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Il Mito del Diluvio

di Antonio Soldani

Molte tra le antiche civiltà hanno al loro gli Indios


australiani,
amazzonici,
o tribù
o gli aborigeni
centro-africane.
interno un punto che le accomuna; sia, Sconvolgimenti, cataclismi dovuti con tutta
trattato come argomento religioso, sia come probabilità ad eventi celesti quali la caduta di
epopea o mito di Eroi, sia come accadimento frammenti di comete, come si può desumere
con crisma di storicità: questo è il Diluvio, o dal “Libro etiopico di Enoch” o veri e propri
più Diluvi che, come nel ciclo “Avatarico” asteroidi come quello ritenuto colpevole 65
Indu, nelle tradizioni Amerinde, e nei loro milioni di anni fa dell’estinzione dei
paralleli racconti sia degli Aztechi messicani, dinosauri, hanno decretato la fine di queste
dei Maya costaricensi e degli Incas peruviani, civiltà, magari poi una rinascita e nel rispetto
esplicitamente pongono un Diluvio alla fine della ciclicità una nuova distruzione. I
di ogni Era ciclica; ed il prospetto dei quali superstiti o i nuovi creati( questi per
ricorda in maniera inequivocabile - a parte insegnamento), hanno mantenuto un ricordo
qualche importante variante indigena - atavico, e pur nella loro seguente dispersione
quello delle cosmologie arcaiche del Vecchio e diversificazione territoriale, il retaggio della
Continente. Quale connessione lega tutte loro “unicità” di civiltà progenitrice
queste civiltà? la risposta più plausibile è il ancestrale, si possono riconoscere, in questi
medesimo ceppo arcaico originario, una miti che affondano le radici in una certezza
civiltà mondiale che si espandeva anche se non ancora del tutto dimostrata ma
colonizzando e portando la propria cultura e sicuramente storica. Il ricordo de “L’età
religione ai popoli che abitavano i continenti dell’oro” lo Zep-Tepi Egizio “Il primo tempo”
o il continente di quegli antichissimi tempi, quando regnavano gli Dèi e la pace si
una civiltà che conviveva con ceppi indigeni estendeva sul mondo è nostalgicamente
non ancora civilizzati (forse un bene per presente in tutti i popoli. In Mesopotamia
loro), un po’ come oggi noi conviviamo con costituisce uno dei principali argomenti delle

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mitologie sumera e assiro-babilonese. tempo e, a un dato momento, avesse bisogno


Addirittura fondamentale sembrerebbe per di essere rigenerata per dar vita a un nuovo
l'ideologia religiosa sumera, in quanto il ciclo. Platone narra, del Diluvio atlantideo, e
diluvio vi è inteso come l'evento sacro che il riferimento cronologico di cui egli parla
divide qualitativamente il tempo in due parti: (9.000 anni prima del millennio dei propri
l'ante-diluviano e il post-diluviano. Scavi in contemporanei - tale sarebbe la distanza
Mesopotamia testimoniano di una grande dell'avvenimento citato) è un riferimento
alluvione verificatasi certamente verso il 2900 generico, da intendere nel senso che l'evento
a. C., agli inizi del periodo protodinastico: si era verificato 9 millenni prima; cioè,
tracce consistenti di questo diluvio sono secondo l'attuale datazione, nell'XI millennio
presenti a Shuruppak, la città del diluvio a.C. Il calcolo astrologico dà esattamente la
secondo la leggenda mesopotamica di data del 10.960 a.C., scadenza ciclica del
Utnapishtim, mentre quelle trovate a Ur "Diluvio di Acqua". Precisa che i Greci
appartengono a due diluvi molto più limitati, rammentavano nelle loro memorie solo
uno più recente e uno più antico di quello l'ultimo Diluvio, di Deucalione e Pirra, ma che
avvenuto a Shuruppak. Non altrettanto molti altri ne erano capitati in tempi più
fondamentale è l'argomento nella posteriore remoti. Non solo, ma aggiunge che tale tipo
letteratura assiro-babilonese che, tuttavia, di fenomeno sarebbe avvenuto "di nuovo nel
fornisce maggiori ragguagli sulla vicenda solito intervallo d'anni", mostrandoci dunque
mitica. oltre al problema delle vie e dei tempi che non era questione di favoleggiamenti -
di diffusione del racconto, a partire da una come purtroppo molti da allora fino a oggi
cultura originaria in cui avrebbe preso forma hanno supposto - bensì di "vera storia". La
e significato, sono di fondamentale interesse Mesopotamia tratta a sua volta del Diluvio
le differenziazioni dallo schema comune, per nell'Epopea di Gilgamesh, nell’Atra-Hasis, e
la loro capacità di connotare e qualificare le nel mito Sumerico del Diluvio di Ziusudra; la
culture che ne sono portatrici. come accade Bibbia con il suo Noé, (racconto di chiara
in un mito indonesiano (is. di Nias) che parla provenienza mesopotamica),e con essa le
di un'inondazione rivolta contro le montagne. varie versioni tratte da libri apocrifi. Qui è
La Terra era ancora confusa con le acque, intenzione di dare un’esposizione ampia
come appare in numerosi miti cosmogonici, e dove è possibile delle opere riguardanti il
il diluvio è inteso come un rinnovamento, una Diluvio, per dimostrare la tesi dell’unica
rigenerazione: una specie di grande bagno civiltà generatrice, cercando in questo modo
purificatore e restauratore delle energie di far riemergere una storia, un nostro
originarie, fonte della rinascita o della nascita passato, velato, dimenticato, relegato a mito,
di un'umanità nuova. Tale idea comporta, che non ha diritto di “abitazione”
almeno in potenza, una concezione ciclica del nell’ortodossia accademica, ma che ci
divenire: quasi che l'umanità perfetta delle risponde a tante domande e soprattutto ci
origini si corrompesse con il passare del appartiene...

tavola XI del poema di Gilgamesh

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IL MITO SUMERICO DEL DILUVIO


“ ZIUSUDRA' ”
L'opera di Ea e di Ninhursag doveva davvero perire " ed essere trasformata in cenere", come
voleva Enlil, o il Seme dell'umanità andava preservato? Seguendo il suo impulso, senza tuttavia
dimenticare il giuramento al quale era legato, Ea vide in Ziusudra' il mezzo con il quale si poteva
salvare l'umanità. Non appena Ziusudra' tornò a pregare e a implorare aiuto nel tempio, Ea (Enki)
cominciò a bisbigliare da dietro un paravento e, facendo finta di parlare a se stesso, diede a
Ziusudra' istruzioni urgenti:

Distruggi la tua casa e costruisci una nave!


Rinuncia a tutto ciò che possiedi, pensa solo alla vita!
Lascia tutti i tuoi averi e metti in salvo l'anima.
A bordo della nave mette il seme di ogni essere vivente.
Questa è la nave che devi costruire;
Grande abbastanza da contenere ciò che ti ho detto...

…Cercherò di impedire la distruzione della …”Che io possa tenere in conto il loro


mia umanità; diligente lavoro,
per Nintu, cercherò di fermare il muratore del paese possa gettare solide
il genocidio della mie creature! fondamenta.”
Voglio che la gente torni alle terre da loro Quando lo scettro della regalità fu condotto
abitate. giù dal Cielo,
Siano tutte le loro città ricostruite: dopo che l’augusta corona e il trono regale
che la loro ombra sia riposante, furono condotti giù dal Cielo,
che i mattoni di tutte le città egli con determinismo perfezionò le regole
siano collocati nei luoghi sacri, divine
che tutte le …dimorino nei luoghi sacri. e i sublimi me
“La pura acqua che spegne il fuoco pose i mattoni di quelle città in luoghi sacri.
io porrò opportunamente colà. Diede loro dei nomi, stabilì le capitali.
Ho perfezionato le regole divine e i sublimi La prima di quelle città, Eridu,
me: assegnò al signore Nudmmud;
nei luoghi che sono stati distrutti, la seconda, Bad-tibira,
farò in modo che vi sia la pace.” l’assegniò alla “tuttasanta” (Innana);
Dopo che An, Enlil, Enki e Ninhursag la tersa, Larak, la diede Pabilsag;
Ebbero creato il popolo dalla testa nera la quarta Sippar,la diede al sublime Utu;
Gli animali si moltiplicarono per ogni dove, la quinta, Suruppak, la diede a Sud.
animali di ogni taglia: i quadrupedi furono I nomi diede a queste città, stabilì le capitali.
posti Non arginò l’alluvione, ma scavò il suolo e
come ornamento adatto alle pianure. incanalò l’acqua,
dispose la pulitura dei piccoli canali
e dei fossati per l’irrigazione.

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…Pianse allora Nintu sulle sue creature, il Diluvio sui culti imperversò.
pianse la pura Innana a causa delle genti, Sette giorni e sette notti
Enki si consigliò con il suo stesso animo. Il Diluvio sul paese dilagò.
An, Enlil, Enki e Ninhursag, L’arca nel Diluvio il vento maligno sballottò.
gli dei dell’Universo, giurarono sul nome di An Il sole uscì, gettando luce su cielo e terra.
e Enlil. Zi-u-sud-rà un’apertura fece nella grande
IN quel tempo Zi-u-sud-rà era re e sacerdote arca
di vaticini; E il sole e i suoi raggi all’interno della grande
una capanna edificò arca gettò.
con devozione, con parole ben appropriate, Zi-u-sud-rà, comportandosi da re,
con timore si prostrò davanti al dio –Sole, baciando la
Giorno dopo giorno, con regolarità, stava là; terra.
qualcosa che non era un sogno sopraggiunse: Il re buoi sacrificò
parole di un giuramento stipulato tra Cielo e E rese numerose le pecore (da sacrificio).
Terra.
La loro opposizione portarono gli dei fino al …Lo scongiuro del soffio vitale del cielo
Ki-ur- e del soffio vitale della terra invocate.
Zi-u-sud-rà udì,stando sul lato, An ed Enlil, il soffio vitale del cielo
stando sulla sinistra, del muro laterale E il soffio vitale della terra vi sia d’aiuto.
“Muro laterale, ti devo parlare! La distruzione si allontana dalla terra, se ne
Presta attenzione alle mie parole, va.
presta l’orecchio al mio avvertimento: Zi-u-sud-rà, comportandosi da re,
per nostra iniziativa un Diluvio sui luoghi di si prostrò davanti ad An ed Enlil, baciando la
culto si abbatterà, terra.
la progenie dell’umanità sarà annientata. An ed Enlil (a) Zi- u-sud-rà con la moglie
E’ una sentenza definitiva, Vita (eterna), come un dio gli diedero.
la decisione dell’assemblea (divina). A vita eterna, come un dio, lo elevarono.
Per la parola detta da An,Enlil,Enki e Allora, Zi-u-sud-rà il re,
Ninhursag, colui che aveva salvaguardato le progenie
nella regalità il periodo di governo avrà fine. dell’umanità
Adesso” nel momento della distruzione,
in un altro paese, nel paese di Dilmun,
…I venti maligni e i venti di tempesta dove sorge il dio-Sole, fecero vivere.
tutti insieme si adunarono:

“ATRA–HASIS” IL POEMA DEL DILUVIO


L'altro grande racconto mesopotamico riguardante il Diluvio è il Poema di Atra-hasis. Atra-hasis
è il grande saggio (questo è il significato del nome), l'uomo che ha con il suo dio Enki un rapporto
privilegiato perché "lui poteva parlare con il suo dio e il suo dio poteva parlare con lui". Grazie a
questo rapporto di elezione potrà salvarsi dallo sterminio. Il Poema di Atra-hasis non comprende

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solamente l'episodio del Diluvio, ma ha un respiro più ampio, raccontando anche l'epica della
creazione del mondo.

