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L LIUTERIA

Mario Garrone, in arte liulaio


uscito a marzo, edito dalla Brben di Ancona, il testo di Mario Garrone La
costruzione della chitarra classica.
Siamo andati a conoscere il liutaio-scrittore nella sua casa di Acqui Terme, in
Piemonte. Ne nata una lunga intervista che approfondisce alcuni aspetti di tecnica
liutaria solo accennati nel libro, con qualche sorprendente rivelazione.
di MARCO BAZZOTTI

ato nel 1932 a Torino, Mario Garrone impegnato da


molti anni nella costruzione
di chitarre, affiancando questa attivit alla conduzione della indu-

stria familiare di coltelli. Grazie


ad una preparazione tecni ca acquisita in pi campi, si dedicato
alla liuteria fin dall'inizio come
autodidatta, sviluppando un suo

Mario Garrone
(62 anni), nella
sua casa di
Acqui Terme
(FOTO BRBEN)

SETTEMBRE-OTTOBRE 1994

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metodo di costruzione, basato sull'approccio scientifico e sulla sperimentazione. Garrone ha infatti


saputo abbinare l'attivit manu ale delliutaio a quella di sperimentatore, attrezzando uno dei suoi
locali di lavoro a laboratorio di
acustica, per la verifica ed il controllo delle qualit acustiche dei
suoi strumenti.
Un laboratorio in perenne sviluppo, grazie al suo entusiasmo
che ha coinvolto ingegneri e professori universitari.
Sono andato a trovarlo in provincia di Alessandria, nella sua
cittadina adottiva Acqui Terme,
la perla del Monferrato, nella cui
parte antica si passeggia tra bifore
quattrocentesche e stemmi araldici, ricordo di nobili antiche casa te, gi ispiratrice di artisti come il
pittore spagnolo Bermejo. Nel suo
laboratorio ci siamo ritrovati a discutere sugli aspetti tecnici relati vi alla sua attivit di liuteria, sorseggiando un bicchiere di Dolcetto locale.
Con la mentalit aperta del ricercatore, Mario Garrone non ha
esitato ad illustrarmi i risultati
delle sue esperienze costruttive ed
i princpi che lo hanno guidato
nelle sue realizzazioni.
Il suo bagaglio di idee e di esperienze come costruttore-ideatore
di chitarre classiche trova eco tra
gli appassionati di liuteria ed an che tra tutti i chitarristi che desiderino acquisire una conoscenza
non superficiale dei meccanismi
di funzionam en to del proprio
strumento.
SEICORDE

LVPRENDISTATO DEL
LlUTAIO
Come nata la passione per la
liuteria?
Ho da sempre la passione per la
musica, che ho accostato cominciando a studiare la chitarra. Molti anni fa ho anche fondato una
scuola di musica qui ad Acqui, a
cui mi sono dedicato per pi di
dieci anni. Quindi mi sono trovato
immerso nel mondo degli strumenti musicali. Ho anche imparato ad accordare pianoforti. stato
l'impulso di un giorno in cui, cambiando le corde, ho avuto la curiosit di guardare con uno specchietto all'interno della buca, che
mi ha fatto apprezzare per la prima volta il lavoro di liuteria, queste catenelle incollate, questa costruzione accurata ... la cosa mi ha
subito affascinato.

