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Storia delle relazioni internazionali

Storia delle relazioni economiche internazionali (Università degli Studi di Milano)

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PRIMO MODULO 20ottobre


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STORIA DELLE RELAZIONI INTERNAZIONALI


Esame scritto a domande aperte alla fine del primo modulo (20 OTTOBRE) + esame
scritto finale alla fine del corso; l’esame scritto è obbligatorio per i frequentanti. Se non
si supera o non si accetta la prova, ci si presenta all’esame orale come non-
frequentanti.
Appelli: 14 DIC/ 15 GEN/ 21 MARZO/ 28 MAGGIO/ 3 LUGLIO

Storia delle relazioni internazionali: la disciplina nasce a Firenze nel 1865 come
branca del diritto internazionale, si occupa dei rapporti tra gli stati in primis, quindi i
trattati tra gli stati.
Inizialmente “fare storia diplomatica” era un rapporto tra le cancellerie dei vari stati,
era storia di ciò che un ambasciatore diceva ad un altro; successivamente ci si è
scontrati con la realtà quindi le relazioni internazionali iniziavano ad essere altro, ad
avere attori diversi. Tutto si è ampliato, le fonti come la stampa, il cinema.

Renouvent (storico francese) aprì un dibattito su questo. Scopre la presenza di forze


finanziarie, demografiche, etc. L’allievo di questo fa un passo avanti e scopre
l’attitudine di spirito di un Paese.
Il dibattito è andato avanti e Di Nolfo sarà il padre della disciplina in Italia.
Parlare oggi di questa disciplina è fare riferimento ad un dibattito che non si è tutt’ora
chiuso: per esempio il dibattito su come gli storici di relazioni internazionali possono
discutere su materiale non cartaceo come le mail.

Temi: dalla fine della prima guerra mondiale (conferenza di pace del 1919), passando
tra i 20 anni delle due guerre mondiali, gli anni della II GM durante la quale vi è
un’alleanza importante dal punto di vista delle relazioni internazionali fino ad
arrivare alla Guerra Fredda.

- Conferenza di Parigi (1919): per capire le peculiarità della pace, bisogna


capire le peculiarità della guerra.

 Primo carattere: mondialità del conflitto poiché si sono scontrati Paesi che
erano rimasti ai margini delle conflagrazioni europee (Giappone, Stati Uniti,
mondo coloniale). L’ingresso degli USA non può essere considerato qualcosa di
non inedito, è quel qualcosa che dà inizio alla proiezione mondiale di quel Paese
(make the world safe for democracy – Wilson). Il secolo americano si dice inizi
dopo la II GM, altri dicono che inizi dopo la I GM poiché è un secolo che volente
o nolente ha a che fare con gli USA. Il coinvolgimento delle colonie: hanno dato
un contributo umano e materiali incredibile.

 Secondo carattere: cambiamenti istituzionali cioè caduta di tutti gli imperi


 Terzo carattere: guerra totale. L’economia per esempio di ogni Paese è stata
virata in economia di guerra. Le donne hanno smesso di fare le mogli e di stare
a casa e sono andate a lavorare.

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 Quarto carattere: propaganda capillare fatta di immagini, di mezzi di


comunicazioni di massa.
Con la pace si introduce un concetto nuovo che fa della Germania paese responsabile, è
un concetto innovativo rispetto a tempi in cui si prendevano in considerazione un
paese vincitore e uno vinto: concetto che attiene a ciò che il criminale\paese
aggressore dovrà pagare. Se il vinto doveva pagare delle indennità originariamente,
con questa guerra si introduce un nuovo concetto secondo cui la Germania non dovrà
solo pagare una semplice indennità ma anche delle riparazioni:pagare il danno che ha
creato con la sua aggressione. (tutto questo sta scritto nell’art. 231 del Trattato di
Versailles che afferma che la Germania riconosce di essere responsabile dei danni che
ha provocato ai paesi alleati e associati; art. 227 e 228 si occuperanno dei crimini di
guerra sempre rispetto alla Germania, considerata criminale).

21 Settembre:
primo modulo (parziale).

Article 231: Versailles Treaty:


Articolo che rappresenta una novità sul panorama internazionale: obbligo della
Germania al pagamento di riparazioni, non solo indennità di Guerra. La Gerania
viene considerata come l’aggressore e responsabile per aver provocato la Guerra e i
danni ai Paesi.

Che cos’è questo trattato?


Attenzione: distinguere innanzitutto conferenza di Parigi con il Trattato di Versailles:
una cosa è la conferenza di pace di Parigi altra cosa questo trattato.
“Conferenza di Versailles” è sbagliato dirlo, la conferenza era a Parigi e all’interno
di essa sono stati discussi alcuni trattati di pace tra cui quello di Versailles, che
sancisce i rapporti tra i vincitori e un solo paese vinto, la Germania.

I rapporti con gli altri paesi vincitori sono in altri trattati:


-Trattato di Saint Germain: ripartizione dell’Impero austroungarico e le condizioni
per la creazione della repubblica austriaca. Austria subisce dal punto di vista
territoriale economico e degli armamenti un trattamento punitivo, disarmo
riparazioni economiche amputazioni territoriale, l’Austria finisce di essere un piccolo
stato con grande testa, la capitale Vienna. Sappiamo cosa la Polonia Romania ecc
prende da quell’impero e di conseguenza quello che perde l’impero austro ungarico.
Che cosa è diverso? Ci si rende conto negli anni 20 e 30 di come questa Austria cosi
piccola e debole sia il paese destinato a pagare di primo le conseguenze, inevitabile
vittima di una possibile rinascita tedesca, mentre rimane nei confronti della Germania
un tentativo di evitare la rinascita, nei confronti dell’Austria vi era un sentimento
protettivo.
Confini italo-austriaci del Brennero.

Cecoslovacchia: Quali trattati determinavano e garantivano i confini della


Cecoslovacchia?

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-Trattato di Saint Germain: Boemia Moravia, Tescen e Sudeti


-Trattato del Trianon: Slovacchia.

-Trattato del Trianon: stabilisce le sorti del regno dell’Ungheria dopo l’assoluzione
dell’Impero austroungarico.
-Trattato di Neuilly: riguardante la Bulgaria e stabiliti i territori contestati tra la
Bulgaria, la Turchia, la Grecia ed il Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni.
-Trattato di Sèvres, l'Impero ottomano, già drasticamente ridimensionato
col trattato di Londra del 1913, si ritrovò ridotto ad un modesto Stato entro i limiti
della penisola anatolica, privato di tutti i territori arabi e della sovranità sugli stretti
del Bosforo e dei Dardanelli.
-Palestina (Accordo Faysal-Weizmann, 3 gennaio 1919), Fu un accordo dalla vita
breve, per una cooperazione arabo-ebraica circa lo sviluppo di una patria ebraica
in Palestinae di una nazione araba occupante gran parte del Vicino Oriente.

CONFERENZA DI PARIGI:
Gennaio 1919, vede come carattere peculiare la sola partecipazione dei vincitori, ma le
grandi decisioni erano prese da :
 Italia (presidente della camera dei deputati Vittorio Emanuele Orlando)
 Francia (primo ministro Georges Clemanceau)
 Gran Bretagna (primo ministro Lloyd Jeorge)
 Stati Uniti ( presidente Woodrow Wilson)

Lloyd Jeorge e Clemanceau avevano una legittimazione popolare che Wilson non
aveva.

Caratteristiche di questo Trattato:

-l’ampiezza delle delegazioni che ne fanno parte, ogni paese partecipa con uno
stuolo di politici giornalisti e consiglieri, appuntamento sentito dai governi
internazionali e i giornali. Perché? Tanta era stata l’attenzione e partecipazione alla
guerra tante è anche l’attenzione a quella conferenza, che mette fine a una guerra
(combattuta per mettere fine alle guerre).

 Delegazione britannica: politici londinesi e anche alcuni delegati provenienti


dai dominions e dall’India.
 Delegazione americana: Wilson arriva a Parigi del tutto delegittimato.
Prima di quelle conferenza ci furono le middle-term elections, elezioni volte a
scegliere il legislativo ( questo perché il congresso degli stati uniti composto da
senato e camera dei rappresentanti). A queste elezioni vincono i
repubblicani, opposti a Wilson, ed è per questo in parte delegittimato. Nella
delegazione c’è un solo repubblicano infatti. Wilson non coinvolge Lodge
che dei repubblicani negli USA era il massimo rappresentante e presidente della
commissione affari esteri del Senato.

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-Assenza dei vinti: significa che la Germania dovrà firmare pena la continuazione
della guerra. Questo è il dictact di Versailles, obbligo alla firma di un trattato che non
si è potuto discutere in nessuna delle sue parti, vissuto dai tedeschi come una volontà
di annientamento, obiettivo di tutti i politici tedeschi sarà quindi capovolgere
modificare e rifiutare questo trattato.
Nasce nel momento stesso in cui questo trattato viene firmato quel sentimento
revisionista, costante della politica tedesca nel primo dopoguerra. I politici tedeschi
però non si comporteranno allo stesso modo, cambieranno gli strumenti con cui
faranno revisionismo, fino all’apice della figura di Hitler degli anni ’30.

REVISIONISMO: paesi revisionisti sono quei paesi che escono insoddisfatti dai
negoziati di pace, quelli che vogliono capovolgere modificare e invertire
quanto deciso. Germania paese cardine del revisionismo.

CONTRARIO: ANTIREVISIONISMO: i paesi soddisfatti più o meno di quel che è


stato deciso nel Trattato di Versailles, che mirano a che quanto stato stabilito
non venga modificato. Si oppongono a una revisione, sia con diplomazia che
con forza.
Francia a pieno titolo del Paese anti revisionismo. Per due ordini di ragione:
-teme una ripresa tedesca, quindi la Francia mira a un totale annientamento della
Germania perché la teme.
- un annientamento della Germania renderebbe la Francia potenza egemone in
Europa, quindi tentativo di ottenere un ruolo di egemonia in Europa che
l’annientamento della Germania consentirebbe.

 Clemanceau per questo avanza subito in maniera forte una richiesta


massima: completo distacco della Renania dalla Germania e unione alla
Francia. Cos’è la Renania: fascia del territorio lungo la quale scorre il Reno che
sta tra Germania e Francia. Rilevante zona per l’anti revisionismo Francese,
quindi questione di sicurezza.

Questa richiesta massima trova il NO all’interno del consiglio dei quattro.


Due le voci principali: Wilson e Jeorge. USA e GB.

 -no americano: pesa l’idealismo con cui gli USA sono entrati nella prima
guerra mondiale e di cui hanno fatto la bandiera della qualità del loro
intervento. Il no è in nome del principio di nazionalità che sarà poi
abbandonato ma che in questa fase sembra animare la posizione americana.

Wilson disse per autorizzazione dell’ingresso della Prima Guerra Mondiale: è una
cosa tremenda coinvolgere questo grande popolo pacifico in una guerra
terribile e disastrosa, in cui sembra che la posta in gioco sia la stessa civiltà. Ma
il diritto è più prezioso della pace e noi combatteremo per le cose più care al
nostro cuore, per la democrazia, per il diritto degli individui a far sentire la
propria voce, per i diritti e le libertà delle piccole nazioni, per il dominio
universale del diritto garantito da un insieme di popoli liberi che porta pace e

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g
sicurezza a tutte le nazioni liberando finalmente il mondo stesso. MAKE THE
WORLD SAFE FOR DEMOCRACY.
Passaggio intermedio tra questo e la conferenza: Wilson teorizza questo idealismo e
cultura giuridica nella frase.

-8 gennaio 1918: Wilson enuncia i 14 punti secondo i quali si sarebbe voluta


organizzare la pace di una guerra che stava evidentemente per finire (la Germania
cade nel novembre 1918.)
The world be made fit and safe to live in for any nations.
I quattordici punti:
-Open convenants of peace, openly arrived at. Diplomazia aperta, non accordi tra
pochi presi segretamente, ma accordi di pace raggiunti in maniera pubblica.
-freedom of navigation upon the seas.
-removal of all economic barriers and the establishment of an equality of trade
conditions among all the nation. Liberalismo economico.
-national armaments will be reduced.
-sistemazione delle aspettative coloniali basata sul doppio principio che gli interessi
delle nazioni coinvolte sono sullo stesso piano.
-territorio di Russia Belgio Italia Austria ecc… leggo il documento su Ariel.
Ultimo punto: creazione di un organizzazione internazionali che è
indipendente politicalmente e territorialmente.

Questo approfondimento della posizione di Wilson ci porta a capire il NO di


Wilson alla richiesta di Clemanceu (riguardo alla Renania).

 Il no di Lloyd Jeorge: non è mosso il no della Gran Bretagna da un


idealismo come quello di Wilson. Qui il no è sulla base di un’interpretazione
realistica delle conseguenze politiche e economiche. Il possibile ruolo
egemonico della Francia in Europa alla Gran Bretagna non piaceva.
Evitare che venga completamente meno l’unico possibile contrappeso
alla Francia nel continente Europeo, la Germania deve essere punita ma
non annientata, la GB non vuole la Francia un paese egemone.
-Seconda ragione, economia britannica avrebbe delle conseguenze negative.

Che cosa si da in cambio alla Francia dopo il no?


Che cosa viene deciso?

Contenuti del trattato di Versailles:

-PER LA RENANIA SI DECIDE LA SUA SMILITARIZZAZIONE. Rimane sotto


sovranità tedesca ma la Germania non deve disporre ne di truppe ne di fortificazioni.
Che tipo di vantaggio può dare alla Francia? La Francia ha più possibilità di difendersi
ma anche e soprattutto di attaccare. Valenza difensiva e valenza offensiva.

Altre clausole del trattato di Versailles: GUARDO CARTINA SU ARIEL

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Clausole territoriali:

-La Germania deve restituire Alsazia e Lorena alla Francia.


-Territorio della Saar: presenza di miniere, l’amministrazione della Saar data alla
Francia salvo referendum 15anni dopo che quando si terrà nel 1935 sancirà il ritorno
di questo territorio alla Germania.
-Eupen Malmedy: ceduto dalla Germania al Belgio
-Schleswig: ceduto alla Danimarca (al nord)
-Posnania, Pomerania, Altaslesia, Prussia orientale tutti territori che la Germania
cede alla Polonia. Polonia che potrebbe giocare un ruolo importante nei confronti in
caso di una ripresa tedesca, Polonia anti tedesca e antisovietica.

Germania che quindi perde la sua unità territoriale.


-Sud Danzica, città libera.
- Alla Lituania la Germania dovrà cedere il distretto di Memel.
-La Germania deve rinunciare a tutte le sue colonie, in Africa e Oceania, che
passano ad una nuova forma di controllo, quella dei mandati, Francia e Gran Bretagna
saranno le principali potenze mandatari che avranno il controllo sulle ex colonie
tedesche.
-Una di queste colonie: Penisola dello Shantung stata già occupata durante la
guerra dal Giappone, ma a gran voce richiesto dalla Cina come legittimo territorio
cinese. Wilson premerà affinché questa penisola rimane sotto controllo giapponese
nonostante le richieste della Cina. Iniziamo ad annusare una palese violazione di quei
principi affermati all’interno dei 14 punti dall’idealismo wilsoniano.

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-Clausole militari:
Torniamo alla nostra Renania. Smilitarizzazione della fascia sinistra del Reno e
occupazione della fascia destra del Reno da parte delle truppe alleate per un periodo
di 5 10 e 15 anni.
-Divieto di fabbricazione di nuovi armamenti alla Germania.
-la Germania non avrebbe potuto disporre di un esercito e flotta. L’esercito viene
ridotto a 100mila unità.
-la Germania divieto di coscrizione obbligatoria.

-Clausole economiche:
Si stabilisce che la Germania avrebbe dovuto pagare delle riparazioni in ragione del
danno che con la sua guerra aveva inflitto alle potenze vincitrice, non viene stabilito a
Parigi ne l’ammontare ne la percentuale che sarebbe dovuto andare alle potenze.

E se la Germania viola queste clausole? Cosa si poteva garantire alla Francia oltre alla
semplice firma?
La prima cosa è il fatto che con il trattato di Versailles nasce anche la
 Società delle Nazioni, organizzazione per la sicurezza collettiva che
Wilson aveva designato nei suoi 14 punti, e che appunto nasce con la ratifica da
parte dei Paesi con il trattato di Versailles. Il covenant della Società delle
nazioni è inserito nel trattato di Versailles. E appunto entrando a far parte di
quella organizzazione i paesi sono chiamati a agire per la sicurezza degli altri
paesi, e questa è una grande garanzia per la Francia.

Società delle Nazioni:


-Covenant articolo 10 della società delle nazioni: tutti i membri della società
delle Nazioni si sarebbero impegnati a rispettare e preservare l’integrità
territoriale e indipendenza politica di tutti gli altri membri contro aggressioni
esterne. Si stabilisce anche che la Società delle Nazioni solo con l’accordo di tutti i
paesi membri si sarebbe potuta effettivamente muovere per garantire indipendenza
politica e integrità territoriale. VOTO ALL’UNAMINITA’, con assenza dei vinti.

Se con questo articolo si può pensare a una Francia rassicurata sul rispetto dei suoi
confini, quale altra grande assicurazione trova la Francia nel momento in cui viene
discusso il trattato secondo le clausole ma con il no della richiesta massima di
concedere la Renania alla Francia?
Il fatto che a Parigi vengono, insieme alle clausole, siglati DUE TRATTATI DI
GARANZIA NEI CONFRONTI DELLA FRANCIA:
Gran Bretagna e USA si impegnavano a intervenire in fianco della Francia in
caso la Germania avesse violato il trattato di Versailles.
-Uno con protagonisti gli USA:
-uno come protagonista la Gran Bretagna:

C’è un qualcosa che non funziona: esiste una clausola di solidarietà tra questi due
trattati: uno sarebbe entrato in vigore solo se fosse entrato in vigore l’altro, GB e USA

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si sarebbero mosse solo solidali l’uno con l’altra. Se fosse venuto meno uno dei due
trattati anche l’altro.

Succede che questo pacchetto viene firmato dai vincitori a Parigi, ci si riesce con fatica
dopo mesi di negoziato a mettersi d’accordo su tutte queste clausole, soprattutto
perché per la GB non è stato facile accettare l’annessione di vasti territori alla Francia
e potenti garanzie che quindi mettono la Francia in una posizione superiore sul
territorio Europeo.

Questo pacchetto arriva sul tavolo anche al Senato degli USA, il Presidente non può
decidere da solo, ma anche il Senato deve essere d’accordo. Il Senato boccia quel
trattato, non ratifica il trattato, di conseguenza gli USA non entrano a far parte della
Società delle Nazioni, e con questo fanno venire meno il Trattato di garanzia per la
Francia e quindi anche quello della GB, per la clausola solidale,
COSA SI OTTIENE QUINDI?: MANCANO LE GARANZIE DEL TRATTATO PER LA
FRANCIA.

September 22nd

Lezione 3:
Mancata ratifica da parte del Senato americano del Trattato di Versailles.
Conseguenze:
La Germania dovrà firmare una pace separata con gli USA.

Perché il Senato dice no?


1. -La delegittimazione con cui Wilson arriva a Parigi, a causa delle elezioni del
medio termine con maggioranza repubblicana a fronte del partito
presidenziale che invece è democratico. L’ampia delegazione con cui Wilson
arriva alla conferenza di Parigi, con solo un repubblicano e anche di scarsa
notorietà nell’ambito politico, (Wilson non inserisce nella sua delegazione
Henry Loudge, il più noto repubblicano di quei tempi, che sarà poi anche il
principale antagonista di Wilson in quella che sarà una battaglia intorno al
trattato di Versailles.) Quando si consuma questa battaglia? Inizia già
nell’aprile 1919 quando a trattato di Versailles non ancora concluso Wilson
prende una pausa dalle negoziazioni a Parigi e torna negli USA.
Molti avevano sconsigliato a Wilson di partecipare in prima persona alla conferenza,
perché?
2. perchè in molti temevano che Wilson avrebbe introdotto troppi aspetti
personali in quelle conferenza, e sostenevano anche che
3. l’opinione pubblica non avrebbe apprezzato l’assenza del Presidente
nei negoziati americani. Questo è il motivo per cui Wilson torna, ma anche
per verificare l’opinione pubblica americana e in che stato erano le aspettative.
Già da questo primo viaggio Wilson torna poi a Parigi con la consapevolezza di
uno scarso favore per quello che si stava discutendo a Parigi, seguito dalla
stampa europea e statunitense.

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Che cosa non piace negli USA?


4. -nonostante Wilson abbia parlato nei suoi 14 punti di negoziati aperti e eguali,
durante la conferenza era il consiglio dei quattro ad assumere le decisioni
più importanti, questo ci fa capire quindi che non ci sono trattative
eguali ma ci sono diversi pesi e misure ai paesi presenti.
-Quindi: non sempre i principi dei 14 punti vengano rispettati
5. il rispetto del principio di nazionalità è altalenante, soprattutto
riguardo alla penisola dello Shantum voluta dalla Cina ma occupata dai
Giapponesi. Wilson vuole accontentare i giapponesi perché gli serve la loro
partecipazione nella società delle nazioni, venir meno l’appoggio sarebbe
un’ipoteca mostruosa.

Per Wilson riuscire a scrivere il covenant è una priorità, per far si che non
vengano persi interlocutori fondamentali per costruire il suo progetto.
Negli USA questo è un tradimento degli ideali che erano stati proclamati.

6. -L’Articolo 10 non piace soprattutto agli Stati Uniti: sicurezza collettiva,


finisce che gli USA siano coinvolti in un sistema che garantisce
indipendenza politica e integrità territoriale, ma che trascina gli Stati
Uniti in un coinvolgimento con gli Stati Europei. Legame a doppia
mandata, obbligo all’intervento, una eccessiva invadenza dell’Europa negli
affari americani. Questo articolo sembra violare la dottrina Moreau, dove la
vita degli USA avrebbe dovuto essere slegata da quella europea.

7. -Art. 10 prevedeva che il consiglio della Società delle Nazioni stabilisce


come reagire alle violazioni dell’integrità e indipendenza degli Stati
Membri, e vuol dire che il congresso degli USA rischia di essere
esautorato dai propri poteri (secondo la costituzione americana è il
legislativo che può autorizzare all’esecutivo l’utilizzo della forza)con
l’articolo 10 vuol dire che il rappresentante degli USA nella società delle
nazioni, all’interno del consiglio , può agire indipendentemente, e quindi a egli
gli verrebbe riconosciuto un enorme potere, non più il senato si esprimerebbe su
questo ma il rappresentante del consiglio. Di chi è emanazione quel
rappresentante? Dell’esecutivo. In un sistema presidenziale solitamente non c’è
possibilità di controllo per il legislativo di quel rappresentante, di sfiduciare
quel rappresentante per il congresso. Questo per il Senato americano è un
grande problema.

La storiografia ha imputato a Wilson di non avere coinvolto i repubblicani e anche di


aver sottovalutato la profondità del NO che si stava levando negli USA.

 Henry Lodge propone degli emendamenti al trattato di Versailles : cosi


com’è il trattato non si può approvare ma se volete lo si può modificare.

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Gli emendamenti sono 14: vanno a toccare i grandi punti della discordia. C’è anche una
componente di senatori che pensa che il trattato di Versailles deve essere comunque
eliminato.

E’ a questo punto che Wilson fa un secondo viaggio negli USA per cercare di
coinvolgere l’opinione pubblica intorno alla sua creatura e il suo trattato. Durante
questo viaggio Wilson viene colpito da un ictus, costretto a fare ritorno alla Casa
Bianca in stato di isolamento, cessa di essere protagonista della vita politica nella fase
in cui il Trattato stava andando ad approvazione.

A questo punto sul tavolo in approvazione al Senato arriva il Trattato di


Versailles cosi com’era stato scritto a Parigi, e quello con gli emendamenti
proposti d Henry Lodge.

-Qui si vota NO al trattato emendato, e di procedere in maniera del tutto


intransigente al trattato originale. La storiografia l’ha considerato un errore perché
nessuno dei due trattati troverà maggioranza.

Perché Wilson ha detto di non votare quello emendato?


 la prima era che Wilson aveva negoziato in virtù di un ideale, creazione della
Società delle Nazioni e sicurezza collettiva, e votare si non avrebbe portato
avanti la sua ideologia.
 Se fosse passato il trattato emendato a quel punto Wilson sarebbe dovuto
tornare in negoziato con le altre potenze, e quelle modifiche Wilson sapeva che
mai sarebbero state approvate.

Nessuno dei due trattati viene approvato.

1920 ci saranno le elezioni, Wilson spera che le elezioni possano assumere una sorta di
apparente referendum rispetto al Trattato, elezioni democratici vs repubblicani
potrebbero riscrivere le sorti del trattato, con la vittoria dei democratici, ma vince il
presidente repubblicano Hardin.
Presa di distanza definitiva da quelli che erano i disegni wilsoniani.
Significa questo isolazionismo completo? No, se da parte degli USA c’è un
rifiuto di questa partecipazione nelle vicende europee rimane una fede nel
principio del liberismo economico e sarà questa fede insieme all’attenzione
dell’economia internazionale che porta gli USA ad essere coinvolte nelle
vicende europee attraverso la issue economica finanziaria.

Torniamo agli attori:


Francia, esce dalla conferenza di Pace di Parigi con un problema di sicurezza in
parte irrisolto, le garanzie alla sua sicurezza vengono meno.
Anche per questo che quella che inaugura la Francia dopo la prima guerra mondiale è
una politica di sicurezza francese, con il raggiungimento della sicurezza come
obbiettivo prioritario. L’insicurezza è quella che si porta a casa dal Trattato di
Versailles.

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Politica di sicurezza francese:


Necessità di creazione di un sistema di alleanze: dove può guardare la Francia in
questo caso? Chi è il tradizionale alleato a cui la Francia non può più guardare? la
Russia, che sta vivendo una storia di grandissima originalità, facendola venire meno
come tradizionale alleato. Quali sono i Paesi cui la Francia può guardare?
 Belgio, 1920 patto di mutua alleanza. In che cosa si rende inedito il progetto
della ricerca di alleanze? Il nuovo assetto geografico dell’Europa da un po’
di originalità. Il crollo degli Imperi fa si che si creino un gruppo di stati vinti
revisionisti, Germania, sappiamo i vari motivi derivanti dal Trattato di
Versailles, e Austria e Ungheria (per il fatto che dai trattati presenti dei
negoziati di pace perdono vastissimi territori) , e un gruppo di stati
antirevisionisti, in parte nuovi in parte ridisegnati, Polonia, Cecoslovacchia,
Iugoslavia, Romania, Danimarca, Belgio, che hanno da guadagnare da una
politica antirevisionista soprattutto a livello territoriale. La Francia guarda
esattamente ai paesi antirevisionisti in funzione antitedesca.
 -1921: patto di mutua alleanza con la Polonia: quella Polonia che prende
dalla Germania ampia parte, Pomerania, Posmania, Altaslesia, Galizia
Austriaca, e la Polonia si ingrandirà anche poi a svantaggio della Russia, con
guerra russo polacca che segue la prima guerra mondiale vedrà con la pace di
Riga la Polonia allargarsi ai danni della Russia . Dopo la Prima Guerra
Mondiale serve una Polonia ricostituita, serve forte sia in funzione antitedesca
e in funzione antirussa poi antisovietica.
 -1924: patto di mutua assistenza con Cecoslovacchia, paese
antirevisionista. Paese del tutto nuovo, che nasce sulle ceneri dell’impero
austroungarico e che unisce Boemia, Moravia, Slovacchia e Sudeti, che per le
minoranze tedesche è destinato ad avere un ruolo importante nei 30 tra le due
guerre mondiali, cosi come il territorio di Teschen-Notescen, territorio
conteso con la Polonia perché vi sono minoranze polacche. Stato multietnico e
questo lo rende fragile ma che viene costruito ancora una volta in funzione
antirevisionista. Questa alleanza è il ponte per la Francia per arrivare a
stringere due altre alleanze: perché? Tra il 1920 e il 1922 la Cecoslovacchia
Romania e Iugoslavia avevano stretto un sistema di alleanze, Piccola Intesa,
alleanze strette da tre paesi fortemente antirevisionisti e preoccupate di una
possibile ripresa della potenza asburgica, revisionismo antiasburgico, che aveva
portato questi paesi a unirsi. Chiaro per la Cecoslovacchia, ma perché
importante anche per la
 -Romania Perché si era enormemente ingrandita dopo la guerra grazie al
crollo degli imperi, regione della Transilvania dalla Bulgheria, Dubrugia
dall’Ungheria, e anche la Romania si era ingrandita ai danni della Russia. Paese
che poteva vantare dimensioni enormemente più ampie. Patto con Francia
1926.

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 -Iugoslavia: nasce sulle cenere dell’Austria-Ungheria, e che in questo caso è il


trionfo dello stato multietnico , multilingue, multireligioso. Patto con Francia
1927.
Francia paese di riferimento per gli antirevisionisti. La Francia completa
il suo sistema di alleanze con appoggio a oriente.

Stiamo fotografando uno dei grandi temi di dibattito: problema delle minoranze.
Questi stati che vengono riscritti e ridisegnati a tavolini, sono stati che finiscono di
violare il principio di nazionalità. Qui si pone la grande ambiguità del destino del
principio di nazionalità, il crollo degli imperi porta alla ribalta il concetto di
nazionalità, i 14 punti in questo hanno contribuito a portare il concetto di nazionalità
nelle coscienze comuni. Però proprio per questo vengono percepite le violazioni di
questo principio. Da un lato lo si afferma dall’altro lo si viola, l’averlo affermato fa
vedere dove il principio viene violato.

 Esecuzionismo: atteggiamento politico volto a far si che le clausole del


trattato di Versailles vengano rispettate. Per la Francia è di estrema
importanza impedire che la Germania si sottragga al trattato di Versailles. La
Francia diventa esecuzionista soprattutto in un ambito: clausole economiche,
il tema delle riparazioni. Nel momento in cui non vuole che la Germania si
sottragga in alcun modo di ripagare le riparazioni, e la Francia vuole
recuperare quello che ha perso sotto il profilo della sicurezza il profilo
economico. Tanto la Francia è esecuzionista sul tema delle riparazione che
introduce una clausola che va sotto il nome di clausola di salvaguardia: la
Francia sostiene che avrebbe pagato i debiti che aveva nei confronti degli USA
solo se la Germania avesse pagato alla Francia le riparazione che le doveva.
Stiamo parlando del fatto che gli USA ben prima di entrate nel conflitto
mondiale nel 1917 si rendono creditori nei confronti dei paesi europei, prima
con prestiti privati poi prestiti di Stato e Francia e Germania hanno contratto il
maggior debito nei confronti degli USA. Gli USA legittimamente esigono la
restituzione dei soldi prestati e debiti, e di fronte a ciò la risposta Francese è
clausola di salvaguardia. Si crea un legame strettissimo tra tema dei debiti
e tema delle riparazioni che chiama subito in causa gli USA nello
scenario europeo.

Nel Trattato di Versailles a Parigi non vengono stabiliti l’ammontare e percentuali


delle riparazioni. Si svolgono due conferenze successive tra 1920 e 1921:
-A Spa
-A Londra
Si arriva a stabilire una cifra complessiva: 132miliardi di marchi oro.
Si stabiliscono anche le percentuali secondo le quali queste riparazioni devono essere
distribuite ai singolo paesi.
Il 52% alla Francia, il 22% alla Gran Bretagna, il 10% all’Italia, l’8% al Belgio, 6,5 % a
Grecia Romania e Iugoslavia, 0,75% al Giappone e al Portogallo.

Che posizione tiene la Gran Bretagna?

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La posizione britannica è una posizione che possiamo definire ricostruzionista:


 La Gran Bretagna non mira all’annientamento economico della
Germania, perché è maggiormente funzionale una ripresa economica
tedesca per la Gran Bretagna, perché funzionale a una ripresa
economica europea e quindi anche britannica.
 C’è il timore poi di un eccessiva egemonia francese.

C’è un momento nell’aprile del 1922 che ricostruzionismo e esecuzionismo si


scontrano: Conferenza di Genova. Primo grande appuntamento internazionale dopo
la Conferenza di Parigi, 29 nazioni, momento di confronto per affrontare il tema del
dopoguerra economico internazionale, tema del futuro della Germania dal punto di
vista economico, e della Russia di questa nuova inedita Russia e di come coinvolgerla
nello scenario internazionale, e in cui le linee direttrici delle politiche dei grandi
verranno alla ribalta.

GRAN BRETAGNA:
Direttrici della politica britannica alla fine della prima guerra mondiale.
Esce vincitrice, sotto la vittoria si nasconde la sua fragilità. Impero che vanta ¼ della
popolazione mondiale ma fragile. La fragilità è data dall’emergere di nuove potenze.
Prima si considerava l’unica potenza mondiale anche per la flotta ridimensionata.
Queste considerazioni ci possono aiutare a capire il significato di una frase che Lloyd
Jorge, primo ministro, pronuncia dopo la conferenza di Pace di Parigi: dobbiamo
evitare una guerra dalla quale usciremo irreparabilmente modificati. Non
siamo in grado di sostenerne un’altra.
Significa che direttrice della politica britannica è anche l’intenzione di evitare
il coinvolgimento in una nuova guerra, mettere in atto politiche di
compromesso, cioè l’idea che la pace deve essere tutelata anche a costo di
qualche sacrificio: perché? Perché i politici britannici sono consapevoli che
una guerra non la possono sostenere.
Parola: politica di pacificazione, appeasement.

Quando si può parlare di politica di appeasement per la politica britannica? Possiamo


definirla essa quella degli anni 20? O solo negli anni 30? E politica di
appeasement la politica britannica nei confronti di Hitler e basta o c’è una
continuità tale da consentirci di parlare di appeasement negli anni 20? Gli storici
danno risposte differenti.

 L’autore del nostro volume, Di Nolfo , la pensa in questa maniera: è corretto


parlare di politica di appeasement negli anni ’30 durante il nazismo hitleriano,
quindi quando la Gran Bretagna in una situazione di assoluto svantaggio e del
tutto debole, decide di portare avanti tale politica.

 Altri storici sono dell’idea che tanti sono gli elementi di continuità della politica
britannica degli anni 20 e 30, ed è quindi corretto parlarne sin dagli anni ’20.
Dagli anni 20 agli anni 30 cambia semplicemente la potenza dell’interlocutore,
e la posizione in cui la GB esercita la politica di appeasement, negli anni 20 in

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una posizione di forza, perché esce vincitrice dalla guerra, ed è la Germania ad


essere un interlocutore debole. Negli anni 30 invece è la GB in una posizione di
debolezza, perché nel 33 c’è Hitler, ed è la Germania ad essere forte. I sacrifici
nella posizioni di debolezza saranno più evidenti.

Perché quindi la GB porta avanti questa politica di appeasement?


Per vari motivi:

- processo di democratizzazione interno al common wealth, i dominions pesano,


hanno una forma di autonomia e la vogliono mantenere. La GB sa bene che non
può trascinare i suoi dominions in una nuova guerra. Non si è sostenuti dall’impero.
-Le risorse: la GB esce devastata dalla prima guerra mondiale, con deficit della
bilancia commerciale di grandi proporzioni.
-piano militare: all’indomani della prima guerra mondiale viene votata in GB una
legge che si chiama Legge dei 10 anni, secondo la quale la GB avrebbe dovuto
elaborare piani militari impostati sul calcolo che non ci sarebbe stata una guerra
nei successivi 10 anni, (legge che è stata votata nell’agosto 1919 ). Perché? per
consentire alle risorse di virare in altre direzioni e non in quella militare. Il drenaggio
del piano militare era già occupato nelle colonie.
- La GB pensava di non poter sostenere una guerra perché non c’erano alleati su cui
poteva contrare.
-l’opinione pubblica era stanca di guerra, perché convinta di aver combattuto una
guerra, la Grande Guerra, che avrebbe dovuto porre fine le guerre.
-Infine, paese che attira l’attenzione e la preoccupazione britannica, Russia. Questa
preoccupazione la spinge spesso a cercare compromessi altrove, politica di
appeasement.

27th September:
Anni 20 e anni 30 continuità della politica di appeasement.
Negli anni 20 la GB è in una posizione di maggiore forza rispetto alla Germania, e
quindi esercitare una politica di appeasement in una posizione di forza è diversa che
esercitarla in una posizione di debolezza degli anni 30 che rende evidenti i sacrifici che
la GB dovrà fare per raggiungere quel compromesso di non andare in guerra.

RUSSIA E I RAPPORTI CON LA GB:


Conferenza di Genova 1922, la Russia è presente.

La Russia bolscevica esce dal primo conflitto mondiale con la pace di Brest Litovsk, e
quando questa nuova Russia esce dalla guerra mondiale (1918) si pone per i suoi
alleati, Francia GB e USA un problema di evidente portata: riportare la Russia in
guerra in una fase in cui la Germania non è ancora sconfitta.
Tra Marzo e Novembre si colloca l’armistizio con la Germania: dopo che la Germania è
sconfitta vengono meno le intenzioni strategiche da parte dei paesi occidentali.
Continuano dopo il novembre del 1928 aiuti volti a rovesciare il governo russo ma si
unisce anche la politica del cordone sanitario.

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Questo governo comunista fa paura.

Come viene arginata questa minaccia da parte delle forze occidentali?


 Le potenze occidentali appoggiano il tentativo d’indipendenza che viene
fatto da parte di Finlandia Estonia Lituania e Lettonia indebolire la forza
della Russia.
 Le potenze occidentali favoriscono l’amputazione territoriale della Russia a
favore di Romania e Polonia.
Guerra russo-polacca, 1921
-pace di Riga con la fine di questo conflitto, alla Polonia andranno i
territori della Bielorussia e Ucraina, con i paesi occidentali che appoggiano
la Polonia sempre per il motivo che un governo comunista fa paura, e
soprattutto il dilagarsi di questa nuova ideologia.

 1921: Patto di mutua assistenza tra Polonia e Francia. Già visto.

 1921 per altro possiamo registrare delle prime svolte nell’atteggiamento


con cui da parte britannica si guarda alla Russia.

 sul piano interno da parte sovietica vengono fatte riforme economiche che non
passano inosservate a quel paese che in Europa stava attendo agli assetti
economici nelle varie economie, la GB.

-NEP politica economica che viene approvata dal governo bolscevico.


Concede un surplus commercializzabile e apre le porte agli stranieri, la
Russia diventa possibile partner commerciale.

Da che cosa capiamo che la GB tende l’occhio prima degli altri a questa apertura
economica?
1921 la GB e Russia Bolscevica stringono un accordo commerciale:
 Ripristino di relazioni economiche tra i due paesi.
 Parte politica: impegno da parte della Russia a non esportare la sua ideologia
nelle colonie britanniche. Non sfugge neanche la minaccia della Russia e del suo
governo comunista alla GB.

Riconoscimento solo dal punto di vista economico, perché dal punto di vista
diplomatico la GB non riconosce la Russia Bolscevica. La GB la riconoscerà nel 1924.

Come i nostri protagonisti arrivano alla CONFERENZA DI GENOVA APRILE 1922

Nasce per iniziativa di Francia e Gran Bretagna. 29 nazioni partecipano (34


con i dominions della Gran Bretagna: Canada Australia Nuova Zelanda
Terranova e Sud Africa.)
Perché questa iniziativa?
Per risolvere i due problemi principali che si manifestano nello scenario europeo.
L’obbiettivo è che si crei quasi un consorzio europeo.

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Questi due problemi sono:


-le riparazioni di guerra della Germania
-che facciamo della Russia Bolscevica?

A giocare questa partita diplomatica sono quattro politici di ampia notorietà.


 FRANCIA Poincare
 GRAN BRETAGNA Lloyd George
 GERMANIA Rathenau, ministro degli esteri: La Germania non riesce a
pagare le riparazioni. Ne pagherà in parte e poi arriva a una moratoria.
 RUSSIA: Cicerin, commissario dopo Trotsky. Per la prima volta Cicerin si trova
a giocare e fare diplomazia con chi è più esperto di lui. La Russia ha molto
timore nell’affrontare questa conferenza, tanto da portare Cicerin a tentare un
primo passaggio di esplorazione a Berlino prima di arrivare a Genova. L’idea
era che se si fosse riusciti ad ottenere un accordo separato con la Germania, con
il quale poi sarebbero potuti arrivare a Genova con maggiore forza. A Berlino
propone a Rathenau un accordo economico e militare: Rathenau non accetta
per una ragione speculare a quella che aveva portato Cicerin a chiederlo, aveva
paura infatti di arrivare alla conferenza di Genova con le mani legate (se arrivo
a Genova con un accordo preventivo con i russi mi gioco il tavolo).

Alla fine della conferenza Francia e GB, che hanno invitato gli altri partecipanti, non
riescono a mettersi d’accordo. Da ricordarsi il ricostruzionismo e esecuzionismo.
Questo è il principale motivo.
1. Per la GB si può scendere a compromesso per la Francia no.
2. La Francia vuole ottenere le riparazioni. Questo problema emerge alla
conferenza di Genova.
Anche in relazione alla Russia i due paesi erano di idee diverse, tanto da non consentire
di raggiungere un accordo.
1. Da parte britannica si è disposti a un avvicinamento alla Russia bolscevica.
2. Da parte francese no, perché? Perché la Russia deve ripagare i debiti che lo zar
aveva contratto nei confronti della Francia. Vuole anche gli indennizzi per le
imprese francesi che i bolscevichi hanno nazionalizzato.

La GB propone quindi di rinunciare al debito ma di arrivare a un compromesso per le


riparazioni.

Quando Cicerin si accorge che i negoziati vanno per le lunghe attua una
formidabile mossa diplomatica: avvicinamento alla Germania fingendo un
accordo separato con la GB e la Francia. Mette in giro la voce di un accordo
separato tra russi britannici e francesi al termine di un incontro effettivamente
realizzatosi tra lui stesso e Lloyd George.

Rathenau teme che questo accordo si sia davvero realizzato, e che quindi i russi si siano
accordati separatamente con inglesi e francesi. Teme quindi che la Germania possa
essere l’unico paese escluso e che in un possibile accordo separato si sia addirittura
deciso che la Germania debba pagare anche alla Russia delle riparazioni. (a ricordare

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che nel trattato di Versailles non era impedito il fatto che successivamente la Germania
avrebbe dovuto pagare altre riparazioni).
Rathenau quindi accetta di stringere con Cicerin un accordo separato.

16 aprile russi e tedeschi firmano l’accordo di Rapallo 1922:

 Prevede la rinuncia reciproca a pagamento di indennizzi e riparazioni.


 Riconoscimento della clausola della nazione più favorita. L’altro paese
avrebbe avuto condizioni doganali non meno favorevoli rispetto a quelle
accordate con paesi terzi.
 Accordi militari: scambio di istruttorie e possibilità per la Germania di
sperimentare armi in Russia.
 Reciproco riconoscimento diplomatico. La Germania riconosce per prima
la Russia dopo il conflitto.

SPIRITO DI RAPALLO: SODALIZIO DEGLI ESCLUSI, DI CHI NON SI E’ RIUSCITI A


TEMERE IN UN CIRCOLO VIRTUOSO DELLE RELAZIONI INTERNAZIONALI.

Quando si ripeterà ancora questo sodalizio degli esclusi?


Patto Molotov Ribbentrop, o patto Hitler-Stalin, patto nazi sovietico : Germania
Nazista e Unione Sovietica, un patto di non aggressione fra le due grandi potenze
nel1939.
Perché si arriverà a questo? Perché la GB e Francia saranno incapaci di tenere URSS
con se quindi i sovietici scelgono l’avvicinamento alla Germania di Hitler.

Si esce dalla conferenza di Genova con problemi irrisolti, soprattutto la Francia:


-Problema di sicurezza
-esecuzionismo.
La Germania che non pagherà tutte le riparazioni.
Questo ci spiega perché Pointcare, ministro francese, passa a una soluzione per nulla
diplomatica:
occupazione della Ruhr, territorio interno alla Germania ricco di miniere. Perché lo
fa? cerca di estrarre quel che la Germania doveva alla Francia in termini di
riparazioni.

ITALIA: paese per ora lasciato in disparte.


Quando parliamo di revisionisti e antirevisionisti ci facciamo la domanda, e l’Italia?
Dopo la prima guerra mondiale è un paese antirevisionista.

L’Italia con il Patto di Londra 1915 era entrata in guerra dopo aver ottenuto le
condizioni.
Con il Patto di Londra l’Italia ottiene l’Istria e la Dalmazia, nella conferenza di
Londra non chiede Fiume, ma lo chiede quando caduto l’impero austroungarico pensa
di ottenerlo dagli accordi di pace.
Il seno alla conferenza di pace, il Trattato di Versailles, consiglio dei quattro:

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 Orlando, presidente del consiglio, a cui si oppone Wilson, presidente americano.


Wilson voleva disconoscere Orlando, citando proprio l’Italia come paese che
doveva rispettare, riferendosi ai confini ,i l principio di nazionalità
- Orlando lascerà il Trattato di Versailles
- Orlano porterà avanti degli accordi bilaterali in via definitiva rispetto ai confini
tra i due paesi, Italia e Iugoslavia.

ITALIA E IUGOSLAVIA:

 CONFINI DOPO LA CONFERENZA DI PACE:


-1920: accordi di Rapallo tra Italia e Iugoslavia: si stabilisce che l’Italia può avere
Istria, la citta di Zara in Dalmazia e Fiume in quel periodo sarebbe stato sotto il
controllo della società delle nazioni.
Punto modificato dagli accordi tra Italia e Iugoslavia del 1924.
-1924: all’Italia va Fiume e i porti e baia alla Iugoslavia. Sempre in questo accordo
si stabilisce l’impegno reciproco alla non ingerenza in Albania. La non ingerenza
in Albania non la rispetta nessuno.
-1926 l’Italia stringe con l’Albania un patto sia commerciale che di sicurezza, di
fatto un’alleanza, violazione del principio di non ingerenza.
-1927 la Iugoslavia stringe un patto con la Francia, patto di mutua assistenza.
Funzione antitedesca, antisovietico ma anche antitaliano siglato l’anno dopo il
patto tra Italia e Albania.

CONSIDERAZIONI: quali confini possono essere disegnati?


-Confini al Brennero accettabili.
-I confini con la Iugoslavia molto meno, che era inoltre un paese nuovo e forte valenza
antirevisionista.

Il mito della vittoria mutilata: L’Italia quindi esce dalla conferenza di pace con questo
mito. Molti storici l’hanno considerato ingiustificato questo mito, anche sulla base di
quanto l’Italia ottiene uscendo dalla conferenza di Pace.
Che cosa fa presa su quel mito? Quel mito contribuisce in maniera massiccia
all’ascesa di Mussolini che dall’ottobre del 1922 governerà il paese.

 L’ITALIA E’ UN PAESE REVISIONISTA O ANTIREVISIONISTA?


-revisionismo o antirevisionismo? Fino ad adesso tutto quello che abbiamo detto ci
farebbe parlare di revisionismo.
Un aspetto però ci fa considerare l’Italia come antirevisionista:
L’Austria, per l’Italia avere in testa l’Austria o la Germania è assolutamente una
grandissima differenza. L’Italia è uno dei paesi più fortemente attenti affinché il
divieto di Anshluss venga rispettato.

DA RICORDARE:

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 Anschluss: annessione dell’Austria alla Germania nazista 1938 per formare la


Grande Germania.
 Ausschluss: esclusione dell’Austria alla Germania.

Cerchiamo però di rispondere alla domanda:


L’Italia è quindi un paese revisionista o antirevisionista?
Quando Mussolini arriva al potere e la politica fascista inizia a esplicarsi,
l’antirevisionismo in Europa ha un paese di riferimento, la Francia. Mussolini non può
quindi porsi al centro di una politica, ma questo è essenziale per Mussolini. Perché?
Perché il fascismo appoggia una politica di prestigio, mettere quindi l’Italia al centro e
come paese di riferimento per altri paesi. Per far ciò quindi l’Italia può solo portare
avanti una politica revisionista perché lo spazio centrale degli antirevisionisti è già
occupato dalla Francia.
In altre parole, l’Italia starà attenta a fare una politica revisionista dove le conviene,
caso Albania anni 20 e caso africano anni 30, ma attenta ad essere antirevisionista
dove il revisionismo tedesco e austriaco fanno paura, infatti è attenta a far si che il
divieto di Anshluss venga rispettato.

September 28th

ITALIA REVISIONISTA O ANTIREVISIONISTA?


La politica che l’Italia sceglie è più revisionista perché ha bisogno di una
politica estera di prestigio che permette a Mussolini di giocare all’esterno,
politica realizzabile solo nell’ambito dei revisionisti perché quello degli
antirevisionisti è già pieno, soprattutto con la presenza di un perno forte, la
Francia.
C’è un ambito della politica italiana che però è antirevisionista, l’Austria.
Perché? Perché per l’Italia vuole sicuramente avere l’Austria alla sua destra e
non la Germania, e quindi si è attenta a far si che il divieto di Anshluss, e
quindi il divieto di annessione dell’Austria alla Germania, venga rispettato.
Il revisionismo emerge in modo specifico nell’adriatico, con l’Albania, e anche
revisionismo africano con gli anni 30.

GIAPPONE: Altro paese che abbiamo lasciato in disparte ma che dobbiamo affrontare.
- Durante la conferenza di Parigi il Giappone ha avuto un trattamento favorevole
da parte del consiglio di quattro, con la concessione che a danni della
Germania il Giappone ha avuto, penisola dello Shantung e regioni a nord.
Penisola che veniva lasciata ai giapponesi che nel 1915 l’avevano occupata. La
Cina la lamenta come legittimo territorio cinese. Perché quella scelta da parte
di Wilson? Per tenere il Giappone ben legato al progetto più importante per lui,
cioè la creazione di quella società delle Nazioni. Per raggiungere questo
obbiettivo era disposto a fare dei sacrifici, come sacrificare il principio di
nazionalità cosi tanto difeso dai suoi quattordici punti.

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Il Giappone era quindi rafforzato, e diventa una possibile minaccia per gli altri
protagonisti della vita nel pacifico, in particolar modo per gli stessi USA (non che
Wilson non lo sapesse, ma erano le altre le sue priorità in quella fase.)

Ora le priorità di Harding, nuovo presidente americano, invece sono porre l’attenzione
su quel Giappone rafforzato:
-cercare di contenere il Giappone
-iniziare a porre sul tavolo della diplomazia internazionali il disarmo. Non è un
disarmo generale che era previsto dall’ art.8 del Covenant della Società delle Nazioni,
ma un disarmo parziale, quello navale, a cui Harding pensa all’inizio del suo
mandato negli anni ’20.

Si convoca da parte degli USA una conferenza internazionale.

CONFERENZA DI WASHINGTON:
Dal Novembre del 1921 al Febbraio 1922, e i Paesi che vi partecipano sono tutti quelli
che avevano interessi nel pacifico :
USA, GB, Francia, Italia, Giappone, Belgio, Olanda, Portogallo e Cina.

