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BUSINESS OF SHOW BUSINESS – 2021

INCONTRO 3 - PENSAVO DI FARE L'ATTORE…


PREAMBOLO:
In questo incontro affronteremo concetti generali che valgono sempre e regole e norme che, invece,
sono suscettibili a cambiamenti a volte anche sostanziali. Soprattutto in questa fase storica di grandi
cambiamenti.
Prima di prendere decisioni inerenti la vostra vita economica e fiscale è bene informarsi sulla
situazione valida in quel momento e (magari) consultarsi con un esperto (commercialista, centro di
assistenza fiscale CAF)
CONTRATTO: l'accordo tra due o più soggetti (le parti del contratto) per produrre effetti
giuridici.
DUE FATTISPECIE: LAVORO SUBORDINATO e LAVORO AUTONOMO
LAVORO SUBORDINATO (DIPENDENTE): un rapporto di lavoro nel quale Il lavoratore cede
il proprio lavoro (tempo ed energie) ad un datore di lavoro in modo continuativo, in cambio di una
retribuzione monetaria, di garanzie di continuità e di una parziale copertura previdenziale.
LAVORO A TEMPO INDETERMINATO: È il contratto con cui il lavoratore si impegna, a
fronte del pagamento di una retribuzione, a prestare la propria attività lavorativa a favore del datore
di lavoro, a tempo indeterminato, cioè senza vincolo di durata. Questo tipo di contratto è la forma
comune di rapporto di lavoro, cioè la forma da utilizzare di regola per le assunzioni.
Nel 2015 e 2016 il Legislatore la cercato di incentivare i rapporti di lavoro a tempo indeterminato
riconoscendo alle aziende degli sgravi fiscali per attivarli soprattutto per i giovani. Si parla di
TUTELE CRESCENTI.

LAVORO A TEMPO DETERMINATO: E' il contratto di lavoro che prevede un termine finale,
una durata prestabilita. Può essere concluso tra un datore di lavoro o utilizzatore e un lavoratore per
lo svolgimento di qualunque tipo di mansione, può essere rinnovato fino ad un massimo di 5 volte
e comunque per una durata massima di 36 mesi. Rientrano in questa categoria i lavoratori
stagionali.
Questi contratti possono essere anche tra lavoratore e imprese di somministrazione di lavoro, (ex
agenzie interinali) quindi il lavoratore avrà un ulteriore intermediario che sarà l’effettivo datore di
lavoro. In questo modo l’impresa (utilizzatrice finale dei servizi del lavoratore) potrà aggirare il
vincolo della durata massima, delle proroghe e rinnovi.
CONTRATTO DI LAVORO PART-TIME
Può essere a tempo determinato e indeterminato e prevede un orario medio inferiore alle 40 ore
settimanali (può essere variabile a seconda delle categorie). L’orario può essere distribuito con
grandissima flessibilità: per alcune ore del giorno, per alcuni giorni della settimana, per alcuni mesi
dell’anno ma deve essere predefinito e può essere cambiato solo con l’accordo del lavoratore.
CONTRATTO DI LAVORO A CHIAMATA
E’ il contratto più flessibile in assoluto: dopo la stipula il lavoratore presta la propria opera su
chiamata e percepisce la retribuzione in proporzione alla quantità di ore prestate. La chiamata
richiede una comunicazione preventiva ed è molto usato nel settore del turismo e dello spettacolo.
CONTRATTO DI APPRENDISTATO
E’ un tipo di contratto che prevede la presenza contestuale di lavoro e formazione. La retribuzione
ridotta e la contribuzione ancora più bassa lo rendono il contratto economicamente più conveniente
per il datore di lavoro. Può essere stipulato con giovani tra i 18 e i 29 anni privi di esperienza
pregressa nel settore. Non può avere durata inferiore ai 6 mesi e dopo il primo periodo di 3/5 anni il
datore di lavoro può chiudere il rapporto con preavviso.
LAVORO A PROGETTO: Si tratta di collaborazioni coordinate e continuative in cui l’attività
prevalentemente personale è svolta senza vincolo di subordinazione nei riguardi del committente.
Si caratterizza perciò per l’autonomia del soggetto che la svolge. L’attività del collaboratore deve
essere riconducibile a uno o più progetti specifici determinati dal committente e gestiti
autonomamente dal collaboratore.
STAGE E TIROCINI
Non sono veri e propri contratti di lavoro, ma di modi per valutare candidati inesperti per introdurli
nel mondo del lavoro. Gli stage aziendali sono soggetti a vincoli numerici in seno all’azienda
ospitante.