Come ha iniziato a costruire


strumenti musicali?
Casualmente, acquistando dei
kit per il montaggio di liuti e chitarre, che ho realizzato divertendomi tantissimo. Ho poi capito
che sarebbe stato pi interessante
ed istruttivo partire dal legno
grezzo ed iniziare una chitarra di
mia produzione. Ho cominciato
cos, da autodidatta, senza frequentare scuole di liuteria.
Quali esperienze di lavoro
precedente la hanno aiutata
nella liuteria?
Quella dell 'uso di macchine
utensili e di falegnameria fine. Sono nato in uno stabilimento metal meccanico, ho imparato fin da
bambino a lavorare con le macchine utensili. La lavorazione degli
acciai e tutti i loro trattamenti sono stati parte del mio lavoro. Per
lavorare il legno continuo in parte
ad utilizzare le stesse macchine
che usavo per il ferro, e mi trovo
benissimo, anche se questo pu
forse far sorridere molti.
A quali riferimenti di liuteria
si affidato?
In particolare agli esperimenti
dell'americano prof. M. Kasha del
MIT (Massachusetts Institute o[
Technology). Il suo approccio alla
costruzione rispecchiava moltissimo le mie aspirazioni ed anche le
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Il frontespizio del
volume di liuteria
di Garrone

mie origini professionali. Approfitt.ando inoltre della mia esperienza di radioamatore, ho sfruttato un bagaglio di conoscenze che
si rivelato parecchio utile per le
analogie che si possono sviluppare
con l'acustica.

Il

Ho iniziato acquistando
un kit di montaggio

Come nata l'idea di scrivere un manuale di liuteria?


Avevo iniziato autonomamente
a buttare gi alcune idee di getto
sul mio PC. In seguito ho chiesto
un parere all'amico Angelo Gilardino, che ne ha parlato subito alla
casa editrice Brben. L'editore
marchigiano mi ha contattato e
mi ha incoraggiato a proseguire.
Nella liuteria avevo gi avuto
buoni risultati, visto il favore incontrato dai miei strumenti.
Desideravo quindi trasmettere
le mie esperienze ed il mio metodo
ad altri, per mettere in grado una
persona interessata e dotata di un
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mllllmo di manualit, anche se


magari espressa in altri ambiti di
lavoro, di costruire uno strumento
di qualit. Volutamente, ho solo
dato una traccia generica, anche
se precisa, in modo da lasciare il
resto alla fantasia e alla genialit
di chi si avvicina a questa costruZIOne.

Nel libro ha deciso di spiegare subito il suo punto di vista personale...


Si, la cosa pi importante per
me il risultato acustico dello
strumento. Nonostante le varie
modifiche che vi apportavo, ho
cercato sempre di costruire degli
strumenti in linea con la tradizione, che potessero appagare anche
l'occhio. In uno strumento musicale si deve sempre cercare di stare nelle linee classiche. Ma quello
che pi conta alla fine rimane il
risultato acustico.
Oggi quali consigli darebbe
ad un novello liutaio?
Se ha a fortuna di poter frequentare una buona scuola di liuteria, sicuramente risparmia temSEICORDE

po e forse evita di compiere tanti


esperimenti infruttuosi come capitato a me.
Per, se tale persona possiede
gi una certa abilit manuale e
fantasia, gli consiglieri di cercare
di farcela da solo, con l'ausilio di
qualche testo. Questo perch
quello che si apprende da un libro, non mai un'imposizione,
ma un'informazione che ricevi e
filtri con la tua esperienza ed il
tuo cervello. In una scuola si riceve sempre un'influsso, si impara a
lavorare in un certo modo, dal
quale pi difficile distaccarsene.

Perch i suoi strumenti non


compaiono nella vetrina di
((8eicordeJJ?
Costruisco chitarre per puro
divertimento, diciamo pi semplicemente per hobby. Le mie costruzioni rivestono un carattere di
ricerca, volto al miglioramento
continuo. Un mio strumento non
mai uguale ad un altro e ne costruisco pochissimi, spesso a distanza di lunghi periodi l'uno dall'altro. Perci non mi voglio considerare un liutaio. Il mio unico
scopo quello di arrivare a produrre uno strumento della massima qualit acustica, senza sapere
mai se vi arriver.
A quali personaggi del mon-

do della chitarra - attuale o


passato - pi legato?
La figura di Segovia, sebbene
non l'unica, mi ha lasciato un
segno profondo, per la qualit del
suo suono. Lo ho conosciuto a
Madrid nel gennaio del 1986. Ero
a fianco del chitarrista argentino
Guillermo Fierens che possiede
un mio strumento, uno dei primi.
Nell'occasione Segovia ha provato
la mia chitarra con una certa curiosit, forse perch era pi pesante delle altre. Dopo vari accordi, mi ha detto semplicemente che
la trovava migliore della sua Ramirez! Solo questo: sono rimasto
davvero sconcertato!