Nella visione cosmologica dell'autore il cielo è governato da Anu, la terra da Enlil e le acque sono
giurisdizione di Enki.Il Pantheon non è limitato a questi tre dei, ma comprende una schiera di dei
minori, ai quali è stato assegnato il compito di coltivare la terra e curare la sua irrigazione;
compito gravoso, tanto che ben presto gli dei minori si stancano e chiedono che venga creato un
sostituto, qualcuno che possa sollevarli dal loro pesante fardello.Viene dunque creato l'uomo,
modellato dalla dea Mami mescolando l'argilla con la saliva e con il sangue del dio We, un dio
minore sacrificato proprio per questo fine.Il seguito del racconto ricalca quanto già incontrato
nella vicenda di Utnapishtim: il frastuono dell'umanità, diventata molto numerosa, disturba il
sonno di Enlil, che decide di sterminarla.Prima manda la pestilenza, dopo di questa la carestia, poi
la siccità ed infine il diluvio; ma ogni volta Enki avvisa il suo protetto Atra-hasis affinché possa
sopravvivere ad ogni disastro. Sette giorni prima del diluvio lo invita a costruire una nave nella
quale caricare gli animali e quanto possiede per scampare in tal modo all'ultima e più micidiale
azione del dio Enlil. Solo dopo che l'umanità è stata distrutta gli dei si rendono conto che hanno
scioccamente eliminato la loro forza-lavoro e si pentono della loro decisione.

PRIMA TAVOLETTA Enki aprì la bocca


E si rivolse al suo fedele:
Non erano ancora trascorsi milleduecento
“Convoca gli anziani!
anni
Chiama per un summit nel tuo palazzo
Ma la terra era cresciuta enormemente:
E fa che gli araldi proclamino
gli uomini erano diventati numerosi.
E creino grande fermento nel paese:
Mugghiava la terra come un toro!
Non più rendete onore ai vostri dei!
Dallo strepito (degli uomini) era tormentato il
Non più pregate le vostre dee!
dio.
Ma bussate alla porta di Nam- tar
Enlil udiva il loro vociare.
Portando pani cotti e metteteglieli davanti.
Si rivolse ai grandi dèi:
Possano le offerte di farina essere di tuo
“Il vociare dell’umanità
gradimento
è diventato per me insopportabile:
Così che allettato dalle offerte
a causa del loro strepito non riesco più a
Allontani la sua mano,”
dormire!
Atra- hasia seguì l’ordine
Fate che il morbo dei brividi dilaghi!”
E convocò gli anziani nel suo palazzo.
…Vi era ( in quel tempo) Atra-Hasis:
Parlò Atra-hasis
Enki, il suo dio, lo teneva al corrente:
Rivolgendosi agli anziani:
Lui poteva parlare con il suo dio
“Vi ho convocato, anziani!
E il suo dio poteva parlare con lui.
Chiamate per un summit nelle vostre case
Atra-hasis fece udire la sua voce
E fate che gli araldi proclamino
E si rivolse al suo dio.
E creino grande fermento nel paese.
Atra-hasis fece udire la sua voce
Non più rendete onore ai vostri dei!
E si rivolse al suo dio:
Non più pregate le vostre dee!
“Quanto tempo (gli dei faranno soffrire?)
Ma bussate alla porta di Nam-tar
Faranno in modo che dovremmo patire mali
Portando pani cotti e metteteglieli davanti,
per sempre?”

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Possono le offerte di farina essere di suo Chiama per un summit nel tuo palazzo
gradimento E fa che gli araldi proclamino
Così che allettato dalle offerte E creino grande fermento nel paese:
Allontani la sua mano” Non più rendete onore ai vostri dei!
Gli anziani ascoltarono il suo discorso: Non più pregate le vostre dee!
un tempio costruirono per Nam-tar nella Ma bussate alla porta di Adad
città. Portando pani cotti e metteteglieli davanti.
Ordinarono che gli araldi proclamassero Possono le offerte di farina essere di suo
E creassero grande fermento nel paese. gradimento
Non più resero onore ai loro dei! Così che allettato dalle offerte
Non più pregarono le loro dee! Allontani la sua mano:
Bussarono alla porta di Nam-tar: al mattino darà la rugiada,
un pane cotto gli misero davanti. nella notte di nascosto farà scendere la
Allettato dalle offerte bruma;
Allontanò la sua mano. di nascosto,i campi produrranno nove volte.”
Il morbo dei brividi li abbandonò Un tempio costruirono per Adad nella città.
Ed essi tornarono (alla loro vita). Ordinarono che gli araldi proclamassero
E creassero grande fermento nel paese.
SECONDA TAVOLETTA Non più resero onore ai loro dei!
Non più pregarono le loro dee!
Non erano ancora trascorsi milleduecento
Bussarono alla porta di Adad:
anni
un pane cotto gli misero davanti.
Ma la terra era cresciuta enormemente:
Allettato dalle offerte
gli uomini erano diventati numerosi.
Allontanò la sua mano.
Mugghiava la terra come un toro!
Al mattino gli diede la rugiada,
Dallo strepito (degli uomini) era tormentato il
nella notte, di nascosto,fece scendere la
dio.
bruma;
Enlil udiva il loro vociare.
di nascosto, i campi produssero nove volte.
Si rivolse ai grandi dei:
La carestia li abbandonò
“Il vociare dell’umanità
ed essi tornarono alla loro( vita).
è diventato per me insopportabile:
…In alto,(la pioggia non aveva riempito i
a causa del loro strepitio non riesco più a
canali);
dormire!
in basso, le acque non salivano dall’Abisso:
Che si taglino i viveri alle genti,
il grembo della terra non produceva,
che vi sia scarsezza di piante nutritive:
le piante non germogliavano.
Che Adad allontani la sua pioggia,
Gente non se ne vedeva più,
che le acque non sgorghino dalle sorgenti.
i terreni erbosi divennero brulli,
Che i venti soffiano e inaridiscano il suolo,
le ampie pianure si incrostavano di sali.
che le nubi si ammassino senza far piovere
Il primo anno si mangiò grano stantio,
una goccia.
il secondo anno si svuotarono i magazzini.
Che i terreni dimezzino i loro raccolti,
Quando giunse il terso anno,
che la dea del grano renda sterile il suo seno.
il loro aspetto era cambiato per via delle
Che non abbiano alcuna gioia
privazioni,
Che…sia soppressa”.
i loro volti erano del colore del malto.
…”Convoca gli anziani!

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Erano vivi ma sull’orlo della morte: Questo egli mi ha detto:


con i volti terrei, non starò più a lungo nella vostra città.
curvi percorrevano le vie; Non porrò più i miei piedi sulla terra di Enlil:
le larghe spalle erano rimpicciolite, col mio dio”
la loro statura era rincalcata. …Il mangiatore mangiò,
Ogni giorno Atra-hasis pianse il bevitore bevve
Facendo al mattino fumigazioni rituali. ma egli (Atra-hasis ) andava e veniva:
“Il mio dio mi(parlerebbe),ma ha giurato; non poteva stare seduto, non riusciva a
mi terrà al corrente con i sogni. piegarsi
Enki mi (parlerebbe),ma ha giurato; perché il suo cuore era spezzato, vomitava
mi terrà al corrente con i sogni.” bile.
…Il giorno cambiò il suo aspetto.
TERZA TAVOLETTA Adad tuonò tra le nuvole.
Come (Atra-hasis ) udì la sua voce,
Atra-hasis aprì la bocca
bitume fu portato e sigillò l’entrata.
E disse al suo signore:
Dopo che ebbe sigillato la porta,
“Mostrami il significato dei sogni,
Adad tuonò tra le nuvole,
che io lo conosca e possa valutarne le
venti impetuosi si alzarono
conseguenze.”
ed egli ruppe gli ormeggi e liberò l’arca.
Enki aprì la bocca
..la tempesta
E disse al suo fedele:
…furono soggiogati.
“Presta attenzione al messaggio che ti dirò!
Anzu con i suoi artigli strappò i cieli,
Muro, ascoltami!
egli…la terra
Canniccio, custodisci le mie parole!
come un coccio il suo clamore frantumò.
Demolisci la casa e costruisci un’arca.
…uscì il Diluvio.
Rinuncia alle ricchezze
Come una mazza da guerra si abbattè sulle
E cerca la Vita!
genti:
L’arca che costruisci sia come
nessuno potè più vedere l’altro,
Ponile un tetto come (ha) l’Abisso,
non riuscirono più a vedersi nella catastrofe.
così che il sole non possa entrarvi.
Il Diluvio mugghiava come un toro,
Dotala di ponti superiori e ponti inferiori.
come un onagro urlava il vento.
Che sia robusta la sua struttura;
L’oscurità divenne densa,
che il bitume sia forte da conferire forza.
il sole scomparve.
In un secondo tempo farò piovere su di te
…Nintu, la grande dea,
Uccelli a profusione e caterve di pesci”.
l’orrore le piagava le labbra.
L’arrivo del diluvio dopo sette notti predisse
Gli Alunna, i grandi dei,
a lui.
giacevano prostrati dalla fame e dalla sete.
Ricevette Atra-Hasis il messaggio;
Vide la dea e pianse.
gli anziani radunò nel suo palazzo.
…Nell’assemblea degli dei,
Aprì la bocca Atra-hasis
come ho potuto insieme a loro decretare al
E parlò agli anziani:
distruzione?
“Il mio dio non va d’accordo con il vostro dio:
E’ stato Enlil a impartire questo malvagio
Enki e Enlil cozzano tra loro.
ordine!
Sono costretto ad andarmene dal paese.
…Ho udito le loro grida levate a me,
Poiché per sempre sarò fedele a Enki.

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contro di me, contro la mia persona. “Noi, gli dei , i grandi Alunna
…Dov’è andato Anu, il responsabile della avevamo stipulato tutti insieme un patto!
decisione, Da dove spunta questa vita?
i cui figli, gli dei, hanno accondisceso al suo Come ha potuto un uomo sfuggire alla
ordine? catastrofe?”
Lui che sconsideratamente ha determinato il Anu aprì la bocca
Diluvio E disse all’eroe Enlil:
E ammucchiato la gente per il massacro? “ Chi se non Enki avrebbe potuto fare ciò?
…Ho visto e ho pianto su di loro: … ha rivelato il piano!”
potrò mai cessare di piangere per loro? Enki prese la parola
Pianse dando sfogo al suo dolore; e disse ai grandi dei:
si lamentò Nintu e rinfocolò il suo tormento, “Io, certo, l’ ho fatto e al vostro cospetto!
piansero con lei gli dei per il paese. Io, certo, ho fatto in modo che la vita venisse
…Sette giorni e sette notti preservata!”
il nubifragio, la tempesta, il Diluvio durò. …”Così noi inviammo il Diluvio,
…Egli ( Atra-hasis ) pose… ma un uomo sopravvisse alla catastrofe.”
preparò l’offerta… …Possano (gli dei) ascoltare questo canto
Gli dei sentirono il profumo: così da poterli lodare;
come mosche si ammassarono sull’offerta. possano gli Igigi ascoltarlo
…L’arca vide l’eroe Enlil così da celebrare la tua grandezza.
e si riempì d’ira contro gli Igigi :

IL DILUVIO DI UTNAPISHTIM
Il segreto del racconto del Diluvio quando lui Utnapishtim, regnava a Shuruppak, gli dèi decisero
di lasciare che il diluvio annientasse il genere umano; allora Enki in gran segreto, gli disse di
costruire uno speciale sommergibile e di prendere a bordo la sua famiglia e il seme di ogni essere
vivente. Un navigatore fornito da Enki diresse l'imbarcazione verso il monte Ararat.....

DALL'"EPOPEA DI GILGAMESH" Il mio animo è tutto proteso a misurarsi con


UNDICESIMA TAVOLETTA te,
e tuttavia il mio braccio è inerme contro di te!
Perciò dimmi: come sei entrato nella schiera
Gilgamesh incalza Utanapishtim (1-7)
degli dei,
ottenendo la vita?".
Gilgamesh parlò a lui, al lontano
Utanapishtim:
Gli dei decidono la massima punizione (8-19)
"Io guardo a te, Utanapishtim,
le tue fattezze non sono diverse, tu sei
Utanapishtim parlò a lui, a Gilgamesh:
uguale a me,
"Una cosa nascosta, Gilgamesh, ti voglio
si, tu non sei diverso, uguale a me sei tu!
rivelare,

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e il segreto degli dei ti voglio manifestare. con il mio signore Ea.


