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Il modello cosmologico a quale dante fa riferimento nela strutturazione del paradiso il sistema aristotelico

tolemaico. Il poeta fa riferimento alla dottrina astronomica tradizionale per ordinare il nuovo schema
celeste; le categorie delle anime beate, che incontra durante il suo cammino. Fa riferimento al cosiddetto
Zodiaco Siderale.



La gerarchie angeliche sono tre; sono i motori dei nove cieli :
ch(poich)con ci sia cosa la Maest divina sia in tre persone, che hanno una sustanza, di loro( della
trinit) si triplicemente contemplare ..E con ci sia cosa che ciascuna persona nella divina Trinitade
triplicemente si possa considerare, sono in ciascuna gerarchia tre ordini che diversamente contemplano.
(Convivio, II vv.7/9)
- partiamo dalla terza alla prima: moto ascendente / crescente
1: contempla la Terza persona della Trinit, lo Spirito Santo lazione della prima gerarchia angelica si
rivolge , alla sfera delle attivit terrene.
2: contempla la seconda persona della Trinit, il Figlio lazione della seconda gerarchia angelica si rivolge
alla mediazione tra lesigenze dellinfinito e le limitatezze del mondo finito.
3: contempla la prima persona della Trinit, il Padre lazione della della terza gerarchia ispira la sapienza
e la carit.

Il salire di Dante non un movimento fisico, ma il desiderio di salire: lascesa dellanima
Carlo martello personaggio De Monarchia, che aveva il compito di spiegare come lindole non si trasmetta
di necessit da padre in figlio e come sia di grande importanza scegliere una vita rispondente alle proprie
inclinazioni e non forzare queste inclinazione a fini diversi.
Canto X:
beati spiriti sapienti
dante non accetta la discriminazione proposta da sant. Agostino fra sapienza di contenuto religioso ed
atteggiamento contemplativo, e scienza volta allindagine del mondo naturale, con uso prevalente della
ragione. Per il poeta la sapienza riguarda ogni campo dello scibile ed ogni metodo dindagine della realt,
umana come ultraterrena : cos fra gli spiriti del cielo del Sole si trovano filosofi, teologi, mistici, eruditi di
ogni materia. il concetto che esprime di sapienza riguarda tutte le virt dellessere umano, ossia una
modalit che in concreta sintonia con il pensiero divino. ( indagato nella teologia/natura uomo)
X/XI i beati sono disposti in ghirlande danzando e cantando intorno a Dante.

XI/XII sono in perfetto parallelismo fra loro
Nel primo S. Tommaso parlando della biografia e dellelogio di S.Francesco , critica i membri del suo
ordine, in quanto non rispettano i dogmi del fondatore rifacendosi alle idee espresse dalla filosofia di S.F.
Nel secondo S. bonaventura, francescano nel ricordare la vita e le opere di s. Domenico , riprovera i suoi
confratelli che hanno dimenticato gli insegnamenti del fondatore del proprio ordine.
XI spiegazione vv.94/96 canto X
Dante crtitca chiesa e societ : imprigionate nei vizi umani s.tommaso che critica il suo ordine
attraverso la vita di S. Francesco , che predicava la povert opponendosi allusi e ai costumi della sua
societ, appunto per questo la sua figura sovverte le convenzioni sociali il matrimonio di Francesco
lattuarsi della sua filosofia, perch si sposa con una prostituta , riprendendo la semplicit dellanimo
umano Ma questo perch l'amore tra Francesco e donna Povert assume tutte le caratteristiche, a livello poetico,
dell'amore cortese
. E poich la Povert e la Chiesa coincidono, coincideranno anche Cristo e Francesco. Infatti quando viene presentata
donna Povert, viene detto che ella vedova da oltre mille anni del primo marito che fu lo stesso Cristo. Poi la chiesa fu
moglie infedele e ora, con il matrimonio di Francesco e della Povert, si ristabilisce il matrimonio puro delle origini.


S. Francesco eroe = cogliendo la sua sapienza e la fedelt del santo, sa cogliere la volont divina.
eroismo umile , la vicenda di S. Francesco si ricollega alla vita di Cristo
"...Di questa costa, l dov'ella frange
pi sua rattezza, nacque al mondo un sole,
come fa questo talvolta di Gange..."



"...nel crudo sasso intra Tevero e Arno
da Cristo prese l'ultimo sigillo,
che le sue membra due anni portarno..."



"...Ma 'l suo pecuglio di nova vivanda
fatto ghiotto, s ch'esser non puote
che per diversi salti non si spanda..."