LA TAVOLA ARMONICA
Quale legno utilizza per la
tavola armonica di una chitarra?
Riguardo al legno da utilizzare,
non un segreto, il migliore l'abete rosso, detto anche abete maschio. Esso consente una modulazione del suono netta e graduale
per tutte le posizioni del tocco,
dalla buca al ponti celio, con un
buon equilibrio su tutto lo spettro
di frequenze.
La qualit del nostro abete della Val di Fiemme e di certe foreste

della Baviera quanto di meglio


ci sia in Europa e al mondo. Anche il cedro fornisce una buona
resa acustica alle frequenze medio-basse, mentre carente nelle
alte.

Il

Ho conosciuto Sego via


nel 1986 a Madrid

Quali spessori della tavola


consiglia?
Seguendo la fisica della risonanza delle verghe, costruisco la
tavola rastremata , con uno spessore diverso ai due lati. Si ottiene
un buon compromesso tra la vibratilit delle tavole e la resistenza meccanica al tiro delle corde,
con uno spessore che varia da 2,5
mm per il lato delle corde basse, a
2,8 oppure 2,9 mm per quello degli acuti.
Si noti per che questo spessore
non fornisce un'immediata risposta a strumento appena finito.
Una tavola pi sottile infatti pi
pronta a vibrare, ma spesso solo
dopo pochi mesi si sfalda, non sostiene pi ['oscillazione impressa
dalle corde e la vibrazione si
smorza rapidamente. Al contrario
un buon strumento comincia decisamente a migliorare solo dopo

Mario Garrone al lavoro


mentre elimina le
sporgenze dei tasti
di una chitarra
(FOTO BRBEN)

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SEICORDE

vari mesi, con una crescita notevole nei primi anni di vita.

A quali parametri si deve


prestare attenzione nella costruire la tavola armonica?
Lavorando una tavola armonica bisogna cercare di ottenere da
essa, con la spessorazione e l'incatenatura , la massima resilienza
che, come noto, l'attitudine dei

materiali a riprendere la loro forma originale dopo una deformaZIOne.


Contemporaneamente occorre
cercare di ottenere il minimo peso, poich pi la tavola leggera,
pi facilmente risuoner alle frequenze alte con poco dispendio di
energia.

Quali parametri fisici uti-

lizza per progettare l'incatenatura della chitarra?


Per prima cosa, facendo un'analisi del legno ne rilevo il peso
specifico , il momento d'inerzia
della tavola e quindi il modulo di
Young.
Questi parametri, insieme agli
spessori ed alla gamma di frequenza utilizzata, entrano nella
formula, che elaborata dal mio