Shuruppak - una città che tu conosci, Su di voi però Enlil farà piovere abbondanza,
che sorge sulle rive dell'Eufrate - abbondanza di uccelli, abbondanza di pesci.
questa città era già vecchia e gli dei Egli vi regalerà ricchezza e raccolto.
abitavano in essa. Al mattino egli farà scendere su di voi
Bramò il cuore dei grandi dei di mandare il focacce,
diluvio. di sera egli vi farà piovere una pioggia di
Prestarono il giuramento il loro padre An, grano".
Enlil, l'eroe, che li consiglia,
Ninurta il loro maggiordomo, Fervono i lavori per la costruzione dell'arca
Ennugi, il loro controllore di canali; (48-88)
Ninshiku-Ea aveva giurato con loro.
Appena l'alba spuntò,
Il dio della saggezza rivela ad Utanapishtim la si raccolse attorno a me tutto il paese;il
decisione divina (29-47) falegname porta la sua ascia,
il giuncaio porta il suo ...
Le loro intenzioni (quest'ultimo) però le rivelò [ ] I giovani uomini [ ]
ad una capanna: le case [ ] le mura di mattoni.
"Capanna, capanna! Parete, parete! Anche i bambini portano pece.
Capanna, ascolta; parete, comprendi! Il povero [ ] portò il necessario.
Uomo di Shuruppak, figlio di Ubartutu, Al quinto giorno disegnai lo schema della
abbatti la tua casa, costruisci una nave, nave;
abbandona la ricchezza, cerca la vita! la sua superficie era grande come un campo,
Disdegna i possedimenti, salva la vita! le sue pareti
fai salire sulla nave tutte le specie viventi! erano alte 120 cubiti.
La nave che tu devi costruire - Il bordo della sua copertura raggiungeva
le sue misure prendi attentamente, anch'esso 120 cubiti.
eguali siano la sua larghezza e la sua Io tracciai il suo progetto, feci il suo modello:
lunghezza - ; suddivisi la superficie in sei comparti,
tu la devi ricoprire come l'Apsu". innalzai fino [ ] sette piani.
Io compresi e così io parlai al mio signore Ea: La sua base suddivisi per nove volte.
"L'ordine, mio signore, che tu mi hai dato, Nel suo mezzo infissi pioli per le acque;
l'ho preso sul serio e lo voglio eseguire. scelsi le pertiche e approntai tutto ciò che
Che cosa dico però alla città, agli artigiani e serviva
agli anziani?" alla sua costruzione:
Ea aprì la sua bocca, tre sar di bitume grezzo versai nel forno,
così parlò a me il suo servo: tre sar di bitume fine impiegai;
"Tu, o uomo, devi parlare loro così: la gente che portava i canestri erano tre sar,
'Mi sembra che Enlil sia adirato con me; essi portavano l'olio:
perciò non posso vivere più nella vostra città tranne un sar di olio che i [ ] hanno
non posso più porre piede sul territorio di consumato,
Enlil. due sar di olio sono stati messi da parte dal
Per questo voglio scendere giù nell'Apsu, e là marinaio.
abitare Come approvvigionamento macellai buoi,

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giorno dopo giorno uccisi pecore; regalai il palazzo con tutti i suoi averi.
mosto, birra, olio e vino Appena spuntò l'alba,
gli artigiani bevvero come fosse acqua del dall'orizzonte salì una nuvola nera.
fiume, Adad all'interno di essa tuonava
essi celebrarono una festa come se fosse la continuamente,
festa davanti ad essa andavano Shullat e Canish;
del Nuovo Anno! i ministri percorrevano monti e pianure.
Al sorgere del sole io feci un'unzione; Il mio palo d'ormeggio strappò allora Erragal.
al tramonto la nave era pronta. Va Ninurta, le chiuse d'acqua abbatte.
Il varo della nave era molto difficile; Gli Anunnaki sollevano fiaccole,
corde per il varo furono lanciate sopra e con la loro luce terribile infiammano il paese.
sotto; Il mortale silenzio di Adad avanza nel cielo,
due terzi di essa stavano sopra la linea in tenebra tramuta ogni cosa splendente.
d'acqua. [ ] Il paese come un vaso egli ha spezzato.
Tutto ciò che io possedevo lo caricai dentro: Per un giorno intero la tempesta infuriò,
tutto ciò che io possedevo di argento lo il vento del sud si affrettò per immergere le
caricai dentro, montagne
tutto ciò che io possedevo di oro lo caricai nell'acqua:
dentro, come un'arma di battaglia la distruzione si
tutto ciò che io possedevo di specie viventi le abbatte
caricai dentro: sugli uomini.
sulla nave feci salire tutta la mia famiglia e i A causa del buio il fratello non vede più suo
miei parenti, fratello,
il bestiame della steppa, gli animali della dal cielo gli uomini non sono più visibili.
steppa, Gli dei ebbero paura del diluvio,
tutti gli artigiani feci salire. indietreggiarono, si rifugiarono nel cielo di
L'inizio del diluvio me lo aveva indicato An.
Shamash: Gli dei accucciati come cani si sdraiarono la
"Al mattino farò scendere focacce, la sera fuori!
farò piovere Ishtar grida allora come una partoriente,
una pioggia di grano; si lamentò Beletili, colei dalla bella voce:
allora sali sulla nave e chiudi la porta!". "Perché quel giorno non si tramutò in argilla,
quando io nell'assemblea degli dei ho deciso
Il diluvio distrugge ogni forma di vita (89- il male?
134) Perché nell'assemblea degli dei ho deciso il
male,
Venne il momento indicato: dando, come in guerra, l'ordine di
al mattino scesero focacce, la sera una distruggere le mie genti?
pioggia di grano. Io proprio io ho partorito le mie genti
Io allora osservai le fattezza del giorno: ed ora i miei figli riempiono il mare come
al guardarlo, il giorno incuteva paura. larve di pesci".
Entrai dentro la nave e sprangai la mia porta. Allora tutti gli dei Anunnaki piansero con lei.
Al marinaio Puzuramurri, il costruttore della Gli dei siedono in pianto.
nave,

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Il Mito del Diluvio
di Antonio Soldani

Secche sono le loro labbra; non prendono Feci uscire una rondine, la liberai;
cibo! andò la rondine e ritornò,
Sei giorni e sette notti un luogo dove stare non era visibile per lei,
soffia il vento, infuria il diluvio, l'uragano tornò indietro.
livella il paese. Feci uscire un corvo, lo liberai.
Quando giunse il settimo giorno, la tempesta, Andò il corvo e questo vide che l'acqua ormai
il diluvio rifluiva,
cessa la battaglia, egli mangiò, starnazzò, sollevò la coda e non
dopo aver lottato come una donna in doglie. tornò.
Si fermò il mare, il vento cattivo cessò e il
diluvio si fermò. Sacrifici propiziatori del superstite (155-176)
Io osservo il giorno, vi regna il silenzio.
Ma l'intera umanità è ridiventata argilla. Feci allora uscire ai quattro venti tutti gli
Come un tetto è pareggiato il paese. occupanti
della nave e feci un sacrificio.
La missione esplorativa degli uccelli (135- Posi l'offerta sulla cima di un monte.
154) Sette e sette vasi vi collocai:
in essi versai canna, cedro e mirto.
Aprii allora lo sportello e la luce baciò la mia Gli dei odorarono il profumo.
faccia. Gli dei odorarono il buon profumo.
Mi abbassai, mi inginocchiai e piansi. Gli dei si raccolsero come mosche attorno
Sulle mie guance scorrevano due fiumi di all'offerente.
lacrime. Dopo che Beletil fu arrivata
Scrutai la distesa delle acque alla ricerca di innalzò in alto le sue grandi 'mosche' che An
una riva: aveva fatto
finché ad una distanza di dodici leghe non per la sua gioia:
scorsi un'isola. "Voi, o dei (fate si) che io non dimentichi il
La nave si incagliò sul monte Nisir. lapislazzuli
Il monte Nisir prese la nave e non la fece più del mio collo!
muovere; che io ricordi sempre questi giorni e non li
un giorno, due giorni, il monte Nisir prese la dimentichi mai!
nave Gli dei vengano all'offerta,
e non la fece più muovere; ma Enlil non venga all'offerta,
tre giorni, quattro giorni, il monte Nisir prese perché egli ha ordinato avventatamente il
la nave diluvio,
e non la fece più muovere; destinando le mie genti alla rovina!".
cinque giorni, sei giorni, il monte Nisir prese Dopo che Enlil fu arrivato,
la nave vide la nave e si infuriò Enlil,
e non la fece più muovere. d'ira si riempì il suo cuore verso gli dei Igigi:
Quando giunse il settimo giorno, "Qualcuno si è salvato? Eppure nessun uomo
feci uscire una colomba, la liberai. doveva sopravvivere alla distruzione".
La colomba andò e ritornò, Ninurta aprì la sua bocca e disse, così parlò
un luogo dove stare non era visibile per lei, ad Enlil l'eroe:
tornò indietro. "Chi può aver escogitato ciò se non Ea?

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Il Mito del Diluvio
di Antonio Soldani

Solo Ea conosce tutti i sotterfugi!". la peste si fosse abbattuta sulle genti e le


avesse decimate!
L'ultimo diverbio nel mondo divino (177-196) Per quanto mi riguarda io non ho tradito il
segreto dei
Ea aprì allora la sua bocca e parlò ad Enlil, grandi dei!
l'eroe: Ho fatto avere soltanto un sogno ad
"O eroe, tu il più saggio fra gli dei, Atramkhasis, al saggio
come, come hai potuto agire così per eccellenza! Così egli comprese il segreto
sconsideratamente, dei grandi dei!
ordinando il diluvio? Ora però prendi per lui una decisione".
Al colpevole imponi la sua pena, a colui che Enlil salì allora sulla nave,
commette prese la mia mano e mi fece alzare,
un delitto imponi la sua pena, prese mia moglie e la fece inginocchiare al
flettilo, ma non venga stroncato; tiralo, ma mio fianco.
non sia spezzato! Toccò la nostra fronte e stando in mezzo a
Piuttosto che mandare il diluvio, sarebbe noi ci benedisse:
stato meglio che "Prima Utanapishtim era uomo,
un leone fosse venuto e avesse fatto ora Utanapishtim e sua moglie siano simili a
diminuire le genti! noi dei.
Piuttosto che mandare il diluvio, sarebbe Risieda Utanapishtim lontano, alla foce dei
stato meglio che fiumi".
un lupo fosse venuto e avesse fatto diminuire Essi allora mi presero e mi fecero abitare
le genti! lontano,
Piuttosto che mandare il diluvio, sarebbe alla foce dei fiumi.
stato meglio che Ed ora chi potrà far radunare per te gli dei
una carestia si fosse abbattuta sul paese e lo in modo che tu trovi la vita che tu cerchi?
avesse decimato! Orsù, cerca di non dormire per sei giorni e
Piuttosto che mandare il diluvio, sarebbe sette notti".
stato meglio che

LA BIBBIA “ IL MITO DEL DILUVIO ”


“ NOE’ “
GENESI
La vita non si conquista con il "commercio" della prostituzione sacra: è solo dono di Dio e
dipende dalla presenza nell'uomo del suo spirito.

