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1.

Definizione attività di revisione


L’attività di revisione consiste in un insieme di verifiche, strutturate secondo un
procedimento logico, sull’attendibilità sostanziale del bilancio. Cos’è l’attendibilità
sostanziale: confronto tra rilevazioni e realtà che si vuole rappresentare con riferimento ad
obbiettivi conoscitivi. Lo scopo è confrontare le informazioni contenute nel bilancio con la
realtà aziendale indagata.
2. Differenza revisione esterna ed interna (+ attività internal auditor)
Revisione esterna  verificare attendibilità flussi di informazioni tra azienda e diversi tipi di
stakeholder. Le società di revisione svolgono una pluralità di funzioni:
a. Servizi di revisione  processo metodologico per ottenere evidenze sufficienti e
pertinenti a corroborare le dichiarazioni degli amministratori dell’azienda. Duplice
obbiettivo: valutare corrispondenza con criteri prestabili e condivisi di corretta
rappresentazione ed espressione di un giudizio professionale sull’attendibilità del
bilancio.
b. Servizi di assurance  servizi prestati da professioni indipendenti per migliorare il livello
di affidabilità delle informazioni e del contesto
c. Fraud auditing
d. Altri servizi di revisione in ipotesi particolari

Revisione interna  apprezzamento attendibilità sistemi informativi. Costante nell’organigramma


delle aziende medio-grandi. L’internal auditor svolge una pluralità di attività:

 Financial auditing: revisione propriamente detta. Verifica attendibilità rilevazioni.


 Operational auditing: verifica corrispondenza tra risultati raggiunti e obbiettivi prefissati da
alta direzione. Verifica delle direzioni esecutive per attestare compatibilità comportamenti e
aspettative di risultato espresse da alta direzione
 Compliance auditing: verificare corrispondenza tra sistema delle regole applicate e
comportamenti adottati. Verifica della conformità alle normative applicabili.
 Management auditing: valutazione dell’esercizio della funzione imprenditoriale valutando
efficacia nello svolgere le proprie responsabilità. Vengono valutate le strategie proposte dal
management.
3. Definizione audit evidence, confronti tra evidenze e tipi di verifiche sulle evidenze
Audit evidence: elaborazione e valutazione evidenze raccolte
Le evidenze sono una pluralità di informazioni derivanti da una pluralità di fondi e per questo
hanno un diverso grado di persuasione. Il revisore effettua dei confronti tra le evidenze per
valutare se queste conducono alla medesima rappresentazione della realtà, e in tal caso si
dicono concordanti. Tanto più numerose, tanto più concordanti sono le evidenze, tanto più
corretta sarà la rappresentazione della realtà che forniscono.
Verifiche sulle evidenze:
 Verifiche sui controlli  verifica che il sistema dei controlli sia costantemente in grado
di monitorare l’affidabilità delle rilevazioni interne. Duplice verifica: verifica che i
controlli siano adeguati alle circostanze e verifica che i controlli siano effettivamente
operanti.
 Verifiche di dettaglio  verifiche su particolari rilevazioni per verificare che due
rilevazioni diverse conducano alla medesima realtà che le ha originate
 Verifiche di coerenza  verifica della coerenza tra rilevazioni e obbiettivi

Le evidenze possono essere ottenute tramite rilevazioni interne d’azienda, rilevazioni da


parte di terzi, osservazioni dirette da parte del revisore. È necessaria una duplice verifica: di
esistenza e di completezza. Inoltre le evidenze devono essere delimitate: delimitazione
fisica, temporale, tramite somma, tramite numerazione, tramite attestazione.

4. Legge draghi e requisiti caratteristiche poteri vigilanza consob e sanzioni società di


revisione + altre leggi italia
d.lgs 58/1998  testo unico per le disposizioni in materia di intermediazione finanziaria che
riguarda anche le società di revisione
Caratteristiche e requisiti:
 Iscrizione albo professionale e autorizzazione ministeriale
 Requisiti di professionalità in capo ad amministratori e soci
 Obbligo di copertura assicurativa per rischi professionali
 Coresponsabilità di responsabili di revisione e dipendenti che siano stati inadempienti o
abbiano cagionato danno a società conferente incarico o terzi danneggiati
 Soggezione a vigilanza consob

Compiti

 Controllo contabilità
 Espressione giudizio professionale indipendente su attendibilità bilancio
 Denuncia a collegio sindaci e consob di fatti censurabili
 Pareri di congruità dei rapporti economici in caso di operazioni straordinarie che tutelano le
minoranze

Conferimento incarico e responsabilità

 Conferimento incarico da assemblea


 Revoca solo per giusta causa
 Durata triennale con possibilità di rinnovo se viene sostituito responsabile revisione
 Compensi determinati da assemblea sulla base di criteri consob
 Necessaria approvazione consob

Poteri di vigilanza consob

 Chiedere dati e documenti


 Effettuare ispezioni
 Suggerire procedure e principi contabili
 Disporre cancellazione società di revisione da albo

Sanzioni società di revisione

 Falsità di relazioni e comunicazioni da 1 a 5 anni


 Corruzione revisori da 1 a 5 anni
 Illeciti rapporti patrimoniali con società revisionate da 1 a 3 anni
 Illeciti compensi ai revisori da 6 mesi a 3 anni

d.lgs 231/ 2001  responsabilità enti pubblici illeciti amministrativi che derivano da reato
d.lgs 6/2003  novità per società per azioni che possono optare per modelli di governance
alternativi

d.lgs 262/2005  novità in termini di responsabilità e ampiezza attività di revisione che si estende
alle società non quotate che controllano società con azioni quotate

5. Principi internazionali
I principi internazionali sono emanati dalla commissione dell’IFAC (international federation of
accountants) chiamata IAASB (international auditing assurance standard board) e sono raccolti
collettivamente nell’International auditing assurance and ethics pronouncements):
 Principi generali internazionali ISA
 Principi applicativi ISA, IAPS
 Principi internazionali per revisioni limitate (ISRE)
 Principi di revisione applicabili ai servizi di assurance e di attestazione ISAE
 Principi di revisione applicabili agli incarichi speciali (ISRS)
 Principi di revisione sul controllo qualità (ISQC)

Incarichi professionali:

 Auditing engagements  incarichi su dati di bilancio


 Review engagements  incarichi su dati di bilancio storici
 Altre assurance  assurance diverse da quelle degli ISA e degli ISRE
 Non assurance services  servizi prestati da revisori ai loro clienti che per la loro
natura non possono rientrare in una relazione di assurance

Definizione di assurance  il revisore valuta un oggetto di controllo di cui è responsabile un terzo


attraverso un engagement process cioè con competenze specifiche e capacità di base al fine di
fornire all’utilizzatore finale un determinato livello di assurance.

5 caratteristiche che definiscono un incarico di assurance:

 3 parti revisore responsabile informazione oggetto di controllo e utilizzatore finale


 Oggetto di controllo
 Criteri di riferimento adeguati
 Sufficienti e appropriati elementi di evidenza
 Forma scritta appropriata ad una relazione di assurance
6. Principi nazionali
 Documento 100  principi relativi all’indipendenza del revisore (2 servizi: servizi di
revisione cioè attività di controllo di conti consolidati e conti infrannuali e servizi di
attestazione cioè attività revisore che valuta un certo elemento per fornire all’utilizzatore
finale un certo grado di affidabilità di questo elemento
 Documento 118  pubblicità relativa ai corrispettivi della società di revisione e dei
servizi diversi dalla revisione (servizi diversi che hanno ad oggetto dati contabili ed
extracontabili)
 I principi nazionali sono emanati dalla commissione nazionale dei dottori commercialisti
e degli esperti contabili sono simili agli isa tranne che per l’impostazione dei documenti
e sono rivisti più volte dalla consob per le società quotate. In mancanza di principi
nazionali di riferimento ci si rifà ai principi internazionali.
7. Principi usa
 Principi di revisione SASs
 Principi di attestazione SSAE
 Principi per compilazioni e revisioni limitate SSARS
 Principi contabili sul controllo qualità SQCS

Incarichi professionali:

 Assurance services  servizi offerti da professionisti indipendenti, chiamati CPA, che


migliorano il livello di affidabilità delle informazioni e del contesto
 Attestation services  i CPA formulano una relazione circa l’attendibilità dichiarazione
scritta di terzi
 Auditing  i CPA verificano l’attendibilità del bilancio redatto dal management e la sua
conformità ai principi generalmente accettati
 Incarichi speciali  compilazioni e revisioni limitate soggette ai principi SSARS

Differenza tra attestation e auditing: oggetto  attestation dichiarazione scritta, auditing bilancio

