Sia i fusi del sonno che i successivi ritmi delta sembrano prodotti dal talamo e la
sincronizzazione delle attivit durante questi ritmi dalle interconnessioni neurali presenti nelle cellule del
talamo.

Durante il sonno REM sono attive praticamente tutte le aree corticali che si attivano durante la veglia. I sogni
elaborati hanno sicuramente bisogno della corteccia cerebrale, tuttavia, la corteccia non necessaria per la
produzione di sonno REM. Si notato che le aree extrastriate e porzioni del sistema limbico sono
significativamente pi attive durante il sonno REM rispetto alla veglia, mentre la corteccia visiva primaria e
alcune aree sono significativamente meno attive. La componente emozionale dei sogni pu arrivare quindi
da un aumento dellattivazione limbica. La frequenza di scarica dei due principali sistemi del tronco
encefalico, il locus coeruleus e i nuclei del rafe, diminuiscono sino a quasi a scomparire con linizio del sonno
REM mentre vi un rapido aumento delle frequenze di scarica dei neuroni ACh del ponte.
Esistono rare persone che sembrano agire i loro sogni, cio che presentano un disturbo del
comportamento del sonno REM. La causa pu sembra essere un danneggiamento dei sistemi tronco-
encefalici che normalmente mediano latonia REM.

La molecola proteica adenosina agisce come neuromodulatore a livello delle sinapsi in tutto il cervello e per
tenersi svegli, vengono usati antagonisti dei recettori delladenosina, come la caffeina e la teofillina. La sua
somministrazione invece aumenta il sonno. Ladenosina ha un effetto inibitorio su quasi tutti i sistemi
modulatori diffusi che utilizzano come NT lACh, la NA e la 5-HT, la cui attivit pi alta durante la veglia.
Nella prima fase del sonno i livelli di adenosina si diminuiscono leggermente e lattivit dei sistemi modulatori
comincia ad aumentare fino al risveglio. Unipotesi che ladenosina abbia il ruolo di indicare quando il
cervello ha bisogno di un periodo di recupero.

Ci sono geni che mostrano livelli di espressione genetica diversi mentre si dorme. 2 categorie :
1. geni della fase precoce immediata: che codificano la trascrizione di fattori che influenzano
lespressione di altri geni. La loro bassa espressione durante il sonno pu essere dovuta al fatto che
lapprendimento e la formazione di memoria sono quasi assenti in questo stato.
2. geni che vengono dai mitocondri: che con la loro aumentata espressione possono giocare un
ruolo importante nel soddisfare le alte richieste metaboliche del cervello sveglio.

I ritmi circadiani

La maggior parte degli animali regolano il loro comportamento sulla base dei ritmi circadiani, i cicli giornalieri
di luce e buio che risultano dalla rotazione della Terra. Quando luce e buio sono rimossi dallanimale, i ritmi
circadiani non cambiano perch sono regolati da fattori biologici nel cervello.

A lungo per molti popoli sembrava ovvio che la pianta mimosa reagisse alla luce del sole. Candolle mostr
invece che una pianta simile, messa al buio, muoveva le foglie su e gi ad intervalli di 22 ore invece che 24,
in sintonia col movimento del sole. Questo implicava che la pianta non rispondeva al sole ma possedeva un
orologio biologico interno.

Gli indizi temporali dellambiente (luce-buio, variazioni di temperatura, etc.) sono globalmente chiamati
zeitgebers. In presenza di questa gli animali si adattano al ritmo giorno-notte. Quando ne sono privati, i
mammiferi si regolano su un ritmo di alternanza tra attivit e riposo che spesso ha un periodo di 24 ore, in tal
caso i loro ritmi sono detti a corsa libera (nelluomo tra 24,5-25,5 ore).
Se si isolano un gruppo di persone, esse regolano inizialmente i loro cicli intorno alle 25 ore, ma dopo alcune
settimane la loro attivit pu iniziare a correre a ruota libera con periodi di anche 30-36 ore. In questi
esperimenti di isolamento si notato che i ritmi di temperatura e quelli di sonno-veglia, che normalmente
tengono un periodo di 24 ore, diventano desincronizzati. Questo significa che il corpo ha pi di un orologio
biologico.

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Un orologio biologico che produce ritmi circadiani : sensore della luce orologio vie efferente.
I mammiferi sono dotati di un piccolo paio di agglomerati neuronali dellipotalamo, che hanno la funzione di
orologi biologici: i nuclei soprachiasmatici (NSC). Se il NSC viene stimolato elettricamente, i ritmi circadiani
possono spostarsi in maniera imprevedibile e se vengono rimossi entrambi viene eliminata la ritmicit
circadiana dellattivit fisica, del sonno-veglia e dellassunzione di acqua e cibo. Il NSC funziona anche come
meccanismo fotosensibile : gli assoni delle cellule gangliari della retina contraggono sinapsi direttamente sui
dendriti del NSC.
I neuroni del NSC possiedo campi recettivi molto ampi e non selettivi e rispondono alla luminanza degli
stimoli luminosi piuttosto che al loro orientamento spaziale. I suoi assoni innervano lipotalamo ma anche il
mesencefalo ed alcune parti del diencefalo e utilizzano il GABA come NT principale.
Le frequenze di scarica dei neuroni del NSC, cos come il consumo di glucosio, di produzione di
vasopressina e di sintesi proteica continuano a variare con ritmi di 24 ore circa. Si scoperto che lorologio
del NSC continua a funzionare anche in assenza di potenziali dazione e sembra che anche la coordinazione
dei ritmi tra le cellule non dipenda da questultimi. La natura della comunicazione neurone a neurone nel
NSC non stata ancora compresa.

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IL LINGUAGGIO E LATTENZIONE
La scoperta delle aree cerebrali specializzate per il linguaggio

Lafasia la perdita, parziale o completa, delle capacit linguistiche conseguentemente ad un danno


cerebrale, spesso senza la perdita delle facolt cognitive o della capacit di muovere i muscoli delleloquio.

Broca, nel 1864, si convinse che il linguaggio controllato solo da un emisfero, e che quasi sempre il
sinistro. Con la tecnica di Wada (si inietta un barbiturico in una delle due carotidi che anestetizza lemisfero
omolaterale di dove avvenuta liniezione) vide che anestetizzare lemisfero sinistro in molti casi portava a
disturbi del linguaggio (quando si ritiene che un emisfero sia pi coinvolto dellaltro per un compito si dice
che dominante). La regione del lobo frontale sinistro dominante che Broca ritenne fondamentale per
larticolazione del linguaggio prese il nome di area di Broca.

Nel 1874, Wernicke, afferm che lesioni ad una regione dellemisfero sinistro, situata sulla superficie
superiore del lobo temporale, tra la corteccia uditiva e il giro angolare, portavano a disturbi del linguaggio
parlato. Questa regione venne chiamata area di Wernicke.

Ora sappiamo per che i confini di queste due aree non sono chiaramente definiti e variano in maniera
significativa da persona a persona.

I tipi di afasia e le loro cause

Afasia di Broca : viene anche chiamata afasia motoria o nonfluente perch la persona presenta difficolt nel
parlare, anche se capisce o se legge correttamente. Le persone che soffrono di questo disturbo fanno
spesso pause, come per cercare la parola giusta (anomia). Unaltra caratteristica lo stile telegrafico dei
discordi in cui abbondano parole di contenuto (nomi, verbi, aggettivi che hanno un contenuto specifico per la
frase) mentre molte parole funzionali (articoli, pronomi, congiunzioni) sono ignorate. Questo tipo di deficit
chiamato agrammatismo. Talvolta usano anche parole o suoni scorretti (errori parafasici, come gasello al
posto di casello). Presentano comunque anche una difficolt di comprensione delle domande difficili. Si
ritiene che lafasia di Broca si un disturbo del linguaggio riguardante laspetto motorio degli organi fonatori.

