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Il Pentagramma

Il rigo musicale o pentagramma permette alle chiavi musicali di riconoscere le note attribuendogli una
precisa altezza, composta da cinque linee e quattro spazi e pu presentarsi come rigo semplice quando
solo uno o rigo musicale doppio chiamato anche endecagramma, se formato da due pentagrammi paralleli
uniti da una parentesi graffa, utilizzato prevalentemente dalle tastiere.

Le note sul pentagramma


Le note scritte sul pentagramma sono formate da testa, gambo ed eventuali code. Con questi elementi si
indicano la durata della nota.

Una nota senza gambo con la testa vuota indica una durata intera (4/4) ed chiamata semibreve, con il
gambo e la testa vuota indica una durata met (2/4) ed chiamata minima, con il gambo e la testa piena
indica una durata di un quarto (1/4) ed chiamata semiminima, con il gambo, la testa piena e un numero di
code compreso tra 1 e 4 indica una durata di rispettivamente 1/8, 1/16, 1/32 e 1/64 ed chiamata
rispettivamente croma, semicroma, biscroma e semibiscroma. Un punto posto di fianco a una nota indica un
aumento della durata pari a met (es. minima col punto = 3/4).

3. Testa

La testa di una nota la sua parte ellittica. Le teste delle note possono essere colorate in bianco o nero, per
indicare il valore di nota (cio, durata ritmica). In una semibreve, la testa l'unico componente grafico della
nota. Le note pi brevi hanno invece uno stelo attaccato alla testa, ed eventualmente codette.

2. Gambo

Il gambo di una nota la barra verticale collegata alla sua testa. un componente presente nella minima (1/2
di semibreve), nella semiminima (1/4), nella croma (1/8), nella semicroma (1/16), nella biscroma (1/32), nella
semibiscroma (1/64) e nella fusa (1/128). Se rivolto verso il basso, si trova sul lato sinistro della testa,
mentre se rivolto verso l'alto sul lato destro.

1. Coda

Le code di una nota sono tratti curvilinei o rettilinei (quando pi note sono unite tra loro) che, appoggiati
obliquamente al gambo verticale di una o pi note, indicano i valori che vanno da 1/8 (un tratto per la croma)
a 1/128 (cinque tratti per la fusa).
Parametri del suono
1. Durata (grazie ad una diversa realizzazione grafica)

2. Altezza (ottenuta grazie alla collocazione sul pentagramma che pu essere a sua volta organizzato con
chiavi diverse).

3. Intensit (in quanto una stessa nota pu essere eseguita in modo differente).

4. Timbro (legato ai diversi strumenti musicali).

Valori Musicali
Anche il silenzio in musica deve essere quantificato, la mancanza di suono sullo spartito viene indicata
attraverso le pause, come presente nello schema seguente. Esistono quattro parametri fondamentali che
hanno consentito di rendere riproducibile ogni evento musicale.

Chiavi musicali
Le chiavi musicali sono segni grafici posti allinizio del rigo musicale grazie ai quali possibile fissare un
preciso suono come riferimento nella determinazione dellaltezza di tutti gli altri. Laltezza dei suoni
indicata dalla serie di sette sillabe Do, Re, Mi, Fa, Sol, La, Si mentre nei paesi di lingua anglosassone le note
corrispondono alle lettere dellalfabeto C, D, E, F, G, A, B.

Setticlavio
Il Setticlavio (o chiavi antiche) l'insieme dei sette registri che formano le sette parti del coro classico.

Il Setticlavio una delle sei prove della licenza di teoria e solfeggio musicale nei conservatori italiani, ne
richiesto l'uso per la realizzazione della prima prova scritta del corso di composizione. Nonostante si continui
ad usarlo all'interno dei conservatori, nella pratica il setticlavio in disuso da pi di un secolo. Le parti di
soprano, mezzo soprano e contralto si scrivono in chiave di violino, la parte di baritono e di basso si scrivono
in chiave di basso. Per la parte di tenore si usa la cosiddetta chiave di violino "tenorizzata", ovvero una chiave
di violino accompagnata da un segno atto ad indicare l'esecuzione nell'ottava inferiore. Nell'ambito
strumentale sono ancora in uso la chiave di contralto (usata d'impianto dalla viola e dal trombone contralto)
e la chiave di tenore (usata come chiave ausiliaria da violoncello, trombone, fagotto, contrabbasso e
controfagotto).

