Sei sulla pagina 1di 46

Dipartimento di Ingegneria

Corso di: Economia Aziendale

Unità didattica 15:

IL BILANCIO DI ESERCIZIO: I CONTI

Docente: Antonio Thomas - A.A. 2020-2021


OBIETTIVI CONOSCITIVI

Per manager e stakeholder di un’azienda sussiste la


necessità di ottenere informazioni analitiche sull’ammontare
delle diverse risorse impiegate, sul rendimento derivante
dall’impiego delle risorse stesse e sulle corrispondenti fonti
di finanziamento.
Allo scopo, il Sistema Informativo Aziendale (UD 14)
consente di arrivare alla redazione del bilancio di
esercizio.
Prima di ciò è necessario conoscere il funzionamento dei
cosiddetti conti che costituiscono l’elemento basilare della
partita doppia.
2
IL BILANCIO DI ESERCIZIO: PREMESSE

I sistemi contabili sono un linguaggio tecnico che fornisce


informazioni (contabili, operative, per il management,
fiscali…) di natura economico-finanziaria su un’azienda, utili
per compiere investimenti e prendere le decisioni.

Il bilancio è lo strumento contabile atto ad esprimere


valutazioni sull’andamento pregresso, in corso e prospettico
della gestione (quindi sull’operato degli organi di governo)

INTERSSI CONOSCITIVI STAKEHOLDERS

Il bilancio può far riferimento a diversi «oggetti». Ad es.


bilancio di cessione e di liquidazione, centrati sulla valutazione
del capitale o consolidato.
4
Nel bilancio di esercizio oggetti primari di misurazione sono:

il reddito di esercizio ed il connesso capitale di funzionamento


(complesso di beni materiali ed immateriali disponibili per lo
svolgimento dell’attività aziendale).

Dalla sua analisi si valuta la possibilità dell’azienda di


raggiungere e mantenere condizioni di equilibrio economico
generale; composizione degli equilibri:

 economico, produrre stabilmente utili nel medio-lungo periodo

 finanziario e monetario, onorare puntualmente i propri


impegni di pagamento

 patrimoniale, solidità in termini di composizione tra le


differenti fonti di finanziamento e le diverse forme di impiego.
5
Gli elementi dell’attività di gestione contabilizzati nel bilancio
di esercizio, dunque, sono:

 le risorse consumate nel corso dell’esercizio espresse in


valore

 i risultati che si riescono ad ottenere dalla combinazione


delle risorse valorizzate con un logica quantitativo-
monetaria, ovvero ottenimento di un reddito positivo o utile
(invero una perdita)

6
È detto reddito totale il risultato economico che fa
riferimento all’intera vita dell’azienda.

Esso è stimabile con tre metodi, quale differenza tra:

1. tutti i ricavi ed i costi ottenuti/sostenuti (metodo


reddituale)

2. tutte le entrate ed uscite finanziarie (metodo


finanziario)

3. valore del capitale restituito ai soggetti conferenti il


capitale di rischio + prelevamenti durante la vita
dell’azienda, - il valore del conferimento iniziale e dei
successivi eventuali (metodo patrimoniale).
7
IL BILANCIO DI ESERCIZIO: PRINCIPI
Il bilancio contiene una “comunicazione” CONSUNTIVA (il
Budget è PREVENTIVO) sulla quale vigilano la collettività e i suoi
organi istituzionali. Come tale la sua redazione è regolata da
norme legali.
Deve fornire un “quadro fedele” e rilevante della situazione
economica, patrimoniale e finanziaria dell’azienda e comporta
per i redattori l’assunzione di precise responsabilità.

La redazione del bilancio si ispira a dei principi contabili di buone


prassi adottati dalla dottrina e predisposti, in Italia, dai Consigli
dei Dottori Commercialisti nonché, oggi, dall’Organismo Italiano
di Contabilità (OIC), a livello internazionale, dall’International
Accounting Standard Board (IAS, IFRS, IFRIC, SAC, SIC…).

