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Appunti di Economia Aziendale e Ragioneria

L' Economia Aziendale

L' Economia Aziendale la scienza che studia l' ordine economico degli istituti umani, ovvero
delle organizzazioni che svolgono attivit economica. Per definire tale ordine economico si
utilizza comunemente il termine "azienda", sostantivo che da appunto il nome a questa
disciplina. L' economia aziendale rileva, analizza e descrive tutte le operazioni pertinenti alle
conduzioni di produzione e, in generale, allo svolgimento dell' attivit economica. Obbiettivo:
fornire metodi e logiche per la comprensione della complessit aziendale e formula le leggi che
permettono di amministrarla. Gli ambienti disciplinari dell' economia aziendale sono; sociali,
economici, giuridici, tecnici e aziendali.

L' Attivit economica

L' attivit economica l' insieme di tutte le operazioni che l' uomo compie per procurarsi ed
utilizzare risorse, beni e servizi, per soddisfare i propri bisogni e si divide in quattro fasi
principali: la produzione, il consumo, il risparmio e lo investiemento.

La Trasformazione

La trasformazione l' attivit che consente il mutamento di stato degli input in output, oppure il
loro trasferimento nello spazio e nel tempo.

L' Azienda

( Libro V - Del lavoro Titolo VIII art. 2555 C.C. )


"L' azienda il complesso dei beni organizzari dall' imprenditore [2082] per lo esercizio dell'
impresa". Quindi l' azienda un organizzazione di persone elementi interdipendenti e
coofinalizzati fra i quali esiste un rapporto di coordinazione di tipo sistematico e di beni
economici, la quale, attraverso una serie coordinata di operazioni, mira al soddisfacimento dei
bisogni umani. L' azienda un sistema apeto, perch in contina relazione con l' ambiente
esterno operando in un contesto: politico, economico, sociale, giuridico e culturale.

L' azienda e le sue possibili classificazioni

Ricordando che l' azienda un organizzazione di persone e di beni economici, la quale,


attraverso una serie coordinata di operazioni, mira al soddisfacimento dei bisogni umani. Gli
elementi costitutivi dell' azienda sono:
Il fine: cio la crazione di valore nel tempo e il soddifacimento diretto ( consumo ) o indiretto
( produzione e scambio ) dei bisogni umani.
Una stuttura organizzativa: destinata a durare nel tempo, perch la funzione economica dell'
azienda proiettata al futuro.
Un insieme di persone: che forniscono all' azienda le proprie energie levorative o altre risorse
necessarie allo svolgimento dell' attivit
Un insieme di beni economici: materiali e immateriali impiegati nei processi di produzione o
di consumo.
Le operazioni: programmate e compiute dalle persone utilizzando i beni per conseguire il fine.
La classificazione delle aziende

Le aziende possono essere classificate secondo:


L' oggetto \ destinazione dell' attivit produttiva: in cui si caratterizzano le: ( aziende di
produzione ), le quali attuano processi di trasformazione economico tecnica di beni o di servizi
da cedere a erzi sul mercato attraverso atti di scambio. ( Aziende di consumo o erogazione ), che
hanno come scopo il soddisfacimento diretto dei bisogni dei soggetti che la compongono. Sono
esempi di aziende di erogazione le famiglie, gli enti pubblici territoriali e altri. ( Aziende
composte ), le quali svolgono, accanto alla attivit erogativa, anche un attivit di produzione che
fornisce direttamente o indirettamente i mezzi di consumo al settore erogativo.
Il soggetto giuridico: Ossia il soggetto a cui vanno riferiti i diritti e gli obblighi derivati dall'
attivit aziendale, si hanno: ( Aziende private ), nelle quali il soggetto giuridico una persona
fisica oppure una persona giuridica o un associazione di persone con finalit private. ( Aziende
pubbliche ), il cui soggetto giuridico una persona giuridica pubblica, ossia un ente che
persegue finalit che interessano direttamente la colletivit.
Lo scopo: Tale classificazione considera la destinazione del guadagno scaturente dalla azienda.
Distingue le aziende in: ( Aziende no profit ) sono quelle aziende in cui il "guadagno" non
destinato al soggetto giuridico, ma utilizzato per il miglioramento dell' attivit aziendale.
( Aziende for profit ) sono quelle aziende, in cui il soggetto giuridico si appropria del
"guadagno" creato dall' azienda.
La dimensione: Secondo questa classificazione abbiamo le ( Micro imprese ) per essere
considerata tale, l' impresa deve avere al massimo 10 persone e un totale di bilancio non
superiori a 2 milioni di euro, le ( Piccole imprese ) per essere considerata tale, l' impresa deve
avere al massimo 50 persone e un totale di bilancio non superiore a 10 milioni di euro, poi
abbiam le ( Medie imprese ) per essere considerata tale, l' impresa deve avere al massimo 250
persone e un totale di bilancio non superiori a 50 milioni di euro, infine abbiamo le ( Grandi
imprese ) che per essere considerate tali, l' impresa deve superare le condizioni delle precedenti.

