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IL CASH FLOW

Con questo termine si intende in termini generali il flusso netto di cassa generato da unimpresa in un
dato periodo, e cio le entrate monetarie al netto delle uscite monetarie. In modo diverso, esso indica le
variazioni intervenute, in un determinato periodo, nella liquidit di una azienda per effetto della gestione,
e corrisponde alla somma algebrica delle variazioni, positive e negative, del conto cassa e dei conti
bancari e postali verificatesi nell'esercizio
Poich la gestione complessiva di unimpresa include non solo le operazioni legate alla gestione
caratteristica (e cio le operazioni correnti relative al ciclo di acquisto/trasformazione/vendita dei fattori),
ma anche le altre operazioni connesse alla gestione finanziaria e straordinaria, e poich anche queste
ultime operazioni generano componenti positivi e negativi di reddito (e quindi entrate ed uscite),
necessario quando si parla di Cash Flow specificare sempre a quale Cash Flow ci si intende riferire,
cio se a quello generato esclusivamente dalla gestione caratteristica, oppure a quello generato dalla
gestione complessiva dellimpresa.
Inoltre, occorre tener conto che i flussi di entrate ed uscite di unimpresa, in un dato periodo, sono
determinati non solo dai componenti positivi e negativi di reddito (c.d. gestione economica), ma anche
spesso in misura preponderante dalle operazioni sul capitale sociale, dallaccensione o dal rimborso dei
debiti di finanziamento, dalleffettuazione e dalla liquidazione di eventuali investimenti accessori, e
dallacquisto e dalla dismissione di beni ammortizzabili. Il riepilogo di tutti i movimenti finanziari in
entrata ed in uscita (sia quelli derivanti dalla gestione economica, sia quelli derivanti dalle altre
operazioni) normalmente schematizzato in un apposito prospetto contabile denominato flusso dei fondi,
di cui il Cash Flow generato dalla gestione caratteristica (c.d. operativo) costituisce solo una delle
componenti.
In questa sede si intende analizzare esclusivamente il Cash Flow operativo generato dalla gestione
caratteristica dellimpresa, che possiamo definire come la differenza tra le entrate e le uscite relative
esclusivamente ai ricavi ed ai costi operativi dellimpresa.
*