Ad essi, seppure in modo diverso, devono adattarsi tutte le


società quotate o aventi strumenti finanziari diffusi tra il
pubblico. 8
Alcuni principi contabili dell’OIC per un «quadro fedele» (true
and fair view):

• L’unità di misura delle risorse aziendali è la moneta a valore


nominale costante; sono riportati in bilancio solo quei fatti
della vita aziendale che producono effetti valutabili
monetariamente (Principio di omogeneità)

• Quando un valore è “oggettivo” (altamente affidabile)


un’attività è presente in bilancio al suo valore di mercato
(Principio della valutazione al costo)

• I valori del bilancio sono iscritti al loro costo originario. Il


bilancio è interessato solo alle diminuzione di funzionalità dei
beni destinati al processo produttivo, non ad eventuali
aumenti che si concretizzerebbero in utili non realizzati
(Principio del costo storico) 9
• Pur preparato ai fini conoscitivi di una pluralità di
interlocutori, il Bilancio non deve favorire gli interessi o le
esigenze di alcun gruppo in particolare (Principio della
neutralità)

• L’effetto delle operazioni e degli altri eventi deve essere


rilevato contabilmente ed attribuito all’esercizio nel quale essi
si riferiscono, non a quello in cui si concretizzano i relativi
movimenti di numerario (incassi e pagamenti) (Principio di
competenza)

• Tutti i profitti non realizzati non devono essere contabilizzati,


mentre tutte le perdite, anche se non definitivamente
realizzate devono essere riflesse in bilancio (Principio di
prudenza)
10
COMPOSIZIONE

11
1. Stato o Conto o Situazione Patrimoniale (Balance Sheet o
statement of financial position)

2. Conto Economico (Economic Income o statement of


comprehensive income)

3. Nota integrativa (Management commentary)

4. Rendiconto dei flussi di cassa (Statement of cash flows)

5. Relazione sulla gestione (obbligatoria solo per società che


emettono strumenti finanziari in mercati regolamentati)

6. Relazione del collegio sindacale

7. Conti d’ordine

8. Allegati ed Altri documenti


12
Secondo il codice civile sono obbligatori i documenti 1, 2 e 3
(ottica di valutazione dei risultati economico-finanziari)

Secondi i principi contabili internazionali IASB, a beneficio degli


investitori sono obbligatori anche: rendiconto finanziario
(capacità di produrre flussi di cassa), prospetto delle variazioni
del patrimonio netto, note esplicative

In tale forma di bilancio non trovano spazio l’esplicazione del


sistema dei valori aziendali, gli invisible assets, la competitività
prospettica aziendale, né il grado di raggiungimento degli
obiettivi prefissati dalla direzione 13
I CONTI (scrittura CONCOMITANTE)
Lo strumento fondamentale della rilevazione contabile che
consente di serbare memoria dei fatti di gestione è il conto.
È rappresentato da una tabella a 2 sezioni chiamate
convenzionalmente del “dare” (quella di sinistra) ed “avere”
(quella di destra) senza alcun significato:

Dare (+) nome conto Avere (-)

14
• Il CONTO, cioè, è l’apposito prospetto dove effettuare
le registrazioni contabili in relazione ad un “oggetto”, allo
scopo di metterne in evidenza la grandezza iniziale e le
sue successive variazioni.

• Didatticamente, si utilizzano conti SINOTTICI, detti anche


a T, contenenti solo i valori monetari, divisi in due
SEZIONI nelle quali annotare separatamente le
VARIAZIONI di opposto segno e/o diverso significato.

• La sezione di sinistra “DARE” (incrementi) a volte è


indicata con il segno (+); la sezione di destra “AVERE”
(decrementi), a volte è indicata con il segno (-).

15
Il conto a sezioni divise: terminologia
Accreditare,
registrare in
Addebitare, avere,
registrare in scaricare
dare, caricare

DARE (+, incrementi) AVERE (-, decrementi)


Conto: una o più
quantità espresse Saldo iniziale 0 750
in termini monetari
riguardanti un 5.000 7.200
determinato 4.000 4.800
oggetto
200 2.000
12.000 1.000
21.200 15.750

Nuovo saldo 5.450


Saldo:
differenza tra i
totali delle due
sezioni
16
Inserire una cifra nella sezione “dare” è detto “addebitare
in conto”; nella sezione “avere” è detto “accreditare in
conto”.

L’inserimento del primo valore è detta apertura del conto,


l’inserimento dei successivi è detta movimentazione.

Il conto si chiude calcolandone il saldo tra le due colonne


dare ed avere ed inserendo il saldo nella sezione col valore
minore. Ad es. a fine trimestre od anno riportando il valore
nel saldo nel bilancio. V. INFRA SCRITTURE DI CHIUSURA

Se i valori della colonna dare > colonna avere, si dice che


quel conto ha un saldo di dare, ovvero eccedenza.
17
Chiudere/azzerare un conto
DARE (incrementi) AVERE (decrementi)

Saldo iniziale 0 750


5.000 7.200
4.000 4.800
200 2.000 5.450
12.000 1.000
21.200 15.750

Saldo 5.450 5.450

Nuovo saldo 0

Calcolare il saldo e iscrivere il


medesimo nella sezione del conto
ove la somma dei valori risulta
minore in modo che le due sezioni
bilancino
I conti che accolgono valori in entrambe le sezioni sono detti
bifase (altrimenti unifase).