Prova di verifica acustica della tavola armonica


La prova di verifica acustica dello strumento consiste
nella misura della risposta della tavola armonica ad una
eccitazione meccanica indipendente dali' azione dell' esecutore sulle corde. La prova viene effettuata ponendo
la chitarra, le cui corde sono state smorzate da un feltro
per evitare l' insorgenza di risonanze fastidiose per la misura, in un ambiente insonorizzato (camera anecoica o
stanza a basso riverbero) . Con un microfono di misura si
rileva l'intensit sonora emessa dalla chitarra in seguito
all'applicazione di una forza sul ponte, con un andamento sinusoidale nel tempo, mediante un opportuno
eccitatore elettromagnetico. La frequenza di tale segnale variabile in un intervallo predefinito, tipicamente tra
Fig. 1 - Schema del sistema di verifica acustica della tavola
armonica
50 Hz e 1 kHz o 2 kHz, per riprodurre almeno lo spettro
di emissione delle note fondamentali di una chitarra.
L'intero sistema, realizzato da Claudio Francese, schematizzato in fig. 1. Esso composto da due catene distinte per
la generazione del segnale e la sua rivelazione, entrambe interfacciate col computer. Nella catena di generazione, il generatore VCO genera il segnale sinusoidale con frequenza proporzionale alla tensione fornita dal convertitore DI A con
risoluzione 12 bit (4096 punti).
Nella catena di rilevazione, il segnale captato dal microfono e amplificato, viene inviato al rilevatore di ampiezza che
fornisce in uscita una tensione continua proporzionale all'ampiezza del segnale di ingresso. Il modulo successivo il
convertitore DI A (risoluzione 8 bit e tempo di conversione 100 ).1s) , che esplica la funzione di voltmetro e passa la sua
misura all'elaboratore. Per ogni singola frequenza di scansione si ottiene cos una coppia di dati (frequenza del segnale
che pone in vibrazione la tavola, intensit emessa) che, elaborati attraverso un opportuno software, forni sce i grafici finali. Attualmente in fase di messa a punto l'interfaccia tra l'eccitatore ed il microfono.
Per compiere una vera analisi di tipo spl (sound pressure level) si dovrebbe quindi curare la finestratura in frequenza, i filtri di pesatura del segnale, la presentazione a terzi di ottava, ecc. Comunque, la prova fornisce gi informazioni
utili sul comportamento acustico degli strumenti,
almeno a livello comparativo, che ci che pi
interessa alliutaio.
Nel grafico di fig. 2 mostrato lo spettro acquisito tra 50 Hz - 1 kHz della risposta all'eccitazione di una chitarra da concerto Garrone ottenuto ponendo a 3,6 m di distanza il microfono di
misura in asse con la buca all'interno di una
stanza con basso riverbero. In esso si nota la
presenza di una struttura di picchi che, con diffe
renti ampiezze relative, viene riottenuta per ogni
distanza del microfono dalla buca.
Un primo picco si trova a 97 Hz, dovuto alla
frequenza di intonazione della cassa, si ha poi la
sua seconda armonica a circa 195 Hz, seguita
50
150
250
350
450
550
650
750
8 50
950
Hz
da una serie di picchi a 230-320-390-550-640
Hz fino a 940 Hz, ben distribuiti in ampiezza fino
alle frequenze estreme delle note fondamentali
Fig. 2 - Prova acustica della tavola armonica di una chitarra Garrone
dello strumento.

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SEICORDE

In alcuni strumenti pi recenti,


ho spostato la buca dal centro della tavola verso i cantini, di 13-14
mm. Cos si lascia alle frequenze
basse una zona libera pi ampia
per vibrare.
Infatti a mio parere, nel progetto della incatenatura della tavola
armonica bisogna assegnare alle
frequenze basse dei tratti pi lunghi, partendo dal ponte all'attaccatura del manico. Dato che la buca interferiva, l'ho spostata, ottenendo abbastanza spazio per applicare i lunghi listelli interni.

IL PONTE E L'OSSICINO
Quale struttura del ponte
utilizza?
La forma del ponte che uso
Nel laboratorio di Garrone durante la lavorazione della paletta (FOTO BRBEN)

computer fornisce direttamente la


lunghezza dei settori accordati.

LE VIBRAZIONI
Che cosa sono le vibrazioni
secondarie della chitarra?
Lo strumento deve produrre
suono possibilmente solo attraverso la tavola armonica, che riceve
direttamente l'oscillazione attraverso il ponte, e non attraverso altri componenti. Le fasce, il fondo,
il manico e la paletta dovrebbero
essere totalmente inerti. In pratica ci non si pu ottenere, in
quanto tutti questi componenti ricevono la vibrazione trasmesse
dalla tavola e dall 'aria contenuta
all'interno della chitarra e rispondono a questa sollecitazione con
delle vibrazioni secondarie difficilmente controllabili.

Come si cerca di smorzare


queste vibrazioni?
Per il manico, in accordo agli
studi del prof. Kasha, si pu usare
un blocchetto di piombo inserito a
cavallo dell'ossicino del capotasto.
Questo tende a smorzare il pi
possibile le oscillazioni del manico
assorbendo le vibrazioni che dal
manico si trasmettono alla paletta
e inoltre appesantendolo. Cos si
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evita che il manico possa produrre


delle frequenze spurie e fastidiose
per la tavola armonica. Un manico
leggero inoltre cede maggiormente
sotto il tiro delle corde e sottrae
una certa parte di potenza che trasmette in vibrazione impressa alla
paletta.

Il

Le fasce e il fondo
devono essere inerti

Questo comporta oltretutto una


minore durata del suono. Infatti
probabile che la vibrazione della
paletta sia sfasata rispetto all'oscillazione principale della tavola,
avendo altre masse in gioco, fino a
smorzare completamente il suono
quando entra in opposizione di fase.
come nel moto di un'altalena:
finch si spinge in fase , l'altalena
oscilla sempre pi, ma basta dare
una spinta fuori fase che si arresta
immediatamente.

LA BUCA SPOSTATA
In alcuni strumenti la buca
in posizione anomala: perch
tale spostamento?
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simile a quella ideata dal prof.


Kasha. Egli ha riconosciuto per
primo che il ponticello il traduttore tra le corde - motore dello
strumento - e la tavola armonica,
che ne l'elemento radiante. Il
ponte paragonabile al cavo coassiale che collega un trasmettitore
di onde hertziane (le corde) all'antenna (la tavola amonica), la cui
impedenza deve essere adattata
per evitare l'insorgere di onde stazionarie e dissipazioni di energia
al loro interno. Nella chitarra il
ponticello deve avere un'impedenza acustica opportuna per accoppiarsi alla tavola ed alle corde. Il
concetto chiaro ed intuitivo,
molto meno la sua realizzazione.
Infatti non possibile acquisire
una forma ideale di un siffatto
ponticello, ma vi si deve tendere
nel progetto.

Il

Ho spostato la buca
verso i cantini di 13 mm

E come si realizzano in pratica questi princpi?


N ella parte dei bassi bisogna
che il ponticello ab ba una superficie di accoppiamento alla tavola
pi ampia di quella utilizzata dalla parte dei suoni acuti. Questo
perch si deve trasferire una vibrazione di lun ghezza d'ond a
maggiore alle catene che sono sotto alla tavola e che sormontano
SEICORDE

leggermente il perimetro .del


ticello per ricevere le vlbrazlOm
da esso e quindi trasmetterle.
tutta la tavola. Oltre ad essere pm
larga, questa parte deve anche essere pi spessa, senza comunque
superare i 3 mm; mentre la.
stretta dalla parte dei suom. a?utI
deve essere pi sottile e flessIbIle.

stiera ha realizzato?
Poich non ritenevo che una
tastiera ad andamento rettilineo,
anche se con una prudenza sui
bassi, fosse la soluzione migliore,
ho realizzato diverse soluzioni di
tastiere con curvature differenti,
tutte progettate dal prof. Pizzigoni del Politecnico di Milano.

Qual il legno migliore per


il ponte ?
molto importante la ricerca
del legno pi elastico, pi
e
pi leggero, che consenta Il mmore peso.
Il legno pi indicato il
nostrano molto stagionato. SI puo
arrivare ad un peso di soli 13 g per
il ponticello finito

no contro i 35-40 g del classIcI

di palissandro o di ebano.

Quale il profilo che ritiene


migliore?
E l'ultimo tipo di curvatura
della tastiera che ho realizzato,
quello ad energia costante
(E=cost.). Si tratta di un profilo
che assume come costante l'energia trasmessa alla corda dall'esecutore, ossia una forza impressa
funzione debolmente crescente
con il tasto premuto.
Gi da alcuni anni tutte le mie
tastiere sono costruite mediante
questo procedimento ed i risultati
sono molto incoraggiati. In confronto alla tastiera piana, che pure non certo da scartare, l'action
delle corde della tastiera E=cost
risulta pi agevole a partire dal
X-XII tasto fino all'estremo limite della tastiera.
Molti esecutori notano anche
che con essa la tensione delle corde sentita dalla mano destra rimabe costante indipendentemente dal tasto premuto dalle dita
della sinistra.
Questo importante perch il
chitarrista vuole sentire sempre la
stessa risposta delle corde sotto le
dita.

Il

Il legno migliore
per il ponte il noce

Come viene
l'ossicino?
Per quanto riguarda
del ponte, mi limito a reahzzarl.o
sempre con l'appoggio sul p0I?-tIcelIo ad altezza costante, di 11 o
12mm.
Infatti ritengo che un
pi alto dalla parte delle .corde
bassi, per compensarne Il
dI
oscillazione pi ampio,

strumento, in quanto il bracclO dI


leva pi lungo e quindi si ha una
componente della forza agente sul
ponticello sotto il tiro delle corde
maggiore. Questo porta a? una
tensione maggiore su tutto Il ponte della chitarra che pu arrecare
squilibri notevoli.
L'uso di un 'altezza costante
comporta per di lavorare la ta
stiera all'opposto,
dola dalla parte deI bassI,
compensare il maggiore fuso dI
rotazione di queste corde, che sono pi pesanti.

LA TASTIERA AD ENERGIA
COSTANTE
Quali tipi di profilo della taSETTEMBRE-OTTOBRE 1994

Il

Le tastiere hanno
curvature differenti

Come si realizza in pratica


una tastiera E=costante?
Si deve lavorare la tastiera a
mano con rasiere ed altri utensili
in modo da dare in ogni punto il
valore corretto.
un lavoro mprobo, che si ottiene solo mediante un accurato
controllo con una dima sagomata,
guardando con la luce di traverso
finch la dima appoggiata sulla
tastiera non la lascia pi passare:
a questo punto si sicuri di avere
raggiunto una precisione di qual28

che micron (millesimo di millimetro).

LA CHITARRA CON LA
TAVOLA A SPICCHI
Quale chitarra la ha soddisfatta particolarmente?
Un esperimento che mi ha dato
buoni risultati quello della chitarra con la tavola fatta a spicchi.
Mi ero sempre posto il problema di come le vibrazioni indotte
dalle corde si propagassero nella
tavola armonica oltre che parallelamente alle corde, con una velocit di propagazione lungo le fibre
del legno vll =3000-5000 m/s, anche ortogonalmente ad esse, ove
essa pari solamente a v_=800900 m/s. Gli spicchi che ho realizzato si dipartono dal centro del
ponti celIo con varie forme.

Il

Le curvature sono ideate


dal Prof. Pizzigoni

Il risultato interessante perch lo strumento accordato da


sei anni, ma la sua tavola non si
deformata minimamente. Questo
contrariamente alle previsioni pi
pessimistiche che lo volevano
estremamente fragile e soggetto a
demolirsi col tiro delle corde.
n ponte di questo strumento
addirittura a forma ovale per rispettare sempre la impedenza di
accoppiamento tra basse e alte
frequenze. Inoltre, il controllo in
camera anecoica dimostra un
buon equilibrio nell'emissione su
tutta la gamma delle frequenze
fondamentali, ed un timbro particolarmente piacevole dovuto ad
una componente armonica leggermente diversa dagli strumenti tradizionali.
Il

Si ringraziano l'Edizioni Brben


di Ancona
per la gentile autorizzazione
a riprodurre le foto
del manuale di Garrone

SEICORDE