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Il Mito del Diluvio
di Antonio Soldani

Capitolo 6 13Allora Dio disse a Noè: "È venuta per me la


fine di ogni uomo, perché la terra, per causa
1Quando gli uomini cominciarono a loro, è piena di violenza; ecco, io li
moltiplicarsi sulla terra e nacquero loro figlie, distruggerò insieme con la terra. 14Fatti

2i figli di Dio videro che le figlie degli uomini un'arca di legno di cipresso; dividerai l'arca in
erano belle e ne presero per mogli quante ne scompartimenti e la spalmerai di bitume
vollero. 3Allora il Signore disse: "Il mio spirito dentro e fuori. 15Ecco come devi farla: l'arca
non resterà sempre nell'uomo, perché egli è avrà trecento cubiti di lunghezza, cinquanta
carne e la sua vita sarà di centoventi anni". di larghezza e trenta di altezza. 16Farai

4C'erano sulla terra i giganti a quei tempi - e nell'arca un tetto e a un cubito più sopra la
anche dopo - quando i figli di Dio si univano terminerai; da un lato metterai la porta
alle figlie degli uomini e queste partorivano dell'arca. La farai a piani: inferiore, medio e
loro dei figli: sono questi gli eroi superiore.
dell'antichità, uomini famosi. 17Ecco io manderò il diluvio, cioè le acque,
5Il Signore vide che la malvagità degli uomini sulla terra, per distruggere sotto il cielo ogni
era grande sulla terra e che ogni disegno carne, in cui è alito di vita; quanto è sulla
concepito dal loro cuore non era altro che terra perirà. 18Ma con te io stabilisco la mia
male. 6E il Signore si pentì di aver fatto alleanza. Entrerai nell'arca tu e con te i tuoi
l'uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor figli, tua moglie e le mogli dei tuoi figli. 19Di

suo. 7Il Signore disse: "Sterminerò dalla terra quanto vive, di ogni carne, introdurrai
l'uomo che ho creato: con l'uomo anche il nell'arca due di ogni specie, per conservarli in
bestiame e i rettili e gli uccelli del cielo, vita con te: siano maschio e femmina. 20Degli

perché sono pentito d'averli fatti". 8Ma Noè uccelli secondo la loro specie, del bestiame
trovò grazia agli occhi del Signore. secondo la propria specie e di tutti i rettili
9Questa è la storia di Noè. Noè era uomo della terra secondo la loro specie, due
giusto e integro tra i suoi contemporanei e d'ognuna verranno con te, per essere
camminava con Dio. 10Noè generò tre figli: conservati in vita. 21Quanto a te, prenditi ogni
Sem, Cam, e Iafet. 11Ma la terra era corrotta sorta di cibo da mangiare e raccoglilo presso
davanti a Dio e piena di violenza. di te: sarà di nutrimento per te e per loro".
12Dio guardò la terra ed ecco essa era 22Noè eseguì tutto; come Dio gli aveva
corrotta, perché ogni uomo aveva pervertito comandato, così egli fece.
la sua condotta sulla terra.

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Il Mito del Diluvio
di Antonio Soldani

Capitolo 7 le tre mogli dei suoi tre figli: 14essi e tutti i


viventi secondo la loro specie e tutto il
1Il Signore disse a Noè: "Entra nell'arca tu con bestiame secondo la sua specie e tutti i rettili
tutta la tua famiglia, perché ti ho visto giusto che strisciano sulla terra secondo la loro
dinanzi a me in questa generazione. 2D'ogni specie, tutti i volatili secondo la loro specie,
animale mondo prendine con te sette paia, il tutti gli uccelli, tutti gli esseri alati. 15Vennero

maschio e la sua femmina; degli animali che dunque a Noè nell'arca, a due a due, di ogni
non sono mondi un paio, il maschio e la sua carne in cui è il soffio di vita. 16Quelli che
femmina. 3Anche degli uccelli mondi del venivano, maschio e femmina d'ogni carne,
cielo, sette paia, maschio e femmina, per entrarono come gli aveva comandato Dio: il
conservarne in vita la razza su tutta la terra. Signore chiuse la porta dietro di lui.
4Perché tra sette giorni farò piovere sulla 17Il diluvio durò sulla terra quaranta giorni: le
terra per quaranta giorni e quaranta notti; acque crebbero e sollevarono l'arca che si
sterminerò dalla terra ogni essere che ho innalzò sulla terra. 18Le acque divennero
fatto". 5Noè fece quanto il Signore gli aveva poderose e crebbero molto sopra la terra e
comandato. l'arca galleggiava sulle acque. 19Le acque si
6Noè aveva seicento anni, quando venne il innalzarono sempre più sopra la terra e
diluvio, cioè le acque sulla terra. 7Noè entrò coprirono tutti i monti più alti che sono sotto
nell'arca e con lui i suoi figli, sua moglie e le tutto il cielo. 20Le acque superarono in
mogli dei suoi figli, per sottrarsi alle acque altezza di quindici cubiti i monti che avevano
del diluvio. 8Degli animali mondi e di quelli ricoperto.
immondi, degli uccelli e di tutti gli esseri che 21Perì ogni essere vivente che si muove sulla
strisciano sul suolo 9entrarono a due a due terra, uccelli, bestiame e fiere e tutti gli esseri
con Noè nell'arca, maschio e femmina, come che brulicano sulla terra e tutti gli uomini.
Dio aveva comandato a Noè. 22Ogni essere che ha un alito di vita nelle
10Dopo sette giorni, le acque del diluvio narici, cioè quanto era sulla terra asciutta
furono sopra la terra; 11nell'anno morì.
seicentesimo della vita di Noè, nel secondo 23Così fu sterminato ogni essere che era sulla
mese, il diciassette del mese, proprio in terra: con gli uomini, gli animali domestici, i
quello stesso giorno, eruppero tutte le rettili e gli uccelli del cielo; essi furono
sorgenti del grande abisso e le cateratte del sterminati dalla terra e rimase solo Noè e chi
cielo si aprirono. 12Cadde la pioggia sulla stava con lui nell'arca.
terra per quaranta giorni e quaranta notti. 24Le acque restarono alte sopra la terra
13In quello stesso giorno entrò nell'arca Noè centocinquanta giorni.
con i figli Sem, Cam e Iafet, la moglie di Noè,

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Il Mito del Diluvio
di Antonio Soldani

Capitolo 8 con te, uccelli, bestiame e tutti i rettili che


strisciano sulla terra, falli uscire con te,
1Dio si ricordò di Noè, di tutte le fiere e di perché possano diffondersi sulla terra, siano
tutti gli animali domestici che erano con lui fecondi e si moltiplichino su di essa".
nell'arca. Dio fece passare un vento sulla 18Noè uscì con i figli, la moglie e le mogli dei
terra e le acque si abbassarono. 2Le fonti figli. 19Tutti i viventi e tutto il bestiame e tutti
dell'abisso e le cateratte del cielo furono gli uccelli e tutti i rettili che strisciano sulla
chiuse e fu trattenuta la pioggia dal cielo; 3le terra, secondo la loro specie, uscirono
acque andarono via via ritirandosi dalla terra dall'arca. 20Allora Noè edificò un altare al
e calarono dopo centocinquanta giorni. 4Nel Signore; prese ogni sorta di animali mondi e
settimo mese, il diciassette del mese, l'arca si di uccelli mondi e offrì olocausti sull'altare.
posò sui monti dell'Ararat. 5Le acque 21Il Signore ne odorò la soave fragranza e
andarono via via diminuendo fino al decimo pensò: "Non maledirò più il suolo a causa
mese. Nel decimo mese, il primo giorno del dell'uomo, perché l'istinto del cuore umano è
mese, apparvero le cime dei monti. incline al male fin dalla adolescenza; né
6Trascorsi quaranta giorni, Noè aprì la colpirò più ogni essere vivente come ho fatto.
finestra che aveva fatta nell'arca e fece uscire seme e messe,
un corvo per vedere se le acque si fossero freddo e caldo,
ritirate. 7Esso uscì andando e tornando finché estate e inverno,
si prosciugarono le acque sulla terra. 8Noè giorno e notte
poi fece uscire una colomba, per vedere se le non cesseranno".
acque si fossero ritirate dal suolo; 9ma la
colomba, non trovando dove posare la pianta
del piede, tornò a lui nell'arca, perché c'era Capitolo 9
ancora l'acqua su tutta la terra. Egli stese la
mano, la prese e la fece rientrare presso di sé 1Dio benedisse Noè e i suoi figli e disse loro:
nell'arca. 10Attese altri sette giorni e di nuovo "Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite la
fece uscire la colomba dall'arca 11e la terra. 2Il timore e il terrore di voi sia in tutte
colomba tornò a lui sul far della sera; ecco, le bestie selvatiche e in tutto il bestiame e in
essa aveva nel becco un ramoscello di ulivo. tutti gli uccelli del cielo. Quanto striscia sul
Noè comprese che le acque si erano ritirate suolo e tutti i pesci del mare sono messi in
dalla terra. 12Aspettò altri sette giorni, poi vostro potere. 3Quanto si muove e ha vita vi
lasciò andare la colomba; essa non tornò più servirà di cibo: vi dò tutto questo, come già
da lui. le verdi erbe. 4Soltanto non mangerete la
13L'anno seicentouno della vita di Noè, il carne con la sua vita, cioè il suo sangue. 5Del
primo mese, il primo giorno del mese, le sangue vostro anzi, ossia della vostra vita, io
acque si erano prosciugate sulla terra; Noè domanderò conto; ne domanderò conto ad
tolse la copertura dell'arca ed ecco la ogni essere vivente e domanderò conto della
superficie del suolo era asciutta. 14Nel vita dell'uomo all'uomo, a ognuno di suo
secondo mese, il ventisette del mese, tutta la fratello.
terra fu asciutta. 6Chi sparge il sangue dell'uomo
15Dio ordinò a Noè: 16"Esci dall'arca tu e tua dall'uomo il suo sangue sarà sparso,
moglie, i tuoi figli e le mogli dei tuoi figli con perché ad immagine di Dio
te. 17Tutti gli animali d'ogni specie che hai Egli ha fatto l'uomo.

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Il Mito del Diluvio
di Antonio Soldani

7E voi, siate fecondi e moltiplicatevi, 17Disse Dio a Noè: "Questo è il segno


siate numerosi sulla terra e dominatela". dell'alleanza che io ho stabilito tra me e ogni
8Dio disse a Noè e ai sui figli con lui: carne che è sulla terra".
9"Quanto a me, ecco io stabilisco la mia 18I figli di Noè che uscirono dall'arca furono
alleanza coni vostri discendenti dopo di voi; Sem, Cam e Iafet; Cam è il padre di Canaan.
10con ogni essere vivente che è con voi, 19Questi tre sono i figli di Noè e da questi fu
uccelli, bestiame e bestie selvatiche, con tutti popolata tutta la terra.
gli animali che sono usciti dall'arca. 11Io 20Ora Noè, coltivatore della terra, cominciò a
stabilisco la mia alleanza con voi: non sarà piantare una vigna. 21Avendo bevuto il vino,
più distrutto nessun vivente dalle acque del si ubriacò e giacque scoperto all'interno della
diluvio, né più il diluvio devasterà la terra". sua tenda. 22Cam, padre di Canaan, vide il
12Dio disse: padre scoperto e raccontò la cosa ai due
"Questo è il segno dell'alleanza, fratelli che stavano fuori. 23Allora Sem e Iafet
che io pongo tra me e voi presero il mantello, se lo misero tutti e due
e tra ogni essere vivente che è con voi sulle spalle e, camminando a ritroso,
per le generazioni eterne. coprirono il padre scoperto; avendo rivolto la
13Il mio arco pongo sulle nubi faccia indietro, non videro il padre scoperto.
ed esso sarà il segno dell'alleanza 24Quando Noè si fu risvegliato dall'ebbrezza,
tra me e la terra. seppe quanto gli aveva fatto il figlio minore;
14Quando radunerò le nubi sulla terra 25allora disse:
e apparirà l'arco sulle nubi "Sia maledetto Canaan!
15ricorderò la mia alleanza Schiavo degli schiavi
che è tra me e voi sarà per i suoi fratelli!".
e tra ogni essere che vive in ogni carne 26Disse poi:
e non ci saranno più le acque "Benedetto il Signore, Dio di Sem,
per il diluvio, per distruggere ogni carne. Canaan sia suo schiavo!
16L'arco sarà sulle nubi 27 Dio dilati Iafet
e io lo guarderò per ricordare l'alleanza e questi dimori nelle tende di Sem,
eterna Canaan sia suo schiavo!".
tra Dio e ogni essere che vive in ogni carne 28Noè visse, dopo il diluvio,
che è sulla terra". trecentocinquanta anni. L'intera vita di Noè fu
di novecentocinquanta anni, poi morì.

