Guerra Fredda
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INDICE
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Con l'espressione Guerra Fredda si intende il conflitto, successivo alla seconda guerra mondiale, tra
Stati Uniti e Unione Sovietica, conflitto che si combatteva non con le armi ma bensì sul fronte politico
ed economico.
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Ma la situazione della Germania delineava in realtà una situazione ben più ampia, che andava oltre la
divisione di un solo paese. Attorno alle due grandi potenze vincitrici si erano formati due blocchi di stati:
1.1
Guerra fredda: schema delle potenze
→ La Francia e l’Inghilterra diedero atto al
indebolì il loro ruolo di potenza. Al contrario l’Unione Sovietica e gli Stati Uniti, usciti vittoriosi dal
conflitto, costituivano ormai le due maggiori potenze del mondo, nonostante i due diversi sistemi
Gli USA, nella loro visione sociopolitica, consideravano l’Occidente come il “mondo libero”, che poteva
espandere la sua influenza liberando man mano i paesi del blocco sovietico dal gioco della schiavitù
comunista.
Inoltre essi temevano l’espansione del dominio sovietico in Europa e perciò favorirono l’allontanamento
dei partiti socialisti, ma soprattutto comunisti, da tutti i governi degli stati dell’Europa occidentale.
Il 5 giugno del 1947 gli USA avviarono un vasto piano di assistenza economica ai paesi europei fidati, il
cosiddetto Piano Marshall ([Link] .
Questi aiuti, oltre a permettere ai paesi beneficiari il superamento delle gravi difficoltà economiche
dovute alla ricostruzione, costosa e necessaria, consentivano politicamente il rafforzamento dei regimi
democratici e per contro l’indebolimento delle aspirazioni irrealizzabili filosofiche o rivoluzionarie dei
partiti comunisti occidentali.
1.2
La NATO e il Patto di Varsavia
→ Nel 1949 gli Stati Uniti stabilirono con alcuni paesi europei,
tra cui l’Italia, la Francia e l’Inghilterra, un’alleanza difensiva che prese il nome di NAT O (North
Atlantic T reaty Organization). La risposta del governo sovietico, che temeva l’espansione degli
Stati Uniti in Europa, fu immediata: tra il ’47 e il ’48 fece in modo infatti che in tutta l’Europa orientale si
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diverse volte sembrò di essere sul punto di una terza guerra mondiale. Questa situazione di
bilanciamento forzato dovuta ai potentissimi armamenti di cui entrambe le potenze erano in possesso, e
di tensione dovuta al timore di un nuovo conflitto, portò alla scelta del termine Guerra fredda:
Si può definire come “guerra fredda” tutto l’assetto mondiale dall’immediato dopoguerra fino alla fine
degli anni ottanta (la caduta dell’URSS è del 1991). Questo lungo periodo, però, ha avuto 3 fasi:
La prima di guerra fredda vera e propria, durata dal 1947 ai primi anni
sessanta;
La seconda, detta la fase di distensione, negli anni sessanta e nei primi anni
settanta;
Dopo il 1973, una nuova fase di tensione internazionale basata però su
strumenti in parte nuovi.
Gli arsenali militari stessi erano una delle principali armi messe in campo per questo nuovo conflitto: le
armi atomiche ([Link] e la loro potenza distruttrice erano ben note già
dalla fine della seconda guerra mondiale. Per questa ragione, lo studio sul nucleare continuò, fino a dare
vita ad armi potentissime, sempre più sofisticate e capaci di una potenza distruttiva ben più alta di quella
già nota con Hiroshima e Nagasaki.
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L’accumulo delle armi divenne, sostanzialmente, una sorta di sostituto simbolico dell’uso effettivo delle
armi stesse. Ma ogni arma a disposizione degli stati corrispose a una funzione ben precisa:
Dissuasione
Le armi atomiche, che attraverso la minaccia dell’avversario gli impedivano
qualsiasi mossa aggressiva
Persuasione
I canali diplomatici, che dopo il 1945 conobbero un arricchimento e una
crescita di complessità tali da provocare uno spostamento graduale degli
equilibri, nel corso dei decenni: da un prevalere dell’influenza americana si
passò alla crescita dei paesi decolonizzati spesso disponibili ad accordi con
l’URSS.
L’azione propagandistica, dove la comunicazione di massa era capace di
condizionare l’opinione pubblica del paese avversario
Sovversione
L’uso di strumenti clandestini – fino al terrorismo – per infiltrarsi
nell’area dell’avversario, minandone la capacità di controllo (es. servizi segreti
come la CIA o il KGB)
Negli anni della guerra fredda USA ed URSS cercarono di estendere le proprie zone di influenza,
sostenendo governi a loro favorevoli in diverse parti del mondo. Per questo entrarono più volte in
contrasto, sfiorando l’esplosione di una guerra vera e propria.