Efficienza, Efficacia, Economicit

Efficienza: Output / Input


L' azienda efficiente, quando utilizza in maniera economica le risorse a propria disposizione, o
anche la capacit di conseguire un dato risultatocon il minimo consumo di fattori. I giudizi di
efficienza riguardano tutte le fasi del processo produttivo: acquisto, produzione e vendita. L'
obbiettivo l' analisi delle alternative che producono il massimo rapporto tra risultati ottenuti e
mezzi impiegati. Le Misure di Efficienza sono:
Efficienza tecnica o produttiva: Misura il modo in cui i fattori sono utilizzati nel processo
produttivo e, Indica la capacit dell' azienda ( efficienza interna ) di produrre pi unit fisiche di
output possibili.
Efficienza allocativa o gestionale: Misura la capacit di combinare input ed output al minimo
costo, dati i prezzi di mercato e, Indica la capacit dell' azienda ( capacit esterna ) di ottenere
pi unit di output.
Quindi l' efficienza tecnica o produttiva, che riguarda ad esempio, la produttivit degli impianti,
l' efficienza allocativa o gestionale, riguarda l' economicit del fattore lavoro, Queste due misure
sono i principali indicatori dell' Efficienza.
Efficacia: Output Conseguito / Output Programmato

L' azienda efficace quando ha raggiunto con successo gli obbiettivi prefissati. Le Misure di
Efficacia sono:
Efficacia interna o gestionale ( Output / Obbiettivi ): Misura ed Indica la capacit di
raggiungere determinati obbiettivi prefissati.
Efficacia esterna o sociale ( Obbiettivi / Risultati ): Misura ed Indica la capacit dell' azienda di
soddisfare i bisogni. Si pu essere efficaci senza essere efficienti e viceversa. L' efficacia
assume significato nell' ambito della gestione programmata. La efficacia riflette due condizioni
fondamentali: - Capacit di selezionare obbiettivi sfidanti, - Capacit di centrare tali obbiettivi,
che per devono essere espressi in termini quantitativi. Quanto detto implica che secondo la
logica economico aziendale, l' attivit aziendale deve essere rivolta alla ricerca del
raggiungimento degli obbiettivi prefissati con l' utilizzo razionale delle risorse, disponibili con
Economicit.

Economicit

Il concetto di Economicit sintetizza la capacit dell' azienda (nel lungo periodo) di utilizzare in
modo efficiente le proprie risorse raggiungendo in modo efficace i propri obbiettivi e, quindi, di
vivere in condiazioni di equilibrio economico.
Equilibrio Economico

L' impresa si trova in una situazione di equilibrio economico quando il ( flusso dei ricavi )
derivante dalla vendita dei prodotti e dei servizi ottenuti capace di fronteggiare in maniera
durevole il ( flusso dei costi ) originato dall' aquisizione dei fattori di produzione. Gli indicatori
di ecomicit sono rappresentati: Economicit del fattore uguale: Costo del fattore / Ore
macchina; Costi unitari uguale: Costo del fattore / Quantit prodotta; Rendimento del fattore
produttivo ugale: (Ricavi Costi del fattore ) fratto Costi del fattore.

I Soggetti Aziendali

Il Soggetto Giuridico: titolare di diritti e doveri che sorgono dall' attivit aziendale, pu essere
una persona fisica, cio un singolo individuo; una persona giuridica, ossia un complesso
organizzato di persone e di beni destinati destinati a uno scopo, cui lo ordinamento giuridico
attribuisce la qualitdi soggetto di diritto.
Il Soggetto Economico; costituito da colui ( o da coloro ) che accentra il potere volitivo e
domina i massimi organi di governo aziendale, effettuando le scelte e preparando le decisioni
rilevanti secondo i propri interessi. In base alla differente identificazione di Soggetto Giuridico e
Soggetto Economico conosciamo: Aziende individuali, Societ di persone e, Societ di Capitali.

Shareholders VS Stakeholders

I rapporti con l' ambiente e i mercati dell' azienda concretizzano con una serie di relazioni con i
vari: Shareholders: proprietari interessati alla protezione del capitale e all' ottenimento di un
adeguata remunerazione connessa al successo dell' impresa, facendosi d' altro canto del rischio
d' impresa, sono dotati del diritto di controllo, per i Shareholders l' azienda: Ha la sola
responsabilit sociale di usare le risorse disponibili in attivit dirette ad accrescere i profitti
attraverso la libera competizione, dovrebbe impegnarsi nel sociale solo a condizioni che ci
contribuisca alla finalit di creare valore per gli azionisti.
Stakeholders: Soggetti interessati, allo sviluppo nel tempo dell' azienda, dotati di diritti e
obblighi riconducibili alla definizione delle condizioni contrattuali relative allo scambio dei beni
e/o servizi di cui sono fornitori o clienti. Per gliStakeholders: Il successo si consegue con l'
equilibrio economico e il consenso sociale. L' azienda non deve rendere conto delle proprie
attivit all' esterno, ma solo agli azionisti, ma deve bilanciare una molteplicit di interessi propri
degli Stakeholders che la influenzano e sono a loro volta influenzati da essa.

Il Management

La complessit aziendale e l' impossibilit di utilizzare su vasta scala i modelli di controllo e


coordinazione, hanno portato allo sviluppo di processi di delega e di regole e principi di
comportamento finalizzati ad assicurarne il corretto svolgimento: Nascita di una classe di
dirigenti e funzionari; I Manager si occupano di gestire le diverse funzioni aziendali
contemperando diverse istanze e interessi e applicando le BEST PRATICE aziendali.

I Managers

Stakeholders: I manager sono delegati dagli azionisti alla gestione della azienda, questi devono
bilanciare diversi interessi, in modo da rafforzare il rapporto fiduciario che li lega ai vari
Stakeholders. Shareholders: I manager sono delegati dalla propriet e devono seguire il
principio della massimizzazione dei profitti nel breve periodo per la creazione di valore per gli
azionisti.

La separazione tr propriet e controllo

Il potere effettivo attribuito ai manager, in contrapposizione a quello formale attribuito per legge
ai proprietari, ha comportato la rottura del sistema di responsabilit tipico del primo capitalismo.
La separazione della propriet dal controllo ha evidenziato il prevalere del capitalismo umano
rispetto al capitale finanziario, favorendo l' attuazione di comportamenti opportunistici da parte
dei manager interessati alla valorizzazione del proprio capitale intellettuale piuttosto che ai
risultati aziendali.