Si discute un pacchetto di accordi che porta alla firma di tre diversi trattati:
 Trattato delle quattro potenze: USA, GB, Giappone e Francia. Si stabilisce
non aggressione per il pacifico, perché? Tutti si impegnano a rispettare
reciproci diritti nell’area e ad accordarsi in caso di violazione di terzi dei diritti
di questi quattro nell’area. La Francia è direttamente meno interessata, ma si
restituisce in termini di politica di potenza quello che le era stato tolto nel
secondo dei trattati discusso a Washington. Si restituisce qualcosa in termini di
principio.
 Trattato del disarmo navale: anche nei sistemi presidenziali la politica estera
non è elaborata da una persona sola, da ricordarlo. Questo trattato stabilisce
delle limitazioni al naviglio pesante, quindi sopra un tot di tonnellaggio per 15
anni di cinque paesi: USA GB Giappone Francia e Italia. Ecco l’inserimento di
questi due, Francia e Italia, alla conferenza. Come vengono stabiliti questi
limiti? Creando gerarchia tra di essi, delle percentuali che questi paesi non
avrebbero dovuto superare. Sono state indicate delle quote entro le quali ci si
sarebbe dovuti mantenere. GB e USA si sarebbero dovuti mantenere alla
quota di 5 , Giappone quota 3, Francia e Italia quota 1,75. Si creano delle
proporzioni tra i rispettivi navigli di queste cinque potenze. Risvolto politico
nell’aver stabilito queste quote.
-stabilire delle quote significa creare una sorta di graduatoria: Fino a questo
momento la GB era indiscussa superpotenza dei mari e punto. La regola prima
era quella del two power standard la GB doveva avere maggiore rispetto alla
somma della seconda e terza potenza navale. Dopo la prima guerra mondiale
succede che in una riunione del gabinetto di guerra britannico si passa alla
regola del one power standard, la flotta americana non avrebbe dovuto
essere inferiore a quella di nessun altro. Parallelo venir meno di molta
della potenza britannica. Non siamo ancora a quel pieno passaggio di potenza

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che vedremo dopo la seconda guerra mondiale ma questo è comunque un


momento di ammissione della fragilità della GB.
-Italia e Francia. Era l’Italia una potenza navale? No, importante risultato per
l’Italia è l’affermazione di non grande potenza per la Germania.
-Il Giappone? Raggiunge una quota di naviglio interessante ma trova una
limitazione, verrà stabilito infatti nello stesso trattato divieto di costruire nuovi
basi navali.
 Trattato delle nove potenze per la porta aperta, protagoniste tutte le
potenze che hanno partecipato a questa conferenza, dove? In Cina. Si rispetta la
sovranità indipendenza e integrità territoriale della Cina. Che cosa si affianca a
questo impegno? Il Giappone rinuncia alla penisole dello Shantung, ma
mantiene il controllo delle ferrovie in Manciuria.

ANALISI DEL TRATTATO DI LOCARNO CHE INIZIA DA QUI:


COME SI ARRIVA ALLA STESURA DEL TRATTATO DI LOCARNO 1925:
CRISI DELLA RUHR
Dopo aver presentato tutti i protagonisti,
RIPRENDIAMO IL FILONE E TORNIAMO IN EUROPA:
Problema irrisolto della sicurezza francese che non si è neanche risolto nella
conferenza di Genova, la Francia porta avanti politica esecuzionista e cerca un sistema
di alleanze.
Pointcare non trovando una soluzione a Genova nel 1923 invade la Ruhr, dopo
non aver ottenuto il pagamento delle riparazioni da parte della Germania.
Regione ricca di risorse. La Francia ha quindi l’obiettivo di recuperare in natura ciò
che la Germania deve in termine di riparazioni, POLITICA DI PEGNO PRODUTTIVO.

La politica con cui risponde il governo tedesco è la RESISTENZA PASSIVA: invita


gli operai delle miniere a non lavorare pagando comunque il salario cosi che le miniere
non producono, i francesi devono portare i propri operai, francesi e belgi, nelle miniere.
I costi di questa produzione sono esponenziali.

Come rispondono le altre potenze a questa occupazione della Ruhr?


 La GB condanna l’occupazione della Ruhr.
 L’Italia di Mussolini no, infatti qualche operaio italiano partecipa anche
all’operazione. Perché? Perché la crisi della Ruhr va in concomitanza con la
crisi di Corfù, Italia e Francia non si condannano e appoggiano le decisioni, vi è
quindi un reciproco interesse.

Nel settembre 1923 il nuovo cancelliere tedesco Stresemann dichierà conclusa


la resistenza passiva e metterà fine alla crisi della penisola della Ruhr.

Cosa succede successivamente in Germania?


 Cade in una iperinflazione. Danno dell’economia tedesca che porta il
proliferare del malcontento e di azioni sovversive in Germania. Non è un caso
che ci sia il primo tentativo di colpo di stato di Adolf Hitler ma anche un

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momento dove nella fase più grave della Ruhr, nasce anche il SEPARATISMO
RENANO, regione al confine della Francia.

Stresemann: figura più rilevante nella storia delle relazioni internazionali


degli anni 30. (su ariel guardo le sue frasi).

Chi era Stresemann?


 Cancelliere e ministro degli esteri dall’agosto 1923, esponente della borghesia
renana, era stato anche presidente della commissione parlamentare affari
esteri prima di diventare cancelliere.
 Era stato un cocente oppositore del trattato di Versailles. Aveva definito questo
trattato la più grande frode della storia.

Ad un collaboratore Stresemann avrebbe fatto alcune dichiarazioni (file pubblicato su


ariel).

Prima All’indomani
dichiarazione: del voto dell’Assemblea
Costituente tedesca sul trattato di Versailles Stresemann
con6dò a un collaboratore che a suo giudizio la Germania
doveva puntare a «liberare la Renania, recuperare Eupen e
Malmedy e la Saar, conseguire l'Anschluss dell'Austria e
ottenere per mandato o in qualsiasi altro modo, una colonia
africana che fornisse le materie prime essenziali e oFrisse uno
sbocco alle energie della più giovane generazione».

Nella prima dichiarazione emerge il proclamo del revisionismo tedesco, vengono


richiamati dei punti cruciali del trattato di Versailles come recuperare la Renania,
Eupen e Malmedy, la Saar, conseguire l’Anschluss dell’Austria vietato dal trattato ecc..

In che modo Stresemann porta avanti i suoi obbiettivi?


- abbracciare una politica molto più realista: si rende conto che la Germania per
tornare ad essere forte deve abbandonare la politica delle sterili discriminazioni,
di chi lamenta il dictat, ma deve cercare di riiniziare a collaborare con gli altri,
deve cambiare la sua faccia sul piano delle relazioni internazionali.

 Questa è la politica di ADEMPIMENTO: significa voler mostrare agli alleati di


essere disposti ad andare incontro, riaccendere negli alleati una fiammella
di fiducia nei confronti della Germania.
 Stresemann, calandoci nella questione Ruhr pensa che mettere fine alla
resistenza è l’unico strumento per arrivare poi all’evacuazione della
Ruhr da parte francese. Vedremo come a stretto giro questa sua scelta sarà
corretta e nel giro di due anni la Rurr sarà evacuata.

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Stresemann dovrà pagare il malcontento all’inizio, che lo porterà a rimanere non più
cancelliere ma ministro degli esteri di un governo prima guidato da Marx e poi Luther.
Uno dei principali risultati della crisi del Ruhr:
-iperinflazione che colpisce la Germania
-attenzione degli USA ha messo in moto il piano Dawes.

Guardare immagini su ariel, i bambini giocavano con blocchi di denaro tanto non
valevano nulla, spesso si bruciavano i soldi al posto del legno perché il legno valeva di
più. Coppia che esce con la carriola dalla banca dopo aver prelevato, signora che con
dei cesti di banconote sta andando a comprare.

COME SI ARRIVA ALLA COMPLETA EVACUAZIONE DELLA RUHR?

La situazione economica grave in Germania attira anche gli USA.


1923 Coolidge succede ad Harding che muore.

 1924 in vigore il piano Dawes che sarà fondamentale perno le relazioni


franco tedesche che a metà anni venti faranno un importante balzo in avanti.

PIANO DAWES: come si arriva all’entrata in vigore?


Vari motivi portano all’entrata in vigore di questo piano dopo l’iperinflazione che
colpisce l’economia tedesca:
 -controllare e sistemare il bilancio tedesco
 -ragionare sui pagamenti tedeschi in modo tale che si parli delle riparazioni
rendendosi consapevoli su quello che la Germania può effettivamente pagare.

Nell’estate del 1924 si arriva a una conferenza, la conferenza di Londra (a cui non
parteciperanno i tedeschi ma arrivano in un secondo momento).
Protagonisti della conferenza di Londra:
-Francia
-GB
-Usa
-Italia.
Questa conferenza che produce un pacchetto di accordi che creerà quello che
va sotto il nome di PIANO DAWES:
 La Germania sarà dotata di un nuovo marco.
 La Germania deve riprendere i pagamenti con quote annuali crescenti, mano a
mano che l’economia si sistema anche i pagamenti possono crescere.
 Il piano avrà la durata di 5 anni.
 Si prevede un prestito obbligazionario su mercato mondiale, azioni delle
ferrovie tedesche. Prestito supportato dagli USA.

Il risultato del piano Dawes è che la Germania riuscirà ad uscire dalla situazione
devastante a livello economico.

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Dal punto di vista politico vediamo nuovamente come ci sia pieno coinvolgimento degli
USA sullo scenario europeo. Perché questo?
Il legame prestiti-riparazioni da ricordare: perché? Consente ai paesi europei di
restituire il prestito contratto durante la guerra dagli USA. (clausola di
solidarietà che la Francia dichiara uscente dai negoziati di pace).

 Nella conferenza di Londra parallelamente alla discussione del piano


Dawes viene anche deciso che nell’arco di pochi mesi si sarebbe dovuti
arrivare alla completa evacuazione della Ruhr.

1925: la Ruhr sarà completamente evacuata. Stresemann capitalizza nel giro


di solo un anno e mezzo i risultati auspicati, ripresa dell’economia e
evacuazione della Ruhr.

Il piano Dawes e i risultati che raggiunge sono funzionari a creare il terreno


fertile perché si possa arrivare ad una ricomposizione anche sul piano politico
delle relazioni franco-tedesche. Metà anni 20 salto di qualità:

1925: si svolge a Locarno una conferenza, la conferenza di Locarno che segna


l’apice per quel che concerne la possibile riconciliazione tedesca francese e il
CAPOLAVORO DI STRESEMANN.

PROTAGONISTI DI LOCARNO:
Che cos’è questa conferenza ?
Ottobre 1925 ci sono quattro grandi protagonisti:

-Stresemann come ministro degli esteri, per la Germania, accompagnato anche da


Luther, cancelliere.

-Briand ministro degli esteri francese che aveva preso le distanze dalla politica di
Pointcare, nella Ruhr aveva condannato l’occupazione e accoglie in maniera positiva e
lungimirante le prime avvisaglie da parte di Stresemann di una politica di
adempimento. Vuole raggiungere una riconciliazione con la Germania che porti
maggiore sicurezza, ma anche evitare il possibile avvicinamento della Germania dalla
Russia, dal 1922 Unione Sovietica.
Brian crede quindi nella pacificazione, che possa portare anche potenza e sicurezza
nella Francia.

-Mussolini per l’Italia, presidente del consiglio e ministro degli esteri, tra il 1922 e il
1929.

-Belgio, Vandervelde ministro degli esteri.

-Austen Chamberlain (il fratello di quello degli anni 30 sarà protagonista della
conferenza di Monaco a cui la vulgata da la colpa di tutta la politica di appeasement)
ministro degli esteri GB.

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-Presenti anche il primo ministro della Polonia, Cecoslovacchia e il sindaco di Locarno.

1. COME SI ARRIVA A LOCARNO?

L’ambasciatore britannico a Berlino, cogliendo la politica di Stresemann, suggerisce a


egli di fare un passo avanti, ricomposizioni sul piano politico di riconciliazione con la
Francia:
 Stresemann voleva dare una garanzia alla Francia che la portasse ad accettare
di dialogare con la Germania. Sullo stesso piano, Stresemann affronta questa
proposta attraverso una riflessione: se la Germania avesse continuato in
una politica di intransigenza, forza, rivendicazioni, avrebbe avuto tutta
l’Europa contro di se. Doveva quindi rendersi conto della realtà della
sconfitta. Per ottenere dei risultati cui Stresemann auspicava , la Germania
doveva far si che la comunità internazionale si fidasse di lei
rassicurando la Francia, come? dando una garanzia alla Francia, potendo
tornare ad essere un paese cui gli altri potessero tornare a dialogare.
 Il revisionismo però rimane la direttrice della politica estera di
Stresemann, cambiano gli strumenti attraverso i quali l’obbiettivo del
revisionismo poteva essere raggiunto. Stresemann è revisionista tanto
quanto Hitler, l’obbiettivo è lo stesso, cambiano gli strumenti: Stresemann
porta avanti il revisionismo con la politica di adempimento e dialogo
nel primo, Hitler lo porterà avanti con la forza.

GARANZIA: Cosa da quindi Stresemann per rassicurare la Francia?


Considera definitamente l’Alsazia e la Lorena come territori francesi: si passa
dall’accettazione. Subito in Francia questo genera il terreno d’ascolto e la premessa
per arrivare a Locarno.

Si arriva a parlare dei confini tra i due paesi: quali sono i problemi?
 Quali garanzie ci possono essere per la Francia di fronte alla serietà o meno
dell’impero tedesco? Briand deve trovare delle garanzie.
 Secondo tema che Briand porta con se a Locarno: io vengo rappresentando la
Francia, però a questo punto questa Francia del 1925 non può più pensare
di parlare solo per se, perché ha contratto degli impegni in funzione
antitedesca: quali? Il suo sistema di alleanze: 1920 Belgio 1921 Polonia 1924
Cecoslovacchia. Deve trovare il modo di non apparire colui che non rispetta i
patti di mutua assistenza con questi paesi, soprattutto con Cecoslovacchia e
Polonia (ci accorgeremo poi del perché di questo focus).

2. COSA PREVEDE LOCARNO?

TORNIAMO AL PATTO DI LOCARNO 1925:


Negoziato importantissimo che prevede una serie di punti successivi, vengono discussi
questi punti:
 Francia Germania e Belgio s’impegnano alla non violazione dei
reciproci confini.

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 Una rimilitarizzazione della Renania sarebbe stata equiparata a una


violazione dei confini franco tedeschi.
 Viene inserita una garanzia: Italia e GB forniscono la GARANZIA ROTANTE:
Questa garanzia significa che di volta in volta GB e Italia si sarebbero poste al
fianco dell’aggredito, rotante nel senso che può cambiare l’aggredito e
aggressore, in base a che sia Francia a non rispettare i punti o la Germania.
 Si inseriscono i trattati di mutua assistenza che la Francia ha stretto con
Polonia 1921 e Cecoslovacchia 1924 come due eccezioni al trattato
stesso.

Cosa possiamo dire fin qui?


Accettare questi punti non è una passeggiata da parte della Germania in particolar
modo la rimitalizzazione della Renania equiparata come violazione dei confini.

La Francia qui è stata intransigente, perché? Per quello che ci siamo già detti, la
Renania smilitarizzata aveva per la Francia valenza sia difensiva che offensiva, cosa
significa offensiva? Avrebbe potuto attaccare agilmente la Germania.
Questo aspetto interessa solo la Francia o anche qualcun altro? Ai paesi legati alla
Francia con patto di mutua assistenza, Polonia e Cecoslovacchia: la Francia più
agilmente con Renania smilitarizzata avrebbe potuto agire in loro soccorso.
GROSSO PROBLEMA: quello che stiamo dicendo è pienamente compatibile con i punti
che abbiamo visto fino ad adesso? (lasciando fuori le due eccezioni)

 Se la Francia entrasse in Germania in difesa dei suoi alleati a oriente, Polonia e


Cecoslovacchia:
-infrange il primo punto, e quindi viola il confine tedesco
-scatta la garanzia anche Italiana, garanzia rotante italo britannica, che
dovrebbero agire sostenendo il paese aggredito, che in questo caso sarebbe la
Germania.

Questo cosa vuol dire? Che c’è un problema di rendere compatibile le alleanze
francesi con quello che si deve decidere a Locarno.
Si sta sicuramente creando una gerarchia di confini, il più prezioso quello franco
tedesco e poi vengono tutti gli altri, però è importante per la Francia anche non
perdere la sua credibilità a Oriente, deve riuscire in qualche modo a gestire i suoi
rapporti con Cecoslovacchia e Polonia.

C’è una ragione in più per mettere mano al trattato: nel caso in cui la Germania
attaccasse la Polonia, e la Francia entrerebbe in sua difesa (patto di mutua assistenza
del 1921), violando i confini franco tedeschi, e quindi il primo punto del Trattato di
Locarno, sarebbe la Francia la sola a violare i punti e quindi in questo caso la
Germania sarebbe incentivata ad attaccare Polonia o Cecoslovacchia per avere
appoggio da Italia e GB secondo la garanzia rotante.

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Per la Francia è quindi importante cercare di risolvere queste contraddizioni del Patto
di Locarno: infatti vengono inserite DUE ECCEZIONI:
Vengono inserite nel Trattato di Locarno anche i patti di mutua assistenza che
la Francia ha siglato nel 1921 con Polonia e nel 1924 con Cecoslovacchia. Il
tutto poi si inserisce sotto la protezione della Società delle Nazioni che
avrebbe dovuto dichiarare le eventuali aggressioni che si fossero realizzate tra
questi paesi.
Perché eccezioni? Cosa vuol dire inserirle nel Trattato di Locarno? Che cosa creano?

 Significa che qual ora la Germania avesse attaccato Polonia e


Cecoslovacchia e la Francia avesse violato il confine tedesco per andare
in difesa dei due paesi, non sarebbe scattata la garanzia rotante anglo
italiana.

Contenuto accordi di Locarno ora:


 Francia Germania e Belgio si impegnano a non violare i reciproci confini
 Eventuale rimitalizzazione della Renania sarebbe stata equiparata a
una violazione dei confini.
 In caso di violazione di entrambi i punti GB e Italia si impegnano a fare
da garanti di volta in volta schierandosi al fianco di chi fosse stato
l’aggredito

TUTTO CIO’ TRANNE CHE IN DUE CASI:


 Qual ora quei confini fossero stati violati dalla Francia in difesa della
Polonia.
 Secondo caso in difesa della Cecoslovacchia .

Questa eccezione la si materializza inserendo i patti di mutua assistenza tra


Francia e Polonia e Francia e Cecoslovacchia nel pacchetto degli accordi del
Trattato di Locarno. In più la Società delle Nazioni viene chiamata in causa in
quanto organizzazione per la sicurezza collettiva deputata a dichiarare
eventuale aggressioni nello scenario internazionale (art.10.)

Nello specifico vengono inseriti nel Trattato di Locarno degli accordi di arbitrato tra
Germania Polonia e Cecoslovacchia: si impegnano a sottoporre all’arbitrato della
Società delle Nazioni eventuali controversie che fossero nate.
La Società delle Nazioni avrebbe dichiarato l’aggressore, e la Francia avrebbe
quindi potuto violare i confini senza far scattare la garanzia.

Che cosa ottiene la Germania con questo Trattato di Locarno?


 1926: Ingresso nella Società delle Nazioni: ne era stata esclusa prima
perché paese vinto, che ora diventa paese adempiente, accetta la realtà
della sconfitta, torna a dialogare, passa dal dictat all’accettazione
(politica di adempimento di Stresemann). Materializzazione più evidente

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di volontà di negoziare con i grandi e che ha raggiunto la fiducia, e Stresemann


è convito che al suo interno avrebbe, in maniera molto più efficace la Germania,
potuto proteggere le minoranze tedesche sparse in tutta Europa. Anche la
Germania può sfruttare la sede giuridica più opportuna per le sue
rivendicazioni.
 Stresemann ottiene l’evacuazione della prima fascia della Renania
occupata: La Renania era occupata in tre fasce a destra, nord per 5 anni
centro 10 anni e sud 15 anni. Erano scaduti i tempi per l’evacuazione della
prima fascia della Renania. Ma perché le truppe associate e alleate erano in
Renania? Perché si era voluta questa occupazione? Per controllare il rispetto
della clausole di Versailles militari, in particolar modo il divieto di produrre
armi. C’erano evidenze però che certe che fabbriche tedesche continuassero a
produrre armi. Stresemann al contrario promette che stava rispettando tutti gli
impegni tedeschi relativi al disarmo, e basta questo per portare gli altri paesi
ad accettare l’evacuazione della prima fasce della Renania. Stresemann gioca
molto abilmente le sue carte.
 Riabilitazione dello Stato tedesco.

Questi sono i principali risultati che Stresemann porta a casa. Quindi, come già
detto, egli ha abbandonato il revisionismo tedesco sostituendolo con una
politica di adempimento? NO, la politica dell’adempimento, di astensione, è
una premessa logica di ciò che la Germania da qui in poi dovrà fare per
ottenere ciò che vuole, rendersi un interlocutore fidato per le altre potenze.

Evidenza di come Stresemann non avesse abbandonato la politica del revisionismo:


1925, 7 settembre, a un mese prima da Locarno, una lettera:

«La politica tedesca ha per il prossimo avvenire tre grandi


compiti. Primo, la soluzione del problema delle riparazioni in
un senso tollerabile per la Germania e la necessità di
assicurare la pace, premessa indispensabile per la
ricostruzione della Germania. Secondo, la protezione dei
tedeschi viventi all'estero, cioè di quei dieci o dodici milioni di
compatrioti, che vivono ora sotto il giogo straniero in paese
straniero. Terzo, la retti6ca dei con6ni orientali: il riacquisto di
Danzica, del corridoio polacco e una modi6ca del con6ne della
Slesia superiore. Nello sfondo sta l'annessione dell'Austria
tedesca. – E aggiungeva – Il punto principale della politica
tedesca … è la liberazione del suolo tedesco dall’occupazione
straniera. Prima di ogni altra cosa dobbiamo liberarci il collo
dagli strangolatori»

Locarno è l’apice della politica di astensione ma anche l’apice del disegno di


Stresemann, perché Locarno da a Stresemann la possibilità di ottenere da qui in poi
forse queste cose, certo che è teorico, l’Anschluss non lo ottiene, ma ottiene però la
possibilità di dialogare con gli altri. STRESEMANN NON SMETTE DI ESSERE

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REVISIONISTA. Questa Germania riabilitata in futuro potrà ottenere tutto questo. (ed è
ovvio che Briand non negozia con Stresemann pensando di dagli tutto quello che
Stresemann vorrebbe. )

E Briand? Il ministro francese?


Facile sarebbe dire che si fa fregare, perché alla fine danno a Stresemann quello che
voleva. Anche Briand però porta a casa dei risultati, impegno ma anche garanzia,
quella garanzia mancata in altri momenti:
 GARANZIA BRITANNICA: Briand ottiene la possibilità della collaborazione con
la Germania. Obbiettivo: bisogna evitare un avvicinamento della Germania
all’Unione Sovietica.

C’è stato un gran dibattito a Locarno, e possiamo appunto parlare di SPIRITO DI


LOCARNO 1925 (ricordare lo spirito di Rapallo del 1922): che cos’è?
Distensione della collaborazione delle relazioni franco tedesche, l’opinione pubblica di
entrambi i paesi festeggia il raggiungimento degli accordi (anche se noi al giorno
d’oggi sappiamo che Stresemann rimane revisionista ma al momento la Germania
s’impegna a non violare il confine con la Francia e a non rimilitarizzare la Renania).
La Francia ottiene le sue garanzie. Altrettanto l’opinione pubblica tedesca festeggia
l’ingresso della Germania nella Società delle Nazioni.

1926 Briand e Stresemann ottengono il premio Nobel per la Pace. Questo è il


clima di questo momento.

Quando il clima con cui si guarda il trattato di Locarno cambia?


Quando i fini della politica di astensione e adempimento di Stresemann vengono tirate
fuori:
 1935: Germania e Francia, Hitler ha ripreso la coscrizione obbligatoria,
si riavvicina a rimitalizzare la Renania, evidenti alcune delle dimensioni
offensive della Germania, interlocutore completamente diverso, Germania di
Hitler. In questo momento le carte di Stresemann vengono tirate fuori. Dice
l’opinione pubblica francese: guardate cosa scriveva in negoziazione con
Briand, “prima di ogni altra cosa dobbiamo liberarci il collo dagli
strangolatori”. Qui, nel 1935 con la Germania di Hitler, che in modo esplicito
violerà ciò che era stato accordato antecedentemente, l’opinione pubblica
francese si accorge che Briand era stato completamente preso in giro. Il
contesto però era del 1935 alla luce della presenza di Hitler in Germania.

Riguardo a queste dichiarazione prese dall’opinione pubblica francese del


1935 vi è un’ultima testimonianza da prendere in considerazione:
Chamberlain nel 1935 , inglese che durante il Trattato di Locarno, negoziava
con Stresemann e Briand: (scrisse un libro)

Nel suo libro Down the Years, scritto nel 1935, Austin
Chamberlain, che diresse a lungo la politica estera inglese a
partire dal 1923 … parlando di Briand scrive: «Mi dicono che in

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questo momento c’è in Francia una reazione contro la sua (di


Briand) reputazione e che ci si serve di qualche brano tratto
dalle carte di Stresemann (le lettere viste antecedentemente) per
rappresentarlo come lo zimbello di un me6stofele tedesco che
l’avrebbe ingannato con belle parole, mentre preparava la
rivincita e il ripudio dei trattati. Per chiunque abbia
collaborato, come me, giorno dopo giorno, con questi due
uomini, l’accusa è assurda … E’ tanto sleale nei confronti di
Stresemann quanto ingiusta per Briand. Non ci fu né furbo né
ingannato, ma ci furono un grande Tedesco e un grande
Francese che, sulle rovine di un passato rosso di sangue,
hanno cercato di innalzare un tempio alla pace».
ACCUSA: Brian si è fatto fregare da un grande negoziatore, che dietro le quinte
preparava quello che Hitler nel 1935 stava realizzando.
Chamberlain taglia radicalmente le gambe a queste accuse.

Cioè: Non valutate il politico di ieri alla luce del politico di oggi.
Certamente si interessavano entrambi agli interessi internazionali, Stresemann voleva
poter raggiungere il dialogo, senza abbandonare il revisionismo. Politico che voleva
trovare il canale migliore per esprimere il revisionismo tedesco.

 Briand nel 1925 cercava garanzia confine franco tedesco, come sua priorità.

Valutazioni sui negoziatori di Locarno: Alla conclusione del trattato di Locarno quindi
come abbiamo già detto c’è un passo in avanti nelle relazioni franco tedesche.
Entrambi perseguono ovviamente l’interesse nazionale.
 Per i tedeschi del 1925 era importante la revisione della clausole
imposte a Versailles
 Per i francesi l’importanza della non violabilità del confine tra
Germania e Francia, trovando una garanzia, per la sicurezza francese.

Il revisionismo di Stresemann si considera legittimo dove legittimi erano i mezzi che


Stresemann ha utilizzato.

Cosa resta da chiarire?


A proposito di Versailles:
 ma perché la GB offre la sua garanzia? Non vorrebbe evitare il
coinvolgimento ad una possibile guerra, o intervento, perché non se lo può
permettere secondo la politica di pacificazione e del compromesso che stava
portando avanti? e perché quindi garantisce un confine caldo come quello
franco tedesco con una garanzia rotante nel Trattato di Locarno 1925?

Passo indietro: il 1925 va confrontato con il 1924 in un’altra questione, dove la GB si


rifiuta invece di rendersi garante.

1924: Ginevra, sede della Società delle Nazioni: Protocollo di Ginevra

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art.8 SDN: previsto un disarmo generale. Si discute di disarmo sulla base di alcuni
punti:
-pericolo di una corsa agli armamenti.
-timore che un riarmo non regolamentato può dare eccessivo peso ai militari.
-risvolti anche economici.

Posizione della Francia riguardo a questo art.8: non si parla di disarmo se non si
parla di sicurezza, esse sono legate. Non procedo al disarmo se non ho una garanzia
di sicurezza.
Francese però è il progetto previsto dal Protocollo di Ginevra, era infatti stato il
francese Herriot a proporlo nel 1924:cosa prevedeva ? disarmo, sicurezza e
arbitrato.
Ogni controversia dovesse essere sottoposta all’arbitrato della Società delle
Nazioni che avrebbe dovuto dirimerla. Chi non avrebbe accettato di sottoporre
le sue controversie alla Società delle Nazione sarebbe stato considerato un
aggressore.

La SDN a questo punto avrebbe dovuto decidere a maggioranza qualificata e non più
all’unanimità, decisione più vincolante, e tutti i paesi si sarebbero dovuti conformare
alle sue decisioni.
DISARMO CHE SI LEGA AL TEMA DELLA SICUREZZA E ARBITRATO.
Molto più funzionante la sicurezza collettiva e molto più vincolante.

Nel 1924 questo protocollo è stato studiato e presentato alla GB con l’approvazione
(nel 1924 è ancora guidata da governo laburista di McDonald).
Poco dopo si svolgono l’elezioni con il prevalere del governo conservatore che vede
Chamberlain ministro degli esteri.
E’ proprio Chamberlain a rendersi protagonista dell’affossamento di quel
Protocollo di Ginevra. PERCHE’?

-1925 quando il progetto arriva in dibattito all’assemblea della SDN Chamberlain lo


affossa. Non ha nessuna intenzione di rendere la GB poliziotto del mondo. Inc
che senso?
 Questo protocollo vincola e obbliga la GB a conformarsi alle decisioni
della Società delle Nazioni la quale dichiarerebbe l’aggressore e
porterebbe però la GB quasi in maniera scontata per la potenza della
sua flotta, (e in assenza degli USA all’interno della Società delle Nazioni)
a caricarsi di responsabilità tanto da diventare poliziotto del mondo.
 Chamberlain sa poi che il protocollo di Ginevra cosi come prevedeva un
sistema di arbitrato, avrebbe obbligato i dominions britannici ad
intervenire in Europa.

Su questo si esprime anche un candidato canadese Dandurand:


“In questa società di mutua assicurazione contro l’incendio, i rischi assicurati
per i differenti stati sono diseguali. Per quanto ci riguarda, noi abitiamo in una
casa a prova di fuoco, lontano da materiali infiammabili.”

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In questa società di “mutua associazione contro l’incendio” ( dove si riferisce alla


società delle nazioni con l’approvazione del protocollo di Ginevra) i rischi assicurati
per i differenti stati sono diseguali. Nel 1925, l’incendio se scoppia, scoppia in Europa.
E noi, dice il candidato canadese, dobbiamo venire a spegnerlo se a casa nostra
l’incendio non scoppia?
Avrebbe senso l’entrata in vigore del Protocollo di Ginevra se tutti abitiamo vicino
materiali infiammabili.
Ecco il no dei dominions britannici al protocollo di Ginevra.

Il protocollo viene affossato e il disarmo sicurezza arbitrato cessa di esistere.

Tornando a noi:
Perché poi l’anno dopo, nel 1925, la GB e Chamberlain accettano a Locarno di
farsi da garante? Molto diverse le condizioni proposte a Chamberlain rispetto a
quelle proposte nel Protocollo di Ginevra:
Con il protocollo di Ginevra a Chamberlain si chiedeva una garanzia totale rispetto a
tutti i conflitti , si parlava di sistema di sicurezza collettivo.
A Locarno la garanzia era parziale di uno specifico confine, anche se quello più caldo:
- Chamberlain accetta di essere garante nel Trattato di Locarno anche
perché riesce a inserire una clausola del trattato di Locarno secondo la
quale i dominions erano esentati dagli obblighi derivanti dal trattato.
Riesce a fare in modo che la scelta della GB non sia destinata a portare sul
governo di Londra il malumore dei dominions.
- Inoltre, accetta perché la storiografia sostiene che Chamberlain sperava che
dare una garanzia potesse avere una funzione di deterrenza rispetto ad una
eventuale aggressione di quei confini, quindi potesse dissuadere Germania e
Francia da un eventuale conflitto. EFFETTO DETERRENTE DELLA
GARANZIA BRITANNICA. (la GB porteva quindi portare avanti la sua
politica di appeasement).

E perché l’Italia fa da garante su quel confine?


Il trattato di Locarno piace a Mussolini? NO, perché? Perché si parla dei confini franco
tedeschi e dei confini della Polonia e della Cecoslovacchia, senza garantire anche i
confini con l’Austria, di grande interesse a Mussolini.
Mussolini quindi denuncia che a Locarno viene creata una gerarchia di
confine, confini di seria A tedeschi e francesi, serie B orientali, con Polonia e
Cecoslovacchia, serie C meridionali.
Perché fa da garante quindi di un Trattato che non gli piace?
Per seguire la sua politica di prestigio, nel 1925, a soli tre anni alla presa di
potere, per Mussolini essere chiamato a fare da garante a fianco della GB è
evidentemente un risultato di enorme prestigio.

DOMANDA CHE FARA’ SICURAMENTE:

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Quali sono le origini del trattato di Locarno?


Come arrivano i singoli protagonisti?
Quali sono le ragioni che li portano a Locarno e le politiche?
-Origini ritracciate nella crisi della Rurr e ascesa di Stresemann.
Contenuti dei quattro punti citati
Perché i garanti, Italia e GB, decidono di fare da garanti?
Perché i protagonisti accettano i punti?
Conseguenze?
Dibattito storiografico, si deve saper contestualizzare le tre citazioni proposte, le due
di Stresemann: all’indomani della conferenza di Pace di Parigi dove proclama il suo
revisionismo, e la lettera del 7 settembre 1925 dimostrazione che la politica rimane di
revisionismo ma mutati i canali. E infine il brano tratto dalle memorie di Chamberlain
che fa le valutazioni sfatando il mito di uno Stresemann furbo e imbroglione e Brian
idiota che accetta di essere ingannato dal primo. ( del perché la GB si fa da garante,
riprendendo quindi art. 8 disarmo generale e protocollo di ginevra del 1924,
dichiarazione del canadese, e spiegazione poi del perché nel 1925 la GB invece decide
di farsi da garante)

October 4th:

Si passa da quello che è stato considerato un periodo di pace dal 1925 dopo il Patto di
Locarno agli anni 30 dove si rinizia a sentire un’altra tensione internazionale.

Come si passa da un periodo di pace a un riemergere della tensione nei negoziati


internazionali?

Periodo di pace: 1924, 1925 e 1928 dove si registrano sul piano internazionale le
conseguenze immediate del piano Dawes e dei patti di Locarno dal punto di vista
politico.
Momento emblematico del periodo di pace è l’agosto del 1928 perché viene siglato un
patto, PATTO BRIAND-KELLOGG che è rappresentativo del nuovo clima
internazionale che si respira:
 Realizzazione parziale della volontà francese di coinvolgere gli USA in quella
nuova atmosfera europea che rappresentava una garanzia per la sicurezza
francese. Briand in altri termini non aveva abbandonato all’indomani del
patto di Locarno il sogno di poter coinvolgere gli USA in un sistema di
sicurezza quale quello in cui si era coinvolta la GB facendo da garante.

1927 Briand propone un patto bilaterale agli USA, il cui testo lo elabora con
esperti dell’accademia e politica americana, e propone al presidente americano
Coolidge e segretario di stato Kellogg.
USA e Francia avrebbero rinunciato entrambi alla guerra come strumento della loro
azione politica.
Quando gli USA ricevono questa proposta, considerano opportuno accettare e
raggiungere un accordo con la Francia, ma temono che un patto bilaterale pur se con

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un testo non vincolante (non si tratta di un’alleanza) può comunque apparire


all’opinione pubblica americana troppo vincolante.
C’è la paura americana di firmare qualcosa che possa non piacere all’opinione
pubblica.
Viene chiesto alla Francia di allargare il patto agli altri, quindi da patto unilaterale
diventa un impegno generalizzato. Tutti quelli che vogliono firmare questo patto
finiscono con l’assumersi i doveri.
La Francia accetta. Patto BRIAND-KELLOGG nel 1928: preambolo e due articoli.
Due articoli:
 Il primo articolo condannata la Guerra come strumento di risoluzione delle
controversie internazionali.
 Il secondo articolo prevede l’impegno alla risoluzione delle controversie con
mezzi pacifici.

Saranno 65 gli Stati che firmeranno questo patto.

L’Unione Sovietica sarà tra i firmatari.


Riflessione su questo aspetto:
Gli anni che intercorrono tra il 1924, con morte di Lenin e ascesa di Stalin al potere, al
1927 l’Unione Sovietica si era tenuta in disparte dalla vita internazionale anche da
una crisi interna che gli aveva impedito di inserirsi attivamente.
Nel 1928 viene emanato invece il piano quinquennale che consentirebbe una
ripresa e permetterebbe all’Unione Sovietica di abbandonare il piano interno
e concentrarsi alla vita internazionale. Nel 1928 viene considerato quindi
opportuno riprendere i rapporti con la Comunità Internazionale.
Protagonista di questa svolta politica è LITVINOV, commissario agli esteri che
sostituisce Cicerin, differenza di prospettiva tra i due:
 Cicerin era stato profondo sostenitore dell’avvicinamento dell’Unione Sovietica
alla Germania (accordi di Rapallo aprile 1922).
 Litvinov sostenitore dell’apertura dell’Unione Sovietica alle comunità
occidentali, patto Brian-Kellogg a cui quindi farà parte l’Unione Sovietica come
firmataria.

ASPETTO IMPORTANTISSIMO CHE LA PROFESSORESSA RIBADIRA’ TANTISSIME


VOLTE:
La scelta di alcuni ruoli importanti nella politica, quali quello del ministro
degli esteri, sono scelte rilevanti. Già solo attraverso la persona che viene
scelta viene lanciato un messaggio agli altri interlocutori occidentali. La scelta
di queste persone ha quindi UN SIGNIFICATO POLITICO.

Torniamo al patto Briand-Kellogg: non si prevedono sanzioni ne un rapporto


stabile con la Società delle Nazioni. L’impegno che viene assunto è da parte
degli Stati stessi.

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Nel frattempo continuano quelle attività derivanti dal Protocollo di Ginevra, art.8 della
SDN, per arrivare a una conferenza per il disarmo nel 1932. In questo periodo di
pace, le commissioni che si devono occupare dell’organizzazione di questa
conferenza per il disarmo generale collettivo lavorano.

Piano economico finanziario: piano Dawes avrebbe avuto una durata di 5 anni,
1928 si arriva a varare un nuovo piano: PIANO YOUNG:
 Prevedeva un nuovo prestito che potesse far continuare da parte tedesca il
pagamento delle riparazione, continua quindi il virtuoso circolo tra riparazioni
e debiti.
 Si stabiliscono nuovamente da parte tedesca delle annualità crescenti dei
pagamenti, perché l’economia tedesca stava mano a mano riprendendosi.
 Evacuazione della seconda e terza fascia occupata della Renania entro il
1930. La Renania quindi sarebbe dovuta essere evacuata 5 anni prima rispetto
al termine previsto nel Trattato di Versailles.

Tutto questo s’infrange con quel tornado che sul piano internazionale
sconvolge USA e Europa, CRISI ECONOMICA INTERNAZIONALE.

Conseguenze politiche internazionali:

Crisi che nasce negli USA in ambito economico finanziario e si propaga aldilà
dell’oceano, quali conseguenze produce?
 Intersezione tra sistema economico finanziario americano e europeo
sia per i circoli virtuosi, piano Dawes, spiega perché il crollo da una parte
dell’oceano, americano, si ripercuote dall’altra parte dell’Oceano, europeo.
Crediti: si chiudono a doppio mandato le porte del credito americano a
tutti gli stati europei (le banche soprattutto austriache e tedesche si
basavano su quelle americane).
In finanza, la crisi in Europa si è trasferita all’ambito economico e commerciale.
Inevitabilmente nel giro di poco la crisi che inizia dall’ambito dell’economia e
del commercio passa a una crisi della produzione, salari sempre più bassi, e
quindi crisi dell’ambito sociale, crisi del commercio.
 Tutto ciò produce malcontento sociale.
 In questo clima prendono forza i movimenti politici che condannano la
situazione: estremisti di destra o estremismi di sinistra che cavalcano
situazioni di crisi sociale e quindi del malcontento. Perché?
-Estremismi di sinistra: facilmente additabile come responsabile è lo
stesso sistema capitalista che non è riuscito a reggere e redigere argini
abbastanza resistenti per superare la catastrofe.
-Estremismi di destra: principali responsabili, sistemi moderati al
governo, troppo per reggere e redigere argini che sappiano poi trattenere e
proteggere.

La Società delle nazioni ha fatto dei tentativi per marginare le conseguenze di questa
crisi: (perché sappiamo che non solo si occupa di sicurezza collettiva).

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Apre le borse della Società delle Nazioni stessa. Non si riesce poi ad arginare la
situazione ma c’è il tentativo.

Conseguenze politiche internazionali:


1. PROFILO ECONOMICO:
Il nazionalismo con cui in ambito economico i singoli paesi tentano di dare
risposta a questa crisi. Questo si chiama MIOPIA DI POLITICA DI POTENZA:
è la modalità con cui i paesi danno risposta a questa crisi, miope perché
ognuno ha guardato al suo giardino di casa senza mettere in atto
meccanismi virtuosi sotto un profilo complessivo. Il problema era di
tutti, e quindi con soluzioni che coinvolgessero gli altri si sarebbe potuti
arrivare a una soluzione più proficua.

Negli USA assistiamo in questo clima alla vittoria di Roosevelt (fino all’11 aprile
1945 presidente degli USA), eletto per quattro mandati consecutivi, presidente
simbolo per gli anni 30 e Seconda Guerra Mondiale.
Roosevelt: new deal sistem fatto di protezionismo e misure assistenziali,
risposta interna al problema economico americano, interventi pubblici,
misure di assistenza, protezionismo.

La GB nel tentativo di uscire con la crisi guarderà al suo impero e alle sue risorse
interne. Nel 1932 si svolge una conferenza di Ottawa, si stabiliscono che all’interno
del common wealth britannico, un sistema di scambi preferenziali, accordi bilaterali
tra GB e i suoi dominions.
I dominions ricevono trattamento migliore dal punto di vista doganale.

SI SEGUE QUINDI QUESTA IDEA DI POLITICA DOVE TUTTI GLI STATI SCELGONO
DI PROTEGGERE IL PROPRIO NEL TENTATIVO DI SUPERARE LA CRISI.

ITALIA: si parla di autarchia, totale indipendenza dai mercati esteri, autosufficienza


nazionale.

Il paese meno toccato è l’UNIONE SOVIETICA: perché? Per il circolo virtuoso che si era
creato negli anni 20, dove era rimasto paese più isolato e meno contagiato nella fase di
discesa.

2. PROFILO POLITICO:
Nazionalismo anche in ambito politico come conseguenza portante
della crisi economica del 1929.

Il caso tedesco è il caso più rappresentativo: l’ascesa di Hitler in Germania. Vi è la


fine del problema delle riparazioni tedesche, con la crisi economica la Germania
smette di pagare, il PIANO YOUNG cade vittima della crisi stessa.

Si indice una Conferenza di Losanna 1932:


 Il Presidente Hoover, americano, propone una moratoria di un anno.

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 La Germania dopo un anno non può comunque pagare le riparazione.

Si decide quindi che la Germania dovrà pagare una quota per poi essere
svincolata da qualsiasi altro pagamento.
Si sospende il pagamento delle riparazione ma anche dei debiti agli USA. La
crisi porta a mettere il punto a questa questione. La Finlandia paga tutti i debiti.

CRISI IN MANCIURIA: Perché leghiamo questa crisi a quella del 1929?


Il Giappone era guidato da governi liberali che erano fortemente osteggiati
dall’ambiente militare nel Paese. Forti erano le opposizioni militari, ma però
c’era il supporto da parte degli industriali ed economici del paese rispetto agli
stessi governi. La Crisi economica produce delle conseguenze anche in questo
ambito, il Giappone ne risente con il commercio di beni di lusso con gli USA,
specialmente la seta.
Questo clima di crisi generale di che si risente anche in Giappone produce
conseguenze sociali: opinione pubblica vuole dinamismo da parte dei governi
liberali, gli industriali hanno meno interesse a sostenere il governo, molta più
voce acquistano i militari che osteggiano il governo, proponendo soluzioni radicali:
 ESPANSIONE.

Pensano che possa essere la risposta alla crisi, verso dove? Area che da maggiori
garanzie sia sotto il profilo di facilità di conquista: in Cina. La Cina era debole
militarmente, (1927 la Cina era in guerra civile). Sotto il profilo economico la Cina era
un importante nuovo mercato e fonte di materie prime. Ottimo sbocco delle mire
espansioniste dei militari giapponesi. C’è poi anche la possibilità di trovare in Cina
il canale di espansione, controllo delle ferrovie in Manciuria. (il Giappone nella
conferenza di Washington tra il 1921 e il 1922 aveva restituito la penisola dello
Shantung ma mantenendo il controllo delle ferrovie in Manciuria).
C’è stato poi un incidente nel Settembre 1931, casus belli, invasione del
Giappone ai danni della Cina, invasione da parte dei militari giapponesi, che si
muovono da soli.
La Cina denuncia l’aggressione alla Società delle Nazioni che deve occuparsi di
risolvere la crisi (la prima che ci serve per studiare e analizzare insieme l’azione le
debolezze e i limiti dell’operato della Società delle Nazioni).
Il consiglio della SDN si riunirà: accettano che il rappresentante giapponese
rimanga al consiglio, avrebbero deciso di allontanarlo se sarebbe stato diretto
responsabile, ma l’invasione era avvenuta solo sotto decisione dei militari.
AZIONE MILITARE.

Perché è cosi complicato per la SDN esprimersi?


-clima in cui ci si trova: settembre 1931, piena crisi economica, che tocca anche la
SDN nella misura in cui ognuno è fortemente interessato a risolvere i problemi di casa
sua.
-La crisi tocca un grande punto della SDN ,il sistema di sicurezza collettivo, il
cuore del covenant della SDN , articolo 10.

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Con l’espansione tedesca dei militari giapponesi in atto, si arriva alla risoluzione:
COMMISSIONE LYTTON dicembre 1931, americano (rappresentanza anche italiana
francese e tedesca). Cosa prevede? La verifica, recandosi sul territorio, se esistono
gli estremi per l’aggressione di cui il Giappone si è reso responsabile.
 Il Giappone ha invocato la necessità di difendere i propri cittadini sul
territorio dopo un incidente verificatosi nei territori da esso controllati
sulle ferrovie della Manciuria.
 La commissione deve verificare queste basi.

I tempi di azione di questa Commissione anche per le difficoltà operative della SDN. Nel
marzo del 1932 questa commissione si recherà sul territorio.
La commissione presenta poi le sue conclusioni al consiglio della SDN.
Nel frattempo i militari giapponesi portano a compimento la loro
cooperazione perché nel febbraio 1932 proclamano l’indipendenza del
Manciukuò come protettorato giapponese.
I militari si muovevano con il sostegno di buona parte dell’opinione pubblica.
I militari infatti poi torneranno a controllare il governo.

STATI UNITI D’AMERICA:


Importanza del pacifico per gli USA: affermazione del terzo pacchetto di accordi preso
a Washington che toccava l’indipendenza e integrità della Cina:
 Trattato delle nove potenze per la porta aperta. Il Giappone avrebbe
rinunciato alla penisola dello Shantung, ma mantiene il controllo delle ferrovie
in Manciuria.
C’era un timore di uno strapotere giapponese del pacifico, e quanto viene in
Manciuria non può passare in osservato da parte della Casa Bianca.
Gli USA collaborano in questa fase con la SDN, mandano un delegato al consiglio della
SDN. Questa cosa non passa in osservato all’opinione americana, che teme che il NO del
Senato per entrare a far parte della SDN possa essere invertito e che da parte del
Governo può esserci un nuovo interesse a entrarci.
La risposta del governo americano è quella di invocare il patto BRIAND-
KELLOGG.
La Cina oltre che portare la sua causa in seno alla SDN invoca anche il patto Briand-
Kellogg.
Gli USA hanno un facile tavolo di intervento.
Risposta ufficiale che gli USA danno a questa crisi, nel Gennaio del 1932, dopo pochi
mesi dall’inizio dell’occupazione giapponese.
-DOTTRINA STEANSON: segretario di stato americano
Gli USA formalmente si oppongono a qualsiasi modifica in estremo oriente,
non avrebbero riconosciuto nessun accordo o sistemazione che avesse
pregiudicato gli interessi degli americani in Cina o che fosse contrario al patto
Briand-Kellogg. (dottrina del non riconoscimento).
Febbraio 1932: il Giappone proclama il protettorato sul Manciukuò completando
l’operazione militare.

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1933 un anno dopo la commissione LYTTON conclude le sue indagini e dichiara che
per quanto esistano dei dubbi sugli interessi giapponesi nell’area, il gesto del Giappone
è arbitrario, artificioso, è un gesto quindi non giustificabile.
La SDN si attesta su quella stessa strada spianata da parte USA, quella del NON
RICONOSCIMENTO, affermando che non avrebbe riconosciuto alcuna modifica
territoriale, e quindi il Protettorato giapponese del Manciukuò.

Il governo liberale non regge l’urto, i militari giapponesi prendono il sopravvento e il


Giappone nel 1933 compie il gesto platonico di lasciare la SDN che aveva
proclamato la politica del non riconoscimento, seppure senza sanzioni.

CONSIDERAZIONI:
Ci eravamo chiesti quali fossero i limiti dell’azione della SDN di fronte alle crisi?
Questo è un duro colpo all’azione della SDN, un evidente fallimento della SDN e del
sistema di sicurezza collettivo che si era andato creando.
E’ evidente l’aggressività con cui il Giappone esce da questa crisi, ed è evidente il
precedente che questa crisi rappresenta.
Giappone con uno stato di fatto. Questo è importante perché negli anni 30
rientriamo in un decennio in cui ci saranno coloro che vorranno creare con la
forza stati di fatto, e potranno farlo facilmente perché hanno un precedente di
inazione del meccanismo di sicurezza collettivo della SDN, appunto nel caso
della Manciuria.

Stiamo aprendo la strada a un altro tema:


L’ASCESA DI HITLER:
Abbiamo parlato di nazionalismo economico e politico come conseguenze generali e il
caso tedesco è quello maggiormente rappresentativo.
MANIFESTAZIONE PIU’ CONCRETA DELL’INDEBOLIMENTO DEI SISTEMI
DEMOCRATICI DOPO LA CRISI DEL 1929.

Partito nazional socialista: nel 1923 come già detto Hitler è protagonista di un primo
tentativo colpo di stato, con la crisi della Ruhr ed il crescere del malcontento che porta
alla nascita di estremismi (manifesto politico di Hitler) ma anche altre forme di
estremismo che seguono fasi di devastazione e catastrofe economica e sociale.
Con la crisi del 1929 si ricreano quelle condizioni favorevoli di un ascesa di un
personaggio come Hitler, che si schiera contro un governo moderato, troppo moderato,
a tal punto di non reggere al colpo della crisi.
Nel 1932 nasce il primo partito tedesco PNS, e nel 1933 Hitler diventa
cancelliere.

Due domande:
1. Perché in Germania?
La Crisi crea il terreno fertile, la devastante crisi che si respira in Germania rovina
tutta la classe media, crisi di disoccupazione, crisi che produce quello che è stato
chiamato dalla storiografia SCONVOLGIMENTO DELLA PSICOLOGIA COLLETTIVA,

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ed è a questo a cui fa appello Hitler. Però, anche in altre parti, meno, hanno sentito la
crisi. Perché in Germania c’è cosi poca resistenza?
 La tempesta in Germania è stata più grande anche perché c’era già stata
una tempesta nel 1923, iperinflazione, solo sei anni prima, sotto
l’ambito economico. (inflazione ai livelli massimi, foto che ha fatto vedere in
classe).
 Dal punto di vista politico pesa il fatto che si tratta di una Repubblica
giovane, quella di Weimar nasce all’indomani del primo conflitto mondiali,
sulle ceneri dell’impero, ha 13 anni nel 1932, forse è una repubblica che non ha
ancora ottenuto l’adesione spirituale della larga maggioranza
dell’opinione pubblica tedesca, soprattutto ad alcuni principi democratici
che in altri paesi invece si era ottenuta.

