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La rivoluzione americana

L’America settentrionale dopo il 1750

FRANCESI, INGLESI E INDIANI (1750)


In seguito alla guerra di successione spagnola e alla 1750
pace di Utrecht (1713), in America si trovavano:
1. Francesi: Nel numero di 80.000, residenti
perlopiù in Canada. - Cedettero alcuni territori
agli inglesi.
- Il tentativo di far sviluppare la Louisiana fallì.
2. Indiani: I loro territori stavano tra i territori
della Louisiana e dei coloni inglesi: alleati ai
francesi.
3. Inglesi: Nel numero di 1 milione e mezzo, 13
colonie. Quella della Virginia cercò di espandere i
propri territori per la coltivazione del tabacco
verso l’interno.

LA GUERRA PER IL DOMINIO DEL CONTINENTE (1754-


1763)
- Gli scontri diventarono vera e propria guerra nel
1754.
- Dal 1756 (Guerra dei 7 anni in Europa) l’Inghilterra
inviò moltissime armate alla colonie, che ebbero la
meglio su Francesi e indiani.
- A riequilibrare le sorti fu l’alleanza tra Spagna e
Francia.
- Dopo la Pace di Parigi (1763):
1. Francesi persero numerosi territori, cedettero
la Louisiana agli inglesi e chiusero l’alleanza con i
pellirosse.
2. Per non essere coinvolti in altre guerre, le
colonie inglesi ebbero l’ordine di non espandersi.

LE COLONIE AMERICANE NEL 1763


Esse sorsero in tempi e circostanze differenti:
1. Sud: 5 colonie.
1a. Latifondi coltivati di tabacco, ove regnava la schiavitù.
1b. I grandi proprietari terrieri erano anche la classe dirigente.
1c. Autorità della chiesa anglicana.
2. Centro: 4 colonie.
2a. Piccola proprietà terriera.
2b. Importantissime città e porti.
2c. Popolazione molto varia a causa di alcune immigrazioni, che spingevano all’espansione verso i
territori dell’ovest.
3. Nord: 5 colonie.
3a. Chiamate Nuova Inghilterra.
3b. Popolazione totalmente inglese che non riconoscevano l’autorità della chiesa anglicana:
puritani.
3c. Ricche di legname con cui si costruivano navi per le colonie e per la madre patria.
Esse erano sottoposte ad un Governatore e un’assemblea elettiva, subordinate alla corona inglese.

IL PATTO COLONIALE E LA SOGGEZIONE ECONOMICA


Le attività produttive e commerciali delle colonie erano limitate da una legislazione mercantilista, che si basava sul
patto di non danneggiare la madre patria, per ricevere protezione politica e militare, e quindi avere rapporti
commerciali solo con l’Inghilterra e non produrre ciò che potevano acquistare da essa. Thomas Jefferson, futuro 3°
presidente degli Stati Uniti, denunciava questa legislazione che soffocava la crescita delle colonie; ma, per sviare a
tali limitazioni, nacque il contrabbando. Inoltre i coloni erano avvantaggiati dalla dinamicità del mercato inglese, e
pagavano bassi contributi fiscali al governo di Londra, che, infatti, nel 1763 li aumentò, a causa della guerra contro
la Francia.

La guerra d’indipendenza
IL DIBATTITO SUL POTERE DI TASSAZIONE
Per porre rimedio al contrabbando coloniale:
- 1764: Sugar Act, legge che mirava ad ottenere un gettito fiscale dalle colonie.
- 1765: Stamp Act, legge che imponeva il pagamento sugli atti pubblici.
Così i coloni risposero enunciando il principio di “No taxation without rappresentation”, poiché essi non avevano
rappresentanti in parlamento. Fino a quando non vennero dati i diritti rivendicati dai coloni inglesi, essi procedettero
con il boicottaggio delle merci inglesi.
Venne revocata la Stamp Act e venne approvata una dichiarazione secondo la quale il parlamento poteva decidere
anche per i coloni americani.

LA BATTAGLIA DEL TÈ
Arrivati al culmine di tensione tra colonie e madre patria, quest’ultima autorizzò la Compagnia delle Indie a vendere
il tè direttamente alla popolazione, evitando i mercanti americani. Sebbene ciò convenisse alla popolazione,
consumatori e mercanti si rivoltarono, capendo che Londra non faceva i loro interessi ma quelli delle Indie. Nel 1773
fu rovesciata in mare da dei Bostoniani un carico di tè delle navi della Compagnia, a cui il governo
londinese rispose con dure repressioni e le cosiddette “leggi intollerabili”.

LA LOTTA ARMATA E L’INDIPENDENZA DEGLI STATI UNITI


1° Congresso: 1774 Philadelphia: Vennero esortati gli americani a boicottare tutte le merci di provenienza
inglese. Dopo l’ultima richiesta al re Giorgio III di intervenire con il parlamento a loro favore, si scoprì
che egli mirava alla completa sottomissione delle colonie, e ciò determinò, senza altre possibilità, una
guerra.
2° Congresso: 1775 Philadelphia: Venne creato un esercito di liberazione (“Continental Army”) per contrastare le
truppe inglesi; Il comando fu dato a George Washington (latifondista del sud), che aveva già avuto
esperienze belliche.
3° Congresso: 4 Luglio 1776 Philadelphia: Venne approvata una Dichiarazione d’indipendenza, a cui
partecipò Thomas Jefferson. Si passò dalla difesa dei “diritti degli inglesi”, alla difesa dei diritti
dell’uomo.
1775-1783: Guerra d’indipendenza: - All’inizio gli americani hanno la peggio.
- Grazie all’abilità di comandante di George Washington i nemici vengono sconfitti
a Saratoga, 1777.
- Da quest’anno arrivarono volontari dall’Europa, specialmente dalla Francia e dalla
Spagna.
- 1783: Trattato di Versailles, con il quale viene sancita la nascita degli Stati Uniti
d’America.
- La Francia si prese una rivincita dalla guerra dei 7 anni, e la Spagna ottenne la
Florida.

