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ARIE MUSICALI

COMPACT DISC 10
Primo libro

1 Sonetto in stile recitativo


Signor, chora fra gli ostri, hora fra larmi
Movi gara per te fra Palla, e Marte,
E giunto quanto pu natura, ed arte
Contro al gran nome tuo morte disarmi.
Se moli eccelse di superbi marmi
A questa destra humil non lice alzarte,
Humil tributo di devote carte
Ti porgo in voto, e ti consacro i carmi.
Nel picciol dono il grandaffetto mio
Rimira humano, e le primizie accogli
Del pigro ingegno imitator di Dio.
Che tempo fia, chal Trace empio gli orgogli
Tu domerai vittorioso, ed io
Spiegher le tue glorie in mille fogli.

2 Canto in stile recitativo


Degnati gran Fernando,
Tu, che sempre abborristi, e Marsia, e Mida,
Piegar lorecchie, e richiamar dal bando
Bella Virt, che in queste carte annida.
Ascolta il suon gradito,
La fede in questo ancor vien dalludito;
Ma se locchio vi chiede
Anchei qualche contento, qualche parte,
Bene cieco quellhuom choggi non vede
Espresso il tuo valor dentro questarte
Mentre accordi in te stesso
Si ben gli affetti alla ragione appresso,
O beata armonia dun cuor soave,
Che tempra in questa vita
Col dolce dellet del senno grave;
Ma forse hor la mia lingua troppo ardita:
Taccio, ed dir sol prendo
Quel, che da saggio intende,
Che chi quaggi de canti il suono apprezza
Allarmonia del Ciel lanima avvezza.

3 Canto in stile recitativo


Poesia di Girolamo Preti
Ardo, e taccio il mio mal, perchio pavento
Che sio scopro lardor, chentro mi sface,
Foco di sdegno, e non dAmore accenda.
Io temo, io temo Amor, che non offenda
Pi colei che me stesso, il mio tormento,
Che di piacer me forse le spiace,
Ondio sostegno in pace
La guerra, che mi fanno i miei pensieri,
E sio tento formar prieghi, parole,
Fede, e Timor non vuole,
Chio procuri salute, chio la speri:
Moro senza scoprir qual son, qual fui,
E non fuggo il morir, ma lira altrui:
Pur nel silenzio i miei pensieri ascondo;
Vivo penando, e n lagrimar mi sfaccio,
E moro alle speranze, al duol rinasco.
Sol di pensieri, e di sospir mi pasco.
E serbando il mio duol chiuso, e profondo,
Dentro son tutto foco, e fuori un ghiaccio.
Vorrei parlar, ma taccio,
Perchio non s ben dir quel chio vorrei.
Quandio son lungi ardisco, appresso i tremo.
Hor fuggo; hor torno, hor temo
E son morto in me stesso, e vivo in lei,
E divisa da me lanima mia,
Per seguitar altrui se stessa oblia.

5 Canto spirituale in stile recitativo


Poesia di Giovanni Della Casa
Dopo s lungo error, dopo le tante
S gravi offese, ondhai ognor sofferto
Lantico fallo, e lempio mio demerto,
Con la piet delle tue luci sante,
Mira Padre celeste omai con quante
Lagrime te devoto i mi converto,
E spira al viver mio breve, ed incerto,
Grazia, chal buon camin volga le piante:
Mostra glaffanni, il sangue, e i sudor sparsi.
Hor volgon glanni, e laspro tuo dolore
Ai miei pensieri, ad altro oggetti avvezzi.
Raffredda Signor mio quel foco, ondarsi
Col mondo, e consumai la vita, e lhora,
Tu, che contrito cor giamai non sprezzi.