Prima di parlare del lavoro autonomo, serve introdurre alcuni concetti:

DIFFERENZA TRA TASSAZIONE E PREVIDENZA

TASSAZIONE
IMPOSTA:
L'imposta è un tipo di tributo, ovvero una delle voci di entrata del bilancio dello Stato, costituita da
un prelievo forzato di ricchezza dal cittadino contribuente non connesso ad una specifica
prestazione da parte dello Stato o degli altri enti pubblici per servizi resi al cittadino e destinata alla
copertura della spesa pubblica.

IRPEF: L'imposta sul reddito delle persone fisiche, abbreviata con l'acronimo IRPEF, è un'imposta
diretta, personale, progressiva e generale, in vigore nella Repubblica italiana. Presupposto
dell'imposta è il possesso di redditi rientranti in una delle seguenti categorie: redditi fondiari, redditi
di capitale, redditi di lavoro dipendente, redditi di lavoro autonomo, redditi di impresa, redditi
diversi
È un'imposta progressiva, in quanto colpisce il reddito con aliquote che dipendono dagli scaglioni
di reddito, ed è di carattere personale, essendo dovuta, per i soggetti residenti sul territorio dello
Stato, per tutti i redditi posseduti, anche se prodotti all'estero.

RITENUTA DI ACCONTO: La ritenuta d'acconto è un metodo scelto dal legislatore per assicurare
il versamento delle tasse, che accolla l'onere di anticipare una parte della tassazione al cliente del
contribuente (datore di lavoro). Per quel che riguarda la meccanica, si tratta di una trattenuta sul
compenso assoggettato a tassazione corrisposto da un soggetto, denominato "sostituto d'imposta"
(datore di lavoro), nei confronti di un altro soggetto, detto "percipiente" (lavoratore)

IVA: L'imposta sul valore aggiunto, in acronimo IVA, è un'imposta applicata sul valore aggiunto di
ogni fase della produzione, scambio di beni e servizi.
Non rappresenta un costo né un ricavo e segue un percorso autonomo ritornando nelle casse dello
stato.

PREVIDENZA:
INPS: Istituto nazionale della previdenza sociale è il principale ente previdenziale del sistema
pensionistico pubblico italiano, presso cui debbono essere obbligatoriamente iscritti tutti i lavoratori
dipendenti pubblici o privati e la maggior parte dei lavoratori autonomi, che non abbiano una
propria cassa previdenziale autonoma.