Differenza tra attestation e assurance: intended users  assurance responsabile oggetto di


controllo attestation no; practitioner incaricato  attestation CPA, assurance non può essere CPA

8. Principi di revisione generalmente accettati


 Principi generali  sanciscono che il revisore deve avere competenze tecniche e
conoscenze specifiche e che deve agire con diligenza professionale e indipendenza
 Principi relativi al lavoro sul campo  necessaria pianificazione del lavoro, costante
supervisione degli assistenti e comprensione sistema di controllo interno. Inoltre è
necessario che le evidenze ottenute tramite ispezione, richiesta di conferma e
osservazione diretta permettano di fondare il giudizio su una base ragionevole
 Principi relativi alla predisposizione della relazione  la relazione deve indicare se il
bilancio è conforme ai principi contabili generalmente accettati, indicare se non è
conforme ai principi generalmente accettati nel periodo corrente rispetto a quello
precedente, le note esplicative devono essere considerate ragionevolmente adeguate. Il
revisore deve formulare un proprio giudizio e motivare l’impossibilità di esprimerlo.
Deve indicare il carico del proprio lavoro e il grado di responsabilità che si sta
assumendo nell’eseguirlo.
9. Principi contabili ai fini della revisione
Il revisore deve verificare:
 Che siano applicati i principi contabili generalmente accettati
 Che i principi applicati siano adeguati alle circostanze
 Che il bilancio compresa la nota integrativa contenga informazioni adeguate
 Che le informazioni contenute a bilancio siano classificate e sintetizzate in modo
ragionevole
 Che il bilancio rappresenti in modo attendibile la situazione patrimoniale, il risultato
della gestione e il flusso di cassa

I postulati IAS/IFRS devono rappresentare:


 Un quadro fedele (rappresentare in modo corretto e veritiero situazione patrimoniale,
economica e finanziaria
 Attendibilità sostanziale
 Significatività e rilevanza informazioni (devono essere verificare solo le informazioni che hanno
un effetto rilevante su dati contabili e processo decisionale destinatari)
 Verificabilità (le informazioni patrimoniali economiche e finanziarie devono poter essere
verificate tramite un indipendente ricostruzione del processo)
10. Processo di revisione (fasi)
 Pianificazione  indagini per verificare che non vi sia rischio inerente (bilancio inficiato
da errori significativi) e definizione di una strategia generale di revisione
Attività svolte in questa fase:
o Analisi condizioni economiche generali
o Esame settore in cui opera
o Apprezzamento attività e organizzazione dell’azienda
o Analisi preliminare bilancio
o Valutazione caratteristiche sistema controllo interno e apprezzamento qualità
ambiente di controllo
o Definizione strategia generale

Alla conclusione della fase di pianificazione vengono individuate le componenti


elementari di bilancio che necessitano di particolari verifiche, stima dell’entità del
lavoro, delimitazione ampiezza e tipologia dei sondaggi e le aree critiche e
predisposizione di un budget analitico dei tempi e dei soggetti coinvolti.

 Programmazione  fase in cui viene redatto il programma delle verifiche


2 momenti:
o Valutazione caratteristiche disegno e funzionamento controlli interni in
particolare verifica adeguatezza formale ed effettivo funzionamento controlli
specifici insiti nel sistema amministrativo contabile e direttamente correlati alla
formazione dei valori di bilancio
o Analisi comparativa bilancio oggetto di verifica: individuazione inesatte
grandezze e valori non convincenti

Al termine della fase di programmazione viene formalizzato un programma delle verifiche da


effettuare e predisposto un budget preliminare dei tempi e della ripartizione del lavoro.

 Esecuzione  vengono messe in atto le verifiche risultanti dalla fase di


programmazione
Procedure di verifica: per cicli operativi anche nel corso dell’esercizio, per saldi finali solo
alla chiusura dell’esercizio
 Espressione del giudizio  la fase finale consiste nell’espressione di un giudizio
professionale indipendente sull’attendibilità del bilancio. Il giudizio può essere positico
negativo con rilievi o impossibile e in tal caso dovrà essere redatta una dichiarazione di
impossibilità. Il revisore deve anche verificare la coerenza tra relazione di gestione
bilancio d’esercizio e bilancio consolidato. La raccolta delle evidenze termina solo
quando il revisore ottiene campioni di osservazioni sufficienti per avere fiducia nella
realtà apprezzata. Inoltre il revisore deve valutare anche il livello di rischio residuale che
non deve superare una certa soglia.
11. Sfide attuali società di revisione
 Finalizzazione dell’economia
 Operatività globale delle imprese
 Competitività di prezzo tra le società di revisione
 Domanda di fraud auditing
 Cambiamento nei principi di riferimento IAS/IFRS per società quotate e banche
 Importanza crescente elementi di forward looking
 Sensibilizzazione investitori per informazioni non soggette a revisione
12. Evoluzione storica revisione
13. Organi di controllo
Gli organi di controllo vigilano sul rispetto degli obblighi di legge, dei principi di corretta
amministrazione e sull’adeguatezza del sistema amministrativo contabile. Due tipi di organi:
organi interni che rilevano tempestivamente comportamenti scorretti e disfunzioni e organi
esterni come i revisori legali che vigilano sui diritti dei portatori di interesse (stakeholder)
14. La questione etica
Per quanto riguarda l’agire etico del revisore le norme di riferimento sono contenute nel Code
of Ethics Professional Accountants che è composto da due parti:
 Parte A: principi di etica fondamentali e concetti guida applicabili in caso di
identificazione di minacce ai principi di etica fondamentali, valutazione rilevanza
minacce e misure da adottare per ridurre e rimuovere minacce.
Principi di etica fondamentali:
o Principio di indipendenza
o Integrità morale  il revisore deve essere trasparente e corretto
o Obbiettività  non deve farsi influenzare da conflitti di interessi o
condizionamenti
o Diligenza e competenza professionale  deve mantenere le proprie competenze
sempre aggiornate per fornire al cliente un servizio professionale adeguato
o Riservatezza  non può divulgare informazioni deve mantenere il segreto
professionale e non può usare informazioni a favore proprio o di terzi
o Professionalità  agire nel rispetto di norme e regolamenti
 Parte B: situazioni da cui possono scaturire minacce al rispetto dei principi di etica
fondamentali:
o Self interes: minaccia dovuta al rischio che un interesse influisca sul
comportamento e il giudizio del revisore
o Self review: minaccia dovuta al rischio che il revisore non analizzi con criticità il
lavoro precedente svolto da egli stesso o da un terzo appartenente alla stessa
firma
o Advocacy: minaccia dovuta al rischio che il revisore nel promuovere un’azione
per il cliente comprometta la sua obbiettività
o Familiarity: minaccia dovuta al rischio che il revisore sia tollerante e permissivo in
virtù di un lungo e stretto rapporto di collaborazione
o Intimidation: minaccia dovuta al rischio che il revisore comprometta la propria
obbiettività per pressioni da parte di terzi

Misure da adottare:

 Misure previste da legge, normative e standard professionali


 Misure adottabili direttamente dalla società
15. Indipendenza
Fattore implicito dell’agire etico del revisore. Autonomia e integrità sono fattori necessari
perché il lavoro del revisore sia valutato di valore e gli sia riconosciuta capacità di giudizio.
L’indipendenza è un fattore cruciale per mitigare le asimmetrie informative tra management e
stakeholder. Il revisore è soggetto ad un albo speciale basato su norme giuridiche e su principi
professionali ed etici. Dal lato della legislazione sono definite le circostanze in cui il revisore non
è indipendente, cioè in presenza di:
 Rapporti di lavoro e commerciali
 Rapporti familiari o personali
 Funzioni direttive e di controllo
 Prestazioni di non audit services
 Cause in corso
 Durata incarico
 Compensi

Il revisore deve mantenere 3 tipi di indipendenza:

 Indipendenza formale  indipendente a situazioni oggettive (rapporti contrattuali o


partecipazioni con società revisionata, rapporti familiari o personali o cariche rivestite da
soci, amministratori, revisori, dipendenti società di revisione)
 Indipendenza sostanziale  stato mentale di indipendenza il revisore deve agire con
scetticismo professionale, essere imparziale e corretto senza agire per interessi diretti o
indiretti nella società che ha conferito l’incarico
 Indipendenza apparente  il revisore nonostante sia convinto della propria indipendenza
deve rinunciare all’incarico qualora sia considerato non indipendente da parte del pubblico
16. Indipendenza italia
d.lgs 39/2010  il revisore e la società di revisione non devono accettare l’incarico qualora vi
siano rapporti commerciali, di lavoro, personali, familiari o di qualsiasi entità diretti o indiretti
con la società revisionata. Qualora sia compromessa l’indipendenza bisogna adottare misure
idonee per ridurre o eliminare tale minaccia, qualora queste misure siano carenti bisogna
rinunciare all’incarico. L’art. 10 del d.lgs 39/2010 stabilisce:
 L’obbligo per il revisore di individuare tempestivamente le minacce all’indipendenza
 L’obbligo di documentare nelle carte di lavoro situazioni che minacciano l’indipendenza
e misure adottate per ridurle
 Divieto per gli amministratori di intervenire nell’attività di revisione se compromette
indipendenza e obbiettività
 Disciplina che stabilisce compensi società di revisione
 Assenza di correlazione tra compensi dipendenti società revisione e risultati ottenuti con
revisione
 Rinvio a principi indipendenza e obbiettività emanati e approvati da ministero economia
e finanza

