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La chitarra antica

La chitarra barocca, progenitrice della chitarra classica sviluppatasi a fine Se


ttecento e di dimensioni assai modeste, ebbe nel XVII secolo una notevole diffus
ione, proseguendo il prezioso filone musicale del liuto e della vihuela; questi
due strumenti vissero il loro ultimo splendore durante il periodo della musica b
arocca, prima di cadere definitivamente in disuso (recuperati in tempi recenti e
sclusivamente per l'esecuzione filologica delle composizioni dell'epoca). Fu sop
rattutto in Italia, in Spagna e in Francia che la chitarra barocca consolid una r
icca tradizione strumentale: chitarristi come Francesco Corbetta, Gaspar Sanz e
Robert de Vise rappresentarono, per validit tecnica e gusto compositivo, una signi
ficativa controparte rispetto ai grandi protagonisti del liuto (John Dowland, Sy
lvius Leopold Weiss) e della vihuela (Luis de Miln, Luis de Narvez, Alonso Mudarra
). Gi sul finire del Seicento, e per buona parte del secolo seguente, l'attenzion
e verso la chitarra si dissolse, e con essa si offuscarono per lungo tempo la co
nsapevolezza tecnica e lo sviluppo di un repertorio dello strumento.
Prima met dell'Ottocento
In parallelo allo sviluppo di quello strumento che - da un punto di vista organo
logico - chiamiamo oggi chitarra moderna , si ha la prima grande fioritura della cu
ltura chitarristica nella musica Europea e la nascita di un consistente repertor
io originale per la chitarra. Il periodo compreso tra gli ultimi anni del Settec
ento e i primi decenni dell'Ottocento ricordato come quello dei grandi chitarrist
i-compositori . Questi personaggi furono i primi a portare la chitarra, da strumen
to quasi esclusivamente popolare, al ruolo di strumento da concerto. La tecnica
si svilupp enormemente, e la funzione di semplice accompagnamento lasci il posto,
in alcuni autori, a vette di virtuosismo memorabili. Una prima generazione di qu
esti grandi musicisti vede in Italia i nomi di Ferdinando Carulli, Mauro Giulian
i, Francesco Molino, Matteo Carcassi, in Spagna quelli di Fernando Sor e Dionisi
o Aguado; un'importante menzione va fatta anche per il famosissimo violinista Ni
ccol Paganini, che da valente chitarrista qual era lasci alcune pagine importanti
nel repertorio, come del resto fecero anche gli austriaci Anton Diabelli e Simon
Molitor. La generazione successiva si colloca intorno alla met del XIX secolo, q
uando ormai l'interesse per la chitarra andava progressivamente scemando nel con
tinente; i nomi pi rappresentativi di quest'epoca sono quelli degli italiani Luig
i Legnani e Giulio Regondi, dello slovacco Johann Kaspar Mertz e del francese Na
polon Coste.
Fernando Sor (1778-1839)
Da un punto di vista didattico ognuno di questi nomi - alcuni pi degli altri - ri
veste un'importanza capitale nella storia della chitarra. I primi anni dell'Otto
cento videro un proliferare di autorevoli Metodi per l'insegnamento della chitar
ra. In questi trattati vengono per la prima volta delineati molti principi fonda
mentali della tecnica musicale e strumentale, specie per quanto riguarda l'uso d
elle mani destra e sinistra (si veda in proposito la sezione "Tecnica chitarrist
ica"). Fra i metodi che hanno segnato maggiormente lo sviluppo della tecnica chi
tarristica vanno citati il Mthode op.27 di Carulli, il Nuevo mtodo para guitarra d
i Aguado, il Metodo di Giuliani in particolare per la raccolta delle 120 formule
di arpeggi per la mano destra, e il Mthode pour la Guitare di Sor, che si distin
gue per l'approfondimento di tematiche teorico/musicali riguardanti lo strumento
e il suono che esso produce. Vastissime furono anche le raccolte di studi, di v
ario livello e valore, pubblicati in questo periodo; fra i molti brani di routin
e, poco ispirati, vi si pu trovare in alcuni casi anche componimenti che, pur ave
ndo funzione preminentemente didattica, presentano pregevoli qualit musicali. Fra
le raccolte pi note si possono ricordare i 25 studi melodici e progressivi op.60
di Carcassi e gli Etuds op.35 di Fernando Sor, parte dei quali fu raccolta in un
a famosa edizione di 20 studi pubblicata da Andrs Segovia nel 1945.
Molto vasto anche il repertorio di pezzi concertistici , risalente a questo periodo
. I principali canoni di riferimento nelle composizioni pi impegnative furono da

