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->IMPRESA CAPITALISTICA E LE SUE FORME L'economia cap. nasce con la riv.

industriale; ci che la contraddistingue dalle precedenti l'organizzazione dove: 1)i proprietari del capitale hanno il controllo ; 2) i proprietari si appropriano del profitto generato; 3) si utilizza il lavoro salariato acquistandolo sul mercato. Affinch esistano capitalisti che acquistano lavoro, servono forze-lavoro che si offrano; se fino a prima della riv.ind. I lavoratori erano schiavi, con l'allentamento dell'organizz. feudale comincia il fenomeno di lavoratori che possono offrire solo la loro forza-lavoro. In contrapposizione all' impresa capitalistica nascono correnti di pensiero (socialisti utopisti) che ipotizzano l'impresa cooperativa di lavoro in cui i lavoratori si dividono gli utili. Le cooperative nascono a Rochdale dopo che, fallito uno sciopero, alcuni lavoratori tessili si riuniscono e fondano una cooperativa di consumo: in questa sono i consumatori che controllano l'impresa, eliminando cos il conflitto di interessi tra impresa e consumatore. Per lungo tempo si ignorata la questione del perch sorga l'impresa capitalistica, considerandola come un dato (cos fecero Smith,Ricardo,Marx) e pure l'impresa cooperativa. Le domande che avvieranno questa ricerca sono:1)perch il mercato non sia sempre sufficiente a risolvere i problemi di coordinamento 2)qual' delle due forme la pi efficiente.

->COASE: Impresa e autorit Coase con un importante contributo del 1937 si chiede perch esistono le imprese in particolare quelle capitalistiche; viene da chiedersi perch questa organizzazione, in determinate circostanze riesce a sostituirsi al mercato. Nell'impresa capitalistica l'imprenditore acquista il lavoro di altri per lo svolgimento dell'attivit, possiamo perci dire che il tratto distintivo di questa impresa il lavoro subordinato; viene, per Coase, soppresso il meccanismo dei prezzi sostituendo molteplici contratti tra imprenditore e lavoratore ad uno solo in cui per una remunerazione il lavoratore accetta di stare alle direttive del capitalista(entro certi limiti)->relazione di autorit. Esempio: considero un committente ed un lavoratore che deve dargli 22 prestazioni; (m1,m2,mn)=mansioni svolte dei giorni 1,2,n ; a,b,c,...,z=mansione singola che puo svolgere ogni giorno mi {a,b,c,...z}. Il committente puo fare ogni giorno i un contratto che stabilisca la mansione mi del giorno contro un corrispettivo wi contratto = ( mi ; wi ). Coase nota che non solo organizzare un'impresa comporta dei costi, ma pure luso del sistema dei prezzi costi di transazione (consistono nel conoscere il sistema dei

prezzi, negoziare, stipulare un contratto). Se dunque ogni singolo contratto ha un costo, il costo di transazione totale la somma dei singoli; quindi una soluzione pu essere sostituirli con un contratto unico che fissi le varie mansioni giornaliere e copra tutti i 22 giorni, ma non si flessibili alle esigenze della quotidianit. La vera alternativa data dal contratto di lavoro subordinato sotto cui il lavoratore un dipendente del datore di lavoro; questo autorizzato a sottoporre il dipendente a obbedire alle sue direttive nei limiti delle mansioni in {a,b,...,z} che pu svolgere. Il rapporto di lavoro sub. Rientra nello schema generale della relazione di potere: un soggetto A ha autorit su B quando pu fare una scelta unilaterale di un'azione che deve fare B e alla quale non puo sottrarsi. Fonti di autorit sono: forza, legge, contratto. Se w la remunerazione, S l'insieme di scelta delle operazioni che puo fare B (dipendente) e A il datore di lavoro, ho A->S->B ; A non puo uscire da S e B non puo opporsi. Il vantaggio del contr. Di lav. Sub. dato dal risparmio sui costi di transazione. Se conveniente raggruppare singoli contratti in uno solo, perch non vale pure per le imprese che cooperano? Se A e B (imprese) invece di trattare ogni volta si fondessero risparmierebbero molto in costi di transazione; si arriverebbe ad una sola impresa globale che contiene tutta la produzione. C qualcosa che impedisce questo, che il costo di direzione: all'aumentare della dimensione, diminuisce il controllo che il singolo proprietario puo prestare ai subordinati e quindi aumentano i costi per controllare. La tensione tra costi di transazione e di direzione determina la dimensione ottimale dell'impresa: l'impresa si espander finch i costi per organizzare una transazione supplementare all'interno dell'impresa diverranno uguali a quelli per compierla sul mercato o in un'altra impresa.