2. E gli altri cosa pensano a quello che avviene in Germania?


Osservatori internazionali: la reazione non c’è. Non c’è un’immediata preoccupazione
per le conseguenze che un cambiamento di governo in Germania avrebbe potuto
produrre. Perché?
 Si pensa da più parti che Hitler potrebbe essere l’uomo giusto contro i
governi di sinistra, sottovalutando però la debolezza del partito comunista
tedesco di quel tempo che non avrebbe mai ottenuto un successo.
 Per la questione del nazionalismo, ognuno guardava al giardino di casa
sua, i paesi sono impegnati a uscire dalla crisi, c’è disattenzione di tutti
nei confronti degli altri.
 Che cosa pensiamo che avrebbero potuto fare gli altri? Non attribuiamo alla
vita dei primi anni 30 delle categorie di pensiero, per esempio quella
dell’ingerenza negli affari di uno stato sovrano, che sono categorie di pensiero
che appartengono alla nostra realtà contemporanea. Se oggi l’ingerenza per
ragioni umanitarie, rispetto al dittatore, negli affari sovrani di altri stati fa
parte del nostro linguaggio politica, non faceva parte affatto del linguaggio
politico della vita internazionale degli anni 30, MA C’ERA UN PRINCIPIO DI
NON INGERENZA.
 Hitler all’inizio è ben attento in politica estera e a mandare ai suoi
interlocutori messaggi rassicuranti, vedremo in che direzione e quanto.

October 5th

1933 cancellierato di Hitler.


Prime azioni che Hitler intraprende internamente e esternamente:
Piano interno politico:
 Completa egemonia del partito nazional socialista.
 Abolita la costituzione di Weimar, nasce il terzo Reich.
 Il palamento viene esautorato dai poteri.
 Hitler ha funzioni di cancelliere e presidente e lotta senza quartiere a tutti le
opposizioni politiche.

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 Notte dei lunghi coltelli, giugno 1934, radicale depurazione di tutti gli
oppositori politici al regime nazista.

Profilo economico:
Misure piuttosto drastiche finalizzate a dare una più possibile e veloce ripresa
al sistema economico tedesco in profondissima difficoltà.
Serie di investimenti pubblici per diminuire la disoccupazione dilagante.

Considerazione:
Politiche che chiaramente finiscono con attrarre il consenso dell’opinione pubblica
a breve termine, risolvendo problemi che danno respiro all’opinione pubblica tedesca.

Piano della politica estera:


Hitler compie alcune scelte politiche rassicuranti per gli osservatori
internazionali:

 Nomina del ministro degli esteri. Da ricordarsi il discorso di quanto contano le


persone nominate come figure presentate agli interlocutori. Viene rieletto
Neurath, ministro degli esteri degli anni precedenti con dichiarate
simpatie occidentali, che non era certamente identificato da parte della
Francia o GB con quelle che avrebbero potute essere politiche aggressive, ma
simbolo di una continuità favorevole alle potenze occidentali. Neurath
sarà poi più avanti sostituito da Heinrich che lancerà un messaggio diverso.
 1934 la Germania si rende protagonista di un trattato di non
aggressione con la Polonia, messaggio rassicurante alla Polonia
innanzitutto ma anche alla Francia alleato della Polonia e GB. Dietro alla
prima sembianza di questo trattato può essere considerato rassicurante, ma
c’era in realtà anche un obbiettivo di minare il sistema di alleanze
francese, avvicinandosi alla Polonia in questo modo. Lungimiranza
strategica con cui Hitler già nel 1934 stringe questo Trattato
rassicurante di facciata.
-Per chi non è rassicurante? Per l’Unione Sovietica, questo trattato infatti aveva
una valenza antisovietica. Percezione di Stalin in questo momento? Hitler
lo crede un personaggio che è tutto fuorché rassicurante. I discorsi
anticomunisti di Hitler non passano inosservate in Unione Sovietica, e
anche la valenza antisovietica del patto con la Polonia.

Risultato? Litvinov è ancora commissario e propenso ad avere un dialogo già


dall’inizio con le potenze occidentali.
-1934 ingresso dell’Unione Sovietica nella SDN.

 Fine della collaborazione di Stalin con la Germania: il trattato di Rapallo


firmato da Cicerin e Rethaneau nel 1922 aveva componente militare: a
seguito dei toni anticomunisti di Hitler e operazioni attuate sotto il
profilo interno e internazionale, Stalin decide di interrompere i
rapporti di Rapallo e la collaborazione militare tra i due paesi, e i centri

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dove i tedeschi sperimentavano le proprie armi in Unione Sovietica


vengono chiusi.

Hitler si porta avanti anche con altre cose che fanno emergere la sua aggressività con
toni ben precisi:
 La questione austriaca.
 CONFERENZA PER IL DISARMO:
In quello che abbiamo chiamato il periodo di pace, si è anche discusso di disarmo in
seno alla SDN e si era incaricata una commissione di arrivare a studiare le basi
per arrivare a una conferenza per il disarmo generale (art.8).
Si tenne poi nel 1932 a Ginevra, e dura più di un anno, e fu una conferenza
fortemente discussa e molto complicata: il disarmo generale era previsto dall’art.8 del
covenant della SDN. Prevedere il disarmo generale voleva dire un concetto
molto chiaro: il disarmo tedesco voluto all’indomani del primo confitto
mondiale avrebbe dovuto essere la premessa di un disarmo di tutti. Le posizioni
reciproche all’interno della Conferenza arrivano ad irrigidirsi intorno a questo
problema. Quello che viene avanzato dal governo tedesco prima di Hitler era
quello del Principio di eguaglianza. Eguaglianza con il Covenant della SDN (in
fin dei conti l’unico che ha eseguito il disarmo generale fino ad allora era la
Germania).
-Qual è la posizione francese? Quella che già avevamo reso comprensibile ai
tempi del protocollo di Ginevra, non c’è disarmo senza sicurezza. Da un lato
abbiamo quindi principio di eguaglianza tedesco, dall’altro l’idea francese che non c’è
disarmo senza sicurezza. Per Germania e Francia è difficile arrivare a una conclusione
ben condivisa. Si riesce poi ad arrivare all’accettazione del principio di parità,
ma quando Hitler arriva ad essere cancelliere in Germania alza la posta in
gioco in seno alla conferenza: accanto all’accettazione del principio di parità
vuole l’immediata diminuzione degli armamenti di tutti ai livelli di quelli della
Germania, e di fatto quindi si riferiva a quelli dell’esercito francese. La proposta è
inaccettabile. La conferenza raggiunge una fase di stallo. Nell’ottobre del 1933
Hitler utilizzerà questa fase di stallo per lasciare la conferenza e anche la SDN,
quella SDN a cui Stresemann era riuscito ad avvicinarsi fino ad entrare a farne parte
nel 1927 attraverso la sua strategia politica di adempimento, Hitler decide invece di
farla uscire nel 1933, il revisionismo tra i due personaggi è elaborato in maniera
molto diversa dall’uno e dall’altro.

Chi tenta di trovare una via d’uscita? Mussolini, è l’Italia a farsi promotrice.Nelle
intenzioni di Mussolini bisognava trovare una soluzione immediata dato il nuovo
clima. Mussolini capisce che Hitler rappresenta un’ importante novità sotto il
profilo nazionale, e da nuovo spazio d’azione alla politica estera italiana.

Marzo 1933: Prima che Hitler prende la decisione di lasciare la SDN.


Mussolini propone il PATTO A QUATTRO: Italia Germania Francia e GB.
Che cosa immaginava Mussolini? Direttorio delle grandi potenze che avrebbe dovuto
gestire il problema del revisionismo, che quindi il revisionismo sia controllato tra i
quattro grandi, inserendo l’Italia.

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Proposta non accettata, in particolar modo dalla Francia, perché? Perché non
può permettersi di diventare il controllore del revisionismo e pensare di
mantenere saldi i suoi rapporti con gli antirevisionisti europei, come Polonia e
paesi della piccola intesa. Questo direttorio avrebbe portato a garantire il
revisionismo, non l’antirevisionismo. La Francia deve invece garantire gli
antirevisionisti.

Il patto viene firmato con un contenuto tutto diverso: Luglio 1933, patto ridotto a
patto di sola consultazione.

Da questo momento in poi Mussolini capisce che è venuto il momento per


l’elaborazione da parte dell’Italia di una politica del tutto nuova, quella politica che
viene considerata LA POLITICA ESTERA FASCISTA: politica nuova negli anni 30 che ha
come condizione essenziale la presenza di Hitler in politica estera.
Mussolini si rende conto che Hitler in Germania crea un ambiente nuovo che quindi
consente all’Italia di elaborare una politica estera nuova.

POLITICA DEL PESO DETERMINANTE o POLITICA DEL PENDOLO:


L’idea è quella di un Italia capace di oscillare tra due poli:
 un polo è quello dell’antirevisionismo franco britannico
 l’altro è quello del revisionismo tedesco.
Politica realizzabile solo laddove esistano due poli, e in questo senso è solo l’ascesa di
Hitler in Germania a rendere possibile questo, costituendo un secondo polo in Europa.
L’Italia dovrà mantenere sempre il suo margine di manovra senza vincolarsi in
maniera troppo stretta ne a un polo ne all’altro perché deve assicurarsi i
compensi maggiori dagli uni e dagli altri in funzione di ciò che gli uni e gli altri
avranno da offrire.

Mussolini dice: entrambi i poli avranno bisogno dell’Italia che dovrà essere un
credibile paese capace di spostarsi in funzione di ciò che gli uni o gli altri hanno da
offrirgli.
Se finisce invece con legarsi in maniera definitiva, non potrà più ventilare agli altri un
possibile spostamento.
E’ profondamente sbagliato sostenere che l’Italia di Mussolini si allinei alla
Germania di Hitler con l’ascesa di Hitler, e SOLO NEL 1939 ALLA VIGILIA
DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE CHE ITALIA E GERMANIA SI LEGANO A
DOPPIA MANDATA.
L’Italia fino a li sarà ben attenta al margine di manovra che gli consente di esercitare
questa politica del peso determinante.

1933 Mussolini ministro degli esteri fino al 1936, quando lascia il ministero degli esteri
a Galeazzo Ciano.

 La prima manifestazione della politica del peso determinante è


l’avvicinamento dell’Italia alla Francia: il terreno con cui si gioca è non a
caso il terreno austriaco. L’Italia si avvicina alla Francia per la paura di

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un Anshluss, (vietato dal Trattato di Versailles e da quello di Saint Germain) il


secondo ambito dell’ambiguità della politica di Hitler.

Vediamo in che modo l’Italia sceglie di avvicinarsi al polo anglofrancese.


1934 A STRA: primo incontro tra Hitler e Mussolini.
Hitler e Mussolini hanno ognuno sfoggiato la propria parte, Hitler miseramente vestito
accolto da Mussolini in alta uniforme, che era il prestigio che Mussolini voleva dare poi
alla propria politica.
In quell’incontro Hitler e Mussolini dicono parlavano senza un interprete.
La storiografia ha messo in luce come Mussolini voleva sondare il terreno con
Hitler capendo quali fossero le sue intenzioni proprio in relazione all’Austria.
I due si lasciano con una totale apparente volontà di dialogo, Mussolini non ha una
percezione di un’immediata azione da parte della Germania in Austria.

Un mese dopo a Luglio: In Austria c’è un colpo di stato da parte dei nazional
socialisti austriaci (proprio quando al potere ci sono i nazional socialisti in
Germania) volto a rovesciare il governo.
Dollfuss, cancelliere austriaco amico personale di Mussolini, viene
assassinato. I nazional socialisti però non riescono a portare a casa il risultato.
Il suo successore, cattolico Schuschnigg, va alla guida del governo austriaco. La
reazione di Mussolini è molto allarmata.
CONSEGUENZA: Mussolini sceglie di mandare due divisioni alla frontiera del
Brennero: lancia un messaggio, noi siamo pronti a difenderci, il tentativo di
colpo di stato dei nazionalsocialisti austriaci la interpretiamo come una
minaccia ai nostri confini.
Ma è anche l’occasione per lo spostamento del peso determinante dell’Italia
verso il polo degli anglofrancesi, in particolar modo verso la Francia con cui
l’Italia condivide la preoccupazione dell’Anshluss.

COME SI STA MUOVENDO L’ALTRO INTERLOCUTORE?


LA POLITICA ESTERA FRANCESE:
In questa fase c’è nel 1934 un importante personaggio alla guida del ministero degli
esteri: ministro degli esteri Barthou, che immagina una politica estera francese
capace di stringere alleanza con coloro che avevano interessi quasi o del tutto
omogenei con la Francia.
Il primo importante interlocutore a cui Barthou guarda era l’Unione Sovietica.
Già nel 1932 Unione Sovietica e Francia avevano siglato un patto di non aggressione
(ministro degli esteri era Henriou che rappresentava la diplomazia francese già nel
1924, anno in cui la Francia aveva riconosciuto l’Unione Sovietica, e Barthou eredita
questo progetto).
Nel 1934 non a caso si fa un nuovo passo avanti:
 ACCORDO COMMERCIALE TRA FRANCIA E UNIONE SOVIETICA: ma il
grande disegno di Barthou era l’alleanza, per arrivare al completamento della
sicurezza francese.
Barthou sa che il comunismo può pero internamente essere una minaccia, ma
sul profilo internazionale è la Germania ha preoccupare maggiormente.

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Barthou capisce che in politica estera bisogna dialogare con l’Unione Sovietica anche
se internamente il comunismo spaventava.
Il progetto che Barthou immagina era ancora più ambizioso: una LOCARNO
ORIENTALE, garanzie reciproche e patti di mutua assistenza che coprono tutti i
confini a est della Germania, e che può toccare paesi baltici.
Disegno che si scontra con il NO della Germania, garantendo sicurezza alla
Polonia, ma anche il NO da parte della Polonia.

 La Polonia non ha intenzione di essere garantita dalla Germania ma


nemmeno dall’Unione Sovietica, perché se entrassero in casa loro i
sovietici per difendere non se ne andrebbero più. La paura dell’Unione
Sovietica è tale e tanta che temono un sistema di sicurezza che possa portare i
sovietici in casa loro. I polacchi hanno paura della stessa cosa anche da
parte tedesca.

Il progetto di Locarno Orientale non si trasforma in un nulla di fatto.

L’Unione Sovietica entra a fare parte nel frattempo della SDN come detto, 1934.
Nell’ottobre del 1934 Barthou rimane ucciso a Marsiglia insieme al re
Alessandro Primo di Iugoslavia, da parte di un attentatore nazionalista croato, e
non è un caso che Alessandro Primo fosse in Francia (ottica di questo sistema di
alleanza che Barthou stava tentando di portare a termine.)

Gli scopi di Barthou, oltre al consolidamento dell’avvicinamento all’Unione sovietica e


Locarno Orientale, erano anche:
 L’avvicinamento all’Italia, saranno gli eredi al ministero degli esteri a
portare avanti l’avvicinamento all’Unione Sovietica e all’Italia.
Il nuovo ministro Laval: la sua politica, pur raccogliendo egli l’eredità di Barthou, è
una politica in parte diversa.
Per Laval prevalgono le alleanze bilaterali, politica di sicurezza e volontà di
conciliazione.
Ciò che può essere strumentale viene da Laval accettato.
Si entra nell’era dei mercanteggiamenti a breve termine: idea delle differenze di
approccio dei due. Laval eredita il progetto di alleanza con l’Unione Sovietica,
mercanteggia con l’Italia, e tenta anche una politica di conciliazione con la
Germania nella Saar: Nel 1935 viene accettato quel referendum, plebiscito
nella Saar, previsto già dal Trattato di Versailles (la regione del Saar era
andata sotto amministrazione francese per 15 anni, dopo i quali un
referendum avrebbe deciso il suo destino. ) Finiscono le pressioni, finisce la
propaganda, operazioni di controllo da parte francese, e il 90% degli abitanti
della Saar sceglie il ritorno in Germania, ritorno della Germania nazista.
Laval aveva un tentativo di conciliazione con la Germania che unisce alla ricerca di
alleanza che invece eredita alla politica di Barthou.

Perché con l’Italia a seguito del colpo di stato in Austria si mercanteggia?


 1935 Laval è il protagonista degli accordi PATTI MUSSOLINI-LAVAL:

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Patti molto discussi e che in molti additano come responsabili di quella che sarà
l’invasione dell’Italia ai danni dell’Etiopia.
Perché Laval è a Roma nel Gennaio 1935? Perché eredita da Barthou la politica di
avvicinamento dell’Italia.
 L’Austria è il tema.
Ci si impegna a consultarsi immediatamente per il mantenimento indipendenza e
integrità dell’Austria.
A giugno, il Generale Badoglio che rappresenta i militari italiani, e il generale francese
Gamelin firmano un accordo: collaborazione militare nel caso di un’aggressione
tedesca in Austria, e quindi da sostanza al patto MUSSOLINI-LAVAL.
 Si parla solo di Austria? NO, anche di Africa.
Ci sono due parti riguardo a questo dialogo Mussolini Laval sull’Africa:
 La parte pubblica attiene alla Tunisia, si sistemano gli interessi francesi e
italiani, finisce lo status privilegiato degli italiani in Tunisia, in cambio ci
saranno degli aggiustamenti territoriali in Libia e Somalia.
 Parte segreta: Etiopia. La Francia afferma di avere interessi economici in
Etiopia, esclusivamente economici. L’unico presente agli incontri era colui che
ha scritto una lettera riguardo all’accordo, che sottolineava la sua vaghezza,
che in realtà a Mussolini andava benissimo, il quale vedremo poi che
sosterrà di aver avuto durante quell’incontro mano libera per
un’aggressione italiana in Etiopia, quello che viene chiamato
DESISTEMENT FRANCESE: rinuncia francese agli interessi in Etiopia.

Laval è stato chiamato a rendere conto dopo, spiegando appunto di questo attacco da
parte di Mussolini:
1935 al consiglio nazionale di difesa in Francia,
1940 davanti al Senato.
Laval ha declinato ogni responsabilità e il tirarsi indietro della Francia aveva a
che fare solo con un’espansione economica in Etiopia da parte dell’Italia.

Qui Mussolini inizia ancora a spostare il suo peso determinante:


Serviva alla Francia che Mussolini si spostasse dalla sua parte? Si, per questo ha voluto
offrire qualcosa all’Italia, un passo indietro rispetto all’Etiopia. In questo modo la
Francia pensava di attrarre mussolini nell’alveo degli antirevisionisti, in quei momenti
in cui la Germania iniziava a far paura.

Nel frattempo: 1935 Hitler riprende a coscrizione obbligatoria in Germania.


Violazione del Trattato di Versailles.
Quell’operazione di Laval di attirare l’Italia nel polo degli antirevisionisti inizia nel
marzo del 1935 ed inizia a diventare sempre più importante, perché sempre più
importante è per la Francia e GB la presenta dell’Italia negli antirevisionisti a
fronte del passo avanti dell’aggressività di Hitler: RIPRESA DELLA
CIRCOSCRIZIONE HITLERIANA.
Violazione del Trattato di Versailles.

Immediato risultato:

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Fronte degli antirevisionisti a seguito del Marzo 1935 arriva a comporsi.


 7 Gennaio 1935 patti Mussolini - Laval, avvicinamento tra Italia e
Francia, questo primo avvicinamento.
Questo fronte fa un passo in avanti:
 Aprile 1935: fronte di Stresa, località dove GB Francia e Italia arrivano
all’accordo comune.
11 e 14 aprile 1935: Mussolini per l’Italia, McDonald primo ministro GB e
Laval ministro degli esteri della Francia si incontrano.
 Necessità di creare fronte comune.
 Protesta della violazione di Hitler del Trattato di Versailles riprendendo la
circoscrizione obbligatoria.
 Indipendenza e integrità dell’Austria, si impegnano a garantirla.
 Dichiarano la propria fedeltà al Trattato di Locarno.

Questo fronte di Stresa è debole e fa paura poco, nasconde con fatica le sue
debolezze intrinseche, le contraddizioni su cui questo triangolo Italia GB e
Francia si reggono poco. Ognuno dei tre in realtà si sta muovendo su linee
personali e specifiche, manca un vero comun denominatore, le politiche che si
assumono sono politiche che finiscono per essere una in contraddizione con l’altra
anche se fanno parte dello stesso fronte. Tutti i nodi vengono al pettine in giro di pochi
mesi.

PER QUANTO RIGUARDA L’AVVICINAMENTO FRANCIA UNIONE SOVIETICA: Parte


fondamentale del disegno di Bartheau, che doveva portare a realizzazione un vero e
proprio trattato di alleanza.
Laval nel 2 maggio del 1935 firma il patto di mutua assistenza Franco sovietico
che corona il sistema di alleanze francesi.
 Tornano per Laval le preoccupazione interne e che le alleanze con
l’Unione Sovietica rafforzino le sinistre e il partito comunista in
parlamento.
 Altra preoccupazione riguarda la Polonia: teme che quegli accordi possono
portare l’Unione Sovietica sul territorio.

Stalin avverte come ben poco credibile l’alleanza con i francesi, perché la
Francia è un paese che ha orientato la sua politica di sicurezza sulla difensiva,
con la linea Maginot, linea di fortificazioni difensive. E’ quindi poco credibile che la
Francia muova le sue truppe in difesa dell’Unione Sovietica.

Questioni che portano a far si che quando l’alleanza franco-sovietica sarà firmata essa
sia una sorta di compromesso tra le tante opposizioni che si sono promesse.
Quello che si stringe tra STALIN E LAVAL E’:
PATTO DI MUTUA ASSISTENZA, QUINDI POLITICO, CUI NON SEGUIRA’ UN
ACCORDO DI NATURA MILITARE.
 I due paesi s’impegnano alla consultazione.
 S’impegnano a sottoporre l’eventuale aggressione che avessero dovuto subire
all’attenzione della SDN.

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 Nel caso di un aggressione alla Francia o Unione Sovietica si esprimano anche i


garanti di Locarno, che devono dichiarare l’aggressione come avvenuta.
Si firma questo patto di mutua assistenza che sotto il profilo politico pur avendo
limitazioni, assenza di un accordo militare, è sicuramente un patto di ampia portata
perché reinserisce l’Unione Sovietica nella comunità internazionale con
l’alleanza con la Francia.

2 maggio 1935 firmato patto franco sovietico.


Pochi giorni dopo, 16 maggio, Unione Sovietica firma un patto anche con la
Cecoslovacchia, di mutua assistenza.
Patto subordinato al Patto che nel 1924 la Francia aveva stretto con la
Cecoslovacchia: si prevede che il patto con l’Unione Sovietica scatti solo a
seguito del patto Franco-Cecoslovacco. A fronte di un aggressione in
Cecoslovacchia sarebbe stato la Francia il primo paese a reagire, e solo dopo che è
scattato anche il patto di mutua assistenza franco cecoslovacco, allora anche quello tra
Unione Sovietica e Cecoslovacchia.

A chi non piace il patto franco sovietico? Ai polacchi.

Non piace anche alla GB, ed ecco lo scricchiolale del fronte di Stresa:
l’anticomunismo intrinseco nella politica britannica.
La GB si sta muovendo anche su un’altra strada, sta esplorando la possibilità del
dialogo con questa nuova Germania, dimensioni politiche della sua politica di
appeasement.

A chi altro non piace il patto franco sovietico?


Alla Germania: in questa fase Hitler gioca molto bene le sue carte.
Il 21 di maggio si presenta davanti al parlamento tedesco e fa un discorso con toni
molto quieti.
-Inizia a denunciare il patto franco sovietico come suscettibile di creare
maggiore insicurezza sotto il profilo internazionale.
-Ribadisce la non pericolosità della Germania.
-La fedeltà della Germania a Locarno.
-Non ha nessuna intenzione di annettere l’Austria.
Si propone come interlocutore affidabile.
Torna sul tema del disarmo: Di fronte a questa volontà della GB di avvicinarsi alla
Germania secondo al sua politica di appeasement, Hitler sta lanciando un’idea ai
britannici di provvedere attraverso qualche concessione.
-18 di giugno del 1935, un mese dopo patto franco-sovietico, TRATTATO NAVALE
TRA GB E GERMANIA: Che cosa prevede?
Si concede alla Germania di riarmare fino al 35% della flotta britannica.

La storiografia ha messo in luce che si è concesso di più alla Germania: l’obbiettivo


britannico è quello di concedere per poter controllare, la GB pensa di poter
assecondare un riarmo controllato in Germania, e il governo pensa che sia meglio

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un riarmo controllato che un’azione di forza del tutto incontrollata, come la


ripresa della circoscrizione obbligatoria.

Ottica della politica di appeasement:


Chi sono i protagonisti di questo accordo navale?
Da parte della GB il governo Baldwin, governo conservatore, che vede come consigliere
chiamato a gestire le materie finanziarie Chamberlain, fratello minore di
A.Chamberlain di Locarno, che sarà primo ministro e principale artefice della
politica di appeasement.

Se il 21 di maggio Hitler nel suo discorso si dimostra pacato il 1 giugno 1935, pochi
giorni dopo il discorso al Reichstag, i toni con cui Hitler parla del patto Franco
sovietico sono toni più aspri:
 Hitler denuncia i francesi, coloro che hanno violato Locarno attestando
una terza eccezione non prevista ai patti stessi. Il patto franco-sovietico
per Hitler è una terza eccezione che i due hanno previsto. Il Patto però
ne prevedeva due, quindi hanno violato lo stesso.

Ma questa è davvero un eccezione al Patto di Locarno? NO


Riprendiamo il Patto di Locarno per capire al meglio. Questo poneva due eccezioni: Il
confine franco-tedesco è inviolabile tuttavia inseriamo due accordi per cui la Francia
potrà violare lo stesso, se dovesse andare a difendere Polonia e Cecoslovacchia
(secondo i patti di mutua assistenza stretti nel 1921 e 1924). Nel patto di Locarno però
non si dice che la Francia non può stringere alleanze con chi vuole.

In realtà esisteva UNA TERZA ECCEZIONE non detta perché quasi irrilevante: La GB
dice che l’aggressione deve essere tale se riconosciuta e appoggiata da chi fa
parte del trattato di Locarno. E’ qui dove si attacca Hitler, pur essendo pretestuosa
l’affermazione.
Significa per Hitler dire: ora lo violo anche io il trattato di Locarno, Hitler si
considera totalmente svincolato dal Patto di Locarno.

Hitler dice: se i francesi rettificano il patto franco sovietico, io rimitalizzo la


Renania.
Italia : terzo paese del fronte di Stresa.
In questa fase vive in una maniera del tutto inedita quanto sta avvenendo sotto il
profilo internazionale. E’ questa la fase in cui prende corpo la decisione di invadere
l’Etiopia:
I nodi delle incongruenze del fronte di Stresa vengono fuori:
-patto franco sovietico.
-patto anglo tedesco navale.
-guerra d’Etiopia.

Momento di ridefinizione delle relazioni politiche internazionali per l’Italia:


Nel farlo sfasiamo due miti grossi:

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 Spesso si dice che la guerra è stata la premessa della seconda guerra mondiale.
Non è vero, ha rappresentato un momento di ridefinizione dei rapporti d’Italia
cui sarebbero seguiti altri momenti di ridefinizione.
 La guerra d’Etiopia rappresenta un momento di definitivo ravvicinamento
dell’Italia alla Germania: no. Non è un riavvicinamento che ci porta a parlare
dell’abbandono della politica del peso determinante anzi il contrario.
Che cos’è questa guerra?
Unisce molti elementi non nuovi affatto, tradizionali, e altri del tutto inediti:
Cosa c’è di tradizionale?
Impresa in Etiopia di Mussolini:
Elementi di grande continuità con la tradizione della politica estera fascista degli anni
20: desiderio di espansione, africa come oggetto, politica di prestigio, politica di
potenza per ottenere una dimensione coloniale con grande ritardo.

Cosa c’è di nuovo?


Il contesto in cui l’Italia si può muovere secondo la politica internazionale. Mussolini
prova ad andare a prendersi l’Etiopia attraverso la politica del peso determinante.
All’inizio crede di poter avere l’Etiopia grazie alla sua capacità di spostamento tra i
due grandi poli, franco britannico e l’altro tedesco.
Perché l’Italia pensa di poter avere l’Etiopia attraverso la politica del pendolo?
Avevamo già parlato di queste preoccupazioni che portano Francia e GB a
voler attrarre l’Italia al loro polo anche con concessioni, che MUSSOLINI, e solo
lui sbagliando, pensa siano l’Etiopia.
La scintilla di questa guerra è un incidente di Ual Ual al confine tra Etiopia e Somalia
italiana nel dicembre del 1934.
Nel gennaio del 1935 Laval e Mussolini si incontrano a Roma e un mano libera
della Francia in Etiopia sarà quel qualcosa che Laval concede segretamente in
cambio di un allineamento dell’Italia alla Francia per quel che concerne
l’Austria. Politica del peso determinante che porta i suoi frutti.
Laval dice che era un appoggio in ambito economico in Etiopia, a seguito degli
incidenti consapevoli di quelli che erano le mire, la vaghezza francese interpretata
dall’Italia e mussolini come un via libera.

Marzo: Hitler riprende la coscrizione obbligatoria, GB e Francia vogliono l’Italia nel


fronte di Stresa, l’Italia fa pagare quel suo spostamento.

Giugno 1935 accordi Gamelin-Badoglio, accordo militare che perfeziona accordi


Mussolini-Laval.
Nello stesso giugno 1935 Hiden Antony, rappresentante britannico nella SDN,
in viaggio a Roma, fa a Mussolini un’offerta importante: propone a Mussolini
un territorio dell’Ogaden, interno all’Etiopia, offerta declinata da Mussolini
che la considera riduttiva rispetto a quella delle mire italiane. Intenzioni del
governo britannico, che cosa sta facendo?
Sta portando avanti una politica di appeasement nei confronti dell’Italia, vuole
compensare Mussolini prima che egli può creare confusione in Europa,

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cercando di evitare una possibile guerra, APPEASEMENT NEI CONFRONTI


DELL’ITALIA.
Vuole compensare Mussolini per tenerlo stretto nel fronte di Stresa, che se
rimane saldo potrebbe essere capace di fermare revisionismo tedesco.

Nel Settembre la flotta inglese si concentra nel mediterraneo e nel frattempo gli umori
del governo italiano vanno sempre più nella direzione del conflitto.
Mussolini si spaventa della flotta inglese? No, viene avvisato dai servizi segreti e
dall’ambasciatore a Londra che non c’è nulla di temere, che quella del governo inglese
era un’operazione di facciata e che gli inglesi non si sarebbero mossi di fronte a un
intervento italiano.
Queste posizioni del governo inglese consapevoli della prospettiva del tutto diversa da
cui la vicenda è guardata dall’opinione pubblica.
Quando Hiden a Roma propone la penisola in Etiopia prima che Mussolini muova un
fucile, nello stesso giugno viene fatto un peace ballot, in cui si chiede all’opinione
pubblica britannica come pensa di reagire di fronte a un conflitto, e si esprime a favore
di un sistema di sicurezza collettivo, che se ne deve occupare la SDN attraverso
sanzioni.

Mussolini si muove convinto del forte appoggio di Francia e GB (basandosi sui Patti
Mussolini-Laval, Fronte di Stresa, e il viaggio a Roma di Hiden).

Il 7 di ottobre la SDN è investita della questione e dichiara l’Italia paese


aggressore: a partire dal novembre l’Italia è destinatario di sanzioni imposte dalla
SDN, sicurezza collettiva che funziona. I punti sono:
-non vengono sanzionati tutti i beni che se fossero stati sanzionati avrebbero potuto
limitare l’intervento italiano in Etiopia (non avevano limitato il ferro , il rame acciaio e
petrolio). Queste sanzioni non sono abbastanza forti e finiscono per rafforzare il
consenso dell’opinione pubblica nei confronti del leader che si oppone alle scelte della
SDN.
-non tutti i Paesi pongono le sanzioni. La Germania e il Giappone non sono parte della
SDN, cosi come gli USA, Roosevelt tenta di convincere il paese a un embargo ma non
funziona.
-mentre all’interno delle riunioni della SDN Francia e GB approvano le sanzioni
all’Italia e l’aggressione, segretamente il governo francese e britannico stanno
andando avanti nel loro piano di concessioni all’Italia.

Guerra Etiopia :
Due binari: SDN che condanna l’Italia
ALTRO binario: Francia e GB si accordano per concedere all ‘Italia.

October 11th

Abbiamo detto che Francia e GB dietro le quinte portano avanti una politica favorevole
a Mussolini che si concretizza con una proposta di ampia portate che viene fatta a
Mussolini: compromesso Hoare-Laval, ministri degli esteri in Francia e GB. Accordo

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segreto dove i due cedono all’Italia due terzi del territorio dell’Etiopia
ottenendo cosi da parte dell’Italia la sospensione delle ostilità.
Mussolini non fa tempo ad accettare questo compromesso che viene pubblicata
sulla stampa britannica, che era favorevole alla SDN e intervento con sanzioni.
Quando lla stampa britannica viene a sapere che il proprio governo segretamente sta
cedendo al dittatore ciò che il dittatore ha voluto, scatena una bomba che porta alle
immediate dimissioni di Hore, sostituito dal foreign office Antony Hiden, in
precedenza rappresentante del Governo di Londra in seno alle SDN:
-vengono inasprite le sanzioni, denunciando l’aggressione italiana.

A Mussolini non resta che portare avanti la sua operazione, continuare la


guerra in Etiopia, cercando di conquistare l’Etiopia con mezzi tradizionali,
sostituisce il generale al comando e nominerà Badoglio, portando avanti un
operazione militare in Etiopia che il 9 maggio 1936 proclamazione l’impero
italiano in Etiopia. Operazione che mussolini porta a compimento con strumenti
tradizionali, guerra di potenza, strumenti tradizionali, e non come aveva immaginato
a partire dal Gennaio 1935 sfruttando la sua politica del peso determinante.
La fiducia che aveva nei confronti degli anglofrancesi viene meno quando
ritirano il compromesso sulla base delle reazione delle opinioni pubblica e la
stampa. Questo venire meno spinge l’Italia a:
Conseguenza: spostare il suo peso determinante sull’altro polo, quello tedesco,
auspicando dei compensi maggiori da parte di essi.
E’ in quest’ottica che noi dobbiamo leggere la guerra e le dichiarazioni che
Mussolini fa all’ambasciatore Von Hassell:
Dichiarazioni Gennaio 1936: all’ambasciatore tedesco in Italia, Mussolini dice: il
fronte di Stresa è morto, significa rassicurare i tedeschi che l’antirevisionismo
rispetto alla Germania Hitleriana, che teneva insieme i tre paesi è morto, e Mussolini
aggiunge in questa fase che l’Austria non presenta più un problema nelle
relazioni italo tedesche, l’Italia si avvicina e per avvicinarsi è anche disposta a far
venir meno quella questione che più di ogni altra divide l’ha sempre divisa dalla
Germania, l’importanza per l’Italia del mantenimento dell’indipendenza dell’Austria.

Passo successivo: nomina del ministro degli esteri: le scelte di alcune figure
centrali della diplomazia sono scelte non casuali, nomina Ciano Galeazzo, persona
gradita a Hitler e nota per le sue simpatie filo tedesche e che è evidente a tutti
che perseguirà una politica di avvicinamento in Germania:

Si reca a ottobre a Berlino per firmare i PROTOCOLLI DI OTTOBRE: asse Roma


Berlino che verrà proclamato, ma capiremo perché non si tratta di un alleanza
definitiva e non sarà uno spostamento definitivo, l’Italia conserverà uno spazio
di manovra, fino al Maggio 1939 non si parlerà di alleanza definitiva.

Altra domanda per capire la natura dell’avvicinamento italo tedesco, sappiamo come
ci arriva l’Italia, ma non sappiamo come ci arriva la Germania:
Come si sta muovendo la Germania?

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Prima metà 1936, Marzo, Hitler realizza una delle operazioni più rilevanti:
 Rimilitarizzazione della Renania, momenti cruciali della vita
internazionale degli anni 30.

Di volta in volta i protagonisti della storia internazionali sono stati accusati di aver
ceduto di fronte a Hitler, si può parlare di questi cedimenti? Ci occuperemo
successivamente, la storiografia ha messo in rilievo che se c’è un momento in cui forse
una reazione a Hitler avrebbe potuto ottenere dei risultati per fermare le sue mire.
Donald Cameron Watt, grande storico che ha studiato le origini dello scoppio della
seconda guerra mondiale, e i suoi studi lo hanno portato a sottolineare due
aspetti:
 Marzo 1936, quando Hitler ordina la rimitalizzazione, avrebbe anche
detto al suo esercito di tornare indietro qualora avessero trovato
reazione da parte alleata. Donald dice che non era ordine di guerra. Questo
porta alcuni storici a dire che era un buon momento per reagire, perché
avrebbe procurato l’effetto appunto della ritirata tedesca
 Pausa sotto il profilo della politica interna, Hitler ha bisogno di rafforzare
la sua posizione e non sono poche le posizioni ostili alla leadership di Hitler, ma
sembrerebbe sulla base di questi studi che fosse stato preparato un
complotto che prevedeva una rovescia di Hitler a seguito di una
sconfitta in Renania. Altra ragione per vedere questo momento come cruciale
per le sorti della politica estera tedesca, ma considerazioni che si fanno
dopo, guardando cos’è successo ieri, non erano questi elementi
conosciuti agli interlocutori di allora.

A maggior ragione considerando questi aspetti c’è una domanda che è la domanda
principe: la Francia non ha reagito perché?

Non hanno reagito gli altri ovviamente, ma perché non la Francia direttamente
interessata dal problema?
 Prima risposta che bocciamo: sono stati colti di sorpresa, perché non è
cosi? Perché sappiamo benissimo che la Francia non è stata colta di
sorpresa. Le intenzioni di Hitler erano note sul piano generale e a
partire dal maggio 1935 anche sul piano meno generale ma concreto.

Quali trattati internazionali regolano in una qualche maniera e in quale il problema


Renania?
 Patti di Locarno: viene stabilito che una rimitalizzazione della Renania
equivale alla violazione del confino franco tedesco. Scatta la garanzia rotante
di GB e Italia. Più restrizioni. La Renania deve essere smilitarizzata.
 Trattato di Versailles: smilitarizzazione della Renania della fascia destra del
Reno. Sotto che sovranità è la Renania? Tedesca, però in quella fascia di
territorio la Germania non deve fare cosa? Non può avere ne truppe ne
fortificazioni. Cosa significa? Questo ha una valenza sia difensiva sia offensiva
per la Francia. Questa valenza offensiva è importante solo per la Francia o per

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qualcun altro? Anche per gli alleati antirevisionisti: 1920 Belgio, 1921 Polonia,
1924 Cecoslovacchia, 1926 Iugoslavia 1927 Romania.

Altra domanda: Perché Hitler non si sente vincolata dagli altri a Versailles ?
Cosa è stato deciso che violava accordi precedenti ma comunque tramite nuovi accordi
internazionali?
 -Nel 1935 febbraio e Marzo la Germania aveva violato Versailles con la
ripresa della coscrizione obbligatoria senza nessuna reazione da parte
degli altri.
 -la Renania viene evacuata dalle truppe alleate con 5 anni di anticipo. La
prima fascia viene liberata quando vengono firmati gli accordi di Locarno in
maniera corretta nonostante però la Germania produceva comunque
armamenti ed era evidente (gli alleati occupavano per controllale che la
produzione non avvenisse). Nonostante questo comunque viene evacuata la
prima fascia, e le altre due vengono evacuate 5 anni prima in occasione del
piano Young , in relazione al fatto che la Germania si trovava in una situazione
di sicurezza economica, ma qui però ancora tramite accordo internazionale.
 dopo la conferenza di Losanna la Germania non aveva più il vincolo
delle riparazione, ma viene deciso di comune accordo.
 -Che cosa prevedeva il trattato di Versailles e nessuno lo fa? si prevedeva che
il disarmo tedesco fosse la premessa di un disarmo generale, art.8,
nessuno disarma, l’unica è la Germania, anche questo è invocato da
Hitler come ragione per cui Versailles perde la sua validità. C’è stato
quello tedesco non quello generale.

Perché Hitler non si sente più vincolato dal trattato di Locarno?


Due eccezioni:
 -il patto franco polacco
 -patto franco Cecoslovacco
Se la Germania avesse attaccato la Francia avrebbe potuto violare il confine
senza far scattare la garanzia rotante britannico italiana.
 2 maggio 1935
La Francia sigla un patto di mutua assistenza con l’Unione Sovietica Hitler
denuncia quel patto come terza eccezione non prevista del patto di
Locarno, appellandosi al richiamo del patto di Locarno che l’Italia e GB
avrebbero dovuto dichiarare l’aggressione, con aspetto pretestuoso, perché
Locarno non impediva alla Francia di siglare altri patti di mutua assistenza.
 21 maggio 1935 Hitler in un discorso più pacato.
1 giugno 1935 in un memorandum molto meno pacato Hitler denuncia il patto
franco sovietico TERZA ECCEZIONE NON PREVISTA DAL TRATTATO DI
LOCARNO INDIPERCUI LA FRANCIA HA VIOLATO IL TRATTATO, LA GERMANIA
SE NE SENTE SVINCOLATA.

Torniamo alla nostra questione:

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Noi possiamo dire che la Francia fosse del tutto colta di sorpresa? Che non si
aspettasse un’operazione di quel genere? NO. L’ambasciatore tedesco in
Francia da quel momento in poi dichiara in maniera esplicita che se il
parlamento francese avesse rettificato il patto franco sovietico la Germania
avrebbe rimitalizzato la Renania. Cosa vuol dire?

I trattati internazionali necessito di due step:


Esecutivo firma e legislativo deve rattificare, e in Francia quindi c’è stato un
momento, dove si è pensato di ratificare o meno quel patto franco sovietico.

Diventano due le domande importanti:


Perché la Francia ratifica il patto con l’Unione Sovietica?
Perché non reagisce?
 -Prima domanda: per una questione di politica di prestigio e di potenza
che la Francia comunque vuole perseguire in Europa, raggiungere quel
rapporto era coronare un sistema di alleanze. Sappiamo che è stato un patto
raggiunto con grande difficoltà ,e senza appoggio militare ma sarebbe una
grossissima perdita per la Francia non rattificarlo.
-Altra ragione legata alla politica interna: grazie a quel patto le sinistre
francesi avevano iniziato ad appoggiare una forte politica del riarmo
che si erano fino a quel momento manifestate ostili. Questo
significherebbe che se non ratificasse allontanerebbe le sinistre e quindi il
possibile riarmo.
-non c’è la certezza infine di una reazione hitleriana, da parte francese si
pensava che quello di Hitler potesse essere un gioco strategico che intimava al
governo francese di non ratificare.
-27 di febbraio 1936 parlamento francese ratifica il patto di assistenza
franco sovietico.
-2 marzo 1936 Hitler da istruzioni per l’ingresso in Renania che
abbiamo visto prima.

-7 marzo 1936 truppe tedesche entrano in Renania, rimilitarizzano,


Francia non reagisce, lo stesso 7 di marzo Hitler fa un discorso e
propone patto di non aggressione di 25 anni non solo a Francia e Belgio
ma anche ai paesi orientali, soprattutto a Polonia e Cecoslovacchia, una
sorta di Locarno orientale per richiamare il progetto di Barthou.
Hitler sta facendo una politica doppia di azioni di forza accompagnate da
proposte di moderazione e collaborazione che rappresentano una
costante della politica estera.
 Reazione della Francia? Non reagisce. Perché? Le ragioni emergono dalla
documentazione francese, soprattutto ragioni di natura militare:
-generale Gamelain è stato più volte sentito in merito e sia dalle sue
testimonianze sia dalle documentazioni, emerge totale impreparazione della
Francia a un’operazione di quel tipo, i suoi piano militati erano
completamente mirati sul piano difensivo, fortificazioni in cemento,
ostacoli anticarro, creazione linea difensiva che avrebbe dovuto tenere il

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pericolo lontano dalla Francia, era pronta a difendersi, non era


minimamente preparata a respingere le truppe tedesche entrate in
Renania, blitz, non operazione di difesa o mobilitazione generali.
-altre ragioni piano politiche: siamo alla vigilia di elezioni generali che
avrebbero portato al governo in Francia il fronte popolare di Leon Blum.
Alla vigilia di elezioni, prima elettorale, ne le destre ne le sinistre vogliono
cavalcare il tema della guerra, nessuno vuole prendersi la responsabilità
di invocare la reazione, destre che pensano che la Germania deve essere
coltivata in funzione antisovietica, sinistre invece pensano di perdere le elezioni.
-L’opinione pubblica non vuole il ricorso alle armi, i capitali sono per una
ripresa economica, in generali le condizioni generali spingono alla non
reazione.
-Renouven, storico francese, ha cosi riassunto le ragioni della non reazione:
Un ministero diviso, stato maggiore incerto, opinione pubblica
demoralizzata.

Chi altro avrebbe potuto reagire? La Gran Bretagna. Anche qui abbiamo una serie
di ragioni:
 La GB è garante di Locarno, e i garanti si sarebbero spostati a fianco
dell’aggredito, ma se non si muove l’aggredito, la Francia… non si muove
nessuno.
 Marzo 1936: scandalo Hoare-Laval, il governo sta tentando di leccarsi le
ferite
 La strategia di Hitler un pochino premia: la GB ha voglia di ascoltare il
compromesso che Hitler propone, e cioè il patto di non aggressione, è
nelle corde della politica GB accettare un sacrificio per maggiore
progetto di pace futura, anche perché secondo il governo britannico, di
Baldwin, possiamo collocare anche la rimitalizzazione della Renania e ripresa
della coscrizione obbligatoria con le quali la Germania tenta di rimettere mano
nel trattato di Versailles, c’è quindi una sorta di legittimazione della Germania
da clausole eccessivamente negative imposte 15 anni prima.
 Condizioni della politica di appeasement: paese che vuole evitare il
conflitto, evitare di esserne trascinata perché non certa di poterlo sostenere
dal punto di vista economico e militare, non reagisce il paese direttamente
interessato, la Francia, dovrebbe reagire la GB?

L’unico paese pronto a intervenire? La Polonia, ma si tira indietro al mancato


intervento francese, quello che avviene:
Conferenza dei membri a Locarno: si condanna la Germania come
inadempiente rispetto ai patti sottoscritti ma appunto senza un’effettiva
reazione.

Principali conseguenze di tutto questo:


 Rafforzamento di Hitler: il successo incontrastato rafforza la sua leadership
in Germania.

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 Perdita di credibilità del sistema di alleanze francese perché agli occhi


degli alleati della Francia la mancata reazione, francese anche quando il
problema interessava lei direttamente, è una manifestazione profonda
inaffidabilità. La Francia diventa meno credibile come paese
dell’antirevisionimo in Europa.
 Prima manifestazione: accordo che solo qualche anno prima sarebbe
impensabile: ACCORDO AUSTRIA GERMANIA: luglio 1936: la
manifestazione più concreta della perdita di credibilità del sistema di
alleanze francese.
La strategia austriaca: proteggersi da soli avvicinandosi al nemico. Che cosa
prevede questo accordo? Un impegno da parte della Germania a non
intervenire nella vita austriaca, però prevede anche di mettere fine al
bando del partito nazional socialista austriaco, e prevede anche da parte
dell’Austria un generico impegno a seguire una politica che tenga conto
del carattere di stato tedesco dell’Austria: si sta spianando la strada
all’Anshluss, finisce con lo spingere l’Austria nelle mani di Hitler, che avverrà
due anni dopo. L’Austria prede tempo con l’accordo austro-tedesco.

La storiografia: documenti diplomatici italiani della seconda metà degli anni 30,
alcuni storici: proprio a seguito della rimitalizzazione della Renania si è manifestata
una importante occasione per Mussolini che non ha saputo approfittare,
perché? Secondo questi storici, perdita di credibilità del sistema di alleanza
francese e Francia come paese di riferimento dell’antirevisionismo. Questo ha
aperto uno spazio inedito per l’Italia, per la prima volta, che avrebbe potuto
sostituirsi alla Francia come paese di riferimento dell’antirevisionismo.
Mussolini ha perso quella possibilità e ha scelto l’avvicinamento alla Germania, che era
la risposta opposta che alcuni paesi dell’est auspicavano da parte dell’Italia. Scelte di
Mussolini incompatibili con le aspettative dell’Europa dell’est.

Perché Mussolini va opposto? Perché se a Gennaio aveva dichiarato: il fronte di


Stresa è morto, poi cambia il ministro degli esteri e pone come nuovo ministro
Ciano ministro degli esteri, ottobre: ciano sigla i PROTOCOLLI DI OTTOBRE:
recuperiamo il cerchio che avevamo aperto prima.

C’è un altro terreno che consolida l’avvicinamento dell’Italia alla Germania ed è tutto
contemporaneo ai fatti che ci stiamo occupando:

GUERRA CIVILE SPAGNOLA.

Questa consolida avvicinamento dell’Italia alla Germania.


Perché? Italia e Germania si trovano dalla stessa parte, in realtà non è civile ma c’è un
coinvolgimento internazionale.
In questa guerra non c’è interessamento di natura ideologica, ma ragioni
politiche strategiche e economiche a motivare il coinvolgimento delle potenze
europee nella guerra civile spagnola, che poi i singoli individui abbiano

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partecipato anche seguendo delle ideologie non è in dubbio, ma essa si è fusa


con ben precise considerazioni politiche strategiche e economiche.

DOPO ANNI DI DITTATURA LA SPAGNA CONOSCE UNA FASE REPUBBLICANA CHE NEL
1936 VEDE LA VITTORIA DEL FRONTE POPOLARE: che cos’è? Un
raggruppamento di tutta una serie di posizioni politiche che per semplicità
sono definite di sinistra ma che in realtà uniscono socialisti, comunisti,
repubblicani, anarchici, ed è una dimensione non specifica della vicenda spagnola,
perché nella primavera del 1936 anche in Francia è un fronte popolare, ampia
coalizione, a vincere le elezioni, guidato da Leo Bloom. A dimostrazione del fatto che
non si tratta di specificità locali, è necessario richiamare che una politica di ampie
coalizioni di sinistra ma che uniscono tanti era un qualchecosa auspicato dalla stessa
Unione Sovietica. ( si fa riferimento al settimo congresso comunista in cui da parte
Sovietica si auspica l’alleanza con le forze borghesi perché nell’estate del 1935 è la
piena consapevolezza di Stalin che il problema è un problema tedesco, e quindi il
nazional socialismo, fascismi e nazismi in Europa, non è certo il 1935 e 1936 di
auspicare una presa al potere dei comunismi in Europa, ma una tenuta da parte delle
democrazie rispetto ai fascismi e nazismi, serve un’alleanza con forze borghesi e
proletariato, ben vengano le ampie coalizioni, il momento della rivoluzione verrà dopo,
POSIZIONE DELL’UNIONE SOVIETICA)
Questo giustifica la nascita dei fronti popolari, e questo è in piena linea di
tendenza con l’avvicinamento dell’Unione Sovietica in occidente, ingresso
Unione sovietica con la SDN e patto franco sovietico. Stalin e URSSA che hanno
accettato il dialogo con l’occidente, è grazie alle forze occidentali che si può
rispondere alla minaccia hitleriana, e si accettano ampie coalizioni, in Francia e
spagna poi.

Perché in Spagna scoppia una guerra civile?


Alla vittoria del fronte popolare si oppone la falange di Francisco Franco, che si
oppone a ciò, essendo un movimento di ispirazione fascista.
Reazione internazionale alla guerra civile spagnola nel luglio 1936 e dura 3 anni,
finisce nel marzo 1939:
formalmente: dichiarazione di quella guerra come guerra civile, viene fatto un
comitato del non intervento che doveva controllare che tutte le nazioni non
dovevano intervenire trattandosi di una guerra interna alla Spagna. Nonostante
proclamato il non intervento nessuno lo rispetta: perché?
-posizione di grandissima rilevanza strategica della Spagna. Avere una Spagna amica
dal punto di vista della sua centralità geografica è obbiettivo di tutti gli osservatori
internazionali.
-la Guerra Civile spagnola in realtà ha una centralità politica incredibile per gli
altri, si oppongono fronte popolare e movimento fascista, il risultato sarà
quindi rilevante per gli altri paesi in Europa, un fronte popolare in Francia e Italia
governo fascista. Posizioni che richiamano troppo da vicino quelle che sono al governo
degli altri paesi.
-ragioni economiche: ricchezza di materie prime in Spagna, che fanno gola agli
osservatori internazionali

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- le due parti in causa chiedono aiuto durante la guerra civile spagnola, e gli aiuti
finiscono con essere decisivi per portare avanti la guerra.
-con questo comunque le motivazioni ideologiche esistono: parteciperanno le
brigate internazionali che si formano in Unione Sovietica e arrivano in Spagna
attraverso il confine francese, volontari provenienti dai singoli paesi che
combatteranno con una forte ideologia, Hemingway che ha scritto della guerra civile
spagnola (film guerra e libertà da vedere).