La contrapposizione della due condizioni resa ancora pi evidente dalla loro giustapposiz 242e47c ione. Anche se
questa considerazione implicita nello stesso significato della Commedia, questa invettiva si carica di grande significato
drammatico, con un pathos che avanza mano a mano con un forte climax corrispondente ad un ritmo che si fa vi a via pi
spedito. Le prime tre terzine, con questo incedere continuo, danno l'idea di un affanno, di irrequietezza, che si contr
Questa tematica, con i suoi rimandi alla questione della lupa e della condanna del denaro, sicuramente un'introduzione
molto d'effetto per una figura che con la sua vita ha costituito il simbolo stesso dell'istanza pauperista.
La figura di San Francesco presentata parallelamente a quella di San Domenico.
Questo parallelo non certo una novit: i due ordini francescano e dominicano erano sempre stati giustapposti, in
quanto ordini maggiori, e, diciamolo anche, in concorrenza tra di loro in diverse occasioni.
Per citare un esempio, nella Firenze dei tempi di Dante, c'era un certamen a livello "architettonico" tra i due ordini, che
avevano fatto costruire l'uno la chiesa di Santa Croce, l'altro di Santa Maria Novella.
Comunque al di l di questo aneddoto, in questo canto vediamo un elogio a San Francesco espresso dal dominicano
san Tommaso e poi vedremo il francescano san Bonaventura che loda san Domenico; in contrapposizione a queste due
figure di perfezione, vediamo che i due santi evidenziano la corruzione del proprio ordine.
Insomma, san Francesco e san Domenico sono portati da Dante come proposta contro la corruzione dei tempi attuali;
corruzione che dipende sempre dalla lupa e dall'interesse al potere politico, come evidenziato anche nell'incipit del
canto, il che comporta la perdita di vista dei veri valori spirituali; corruzione che quindi colpisce anche quelli stessi ordini
che si caratterizzano perch dovrebbero disdegnare le cose terrene.
Bench a livello teorico le due figure dovrebbero equivalersi, per quanto diverse tra di loro, tra i due il canto pi riuscit o
quello di San Francesco; questo probabilmente dipende da una maggiore simpatia di Dante per san Francesco.
Ma questa caratteristica direttamente collegata alla natura delle due figure: san Francesco il santo che si caratterizza
per un fortissimo amore caritativo, un amore che travolge; san Domenico invece un santo che pi convincente a
livello filosofico, ma non presenta grande poeticit a livello biografico, comporta un minore slancio a livello emozionale e
affettivo.
C' poi da considerare un altro aspetto; le fonti di cui Dante fa uso per la vita di san Francesco e di san Domenico
tenevano in grande considerazione le "profezie" che avevano previsto l'arrivo e la collaborazione dei due santi.
Infatti san Domenico sarebbe stato posto dalla Provvidenza contro i nemici esterni, gli eretici, mentre san Francesco
contro i nemici interni, il clero avido di ricchezze.
Del resto le loro vicende biografiche risultano singolari: sono vissuti in contemporanea, l'uno nato ad Occidente, l'altro ad
Oriente d'Europa. Da questa determinazione geografica deriva la constatazione che l'azione dei due santi abbraccia tutta
l'Europa.
Inoltre un paragone su cui Dante insiste l'identificazione san Francesco - Sole.
Il sole nasce ad Oriente ed segno di Dio, e qui il sole diventa Cristo e poi san Francesco, che diventa quindi il nuovo -
Cristo.
E come Cristo ha sposato la Chiesa e la Povert, cos anche san Francesco e san Domenico sono sposi l'uno della
Povert e l'altro della Fede.
San Francesco il cavaliere - asceta che erra per il mondo difendendo la donna che ama contro il padre e contro tutti, e
alla fine ottiene il riconoscimento del Signore, che prima il papa, poi Dio con le stimmate.
San Domenico invece pi simile ad un eroe del ciclo carolingio, al paladino Rolando.
Del resto in questi due canti sono disseminati numerosi termini di campo semantico guerresco: questo perch la santit
non pu essere vissuta nell'adagiarsi, ma nel combattere strenuamente per portare avanti i propri principi.
E Dante pone molto l'accento su questa dimensione eroica dei due santi
Parlando di San Francesco, Dante gli attribuisce, anche quando parla con il papa, si rivolge a lui con dignitosa regalit,
contrariamente alle fonti sulla vita di san Francesco.
Con la rinuncia assoluta alla propriet, san Francesco si pone come restauratore della vita pura, propria della Chiesa
delle origini, lontana da qualsiasi influsso demoniaco del denaro.
La rinuncia alla ricchezza, l'importanza attribuita ai valori non economici, in una societ che costituisce il preludio della
nascente societ capitalistica, sono i fondamenti su cui la chiesa deve basare la propria rinascita.
Rinascita, non riforma, perch questi sono i valori su cui si era basata anche la chiesa delle origini.
In questo scenario si comprende perch san Francesco viene presentato come nuovo Cristo: perch seguendo l'ideale
francescano si realizzerebbe una nuova Chiesa, una nuova societ basata sui valori promossi da Cristo ai tempi della