Art. 13  durata revisione a 3 anni senza limiti a successivi rinnovi purchè di durata
triennale, novità per quanto riguarda nomina società di revisione e revisori

Art 17  delega la consob a stabilire procedure per individuare ed eliminare minacce,


definisce i servizi che soci amministratori dipendenti componenti organi di controllo ecc
non possono svolgere per enti di interesse pubblico, definisce durata revisione per enti di
interesse pubblico a 9 esercizi per società di revisione e 7 per revisori, stabilisce che il
responsabile della revisione negli enti di interesse pubblico non può essere lo stesso per più
di 7 esercizi e lo stesso non può svolgere nuovamente l’incarico neanche per conto di
un’altra società di revisione se non sono passati 2 anni dalla cessazione dell’incarico.

Art 18  impone per revisori e società di revisione obbligo di pubblicazione su sito internet
di relazione di trasparenza entro 3 mesi di ogni esercizio sociale.

17. Indipendenza usa


I revisori sono dotati di public responsability e svolgono una funzione di watch dog sulle
società quotate. Il ruolo dei revisori è molto importante per l’investimento che il mercato fa
nelle società. A volte le società quotate assumono le società di revisione quindi i revisori
saranno pagate da queste e nasce così un conflitto di interesse, risolto con il sarbanes oxley act
(2002) che prevede la separazione dell’attività di consulenza dall’attività di revisione per una
stessa società di revisione che agisce per una stessa società quotata. Divieto assoluto per il
revisore di essere consulente per il cliente. Il revisore non deve svolgere:
 Bookkeping
 Financial information system implementation or design
 Management function or human resources
 Internal audit outsourcing services
 Broker or dealer, investment adviser or investment banking services
 Legal services or expert services unrelated to audit
 Any other services that the board considered, by regolation, is impermissible

L’act dice che il board può prevedere delle eccezioni. Eccezioni e servizi non nella lista devono
essere approvati dall’audit committee e resi noti al pubblico tramite relazioni periodiche aziendali.
Un altro provvedimento per migliorare il livello di indipendenza è l’audit partner rotation cioè le
società quotate devono cambiare revisore ogni 5 anni fiscali. Le società di revisione non possono
svolgere servizio per le società quotate quando il CEO il CAO o il CFO o qualsiasi altro membro
dell’alta direzione in forze presso la società quotata hanno prestato servizio presso la società di
revisione o abbiano in qualche modo partecipato alla revisione della società quotata nel periodo di
un anno dall’inizio della revisione. Devono essere comunicate tempestivamente all’audit
committee: prassi contabili controverse o critiche che si intende adottare, possibili trattamenti delle
informazioni finanziarie nell’ambito dei GAP che sono stati discussi con il management, ogni
discordia contabile tra management e revisori e ogni comunicazione scritta tra management e
revisori.
18. Diligenza professionale
Il concetto di diligenza professionale è definito nel code of ethics professional accountants che
ci dice che revisori e collaboratori devono mantenere le proprie conoscenze aggiornate per
garantire al cliente un servizio professionale adeguato e agire sempre in conformità di standard
professionali ed etici. Gli ISA 200 dicono che il revisore deve esprimere un giudizio
professionale e agire con scetticismo professionale. Giudizio professionale  applicare
conoscenze e competenze acquisite a fatti e circostanze, e il giudizio professionale deve essere
suffragato da un ragionevole grado di convincimento. Scetticismo professionale  accettare le
dichiarazioni come veritieri e dati contabili e scritture contabili come autentiche. La diligenza
deve essere commisurata alla complessità dell’incarico, il revisore deve valutare se dispone di
capacità adeguate ad eseguire l’incarico, deve pianificare il lavoro e definire una strategia.
Elementi di giudizio:
 Ampiezza del lavoro necessario al conseguimento degli obbiettivi di revisione
 Possibilità di utilizzare tecniche e strumenti informatizzati
 Complessità, numerosità e significatività contenuti a cui sono applicate le procedure di
revisione
 Adeguatezza e correttezza processi di controllo risk management e corporate governance
 Possibili errori, irregolarità

Molto importante per il requisito della diligenza è la riservatezza che deve essere mantenuta
durante lo svolgimento dell’incarico ma anche con la cessazione del rapporto professionale. Le
informazioni non devono essere usate per scopi estranei o non pertinenti all’audit. La divulgazione
è concessa solo se consentita dal cliente o prevista per obbligo di legge.

Molto importante è anche il controllo qualità che è agevolato dalle carte di lavoro che
documentano l’attività e dalla codificazione delle procedure. Controlli interni su base nazionale:
verifiche incrociate a posteriori tra gli uffici nazionali, periodici una volta all’anno. Controlli interni
nell’ambito del network di appartenenza: controllo incrociati interoffice su scala internazionale ogni
2/3 anni. Controlli esterni svolti da soggetti come consob e ministro economia e finanze.