In conti possono essere:


i) Economici (reddituali), normalmente a funzionamento
unifase, dove:
- in “dare” significa un costo correlato all’acquisizione di
beni e servizi, o un incremento delle attività
- in “avere” significa un ricavo correlato alla cessione di
beni e servizi, o un incremento delle passività o del
capitale netto

Alcuni conti economici di capitale sono a funzionamento


bifase (capitale sociale, riserve, utile d’esercizio). 19
ii) Finanziari, normalmente a funzionamento “bifase”, dove:
- in “dare” significa segnare una entrata o aumento di
cassa (denaro) o crediti,
- in “avere” significa segnare una uscita o le diminuzioni
di cassa o un aumento dei debiti

NB Vi sono scritture contabili che interessano solo l’aspetto


finanziario della gestione, mentre ad ogni costo (ricavo)
corrisponde un’uscita (entrata)

NB Di norma, il momento della manifestazione finanziaria di


un’operazione (inserimento delle cifre nei conti) è, per
ragioni di praticità fiscale legate ai fini del calcolo dell’I.V.A.,
quello della sua fatturazione.
20
Le transazioni sono in una prima fase registrate nel giornale
(cronistorico) e poi riportate a mastro (elenco dei conti).
Il Giornale
• Il 2 gennaio viene effettuato un versamento di capitale di 10.000€
• Il 3 gennaio viene concesso dalla banca un prestito di 5.000 €

Importi
data 19X1 Conti
dare avere
gennaio 2 Cassa 10.000 
Capitale sociale 10.000 
gennaio 3 Cassa 5.000 
Debito verso banche 5.000 
riporto a mastro

cassa capitale sociale


10.000 10.000
5.000
debito vs. banche
5.000
Il MASTRO (piano o elenco dei conti) individua i conti che
un’azienda ritiene utili impiegare per rappresentare
adeguatamente i fatti di gestione.

Le regole che disciplinano la tenuta dei sistemi di rilevazione è


definita metodo di rilevazione.
Il più noto è il metodo della partita doppia, che
presuppone che i fenomeni oggetto di rilevazione siano
analizzati sotto due aspetti:
- originario (aspetto del fenomeno che viene osservato per
primo) e
- derivato (successivo momento di osservazione)
tradotti nella movimentazione di due conti con “segno”
opposto (dare vs avere o viceversa).
22
La rilevazione può essere:
• semplice (all’addebitamento di un conto corrisponde
l’accreditamento di un altro)
• composta (all’addebitamento/accreditamento di un
conto corrisponde l’accreditamento/addebitamento di
più conti)
• complessa (sono presenti simultaneamente
addebitamenti ed accreditamenti di più conti).

23
Le regole di registrazione sui conti
Attività = Passività + Capitale netto
regole

dare avere dare avere dare avere


+ - - + - +

convenzione della registrazione invertita

S dare = S avere seconda equazione


di controllo:
S addebitamenti =
S accreditamenti

Per ogni singola transazione l’importo registrato in dare è sempre


pari a quello registrato in avere.

Per la totalità dei conti, il valore del totale dei saldi in dare è
sempre uguale a quello dei saldi in avere.
Dato il seguente mastro

Cassa
Costo delle merci
Capitale versato
Crediti commerciali
Debiti vs. fornitori
Elenco dei
conti accesi Debito verso banche
Ricavi
Rimanenze
Riserve di utili

25
Ed un esempio di Giornale (NB manca una transazione)

Importi
data 19X1 Conti
dare avere
gennaio 2 Cassa 10.000 
Capitale sociale 10.000 
gennaio 3 Cassa 5.000 
Debito verso banche 5.000 
gennaio 4 Rimanenze 2.000 
Cassa 2.000 
gennaio 25 Cassa 300 
cronologia