6 Sonetto spirituale. Maddalena alla Croce.


A pi della gran Croce, in cui languiva
Vicino morte il buon Gies spirante,
Scapigliata cos pianger sudiva
La sua fedele addolorata Amante,
E dellhumor, che da begli occhi usciva,
E dellor della chioma ondosa, errante
Non mand mai, da che la vita viva,
Perle, od oro pi bel lIndia lAtlante,
Come far (dicea) lassa, Signor mio,
Puoi senza me quest ultima partita?
Come, morendo tu, viver possio?
Che se morir pur vuoi; lanima unita
Ho teco (il sai mio Redentor, mio Dio)
Per teco haver deggio e morte, e vita.

4 Sonetto spirituale in stile recitativo


Poesia di Francesco della Valle
Dove, dove, Signor, quieto ricetto
fia mai che trovi, ahi, chogni via m chiusa?
Per fuggir lira tua, n giova iscusa,
Chogni cosa palese al tuo cospetto,

7 Aria di Romanesca
Prima parte
Dunque dovr del puro servir mio
Crudel hor riportar tormenti, e pene:

Ci chamico mi di vano diletto,


Fatto hor nemico i miei delitti accusa;
Onde dai suoi piacer lalma delusa
Romper desia latra prigion del petto,

Seconda parte
O tradite speranze, van desio,
Che sepolta nel duol lalma mi tiene.

Fan gli elementi, ove diletti presi


Testimonio appo te del fallir mio,
e contri mi veggio i d mal spesi,
Sol tu sei porto di salute, ondio
Tanto ti pregher, quanto toffesi,
e dovandr, se non te, mio Dio?

Terza parte
Te Amor, te solo hora incolpar deggio,
Che minvoli Tiranno ogni mio bene.

Quarta parte
Te incolpar deggio, che prendi gioco,
Che marda il cor di crudeltade il foco.
8 Aria a voce sola
Prima parte
Se londe, ohime, che da questocchi piovono,
Se i concenti sospir, che dal sen mescono,
Piet non pi de miei martir non trovano,
Ma novella impietade in Filli accrescano.
Seconda parte
Cercher col morir tornar placabile
Lempia, onde lalma, el cor sempre
languiscano:
Ecco il fin pien daffanni, e miserabile,
Cha seguaci dAmore i Fati ordiscano.
Terza parte
Se per amar chi tanto odia il mio vivere
Mortal giel sento, el core ardendo sfacesi,
Ahi ben potrassi al mio sepolcro scrivere,
Questi in premio dAmor sotterra giacesi.

9 Sonetto. Basso solo.


Poesia di Giovan Battista Marino
Donna, siam rei di morte, errasti, errai,
Di perdon non son degni i nostri errori:
Tu, chavventasti in me s fieri ardori:
Io, cha s caro Sol gli occhi levai,
Io, che una fera rigida adorai;
Tu, che fusti sordaspe a miei dolori:
Tu nellire ostinata, io negli amori:
Tu pur troppo sdegnasti, io troppo amai:
Hor la pena laggi nel fiero averno
Pari al fallo naspetta, arder poi
Chi visse in foco, in vivo foco eterno.
Quivi, sAmor fia giusto, ambedue noi
Tra le fiamme dannati havrem linferno:
Tu nel mio cor, ed io negli occhi tuoi.

10 Aria a voce sola


Entro nave dorata
Solchiam Fillide il mare,
Vedi un nembo chappare,
Mira laria infocata:
I venti soffiano,
E londe innalzano,
El gi placido mar divien severo:
Torna, torna indietro Nocchiero.
Filli mia tu paventi,
Lo tuo spirto vien meno,
E stringendomi al seno
Formi languidi accenti:
Tempeste e turbini,
Theti confondono,
E precipita il Ciel converso in onde:
Torna, torna alle sponde.
Filli cor del mio core,
Filli dolce mio bene,
Io nel mar di mie pene
Provo doppio lorrore:
Cielo implacabile,
Nebbia foltissima
Dalla luce del d tutti ne priva:
Torna, torna alla riva.
Ma tue rare bellezze
Scorge il mare adirato,
E gi lascia placato
Sue temute fierezze:
Zeffiri spirano,
Londe sincrespano,
E la luce del Sol pi non si cela:
Spiega, spiega la vela.