19. Responsabilità revisore


Il revisore è responsabile nei confronti della legge ma anche professionalmente nei confronti di
organi e associazioni.
Responsabilità civile  negligenza del revisore, condanna: risarcimento danni
Responsabilità penale  d.lgs. 39/2010 norma di riferimento per revisore legale dei conti
Responsabilità professionale  art 9 d.lgs 39/2010 norme di deontologia professionale, segreto
professionale e riservatezza
20. Expectation gap
L’attività di revisione si sostanzia nella pianificazione ed esecuzione di verifiche per valutare
l’attendibilità sostanziale del bilancio. Per via di limiti connaturati all’attività di revisione il
revisore esprime un giudizio positivo avendo agito con diligenza nonostante vi siano degli
errori che non sono stati individuati. Tali limiti devono essere divulgati al pubblico perché esiste
un divario fra le aspettative del pubblico e le reali finalità e possibilità della revisione contabile.
 Gap nella portata della revisione  da un lato miglioramento comunicazione per
trasmettere limiti e portata revisione quando siamo in presenza di attese impossibili da
realizzare e dall’altro ampliamento gamma servizi offerti quando siamo in presenza di
attese ragionevolmente realizzabili
 Gap nella qualità della revisione  da un lato abbiamo miglioramento qualità servizi
offerti quando vi sono reali carenze dei servizi prestati e dall’altro miglioramento
comunicazione per trasmettere effettiva qualità servizi prestati quando siamo in
presenza di carenze percepite nella qualità dei servizi
21. Attendibilità informazioni
Scopo primario di ogni organizzazione sono gli obbiettivi di economicità, attendibilità sistemi
informativi e conformità alle norme. L’attendibilità delle informazioni è il grado di correttezza
con cui le informazioni forniscono un’adeguata rappresentazione della realtà. Le informazioni
sono significative quando confrontate con altri dati conducono alla medesima
rappresentazione della realtà  concordanti. Sono attendibili anche quando vi è numerosità
dei confronti. Le evidenze possono essere rilevate con rilevazioni interne d’azienda, con
rilevazioni da parte di terzi indipendenti, con osservazione diretta del revisore. L’indipendenza
del terzo è fondamentale e il revisore deve verificarne l’indipendenza tramite richiesta di
conferma e ricezione di informazioni direttamente dal terzo. Molto importante per
l’attendibilità delle informazioni è la delimitazione di queste. Delimitazione fisica, temporale,
tramite somma, tramite numerazione. Alcune informazioni non sono delimitabili: garanzie
prestate e ricevute non transitanti nel sistema bancario, informazioni su contenziosi in corso o
decisioni aziendali con rilevante impatto economico-finanziario. Per il revisore esterno le
informazioni non sono facilmente accessibili possono essere recepite tramite richiesta al
personale. Una soluzione può essere la lettera di attestazione che è una dichiarazione di
completezza redatta dal legale rappresentante dell’azienda. Due tipi di attestazioni: indicazione
consapevolezza responsabilità amministratori che hanno redatto bilancio e dichiarazione di
completezza informazioni fornite al revisore. Lettera di attestazione documento imprescindibile
che deve essere sottoscritto e ottenuto entro il termine delle verifiche e prima della stesura
della relazione.
22. Assertions
Le assertions sono gli obbiettivi particolari di attendibilità che si suddividono in
 6 obbiettivi correlati alle transazioni
o Esistenza: confronti per verificare che un insieme di informazioni abbia un
riscontro con altre informazioni che ne sono il presupposto, confronti per
verificare che le rilevazioni rappresentino operazioni effettivamente avvenute
o Completezza: confronti per verificare che un insieme di informazioni sia
completo rispetto ad altre informazioni che ne sono il presupposto, verificare le
operazioni siano state contabilizzate
o Accuratezza: confronti per verificare che un insieme di informazioni rilevi
determinati attributi secondo correttezza dal punto di vista del calcolo
aritmetico, verificare che prezzi e quantità unitari di ogni singola transazione sia
coerente con prezzi e quantità unitari rilevati dal sistema informativo in altri
momenti, e che il totale delle transazioni sia aritmicamente corretto e non
presenti errori di calcolo
o Classificazione: confronti per verificare che un insieme di informazioni sia
correttamente classificato, le informazioni devono essere classificate al momento
della rilevazione
o Tempistica: confronti per verificare che un insieme di informazioni sia imputato
correttamente all’esercizio di competenza (per quanto riguarda l’acquisto di beni
la data di contabilizzazione corrisponde alla data del trasferimento giuridico
della proprietà, per quanto riguarda la fornitura di servizi coincide con la data di
fattura e per quanto riguarda la movimentazione finanziaria coincide con la data
del trasferimento dei fondi
o Imputazione e sommarizzazione: confronti per verificare che un insieme di
informazioni sia imputato e sommato in contabilità e che ogni transazione
confluisca nei conti di riepilogo e nei rispettivi tabulati di riferimento e che i
totali sono elaborati correttamente
 3 obbiettivi correlati ai saldi finali
o Valutazione: confronti per verificare che un insieme di informazioni sia valutate
con corretti principi economici di attribuzione del valore
o Diritti e obblighi: confronti per verificare che un insieme di informazioni
rappresenti correttamente diritti e obblighi giuridici connessi alle operazioni
aziendali
o Presentazione e informativa: confronti per verificare che i valori iscritti a bilancio
siano corretti
23. Tipi di confronti
Confronti di dettaglio (test-details)  confronti con lo scopo di verificare l’uguaglianza di due
rilevazioni relative allo stesso accadimento economico ma rilevate in circostanze diverse e con
metodi di rilevazione diversi (molto efficaci poco efficienti)
Confronti di coerenza (analytical review)  confronti con lo scopo di verificare coerenza tra due
rilevazioni nelle quali sono formulate attese di rilevazioni di grandezze che non devono
discostarsi troppo dalle rilevazioni di grandezze già conosciute
24. Requisiti sistema organizzativo e test sui controlli
I test sui controlli consistono in un insieme di confronti per verificare se i controlli interni sono
costantemente in grado di monitorare l’attendibilità delle rilevazioni prodotte internamente.
Duplice verifica: verifica che il processo di controllo sia adeguato alle circostanze, e verifica che
sia effettivamente operante rispetto a quanto dichiarato.
Capisaldi organizzativi funzionali al conseguimento di un livello accettabile di attendibilità del
sistema informativo:
 Separazione compiti, un processo non deve essere gestito da un singolo soggetto.
Fasi:
o Autorizzazione  il soggetto che autorizza una certa attività non deve essere lo
stesso che gestisce l’esecuzione della stessa
 Generale: criteri generali di autorizzazione per quelle attività che
vengono eseguite senza bisogno di specifiche autorizzazioni
 Specifica: ogni transazione deve essere autorizzata in modo specifico
o Esecuzione: nessun soggetto deve trovarsi in una situazione tale da alterare
significativamente il sistema informativo
o Controlli successivi: eseguiti in forma indipendente da soggetti distinti
 Processi di comunicazione: la separazione dei compiti impone la necessità di regolare i
flussi di informazioni tra i diversi operatori in forma appropriata corretta e con la giusta
tempistica
 Processi informatizzati: condizionati da elementi che determinano clima e ambiente
organizzativo in cui operano le persone
o Equilibrio tra ruoli responsabilità autorità
o Sistemi di incentivi
o Equilibrio tra ruoli e competenze
o Stile di direzione
o Integrità della direzione
25. Controlli organizzativi e informativi
26. Verifica attendibilità bilancio
Nelle verifiche di attendibilità del bilancio dobbiamo porre specifica attenzione sugli obbiettivi
particolari di attendibilità:
 Corretta valutazione dei saldi secondo principi contabili di riferimento
 Corretta rappresentazione diritti e obblighi giuridici
 Corretta presentazione e informativa delle operazioni di gestione effettuate e cicli
operativi correlati alle note esplicative che corredano il bilancio

Il revisore deve confrontare le informazioni contenute a bilancio con la realtà aziendale che intende
rappresentare e confrontare le informazioni con le evidenze raccolte dal sistema contabile
sottostante

27. Modello dei cicli operativi


Il modello dei cicli operativi ci permette di ordinare la raccolta di informazioni, i cicli sono una
sequenza ordinata di operazioni innescate da un’operazione matrice che da il via al ciclo.
4 cicli fondamentali:
 Ciclo acquisti  operazioni finalizzate all’acquisizione di beni funzionale alla produzione
economica
 Ciclo vendite  operazioni finalizzate alla cessione di beni derivanti dalla produzione
economica aziendale
 Ciclo di trasformazione fisico-tecnica  operazioni finalizzate alla produzione di beni
per la cessione sul MKT
 Ciclo monetario o di tesoreria  operazioni finalizzate ad assicurare l’equilibrio
economico di impieghi e fonti finanziarie derivanti da investimenti e operazioni di
finanziamento volte alla formazione di surplus o decifit di liquidità

Vi è la necessità di valutare anche i valori relativi a cicli non conclusi nel periodo
amministrativo di riferimento (crediti e debiti di regolamento, rimanenze, immobilizzazioni
materiali), tali entità vanno sommate alle consistenze finali dei fondi liquidi.

Le verifiche sull’attendibilità del bilancio si fondano su:

 Controlli continuativi (controllo periodici)


 Controlli a fine esercizio (controlli di chiusura)
Da questi derivano due tipi di verifiche final e interim audit

28. Le aree critiche  aree di bilancio che hanno elevata probabilità di presentare errori significativi
e cicli operativi che hanno elevata probabilità di presentare errori rilevanti monetariamente
Cosa fare:
 Individuare situazioni da cui scaturiscono questi errori
 Individuare rilevanza monetaria errori
 Verificare controlli eseguiti da azienda per ridurre o eliminare errori
 Progettare ed eseguire test di dettaglio a campione sulle aree di bilancio e processi
operativi ritenuti critici

Quindi è obbiettivo del revisore proporre controlli/confronti chiave che l’azienda può
mettere in atto per conseguire gli obbiettivi particolari di attendibilità.

Il revisore deve valutare disegni delle procedure di controllo interno e funzionamento


procedure se queste sono carenti dovrà effettuare dei test di dettaglio a campione.

29. Il modello del rischio di revisione


L’attività di revisione è un’attività eseguita a campione caratterizzata da una qualche probabilità
(rischio ineliminabile) che il revisore esprima un giudizio positivo sul bilancio anche se questo
non è rappresentazione attendibile della realtà economica oggetto di indagine.
AR = IR X CR X DR
Il revisore deve svolgere la propria attività cercando di minimizzare il rischio di revisione ovvero
che il bilancio sia inficiato dalla presenza di errori significativi.
Il rischio di revisione si basa su due parametri:
 Natura probabilistica del giudizio del revisore
 Significatività degli errori  gli errori sono significativi quando fuoriescono da intervalli
di oscillazione definiti dal revisore sulla base di criteri stabiliti di errore massimo
tollerabile

Il rischio di revisione è complementare al grado di convincimento, quest’ultimo deve essere


tale da rendere ad un livello accettabile il rischio di revisione.

Il rischio di revisione deve essere sufficientemente basso mentre il grado di convincimento


assai elevato.