Ricavi 300 
gennaio 28 Costo di merci 200 
Rimanenze 200 
febbraio 1 Rimanenze 2.000 
Debito verso fornitori 2.000 
febbraio 7 Cassa 800 
Ricavi 800 
febbraio 16 Costo delle merci 500 
Rimanenze 500 
febbraio 20 Crediti commerciali 900 
Ricavi 900 
….. .. ….. … 
… … 
26
Attività = Passività + CN
Cassa Debito verso fornitori Ricavi
10.000 2.000 2.000 300
300 800
5.000 900
800 2.000 2.000
14.100
Ovvero il
profitto/perdita
Crediti commerciali Debito vs banche Costi
derivante dal
900 5.000 200 conto
500 economico
600
900 5.000 1.300

Rimanenze Capitale versato


2.000 200 10.000
2.000 500
600
2.700 10.000

Riserve di utili

17.700 = 7.000 + 10.700


• I conti dei ricavi e dei costi sono conti temporanei:
alla fine di ogni periodo contabile sono chiusi.
• La differenza tra ricavi e i costi di un periodo presenti nel
Conto economico è il reddito del periodo o profitto
• Il profitto incrementa (mentre le perdite riducono) il
conto Riserve di utili presente nel patrimonio netto.

• I conti delle attività, delle passività e del capitale


netto, invece, sono conti permanenti i cui saldi sono
trasferiti immutati da un periodo contabile a quello
successivo.

28
A) Le Scritture di Assestamento

Non tutte le risorse acquistate nel corso di un esercizio saranno


consumate nell’ambito dello stesso. Per tale motivo si parla di:
• costi di esercizio, che misurano il valore delle risorse
consumate nel corso del periodo,
• costi anticipati, quelli sostenuti anticipatamente rispetto al loro
utilizzo vale a dire non ancora consumati.
Idem per i ricavi.
Attraverso una serie di scritture, di “assestamento”, bisognerà:
I) Rettificare: rinviare al futuro componenti di reddito non di
competenza, oppure
II) Integrare: anticipare al presente componenti di reddito di
competenza non ancora rilevate
29
AI) Le Scritture di assestamento di rettifica

Ripartiscono un costo nella parte di esercizio e in quella


anticipata. Lo stesso vale per i ricavi.

Nella sostanza considerano rilevazioni concernenti:

 ammortamenti. Per le immobilizzazioni materiali, ovvero


fattori produttivi ad utilità pluriennale tangibili, si applica il
cosiddetto metodo indiretto che fa uso del fondo
ammortamento. Per le immobilizzazioni immateriali intangibili
si applica il metodo diretto di deduzione delle quote di
ammortamento dal costo storico del bene.

30
 rimanenze di merci (magazzino), per consuetudine il
saldo di tale conto (detto merci c.acquisti) finisce nel Conto
Economico, dove serve a rettificare il costo degli acquisiti (è
anche iscritto nell’attivo dello Stato patrimoniale)

 risconti attivi e passivi.


i risconti attivi sono conti di reddito accesi ai costi anticipati
(dunque di competenza di esercizi futuri) e come tali
collocati nell’Attivo dello Stato patrimoniale a rettifica.
I risconti passivi sono conti di reddito acceso ai ricavi
anticipati e come tali allocati nel Passivo (perché non
propriamente di competenza del periodo, dunque vanno
rettificati).
31
Scritture di rettifica: transazioni continue nel tempo

Si acquista gasolio per 1.000 €

Costo gasolio Cassa


1.000 1.000

Si rinvia quindi all’epoca


del bilancio il giudizio
sulla competenza
Si considera la risorsa
istantaneamente
consumata al momento
dell’acquisto

32
Alla fine dell’esercizio si rileva che sono stati consumati 600 € -
non litri! - di gasolio; dunque si
rettifica la precedente registrazione

Costo gasolio Rimanenze di gasolio


1.000 400 400

600 Spesa del periodo


che diverrà costo
di competenza in
un periodo futuro

Costo di
competenza

33
inizio Costo gasolio Cassa
periodo
1.000 400 1.000
600

fine Rimanenze di gasolio


periodo 400
Metodo alternativo

Inizio Rimanenze di gasolio Cassa


periodo 1.000 600 1.000
400

Fine Costo gasolio


periodo 600
A fine aprile viene pagato un premio
assicurativo annuale anticipato

Costo: premio assicurativo Cassa


1.200 1.200

Si rinvia quindi all’epoca


del bilancio il giudizio
sulla competenza
Si considera il servizio
istantaneamente
consumato al momento
dell’acquisto