ENPALS: L'Ente nazionale di previdenza e assistenza per i lavoratori dello spettacolo, dal 2011
soppresso trasferendo all'INPS le relative funzioni. Aveva il compito di ricevere e gestire i
contributi dell'assicurazione generale obbligatoria per invalidità, vecchiaia e superstiti, in favore dei
prestatori di lavoro dello spettacolo, sia che svolgevano attività subordinata, para-subordinata o
autonoma.
LAVORO AUTONOMO (PARTITA IVA): rapporto di lavoro in cui il lavoratore si obbliga a
compiere, in cambio di un corrispettivo, un'opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio
e senza vincolo di subordinazione nei confronti di un committente. Esso identifica dunque l'attività
di lavoro dei cosiddetti liberi professionisti e necessita dell'apertura di partita IVA.
PARTITA IVA: La partita IVA è una sequenza di cifre che identifica univocamente un soggetto che
esercita un'attività rilevante ai fini dell'imposizione fiscale. Il numero di partita IVA è rilasciato
dall'Ufficio dell'Agenzia delle Entrate a cui viene richiesto, indipendentemente dal domicilio
fiscale, al momento della apertura della posizione IVA.
REGIMI FISCALI (lavoratori autonomi)
REGIME ORDINARIO: nessun limite ai ricavi, prevede l’inserimento dell’IVA in fattura e la
detrazione della ritenuta d’acconto del 20%. Il versamento dell’IVA è trimestrale. Alla fine
dell’anno di dovrà fare la Dichiarazione dei redditi e, a seconda del reddito generato, si pagherà una
tassazione a scaglioni sulla differenza tra ricavi e costi documentati.
Scaglioni: 23% sotto i 15.000 euro, 27% per la parte fino a 28.000 euro, 38% per la parte fino a
55.000 euro, 41% per la parte fino a 75.000 euro, 43% per la parte oltre i 75.000 euro.
NB: questi dati e cifre possono cambiare a seconda delle norme stabilite dallo Stato.

Il regime ordinario è assoggettato a strumenti di valutazione del reddito (esempio studi di settore),
sono dei sistemi di controllo del Fisco sulle attività dei liberi professionisti. Sono calcolati medianti
analisi economiche e statistico matematiche.

REGIME FORFETTARIO: agevolazione fiscale prevista per i liberi professionisti che hanno ricavi
al di sotto dei 65.000 euro annui. La tassazione secca è del 15% e non si scaricano costi. Non è
soggetto al campo IVA E RITENUTA ACCONTO.

VECCHIO REGIME DEI SUPER MINIMI: chi avesse aderito a partire dal 2011 al vecchio regime
dei super minimi con tassazione forfettaria del 5% per i primi 5 anni di attività o fino al
raggiungimento dei 35 anni di età, potrà continuare ad utilizzarlo alle stesse condizioni.

PRESTAZIONE OCCASIONALE: Possono essere considerati lavoratori occasionali coloro che si


impegnano a svolgere un’opera o un lavoro in proprio dietro corrispettivo, senza che vi sia nessuna
forma di coordinazione o di subordinazione col committente.
E’ stata introdotta nel 2003; paletti dettati per legge:
1. non dev’essere un’attività abituale;
2. dev’essere un’attività non professionale (la somma di tutti i compensi percepiti non può
essere superiore ai 5000 euro netti in uno stesso anno solare)
3. non deve svolgersi con continuità (collaborazione con uno stesso committente non può
essere più lunga di trenta giorni in uno stesso anno solare)
4. non dev’esserci una coordinazione.
Chi si attiene ai limiti fissati per legge è esentato dal pagamento contributivo INPS, perché il
professionista occasionale non può essere considerato né un lavoratore dipendente (nessun legame
di subordinazione col committente e nessuna busta paga a fine mese) né un lavoratore autonomo
(non raggiungendo i 5000 euro netti all’anno non può essere considerato tale). Per questo motivo
non deve nulla all’ente di previdenza sociale e non ha quindi nessun diritto all’assegno di
previdenza previsto per le altre categorie.
Stando alla legge, però, chi supera i 5000 euro, è tenuto a versare i contributi solamente per la quota
che eccede tale limite.
Chi svolge un lavoro occasionale è tenuto a rilasciare la ricevuta di pagamento: quindi va fatta la
ricevuta per la prestazione occasionale, qualunque status abbia il committente del lavoro. Va
specificato che, nel caso in cui ci si trovi a svolgere un servizio per un soggetto che può essere
definito sostituito d’imposta i compensi percepiti sono soggetti al regime di ritenuta d’acconto.
NUOVI VOUCHER (PRESTO)
Nuovo strumento di pagamento del lavoro occasionale, non necessariamente regolato da un
contratto.
Per i soggetti “famiglie”
Il datore di lavoro fornisce un voucher (buono) che parte dal valore minimo di 10 euro. Di questi
circa il 20% viene trattenuto al lavoratore per la contribuzione previdenziale e assicurativa.
In particolare nei nuovi voucher ogni 10 euro lordi ci sono 1,65 euro di contributi previdenziali,
0,25 euro di premio assicurativo e 0,10 euro di oneri gestionali INPS.
Ogni 10 euro il lavoratore incassa quindi 8 euro.
Per tutti i soggetti “non famiglie”
L’importo minimo orario per il lavoratore è di 9 euro, ma si dovranno pagare almeno 36 euro
corrispondenti a 4 ore anche se le ore lavorate saranno minori. I 9 euro (netto al lavoratore) saranno
lordati del 33% di contribuzione INPS (2,97 euro ogni 9 euro), del 3,5% di premio INAIL (0,32
euro ogni 9 euro) facendo salire il costo per l’azienda a 12,41 euro ogni 9 date al lavoratore.
Limiti massimi: ogni azienda può liquidare un massimo di 5000 euro usando i nuovi voucher
sommando tutti i lavoratori. Ogni lavoratore ha il limite di 5000 euro annui, per un massimo di
2500 euro per ogni datore di lavoro. Le somme sono riferite ai netti al lavoratore e non al lordo
azienda.