GLI APOCRIFI
Testi dell'Antico Testamento ai quali fu negato il riconoscimento della canonicità nonostante si
appellassero, per ottenere maggiore credibilità, alle più importanti personalità del passato, da
Enoc a Giobbe fino ad arrivare ad Adamo ed Eva. La maggior parte di questi apocrifi proviene dal
periodo compreso tra il 300a.C. al 100a.C. e da questi sono estrapolati 3 miti del diluvio: il primo
da "LA CAVERNA DEL TESORO" il secondo da " IL LIBRO DEI GIUBILEI" il terzo da "IL LIBRO ETIOPICO
DI ENOC".

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Il Mito del Diluvio
di Antonio Soldani

LA CAVERNA DEL TESORO

... Di tutti i figli di Seth restavano solo


scelse una moglie per loro tra le figlie di
metusala. Lamech visse seicentosettanta anni
questi tre patriarchi sulla montagna del e morì mentre suo padre Metusala era ancora
trionfo: Metusala, Lamech e Noè. Tutti gli in vita, quattordici anni prima del diluvio, il
altri se ne erano scesi nell’accampamento di ventuno Elul, un giovedì nel sessantottesimo
figli di Caino. Quando Noè vide quanto era anno della vita di Sem, il primogenito di Noè.
grande il peccato della sua stirpe, conservò la Lo unse allora il suo primogenito, Noè e lo
sua anima in verginità per cinquecento anni. seppellì suo padre Metusala. Lo seppellirono
Poi Dio gli parlò e gli disse: “ Sposa Haikal, la nella caverna del tesoro e lo piansero
figlia di Namos e nipote di Enoc, il fratello di quaranta giorni.....(Raccomandazioni di
Metusala!” E Dio gli presentò la rivelazione Metusala prima di morire)....Ascolta Noè, tu
sul diluvio, che intendeva provocare. E Dio gli benedetto del Signore! Ora io lascio questo
parlò e disse:” Fra centotrenta anni, scatenerò mondo come tutti i miei padri. Quindi solo
un diluvio. Costruisci un’arca per la salvezza voi sarete salvati, tu, i tuoi figli, la tua mogli e
dei figli della tua casa! Ma costruiscila giù le loro mogli. Fai tutto quello che io oggi ti
nell’accampamento dei figli di Caino!Il legno avrò richiesto. Dio provocherà un diluvio. Ma
dovrà provenire dal Monte santo. Dovrà quando sarò morto, ungi le mie spoglie e
essere costruita nel modo seguente; la sua seppelliscimi nella caverna del tesoro, presso
lunghezza di trecento braccia, delle tue i miei padri. Prendi tua moglie, i tuoi figli e le
braccia, la sua larghezza di cinquanta braccia mogli dei tuoi figli e discendi da questo
e la sua altezza di trenta braccia! Sopra monte santo. Prendi con te le spoglie del
dovrai togliere un braccio. Vi farai tre stanze, nostro padre Adamo e queste tre offerte: oro,
quella inferiore per il bestiame d’allevamento mirra e incenso, e colloca le spoglie di
e per quello selvatico, quella intermedia per Adamo nel mezzo dell’arca e le offerte sopra
gli uccelli e in quella superiore dimorerai tu di lui. Tu starai con i tuoi figli nella zona
con i figli della tua casa. Costruisci anche una orientale dell’arca, tua moglie con le mogli
camera per gli attrezzi e una per le vivande. dei tuoi figli in quella occidentale. Le vostre
Fatti anche una campana di ebano, che non mogli non vi dovranno raggiungere, ne voi
sia tarlato. La sua lunghezza sia di tre braccia loro. Voi non dovete bere , nè mangiare con
e la sua larghezza uno e mezzo. Da essa esca loro e nemmeno accoppiarvi fino a che non
un batacchio. la suonerai tre volte al giorno, abbandonerete l’arca. Poichè questa stirpe ha
una volta al mattino, affinchè i lavoratori si provocato l’ira di Dio e non si è dimostrata
raccolgano per la costruzione dell’arca, una degna di restare ospite del Paradiso e di
volta a mezzogiorno, perchè pranzino, e una cantare le lodi insieme agli Angeli. Ma una
volta la sera perchè si concedano il riposo. volta che sia defluita l’acqua del diluvio,
Quando suonerai, essi udranno il suono delle abbandonate l’arca e dimorate in quella
campane e ti chiederanno: “Che cosa hai terra...Poi Noè entrò nell’arca e depose le
fatto?” e tu risponderai: “Dio farà venire spoglie di Adamo nel mezzo, e le offerte
un’inondazione”. E Noè fece quanto il Signore sopra di esse. L’anno nel quale Noè entrò
aveva comandato. Nel giro di cento anni nell’arca si compiva il secondo millennio, che
nacquero tre figli: Sem, Cam e Jafet, ed egli a partire dalla discesa di Adamo giungeva

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Il Mito del Diluvio
di Antonio Soldani

sino al diluvio, come ci hanno tramandato i la misura dello spirito. I flutti circondarono
settanta saggi....Un venerdì, il settimo giorno l’arca e l’acqua la sollevò finchè giunse ai
del mese benedetto di Ijjiar, Noè entrò confini del Paradiso. Quando i flutti furono
nell’arca. Il mattino del venerdì gli animali benedetti e purificati da Paradiso, si volsero
selvatici e il bestiame da allevamento indietro, baciarono le rocce del Paradiso e si
entrarono nella parte inferiore, a accinsero alla devastazione di tutta ala terra.
mezzogiorno gli uccelli e tutti i vermi in E l’arca volava sulle ali del vento sopra i flutti,
quella intermedia e a sera Noè con i suoi figli da est a ovest e da nord a sud, descrivendo
nella zona orientale dell’arca, mentre sua così una croce sulle acque. L’arca corse per
moglie e le mogli dei suoi figli in quella centocinquanta giorni sulle acque, giungendo
occidentale. Le spoglie di Adamo furono infine in una zona calma, nel settimo mese,
poste nel mezzo, poichè rappresentano i cioè il diciassette Tishri, sul monte Kardo.
misteri della chiesa... . Quando Noè fu Allora Dio comandò alle acque di dividersi, e
entrato nell’arca, il diciassette Ijjiar, a sera, le acque superiori tornarono nella loro sede
furono serrate le porte dell’arca. E Noè si in alto, nel cielo, da dove erano venute. Le
ritrovò con i suoi figli in una triste prigionia. acque che erano salite da sotto, dalla terra,
Quando furono serate le porte dell’arca, si ritornarono giù negli abissi sotterranei, e
aprirono le cateratte dl cielo, si spalancarono quelle dell’oceano ritornarono ad esso. Sulla
gli abissi e le masse dell’oceano, terra restarono solo le acque che le erano
dell’immenso mare che circonda la terra. state assegnate fin dall’inizio per le sue
Quando si aprirono le cateratte del cielo e si necessità. Esse continuarono a calare fino al
spalancarono gli abissi della terra, fu lasciato decimo mese, Shebat. Il primo giorno di
libero corso ai venti le tempeste infuriarono e Shebat, tornarono visibili le cime delle più
l’oceano si gonfiò e cominciò l’inondazione. alte montagne, e dopo quaranta giorni, il
Allora i figli di Seth, macchiati dall’impurità dieci di Adar, Noè aprì la finestra orientale
della lussuria, corsero all’arca e pregarono dell’arca e mandò fuori un corvo, che gli
Noè di aprire loro le porte dell’arca. E quando portasse notizie. Quello volò via e non ritornò
videro le masse d’acqua che li circondavano e più indietro.Quando l’acqua fu ancora un po’
li sommergevano da ogni lato, furono presi diminuita sulla terra, egli fece uscire una
dall’angoscia e cercarono di risalire sul colomba, ma essa non trovò nessun luogo
monte del paradiso, ma non ci riuscirono. dove fermarsi e tornò indietro nell’arca. Dopo
L’arca invece era ben chiusa e sigillata, e in sette giorni, egli fece di nuovo uscire la
cima al tetto stava l’angelo del Signore come colomba, ed essa tornò di nuovo indietro, ma
un nocchiero. Quando i flutti cominciarono a nel suo becco reggeva un ramoscello
mugghiare intorno alla gente, e questa iniziò d’olivo....Nel seicentesimo anno della vita di
ad annegare nella terribile e ribollente massa Noè, il primo di Nisan, l’acqua cominciò ad
d’acqua, si adempivano su di loro le parole di asciugarsi sulla superficie di tutta la terra. Il
Davide.....L’arca fu sollevata da terra dalla secondo mese il diciassette Ijjiar, in una
grande forza dell’acqua. Tutti gli animali santa Domenica, avvenne l’uscita dall’arca.
annegarono, così come gli animali selvatici e Uscirono fuori lui,, sua moglie ei suoi figli
gli uccelli, il bestiame ei vermi, proprio tutto con le loro mogli. Quando erano entrati
quello che c’era sulla terra. E l’acqua del nell’arca si erano divisi, Noè con i suoi figli,
diluvio crebbe superando le cime delle più sua moglie con le mogli dei suoi figli. E gli
alte montagne, venticinque braccia secondo uomini non conobbero le mogli, finchè non

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Il Mito del Diluvio
di Antonio Soldani

lasciarono l’arca. In questo giorno uscirono Noè costruì un altare e, sopra di esso,
dall’arca tutti gli animali selvatici, il bestiame, presentò al Signore un a offerta di animali e
tutti gli uccelli e i vermi. Dopo che ebbero di uccelli puri. E Dio fu placato dall’offerta di
abbandonato l’arca, Noè intraprese la Noè. Dunque strinse con lui un patto eterno e
bonifica della terra. Costruirono anche una disse:”Non permetterò mai più che si verifichi
città e la chiamarono Temanon a causa degli un diluvio”.
otto uomini che erano usciti dall’arca. Quindi

IL LIBRO DEI GIUBILEI


... E nel venticinquesimo giubileo Noè si
ciò che c’è sulla terraferma, dagli uomini al
bestiame, agli animali selvatici, agli uccelli a
prese in moglie una donna di nome Esmara, tutto ciò che vive sulla terra...E comandò a
figlia di Rakeel, figlia della sorella di suo Noè di costruirsi un’arca, perchè lo salvasse
padre nel primo anno nella quinta settimana dall’acqua del diluvio. E Noè si costruì
di anni, e nel terzo anno gli generò Sem, e un’arca proprio come gli aveva comandato,
nel quinto anno gli generò Cam, e nel primo ventiseiesimo giubileo di anni nella quinta
anno della sesta settimana di anni gli generò settimana di anni, nel suo quinto anno. E vi
Jafet....E quando i figli degli uomini entrò nel sesto anno, nel secondo mese, alla
cominciarono a moltiplicarsi sulla terra, e luna nuova del secondo mese fino al
furono loro generate delle figlie, avvenne che sedicesimo giorno, vi entrarono lui e tutto
gli angeli di Dio le videro, in un anno di quello che noi conducemmo nell’arca, e Dio
questo giubileo, (e si accorsero) che erano la chiuse dall’esterno la sera del
belle a vedersi. E se ne scelsero alcune tra le ventisettesimo giorno. E Dio aprì le sette
loro mogli e queste generarono loro dei figli, serrande del cielo e le bocche del profondo
e costoro furono i giganti. E la violenza abisso, sette bocche. E le serrande
crebbe sulla terra, e ogni carne corruppe il incominciarono a riversare acqua dal cielo
suo cammino, dagli uomini al bestiame agli per quaranta giorni e quaranta notti, e anche
animali selvatici, agli uccelli a tutti coloro che le fonti dell’abisso fecero sgorgare acqua,
camminano sulla terra. Tutti corruppero il fino a che l’intero mondo fu pieno d’acqua. E
loro cammino e i loro costumi e l’acqua salì sulla terra; l’acqua si sollevò
cominciarono divorarsi gli uni con gli altri, e quindici braccia sopra le più alte montagne, e
la violenza crebbe sulla terra, e tutti i pensieri l’arca si sollevò sulla terra e navigò sulla
della conoscenza di tutti gli uomini erano superficie delle acque. E le acque restarono
malvagi tutti i giorni. E Dio vide la terra, ecco sulla superficie della terra per cinque mesi,
era corrotta, e ogni carne aveva corrotto i centocinquanta giorni. E l’arca navigò su di
propri costumi, e tutti agivano loro e si fermò sulla cima del Lubar, uno dei
malvagiamente di fronte ai suoi occhi, tutto monti dell’Ararat. E nel quarto mese si
quello che c’era sulla terra. Ed egli disse:” richiusero le sorgenti del grande abisso, e si
Voglio eliminare gli uomini ed ogni carne richiusero le serrande del cielo, e alla luna
sulla superficie della terra”, che ho creato. E nuova del settimo mese tutte le bocche delle
solo Noè aveva trovato grazia agli occhi di profondità della terra si aprirono e le acque
Dio... E dio disse che avrebbe eliminato tutto cominciarono a discendere nelle profondità. E