CI INTERROGHIAMO SULLE POSIZIONI DEI GOVERNI:

October 12:

Terreno di consolidamento di quell’avvicinamento italo tedesco: guerra civile


spagnola.

Italia: che tipo di comportamento ha?


La prima ad intervenire è l’Italia di Mussolini, al fianco di Franco, con aiuti ingenti
in termini di armi e uomini. Primo intervento ad essere manifesto di fronte alla politica
di non intervento.
Ragioni: la storiografia ha smentito l’aspettativa di Mussolini di ottenere le Baleari.
-Interesse a mantenere una qualche forma di controllo del mediterraneo.
-sguardo anche al continente: percezione ben diversa di cosa sarebbe stata per il
futuro delle relazioni internaz. d’Italia se la Spagna fosse stata nelle mani di
Franco o del fronte popolare: qui la posizione italiana sarebbe stata una
posizione di grande accerchiamento, fronte popolare spagnolo e francese. Non
è un elemento ideologico e basta, si fonde con l’elemento politico. Non è l’ideologia ha
muovere l’intervento italiano in Spagna, prima c’è la ragione politica.
C’è una frase di Mussolini che interpreta la posizione dalla quale Mussolini
guarda la Guerra Civile Spagnola: il trionfo dell’ispanità franchista ci serve pe
non finire domani assediati nel nostro mare .
Ci restituisce da un lato il coinvolgimento italiano, ci serve…, per non finire assediati
nel nostro mare, interesse per il Mediterraneo. Paese ostile al fascismo e paese sul
quale si può contare, noi dobbiamo essere in grado di accerchiare il diverso, la Francia.

La posizione francese è speculare: un fronte popolare in spagna potrebbe


creare una realtà omogenea a quella che guida la Francia, un regime franchista
significa accerchiamento, da Franco e Mussolini. SPECULARITA’ RISPETTO
ALLA POLITICA DI POTENZA ITALIANA.
La Francia però si fa per prima promotore della politica del non intervento, dalla
Francia tra l’altro passavano i volontari delle brigate internazionali dall’Unione
Sovietica, perché quindi si fa promotrice del non intervento? Perché segue a questo
la GB, che invita la Francia a farsi promotrice anch’essa della politica del non
intervento.

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La GB segue la Guerra Civile Spagnola con estremo realismo: il governo


britannico dice, chiunque vince in Spagna deve essere amico, è fondamentale che
ci sia un risultato compatibile con la politica britannica, il governo britannico si
organizza per far si che chiunque vinca in Spagna sia amico, perché sono enormi gli
interessi della GB rispetto alla Spagna, è importante non prendere posizione
perché uno dei due contendenti sarà vincitore. Alla GB interessano i confini spagnoli.
Le coste frastagliate avrebbero potuto concedere appoggi e luoghi di riparo per la
flotta britannica o eventuali flotte nemiche se la Spagna sarebbe andata in direzione
opposta, e poi cosa c’è in Spagna che interessa Londra? Gibilterra, lo Stretto. In
questo Franco è abile, assicura al governo di Londra che non avrebbe toccato
lo statuto dello stretto di Gibilterra nel caso fosse lui il vincitore.

E la Germania? Cosi come l’Italia si schiera a fianco di Franco, battaglia comune


sullo stesso lato rafforza avvicinamento della Germania all’Italia. Questo
intervento può dipendere si anche da ragioni ideologiche, anticomunismo, ma
questo è l’ultimo degli aspetti.
Aspetti di natura economica e strategica: perché per le ragioni economiche la
Germania è interessata a sfruttare le risorse presenti in Spagna, il ferro e
volframio, risorse per scopi bellici.
Ragioni strategiche: La Germania vuole testare sul suolo spagnolo i suoi
armamenti.

Unione Sovietica? Anche l’URSS prende evidentemente posizione dalla parte del
Fronte Popolare, organizza brigate internazionali e manda aiuti, ma anche in
questo caso le ragioni ideologiche sono l’ultima delle considerazioni che
possiamo fare.
Se è chiaro il ragionamento a proposito del fatto che il fronte popolare
francese e spagnolo andavano nella stessa via della volontà di Stalin per
opporsi all’avanzata delle destre, e sotto il profilo politico, accetta dialogo con
le potenze occidentali in funzione antinazionalista, e quindi l’URSS non voleva
il partito fascista in Spagna.
Lettera inviata da Stalin al primo ministro spagnolo, che invitava il Fronte
Popolare, i membri e il Partito Comunista, a evitare ogni eccesso: invitare i
comunisti a presentarsi come un nucleo capace di tessere relazioni con altri anche con
tutti quelli che componevano il fronte popolare, il punto non era quindi la rivoluzione,
ma in quel momento era importante TENERE SALDO IL FRONTE POPOLARE contro
il franchismo, bisognava presentarsi, i comunisti, come interlocutori affidabili.

La Guerra Civile spagnola: avvicinamento Italia Germania, da un lato guerra in


Etiopia, fonte di Stresa morta, ambasciatore tedesco a Roma, nomina di ciano,
rimilitarizzazione della Renania, Italia guarda alla Germania venute meno le offerte
franco britanniche, guerra civile spagnola.
Ciano OTTOBRE 1936 E CON von Neurath MINISTRO DEGLI ESTERI SIGLANO I
PROTOCOLLI DI OTTOBRE:
Accordi di evidente rilevanza di cui possiamo a questo punto comprendere:

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 Piano comune nella Guerra Civile in Spagna


 Riconoscimento tedesco dell’Impero Italiano in Etiopia, risposta al
Fronte di Stresa morto.
 Mussolini dal canto suo accetta che viene confermato anche con i
protocolli di ottobre gli accordi austro tedeschi.

Il 1 di Novembre MUSSOLINI proclama a Milano: ASSE ROMA BERLINO.


Cosa dice? SI è CREATO UN ASSE, e lo rende pubblico, manifestandolo agli interlocutori
nazionali e internazionali, ma intorno a questo asse avrebbero potuto collaborare tutti
quei paesi che volevano interloquire e girare tutti i paesi che animati di volontà di
collaborazione e pace vuole collaborare: dice che si è creato un asse ma non
esclusivo, la politica del peso determinante non è finita, si è creato un asse ma
non è un legame a doppia mandata e non un’alleanza. L’Italia non ha perso la sua
possibilità di cambiare nuovamente il polo.

Chi ha capito le intenzioni italiane? LA GB che aveva interessi nel


mediterraneo.
Gennaio 1937, pieno della guerra civile spagnola, l’Italia firma con la GB degli
altri accordi, ACCORDI DI GENTLEMEN AGREEMENT:
-si parla di Mediterraneo, tema dove convergevano interessi italiani e britannici.
Si afferma la cessazione dell’intervento italiano in Spagna, Mussolini accetta questo
perché poi l’intervento sotto varie forme di aiuti continuerà, e i due paesi si impegnano
per il mantenimento dello status quo nel Mediterraneo, si riconoscono come potenze
che esercitano influenza nel Mediterraneo. POLITICA DEL PESO DETERMINATE PORTA
AI SUOI RISULTATI.

Novembre 1937: Italia si unisce a Germania e Giappone nel patti anticomintern:


componente antisovietica della politica internazionale , patto che si oppone,
firmato 1936 e Italia si aggiunge dopo. Non per questo però l’Italia si appiattisce
definitivamente su quella parte della politica internazionale da quel peso
determinante, il pendolo dell’Italia oscilla, il peso si sposta, l’Italia anche qui
non perde la sua capacità di manovra.

Aprile 1937: ACCORDI DI PASQUA: Italia e GB.


Ribadiscono le intese precedenti , Gentlemen Agreement. Mussolini afferma il suo
disinteresse per le Baleari, altro passo avanti che prima era Status Quo: LA GRAN
BRETAGNA RICONOSCE L’IMPERO ITALIANO IN ETIOPIA. Posizione coloniale
dell’Italia per essa importante.

Siamo già in una fase che vede la politica britannica guidata da Chamberlain
Neville. Non è più Baldwin primo ministro. E’ proprio la politica di appeasement
nei confronti dell’Italia che emana dagli accordi di Pasqua a distanziare le
posizioni di Chamberlain dal ministro degli esteri, Antony Eden, successivo a
Hoare. Chamberlain sta portando avanti una politica di appeasement non solo
con la Germania ma anche con l’Italia. Eden considera il riconoscimento

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dell’Impero Italiano in Etiopia una scelta sbagliatissima. Hiden da le


dimissioni con gli accordi di Pasqua e sostituito da Lord Halifax.

Quando l’Italia si unisce al patto anticomintern ribadisce che l’Austria non era
più un problema a quegli accordi.
Precipitare degli eventi in Austria che porta all’unione di Austria e Germania.

AUSTRIA:
1938 von Schuschnigg incontra Hitler, e lui con grandissima violenza verbale, che
caratterizzerà sempre più spesso la forma con cui Hitler si appellerà agli interlocutori
internazionali, chiede di nominare un nazional socialista Seyss Inquart ministro
degli interni, partigiano del nazional socialismo, e questo significa mettere nelle
mani la polizia a Hitler. Da questo momento in poi quella è l’aria che si respira,
direzione che prendono le relazioni.
Austria tenda di proporre un plebiscito per chiedere la indipendenza, e il
ministro degli interni lo vieta. Seyss Inquart verrà poi nominato cancelliere:
Ingresso truppe tedesche in Austria 1938, 12 marzo 1938 consacrata l’Unione
dei due paesi, Anshluss realizzato, reazioni internazionali NESSUNA.
Operazione che avviene nei rapporti dei due paesi e la loro volontà, di fronte a
una comunità internazionale che accetta.

Nel giro di pochi mesi si consuma una vicenda relativa alla politica estera tedesca,
Sudeti in Cecoslovacchia, destinata ad avere conseguenze diverse per la politica
internazionale:

Sudeti, regione della Cecoslovacchia con minoranza tedesca e rappresentano


una delle principali rivendicazioni della Germania. Protagonisti:
Germania e Cecoslovacchia.
Quali trattati determinavano e garantivano i confini della Cecoslovacchia?
-Trattato di Saint Germain: Boemia Moravia, Tescen e Sudeti
-Trattato del Trianon: Slovacchia.
Sudeti evidente rivendicazione per Hitler, e il territorio di Tescen territorio
conteso tra Cecoslovacchia e Polonia per le ragioni della presenza di minoranze
Polacche.

Quali trattati garantiscono questi confini?


1924: patto di mutua assistenza tra Francia e Cecoslovacchia.
1925: patto inserito come eccezione a Locarno, si da ancora più valore all’assistenza
francese.
16 maggio 1935: Patto mutua assistenza con Unione Sovietica: subordinato al patto
con la Francia e Cecoslovacchia.

Succede che con il passare del tempo e con il crescere dell’aggressività della
retorica nazista il separatismo dei Sudeti acquista maggiore rigore. Forti le voci
che mirano all’unione dei territori sudeti alla Germania. Viene utilizzato quel territorio
come sistematicità dopo la realizzazione dell’Anshluss. Chamberlain di fronte a

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questo aumento della tensione nella regione immagina sin da subito che la via
della negoziazione possa essere una via da seguire, e immagina una
sistemazione della situazione in senso autonomistico, autonomia della regione
dei sudeti sotto la sovranità della Cecoslovacchia, compromesso: autonomia e
non secessione.

Maggio 1938: crisi che fa un ulteriore balzo in avanti in termini di livello di tensione, le
truppe tedesche si concentrano in Sassonia e viene autorizzato dal presidente della
Cecoslovacchia.
A settembre 1938 vengono raggiunti i toni massimi: 12 settembre 1938 in un
discorso a Norimberga: Hitler sostiene che i diritti dei tedeschi che vivono nei
Sudeti sono sistematicamente violati, torture anche ai danni. Siamo pronti a
intervenire. E’ in questa fase che la politica britannica tenta un’estrema
mediazione: quando gli eserciti sono pronti alla guerra, e i toni di Hitler la
preannunciano, Chamberlain si reca da Hitler con una missione personale,
meta del settembre 1938, 15, e Chamberlain si reca a Berchtesgaden: alpi
bavaresi, IL NIDO DELL’ACQUILA.
Umiliazione da parte di Hitler per il tragitto che Chamberlain deve fare per
raggiungerlo lassù.
Quando con estrema fatica Chamberlain nell’estremo tentativo di evitare la guerra
raggiunge Hitler e viene investito dall’ira del Fuhrer che aveva assunto questa
modalità di interlocuzione, aggressività hitleriana e massima e la sua richiesta:
Doveva essere accettato il principio della secessione dei Sudeti. Chamberlain
torna indietro, e vuole convincere i francesi e cechi ad accettare il principio
della secessione.
22 settembre ritorna nella cittadina di Bart Gotesberg: trova Hitler che ha alzato
la posta in gioco:
 richiede l’immediata secessione dei Sudeti entro il primo di ottobre.
 sistemazione territoriali a vantaggio di Polonia e Ungheria: territorio di
Tescen alla Polonia e la Slovacchia vada all’Ungheria.

Missione molto più complessa per Chamberlain, la Cecoslovacchia si prepara alla


mobilitazione la Francia dichiara che sarebbe stata pronta a reagire,
Chamberlain chiede un ultimo incontro per tentare la via diplomatica e
evitare la guerra:

CONFERENZA DI MONACO: INCONTRO TRA CHAMBERLAIN E HITLER, 29 e 30


settembre 1938, pochissimo prima dell’ultimatum di Hitler entro il 1 ottobre:

Partecipanti:
Britannici con Chamberlain
Tedeschi con Hitler
Francia con Dalandier
Italia con Mussolini

Grandi assenti:

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Unione Sovietica: potenza che vuole essere sentita ma soprattutto perché ha un


rapporto che la lega alla Cecoslovacchia, trattato di mutua assistenza con la
Cecoslovacchia.
Polonia
Cecoslovacchia
Ungheria

Cosa succede? Mussolini è invitato per mediazione ma il suo comportamento ha


seguito in maniera tassativa le indicazioni del ministro degli esteri tedesco, prendendo
quindi posizioni a fianco di Hitler.
Francia e GB tentano un compromesso sulla scia indicata dalla GB.

Accordo raggiunto:
-secessione dei Sudeti alla Germania entro il 10 di ottobre
-sistemazione dei ceci che risiedono.
-In tempi successivi tra ottobre e novembre anche la sistemazione delle altre due
fasce di territorio, Tescen alla Polonia, Slovacchia all’Ungheria.
-Hitler si impegna a non violare ulteriormente i confini della Cecoslovacchia e
Francia e GB a garantirli.

Conseguenze di tutto questo: MOMENTO CONSIDERATO APICE DELLA POLITICA


DI APPEASEMENT DA PARTE DELLA GB.

Piano psicologico: sollievo collettivo, quando Chamberlain atterra in Inghilterra


dopo la Conferenza di Monaco e sventola il foglio con la firma di Hitler, si stava per
scatenare la guerra e si percorre invece la via diplomatica.

Piano dei rapporti internazionali:


30 settembre: la Germania oltre che firmare il patto di Monaco si impegna alla
non aggressione con la GB.
6 dicembre: Germania si impegna alla non aggressione anche rispetto alla
Francia.

Dall’altra parte: rapporti con l’Unione Sovietica.


Vignetta satirica: esclusione di Stalin nella conferenza di Monaco.
Pensa: gli anglo francesi si stanno accordando con i tedeschi per spingere
l’aggressione tedesca in Unione Sovietica.

POLITICA DEL DOPPIO BINARIO DA PARTE DI STALIN: Unione Sovietica che


aveva deciso un riavvicinamento in occidente, a questo punto inizia a pensare
che quella forse non è la strada maestra, forse Francia e GB non sono affidabili,
e allora accanto a questa strada Stalin inaugura la strada di un possibile
accordo diretto con Hitler.
Si perseguono entrambe le strade per vedere cosa si può ottenere.

Perché Hitler chiede che vengano esaudite le pretese di Polonia e Ungheria?

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Duplice obiettivo: disgrega il sistema di alleanze della Francia, in particolar modo


alla Polonia, e soprattutto sta disgregando alla Cecoslovacchia, la sta rendendo
Boemia e Moravia, si sta preparando a violare quello che ha appena
sottoscritto con la Conferenza di Monaco.

Disgregazione del sistema di alleanze francesi:


Disgregazione della Cecoslovacchia

15 Marzo 1939: Hitler invade la Boemia e Moravia, quello che era rimasto
della Cecoslovacchia dopo la Conferenza di Monaco, viola i confini anche se si era
impegnato a non violarli ulteriormente. La Cecoslovacchia non esiste più sulla mappa
geografica.
A QUESTO PUNTO LA POLITICA DI APPEASEMENT E’ FINITA.

19 Marzo 1939 a Birmingham Chamberlain pronuncia un discorso.

Il 31 Marzo 1939 la GB offre la sua garanzia all’indipendenza della Polonia, GB


è pronta a difendere quella che potrebbe essere la prossima mira di Hitler.

Che cosa è stata la politica di appeasement?


Perché finisce nel marzo del 1939?
Cos’ha ottenuto?
Quali sono stati gli errori?

October 13th:
Fine della politica di appeasement che si manifesta con due eventi successivi:
MATERIALE SU ARIEL LA FINE DELLA POLITICA DI APPEASEMENT.

Discorso di Chamberlain: http://avalon.law.yale.edu/wwii/blbk09.asp


 -19 Marzo 1939: Chamberlain vuole giustificarsi, ci sono delle critiche al suo
operati tali che lo portano a giustificarsi.
L’opinione pubblica mondiale ha subito uno shock, quello successo in Boemia e
Moravia sono stati sconvolgenti per tutti.
Questo documento contiene le ragioni della fine dell’appeasement.

Lui è oggetto di critiche per quello che è successo, si parla di Chamberlain come
colui a cui sulle spalle deve andare tutto quello che sta succedendo, eppure
quanto è partito da Monaco erano tutti soddisfatti. Chamberlain dice:
C’era sostegno per la mia politica, quello stato deciso non era il
massimo che si poteva ottenere ma sicuramente era l’unica via possibile
sulla base delle condizioni che si presentavano.
Non deve difendere le sue visite: nulla avrebbe salvato la Cecoslovacchia
anche se lui poi avesse fatto guerra alla Germania per punirla.
Il punto è che non si sarebbe potuta ricostruire cosi come ridisegnata dal
trattato di Versailles, non era quello il suo scopo a Monaco, ma l’obbiettivo
era salvare la pace in Europa e quell’obbiettivo è stato raggiunto. Parla

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della politica di appeasement anche se non è un termine che lo


entusiasma e dice che l’obbiettivo è quello di evitare che una singola
potenza domini l’Europa. L’idea è quella di risolvere con i negoziati e
compromesso, senza armi, i contrasti di politica internazionale, quella
era la sua politica di appeasement, e quello si è ottenuto nel Settembre
del 1938, cita esattamente le parole di Hitler, le rassicurazioni di Hitler, che
non ci sarebbero più stati ingrandimenti territoriali e problemi in
Europa, questa era la conclusione prevista dalla Conferenza di Monaco
che portava la firma di Hitler, qualsiasi altro problema si sarebbe risolto
con negoziati. Perché Chamberlain non vuole difendere i confini della
Cecoslovacchia che dice che comunque non potevano essere riscritti e
ridisegnati? Perché era un problema irrisolto vent’anni fa e che lui ha
solo ereditato, nasce da un qualchecosa di malato quello che segue la prima
guerra mondiale. Se i leader di vent’anni fa avessero avuto uno sguardo più
ampio non si sarebbe creato quel problema, un po’ come una malattia che
viene dimenticata, alla fine è possibile solo un’operazione del paziente, c’erano
delle richieste di Hitler che nascevano da un trattato di Versailles che
non si sarebbe potuto riscrivere uguale, conteneva contraddizioni
profonde. A questo punto si trattava quindi di difendere la pace, e non
difendere i confini, e questo è quello che ha fatto con approvazione generale.
Chamberlain ci tiene a sottolineare che le rassicurazioni e garanzie
fornite da Hitler sono date volontariamente e non è più qualcuno che si
impegna a rispettare qualcosa scritto da altri, ma si impegna
volontariamente. Sottolineare questo significa che Hitler ha violato quello
che invece spontaneamente aveva dichiarato, l’inaffidabilità è massima
quindi. ( non come quando Hitler ha violato Versailles, Locarno, provvedimenti
imposti alla Germania.) ha violato in maniera un impegno che ha preso lui con
me. Quando Chamberlain ci credeva a Monaco ci credeva la maggioranza
della popolazione britannica, non prendete me come Caprio espiatorio
di una situazione. L’opinione pubblica credeva in quella soluzione. Adesso
cambia il fatto che Hitler ha violato ciò che aveva dichiarato e non c’è
nessuna legittimità legata a principi di nazionalità nell’ultima azione
presa da Hitler. Non ci sono tedeschi in Boemia e Moravia, non c’è
problema di protezione delle minoranze, non c’è nessuna pretesa di
carattere nazionalista, non c’è nessun principio di nazionalità, questa è
una guerra di carattere espansionistico.
Ripete il concetto dell’assenza di legittimità di carattere raziale, principio di
nazionalità, è la fina di una vecchia avventura o l’inizio di una nuova? Tutto
ciò che fino adesso ci ha portato a pensare di poter negoziare non esiste
più, NON ESISTE LEGITTIMITA’, DICTACT, NON SI RIBALTA
UN’INGIUSTIZIA VECCHIA DI ANNI, NON SI TRATTA DI UN MALATO CHE
SI TRASCINA DA PARIGI, E’ UNA GUERRA DI CONQUISTA, se è l’inizio di
una nuova avventura allora si pensa a una nuova risposta. Francia e
common wealth sono i primi a cui Chamberlain fa appello.
Il paragrafo ultimo è quello che spiega la nuova rotta della politica
britannica: non si pensi che siccome in GB crediamo che la guerra è una

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cosa atroce e senza senso questa nazione abbia perso la sua fibra, e se
c’è una minaccia alla libertà la GB resisterà a quella minaccia, e sono
certo che nel farlo ci sarà il pieno appoggio dell’opinione pubblica
britannica e di chi considera pace e libertà valori da difendere. LA
POLITICA DI APPEASEMENT E’ FINITA.

Se è finita qualche giorno più tardi bisogna dare sostanza a questo. Si guarda a quella
che avrebbe potuto essere la mira successiva dell’aggressività Hitleriana. La Polonia.

 31 Marzo 1939: Di fronte alla camera dei comuni Chamberlain fa un discorso


che segna il nuovo corso della politica britannica, offre la garanzia britannica
dell’indipendenza della Polonia (frase su ariel). SOSTENIMENTO DELLA
POLONIA DI TUTTI I SUOI MEZZI, con la guerra quindi.

Che cosa garantisce Chamberlain con questo discorso?


-indipendenza della Polonia: indipendenza politica e però non integrità
territoriale. Che differenza c’è? Indipendenza è concetto politico, integrità ha a
che fare con i confini di quel paese. Chamberlain garantisce che la Polonia continui
ad esistere.
Perché non offre una garanzia anche all’integrità della Polonia?
La risposta della storiografia non è univoca:

 Di Nolfo: vuole tenere aperto un possibile spiraglio di negoziato con


Hitler, sistemazione che possa amputare parte della Polonia ma mantenere
esistente la Polonia.
 C’è chi sostiene che il messaggio invece non lo sta mandando a Hitler ma
a Stalin, è pronto a negoziare con Stalin, potrebbe venire riconosciuta la
Polonia a Stalin.
 C’è chi sostiene che l’aver parlato solo d’indipendenza, sia che lo si abbia
fatto in un modo o nell’altro, Germania interlocutore o unione sovietica
interlocutore, è stato un errore. Hitler per questo ha pensato: magari
vogliono ancora negoziare, l’appeasement non è poi del tutto finito.
 Il grande limite è stato a Monaco: Chamberlain avrebbe dovuto considerare
l’avvicinamento all’Unione Sovietica già li.

Vengono meno e quando tutte le altre condizioni che avevano tenuto in piedi la politica
di appeasement?
Quando la GB è pronta a sostenere una guerra?

Che cosa cambia nelle prospettive di vittoria britannica? Filmato utile.

ASPETTI CHE AVEVAMO CHIAMATO IN CAUSA CON LA POLITICA DI


APPEASEMENT:
-rapporti con i dominions: si era arrivati a uno statuto Westminster che dava
indipendenza formale ai dominions.

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-opinione pubblica: anni 30, ha voglia di una guerra? È pronta? Abbiamo modo per
rispondere? Peace ballot 1935: non devono essere tollerate le violazioni di
sovranità e intergrità, ma la SDN se ne deve occupare e agire tramite sanzioni.
RISPOSTA CHIARA, opinione pubblica che non vuole la guerra.
-alleati: mancavano, difficoltà del fronte con la Francia, fronte di Stresa che non
tiene, anticomunismo britannico come elemento fondante fino alla vigilia
della guerra e impedisce la creazione di un’alleanza forte, cosi come gli USA che
si assestano su una politica di neutralità. GB non ha alleati disponibili.
-con quali strumenti avrebbe potuto sostenere una guerra? Solo nel 1932 si
abbandona la legge dei 10 anni di cui noi abbiamo parlato. Su quale forza
investe? Royal air force, secondo luogo marina, terzo luogo esercito,
rafforzamento di lungo periodo, si dice che fino alla fine del 1939 il
rafforzamento militare britannico non sarebbe stato ultimato.
Percentuali del PIL destinate al riarmo: 1935: 2% 1936: 4% 1937 6% 1938 7% 1939
18% 1940 46 %. Rafforzamento su lungo periodo che tiene conto delle necessità
dell’economia britannica.

MINACCE?: spettro della guerra sui tre fronti a partire dal 1937 che si profila
davanti allo sguardo britannico, patto anticommitern, Germania Giappone
Italia. Se ci fosse trovati simultaneamente in guerra con tutti e tre la GB
avrebbe perso.
Strategia volta ad evitare consolidamento GB e Italia, e intando una politica di
rafforzamento militare posticipando il più possibile un conflitto che
ragionevolmente si teme di poter perdere, IL GOVERNO PENSA A UNA GUERRA
QUANDO HA UNA RAGIONEVOLE PROSPETTIVA DI VITTORIA.

Che cosa cambia nella Primavera estate del 1939?


 Hitler violato i patti da lui sottoscritti
 Non c’è più legittimità alle richieste di Hitler
 Rafforzamento britannico militare, si inizia a pensare che una guerra si
sarebbe potuta sostenere
 Opinione pubblica che anch’essa si sta preparando, il discorso di
Birmingham dice che c’è shock dopo la questione della Cecoslovacchia, si inizia
a essere pronti ma sarà comunque dura. Chamberlain chiederà aiuto agli
USA, o ci aiutate o perdiamo.

La demonizzazione di Chamberlain come colui che cede davanti al Dittatore è


ingiustificata per questi aspetti. Perché non si reagisce alla Cecoslovacchi? Non si
sarebbe salvata essa, si sarebbe fatta la guerra, e la guerra l’avremmo difficilmente
vinta se si fosse trasformata in una guerra su tre fronti.

ERRORI CHE LA STOREOGRAFIA HA MESSO IN LUCE?


-scarso coinvolgimento di Churchill, aver maggiormente coinvolto Churchill in una
fase avanzata nella politica britannica, avrebbe potuto mandare a Hitler un
messaggio di maggiore fermezza.

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-altro errore che viene imputato alla politica britannica: non essere riusciti a
impedire l’avvicinamento di Stalin a Hitler, anticomunismo ha invece condizionato
troppo a lungo le scelte della politica britannica.

October 18th:

Abbiamo ragionato su cosa è stato l’appeasement, cosa la tenuto in piedi fino al Marzo
1931, perché qui si pensa che l’appeasement si è chiuso, e ci siamo soffermati sul fatto
che una delle responsabilità che la storiografia imputa a Chamberlain è che non sono
riusciti ad evitare un avvicinamento di Stalin a Hitler.

Quali sono stati le ragioni di questo avvicinamento?


URSS entra in gioco con un duplice volto, l’abbiamo già detto dopo la Conferenza di
Monaco, è proprio da qui che Stalin inaugura la politica del doppio binario, duplice
volto della politica estera sovietica: pesa moltissimo l’esclusione da Monaco a Stalin, e
la sensazione che si porta dietro è quella che da parte degli anglofrancesi si stia
tentanto di spingere l’espansionismo tedesco verso est. Minaccia da cui bisogna
guardarsi e forse gli anglo francesi non sono partner cosi affidabili.
Da che cosa hanno capito gli interlocutori internaz. che Stalin stava perseguendo una
politica del doppio binario? Quali messaggi Stalin lancia ai suoi interlocutori?
Discorso che Stalin pronuncia il 10 Marzo 1939 al Partito Comunista Sovietico
(estratto di quel discorso su ariel): interessante da dove il discorso è tratto, citazione
tratta dal tele espresso dall’ambasciatore Rosso che riporta al ministero degli esteri il
contenuto del discorso di Stalin. Rosso scrive a Ciano, Stalin ha pronunciato un discorso
di grande rilevanza politica internazionale. Rosso riporta il discorso e dice che poi
scriverà un altro documento commentando criticamente il discorso di Stalin. Il primo a
rendersene conto quindi era Rosso, che grazie alle sue considerazioni che si mette in
moto un certo meccanismo, queste considerazioni non le farà a Ciano e basta ma anche
all’ambasciatore tedesco, dicendo guarda che secondo me Stalin ha voluto aprire una
porta. Guarda che quel discorso del 10 di Marzo non è un discorso di scarsa
importanza. Che cosa ha detto Stalin oltre a tante altre cose? Enuncia i compiti del
partito comunista in campo della politica estera dichiarando che esso deve:
Finalmente Stalin enuncia i compiti del Partito Comunista nel
campo della politica estera, dichiarando che esso deve:
…..
mantenere una attitudine di prudenza e impedire che i
provocatori della guerra, abituati a far togliere le castagne dal
fuoco per mano di terzi, coinvolgano l 'UR.S.S. in con`itti;
……

L'ambasciatore a Mosca, Rosso, al Ministro degli esteri Ciano,


TELESPR. l 040/409. Mosca. 12 marzo 1939

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citato in I Documenti diplomatici italiani, ottava serie, vol. XI

Di chi sta parlando Stalin? Di Francia e Gran Bretagna. Noi dobbiamo essere prudenti
e stare attenti a non farci trascinare a una Guerra da chi poi alla fine ha sempre
bisogno di noi, I GUERRAFONDAI, abituati a chiedere agli ex russi di dar loro una
mano nella Guerra, come nel primo conflitto.
Critica importante: in un documento in cui Stalin non dice nulla di negativo nei
confronti di Hitler e della sua Germania. E anche questo Rosso lo rileva e lo scrive a
Ciano e lo dice all’ambasciatore tedesco, c’è stata un’apertura, parla di prudenza, non
vuole la guerra, i franco britannici guerra fondai che prima o poi apriranno un
conflitto, STALIN SVELA IL SUO DUPLICE VOLTO: accanto al binario
dell’avvicinamento tra Francia e GB c’è anche quello di una possibile apertura nei
confronti della Germania.
Altro segnale che Stalin lancia: LA SCELTA DEL MINISTRO DEGLI ESTERI, nel Maggio
del 1939, Stalin sostituisce Litvinov simbolo dell’apertura dell’occidente che aveva
portato avvicinamento alla Francia con il patto e entrata nella SDN, e sostituito con
Molotov: emanazione della politica di Stalin, commissario agli esteri che tutti sanno
che porta avanti le indicazioni di Stalin pedissequamente, e non ebreo come lo era
Litvinov.

E’ con Molotov che Phon Ribbentrop ministro degli esteri in Germania, dal Febbraio del
1938. MOLOTOV porta con lui avanti quel progetto che si concretizza con il patto
molotov ribbentrop.

DUE MESSAGGI: Le parole al congresso del PC e la nomina di Ribbentrop.


A questo punto i binari sono aperti entrambi e come vanno avanti le trattative con
Franco Britannici? A fatica, i delegati francia germania sono a Mosca nell’aprire ma
fanno fatica, si parte dal patto di assistenza franco sovietico, che può essere allargato
alla GB, ma cosa succede? Succede che i problemi che già avevamo riscontrato non
fanno altro che essere esasperati quando di discute di questo allargamento, il punto è ?
chi va difeso nel caso, come e da che cosa? Nel momento in cui si pensa a un’alleanza
queste sono le domande, e non ci riesce a mettere d’accordo su questo, perché?
Si concreta la realtà di paesi senza alcune fiducia reciproca che devono mettere l’uno a
conoscenza dell’altro della propria preparazione, strategie militari e bilanci, e non si
riesce, non funziona. La messa in comune di piani operativi implica uno scambio di
informazioni che questi soggetti non sono disposti a scambiarsi. Chi va difeso? Nel caso
di un patto di mutua assistenza di un alleanza allargata alla GB, schiaramento
compatto Francia GB e Unione Sovietica, chi si dovrebbe difendere? LA POLONIA,
perché il 31 Marzo Chamberlain ha dato la garanzia a essa, che sarà la mira di Hitler.
Problema gigante:
 L’Unione Sovietica non ha intenzione di difendere un paese anche nelle sue mire
espansionistiche oltre che alle mire di Hitler.
 E’ la stessa Polonia che cosi come non aveva gradito il patto franco sovietico
non gradisce un alleanza franco britannica sovietica, guerra in cui la Polonia sa
che se i sovietici entrassero nel suo territorio non lo lascerebbero più, anche la
Polonia teme l’Unione Sovietica.

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 Prospettiva per Stalin che un’alleanza è inutile: quando il 31 Marzo


Chamberlain offre la garanzia britannica alla Polonia, indirettamente pur non
volendo, sta un po’ garantendo anche L’unione sovietica, perché per andare in
Unione Sovietica i tedeschi sarebbero entrati in Polonia, quindi tutto sommato
Stalin è già un po’ garantito. Tutto sommato una certa garanzia Stalin pensa di
averla già.
 In tutto ciò la prospettiva di alleanza con GB e Francia significa guerra, perché
tutti sanno che prima o poi Hitler in Polonia si muove. Una guerra difficile da
comabttere dal punto di vista di mettere in comune piani operativi che non si
vuole, e tutto gli altri punti appena visti.

Quando Stalin tutti queste considerazioni le mette sul piano della bilancia, non pende
poi cosi pendente. Alleanza poco remunerativa e costosissima, guerra.

L’Unione Sovietica è pronta a combattere? NO.


E’ per questo che c’è paura della Germania, e che la minaccia Hitleriana è una miaccia
importante, e andare a combattere con gli anglofrancesi per difendere la polonia
contro i tedeschi non è la soluzione migliore.

Che cosa offre la Germania? L’altro binario? Perché stalin propende per il secondo
piatto della bilancia?
Contatti di carattere commerciale, quando tutti sono a Mosca, il secondo binario viene
aperto dall’ambasciatore tedesco a mosca e ambasciatore sovietico a Berlino con la
scusa di primi colloqui di carattere commerciale, da li vengono studiati e messi insieme
quelli che saranno i caratteri essenziali del patto che si andrà a discutere e firmari.
La storiografia marxista per molti anni ha negato che il patto contenesse una
componente remunerativa per Stalin. Questi aspetti sono emersi nel pieno della guerra
fredda quando da parte occidentale si è voluto svelare il contenuto del patto Molotov
Ribbentrop, per additare stalin come colui che si era accordato con Hitler per motivi
ben poco leciti, spartizione che aveva qualche cosa sul piatto.

PATTO MOLOTOV-RIBBENTROP, 23 AGOSTO 1939:


Perché soluzione per Stalin?
Parte pubblica:
 Prevede la non aggressione, NON E’ UNA ALLEANZA. E’ un patto di NON
AGGRESSIONE. Che differenza c’è? Patto di non aggressione: che non si
muovono per la guerra, non si combatte. Alleanza, si entra in guerra qual ora
l’uno dei due venga aggredito. Già questo solleva Stalin, si impegna alla non
guerra.

Protocollo segreto: quattro articoli


 Primo articolo: Si riconosce all’Unione Sovietica la possibilità di estendere la
sua influenza in Finlandia, Estonia e Lettonia, non Lituania, che sarebbe stata
sotto influenze tedesche (non viene esplicitato per ora, ma da ricordare che
Memel era stata ceduta con il Trattato di Versailles alla Lituania ai danni della
Germania.)

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 Secondo articolo: L’unione sovietica avrebbe potuto estendere la sua influenza


su un’ampia parte del territorio polacco, fino al confine segnato da tre fiumi,
Narew, Vistola e San.
 Terzo articolo: disinteresse tedesco per la Bessarabia, regione annessa alla
Romania. Lascia la porta aperta a Stalin in questa divisione delle rispettive
sfere di influenza.
 Quarto articolo: completa segretezza di questo protocollo.

Che cosa significa?


IL REITERARSI DELLO SPIRITO DI RAPALLO, si torna a respirare quello, chi? La
comunità internazionale. Significa che siamo di nuovo di fronte a un sodalizio degli
esclusi, come a seguito dell’accordo di rapallo dell’aprile del 1922, paesi tenuti ai
margini finiscono ad avvicinarsi, cosi allo stesso modo nell’agosto del 1939, URSS si
avvicina alla Germania per incapacità degli anglofrancesi di fermare questo
avvicinamento, ( accusa a chamberlain).

MOSTRUOSO CONNUBBIO: questo dice Ciano di questo patto. Patto nazisovietico, si


sono avvicinati quei due paesi che rappresentavano gli antipodi della politica
internazionale, e si sono avvicinati perché per l’Unione Sovietica questa era l’unica
strada percorribile, e per Hitler questo significava evitare la guerra su due fronti, non
può permettersi un attacco se teme un attacco dall’altra parte, avrebbe potuto salvarlo
da questo un rapido ingresso in guerra da parte del Giappone. Se esso avesso tenuto
inpegnata l’Unione sovietica, allora Hitler avrebbe avuto meno bisogno di un patto di
non aggressione, ma il Giappone non è disposto a questo, entra successivamente, allora
lo spettro della guerra su due fronti preoccupa Hitler, e questo patto fa prendere tempo
a tutti e due:
nessuno dei due sapeva che questa cosa avrebbe retto tanto a lungo, ma entrambi
hanno bisogno di tempo:
Stalin organizzare l’URSS quell’attacco che sa benissimo che è inevitabile.

GIUGNO 1941: attacco. L’Unione sovietica riuscirà a sostenerlo, durissima.

1 settembre 1939?
Hitler la Polonia la invade davvero. Ancora una cosa dobbiamo capire però.

L’ITALIA?: quell’Italia che si era avvicinata ma non definitivamente, firmando l’asse


Roma Berlino, a questo punto l’alleanza l’ha firmata, rilevante anche solo sotto il
profilo formale del documento che si va a firmare:

Da parte tedesca più volte si era proposto all’Italia di trasformare quel legame in
un’alleanza, e da parte italiana invece perché funzionale alla politica del peso
determinante. Anche per l’Italia il dopo Monaco rappresenta un momento di svolta,
cosi come per Stalin, in particolar modo:
patti di non aggressione che Hitler firma prima con la GB settembre 1938 e poi con la
Francia 6 dicembre 1938. Perché? Traumatizzano l’Italia, Mussolini teme che una
nuova configurazione internazionale da senior partner a junior partner nel rapporto

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con la Germania, una volta sistemati i rapporti con Germania Francia e GB. Da qui la
decisione di rinunciare all’alleanza, e si avviano i negoziati.
Attenzione: quanto accade poco dopo, Marzo 1939, invasone della Boemia e Moravia,
disgregazione Cecoslovacchia, anche per Mussolini è significativo.
Marzo 1939 spartiacque per tutti: gb finita la politica di appeasement
Stalin che inizia a lanciare i suoi messaggi, poliitca del doppio binario
Italia: Hitler si muove del tutto indipendente da Mussolini che non viene nemmeno
consultato.
Risposta di MUSSOLINI: è a sua volta una risposta armata, Aprile del 1939 l’Italia
occupa l’Albania, anche in risposta all’azione unilaterale attuata da Hitler a marzo: da
che cosa lo sappiamo? Dalle parole di Mussolini stesso: accrescere la nostra statura di
fronte al nostro compagno nell’asse, se noi un’alleanza la dobbiamo negoziare, non lo
dobbiamo fare in una posizione di insicurezza, ma forti come loro.

Con questo bottino di guerra, ai primi di maggio si avviano i negoziati, ribbentrob a


milano e ciano a berlino: nei primi incontri tutti ostentano misura e moderazione, no
ma la guerra non sarà immediata, impreparazione dell’Italia ad essere coninvolta
nella guerra in un arco temporale dai tre ai cinque anni, che viene esplicitato
dall’Italia. La Germania accetta.
Quando poi si va a scrivere il patto ,esso sarà redatto dai tedeschi e firmato a Berlino
da Ciano, il patto è PATTO D’ACCIAIO, che restituisce anche la sensazione della potenza
di quel patto, FIRMATO DA CIANO E RIBBENTROP IL 22 MAGGIO 1939.
Che cosa prevede il PATTO D’ACCIAIO, e in che cosa è anche formalmente rilevante:
 Questo è un’alleanza.
 Impegno reciproco a prestarsi assistenza con tutte le proprie forze qual’ora una
delle due parti si fosse trovata in complicazioni belliche. Cosa vuol dire?
Piuttosto generico questo. Vuol dire che questa non è solo un’alleanza difensiva,
ma anche OFFENSIVA. Insieme, significa che l’un paese avrebbe dovuto prestare
assistenza all’altro sia se questo altro avesse attaccato o fosse stato aggredito.
LEGAME A DOPPIA MANDATA. Alleanza vincolatissima, in particolar modo
firmata con un paese che è piuttosto di idea condivisa che sia vicino ad
intraprendere una guerra.
 Manca completamente nel testo che Ciano firma ogni riferimento alle necessità
militari, e clausola cautelativa di tempi, quello che era stato detto a voce
dall’Italia dai 3 ai 5 anni.

Donald Watt che ha citato tante volte, attribuisce questa assenza di una clausola
cautelativa di tempo alla negligenza italiana, errore della diplomazia italiana, di
Galeazzo Ciano. Errore al quale mussolini tenta di porre rimedio perché a seguito della
firma del patto Mussolini invierà al governo tedesco un ulteriore documento,
memorandum cavallero (generale incaricato a portare il documento) in cui si
precisa l’impossibilità dell’Italia di entrare in guerra prima dei tre anni, si chiede
l’integrazione di questo al patto di acciaio.
Da parte tedesca non attribuisce però a questo la stessa importanza del patto di
acciaio.

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Fine del mese di agosto, chiaro che la guerra ci sarà, l’Italia invia al governo tedesco
una richiesta di tutto il materiale che sarebbe stato necessaria all’Italia di entrare in
guerra, richiesta troppa.
Nel 1 settembre del 1939: GERMANIA DICHIARA GUERRA ALLA POLONIA
Il 2 settembre l’Italia dichiara la sua non belligeranza, non è neutralità perché l’Italia e
alleata, ma non combatte pur se alleato.

Opinione pubblica italiana piuttosto divisa in questa fase: a fronte della


consapevolezza dell’impreparazione della guerra, si accoglie la scelta di rimanere
ferma.

INIZIO SECONDA PARTE:


Come ci dobbiamo approcciare agli anni che seguono?
Non affronteremo la seconda guerra mondiale sul piano militare, ne con attenzione e
approfondimento con cui lo fa il manuale, ma per ragioni di tempo e coerenza, con lo
stesso approccio con cui abbiamo considerato alcuni elementi della prima guerra,
quali sono le più prepotenti eredità della seconda guerra mondiale ? che cosa crea il
terreno del dopo guerra? Quali sono gli elementi di continuità e discontinuità tra
guerra e dopo guerra? In particolar modo ci soffermeremo sullo studio degli elementi
che tengono insieme e che altri dividono i rapporti tra quelli che nella guerra saranno i
grandi alleati, GB USA E UNIONE SOVIETICA. Perché se noi studiamo la guerra per
comprendere il dopoguerra, allora chiederci che cosa tiene insieme paesi con obiettivi
tanto diversi, ci aiuta a capire perché quando e come quell’alleanza verrà meno. Come
mai nel giro di pochi anni si passa ad un’alleanza a completa contradizioni, guerra
fredda in tempo di pace. Tutto avviene in un arco temporale inferiore ai 10 anni, 1947
la guerra fredda è conosciuta come elemento che regge i rapporti, in questi anni si
sono giocati dei rapporti importanti politicamente, gli eventi li utilizzeremo per
cercare di ragionare su questo.

Guardare ai rapporti politici attraverso una periodizzazione che si articola in tre fasi:
 Primo settembre 1939 attacco alla Polonia fino al 22 giugno del 1941,
indomani dell’attacco della Germania a URRS, operazione barbarossa.
 Seconda fase: giugno 1941 al settembre del 1943, armistizio con l’italia.
Fase di svolta dei rapporti politici tra le potenze coinvolte
 Ultima fase dal settembre del 1943 all’agosto del 1945, fine della guerra,
conferenza internazionali nelle quali dove GB USA e Unione Sovietica
incominciano ad immaginare il dopoguerra.

Prima considerazione del primo periodo:


Rapporti tra Germania e URSS: 1 settembre 1939 la Germania invade la polonia e
rapidamente l’Unione Sovietica anche entra per andare a prendere il secondo punto

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del patto Molotov Ribbentrop. Qui si gioca quell’episodio che dicevamo quando
Chamberlain da garanzia alla Polonia. In questa fase Hitler è ancora convinto di poter
forse trattare con gli occidentali, in particolar modo con la GB, perché Chamberlain
non aveva parlato d’integrità.. (ne abbiamo parlato) sta di fatto che nell’autunno del
1939 Hitler fa un ultimo tentativo di dialogo con gli occidentali: l’idea è quella di
trattare una polonia più piccola indipendente rispetto alla quale io Germania ho già
preso ciò che mi interessava. Hitler sa che non può trattare con gli occidentali se metà
polonia l’ha data all’URSS, per questa ragione il 28 settembre Hitler e Stalin
modificano il loro patto. Qui la Lituania finisce sul tavolo. Hitler propone a Stalin un
baratto, L’URSS avrebbe potuto espandere la sua influenza in Lituania ma avrebbe
dovuto restituire una parte della polonia alla Germania.
Il patto viene in questo modo modificato, per la Germania non è una rinuncia da poco,
per Memel. Con quella Polonia più disponibile e più grande Hitler prova l’estremo
tentativo di compromesso con i britannici.
Lasciamo una Polonia indipendente più piccola, e chiudiamola qui.
La risposta è no, non c’è dialogo, viene portata avanti L’OFFENSIVA DI PACE, 6 di
ottobre, da parte di Hitler al governo Britannico, e la risposta è no.
La GB è entrata in guerra, è disposta a combattere, l’appeasement è assolutamente
finito, Chamberlain non scherzava, e non scherza Churchill che è entrato nel governo
con una posizione di rilevanza rispetto alla guerra, e come sappiamo Maggio 1940
Churchill sostituisce Chamberlain come primo ministro, e Churchill guiderà la GB
Ma è Chamberlain che dice NO a Hitler, all’OFFENSIVA DI PACE.

Quello che noi dobbiamo fare domani è meglio indagare questa GB che ha detto no e
che sta iniziando a combattere, questa Unione Sovietica che sta prendendo tempo e che
non avrà più, coinvolgere gli USA nella riflessione.

Dopo la modifica del patto molotov-ribbentrop, fine settembre ottobre novembre 1939,
URSS passa ad incassare quanto nel protocollo nazi sovietico le era stato promesso
guardando a paesi baltici.
Cosa succede? Stalin vuole andare ad incassare le sue cambiali, e lo fa siglando con gli
stati baltici dei patti in base alla quali essi avrebbero concesso il diritto di collocare sul
territorio di base aerei e navali sovitiche. OCCUPAZIONE DI FATTO. Operazione che
riesce con tutti tranne con Finlandia, paese che resiste alle pressioni sovietiche e rifiuta
di acconsentire alle richieste sovietiche. Quello che ne deriva è un vero e proprio
scontro tra Finlandia e URSS, che porta e nasce dall’aggressione della polonia alla
Finlandia per costringere la Finlandia di acconsentire alle richieste sovietiche, e che
portano la Finlandia a resistere.
GUERRA D’INVERNO, opposizione di URSS E FINLANDIA, nasce a novembre e si
conclude a marzo del 1940, l’URSS ne esce vincitrice, la Finlandia deve acconsentire a
quello proposto.
Se pensiamo alle forze in gioco e all’Unione sovietica che mette in moto tutto il suo
esercito, la conclusione della guerra non è una vittoria ma pace umiliante dopo mesi di
guerra che l’unione sovietica costringe la Finlandia.

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Che cosa portiamo a casa? Più che la sua forza l’URSS mette in luce la sua debolezza,
che tutti vedono in particolar modo la Germania Hitleriana.

Altro aspetto che ci può interessare, in questo caso assistiamo a quello che la
storiografia ha chiamato ultimo guizzo, LA SDN ESPELLE L’UNIONE SOVIETICA, la
Finlandia denuncia l’accaduto presso la SDN , e quest’ultima decide di espellere la
URSS dall’organizzazione.
Trattamento diverso da quello che avevano ricevuto Italia Giappone e Germania.
Questa cosa è additata per interpretare quelle che saranno resistenze da parte
dell’URSS rispetto alla futura organizzazione delle SDN, sarà a cura di chi avrà a cuore
la creazione di una nazione come quella delle nazioni unite, di non sottolineare una
continuità tra le due, perché la SDN non lascia un messaggio di successo, ma anche per
un urtare la sensibilità sovietica che viene buttata fuori.

Episodio successivo che coinvolge l’URSS, è per l’appunto OPERAZIONE BARBAROSSA:


momento in cui l’URSS si trasforma in target delle mire espansionistiche tedesce, si
arriva in questo momento attraverso la riscossione della parte sovietica del terzo
punto , BESSARABIA. L’URSS si muove andando oltre a quanto era stato pattuito, si
arriva alla Romania, che invoca un intervento tedesco, e finisce con ….
Operazione barbarossa: Germania invade URSS, prevista per la primavera del 1941,
per il mese di maggio, operazione ritarda per un mese, ritardo fatale perché si troverà
la germania a combattere in un inverno rigido, esercito tedesco impreparato,
coinvolgimento della germania nella guerra dei balcani. Hitler viene chiamato a
intervenire in Iugoslavia e Grecia anche per le difficoltà di Mussolini di portare avanti
una guerra da lui provocata ma difficile. Comunque la Germania non sarà pronta
all’operazione in unione sovietica fino al mese di giugno.
22 giugno 1941: URSS IMMEDIATAMENTE NON RISPONDE, idea è quella di un attacco
che sembra cogliere Stalin di sorpresa, Stalin non è a Mosca, rientrerà i primi di luglio,
è nella sua dacia, e quest’assenza e sul presunto essere stato colto di sorpresa è stato
scritto molto.
Ci si è chiesti se stalin non avesse capito, se stalin avesse bisogno di fingersi
inconsapevole, se stalin volesse scaricare su altri le colpe dell’attacco, se stalin sapesse
ma non sapesse come reagire.
Aldila di tutte queste supposizioni su cui la storiografia si è interrogata e ancora oggi
ci sono lavori a questo riguardo, qualche conclusione c’è:
-quell’attacco sia stato devastante ma anche che l’assenza da Mosca è una fase di
riflessione, sia stata funzionale all’URSS di Stalin per elaborare una risposta tanto sul
piano strategico quanto sul piano del coinvolgimento dell’opinione pubblica. In quei
giorni Stalin elabora una strategia di difesa, crea un comitato, lui presidente molotov
vicepresidente, organizza la resistenza sovietica che insieme a quella britannica hanno
consentito all’Europa di non cedere prima che gli USA entrassero in guerra.
Pausa utile a organizzare la strategia di difesa tanto sotto il profilo militare che del
coinvolgimento dell’opinione pubblica? Perché non è un aspetto secondario, Stalin non
poteva non immaginare le difficoltà che aveva visto l’opinione pubblica con Stalin che
aveva firmato il patto.