Le competenze dei menager

Rapidi processi di accumulazione e obsolescenza delle conoscenze hanno segnato il predominio


della despecializzazione. E' aumentato il numero di aziende in cui un manager risulta impiegato
nel corso della propria vita professionale e sono aumentate le funzioni che esso chiamato a
svolgere. La componente soggettiva una qualit essenziale di un buon menager. I manager
devono basare le proprie decisioni su principi morali e temperare l' avidit, che ha portato al
fallimento molte realt aziendali.
Corporate Governance ( Governo Societario )

La Corporate Govenance o Governo Societario, nel linguaggio giuridico, economico, aziendale


e finanziario inteso in modo pi ampio della eccezione letterale: Sistema di direzione e
controllo di un' azienda pubblica o privata, ossia l' insieme di istituzioni e di regole, giuridiche
tecniche, finalizzate al governo aziendale, che sia efficace ed efficiente, ma anche corretto, volto
a tutelare tutti i soggetti interessati alla vita aziendale. Articolato sistema di regole, relazioni e
interessi che lega gli azionisti, le strutture di vertice dell' azienda agli Stakeholders.
Le modalit di esercizio del potere aziendale sono intimamante connesse con la cultura, le
tradizioni e la concezione di vita di un paese a sua volta quest' ultimo non pu non esserne
influenzato a livello politico e istituzionale. I principali modelli di Corporate Governance sono il
Modello Anglosassone e il Modello Romano.

Modello Anglosassone

Il Modello Anglossassone caraterizzato dal fatto che: La propriet azionaria polverizzata; Il


Consiglio di Amministrazione o ( CDA ): Supremo organo decisionale dell' azienda
periodicamente eletto dall' assemblea dei soci; Il Mercato Finanziario la principale fonte di
finanziamento.

Modello Romano

Il Modello Romano caratterizzato dal: Vorstand ( Consiglio di Gestione ): gli spetta la


direzione dell' azienda e viene nominato dallo Aufsichtrat ( Consiglio di Sorveglianza )
composto da rappresentanze dei lavoratori e dal capitale. In questo modello: La propriet
concentrata attraverso complessi intrecci azionari,
Le scalate sono impossibili e il sindacato un attore importante della cogestione. Il Capitalismo
orientato alla sabilit, con minor redditivit delle imprese e scarsa mobilit del capitale.

Le funzioni aziendali

Le funzioni aziendali sono un insieme di attivit poste in essere dall' azienda raggruppate in base
a criteri di omogeneit. Offrono una visione dell' azienda basata sulla ( specializzazione delle
competenze ) e favoriscono il ( coordinamento ).

Il coordinamento

Il coordinamento favorito dall' omogeneit delle competenze delle persone che operano nella
funzione e dalla presenza di un responsabile della funzione. Attraverso il coordinamento
vengono allineati gli sforzi dei soggetti coinvolti nella attivit aziendale.

La specializzazione

Specializzandosi su un compito specifico, ogni soggetto imparer a svolgere al meglio la propria


attivit, aumentando di conseguenza efficienza ed efficacia complessiva.
L' organigramma

L' organigramma aziendale una rappresentazione formale del sistema organizzativo aziendale,
definisce l' articolazione degli organi e descrive le ralazioni gerarchiche tra di essi. La lettura
dell' organigramma avviene tramite due dimensioni: Dimensione Orizzontale, che eprime il
livello di divisione del lavoro e di specializzazione si fonda su criteri tecnici, di prodotto o
mercato. Dimensione Verticale: esprime il livello di gerarchia presente all' interno ed esprime il
livello di controllo attuato.

La classificazione delle funzioni aziendali

Le funzioni aziendali si dividono in tre grandi aree, abbiamo l' Aree funzionali caratteristiche:
cio funzioni legate direttamente all' attivit produttiva dell' azienda, abbiamo poi l' Aree
funzionali integrative: cio funzioni non legate direttamente all' attivit produttiva, ma
comunque fondamentali per l' attivit dell' azienda, infine abbiamo l' Areedi controllo e
informazione: svolge un ruolo di "assistenza e supporto" alle altre aree.

Il sistema delle operazioni aziendali

La gestione e l' attivit di amministrazione economica di tutti gli accadimenti concorrenti al fine
dell' azienda. L' attivit posta in essere dalle aziende si realizza attraverso una sequenza ordinata
di operazioni di gestione svolte da diversi soggetti per raggiungere, con l' attivit produttiva, le
finalit aziendali. L' incessante interazioni delle differenti attivit di produzione disegna un
sistema di operazioni aziendali. Tali operazioni prendono le mosse dagli elementi che
compongono la struttura dell' azienda, la cui combinazione genera le varie dinamiche aziendali.
L' attivit dell' azienda si compone di un insieme dinamico di operazioni, coordinati in un
sistema, al fine di ottenere un' attivit economica capace di soddisfare le finalit per le quali l'
azienda nasce.
Aspetto Oggettivo della gestione: Operazioni di approvigionamento delle risorse utili alla
produzione; Operazioni di combinazione trasformazione delle risorse procacciate; Operazioni
di collocamento dei beni / servizi realizzatimediante l' attivit economica posta in essere.
Aspetto Soggettivo della gestione: Componete umana grazie alla quale avviene l' attivazione
dei processi rientranti nell' aspetto oggettivo.

L' ordine di composizione

L' ordine di composizione, si concretizza come la condizione dinamica della gestione aziendale,
dal cui raggiungimento e mantenimento dipende la capacit dell' azienda di produrre e generare
nuova ricchezza rispetto a quella investita per l' avvio dei nuovi processi produttivi. Questo
influenzatodai processi combinatori interni e dal rapporto tra le condizioni economiche presenti
in aziendacon le condizioni economiche generali.