Il Setticlavio suddivide i suoi registri in tre chiavi: di Sol, di Do e di Fa:

La chiave di Sol o chiave di violino un segno convenzionale che fissa la posizione della nota sol(3) sulla
seconda linea del pentagramma. Tale Sol precisamente quello posto una quinta giusta sopra al Do centrale.
Viene chiamata cos perch il violino normalmente legge in tale chiave. Leggono in questa chiave la chitarra,
il flauto e le parti acute degli strumenti a tastiera.

La chiave di Fa o chiave di basso un segno convenzionale che fissa la posizione della nota Fa(2) sul
pentagramma. Il simbolo deriva dall'evoluzione grafica di una lettera F maiuscola, che nel sistema di
notazione letterale in uso prima delle sillabe guidoniane corrisponde appunto alla nota Fa. A seconda della
sua posizione si possono distinguere:

Chiave di baritono, sulla terza linea (indicata anche dalla chiave di Do sulla quinta linea)

Chiave di basso, sulla quarta linea

N.B. La chiave di basso, insieme alla chiave di violino, utilizzata per la notazione musicale per pianoforte e
per organo. Viene chiamata cos perch la partitura di basso, come pure il contrabbasso, il violoncello e altri
strumenti gravi (trombone, fagotto, eccetera), normalmente si scrive in tale chiave.

La chiave di Do un segno derivato storicamente dalla lettera C (che indicava, prima dell'avvento delle
sillabe guidoniane, l'attuale Do) e che fissa la posizione del Do centrale del pianoforte, o Do(3), sul
pentagramma.

Le note indicate sul pentagramma sottostante indicano rispettivamente il fa nelle due chiavi di Fa, il do nelle
quattro chiavi di Do e il sol nella chiave di Sol.

Le note indicate sul pentagramma sottostante indicano la posizione del Do Centrale nella chiave di violino,
nelle chiavi di soprano, mezzosoprano, contralto, tenore e nelle chiavi di baritono e basso.
Registri Vocali
Nel canto esistono tre registri divisi in Grave, Medio (o centrale) e Acuto.

Grave: Il registro grave o basso designa la parte dell'estensione vocale o strumentale che comprende le note
di frequenza bassa.

Medio o Centrale: Il registro centrale o medio designa la parte dell'estensione vocale o strumentale che
comprende le note di frequenza intermedia fra le alte e le basse.

Acuto: Il registro acuto designa la parte dell'estensione vocale o strumentale che comprende le note di
frequenza alta.

Voci Maschili

Grave Medio Acuto

Tenore
Basso Baritono
(Freddy Mercury, Marco
(Mario Biondi Berry (Francesco Renga, Linkin
Mengoni, Albano Carrisi,
White) Park)
Sting, Axl Roses, Bruce
Dickinson)

Voci
Femminili

Soprano Mezzosoprano Contralto Voci Bianche

(Evanescence,
Elisa, Celine (Tarja) (Mina)
Dion, Mariah
Carey)
Notazione Musicale Punto di Valore Doppio Punto di Valore
Come abbiamo visto precedentemente nelle rappresentazioni delle figure musicali, i valori delle note
possono dimezzare o raddoppiare il loro valore. Ma se io ho bisogno di una nota che non rientra in questi
valori ? Come si fa ? Ci sono vari modi per prolungare il valore delle note, abbiamo diverse possibilit di
prolungare il valore di ogni singola figura musicale.

Uno di questi sistemi il punto di valore, cio un puntino che viene messo a destra della testa della nota e
che ne aumenta il valore della met:

In questo caso specifico avr che la semibreve vale 4/4, quindi ho bisogno di due minime (che
valgono ognuna 2/4) per fare lo stesso valore: 4/4 = 2/4 + 2/4

Se aggiungo per il punto di valore alla semibreve, il suo valore aumenta della sua met: la met di
4/4 2/4 che, aggiunti ai 4/4 iniziali mi daranno un tempo complessivo di 6/4. Applicando questo
ragionamento a tutte le figure musicali, posso ottenere tutti i valori intermedi che non sono compresi
nelle sette figure standard della nostra notazione musicale. il punto permette di avere una grande
variet ritmica e questa situazione si trova nel jazz, quando si ascolta un brano suonato con swing.