Afasia di Wernicke : in questo tipo di disturbo il linguaggio parlato scorrevole ma la comprensione


compromessa. Le persone colpite da afasia di Wernicke non hanno problemi nelluso delle parole, tuttavia il
contenuto dei loro discorsi non ha senso. Riescono a produrre un discorso ma commetto anche molti errori
parafasici in pi rispetto ai pazienti affetti da afasia di Broca. Essi sono completamente incapaci di
comprendere domande che sono invece alla portata di tutti. Questo port a pensare che larea di Wernicke
potrebbe avere un ruolo fondamentale nel mettere in correlazione i suoni in arrivo con il loro significato. E
stato anche detto che larea di Wernicke pu essere unarea di ordine superiore nel riconoscimento dei
suoni.

Wernicke mise a punto un modello, chiamato modello di Wernicke-Geschwind, che serviva a spiegare
lelaborazione del linguaggio nel cervello. I punti chiave del sistema sono larea di Broca, larea di Wernicke,
il fascicolo arcuato, un fascio di assoni che collega le due aree, e il giro angolare. Del modello fanno parte
comunque anche alcune aree sensoriali e motorie specializzate nel ricevere e produrre il linguaggio.
Nella ripetizione del linguaggio parlato le parole una volta codificate passano dallarea di
Wernicke a quella di Broca dove vengono trasformate in un codice dei movimenti muscolari richiesti
dal linguaggio. Ci che esce dallarea di Broca viene inviato alle aree motorie specifiche.
Nel leggere ad alta voce un testo scritto i segnali visivi vengono trasferiti al giro angolare, che ha
la stessa funzione dellarea di Wernicke, solo che per le parole scritte invece che pronunciate. Poi
passa allera di Wernicke, quella di Broca e alla corteccia motrice.
Un lesione allarea di Broca interferisce seriamente con la produzione di un discorso perch la corteccia
motrice non riceve pi i segnali corretti. Una lesione allera di Wernicke produce problemi di comprensione
perch in questare avviene la trasformazioni dei suoni in parole.

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Questo modello tuttavia presenta molti errori e semplificazioni. Nellelaborazione corticale del linguaggio, in
realt, non esistono forti distinzioni funzionali tra aree come era previsto dal modello. Esso viene comunque
ancora utilizzato a livello clinico per la sua semplicit e validit approssimativa.

Afasia di conduzione : lesioni che sottendono un danno alla corteccia parietale e al fascicolo arcuato, senza
toccare per larea di Broca e quella Wernicke producono questo tipo di afasia. Il deficit che le persone
hanno difficolt nella ripetizione delle parole.

Afasia negli individui bilingui : in individui che parlano pi di una lingua, la padronanza del linguaggio che si
conserva di pi in seguito ad un ictus o ad una lesione nella lingua che si parla meglio e si imparata
prima.

Afasia negli individui non udenti : lo studio di questo disturbo in queste persone ha suggerito che ci debba
essere una certa universalit nellelaborazione del linguaggio nel cervello. Lesioni allemisfero sinistro negli
individui che usano il linguaggio dei gesti sembra causare deficit linguistici simili visti nei pazienti afasici con
capacit verbali. Casi di afasia di Broca presentano una comprensione buona, ma difficolt nellimpostare i
gesti nonostante la capacit di muovere le mani rimanga normale.

Gli studi sui pazienti con cervello diviso

La comunicazione dei due emisferi favorita da vari fasci dassoni la pi grande delle quali la grande
commissura cerebrale chiamata corpo calloso che contiene oltre 200 milioni di assoni. Negli individui con il
cervello diviso il corpo calloso stato reciso.
Questi si presentano normali sotto quasi tutti i punti di vista ma c un incredibile assimetria nella loro
capacit di verbalizzare riposte a domande poste separatamente ai due emisferi. Ad esempio oggetti
manipolati con la mano destra possono essere descritti normalmente, mentre oggetti nella mano sinistra
possono anche essere del tutto ignorati. Li risposta a questa assimetria dovuta probabilmente al fatto che il
linguaggio viene elaborato in un solo emisfero, di solito il sinistro. Tuttavia stata riscontrata anche una
capacit del linguaggio nellemisfero destro, se questo non complesso. Esistono anche prove che
lemisfero destro percepisca figure complesse, nonostante la sua incapacit di comunicarlo verbalmente.
Comunque da questi studi risultato che probabilmente il corpo calloso permette linterazione sinergica tra i
due emisferi per il linguaggio e altre funzioni.

Lassimetria anatomica e il linguaggio

Le maggiori differenze anatomiche riscontrate nei due emisferi sono in una regione chiamata piano
temporale, situato sulla superficie superiore del lobo temporale (statistiche dicono che nel 65% dei casi il
piano temporale sinistro pi grosso di quello destro, mentre il contrario si verifica solo nel 10% dei casi). Si
detto che il piano temporale sinistro sia pi grande di quello destro perch lemisfero sinistro dominante
nel linguaggio, anche se in realt questa ipotesi non stata ancora dimostrata.
Lassimetria pi evidente nelluomo dovuta ai destrimani (il 90%) con i mancini. Questo significa che in una
certa misura lemisfero sinistro specializzato nel controllo motorio dei movimenti fini.

Gli studi sul linguaggio attraverso la stimolazione cerebrale e le immagini PET

Si notato che :
La stimolazione della corteccia motrice nellarea che controlla la bocca e le labbra causava
immediatamente larresto del discorso.
La stimolazione della corteccia motrice provocava occasionalmente urla o vocalizzazioni ritmiche.
La stimolazione dellarea di Broca, solo nellemisfero dominante, mentre un soggetto stava parlando
provocava esitazioni nel discorso o il completo arresto.
La stimolazioni di siti sul lobo parietale superiore e sul lobo temporale (vicino al fascicolo arcuato e
allarea di Wernicke) provocava confusione delle parole e arresto del discorso.

Tramite lutilizzo della PET si trovato che aree attivate nella corteccia extrastriata e nella corteccia uditiva
secondaria non rispondevano a stimoli visivi e uditivi che non fossero parole. Si pensa che tali aree siano
specializzate nella codificazione delle parole viste o udite.
In un compito di ripetizioni delle parole, la PET dimostrava che lattivit neuronale era bilaterale, ed era
rilevata anche quando i soggetti erano istruiti a muovere la bocca e la lingua senza per parlare.

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In un altro compito era stato ordinato di pensare poco e la PET porto alla luce un ipotesi per cui lattivit della
corteccia frontale e temporale sia correlata alla prestazione del compito di associazione delle parole, mentre
lattivit della corteccia del cingolo coinvolta, probabilmente, nellattenzione.

Lattenzione

La capacit di selezionare una conversazione nel mezzo di molte altre un esempio di attenzione. Latto di
elaborare differenzialmente fonti simultanee di informazioni chiamata attenzione selettiva. Perch siamo in
grado di selezionare alcune informazioni ed ignorarne altre?
Una possibilit che il cervello non possa elaborare simultaneamente tutte le informazioni sensoriali
in arrivo. Se questo vero, lattenzione gioca un ruolo fondamentale nel selezionare quali
informazioni possano essere ricevute nelle limitate risorse di elaborazione del cervello.
Unaltra possibilit che, nonostante il cervello sia in grado di elaborare simultaneamente tutte le
informazioni sensoriali, esista un vantaggio nella prestazione nel concentrarsi su una cosa alla volta.