Il circuito dalla produzione

La produzione economica: procede dall' acquisto d' imput, la trasformazione ( o processo di


creazione del valore), la vendita di output. Le aziende orientate al mercato: Aspetto economico
dello scambio; costo di acquisto di ricavi e di vendita. Aspetto monetario dello scambio; uscite
di denaro che misurano i costi le entrate e i ricavi. L' attivit di produzione economica trova
compimento quando la trasformazione fisico tecnica genera: Prezzo di vendita output >
Somma dei costi di acquisto degli input. Valore monetario output > Valore monetario input.
Raggiungendo cos il fine aziendale cio: Creazione di valore nel tempo.
L' operazione

L' impresa, nella sua vita, pone in essere operazioni di differenti complessit e portate. L'
operazione: in senso tecnico giuridico, l' unit elemntare della complessa attivit operativa o
gestione operativa al di fuori del sistema operativo perde la ropria significativa economicit.

L' acquisizione dei fattori produttivi

Avviene, generalmente, attraverso la cessione di risorse monetarie disponibili a fronte di


investimenti in beni e servizi finalizzati ad attivare e svolgere la combinazione produttiva. Il
sacrificio di risorse monetarie per l' acquisizione di beni e servizi: Quantit di denaro per
acquistare una certa quantit di fattori produttivi ( C=F*Pi ). Il Costo misurato, cio
determinato nel suo ammontare dalla quantit di denaro che esce dall' impresa si rilevano due
aspetti per la stessa operazione:
Aspetto Economico ( Costi ): sacrificio di ricchezza investita:
Aspetto Monetario ( Ricavi ): Cessione di moneta.

Combinazione produttiva

Complesso di operazioni con natura, intensit e complessit diverse, attraverso cui si utilizzano i
fattori produttivi acquisiti per realizzare i beni e i servizi oggetto dell' attivit produttiva: atti di
gesione che si esauriscono nel processo di trasformazione.
Collocamento dei prodotti finiti sui mercati di sbocco consente la remunerazione delle risorse
monetarie investite. ( Ri = Qi*Pi ): Ricavi di vendita: Quantit di denaro ottenuta vendendo una
determinata quantit del prodotto generato dalla combinazione produttiva. Il ricavo misurato,
cio determinato nel suo ammontare, dalla quantit di denaro che affluisce nell' impresa. Due
aspetti per la stesa operazione, la "Vendita": "Entrate monetarie ( Aspetto Monetario) ; Ricavi:
( Aspetto Economico ).

I Fattori Produttivi e l' Obsolescenza

Gli elementi fondanti che rendono possibile alle azienze la realizzazione della produzione dei
beni o servizi, caratterizzano la struttura patrimoniale e tecnica dell' azienda: dalle modalit
della lora interazione e organizzazione, dipendono in larga parte i risultati dell' attivit aziendale.
Al costo del fattore e al relativo processo di scambio, corrisponde un sacrificio di mezzi
monetari che l' azienda disposta a sostenere e che consente di misurare l' utilit economica del
fattore. Per generare utilit economica occorre che l' azienda vincoli a se i vari fattori, in modo
tale che possa remunerare gli oneri sostenuti d' acquisto dei vari fattori mediante il successivo
collocamento dei prodotti ottenuti sui mercati. I fattori produttivi si possono Classificare in:
Fattori Produttivi a Fecondit Semplice, sono quei fattori produttivi che esuriscono la loro utilit
economica in un unico ciclo produttivo, il ricavo della ricchezza investita in esso avviene
attraverso i ricavi della vendita dei prodotti ottenuti con la loro utilizzazione.
Fattori a Fecondit Ripetuta, sono quei fattori produttivi che cedono la loro utilit a pi cicli
produttivi, ai quali partecipa mantenendo inalterate le sue caratteristiche tecniche.
Ogni fattore a fecondit ripetuta legato a tutti i prodotti che si possono utilizzare per mezzo
della sua utilizzazione. Il recupero della ricchezza investita "richesto" all' insieme dei ricavi
pervenuti dalla vendita di tutti i beni prodotti nell' arco di tempo nel quale il fattore cede la sua
utilit. Quindi i fattori produttivi vengono impiegati per ottenere prodotti che siano vendibili a
prezzi remuneratori tali da consentire il recupero: Dei mezzi monetari investiti nei fattori a
fecondit semplice completamente utilizzati; Di parte dei mezzi monetari investiti in fattori a
fecondit ripetuta parzialmente utilizzati.
L' Obsolescenza

L' Obsolescenza il meccanismo naturale che limita la capacit del fattore di partecipazione in
modo economicamente valido allo svolgimento del processo produttivo e pu colpire: la
struttura organizzativa, la struttura operativa, i beni e i servizi prodotti. L' obsolescenza pu
essere interna ( obsolescenza tecnica ) o esterna ( obsolescanza tecnologica ).

Obsolescenza delle strutture operative o ( Gap Tecnologico ):

Quando c' contemporaneamente, il superamento da sistemi di migliorare qualit, adozione da


parte di altre imprese, divenute grazie a ci pi competitive. Obsolescenza delle strutture
organizzative, divenute non idonee in relazione ad un ambiente ad elevata complessit.
Obsolescenza dei prodotti: Perdita dell' attivit sui mercati di sbocco, all' aumentare del tasso
diminuisce la vita utile dei prodotti.