sua venuta, in quanto Cristo volle morire in croce nudo, ergendosi ad estremo simbolo di povert.
Il nucleo centrale del canto la proposta pauperistica simboleggiata nel matrimonio. Tuttavia il matrimonio di Francesco
e la Povert altro non che un'imitazione di quello di Cristo e della Chiesa.
Tra l'altro la figura della Povert viene quasi presentata, dice Auerbach, quasi come una prostituta: viene chiamata "tal
donna", disprezzata da tutti, ignorata, "sanza invito".
Per questo l'unione di Francesco e di questa donna suscita tanto scandalo, lui, figlio di un ricco mercante.
E' una proposta di portata rivoluzionaria, che suscita scandalizzato stupore di tutti quei farisei ben pensanti, di tutti quelli
ipocriti che sembrano tanto per bene all'apparenza e poi sono i pi corrotti e opportunisti.
Cristo e Francesco con le loro proposte scuotono tutte le certezze.
Ed per questo che non esiste figura pi adatta di san Francesco a simboleggiare quello che il condensato della
concezione religiosa morale di Dante.
Del resto Dante erge san Francesco a simbolo della vita cristiana senza mitizzarlo, senza renderlo irraggiungibile.
Infatti se mettesse in evidenza il suo carattere sacro, la gente sarebbe indotta a credere che questa scelta deriva dalla
sua santit, mentre invece la santit che conseguente alla scelta, che invece prettamente umana. Dante non pu
mettere in evidenza i miracoli, le visioni, la parte santa della vita di Francesco, perch la proposta di Francesco ha
significato solo se risulta viva e feconda, non imbalsamata dentro un'aureola.
Del resto anche questo che rende il cristianesimo rivoluzionario rispetto alle altre religioni, il fatto che la divinit non
rimanga esclusivamente trascendente, ma che si sia incarnato in un corpo umano per mostrare che anche da uomo
possibile sconfiggere il peccato, seguendo una certa scelta di vita.
Da questo punto di vista possiamo dire quindi che la vita di san Francesco risulta molto stilizzata, perch l'unico
avvenimento su cui Dante si concentra il suo essere campione della Povert, quella povert che, nel mondo del 1200,
costituisce il banco di prova della fede.
Tuttavia, anche se Francesco risulta un personaggio fortemente umano, coesiste in lui anche la componente sacra e
trascendente. Infatti Francesco non parla in prima persona e non viene mai nemmeno visto, se non di sfuggita, nella
Commedia. Questi elementi concorrono a dargli un'aura di sacralit, come giusto che sia per un nuovo Cristo.
Possiamo dire che San Francesco costituisce una sintesi di quello che Dante considera il "Medioevo buono": c' ascesi e
pauperismo, cavalleria e fedelt, amore e la certezza delle proprie scelte.
Viene rifiutato dunque il questa sintesi il nascente capitalismo, il culto del denaro, che noi sappiamo costituisce la radice
di tutti i mali.
Come ultimo aspetto, collegato alla caratterizzazione di cavaliere errante, c' la crociata di Francesco che porta la Parola
agli infedeli, al sultano. Qui Dante deve forzare gli avvenimenti storici perch risulta che il sultano accolse Francesco, ma
il parallelo con Cristo richiede che il sultano costituisca il nemico di Cristo.
E come premio per questo suo attivismo, in Oriente e Occidente, Dio concede a Francesco le stimmate, che portano
Francesco a caratterizzarsi come un secondo Cristo anche nel fisico.
Riscrivere Dunque la biografia di San Francesco, cos piegata, lo porta ad assumere il ruolo di figura Christi,
non di figura statica ma di rinnovamento di Cristo e del suo messaggio.
Gi la tradizione aveva individuato questo parallelo, ma solo la Commedia pu raccogliere i tratti rivoluzionari e polemici
di questa constatazione perch pu inserirli in un discorso sistematico e articolato.
appone alla quarta terzina, che invece, anche a livello formale, da l'idea della calma, della tranquillit.
La povert il matrimonio mistico tra s. Francesco e la religione, indicato da Dante come atto di accusa al
mondo borghese,ma anche un indiretta accusa alla chiesa mondana( tommaso = critica domenicani;
Bonaventura = critica allordine francescano) . in tal modo i canti XI eXII si configurano come un organismo
tematico narrativo unitario, in quanto presentano un micro testo dentro il macrotesto del paradiso.
Entrambi i canti vengono considerati come un poemetto agiografico( celebrativo) in quanto propone un
messaggio chiaro, sulla loro scelta di vita fondata sulla credenza religiosa.
XII
Stiamo nel cielo del sole 2 corona ; Bonaventura : portare sulla retta via la chiesa,san. Domenico
combatte gli eretici
tematica principale: diversit, evidenzia le differenti scelte di vita fra gli altri e i Santi, sottolineando
lunict del loro agire rispetto alle abitudini del tempo.
S. domenico = deplorazione della chiesa, indulgenze = cupidigia, avidit della chiesa. la figura di S.
domenico = cavallerie che combatte per la giustizia
Nel cielo di Venere hanno sede gli spiriti che hanno amato il prossimo come
manifestazione dellamore di Dio (canti VIII-IX), mentre quello del Sole (canti X-XIV)
vede lincontro con figure centrali quali S. Tommaso e S. Bonaventura, che presentano
a loro volta la vita di S. Francesco e S. Domenico.