Se vogliamo guardare qualcosa dobbiamo spostare i nostri occhi cos che loggetto interessato sia
raffigurato sulla fovea di ciascun occhio. Tuttavia, possibile spostare lattenzione su oggetti raffigurati su
parti della retina che si trovano al di fuori della fovea. Lo spostamento dellattenzione su alcune localizzazioni
della retina migliora lelaborazione visiva in molti modi :
Lattenzione migliora la detezione : sulla base di esperimenti di localizzazione di un bersaglio al di
fuori della fovea e preceduto da indizi della sua posizione, la prima conclusione sugli effetti
comportamentali dellattenzione che essa rende le cose pi facilmente rilevabili.
Lattenzione accelera i tempi di reazione : altri esperimenti hanno dimostrato che i tempi di reazione
di un osservatore erano influenzati da dove lindizio centrale suggeriva di dirigere lattenzione,
lipotesi che lattenzione pu velocizzare i tempi di elaborazione visiva o il tempo in cui viene presa
una decisione circa un movimento (come la pressione di un pulsante).

La sindrome di neglect (o di negligenza spaziale) come disordine attentivo

Con la sindrome di neglect una persona sembra ignorare gli oggetti e le persone che si trovano a lato del
centro di fissazione. E stata principalmente studiata la sindrome a carico di lesioni emisferiche destre perch
pi comune, anche se non se ne conosce il motivo. Alcune pazienti possono addirittura affermare che la loro
mano sinistra non veramente paralizzato o che il loro braccio sinistro non fa parte del loro corpo. La
sindrome di neglect generalmente associata a lesioni della corteccia parietale posteriore ed stato
proposto che questa si coinvolta nel prestare attenzione agli oggetti in diverse posizioni nello spazio
extrapersonale. Se questo fosse vero, allora la sindrome di neglect rappresenterebbe un deficit della
capacit di spostare lattenzione. Non chiaro perch la sindrome compaia maggiormente in correlazione
con lesioni del emisfero destro, unipotesi che lemisfero sinistro sia coinvolto nel prestare attenzione agli
oggetti del campo visivo destro, mentre lemisfero destro ad entrambi i campi visivi.

Gli effetti fisiologici dellattenzione

E stato osservato che sia il miglioramento delle capacit di rilevare la presenza di uno stimolo sia i tempi di
reazioni in riposta ad esso sono selettivi per la posizione spaziale. Esperimenti recenti con la fRMI
suggeriscono che ci possono essere cambiamenti selettivi nellattivit del cervello associati con gli
spostamenti spaziali dellattenzione.
I risultati di fRMI sembrano coerenti con losservazione comportamentale che il sistema visivo pu spostare
lattenzione indipendentemente dalla posizione degli occhi. Altri esperimenti con la PET hanno portato a
considerare che aree corticali diverse erano maggiormente attivate quando venivano discriminati attributi
differenti degli stimoli :
La corteccia occipitale ventromediale era influenzata dai comportamenti di discriminazione con
attenzione rivolta verso il colore e la forma. Le aree di massime attivazione corrispondevano alle
aree V4, IT e ad altre aree visive del lobo temporale.
Le aree della corteccia parietale erano influenzate dal compito di attenzione per il movimento.
Larea pi influenzata era in prossimit dellarea MT.
Da questo stato riscontrato che numerose aree corticali sembrano essere influenzate dallattenzione e che
i massimi effetti attentivi si osservano nelle aree secondaria piuttosto che in quelle primarie del sistema
visivo.

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Alcuni esperimenti hanno fatto notare che lattenzione cambia localizzazione prima del movimento oculare.
Probabilmente lattenzione favorisce lincremento delle risposte neuronali della corteccia parietale posteriore.
Un neurone della corteccia parietale posteriore rispondeva ad uno stimolo bersaglio presentato nel suo
campo recettivo, la risposta era aumentata se la presentazione del bersaglio era seguita da una saccade
verso il bersaglio. Leffetto dincremento della risposta spazialmente selettivo, e non viene osservato se la
saccade viene eseguita su uno stimolo che non si trova allinterno del campo recettivo.
Come viene diretta lattenzione?

Non c ancora una chiara risposta a questa domanda. Tuttavia, una struttura studiata per il possibile ruolo
guida dellattenzione il nucleo del pulvinar del talamo. Questo ha connessioni reciproche con la maggior
parte delle aree corticali dei lobi occipitale, parietale e temporale, ed ha in tal modo il potere di modulare
lattivit corticale globale. Uomini con lesioni al pulvinar sembrano avere difficolt nel focalizzare lattenzione
su oggetti posti nel lato controlaterale la lesione.
Se viene iniettato il muscimolo, un agonista del GABA, nel pulvinar, lattivit neuronale inibita e produce
difficolt nello spostamento dellattenzione. Se viene iniettato invece bicucullina, un antagonista del GABA,
sembra che si faciliti lo spostamento dellattenzione.
Il pulvinar, in realt, non pi coinvolto nellattenzione che del collicolo superiore o della corteccia parietale
superiore. Forse queste strutture lavorano insieme per guidare lattenzione o forse non c un controllo
centrale dellattenzione ma che sia dovuta allinterazione tra molte aree.

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LA MALATTIA MENTALE
Lapproccio psicosociale alla malattia mentale

Freud, con la teoria della psicoanalisi, si basava su 2 principali assunzioni :


1. la maggior parte della vita mentale inconscia.
2. lesperienza passata, particolarmente durante linfanzia, plasma il modo in cui una persona sente o
risponde agli eventi della vita.
La malattia mentale arriva quando elementi consci e inconsci della psiche entrano in conflitto. Il modo per
curare il paziente cercare di portare alla luce i segreti dellinconscio.

Skinner, con il comportamentismo, si basava sullassunzione che molti comportamenti sono risposte
apprese dallambiente. La probabilit che un dato comportamento accada aumenta in basa al numero di
rinforzi positivi e diminuisce in base al numero di rinforzi negativi.
I disturbi mentali possono rappresentare comportamenti disadattativi appresi. La terapia consiste in tentativi
di disimparare tramite modificazioni comportamentali.

Lapproccio biologico della malattia mentale

Un grave disturbo, la paresi progressiva, iniziava con sintomi maniacali, agitazione, euforia e illusioni e
sviluppava un deterioramento cognitivo prima, paralisi poi e conseguentemente la morte. Inizialmente la
responsabilit fu data a fattori psicologici, poi si scopr che la causa era uninfezione del cervello causata dal
Treoponema pallidum, il virus che causa la sifilide. Questo port allo scoperto che molti disturbi mentali
possono avere base biologica.

I disturbi dansia

La paura una risposta adattativi alle situazioni minacciose, unespressione non appropriata di paura ci
che caratterizza il disturbo dansia.

Disturbo di panico : gli attacchi di panico sono sentimenti improvvisi di terrore che si verificano senza
preavviso, la maggior parte delle persone riporta una paura insopportabile di morire o dimpazzire e fugge
dal luogo dove lattacco ha avuto inizio. Il disturbo di panico caratterizzato da frequenti attacchi di panico
senza causa apparente e dal terrore di averne altri. Met degli individui che soffrono di attacchi di panico
hanno anche una depressione maggiore.

Agorafobia : una grave ansia di trovarsi in situazioni nelle quali fuggire pu essere difficile o imbarazzante
tipica di questo disturbo, lansia porta ad evitare le situazioni irrazionalmente percepite come minacciose.