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Ritorno a Mosca: discorso alla nazione che segna una svolta dal punto di vista
dell’attitudine di spirito con cui questa guerra viene vissuta. Riesce a chiamare il
popolo alla difesa ammettendo delle responsabilità ma sottolineando la necessita del
momento. Cosa fa Stalin? Ammette l’errore del patto con i nazisti ma con quel sistema
ha guadagnato del tempo, è stato un errore fermarsi ma abbiamo guadagnato due
anni. COMBATTERE PER LA LIBERTA’ DEI POPOLI.
Di fatto progetto di guerra che era quello della GB e tra pochissimo anche quello degli
USA. POTENZA DELLA SVOLTA, NEL 22 GIUGNO CURCHILL PARLA PER LA GB, A
FRONTE DELL’AGGRESSIONE TEDESCA ALL’URSS, CURCHILL AVEVA IL GIORNO
STESOS DELL’AGGRESSIONE INTENZIONE DI ESPRIMERSI:
Forniremo all’URSS tutto l’aiuto possibile.
Quando il 3 di luglio Stalin pronuncia la sua dichiarazione, di fatto fa proprio il
programma di guerra della GB e accetta la storica dichiarazione di Curchill: sta
andando a comporsi la Grande Alleanza, le due componenti si sono avvicinate.
Le offerte d’aiuto sarebbero arrivate anche dagli USA, Roosvelt a seguito
dell’aggressione tedesca, afferma che gli USA non avrebbero fatto mancare il loro aiuto
a chi combatteva con la GB.
Cosi si compone l’alleanza, cambiano le posizioni.

Come arrivano alla primavera del 1941 gli GB?


Chamberlain aveva dato la sua garanzia alla Polonia, l’aggressione alla Polonia porta
in guerra la GB cosi come la Francia, ma sappiamo che la Francia è rapida a cadere,
segna il collasso della prima potenza continentale, e segna per la GB una cesura
importantissima. Per un certo lasso di tempo la GB si trova sola a reggere l’urto
dell’avanzata tedesca e guerra italiana. L’offensiva sul fronte occidentale, olanda
Belgio e Francia, porta all’armistizio con Francia e presa di Parigi, e nello stesso
giugno 1940 quando Parigi sta per cadere, anche mussolini dichiara guerra alla
Francia, paese ormai sconfitto, e lo fa per arrivare su un rapporto di eguaglianza di
fianco al partner.

Gli schieramenti a questo punto costringono la GB a resistere, e resiste nell’estate e


inverno del 1940 con grande difficoltà. La Royal Air Force hanno salvato la GB,
strumento fondamentale per la resistenza britannica da bombardamenti tedeschi.
La GB pronta a resistere alla guerra nella seconda metà del 1939, sul finire del 1940
inizia ad avvertire il rischio di non farcela più. Noi sappiamo che questa GB nella
seconda metà del 1940 e alla fine del 1940 in particolar modo è una GB che sa di non
farcela più perché Churchill lo scrive nero su bianco in una documentazione con peso
significativo in particolar modo in quelli che sono i rapporti tra USA e GB nella storia
del 900.
Roosevelt vince per la terza volta le elezioni nel novembre 1940.
Churchill: festeggia la vittoria di Roosevelt, nelle lettere che scrive a Roosevelt, che
ringrazia dio che sia lui a guidare gli USA, perché quel momento è un momento che per
la GB rende indispensabile che sia un uomo come lui a essere l’interlocutore.
Un mese dopo 8 dicembre 1940 Churchill scrive a Roosevelt la lettere più importante
della sua vita: noi non ce la facciamo più, lettera piena di stime calcoli e considerazioni
sulla guerra, e Churchill dice che il cash per pagare gli armamenti loro non li hanno

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più, non sono più in grado di pagare a loro ciò che resta per combattere la guerra, o ci
venite incontro o la GB cede, e quindi cederebbe l’Europa.

USA: terzo vertice del triangolo


Si erano tenuti fuori dalle vicende Europee.
(1934 primi passi di Hitler in politica estere
1935 coscrizione obbligatoria
1936 guerra civile spagnola
1937 Anschluss ecc.… (tutti i movimenti di Hitler).

Anni complessissimi nella politica estera americana, Roosevelt impegnato dal 1933 a
far uscire il paese da una crisi , ANNI DELLE LEGGI DI NEUTRALITA’,
1934: Johnson ACT
1935,1936,1937,1938 rinnovo di queste leggi.
Il congresso vieta al governo di fare prestiti a paese precedentemente insolventi.
Il Congresso rinnova anno dopo anno con modifiche che non importano molto.
CHE COSA VIETA IL CONGRESSO ALL’ESECUTIVO? Vieta di commerciare armi con paesi
impegnati in guerre. Vieta la vendita di beni militari a paesi belligeranti.
Durante la guerra spagnola il governo non prende decisioni, il legislativo e opinione
pubblica SONO NEUTRALI AGLI EVENTI EUROPEI.
Roosevelt però ha avuto sempre più una percezione di necessità di cambio di rotta
degli stati uniti, ma per l’opinione pubblica era difficile capire questo.
Roosevelt discorso della quarantena.
Di fronte all’ascesa dei nazismi e fascismi e alla maggiore aggressività degli stessi
Roosevelt dichiara che certe manifestazioni avrebbero dovuto essere messe in
quarantena.
Prima forte forma si sensibilizzazione dell’opinione pubblica americana, con tentativi
di mediazione da parte di Roosevelt nei confronti di Hitler e Mussolini.
Quando la guerra scoppia il legislativo fa una modifica alle leggi di neutralità, e questo
avviene anche perché l’opinione pubblica verso la quale rooselvelt si indirizzava con i
suoi discorsi era piu motivata e coinvolta.
Questa modifica delle leggi di neutralita del novembre 1939 CASH AND CARRY ACT,
non più NEUTRALITY ACT. A questo punto il congresso accetta che vengano venduti
beni americani ai paesi belligeranti, purché questi beni vengano pagati
immediatamente e trasportati dai compratori.
Impedisce che si riverifichi il problema di prestiti insoluti, e impedisce possibili
incidenti nel trasportare le armi.

Perché nel novembre del 1940, un anno dopo, Churchill scrive a Roosevelt grazie a dio
sei stato eletto, e l’8 dicembre non abbiamo più cash.
Bene che siamo passati dal Neutrality al Cash and carry, ma non abbiamo più cash,
quindi o gli USA si mettono nella logica di un ulteriore salto di qualità nel loro
coinvolgimento, o l’Europa cade.
La risposta da parte degli USA è una risposta che segna una pietra miliare nella
politica estera americana. Molti vedono i cambio di prospettiva che avrebbero portato
da li a poco al coinvolgimento della guerra, inizio del secolo americano.

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C’è chi dice che nasce con la prima guerra mondiale, c’è chi dice che inizia alla fine
della prima guerra mondiale, e c’è chi dice che inizia con la 2 guerra mondiale.
RISPOSTA: LA RISPOSTA CHE ROOSEVELT DA E’ UAN SVOLTA DI NON MINORE
RILEVANZA:
E’ la primavera del 41 a rappresentare una svolta in cui gli USA arrivano
all’intervento. Trovare una strada per far capire all’opinione pubblica che quella
guerra non era affar loro ma anche affar nostro, non c’era alternativa rispetto ad
aiutare alla GB, e convincere l’opinione pubblica che Churchill aveva ragione e che non
avrebbero più potuto pagare.
La prima cosa che Roosevelt fa:
 coniare la formula degli USA come ARSENALE DELLA DEMOCRAZIA.
 Passaggio più significativo è questo: dichiarazione di Roosevelt 17 dicembre
1940, su ariel. Roosevelt dice: l’Europa sta bruciando, io ti do quello che ti serve,
i beni militari che ti servono a resistere la minaccia tedesca, quando l’incendio
l’hai spendo i beni militari me li restituisci. Sta mettendo l’opinione pubblica
americana nella piena consapevolezza della difficoltà del momento, operazione
che fa la differenza tra sopravvivenza e non sopravvivenza.

CHE COSA NASCE DA QUESTO? ELABORAZIONE FORMALE DELLA LEGGE LAND E


LEASE ACT: Marzo 1941 legge con cui gli USA fanno un passo avanti rispetto al CASH
AND CARRY.
Che cosa prevede?
Al presidente è permesso di vendere affittare prestare alle condizioni che avrebbe
giudicato opportune armi munizioni generi alimentari a quei paesi la cui tutela
giudicasse necessaria per gli USA. Il pagamento o restituzione alla fine del conflitto,
con bene integro restituzione seno il pagamento.
Forma concreta della metafora che Roosevelt a dicembre aveva elaborato (quello su
ariel). PREVEDEVA CHE GLI USA AVREBBERO SIGLATO DEGLI ACCORDI CON I SINGOLI
PAESI DESTINATARI.
Chi sono i destinatari degli aiuti?
-GB: primo destinatario di questi aiuti. Non è facile il percorso che porta all’accordo di
attuazione con la GB.
-URSS: perché combattono accanto alla GB e l’aiutano a spegnere l’incendio.
11giugno 1944 URSS aveva ricevuto 6430 aerei, ecc…

25th October

Gli USA hanno fatto il salto di qualità del proprio coinvolgimento rispetto alle vicende
che infiammavano l’Europa, hanno emanato il LAND AND LEASE ACT.
Contro alle necessità della GB senza pretendere un risarcimento.
A seguito dell’emanazione della legge, sono stati redatti accordi di attuazione con i
singoli paesi, GB e anche unione sovietica.

Quello con la GB il primo sottoscritto: accordo interessante, arrivare a una


configurazione condivisa dalla parte GB e USA non è stato facile, mesi e mesi sono

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passati, gli aiuti cominciano prima ancora che gli accordi vengano redatti. Intorno a
quale aspetto ci sono i maggiori problemi a raggiungere un compromesso? Articolo 7
dell’accordo di attuazione del land and lease. Accordo tecnico che è stato da parte
britannica definito orgoglioso e umiliante:
orgoglioso: perché da un lato c’è da parte britannica l’orgoglio di essere la potenza che
negozia con gli USA e che porta gli USA al coinvolgimento nella guerra
umiliazione: dover sottoscrivere delle parole non del tutto compatibili con gli obbiettivi
britannici di politica estera pur di ricevere gli aiuti statunitensi: che cosa non convince
i britannici? ARTICOLO 7.
Prevede che i termini e le condizioni che regolano gli aiuti per la difesa
concessi dagli USA al Regno Unito disporranno che nè negli USA nè nel Regno
Unito si discrimini l’importazione di alcun prodotto proveniente dall’altro
paese.
In questo articolo cosa c’è che è difficile dai britannici da digerire e perché? Vuol dire
che non si deve avere una preferenza altrove rispetto al commercio con gli USA. Non
trattare quel qualcuno peggio di come si tratta gli altri, perché ai britannici non piace?
È difficile da accettare perché la GB aveva già accordi commerciali creando un’area di
scambio privilegiata, common wealth conferenza di Ottawa. La GB non può più
preferire i prodotti derivanti dalla sfera di scambi privilegiati.
Questo discorso, l’approvazione complicata di questo articolo all’interno dell’accordo
di attuazione, finisce con l’intrecciarsi di un altro episodio: incontro tra Roosevelt e
Churchill.
Si incontrano per la prima volta a bordo di un incrociatore, Augusta, nelle acque di
terranova, dal 9 al 13 di agosto del 1941 che porta alla stesura della CARTA
ATLANTICA: documento di maggiore rilevanza durante la seconda guerra mondiale e
quando si va a studiare il tema della special relationship americano britannica.

Pagina ariel , un riferimento alla carta atlantica .

(Due link.
Primo link: biblioteca presidenziale di Roosevelt.
Negli USA la documentazione delle amministrazioni che si sono succedute alla guida
degli Stati Uniti, è raccolta in due grandi scatoloni:
 uno, archivi nazionali di Washington, documentazione del dipartimento di
stato. National Archives and Records Administration.
La politica estera è elaborata dal presidente degli Stati Uniti e dal dipartimento di
stato, equivalente del nostro ministero degli esteri.
Altro organismo interno, National Security Council, 1947, che sarà insieme al
dipartimento di stato altro organismo che ha a che fare la politica estera.
 Biblioteche presidenziali. Ogni presidente quando lascia il suo incarico deposita
tutta la documentazione durante la sua amministrazione prodotta dalla Casa
Bianca nella sua biblioteca presidenziale, Presidential Library. All’interno di
questa documentazione, anche spesso quella del dipartimento di stato quando
quella documentazione era stata inviata alla Casa Bianca. Ogni biblioteca
presidenziale ha poi un sito internet all’interno del quale c’è la documentazione
digitalizzata della presidenza che si sta studiando.

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Noi ci occuperemo di presidenti, studieremo la documentazione attraverso archivo


online di questi presidenti.

 Terzo canale di accesso alla documentazione: Foreign relations of the United


States, FRUS raccolte di documenti diplomatici pubblicati e selezionate dagli
storici riuniti in apposite commissioni. Raccolti per decenni e all’interno di
questo sito di cui noi evidentemente ci occuperemo parecchio si trova la
documentazione cosi come scannerizzata e riproposta e pubblicata.

Ogni presidente colloca la sua biblioteca presidenziale nel luogo originario.

L’ultimo elemento della documentazione diplomatica americana: tempistica, nel senso


che normalmente nei paesi occidentali esiste la regola dei 30 anni, spesso 50, per cui
possono essere visti dagli studiosi documenti che risalgono ad almeno 30 anni di
distanza dal momento in cui vengono richiesti, nel 2017 documenti risalenti al 1987,
amministrazione Reagan. Italia si attiene alla regola dei 50 anni ma il ministero degli
esteri è un po’ indietro, la GB nel gennaio di ogni anno vengono messi a disposizione
documenti di trent’anni prima, tempestività notevole.
GlI USA c’è legge: freedom of information act, FOIA, legge che risale agli anni 60 che
consente la desecretazione di un documento, portare alla visione dello storico, anche se
non sono intercorsi 30 anni dal momento in cui il documento è stato prodotto, ci sono
delle regole che devono essere seguite ovviamente, non deve essere lesivo della privacy,
problema della sicurezza nazionale o degli alleati, ma se il documento non incorre in
nessuno dei rischi previsti dal FOIA allora può essere messo in visione anche prima dei
30 anni.

Direttiva Renzi: desecretazioni sulle stragi, invitando tutte le amministrazioni che


possedevano le documentazioni a rendere disponibili le documentazioni.

Tornando agli USA:


E’ stato messo in luce da molti studiosi come la liberalità nelle desegretazione della
documentazione abbia seguito anche un preciso obbiettivo politico statunitense,
Empire By Documentation, perché fino a quando si è gli unici a fare si che gli storici
possano accedere alla propria documentazione, si ha la certezza che la storia viene
scritta da quel punto di vista, ( problema che ha caratterizzato alcuni fasi della guerra
fredda): storia scritta solo dal punto di vista americano.
Restano detto questo un paese virtuoso dal punto di vista della documentazione. )

TORNANDO A NEW YORK : ariel il link del sito della biblioteca presidenziale, e perché
c’è una pagina della biblioteca presidenziale di Roosevelt dedicata alla CARTA
ATLANTICA: immagini, funzione religiosa, un’altra con Churchill e Roosevelt seduto
uno accanto all’altro sull’Augusta, e una pagina della dichiarazione che riporta le
annotazioni di Roosevelt. (l’originale conservato nella biblioteca presidenziali di
Roosevelt.
Altro link: Yale University già visto.

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Di che cosa parlano i due presidenti tra il 9 e il 13 agosto Roosevelt e Churchill?


Documento redatto il 14 agosto:
I due si mettono d’accordo e vogliono comunicare una serie di principi comuni che
animeranno la loro collaborazione negli anni successivi:
 Nessuno dei due paesi cerca un ingrandimento territoriale o di altro tipo.
 Non si cercano modificazioni territoriali che non vadano incontro ai desideri
espressi dalle popolazioni coinvolte.
 Si rispetta il diritto di tutti i popoli di scegliere la forma di governo sotto
la quali vivranno, si aggiunge che si spera diritti sovrani a di
autogoverno restaurati per coloro che sono stati privati da essi. ( wish
to see certain rights and self governament restored to those who have
been forceble deprive of them). Punto critico sul quale vorrei che noi
ragionassimo. Questo apparentemente è una sorta di proclamo anticoloniale,
e se letto in questa prospettiva ha davvero una potenza incredibile visto che è
firmato dalla principale potenza imperiale degli anni che stiamo studiando. Qui
c’è un aspetto curioso e interessante, quando Chirchill verrà chiamato dalla
Camera dei Comuni ha dare spiegazione del documento firmato sarà ben
attendo a declinare ogni tipo di personalità quale quella che abbiamo appena
detto, non vi preoccupate Churchill non parla della possibilità di autogoverno
per tutti ma quei paesi privati del diritto sovrano da invasione nazista, solo in
questi paesi. Churchill dice che non sarà lui ad accettare che la GB possa far
venire meno la sua maestà imperiale, COLONIALISMO VS ANTICOLONIALISMO,
difficile le interpretazioni da dare.
 Fermi restando gli obblighi esistenti, dell’obiettivo che tutti i paesi grandi o
piccoli, vinti o vincitori, abbiano accesso, su basi di eguaglianza, al commercio e
alle materie prime mondiali, BASI DEL LIBERISMO ECONOMICO. Equal terms to
the prive and whole materials of the world. Il maggior sacrificio è quello della
GB, abbandona la sua logica di preferenze imperiali. Questa è una cessione da
parte britannica dal punto di vista americano, in linea con l’articolo 7 del land
and lease che i britannici stanno provando a digerire.
 Collaborazione in campo economico tra tutte le nazioni.
 L’obiettivo deve essere la distruzione della piramide nazista e creazione di una
pace che consente di vivere sicuri nei propri confini.
 Liberi, freedom from fear and want, dalla paura e dal bisogno, eco di un noto
discorso Rooseveltiano dove si parlava dello Stato dell’Unione del Gennaio
1941. Cos’è questo discorso? Discorso che ogni anno il presidente fa a Gennaio ,
sorta di sguardo a ciò che è stato e progettualità di ciò che sarà. Diverso dal
discorso inaugurale che è quando appunto inaugura il suo mandato dopo la sua
vincita elettorale, ogni 4 anni.
 Libertà di navigazione nei mari. Tema complicato ma sul fronte di
abbandonare l’idea di essere la GB la principale potenza marittimagli USA ha
già fatto i conti, two power standard,one power standard, conferenza si
Washington, è già avvenuto.

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 Ultimo punto: viene detto che sono ragioni pragmatiche quanto ideali che
spingono ad abbandonare l’uso della forza e che spingono alla necessità della
creazione di un sistema di sicurezza collettiva.
Prima considerazione:
-C’è un accessione della GB dal punti di vista americano in ambito economico,
all’indomani della firma della carta atlantica, il sottosegretario degli USA commenta
cosi al firma di questo doc: l’era dell’imperialismo è finita, la dichiarazione atlantica
dice che ogni nazione ha diritto ad aspettarsi che il suo legittimo commercio non sia
fermato da dazi, discriminazioni o pratiche bilaterali rigide. C’è un’accettazione dei
principi del liberismo economico che ci fa avvertire che con questo documento il
baricentro economico e finanziario di quella che sarà la realtà internaz. postbellica si
sposta dalla GB agli USA.
-Altro aspetto evidente: manifesta collaborazione angloamericana contro il nazismo
nell’agosto 1941, gli USA nel 41 non sono in guerra, entrano in guerra nel dicembre del
41 dopo l’accordo di Pearl Harbor, quindi qui c’è una presa di posizione dagli USA
prima dell’attacco a Pearl Harbor. Roosevelt in questo momento sta sfidando tutti gli
isolazionisti del suo paese, sta prendendo una posizione personale che impegna il suo
paese, e lo sta facendo consapevole di avere a casa uno zoccolo duro di isolazionisti .
(coloro che non voglio assolutamente gli USA in guerra).
-Ci sono dei punti in cui la Carta Atlantica richiama i 14 punti di Wilson, quindi politica
che viene portata avanti dagli USA.

7 dicembre 1941 il Giappone attacca gli USA a Pearl Harbor, gli USA entrano in guerra,
e nella guerra contro il Giappone, ma anche con Italia e Germania (11 dicembre patto
tripartito con il Giappone dal 1941 dichiarano guerra agli USA, patto che sarebbe
scattato in una dimensione difensiva, invece pur essendo stato il Giappone ad
attaccare, Italia e Germania dichiarano comunque a loro volta guerra agli USA).
Rapporti politici: giugno del 1941 operazione barbarossa, dicembre 1941 Pearl
Harbor, entriamo nella seconda fase per quel che concerne l’analisi della seconda
guerra mondiale. Fase che porta a considerazioni concettuali su quello che teneva
insieme quelli che sono gli alleati di questa guerra, considerazioni di natura politica
che ci fanno capire le alleanze e quindi i momenti in cui quella alleanza è chiamata in
causa e le conseguenze, motivazioni per cui poi questa alleanza viene a meno.
PROTAGONISTI: GB, guerra dall’inizio che regge le sorti della guerra, URSS 1941
giugno in guerra, e ora GLI USA, che sono stati attaccati e formalmente in guerra.
Grande Alleanza che ha tante contraddizioni:
1. Nemici che questa alleanza fronteggia: non sono gli stessi, fino all’estate del
1945 il Giappone non sarà nemico dell’URSS, solo GB e USA combatteranno
contro il Giappone, duplice obbiettivo, nazifascismo e Giappone. L’URSS sarà
invece impegnata fino alla fine della guerra nella sola guerra contro la
Germania. Cambiano le prospettive con cui gli alleati guardano la guerra.
Churchill e Roosevelt si accordano immediatamente dopo l’attacco di Pearl
Harbor, Gennaio 1942 Conferenza di Arcadia, Churchill va a Washington e si
accordano su quello che è stato chiamato Europe First, cioè prima di tutto la
guerra in Europa e quindi contro in nazifascismo. Anche d’accordo su questo

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aspetto la prospettiva con cui GB e USA guardano alle strategia con cui portare
avanti la guerra contro il nazismo sono prospettive diverse.
2. Con quali strategie: URSS GB e USA si differenziano in maniera evidente:
-URSS: richiesta di un’apertura di un secondo fronte nel cuore dell’Europa che
alleggerisce il peso che l’URSS sta reggendo nella sua guerra contro la
Germania, sbarco in Francia, guerra contro il cuore dell’esercito tedesco che
impegnerebbe gli angloamericani. Noi sappiamo che il secondo fronte sarà
aperto in Normandia solo nel giugno del 1944, due anni dopo di quando Stalin
lo chieda. Il problema del secondo fronte è un problema strategico e politico
nelle relazioni tra i grandi alleati.
-GB: si opta per una strategia periferica, cioè che l’idea è quella di aggirare il
nemico pensando ad uno sbarco in Africa e poi in Italia, proteggere le rotte di
comunicazione fondamentali per l’impero britannico, fiaccare il nemico nelle
retrovie e solo qui procedere poi a un attacco frontale.
-USA: attacco frontale, con però tuttavia certezza della vittoria che però non c’è
considerate le strategia periferiche invece della GB. Sarà questa strategia a
prevalere e assisteremo allo SBARCO IN AFRICA E NELL’ESTATE DEL 1943 IN
SICILIA.
3. Obiettivi: convergono o divergono ? l’obiettivo a breve termine è condiviso,
Hitler va distrutto, ma ci sono anche obiettivi a lungo termine che sono
divergenti quelli degli uni dagli altri:
-Stalin: obiettivo della sicurezza, un’esperienza come quella che la seconda
guerra mondiale è stata per l’URSS non può che non essere quello della
sicurezza l’obiettivo, rendere il più possibile improbabile che qualcuno nel
futuro possa invadere l’URSS come l’ha fatto la Germania, e si pensa che un
sistema per prevenire future possibili invasioni sia la creazione di una serie di
STATI AMICI al confine dell’URSS che possano proteggere l’URSS, fare da argine
e barriera rispetto a future e possibili aggressioni. Possiamo forse pensare sia
un obiettivo legittimo, ma meno legittimi saranno i mezzi con cui Stalin
provvederà alla realizzazione di questi Stati Amici.
Obiettivi GB:
-ambito economico:
La GB ha la prospettiva di un mantenimento delle sue preferenze imperiali, ma
abbiamo visto come venga meno già con il 1941 rispetto alle logiche di
liberismo economico, porta aperta, mercato mondiale, con cui gli USA
guardano alle stesse relazioni.
-ambito politico:
GB consapevole che una volta finita la guerra sarà con l’URSS che la GB dovrà
convivere, e sul continente europeo questa prospettiva non entusiasma la GB. Ci
avvicineremo a questo, viene meno quell’anticomunismo 1941, ma non viene
meno in assoluto, quella diffidenza che c’era ma rimane latente perché
l’alleanza serve, ma quando si pensa alla sconfitta della Germania, la GB pensa
che quel condominio che l’Europa sarà la GB dovrà convivere con l’URSS, gli
USA no. GB ragiona in termini di condominio e scrive le regole di convivenza,
accordiamoci con l’URSS affinché in questo condominio si può convivere.
Obiettivi USA:

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Obiettivi politici si fondano con quelle economici: GRAND DESIGN


ROOSVELTIANO, grande disegno politico e economico che Roosevelt e i suoi
collaboratori elaborano il dopoguerra, disegno basato su due pilastri,
economico e politico e di sicurezza, che finiscono per fondersi, pilastri che già
emergevano dalla carta atlantica. Roosevelt non lo elabora da sola, segretario e
sottosegretario lo aiutano.
 GRAND DESIGN :
pilastro economico: necessità finita la guerra di portare i ragazzi a casa, ponendo delle
condizioni che situazioni come quella della Seconda Guerra Mondiale non succedano
più, e che quindi i militari statunitensi non sarebbero più dovuti intervenire in Europa.
Roosevelt deve superare i limiti di Versailles, della SDN e del disegno Wilsoniano
creando qualcosa che corrisponde realisticamente all’America di quel periodo. Questo
disegno deve corrispondere agli interessi americani. (non come il NO del Senato).
Ecco quindi l’idea di una ricostruzione del sistema economico secondo:
-internazionalismo economico
-libero scambio.
Sistema stabile di commercio mondiale, stabilità della liquidità,
creazione di organismi deputati ad occuparsi da tutto questo. Dal
pilastro economico del Grand Design Roosveltiano nascono:
Accordi di BRETTON WOODS 1944: segue strutture come il Fondo
Monetario Internazionale e Banca Mondiale.
Dall’altra parte il pilastro politico che si fonde con quello economico: Sicurezza
collettiva, che già ne parlava la Carta Atlantica. Si sta attenti a non chiamarlo figlio
della SDN, perché essa non sa di buono ne per l’URSS (espulsione a seguito della guerra
d’inverno, trattamento diverso rispetto a quello che aveva riservato agli aggressori di
altri tempi.), ne per gli USA neanche si è arrivati ad entrare a quell’organizzazione.
Roosevelt potrà far accettare un’organizzazione internazionale per la sicurezza
collettiva solo se questa organizzazione apparirà realistica in grado di funzionare e
solo se gli USA potranno condividere con gli altri le proprie responsabilità.
Indispensabile anche qui che l’URSS entra in questa organizzazione che sta iniziando a
disegnare. Deve vedere tutti i grandi al suo interno e solo in questo modo può apparire
reale questa organizzazione per la sicurezza collettiva.
La necessità di far entrare Stalin nella sicurezza sarà una necessità che peserà
riguardo a ciò che si deve dare in cambio a Stalin, in altri termini ci saranno dei
compromessi (in Polonia) in cui sarà disposto Roosevelt a scendere pur di dare
realizzazione al suo ambizioso progetto.

Gli angloamericani sbarcano in Africa, nel luglio del 1943 in Sicilia, e nel settembre
dello Stesso Anno si arriva all’armistizio con l’Italia, 3 settembre data del primo
armistizio, 23 settembre secondo armistizio lungo, siglato dall’Italia sconfitta con gli
angloamericani che sono entrati nel nostro Paese.
Questo rappresenta ciò che è stato chiamato PRECEDENTE ITALIANO in storiografia,
aspetti che tanto pesano e peseranno nelle relazioni politiche tra i tre grandi
dell’Alleanza.
Perché? Quello che accada sarà un precedente per le liberazioni che avverranno dopo,
e che cosa accade in Italia? Che chi libera amministra e gestisce, gli angloamericani

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entrano in Italia i sovietici no e verranno esclusi, tenuti lontani dall’amministrazione


in Italia, nasce una COMMISSIONE DI CONTROLLO ANGLOAMERICANA.
Precedente italiano: i sovietici pretenderanno di fare la stessa cosa nei territori
liberati, chi libera amministra, noi siamo tenuti lontani dai territori liberati dagli
angloamericani allo stesso modo loro non entreranno ad amministrare i territori
liberati da noi sovietici.
A Mosca nel mese di ottobre del 1943: conferenza dei tre ministri degli esteri della
grande alleanza: Molotov, Hall (americano) e Antony Hiden (che già aveva ricoperto
cariche di evidente rilevanza nelle politiche degli anni 30 distanziando le decisioni di
Chamberlain). Qui parlano d’Italia: nasce un comitato politico formato dai tre paesi
che avrebbe dovuto in una certa misura rendere partecipare al controllo dell’Italia, in
realtà rimane privo di ogni effettivo potere gestionale, la commissione
angloamericana sarà quella che poi effettivamente amministra la situazione in italia.
Il precedente italiano è una delle questioni con cui i tre grandi arrivano al loro
importante appuntamento successivo, Conferenza di Teheran, con protagonisti non i
ministri degli esteri ma Churchill Roosevelt e Stalin, e oltre alle differenze concettuali
viste, su questo complesso tavolo i tre porteranno anche altri fardelli, apertura del
secondo fronte, precedente italiano, fotografia in cui nell’Europa l’armata rossa è la
protagonista dello scenario europeo.

26th October:

Terza fase della seconda guerra mondiale: attenzione su quelle grandi Conferenze
che hanno segnato per importanza questa ultima fase della guerra:

Conferenza di Teheran 1943 novembre, dicembre.


Conferenza di Yalta febbraio 1945.

Dobbiamo guardare a questi due grandi incontri sfatando i falsi miti che circolano
intorno a queste Conferenze.

CONFERENZA DI TEHERAN: DAL 1 DI DICEMBRE DEL 1943, protagonisti i tre grandi:


Stalin
Roosevelt
Churchill

Incontro non dei ministri degli esteri, ma i tre grandi responsabili delle politiche estere
per la prima volta siedono tutti e tre intorno a uno stesso tavolo.
SITUAZIONE in gioco quando si incontrano:
Dati di fatto che diventano imprescindibili:
 L’armata rossa sta resistendo e reggendo da sola la guerra mondiale ormai da
tanto tempo.
 Mancata apertura del secondo fronte da parte degli anglo americani.

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 Elemento bellico e anche politico precedente italiano. Quanto avvenuto in Italia


e la modalità della liberazione, anglo americani entrati, rappresenta un
precedente nella prospettiva in cui l’URSS guarda alla liberazione degli altri in
Europa. L’idea di chi libera gestisce e chi libera amministra.
 C’è sul tavolo anche il progetto di Roosevelt di una grande organizzazione della
sicurezza collettiva, si sta realizzando anche il progetto di Roosevelt, necessaria
la collaborazione dell’URSS perché questo progetto abbia un senso e perché
l’opinione pubblica accetti quel progetto e superi i limiti di Versailles e della
SDN.

Primo punto che è stato discusso:


La Germania, nemico della guerra, la sconfitta è l’obiettivo principale, cosa fare una
volta sconfitta è uno degli aspetti di cui a Teheran Stalin Roosevelt e Churchill
discutono.
Che cosa si stabilisce?
Si inizia a discutere una doppia ipotesi: o lo smembramento della Germania oppure
l’occupazione, cioè deve rimanere quella che è ma occupata dai vincitori, e già qui a
Teheran la seconda ipotesi prevale nella prospettiva dei tre grandi.

Secondo punto: necessaria apertura dei secondi fronti, è vero che c’è la necessità che gli
angloamericani aprano un secondo fronte in Europa, ma anche la necessità che l’URSS
dichiari guerra al Giappone, l’impegno viene preso da ambo le parti, gli
angloamericani si impegnano ad aprire il secondo fronte nella primavera nel 1944, e
l’URSS entra in guerra contro il Giappone dopo la fine della guerra in Europa sconfitta
la Germania.
Ancora si mette sul tavolo l’esigenza sovietica di perseguire per il dopoguerra il
raggiungimento di un obiettivo di sicurezza.
Ieri abbiamo visto insieme come l’URSS pensa di risolvere questo problema, con la
creazione ai confini sovietici di stati amici che possano allontanare lo spettro di una
nuova invasione, quale quella tedesca all’inizio della guerra.
Sul piano di principio questa necessità sovietica a Teheran viene accettata.
Stalin chiede che non vengano messe in discussione le posizioni che l’URSS ha acquisito
nel corso di questo conflitto, che poi sono paesi baltici e Polonia, è un concetto quello di
stato amico, che sul piano di principio in questa fase viene accettato.
La prima concretizzazione di questa accettazione da parte degli occidentali è proprio
la Polonia, questione successiva che viene affrontata alla conferenza di Teheran.

Cosa fare della Polonia sotto il profilo dei suoi confini e integrità?
Si era detto il 31 marzo del 1939 che si sarebbe combattuto per difendere
l’indipendenza, l’integrità forse è sacrificabile, Churchill e Roosevelt a Teheran sono
disposti a sacrificare l’integrità della Polonia, sono disposti a avvicinarsi a Stalin
facendo shiftare i confini polacchi in modo che L’l’Urss avrebbe potuto avere una parte
della Polonia, recuperata ai danni della Germania.
VIENE ESPLICITATO QUESTO PUNTO? NO, rimane ambigua ogni decisione sotto il
profilo politico e si rimanda ad un dopo, ma non si formalizza nemmeno nell’accordo la
decisione in merito ai confini Polacchi per esplicita richiesta di Roosevelt, che ha

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timore che le conseguenze di una formalizzazione di un accordo di questo tipo che


sacrifica in maniera plateare l’integrità polacca avrebbe potuto avere, aveva paura
delle ripercussioni sull’elettorato polacco negli stati uniti, dicembre 1943, nel
novembre successivo si sarebbero ottenuto le elezioni, dove Roosevelt si candidava per
il quarto mandato della sua presidenza. SCELTA: NON SI PUBBLICIZZA L’ACCORDO.
Se questi sono i punti intorno ai quali ci si accorda, richiamiamo le ragioni viste
all’inizio come elementi oggettivi che i grandi si trovano di fronte: è l’Armata Rossa ad
essere nei territori rispetto ai quali pretende l’influenza, gli angloamericani hanno
creato un precedente attraverso la modalità in cui hanno amministrato l’Italia
liberata, elementi imprescindibili quando Roosevelt e Churchill si trovano a
interloquire, non c’è una comprensione di quello che Stalin poteva intendere come stati
amici. Necessità della collaborazione dell’URSS anche perché la guerra si sta ancora
combattendo.
Non è un caso che l’ultimo punto discusso a Teheran parli proprio di una
collaborazione per il dopoguerra ed è qui che Roosevelt elabora la sua idea dei quattro
poliziotti del mondo, si richiama al ruolo di garanti della pace che quei paesi dotati
della maggiore potenza avrebbero dovuto svolgere nel dopoguerra, garanzia credibile
solo se tutti i quattro poliziotti avessero accettare di essere tali:
 Unione Sovietica
 Stati Uniti
 Gran Bretagna
 Cina

Che cosa cambia rispetto a quando i tre un anno e poco più dopo, Febbraio 1945, si
trovano a Yalta. Due sono i momenti per capire le condizioni con cui ci si trova a
negoziare a Yalta. Due momenti se escludiamo il fatto che una condizione grossa è
cambiata, e cambia nella primavera del 1944, quando angloamericani aprono il
secondo fronte con lo sbarco in Normandia. La guerra contro la Germania non è
ancora finita, finisce nel maggio del 1945, la Germania nel febbraio è vicina a cadere,
anglo americani sbarcati in Normandia dalla primavera precedente, elimina il
problema del secondo fronte.
Due momenti specifici affinché siano chiare le condizioni :
 Agosto 1944: Polonia. Quello che accade è di grande importanza per capire la
prospettiva con cui il presidente degli USA arriva a sedersi a Yalta, diversa e
nuova prospettiva con cui Roosevelt guarda Stalin. Liberazione del paese, in
modo specifico Varsavia. Quello che si consuma di fatto è un massacro
dell’insurrezione polacca ad opera dei tedeschi, quando i sovietici entrano nella
città il massacro è compiuto e gli insorti sono stati sterminati dai tedeschi.
Interpretazione storiografia: motivazione politica da parte di Stalin nella
mancata volontà di intervenire a favore degli insolti polacchi, a far si che quella
componente di resistenza polacca poco legata a mosca di fatto si auto
dissolvesse e non potesse avere un ruolo importante nel dopoguerra polacco.
Quello che i sovietici fanno è formare prontamente un governo con solo
esponenti comunisti godendo del fatto che quel movimento di resistenza
precedentemente presente a Varsavia e non animato da sentimenti di grande
simpatia per i sovietici era stato devastato dai tedeschi. Il governo polacco era

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scappato in esilio a Londra, gli esponenti rimasti a Varsavia sono esponenti


esclusi dal governo di Lublino, esponenti comunisti instaurato dall’URSS in
Polonia. Queste riflessioni che noi stiamo facendo le ha fatte anche Roosevelt,
non è sfuggita l’operazione di Stalin, e capisce che le modalità di Stalin degli
stati amici sono modalità da discutere nel secondo incontro a Yalta.
 Secondo evento: protagonisti Stalin e Churchill. 1944 si incontrano a Mosca, e
giusto per continuare su quella metafora utilizzando da ieri, si incontrano a
Mosca di fatto per iniziare a scrivere le regole di condominio che i due sapevano
di dover abitare nel dopoguerra, e questo lo sappiamo perché di questo
incontro è stato trovato un appunto di Churchill che porta scritti una serie di
paesi e di fianco ad ognuno di quei paesi delle percentuali. La storiografia ha
interpretato questo appunto dicendo che questo erano un incontro dove i due si
sono accordati sulla percentuale rispettiva che i due paesi avrebbero potuto
godere in ognuno dei paesi dell’elenco. I paesi erano Romania Grecia Bulgaria
Iugoslavia e Ungheria.
La Romania come influenza per il 90% all’URSS e il 10% alle potenze
occidentale, Grecia al contrario. Bulgaria 75 Urss 25 potenze occidentali.
Iugoslavia e Ungheria 50 e 50. INFLUENZA CHE LE DUE POTENZE AVREBBERO
POTUTO OTTENERE IN QUEST’AREA DEI BALCANI. Le conseguenze: si afferma
e anche la GB è d’accordo, una logica di sfere di influenza, che non è la stessa
logica con cui Roosevelt immagina il dopoguerra.

Come si arriva a Yalta? Elementi imprescindibili:


1. Rapporti tra GB e URSS la logica di sfere di influenza è accettata e condivisa, e
che non altrettanto accettato e condiviso è nei rapporti con gli USA.
2. A questo punto Roosevelt ha chiaro cosa Stalin intende per stati amici (Polonia
docet).
3. Progetto Roosveltiano, costruzione di un’organizzazione della sicurezza
collettiva credibile non realizzato e ancora si necessita la collaborazione
dell’URSS affinché questo progetto sia credibile.
4. E’ stato aperto il secondo fronte in Europa ma ancora l’URSS non è entrata in
guerra con il Giappone, tutte le stime militari dicevano che la guerra con il
Giappone sarebbe stata lontana per vincerla, per gli angloamericani che l’URSS
entri in guerra con il Giappone nel febbraio del 1945 è indispensabile.
5. Pesano le decisioni prese a Teheran, ritornano sul tavolo per essere negoziate
nuovamente.
6. Nell’Europa dell’Est c’è URSS non angloamericani, la presenza dell’URSS e
dell’armata rossa nell’Europa dell’est è un elemento che non può non essere
preso in considerazione.

E’ con queste premesse che si arriva a Yalta ed è questa che porta la nostra attenzione
tentando di sfatare i falsi miti: CHE COSA E’ STATO DECISO A YALTA SULLA BASE DI
TUTTO QUELLO CHE ABBIAMO LETTO CHE RISPOSTA SINTETICA DAREMMO? Il mito
della conferenza è quello di quella conferenza che avrebbe diviso il mondo in due tra
Est e Ovest, spartizione, ben oltre la Germania, vede gli angloamericani cedere

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all’Unione Sovietica l’Europa dell’Est, nel mito si esce da Yalta con un Europa divisa in
due, origini della Guerra Fredda. MITI DA SFATARE.

Il primo ad aver professato questo mito è stato De Gaulle: Già all’indomani della
conferenza di Yalta, non solo perché la francia non era stata invitata a questa
conferenza, non solo perché i rapporto con Roosevelt erano cattivi, ma anche perché
condannare questa conferenza come la conferenza in cui i grandi si erano accordati
per la divisione in Europa consentiva alla francia di promuovere una politica di
indipendenza francese rispetto ai grandi che sarà uno degli obbiettivi politici del
secondo dopoguerra.
Questo mito della spartizione in Europa è duro a morire, se oggi è ancora riproposto
da manuali scolastici, mito rispetto al quale l’uso pubblico della storia ha riproposto
alla grande. Es. discorso che Bush ha pronunciato il 9 maggio del 2005 anniversario
della sconfitta della Germania, a Riga in polonia. Che cosa dice Bush? Articolo del
corriere della Sera .dice: le nazioni su entrambe le sponde dell’atlantico celebrano la
sconfitta, che portò guerra in Europa e in tutto il mondo. Cuore del discorso:
Ripensando alla vittoria di sei decenni fa richiamiamo un paradosso per gran parte
della Germania la sconfitta portò alla libertà, per gran parte dell’EU centrale e
orientale la vittoria portò a un dominio di ferro di un altro impero. Questo segno la fine
del fascismo ma non oppose fine all’oppressione, la conf di Yalta segui il patto Molotov
Ribbentrob, la libertà di piccole nazioni era sacrificabile. Che cosa sta dicendo? A Yalta
si è consumata un ingiustizia, con la ww2 si è consentita l’oppressione comunista,
l’accordo di Yalta segui la conf. Di monaco e del patto molotov ribbetrop: cosa vuole
dire? Le grandi potenze hanno diviso in due, i grandi hanno sacrificato la libertà dei
piccoli e quella metà sacrificabile non ha vinto fino in fondo. USO PUBBLICO DELLA
STORIA DA PARTE DI BUSH.
DIMOSTRA DI COME DURO A MORIRE SIA IL MITO DELLA SPARTIZIONE.
In che modo possiamo pensare di sfatare il mito?

Guardiamo la fonte. The Yalta Conference Yale Law School:


primo punto: Germania. La discussione è stata una discussione di grande difficoltà
perché divergenti erano le opposizioni e dibattiti interni ai singoli paesi che i grandi si
erano portati dietro. Su un aspetto tutti sono d’accordo DENAZZIFICAZIONE. Prevale
l’idea di occupazione che già a Teheran era presente.
Qui viene definitivamente sancito il principio di occupazione.
Lo stato tedesco diviso in quattro zone di occupazione, anche con una zona francese da
quella degli anglo americani.
Dal documento al punto quinto si parla di riparazioni: decidere l’occupazione della
Germania non esaurisce il problema della questione tedesca.
Gli USA assumono una posizione frutto di un negoziato già avviato negli USA,
Roosevelt arriva con eredità di Morghentov al tesoro che aveva tanto peso nel dettare
le direttrici della politica americana nell’ambito economico finanziario che pensava al
completo annientamento della Germania dal punto di vista economico.
Roosevelt però a Yalta si confronta con Stalin che ha una posizione completamente
diversa, nel 1945 l’URSS era distrutta, anche se l’unica a reggere le sorti della guerra,

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Stalin pensa che la ripresa non può prescindere dalle riparazioni tedeschi e pensa
siano doverose.
Si chiede le riparazioni alla Germania per 22 miliardi di dollari la cui metà vada
all’URSS. Ci si accorda per creare una COMMISSIONE PER LE RIPARAZIONI.
Frase centrali: questa commissione avrebbe dovuto lavorare tenendo come base la
proposta sovietica, decisione comune.

Altro punto del testo di Yalta: dichiarazione dell’Europa liberata:


In questo documento non si mette in discussione che possano essere i sovietici ad
accompagnare i paesi da essi liberati nel dopoguerra, o che possa essere la GB ad
accompagnare i paesi da essi liberati nel dopoguerra, ma le modalità attraverso le
quali questo accompagnamento deve realizzarsi devono essere le stesse, si devono
stabilire delle regole. Queste regole non sono il controllo politico ma LA DEMOCRAZIA.
Compito DI USA GB E URSS sarà quello di traghettare i paesi da esso liberati verso la
democrazia, e dovranno quindi tenersi LIBERE ELEZIONI in ognuno dei paesi, uscire
dalla guerra e vedere al loro interno istituzioni democratiche create dalla libera scelta
dei cittadini.
Roosevelt sta costringendo GB e URSS a firmare che il loro non sarà controllo politico,
che anche nei paesi dove eserciteranno influenza si terranno LIBERE ELEZIONI.

PUNTO 7 LA POLONIA: primo paese dove questo viene messo in pratica.


Anche per la polonia si devono scrivere delle regole. Come inizia il documento? Una
nuova situazione, Polonia liberata , il governo di Lublino deve essere riorganizzato
sulla base di maggiore democraticità con inclusione dei leader polacchi anche quelli
all’estero, del governo in esilio a Londra, il governo di Lublino è SOLO PROVVISORIO,
ma deve essere rappresentativo, allargato fino a prossime elezioni . Deve essere
allargato a chi meno piace ai sovietici, perché DEVE ESSERE UN GOVERNO
RAPPRESENTATIVO DELLA POPOLAZIONE POLACCA, il governo di Lublino dovrà
essere alla base di FUTURE ELEZIONI DEMOCRATICHE.
Viene creata una commissione rappresentativa dei tre paesi che porterà avanti della
audizioni per creare questo governo.
Molotov, Harriman, Sorlacher, dovranno consultare i leader polacchi anche all’estero
per riorganizzare il governo sulle linee di democraticità sopra esposte.
Alla fine si dice: la Polonia slitterà il suo confine cosi come a Teheran era già stato
deciso.

Ancora si parla di riorganizzazione delle nazioni unite: l’URSS fa una richiesta


massima: vengano fatte entrate dentro la Nazioni unite con diritto di voto tutte le
repubbliche socialiste sovietiche. Angloamericani: richiesta inaccettabile, l’URSS
finirebbe con avere un numero tot. Di voti invece che con uno.
Si accetta che vengano considerati membri originari dell’Organizzazione solo due delle
repubbliche socialiste, con maggiore autonomia, Bielorussia e Ucraina.

Altro aspetto critico discusso e deciso a Yalta: modalità di voto, il meccanismo di voto.
L’organizzazione avrebbe avuto un suo organo nel consiglio di sicurezza e che questo
consiglio di sicurezza avrebbe potuto assumere le sue deliberazioni con un voto a

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maggioranza ma con l’unanimità dei voti dei membri del consiglio stesso, quindi che ci
sono dei paesi che avranno una responsabilità maggiore all’interno del consiglio di
sicurezza delle nazioni unite, questa responsabilità maggiore si traduce nel DIRITTO
DI VETO.

I paesi dal 1945 in poi i Paesi che hanno il seggio permanente all’interno del consiglio
di sicurezza:
Cina, URSS, USA, GB e Francia.
Che cos’è il diritto di veto? Possibilità di ognuno di questi membri permanenti di
bloccare una decisione del consiglio di sicurezza con il proprio voto contrario.
La richiesta di diritto di veto viene fatta dall’URSS perché teme nel 1945 di finire in
minoranza all’interno dell’organizzazione che si sta creando, questo timore sta alla
base infatti della richiesta di far entrare tutte le repubbliche socialiste cercando di
aumentare i numeri a proprio vantaggio dove si teme di essere in una posizione di
minoranza all’interno di organizzazione.
I numeri all’interno di organiz. e diritto di veto esercitato come antidoto a numeri che
potrebbero mettere in paese in minoranza nel consiglio.

Ultimo punto: ORIENTE.


Giappone, serve l’impegno dell’URSS ad entrare in guerra contro il Giappone. Impegno
che c’è e s’impegna tre mesi dopo la sconfitta tedesca. In cambio di questo impegno
USA e GB fanno a Stalin una serie di concessioni territoriali in Cina. Quando la guerra
civile cinese sarà vinta da Mao e il governo cinese prende una decisione poco
compatibile degli interessi americani, in America si pensa: è stato bravo Roosevelt a
vendere un pezzo di Cina a Stalin, ma in questo periodo Chiang autorizza le
autorizzazioni fatte e Stalin perché dall’altra parte Stalin riconosce il governo di Chian
Kai Shek.

27 October:
Febbraio 1945: Roosevelt Stalin e Churchill si incontrano nuovamente a Yalta:
Abbiamo incominciato a vedere il documento firmato da Stalin e Churchill isolando
alcuni elementi. Soffermati su due punti significativi che ci fano capire come parlano i
tre grandi:
Dichiarazione per l’EU liberata: va nella direzione opposta della concessione e del
lasciare che Stalin possa fare ciò che crede della parte dell’Europa. I tre s’impegnano a
creare dei governi provisori e traghettare essi verso la democrazia, alle elezioni libere
e pienamente democratiche. Paesi liberati dal nazismo e che governi democratici. Con
Yalta e questa dichiarazione è l’impegno alle libere elezioni.
La Polonia: rappresentativa, accordo sulla Polonia lo scrive nero su bianco, il governo
di Lublino rappresentativo non è, si crea una commissione rappresentata dai tre
grandi , che deve tenere della audizioni, audizioni che devono sentire quelli del governo
polacco all’estero, e anche qui governo provvisorio rappresentativo e poi si va alle
elezioni, s’impegnano Stalin Roosevelt e Churchill.

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Smentiscono l’idea della spartizione.