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Il Mito del Diluvio
di Antonio Soldani

alla luna nuova del decimo mese riapparvero prese un vitello e un ariete e un agnello e
le cime dei monti, e alla luna nuova del primo capre e sale e una tortora e una giovane
mese ricomparve la terra. E le acque si colomba e offrì un olocausto sull’altare e offrì
dileguarono dalla terra nella quinta settimana una libazione, cotta nell’olio e fece
di anni, nel settimo anno, e nel sedicesimo un’aspersione con vino e ricoprì tutto con
giorno del secondo mese la terra fu asciutta. incenso e fece salire un buon aroma gradito a
E nel ventisettesimo giorno aprì l’arca e fece Dio. E Dio sentì il buon aroma e concluse con
uscire gli animali selvatici e il bestiame e gli lui un’alleanza, perchè non ci fosse più un
uccelli e quanto si muove...E alla luna nuova diluvio, che devastasse la terra....Ed Egli
del terzo mese uscì dalla cassa e costruì un diede a Noè e ai suoi figli un segno, che non
altare su un monte. E fece espiazione per la ci sarebbe mai più stato un diluvio sulla terra.
terra e prese un montone ed espiò col suo Pose il suo arcobaleno fra le nuvole come
sangue tutte le colpe della terra; poichè tutto segno dell’alleanza eterna, che non ci
quello che esisteva su di essa era stato sarebbe mai più stato un diluvio sulla terra
annientato, eccetto coloro che erano nell’arca per la sua distruzione, per tutti i giorni della
con Noè. E presentò il suo grasso sull’altare e terra...

IL LIBRO ETIOPICO DI ENOC


I
... n quei giorni Noè vide che la terra si era
metallo malleabile. Poichè piombo e stagno
non si ricavano dalla terra come il primo; c’è
inclinata e che la sua rovina era vicina. Mosse una fonte che li genera, e un angelo sta in
allora da là i suoi passi, sino ai confini della essa e quest’angelo è eccellente”. Allora il
terra e gridò al suo avo Enoc. Per tre volte mio avo mi prese per mano, mi risollevò e mi
Noè disse con voce addolorata:” Ascoltami, disse:” Và! Ho interrogato il Signore degli
ascoltami, ascoltami!”.Egli gli chiese; “ spiriti al proposito di questo terremoto. Mi ha
Dimmi, che cosa è successo alla terra, che è detto: a causa della loro ingiustizia è stato
tanto stanca e sconvolta? Che non debba decretato questo giudizio definitivo sui
anch’io morire con essa!” E immediatamente peccatori, e non calcolo più i mesi in cui essi
ebbe luogo un forte terremoto; una voce si hanno ricercato e hanno potuto apprendere
fece udire dal cielo, e io caddi sulla mia che la terra con i suoi abitanti sarebbe stata
faccia. Venne allora il mio avo Enoc, si distrutta. Per essi non è possibile nessuno
accostò a me e mi disse:” Perchè sei tanto scampo per l’eternità, perchè gli angeli
triste ed hai gridato verso di me con voce hanno insegnato loro i segreti, ed essi
piangente?” Dal cospetto del Signore è sortito saranno giudicati. Ma per quanto ti riguarda
un ordine riguardante coloro che abitano la figlio mio, il Signore degli spiriti sa che tu sei
terra ferma. Questa sarà la loro fine, perchè puro e innocente in relazione a quest’accusa
conoscono tutti i segreti degli angeli e la riguardante i segreti svelati. Egli ha
violenza di Satana, e tutte le potenze segrete assegnato un’eterna durata al tuo nome tra i
e tutta la potenza di coloro che fondono santi; ti conserverà tra gli abitanti della terra
immagini di metallo per tutta la terra; e ferma, ha stabilito per i tuoi discendenti che
anche come si estragga l’argento dalla dominino nella giustizia destinandoli ad una
polvere della terra e si ricavi dalla terra il grande gloria. e dal loro seme sorgerà una

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Il Mito del Diluvio
di Antonio Soldani

fonte di innumerevoli giusti e santi per comportamento senza macchia, un


sempre”....Poi Enoc mi mostrò gli angeli del comportamento improntato ad amore e
castigo, che sono gia preparati a venire e a giustizia. Ora gli angeli innalzeranno una
sciogliere tutte le forze delle acque costruzione di legno, e quando essi avranno
sotterranee, per portare il giudizio e la compiuto quel lavoro, io porrò su di esso la
distruzione su tutti coloro che abitano e mia mano e lo proteggerò. Nè sorgerà un
stanno sulla terra ferma.Il Signore degli spiriti seme di vita, la terra muterà e non resterà
diede agli angeli che uscivano l’ordine di non senza uomini. Assegnerò un’eterna durata
sollevare le loro mani, ma di attendere, alla tua discendenza di fronte a me, e non
poichè quegli angeli erano preposti alla forza coltiverò più il progetto di distruggere coloro
delle acque. Allora io mi allontanai dal che abitano presso di te sulla superficie della
cospetto di Enoc....In quei giorni la parola di terra; la tua discendenza sarà invece
Dio mi raggiunse e mi disse:”Noè, ecco il tuo benedetta e si moltiplicherà sulla terra nel
comportamento è giunto dinanzi a me, un nome del Signore”...

IL MITO GRECO DEL DILUVIO


“ DEUCALIONE E PIRRA “
Il racconto del diluvio ha trovato una sua sulle sue ali madide, col volto terribile avvolto
di caligine nera come pece: la barba è greve
particolare collocazione anche nella mitologia di nembi, grondano d'acqua i bianchi capelli,
greca; Un giorno Zeus, (Quando Zeus volle far sulla fronte si stendono nebbie, sgocciolano
scomparire la stirpe dell’età del bronzo) le penne e le vesti; e a un tratto preme con
circondato dagli altri dei, guardando vasto gesto le nuvole sospese nell'aria:
sdegnato l'empie dei mortali, disse di volerli echeggia un gran tuono, e fitta pioggia
distruggere. E gia si accingeva a spargere scroscia giù dal cielo. Ammantata di vari
fulmini su tutta la terra; ma gli venne il colori, Iride, messaggera di Era, attinge acqua
timore che l'etere sacro potesse incendiarsi, e apporta alimento alle nuvole. Le messi sono
con tutto quel fuoco, e che potesse ardere il travolte,il contadino piange vedendo stese al
lungo asse del mondo. Si ricordò che anche suolo le sue speranze e distrutta tutta la
nel destino era scritto che un tempo sarebbe fatica di una lunga annata. Ma Zeus, nella sua
venuto in cui il mare sarebbe arso, sarebbe ira, non si accontenta dei mezzi del cielo, suo
arsa la terra, travolgendo la reggia del cielo, regno. Nettuno, il suo azzurro fratello, gli
e la mole faticosa del mondo avrebbe presta man forte con altra acqua. Questi
vacillato. Le armi fabbricate dalle mani dei convoca i fiumi, di cui è signore, e non
Ciclopi vengono allora riposte; si decide una appena essi si presentano alla sua reggia,
pena diversa: distruggere il genere umano dice loro di spandere ovunque tutte le loro
con l'acqua, rovesciando pioggia da tutto il acque. Così ordina, e quelli tornano alle loro
cielo. Gli uomini consapevoli cominciarono a case e spalancano le bocche delle sorgenti e
fare riti e preghiere, ma il dio non li ascoltò. si precipitano a corsa sfrenata verso il mare.
Subito rinchiude negli antri di Eolo Aquilone, Lui, il dio, percuote la terra col suo tridente, e
e ogni altro vento che disperda gli ammassi la terra trema, e le scosse spianano la via alle
di nubi. Libera invece Noto che vola fuori
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Il Mito del Diluvio
di Antonio Soldani

acque.Traboccando i fiumi si gettano Pirra, figlia di Epimèteo e Pandora, la prima


nell'aperta campagna , e travolgono sementi donna che gli dei generarono,....su
e piante,e greggi e uomini e abitazioni , e suggerimento di Promèteo, Deucalione,
portano via cappelle e sacri arredi.Anche se costruita una barca e messo in essa il
qualche casa rimane e riesce a reggere a necessario per vivere, vi si imbarcò con Pirra.)
tanta furia senza crollare, le acque la esseri onesti e benvoluti dagli dei, si
superano e sommergano il tetto, e le torri salvarono riparandosi in un'arca e salvarono
non si vedono più, premute sotto i gorghi. E coppie di animali. La stragrande maggioranza
ormai non c'e' più differenza tra mare e degli uomini è portata via dalle onde; quelli
terraferma.Tutto e' ormai mare, un mare risparmiati dalle onde, li doma, mancando il
senza sponde.(Zeus allora, riversata dal cielo cibo, il lungo digiuno.La Fòcide separa la
abbondante pioggia, sommerse la maggior regione degli Aoni dalla regione dell'Eta.
parte della Grecia, così che morirono tutti gli Terra ferace, finchè era stata terra, ma, in
uomini, tranne pochi che insieme si quel momento, parte di mare e vasta distesa
rifugiarono sugli alti monti vicini. Allora i di acque cresciute all'improvviso. Lì un monte
monti della Tessaglia si aprirono separandosi si leva altissimo con due cime verso le stelle:
e le regioni al di fuori dell'Istmo e del si chiama Parnaso, e le sue vette sovrastano
Peloponneso si mescolarono insieme tutte le nuvole. Fu in questo luogo (l'unico non
quante). Uno si ritira sopra un'altura ,un sommerso) che Deucalione approdò con
altro, seduto in una barca adunca, rema, sul l'arca insieme alla sua compagna di letto, e
punto dove poco prima arava; quello naviga subito si misero insieme a pregare le ninfe
sopra i campi di grano o sopra il tetto della della grotta Coricia e le divinità della
villa sommersa, questo afferra un pesce in montagna e Temi, la dea che predice il
cima a un olmo. Secondo il caso, l'ancora si destino e che era a quel tempo signora
conficca in un verde prato oppure la carena dell'oracolo. Mai ci fu uomo più buono di lui
sfiora il disopra di una vigna, e dove prima e più amante della giustizia,mai ci fu donna
brucavano l'erba le gracili caprette, ora più timorata di lei. E Zeus,quando vide il
depongono il loro corpo le tozze foche. mondo allagato, ridotto a una palude
Stupite contemplano le Nerèidi sott'acqua i stagnante, quando vide che di tante migliaia
boschi e le città con le case, e i delfini si di uomini che c'erano poco prima non erano
aggirano per le selve e urtano contro gli alti scampati che quelli, due esseri innocenti, due
rami, percuotono e squassano le querce. esseri devoti, squarciò la cappa di nubi e,
Nuota il lupo tra le pecore, la corrente dispersi i nembi con Aquilone, rimostrò al
trascina i leoni, trascina le tigri, e al cinghiale cielo la terra, e alla terra il cielo.
travolto a nulla più serve la forza fulminea, a
nulla più servono al cervo le zampe veloci, e "Si rabboniscono l'onde marine
dopo avere a lungo cercato una terra su cui e riposto il tridente
posarsi, stancatesi le ali, l'uccello sperso l'acque accarezza Nettuno
precipita in mare. L'immenso gonfiarsi del chiamando l'azzurro Tritone,
mare ha ormai coperto le alture, e i flutti - che sopra il mare sporgeva col busto
cosa mai vista- si frangono contro le vette coperte le spalle delle conchiglie native,
dei monti. A Ftia Deucalione e Pirra, e gl'impone che suoni la tromba
(Deucalione fu figlio di Promèteo. Questi, che e che, dando il segnale, finalmente richiami
regnava sulle regioni intorno a Ftia, sposò i torrenti ed il mare;