Disturbo ossessivo-compulsivo : le ossessioni sono pensieri invadenti e ricorrenti o impulsi che sono
percepiti come inappropriati o proibiti. Questi pensieri riconosciuto come estranei provocano una notevole
ansia. Le compulsioni sono comportamenti ripetitivi o operazioni mentali che sono eseguite per ridurre
lansia associata con le ossessioni. Il DOC si manifesta negli adulti giovani, e i sintomi fluttuano in risposta a
livelli di stress.

Una persona sana in grado di far fronte allo stress tramite lapprendimento della risposta da stress. La
risposta da stress la relazione coordinata a stimoli minacciosi che ha le caratteristiche seguenti :
Comportamento devitamento.
Aumento della vigilanza e dellattivazione mentale.
Attivazione della divisione simpatica del SNA.
Rilascio di cortisolo da parte delle ghiandole surrenali.
La riposta umorale della risposta da stress mediata dallasse ipotalamo-ipofisi-surrenale. Lormone
cortisolo rilasciato dalla corteccia surrenale da un aumento dei livelli di ACTH che rilasciato dallipofisi

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anteriore in risposta al CRH. Il CRH rilasciato nel sangue dai neuroni secretori parvocellulari
dellipotalamo.
I neuroni contenenti CRH sono regolati da 2 strutture :
1. Lamigdala : linformazione sensoriale arriva ai nuclei basolaterali ed inviata al nucleo centrale.
Quando il nucleo centrale si attiva da origine alla risposta da stress. Il gruppo di neuroni chiamato
nucleo basale della stria terminale attiva lasse ipotalamo-ipofisi-surrenale e la risposta da stress.
2. Lippocampo : lattivazione dellippocampo sopprime il rilascio di CRH. Lippocampo contiene
numerosi recettori glucocorticodei che rispondono al rilascio di cortisolo dalle ghiandole surrenali;
quando il livello di cortisolo si alza troppo, questi recettori inibiscono il rilascio di CRH. Tuttavia
lesposizione continua al cortisolo, come nello stress cronico, pu causare la morte di neuroni
ippocampali portando cos ad un progressivo deterioramento.
I disturbi dansia sono correlati sia ad una iperattivit dellamigdala, sia ad una diminuita attivit
dellippocampo. Se deve comunque tener presente che entrambe le strutture ricevono informazioni elaborate
dalla neocorteccia e che quindi i disturbi possono anche essere causati da unelevata attivazione di
questultima.

Il trattamento dei disturbi dansia :


Psicoterapia : lo psicoterapeuta rinforza il concetto che gli stimoli che provocano i disturbi non sono
pericolosi, facendo in modo di alterare le connessioni del cervello cos che gli stimoli reali o
immaginari non provochino la risposta da stress.
Farmaci ansiolitici : le benzodiazepine (come il Valium) rendono il GABA pi efficace. Quasi tutti i
farmaci che stimolano la formazione dl GABA sono ansiolitici, incluso lalcol etilico.
Inibitori selettivi per il riassorbimento della serotonina (SSRI) : sono ampiamente utilizzati per i
disturbi dellumore ma sono anche efficaci per i disturbi dansia (ad esempio il Prozac). Il rilascio
della serotonina ha origine dai nuclei del rafe del tronco encefalico, gli SSRI prolungano lazione del
rilascio di serotonina a livello dei recettori, inibendone il riassorbimento. Lazione ansiolitica dei SSRI
non per immediata, ma una loro risposta adattativa laumento dei recettori glucocorticodei
dellippocampo.

I disturbi dellumore

Affetto il termine medico che indica uno stato emozionale o lumore, i disordini affettivi sono disturbi
dellumore.

Depressione : la malattia mentale conosciuta come depressione maggiore il pi comune disturbo


dellumore. I sintomi tipici sono :
Diminuzione dellumore.
Perdita dinteresse o del piacere delle attivit quotidiane.
Perdita o aumento di appetito.
Insonnia o ipersonnia.
Fatica.
Sentimenti di preoccupazione o di colpa.
Pensieri ricorrenti di morte.

Disturbo bipolare : consiste in episodi ripetuti di mania e depressione e quindi anche chiamato disturbo
maniaco-depressivo. La mania un periodo limitato di umore anormale elevato, persistente o irritabile.
Sintomi osservati sono :
Eccessiva autostima o grandiosit.
Una ridotta necessit di sonno.
Un aumento delleloquio.
Fuga delle idee.
Distraibilit.
Aumento dellattivit diretta verso un obbiettivo.
Esistono poi due tipi di disturbi bipolari :
1. disturbo bipolare I : caratterizzato anche da una ridotta capacit di giudizio.
2. disturbo bipolare II : caratterizzato da ipomania, un aumento di efficienza, capacit o
creativit, associato per a depressione maggiore (ciclotimia).

Le basi biologiche dei disturbi dellumore :

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Ipotesi delle monoamine : lipotesi per cui lumore fortemente associato ai livelli dei NT
monoaminici rilasciati dal cervello, cio NA e/o 5-HT. La depressione la conseguenza di un deficit
in uno di questi due sistemi modulatori diffusi. Non stato per ancora possibile stabilire una
relazione diretta tra umore e modulatore, lazione antidepressiva di farmaci che aumentano la
produzione di questi NT richiede molte settimane per svilupparsi; inoltre, la cocaina, ad esempio,
che aumenta la produzione di NA, non ha effetti antidepressivi.
Ipotesi della diatesi da stress : il termine medico per la predisposizione genetica ad una certa
malattia chiamata diatesi. Secondo questa ipotesi lasse ipotalamo-ipofisi-surrenale il sito
principale dove influenza genetiche e ambientali convergono a causare disturbi dellumore.
E stato anche rilevato che iniezioni di CRH nei cervelli animali producono effetti comportamentali
che ricordano quelli della depressione maggiore. Nei pazienti depressi, un minor numero di recettori
glucocorticodei fa in modo che la retroazione ippocampale venga distrutta e la funzione dellasse
ipotalamo-ipofisi-surrenale iperattiva.
I fattori che causano tutto questo sono : geni, monoamine ed esperienza nellinfanzia precoce.

Il trattamento dei disturbi dellumore :


Terapia elettroconvulsiva (ECT) : in questa terapia, scoperta per caso, viene fatta passare corrente
elettrica tra due elettrodi posti sullo scalpo. Un suo vantaggio che pu dare presto sollievo, ma un
grave effetto collaterale invece perdita della memoria.
Psicoterapia : lobbiettivo aiutare i pazienti depressi a superare una visione negativa di se stessi e
del loro futuro.
Farmaci antidepressivi : i pi popolari sono :
o I composti tricicicli, come limpramina, che bloccano il riassorbimento sia della NA che della
5-HT.
o Gli SSRI, come la fluotexina, che agisce solo sui terminali serotoninergici.
o Gli inibitori del riassorbimento selettivo della NA, come la reboxetina.
o Gli inibitori della MAO, come la fenelzina, che riducono il degrado enzimatico della 5-HT e
della NA.
Tuttavia le loro azioni terapeutiche si sviluppano dopo settimane.
Litio : sempre per caso si scoperto che il litio altamente efficace nel ristabilire lumore dei
pazienti con disturbo polare, impedisce le manie ed in grado di prevenire episodi di depressione.
Ma come i farmaci antidepressivi richiede un uso a lungo termine per effetti terapeutici.

La schizofrenia

La schizofrenia caratterizzata da una perdita di contatto con la realt e da una distribuzione del pensiero,
della percezione, dellumore e del movimento. I sintomi della schizofrenia si riferiscono a 2 categorie :
Sintomi positivi, che riflettono la presenza di pensieri e comportamenti anormali :
o Illusioni.
o Allucinazioni.
o Eloquio disorganizzato.
o Comportamento fortemente disorganizzato e caotico.
Sintomi negativi, che riflettono lassenza di riposte normalmente presenti :
o Espressione ridotta delle emozioni.
o Povert di linguaggio.
o Difficolt ad iniziare un comportamento finalizzato.