Le società di revisione utilizzano soventi il 5%2 come errore massimo per il rischio di
revisione

Il rischio di revisione dipende da due categorie:

 Material misstatement (rischio di errori materiali)  rischio che i valori di bilancio


siano inficiati da errori tali da alterare in modo significativo la situazione
patrimoniale economica e finanziaria
 Detection risk  rischio di non individuare il rischio di errori materiali

Il rischio inerente  attitudine di una classe di valori a presentare errori significativi

2 situazioni di rischio:
 Situazione di oggettiva difficoltà a pervenire ad una determinazione quantitativa attendibile
derivante da condizioni interne d’azienda ed esterne d’ambiente come condizioni
macroeconomiche, condizioni di settore, condizioni d’azienda
 Situazione soggettiva che deriva da:
o Situazione che determina opportunità di alterare i valori di bilancio. Rischi correlati:
 Operativi: rischio che la redditività fluttui in modo imprevisto
 Finanziari: rischio di solvibilità di breve termine
 Di mercato: rischio di variazioni di prezzo di mercato
 Tributari: rischi legati al prelievo fiscale
 Sociali: rischi di manifestazioni sociali ostili all’impresa
o Integrità del management: propensione alla volontaria manipolazione interessata
dei valori di bilancio da parte del management

Rischio di controllo  rischio che il sistema di controllo non sia in grado di individuare la presenza
di errori significativi

Sistema di controllo interno – meccanismi e procedure suggeriti dall’alta direzione per il


conseguimento degli obbiettivi aziendali  operations: efficacia nel conseguimento degli obbiettivi
aziendali ed efficacia operativa, reporting: attendibilità dati, compliance: conformità alle normative

5 elementi del sistema di controllo interno:

 Ambiente di controllo: insieme di controlli generali per dare affidamento all’organizzazione


aziendale, politiche azioni e procedure per riflettere attitudine alta direzione e responsabili
unità organizzative
 Sistema informativo: il sistema informativo deve avere caratteristiche tali da soddisfare gli
obbiettivi conoscitivi con riferimento tanto alle transazioni quanto ai saldi
 Processi di controllo:
o Corretta separazione compiti
o Adeguata autorizzazione di tutte le operazioni
o Corretta documentazione e registrazione operazioni
o Controlli fisici su beni e registrazioni
o Controlli indipendenti sulle prestazioni effettuate
 Valutazione rischio di gestione: capacità dell’alta direzione di identificare situazioni di
rischio di gestione che possono minare l’attendibilità del bilancio e controlli ad hoc per
eliminare tali situazioni
 Monitoraggio: verifiche continue e periodiche sull’efficacia dei disegni dei controlli interni e
dell’effettivo funzionamento degli stessi e valutare se siamo in presenza di controlli operanti
o aderenti
o Operanti: si agisce seguendo obbietti formulati
o Aderenti: si agisce aderentemente ai cambiamenti che intervengono nella realtà
operativa

Rischio di individuazione  rischio che il revisore non individui la presenza di errori significativi che
non sono stati individuati dal sistema di controllo interno
 Rischio di campionamento: l’errore non viene individuato per via della selezione di un
campione che non è rappresentativo della condizione di rischio della popolazione
esaminata
 Rischio di non campionamento: l’errore non viene individuato per negligenza del revisore
nella pianificazione ed esecuzione delle verifiche
30. Significatività errori
Il giudizio del revisore dipende da due parametri:
 Grado di convincimento
 Livello di significatività del giudizio

La significatività degli errori può essere:

 Quantitativa  siamo in grado di ragionare in termini di soglie percentuali/monetarie di


errore massimo tollerabile, l’errore è significativo quando fuoriesce da intervalli di
oscillazione definiti dal revisore sulla base di criteri di errore massimo tollerabile prestabili
 Qualitativa  non siamo in grado di ragionare in termini di soglie percentuali/monetarie di
errore massimo tollerabile, gli errori significativi qualitativamente non sono rilevanti
quantitativamente bensì qualitativamente determinano situazioni critiche
31. Overall materiality e account level materiality
Overall materiality  determinazione di un livello di materialità preliminare con riferimento ad
aggregati di sintesi del conto economico e dello stato patrimoniale (determinazione di livello
percentuali, non vi è una determinazione generale ma si menziona la regola del 5-10% cioè gli
errori sopra al 10% sono significativi quelli sotto al 5% non materiali e quelli tra il 5 e il 10%
sono aree di incertezza che vanno approfondite. Qualora il bilancio presenti delle anomalie si
rende necessaria una rivisitazione dei limiti di materialità, in particolare:
 Rideterminazione di livello percentuali di errore massimo
 Normalizzazione aggregati di bilancio
 Non rilevanza limiti di significatività riferiti ai singoli aggregati

Account level materiality  allocazione livelli di significatività alle singole classi di valori
L’errore massimo tollerabile deve essere suddiviso tra le classi che lo compongono

Tanto maggiore è l’errore massimo tollerabile tanto minore sarà l’estensione delle verifiche da
effettuare e viceversa

Tanto maggiore è l’errore massimo tollerabile tanto minore è l’affidabilità dei sistemi di controllo
interno

Criteri di determinazione dei limiti di significatività per le singole classi di valori (significatività
quantitativa)

 L’ammontare dell’errore massimo tollerabile allocati ai conti appartenenti ad un certo


aggregato deve essere coerente con l’ammontare di materialità allocato allo stesso
aggregato
 L’allocazione dell’errore massimo tollerabile ai singoli conti deve tenere in considerazione le
caratteristiche dei medesimi
 Sussiste un limite massimo ragionevole di errore alla significatività allocata ai singoli conti
Significatività qualitativa:

 Accertamento di irregolarità non rilevanti dal punto di vista quantitativo che costituiscono
illeciti o riflettono l’assenza di integrità del management
 Sussistenza obbligazioni contrattuali che richiedono il rispetto di taluni vincoli minimi per i
valori di bilancio
 Accertamento errori non rilevanti dal punto di vista quantitativo che dal punto di vista
qualitativo comportano inversione del target o di segno
32. Processo di revisione e fasi in dettaglio
Fasi processo di revisione:
1. Accettazione e mantenimento incarico
2. Pianificazione
3. Programmazione
4. Verifiche di sostanza
5. Valutazione errori e proposta aggiustamenti
6. Espressione giudizio
1. Aspetti da valutare per accettazione incarico:
 Grado di rischiosità cliente
 Capacità adeguata a svolgere l’incarico in modo professionale
 Indipendenza personale
 Redditività incarico

Il grado di rischiosità può essere:

 Elevato  elevata probabilità per il cliente di cadere in contenziosi


 Gestito
 Normale  business favorevoli, competenza e integrità management, risorse
finanziarie adeguate

La capacità a svolgere l’incarico viene valutata verificando la disponibilità di competenze tecniche e


capacità specifiche di settore che permettono di svolgere il lavoro in modo ottimale.

Per quanto riguarda l’indipendenza del personale invece, questo dovrà compilare e tenere
aggiornato un documento che presenta rapporti patrimoniali, economici e finanziari con il cliente.

Condizioni per accettazione incarico e modi per valutare potenziale cliente:

 Analisi economica e finanziaria delle informazioni disponibili


 Indagini presso banche e legali per verificare integrità management
 Scambio di informazioni con precedente attestatore
 Valutazione rischio di business e rischio di revisione
 Valutazione convenienza economica

Condizioni per mantenere l’incarico:

 Valutazione grado rischiosità cliente


 Analisi variazioni in compagine sociale e management
 Analisi delle modificazioni di situazione patrimoniali, economiche e finanziarie nel corso
dell’esercizio

Prima del conferimento dell’incarico revisore e società cliente devono accordarsi su tempi e
modalità di svolgimento delle verifiche. Il conferimento dell’incarico deve essere fatto
dall’assemblea che determina il compenso su proposta dell’organo di controllo. L’accettazione
formale dell’incarico viene fatta con predisposizione e sottoscrizione da parte del revisore della
lettera di incarico.