Le fonti di finanziamento interne ed esterne

In ogni impresa si ha un certo fabbisogno di mezzi finanziari per il collegamento tra le uscite
che si sostengono per l' acquisto dei fattori produttivi e le succesive entrate. Il periodo di tempo
affinch i mezzi finanziari investiti nell' impresa, esaurito il loro ciclo, si convertano
nuovamente in denaro, prende il nome di: "ciclo di ritorno del capitale". Le fonti di
finanziamento possono ricondursi a due:
Fonti di capitale proprio: I finanziamenti di questa categoria affluiscono all' impresa con i
conferimenti di mezzi effettuati dal proprietario o, in caso di societ, dai soci; questi
finanziamenti sono costituiti dal "capitale di apposto iniziale" e dai successivi "aumenti di
capitale". Rientrano inoltre in questa categoria di finanziamenti quelli interni che derivano da
utili non prelevati dal proprietario o non distribuiti ai soci per attuare una politica di
"autofinanziamento". Le caratteristiche tipiche dei fondi raccolti a titolo di capitale proprio
sono: Sono esposti al rischio d' impresa, Non comportano un rigido obbligo di remunerazione,
Non sono soggetti a scadenza.
Fonti di capitale di debito: Un' impresa, anche se prosperosa, pu avere necessit di mezzi
finanziari che vanno oltre i mezzi forniti dal capitale proprio. Vi possono essere infatti esigenze
connesse a operazioni di carattere straordinario, sia esigenze di gestione. Le loro caratteristiche
tipiche sono: Sono esposti al rischio d' impresa solo in modo limitato e indiretto, nel senso che l'
azienda deve procedere a estinguere i prestiti ottenuti prima di procedere al rimborso del
capitale, Comportano l' obbligo della remunerazione che consiste in un interesse, Comportano l'
obbligo del rimborso alla scadenza. I finanziamenti ottenuti dall' impresa a titolo di capitale di
debito si distinguono a loro volta in:
Debiti di regolamento, cio quei debiti originati da sostituzioni temporanee della moneta nello
scambio; sono costituiti dai debiti mercantili o di fornitura.
Debiti di finanziamento, cio sono i prestiti contratti con i terzi che provocano entrate di denaro
nell' azienda un esempio sono le operazioni concluse con le banche.
Variazioni Finanziarie e Variazioni Economiche

Ogni operazione di gestione comporta delle variazioni nel patrimonio aziendale. Le variazioni in
oggetto sono divise in Finaziarie ed Economiche. Le variazioni finanziarie ( primigenie )
derivano da fatti che comportano movimenti di denaro, di crediti e di debiti; tali variazioni sono
denominate Attive quando comportano un aumento del patrimonio aziendale, Passive quando
invece comportano un decremento del patrimonio aziendale. Le variazioni economiche
( derivate ) derivano da fatti da cui scaturiscono costi e ricavi dalla cui contrapposizione si
determina il reddito prodotto dall' azienda nell' esercizio.

SCHEMA

VARIAZIONI FINANZIARIE

DARE AVERE

DENARO IN CASSA

V.F.A. Entrate di denaro V.F.P. Uscite di denaro

CREDITI

V.F.A. Aumento di credito V.F.P. Diminuzioni di crediti

DEBITI

V.F.A Diminuzioni di debiti V.F.P. Aumento di debiti

VARIAZIONI ECONOMICHE

V.E.N. Costi V.E.P. Ricavi

Legenda:

V.F.A. = Variazione Finanziaria Attiva;

V.F.P. = Variazione Finaziaria Passiva;

V.E.N. = Variazione Economica Negativa;

V.E.P = Variazione Economica Positiva.


Capitale e Reddito

Il capitale d' impresa composto in "Impieghi": nel complesso di beni materiali ed immateriali
disponibili, potenzialit, e altre componenti positive, e in "Fonti" che altro non sono che il
complesso delle obbligazioni assunte verso terzi. Il risultato economico o reddito di periodo la
variazione di ricchezza che si manifesta nell' arco temporale, che scaturisce dalla gestione, ossia
da quel sistema di operazioni che, senza soluzione di continuit, va dall' acquisto dei fattori
produttivi sui mercati di approviggionamento fino al collocamento dei prodotti e dei servizi,
ottenuti impiegando i fattori acquisiti sui mercati di sbocco.

Reddito totale

Considerando come arco di temporale l' intera vita dell' azienda il risultato economico prende il
nome di "reddito totale". Esso p essere determinato come: Differenza tra il valore del capitale
restituito ai soggetti inizialmente conferito il capitale di rischio e il valore dei conferimenti
iniziali, aumentata dai prelevamenti e diminuita dei conferimenti ( metodo patrimoniale ).
Diffenrenza tra la sommatoria delle entrate e la sommatoria delle uscite con esclusione di quelle
relative al capitale di rischio ( metodo finanziario ). Differenza tra tutti i ricavi e tutti i costi
( metodo reddituale ). Questi tre metodi conducono allo stesso risultato se: Tutti i fattori
produttivi sono utilizzati per l' attivit produttiva o venduti per stralcio; Tutti i processi
produttivi sono stati ultimati e i prodotti venduti; Tutti i crediti sono stati incassati e tutti i debiti
pagati; Non sussiste alcun rischio che possa determinare costi o perdite.

Reddito d' impresa

In conclusione il reddito totale quell' incremento o decremento che il capitale di rischio


subisce per effetto di tutte le operazioni compiute durante la vita dell' impresa.
R.T. = Capitale Finale Capitale Iniziale. R.T.= Sommatoria dei Ricavi Sommatoria dei
Costi. Presuppone che: L' attivit d' impresa sia completamente cessata, Tutti i crediti e tutti i
debiti siano stati regolati, Non vi sono rischi in corso per costi o perdite future, Il potere d'
acquisto della moneta non abbia subito variazioni, Il capitale sia stato conferito in denaro, Non
siano stati effetuati altri conferimenti n rimborsi di capitale di propriet, Non sia stato effetuato
alcun prelievo di reddito.

Reddito di periodo

Costi e ricavi di competenza economica, cio relativi ai processi produttivi compiuti in un


definito periodo, cio chiusi con il conseguimento dei ricavi, sempre che l' impresa abbia
effettuato le relativa prestazioni e che ce ne siano.