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Il Mito del Diluvio
di Antonio Soldani

prende Tritone il concavo strumento spoglie, reggendo ancora sui rami residui di
che si allarga a spirale, fango). Il mondo era tornato come prima. E
e che stando nel mezzo dei flutti Deucalione, quando lo vide deserto, con i
riempie del suono le spiagge giacenti profondi silenzi che regnavano sulle distese
dove il mattino si leva e la sera nascondesi il desolate, così parlò a Pirra, con gli occhi
sole: inumiditi di lacrime: "Sorella mia, moglie mia,
toccò la conchiglia le labbra del nume unica donna superstite, a cui mi hanno unito
e sonò, come volle Nettuno; dapprima la comunanza di stirpe e il fatto
la ritirata fu udita dall'onde marine e che siamo cugini, poi mi hanno unito le
terrestri;. nozze ed ora mi unisce il pericolo stesso, di
e quante udiron l'invito tutte le terre che si stendono da levante a
costrinse a tornare nel letto; ponente noi due siamo tutta la popolazione:il
diminuiscono i fiumi, resto se l'e' preso il mare. E ancora non
si vedono emergere i colli, possiamo stare del tutto tranquilli per la
cingono il mare le spiagge, nostra vita . Ancora mi offusca la mente la
ritornano i rivi pur gonfi visione di quelle nuvole spaventose. In che
dentro nei letti, la terra rinasce stato d'animo saresti ora, poverina, se fossi
e, abbassandosi l'acque, scampata alla morte senza neppure me?
sorgono i campi e si mostran Come riusciresti da sola a sopportare la
le cime nude dei boschi paura? Con chi potresti sfogare il tuo dolore?
coi rami che son coperti di fango". Io, credimi, se il mare avesse inghiottito
anche te, ti avrei seguito, moglie mia, e il
(Cesso' anche la furia del mare. Deposta la mare avrebbe inghiottito anche me. Oh se
sua arma a tre punte, il dio delle acque avessi la dote di mio padre, di plasmare della
rabbonì le onde e chiamò l'azzurro Tritone - terra e infondervi la vita, e potessi rifare i
che sporge fuori dai gorghi con le spalle popoli! Ora il genere umano è ridotto a noi
incrostate di conchiglie- e gli ordinò di due, così è parso agli dei, e noi siamo gli
soffiare nella bùccina sonora per far rientrare ultimi esemplari". Così disse, e piangevano.
ormai, con quel segnale, i flutti e i fiumi. E Decisero di pregare la potenza celeste e di
Tritone prese la sua bùccina cava e ritorta, chiedere aiuto al sacro oracolo. Subito si
che dalla punta si allarga in su a spirale , la accostarono entrambi alla corrente del
bùccina che, quando le si dà fiato in mezzo al Cefìso, non ancora limpida, ma che già filava
mare, riempie del suo rimbombo le coste a nel suo letto usuale. Attinsero dell'acqua, si
levante e a ponente. Anche allora, come egli spruzzarono le vesti e il capo, e quindi
la portò alla bocca imperlata di gocce tra la volsero il passo verso il tempio della santa
barba bagnata e vi soffiò dentro suonando, Temi. Il tetto era sporco di pallido muschio,
come ordinato, la ritirata, la udirono tutte le non c'era fiamma sugli altari.Come giunsero
acque della terraferma e del mare e tutte, ai gradini del tempio, ambedue si buttarono
uditala, rientrarono ubbidienti. I fiumi calano in ginocchio chinandosi fino a terra,
e si vedono rispuntare i colli, il mare baciarono pieni di timore la gelida pietra e
riacquista un lido, i letti riaccolgono i fiumi , dissero:"Se alle giuste preghiere le divinità si
anche se gonfi; la terra emerge, ricrescono i rabboniscono, se l'ira degli dei si placa, dicci,
luoghi col decrescere delle acque, e dopo la o Temi, con quale mezzo si può rimediare
lunga notte i boschi mostrano le loro cime alla rovina della nostra specie, e soccorri, o

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Il Mito del Diluvio
di Antonio Soldani

mitissima, il mondo sommerso". La dea si Pirra ruppe per prima il silenzio dicendo che
commosse e dette questo responso: si rifiutava di ubbidire e pregando con voce
tremante la dea di perdonarla , ma aveva
"Di qui andate, la testa ricoprite, paura di offendere l'ombra di sua madre, a
sciogliete le vesti e gettatevi l'ossa disperderne le ossa. E continuarono a
della gran madre di dietro la schiena; ripetersi dentro di sé le parole del responso,
stupirono a lungo finché Pirra oscure, tenebrose, e a rimuginarvi sopra.Ma a
rompendo per prima il silenzio un tratto Deucalione, figlio di Prometeo, fece
ricusa obbedienza alla diva alla figlia di Epimeteo questo consolante
e domanda con timidi accenti discorso:" Forse m' inganno, ma forse ho
che la perdoni, e paventa, capito e il responso non è empio e non ci
gettando quell'ossa, insultare esorta a nessun sacrilegio. La grande madre è
l'ombra materna; la terra; per ossa, penso, vanno intese le
frattanto ripetono seco il responso pietre, che stanno nel corpo della terra: sono
scuro pel vel che l'avvolge queste che noi dobbiamo gettarci dietro le
e lo vanno tra sé meditando. spalle "). La figlia del Titano rimase scossa
Deucalione consola con dolci parole dall'interpretazione del marito; eppure non
la moglie: o m'inganna la mente osavano sperare, tanto ambedue trovavano
0 l'oracolo è santo, soggiunge, incredibile il consiglio divino. Ma che male
nè consiglia cose empie: c'era a tentare? S'incamminarono e si
la terra, la terra è la madre! velarono il capo e si slacciarono le vesti, e
credo che i sassi si dicano lanciarono all'indietro dei sassi, ubbidendo al
l'ossa del corpo terrestre: responso, sulle proprie orme. I sassi - chi lo
ci si comanda che i sassi crederebbe se non lo attestasse una
si lancino dietro la schiena. tradizione così veneranda?- cominciarono a
perdere la loro fredda durezza, ad
("Andando via dal tempio velatevi il capo e ammorbidirsi a poco a poco. I sassi gettati da
slacciatevi le vesti e gettatevi dietro le spalle Deucalione divennero uomini, quelli di Pirra
le ossa della grande madre". Rimasero per donne. E la terra fu ripopolata.
lungo tempo ammutoliti dallo stupore. Poi

IL MITO EGIZIO
Il testo scritto del diluvio egizio fu inciso in malvagi pensieri contro Ra. Quanto a Sua
Maestà (vita, prosperità e salute!), omai si era
alcune tombe reali della XIX dinastia (1320- fatto vecchio. Aveva le ossa d'argento, la
1205 a.C). Ciononostante la lingua in cui il carne d'oro, e i capelli di vero lapislazzulo. E
mito è redatto fa pensare ad un originale sua maestà scorse i pensieri che l'uomo
molto più antico.La storia incomincia in progettava contro di lui. E Sua Maestà (vita,
questo modo: "Tutto accadde dopo che Ra, prosperità e salute!) disse agli dei che erano
che si era posto in essere da solo, ebbe fra il suo seguito: "Venite, prendete per me il
stabilito la propria sovranità sia sugli uomini mio Occhio, e anche Shu, Tefnut, e Geb,
che sugli dei. A un certo punto l'uomo covò insieme ai Padri e alle Madri che erano con

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Il Mito del Diluvio
di Antonio Soldani

me quando ero ancora in Nun, le Acque perché tu hai fatto quello per cui ti avevo
Primeve, insieme al mio dio Nun, che porterà mandata!". Allora questa dea disse: "Poiché tu
con sé i suoi cortigiani. Tu li guiderai con vivi per me, ho trionfato sull'uomo, e il mio
prudenza; in modo che l'uomo non veda, che cuore ne gioisce!". E la Maestà di Ra disse:
i loro cuori non si risveglino! Verrai con loro "Nel ridurli, ho trionfato su di loro come re".
al Grande Palazzo, affinché possano darmi il Ecco come venne in essere Sekmet, l'Ebbra
loro consiglio, come hanno fatto sin dal della Notte, per sguazzare nel loro sangue, a
tempo in cui uscii da Nun nel luogo in cui cominciare da Heracleopolis." A questo punto
venni in essere".E così tali dei, quando gli l’umanità sembrava spacciata. Tuttavia Ra
furono condotti davanti, posero le teste a non aveva intenzione di annientare il genere
terra davanti a Sua Maestà, affinché colui che umano. Infatti: "Allora Ra disse: "Presto,
aveva plasmato il genere umano, il Re dei chiamatemi dei messaggeri che corrano
Popoli, potesse pronunciare le proprie parole veloci, capaci di volare come l'ombra di un
davanti al Padre degli dei più antichi. Poi corpo!". E così gli furono condotti
dissero a Sua Maestà: "Parlaci, affinché immediatamente davanti questi messaggeri.
possiamo udire l'accaduto".Allora Ra disse a E la Maestà di questo dio disse: "Scendete a
Nun:"O tu che sei il dio più anziano, in cui io Elefantina e portatemi una gran quantità di
venni in essere, e voi, o dei primevi! ocra rossa". E così gli fu portata questa gran
Osservate gli uomini, che vennero in essere quantità di ocra rossa. E la Maestà di questo
dal mio Occhio! Hanno progettato pensieri grande dio fece macinare questa ocra rossa a
malvagi contro di me. Ditemi che cosa fareste Quello-con-la-ciocca-di-lato-che-è-in-
voi in merito! Badate che sto cercando una Eliopoli. E poi delle giovani schiave pestarono
soluzione, e che non ho intenzione di l'orzo per fare la birra, e aggiunsero questa
sterminarli finché non avrò udito la vostra ocra rossa al beveraggio, che divenne simile
opinione"."Secondo il racconto, l’umanità si a sangue umano. Così furono preparate
sarebbe a tal punto inorgoglita da sfidare il parecchie migliaia di orci di birra. E poi la
dio supremo Ra e meditare qualche cattiva Maestà del Re dell'Alto e del Basso Egitto, Ra,
azione contro di lui." E allora la Maestà di andò con questi dei a vedere questa birra. E a
Nun disse: "O Ra, figlio mio, chi è più grande quel punto, quando la terra si rischiarò
di colui che lo ha plasmato e più antico di all'alba, e per la dea giunse il momento di
colui che lo ha creato, sedendo sul tuo trono! riprendere la carneficina dell'umanità, la
Grande è la paura che incuti quando il tuo Maestà di Ra disse: "Che belli! Con questo
Occhio è contro coloro che hanno tramato sistema proteggerò l'uomo da lei!". Poi Ra
contro di te!". E la Maestà di Ra rispose: disse: "Venite, portate tutto nel luogo in cui
"Ecco, sono scappati nel deserto, perché i la dea ha intenzione di trucidare l'umanità". E
loro cuori sono pieni di paura per quello che la Maestà del Re dell’Alto e del Basso Egitto,
potrei dire loro". E tutti dissero a Sua Maestà: Ra, andò molto presto, mentre era ancora
"Che il tuo Occhio proceda a castigare per te notte fonda, a far versare questo liquido
quelli che tramano con malvagità. Tuttavia, intorpidente. Allora i campi furono ricoperti
l’Occhio non ha in sé un potere sufficiente a per tre palmi del beveraggio grazie al potere
punirli al posto tuo. Che lo si invii come della maestà di questo dio. E quando questa
Hathor!". E così, poi, arrivò questa dea, che dea partì all'alba, trovò il luogo inondato del
trucidò l'umanità nel deserto. E la Maestà di liquido. Ed era splendida in viso a quella
questo dio disse: "Benvenuta, o Hathor, vista. E poi bevve, e le fece bene al cuore.