2. Pianificazione
Obbiettivo  definire una strategia che permetta al revisore di raggiungere in modo efficace
ed efficiente un grado ragionevole di convincimento sull’attendibilità del bilancio
Tale strategia deve essere in grado di:
 Ridurre il rischio di errore materiale entro un livello accettabile
 Permettere l’effettuazione delle verifiche a costi ragionevoli
 Consentire completamento verifiche entro tempi congrui

7 sottoprocessi fase di pianificazione:

a) Stima livello di significatività preliminare e determinazione rischio di revisione: definizione di


una soglia di irrilevanza entro cui l’errore è ritenuto trascurabile, significatività  misurata
con un algoritmo di calcolo, rischio di revisione  misura qualità lavoro, probabilità
presenza di errori significativi
b) Ottenimento informazioni su struttura azienda, peculiarità settore in cui opera e dinamiche
di domanda e offerta
c) Stima di errori, frodi o atti illeciti
 Errori  omissioni o inesattezze di valori qualitativi di natura non intenzionale
 Frodi  omissioni di natura intenzionale
 Il revisore per individuare evidenze rilevanti circa la presenza di frodi, errori dovrà
agire con scetticismo professionale e in modo neutrale e imparziale
d) Individuazione parti correlate cioè società controllate, correlate, controllanti o corredate, le
transazioni avvenute con queste possono rilevarsi particolarmente critiche
e) Effettuazione verifiche di coerenza  corrispondenza tra informazioni ad oggetto
economico finanziario. Vengono individuate aree di bilancio che hanno elevata probabilità
di essere critiche su cui verranno fatte più approfondite verifiche.
f) Comprensione elementi controllo interno e valutazione preliminare del rischio di controllo:
L’attestatore deve esaminare:
 Qualità connaturate ambiente in cui opera sistema di controllo interno
 Caratteristiche sistema informativo
 Ampiezza ricorso a tecniche informatiche
g) Definizione strategia preliminare  formalizzata in un memorandum che contiene:
 Obbiettivi di revisione generali
 Indicazione linee guida
 Risorse necessarie per lo svolgimento delle verifiche
3. Programmazione
Formalizzazione di un programma delle verifiche e predisposizione di un budget analitico di
tempi e ripartizione del lavoro. Il soggetto incaricato il tale fase dovrà:
 Valutare caratteristiche disegno e funzionamento controlli interni in particolare dovrà
valutare validità ed effettiva operatività dei controlli specifici insiti nel sistema
amministrativo contabile e direttamente correlati alla formazione dei valori di
bilancio
 Analisi comparativa bilancio oggetto di verifica  valutare inesatte grandezze e
valori non convincenti

Per ciascun obbiettivo di revisione bisogna indicare:

 Verifiche che devono essere svolte con budget dei tempi


 Logiche di campionamento singole verifiche
 Separazione dei compiti all’interno dei team di revisori

6 sottoprocessi fase di programmazione:

 Ottenimento informazioni specifiche su processi e cicli e stima rischio inerente


 Allocazione significatività preliminare e stima errore massimo tollerabile
 Comprensione disegno e funzionamento controllo interno e valutazione rischio di controllo
 Verifiche di coerenza
 Definizione programma verifiche (1° output fase)
 Stesura management letter cioè lettera alla direzione del SCI (2° output fase)

La management letter è una lettera inviata alla direzione da cui emergono le anomalie riscontrate e
deve indicare che lo scopo unico del revisore è controllare il bilancio e non giudicare caratteristiche
SCI.

4. Verifiche di sostanza  verifiche per individuare inesatte grandezze nelle operazioni o in una
classe di valori
2 tipi di verifiche:
 Verifiche di coerenza  confronti tra informazioni economiche finanziarie. Confronto
tra margine lordo sulle vendite (informazione oggetto di verifica) e margine medio
sulle vendite degli ultimi due esercizi (informazione che rappresenta le aspettative
del revisore) qualora le informazioni non siano coerenti saranno necessarie verifiche
di dettaglio
o Verifiche di coerenza consistono in:
 Confronti tra informazioni relative ad esercizio corrente e informazioni
relative ad esercizi precedenti
 Confronti tra informazioni esercizio corrente e budget e previsioni
 Confronto tra dati economico finanziari del cliente e quelle di settore
di concorrenti
 Relazione tra dati economico finanziari e dati di altra natura
 Confronti tra dati economico finanziari dello stesso esercizio
o Sono molto efficienti perché poco costose ma poco efficaci perché
individuano solo l’area in cui l’errore potrebbe verificarsi
o Efficacia ed efficienza verifiche di coerenza dipendono da:
 Natura assertions e obbiettivi di revisione
 Prevedibilità e auspicabilità relazione
 Affidabilità e disponibilità dati utilizzati
 Precisione previsione
o Il revisore fa una previsione su una classe di valori (valore atteso), lo confronta
con valore osservato, se coincidono o differenza insignificante valore
accettato, se differenza significativa necessarie spiegazioni management. Se
spiegazioni management adeguate e evidenze sufficienti a corroborarle allora
valore corretto se dichiarazioni ed evidenze insufficienti necessario ampliare
attività di revisione ed eseguire verifiche di dettaglio
 Verifiche di dettaglio
o Confronti tra informazioni elementari
o Test di dettaglio sulle transazioni  forniscono evidenza su completezza
accuratezza adeguatezza operazione (final e interim audit)
o Test di dettaglio sui saldi  si concentrano sui dettagli degli importi registrati
(solo final)
5. Valutazione errori e proposte di aggiustamenti
Valutazione errori  valutazione critica delle evidenze raccolte
Tipi di errori:
 Accertati  derivano dall’effettuazione verifiche di dettaglio, mancanze riscontrate
dal revisore
 Proiettati  non derivano dall’effettuazione verifiche documentali, frutto della
proiezione sull’intera popolazione dei risultati delle verifiche di campionamento
 Stimati  frutto di valutazione soggettiva, derivano da effettuazione verifiche di
coerenza

Procedura – confrontare gli errori riferiti alle specifiche voci di bilancio con la significatività
previamente allocata alle classi di valori

Fine – individuare errori specifici ed errori che rientrano nella soglia di irrilevanza per cui sono
ritenuti irrilevanti

Aggiustamenti  vengono proposti prima dell’approvazione del bilancio da parte dell’assemblea

2 tipi:

 Riclassificazioni  aggiustamenti che non comportano variazioni nel risultato d’esercizio e


nel patrimonio netto ma sono permutazioni di valori che confluiscono nel bilancio stessi
 Rettifiche  aggiustamenti che comportano variazioni nel risultato d’esercizio e nel
patrimonio netto

Gli aggiustamenti sono sintetizzati in un documento di rettifiche e riclassificazioni proposto alla


direzione in cui sono presentati gli aggiustamenti emersi

Eventi successivi: si verificano dopo la chiusura dell’esercizio ma prima della pubblicazione del
bilancio e della relazione del revisore

2 tipi:
 Eventi successivi che forniscono evidenza aggiuntiva a condizioni già conosciute alla data di
bilancio che influenzano le stime determinate in fase di redazione del bilancio (necessitano
di apposite rettifiche)
 Eventi successivi che forniscono evidenza aggiuntiva su condizioni che non sono conosciute
alla data di bilancio ma sorgono successivamente (necessitano di essere menzionate)

Qualora questi eventi successivi abbiano un impatto rilevante sulla bozza di bilancio il revisore
può tutelarsi limitando la propria responsabilità con una doppia datazione  indicando la data
in cui ha concluso le verifiche e la data in cui si verifica l’evento

6. Espressione del giudizio


Il TUF stabilisce le componenti della relazione:
 Titolo: nome società di revisione e norme di riferimento
 Destinatari: se revisione obbligatoria assemblea se volontaria eventuali richiedenti
 Paragrafo introduttivo: oggetto della revisione. Indicazione data chiusura esercizio
cui il documento fa riferimento e responsabilità tra amministratore e revisore
 Paragrafo sulla portata: principi e criteri utilizzati per lo svolgimento dell’attività
descrizione lavoro svolto e obbiettivi perseguiti
 Paragrafo sul parere: formulazione diversa sulla base del parere espresso. Con parere
diverso da positivo necessaria motivazione giudizio parzialmente o totalmente
negativo
 Paragrafo con richiami di informativa: paragrafo aggiunto dal revisore quando
ritenga opportuno effettuare richiami da sottoporre all’attenzione dei destinatari
 Paragrafo conclusivo: parere della relazione sulla gestione di bilancio
 Data: deve corrispondere con quella in cui sono terminate le procedure di verifica
 Firma: denominazione sociale, luogo di emissione, nome cognome e qualifica del
responsabile incarico e sottoscrizione di assunzione di piena responsabilità

Giudizio:

 Positivo  espresso quando bilancio attendibile e conforme alle normative. Devono esserci
evidenze sufficienti a comprovare il parere e a supporto della conformità del lavoro ai
principi contabili generalmente accettati.
Deroghe al giudizio senza rilievi:
o Limitazione nella revisione quando non siamo in grado di ottenere evidenze
sufficienti
o Non conformità ai principi
o Non indipendenza
 Con rilievi  quando vi sono limiti nella revisione o non conformità ai principi che non alterano
la complessiva attendibilità del bilancio
 Negativo  quando il bilancio non è attendibile, non è conforme ai principi e fornisce una non
attendibile rappresentazione della situazione patrimoniale economica e finanziaria
o Il revisore deve sottoscrivere una dichiarazione di impossibilità a fornire il giudizio
quando non è in grado di ottenere evidenze sufficienti e adeguate a formare
un’opinione, cioè quando:
 Limiti nei principi di revisione che rendono impossibile il reperimento di
evidenze
 Incapacità di dissipare ragionevolmente presenza di incertezze
33. Evidenze e carte di lavoro
Il concetto di evidenza racchiude tutte le informazioni elettroniche e cartacee contenute nei
dati contabili alla base del bilancio
Le caratteristiche di quantità e qualità devono essere tali da consentire al revisore di
raggiungere un ragionevole grado di convincimento sull’attendibilità del bilancio
2 caratteristiche evidenze:
 Grado di sufficienza  concerne l’aspetto quantitativo del lavoro e valuta la dimensione
dei campioni di operazioni osservati
 Grado di pertinenza  concerne l’aspetto quantitativo del lavoro e dipende da
appropriatezza e affidabilità informazioni fornite