Esistono inoltre diversi tipi di schizofrenia :


Schizofrenia paranoide : caratterizzata da preoccupazione associata ad illusioni organizzate intorno
a un tema, per esempio la credenza che nemici molto potenti stiano per attaccarci. I pazienti con
schizofrenia di questo tipo sono i pi facili da curare.
Schizofrenia disorganizzata : caratterizzata da mancanza di espressione emotiva associata ad un
comportamento disorganizzato e ad un eloquio incoerente. Questo tipo di schizofrenia soggetta a
un progressivo peggioramento e non presenta possibilit di recupero.
Schizofrenia catatonica : caratterizzata da particolari movimenti volontari, come limmobilit e lo
stupore, da una postura bizzarra, da smorfie e spesso da una ripetizione di frasi e parole senza
senso, a pappagallo.

Le basi biologiche della schizofrenia :

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I geni e lambiente : la schizofrenia sembra ereditaria. Geni difettosi sembrano rendere alcune
persone suscettibili a fattori ambientali che causano la schizofrenia. Infezioni virali durante lo
sviluppo fetale e postatale sono state considerate cause possibili, come anche malnutrizione. La
schizofrenia comunque associata a cambiamenti fisici del cervello, una particolare attenzione
stata fatta sulle alterazioni nella trasmissione sinaptica chimica mediata dalla DA e dal glutammato.
Ipotesi dopaminergica : un aggancio tra il sistema dopaminergico mesocorticolimbico e la
schizofrenia stato fatto sulla base di due ragioni :
1. loverdose di anfetamina, che produceva episodi e sintomi identici a quelli della schizofrenia.
Questo suggeriva che la schizofrenia poteva essere in correlazione con leccesso di
catecolamine nel cervello.
2. la cloripromazina, che stato scoperto ridurre i sintomi positivi della schizofrenia, cos come poi i
farmaci neurolettici, sono potenti bloccanti dei recettori della DA, specialmente del recettore D2.
Si ipotizza quindi che gli episodi psicotici nella schizofrenia sono scatenati specificatamente
dallattivazione dei recettori per la DA.
Ipotesi del glutammato : stato osservato che lintossicazione da feniciclidina (PCP)
accompagnata da molti sintomi di schizofrenia sia positivi che negativi. Il PCP non influenza sulla
trasmissione dopaminergica, ma sulle sinapsi che usano il Glu con NT. Il PCP agisce come inibitore
dei recettori NMDA cos si ipotizza che la schizofrenia rifletta una diminuita attivazione di questi
recettori.

Il trattamento della schizofrenia : consiste in una terapia farmacologia combinata con un sostegno sociale. I
neurolettici utilizzati hanno sfortunatamente anche molti effetti collaterali e una loro terapia cronica pu fa
emergere anche una discinesia tardiva, caratterizzata da movimenti involontari delle labbra e della mascella.
Molti di questi effetti possono essere evitati utilizzando neurolettici atipici, come la clozapina e il risperidone,
che sono anche pi efficaci contro i sintomi negativi della schizofrenia.

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I SISTEMI DI MEMORIA
I tipi di memoria e lamnesia

Lapprendimento lacquisizione di nuove informazioni o conoscenze, la memoria la ritenzione delle


informazioni o conoscenza apprese.

La memoria dichiarativa e non dichiarativa

Memoria dichiarativa : la memoria nelluso quotidiano o memoria esplicita. Riguarda le memorie di


fatti o eventi (come ricordare che la capitale della Svizzera Berna) e i suoi dati sono recuperabili a
livello conscio. Le memorie dichiarative si formano facilmente ma sono anche facili da dimenticare.
Memoria non dichiarativa : o memoria implicita, varie categorie per questa memoria, la pi
importante dei quali la memoria procedurale che riguarda le abilit, le abitudini e i comportamenti
(come quando si guida). Il recupero delle memorie non dichiarative avviene di solito a livello
inconscio e sono molto stabili e difficili da dimenticare.

La memoria a lungo termine e a breve termine

Memoria a lungo termine : caratterizzata da ricordi che possono persistere per giorni, mesi o anni
dopo che sono stati immagazzinati. I ricordi, per entrare nella memoria a lungo termine hanno
bisogno di un processo chiamato consolidazione mnemonica e possono arrivare dalla memoria a
breve termine o direttamente dalle informazioni sensoriali.
Memoria a breve termine : caratterizzata da ricordi che durano da alcuni secondi a ore e pu
essere cancellata da un trauma cranico o da elettroshock che possono per non influenzare la
memoria a lungo termine. Individui che hanno subito lesioni corticali possono presentare una
normale memoria a breve termine per un certo canale sensoriale (ad esempio una articolo letto sul
giornale) ma avere un deficit per un altro canale sensoriale (una cosa udita poco prima).

Lamnesia

Quando determinate patologie o lesioni al cervello provocano una grave perdita della memoria e/o della
capacit di apprendere si parla di amnesia. Se lamnesia non accompagnata da altri deficit cognitivi si dice
dissociata. In seguito ad un trauma al cervello, la perdita di memoria pu manifestarsi in 2 modi :
Amnesia retrograda : non si ricorda eventi precedenti al trauma, si dimentica cio le cose
conosciute.
Amnesia anterograda : lincapacit a formare nuovi ricordi in seguito al trauma.
Unaltra forma di amnesia che di solito dovuta al ridotto afflusso di sangue al cervello lamnesia globale
transiente. Si ha un inizio di amnesia anterograda che dura solo un periodo e va da pochi minuti a qualche
giorni, accompagnata da amnesia retrograda per eventi recenti che precedono il trauma.

Alla ricerca dellengramma

La rappresentazione fisica o localizzazione di un ricordo chiamata engramma o traccia mnemonica.


Lashley, negli anni 30, con degli studi sui ratti speriment che la gravit dei deficit provocati dalle lesioni (sia
nellapprendimento che nel ricordo) era correlata con le dimensioni delle lesioni, ma non sembrava correlata
con la localizzazione della lesione della corteccia. Ci lo port a supporre che tutte le aree corticali
contribuissero allapprendimento e alla memoria in ugual misura. In realt, ricerche successive, dimostrarono
che non tutte le aree corticali contribuiscono alla memoria in ugual misura, tuttavia era esatto che le
memorie sono distribuite.

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Hebb, allievo di Lashley, propose che la rappresentazione interna di un oggetto costituita da tutte le cellule
corticali connesse reciprocamente che sono attivate da quello stimolo e chiam questo gruppo di neuroni
simultaneamente attivi assemblamento cellulare. Ipotizz inoltre che se lattivazione di un assemblamento
persisteva abbastanza a lungo, sarebbe dovuto avvenire un consolidamento e che se solo una frazione di
cellule dellassemblamento fosse in seguito attivata da uno stimolo, le connessioni reciproche causerebbero
lattivazione dellintero sistema.
Studi sui macachi, addestrati a fare discriminazioni visive, hanno infatti dimostrato che una lesione alla
corteccia inferotemporale (area IT), portavano lanimale a non essere pi capaci di eseguire il compito di
discriminazione. La corteccia inferotemporale di dimostrata quindi sia un area visiva, sia un area
dimmagazzinamento della memoria.