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Il Mito del Diluvio
di Antonio Soldani

Tornò ubriaca, senza essersi nemmeno fanciulle schiave". Ecco come accadde che da
accorta dell'umanità. Allora la Maestà di Ra quel primo giorno tutta l'umanità affidò la
disse a questa dea: "Due volte Benvenuta in preparazione delle bevande inebrianti alle
pace, o Incantevole! ". Così vennero in essere ragazze schiave." Ra pertanto salvò l’umanità
le Belle di Iamu. Poi la Maestà di Ra disse a mandando un diluvio di birra che fece
questa dea: "Prepara per loro delle bevande ubriacare la dea Sekhmet.
inebrianti nelle feste annuali e affidale alle

IL MITO CINESE
In Cina, si dice che un tempo gli uomini si Then fecero piombare un diluvio sulla terra. I
tre uomini tuttavia costruirono una zattere e
ribellarono agli dei. L’universo allora piombò misero in salvo non solo se stessi ma anche
nel caos e le acque invasero la terra. Il popolo alcune donne e bambini. In questo modo
malese Chewong sostiene che il mondo salvarono l’umanità dall’estinzione. In
subisca, dopo non ben precisati periodi Birmania, una tradizione afferma che due
temporali, una distruzione generale dovuta fratelli si salvarono su una zattera ad un
alle acque. Nel Laos e nella Tailandia immenso diluvio. Nel Vietnam, secondo le
settentrionale, si dice che un tempo un leggende locali, trovarono scampo dalle
popolo chiamato Then viveva in un regno acquee del diluvio solo un fratello e una
superiore, mentre gli inferi erano guidati da sorella. Essi si trovavano all’interno di una
tre grandi uomini saggi. I Then decisero che cassa di legno nella quale c’erano una coppia
le persone avrebbero dovuto donare loro una di ogni specie animale.
parte del proprio cibo. Il popolo si rifiutò e i

I MITI DI VARI PAESI


Gli aborigeni d’Australia delle coste
sopravvissero al disastro solo due uomini che
approdarono nelle isole Samoa.
settentrionali sostengono che un diluvio
distrusse un mondo precedente. Secondo
altri miti di altre tribù australiane, tuttavia, il In Nord America ritroviamo ancora una volta
serpente cosmico Yurlunggur sarebbe il reale tradizioni su un diluvio universale. Gli inuit
responsabile del diluvio. dell’Alaska parlano di un diluvio e di un
terremoto che risparmiarono i pochi che

In Giappone, alcune tradizioni ritengono che fuggirono tramite canoe o scapparono sui
monti. Il popolo Luiseño e quello degli Huroni
la creazione dell’Oceania sarebbe derivata dal raccontano che si abbatté un diluvio su tutta
ritirarsi delle acque di un diluvio. Per di più la terra e solo coloro che si rifugiarono sulle
nelle isole Samoa e nelle isole Hawaii si vette delle montagne si salvarono. I
ricorda un diluvio che distrusse il mondo e Montagnais, gli Irochesi, i Chickasaw e i
quasi tutta l’umanità. Secondo i Samoani, Sioux fanno riferimento al mito del diluvio.

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Il Mito del Diluvio
di Antonio Soldani

In Centro America il mito sul diluvio più disastro, questo essere superiore riorganizzò
i superstiti e alla fine ascese al cielo
famoso è quello contenuto nel codice Latino- divenendo un dio. I Canari dell’Ecuador
Vaticano del popolo degli Aztechi. Si dice parlano di due fratelli scampati al diluvio. Gli
infatti che la prima era della storia del mondo Indios tupinamba del Brasile raccontano che
fu distrutta da un diluvio d’acqua. Il primo l’eroe civilizzatore Monan aveva creato
sole, Matlactili, durò 4008 anni. Gli uomini l’umanità ma distrutto il mondo tramite un
mangiavano mais ed erano giganti. Gli diluvio.
uomini, in seguito al diluvio, si trasformarono
i pesci. Solo una coppia si salvò, Nene e Tata,
che era protetta da un albero. Comunque altri Il Perù e le Ande più in generale sono
affermavano che sette coppie si rifugiarono ricchissimi di miti sul diluvio. Solitamente la
in una caverna e ne uscirono quando le storia è simile per molte popolazioni ed
acquee si ritirarono. Quando la terra venne racconti del Diluvio compaiono dall’inizio dei
ripopolata, questi superstiti vennero tempi, e gia al tempo di Manco Capac, che fu
considerati delle divinità. il primo Inca e dal quale cominciarono ad
essere chiamati,”Figli del Sole”.che essi

Secondo un altro popolo mesoamericano, i avevano piena conoscenza del


Dicono che tutti gli esseri umani e tutte le
Diluvio.

Mechoacanesecs, il dio Tezcatilpoca volle cose create perirono nel diluvio, e che le
distruggere tutta l’umanità con un diluvio e acque erano salite sopra le montagne più alte
salvò solo un uomo di nome Tezpi. del mondo. Nessuna cosa vivente sopravvisse
Quest’ultimo si imbarcò con la sua famiglia e eccetto un uomo e una donna, che rimasero
ogni genere di animali e sementi su un’arca. in una cassa; e quando le acque si
Quando il dio ordinò la fine del diluvio, abbassarono, il vento li trasportò a Guanaco,
l’imbarcazione si arenò su una montagna. che sarà a settanta leghe da Cuzco, più o
Tezpi, per sondare l’abitabilità della terra, meno. Il Creatore di tutte le cose ordinò loro
liberò un avvoltoio che non tornò perché si di restare là come Mitimas, e là a Tiahuanaco
nutriva delle carcasse degli animali. Allora il creatore cominciò a istruire popoli e
vennero liberati molti altri uccelli, dei quali nazioni che stanno in quella regione. Per
tornò solo il colibrì con un ramo nel becco. Il ripopolare la Terra il Creatore prima diede
diluvio era finito. Nel "Popol Vuh" del popolo forma con l’argilla a una persona per ogni
Maya, il Grande Dio volle distruggere nazione; poi diede vita e anima a
l’umanità con un diluvio perché si era ognuno,uomo o donna che fosse, e li mandò
dimenticata di lui. nei luoghi che per ciascuno erano stati
stabiliti sulla Terra. Coloro che non

In America del Sud, i Chibcha della


obbedirono agli ordini riguardanti il culto e il
comportamento furono tramutati in pietre.
Colombia dicono che furono portati alla Secondo un’altra leggenda:…”Dopo che le
civiltà da un certo personaggio barbuto detto acque del diluvio erano ormai scese,un certo
Bochica. Quest’ultimo aveva una moglie uomo comparve nel paese di Tiahuanaco.
invidiosa e cattiva, Chia, che fece piombare Quest’uomo era così potente che divise il
un diluvio sulla terra che distrusse gran parte mondo in quattro parti e le diede a quattro
dell’umanità. Bochica cacciò sua moglie uomini che insignì del titolo di re”. In molte
facendola divenire la luna. Nonostante il

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Il Mito del Diluvio
di Antonio Soldani

versioni si afferma la creazione ad opera di proprio essi vengono salvati dallo stesso
Viracocha. Dengei.

Un mito delle is. Figi narra di due giovani In Cile, gli Araucani e nella terra del Fuoco
che provocano il d. per avere ucciso l'uccello gli Yamana e i Pehuenche ricordano anche
favorito di Dengei, l'Essere Supremo, e poi, essi un diluvio, durante il quale i
mentre tutta l'umanità perisce sotto le acque, sopravvissuti si salvarono su montagne molto
alte.

IL MITO INDIANO
Manù, figlio del dio Sole, stava facendo il nell'oceano. Matsya disse a Manù che tra
qualche anno sarebbe venuto un diluvio.
bagno in riva al fiume. Si trovò nel palmo Suggerì di costruirsi una nave per mettersi in
della mano un pesciolino di nome Matsya. salvo e Matsya promise che sarebbe andato a
Egli provò compassione per lui perché salvarlo. Il giorno arrivò e Matsya venne a
poteva essere mangiato dai più grandi; lo prendere Manù e lo portò in cima ad una
mise in un' anfora di terracotta piena montagna.
d'acqua. Poi crebbe e gli scavò un fossato. In
seguito crebbe maggiormente e lo portò

IL MITO AFRICANO
“ LA DONNA CHE VIVE DI PIOGGIA “
Kapinga non aveva moglie. Un giorno
poi tornò a casa. Quando cominciò a piovere
Kapinga tornò al villaggio di Tumba e
incontrò una donna e la portò a casa. La incontrando gli abitanti chiese di riavere sua
donna non voleva mangiare, perché il marito moglie, ma il padre gli negò il permesso
non sapeva il suo nome. Kapinga girando perché quando era andato al villaggio
incontrò Kakulutu Kamunto che gli disse il durante la siccità, affilando il suo coltello su
nome della moglie cioè Tumba. Kapinga e quel sasso aveva fatto una grossa ferita al
Tumba andarono al villaggio del padre della capo villaggio perché quel sasso era lui.
donna. Arrivati, restarono a lungo. Dopo un Kapinga tornò a casa senza moglie.
po' Kapinga volle tornare a casa e il capo del
villaggio (il padre di Tumba) gli disse di Il matrimonio fra Kapinga e Tumba
ritornare a prendere sua moglie in un giorno rappresenta una forma di alleanza tra uomini
di pioggia. Kapinga acconsentì e dopo tornò e esseri sovraumani. La convivenza in un
a casa. Dopo qualche tempo di siccità il primo momento è difficile, perché Kapinga
marito si diresse al villaggio di sua moglie. non conosce il nome della donna, dopo che
Arrivato non trovò nessuno, ma vide dei lo sa Tumba sembra diventare simile alle
sassi; ne prese uno e affilò il suo coltello e altre donne, ma è solo apparenza.

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Il Mito del Diluvio
di Antonio Soldani

IL DILUVIO DI TAHITI
TAHITI fu una volta sommersa dal mare, secondo mito narra il DILUVIO BIBLICO: si
dice che il Signore, per la crudeltà degli
nell'isola sopravvissero solamente due uomini inondò la terra con un forte
persone e gli animali che essi salvarono; il temporale che durò 100 giorni. Solamente
disastro iniziò con grandi piogge e una una famiglia d'animo gentile si salvò,
tempesta furiosa che fini per travolgere costruendo un'arca spaziosa per rifugiare
l'intera isola. Per salvarsi assieme agli animali ogni specie animale. Quando smise di piovere
i due esseri umani si rifugiarono sul monte cominciarono ad avvistarsi le prime cime dei
più alto PITO-HITI. Finalmente dopo 10 notti monti, fu cosi che la terra ebbe di nuovo la
cessò di piovere e il mare calò, cosi' la vita, VITA.
grazie alla coppia, tornò a fiorire nell'isola. Il

IL DILUVIO NEL MITO BRASILIANO


“ CURT NIMUENDAJE’ “
Il serpente Kane-roti fece il rio Tocantins e il due coniugi cercarono un posto
stabilirsi e lì si accinsero a costruire una
dove

rio Araguaia. Piovve per molti giorni, i corsi fattoria. Un giorno un ragazzo sopravvissuto
d'acqua strariparono; le acque del Tocantis uccise un uccello e lo portò alla madre per
raggiunsero quelle dell'Araguaia. Per 2 giorni cucinarlo. La madre si accorse che il volatile
il mondo fu sommerso. Le Apinaye fuggirono aveva semi di mais nello stomaco e chiese al
dalla Sierra Negra. Una coppia di sposi prese figlio dove l'aveva preso saputa la notizia; la
tre zucche giganti e le riempì di cibo, gente andò alla ricerca del posto; trovata la
soprattutto di cereali; le chiusero, le legarono fattoria, si fermarono fino all autunno per
e aggrappati, si lasciarono portare alla deriva. raccogliere_cibo.
Improvvisamente ritornò a piovere, ma i due
se la cavarono. Quando l'acqua si abbassò i

IL MITO DELL’ALLUVIONE POLINESIANO


Il Nibbio e il Granchio litigano e il primo fora il cranio dell'altro.
Il Granchio per vendicarsi inonda e annega tutti i viventi.
Si salvano però due giovani sposi e gli animali riparatisi sulla loro imbarcazione.

di Antonio Soldani
dariosoldani@interfree.it

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