Dimensione di articolazione delle valutazioni di pertinenza:

 Rilevanza rispetto all’obbiettivo


 Grado di oggettività
 Rilevanza delle procedure amministrativo/contabili
 Indipendenza fonte
 Professionalità fonte
 Osservazione diretta da parte del revisore
 Tempistica nell’ottenimento delle evidenze

Tipologie di evidenze:

 Evidenze derivanti da attività dirette di tipo manuale


 Risposte scritte a richieste di conferma di terzi
 Documentazione prodotta internamente all’azienda
 Documentazione fornita da clienti ma proveniente da terzi
 Evidenze derivante da osservazione dei processi
 Evidenze fornite in sede di interviste al personale
 Traccia della riesecuzione di calcoli e di altre operazioni del cliente
 Evidenza delle verifiche di coerenza operate

Le evidenze hanno un diverso grado di persuasività in particolare persuasività decrescente sulla


base della provenienza delle evidenze (rilevazioni interne all’azienda, rilevazione da parte di terzi,
osservazione diretta da parte del revisore)

Il revisore nel valutare le evidenze deve essere preciso e indipendente

Ambiti che hanno diretto impatto sulle evidenze:

 Procedure di verifica
 Tempistica ed esecuzione
 Dimensione campione
 Criteri selezione campione
Carte di lavoro

La documentazione del lavoro deve essere raccolta dal revisore per dare supporto al proprio lavoro
e alle conclusioni conseguite con la procedura di verifica

2 finalità:

 Assistere tutte le fasi dello svolgimento del lavoro e agevolare il processo di review delle
attività svolte dai differenti membri del team
 Comprovare il lavoro effettuato, supportando il giudizio espresso nella relazione

2 tipi di carte di lavoro:

 Carte di lavoro ad utilizzo pluriennale (permanent files)  informazioni di certa e


presumibile rilevanza per esercizi successivi
 Carte di lavoro ad utilizzo corrente (current files)  informazioni specificamente rilevanti
per l’esercizio corrente
o Dossier correnti generali
o Dossier correnti analitici

Caratteristiche formali carte di lavoro:

 Titolo: identificazione società di revisione, data di riferimento, titolo carta di lavoro, data e
firma soggetto incaricato e supervisore
 Indici e richiami di informativa: cross reference
 Segni di spunta per importi che hanno costituito oggetto di riscontro da parte del revisore
34. Principi di attestazione
1. Giudizio di attestazione  separatamente per veridicità e fattibilità piano
a. Positivo
b. Negativo
c. Condizionato (fattibilità piano dipende da verificarsi di eventi futuri circoscritti
nel tempo. Se il revisore attesta che vi è elevata probabilità che tali eventi si
verifichino allora l’attestazione è immediatamente efficace, in caso contrario
dovrà verificarsi la condizione perché l’attestazione produca i propri effetti. Il
giudizio condizionato è ammissibile se l’attestatore individua ed esplicita
specificamente gli eventi iniziali e se ne indica l’orizzonte temporale entro cui
devono verificarsi)
d. Impossibile (mancanza di dati fondamentali o impedimenti ad effettuare le
verifiche)
2. Indipendenza
a. Ex ante  l’attestatore verifica il rispetto dei requisiti previsti e formalizzazione
mandato avente data certa che preveda
i. Sottoscrizione da parte di amministratori di management letter come
condizione per attestazione positiva
ii. Oggetto dell’incarico: attività e verifica del piano finalizzata
all’attestazione
iii. Ipotesi di recesso
iv. Compensi adeguati
v. Compensi non condizionati (divieto success fees)
vi. Acconti sul compenso a stato avanzamento lavori
vii. Richiesta di indicazione esplicita degli altri piani proposti con differenti
attestatori
b. Durante i lavori
i. Partecipare ai lavori come osservatore
ii. Individuare criticità che minano espressione giudizio positivo
iii. Non farsi coinvolgere in scelte aziendali
c. Ex post
i. Espressione giudizio negativo o avverso
ii. Gestione di eventuale successione tra attestarori
3. Dichiarare se opera nel rispetto dei principi di attestazione e le proprie ragioni quando
se ne discosta
4. Rapporto con principi di revisione e con gli ISAE
a. I normali principi di revisione non sono applicabili se non parzialmente
b. L’attestatore è sensibilizzato per quanto riguarda principi nazionale e
internazionali ad utilizzarli come strumenti metodologici ispiratori al lavoro di
attestazione
5. Obbligazione di mezzi
a. L’attestatore deve adempiere ai propri compiti con correttezza, diligenza,
prudenza e perizia
6. Verifica della documentazione che compone il piano
a. Espressione di un giudizio sulla completezza e adeguatezza formale del piano
b. Il piano deve essere composto da documento scritto completo di indici
c. Il piano deve essere presentato dagli amministratori all’attestatore
d. L’attestatore deve chiedere incontro con sindaci che in tale sede esporranno
anomali riscontrate nella vigilanza
7. Verifica veridicità dati aziendali
a. Concetto di base dati di partenza
i. L’attestatore verifica la veridicità dei dati accolti nel piano, della
documentazione allegata e degli elementi necessari alla sua
predisposizione
ii. Oggetto di verifica  base dati aziendale
iii. Giudizio sulla veridicità:
1. Strumentale al giudizio di fattibilità
2. Valutazione del complessivo sistema di informazioni
iv. L’attestatore qualora verifichi la non veridicità di un dato ciò non altera
l’attendibilità complessiva del sistema dei dati aziendali
v. Un giudizio non positivo sulla veridicità dei dati aziendali comporta un
giudizio non positivo sulla fattibilità del piano
b. Valutazione dei rischi
i. L’attività di revisione si sostanzia nella pianificazione ed esecuzione di
verifiche per valutare l’attendibilità in questo caso della base dati
aziendale
1. Il revisore può essere fortemente convinto (mai certo) dell’assenza
di errori significativi le cui caratteristiche modificano
l’atteggiamento degli utilizzatori finali
ii. L’attestatore deve:
1. Valutare attentamente la presenza di errori significativi nella base
dati
2. Individuare i conti significativi nell’ambito base dati contabile del
piano e determinare la strategia di revisione che intende adottare
per ciascuno
3. Deve indicare le ragioni delle proprie scelte nella relazione
iii. L’individuazione delle voci della base dati contabile del piano da
assoggettare alle procedure di verifica e natura e ampiezza delle
procedure di verifica sono il risultato dell’analisi del rischio di errore
iv. Rischi correlati alla verifica della veridicità dei dati aziendali
1. Rischio di controllo
2. Rischio inerente
3. Rischio di controllo