La stimolazione elettrica dei lobi temporali umani

Penfield, attraverso studi su pazienti epilettici, osserv che stimolazioni elettriche del lobo temporale
portavano a volte a sensazioni pi complesse rispetto alla stimolazione di altre regioni corticali, sensazioni
come comportamenti e ricordi. In realt non stato ancora provato che la stimolazione del lobo parietale
porti allevocazione di ricordi, tuttavia, le risposte che si hanno da questo lobo sono notevolmente diverse da
quelle della neocorteccia.

I lobi temporali e la memoria dichiarativa

Il lobo temporale localizzato sotto losso temporale e contengono la neocorteccia temporale. La lobotomia
temporale bilaterale nelle scimmie non sembrava aver alcuna conseguenza sulla memoria, ma pi sul
riconoscimento di oggetti.
H.M., una persona affetta da gravi attacchi epilettici, operata chirurgicamente, gli erano stato rimossi 8 cm di
lobo temporale mediale, lamigdala e i due terzi anteriori dellippocampo. Conseguenza, unamnesia
retrograda parziale di alcuni anni precedenti alloperazione e una ben pi seria amnesia anterograda. Egli
soffre di una estrema incapacit a formare nuove memorie dichiarative, ma in grado di imparare compiti
nuovi (cio memorie procedurali). Questo port a pensare che lanatomia ed i meccanismi neuronali della
memoria dichiarativa e procedurale, cos come per quella a breve termine ed a lungo termine, non sono
identici.

I lobi temporali mediali e lelaborazione della memoria

Lippocampo una struttura ripiegata situata medialmente al ventricolo laterale. Lateralmente allippocampo
troviamo tre importanti regioni corticali che circondano il solco rinale : la corteccia entorinale, la corteccia
peririnale e la corteccia paraippocampale. Le informazioni giungono per prime alla corteccia rinale e a quella
paraippocampale per poi essere trasmesse allippocampo. Una delle vie efferenti pi importanti
dellippocampo il fornice.
Lo studio su H.M. sugger che una o pi strutture del lobo temporale mediale siano essenziali alla
formazione della memoria dichiarativa. Altri studi vennero fatti sui macachi attraverso lesperimento dei
ritardati non appaiati al campione (RNAC) : viene posta davanti alla scimmia una tavola con diversi fori, uno
dei quali contente cibo coperto da un oggetto (lo stimolo campione). La scimmia viene addestrata a
manipolare loggetto in modo da raggiungere la ricompensa. Dopodich viene posto uno schermo davanti
alla scimmia per non permettergli di vedere la tavola (ritardo). La tavola viene poi riproposta alla scimmia
con due oggetti, uno uguale a prima e latro diverso che nasconde il cibo. La memoria richiesta per il RNAC
chiamata memoria di riconoscimento, poich implica la capacit di giudicare se uno stimolo stato visto in
precedenza. Dopo lesioni temporali mediali bilaterali, lanimale non era pi in grado di ricordare qualera lo
stimolo campione.
Lesioni solo allippocampo producono unamnesia relativamente lieve, i deficit pi gravi risultano in realt da
lesioni della corteccia peririnale. Unipotesi che queste strutture operino per consolidare la memoria nella
corteccia oppure per uno stadio intermedio. Unaltra ipotesi che la corteccia dei lobi temporali mediali
immagazzini temporaneamente i ricordi prima di trasferirli in qualche altra zona della neocorteccia.

Il diencefalo e lelaborazione della memoria

Le tre regioni del diencefalo implicate nellelaborazione della memoria sono i nuclei anteriore e dorsomediale
del talamo ed i corpi mammillari dellipotalamo. La maggior parte degli assoni provenienti dal fornice
proiettano verso i corpi mammillari che a sua volta proiettano verso il nucleo anteriore del talamo. Il nucleo
dorsomediale riceve anche afferenze da strutture del lobo temporale.
Ampie lesioni talamiche mediane causano deficit relativamente gravi nei RNAC. Lesioni limitate ai nuclei
dorsomediali o ai nuclei anteriori causano deficit relativamente pi lievi. Un incidente ad N.A. con un fioretto

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provoc una lesione al talamo dorsomediale con conseguenze di unincapacit di formare nuove memorie
dichiarative e unamnesia retrograda di un paio danni.
Come conseguenza dello scarso nutrimento, gli alcolisti possono andare incontro ad un deficienza di
tiamina. Se non viene trattata, questa deficienza pu portare ad un danno strutturale del cervello che
produce la sindrome di Korsakoff caratterizzata da confusione, confabulazione, grave deterioramento della
memoria (amnesia anterograda ed una grave amnesia retrograda) e apatia.

Le funzioni mnemoniche dellippocampo

Un importante ruolo dei lobi temporali mediali consiste nellelaborazione o nel consolidamento della memoria
dichiarativa. Studi sui ratti con il labirinto a bracci radiali hanno portato a pensare che il tipo di memoria
utilizzata per lo svolgimento del compito sia la memoria di lavoro, che si riferisce alla capacit di ricordare
linformazione necessaria a guidare il comportamento in atto. Se lippocampo viene distrutto prima che il
ratto sia posto nel labirinto, questo non sembra pi essere in grado di ricordare quali bracci abbiano gi
visitato.
E stato anche rilevato che cellule dellippocampo rispondono maggiormente quando il ratto si trova in un
certo punto spaziale dellambiente visitato. Il luogo in cui la risposta massima chiamato campo
locazionale del neuroni e questi cellule sono chiamate cellule di luogo. La risposta di queste cellule basata
su stimoli visivi ma il neurone continua a rispondere anche dopo che il ratto stato bendato. Questo perch
probabilmente le risposte delle cellule di luogo sono anche in relazione a dove lanimale pensa di essere.
Negli esseri umani stato fatto uno studio in cui paziento allinterno del dispositivo PET vedevano un
videogioco sul monitor del computer e dovevano muoversi allinterno di una citt virtuale. Dopo che una
persona ha navigato nellambiente, si rivela unaumentata attivazione dellippocampo destro e della parte
caudale sinistra del nucleo caudato. Questo ha dimostrato che lippocampo particolarmente attivo nel
compito di navigazione spaziale sia negli esseri umani che nei ratti.
Cohen ed Eichenbaum sostengono che la funzione dellippocampo, insieme ad altre strutture del lobo
temporale mediale, abbia attinenza con la memoria relazionale per cui le informazioni altamente elaborate in
arrivo subiscano un ulteriore elaborazione che permette un immagazzinamento dei ricordi in modo tale che
siano legate insieme o siano poste in relazione tutte le cose che sono avvenute nel momento in cui il ricordo
stato immagazzinato.
Linterconnessionismo comunque la caratteristica chiave dellimmagazzinamento della memoria
dichiarativa.

Lo striato e la memoria procedurale

Due nuclei dei gangli della base, il nucleo caudato ed il putamen, insieme formano lo striato. Lo striato
critico per la memoria procedurale coinvolta nella formazione di abitudini comportamentali.
Ci sono lesioni comparabili che distruggono la memoria procedurale senza influenzare la memoria
dichiarativa? Nei roditori, le lesioni allo striato hanno questo effetto. Registrazioni dallo striato del ratto
mostrano che la risposta neuronali cambia quando lanimale apprende una procedura associata con una
ricompensa di cibo. Esiste attualmente solo un ipotesi e cio che lo striato riceva informazioni sensoriali
altamente elaborate e invii segnali per le risposte motorie.
Nelle scimmie, durante il RNAC, quando lo striato danneggiato lanimale non pi in grado di formare
labitudine a recuperare il cibo associato con uno stimolo visivo rispetto allaltro.
I pazienti affetti da sindrome di Huntington presentano una difficolt nei compiti di apprendimento nei quali
una risposta motoria associata ad uno stimolo.
Lo striato sembra quindi giocare negli umani un ruolo nella memoria procedurale come parte di un sistema
distinto dal sistema temporale mediale usato nella memoria dichiarativa.