Notazione Musicale La Legatura


Esistono tre diversi tipi di legatura: legatura di valore, legatura di portamento e legatura di frase /espressione.

Legatura di valore
La legatura di valore un simbolo della notazione musicale che viene usato come un'alternativa alle singole
figure musicali. Per esempio, due minime legate hanno lo stesso valore di una semibreve.

Essa serve ad aumentare il valore delle note oltre la loro durata e consiste in una linea curva che viene posta
su due note dello stesso nome e della stessa intonazione (altezza) ottenendo l'effetto di prolungamento del
suono oltre il suo valore iniziale, contemplando quindi anche il valore delle note legate che si susseguono.
Pu essere usata come alternativa al punto di valore ma solo se unisce due note poste sul pentagramma alla
stessa altezza. La legatura di valore si differenziano dalla legatura di portamento o legatura di frase perch
queste ultime collegano note di altezze differenti, anche se queste ultime vengono rappresentate dallo
stesso simbolo sul pentagramma.

Legatura di portamento e di frase/espressione

Nella notazione musicale la legatura di frase o di espressione una linea curva posta sopra o sotto due note
di differente altezza (legatura di portamento) o pi note di differente altezza (legatura di frase o di
espressione) che le unisce indicando che l'accentuazione del suono va posta sulla prima nota e prolungata su
tutte le altre senza interruzione fra esse. L'effetto che si crea detto "legato".

Notazione Musicale Corona Punto Coronato


La corona, o pi propriamente punto coronato, un segno utilizzato in notazione musicale per aumentare il
valore di una nota o di una pausa a piacimento dell'esecutore. La corona si pu trovare sopra o sotto una
figura musicale.

Serve a prolungare il suono della nota stessa a piacere dellesecutore, anche se, come indicazione
approssimativa, si dice che prolunga il valore del doppio della nota, ma la cosa molto elastica. Di
solito questo simbolo si trova alla fine di un brano, di una sezione o allinterno di una cadenza o un
assolo (come diremmo usando un termine moderno), cio un frammento pi o meno lungo che pu
essere anche improvvisato. Si trova in genere alla fine del brano, nel momento in cui c spazio per
limprovvisazione.

Notazione Musicale Battuta o Misura


In musica, la misura o battuta l'insieme di valori compresi da due linee verticali poste sul pentagramma e
chiamate stanghette.

La misura pu essere di due tipi: semplice o composta e pu essere di quattro forme: binaria, ternaria,
quaternaria e mista. Il tipo e la forma di una misura sono definiti da una frazione che ne stabilisce il ritmo, la
quantit di valori che pu contenere e gli accenti metrici e ritmici. Questa frazione numerica generalmente
posta all'inizio di ogni brano, ma pu essere posta anche all'inizio di qualsiasi altra battuta del brano
cambiandone il tempo fino a nuova indicazione. Il numeratore stabilisce il numero di tempi nella battuta e il
denominatore stabilisce il valore di ciascun tempo. Ad esempio con l'indicazione 3/4 si vuole specificare che
la misura composta da tre valori di un quarto.

Misure semplici
Si intendono misure semplici quelle in cui ogni tempo rappresentato da un valore semplice. In questo tipo
di misure, al numeratore si trovano i numeri 2, 3 e 4.

Binaria: La misura semplice binaria formata da due tempi, il primo forte e il secondo debole. Esempio: 2/2,
2/4, 2/8.

Ternaria: La misura semplice ternaria formata da tre tempi: il primo forte, il secondo e il terzo deboli.
Esempio: 3/2, 3/4, 3/8.