C’è anche un po’ l’idea che stabilire queste regole nero su bianco sia un modo per
dimostrare al mondo intero chi non dovesse rispettarli. Per Roosevelt non c’è solo l’idea
di portare gli altri due firmatari ad accettare regole comuni, ma anche portarli a
firmare qualche cosa che potrebbe un giorno dimostrare che sono stati loro a violare
quanto deciso.
Dobbiamo farci una domanda per chiudere la considerazione, domanda che si è posta
anche la storiografia: si è davvero diviso il mondo con Yalta? No, si sono stabilite delle
regole che partivano dalla presenza dell’URSS su buona parte dell’Europa
considerando però quell’elemento che si chiede all’URSS di rispettare regole comuni.
La domanda che segue è questa, e che si è fatta la storiografia:
Gli occidentali hanno fatto tutto quello che potevano? Per far cosa? Per costringere
Stalin a regole comuni e non abbandonare una parte d’Europa nelle mani di Stalin.
Risposte:
Donald Cameron Walt, in GB e Recinger negli USA: hanno entrambi di fatto portato
l’idea che ben poco più si sarebbe potuto fare per l’EU dell’est rispetto a quello che
Churchill e Roosevelt fanno con quelle dichiarazioni, Europa liberata e riguardo alla
Polonia, perché? Perché inevitabilmente vincolava quel dato di fatto i negoziatori
occidentali, e perché l’altra cosa che vincolava erano gli impegni precedentemente
assunti, la Conferenza di Teheran. E’ più qui che gli assetti dell’EU vengono definiti
quando si accetta il concetto di stato amico proposto da Stalin, non si poteva
prescindere dallo stato di fatto e da quanto era stato deciso, e anche dalla
collaborazione con Mosca. Yalta occasione per Roosevelt di vincolare i sovietici e porre
regole comuni, mettere dei paletti ma non occasione per rompere con Mosca, perché
l’organizzazione delle Nazioni Unite non è ancora stata creata, Germania non sconfitta
e Giappone è lontano nel Febbraio a Yalta dall’invasione, e che la guerra quindi
sarebbe durata almeno un altro anno.
Stando cosi le cose ecco che i nostri storici ci dicono di più: non hanno ceduto metà
dell’Europa ma cercato di stabilire regole comuni per costringere i sovietici a
rispettarle e mostrare al mondo chi le viola nel caso in cui l’URSS non le avrebbe
rispettate.

Conferenza di Yalta: mi viene da dire che origina la Guerra Fredda: è chiaro che è un
altro dei falsi miti che noi accantoniamo per quanto detto, possiamo dire che in parte
Yalta ci è utile per cogliere le origini della Guerra Fredda non tanto perché a Yalta si
sia diviso il mondo ma perché sono state poste delle regole che non rispettate saranno
motivo di contrapposizioni. Si pongono le regole il cui mancato rispetto sarà alla base
della tensione successiva. Allora vuol dire che parlando di queste regole e delle basi che
non saranno rispettate, entriamo prepotentemente nel quadro di un’altra riflessione:
ORIGINI DELLA GUERRA FREDDA.

Nel 1945 USA E URSS sono alleati, febbraio 1945 Roosevelt ha tutti gli interessi a non
rompere con Stalin per quanto mosse da parte di Stalin non sono compatibili con
quelle potenze occidentali.

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Le origini della guerra fredda sono un processo, nasce a seguito di un concatenarsi di


eventi e percezioni reciproche, azioni risposte e conseguenze.
Se noi dobbiamo immaginare una data per parlare di Guerra Fredda questa non è
affatto il 1945, questo è l’anno della collaborazione tra USA e URSS e fine della seconda
guerra, è anche l’anno che porta a delle percezioni reciproche differenti.
Momento in cui questa ha inizio e che le relazioni tra i due grandi sono in uno stato di
Guerra Fredda è nel 1947, anno in cui viene coniata anche l’espressione di guerra
fredda. Dobbiamo cercare di capire come i rapporti tra i due evolvono tra il 45 e il 47:
Dobbiamo farlo consapevoli della grande domanda , come si passa dall’alleanza alla
contrapposizione? Temi su cui ragioniamo grazie al fatto che questo è un tema su cui
immane è stato il dibattito, e revisionismo storiografico su questo. Su questi temi
registriamo un revisionismo storiografico, e vi invito a pensare a questo revisionismo
in termini positivi, un revisionismo fisiologico non malato, già ci siamo occupati di
questa cosa. Qui revisionismo si basa su delle nuove fonti che consentono di tornare su
temi che erano già stati studiati da altri storici.
E’ chiaro che finche ci interroghiamo sulle origini della guerra fredda basandoci solo
sugli archivi aperti statunitensi, gli unici, questo ci da delle risposte che poi
risulteranno diverse quando anche gli archivi dell’URSS verranno aperti. Da qui il
revisionismo in termini positivi.

Un tema delle origini della guerra fredda è un tema dove diverse sono state le ondate
di storiografia che hanno studiato il tema.
Oggi abbiamo a disposizione un’ampia mole di fonti appartamenti a una molteplicità
di paesi diversi. Cosi come le origini della Guerra Fredda non cadono come un fungo,
allo stesso modo non è un unicum dal 47 al 49.

Non ci sono dei singoli elementi che devono essere tenuti in considerazione studiando
le varietà delle fonti presenti:
Politici, Ideologici, Economici, Intersezione politica.
Elementi che hanno un peso per cogliere gli origini della guerra fredda:

1. Mancato rispetto degli accordi di Yalta: cogliamo parte le origini della


Guerra Fredda. L’idea che le regole di Yalta non siano rispettate è non ci vuole
molto tempo per Roosevelt da coltivare. Lettera che Roosevelt scrive a Stalin il 1
Aprile 1945, lettera contenuta in uno di quei carteggi ai quali abbiamo già fatto
riferimento. Documento nella nostra Biblioteca, su Ariel c’è la scannerizzazione.
Le parole che Roosevelt rivolge a Stalin da sole smentiscono l’idea che solo un
mese e mezzo prima Roosevelt potesse aver pensato di cedere l’Europa dell’Est
a Stalin. Già solo da queste parole possiamo capire che quello della spartizione
era un falso miti parlando di Yalta. Leggo le parole su ariel.

Arriva subito al punto, io penso che quello che noi abbiamo fatto era grande ma adesso
non nascondo la preoccupazione in cui seguo gli avvenimenti. Roosevelt scrive perché
nulla che ciò che hai detto avresti fatto hai davvero fatto, presidente che ha voluto
mettere sul tavolo delle regole che non sono rispettate. Le regole che abbiamo deciso

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non sono il mantenimento del governo di Lublino. E’ chiaro che anche il governo di
Varsavia cosi come quello di Lublino, non può consultare sono quei rappresentanti
favorevole al governo di Lublino. Lo stile è elegante e ispirato alla volontà di
collaborazione, stile Roosveltiano, e se non rispettate quando deciso a Yalta noi non
possiamo far altro che dire al mondo che l’intesa finisce qui. Il senso passa in eredità a
qualcun altro, 11 giorni dopo Roosevelt muore e la morte del 12 aprile del 1945, a due
mesi dalla sconfitta della Germania, Giappone su cui ancora si deve intervenire, clima
dove si devono sistemare i problemi sorti dal non rispetto degli accordi di Yalta da
parte sovietica, presidente che è rimasto per quattro mandati, è qualche cosa che
sconvolge il panorama nazionale e internazionale.

Entra Truman che era vicepresidente di Roosevelt, entra in questo quadro molto teso.
Per Truman il problema non è esattamente secondario. E il fatto che anche per
Truman questa investitura sia complicata ce lo racconta li stesso nelle Memorie che
scrive a seguito della sua permanenza alla Casa Bianca come presidente, memorie
come fonte, scritto autobiografico che si differenziano dal diario nella misura in cui il
diario accompagna giorno per giorno la relazione politica dei presidente, le memorie
redatte al termine di una presidenza politica, quasi tutti i presidenti americani quando
lasciano la Casa Bianca scrivono le proprie memorie, fonte importante per gli storici
ma anche presa con le pinze. Come si fa a usarlo scientificamente senza cadere nella
trappola dell’autoassoluzione? Si devono intrecciare le memorie con altre fonti.
Truman ci racconta il momento in cui ha appreso la notizia della morte del presidente
Roosevelt, chiamato nella Casa Bianca, arriva nella stanza con la moglie e il figlio che
gli dicono che Roosevelt è morto, e quando Truman chiede alla vedova se poteva far
qualcosa? E lei ha risposto no c’è qualcosa in realtà che possiamo fare noi per te perché
sei tu quello in trouble now. In questo senso chiarendo sin da subito la consapevolezza
che si stava ereditando una situazione dai mille risvolti diplomatici. Truman era stato
nominato da Roosevelt vicepresidente solo in occasione del suo ultimo mandato,
perché era un senatore e Roosevelt pensava che prioritario sarebbe stato il rapporto
con il congresso alla fine della guerra, ultime elezione al novembre del 1944, il
progetto delle Nazioni Unite è sul tavolo, Roosevelt ragiona in questo modo. Novembre
1944 Roosevelt pensa noi dobbiamo portare quando lo firmeremo la carta costitutiva
delle Nazioni Unite al senato, era abbastanza inutile affiancarmi da qualcuno che sa
tanto con la politica estera senza rapporto con il legislativo, mi serve qualcuno che non
mi faccia fare gli errori che aveva fatto Wilson. Risultato sceglie Truman che è
assolutamente digiuno di politica estera, non era a Teheran, non era a Yalta, e non ha
con Churchill ne con Stalin un minimo di rapporto personale con i tre grandi. In più
Truman era anche un personaggio diverso da Roosevelt proprio come persona, molto
meno liberal, molto più radical, ed era caratterizzato anche da un certo
anticomunismo. Vuol dire che il passaggio da Roosevelt a Truman ha segnato
profondamente le relazioni tra USA e URSS fino a dover essere considerato una delle
ragioni per la nascita della Guerra Fredda? Dal punto di vista sostanziale no, di
percezione si, tesi a lungo studiata dai sovietici che diceva che si il cambio del
presidente è una delle questioni che hanno portato alla guerra fredda, ma tesi
cavalcata dalla filosofia Marxista, ma tesi capovolta e distrutta da studi più
approfonditi: dal punto di vista sostanziale la politica estera americana non cambia

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affatto dopo il 12 aprile 1945 anzi proprio il fatto di essere uno digiuno di politica
estera che eredita la Casa Bianca in una situazione drammatica, di essere quello il
troubles now, fa si che Truman porti avanti gli stessi binari che Roosevelt aveva già
disegnato in politica estera, sarà più avanti che Truman rappresenta la svolta quando
la Guerra Fredda ha già preso il suo corso. Non cambia la sostanza di questa politica:
nella primavera del 1945 vuol dire portare a compimento le Nazioni Unite, portare a
fine la guerra e creare le Nazioni Unite. Cambia la percezione che di questo
avvicinamento al potere degli USA e dell’URSS si ha. Truman pensa che gli USA
negoziano con un paese diverso e con Stalin con cui non aveva rapporti. Persona che
pur seguendo gli stessi obiettivi di Roosevelt in politica estera ha dei nodi e percezioni
diverse rispetto a Roosevelt.

22 e 23 Aprile del 1945 Molotov è a Washington con Truman presidente.


 MEMORIE DI TRUMAN SU ARIEL, scaricate sul computer.
22 Aprile i due si incontrano e si scambiano dei convenevoli, (leggo la lettera).
Convenevoli ai quali Truman dice che sono state prese delle decisioni in Crimea
che non sono previste a Yalta, a Yalta devono essere adempiate comunque ne
parliamo domani. Nella notte Truman si incontra con i suoi più vicini
collaboratori e nel 23 incontra ancora Molotov: questa volta i convenevoli sono
decisamente minori, c’era poco protocollo, little protocol. Cosa dice? Dice io ho
l’incarico di darti un messaggio che devi riportare al passato, ci sono stati degli
accordi e come Roosevelt ha scritto a Stalin prima, anche Truman dice che non
hanno visto nessun passo avanti, e da a Molotov un messaggio da trasmettere a
Stalin: Molotov interviene allargando il discorso dicendo che appoggiavano
quanto deciso in Crimea, evitando la main issue, che in realtà accordi non erano
rispettati a Molotov. Truman si stufa, o rispettate gli accordi o … Molotov
risponde nessuno mai mi ha parlato cosi, Truman risponde se rispettate
quanto deciso nessuno vi parlerà più cosi.
Cambiano i modi e la percezione reciproca, nonostante il contenuto è lo stesso
che aveva la lettera di Roosevelt a Stalin. Cosa ci faceva li Molotov? Stava
andando a San Francisco per la conferenza della creazione delle Nazioni Unite,
e andando si ferma a Washington.
2. Passaggio da Roosevelt a Truman:
3. Questione tedesca:
4. Problema di un prestito delle relazioni tra USA e URSS:

November 2nd:
Tema importante: origini della guerra fredda.
Abbiamo isolato una serie di questioni che ci aiutano a interpretare la guerra fredda e
ci spiegano come non è improvvisa ma sono un processo che si dipana tra il 1945 e il
1947.
Momento in cui possiamo parlare di guerra fredda con tranquillità è il 1947.
Anni che intercorrono tra il 1945 e il 1947 si dipana il processo dove troviamo le
origini.

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 Mancato rispetto degli accordi di Yalta, ma non sono stati essi a dividere tra est
e ovest Europa e mondo semmai le origini della Guerra Fredda possono essere
in parte ricercate, mancato rispetto degli accordi. Perché queste regole non
sono state rispettate? Lo vediamo dopo.
 Passaggio di Roosevelt a Truman, 11 aprile 1945, succede Truman, abbiamo
analizzato la sua biografia e le sue caratteristiche come presidente, e ci siamo
focalizzati sulle sue memorie, e su un aspetto: NON E’ TANTO UN EFFETTIVA
TRASFORMAZIONE DELLA POLITICA ESTERA AMERICANA A SEGUITO DELLA
MORTE DI ROOSEVELT, COLLOCARSI ALLE ORIGINI DELLA GUERRA, BENSI LA
PERCEZIONE CHE SI E’ AVUTA IN UNIONE SOVIETICA DI QUESTO CAMBIO. La
politica di Truman non prende decisioni diverse perché Truman era a digiuno di
politica estera, cambia la percezione dell’interlocutore americano in Unione
Sovietica. Le pagine delle memorie di Truman non hanno fatto altro che
confermarci questo. La percezione cambia in URSS.

Ci siamo lasciati : Molotov stava andando a S. Francisco perché nel giro di poco tempo,
due giorni, li il 25 aprile si sarebbe aperta la conferenza che avrebbe creato le Nazioni
Unite , le memorie di Truman parlano di questo, Molotov si ferma a Washington nel
tragitto per salutare il nuovo presidente americano. Nazioni Unite obiettivo della
politica estera di Roosevelt.
IN QUELLA CONFERENZA VIENE ACCETTATTO L’ASSETTO STATO ANTICIPATO DA
YALTA, i tre avevano messo nero su bianco che la nascente organizzazione si sarebbe
mossa avento il diritto di veto.
Questo assetto viene accettato e inserito il diritto di veto all’interno della carta delle
Nazioni Unite. Il futuro immediato molto diverso rispetto a quello della SDN i primi a
ratificare la carta gli USA luglio 1945.
Fatta questa osservazione e tenuto presente che il diritto di veto che viene inserito
continua a rappresentare un arma importante nelle mani dei grandi. L’URSS propone
l’inserimento del diritto di veto in un momento in cui l’URSS teme di essere in
minoranza all’interno dell’organizzazione. Questo diritto di veto diventerà un’arma
anche nelle mani delle altri potenze, Francia Germania e USA.
Chiusa quindi questa riflessione entriamo nel merito del terzo punto.

 QUESTIONE TEDESCA: La Germania finisce con essere il paese centrale per


cogliere le origini della contrapposizione tra USA e URSS. La centralità di quel
paese era importante rispetto alle possibile influenze. Nella Conferenza di Yalta
si era parlato di opportunità di dividerlo in quattro zone di occupazione e
riparazione tedesche, accettata richiesta di Stalin di imporre le riparazioni e
che la metà andasse all’URSS che aveva patito per anni e sola a reggere l’urto
tedesco una serie di anni. Quando si arriva all’appuntamento successivo
verranno prese delle decisioni diverse, nel frattempo i mesi passano, la
realizzazione degli accordi di Yalta tarda a venire, nuovi rapporti reciproci.
 Conferenza di Postam: si svolge tra il 17 luglio e 2 agosto 1945, i protagonisti i
tre grandi ma ci sono: Stalin, ma non dialogheranno Roosevelt e Churchill,
Roosevelt morto, Churchill, governo conservatore, non è stato riconfermato il
25 luglio primo ministro, Clement Attlee rappresenta come primo ministro la

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GB a Postman Attlee esponente partito laburista. L’opinione pubblica


britannica da il ben servito a Churchill trova spiegazione nelle necessità della
popolazione britannica, idea che si ringrazia il primo ministro uscente per aver
tenuto in vita il paese ma dato che il paese è in vita altre sono necessità, che il
governo laburista può meglio realizzare, investimento sul profilo interno,
welfare state, taglio rispetto a impegni esteri, miglioramenti condizioni di vita
della popolazione britannica. Governo laburista propone tagli spese estere. Il
tema della conferenza: QUESTIONE TEDESCA. Si ribadiscono le quattro zone di
occupazione, USA URSS GB E FR. Si stabilisce che Berlino a sua volta sarà divisa
in 4 zone, ma di occupazione sovietica. Berlino è si divisa in quattro ma
geograficamente collocata nella zona di occupazione sovietica. Problema,
comunicazione tra parte occidentale di Berlino con le zone britanniche usa e
francese nelle zone sovietiche. Nel momento in cui non c’è stato di tensione tra
le superpotenze questo è un problema sulla carta, ma quando le tensioni
iniziano, inizia la prima crisi di Berlino.
 Altro aspetto che si discute e Postam: RIPARAZIONI TEDESCHE. Viene presa
una decisione che è quella di salvaguardare il più possibile la sopravvivenza
tedesca, la Germana avrebbe pagato in relazione dalla sua capacità di pagare,
non rifare l’errore fatto dopo la prima guerra mondiale di stabilire
l’ammontare senza considerare cosa la Germania poteva pagare veramente.
Possibilità delle potenze occupanti di sfruttare la produzione tedesca
addirittura rimuovendo gli impianti industriali presenti in Germania
ovviamente salvo quelle che garantivano un minimo livello di sussistenza per la
popolazione tedesca. In questo modo avrebbero ricevuto l’equivalente delle
riparazioni. Siccome poi la zona di occupazione sovietica è meno sviluppata dal
punto di vista industriale gli occidentali avrebbero dovuto offrire agli occupanti
sovietici il 15% degli impianti delle proprie zone in cambio di produzioni
agricole, presenti maggiormente nella zona di occupazione sovietica. Questa
organizzazione viene stabilita nel quadro di UN’AMMINISTRAZIONE
ECONOMICA UNITARIA. Qui ci sono i germi della contrapposizione, era
impensabile che potesse questo realizzarsi, per i sistemi economici delle forze di
occupazione tanto diversi.

Questo tema, dell’occupazione della Germania e della modalità di riscossione delle


riparazioni si lega indissolubilmente al quarto aspetto alle origini della guerra fredda.

Problema prestito USA e URSS.

Prima di guardare questo.


RIFLESSIONI:

Altra decisione di Postdam: FINE GUERRA PACIFICO. 8 maggio sconfitta la Germania, a


Postdam il 17 luglio, il 16 Truman è avvisato del successo dell’esperimento atomico in
New Mexico, gli studiosi erano riusciti a portare a termine gli esperimenti della bomba
atomica. 26 luglio, USA GB E CINA inviano al Giappone l’ultimo ultimatum, il Giappone
non risponde in maniera positiva, non si arrende, l’ultimatum parlava di immane

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devastazione ma non dell’atomica, il 6 di agosto viene lanciata su Yroshima, 9 agosto


su Nagasaki, le devastazioni saranno immani, il 2 settembre si arriva all’armistizio.
Alcuni hanno voluto vedere nella decisione americana di lanciare atomica su nazione
già un clima di guerra fredda, per annichilire l’URSS e fare un gesto di supremazia
rispetto all’interlocutore sovietico, che invece è assolutamente anticipato rispetto a
quando poi di guerra fredda si parlerà.
Riguardo a questa osservazioni con errori plateali:
URSS non era tra i firmatari del 26 luglio e questo dimostra che l’URSS è destinatario
dell’atomica. Perché non era tra i paesi firmatari dell’ultimatum del 26 luglio contro il
Giappone? Perché l’URSS non era ancora in guerra, la dichiara al Giappone l’8 di
agosto, esattamente 3 mesi dopo la fine della guerra in EU, e quello che era il massimo
previsto a Yalta. E’ impossibile che un paese che non è in guerra contro l’altro lanci un
ultimatum.

Altra osservazione: Gli USA avrebbero dovuto fare dimostrazione preliminare prima
del lancio dell’atomica, poiché nell’ultimatum non si era parlato di utilizzo della
bomba alcuni hanno sostenuto che forse con una dimostrazione avrebbe potuto
portare il Giappone alla resa che non aveva accettato con la semplice valenza di
ultimatum. STALIN NON COINVOLTO PERCHE’ NON ERA IN GUERRA CON IL
GIAPPONE. La risposta è che molto probabilmente nemmeno una dimostrazione
dimostrativa avrebbe convinto il Giappone alla resa perché non è stato convinto
nemmeno il 6 di agosto, ma è servita anche la seconda atomica il 9 agosto.

Altro aspetto: l’ultimatum del 26 di luglio non faceva menzione del destino
dell’imperatore, che è una figura di carattere politico e religioso, e la sua salvaguardia
era elemento essenziale della resa firmata, le assicurazioni sul futuro della famiglia
imperiale verranno, e molti sostengono che questo è un elemento importante che
avrebbe portato il Giappone a dichiarare la resa.

Altro aspetto: lancio dell’atomica fosse davvero funzionale a vincere o meno quando
fosse decisivo per la vittoria o quanto la vittoria del Giappone fosse vicina a venire
nonostante il lancio dell’atomica. Tutti i calcoli militari, riscontri militari britannici e
americani ci restituiscono l’idea era che prima della fine dell’anno non si sarebbe
potuti arrivare a uno sbarco e che da quel momento in poi veniva immaginata una
guerra di un anno prima di sconfiggere il Giappone. Dopo una GB impegnata in guerra
nel 1939, e per gli USA due anni dopo, la prospettiva di uno sbarco e poi ancora un
anno in guerra è una prospettiva di enormi costi per la GB, pensare di poterla
sostenere ancora più di un anno e mezzo fa si che la prospettiva di un arma che può
chiuderla prima è una prospettiva determinante. Ecco perché la storiografia sostiene
che è insensato che un’azione dimostrativa potrebbe essere determinante, la
prospettiva di una rapida vittoria è quella decisiva che ha influenzato il presidente
Truman.

Rapporto con URSS: inizio origini guerra fredda questo? Più no che si, perché abbiamo
dimostrato che non era volontà statunitense destinarla all’URSS. Certo è che per gli
USA il lancio era comunque una dimostrazione di POTENZA non solo nei confronti

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dell’URSS ma di tutti, la materializzazione di una dimensione di superpotenza, IL


PAESE UNICO IN POSSESSO DI UN ARMA COSI CLAMOROSAMENTE EFFICACE PER IL
RISULTATO BELLICO.
Dimostrazione di potenza interpretata tale da parte dell’URSS.

ALTRO ASPETTO UMANO ETICO:


Quanta consapevolezza c’era dei danni a lungo termine? Risposte scienziati, queste
decisioni della bomba atomica, non sono stati facili, il dibattito di cosa si poteva fare
ha toccato la comunità internazionale e gli scienziati.
Ariel lettera di Fermi, che scrive ad Amaldi ,che come sappiamo è stato uno degli
scienziati che si sono dedicati all’esperimento. Fermi e Amaldi fisici italiani che
avevano lavorato in particolar modo negli anni 30 a Roma in via Palisperna, non a
caso sono il gruppo di via Palisperna, gli altri Pontecorvo, Maiorana ecc.. Si scontrano
con politiche fasciste e in particolare razziali fasciste, coloro che erano ebrei o sposati
con donne ebree lasciano il paese alcuni vanno negli USA e altri mettono la loro
persona al servizio della ricerca statunitense. Fermi testa l’atomica. Amaldi rimane in
Italia e ci racconta che rimane per il lavoro e il desiderio di rimanere al servizio
italiano. Libro di Ludovica Clamarino contiene queste info.
28 agosto 1945:
Franco è un altro del gruppo di Panispella emigrato dall’Italia.
Fermi comunica quello che è stato il suo ruolo nell’esperimento del New Mexico.
Emerge il fatto che questi sono scienziati e il risvolto scientifico è elemento di
soddisfazione. Secondo aspetto, emerge anche che la soddisfazione data da un troncare
una guerra che sarebbe seno durata anni.
Ci restituisce che c’è stato un dibattito interiore da parte di chi a questi esperimenti ha
partecipato. Le parole che scrive Amaldi a questo proposito restituiscono ancora
meglio questo dibattito tra gli scienziati e tra ogni scienziato.
Amaldi 1989, libro: notizia lancio dell’atomica, anche per gli scienziati rimasti in Italia
che non avevano partecipato, furono giorni di profonda costernazione. Lavoro
intrapreso con scienziati e in vista di scopi pacifici, energia atomica, avesse portato a
una distruzione di simili portata. Scienziati per loro natura pacifici si mettono a
lavorare per applicazioni belliche. Un fisco negli USA poteva rifiutarsi di collaborare
sapendo che i nazisti avrebbero potuto conquistare il mondo servendosi di questa
arma? Amaldi se si fosse trovato in quel dilemma (non si era trovato perché era
rimasto in Italia) dopo profonde considerazioni, collaborale nella difesa delle
democrazia o rinchiudermi non facendo nulla avrei optato per la prima opzione.
Tutti si sono trovati difronte a questo dilemma. Chi l’ha scelto l’ha scelto per ragioni
scientifiche ma anche in guerra, mettere la propria scienza a servizio delle democrazie,
sapendo che anche gli stessi progetti venivano portati avanti da altri.
Un dibattito c’è stato tra gli scienziati degli usa, tra i loro amici a casa, IL DIBATTITO
C’E’ STATO, IL PESO E’ STATO UN PESO DECISO PERCHE’ CI SI TROVAVA IN UNA
SITUAZIONE DI GUERRA. Guerra che deve essere vinta dalle democrazie e non dalle
dittature. Gli scienziati pensavano l’obiettivo fosse la Germania, non il Giappone,
perché era la Germania il nemico.

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 PROBLEMA PRESTITO TRA USA E URSS: La questione tedesca si collega con il


quarto tema. Mancato prestito dagli USA all’URSS. Qual è il punto? Di questo si
discuteva sin dal 1942, aiuti del land and lease ma c’era anche la
consapevolezza di Stalin una volta terminati questi aiuti si aspettava anche un
aiuto che avrebbe potuto comportare una ripresa dell’URSS. Anche l’andamento
degli aiuti e la fine del land and lease ha giocato una parte importante tra i
rapporti dei due paesi perché per un meccanismo burocratico all’indomani
della fine della Guerra contro la Germania, 9 maggio 1945, gli aiuti si
interrompono, perché termina la guerra. Una nave carica di rifornimenti
diretta nell’URSS torna indietro. Un paese con danni immani e che deve ancora
dichiarare guerra al Giappone è una cosa negativa. Gli aiuti riprendono con la
guerra in Giappone, per poi fermarsi ancora con la fine del conflitto. Truman
dice che ha messo la sua sigla sull’interruzione perché non si è reso conto delle
conseguenze che poteva provocare. Però poi gli aiuti si interrompono ancora.
Torna prepotente questo problema di prestiti.
Diventa una cosa ancora di più sostanza quando l’ambasciatore degli USA a
Mosca cambia, tema discusso nei corridoi della conferenza di Yalta. Aspettativa
di Stalin di un possibile prestito americano all’URSS. Gli USA non si sognano
però di elargire un prestito senza condizioni, sono pronti a farlo ma deve essere
un prestito a quale condizione? Nella seconda metà del 1945 a guerra conclusa
a che cosa condizionano gli USA della possibilità di un prestito all’URSS? Quali
sono le condizioni che propongono gli USA? RISPETTO DELLE REGOLA DI
YALTA. In assenza del rispetto degli accordi di Yalta non siamo disposti a
elargire un prestito, questo diventa quasi un arma affinché gli accordi
trovassero adempimento e a un certo punto di fronte al mancato adempimento
viene meno la prospettiva e la risposta è NO. Stalin ha la percezione che sia un
ricatto, utilizzano la propria arma economica che piega gli altri e non si
rendono conto delle necessità vere degli altri paesi che hanno tenuto in piedi
l’Europa. Usa il suo strapotere economico per avere qualcosa sotto il profilo
politico.

Non giova la percezione che Stalin ha del mancato prestito quanto avviene nello stesso
periodo nei rapporti tra USA e GB. Anche la GB chiede un prestito e ha bisogno di aiuti
per riprendersi dalle Seconda Guerra Mondiale, e anche questo prestito non è privo di
condizioni: IL LIBERISMO ECONOMICO, art. 7 accordi land and lease. Terzo quarto
punto carta atlantica, commercio su basi di uguaglianza, privilegiare il liberismo
economico, ancora di fronte alla richiesta di un prestito da parte della GB, si chiede
l’accettazione delle regole e accordi di Pretton Woods, che si accetti le regole della
banca mondiale, che apra al dollaro il suo mercato imperiale. La GB lo farà.

Stalin? La sua percezione è RICATTANO TUTTI, LO FANNO CON I LORO AMICI E ANCHE
CON NOI.
Pilatro del DESIGN ROOSVELTIANO.

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TEMA DELLE PERCEZIONI RECIPROCHE TEMA IMPORTANTE PER LE ORIGINI DELLA


GUERRA FREDDA.

November 3rd:

L’ultimo punto si lega alla questione tedesca.

3\11
Urss si riverserà in Germania con politica estrattiva (BEA)
Una politica così produce risultati negativi sotto il profilo del consenso: occupazione
che ha garantito ai cittadini tedeschi un livello di vita diverso da quello che la politica
estrattiva ha fatto. Germania a due binari: ci porta a sottolineare l’importanza della
questione tedesca per le origini della guerra fredda. la spaccatura delle due Germanie
diventa oggetto di attenzione delle due superpotenze.
1946 anni decisivo in questo quadro, anno di passaggio tra conclusione della II GM e
’47 inizio della guerra fredda, anno in cui si snodano le origini.
1° ambito: radicalizzarsi delle reciproche posizioni, che erano sempre più tese
2° ambito: questione tedesca
3° ambito: mancato rispetto delle regole di Yalta e che con il ’46 chiameremo
Satellizzazione nella misura in cui sarà consolidamento del mancato rispetto alle
regole di Yalta.

1°) affermazione pubblica (da parte occidentale e sovietica): divaricazione delle


rispettive posizioni. All’inizio del ’46 due importanti discorsi (Stalin e Churchill) perché
si inizia a rendere palese e pubblica la strada diversificata che si sta prendendo.
9 febbraio ’46 Stalin Discorso del Bolshoi: annuncia tre piani quinquennali,
importanza della ricerca scientifica in ambito strategico, afferma incompatibilità tra
comunismo e capitalismo cioè dice che si era parlato di amministrazione comunitaria
e regole comuni ma i sistemi non sono così compatibili e la risposta la avremo nelle
parole di Churchill.
5 marzo ’46 Discorso di Churchill a Fullton (nel Missouri) per ricevere una laurea
ad honoris: discorso destinato a rimanere nella storia: esordisce in modo singolare
“sono qua come libero cittadino, non rappresento nessuno se non me stesso
(effettivamente non ha più ruolo rappresentativo) e questo è il motivo per cui mi
permetto di dire quello che penso” Auspica una più solida partnership e conia la
metafore della Cortina di Ferro (vedi file) dipingendo un’Europa divisa in due
radicalizzando ancora una volta le posizioni. Cita la dichiarazione sull’Europa
Liberale, non sono state rispettate in tutti i paesi le regole di Yalta: non è questo che si
voleva ma è quello che mostra la realtà oggi.
Contemporaneamente:
2°) questione tedesca: in Germania si gioca una sorta di inversione degli intenti della
politica americana. Diventa il terreno che porta gli USA a dire che non sarebbero più
tornati a casa. Ma perché? Perché gioca una partita importante il segretario di stato
americano Byrnes (la stessa nomina di questo è un primo passo in nome della
discordia nei confronti di Roosevelt) che finisce per essere molto rilevante perché

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indirizza la politica americana in funzione di quella tedesca. Fa una proposta a


febbraio (come discorso di Stalin) e propone PIANO DI GARANZIA di 25 anni alle tre
potenze di occupazione: mantenere forza in Germania che possano reprimere ogni
velleità di ripresa tedesca. La proposta non viene accettata dall’Urss ma la necessità di
non riportare i ragazzi a casa non scompare, tanto che il 6 settembre ’46 Byrnes fa il
Discorso di Stoccarda:
- problema tedesco non è suscettibile di trovare una risposta unitaria,
- placa ogni tipo di velleità francese,
- nella parte di Germania americano i ragazzi rimarranno per mantenere un
impegno in Europa
Dicembre ’46: unificazione zona britannica e americana in Germania, sempre
maggiore unità di quella che sarà la Germania Occidentale. Nel frattempo:
3°) sta avvenendo una satellizzazione dei paesi dell’Est perché è sempre più evidente
che non viene rispettata la proposta di Europa Liberale. Questo avviene in Polonia dove
governo di Lublino doveva essere modificato frutto delle consultazioni, si sarebbe
arrivati ad una unificazione di facciata fino alla manipolazione elettorale del ’46 che
avrebbe portato al governo del Cremlino. Cosi anche in Bulgaria.
Si concretizza la fotografia di Churchill nel marzo ’46 e che poco prima, il 22 febbraio
’46 era stata la stessa foto che aveva fatto un giovane diplomatico americano
nell’ambasciata degli USA a Mosca Kennan: Telegramma Kennan, documento
istitutivo della teoria del contenimento che ha caratterizzato le origini della Guerra
Fredda. Kennan era incaricato di affari (colui che sostituisce l’ambasciatore).
È un telegramma di 17 pagine, anomalo. Esordisce scusandosi della lunghezza rispetto
agli standard ma sono cose di tale importanza che si permette di scrivere di più e lo
invierà al dipartimento di stato in USA. Risponde a due quesiti: 1) che cosa sta facendo
Urss; 2) come gli USA dovrebbero rispondere.
Cuore del documento:
- parla della situa che si è creata tra USA e Urss di trovare un solo vincitore
- i sovietici si muovono in ragione di un problema di sicurezza ma non è una
politica aggressiva ma peggio perché muove dal problema di sicurezza e su
tempi lunghi
- politica volta ad attaccare mediante una lotta paziente finalizzata alla
distruzione della potenza rivale
- con cosa portano avanti la lotta? Non con la forza ma con l’arma ideologica
perché hanno i partiti comunisti (quinte colonne) ed è con questi che la
porteranno avanti
- come dobbiamo opporci a questa minaccia? Non dobbiamo rispondere con la
forza ma con atteggiamento uguale ma contrario: stessa pazienza e tempi
lunghi con arma politica ed economica per togliere terreno fertile alle quinte
colonne e che possa attecchire nei paesi in cui lavorano.
La minaccia è una minaccia pervasiva e gli strumenti devono essere usati secondo una
gerarchia: politici, economici e in ultima istanza militari. Ecco perché il telegramma dà
i natali alla politica del contenimento: non aggredisce la minaccia ma la contiene.
A questo si aggiunge un aspetto rilevante: con la seconda metà del ’46 debolezza di

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quel Paese che avrebbe dovuto amministrare il condominio europeo (GB), elemento
fondamentale nello sguardo con cui Washington analizza le origini della Guerra fredda
in questo anno.
Richiesta d’aiuto agli USA da parte di GB: passaggio di potenza della GB agli USA,
ammissione di non essere più paese di riferimento per l’Europa. Perché si rende
manifesta la debolezza?
Due i paesi a cui GB aveva dato attenzione: Grecia e Turchia.
Grecia Ottobre ’44: britannici allontanano tedeschi dalla Grecia e questa era
controllata da GB ma che aveva conosciuto situa di guerra civile tra monarchici e
comunismo greco (supportato da alcuni paesi come Albania, Bulgaria e Jugoslavia ma
non da Stalin, restio perché non pensava di poter mantenere sotto il suo controllo
direttamente quindi delega) elezioni boicottate dal partito comunista e GB appoggia i
monarchici concretamente in un dispendio di uomini e risorse che passando i mesi
dopo la guerra diventa insostenibile.
Per Turchia: Stalin fa pressione per spostamento di alcune truppe al confine, anche in
questo caso servono aiuti alla Turchia per situa di pressione e GB lo farà.
Ma altri sono gli interessi della GB in questo momento: inverni più freddi della storia
del paese e la GB si ferma (trasporti, carbone, riscaldamenti) ed è un paese a pezzi con
Clement Attlee e Bavin (ministro esteri) consapevole che bisogna tagliare gli impegni
esteri perché non può più permettersi un impegno estero se le condizioni nazionali
sono cosi preoccupanti. Figura centrale per cogliere questo cambiamento di rotta della
politica estera britannica.
Occasione per USA nel febbraio ’47: dipartimento di stato arriva un documento
composto di due note da parte del Foreign UK in cui annuncia che il suo controllo
sarebbe venuto meno nelle aree di Grecia e Turchia e si chiede di discuterne al
segretario di stato americano che non è più Byrnes ma John Marshall che darà i natali
al Piano Marshall pochi mesi dopo. Assente Marshall in quella fase, nel frattempo
negli USA se ne prende coscienza: cesseranno aiuti britannici alla Turchia, alla Grecia e
tutti gli uomini britannici torneranno in patria. Momento in cui USA si assumono la
responsabilità di sostituire la GB in quei Paesi.
’46 elezioni di medio termine: vincono repubblicani e Truman è democratico; chiede al
Congresso ad approvare una legge che dice di mettere mano al proprio portafoglio per
aiutare GB e se lo avesse fatto la risposta sarebbe stata NO. Operazione effettivamente
fatta: Truman dirà che non aiutare Grecia e Turchia vuol dire lasciare Grecia e Turchia
nelle mani dell’Est (ipotesi della mela marcia che messa in un cestino con mele sane
finirà per contagiare le altre).
Nasce: DOTTRINA TRUMAN (12 marzo ’47) e con questo possiamo dire di essere IN
GUERRA FREDDA (vedi file)

8\11
Accanto al presidente Truman abbiamo:
- Marshall che è nominato nel gennaio ’47 segretario di stato dopo Byrnes,
destinatario del messaggio britannico a Washington

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- Dyne Acheson: uno di quelle personalità con maggior ruolo in questa fase
fondante della guerra fredda
- Arthur Wanderberg: presidente della commissione affari esteri del senato
americano. È repubblicano
Il congresso diventa interlocutore fondamentale di Truman per affrontare la questione
degli aiuti alla GB. Nei giorni successivi alla ricezione del documento, vengono
organizzati incontri alla Casa Bianca, uno di questi vede riuniti alcuni dei personaggi
più rilevanti della questione per sollevare il legislativo e capire che intenzione aveva
nei confronti della richiesta britannica. Dyne Acheson sostiene di aver avuto ruolo
centrale nell’incontro, soprattutto quando Truman non riusciva a strappare a
Wanderberg il SI di rivolgersi al Congresso, inventando la metafora della “mela
marcia”: forse quello che dobbiamo presentare al Congresso questa minaccia secondo
questa metafora. A quel punto Wanderberg sembra sia uscito dalla normalità e abbia
accettato. All’interno della Casa Bianca quindi ci si mette a scrivere il testo da
consegnare al Congresso, discorso che avrebbe dato i natali alla Guerra Fredda o
comunque di parlare delle relazioni tra USA e Urss di conflitto di guerra fredda. Se
Truman si fosse presentato senza il discorso della mela marcia, il Congresso
probabilmente non avrebbe accettato, significa che questo discorso è rilevante anche
dal punto di vista della retorica.
File: il punto è se la Grecia deve sopravvivere come nazione + descrizione della Grecia
come Paese + minoranza presente in Greci che sfrutta bisogno e miseria. Gli USA
devono fornire assistenza anche se sono già stati dati degli aiuti a questo paese, non
sono stati sufficienti. Spiega la ragione per cui GB non può più fornire aiuto alla Grecia,
dato che si trova nella condizione di ridurre i suoi impegni in molte parti del mondo.
Passa alla Turchia: ha bisogno anch’essa di aiuto da parte degli USA. Discute la
situazione turca e l’impossibilità della GB a continuare ad aiutare questo paese.
Le Nazioni Unite sono state create per fornire aiuto ai suoi membri, ma che in questo
caso non è possibile.
Richiama la violazione degli accordi di Yalta e poi arriva al dunque: scelta che devono
compiere i popoli e non sempre questa è libera (way of life), caratterizzata dalla
volontà di una minoranza.
Cuore della Dottrina Truman: “I believe that it must be the policy of the United
States…” e Truman sostiene di aver corretto la notte prima da “should believe...”.
A questo punto, dopo aver descritto situazione Grecia e Turchia, dipinto le due scelte di
vita dei popoli, arrivato al cuore della dottrina, CONCLUDE enunciando l’idea della
mela marcia: se cade la Grecia, gli effetti si sentono in Turchia e in tutta l’Europa e nel
mondo (Medio-oriente). Minaccia che da locale si sta trasformando in mondiale.
RICHIESTA: chiede al congresso di dargli 250milioni per la Grecia e 150milioni per la
Turchia.
Qual è la tappa successiva se con questo discorso possiamo parlare di relazioni tra USA
e Urss che sono entrate in un clima di guerra fredda?
Dopo 2 mesi: PIANO MARSHALL ha gli stessi protagonisti e del quale si parla anche a
sproposito, come se fosse la ricetta generale per tutte le problematiche nazionali e non.
Non è un “bollino” indifferentemente declinabile ovunque, noi studieremo due

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situazioni di questo tipo: 1. Piano Marshall; 2. Piano Marshall per America Latina. I
due hanno due conseguenza completamente diverse tra loro.
Vale la pena di dire che la dottrina Truman si inserisce nel marzo ’47 nel quadro
dottrinario che si stava a delineare e che era rappresentato dalle parole espresse dal
telegramma Kennan, entrerà a lavorare nel Policy Planning Staff pubblicando un
articolo lungo in cui riprende i temi del suo telegramma con titolo di “The sourches
of…” su Foreign Affairs firmato Mr. X. La dottrina Truman è fondamentale per Politica
del Contenimento. Qui la lente di ingrandimento non più su Grecia e Turchia ma
sull’Europa, devastata dal punto di vista politico e sociale dove sono presenti le quinte
colonne dell’Urss equivalenti dei carrarmati di Mosca. Si sviluppa da parte statunitense
l’intenzione di Stalin di espandersi anche nella zona occidentale dell’Europa e
altrettanto evidente che questo diventi un test case della politica americana: cioè se la
dottrina del contenimento deve essere testata, Europa è il luogo dove farlo e dove si sta
svolgendo quello che Kennan aveva previsto.
Piano Marshall e non Truman perché sarà proprio lui a tirarsi indietro, visto che aveva
chiesto due mesi prima al Congresso un ampio ammontare per Grecia e Turchia.
Marshall era un personaggio apprezzato per il suo curriculum di prestigio per USA.
5 giugno ’47: discorso all’università di Harvard, che darà i natali al piano. Dipinge il
dissesto dell’Europa e sottolinea come l’incapacità dei paesi europei di risollevarsi è la
mancanza di capitale, fino a quando non ci sarà iniezione di capitale e di beni, non si
risolleverà anzi non farà altro che ripercuotersi nell’economia americana. Propone che
Washington fornisca assistenza ai paesi europei fino a quando non si fossero rianimati
tanto nella loro economie per dar luogo ad un circolo vizioso di importazioni ed
esportazioni. Si tratta di dare una spinta alla ripresa economica europea e la rinascita
di un gruppo di stati che andasse nella stessa direzione degli USA.
Aspetti peculiari:
1- Genericità: non indica dei possibili destinatari né indica dei possibili esclusi.
Parla genericamente di Europa
2- Esplicita come necessaria un’azione unitaria europea, non a singoli paesi
europei. Viene quindi una prima unione europea, una coordinazione tra i vari
stati determinerà dove gli aiuti americani dovranno essere diretti.
Se questi sono gli aspetti peculiari e determinanti, è inevitabile chiedersi chi siano i
destinatari:
sta parlando a tutti, Urss e Paesi dell’Est compresi. Qui la storiografia si è interrogata
su una domanda di fondo (SAPPIAMO BENISSIMO CHE ANDRANNO SOLO ALL’EUROPA
OCCIDENTALE e quindi il piano contribuisce alla divisione in due blocchi):
responsabilità della frattura va Urss che non ha accettato il piano o va agli USA che
hanno presentato il piano in modo tale che Urss non accettasse. Di fatto, possiamo dire
che ad una conclusione abbastanza condivisa si è arrivati, cioè che occasione del piano
Marshall sia stata concepita da parte americana per ottenere uno dei
1- Scaricare ai sovietici la responsabilità di possibilmente non accettare
2- Mezzo per spezzare la cortina di ferro
Memorandum maggio ’47: fa parte della documentazione preparatoria al Piano. Si
diceva che la proposta del Piano doveva essere rivolta a tutti i paesi europei, fatta in
modo tale che gli stati satelliti o si auto escludessero non accettando il piano o

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acconsentissero ad abbandonare orientamento esclusivistico delle loro economie,


perché chiedere che il destinatario sia EU unica vuol dire mettere insieme i vari bilanci,
aprire i mercati al mercato americano. Se accettassero sarà una grandissima vittoria,
se non accettassero sarebbero chiari coloro che non lo fanno.
La partita si gioca a Parigi: CONFERENZA PARIGI
Molotov considera inaccettabili le condizioni di Marshall: il fatto che si parli di un
piano di aiuti che tratti tutta Europa congiuntamente vuol dire che ogni paese deve
scoprire le sue carte a tutti gli altri, aprire la sua economia agli USA; lascia così la
conferenza denunciando il piano come un complotto per controllare le economia
europee ma costringe anche ad abbandonare l’accettazione del piano anche a due
paesi che aveva espresso entusiasmo (Polonia e Cecoslovacchia, in cui non ci saranno
conseguenza da poco). Si sfilano Urss, Polonia, Cecoslovacchia e il 3 aprile ’48 si
approverà il Piano European Recovery Programm (ERP). 13 miliardi di dollari dal
Congresso, 16 nazioni che fonderanno l’OECE per raccogliere e distribuire le politiche
economiche del piano Marshall.
Reazione dei paesi dell’Est: risposta immediata nel giro di pochi mesi viene messa
sul tappeto e nel settembre ’47 nasce il Cominform, che è un organano di
coordinamento tra paesi comunisti che denunciano il ricatto raccolta nel Piano
Marshall. Protagonisti: Urss, Polonia, Jugoslavia, Romania, Bulgaria, Ungheria, Ceco,
Italia e Francia.
Conseguenze in Cecoslovacchia: dopo la guerra governo di coalizione straordinario che
operava secondo procedure democratiche, tra ’45 e ’48 procede secondo politiche di
democraticità. Elezioni ’46: comunista ha la maggioranza ma sono elezioni libere
diverse da quelle degli altri paesi comunisti.
Pressioni di Mosca sempre più forti, e a fatica si riesce a trattenere. 1° reazione:
inserire personale di partito.
Piano Marshall rappresenta una svolta: quando governo ceco accetta mosca e si ritira
dalla conferenza, nuovo governi in cui i comunisti avrebbero scelto i pochi elementi
non comunisti all’interno del governo. Solo un membro non comunista (Yan Masarik) e
nel febbraio morirà saltando dalla finestra del Ministero
Conclusione della democraticità della Cecoslovacchia.