La società americana dopo la rivoluzione


LA CONFEDERAZIONE DEL 1781 E LA FONDAZIONE DEGLI STATI UNITI
Nel 1781 venne approvata dai 13 stati una costituzione, la prima, che fece di loro una Confederazione. Essendosi già
proclamati indipendenti ed essendosi dati una costituzione in modo del tutto autonomo, essi non avrebbero mai
rinunciato alla loro libertà, cosicché i poteri affidati al congresso (organo confederale) erano molto limitati. Tale
Costituzione confederale portò a galla le diversità e disunioni tra i 13 stati:
1. Diversità tra nord e sud riguardo all’economia.
2. Contrasto tra est e ovest (poiché dai territori dell’ovest nascevano nuovi stati membri
dell’Unione).
Questi fattori fecero nascere la paura di una disgregazione della Confederazione, che portò ad un altro congresso nel
1787: esso portò ad:
- Un accordo tra i protagonisti della rivoluzione (Washington, Franklin e Jefferson) con i rappresentanti del centro e
del sud.
- Un nuovo testo costituzionale venne approvato dalla convenzione di Philadelphia, ma dovette aspettare un anno
per entrare in vigore poiché fu sottoposto alla ratifica di tutti gli stati, che vedevano nello stato federale l’immagine
del dispotismo che regnava in Europa.
- Nel 4 Febbraio 1789 fu eletto il primo presidente: George Washington.
DIVISIONE DEI POTERI

LA DIVISIONE DEL PARTITO FEDERALISTA


Lo stato federale quindi aveva pieni poteri in materia di commercio estero e di
circolazione monetaria, ma il sistema bicamerale e soprattutto il senato, in cui vi erano
due rappresentanti per ogni stato e a cui erano dati notevoli poteri, bilanciavano il
potere degli stati.
Ma già nascevano due divisioni nel Partito Federalista:
1. Nord: Hamilton, favorisce i ceti commerciali e finanziari del centro-nord, mirando
ad una politica protezionista fonda la banca degli Stati Uniti e vuol impedire
l’importazione dei prodotti inglesi.
2. Sud: Jefferson, favorisce i proprietari del sud e i coloni dell’ovest, favorevole ad
una politica liberista (poiché la loro economia è fondata sull’esportazione del
tabacco.

La frontiera e le prime guerre indiane


LA CRESCITA DEMOGRAFICA E TERRITORIALE E LA COLONIZZAZIONE DELL’OVEST
La popolazione, nei decenni successivi al 1790, crebbe in modo considerevole, grazie soprattutto all’alta natalità e in
parte anche all’immigrazione. Furono inglobati alcuni territori indiani e furono costituiti 7 nuovi stati. Le terre
dell’ovest, proprietà dello stato, venivano messe in vendita da esso al prezzo di 4,5 dollari per ettaro, ma non
potevano essere vendute in minor estensione di 260 ettari. Ma siccome i prezzi erano troppo alti e inducevano
all’indebitamento o alla rivendita speculativa, lo stato ridusse la dimensione dei lotti e il loro prezzo. Queste grandi
estensioni di terra non spingevano ad un’agricoltura intensiva, anzi, quando un terreno produceva poco, si preferiva
trasferirsi, e ciò i rendimenti erano bassi. Mentre nelle zone in cui l’agricoltura era radicata, si svilupparono, prima
che in Europa, aratri d’acciaio, macchine per seminare, mietere e trebbiare.

L’AMERICA DEI PELLIROSSE E LA DIFFUSIONE DEL CAVALLO


Nelle regioni dell’ovest vivevano i pellirosse, che ancora non avevano scoperto né la ruota né l’aratro, ma che
avevano abitudini di vita differenti, chi coltivava, chi cacciava, chi era nomade e chi era sedentario. Ma la maggior
parte era nomade, limitato poiché non si conosceva il cavallo, e viveva seguendo i bisonti, dai quali dipendevano
totalmente sia per l’alimentazione che per la fabbricazione di tanti altri oggetti: abiti, armi, utensili ecc… La civiltà
nomade dei pellirosse cambiò completamente quando gli spagnoli portarono in America il cavallo e le armi da fuoco,
usati per la caccia al bisonte. I pellirosse non pensarono mai di addomesticare i cavalli e non riuscirono mai a creare
federazioni stabili.

LA DISSOLUZIONE DELLA CIVILTÀ DEI PELLIROSSE


Quando i coloni americani giunsero in America costrinsero gli indiani o ad emigrare ulteriormente verso ovest, o
instaurare rapporti pacifici con questi. In ogni caso, le malattie portate dai coloni, il commercio del rhum con le pelli
e altri fattori, distrussero in qualche decennio la popolazione dei pellirosse. Furono stretti dei patti per i quali i coloni
non si sarebbero più potuti espandere, ma quando questi verranno violati, sarà guerra che porterà tutti gli indiani al
di là del Mississippi. Dopo il 1840 fu infranto anche il confine del Mississippi e i pellirosse si estinsero.
Diego Deplano 4°F Anno Scolastico 2009/10