2.1
La crisi di Berlino e il ponte aereo
→ La
prima crisi della guerra fredda riguardò la città di
Berlino. Controllata in parte dalle potenze
occidentali, Berlino si trovava nella Germania
comunista: era sostanzialmente un avamposto
occidentale in terra sovietica, cosa che creava non
pochi problemi ai governi orientali, che temevano
un’”occidentalizzazione” del proprio blocco.
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Gli americani allora rifornirono Berlino, che era completamente isolata, con un ponte aereo. I russi non
osarono impedire questi rifornimenti aerei per timore di una nuova guerra, ma la tensione tra i due
blocchi si fece altissima. Si risolse in modo pacifico circa un anno dopo, con l’occidente che abbandonò
la prospettiva di introdurre una nuova moneta e l’oriente che testò la forza americana che aveva
egregiamente fatto fronte al blocco.
2.2
La guerra di Corea
→ La seconda crisi esplose in Asia, un’area che, dopo l’affermazione di Mao
Fu proprio in Asia che scoppiò il primo conflitto legato alla guerra fredda: la guerra di Corea (1950-
1953).
Alla fine della seconda guerra mondiale la Corea era stata divisa in due parti lungo la linea del 38°
parallelo Nord: la Corea del Nord, guidata da un governo comunista, e la Corea del Sud alleata degli
Americani. Nel 1950 la Corea del Nord aggredì quella del Sud. Gli Americani intervennero ma si
trovarono ad affrontare anche truppe inviate dalla Cina. La guerra terminò nel 1953 con la
riaffermazione del confine del 38° parallelo. Ancora una volta però il mondo aveva sfiorato il
coinvolgimento diretto delle superpotenze e della guerra totale.
2.3
La destalinizzazione
→ Nel 1954 moriva Stalin ([Link]
parallelamente un nuovo atteggiamento nei confronti degli USA. Incontri ad alto livello, come la
Conferenza di Ginevra del 1955, e scambi di visite favorirono la nascita del «disgelo» dopo la
«guerra fredda». I contatti fra USA e URSS passarono lentamente al dialogo, sia pure attraverso diversi
momenti di tensione. La novità più importante della politica di Kruscev fu la denuncia dei crimini di
Stalin.
2.4
La rivolta ungherese
→ Nell’ottobre 1956 scoppiò una rivolta ungherese che fu repressa dai
Sovietici in modo da evitare una pericolosa frattura nel blocco comunista. Nel 1960 nuove speranze a
[Link]) (poi assassinato a Dallas nel 1963) a presidente degli Stati Uniti: un
presidente giovane, che non faceva mistero di voler dare avvio ad una rinascita americana, che avrebbe
2.5
La crisi missilistica di Cuba e il blocco navale
→ Ma non molto tempo dopo le capacità
diplomatiche del neopresidente furono messe a dura prova. A cuba un movimento comunista, guidato
da Fidel Castro ([Link] ed Ernesto ([Link]
[Link]) che Guevara, abbatté il vecchio regime legato agli americani (1959). Castro si
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2.6
Il muro di Berlino
→ Un altro episodio aveva già portato i rapporti USA-URSS al limite della
rottura: la costruzione da parte dei sovietici di un muro nella città di Berlino, così da dividere il
settore orientale da quello occidentale. Questa drastica e improvvisa misura (il muro fu costruito quasi
tutto nella notte del 12 agosto 1961) mirava a metter fine alle numerose fughe dal settore russo di un
gran numero di cittadini che lasciavano Berlino est attratti dal capitalismo e dalla libertà che
2.7
La guerra del Vietnam
→ Sotto la
presidenza di Kennedy, gli Stati Uniti
intensificarono il loro impegno militare in
Vietnam ([Link]
[Link]) . Nel 1964, con il
Ma il mondo stava cambiando, e i movimenti pacifisti di cittadini che ritenevano ingiusta e assurda la
guerra del Vietnam non si fecero attendere. Intellettuali e cantanti appoggiarono le proteste, che si
basavano anche e soprattutto sugli insuccessi militari degli statunitensi. Non mancò molto perché gli
USA decidessero di disimpegnarsi dalla regione nel 1973. L’intero Vietnam cadde così sotto il controllo
nordvietnamita.
