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Analisi lied K520 Mozart

Mozart, Als Luise die Briefe ihres ungetreuen Liebhabers verbrannte, K520

1. Analisi storica:
Mozart nasce a Salisburgo nel 1756 e muore nel 1791; il viaggio e la guida paterna sono
esperienze fondamentali dei primi anni di Mozart: conosce J. Christian Bach , scende 3 volte
in Italia dove conosce l’opera seria e buffa a Napoli, la polifonia romana, la vena strumentale
ancora fertile delle regioni Padane.
L’evento fondamentale della biografia di Mozart è la decisione di lasciare il servizio musicale
in una corte e di mantenersi come libero professionista, vendendo la sua musica
direttamente al pubblico di una grande città: tenta infatti di stabilirsi nelle maggiori città e
Europee come Parigi, Berlino, Vienna e Praga ma le sue condizioni economiche sono sempre
molto instabili; a ciò ha probabilmente contribuito il fatto che Mozart non fosse un artista
intellettuale come Gluck; il suo genio si esprimeva perfettamente solo attraverso la musica
mentre come dice Giorgio Pestelli se «Mozart avesse avuto un decimo dell’abilità di Gluck a
navigare tra gli uomini si sarebbe messo a posto per tutta la vita».
La produzione mozartiana è ampia e complessa, è un universo finito e concluso che
abbraccia tutti i generi. Il quadro cronologico dell’opera di Mozart fa capo ad alcune date
corrispondenti all’incirca a tre decadi della sua vita:
-1763/1773, da K1 a K275(messa), esplorazione dei generi musicali, scuola tardobarocca
-1773/81, da K276(antifona regina coeli) a K414(piano concerto 12 a major), si avvicina allo
stile galante (Christian Bach, Sammartini)
-1781/91, da K415(piano concerto c major) a K626(requiem d minor), stravolgimento della
scrittura (ratto del serraglio)
Le nozze di figaro K492 (1786), Don Giovanni K527 (1787), Così fan tutte K588 (1790)
Mozart scrisse questo lied nel 1787 su un testo di Gabriele von Baumberg

2. Analisi formale:
la composizione è un lied in forma di Aria bipartita, forma chiusa.
Nel complesso microcosmo del lied il compositore esprime le più disparate possibilità
espressive descrivendo musica, poesia e talvolta azione di natura scenica.
L’elemento peculiare del lied è il rapporto testo-musica, rapporto di dipendenza reciproca
dove i due elementi trovano una totale parità. Formalmente ha molte affinità con la canzone,
ma se ne differisce da un punto di vista espressivo perché il testo poetico in lingua tedesca
caratterizza fortemente la musica.
-Lied strofico: la melodia ricalca il ritmo dei versi e la struttura strofica del testo; la stessa
melodia si ripete per tutte le strofe della poesia (preludio, interludio e postludio)
-Durchkomponiertes lied: il nesso tra testo e musica è più forte; la musica si adatta
perfettamente ad ogni singola frase, rafforzandone i valori semantici e ideologici, in
un’interazione continua tra suono e immagine poetica.
I primi esempi di lieder risalgono al Medioevo nel XIII sec. Compaiono lieder elaborati
polifonicamente come il conductus, nel XIV sec. Fiorisce in Francia il Diskantlied (canzone
discantica), nel Trecento italiano la polifonia profana si arricchisce di forme come la ballata,
la caccia e il madrigale trecentesco, durante i sec. XV e XVI la chanson francese diventa la
forma più diffusa mentre in Germania fa la sua comparsa il Tenorlied in cui la melodia
popolare è affidata al tenor e le altre voci sono affidate principalmente agli strumenti. Verso
il 1620 l’affermarsi della monodia accompagnata e dello stile accordale favorice la rapida
diffusione del lied con basso continuo; nel XVIII sec. le arie diventano lied strofici impiegati
nei Singspiele. Preparato dal classicismo viennese il XIX sec. vede sorgere il Kunstlied (lied
artistico) soprattutto con Schubert, Schumann e Brahms. Nel XX sec. la seconda scuola
viennese (Schonberg, Webern e Berg) ha apportato al genere un nuovo, consistente
conributo.
Con la nascita del melodramma italiano, il Lied subisce ulteriori trasformazioni e viene
fortemente influenzato dalle forme vocali del melodramma ovvero l’aria birpartita e l’aria
col da capo. L’aria bipartita viene utilizzata fino al 1791 (morte di Mozart) ed è formata da
due sezioni di pressochè uguale stesura A e B: il percorso tonale della parte A è tonica-
dominante, quello della parte B è dominante-tonica.
L’aria col da capo è formata invece da una parte chiamata A che ha un percorso tonale
tonica-tonica e da una parte B, di ridotte dimensioni ed ha un percorso del tipo tonica-tonica
ma nella tonalità relativa di A o in una tonalità vicina quindi si rende necessaria la
riproposizione di A per riaffermare la tonalità d’impianto. Dopo la morte di Mozart la
ripetizione di A vien variata e quindi si indica con A’. L’aria col da capo non può di per sé
portare avanti l’azione drammatica e procedere alla narrazione degli avvenimenti; lascia
questo compito al recitativo (stile vocale destinato ad imitare ed enfatizzare la natura
scansionale delle parole)
3. Analisi strutturale della composizione: 2 sezioni, 4 microsezioni
4. Analisi della scrittura (singole parti):
Voce: registro: Mib3-do3; Mib4-fa4, voce medio acuta (soprano, mezzosoprano), Stile
tedesco (prevalentemente sillabico)
Pianoforte: scrittura accordale, contrappuntistica, e di tipo orchestrale; possiamo rilevare
un modulo di accompagnamento in basso albertino alle misure 7-9, un bicordo di
accompagnamento con nota pedale e note di ornamentazione al soprano (note di volta)

5. Analisi dello stile della composizione:


Stile contrappuntistico e di melodia accompagnata

Quando Luisa bruciö le lettere del suo


amante infedele

Nate da una accesa fantasia


in un momento inebriante
siete venute alla luce, ora sparite
o figlie della malinconia!

Alle fiamme dovete la vostra esistenza


io vi restituisco alle fiamme;
e tutte quelle canzoni estasiate
ahime, egli non le cantö a me sola!

Ora bruciate, e presto, o care


qui non rimarrä piü traccia di voi
ma l'uomo ehe vi ha scritte
a lungo continuerä a bruciare in me!