Quaternaria: La misura semplice quaternaria formata da quattro tempi: il primo tempo forte, il secondo
debole, il terzo mezzoforte e il quarto debolissimo. Esempio: 4/2, 4/4, 4/8. Molti considerano le misure
quaternarie come il doppio della misura binaria, ma in realt non cos: vi infatti differenza negli accenti.
Sebbene queste siano quasi impercettibili, molti musicisti non vedono di buon occhio questa semplificazione.
Tra il tempo binario e quello quaternario vi quindi una differenza di stile.
Misure composte
Si intende misura composta quella in cui i tempi si possono dividere per tre. Se si vuole ottenere la rispettiva
misura composta di una semplice si deve moltiplicare per tre il numeratore e per due il denominatore (x
3/2). Esempio: 2/4 => 6/8; 3/4 => 9/8; 4/4 => 12/8. Per gli accenti metrici e ritmici valgono le stesse regole.

Unit di misura, tempo, suddivisione e durata


Queste sono definizioni che si usano nel gergo musicale.

Unit di durata o battuta: a differenza degli altri questo valore non dipende dal tempo della misura. un
valore che viene deciso dall'esecutore o dall'autore di un brano per impostare il metronomo. Esempio: se a
capo di un brano si trova: "Ottavo = 120", bisogna impostare il metronomo a 120 colpi al minuto: ogni colpo
varr un Ottavo (croma, 1/8).

Unit di misura: un valore che basta da solo a formare una misura/battuta. Esempio: tempo 4/4 l'unit di
misura sar una semibreve (che vale 4/4).

Unit di tempo: un valore che forma un tempo della battuta. Esempio: tempo 3/4 l'unit di tempo sar una
semiminima (1/4).

Unit di suddivisione: un valore che basta da solo a formare una suddivisione. Esempio: tempo 2/4 l'unit
di suddivisione di 1 grado la croma (1/8).

Un'alterazione, in musica, un simbolo che, anteposto ad una nota sul pentagramma o scritto nell'armatura
di chiave, ne modifica l'altezza.

Notazione Musicale Segni di alterazione


Classificazione: si dividono in alterazioni ascendenti e discendenti:

delle alterazioni ascendenti fanno parte il diesis () e il doppio diesis ( o, pi correttamente, ) che
sono rispettivamente utilizzati per contrassegnare un innalzamento di 1 o 2 semitoni cromatici rispetto al
suono naturale;

delle alterazioni discendenti fanno parte il bemolle () e il doppio bemolle () che sono rispettivamente
utilizzati per contrassegnare un abbassamento di 1 o 2 semitoni cromatici rispetto al suono naturale;

il bequadro (), a volte anche doppio (), un'alterazione utilizzata per annullare l'effetto di quelle
precedenti.

Tipologie: Le alterazioni sono divisibili in altre due categorie, a seconda della durata del loro effetto:
Alterazioni costanti: vengono posposte subito alla chiave; il loro effetto perdura per tutto il brano, salvo
nuova indicazione (cambiamento di tonalit) ed valido per ogni ottava. Il loro numero permette di stabilire
la tonalit del brano.

Alterazioni transitorie o momentanee: vengono anteposte alla nota. Il loro effetto ha validit dal punto in
cui vengono poste fino alla fine della battuta per tutte le note di uguale altezza, se non compare un bequadro
prima. L'alterazione si prolunga oltre la battuta, se l'ultima nota della battuta viene alterata e legata (con una
legatura di valore) alla prima nota (della stessa altezza) della battuta successiva, ma decade immediatamente
dopo la prima nota.

Alterazioni di precauzione o di cortesia: vengono scritte generalmente tra parentesi, non hanno effetto
reale, ma servono a ricordare all'esecutore la giusta altezza della nota nei casi ambigui o difficili. Sono utili in
caso di frequenti cambi tra nota alterata e naturale, in prossimit di cambi di tonalit, in situazioni armoniche
ambigue o complesse, in caso di notevole distanza tra la prima nota alterata e la successiva all'interno della
stessa battuta.

Rappresentazione grafica: Nella notazione contemporanea, dove spesso le stanghette di battuta non
esistono o hanno un significato diverso da quello tradizionale, l'alterazione momentanea si riferisce in linea
di massima solo alla nota immediatamente successiva o al gruppo di note uguali ribattute. Si usa inoltre
annotare le altezze microtonali (quarti e sesti di tono, note calanti o crescenti) con segni derivati
graficamente da quelli tradizionali (come ad esempio il monesis o il triesis) o applicando ai segni tradizionali
delle frecce rivolte verso l'alto o verso il basso ad indicare la direzione dello spostamento microtonale. La
legenda in questi casi (assieme all'intuito) uno strumento molto utile per la decifrazione di questi segni.