->ALCHIAN E DEMSETZ: Impresa, free riding, controllo gerarchico. Secondo A.e D. la differenza tra lavoratore subordinato e appaltatore (e dunque impresa cap. e mercato) non che il primo sottoposto alle dipendenze del secondo. L'imprenditore ha s un potere di direzione del lavoro ma che non , per loro, superiore a quello del compratore sul venditore o del contraente sull'appaltatore: questo potere la facolt di rifiutare una transazione, e di chiedere compensazione legale per inosservanza contrattuale.Se nel contratto di appalto si legati al risultato della prestazione,nel contratto di lavoro non viene specificato il risultato da

conseguire e dunque il lavoratore potr chiedere una remunerazione adeguata ad ogni prestazione richiesta, senn si dimetter, svuotando il datore di lavoro di autorit. Nella realt dei fatti per il potere frequente nei contratti di lavoro, le alternative che un dipdendente ha sono spesso peggiori, e i licenziamenti sono impraticabili; cosa distingue allora il contratto di lavoro da quello di appalto? Le modalit di controllo e di determinazione della remunerazione. -Produzione di squadra e organizzazioni senza controllo verticale. Immagino che A ha bisogno di un bene prodotto da B che costituito da un insieme di pi soggetti. Indico con ei l'impegno di ciascun lavoratore coinvolto; suppongo che l'utile sia esprimibile come R(e1+e2+...+en) dipendente dall'ammontare complessivo di e, non da come si distribuisce. Questa produzione inseparabile chiamata produzione di squadra e il prodotto un oggetto indivisibile. Siamo in una produzione in cui non vi controllo gerarchico nel senso che tutti sono allo stesso piano ed ognuno si impegna quanto crede; il prodotto venduto, al netto dei costi, da un reddito che viene suddiviso in squadra. Siamo di fronte ad una cooperativa di lavoro i cui tratti sono l'assenza di controllo gerarchico ed il profit sharing; immagino inoltre che l'accordo fissi quote costanti ai di utile ad ogni lavoratore. Supponiamo che tutti abbiano una quota ai < 100% e che ci sono solo due lavoratori. Ogni lavoratore sostiene dei costi (in fatica) quantificabili in , che indico con d(ei) e il benessere del singolo dato da aiR(e1+e2)-d(e1) dovr ottimizzare il beneficio al netto della variabile di costo. So che sia aiR(e1+e2) che d(e1) variano al variare di e1 ; suppongo di aumentarla da 0 fino al livello ottimo: dovr aumentarla finch un'ulteriore unit aggiuntiva porta ad una variazione di benefici = variazione di costo. Considero dunque l'utile ed il costo addizionali dovuti ad un'unit di impegno in pi, che sono [R(e1+e2+1) R(e1+e2)] e [ d(e1+1) - d(ei)]; la var di utile sar decrescente rispetto a ei e quella di costo sar crescente. Per il lavoratore 1 il livello di ottimo di e1 sar pari alla soluzione dell'equazione a1 R(e1) = d(e1) che corrisponde a e'. Indicato con e' la soluzione, ho che questo pur essendo ottimale per il lavoratore non ottimale per l'organizzazione (che inefficiente). I comportamenti dei lavoratori sono detti efcienti se producono il massimo beneficio netto complessivo che R(e1+e2) d(e1)- d(e2) ; se questo non massimizzato vuol dire che devono essere corretti alcuni comportamenti individuali cos da aumentare il benessere di qualcuno dei membri, senza per diminuire quello di nessuno. Affinch il lavoratore 1 sia efficiente, deve soddisfare la condizione [R(e1+e2+1) R(e1+e2)] = [ d(e1+1) - d(ei)] = e* ; ho che e*>e' : questo vale per tutti i lavoratori che dunque lavoreranno meno intensamente di quando sarebbe desiderabile: fenomeno del free riding.