11 Aria. Basso solo.


Prima parte
Troppo sotto due stelle alme, e dolcissime,
Sotto un bel crin, sotto un sembiante nobile
Voglie ceonsi, ohim, crude ed asprissime,
E mente sol negli altrui danni immobile.
Seconda parte
Ci ben provio, chinvan sospiro, e dogliomi,
Amante fatto di belt indicibile,
Invan maffliggo, invan di vita spogliomi,
Che pi linaspra ogni mio strazio orribile.

Terza parte
Ed io pi lamo, e mentre gli occhi stillano,
Col pianto lalma, e queste man muccidono,
Fiamme pi vive in me sempre sfavillano,
I miei pensier da lei mai si dividono.

Ahi, che parlo, ahi che vaneggio,


Come pu Licori mia
Esser pia,
Sio nulloso, e nulla chieggio?
Non s forse il grave ardore,
Che minfiamma, e strugge il core.
Ma questocchi quasi spenti
Ponno dirgli i miei martiri,
Dai sospiri
Pu saper mie fiamme ardenti,
E dal pallido sembiante
Pu veder, chio sono amante.

12 Aria a voce sola


Non mi negate, ohim,
Lumi sereni, chio
vi mostri la mia f,
Vi narri il mio Desio;
Mi struggo ardendo,
Vivo piangendo,
E chieggio al mio servir qualche merc.

14 Aria. Tenor solo.


Poesia di Francesco Balducci
Voi partite mio Sole
E porta il vostro lume altrove il giorno;
Chi sar, che console
La mia notte dolente,
Se voi non fate al nostro Ciel ritorno?
O mie speranze spente:
Ahi belle luci, onde ne givo altera,
Come fu lAlba, ohime, vidi la sera.

Penso, chognhor soffr


Foco immortal il seno,
Penso, chin vano un d
Bramai lieto, e sereno;
N volli mai,
Lucidi rai,
Scovrir la fiamma, chil mio cor nutr.
Ma, poi chio sento gi
Ch morte il duol minvita,
Chieggio, chieggio piet,
Chieggio, begli occhi, aita;
Un guardo solo
Temprer il duolo,
Un guardo solo in vita mi terr.

Voi partite mio bene,


E meco in compagnia restano i mali;
Con voi parte la spene
Della sperata gioia,
E lAlma per seguirvi aperto ha lali;
giunto il di, chio moia:
Ahi duro caso, ahi fera dipartita,
Poiche col vostro pi parte la vita.

13 Canto a voce sola


Di Licori un guardo altero,
DovAmor suoi strali indora,
Minnamora,
Benche sia turbato, e fero,
Che faria quando pietoso
Promettesse al cor riposo.

15 Aria
Prima parte
Se lAura spira tutta vezzosa,
La fresca Rosa ridente st,
La siepe ombrosa di bei smeraldi,
Destivi caldi timor non h.

Ma pi sorda, e pi crudele,
Che freddAspe, e Tigre hircana,
Inumana,
Sdegna udir le mie querele,
N rivolge tanto duolo
De begli occhi un giro solo.

Seconda parte
A balli liete venite
Ninfe gradite, fior di belt,
Or, che s chiaro il vago fonte
Dallalto monte al mar sen v.

Terza parte
Suoi dolci versi spiega lAugello
E lArbuscello fiorito st.
Un volto bello allombra accanto
Sol si dia vanto dhaver piet,
Al canto Ninfe ridenti,
Scacciate i venti di crudelt.

16 Aria di passagaglia
Cos mi disprezzate?
Cos voi mi burlate?
Tempo verr, chAmore
Far di vostro core
quel che fate del mio,
Non pi parole, addio.
Datemi pur martiri,
Burlate i miei sospiri
Negatemi mercede,
Oltraggiate mia fede,
Chin voi vedrete poi
Quel che mi fate voi.
Belt sempre non regna,
E sella pur vinsegna
A dispregiar mia f,
Credete pur me,
Che soggi mancidete,
Doman vi pentirete.
Non nego gi chin voi
Amor ha i pregi suoi,
Ma s chil tempo cassa
Belt che fugge, e passa,
Se non volete amare,
Io non voglio penare.
Il vostro biondo crine,
Le guance purpurine
Veloci pi che Maggio
Tosto faran passaggio,
Prezzategli pur voi,
Chio rider ben poi.