35
Ma alla fine dell’esercizio solo 8/12 del “credito di
servizio” sono stati consumati

Costo anticipato
Costo: premio assicurativo (risconto attivo)
1.200 400 400
800

1.200
Costo di Spesa del periodo
competenza che diverrà costo
di competenza in
un periodo futuro
A fine marzo si riscuote un canone annuale di locazione
(2.400 €) pagato anticipatamente dal cliente

Cassa Ricavi da locazione

2.400 2.400

Si rinvia quindi
all’epoca del bilancio
(fine anno) il giudizio
sulla competenza

37
Alla fine del periodo (anno) si rileva che solo 9/12 dei ricavi
sono realizzati

Ricavo anticipato (risconto passivo) Ricavi da locazione

600 600 2.400

1.800

Corrispondenti a
incassi che
diverranno ricavi in
un periodo futuro Ricavo
realizzato

38
AII) Le Scritture di assestamento di integrazione

Tali scritture rilevano un ricavo o un costo che non ha ancora


trovato la sua manifestazione finanziaria/monetaria, quindi
non risulta in contabilità. Se ne calcola, dunque, una
manifestazione presunta.

Nell’ambito di tali scritture si considerano:


• fondo imposte e tasse (pagate l’anno successivo a quello di
realizzazione dell’eventuale utile)
• ratei attivi e passivi
• fondo svalutazione crediti

39
Il 31/12 si è ottenuto un utile di 3.500 €.
Ci sono da pagare 1.500€ di tasse a
maggio dell’anno prossimo.

Fondo imposte e tasse Debito verso l’erario


1.500 1.500

40
Ad es. Ricavi realizzati, ma non incassati

A fine febbraio si è dato in locazione (per 2.400 €)


un immobile con pagamento annuale posticipato

Credito (rateo attivo) Ricavi da locazione


2.000 2.000

Al 31/12 sono stati realizzati ricavi per 2.000 non incassati


Ad es. Fondo svalutazione crediti

Attività = Passività + Capitale netto

Crediti
10.000 Spiacente,
non posso
pagare!

F.do svalutazione Svalutazione


crediti crediti
500 500

Voce rettificativa
dei crediti
commerciali
42
B) Le Scritture di chiusura

Al termine delle scritture di assestamento si conoscono i


costi e ricavi di esercizio e quelli sospesi, con la relativa
consistenza dei valori finanziari.

Si procede, quindi, a riepilogare i conti nei prospetti di


bilancio secondo 3 fasi:
1. riepilogo dei conti di reddito accesi ai cosi e ricavi di
esercizio in conto economico,
2. chiusura del conto economico e determinazione del reddito
di esercizio,
3. riepilogo dei conti rimasti aperti a stato patrimoniale.

43
Le registrazioni di chiusura
Attività = Passività + CN

I conti del C/E


Cassa Debito verso fornitori Ricavi sono conti
10.000 2.000 2.000 300 transitori.
300 800 In chiusura
5.000 900 dell’esercizio
800 2.000 2.000
sono chiusi con
14.100
il conto Riserve
Crediti commerciali Debito vs banche Costi di utili
900 5.000 200
500
600
900 5.000 1.300

Rimanenze Capitale versato


2.000 200 10.000
2.000 500 I conti dello SP
600
2.700
sono conti 10.000
permanenti
Riserve di utili

17.700 = 7.000 + 10.700


Le registrazioni di chiusura
Attività = Passività + CN
Conti
Cassa Debito verso fornitori Ricavi
transitori:
10.000 2.000 2.000 2.000 300 sono chiusi
300 800
5.000 900 con Riserve
800 2.000 2.000 2.000 di utili
14.100 0
Crediti commerciali Debito vs banche Costi
900 5.000 200 1.300
500
600
900 5.000 1.300 1.300
0
Rimanenze Capitale versato
2.000 200 10.000
2.000 500
600
2.700 10.000

Riserve di utili
1.300 2.000

700
17.700 = 7.000 + 10.700
Le registrazioni di chiusura
Conto economico

Ricavi 2.000
Costi 1.300
Reddito del periodo 700

ATTIVITÀ PASSIVITÀ E CAPITALE NETTO

ATTIVITÀ CORRENTI PASSIVITÀ CORRENTI


Stato Patrimoniale

Cassa 14.100 Debito a breve verso banche 5.000


Crediti commerciali 900 Debito verso fornitori 2.000
Merci in magazzino 2.700 Apporti di capitale 10.000
Riserve di utili 700

Totale Attività 17.700 Totale Passività e Capi tale Netto 17.700

Potrebbero piacerti anche