Preliminarmente, necessario considerare che esiste anche unaltra definizione di Cash Flow, solo
apparentemente simile a quella da noi appena assunta. Secondo questa altra impostazione, anzich come
la differenza tra le entrate e le uscite relative ai ricavi ed ai costi dellimpresa, il Cash Flow costituito
direttamente dalla differenza tra i ricavi ed i costi monetari di un dato periodo.
Anche in questo caso, concepibile lesistenza di varie configurazioni di Cash Flow, a seconda di quali
aree gestionali si prendano in considerazione (esclusivamente la sola gestione caratteristica o invece la
gestione economica complessiva).
Secondo questa impostazione, il Cash Flow generato dalla gestione economica complessiva di unimpresa
sarebbe pari allutile netto (o alla perdita netta) pi tutti i costi non monetari sostenuti nellesercizio ed
indicati nel conto economico, come gli ammortamenti e gli accantonamenti.
In particolare, gli analisti finanziari di borsa considerano un indice dei cash flow la somma tra utile netto
e poste non monetarie, e cio Net Income + Ammortmenti + Accantonamenti, oppure soltanto Net
Income + Ammortmenti. Ma tali definizioni sono pi vicine al concetto economico di autofinanziamento
che a quello finanziario di cash-flow.
La difformit di questa impostazione rispetto a quella da noi proposta, e che sar sviluppata di seguito,
riguarda laspetto, solo apparentemente poco significativo, costituito dal fatto che in un dato periodo
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non necessariamente la differenza tra entrate ed uscite relative a ricavi e costi, coincide con la differenza
tra i ricavi ed i costi monetari.
Ora, se assolutamente vero che i ricavi ed i costi monetari determinano rispettivamente entrate ed uscite,
non per altrettanto scontato che le entrate ed uscite si verificano esattamente nello stesso periodo in cui
i ricavi ed i costi - da cui traggono origine - siano stati rispettivamente conseguiti e sostenuti.
Un esempio, per quanto paradossale, pu chiarire i termini della questione.
Supponiamo che in un dato esercizio i ricavi monetari conseguiti da unimpresa siano pari a 100, ed i
costi monetari sostenuti siano pari a 60. Se per Cash Flow si intende la semplice differenza tra ricavi e
costi monetari, questo sarebbe evidentemente pari a 40.
Ma, teoricamente, mentre la nostra impresa potrebbe aver incassato nello stesso esercizio tutti i ricavi
monetari, potrebbe invece aver differito allesercizio successivo il pagamento di tutti i costi monetari.
Oppure potrebbe aver differito allesercizio successivo lincasso dei propri ricavi monetari, pagando
invece nellesercizio in corso tutti i propri costi monetari. Oppure, potrebbe essersi verificata una
qualunque altra ipotesi a cavallo tra le due estreme sopra descritte.
Appare evidente che, se per Cash Flow si intende non la semplice differenza tra ricavi e costi monetari,
ma invece la differenza tra entrate ed uscite relative a ricavi e costi monetari, nellesempio proposto il
Cash Flow avrebbe potuto essere pari a +100, oppure a 60, o ancora ad un qualsiasi valore compreso tra
questi due estremi.
La definizione di Cash Flow pi semplicistica, poggia sul presupposto che in unimpresa in
funzionamento, in ciascun periodo, la differenza tra ricavi e costi monetari tenda comunque sempre a
coincidere con la differenza tra entrate ed uscite determinate da ricavi e costi monetari, in quanto in
ciascun esercizio la porzione di ricavi e costi non monetizzati sostanzialmente compensata con gli
incassi ed i pagamenti relativi ai ricavi ed ai costi dellesercizio precedente, la cui monetizzazione era
stata appunto rinviata allesercizio successivo.
Questa spiegazione non per sufficientemente rigorosa, perch valida solo se da un esercizio allaltro
il fatturato rimane costante, se rimane costante anche la struttura dei costi, e se non mutano le dilazioni
commerciali concesse ai clienti ed ottenute dai fornitori. Lesperienza concreta dimostra invece che la
discontinuit delle variabili citate da un esercizio allatro tale da impedire che la differenza tra ricavi e
costi monetari coincida con la differenza tra entrate ed uscite determinate da ricavi e costi monetari.
Concludiamo pertanto che la differenza tra ricavi e costi monetari che con riferimento alla sola gestione
caratteristica dellimpresa rappresentata dal Margine Operativo Lordo o EBITDA pu essere assunta
come rappresentativa del Cash Flow solo in prima approssimazione, in quanto sarebbe corretta solo se
costi e ricavi coincidessero con entrate ed uscite monetarie senza dilazione di pagamento, e pertanto
necessita di ulteriori approfondimenti ed elaborazioni al fine di evitare interpretazioni errate e fuorvianti.
*

Affrontiamo allora il nostro obiettivo che, come chiarito sopra, consiste nellanalizzare il Cash Flow
generato dalla gestione caratteristica dellimpresa, definito come la differenza tra le entrate e le uscite
relative esclusivamente ai ricavi ed ai costi operativi dellimpresa.
Sappiamo che il MOL rappresenta la differenza tra ricavi e costi monetari verificatisi nellesercizio e
relativi alla sola gestione caratteristica dimpresa; abbiamo visto sopra che, per quantificare
correttamente il nostro Cash Flow, avremmo bisogno di conoscere anche:
la porzione di ricavi e costi dello stesso esercizio ma non ancora monetizzati;
gli incassi ed i pagamenti verificatisi nello stesso esercizio ma relativi ai ricavi ed ai costi
dellesercizio precedente.