Teoria Musicale Il Grado


Il grado una singola nota di una scala musicale.

Generalmente, quando si parla di grado, la scala di riferimento la scala diatonica del sistema tonale, in
quanto risulta particolarmente utile nello studio delle relazioni armoniche. In base al ruolo armonico che
hanno i diversi gradi delle scale maggiori e minori, si soliti riferirsi a queste note utilizzando dei nomi
particolari ad essi associati:

L'accordo costruito sul quinto grado di scala, o dominante, verr chiamato anch'esso accordo di dominante.
Per convenzione gli accordi costruiti sopra un grado musicale vengono indicati con numeri romani. Ad
esempio l'accordo costruito sul primo grado si indica con I (nella scala di Do maggiore abbiamo Do - Mi - Sol),
quello costruito sul secondo grado viene indicato con II (nella scala di Do maggiore abbiamo Re - Fa - La), e
quello costruito sul quinto grado con V (nella scala di Do maggiore abbiamo Sol - Si - Re).
Gradi congiunti, contigui o vicini: gradi immediatamente precedenti o successivi ad una nota presa come
riferimento. sinonimo di intervallo di seconda minore.

Grado disgiunto, non contiguo o lontano: rispetto ad una nota presa come riferimento, il grado ad essa
non adiacente

Teoria Musicale Il Semitono e il Tono


Il semitono (ovvero seconda minore) l'intervallo musicale pi piccolo che pu intercorrere fra due suoni, se
si considera il moderno sistema musicale occidentale, ove dato per scontato l'utilizzo del temperamento
equabile. In realt tutti i musicisti che hanno a che fare con strumenti a corda senza tasti (denominati
comunemente fretless), con strumenti a fiato come il trombone e con la voce hanno familiarit anche con
frazioni di semitono (che possono essere definite in vari modi come comma o cent o quarti di tono). I
semitoni possono essere cromatici (l'intervallo che passa fra due suoni consecutivi dello stesso nome di cui
uno alterato, ad esempio Re e Re), oppure diatonici (l'intervallo che passa fra due suoni consecutivi di
nome diverso, come per esempio Do e Re).

Il tono (ovvero intervallo di seconda maggiore) generalmente definito come l'intervallo musicale composto
da due semitoni.

Teoria Musicale Gli Intervalli


Si dice intervallo, in musica, la distanza tra due suoni. A causa della fisiologia della percezione del suono,
l'intervallo musicale non percepito - e conseguentemente misurato - proporzionalmente alla differenza tra
le frequenze dei suoni, ma alla differenza tra i loro logaritmi, cio al rapporto tra le frequenze. Tale distanza
si pu verificare tra due suoni prodotti consecutivamente, e in tal caso si parler di intervallo melodico o
diacronico o salto, oppure tra due suoni prodotti simultaneamente, e si dir intervallo armonico o sincronico
o bicordo.

Un intervallo melodico si distingue anche per la direzione, ascendente o discendente, a seconda che il
secondo suono sia rispettivamente pi acuto o pi grave rispetto al primo.

Un intervallo armonico caratterizzato anche da consonanza e dissonanza, fenomeni legati all'interferenza


generata dai due suoni in questione.

Gli intervalli, nella tradizione musicale europea, definiscono le distanze fra le note di una scala musicale e
sono misurati in gruppi di toni e semitoni. Si noti che l'intervallo musicale una classificazione teorica delle
distanze musicali e non delle distanze acustiche che separano un suono dall'altro. Per tale motivo, non
rientra nel campo dell'accordatura e del temperamento.

Intervalli Musicali

Giusti Maggiori
(Intervallo di 1a, 4a, 5a, 8a) (Intervallo di 2a, 3a, 6a, 7a)
Gli intervalli Maggiori abbassati di tono diventano Minori, abbassati di un tono diventano Diminuiti, alzato
di tono diventano Aumentati o Eccedenti e alzati di un tono diventano Pi Che Aumentati.

Gli intervalli Giusti abbassati di tono diventano Diminuiti, abbassati di un tono diventano Pi Che
Diminuiti, alzato di tono diventano Aumentati o Eccedenti e alzati di un tono diventano Pi Che
Aumentati.