17 Madrigale a due voci


Se mamate, io vadoro,
Se pur mi disprezzate, io vi disprezzo,
Se mori te per me, io per voi moro.
Se modiate voi, io son avvezzo
A secondar dAmor gli effetti suoi,
Sempre far quel che farete voi.

18 Canto, a due canti, vero Tenore


Begli occhi io non provo
Fierezza, dolore,
Io pianti non trovo
Nel regno dAmore,
Qual or mi mirate
Con sguardi amorosi
Scherzate amorosi.
Voi labbra ridenti
Questalma beate,
Si cari gli accenti,
Si dolci formate,
Se i denti scoprite
Con rare bellezze
Nutrite dolcezze.
Ma, lasso, io pavento,
Che un Ciel bello, e puro
Al soffio dun vento
Si cangi in oscuro,
Quellaura che spira,
Quel guardo che alletta
Sadira, e saetta.

19 Aria, a due canti, vero tenore


Occhi che sete
Di voi pomposi
Ver me pietosi
Voi vi fingete,
E mi giurate,
Che non fu vero,
Che Amor arciero
Con feritate
Da vostri sguardi larmi prendesse,
Occhietti ladri chi vi credesse.
O falsi sguardi
Falso dolore,
Ma del mio core
Veraci dardi,
In van fingevi
A miei martiri
Versar sospiri,
E vi dolevi,
Che fuor del petto lalma vivesse,
Occhietti ladri chi vi credesse.

20 Canzone a due voci, canto, e tenore


Dove ne vai pensiero,
Su lali de sospiri
Fuggi dAmor limpero,
La dove gloria il dispensar martiri,
Tal degli incauti amanti la merc:
Misero che farai,
Credilo me, che te ne pentirai.

23 Canzona a tre voci, canto, alto, e tenore


Con dolcezza, e pietate
Alle gioie dAmore,
O begli occhi allettate
Il mio libero core;
Ma da voi fuggir
E non mai creder,
Che regni scherzo, gioco,
Ove son le catene, e strali, e foco.

21 Canzona, a due canti, e tenore


Eri gi tutta mia,
Mia quellalma, e quel core,
Or da me ti disvia
Nuovo affetto dAmore;
O bellezza, valore,
O mirabil bellezza ove sei tu?
Eri gi tutta mia, or non sei pi,
Non pi, non pi,
Ah, che mia non sei pi.

Arie published in miscellaneous collections


24 Alla gloria, alli honori
Alla gloria, alli honori
correte pastorelle,
ecco lherbecco li fiori
di nove, eterne, e belle
che ne riporta il raggio
dun pi sereno Maggio.

Sol per me gli occhi belli


Rivolgevi ridenti,
Per me doro i capelli
Si scioglievano a venti;
O fugaci contenti,
O dolcezza, belt dove sei t?
Eri gi tutta mia, or non sei pi,
Non pi, non pi,
Ah, che mia non sei pi.

Ecco la Primavera,
ecco lombre glaugelli,
ecco lamata schiera
di fonti, e di ruscelli,
che con lor raggi amati
fan gioir colli, e prati.
Ecco Flora vezzosa,
carca dherbe, e viole,
ecco il giglio, e la rosa,
con la fiorita prole,
che con sereni lampi
fan gioir selve, e campi.

Ah, che pi t non miri


Il gioir del mio viso,
Il mio canto, il mio riso
converso in martiri;
O dispersi sospiri,
O sparita piet, ove sei tu?
Eri gi tutta mia, or non sei pi,
Non pi, non pi
Ah, che mia non sei pi.