Dal reddito totale al reddito d' esercizio

Alla determinazione del reddito totale concorrono tutti i costi e i ricavi manifestatisi durante il
periodo di esistenza dell' azienda. Per determinare il reddito di un singolo esercizio necessario
isolare opportunamente i costi e i ricavi che sono di pernenza di quel periodo. Le maggiori
difficolt derivano dal fatto che la continuit dei processi economici aziendali fa emergere
numerosi valori che sono comuni a due o pi esercizi e che devono essere artificiosamente
spezzati quando si costruisce la tavola dei valori dalla quale scaturisce il risultato economico
annuale.
Periodi amministrativi ed esercizi

Spezzando artificiosamente il flusso della vita aziendale, si individuano periodi amministrativi


parziali di una certa durata o esercizi nei quali scomporre la vita dell' azienda. La periodicit con
la quale procedere alla determinazione dei risultati fissata pari ad un anno. Nella pratica
aziendale frequente riscontrare esercizi non coincidenti con l' anno solare se pur di durata
annuale. Se nel corso di un determinato esercizio sono realizzate operazioni di gestione
straordinaria risulta necessario procedere alla determinazione del reddito.

Principio della competenza economico

Il principio della competenza economico il principio con cui si individuano i componenti


positivi e negativi di pertinenza dell' esercizio del quale si vuole determinare il risultato
economico. Tale principio pu essere applicato secondo due logiche: Sono considerati di
competenza i costi e i ricavi ascrivibili ai processi produttivi avviati in virt delle iniziative
assunte dall' azienda, sebbene, alla chiusura dell' esercizio, essi non siano stati ancora
completati, Sono considerati di competenza i costi e i ricavi ascrivibili a processi produttivi
compiuti nel esercizio e chiusi con il conseguimento dei ricavi, da parte dell' azienda,
considerando anche le relative prestazioni. Le due impostazioni si discostano per la diversa
considerazione degli utili relativi ai processi in corso di svolgimento che, con la prima
soluzione, sono imputati all' esercizio considerato, mentre con la seconda sono imputati al
periodo in cui i processi saranno completati. Le perdite sui processi in corso sono di competenza
del periodo nel quale emerge il relativo rischio anche se gli stessi devono ancora essere
completati.

Costi di competenza

I costi devono essere correlati con i ricavi dell' esercizio, tale correlazione si realizza: Per
associazione di causa ed effetto tra costi e ricavi, Per ripartizione dell' utilit o funzionalit
pluriennale su base razionale o sistemica, Per imputazione diretta di costi al conto economico
dello esercizio o perch associati al tempo o perch sia venuta meno l' utilit o la funzionalit
del costo.

Reddito e Capitale

Il reddito di esercizio costituisce la variazionepositiva o negativa che subisce il capitale netto


iniziale nel periodo iniziale nel periodo iniziale ammministrativo per effetto della gestione e
delle tecniche di valutazione impiegate per rappresentare in esercizi successivi . Il capitale netto
iniziale pu essere ricondotto al capitale di bilancio determinato in connessione al reddito del
presente esercizio nel caso di impresa gia avviata oppure al capitale di costituzione se l' impresa
non ha ancora iniziato la gestione economica caratteristica.

Relazione tra Reddito e Capitale

Alconi elementi del capitale iniziale partecipano direttamente al reddito d ' esercizio come suoi
componenti Altri , invece,sono tra i dati di riferimento sui quali si basa la determinazionendi
alcuni componenti di reddito (amministrativo) ecc.
Alcuni valori ( cassa, crediti e debiti )sono i dati di partenza per giungere alla determinazione
dei corrispondenti valori da rappresentare nella situazione del capitale finale di funzionamento.
Al termine del periodo amministrativo, i valori del capitale iniziale e i valori rilevati durante il
periodo amministrativo si compongono nella rappresentazione dei componenti del reddito di
esercizio ( conto economico ) e nella sintesi del capitale di funzionamento ( stato patrimoniale).
Finalit del Bilancio

Formidabile, il bilancio d'esercizio ha le seguenti due funzioni: A) E' uno strumento di


conoscenza della gestione e dei suoi risultati per i responsabili aziendali; B) E' uno strumento di
comunicazione che svolge una funzione informativa di grande rilievo nei confronti dei diversi
soggetti interessati all'andamento dell' azienda.

L'influenza delle variazioni ambientali sul bilancio

In relazione all' evoluzione dei contesti interni aziendali e all' evoluzione dell' ambiente
economico sociale, di particolare rilievo l' influenza di variabili sul bilancio quali: ( Gli aspetti
proprietari delle imprese ); Nelle aziende in cui prevale la struttura proprietaria chiusa, il
capitale di rischio un bene di famiglia. Nelle aziende in cui la propriet aperta le azioni
tendono a essere equiparate a un bene merce il cui possesso influenzato dall' andamento dei
mercati dei dividenti. ( Gli aspetti finanziari delle imprese e gli assetti dei mercati finanziari ):
Nei sistemi dominati da imprese a propriet chiusa il fabbisogno finanziario tende a esoddisfarsi
prevalentemente dal ricorso al capitale di prestito: Il flusso di informazioni delle imprese al
mercato tende a rarefarsi; Si hanno legami stringenti con le banche; Il centro del controllo
societario si colloca all' interno dell' impresa stessa. Nei sistemi in cui prevalgono imprese a
propriet aperta relativamente pi consistente il ricorso al capitale di rischio mediante azioni e
titoli: I mercati dei capitali sono efficienti; Gli standards contabili tesi previleggiano l'
informativa rivolta agli azionisti cercando di ridurre le asimmetrie informative tra l' impreasa e
gli investitori; Il centro del controllo societario situato nel mercato dei capitoli. (Il grado di
intervento dello stato nel disciplinare l' informativa di bilancio e, pi in generale, nel dettare
norme e principi volti a disciplinare i rapporti tra l' impresa e i suoi Stakeholders).

Il grado di intervento dello Stato e quali interessi si proteggono?

Nei sistemi con imprese a propriet chiusa si protegge l' interesse dei creditori; Nei sistemi con
imprese a propriet aperta si protegge l' interesse degli Shareholders;
Nei sistemi a ( Code Law ) il legislatore detta principi di composizione del bilancio rinviando
alla tecnica per l' interpretazione in chiave operativa delle prescrizioni legislative.