La neocorteccia e la memoria di lavoro

Ci sono 2 porzioni di neocorteccia coinvolte nella memoria di lavoro :


1. la corteccia prefrontale : posta allestremit rostrale del lobo frontale che sembra sia responsabile di
quelle caratteristiche quali lautocoscienza, la capacit di pianificazioni complesse e la risoluzione
dei problemi che ci distinguono dagli altri animali. Questa parte di neocorteccia interconnessa con
il lobo temporale mediale e le strutture di diencefaliche precedentemente descritte e sembra
coinvolta nella memoria del lavoro per la risoluzione dei problemi e per la pianificazione del lavoro.
Gage, una persona che aveva subito un grave danno al lobo frontale, nonostante fosse in grado di

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tenere comportamenti adeguati in situazioni differenti, egli aveva difficolt nella pianificazione e
nellorganizzazione di tali comportamenti, probabilmente a causa della lesione del lobo frontale.
Persone con danni alla corteccia prefrontale sembrano avere difficolt ad usare informazioni recenti
(ovvero i dati della memoria di lavoro) per modificare il loro comportamento.
2. la corteccia intraparietale laterale (IPL) : nascosta nel solco intraparietale, si pensa sia coinvolta nel
guidare i movimenti oculari. Le risposte di molti neuroni suggeriscono per che sia anche coinvolta
in un tipo di memoria di lavoro, come osservato in studi sulle scimmie nel compito di saccade
ritardata.

I MECCANISMI MOLECOLARI DELLAPPRENDIMENTO E


DELLA MEMORIA
Lapprendimento procedurale

Lapprendimento procedurale comprende lapprendimento di una risposta motoria in reazione ad un input


sensoriale. 2 tipi di apprendimento procedurale :
1. Apprendimento non associativo : che descrive il cambiamento della risposta comportamentale che si
verifica nel tempo in risposta ad un singolo tipo di stimolo. 2 categorie :
a. Abituazione : dove simpara ad ignorare uno stimolo che non si ritiene significativo.
b. Sensibilizzazione : che intensifica la nostra risposta a tutti gli stimoli, anche quelli che in
precedenza non evocavano alcuna risposta.
2. Apprendimento associativo : dove si formano associazioni di eventi. 2 tipi :
a. Condizionamento classico : (Pavlov) comporta lassociazione di uno stimolo che evoca una
risposta misurabile con un secondo stimolo che normalmente non evoca la risposta. Il primo
stimolo detto stimolo incondizionato (SI), il secondo stimolo condizionato (SC). Il
condizionamento consiste nellappaiare lo SI con lo SC. La riposta appresa in relazione ad
uno stimolo condizionato denominata risposta condizionata (RC). In questo caso lanimale
impara che uno stimolo SC predice il verificarsi di un altro stimolo SI.
b. Condizionamento strumentale : (Thorndike) dove un individuo apprende ad associare una
risposta con uno stimolo significativo. Il condizionamento strumentale si verifica anche se
una risposta, invece di evocare una ricompensa, impedisce il verificarsi di uno stimolo
negativo o doloroso. In questo caso lanimale impara che ad un particolare comportamento
associata una particolare conseguenza.

I modelli di apprendimento negli invertebrati

Il sistema nervoso degli invertebrati offre alcuni vantaggi :


Sistemi nervosi di piccole dimensioni.
Neuroni di grandi dimensioni.
Neuroni facilmente identificabili.
Circuiti neurali facilmente identificabili.
Struttura genetica semplice.

Lapprendimento non associativo dellAplysia

Se si spruzza un getto dacqua sul sifone dellAplysia della California (una lumaca di mare), il sifone e la
branchia si ritraggono (come quando ti soffiano aria nellocchio e chiudi le palpebre) e questo riflesso
chiamato riflesso di retrazione della branchia. Questo riflesso subisce un processo di abituazione dopo
successive presentazioni i spruzzi dacqua.
Linformazione dello spruzzo viaggia lungo il sifone attraverso un nervo e arriva nel ganglio addominale dove
viene distribuita ai motoneuroni (L7) e interneuroni. I L7 innervano i muscoli che producono il riflesso.
Si scoperto che labituazione avveniva presso la sinapsi tra il neurone sensoriale e il L7. Le molecole di NT
vengono rilasciate in pacchetti denominati quanti; quando avveniva labituazione, la cellula sensoriale
rilasciava meno quanti per ogni potenziale dazione; il terminale presinaptico quindi si modificava mentre
quello postsinaptico rimaneva uguale.
Dopo altri esperimenti si notato che anche una stimolazione del capo dellAplysia stimolava il riflesso della
branchia :

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1. una cellula nervosa (L29) viene attivata dallo shock sulla testa e fa sinapsi sul terminale dellassone
del neurone sensoriale. La L29 rilascia serotonina.
2. Il recettore della serotonina del neurone sensoriale produce un secondo messaggero (AMPc) che
attiva la protein-chinasi A e questo enzima fosforila alcune proteine.
3. Una di queste proteine un canale per il potassio che si chiude causando un prolungamento del
tempo del potenziale dazione presinaptico.
4. La conseguenza che entrano pi ioni Ca2+ e aumenta il rilascio del NT.

Lapprendimento associativo dellAplysia

Lo SI uno shock elettrico sulla coda, lo SC un delicato spruzzo dacqua sul sifone non in grado da solo di
generare il riflesso della branchia. Dopo il condizionamento classico si notato che il riflesso veniva
generato anche con il solo SC.
E stato scoperto che in presenza di notevole quantit di Ca2+, ladenilato ciclasi produceva pi AMPc che a
sua volta aumenta lattivazione della protein-chinasi A.
Lapprendimento si verifica quando laumento di Ca2+ favorisce la maggior produzione di AMPc, il processo
mnestico si verifica quando i canali per il potassio vengono fosforilati e aumenta il rilascio di NT.

I modelli di apprendimento nei vertebrati : la plasticit sinaptica nel cervelletto

Il cervelletto molto importante per lapprendimento. La corteccia cerebellare costituita da 2 strati di corpi
neuronali :
1. lo strato delle cellule di Purkinje : i loro dendriti si estendono solo verso lo strato molecolare di
cellule dove si dispongono a ventaglio, gli assoni fanno sinapsi con i neuroni dei nuclei cerebellari
profondi e questi neuroni utilizzano il GABA come NT, quindi la loro influenza sulloutput cerebellare
inibitoria. Gli assoni che partono dalloliva inferiore del bulbo, denominati fibre ascendenti, salgono
e fanno sinapsi con i dendriti delle cellule di Purkinje.
2. lo strato delle cellule granulari : gruppi cellulari del tronco encefalico, in particolari i nuclei pontini,
mandano i loro assoni, chiamati fibre muscoidi, a far sinapsi con queste cellule. Le cellule granulari
proiettano i loro assoni, chiamati fibre parallele, nello strato molecolare dove incontrano i dendriti
delle cellule di Purkinje. Una sola fibra parallela incontra solo una volta i dendriti delle cellule di
Purkinje.

Secondo la teoria di Marr-Albus sullapprendimento motorio, la plasticit delle sinapsi delle fibre parallele
dovuta solo se sono attivi nello stesso tempo gli input delle fibre ascendenti delle cellule postsinaptiche di
Purkinje.