2.8
I Khmer Rossi
→ La Cambogia (Indocina) fu coinvolta nella guerra del Vietnam, in seguito
alle operazioni militari statunitensi, che provocarono la formazione di gruppi di guerriglieri di idee
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comuniste, i Khmer rossi. Dopo il ritiro statunitense essi si impadronirono del potere ed eliminarono
tutti coloro che potevano rivelarsi avversari politici. Milioni di cittadini furono costretti a trasferirsi
nelle campagne, per il loro piano che prevedeva tutta la popolazione impegnata nei lavori agricoli, sotto
un controllo spietato, per cui ogni minima disobbedienza era punita con la morte. I trasferimenti forzati,
le esecuzioni, la tremenda carestia causata dal fallimento della politica economica del governo,
provocarono la morte di almeno due milioni di persone. Solo l’intervento dell’esercito vietnamita (1978)
2.9
La questione israelo-palestinese
→ Nell’area del Medio Oriente, la tensione tra Israele
Il 14 maggio 1948 venne proclamato lo stato d’Israele, inglobando la maggior parte della Palestina,
mentre la striscia di Gaza fu occupata dall’Egitto. Determinante fu l’appoggio degli Stati Uniti e, in
misura minore dell’Unione Sovietica, poiché credevano vantaggiosa la creazione di uno stato di cultura
occidentale in un mondo arabo che diveniva strategicamente sempre più importante a causa delle
immense riserve petrolifere.
Gli stati arabi intervennero militarmente, dopo la formazione dello stato, ma la guerra, come la maggior
parte di quelle successive, si risolse a favore di Israele che ne uscì controllando un territorio più vasto.
Altre guerre si ebbero nel ’56, ’67, ’73 determinate dal desiderio dei profughi di ritornare alle loro
case, dalla volontà dei palestinesi di avere un loro stato, dal rifiuto d’Israele ad accogliere le loro
richieste, dal rifiuto degli stati arabi di riconoscere Israele.
In particolare la guerra del ’67 rimane una delle principali poiché Israele si impadronì di territori tolti
alla Giordania e all’Egitto. Dopo il ’73 si aprì uno spiraglio di speranza grazie agli accordi tra Israele ed
Egitto che, con la mediazione americana si conclusero con l’accordo di Camp David nel 1978 –L’Egitto
riconosceva lo stato d’Israele, e quest’ultima restituì il Sinai-. Ma lo stato di guerra continuò e palestinesi
e israeliani continuarono a morire.
L’Unione Sovietica, invece, che all’inizio aveva favorito la nascita d’Israele, in seguito però si schierò
con i suoi avversari.
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2.10
La guerra del Kippur
→ Nel 1973 si riaccese un nuovo conflitto fra Israele e i paesi arabi: la
concluse con la sconfitta dell’Egitto e dimostrando l’incapacità dei paesi arabi di sconfiggere Israele.
La questione dei Palestinesi che abitano nei territori occupati da Israele è sfociata nella cosiddetta
Intifada, una situazione di rivolta permanente, ad opera soprattutto dei giovani, contro gli Israeliani.
Solo il 13 settembre 1993 i ministri Peres e Rabin per Israele ed Arafat per l’OLP, hanno firmato a
Washington un accordo, alla presenza del presidente americano Bill Clinton, anche se la situazione
palestinese non ha a tutt’oggi trovato ancora una soluzione definitiva.
Un consiglio in più
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Ma fu con l’avvento alla guida dell’Unione Michail Sergeevič Gorbačëv — Fonte: Getty-Images
Sovietica di Michail Gorbaciov
([Link] che la crisi maturò. Gorbaciov, rendendosi conto
degli immensi problemi del suo paese, cercò di riformare il sistema comunista, rendendo meno rigido il
controllo sull’economia e concedendo libertà civili e religiose. Egli propose ai Sovietici l’obiettivo della
perestrojka (che in italiano significa ristrutturazione): cioè un vasto programma di riforme per
combattere la corruzione e le inefficienze e preparare il paese alla democrazia. La politica di Gorbaciov
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dette fiato a tutte le forze che negli Stati satelliti combattevano il sistema comunista, ormai vicino al
collasso.
Nel settembre del 1989 in Polonia nacque un governo formato non soltanto da comunisti: entrò infatti in
parlamento Solidarność, un sindacato di ispirazione cattolica poi trasformatosi in partito.
Gorbaciov non riusciva ad imporre le sue riforme perché era bloccato dall’opposizione contrapposta dei
conservatori e dei progressisti. Nell’agosto del 1991 i conservatori tentarono un colpo di stato
e destituirono Gorbaciov. Il colpo di stato fallì perché non ebbe l’appoggio dell’esercito e per la
reazione popolare guidata dal radicale Boris Eltsin. Gorbaciov ormai non aveva più nessuna autorità.
Nel dicembre 1991 così i presidenti delle repubbliche sovietiche, sciolsero l’Unione Sovietica.
Nacque così la Comunità di Stati Indipendenti (CSI) che respingeva i principi del comunismo. Il
25 dicembre 1991 la bandiera rossa che sventolava sul Cremino venne sostituita con l’antica bandiera
russa. Era la fine del comunismo in Russia e quindi la fine della “guerra fredda”.
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Storia - La
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