un lato i modelli pianistici del classicismo di Mozart, Beethoven e Haydn, e dal


l'altro lo stile operistico e vocale cosiddetto rossiniano . Il primo stile rappres
enta maggiormente autori del tipo di Carulli e Aguado, mentre il secondo pi rappr
esentativo del gusto di compositori come Giuliani e Carcassi. Alcuni esempi di c
aratteristiche pi personali osservabili in certi compositori sono: in Mertz, l'ad
esione ai modelli pianistici romantici anzich classici, in particolare Liszt e Ch
opin; in Sor, un'attenzione inedita nei suoi contemporanei verso le possibilit po
lifoniche offerte dalla chitarra; in Legnani, oltre all'influenza delle forme op
eristiche legata alla passione per il canto, si aggiunge uno stile di ispirazion
e violinistica che si rif alle prodezze virtuosistiche di Paganini, del quale egl
i fu amico.
Nelle sonate, nei rond e nei minuetti composti all'epoca, si riflette solitamente
uno stile musicale pi tradizionale, e talvolta rievocano un po' l'atmosfera dei
salotti nobiliari - nei quali effettivamente avevano luogo non di rado le esibiz
ioni chitarristiche.
Nelle fantasie, nei temi con variazioni, nei pot-pourri e nei capricci viene inv
ece data maggiore libert all'espressione delle peculiarit strumentali della chitar
ra, e sono solitamente questi i brani in cui il compositore soleva dare il maggi
ore sfoggio (e sfogo) di virtuosismi tecnici. A titolo esemplificativo si posson
o citare in proposito: la Fantasia op.30 e le Variazioni su un tema di Mozart op
.9 di Sor; i 36 capricci op.20 di Legnani; le Rossiniane op.119-124 di Giuliani;
la Fantasia hongroise di Mertz; la Reverie nocturne op.19 di Regondi.
Mauro Giuliani (1781-1829)
All'interno del repertorio della chitarra classica, una risorsa specifica di que
sto periodo storico e artistico quello delle musiche da camera con chitarra. Tra
gli autori pi rappresentativi in tale campo vi fu l'italiano Filippo Gragnani, o
ltre ai pi noti Carulli, Molino, Giuliani e Sor. Oltre al duo di chitarre, e talv
olta al trio, le formazioni pi tipiche sono violino e chitarra, flauto e chitarra
, pianoforte e chitarra; in Gragnani si osservano formazioni di estensioni inedi
te, che arrivano a comprendere anche sei interpreti (flauto, clarinetto, violino
, 2 chitarre, violoncello). Citazione di rilievo va fatta anche per i quintetti
per archi e chitarra di Luigi Boccherini (1743 1805) e per diverse composizioni
di Anton Diabelli, i quali a differenza dei nomi precedenti non erano specialist
i della chitarra.
Sempre a quest'epoca risalgono anche le prime composizioni di concerti per chita
rra e orchestra. Questo tipo di composizione, data la capacit sonora notevolmente
minore delle chitarre rispetto a quelle moderne, presentava per l'epoca notevol
i difficolt di orchestrazione. Dei pochi concerti composti e pervenutici, l'unico
ad aver goduto in epoca moderna di un'attenta rivalutazione musicale stato il C
oncerto n. 1 op.30 di Mauro Giuliani, mentre gli altri (Carulli: Concerto op.8 i
n La maggiore e Concerto op.140 in Mi minore. Molino: Concerto op.56 in Mi minor
e) hanno ricoperto un ruolo storicamente marginale all'interno del repertorio ch
itarristico: l'arte del concerto per chitarra e orchestra trover solo nel XX seco
lo il suo massimo compimento e i suoi interpreti pi famosi.
Seconda met dell'Ottocento
Il periodo che copre la seconda met del XIX secolo vide un lento ma progressivo d
eclino della cultura chitarristica; si affievol quell'inedito interesse per lo st
rumento, che interpreti come Giuliani erano riusciti a imporre sulle scene music
ali delle importanti capitali europee. La prosecuzione della tradizione strument
ale sopravvisse comunque in ambiti pi ristretti, ad opera di pochi ma importantis
simi maestri.
Francisco Tarrega (1852 - 1909)
La figura dominante, per fama, all'interno di questo panorama fu certamente quel
la dello spagnolo Francisco Tarrega. La sua opera fu di importanza capitale: al