Classificazione degli Intervalli: chiamando per necessit di chiarezza il suono pi grave 1 termine e il suono
pi acuto 2 termine, per calcolare senza possibilit di confusione un intervallo necessario stabilire la
Distanza e la Specie.

Distanza: la distanza identifica quanti gradi intercorrono tra i due termini contando anche i due in questione,
attraverso un aggettivo numerale ordinale al genere femminile (ad esempio: Do3-Re3 = intervallo di seconda
o di 2; Do4-Mi4 = intervallo di terza o di 3); gli intervalli che vanno da quello di prima a quello di ottava
vengono detti primari o semplici; quelli superiori all'ottava vengono detti multipli o composti dei precedenti,
vale a dire che essi sono considerati trasposizioni degli intervalli primari alle ottave superiori (ad es.:
l'intervallo di 10 il multiplo di quello di 3). Solitamente nella classificazione gli intervalli multipli vengono
ricondotti ai loro corrispettivi primari, tranne casi particolari riguardanti lo studio dell'armonia.

Specie: la specie la caratteristica di un intervallo determinata dalla sue composizione in toni e semitoni.

Essa viene determinata come segue:

se il secondo termine appartiene sia alla scala maggiore che a quella frigia avente per tonica il primo termine,
l'intervallo si dir giusto (abbreviazione G); questa condizione si pu avverare nel caso degli intervalli di 1,
4, 5 e 8 (ad es: Do-Sol = intervallo di 5 G);

se il secondo termine appartiene alla scala maggiore avente per tonica il primo termine e non a quella frigia,
l'intervallo si dir maggiore (abbr. M); questa condizione si pu avverare nel caso degli intervalli di 2, 3, 6
e 7 (ad es: Do-Mi = intervallo di 3 M);

se il secondo termine appartiene alla scala frigia avente per tonica il primo termine e non a quella maggiore,
l'intervallo si dir minore (abbr. m); questa condizione si pu avverare nel caso degli intervalli di 2, 3, 6 e
7 (ad es.: La-Sol = intervallo di 7 m);

se il secondo termine non appartiene n alla scala maggiore n a quella frigia avente per tonica il primo
termine, la specie viene come di seguito modificata:

se essi si sono allontanati, l'intervallo diventa progressivamente eccedente o aumentato (E), pi che
eccedente o pi che aumentato (pE), ultra eccedente (uE); ad esempio l'intervallo Do-Fa un intervallo di
4 A (quarta aumentata) perch pi ampio di un semitono rispetto a Do-Fa che il corrispettivo intervallo
giusto;

se essi si sono ravvicinati, l'intervallo passer a diminuito (D), pi che diminuito (pD), deficiente (DF), pi che
deficiente (pDF), ultra deficiente (uDF); gli intervalli maggiori, prima di passare allo stadio di diminuiti,
diventano minori (m); ad esempio l'intervallo Do-Fa un intervallo di 4 D (quarta diminuita) in quanto pi
piccolo di un semitono rispetto a Do-Fa che l'intervallo giusto; invece Do-Mi un intervallo di 3 m (terza
minore) perch pi piccolo di un semitono rispetto a Do-Mi che l'intervallo maggiore.
Teoria Musicale La Scala Maggiore
Nella teoria musicale, la scala maggiore una delle scale musicali (in particolare una delle scale diatoniche)
eptafoniche, ovvero composte da sette suoni (otto suoni lungo un intervallo di ottava). Il modo dato dalla
sequenza di intervalli mostrata di seguito (i gradi della scala sono indicati con numeri romani):

A partire da una qualsiasi nota possibile costruire una scala maggiore scegliendo le rimanenti note tra le
dodici contenute in un'ottava in modo da rispettare la successione di intervalli suindicata. A partire dalla nota
Do, ad esempio, si ottiene la scala di Do maggiore:

Vista come successione di otto suoni (sette pi la prima un'ottava sopra), ogni scala eptafonica pu essere
suddivisa in due gruppi di quattro suoni, detti tetracordi. Nel caso della scala di do maggiore i tetracordi (Do-
Re-Mi-Fa e Sol-La-Si-Do), separati da un intervallo di un tono, sono individuati dalla sequenza di intervalli in
ordine ascendente tono - tono - semitono come qui di seguito mostrato:

Do Re Mi Fa Sol La Si Do

tono tono semitono tono tono tono semitono

Quando si scrivono le scale, maggiori e minori, ogni riga e spazio sul pentagramma deve essere riempito e
nessuna nota pu avere pi di un'alterazione. Questo fa s che l'armatura di chiave abbia solo diesis oppure
solo bemolli; inoltre le normali scale maggiori non usano mai entrambe le alterazioni.