Per lui fiorisce il prato,


per lei verdeggia il colle,
per lui divien beato
il giardin grate molle,
per ambi santo zelo
gioiscil monde l cielo.
L veggio il prato adorno
di stelle, il ciel di fiori,
qui tutto intorno intorno
rimiro almi splendori,
ma non so dove sia
Corilla anima mia.

22 Canzona a tre voci, canto, alto, e tenore


Corilla danzando,
Sul Prato si st;
E lAura scherzando
Intorno al crin doro,
Vezzosa sen va;
Et io, che ladoro,
Fedele, e costante,
Desser desio quellAura volante.

Ahim, chi mi tasconde,


Corilla, ahi fiera sorte,
ti celi tra le fronde
forse perch la morte,
con pi gravi martiri,
mi facci hor hor morire.

25 O bellocchi che guerrieri


O bellocchi che guerrieri
saettate i cori amanti,
dolci, lieti, e sfavillanti
strali armati, accorti arcieri,
mentre ardendo hora gioite
deh mirate, e non ferite.
Lumi vaghi, chamorosi
dolce speme altrui porgete,
hor chamando voi ridete
non pi crudi, ma pietosi,
mentrardendo ancor gioite
deh mirate, e non ferite.
Stelle amate, alme pupille,
che prendete alta vaghezza
nel mirar nobil bellezza,
challe fiamma mille a mille
mentre ardendo ne gioite
deh mirate, e non ferite.

26 Era lanima mia


Poesia di Giovanni Battista Guarini
Era lanima mia gi presso a lultim hore.
E languia come langue alma che more.
Quand anima pi bella e pi gradita
Volse lo sguard in si pietoso giro
Che mi mantenn in vita.
Parean dir quei bei lumi:
Deh! Perch ti consumi?
Non m si caro il cor
ond io respiro come se tu, cor mio.
Se mori, ohim! Non mori tu, mor io.

COMPACT DISC 2
Secondo libro
1 Poesia di Girolamo Preti
Vanne, carta amorosa,
Vanne colei, per cui tacendo io moro:
Deh, mia timida carta,
Ardisci, e spera e priega,
Chiedi, chiedi colei
Di mio amor di mia fede
Piet, m non mercede.
Non cheggio n, non cheggio,
Ch miei sospir sospiri,
Chal mio languir languisca:
Ah crudo ben quel core,
Ben indegno amatore,
Chi di veder desia
Lamata Donna sospirar dAmore.
Lungi, lungi da lei
Sien le pene amorose:
Dolor, pianti, sospir, tutti sien miei:
Anzi ( nuovo stupor de lamor mio)
Io non bramo, io non cheggio,
Che lamor mio riami:
Che, sAmore h dolor, non vuo, che mami.
Io bramo, io cheggio solo,
Che l mio amor non isdegni,
E voglia per merc de miei dolori
Sol chio lami, e ladori.
2 Canto in stile recitativo
Poesia di Giovanni della Casa
Ben veggio donna homai, che pi non sono
Sdegni amorosi quei, chal mio desire
Oltraggio fanno; ma son sdegni, ed ire,
Di chio tremo qualhor pi ne ragiono;
Ecco il lampo apparir, gi sode il tuono,
El folgore discende,
Che latra nube fende,
N difesa per me trovo, perdono;
Anzi dalzar la vista
Pi non ardisco in quellaltero ciglio,
Che fredda gelosia turba, e contrista:
Ma sol chiedendo vo pace, e consiglio;
E lagrimando il giorno,
La notte amiei pensier tristi ritorno.

Come posso, , me misero, e infelice,


Duo diversi vapori al cielo ascesi
Del vostro ardente core, e quivi accesi,
Han mia speranza svelta da radice;
Per cui la dove io mi vivea felice,
Hor son condotto tale,
Che morte minor male
Se l vero dir di mia sventura lice,
Che trovandomi privo
Dellamor vostro: via pi provo pene,
Che qual si voglia alma prodotto in vivo;
Che io son vivo al desio, morto alla spene,
N colpa mi condanna,
Ma quellerror, che l veder vostro appanna.

Mille carte al d squarcio, e mille aspergo


Di lagrime, e dinchiostro. O fera stella,
I vo dietro al mio mal per propria voglia.

4 Sonetto spirituale in stile recitativo


Poesia di Francesco della Valle
Ohim, che fur, che sono, e che saranno
Questempie membra? ahi rimembranza dura;
Scese lalma dal ciel candida, e pura,
E con le colpe lor macchiato lhanno.
Lasso, in breve di morte esposte al danno,
Poca polvere fien, fredda, ed oscura,
E leterno penar quella non cura,
Tanto il senso di lei fatto tiranno.

Chio non volsi gi mai purun sol sguardo


In parte, ove non fuste, o vera, o finta
Dal pensicr mio, da cui siete dipinta,
Anzi viva formata ovunque io sguardo:
E se bene seguirvi hebbi il pi tardo
Questi ratto vi giunse;
N da voi si disgiunse
Ch pi veloce assai, che Damma, Pardo;
Cos vi fusse dato
Poterlo udire, e ragionar con lui,
Chor vi direbbe il mio doglioso stato:
Quanto cangiato son da quel chio fui;
Poi ch torto mi veggio
Scacciato, del mio antico amato seggio.

Pria che dAtroporea preda rimanga,


Spira, Signor le fiamme tue soavi,
Chil gielo del mio cuor si scaldi e franga,
Veggio, ed accuso homai le colpe gravi;
Onde convien, cheternamente pianga,
Perche le macchie di questalma io lavi.

5 Sonetto spirituale
Dove sparir si ratto i d sereni,
Che, folle, intorbidai col fallir mio?
Ahi, che l viver dellhuom rapido rio
Rassembra, ed al fuggir gli anni baleni.

3 Canto in stile recitativo


Poesia di Desiderio Cavalcab
Oscure selve, ove gia mai non luce
Raggio di Sole, e spaventosi boschi
Lochi deserti, inhabitati, e foschi,
Vo cercandio, per ritrovar la luce.

Gi vissi cieco, del mio pianto pieno,


Hor apro i lumi te mio Sol, mio Dio,
Che millustra un tuo raggio onde veggio,
Che lantiche dolcezze eran veleni.
Volano gli anni, e de miei falli il pondo
Pi cresce, e quai saran colpe segrete,
S nel tuo sguardo un picciol punto il mondo?

Desir mi sprone, Amor mi guida, e duce,


Lun tutti i sensi miei fa infermi, e loschi.
Laltro mabbaglia, e perchio non conoschi
Mio mal, sovente lagrimar minduce.

Della mal cauta et lopre indiscrete


Onde toffesi oblia, quel tuo profondo
Ocean di piet, sia per me Lethe.

Cos piangendo, in questa parte, e n quella,


Fuggo le genti, e l solitario albergo,
Cerco in parte affrenar linterna doglia.

6 Sopra laria di Ruggieri


Poesia di Girolamo Preti
Ti lascio, anima mia, giunta quellhora.
Lhora Ohime, che mi chiama alla partita.
Io parto io parto, Ohime, convien chio mora,
Perche convien partir da te, mia vita.
Ah, pur troppo l dolor chentro maccora,
Non mi dar col tuo duol nova ferita.
Deh non languir cor mio chal mio partire
Mi duole il tuo doler pi, che l morire.

7 Aria a voce sola


Poesia di Francesco Balducci
Voi partite mio sole,
E porta il vostro lume altrove il giorno
Chi sar, che console
La mia notte dolente,
Se voi non fate al nostro ciel ritorno,
O mie speranze spente,
Ahi belle luci, onde ne givo altera,
Come fu lAlba ohime viddi la sera.
Voi partite, e portate
Con voi la gioia, lallegrezza, e l riso,
Misero, e qui lasciate
Laffanno, il duolo, il pianto
E si cangia in Inferno, il Paradiso;
Ahi, come breve il canto
Deglinfelici, e sventurati Amanti,
Come son lunghi, e senza fine i pianti.
Voi partite, ma resta
Misera, in me di voi la rimembranza,
Sol questa il volo arresta
Allanima, che fugge,
E vive Amor, se morta la speranza,
Ma nuovo duol mi strugge,
Che voi cangiando ciel cangiate amore,
Lunge da glocchi ohime, lunge dal core.

8 Aria a voce sola


Poesia di Francesco Balducci
La mia pallida faccia
E lingua di piet,
E qual per voi mi sfaccia,

A voi narrando v,
E ben, chio taccia
del petto mio
Lincendio rio,
Pur ognuno sel vede, ognhuomo il sa,
Sol da voi non si crede
Infinita bellezza, e poca fede.
I miei sospiri ardenti
del chiuso ardor fanse
le lagrime cocenti
son pur faville, ohime,
e ben, chio tenti
in parte oscura
Celar larsura,
pi chiaro del mio foco il Sol non
Pur da voi non si crede
infinita bellezza, e poca fede.
Mostra la guancia essangue,
Qual piaga il sen mapr.
Per cui fuggendo il sangue
Tanto si scolor
Il cor, che langue,
Scuopre il dolore
Del mio pallore,
Perche celi lo stral, che lo fer,
Pur da voi non si crede
infinita bellezza, e poca fede.

9 Aria a voce sola


Poesia di Michelangelo Buonarroti il giovane
A miei pianti alfine un d
Quel cor aspro,
Quel diaspro
Sammoll,
Sintener:
Io1 pregai,
Lacrimai,
Sospirai,
E l mio Sol non mi spar.
La sua luce in me spieg:
Miei lamenti,
Miei tormenti
Consol,
Pi conforto
Gioirai,
Riderai,

Canterai,
Poi mi disse, e sospir.

11 Aria a voce sola


Son ferito son morto, e difesa non f,
Occhi dunque gran torto,
Nuovo duol sofrir,
Deh queglarchi allentate,
Deh non pi saetate
Il mio cor, che si caro voi gi f,
Non mi ferite pi.

10 Aria a voce sola


O mio cor, dolce mia vita,
Poich, lasso,
Il tuo passo
Volge altrove invida stella,
Almen senti,
Pria che parti, i miei lamenti.

Son esangue, son spento


dalla vostra impiet,
Ne pu darsi tormento,
A chi vita non h:
Ahi, chin van moffendete,
E in van larmi tendete,
Meco lalma non , come gi f,
Non mi ferite pi.

Io per te sol vivo, e spiro,


Sol rivolto
Nel tuo volto
Ogni ben godo, e rimiro,
Da te lunge
Duolo, e noia il cor mi punge.

Son un giel, sono unombra


Dun, che vive di f,
Morte tutto madombra,
Nulla resta di m
Hor, che havessimi ucciso
Raddoppiate il bel riso,
Che dalla gioia mia segno gi f,
Non mi ferite pi.

Vorrai dunque col partire


A chi tama,
E ti brama
Dar cagione al suo morire,
Deh soccorso
Se non hai cor dAspe, dOrso.
Tu sai pur dolce mio bene,
Chh nel core
Tantardore,
Quanth il Mar sterilarene,
Ch il mio petto
Dinfinito amor ricetto.

12 Aria a due voci, canto, e tenore


Non vi partite
se voi mamate
Non mi lasciate
luci gradite,
no, no, no, no,
Non vi partite,
Chio mi morr.

Aure voi pietose almeno,


Chintendete,
E vedete
Il dolor, chh dentro al seno,
Riferite
Al crudel quel, chhora udite.

Fermate il piede
Dolce mia vita,
Porgete aita
A tanta fede,
Si, si, si, si,
Fermate il piede,
Chio morr qui.

Riferite, che vicino


Alle porte
Della Morte
Mh condotto il mio destino,
Dallaita
Di lui sol pende mia vita.

Fermate il volo
Belt celeste,
Mie voci meste
Udite, e l duolo,

Su, su, su, su,


Fermate il volo,
Non state pi.

13 Canzona a due voci, canto, e tenore


Gioite oh selve, oh venti,
A miei contenti;
La mia Cloride bella,
Che gi f s rubella fatta amante
E sAmor leggiero, ella costante.
Ridete oh Fonti, oh Prati
Ne d gelati;
Il mio dolce tesoro,
Che gi neg ristoro, al fin si rese,
E sAmor crudele, egli cortese.
Cantate oh Rivi, oh Fiori
A miei ristori;
Il bellIdolo mio
Arde comardo anchio, non gi per gioco,
Che sAmor di gielo, egli di foco.

14 Madrigale a due tenori


Poesia di Giovanni Andrea Rovetti
Bella tiranna infida,
Qualhor verso di me lo sguardo giri,
Mostri dar pace ai lungi miei sospiri;
Poscia dardi pungenti
Con larco delle ciglia al core avventa,
Se mancidi pietosa,
Che farai poi sdegnosa.

15 Canzona a due tenori


Soffrir non posso laffanno del cor,
E moro senza piet,
Muccider
il dolor,
E disciorassi questanima
Ahime merc, merc.
Filli crudele cagion del mio mal
Del mio duol sei tu, sei tu,
Lacrimar pi
Che mi val,
Se tu sdegnosa vuoi partir da me,
Ahime merc, merc.

Quel dolce sguardo, quel riso gentil,


Lasso me pi non vedr,
Ne mirer
Pi lapril
Di quella guancia, che gioir mi f
Ahime merc, merc.

16 Canzona a tre voci, alto, tenore, e basso


Deh volate oh mie voci dolenti,
Con alti gridi di fedelamanti,
E piegatio son stanco,
Soccorretal dolor, ohime, che manco.
Penetrate miei caldi sospiri,
Al duro petto del chiaro sole,
E chiedete ristoro,
Deh volate al ben mio, piet chio moro.
Ma se Filli pietosa al mio male,
O mia felice, e fortunata sorte,
Dir vorrei fra contenti
Quanto sei dolce Amor doppo i tormenti.

17 Madrigale a tre, alto tenore, e basso


Quanto pi sorda sete
Donna, alle mie querele,
Pi vi sar fedele,
Chal negar di mercede,
Si conosce la fede,
Dunque non siate mai cortese, pia,
Che la vostra fierezza gloria mia.

18 Ceccona a due tenori


Deh vien da me pastorella
Vien qui tra i fior, chio tinvito,
Muovil bel pi sovra il lido,
Senti, chamor ti rappella
In giovent cos bella,
In sul fiorir delletade,
Deh non celar la beltade,
Chamor el Ciel ti concede,
Deh vien da me, muovi il piede,

Deh non fuggir ritrosetta,


Torna posar tra le frondi,
Deh percha me ti nascondi,
Torna gioir su lerbetta,
Godi da te pur soletta,
Chio vo tacer, e penare,
Col mio morir vo parlare,
E parler la mia fede,
Deh non fuggir, muovi il piede.

19 Canzona a tre voci, alto, tenore, e basso


Doloroso mio core
Come puoi tu soffrir tanti martiri,
Corri corri morire,
Smorza lardor costante
Che non sei solo disperatamante.
Infocato cor mio
Viver non potrai t samor tassale,
Fuggi, fuggi il tuo male,
Hai lege ria damanti,
Chi vive amando, tormentato more.

20 O dolore
Oh ferita,
Oh mio core, Oh mio bene, Aita, Aita,
Deh non mabbandonate,
Luci beate,
Aita, Aita,
Morte mi d chi potria darmi vita.
Oh mio riso,
Oh mio canto,
Oh mio viso, oh mio core, al pianto, al pianto,
Lagrimate occhi amati,
E dispietati,
Al pianto, al pianto,
Chieggio merc, e voi ridete intanto.