15\11
Piano Marshall + Dottrina Truman: due facce della stessa medaglia
Piano Marshall ha un peso anche nella questione tedesca fino al ’49. Anno centrale per
politica estera americana e andamento della contrapposizione bipolare.
Riflessione della Germania: il piano tedesco finisce per avere ruolo importante perché
Marshall è indirizzato anche alla parte occidentale di Germania. Parte di paese che
può diventare economicamente avanzata e legata agli USA. L’aspetto che preoccupa è
il fatto che questa zona che doveva essere divisa, stia sempre più raggiungendo una
sua unità (parte britannica e americana si erano unite) anche la Francia dunque fonde
la sua zona di occupazione configurando un’unità nella parte occidentale + problema
di carattere monetario: problema di circolazione della moneta. Gli occidentali
procedono a distribuire un nuovo marco che si contrappone al marco usato nella zona
occupata dai sovietici. A Berlino il problema è più sentito: nuovo marco occidentale,
supportato dal clima di benessere economico, avrebbe finito per fagocitare il ben più

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debole marco esistente nella zona orientale di Berlino. Minaccia per Mosca (e quindi
per Stalin): dall’unità delle tre zone di occupazione si possa trarre una Costituzione e
addirittura uno Stato vero e proprio.
24 giugno ’48: 1° CRISI DI BERLINO Stalin procede per ritorsione interrompendo le
vie di comunicazione tra Berlino orientale e occidentale; CONSEGUENZE: isolamento
della Berlino occidentale. Per qualche settimana hanno i rifornimenti necessari per
vivere, oltre non si sarebbe potuto andare avanti.
Da parte occidentale si procede con un Ponte Aereo (di 324 giorni): rifornimento da
parte della Germania orientale. Vengono creati dei corridoi che passano tra tre città
della Germania occidentale. Diventa un’operazione di forza e di potenza eccezionale.
12 maggio 49: interruzione del blocco. (vedi file Berlin Airlift).
Dietro a questa operazione c’è un messaggio: non vi abbandoniamo, siamo pronti a
mettere in gioco tutta la forza e la potenza per non abbandonare una parte
dell’Europa nelle mani dei sovietici. L’esito di questa crisi: maggio ’49 piena
consapevolezza di tutti i protagonisti che la situa tedesca ha trovato una via di non
ritorno, la via proposta a Potsdam non era perseguibile e che la ricerca di unità
costituzionale diventa il risultato di questa crisi.
8 maggio (anniversario fine II GM in Germania): Germania occidentale diventa
Repubblica Federale Tedesca e nasce uno stato tedesco occidentale che avrà Bonn
come capitale e cancelliere Adenauer.
La risposta da parte orientale arriverà ad ottobre ’49: proclamazione Repubblica
democratica Tedesca.
È una divisione che riproduce la divisione europea. Con la costituzione della due
Germanie, dobbiamo considerare anche altri eventi durante il ’49. Se la conclusione
della crisi di Berlino rappresenta un + al bilancio degli USA, un bilancio va a costituirsi
quando USA saranno firmatari del Patto Atlantico (4 aprile ’49 a Washington) che
anche sotto il profilo militare forma una comunità atlantica tra USA ed Europea (già
la Francia aveva creato un’unione economica con USA).
La seconda metà del ’49 ha due eventi importanti che segnano un “meno”:
- 29 agosto USA perdono il monopolio atomico;
- 1° ottobre Mao proclama la Repubblica Cinese, anche se doveva essere quella
nazionalista di Chang al fianco degli USA. Questo momento segna nel bilancio
degli USA la “Perdita della Cina”.
COME SI ARRIVA AL PATTO ATLANTICO E COINVOLGIMENTO AMERICANO RISPETTO
ALLE VICENDE EUROPEE? Bisogna tenere presente il fatto che Europa avrebbe dovuto
fare richiesta di aiuto agli USA in modo unitario,
quello che succede in questo periodo segue una dinamica simile. La fine del ’47 per i
paesi dell’Europa occidentale, una volta compresi i benefici del Piano Marshall e …….
Bavin è protagonista di questa situazione e crede che quello che si può chiedere agli
USA è un impegno non solo economico ma anche politico-difensivo: serie di scambi che
avvengono tra paesi europei e USA già alla fine del ’46. La risposta americana fa un po'
eco a quello che si è già sentito: avrebbero considerato un possibile coinvolgimento
solo se i paesi europei avessero fatto un primo passo, primo tentativo di
organizzazione. Questa risposta americana porta Bavin a pronunciare di fronte alla
camera dei comuni in GB una denuncia che chiama i paesi europei; quello che succede

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a Praga non fa altro che rafforzare la denuncia di Bavin. Processo che nel marzo ’48
arriverà alla costituzione di un patto: Trattato di Bruxelles
Patto difensivo tra GB e Francia (già unite nel patto del ’47 di Dunkerk che imponeva
di difendere l’altro paese in caso di aggressione) visto come estensione di Dunkerk ai
Paesi di Belgio, Olanda e Lussemburgo. Si crea un nucleo embrionale di difesa da
proporre agli USA e già il mese successivo si aprono a Washington dei colloqui riservati
(Pentagon Talks) in cui si incomincia a prospettare una possibile alleanza in cui USA si
potessero unire ai 5 paesi firmatari del trattato di Bruxelles. IMPLICHEREBBE UN
CLAMOROSO SALTO DI QUALITA’ PER USA e quando Truman si trova a valutare questa
possibilità lo fa consapevole di aver a che fare con Congresso a maggioranza
repubblicano e quindi difficile da convincere per un coinvolgimento europeo.
Si sceglie il senatore Vanderberg, che ha un ruolo evidente perché firmatario di una
risoluzione (Vanderberg Resolution) portata in senato negli USA e approvata 11
giugno ’48 che permetterà agli USA di entrare nel Patto Atlantico. Il punto centrale è il
3° (vedi file) “self help and mutuala id” in termini continuativi cioè anche in tempo di
pace. Fino a questo momento aveva partecipato a sistemi di alleanza difensivi solo in
tempo di guerra, con questo si dà loro la possibilità di partecipare anche in tempi di
pace. Si viene meno così a quel proclama (in vigore fin dai tempi di George W.) per cui
USA non avrebbero dovuto allearsi in alleanze vincolanti con altri paesi, infatti si era
sempre trattato di alleanze in tempi di guerra ma mai in tempo di pace. La Resolution
apre la strada perché negli US si possa creare un passo ulteriore: a partire dal luglio
’48 si svolgeranno nuovi colloqui (Exploratory Talks for Security) che non saranno più
ristretti solo a GB e Canada ma aperti anche ad altri paesi possibili firmatari del
nascente Patto Atlantico. Si parlerà di due grandi temi:
1- A quali paesi si sarebbe dovuto estendere l’alleanza che si stava andando a
creare, in particolare in perimetro
2- Casus Federis, cioè quando questa alleanza sarebbe dovuta scattare
Per il 1°, due sono gli aspetti interessanti:
- Dibattito che si svolge nei colloqui, sulla possibilità di entrata da parte di
Spagna e Portogallo (in Spagna c’era Franco, in Portogallo Salazar) eppure si
sceglie di inserire Portogallo e non Spagna. Perché sia Spagna che Portogallo
erano stati neutrali durante la guerra ma la neutralità spagnola era stata più
vicina all’Asse e quindi favorevole, la neutralità portoghese era più favorevole
agli USA e GB. Altro motivo: Azzorre, che vengono definite “stepping stones”
ovvero basi di appoggio nella quali si sarebbe potuto fare rifornimento
fondamentali dal punto di vista strategico per un’alleanza militare.
- Tema dell’Italia. Paese rispetto al quale c’è una discussione importante, perché
non tutti erano favorevoli all’entrata nel Patto che si stava formando. Perché?
Perché non era firmataria dei trattati di Bruxelles, dato che nell’aprile ’46 si
sarebbero svolte le elezioni in cui si sarebbero opposti DC e Partito Comunista,
elezioni che avrebbero segnato il destino italiano. Si teme che l’adesione al
trattato Bruxelles avrebbe peggiorato la situazione già delicata, De Gasperi
quindi declina l’offerta. Quando, qualche mese dopo DC vince elezioni e
meccanismo del Patto Atlantico si mette in atto il governo ita ha la sensazione

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che sarebbe stata un’enorme perdita non aderire, anche in termini di prestigio.
Chiede quindi di aderirvi ma sono gli altri ad avere delle perplessità perché
Paese non di grande rilevanza, che durante la II GM ha avuto un
comportamento non linear, perché aveva detto NO al patto di Bruxelles. A
insistere è la Francia, la quale finisce col condizionare la sua stessa
partecipazione, pone un out-out agli altri interlocutori. Perché così importante
per la Francia che Italia partecipi al Patto Atlantico? Perché se si immagina il
patto, con l’Italia sarebbe stato ben più incentrato nel MEDITERRANEO e che
Francia avrebbe svolto ruolo di baricentro, senza Italia si sarebbe spostato
verso Atlantico del Nord e la Francia avrebbe perso parte della sua centralità e
della garanzia di centralità nel Mediterraneo; e poi perché ci sarebbe stato un
altro Paese cattolico. Italia viene inserita nei paesi firmatari: USA, Canada, 5
Paesi patto di Bruxelles, Italia, Portogallo, Islanda, Danimarca e Norvegia.
Per il 2°, si tratta di capire quando il trattato deve scattare, cioè la ragione
d’esistere e la formulazione del Casus Federis ha evidentemente necessitato di un
importante dibattito negli USA. È raccolto nell’art. 5 del Patto Atlantico (vedi file):
attacco contro uno, è considerato attacco contro tutti. Questo patto non è
automatico: ogni paese dovrà decidere quali azioni intraprendere fermo restando
che un attacco contro uno di essi, è considerato un attacco contro tutti. Chi decide
le azioni lo troviamo all’art. 11: con le norme costituzionali di ciascun paese
firmatario, il legislativo di ogni paese deciderà come intervenire.
Patto politico, quello dell’Atlantico del Nord, per cui nell’anno successivo nascerà la
NATO (organizzazione militare dell’Atlantico del Nord).
29 agosto ’49: US perdono monopolio atomico cioè fino a questo momento si era
vissuto con relativa tranquillità rispetto alle prospettive di possibile competizione
con Urss rispetto al profilo militare. C’era la sensazione che comunque non si
dovesse “premere l’acceleratore”, chiaro quindi che il 29 Urss testi l’atomica e che
porti a delle considerazioni nell’ambito del dipartimento di stato e in quello del
National Security Council (organo che nasce con National Security Act del ’47)
sancito da una legge che sancisce anche la CIA (servizi segreti nazionali). Fanno
parte tutte le teste dei maggiori dipartimenti con problemi di sicurezza, ne parte il
dirigente di stato, il segretario alla difesa, altri segretari di stato, presidente di
stato e consigliere della sicurezza nazionale (Kissinger ha come ruolo questo prima
di quello che ha ora). All’indomani della perdita del monopolio atomico occorre
fare delle strategie per difendersi e aumentare il livello di difesa americana e per
questo il consiglio per la sicurezza nazionale studia un progetto NSC 68 che
arriverà a chiedere l’aumento del 300% delle spese per la difesa. A motivare il
lavoro dell’NSC c’è stata la perdita del monopolio atomico ma anche quello che è
successo in Cina cioè la proclamazione della Repubblica.

16\11
CINA: guerra civile. Il punto è che quando Giappone sarà sconfitto riemerge la
rilevanza della guerra civile.
Conferenza di Teheran: Roosevelt assegna alla Cina l’espressione di “poliziotto del
mondo”; Conferenza di Yalta: consacrazione ulteriore di poliziotto del mondo + a Stalin

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vengono fatte delle concessioni territoriali in Cina, il quale in cambio declinerà ogni
possibilità di aiutare Chang. Già qui si colloca un momento che permetterà alla critica
di giudicare l’operato di Roosevelt: in molti sosterranno che se Mao (ottobre ’49) ha
vinto è perché Roosevelt a Yalta ha offerto un pezzo di Cina a Stalin, con l’assenso di
Chang.
Anni tra ’49 e ’50: particolare difficoltà per l’amministrazione Truman sotto il profilo
interno perché feroci critiche all’apparato dell’amministrazione democratica,
soprattutto riguardo l’incapacità nei confronti del comunismo. Arriva anche Roosevelt
ad entrare in queste critiche. MACCARTISMO: fenomeno diffuso negli USA che prende
il nome dal senatore repubblicano McCartney. È una caccia alle streghe. Senso: idea è
quella che ci sono tante e tali perdite per gli USA che McCartney si spinge a dire che i
“comunisti sono dentro di noi”, quindi che ci siano delle spie al servizio del Cremlino. La
vita è quindi dura per Truman e per il segretario di Stato Acheson, che avrà le
maggiori accuse da parte di McCartney. Truman viene accusato di non aver fatto
abbastanza per aiutare Chang, una volta finita la II GM, a vincere la guerra contro
Mao. Questo ci obbliga ad affrontare il TEMA DEGLI AIUTI A CHANG: centrale e
complesso per USA. Amministrazione demo di Truman si è posta la domanda di quali
risultati potessero sortire dagli aiuti: le posizioni furono abbastanza diversificate.
Molti erano dell’idea che gli aiuti a Chang fossero malamente destinati e che gli USA
stessero sprecando i loro soldi perché regime corrotto e di fatto non stava dando
alcuna prova di successo in termini di risultati. Nel dicembre’45 Truman sceglie di
inviare in Cina George Marshall, il quale fa un’operazione di successo che porta ad una
tregua tra le due fazioni in Cina che dura però pochissimo e Chang violando la tregua,
attua un’operazione bellica per eliminare la controparte comunista. Reazione di
Marshall: si accorge che Chang viola quello che era stato deciso e denuncia la
debolezza militare del regime, la corruzione del regime. Quando torna in USA, chiede
l’interruzione degli aiuti: a Chang non servono per vincere la guerra; ragion per cui
USA nel ’46 decide di interrompere gli aiuti. Nel ’48 situazione in Cina drammatica e
comunismo cinese vicino a prendere il potere, iniziano ancora aiuti economici da parte
USA e questi aiuti non sortiscono alcun effetto perché tardivi e Truman li interromperà
nuovamente pubblicando un libro che conteneva prove evidenti per l’inutilità degli
aiuti. Critiche permangono e il 1° ottobre ’49 Repubblica Cinese di Mao.
Altra questione: PERCHE’ LA CINA È PERSA? QUANTO SCONTATO ERA
L’ALLINEAMENTO DI MAO CON STALIN?
Non è un tema di immediata risoluzione. Stalin non aveva aiutato Mao nella guerra
civile cinese, aveva raggiunto la presa del potere senza aiuto di Mosca.
Il comunismo di cui si fa portatore Mao è diverso da quello sovietico, il movimento di
Mao è indigeno che sorge dalle campagne cinesi diverso dal proletariato sovietico e
urbano di Stalin. e allora da dove nasce l’allineamento? Quando Mao proclama
repubblica, si trova in una situazione molto più forte e da quella situazione Mao si
interroga su quale possa essere la scelta più utile per il suo paese. Due sono gli ambiti
della riflessione:
1- Consapevolezza delle esigenze economiche della Cina: servono aiuti ma solo dai
paesi esteri democratici e Mao sa che non era allineato agli USA per il sistema
politico vigente;

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2- Problema di sicurezza: fase in cui Mao tema che GB e USA possano pensare ad
un intervento militare per rovesciare esito della guerra civile.
Mao inizia nella seconda metà del ’49 che la strategia vincente è l’allineamento con
Mosca, non perché fosse naturale ma perché è strategico. Il 30 giugno ’49 pronuncia un
discorso importante: “We must lean to one side” e quella parte a cui si riferisce è quella
dell’Urss. È un messaggio che lancia a Stalin e che questo coglie. Due giorni dopo la
proclamazione della repubblica, è Mosca a riconoscere il governo di Pechino come
governo legittimo cinese. C’era un problema: DUE CINE, a Pechino di Mao e a Taiwan
governo nazionalista. Urss è la prima a prendere posizione. Gennaio ’50: due paesi
siglano una vera e propria alleanza PATTO SINO-SOVIETICO: prevedeva che se una
parte fosse stata attaccata, l’altra avrebbe dovuto intervenire in sua difesa. GB
riconosce la Repubblica popolare cinese nonostante parere negativo di USA perché
aveva ad Hong Kong una colonia; Francia, USA NON riconoscono; ONU: il seggio era
dato al governo di Chang (conferenza di S. Francisco) e quando vince Mao il seggio
rimane occupato dal rappresentante della Cina nazionalista. Il problema si risolverà
nel ’71 perché con amministrazione di Nixon e Kissinger si farà un grande passo avanti
nei confronti della Cina e il riconoscimento da parte USA solo nel ’78 sotto la
presidenza Carter.
National Security Council: elabora un cambio di rotta in vista dell’espansione del
comunismo. Ecco che arriverà il progetto NCS 68 che oltre a fotografare la gravità
della situazione propone degli aggiustamenti:
- Accelerazione dello sviluppo bomba a idrogeno
- Incremento delle forze statunitensi di terra, aria e mare
Acheson diventa difensore della necessità che il governo approvi questo progetto che
aveva anche dei critici all’interno delle stesse fila dell’amministrazione Truman,
considerandolo come un’esagerazione (G. Kennan che vedeva come unica soluzione la
risposta militare). Prevale la posizione si chi approva il documento. Primavera ’50:
evento che spinge gli USA ad approvare il progetto, GUERRA DI COREA (25 giugno
’50 Corea del Nord attacca Corea del sud). Corea era occupata, divisa tra occupazione
sovietica a nord e americana a sud che avevano portato alla collocazione all’interno di
queste zone di due leader locali: Kim Il Sung (nord) e Sigman Rii (sud). elezioni solo in
Corea del sud, che porteranno alla nascita della repubblica di Corea a sud (repubblica
popolare democratica di Corea). Nonostante la contrapposizione esistente, sia
americani che sovietici ritirano le proprie forze di occupazione. Una questione
interessante dal punto di vista storiografico: come mai Corea NORD decide intervento
e in che rapporto con possibile appoggio cinese e sovietico?
1°: coreani del nord ipotizzava che USA avesse disinteresse per la Corea e che non
sarebbero intervenuti. Acheson non aveva parlato di Corea e non si era presa in
considerazione. Kim ipotizza questo disinteresse ma non è stato così.
2°: febbraio-marzo ’50 Kim recato a Mosca sia a Pechino per info che aveva intenzione
di invadere Corea sud. avrebbe ricevuto da Stalin un tacito assenso perché Kim avrebbe
assicurato che sarebbe stata operazione veloce e indolore senza alcun resistenza da
parte occidentale. Anche Mao acconsente sulla base dell’assicurazione da parte di Kim.
Storiografia mette in luce come Kim avesse potuto contare su numero cospicuo di

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soldati che erano stati addestrati in maniera massiccia, forti e allenati. 25 giugno ’50
procede con aggressione della Corea del Sud travalicando il 38° parallelo.
Gli americani approvano NSC 68 e rapidamente anche le misure che l’NSC prevedeva e
l’operazione di riarmo USA è approvata e inviata; la Corea diventa il luogo in cui la
capacità di USA di resistere al comunismo è provata: guerra di procura (ricorda la
questione tedesca). PERO’ sbaglieremmo di grosso se pensassimo che la reazione
americana sia quella di una singola paese ma si colloca invece in una realtà totalmente
diversa: multilateralità. Corea del sud denuncia l’aggressione alle nazioni unite che
condanna l’aggressione nordcoreana a cui segue, due giorni dopo, la decisione di
un’azione militare che respinga l’aggressore aldilà del 38 parallelo superato (art. 42).
Il contingente americano, che opera sotto bandiera dell’ONU, fa da padrone e gli altri
aiuti sono simbolici. A capo dell’operazione in Corea: Mac Arthur. I sovietici non ci sono
perché stavano boicottano l’ONU per la mancata sostituzione della Cina nei seggi e
proprio in assenza del seggio sovietico, ONU approva. Il consiglio di sicurezza incarica
di respingere la corea del nord aldilà del 38 parallelo: questo si realizza dopo molto
tempo; tutti iniziano ad avere “l’acquolina in bocca”, il primo ad averla è Mac Arthur. Si
pongono una serie di problemi politici e giuridici:
Politici: è un’azione da fare? E che tipo di risvolti? Giuridici: ONU aveva messo fine e
non si poteva fare altro.
Il delegato sovietico assente fino a quel momento rimanda il suo rappresentante che
mette veto, viene votata una risoluzione centrale e utilizzata in altri momenti per
uscire da situa di stallo: Uniting For Peace, invocata anche da altri paesi oltre che da
USA. In base alla quale qualora il Consiglio sicurezza non riesce a deliberare, se una
maggioranza qualificata lo avesse voluto o 2\3 dell’assemblea generale, le questioni a
cui non si sarebbe trovata soluzione, sarebbero passate all’assemblea generale.
L’assemblea generale vota per riunificazione della Corea. Nel momento in cui da
parte Urss si voleva oltrepassare il 38 parallelo la Cina di Mao aveva fatto presente che
non sarebbe rimasto a guardare. Intervento cinese avviene mediante truppe, anche
Stalin invia delle forze aeree, la situa assume un livello di tensione esasperato in cui
Mac Arthur tenta la carta della insubordinazione lanciando un ultimatum alla Cina e
manda una lettera provocatoria al Congresso in cui scrive che non c’è alternativa alla
vittoria. Truman chiama in patria il su generale e dopo che Mac Arthur viene
sostituito, la guerra si risolve con un nulla di fatto né da una parte né dall’altra.
Luglio ’53: armistizio in Corea con nuovo confine ribadito al 38 parallelo.
Dl punto di vista politico: clima molto diverso dopo la guerra. Truman non più
presidente, i repubblicani hanno avuto davvero la meglio e Eisenhower (gennaio ’53)
lo succederà. Stalin non c’è più e anche Urss avrà protagonista diverso.

17\11
ELEZIONI USA: Truman non si ricandida, a differenza di Mac Arthur che è visto come
eroe nazionale. Campagna elettorale come referendum pro\contro containment.
Aspetto interessante:
- elementi alla base della campagna elettorale che non sono di secondaria
importanza. Eisenhower era un generale della II GM, con ampia approvazione,

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ma non solo, era anche chiamato come primo comandante supremo della
NATO;
- Eisenhower abbraccia il clima in cui le elezioni si svolgono sposando le critiche
di M.A. alla politica di Truman;
- gli uomini che lo affiancano: Foster Dallas, avvocato di Wall Street, e Richard
Nixon, candidato di Eisenhower alla vicepresidenza. Entrambi collaborano alla
campagna elettorale vedendo questa situazione di guerra fredda come lotta tra
bene\male e, se così fosse, non schierarsi in quella guerra è immorale, ecco che
già dalla campagna elettorale Dallas prende posizione in modo piuttosto fermo
rispetto ai numerosi paesi che nella guerra fredda scelgono il non-
allineamento;
- vengono coniati nuovi termini per sintetizzare la svolta che si vuole dare
rispetto alla politica di contenimento: si parla di Liberation cioè non si
abbandonerà parte dell’EU al suo destino, si parla di Roll Back cioè restituisce
un’immagine opposta rispetto al contenimento.
A vincere le elezioni è Eisenhower ed è suo compito di fare i conti con la necessità di
coerenza che deve andare di pari passo con le evidenti esigenze:
1- Mantenimento di una forza militare in grado di dare credibilità a quello che si è
detto fino a quel momento;
2- Obiettivo di alleggerire il contingente americano: il partito repubblicano è un
bilancio equilibrato. Per ridurre la spesa pubblica e aumentare la credibilità
dell’impresa, quindi conciliare i due obiettivi, gli USA avrebbero fatto
affidamento all’arma nucleare, la quale è meno costosa delle armi
convenzionali: maggiore sicurezza, minor costo. Questo si inserisce in un
quadro di dottrina strategica con il nome di New Look che tiene dentro di sé
l’idea sia del Roll Back sia quello si Massive Retaliation: risposta massiccia
ovvero che ogni aggressione sovietica sarebbe stata respinta con risposta
nucleare. Ciò implica che USA siano pronti a minacciare una guerra nucleare di
fronte ad ogni possibile minaccia sovietica. Questa dottrina è resa credibile
dalla superiorità statunitense, che nel ’53 è indiscussa; fino a quando nelle mani
di chi minaccia una risposta militare c’è una First Strike Capability.
SI È DAVVERO NELLE CONDIZIONI DI METTERE IN ATTO LA MINACCIA? Due sono le
cose che mettono in dubbio:
1- Quanto deve essere visibile la minaccia sovietica per mettere in atto quella
statunitense, e a questo proposito coniano Brinkmanship;
2- Fino a quando sarebbe durata la superiorità statunitense.
Si inizia a supporre che questa dottrina abbia avuto ruolo di deterrenza e che
l’idea di una massiccia ritorsione sia stata usata per evitare il conflitto e non
per provocarlo e quindi che questo Roll Back e New Look non è forse contenimento
con altri mezzi?
Per rendere ancora più credibile la tenuta del blocco occidentale, CHE COSA SERVIVA
ANCORA IN TERMINI DI ALLEATI? Germania occidentale nella NATO farebbe fare un
salto in avanti pazzesco agli USA ma non è operazione semplicissima, visto che è stato

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il paese contro cui USA hanno combattuto nella II GM. I francesi faranno la proposta di
un esercito europeo in modo tale che Germania mettesse al servizio il suo (vedi
manuale). Germania nella NATO il 9 maggio ’55, due anni dopo ‘inaugurazione del
mandato di Eisenhower. Ruolo importante lo avrà la GB che propone di prendere in
considerazione il Trattato di Bruxelles e di far entrare Germania e Italia in esso e che
assuma Unione dell’Europa Occidentale (UEO), dopo che Germania nell’UEO, poi anche
nella NATO. L’ingresso della Germania nella NATO è importantissima per tassello
difensivo atlantico, e lo capiscono anche i diretti interessati cioè sovietici, che
rispondono con grande sostanza: PATTO DI VARSAVIA (maggio ’55, stesso mese
dell’entrata della Germania). Del patto fanno parte: Urss + paesi satelliti (Albania,
Bulgaria, Ceco, Polonia, Romania, Ungheria e Germania Est). Il patto è un’alleanza,
patto di mutua assistenza; il casus federis del Patto di Varsavia è previsto
dall’art. 4 e la peculiarità rispetto al casus federis, previsto dall’art. 5, del Patto
Atlantico è? Patto di Varsavia ha carattere di automaticità che il patto atlantico non
ha; qui è il patto di Varsavia che decide. Questa formula vincolante potrebbe celarsi la
forza di questo patto ma vedremo come si cela anche la debolezza stessa del patto.
RIFLESSIONE SU MORTE DI STALIN (febbraio ’53)
1° fase dopo la morte di Stalin: leadership collettiva di tre soggetti Molotov, Malenkov
e Beria. Krusciov prevale, figura che condivide la gestione del potere con gli altri solo in
un primo momento. Prende le distanze da quello che Stalin aveva fatto, crede che Urss
debba essere potenziata internamente mediate un rafforzamento della popolazione;
pensa che un’apertura rispetto all’Occidente sia elemento funzionale per questa fase
della politica estera; fautore di una riduzione globale, clima di disgelo o prima
distensione (in storiografia: “Grande Distensione” degli anni ’70 cioè allentamento
della tensione tra USA e Urss che seguirà l’avvento alla Casa Bianca di Nixon). Krusciov
aveva incontrato Winston Churchill, nel ’51 torna a guidare GB come Primo Ministro in
una fase in cui aveva avvertito la pericolosità e la minaccia di un attacco nucleare e
aveva nutrito il sogno che si potesse raggiungere una sistemazione attraverso nuovi
incontri internazionali, che avverrà nella prima fase di affermazione di Krusciov ’55,
CONFERENZA DI GINEVRA simboleggia il DISGELO perché nuovo incontro tra i Grandi
per la prima volta dopo la II GM. Ci sarà Eisenhower, Krusciov accompagnato da
Bulghinov, Francia e GB con Antony Hidden, successore di W. Churchill. Realizzerà il
sogno di Churchill. Se si guarda alle decisioni effettivamente prese Ginevra non è così
rilevanti, si parla del problema degli armamenti, necessità di porre fine alla corsa
devastante agli armamenti nucleari, si parla di Germania, si parla di open Skies che
verrà rifiutato da Krusciov; il punto è il clima in cui questa conferenza si realizza, il
fatto che questi paesi tornino a dialogare insieme = SPIRITO DI GINEVRA che
simboleggia fase di disgelo. Seguiranno altre manifestazioni concrete e di apertura nei
rapporti tra Urss e paesi del blocco e tra Urss e paesi satelliti, la miccia farà “scoppiare
degli incendi” che l’Urss dovrà impegnarsi a spegnere. Processo di destalinizzazione
che ha inizio con Krusciov: avrà esiti drammatici.

November 22th:

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Ginevra sarà uno degli aspetti parlando di DISGELO.


1- Rapporto con la JUGOSLAVIA DI TITO: Tito VS Stalin, Tito era protagonista
della IIGM in Jugoslavia, aveva portato alla liberazione del Paese con scarso
aiuto da parte di Mosca. Il disegno di Tito poco piaceva a Stalin che era più
disponibile a collaborare con altri stati più vicini al Cremlino. Quando Krusciov
deve guardare a quanto ha fatto Stalin, la Jugoslavia è uno dei paesi a cui
guarda: riabilita Tito e lo reinserisce nel sistema comunista sovietico lanciando
un messaggio importante, cioè l’idea che esistessero nel modello comunista
anche altri modelli, diverso da quello sovietico.
2- Nel ’56 si assiste ad una serie di passi ancora più significativi: scioglimento
del Cominform (che Stalin aveva creato in risposta la piano Marshall)
cercando di lanciare il messaggio di un non controllo capillare dell’Urss rispetto
agli altri paesi comunisti + allontanamento di Molotov come ministro degli
esteri.
Febbraio ’56: Krusciov prende posizioni che portano a determinate
conseguenze (XX° Congresso Partito Comunista) diviso in discorso pubblico e
discorso più “segreto”.
Nel primo, abbandona l’idea dell’inevitabilità della guerra tra sistemi e avanza
la possibilità di coesistenza pacifica, parla di possibilità di vie nazionali al
nazismo, idee che sono prese di distanza piuttosto nette rispetto al dogma di
Stalin negli anni precedenti.
Nel secondo, denuncia quelli che considera i veri e propri crimini di Stalin e
parla di politica estera condannando alcune scelte di Stalin: reazione lenta
nell’attacco alla Germania, contesta il fatto che non abbia appoggiato Mao e
Tito, contesta la politica anche rispetto all’India e di non essere stato in grado
di allinearla all’Urss.
CONSEGUENZE DI TUTTO QUESTO: apertura processo di destalinizzazione
dopo questi discorsi; il problema è che quella che doveva essere un’ordinata
trasformazione dell’Urss, tanto ordinata non è stata. Es. Ungheria.
Il discorso viene pubblicato sul NY Times, in Polonia per esempio si registrano
scioperi, tumulti. Situazione fuori controllo in cui vengono chieste riforme
importanti. In Polonia si arriva al compromesso con la scelta del leader
Gomulka, a metà strada tra idea della riforma totale e idea della necessità del
controllo. È affidabile perché garantisce l’ordine. Attua: Decolonizzazione
dell’agricoltura, disinvestisce dall’industria pesante, non mettendo in dubbio
l’appartenenza al blocco. Il punto è che nell’altro paese, Ungheria, la situa non è
così sotto controllo: richiamato dalla popolazione un leader che nel ’53 era già
stato allontanato, Imre Nagy. Attua: segue esempio di Gomulka per le riforme
economiche, ma inizia a mettere mano anche in ambito politico e questo
significa aprire la coalizione di governo a partiti non comunisti, indice libere
elezioni. 1° novembre fa il PASSO DEL NON RITORNO: uscita dell’Ungheria dal
patto di Varsavia e quindi la rende neutrale. Questo è inaccettabile e agli occhi
del Cremlino è pericolosissimo per Mosca: il blocco è destinato a sciogliersi
inevitabilmente. La decisione di Nagy porterà l’entrata dei carri armati a

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Budapest (4 nov), verrà arrestato, morirà qualche mese dopo. Di fatto,


l’esperienza riformista ungherese è bloccata con il sangue con politica di
repressione da parte sovietica. Anche per i Partiti comunisti occidentali (Italia),
il ’56 è un anno che porta molti protagonisti del PC ad allontanarsi da questo
perché non si riconoscono più.
3- REAZIONE OCCIDENTALE: Eisenhower non prende posizione in maniera
concreta rispetto all’Ungheria né prendendo posizione i paesi della NATO. Si
limitano a sostenere gli insorti mediante la Free Euro (radio); alcuni storici
sostengono che quel sostegno abbia causato un fraintendimento. Non c’è
reazione per: problemi logistici, mancanza di confini in comune ma sotto il
punto di vista politica si parte dall’assunto che quanto accadeva in Ungheria
fosse questione interna al blocco sovietico, si andava ad intervenire ad un paese
allineato dal momento che ci si trova di fronte ad un Europa cristallizzata e non
modificabile.
Se in Europa la situazione si è cristallizzata, la competizione si sposta altrove:
coesistenza competitiva. È vero che è inevitabile il conflitto tra i due sistemi ma
esistono in un contesto di competizione, che conosce anche momenti di grande
tensione. A fronte di un’Europa cristallizzata, la competizione si esercita in teatri
nuovi: 1) Terzo Mondo: paesi di nuovi indipendenza e realtà periferiche
all’Europa;
2) Settore degli armamenti, molto di più di quanto lo sia stato fino ad adesso.
TERZO MONDO: andare a fotografare l’intreccio tra guerra fredda e processo di
decolonizzazione. Noi assistiamo in questa fase ad un processo di decolonizzazione che
finisce con l’aumentare il numero dei protagonisti (più che raddoppiato negli anni
60) della comunità internazionale, dovuto da una loro maggiore indipendenza.
Cambio lo scenario internazionale e i numeri di quest’ultimo. Le grandi potenze
considerano questo scenario. Caratteristiche comuni dei nuovi attori:
- Economicamente arretrati
- Strutture statali deboli
- Realtà con grandi problemi di sicurezza perché nascono con problemi colossali
di sicurezza ai loro confini.
In sede ONU questo aumento ha la sua prima chiara dimostrazione e nel ….. viene
chiamato l’anno dell’Africa. Questo aumento dei numeri gioca a favore del fatto che
sulla carta questi nuovi attori facciano pendere la bilancia a favore dell’Urss: idea che
sistema economico Urss sia più attraente per paesi economicamente arretrati, idea di
una pianificazione statale che tuteli le nuove economie arretrate; assenza di eredità
coloniale a carico dell’Urss (si potrebbe pensare la stessa cosa degli USA ma non
dimentichiamoci di Francia e GB), sono paesi che credono nell’anti-colonialismo e
questo li può attrarre maggiormente all’Urss (viene comunque accusata di rapporto
coloniali con paesi satellite). Delegato filippino mette in discussione il ruolo dell’Urss in
questa situazione, Krusciov si toglie la scarpa e la sbatte sul tavolo. Paesi del terzo
mondo decidono di non allinearsi con nessuno (’55) in occasione della
CONFERENZA DI BANDUNG, organizzata dai leader che sarebbero diventanti leader
simbolo Nasser, Tito, Sucarno, Nero. 29 paesi parteciperanno e si indicherà il

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NEUTRALISMO come scelta migliore nel quadro bipolare, formalmente il Movimento


dei non-allineati nascerà a Belgrado (’61) che prevede di non entrare in sistemi di
alleanza con nessuno dei due blocchi, e saranno quei paesi più “corteggiati” per far sì
che prendano una posizione, saranno così il campo di azione della competizione tra di
due blocchi.
COME SI REALIZZA QUESTA COMPETIZIONE DEGLI USA E URSS NELL’AMBITO DI
QUESTI PAESI DEL TERZO MONDO?
- Attraverso strumenti economici e militari perché sono paesi
economicamente arretrati e con problemi di sicurezza.
Aiuti economici: ampliamento del settore pubblico a scapito di quello privato. URSS
ha messo in atto numerosi programmi di assistenza che si sono rivelati però deboli e
limitati. Si è trattato di aiuti nella forma di grossi impianti di immediata visibilità:
CATTEDRALI NEL DESERTO cioè in sistema economico privo di capacità preesistenti in
grado di far funzionare quello che Urss proponeva; spesso questa scarsità di risultati
ha portato ad un processo di crescita economica rallentato e la storiografia ha
evidenziato processi di sviluppo ha due velocità (QUARTO MONDO) ma non certo gli
aiuti USA sono stati privi di limiti. Oltre alla difficoltà di adeguarsi al libero mercato.
Negli USA il Congresso si occupa dell’elargizione degli aiuti e ha sempre ragionato
sugli obiettivi che si andavano a raggiungere, ci sono sempre stati obiettivi:
allineamento politico e possibilità di investimenti economici e spesso questi due
obiettivi hanno rappresentato un limite per USA. Esempio: India ’61, amministrazione
Kennedy in USA, Neru in India. Kennedy chiede di assumere politica diversa nei
confronti dei paesi terzo mondo rispetto a quella adottata dall’amministrazione
Eisenhower. L’India diventa un test case per Kennedy, Galbright d’accordo con Neru
sponsorizza tanto l’idea che da parte USA si finanzi un impianto di produzione acciaio
in India, Kennedy porta questo progetto al Congresso che rifiuta perché denuncia il
fatto che siccome è statale non ci sarebbe stato nessun ricavo da parte degli americani
che ci avevano investito. Il progetto sarà finanziato da parte Urss.
Aiuti militari: per far in modo che nelle aree periferiche prevalgano paesi a noi più
vicini, sono aiuti che vanno o a paesi o a fazioni. Anche in questo caso, esempio: area
sud continente indiano rapporto USA e Pakistan, americani guardano al Pakistan
come potente alleato e lo diventerà nel quadro di un’alleanza reginale che nel ’54
prende piedi in quell’area geografica (SEATO: South East Asia Treaty Organisation,
equivalente della NATO ma per paesi asiatici. USA, Francia, GB, Nuova Zelanda,
Tailandia, Pakistan, Canada, Australia, filippine. Quelli che fanno parte di questa
alleanza colpisce che ci siano alcuni paesi e che manchino altri paesi, non allineati
come India e Indonesia. Ciò mette grande punto di domanda. Insieme a questo, c’è
mancanza di una condivisione di fondo degli obiettivi dell’alleanza stessa perché
quando nasce ha forte accento anticomunista inteso come antisovietico e anticinese.
Pakistan ha avuto così a cuore il contenimento del comunismo cinese e Urss? India era
il vero problema del Pakistan e avrebbe utilizzato quegli aiuti nella sua
contrapposizione con India: dimostra lo scarso consenso sul motivo dell’alleanza.
Gli aiuti militari non sono latenti infatti:

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’62 Cina e India conflitto (prima attacca la seconda) per USA sarà l’occasione per
guardare all’area e rendersi conto del problema di sicurezza attiva. Daranno quindi
aiuti militari: occasione avvicinamento per Cina e Pakistan.

November 23:
ALTRO AIUTO
Utilizzo della CIA: anni ’50 massima espressione per utilizzo CIA (Central Intelligence
Agency). Iran e Guatemala sono i luoghi in cui CIA svolge operazioni più rilevanti; caso
Iran: Mossadek aveva proceduto alla completa nazionalizzazione dell’industria
petrolifera, CIA depone Mossadek e propone regime allineato all’occidente; caso
Guzman: si appropria di terre compresa United Fruit Company (americana) e
nazionalizza, questo fa intravedere un pericoloso avvicinamento a Mosca, anche in
questo caso si usa la CIA che rovesciano il regime di Guzman.
Queste riflessioni servono per avere panoramica chiara del nuovo scenario dei nuovi
attori
CRISI DI SUEZ: momento centrale per relazioni internazionali ma esemplifica il fatto
che la guerra fredda si sia cristallizzata in Europa e spostata in Medio Oriente, infatti
crisi di Suez si consuma negli stessi giorni della crisi di Ungheria. L’attenzione di USA è
spostata nel Medio Oriente.
Per capire la crisi dobbiamo ricordare che viene chiamato anche Conflitto Arabo-
Israeliano (vedi manuale).
’48: nascita stato Israele che non avviene nella totale approvazione ma conflitto tra
Israele e Paesi Arabi limitrofi che vede ampliarsi il territorio di Israele e
materializzarsi del rinnovato problema cioè ostilità tra Paesi Arabi e Israele.
’56: risente dell’eredità di questa tensione pregressa. Prima della crisi, Egitto ha chiuso
il protettorato britannico e vede come capo Nasser e che le azioni del canale di Suez
erano di proprietà britannica e francese. Nasser è una presenza importante perché
protagonista di una serie di scelte politiche, cioè di essere neutrale, allo stesso tempo
questo Egitto ha un colossale problema di sicurezza e pensa di risolverlo con le armi e
infatti nel ’55 Nasser stringe accordo con Ceco (= Urss) in cui avrà armi in cambio di
cotone. Diga di Assuan: risoluzione problema di siccità di Egitto e per costruirla si
rivolge alla Banca Mondiale (=GB e USA); Politica di Neutralismo che non implica
isolamento. Ma USA valuta a quali condizioni: affidabilità politica di cui Nasser non dà
prova, non piace agli USA l’accordo con Ceco, USA chiede un riconoscimento della Cina;
Dalls ritira proposta di finanziamento e Nasser sceglie soluzione più immediata e
nazionalistica: NAZIONALIZZAZIONE CANALE DI SUEZ e con i proventi di questa
avrebbe costruito la diga di Assuan. Reazioni sono forti: GB con Hiden inizia politica di
totale demonizzazione della figura di Nasser (fase più forte: Nasser nuovo Hitler);
FRANCIA Nasser finanzia Algeria contro Francia; ITALIA gioca ruolo importante
perché riesce a proporre la sua posizione di paese mediterraneo che fa da ponte tra
Egitto e USA, ma alla mediazione non si arriva perché da parte Anglo-francese si
sceglie la strada delle armi.
FASE ARMATA DELLA CRISI: ’56 ott francesi, britannici e israeliani avrebbero
dichiarato guerra all’Egitto, si schierano contrari sia USA sia Urss, questa cosa va in
seno all’ONU negli stessi giorni in cui si presenta all’ONU il problema della crisi di

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Ungheria e materializzano l’attenzione di USA e Urss nelle aree periferiche del Medio
Oriente. Assemblea ONU chiede ritiro truppe dall’area che avverrà lasciando
conseguenze massicce.
Tutto ciò si formalizza nel gennaio ’57: Eisenhower con DOTTRINA EISENHOWER
significa che la linea degli interessi USA si sposta verso Medio Oriente. Prevede:
- USA avrebbero dato aiuto ai paesi del Medio Oriente perché minacciati da
aggressione armata, ed è la formalizzazione della politica americana che trova
nella crisi la sua evidenza ed è la concettualizzazione di quanto detto
precedentemente.
SETTORE ARMAMENTI: seconda metà anni ’50 la potenza militare cresce fino a
consentire alla comunità di parlare di MED (Mutual Assured Distruction). anni di
Eisenhower superiorità militare nel ‘57 si interrompe perché Urss dispone di missili
balistici intercontinentali e questo significa che USA sono colpibili: URAGANO.
La domanda è: VORRANNO MAI SACRIFICARE NY PER BONN? QUANDO è CREDIBILE
L’OMBRELLO DEGLI USA NEL MOMENTO IN CUI LORO STESSI SONO COLPIBILI?
Stravolge la dottrina strategica americana e si parla di 1° CRISI DELL’ALLEANZA
ATLANTICA.
1 decisione: missili a medio raggio in alcuni paesi alleati (Italia e Turchia) nell’ambito
della NATO, missili Juppiter e missili Thor in GB.
USA pensano a nuclearizzare la Germania Occidentale cioè dotarla di armi nucleari:
elementi che apre la 2° CRISI DI BERLINO con protagonista Eisenhower e si chiuderà
con Kennedy. Va a sommarsi ad una situa ancora più complessa della situa di Berlino,
città divisa ma interna alla Germania orientale. Il punto è che all’interno della città
c’era libertà di movimento e quest’ultima aveva creato negli anni una drammatica
fuga di persona da Oriente e Occidente della città (fuga di cervelli: un “più” per il paese
di appartenenza), diventata come vetrina del capitalismo occidentale e rappresentava
una mira per numerosi cittadini della Germania orientale. Ulbrich e Krusciov
denunciano questa situazione, tema difficile rispetto al quale ci sono poche soluzione e
se a questo aggiungiamo la Germania nuclearizzata Krusciov manda ultimatum:
avrebbe firmato pace separata con rep demo tedesca e fine presenza sovietica a
Berlino e che tutti i diritti di questo ultimo sarebbero passati alla repubblica demo
tedesca.
Storiografia si interroga sul senso dell’ultimatum e la sua risposta è: non sono gli
occidentali i veri destinatari della durezza di Krusciov e che non fosse sua intenzione
presentare out-out agli USA ma che la sua necessità fosse quella di dimostrarsi forte di
fronte ai suoi interlocutori più vicini (Ulbrich) e l’altro destinatario fosse Mao ed è per
questo che presenta ultimatum.
Settembre ’59: Kruscion va negli USA e incontra Eisenhower, ammorbidisce i toni e si
arriva ad una rinuncia alla nuclearizzazione della Germania ma rimane problema di
Berlino, che si discuterà poi, in teoria a Parigi (in realtà non avviene mai) provoca le
ire di Krusciov.
Finisce l’amministrazione di Eisenhower e il problema di Berlino passa a J.F.
Kennedy: fuga abitanti da est a ovest. Kennedy è novità nelle presidenze degli USA e
come uomo nuovo si presenta. È giovane, democratico (dopo 8 anni di repubblicani) e
interpreta la necessità di cambiamento americana, i suoi slogan interpretano la novità

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che vuole presentare: Camelot (cavalieri della tavola rotonda) come gruppo di persone
di cui si circonda alla Casa Bianca. Robert Mc Namara, segretario alla difesa; Bobby
Kennedy, fratello di JFK segretario------. Per capire la sua politica bisogna guardare
alle parole al suo discorso inaugurale (vedi file), uno dei discorsi più innovativi:
aspetto caratterizzante è quello di parlare di politica estera, visto che di solito si è
parlato solo di politica interna. Kennedy prende le distanze dalla precedente
presidenza, e presenta un mondo diverso da quello che hanno presentato coloro che
l’hanno preceduto. Note retoriche del discorso: tutti devono sapere che noi pagheremo
ogni prezzo e peso per difendere tutti amici e sconfiggere tutti i nemici.
Fa un elenco dei destinatari

November 24th:

Discorso di Kennedy parla a diversi interlocutori.

Primo destinatario: RAPPORTO CON GLI ALLEATI:


Tradizionali alleati statunitensi, che invita all’unità. Egli è consapevole della batosta
che la dottrina usa ha avuto in seguito al 1957, Sputnik e realizzarsi della superiorità
strategica URSS in termini di possibilità di lancio a lunga gettata e colpire gli USA.
Si necessità quindi di un cambio di rotta che si concretizza con una nuova dottrina
strategica: RISPOSTA FLESSIBILE.
Dottrina che implica che a seconda della tipologia di minaccia gli usa sono pronti a
rispondere con differente livello di armamenti:
1) armamenti convenzionali.
2) armamenti a media gettata, armi a medio raggio.
3) Minaccia estrema: missili intercontinentali, lunga gettata.

Progressione che prende le distanze all’idea della risposta massiccia, non come quella
di Eisenhower.
A chi è lasciato il compito di enunciare la nuova dottrina strategica? Al segretario della
difesa Robert McNamara. Nel maggio 1962 annuncia ai partner della NATO in
occasione di un consiglio atlantico ad Atene la nuova dottrina strategica.

Altro ambito che inevitabilmente dobbiamo esplorare è quello di Berlino.


PROBLEMA BERLINO: quello che Eisenhower lascia in eredità a Kennedy nel Gennaio
1961, quando diventa presidente.
Rispetto a questo problema cerca una posizione di dialogo. In alcuni momenti era stata
già cercata da Eisenhower.
Kennedy propone un summit a Vienna 1961, giugno, e si realizza ma Krusciov sceglie
questo momento per dare nuovamente manifestazione di una prova di forza. (per
alcuni storici Krusciov sfrutta la situazione collegata alla Baia dei Porci, Cuba).

Krusciov propone pace separata con la Germania, soluzioni che pregiudicano diritti
occidentali a Berlino, si innalza la tensione invece che crearsi un terreno di dialogo.
Quando i due lasciano i summit, le decisioni sono opposte:

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8 LUGLIO KRUSCIOV ANNUNCIA UN INCREMENTO PER LE SPESE DELLA DIFESA.


25 LUGLIO KENNEDY ANNUNCIA LA CONTRUZIONE DI RIFUGI ANTIATOMICI NEGLI
USA.
Escalation di tensione che ha Berlino come oggetto.
E Berlino? Continuano le emorragie alla base delle preoccupazioni sovietiche.

Prende piede in questi mesi a fronte della tensione innescata l’idea che per gli USA
tutto sommato la libertà di circolazione all’interno della città di Berlino è un qualche
cosa di abbastanza sacrificabile, non si tratta di rinunciare alla presenza occidentale a
Berlino Ovest, che sarebbe irrinunciabile, ma la libera circolazione della città, unità
della città, può essere tanto importante da giustificare una guerra per gli USA? Le
principali tesi storiografiche su Kennedy ci dimostrano che la risposta che
l’amministrazione inizia dare è no, una guerra per salvare Berlino centrale si, ma non
per garantire libera circolazione.
E’ questo un tacito consenso alla chiusura da una parte e dell’altra di Berlino? Più o
meno.
Di fronte a una situazione ormai fuori controllo nel mese di agosto, il 13 si sarebbe
tirato un filo spinato tra Berlino occidentale e orientare e poi costruito quel muro che
avrebbe caratterizzato la città fino al novembre del 1989 come simbolo della guerra
fredda prima e chiusura dopo.
Risultato apparentemente di forza da parte sovietica, ma che se ci riflettiamo finisce
con l’avere dei risvolti di grande utilità per l’amministrazione USA.
Perché Kennedy ha un vantaggio? E quindi perché non si oppone? Perché si disinnesca
la tensione su Berlino che rappresentava un motivo di frizione importante nelle
relazioni bipolari, si evita con la costruzione del muro la possibilità del conflitto.
Il vantaggio di Kennedy è anche un altro, clamoroso successo di carattere mediatico:
 Quel muro da strumento di forza si trasforma molto rapidamente in sintomo di
debolezza sovietica. Utilizzo della forza materializzata dalla costruzione di un
muro per impedire che l’assenza del consenso porti via le persone, la fuga non si
impedisce convincendo chi vive a Berlino Est dei vantaggi di rimanere dove si è ,
ma la fuga si impedisce con la forza, debolezza del sistema sovietico. SIMBOLO
DELL’ASSENZA DI CONSENSO. (vedi ariel, discorso pronunciato da Kennedy a
Berlino, 26 giugno 1963, due anni dopo la costruzione del muro). Nel discorso è
manifesto il vantaggio.

INTERLOCUTORI SUCCESSIVI: repubbliche sorelle dell’America Latina cui Kennedy si


rivolge nel suo discorso inaugurale.
America Latina interlocutore centrale, Kennedy deve risollevare l’immagine degli USA
(1954, Guatemala, intervento CIA, questo bolla la politica di Eisenhower).
Scarse approvazione della politica di Eisenhower in America Latina, e Nixon
(nell’amministrazione Eisenhower, quando fa il viaggio i paesi non lo accolgono bene).
SOLUZIONE DELL0AMMINISTRAZIONE KENNEDY: Alleanza per il progresso.
Piano di aiuti per l’America Latina, qualcosa che molti hanno chiamato Piano Marshall
per l’America Latina, viene annunciato nel discorso inaugurale, discusso e entra il
vigore in tutti i paesi dell’America Latina tranne Cuba.

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Obiettivi: estirpare analfabetismo fame e malattia e promuovere un tasso di crescita


annuale di almeno il 2,5%, gli strumenti: 20 miliardi di dollari per i 10 anni successivi.
Sarà davvero un piano Marshall? Sortirà i risultati di successo che il piano Marshall
aveva raggiunto in Europa? No perché l’alleanza per il progresso avrà ostacoli che la
renderanno diversa, mancano le condizioni di attuazione.
-corruzione, se i soldi vengono dirottati nelle tasche di pochi, impossibile che il piano
sortisca gli effetti immaginati. Kennedy chiede che i paesi destinatari approvino
progetti di riforma, distribuzione della terra, governi demograficamente eletti e non
dittature, Kennedy collega la possibilità di aiuti con le riforme, suscita l’appoggio delle
masse ma questo allontana le élite, e non arriva all’attuazione delle riforme richieste.
-il piano Marshall destinato al sistema europeo, avanzato dal punto di vista dello
sviluppo, infrastrutture rispetto alle quali gli aiuti potevano produrre effetti virtuosi,
infrastrutture che mancano in America, e il sistema di corruzione impedisce che quelle
infrastrutture vengano create.
-Assenza di democraticità.

Il successo non è ribadibile in America Latina come in Europa.

Il piano Marshall non è una medicina somministrabile a qualsiasi situazione.

CUBA: perché non è tra i destinatari?? Come sono andate evolvendo le relazioni con gli
USA?

E’ chiaro che quando parliamo di Cuba parliamo di una Cuba dove 1 gennaio 1959
Fidel Castro ha proclamato il potere entrando trionfante all’Havana e pone fine al
governo di Batista.
Che tipo di posizione nel quadro internazionale pensa di assumere Fidel Castro??
L’allineamento di Fidel con URSS non è affatto scontato. Tutt’altro, nell’aprile del 1959
Castro è ben attento a rassicurare gli USA rispetto alle posizioni di Cuba, addirittura
visita gli USA, all’amministrazione Eisenhower, ma il problema sta nelle misure
economico finanziarie che vengono assunte a Cuba, a fronte delle necessità Castro
annuncia un vastissimo programma di riforme socio economiche che turba
Washington.
-espropriazione delle proprietà
-nazionalizzazione delle aziende nazionali e estere.
Gli USA arrivano all’embargo delle relazioni economiche e commerciali con Cuba.
La tensione cresce, Eisenhower prima di lasciare l’incarico interrompe le relazioni
diplomatiche con Cuba.
Questo finisce con l’essere un problema rilasciato in eredità con Kennedy.
Il deteriorarsi delle relazioni con gli USA è andato di pari passo a un consolidamente
delle relazioni con Mosca, da una parte l’embargo, dall’altro Febbraio 1960 accordo
importante con Mosca: PRESTITO IN CAMBIO DI ZUCCHERO. Le relazioni commerciali
si espandono e a stretto giro segue l’espandersi delle relazioni militari tra i due paesi.
Assemblea generale delle nazioni unite, finisce per essere centrali con rapporti tra
Krusciov e Fidel, che si incontrano per la prima volta, ad Harlem. Vogliono manifestare

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una propria posizione di solidarietà rispetto alla posizione razzista americana, che
manifestano l’avvenuto avvicinamento tra i due paesi.
In questa occasione oltre a condannare il razzismo, viene condannato l’imperialismo,
elogia l’URSS.
Quando Kennedy eredita il problema eredita anche un progetto elaborato
dall’amministrazione Eisenhower per risolvere questo problema, e approva il progetto.
OPERAZIONE DELLA BAIA DEI PORCI: si rivela un fiasco totale, dovrebbe avuto
ricalcare quello che era successo in Guatemala, di utilizzazione della CIA, venivano
reclutati esuli cubani, che sbarcando a Cuba dovevano rovesciare il regime,
l’operazione viene realizzata, ma come sappiamo quando gli esuli cubani sbarcano a
Cuba tutto trovano fuorché la complicità dei cubani sul territorio. Non c’è sollevazione
contro Castro cosi come si era immaginato da parte statunitense, le forze cubane
rimangono fedeli al leader e vengono uccidi gli esuli cubani reclutati dagli USA.
Sbarco si rileva un insuccesso, nuova scelta di Kennedy a fronte del fiasco di non
mandare il supporto aereo statunitense, non vuole essere coinvolto in un operazione
che sembrava destinata a trasformarsi in un fallimento. QUESTA OPERAZIONE
OFFUSCA L’IMMAGINE DEL PRESIDENTE KENNEDY A POCHISSIMI MESI DAL SUO
INSEDIAMENTO. Abbiamo detto che probabilmente questo fallimento è qualcosa che
giustifica l’innalzamento dei toni di Krusciov a Vienna nel giugno del 1961.
CUBA RIMANE UN PROBLEMA NELLE RELAZIONI CON GLI USA E URSS.
Questa Cuba rispetto alla quale negli USA continuano a essere elaborati piani di
rovesciamento di Castro, questa Cuba legata militarmente dall’URSS è vicinissimo agli
USA, rappresenta dal punto di vista strategico e politico è un gigantesco problema di
politica internazionale.
Dalla Baia dei Porci gli USA hanno un problema, Castro deve difendersi, URSS deve
proteggere Cuba da una successiva incursione americana.
Basi di quella che sarà una delle crisi più drammatiche in tutta l’epoca bipolare.