Analisi delle scale maggiori con diesis (#)


Scale e armature di chiave sono connesse. necessario costruire una armatura di chiave ossia una serie di
diesis o bemolle per sapere quali note ci sono in una certa scala maggiore. Un modo facile e istruttivo, ma
noioso, per scrivere le alterazioni in chiave della scala voluta, quello di usare la sequenza
tono/tono/semitono/ecc. spiegata in precedenza. Se scegliamo di scrivere la scala in Re maggiore, sappiamo
che la scala comincia con un Re. La nota seguente sar un tono sopra: un Mi. La nota ancora dopo sar un
tono sopra il Mi. Poich il Fa solo un semitono pi in alto del Mi (sulla tastiera del pianoforte non c' un
tasto nero tra queste due note) necessario alzare il Fa e farlo diventare un Fa diesis per raggiungere la
differenza di un tono tra le note. Si pu continuare fino a creare l'intera scala con i diesis (o bemolle, a
seconda della scala) al posto giusto.

Un modo pi semplice per costruire le scale si ottiene analizzando la serie completa delle scale maggiori.
Partendo dalla scala di Do maggiore, non ci sono diesis o bemolle. Se si crea una scala maggiore sulla quinta
di Do maggiore Sol maggiore si avr un Fa. Se si crea una scala maggiore sulla quinta di Sol maggiore
Re maggiore si dovranno mettere in chiave due alterazioni: un Fa e un Do. Continuando la
sequenza si ottiene:
Do maggiore - 0 diesis
Sol maggiore - 1 diesis - Fa
Re maggiore - 2 diesis - Fa Do
La maggiore - 3 diesis - Fa Do Sol
Mi maggiore - 4 diesis - Fa Do Sol Re
Si maggiore - 5 diesis - Fa Do Sol Re La
Fa maggiore - 6 diesis - Fa Do Sol Re La Mi
Do maggiore - 7 diesis - Fa Do Sol Re La Mi Si

In questa tabella si pu vedere come per ogni nuova scala (che inizia sulla quinta della precedente)
necessario aggiungere un nuovo diesis. L'ordine dei diesis che devono essere aggiunti il seguente: Fa,
Do, Sol, Re, La, Mi, Si. Se si osserva, l'ultima alterazione si aggiunge alla tonica (la prima nota)
della scala costruita due quinte indietro (in questa tabella, due righe pi in alto). Una regola utile da usare
per riconoscere le scale maggiori con i diesis che la tonica sempre un semitono sopra l'ultimo diesis.

Analisi delle scale maggiori con bemolli (b)


Una tabella simile pu essere costruita per le scale maggiori che contengono bemolli. In questo caso ogni

Do maggiore - 0 bemolle
Fa maggiore - 1 bemolle - Si
Si maggiore - 2 bemolle - Si Mi
Mi maggiore - 3 bemolle - Si Mi La
La maggiore - 4 bemolle - Si Mi La Re
Re maggiore - 5 bemolle - Si Mi La Re Sol
Sol maggiore - 6 bemolle - Si Mi La Re Sol Do
Do maggiore - 7 bemolle - Si Mi La Re Sol Do Fa

Si pu riconoscere una sequenza simile alla precedente: ogni nuova scala mantiene i bemolle della
precedente e ne aggiunge uno dalla sequenza: Si, Mi, La, Re, Sol, Do, Fa. l'inverso della
sequenza dei diesis data in precedenza. Anche in questo caso c' una relazione tra la tonica e gli accidenti: la
tonica corrisponde al penultimo bemolle.

E importante ricordare lordine dei Diesis:

E importante ricordare lordine dei Bemolli: