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Don Allori si era dedicato sin da giovanissimo allo studio della musica, con

particolare attenzione per il canto gregoriano, che diverrà l'autentica fonte della
sua ispirazione artistica di compositore. La parrocchia S. Andrea di Gonnesa è
stato l'ambito liturgico spirituale in cui don Allori ha ricevuto e maturato la sua
formazione cristiana sino al sacerdozio. La sua frequentazione alla vita della
parrocchia fu assidua e forte sotto la guida dei parroci don Antonio Cavassa, don
Mario Melis e, soprattutto, don Onorino Cocco. Le sue innate doti musicali hanno
potuto esprimersi grazie alla presenza, nella cantoria della chiesa parrocchiale,
dell'organo 'Gaetano Cavalli', costruito a Lodi e collocato in fondo alla chiesa
intorno al 1901. La dedizione e passione di don Allori per questo strumento è
rimasta inalterata per tutta la vita. Amava la pastosità del registro Principale di
8', si lasciava affascinare dalla delicatezza e bellezza del suono del flauto di
4', dal registro Undamaris che, accoppiato al Principale, produceva un suono
mistico, un suono di devozione che don Allori esprimeva soprattutto durante
l'Elevazione della Santa Messa e la Benedizione eucaristica. La tromba armonica,
suddivisa in basso e soprano incrementava le sonorità maestose dello strumento
allorché veniva unita alle file di ripieno. Il basso armonico di 8' alla pedaliera
conferiva una profondità dolce all'insieme dei registri grazie ad una delicata
ampiezza dei suoi armonici. I suoni dell'organo di Gonnesa influenzeranno il gusto
per lo studio dell'armonia e del contrappunto che si può notare facilmente in tutte
le composizioni di Allori sia vocali che strumentali.

Studiò intensamente il clavicembalo ben temperato di Johann Sebastian Bach, e ciò


lo indusse, pur se dotato di notevolissime qualità e di una grande facilità di
lettura, mentre ancora completava gli studi di teologia, ad approfondire le proprie
conoscenze musicali sotto la guida di specialisti. Studiò perciò composizione con i
maestri Alessandro Esposito e Rodolfo Cicionesi del Conservatorio “Luigi Cherubini”
di Firenze, e polifonia antica con il maestro Amerigo Bortone del Conservatorio
“Giuseppe Verdi” di Milan