Queste altre informazioni non sono direttamente acquisibili n dal conto economico, n dallo stato
patrimoniale; possono per essere desunte indirettamente, elaborando i dati dello stato patrimoniale al
termine dello stesso esercizio, e confrontandoli con quelli esistenti al termine dellesercizio precedente.
Infatti, possiamo riflettere sulla circostanza che, se esistono
ricavi e costi rispettivamente conseguiti e sostenuti dello stesso esercizio ma non ancora monetizzati,
incassi e pagamenti verificatisi nello stesso esercizio ma relativi ai ricavi ed ai costi dellesercizio
precedente,
allora c certamente stata una variazione nelle voci che compongono il Capitale Circolante Netto (CCN).
Lesempio seguente cercher di dimostrare questo assunto.
Supponiamo che lanno n sia stato il primo esercizio di attivit di unimpresa, e che quelli riportati nella
tabella di seguito esposta siano i valori corrispondenti ai ricavi ed ai costi monetari sostenuti, ed alle
corrispondenti entrate ed uscite effettivamente verificatesi nello stesso esercizio.
Ovviamente le entrate ed uscite indicate sono state indicate solo per spiegare lesempio, ma, come
affermato in precedenza, ribadiamo che non sono direttamente desumibili dal bilancio dellesercizio n.

Fatturato
(RF - RI) sl/pf = 5-0
Acquisti materiali
(RI - RF) mp = 0-3
Acquisti servizi
Lavoro

Esercizio n
ricavi e costi
monetari
100
5
-20
- (-3) = 3
-15
-33
MOL
40

Cash Flow

entrate
ed uscite
80
0
-15
0
-11
-24
30

Di conseguenza, nello stato patrimoniale il Capitale Circolante Netto presenter i seguenti valori:
Magazzino mp + sl/pf
Crediti funzionamento per vendite non ancora incassate
Debiti funzionamento per materiali non ancora pagati
Debiti funzionamento per servizi non ancora pagati
Debiti funzionamento per lavoro non ancora pagato
CCN

3+5 = 8
100-80 = 20
20-15 = 5
15-11 = 4
33-24 = 9
10

Come facilmente riscontrabile dai dati dellesempio, possiamo affermare che il Cash Flow dellesercizio
n esattamente pari al Margine Operativo Lordo dello stesso esercizio, al netto per della variazione
intervenuta nel Capitale Circolante Netto rispetto allesercizio precedente. Poich infatti avevamo
supposto che lesercizio n fosse il primo esercizio di attivit della nostra impresa, la variazione del
Capitale Circolante Netto stata pari a 10 0 = 10.
Infatti:
Cash Flow = MOL variazione CCN,
e cio:
30 = 40 10.
Proseguiamo nel nostro semplice esempio, ed ipotizziamo che quelli riportati nella tabella di seguito
esposta siano i valori corrispondenti ai ricavi ed ai costi monetari sostenuti nellesercizio n+1, ed alle
corrispondenti entrate ed uscite effettivamente verificatesi nello stesso esercizio.
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Esercizio n+1
ricavi e costi
monetari
Fatturato
(RF - RI) sl/pf = 5-5
Acquisti materiali
(RI - RF) mp = 3-3
Acquisti servizi
Lavoro

100
0
-20
0
-15
-33
32

MOL

entrate ed
uscite

Cash Flow

102
0
-18
0
-13
-25
46

Lo stato patrimoniale dellesercizio n+1 presenter di conseguenza i valori di seguito riportati:


Magazzino mp + sl/pf
Crediti funzionamento per vendite non ancora incassate
Debiti funzionamento per materiali non ancora pagati
Debiti funzionamento per servizi non ancora pagati
Debiti funzionamento per lavoro non ancora pagato
CCN

