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LE SCRITTURE DI INTEGRAZIONE, DI RETTIFICA E DI


AMMORTAMENTO
2. La situazione contabile
La situazione contabile è un elenco ordinato dei saldi dei conti ad una certa data. In quanto derivante da
un sistema di registrazioni a partita doppia, il totale degli importi scritti in Dare deve essere uguale al
totale degli importi scritti in Avere.
Pertanto, se la contabilità è tenuta manualmente, la verifica di questa eguaglianza è un'occasione di
controllo dell'esattezza del riporto delle scritture dal giornale al mastro, oltre che della situazione
contabile stessa, tanto che tradizionalmente il prospetto è denominato bilancio di verifica.
Tale nome non pare più appropriato nell'epoca attuale in cui il passaggio delle registrazioni dal giornale
al mastro è automatico e senza possibilità di errori di trascrizione. La situazione contabile ha allora scopi
di pura conoscenza, serve cioè per ottenere informazioni sui dati contabili.

Modalità di compilazione
La situazione contabile può venir compilata:
per totali inserendo per ogni conto il totale degli addebiti e degli accrediti;
per totali ed eccedenze: per ogni conto sono riportati sia i totali progressivi Dare e Avere, sia la loro
eccedenza (saldo) nella sezione in cui il totale è maggiore;
per eccedenze, se per ogni conto è indicata solo l'eccedenza (saldo) nella sezione il cui totale è maggiore.
6. Relazione tra situazione contabile e bilancio d'esercizio
I valori riportati nella situazione contabile di fine esercizio costituiscono la base per la formazione del
bilancio d'esercizio.
La situazione contabile riporta tutti i saldi esistenti a fine esercizio, mentre il bilancio d'esercizio,
partendo da quella, la modifica e integra al fine di determinare il reddito d'esercizio, nel rispetto del
principio della competenza.

Il principio della competenza economica


In virtù del principio della competenza, gli effetti economici delle operazioni compiute durante la
gestione aziendale devono essere attribuiti al periodo al quale si riferiscono e non a quello in cui
avvengono le manifestazioni numerarie corrispondenti.
Durante l'esercizio le registrazioni contabili delle operazioni di gestione sono fatte sulla base di un
documento originario, indipendentemente dalla competenza economica dell'operazione stessa
(competenza contabile).
I costi e i ricavi rilevati, tuttavia, non sempre sono afferenti all'esercizio nel quale si manifestano le
uscite o le entrate ad essi relative e conseguentemente si devono effettuare le rettifiche necessarie per
separare i costi ed i ricavi riferibili all'esercizio in corso, cioè di competenza, da quelli attribuibili
all'esercizio o agli esercizi futuri.
I ricavi devono essere riconosciuti e quindi fatti partecipare alla determinazione del reddito d'esercizio
quando:
1. Il processo produttivo dei beni e servizi è completato;
2. Si è verificato il passaggio del titolo di proprietà, ossia quando è avvenuta la spedizione (o quando è
reso il servizio).
9. I costi devono essere correlati ai ricavi per individuarne la competenza. L'imputazione dei costi ad un
esercizio avviene sia quando esiste un'associazione di causa ed effetto tra costi e ricavi, sia quando i
costi esauriscono la loro utilità o la loro funzionalità pluriennale nell'esercizio stesso, ovvero non
parteciperanno in futuro alla produzione di ricavi.
Le scritture di chiusura
Alla fine dell'esercizio, dopo le normali scritture di funzionamento, per pervenire al bilancio occorre:
1. compilare il bilancio di verifica o situazione contabile;
2. effettuare le scritture di assestamento (per determinare la competenza dei costi e ricavi d'esercizio);
3. riepilogare i conti economici nel Conto Economico il cui saldo misura il risultato d'esercizio;
4. riepilogare i saldi dei conti patrimoniali nel conto Stato Patrimoniale Finale;
5. redigere il bilancio d'esercizio.
15.Scritture di assestamento
Le scritture di assestamento hanno lo scopo di integrare e modificare i valori contabili già registrati per
determinarne la corretta competenza economica all'esercizio. Tali scritture consentono quindi il
passaggio dai valori contabili a quelli di bilancio. Hanno come data di riferimento quella di chiusura
dell'esercizio che nella maggioranza dei casi è il 31 dicembre.

Le scritture di assestamento sono formate da:


1. Scritture di integrazione
Comportano l'aggiunta dei componenti di reddito (costi e ricavi) di competenza dell'esercizio in
precedenza non registrati. Sono composte da:
a. crediti e debiti da liquidare: riguardano la registrazione di ricavi e costi ovvero di crediti e debiti
non ancora "liquidati", cioè non registrati, per la mancata emissione o il mancato ricevimento dei
documenti originari (esempi: fatture e note credito da emettere/ ricevere, interessi bancari, debiti
verso il personale, debiti verso Erario per imposte);
b. ratei attivi e passivi: quote di ricavi e di costi già maturati alla fine dell'esercizio ma non ancora
liquidati. Si tratta di componenti di reddito che maturano in proporzione al tempo e che
competono parte all'esercizio in corso e parte al successivo (es.: interessi);
c. costi presunti per spese e rischi futuri: spese che si sosterranno in futuro ma che competono
all'esercizio (es.: TFR) e rischi di possibile manifestazione futura, ma riferibili a operazioni
dell'esercizio (es.: rischi per perdite di crediti).

2. Scritture di rettifica
Comportano la rettifica di componenti di reddito già rilevati dall'azienda, ma di competenza
dell'esercizio successivo. Sono formate da:
a. rilevazione delle rimanenze di magazzino per le quali è già stato sostenuto il costo, ma che nel
corso dell'esercizio non sono state utilizzate o vendute;
b. risconti attivi e passivi: quote di costi e ricavi già rilevati, ma non ancora maturati.

3. Scritture di ammortamento
Comportano delle rettifiche alle attività aventi vita pluriennale, al fine di poter attribuire ai singoli
esercizi la quota di costo di competenza.
Sono formate da:
a. ammortamento di beni materiali;
b. ammortamento di beni immateriali.

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