ALCUNI CONCETTI FONDAMENTALI PER IL SETTORE ARTISTICO:

PAGA NETTA: La paga netta indica l’ammontare di denaro percepito effettivamente dal lavoratore
al netto (senza) delle contribuzioni fiscali e contributive.
PAGA LORDA: La paga lorda indica l’ammontare di denaro erogato dal datore di lavoro e che
comprende la paga netta del lavoratore + le contribuzioni fiscali e contributive.
DIARIA: Indennità prevista per i lavoratori che operano fuori sede volta a coprire le spese di vitto e
alloggio. Il minimo (per gli artisti) è stabilito per legge ed è di 46,48 euro. In virtù di precisi accordi
tra lavoratore e datore di lavoro può essere prevista una mini diaria nel caso in cui il datore di
lavoro di occupi di pagare vitto o alloggio.
VIAGGI: Rimborso dato al lavoratore in cambio del suo spostamento per raggiungere la sede di
spettacolo o di prove.
DIRITTO DI IMMAGINE: diritto di sfruttamento della propria immagine personale e artistica che
può essere ceduto al datore di lavoro, in cambio di un pagamento, a determinate condizioni e
secondo i limiti di legge. Non è assoggettato al pagamento della parte contributiva e può essere al
massimo del 40% rispetto ad una prestazione artistica.

INDENNITA’ DI DISOCCUPAZIONE:
NASPI: ‘NASpI’ significa ‘Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego’. Si tratta sostanzialmente
di un aiuto economico (sostegno al reddito) mensile che viene dato alle persone che hanno perso il
lavoro. Spetta, in particolare, ai lavoratori con rapporto di lavoro subordinato che abbiano perduto
involontariamente la propria occupazione.

NASpI requisiti:

• stato di disoccupazione a seguito di perdita involontaria del lavoro, con rilascio della
Dichiarazione di immediata disponibilità (DID).
• aver realizzato, nei 4 anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione, almeno 13
settimane di contribuzione contro la disoccupazione (anche quella dovuta ma non versata).
• avere almeno 30 giorni di lavoro effettivo, dunque di effettiva presenza al lavoro, a
prescindere dalla durata oraria, nei 12 mesi precedenti l’inizio della disoccupazione.

COSA VA STABILITO IN UN CONTRATTO GENERICO:


- Tipologia di lavoro
- Paga lorda (o netta)
- Ore di lavoro giornaliere
- Durata del contratto
- Eventuali obblighi extra

COSA VA STABILITO (in più) IN UN CONTRATTO ARTISTICO:


- modalità e quantità del rimborso viaggi
- modalità e quantità dell’indennizzo di trasferta (diaria)
- ove presente trasporti/logistica alberghi
- partecipazione alla promozione dello spettacolo