Masao Ito e collaboratori appaiarono la stimolazione delle fibre ascendenti con la stimolazione delle fibre
parallele e dopo questa procedura, lattivazione delle fibre produceva una risposta postsinaptica inferiore
nella cellula di Purkinje rispetto alla stimolazione delle sole fibre parallele. Questa modificazione dovuta alla
plasticit delle sinapsi poteva durare anche unora e fu chiamate depressione a lungo termine (DLT). La DLT
si verifica unicamente nelle sinapsi delle fibre parallele che sono attive nello stesso momento in cui si
attivano le fibre ascendenti. Questa caratteristiche delle sole afferenze attive viene chiamata specificit di
afferenza. A differenza dellaplysia, che dopo il condizionamento classico la sinapsi sensomotoria diventa pi
efficace, nel cervelletto, appaiando lattivit delle fibre parallele ed ascendenti, la sinapsi tra fibra parallela e
neurone di Purkinje diventa meno efficace.

Si scoperto che la modificazione sinaptica nel cervelletto di tipo postsinaptico. La DLT dipende da una
diminuzione della riposta postsinaptica al glutammato rilasciato dalle fibre e dallattivazione delle fibre
ascendenti che provoca un aumento di Ca2+ nei dendriti del neurone di Purkinje. Oltre al recettore per il
glutammato AMPA esiste un secondo tipo di recettore chiamato recettore metabotropico per il glutammato
che associato, tramite una proteina G, allenzima fosfolipasi C. Questo enzima induce la produzione di un
secondo messaggero che attiva la protein-chinasi C.

La DLT si verifica quindi se avvengono contemporaneamente 3 segnali intracellulari :


1. un aumento di Ca2+ dovuto allattivazione della fibra ascendente.
2. un aumento di Na+ causato dallattivazione del recettore AMPA.
3. lattivazione della protein-chinasi C.

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Lapprendimento si verifica quando laumento di Ca2+ e di Na+ coincide con lattivazione della protein-
chinasi C. Il processo mnestico si verifica quando i canali AMPA sono modificati e le correnti eccitatorie
postsinaptiche vengono depresse.

La plasticit sinaptica nellippocampo e nella neocorteccia

Stimolando la via eccitatoria verso lippocampo con una breve stimolazione elettrica ad alta frequenza, si
verifica un consistente rinforzo delle sinapsi stimolate e tale rinforzo dura per un periodo piuttosto lungo.
Questo effetto conosciuto con il nome di potenziamento a lungo termine (PLT).

Lippocampo costituito da 2 strati neuronali :


1. il giro dentato.
2. il corno di Ammone (CA), che diviso in 4 parti (CA1, CA2, CA3 e CA4).
La corteccia entorinale invia informazioni allippocampo tramite un gruppo di assoni chiamati via perforante.
La via perforante proietta sul giro dentato che a sua volta proietta sul CA3. I neuroni del CA3 danno origine
ad assoni che si ramificano : un gruppo lascia lippocampo, latro, chiamato collaterale di Schaffer, fa sinapsi
con i neuroni del CA1.

Come la DLT nel cervelletto, il PLT dellippocampo caratterizzato da una specificit di afferenza. Per il
verificarsi di un PLT c bisogno che le sinapsi siano attive nello stesso momento in cui il neurone
postsinaptico del CA1 viene fortemente depolarizzato. Per ottenere questa depolarizzazione la sinapsi deve
essere stimolata a frequenza talmente alte da provocare una sommazione temporale di PPSE e un numero
significativo di sinapsi deve essere attivo simultaneamente per provocare una sommazione spaziale di
PPSE (cooperativit). Un PLT provocato nel CA1 di un animale vigile in grado di durare molto tempo,
anche una vita intera.

A differenza del cervelletto, i neuroni del CA1 possiedono anche dei recettori NMDA postsinaptici. Laumento
del livello di Ca2+ attiva oltre alla protein-chinasi C anche la protein-chinasi II calcio-modulina dipendente
(CaMKII) che causano il PLT.

Linformazione delluomo pu essere immagazzinata quindi sia come una diminuzione dellefficacia sinaptica
(DLT cerebellare) sia come un aumento dellefficacia sinaptica (PLT ippocampale).

Secondo la teoria BCM, le sinapsi, che sono attive quando la cellula postsinaptica silo debolmente
depolarizzato da altri input, sono soggette a DLT invece che a PLT. Ma la DLT, come il PLT, scatenata
dallentrata di Ca2+ attraverso il recettore NMDA. Ma come pu lo stesso segnale scatenare sia DLT che
PLT? La differenza sta nel livello di attivazione del recettore NMDA.

Sembra che la plasticit sinaptica della neocorteccia funzioni nello stesso modo di quella dellippocampo.
Con un esperimento, chiamato labirinto ad acqua di Morris, un ratto stato messo allinterno di una piccola
vasca contenente acqua e una piattaforma sommersa nascosta. Il ratto, nuotando nella vasca, trova per
caso la piattaforma che gli permette di risalire. Ripetendo pi volte, i ratti normali apprendono velocemente la
posizione della vasca e anche spostando questa capiscono il loro compito. E stato poi iniettato un bloccante
del recettore NMDA nellippocampo dei ratti addestrati e questi non imparavano pi le regole del gioco e la
posizione della piattaforma sommersa. Questo ha dimostrato che il recettore NMDA svolge un ruolo
importante nel processo mnestico.
Tsien, ha modificato geneticamente un topo che porta un numero extra di recettori NMDA. Questo animale
ha dimostrato un aumento delle capacit di apprendere alcuni compiti.

Le basi molecolari della memoria a lungo termine

Laggiunta di gruppi fosfato alla struttura proteica in grado di modificare lefficienza sinaptica e formare un
ricordo, ma solo se i gruppi di fosfato rimangono poi uniti alla proteina. Il problema che la fosforilazione di
una proteina non permanente e le stesse molecole proteiche non sono permanenti. La fosforilazione delle
proteine sinaptiche potrebbe essere mantenuta solo se le chinasi (gli enzimi che uniscono i gruppi di fosfato
alle proteine) lavorassero continuamente.

Si scoperto che la CaMKII essenziale per la formazione di PLT nel CA1 e che questa rimane attiva anche
dopo che il Ca2+ tornato ad livello basso. Questo perch la CaMKII una protein-chinasi autofosforilante,
cio ogni subunit della CaMKII pu essere fosforilata dalle sottounit vicine. Lidea generale che una

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chinasi fosforilizzante possa immagazzinare informazione a livello di sinapsi chiamata ipotesi
dellaccensione molecolare.

Vi per la necessit di nuove sintesi proteiche durante il periodo del consolidamento della memoria : il
primo stadio della sintesi proteica la generazione di un mRNA trascritto di un gene. Questo processo
regolato dai fattori di trascrizione nel nucleo. Un fattore di trascrizione una proteina che si lega agli
elementi di risposta allAMPc (CREB). Il CREB una proteina che si lega a specifici segmenti del DNA,
chiamati elementi riposta allAMPc (CRE), e regola lespressione dei geni vicini.
Ci sono 2 tipi di CREB :
1. CREB-2 : che reprime lespressione del gene quando si lega al CRE.
2. CREB-1 : che attiva la trascrizione, ma solo quando fosforilato dalla protein-chinasi.
La modulazione dellespressione del gene da parte di CREB offre un meccanismo molecolare che pu
controllare la forza della memoria.

Il ricordo a lungo termine quindi associato con la formazione di nuove sinapsi, mentre loblio con la perdita
di queste sinapsi. I cambiamenti strutturali dovuti allapprendimento non sono comunque spiegabili solo
tramite laumento del numero di sinapsi; ad esempio, nellaplysia, labituazione a lungo termine del riflesso di
retrazione della branchia associata con il decremento del numero di sinapsi fatte dal neurone sensoriale.

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