Il pricipio della neutralit

Il bilancio d' esercizio, in quanto preparato per una pluralit di destinatari, non deve favorire gli
interessi o le esigenze di gruppi particolari. Le politiche di livellamento dei redditi sono
incompatibili con corrette determinazioni di bilancio che devono consistere la misurazione del
reddito prodotto, svincolandolo dal succedersi di fasi favorevoli e svaforevoli. Le finalit
assegnate al bilancio d' esercizio sono incompatibili con valutazioni di cessione e ancor pi con
le valutazioni che riflettono le conclusioni dell' acquirente.
Gli interessi conoscitivi: Investitori

Gli interessi conoscitivi degli Investitori: Gli Investitori istituzionali hanno aspettative meno
sensibili agli accadimenti che hanno influenza sul valore dello investimento nel breve priodo.
Gli Investitori non istituzionali destinano quote non rilevanti dal risparmio e al capitale d'
azienda e hanno attese di dividenti e di ( Capital Gains ) di breve e brevissimo periodo. Al
delinearsi di turbolenze sui mercati dei capitali tende a prevalere un comportamento di tipo
difensivo con l' abbandono dello investimento azionario, contrariamente a quanto si verifica nei
periodi di euforia. Pi che i dati e le informazioni ritraibili dai bilanci e le valutazioni degli
analisti finanziari e delle agenzie di rating devono orientare le scelte dei piccoli investitori in
titoli azionari e obbligazionari.

Gli interessi conoscitivi: Lavoratori

Per i lavoratori che non partecipano alla distribuzione del risultato della gestione, le attese di
remunerazione trovano copertura nelle condizioni disciplinate dalla contattazione colletiva. In
situazioni di crisi dei sistemi economici diviene rilevante per i lavoratori, apprezzare i rischi che
possono compromettere la conservazione del posto di lavoro. Gli svolgimenti secondo
soddisfacimenti condizioni di economicit non constituiscono una sicura garanzia di
conservazione del posto di lavoro, ma ne pongono le premesse. Il bilancio sociale e il bilancio di
sostenibilit possono offrire segnali circa il valore che le imprese attribuiscono alle risorse
personali attraverso l' impegno profuso e che intendono profondere nel difendere i livelli
occupazionali, nel cercare ambienti di lavoro pi sicuri, stimolanti e gratificanti.

Gli interessi conoscitivi: Creditori

I Creditori valutano le iniziative sulla base degli indici di bilancio. Le garanzie coprono il
( Gap ) tra conoscenza richiesta e disponibile. La credibilit dell' azienda nei mercati finanziari
si basa sulla solidariet patrimoniale, sull' affinamento dei suoi modelli di analisi e sulla
condivisione dei prorpi programmi da parte dei programmi da parte dei mercati finanziari. La
conoscenza delle dinamiche finanziarie offerte dai prospetti di flussi finanziari riveste una
notevole importanza. L' informativa di bilancio deve essere orientata all' impresa nel suo
complesso. Emerge l' esigenza di produrre un' informativa economico finanziaria in relazione
al differente livello di rischio che caratterizza i singoli business.

La portata informativa del bilancio

I processi decisionali sono meglio orientati quanto pi soddisfacente : La capacit di


previsione; comparazione, giudiziointorno all' evoluzione dei movimenti monetari. La
possibilit di esprimere giudizi intorno alla prospettica capacit di reddito dell' impresa. La
possibilit di esprimere giudizi di efficacia ed efficienza dell' operato degli organi di governo
economico nel perseguimento dei fini istituzionali.
Applicabilit dei principi contabili

I documenti emanati dallo IASB sono elaborati tecniciche acquisiscono validit normativa nei
contesti giurisdizionali in ragione della forza a essi attribuita dai legislatori e/o dagli organismi
di sorveglianza locali. L' Unione Europea ha infatti delegato allo ISAB la stesura dei principi
contabili per le societ quotate nei mercati degli Stati membri. Il legislatore ha imposto che:
Devono adottare gli IAS/IFRS le societ aventi strumenti finanziari diffusi tra il pubblico, le
banche e le societ finanziarie per la redazione dei bilanci d' esercizo e consolidato.
Non adottano i principi contabili internazionali le societ di capitali non quotate che non
rientrano nell' ambito di consolidamento di un gruppo, le societ di capitali di minori dimensioni
e le societ di persone.

La competenza economica: Principio di competenza

Il Principio di Competenza si individuano i componenti positivi e negativi di pertinenza dell'


esercizio del quale si vuole determinare il risultato economico.
Tale principio pu essere applicato secondo due logiche: Sono considerati di competenza i costi
e i ricavi ascrivibili ai processi produttivi avviati in virt delle iniziative assunte dall' azienda,
sebbene, alla chiusura dell' esercizio, essi non siano stati ancora completati. Sono considerati di
competenza i costi e i ricavi che si riferiscono a processi produttivi compiuti nell' esercizio e
chiusi con il conseguimento dei ricavi, sempre che siano state effettuate nel periodo stesso,
insieme alle relative prestazioni. Le due impostazioni si discostano per la diversa considerazione
degli utili relativi ai processi in corso di svolgimento che, con la prima soluzione, sono
imputabili all' esercizio considerato, mentre con la seconda sono imputati al periodo in cui i
processi saranno completati. Le perdite sui processi in corso sono di competenza del periodo nel
quale emerge il relativo rischio anche se gli stessi devono ancora essere completati.

Periodo amministrativo o esercizio

Spezzando artificiosamente il flusso continuo della vita aziendale, si individuano periodi


amministrativi nei quali scomporre la vita dell' azienda. La periodicit con la quale procedere
alla determinazione dei risultati fissata convenzionalmente in misura pari a dodici mesi.