di l dei discussi meriti nello sviluppo della tecnica, egli con la sua "scuola" m
antenne viva una delle tradizioni chitarristiche pi importanti in Europa - quella
spagnola - e molti dei suoi allievi, come Emilio Pujol, Miguel Llobet e Daniel
Fortea, saranno dopo di lui figure centrali del panorama chitarristico mondiale.
Oltre a ci, fu un brillantissimo concertista.
Tarrega compose moltissimi brani, alcuni dei quali costituiscono oggi cardini im
prescindibili nel repertorio della chitarra. Fra tutti spicca per fama Recuerdos
de la Alhambra, scritto per la tecnica del tremolo e che rispecchia il forte le
game del compositore con la tradizione musicale spagnola. Di tutt'altro genere s
ono invece le sue famose Variazioni su Il Carnevale di Venezia, che con un virtu
osismo esuberante e a tratti frivolo rievocano con divertimento i passati fasti
della chitarra del classicismo. Il suo contributo all'arricchimento del repertor
io per chitarra si estese anche in una direzione destinata ad avere grandissima
fortuna: quella delle trascrizioni per chitarra. Fra le trascrizioni pi azzeccate
anno certamente menzionate gli adattamenti dei brani pianistici dei compositori
catalani Enrique Granados e Isaac Albeniz; paradossalmente alcuni di questi bran
i col tempo incontreranno, nella loro versione per chitarra, una fama di molto m
aggiore rispetto alla versione originale.
Sempre in Spagna, altre figure di rilievo
come chitarristi e compositori del per
iodo furono quelle di Julin Arcas, il quale fu quasi un mentore per Tarrega, e di
Jos Ferrer. Nel resto d'Europa, importante menzionare l'opera di Jacques Tessare
ch (1862-1929) in Francia, Luigi Mozzani (1869-1943) in Italia e Heinrich Albert
(1870-1950) in Germania: nomi meno noti, ma anch'essi decisivi nella maturazion
e delle condizioni per quella che sar la grande rinascita della chitarra nel XX s
ecolo. Fra le composizioni di Mozzani predominano quelle di interesse didattico
(spicca la raccolta Studi per la chitarra pubblicata a New York a partire dal 18
96), ma vi si trovano anche rilevanti pezzi concertistici.
...Ora che ho fatto dei violini, violoncelli, lire, mandolini,
dal risultato devo constatare che tecnicamente l'istrumendo pi' difficile la chit
arra...
mi trattengo sulla difficolt quasi insuperabile e che ha sempre stimolato la mia
caparbiet, intendo
dire la stabilita' del manico
(Luigi Mozzani[2])
Stili musicali
La chitarra classica si pu suonare in modi diversi: tramite l'uso delle dita o de
lla mano in generale (il tipico stile "classico"), oppure mediante un plettro, u
sato correntemente nella musica moderna o di derivazione afro-americana. Partico
lari effetti timbrici sono dovuti all'uso delle unghie della mano destra, al var
iare dell'angolo di attacco delle dita sulle corde, all'uso percussivo della man
o, al pizzicato ecc. Alcuni di tali effetti, ad esempio il rasgueado, provengono
dalla tecnica chitarristica usata nel flamenco.
La chitarra classica uno fra gli strumenti musicali
repertorio esistente per chitarra classica scritto
uo o, pi raramente, per trio, quartetto od orchestra
he il repertorio cameristico, mentre piuttosto raro

pi espressivi. Gran parte del


per strumento solista, per d
di chitarre. Molto ricco anc
il suo impiego in orchestra.

Al contrario, la chitarra stata impiegata come strumento solista con orchestra.


Tra i vari autori che hanno scritto concerti per una o pi chitarre e orchestra si
ricordano: Ferdinando Carulli, Mauro Giuliani (Concerti op. 30, 36 e 70), Joaqun
Rodrigo (Concierto de Aranjuez, Fantasa para un gentilhombre, Concierto Madrigal
, Concierto para una Fiesta), Mario Castelnuovo-Tedesco (Concerto in re op. 99,
Concerto in Do op. 160, Concerto per due chitarre e orchestra op. 201), Heitor V
illa-Lobos (Fantasia-Concerto per chitarra e piccola orchestra), Manuel Maria Po
nce (Concierto del Sur), Alexandre Tansman (Concertino per chitarra e orchestra)
, Leo Brouwer,Stephen Dodgson.

Per quanto concerne i chitarristi compositori contemporanei, particolarmente att


iva la cosiddetta "scuola chitarristica romana", facente capo a Mario Gangi (Ven
ti Studi, La Ronde Folle, Sonatina) e Carlo Carfagna (Frammento, Ritorno a Citer
a, Scene Gentili, Orione).
La chitarra classica molto utilizzata per suonare la bossa nova da chitarristi e
autori quali (tra i pi famosi) Joo Gilberto, Gilberto Gil, Toquinho, Caetano Velo
so e molti altri.
Essa a volte utilizzata nella musica jazz; un esempio di rilievo quello del duo
Pat Metheny e Charlie Haden.