L’individuazione del rischio di errore permette all’attestatore di adeguare


pianificazione ed esecuzione delle verifiche al rischio individuato

Il rischio intrinseco e il rischio inerente influiscono su natura ampiezza e


tempistica delle procedure del revisore

c. Utilizzo del lavoro di terzi


i. L’attestatore deve valutare possibilità e modalità di utilizzo delle
informazioni provenienti dall’internal auditing o da altri revisori (criticità:
lunghi tempi di rilascio delle attestazioni)
ii. L’accesso a verifiche predisposte da altri revisori permette di comprimere
i tempi di controllo della base dati contabile (criticità: ristretti tempi per
azienda e attestatori per la materiale elaborazione il piano)
iii. L’utilizzo del lavoro già svolto da altri revisori non deve portare
all’accettazione passiva delle conclusioni altrui
iv. La collaborazione tra attestatori e revisori legali è auspicabile
nell’interesse dell’azienda a comprimere i tempi di verifica. In tal caso
l’attestatore deve fare apposita richiesta all’azienda per dialogare con il
revisore, se tale richiesta non è soddisfatta l’attestatore potrà farne
menzione nella sua relazione e tenerne conto nell’espressione del
proprio giudizio
v. La responsabilità di attestatore e revisore rimane quella prevista per
legge per lo svolgimento dei rispettivi incarichi
d. Verifica criteri di valutazione poste patrimoniali
i. I saldi patrimoniali e finanziari della base dati contabile devono essere
valutati con riferimento alle seguenti assertions:
1. Esistenza: attività e passività esistono ad una certa data
2. Diritti e obblighi: attività e passività sono di pertinenza
dell’azienda ad una certa data
3. Manifestazione: le operazioni di pertinenza dell’azienda hanno
avuto luogo nel periodo di riferimento
4. Completezza: tutte le operazioni sono contabilizzate e non vi è
mancanza di adeguate informazioni
5. Valutazione: attività e passività sono contabilizzate a valori
appropriati
6. Misurazione: le operazioni sono correttamente contabilizzate e i
costi e i ricavi sono imputati per competenza
7. Presentazione e informativa: le voci e le operazioni sono
evidenziate, classificate e corredate con adeguata informativa
nella circostanza
ii. L’attestatore deve porre la propria attenzione sulla base dati contabile e
in particolare sulle poste patrimoniali. Devono essere verificate tutti quei
dati rilevanti alla formazione del piano (ambiti di verifica: imm. mat,
immat, fin, rimanenze, fondi per rischi e oneri, crediti v/clienti e altri,
debiti verso fornitori)
iii. L’attestatore deve verificare:
1. Esistenza di fatto e di diritto imm mat immat e rimanenze
2. Posizioni di debito e di credito e loro reale ammontare
iv. L’attestatore deve verificare sussistenza di diritte reali e personali su beni
di proprietà o in possesso del debitore e valutarne corretta
contabilizzazione e rappresentazione
v. L’attestatore verifica i criteri di valutazione usati dagli amministratori per
elaborare la base dati contabile
vi. Deve apprezzare il corretto grado di prelazione assegnato alle passività
vii. Oggetto di attenta indagine: passività potenziali stratificate secondo
probabilità di accadimento
viii. Non sono oggetto di indagine: mancata valorizzazione e indicazione
attività potenziali del debitore
e. L’attestatore non deve:
i. Modificare il piano, suggerire modifiche al piano o alternative al piano
ii. Pronunciarsi sulla convenienza della proposta nel debitore per creditori
privilegiati non integralmente soddisfatti
iii. Verificare i criteri di costruzione delle classi di creditori perché è
prerogativa del tribunale
f. Nel concordato preventivo liquidatorio non deve:
i. Confrontare piano di attestazione con uno diverso da quello proposto
ii. Confrontare piano con fallimento
8. Verifica fattibilità piano
a. Diagnosi stato di crisi
i. Lo stato di crisi è diagnosticato dal debitore o dall’eventuale advisor
incaricato. L’attestatore deve verificare che le cause e lo stato di crisi
siano correttamente individuati per potersi esprimere sulla fattibilità del
piano
ii. L’attestatore deve verificare che il piano in continuità sia
ragionevolmente in grado di rimuovere le cause della crisi permettendo il
superamento della stessa. 2 soluzioni che derivano da due cause diverse
di crisi:
1. Interventi operativi: consigliabili quando le cause derivano da
fattori interni all’azienda, finalizzati al conseguimento di obbiettivi
di breve termine e a ricondurre l’azienda ad una situazione di
equilibrio economico-finanziario
2. Interventi strategici: consigliabili quando le cause derivano da
fattori esterni ascrivibili, finalizzati al core business aziendale cioè
alla separazione delle aree strategiche profittevoli da quelle non
vantaggiose economicamente che saranno le prime ad essere
dismesse
b. Verifica sviluppo dati del piano
i. Gli ISA 3400 “The examination of prospective financial information)
fungono da supporto alle verifiche di ragionevolezza dei dati prospetti ed
effettuano una separazione dei dati previsionali sulla base del grado di
oggettività e di incertezza degli elementi prospettici in forecast e
prospection
1. Forecast  previsioni relative ad eventi futuri che il management
si aspetta che si manifesteranno ed azioni che il management
intende effettuare al momento dell’elaborazione dei dati
previsionali. Per gli ISA 3400: dato prospettico condizionato da
elementi ragionevolmente oggettivi o fondati sugli eventi futuri
più probabili
2. Projection  dati previsionali visti come assunzioni ipotetiche
relative a eventi futuri o azioni del management che non
necessariamente si manifesteranno
c. Verifica ipotesi strategiche
i. L’attestatore deve verifiche che le principali ipotesi proposte dal
management relative alla strategia di risanamento siano evidenziate
esplicitamente nel piano con riferimento a
1. prosecuzione gestione aziendale e in particolare all’evoluzione
prevista dei mercati di riferimento di prodotti/servizi e
all’evoluzione prevista nel rapporto con il contesto competitivo
2. dismissioni di elementi del patrimonio e in particolare interessi
potenziali acquirenti e in assenza di clienti valutazione dei
medesimi con criteri liquidatori
ii. L’attestatore valuta la fondatezza delle ipotesi alla base del piano e nella
sua relazione deve esprimere le fasi di maturazione del proprio
convincimento e le sue ragioni
1. La fattibilità del piano è legata alla coerenza tra ipotesi e
situazioni di fatto
2. Nel verificare le ipotesi strategiche bisogna valutare l’evoluzione
prevista nei rapporti con principali e attuali clienti, fornitori,
partner aziendali con riferimento alle reazioni allo stato di crisi e
alle possibilità di recupero/miglioramento dei rapporti
commerciali
iii. Nel caso il piano sia a contenuto liquidatorio o vi siano significative
dismissioni di elementi del patrimonio esistente l’attestatore dovrà
verificare che sia menzionata nel piano la manifestazione degli interessi
dei potenziali clienti o quantomeno la tipologia di acquirenti a cui
intende rivolgersi
iv. Nel caso di beni ad alto grado di fungibilità dovrà verificare le dinamiche
di volumi e prezzi scambiati anche tramite perizie tecniche indipendenti
redatte da terzi
v. Deve verificare la coerenza tra le ipotesi internamente ed esternamente
con il contesto
1. Coerenza ipotesi alla base del piano e contesto
2. Nesso di causalità tra le differenti azioni contemplate nella
strategia di risanamento
3. Coerenza tra interventi previsti e tempi necessari per il
dispiegamento degli effetti
vi. L’attestatore deve valutare anche se le ipotesi si fondano su informazioni
provenienti da fonti attendibili
1. Lo scettiscimo professionale dell’attestatore deve essere
proporzionale alla gravità dello stato di crisi
2. L’attendibilità delle informazioni sarà tanto maggiore quanto
maggiore sarà il consenso derivante da informazioni concordanti
provenienti da fonti esterne qualificate o da serietà e correttezza
metodologica del processo di elaborazione della base dati
d. Action plan
i. L’attestatore deve verificare che il piano si traduca in un programma di
intervento che sintetizzi azioni previste e tempi necessari
1. Action plan: rappresenta lo sviluppo a breve della strategia
identificata con la pianificazione di medio lungo periodo in
quanto ci da esplicita evidenza della correlazione tra singoli
obbiettivi previsti, modalità operative per raggiungerli e strategia
generale di intervento
ii. L’arco di tempo oggetto di considerazione:
1. Data non anteriore alla soddisfazione dei creditori
2. Data non anteriore per quanto riguarda continuità aziendale a
ripristino normali condizioni di finanziamento
3. Data non anteriore per quanto riguarda prosecuzione contratti
pubblici a ripristino normali condizioni di adempimento degli
stessi
e. Analisi di sensitività
i. Consiste nella stima degli effetti di una modificazione nelle ipotesi di
fondo sui singoli valori del piano
9. Relazione di attestazione e documentazione del lavoro
a. Relazione di attestazione
i. Parte 1  parte introduttiva e di rendicontazione delle verifiche svolte e
della veridicità della base dati
ii. Parte 2  analisi del piano
iii. Parte 3  formulazione giudizio positivo negativo condizionato o
impossibile sulla fattibilità del piano
b. Documentazione del lavoro
i. Essenziale la raccolta della documentazione del lavoro come evidenza a
supporto del giudizio formulato ed evidenza a supporto della conformità
del lavoro ai presenti principi e alle altre norme applicabili
ii. Le carte di lavoro devono essere conservate per 10 anni
iii. La documentazione del lavoro può essere formalizzata in forma cartacea
elettronica o di qualunque altro tipo
10. Responsabilità penale revisore
a. Art. 236 bis  punite le infedeltà attive o passive che riguardano informazioni
rilevanti
i. Informazioni: dati contabili notizie e perizie che il revisore utilizza per la
propria valutazione, giudizio finale revisore escluso da applicazione
precetto penale
ii. Rilevanza:
1. Sono rilevanti le infedeltà omissive
2. Per rilevanti si intende significative per l’espressione del giudizio
di idoneità
3. Non sono rilevanti informazioni riguardanti aspetti su cui non
viene espresso giudizio
4. L’infedeltà è rilevante se attuata con consapevolezza, cioè se
l’attestatore è conscio della falsità di quanto dichiarato.