5+3 = 8
20+100-102 = 18
5+20-18 = 7
4+15-13 = 6
9+33-25 = 17
-4

Anche per lesercizio n+1 immediatamente verificabile che il Cash Flow esattamente pari al Margine
Operativo Lordo, al netto della variazione intervenuta nel Capitale Circolante Netto rispetto al precedente
esercizio n. Poich nellesercizio n+1 il Capitale Circolante Netto pari a -4, e nellesercizio n era pari a
10, la variazione dello stesso corrisponde -4 10 = -14.
Infatti:
Cash Flow = MOL variazione CCN,
e cio:
46 = 32 (-14).
Possiamo concludere affermando che il Cash Flow della gestione caratteristica in prima
approssimazione potenzialmente rappresentato dal MOL, che a sua volta rappresenta la differenza tra i
ricavi ed i costi monetari di competenza dellesercizio, cos come risultanti dal conto economico
dellesercizio.
Se si vuole per calcolare il Cash Flow effettivo, il MOL (o Cash Flow potenziale) deve essere corretto
per tener conto, da una parte, della porzione di ricavi e costi rispettivamente conseguiti e sostenuti dello
stesso esercizio ma non ancora monetizzati, e, dallaltra parte, degli incassi e dei pagamenti verificatisi
nello stesso esercizio ma relativi ai ricavi ed ai costi dellesercizio precedente.
Tali flussi sono rappresentati dalla variazione che il Capitale Circolante Netto subisce da un esercizio
allaltro, in aumento o anche in diminuzione.
In altri termini il Capitale Circolante Netto svolge una funzione assimilabile a quella di una spugna, nel
senso che, se aumenta da un esercizio allaltro, assorbe la liquidit potenziale rappresentata dal MOL;
oppure, al contrario, se diminuisce, genera liquidit che si aggiunge a quella espressa dal MOL.

RENDICONTO FINANZIARIO CONSOLIDATO


31 marzo 2014

31 marzo
2013
Restated*

Utile ante imposte


Rettifiche per:

5.468

5.005

Ammortamenti delle immobilizzazioni materiali/immateriali


Svalutazioni delle immobilizzazioni materiali/immateriali
Accantonamento al Fondo svalutazione crediti
Oneri (Proventi) finanziari netti incluse le differenze di cambio
Flussi di cassa dellattivit operativa ante variazioni del Capitale circolante

2.352
121
430
971
9.342

2.206
497
417
250
8.375

Variazione dei crediti commerciali (al netto dellaccantonamento)


Variazione delle rimanenze finali
Variazione delle altre attivit correnti
Variazione dei debiti commerciali
Variazione dei Fondi rischi e oneri
Variazione delle altre passivit correnti
Variazione dei crediti/debiti tributari
Flussi di cassa dallattivit operativa post variazione del Capitale circolante
Pagamento imposte
Interessi corrisposti
Flusso di cassa generato dallattivit operativa (A)

(8)
(1.609)
(559)
(2.143)
(55)
304
1.191
6.463
(2.245)
(260)
3.958

1.179
(2.316)
667
1.174
386
(329)
(733)
8.403
(1.969)
(103)
6.331

Investimenti in immobilizzazioni immateriali


Investimenti in immobilizzazioni materiali
Variazioni generate da attivit di investimento (B)

(1.823)
(2.094)
(3.917)

(3.019)
(2.457)
(5.476)

Attivit finanziaria
Rimborso finanziamenti a breve e medio/lungo termine
Accensione finanziamenti a breve e medio/lungo termine
Variazioni degli strumenti finanziari
Rate di leasing pagate
Altre variazioni minori
Pagamento di dividendi
Flusso di cassa generato (assorbito) dallattivit finanziaria (C)
Incremento (Decremento) netto delle disponibilit liquide A+B+C
Disponibilit liquide all'inizio dell'esercizio
Disponibilit liquide alla fine dell'esercizio

(7.866)
66
(611)
(121)
(1.000)
(9.532)
(9.491)
20.476
10.985

(12.617)
22.913
(3)
(727)
242
(3.000)
6.808
7.663
12.813
20.476

(in migliaia di Euro)

*) I dati comparativi sono stati rettificati al fine di recepire le modifiche retrospettive derivanti dalla prima applicazione dello IAS 19
Revised

GRUPPO PIQUADRO

50