CRISI MISSILISTICA DI CUBA: tensione con cui l’EU ha anche vissuto questo
momento, tutti si sono sentiti più vicini a una catastrofe nucleare, si temeva che le
ripercussioni di questa crisi potessero realizzarsi ovunque in particolar modo dove? A
Berlino, in Italia, in Turchia, dove c’erano missili americani. (slide in classe, crisi di
Cuba nella politica internazionale).
Questa crisi inizialmente era costruita solo da documentazioni americani, perché
erano ai tempi gli unici a concedere agli storici la propria documentazione con libertà.
Quando le documentazioni vengono aperte da altri, tra cui Cina ecc… molte
pubblicazioni. DOCUMENTAZIONE AMERICANA CHE RACCOGLIE FONTI DI MOLTI
PAESI APPARENTEMENTE NON DIRETTAMENTE COINVOLTI DALLA CRISI MA CHE
METTONO A DISPOSIZIONE DAI LORO ARCHIVI DOCUMENTI IMPORTANTI CHE
HANNO CONSENTITO DI LEGGERE LA STORIA DELLA CRISI MISSILISTICA DI CUBA.
Sguardo complessivo di un problema che prima e per molto tempo era stato visto solo
attraverso lo sguardo degli USA.
(Power poit su ariel e link a questo Bullettin no. 17/18, e National Security Archive
della George Washington University. )

Qual è il contesto?

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Nuovo contesto della Guerra Fredda nato da intreccio decolonizzazione guerra fredda
e intensificarsi di armamenti. Centrale è la questione tedesca e rimane centrale anche
una volta costruito il Muro di Berlino, perché Kennedy nel 1963 va a Berlino a fare quel
discorso che abbiamo visto. Rimane un luogo centro del focolaio mondiale.
Fase in cui si delinea il contrasto CINA e Urss, 1956, anno abbastanza centrale, Mao
contesta la politica di destalinizzazione, quando Krusciov lancia il suo ultimatum su
Berlino, Mao interviene e da un suo parere.
Quali sono gli obiettivi di Mosca nel dare importanza a Cuba nel quadro delle relazioni
internaz. Del 1962?
Perché Krusciov vuole difendere Cuba fino a voler collocare a Cuba dei missili a media
gettata? Inizio crisi di Cuba. Missili che possono facilmente colpire gli USA.
Quali sono gli obiettivi di Mosca?
-difendere Cuba all’indomani di quanto avvenuto con la baia dei porci.
-installare dei missili poteva controbilanciare il vantaggio strategico americano dopo
che aveva installato missili in Italia e Turchia.
-Krusciov conta sul fatto che un vantaggio strategico a Cuba potrebbe consentire di
avere delle concessioni e vantaggi anche su Berlino.
IL TEMA DEL RAPPORTO TRA CRISI DI CUBA E CRISI DI BERLINO E’ UN RAPPORTO SU
CUI LA STORIOGRAFIA STA ANCORA LAVORANDO.
Berlino rimane zona di sguardo attento di Krusciov anche quando pensa a Cuba.
E Mao? Aumento di credibilità dell’URSS rispetto a tutto il grande ambito dei paesi del
Terzo Mondo, difendiamo Cuba dopo quella grandissima operazione di fiasco degli
USA. Siamo noi i protettori dei paesi del Terzo mondo, non i cinesi.
La Cina stava cominciando a muovere i suoi passi anche verso la prospettiva di
diventare punto di riferimento dei paesi Terzo Mondo, e si era già anche avvicinata a
Castro, quindi cosa vuol dire Krusciov?: intervengo io a Cuba, non ha bisogno Castro di
rivolgersi a Berlino.

Nell’ottobre 1962 l’intelligence francese a dare per prima avvisaglia agli USA della
presenza di operazioni sovietiche a Cuba di grande intensità in relazione
all’installazione dei missili, e sulla base di questa informazione Kennedy autorizza
degli U2 su Cuba, e gli U2 che volano su Cuba tornano con la fotografia che dimostra i
luoghi dove si era iniziato a installare i missili.
Quando arriva questa fotografia, immediato pericolo: cosa fanno ? EX COM, nome di
commisione di emergenza che vede all’interno coloro che potevano essere
maggiormente interessati a questa questioni, Kennedy, vice presidente, segretario di
Stato, segretario alla difesa, ministro per la gustizia ecc…
SOLUZIONI EX COM:
Si inizia a prendere in considerazione tre soluzioni:
-attacco aereo per distruggere i siti in costruzione, i generali militari sono
assolutamente sostenitori di questa prospettiva. Kennedy e il fratello prendono una
posizione sfavorevole per ripercussioni a Berlino e EU.
-invasione anfibia dell’isola ipotesi B, da forze statunitense e non più esuli cubani, con
pieno supporto aereo americano. Kennedy sfavorevole, si poteva concludere con
pesanti perdite e rappresaglia atomica da parte sovietica.

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-lasciare la soluzione della questione alla via diplomatica, terza opzione Hedley
Stivenson all’interno delle nazioni unite, ambasciatore kennedy, tentare una soluzione
della crisi. Implicazione negativa? Tempistica, si teme che le nazioni unita abbiano
tempi di espressioni talmente lunghi anche in ragione dei veti annunciati.
USO PUBBLICO DELLA POLITICA DI APPEASEMENT, MITO DI MONACO. Molti negli
USA non avrebbero esitato a bollare Kennedy e suo fratello come appeasers, figli di
Kennedy ambasciatore di Roosevelt che appoggiava le decisioni di Chamberlain.
Questi vogliono cedere a Fidel Castro come il Padre e Roosevelt avevano ceduto a
Hitler.

Quali decisioni vengono prese?


Strategia a doppio binario: Hedley Stivenson alle Nazioni Unite avrebbe smascherato
l’azione sovietica, i sovietici negano, ma Stivenson mostra le fotografie, e denuncia le
operazioni di Mosca. Si affianca massiccia installazione missilistica in Florida, e si
dichiara lo stato di difesa degli USA, sistema di allarme più alto che può essere
dichiarato come stato di allerta, e in Florida ci si prepara alla guerra portando avanti
una politica che è quella della quarantena che Kennedy vuole, navi che si apprestano a
disegnare una linea della quarantena. Linea di quarantena intorno all’isola di Cuba,
Kennedy però non parla di blocco, le navi dovevano intercettare tutte navi e
sottomarini sovietici che avessero dovuto superare la linea di quarantena e arrivare a
Cuba, si tratta di prevenire l’arrivo di imbarcazioni sovietiche cariche di missili. Nel
caso fossero arrivate, controllarle, e nel caso intervenire se cariche di missili. Sappiamo
che navi cariche di missili stavano arrivando. Cosa succede? Le navi sovietiche si
fermano e i sottomarini tornano indietro. L’EMERGENZA MASSIMA E’ SUPERATA, IL
MONDO TIRA UN RESPIRO DI SOLLIEVO.
Il punto è che comunque le basi missilistiche c’erano. L’aver bloccato nuovi arrivi però
non ha risolto la crisi.
A questo punto la partita tra Kennedy e Krusciov è una partita diplomatica che
possiamo sapere perché è emersa nuova documentazione anno dopo anno.
Crisi che dura 13 giorni, inizia il 14 di ottobre e si risolve 13 giorni dopo.
(resto del pdf che ha pubblicato e che facciamo la prossima volta).

29\11
Come si è risolto il problema dei missili? Quarantena navale ma rimane il problema
degli armamenti che rimanevano.
Si è posto il problema di una risoluzione diplomatica per risolvere il problema dei
missili che già c’erano.
1) Krusciov propone a Kennedy mediante una missiva (vedi file) uno SCAMBIO
abbastanza semplice: se USA si fossero impegnati a non occupare Cuba e che
anche altri lo facessero, sarebbero venuta meno la necessità di missili sovietici
sull’isola (26 ottobre);

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il punto è che il 27 ottobre arriva un nuovo messaggio sovietico per Kennedy:


alza la posta in gioco dicendo che sovietici sono pronti a rimuovere missili a
Cuba però si aspettano che USA facciano altrettanto con i missili della Turchia.
Per Kennedy di pone un problema, che non sta nello scambio in sé, l’idea che
potesse risolversi la crisi di Cuba con uno scambio era un’idea che gli stessi USA
avevano avuto all’inizio, il problema è che Kennedy non può decidere
unilateralmente, temeva le ripercussioni in ambito NATO e rapporto con Eu si
sarebbero dovute subire. La SCELTA DI KENNEDY è quella di IGNORARE la
seconda missiva di Krusciov e di rispondere solo alla prima. Risponde il 27
ottobre stesso, tenendo in considerazione solo la prima proposta di Krusciov.
Non vuol dire che Kennedy ignora del tutto, sarà segretamente Robert Kennedy
ad occuparsi della seconda missiva mediante un incontro con Dobrinin:
- Report dell’incontro redatto da Dobrinin: che chiede cosa ne sarà della Turchia,
Kennedy risponde che non c’è nessuna difficoltà insormontabile su quello che
hanno proposto i sovietici, ma c’è un problema formale visto che sono stati
stazionati in base al consiglio della NATO. Assicura comunque una soluzione nel
giro di 4-5 mesi
- Memorandum dell’incontro redatto da Bobby Kennedy: riassume le stesse
considerazioni del sovietico.

Si raggiunge l’accordo segreto (27 ott), dimostrato da quanto il giorno successivo


Krusciov scrive a Kennedy, rispondendo all’unico messaggio formale dicendogli che
prende atto del fatto che non ci sarà nessun attacco e questo fa sparire le motivazioni
che rendevano necessaria la nostra presenza a Cuba.
Nello stesso giorno, Krusciov scrive un’altra lettera a Kennedy: facendo riferimento alla
lettera tra Robert Kennedy e Dobrinin facendo riferimento al fatto che Kennedy
avrebbe risolto tutto nel giro di 4-5 mesi. Bobby Kennedy convoca Dobrinin e sappiamo
dell’incontro perché quest’ultimo lo relaziona al Cremlino, quindi a Krusciov dicendo
che Kennedy gli ha restituito la lettera con l’invito esplicito che non fosse reso pubblico
quel tipo di scambio in quanto non sono preparati a scambiarci in forma di lettere una
questione così delicata. Questa è stata la risoluzione diplomatica di una questione
molto importante.
CONSIDERAZIONI:
- Perché Krusciov accetta questa soluzione? Kennedy è quello che esce più
rafforzato da questa crisi rispetto a Krusciov, il quale accetta la situazione
tacendo anche con quei Paesi che aveva incontrato il 30 ottobre. Accetta perché
teme davvero le conseguenze di una possibile conflagrazione nucleare seguita
ad una crisi dei missili, pur al costo di un sacrificio della sua stessa immagine.
Regge il gioco degli USA un po' perché ha ottenuto la visibilità di Cuba, un po'
perché ha ottenuto l’impegno a disoccupare Cuba da parte USA, un po' perché
ha paura delle conseguenze.
- Le crisi maggiori vengono da Cuba che si sentono abbandonati dai sovietici; e
dai cinesi, che criticano la debolezza sovietica. Se in questa fase hanno da
recriminare l’apparente remissività non sapendo dell’accordo segreto e quindi

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Cina appare cedevole rispetto a Kennedy, dall’altra parte anche URSS deve
rimproverare CINA perché i cinesi invadono l’India (1962) distraendo il mondo
intero rispetto alla situazione di Cuba.
- Rapporto tra USA e Europa: dopo la crisi dei missili l’Europa non ne esce molto
bene. Il fatto che non si sappia subito dello scambio non risolve la questione;
pesa moltissimo agli europei di essere stati col fiato sospeso senza essere
coinvolti nella risoluzione di quella crisi. USA informa Europa ma non la
coinvolge: i primi a lamentare la situazione e a prendere delle decisioni sono i
francesi. Segue la crisi dei missili, un ripensamento della politica francese
riguardo il suo ruolo nell’ambito dell’Alleanza Atlantica, deciderà di uscire pur
rimanendo tra i paesi firmatari per aspirare ad una maggiore indipendenza

QUESTIONE DELL’ITALIA: primo paese che accetta installazione dei missili, ad un


certo punto i missili spariscono dal negoziato, infatti i sovietici nel documento non
fanno riferimento alla presenza di missili italiani. Perché i missili italiani spariscono
dal negoziato? Sicuramente quelli in Turchia era più pericolosi per i sovietici, ma resta
il fatto che un margine di indagine su questa questione c’è, non tanto sulla base della
documentazione italiana ma quella sovietica. È uno dei temi non del tutto sciolti dalla
storiografia.
(vedi file: Fanfani presidente del Consiglio) sembra che la decisione sia stata presa per
decisione dell’Italia sulla base della visita a Mosca ma dal punto di vista politico questa
motivazione sia poca e che forse un’analisi della documentazione sovietica durante
quella fase possa dare elementi maggiori per capire.

TEMA DEL COMPORTAMENTO DELL’AZIONE DI KENNEDY SULL’INDOCINA:


importante perché Kennedy scompare alla vigilia dell’escalation in Vietnam. Che cosa
aveva intenzione di fare Kennedy in Vietnam quando è stato assassinato? È una delle
questioni ancora non chiare alla storiografia.
Dobbiamo fare un passo indietro e contestualizzare la questione: il problema
indocinese per USA è perché Francia lascia in eredità agli USA, dato che Indocina era
una colonia francese. Già dopo la II GM si forma movimento di resistenza che dopo la
sconfitta del Giappone torna ad essere un movimento per autonomia dell’Indocina. Il
Vietmin guidato da Occimin collabora con USA. Siamo di fronte ad un caso di un
movimento di indipendenza che pensa di poter contare su USA per realizzare i suoi
obiettivi autonomistici dopo la sconfitta del Giappone. Dopo IIGM Occimin dichiara
indipendenza del Vietnam, il punto è che ancora una volta si ha a che fare con
intransigenza britannica che non vuole che la IIGM fnisca con l’essere la fase di
chiusura degli imperi (Churchill e Hiden pensano che non consentire il ritorno dei
francesi in Indocina dopo la sconfitta del Giappone crei un precedente anche per gli
altri imperi, di fatto torneranno in Indocina e provocherà la 1° guerra d’Indocina.
Questa situa diventa rilevante nel quadro bipolare nel ‘49\’50 con Repubblica Cinese e
riconoscimento della repubblica demo del Vietnam da parte di Urss e Cina, questo è
terreno fertile per equiparazione: nazionalismo vietnamita e comunismo.

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Risposta Usa: riconoscimento diplomatico del movimento francese in Vietnam + invio


aiuti ai francesi che passano da 15 milioni a 150 milioni fino a supportarne l’80% dello
sforzo bellico.
Confronto diplomatico: CONFERENZA DI GINEVRA (aprile ’54) da non confondere
con quella del ’55 che fa parte del tema del disgelo. Partecipa: Urss, Cina, Francia, GB,
Laos, Cambogia, Vietnam di Baodai, Vietnam del Nord pienamente del movimento di
liberazione, USA. Ricordare il clima di disgelo in cui si colloca questa conferenza,
altrimenti non ci spiegheremmo le decisioni prese nel ’54. Occimin è invitato a non
coinvolgere la Francia anche sotto il profilo diplomatico per non rompere i rapporti
con occidente, Francia vuole un’uscita dignitosa da quella guerra. I protettori di
Occimin lo invitano ad una soluzione di compromesso, che accetta. Con la conferenza:
- divisione del Vietnam al 38 parallelo con Occimin al Nord;
- nessuna delle due parti avrebbe potuto stringere alleanze militari con qualche
altro paese o accettare aiuti militari dall’esterno. Questo perché dopo 5 mesi a
Manila si svolge la conferenza per la SEATO, il Vietnam non è tra i paesi membri
della SEATO e non può esserlo perché con questa conferenza di Ginevra gli era
vietato.
Il problema della SEATO: USA sa benissimo che la protezione dell’Indocina è tra
gli obiettivi della SEATO, Laos, Cambogia e Vietnam sono considerato Stati
Protocollo cioè non ne fanno parte ma possono essere protetti. Le elezioni però
non si terranno mai. Usa non firmano, pur stando agli accordi previsti dalla
conferenza perché la Cina popolare è tra i firmatari e gli USA non l’hanno
riconosciuta. Nessuno in realtà ha piacere che si tengano queste elezioni, il
governo di Diem infatti non aveva molto appoggio per i suoi obiettivi
presentati. Di fronte a questa situazione arrivano a materializzarsi delle
condizioni nuove: al Sud si forma una guerriglia (Vietcong) in opposizione al
governo Diem animata dall’obiettivo di unione con Vietnam del nord.
Continue infiltrazioni di uomini del Vietnam nord nel sud tramite il sentiero di
Occimin (da nord a sud) che vanno ad aumentare il fronte di liberazione
nazionale.
Reazione USA: Eisenhower decide una cospicua assistenza economica e militare,
scegliendo invio di consiglieri militari. Quando il problema passa a Kennedy:
- alza il numero dei consiglieri militari (da 1000 a 16000),
- istituzione dei berretti verdi
- appoggia strategia dei villaggi strategici: dove Vietnam del sud era rinchiusa
per separare civili da combattenti.
Che tipo di soluzione nell’ultima fase della sua presidenza? La documentazione ci
ha restituito uno spaccato per cui l’ultimo Kennedy ha preso in considerazione una
serie di opzioni, non solo incremento delle truppe quindi ma anche immaginava
delle strategie di disimpegno perché viene meno il supporto degli USA a Diem che
ha denunciato tutta la sua impopolarità e incapacità di governare. USA
ammettono la fine del loro supporto a Diem che crea terreno per cospirazione che
ucciderà Diem: USA non hanno preso parte al colpo di stato ma sicuramente hanno
contribuito perché ciò avvenisse.

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La vera decisone non spetterà a Kennedy dato che verrà assassinato ma a Johnson
che deciderà per l’escalation. [PUO’ CHIEDERE: Quando inizia intervento militare
in Vietnam per USA? non negli anni di Kennedy].
Tra 2\4 agosto: viene comunicato al dipartimento di stato americano che si è stati
attaccati in acque internazionali: azione di guerra nei confronti degli USA che ha
portato Johnson di rivolgersi al Congresso che ha optato per l’uso della forza
nell’area americana. Oggi una serie di documenti ci portano a concludere che quel
reiterato attacco non c’è stato e che ci sono delle registrazioni sui bombardamenti
non in acque internazionali ma in acque vietnamite. Johnson si presenta al
congresso, descrive quanto avvenuto e viene autorizzato a fare tutti i passi
necessari. Assegno in bianco al Congresso e consegnato nelle mani di Johnson e nel
’73 con successiva votazione al Congresso emanerà una legge. Da qui
l’ESCALATION.

November 30th:
Integrare questo:

30\11 continuo giorno precedente


*(vedi file Ariel) La prima parte del documento spiega quanto è avvenuto nel golfo;
la 2° parte: Risoluzione del Golfo del Tonchino è uno dei documenti della storia
del legislativo più rilevanti. Dice che con questa risoluzione si andrà a difendere i
membri o stati protocollo che richiedono assistenza per la difesa della propria
libertà. Viene data “carta bianca” al presidente e il Congresso si accorgerà
dell’errore.
Dal ’64 in poi USA in Vietnam: ESCALATION crescita esponenziale che non va di
pari passo con il successo. Dal ’65 inviati i marines nel Vietnam del sud; nel ’66 le
truppe di terra aumentano. Sarà una guerra che non produrrà un immediato
successo e nemmeno a lungo termine, vedrà crollare il consenso rispetto
all’intervento degli USA sia da parte di loro stessi, sia da parte del resto
dell’Europa.
Agente Orange: fondamentale per USA che in realtà produce effetti disastrosi e che
fa venir meno il consenso.
’68: dibattito pubblico rilevante
- secondo quali principi di legalità si sta combattendo?
- si stanno rispettando le cose dette a Ginevra?
- rapporto tra carta ONU e intervento USA?
- quali sono i costi americani (in termini di vite umane) di questa guerra?
- Qual è la legittimità etica quando i massacri civili sono all’ordine del giorno?
Cresce quindi il NO alla guerra negli USA e cresce anche il NO perché non si arriva a
nulla di fatto. I risultati non si realizzano. Nel gennaio ’68: offensiva del TET in cui
all’inizio Vietnam del nord sembra aprirsi verso il sud conquistando molte posizioni

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facendo arretrare USA e Vietnam del sud. Nel giro di poco la situa si capovolge e il
punto è che all’opinione pubblica americana si dice che la vittoria è vicina. Johnson
annuncia pubblicamente che si sarebbero interrotti i combattimenti nel Vietnam del
nord e che non si sarebbe più ricandidato come presidente per un secondo mandato.
Successore: nel ’68 si candida con i repubblicani Richard Nixon con Kissinger
come responsabile della Sicurezza Nazionale. A lui spetta l’onere di trovare una
soluzione per la Guerra del Vietnam e allo stesso tempo salvare la faccia dell’America.
L’operazione pur non essendo semplice, riescono ad organizzarla in modo decente.
1°) VIETNAMIZZAZIONE DEL CONFLITTO: portare a casa forze americane e
lasciare solo quelle vietnamite in campo, alle quali si deve però fornire un aumento del
supporto logistico. Strategia che va in sintonia con una più ampia strategia di
disimpegno: Dottrina Nixon annunciata dallo stesso nell’isola di Guam. Parte dalla
consapevolezza dei costi immani da parte della politica estera americana. Dà quindi
una nuova direzione per la politica estera che avrebbe evitato il coinvolgimento
diretto, ma solo indiretto: le nazioni direttamente minacciate avrebbero provveduto
per la loro sicurezza e gli americani.
Parallelamente alla Vietnamizzazione c’è
2°) RICERCA DI DIALOGO CON HANOI: intensificazione bombardamenti in Vietnam
del nord e Cambogia perché unità nordvietnamite stanziavano lì ma sono un
fallimento totale perché non trova chi si voleva ma anche perché opinione pubblica
USA reagisce malissimo a questo allargamento dei bombardamenti.
3°) POLITICA CON I PROTETTORI DEL VIETNAM DEL NORD: Mosca e Pechino.
Inaugurata la Diplomazia Triangolare: USA, Urss e Cina. Il terreno fertile è creato
dal fatto che il sodalizio tra Cina e Urss si sia completamente spezzato (conflitto sino-
sovietico).
CONFLITTO SINO-SOVIETICO: ’64 Cina si adotta dell’atomica senza l’aiuto di Mosca +
’69 scontri di confine e qui la tensione raggiunge il suo apice. Si parla di due Paesi che
sono agli antipodi di provocare un vero e proprio conflitto.
La strategia di Nixon e Kissinger è quella di incunearsi ottenendo il massimo
vantaggio attraverso un disegno di multipolarismo diplomatico: gli USA
immagineranno avvicinamento tanto alla Cina quanto all’Urss. Se i due vertici del
triangolo (Mosca e Pechino) non tengono più, quel lato traballa, e saranno gli altri due
(USA e Cina), consapevoli che quell’avvicinamento farà paura all’Urss. Gli USA non si
spostano dall’uno all’altro ma perseguono nello stesso momento entrambe le direttrici
politiche; Mosca e Pechino temono l’isolamento.
COME SI REALIZZA AVVICINAMENTO ALLA CINA? E COME CON URSS?
CON L’URSS: fase di Grande Distensione o Distensione. Muoverà per gli USA dalla
consapevolezza dei costi immani che l’innalzamento della tensione della fase bipolare
ha provocato; il terreno della distensione è quello della limitazione degli armamenti. I
primi scambi tra Urss e USA nel ’69 con incontri di delegazione e nel ’72: VIAGGIO DI
NIXON A MOSCA con FIRMA DEGLI ACCORDI SALT (limitazione degli armamenti). La
distensione aveva importanza simbolica: con Urss guidata da Breznev aveva
conosciuto momento di debolezza dal punto di vista dell’immagine sia rispetto
all’occidente sia rispetto ai paesi del blocco sovietico e questa debolezza era dovuta
alla Primavera di Praga (’68) con l’episodio della repressione delle istanze
riformistiche fino a minacciare il Partito Comunista; estate ’68 i carri armati entrano a

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Praga e reprimono e l’esperimento riformista che aveva rappresentato. All’indomani


Breznev annuncia la DOTTRINA BREZNEV (o della SOVRANITA’ LIMITATA):
formalizzazione teorica di quanto avvenuto a Praga cioè si stabilisce che le forze
dell’Urss e del Patto di Varsavia avrebbero dovuto intervenire negli affari interni dei
paesi del blocco minacciati da forze ostili al comunismo. Anche la Primavera di Praga
quindi diventa elemento per capire il perché della scelta di Breznev di accomodare le
relazioni con USA e scegliere la distensione. La causa primaria comunque rimane il
timore di isolamento nei confronti della Cina con USA.
CON CINA: anche qui il VIAGGIO DI NIXON A PECHINO (febbraio ’72) rappresenterà
simbolicamente la svolta. Sarà preceduto da una serie di avvicinamenti:
- Luglio ’71 Nixon annuncia la sua intenzione di andare Pechino e lo fa dopo un
viaggio di Kissinger in Cina, viaggio importante che segue la Diplomazia del
Ping-Pong che apre la strada del riavvicinamento.
Kissinger sfrutta l’Asia per la svolta di avvicinamento con la Cina, arriverà a
Pechino (luglio ’71) dopo una serie di vicissitudini. Quando torna in USA, nel luglio del
’71 Nixon annuncia la sua intenzione di andare in Cina, nell’ottobre del ’71 il problema
di sicurezza è risolto e nel febbraio del ’72 ci andrà effettivamente.
Nel frattempo, si continuava ad essere impegnati in Vietnam, la necessità di
stringere un accordo con USA da parte di HANOI era necessario perché era evidente la
loro volontà di avvicinamento con la Cina.
Tregua nel gennaio ’73: ritiro degli USA dal Vietnam. Unificazione del paese e fine
dell’interminabile tragedia del Vietnam.

Anni che ci separano dall’elezione di CARTER: Nixon dovrà dimettersi per scandalo
Watergate e sarà Ford (vice) a tenere l’eredità che però copre pochissimi anni dal ’74
al ’76 perché poi non sosterrà lo scontro con Carter.
Negli anni di Ford: documento rilevante Atto Finale di Helsinki della conferenza di
Helsinki, appunto (CSCE). Se ci si interroga sulla distensione, quanto viene stabilito a
Helsinki è importante. I partecipanti sono tutti i paesi Europei + USA e Urss, perché in
un clima di distensione si pensa che sia venuto il momento di affrontare alcuni
argomenti da troppo rimandati
Temi: TRE CESTI DI HELSINKI (POLITICO, ECONOMICO, DIRITTI UMANI).
POLITICO: confini che non avevano avuto un riconoscimento ufficiale, ancora discussi e
contesi (Polonia i cui confini non trovavano un accordo tra Urss e USA; Germania con
due Germanie). Comune e condiviso riconoscimento dei confini europei.
ECONOMICO: collaborazione economica intereuropea anche oltre la cortina di ferro.
DIRITTI UMANI: per la prima volta si afferma il principio della necessità di rispettare i
diritti umani da parte di tutti i paesi europei nei confronti dei cittadini; è
l’affermazione di un nuovo principio verso il quale c’è un’urgenza crescente e si
acquisisce una sensibilità maggiore. Il rispetto dei diritti umani e creazione di un
organo abbia messo una sorta di puntello per scardinare il dominio del blocco
sovietico: molti storici dicono che da questo momento opinione pubblica dell’est è stata
sensibilizzata rispetto a qualche cosa che non veniva rispettata da Urss e che da questo
momento avrebbe dovuto essere rispettato. Il terreno dei diritti umani è quello in cui si
muove la campagna elettorale di Jimmy Carter: gli slogan sono con i quali si vuole

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prendere completamente le distanze dalla politica di Nixon “NO MORE WATERGATE”


“NO MORE VIETNAM” “NO MORE CILE” (perché quando si candida, il dramma del ’76
Cileno aveva già sconvolto l’opinione pubblica americana). Carter dice che si smetterà
di abbracciare dittatori anticomunisti in giro per il mondo.

La fine degli anni ’70 e inizio anni ’80: periodo chiamato anche come Seconda Guerra
Fredda. massima tensione nelle relazioni internazionali. Ci si deve interrogare su come
si è passati da una fase di distensione ad una fase come quella della Seconda Guerra
Fredda.
Amministrazione CARTER: anni in cui si mette fine alla fase della Distensione.

MIEI APPUNTI DELLO STESSO GIORNO:


Continuo con il giorno precedente.
Intervento USA in Vietnam con passaggio da Kennedy a Jhonson.

Risoluzione del Golfo del Tonchino: Jhonson annuncia quanto avvenuto nel Golfo e la
seconda parte è una joint resolution del congresso, risoluzione del Golfo di Tonchino.
(su ariel).
Con questa risoluzione il Congresso sembra firmare un assegno in bianco al Presidente.
Esso approva e supporta la determinazione del presidente di assumere tutte le misure
che considera necessarie per respingere qualsiasi attacca armato e prevenire le
successive aggressioni.
Section due: USA considerano vitali il mantenimento della pace e sicurezza nel South
East Asia, in relazione con la costituzione degli USA carta dell’ONU e il Trattato del
South East Asia. Considerando vitali questi interessi gli USA sono pronti quando il
Presidente lo determina ad assumere tutti gli step essenziali anche uso della forza per
assistere any memeber of protocol state (IL VIETNAM DEL SUD). Non poteva essere un
membro della SEATO perché era stato stabilito che il Vietnam Nord e Sud potevano
ricevere armamenti e avere alleati.
Section 3: risoluzione cessa di esistere quando il Presidente dice che la pace nell’area è
stata assicurata, CARTA BIANCA AL PRESIDENTE, che decide se come e quando
utilizzare la forza senza limite di tempo.

Dal ’64 in poi l’intervento degli USA conosce una crescita che non va di pari passo ad
un successo esponenziale. I bombardamenti del Vietnam del Nord e invio di marins nel
Vietnam del sud. ’66 truppe americani 375 mila e poi diventano nel ’69 540mila.
Vedrà crollare drasticamente il consenso rispetto all’intervento degli USA sia da parte
di loro stessi sia da parte del resto dell’Europa.
Agente Orange: fondamentale per l’USA che in realtà produce effetti disastrosi fa
venire meno il consenso.
1968 fa registrate un dibattito pubblico rilevante: ci si inizia a credere secondo quali
principi di legalità si sta combattendo, rapporto con accordo di Ginevra che USA non
avevano firmato ma impegnato a rispettare. In termini di legalità rapporto tra Carta
dell’Onu e intervento USA, l’opinione pubblica si chiede anche dei costi, COSTI
AMERICANI, che per gli USA ha rappresentato una strada del non ritorno con

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intervento armato, ritorna nella mente e dibattito pubblico nella testa degli usa ogni
qualvolta si profila l’idea di un intervento armato.
Altra domanda che ci si inizia a fare tra opinione pubblica: costi in termine di vite
umani altrui, LEGITTIMITA’ ETICA, quando massacri di civili sono all’ordine del giorno.
CRESCE IL NO ALLA GUERRA NELL’OPINIONE PUBBLICA AMERICANA.
Cresce anche l’idea che comunque con questa guerra non si sta arrivando a un nulla di
fatto dopo 4 anni, i risultati non si realizzano, il Vietnam del Nord continuano a essere
forti, i vietcong nel Vietnam del sud sembrano indistruttibili, che smentiscono le
prospettive di successo degli USA.
Gennaio 1968 si realizza un’offensiva che va sotto il nome di OFFENSIVA DEL TET che
inizialmente il Vietnam del Nord sembra riuscire ad aprire un varco nel sud facendo
arretrare i vietnamiti del sud e americani. Dopo si capovolge, si ritorna alla situazione
inziale, forte avanzata apparente e poi vengono fatti retrocedere.
Il punto era che si era appena detto che la vittoria era vicina, ma smentita alla grande
dall’avanzata della TET.
Sensazione che non è vero che la vittoria era vicina, costi umani nostri e altrui, dubbi
etici e legali, il dibattito fermenta ed è in questa fase che Jhonson annuncia nel Marzo
1968 che si sarebbero interrotti i bombardamenti sul Vietnam del Nord e che non si
sarebbe ricandidato alle successive elezioni.

1968 Nixon si candida con i repubblicani, uno dei candidati era Bobby Kennedy, ed è
l’anno dove è stato ucciso Bobby e M.L. King.
USCIRE DAL VIETNAM DIGNITOSAMENTE.
L’operazione non è semplice ma i due, Nixon e Kissinger la portano avanti.
PRIMA OPERAZIONE: Vietnamizzazione del conflitto: portare a casa le forze
americane e lasciare quelle vietnamite in campo alle quali si deve fornire un aumento
del supporto logistico. Strategia che va avanti in sintonia con una piu ampia strategia
del disimpegno: Dottrina Nixon: annunciata dallo stesso nell’isola di Guam, parte dalla
consapevolezza dei costi immani da parte della politica estera americana. Da qui una
nuova direzione per la politica estera che avrebbe evitato il coinvolgimento diretto, ma
solo indiretto: le nazioni direttamente minacciate avrebbero provveduto per la loro
sicurezza e gli americani.

Parallelamente alla vietnamizzazione c’è SECONDA STRATEGIA: Dialogo con il


Vietnam del nord, Hanoi: intensificare i bombardamenti e colpi di forza finale. Bisogna
passare da Mosca e da Pechino. Nuova politica con URSS E CINA.

Ripresa bombardamenti Vietnam del Nord e Cambogia: bombardamenti anche in


Cambogia, si pensava che andare a colpire le unità del Vietnam del nord in Cambogia
era una bella idea. Opinione pubblica usa reagisce malissimo. SUCCESSI NULLI.

NUOVA POLITICA CON MOSCA E PECHINO: diplomazia triangolare inaugurata da


Nixon e Kissinger: Che cosa crea il terreno fertile perché gli USA possano inaugurare
questa nuova politica? Il fatto che il sodalizio tra Cina e URSS si sia alla fine degli anni
’60 completamente spezzato, conflitto cino sovietico a creare il terreno fertile per gli
USA che costruiscono una nuova direzione di politica estera.

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IN CHE COSA CONSISTE QUESTA FRATTURA CHE HA RAGGIUNGO L’APICE NEI


RAPPORTI TRA MOSCA E PECHINO??
La tensione ha trovato le sue origini nel tempo, già sappiamo della differenza di
comunismo: attenzione al proletariato urbano in URSS e mondo agrario in Cina, Mao
raggiunge il potere senza supporto cospicuo da parte URSS.
Guerra di corea: i due paesi combattono dalla stessa parte ma Mao dice che URSS non
si è impegnato cosi tanto per sostenere Kim Il Sung.
Presa di distanza di Krusciov rispetto a Stalin.
Malumore con cui il disgelo viene accolto da parte di Mao in una fase in cui la Cina
guarda le relazione con USA e Taiwan. IL PROBLEMA DELLE DUE CINE ERA ACCESO.
1962 crisi missilistica di Cuba.
1964. Cina atomica senza aiuto di Mosca.
Un crescendo di prendere le distanze di Mosca e Pechino, nel 1969 a tutto questo si
aggiungono scontri di confine: diatribe di confine di una regione, e a questo punto la
tensione ha raggiunto il suo apice, non solo non si parla di un colosso comunista unito,
ma due paesi che sono agli antipodi a questo punto, caratterizzati da una tensione che
può provocare un vero e proprio conflitto.
ECCO STRATEGIA DI NIXON E KISSINGER: incunearsi tra Mosca e Pechino, sfruttare
questa tensione e ottenere il massimo vantaggio.
COME? Attraverso un disegno di multipolarismo diplomatico che trova proprio nella
figura del triangolo la più facile esemplificazione:
Gli USA immagineranno un avvicinamento tanto alla Cina quanto all’URSS. Se i due
vertici del triangolo Mosca e Pechino non tengono più quel lato del triangolo traballa,
e saranno gli altri due lati del triangolo a reggere la politica internazionale di questa
fase, gli USA si avvicinano alla Cina consapevoli che farà paura all’URSS e porterà
l’URSS a pensare a concessioni agli USA pur di non veder consolidare il lato di
triangolo tra CINA E USA, e viceversa la Cina guarderà l’avvicinamento di USA a
Mosca. MOSCA E PECHINO TEMONO L’ISOLAMENTO.
Gli USA non si spostano dall’uno all’altro ma perseguono nello stesso momento
entrambi le direttrici politiche, politica di avvicinamento a Cina e URSS nella stessa
fase.

COME SI REALIZZA L’AVVICINAMENTO ALL’ URSS???


Fase distensione e grande distensione.
Consapevolezza dei costi immani che l’innalzamento della tensione della fase bipolare
abbia creato, terreno su cui questa distensione si inaugura: limitazione degli
armamenti. Primi scambi tra sovietici e americani avvengono nel 1969, si arriva poi
nel 1972 al viaggio di Nixon a Mosca (primo presidente in visita in URSS) e vengono
firmati gli accorti SALT: trattato per la limitazione degli armamenti strategici. Portava
alla diminuzione dei costi dell’economica statunitense, e URSS guidata da Breznev, e
alla fine degli anni 60 debolezza dell’immagine rispetto all’occidente e dei paesi del
blocco sovietico. Perché debolezza dell’immagine? PRIMAVERA DI PRAGA, una delle
ragioni che porta Breznev alla strada della distensione. Episodio di repressione delle
istanze riformistiche che a praga in Cecoslovacchia Alexander aveva realizzato,
predominanza assoluta del PC e avvicinamento a correnti maoiste che poco piacevano
al Cremlino. 1968 i carro armati entrano a praga e reprimono la primavera di Praga e

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l’esperimento riformista. Non finisce qui perché all’indomani della primavera di praga
viene enunciata la dottrina Breznev: formalizzazioen teorica di quello che era
avvenuto a Praga: si stabilisce che le forze dell’URSS del patto di varsavia avrebbero
dovuto intervenire negli affari interni di tutti quei paesi del blocco che fossero state
minacciate da forze ostili del blocco. SOVRANITA’ LIMITATA DEI PAESI DEL BLOCCO
SOVIETICO, dove si garantisce la possibilità di intervento per orientare gli
orientamenti politici in ragione di presenza di forze ostili al comunismo.
DEBOLEZZA DEL BLOCCO IN TERMINI DI CONSENSO.

AVVICINAMENTO MAO NIXON:


Viaggio che Nixon fa a Pechino, febbraio 1972, preceduto da una serie di
avvicinamenti:
-luglio del 1971 Nixon annuncia di andare a pechino dopo un viaggio che Kissinger
aveva fatto a Pechino, viaggio che segue quella che va sotto nome di diplomazia del
ping pong, partita di ping pong tra Usa e Cina che apre dal punto di vista pratico e
simbolico la strada del riavvicinamento. POLITICA CHE PASSA ATTRAVERSO LO SPORT,
come anche le olimpiadi di Mosca del 1980.
Questo apre la strada al viaggio successivo di Nixon: Quale paese sfrutta Kissinger per
l’apertura a Pechino? Kissinger organizza un viaggio in Asia , India e Pakistan, e
sfrutta il rapporto privilegiato tra Pakistan e USA per volare segretamente a Pechino,
finge un malore, che sembra rimanga in una residenza in Pakistan, invece è andato a
Pechino. Arriva, discute con Mao, apre la strada di avvicinamento, torna, Nixon nel
luglio annuncia il suo prossimo viaggio in Cina.
Il problema delle due Cine finisce quando USA riconosce informalmente RPC
nell’ottobre del 1971 seggio all’interno del consiglio di sicurezza è risolto, nel febbraio
del 1972 Nixon sarà a Pechino.

Nel frattempo si continuava a essere impegnati in Vietnam. La necessità di stringere


un accordo agli americani è evidente a Hanoi perché gli americani stavano negoziando
con Mosca e Pechino, i protettori hanno scelto politiche di distensioni con USA, urss, e
di allineamento con la Cina.
Gennaio 1973: tregue, e ritiro degli americani dal Vietnam.
Il Nord occuperà il Sud unificando il paese e mettendo la parola fine all’interminabile
tragedia del Vietnam.

La fine degli anni 70 e inizio anni 80 seconda guerra fredda: periodo di massima
tensione nelle relazioni internazionali. Come si sia potuti passare da una fase di grande
distensione cosi ragionata e funzionante a una fase di rinvigorirsi della tensione che
sarà quella che passerà in eredità a Reagan e che dovrà fare i conti prima di poter
immaginare la fine guerra fredda e caduta muro di Berlino.

Carter verrà eletto nel 76, fine alla distensione.

Nixon deve dimettersi, scandalo water gate. Ford tiene l’eredità. Ford copre pochi anni,
e poi non supera lo scontro elettorare con Jimmy Carter, democratico, Ford pur
coprendo un periodo corto è stato presidente quando è stato varato un documento di

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grande rilevanza quando ci interroghiamo sulla distensione, atto finale di Helsinki che
è documento finale di una conferenza che dura due anni dal ’73 al ’75, CONFERENZA
DI HELSINKI, o sicurezza per la cooperazione in Europa. Viene emanato atto di
helsinki conclusivo: se vogliamo capire la distensione e perché poi non terrà, quanto
viene stabilito a Helsinki e come è importante.
Chi partecipa?
Tutti i paesi europei per la prima volta, tanto paesi dell’est quanto dell’ovest più USA e
URSS. In un clima di distensione che caratterizza la metà degli anni 70 è avvenuto il
momento di affrontare alcuni argomenti ormai rimandati da troppo tempo. I temi
vengono rappresentanti come TRE CESTI DI HELSINKI:
 1 cesto di carattere politico: i confini: c’erano alcuni confini che non avevano
avuto un riconoscimento ufficiale dopo ww2, confini ancora discussi c’erano ed
erano ancora contesi: La Polonia, i cui confini continuavano a non trovare un
accordo tra USA e URSS, la Germania, con esistenza di due Germanie e due
riconoscimenti diplomatici. Comune e condiviso riconoscimento dei confini
europei.
 2 cesto di carattere economico: necessità di una collaborazione economica inter
europea, aldilà della cortina di ferro, collaborazione tra paesi europei.
 3 cesto è quello che attiene al tema dei diritti umani: per la prima volta di
afferma il principio della necessita e rispetto dei diritti umani da parte di tutti i
governi nei confronti dei cittadini. Affermazione di un nuovo principio rispetto
al quale nella meta degli anni 70 si avverte urgenza crescente, tanto in ambito
europeo quanto in ambito extra europeo, si assiste a una continua violazione
dei diritti umani, e l’opinione pubblica mondiale acquisisce più sensibilità. Sono
in molti a sostenere che l’aver affermato la necessita di rispetto dei diritti
umani con la creazione di un organo che avrebbe dovuto controllare il rispetto
abbia messo un puntello per scardinare il dominio del blocco sovietico, in altri
termini sono molti gli storici che sostengono che da questo momento in poi
l’opinione pubblica dei paesi dell’est è stata sensibilizzata rispetto a qual
qualchecosa che non veniva rispettato dall’URSS e che da questo momento in
poi doveva essere rispettato e laddove non è rispettato avete adesso modo per
manifestare quel dissenso. GRIDO DI DOLORE CHE PORTERA’ AL
DISFACIMENTO DELL’URSS. Diritto di cittadinanza nelle relazioni politiche tra i
paesi.

Il terreno dei diritti umani è essenziale anche per la compagna elettorale di Jimmy
Carter. Gli slogan della sua campagna sono slogan che prendono distanze dalla politica
di Nixon, NO MORE WATERGATE, NO MORE VIETNAM, NO MORE CHILE, perché
quando nel 1976 Carter si candida il dramma del 1973 cileno ha già sconvolto
l’opinione pubblica statunitense. ( colpo di stato che nel 73 ha portato Pinochet in Cile
per volontà della Cia). Clima in cui da tutto questo si vogliono prendere le distanze.
Carter noi la smetteremo di abbracciare dittatori anticomunisti.

1\12

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[*Operazione di avvicinamento alla Cina è molto delicata: da parte di Pechino c’era


stata l’avvisaglia ma prima di dire al mondo intero che si sarebbe andati in Asia quindi
Nixon e Kissinger ci sono andati segretamente in un primo momento]

Jimmy Carter eletto nel novembre ’76 ma nell’80 quando si ripresenterà alle elezioni
in cui vincerà Regan, siamo in un contesto completamente diverso. Negli anni ’70 il
clima era quello di distensione, negli anni ’80 si parla addirittura di II guerra Fredda.
CARATTERISTICHE amministrazione Carter:
- Lui stesso era un Uomo Nuovo dal punto di vista politico (outsider), veniva
dalla Georgia, non aveva rapporti con il Congresso. L’essere un outsider ha pro
ma anche contro, nel senso che va bene lo slogan “no more water gate”,
dall’altra parte non aver mai avuto rapporti con Washington poteva essere una
difficoltà: estraneo alla febbre del Potomak cioè estraneo alle logiche di poter
caratterizzanti gli anni prima.
- Si circonda di Uomini Nuovi, la critica dirà che intorno a lui c’era la Mafia
Georgiana
- Obiettivo di Carter era quello di creare sinergia dalla diversità: non si deve
ascoltare sempre la stessa voce ma che ascoltare voci agli antipodi può essere
costruttivo purché si crei sinergia; il problema è che si fa fatica a realizzare
questo.
OBIETTIVI: si parte da un presupposto cioè lo sfruttamento del clima di
distensione (’76) che consente di elaborare una politica nuova.
 Diminuzione dell’enfasi sulle relazioni est\ovest ma dare importanza a quelle
tra nord\sud: pensa all’America Latina dove si era esercitata una politica
fortemente attenta all’anticomunismo e distratta riguardo le esigenze effettive
dell’America Latina;
 Diminuzione della vendita di armamenti convenzionali all’estero;
 Applicazione del principio di non proliferazione nucleare;
 Rispetto dei diritti umani
REALIZZAZIONE PRATICA DEGLI OBIETTIVI: lo strumento economico diventa il mezzo
con cui si mettono in pratica
 Taglio degli aiuti;
 taglio vendite degli armamenti;
La cosa funziona perché dopo inaugurazione mandato Carter, vengono interrotti gli
aiuti per Cile, Argentina e Pakistan. Tutto ciò passa da un Congresso molto sensibile a
questi temi. Se questi obiettivi sono in discontinuità con ciò che era avvenuto negli anni
prima, ci sono altri 2 OBIETTIVI che si muovono in piena continuità con Nixon:
 strada di distensione con Urss: Carter elabora il disegno per II ACCORDO SALT
(per limitazione armamenti strategici)
 avvicinamento alla Cina Popolare rispetto alla quale vuole fare un passo
avanti: normalizzazione dei rapporti diplomatici.
A questo punto le prospettive dei due divergono: Brzezinski e Vance.
Secondo VANCE: riconoscimento della Cina solo dopo che fossero stati davvero stretti
davvero con Urss degli accordi Salt; altrimenti avrebbe fatto saltare gli accordi di SALT.

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Secondo BREZEZINSKI: riconoscimento della Cina prima di tutto per avere una carta
cinese da giocare con Urss, la quale sarà spinta a spingere un accordo con noi solo se
noi abbiamo già riconosciuto la Cina. Ci si basa su un presunto ovvero quello di non
fidarsi della Urss; i sovietici stanno approfittando della distensione per espandere le
sue posizioni nelle aree periferiche meno considerate da Washington.
All’inizio Carter sembra propendere per segretario di Stato VANCE, ma in un secondo
momento propende per Brzezinski; all’inizio del mandato riesce a firmare con Panama
un accordo che restituisce i diritti sul canale di Panama, detenuti dagli USA fino a quel
momento= raggiungimento dell’obiettivo nord\sud.
Propende per Brzezinski perché l’idea che Urss usasse la distensione prende forma con
la questione del Corno d’Africa: Etiopia invasa dalla Somalia per l’Oagaden, la prima
riceveva aiuti sostanziosi da parte dei sovietici e da soldati cubani, per gli USA si pone
il punto di domanda se aiutare la Somalia visto che è paese aggressore. È vero che quel
conflitto manifesta presenza sovietica nel corno d’Africa (=presenza forte di guerra
fredda) ma è anche vero che aiutare un paese aggressore trascinerebbe
l’amministrazione USA in un alveo di illegittimità che poco piacerebbe
all’amministrazione Carter.
“la distensione è affondata nelle sabbie dell’Oagaden”.
Dopo il NO di Carter nell’intervento nel Corno, chiede di giocare la carta cinese e quindi
gli dà retto. Carter decide di non ascoltare la posizione di Vance, invia Brzezinski a
Pechino che darà avvio alla piena realizzazione delle relazioni diplomatiche e 1°
gennaio ’79: Normalizzazione delle Relazioni Diplomatiche tra USA e Cina.
Anno decisivo per capire il passaggio da distensione a seconda Guerra Fredda. gli
accordi SALT non saranno mai ratificati dal senato degli USA perché il ’79 è anno in cui
si capisce il perché della II GUERRA FREDDA.
Perché un Paese centrale diventa una grandissima incognita: Iran e per USA significa il
venir meno dell’alleato iraniano, viene meno l’interlocutore sul quale avevano fatto
affidamento e va al poter una personalità che finisce col rappresentare una minaccia
visto che ci saranno degli ostaggi americani a Teheran.
Clima che sta mutando, di tensione. Avvenimento shock: URSS INVADE
AFGHANISTAN (25 dicembre ’79) e quindi FINE DELLA DISTENSIONE.
Ragioni dell’invasione: dibattito storiografico aperto ma si è abbastanza convinti che
la ragione riguardi la politica di sicurezza e che questo abbia spinto Mosca ad
invaderlo per non rischiare di perderlo come interlocutore. Rimane il fatto che
l’invasione è interpretata a Washington come la manifestazione più evidente della fine
della distensione e che abbia bisogno di una risposta energica da parte di USA. Vance
lascerà incarico di segretario di Stato. Si stabilirà l’embargo sul grano e sui beni
tecnologici sull’Urss e boicottaggio della Olimpiadi di Mosca e si inviteranno i paesi
alleati a fare la stessa cosa.
Ratifica degli accordi SALT 2.
PAKISTAN? Può rimanere senza aiuti americani? Assolutamente no, visto che confina
con Afghanistan; anche se con Regan si otterranno molto più aiuti che con Carter.
Bisogna aiutare Pakistan perché da li passeranno diretti all’Afghanistan gli aiuti che
combatterà contro invasore sovietico.
A coronare 23 gennaio ’80: Carter annuncia la sua Dottrina con il Discorso sullo Stato
dell’Unione (discorso annuale di bilancio per anno passato e futuro).

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Carter non poteva non fotografare la situazione difficile che USA affrontava nello
scenario internazionale. USA avrebbe usato anche la forza sulla zona del Golfo Persico,
a seguito dell’invasione sovietica dell’Afghanistan.
Successo dell’amministrazione Carter: Accordi di Camp David che sono la prima
sistemazione dei rapporti tra paese arabo e Israele;
novembre ’80 clamorosa fallimento nella competizione elettorale con Regan, che
avrebbe guidato USA nel decennio successivo e nella II guerra fredda

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