-Produzione di squadra ed impresa capitalistica classica La cooperativa non quindi in grado di incentivare efficientemente una squadra poich la remunerazione del singolo non commisurata al suo impegno, ma all'utile totale; si deve dunque agganciare la remunerazione all'impegno individuale (e1); si deve dunque aggiungere la nuova figura dell'imprenditore per formare l'impresa capitalista: la sua funzione basilare adeguare la remunerazione marginale al beneficio apportato, che andr rilevato e misurato. Per fare ci serve che un soggetto si specializzi in questa funzione di controllo e distribuisca gli utili in modo adeguato; il rapporto di lavoro deve perci essere tale che il lavoratore accetti di sottoporsi a questa supervisione e accetti che il suo utile dipenda dall'impegno rilevato. Un ulteriore problema da risolvere che anche il controllore potrebbe svolgere il suo lavoro in maniera inefficiente e dunque, fosse un dipendente, necessiterebbe di qualcuno sopra di lui che rilevi la qualit del suo operato. Nessun lavoratore dipendente pu quindi essere il controllore e l'unica alternativa che monitor=imprenditore. Le caratteristiche che deve avere l'imprenditore sono:1)diritto di godere del residuo; 2)diritto a gestire fattori produttivi; 3)essere controparte comune di tutti i proprietari dei fattori produttivi; 4)diritto a modificare la squadra; 5)diritto a cedere l'impresa. Dato che la presenza di un monitor incentiva la squadra, non vi svantaggio per il lavoratore a lavorare in un'impresa capitalistica piuttosto che in una cooperativa; l'aumento di produttivit marginale fa s che si possa pagare i lavoratori almeno quanto in una cooperativa e si ottenga un utile che va all'imprenditore (residual claiment). -Perch esistono le cooperative? Abbiamo asserito che la cooperativa sar sempre meno efficiente dell'impr.capitalistica, a causa del free riding e non si potr risolvere il problema nominando un manager controllore poich questo non potr essere destinatario del residuo. Vi sono per alcuni settori per i quali A.e D. ritengono la cooperativa pi efficiente dell'impresa capitalistica, a causa dell'elevata complessit del lavoro svolto e dell'elevata discrezionalit del lavoratore: gli esempi sono la consulenza ed il lavoratore artistico; qui la figura dell'imprenditore-monitor non puo funzionare e, permanendo il problema del free riding come conseguenza del profit sharing. Questo pu essere attenuato tramite una limitazione nel numero dei soci e controllo orizzontale. In questi settori economicamente giustificata la cooperazione e si rileva che la cooperativa la forma pi diffusa. HANSMANN: Una teoria generale della titolarit d'impresa -Attribuzione della titolarit dell'impresa nella teoria di H.

Hansmann considera imprenditori i soggetti che: a)hanno controllo dell'impresa; b)si appropriano del reddito generato. Tra gli stakeholder distingue poi una categoria pi ristretta, quella dei patron(contraenti usuali), che entrano in contatto con l'impresa come fornitori (di lavoro e capitale) o come clienti/fornitori. L'interesse per i patron che spesso gl iimprenditori stessi appartengono a questa categoria, poich la titolarit pu, per H. , essere usata per mitigare alcuni costi che graverebbero sulle transazioni. Vi sono dunque due categorie di costi di organizzazione: costi di contrattazione (tra impresa e terzi) e costi di titolarit. Le categorie di patron considerate sono tre: Investitori, Clienti, Lavoratori. I sostiene costi di titolarit poich inglobato nell'impresa, C e L sostengono costi di contrattazione. Se cambio la titolarit ottengo diversi assetti d'impresa, ed il principio base per H. che tende a diventare imprenditore la categoria che consente di minimizzare i costi complessivi (titolarit+contratt.) poich la concorrenza sul mercato elimina le organizzazioni pi costose. Pongo j titolare che sostiene costi di titolarit COj e gli altri due patron costi di contrattazione che sono CCi e CCk ; il costo complessivo COj + CCi + CCk . Se valgono le due seguenti COi+CCl+CCc<COl+CCi +CCc e Coi+CCl+CCc<COc+CCl+CCi allora la categoria I a minimizzare il costo. Hansmann dunque si chiede cosa succederebbe se la titolarit cambiasse. H. divide i costi di titolarit in tre tipi: 1)Potere di monopolio (di mercato): quando l'imprenditore ha un forte potere di monopolio nei confronti di una categoria di contraenti si genera per questi un costo rispetto al caso in cui sono titolari e possono decidere le condizioni. 2)Potere di mercato ex-post(lock-in): quando una delle due parti di una transazione fa un investimento specifico in quella transazione creando un potere di monopolio a favore della controparte che non ha fatto l'investimento e che in virt di ci si appropria ddi una quota di ritorno di questo. 3)Asimmetria informativa: se l'impresa ha un vantaggio informativo e pu sfruttarlo nei confronti di un contraente, questo genera un costo per la controparte. A sua volta l'esercizio della titolarit genera dei costi: 1)Derivanti dal controllo dei manager: informarsi e comunicare con soci e manager (controllarli) 2)Formazione del consenso:si devono mettere d'accordo molti soci circa le decisioni

3)Assorbimento del rischio: connesso alla rischiosit d'impresa, il quale variabile non fisso; si pu ovviarvi con diversificazione del portafoglio.