Movimenti Finanziari e Competenza Economica

I Movimenti finanziari si realizzano con una Variazione dei: debiti, crediti o della liquidit. La
Competenza economica: la realizzazione dei ricavi avviene quando il processo produttivo stato
completato e lo scambio gi avvenuto.
Correlazione costi ricavi un associazione di causa ad effetto, ripartizione dell' utile
pluriennale, esaurimento utilit, associazione di costi al tempo. La competenza economica
diviene il criterio rilevante, indipendentemente dal momento della manifestazione finanziaria
delle operazioni. Dobbiamo cos domandarci: Abbiamo registrato dei costi che non sono di
competenza? Se si occorre che non partecipino alla determinazione del reddito. Abbiamo
registrato dei ricavi che non sono di competenza? Se si occorre che non partecipino alla
determinazione del reddito, altrimenti richieremmo di annacquare il bilancio e lo stesso non
rispnderebbe pi ai principi di redazione di bilancio ( art 2423 e 2423 bis C.C. ) . Non abbiamo
registrato dei costi che sono di competenza? Dobbiamo considerarli per la determinazione del
reddito. Non abbiamo registrato dei ricavi che sono di competenza? Occorre considerarli per la
determinazione del reddito.
N discende che: - Non tutti i costi e i ricavi sostenuti o conseguiti in un periodo, che hanno
movimentazione finanziaria, sono di competenza, ai fini della determinazione del reddito. - I
fattori produttivi, a fecondit semplice o ripetuta, ancora utilizzabili per ottenere prodotti
vendibili, cos come i prodotti, ma non ancora venduti rappresentano alla fine del periodo il
complesso dei beni e delle utilit economiche di cui l' impresa dispone per svolgere i processi
produttivi di periodi futuri.

Principio di prudenza ( art 2423 bis comma 1,2,4 C.C. )

Il principio di prudenza viene applicato, in quanto, molte valutazioni presentano incertezza


richiedono stime. Prudenza implica l' applicazione del principio di disparit, cio un trattamento
asimmetrico nel considerare i componenti positivi e quelli negativi, e in un trattamento
asimmetrico nel considerare le situazioni favorevoli da quelli svaforevoli delle poste in bilancio.
In sintesi gli utili sperati non devono partecipare alla determinazione del reddito, mentre le
perdite tenute devono parteciparci.

Assestamento: Costi e Perdite future

Le sole rilevazioni continuative non bastano per arrivare alla redazione del bilancio. Al termine
dell' esercizio al fine di trasformare i valori di conto in valori di bilancio idonei a rappresentare
il reddito d' esercizio e il patrimonio di funzionamento si compongono le scritture di
Assestamento che si distribuiscono in: Scritture di Rettifica che consentono di rinviare al futuro
costi e ricavi che si sono gi manifestati sotto il profilo finanziario e che quindi sono gia stati
rilevati, ma non sono di competenza dell' esercizio. Queste possono essere classificate come:
Ammortamento Diretto e Indiretto, rimanenze di merci, risconti attivi e passivi. Scritture di
Integrazione che consentono di integrare nel sistema dei valori di bilancio alcuni componenti di
reddito le cui futuri manifestazioni monearie avr luogo nel futuro o nei futuri esercizi, ma che
sono di competenza periodo che si chiude. Queste possono essere classificate come: Importi
accantonata a fondo svalutazione crediti, i retei passivi e attivi.

Break Even Point ( Punto di equilibrio )

La classificazione dei costi

A seconda delle relazioni esistenti tra il livello dei costi e volumi di produzione, i costi si
distinguono in: Costi Variabili: variano al variare delle quantit prodotte; la variazione pu
essere proporzionale, pi che proporzionale, meno che proporzionale. Ad esempio i costi per
materie prime, in quanto sono proporzionali alle quantit dei prodotti fabbricati. Costi Fissi: il
loro ammontare commisurato alla struttura tecnica organizzativa aziendale e alla
conseguente capacit produttiva, essi quindi non variano al variare delle quantit prodotte. Sono
costi fissi gli emolumenti pagati ad amministratori e sindaci.
Costi delle quantit prodotte

Rappresentano graficamente l andamento dei costi fissi e dei costi variabili, supposti
proporzionali, rispetto alle quantit prodotte. Essi vengono indicati con delle rette;
analogamente si rappresentano con una retta ( parallela ai costi variabili, ma la cui origine
corrisponde all altezza dei costi fissi ) i costi totali, dati dalla somma dei costi fissi pi i costi
variabili.

Legenda:
R = ricavi di vendita ( Total Revenue );
C.f. = Costi fissi ( Fixed Costs );
C.Y. = Costi Variabili ( Cv * U )
C.v = Costi variabili unitari ( Variable Costs );
U = Unit prodotte ( Units sold );
C.t. = Costi totali ( Total Costs );
p = prezzo di vendita.
= B.E.P.

Il Punto di Equilibrio ( Break Even Point )

Le relazioni tra costi variabili, costi fissi e volume di produzione sono messe in evidenza dal
diagramma di redditivit consente di determinare a quale grado di sfruttamento della capacit
produttiva, o in corrispondenza a quale volume di vendite, o a quale ammontare di fatturato dell
azienda si realizza l equilibrio economico. Il B.E.P. corrisponde al punto d incontro della retta
che rappresenta i ricavi. A sinistra del B.E.P. i costi totali superano i ricavi e l azienda supporta
perdite. A destra del B.E.P. i ricavi superano i costi e l azienda consegue utili. Nel B.E.P. costi e
ricavi si equivalgono e il risultato economico uguale a zero. Il B.E.P. si ottiene quando si
verifica l eguaglianza R = G e si calcola risolvendo l equazione ( px U = [ C.f. + C.v. * U ] ) da
cui si ottiene : { U =[ C.f. / ( p C.v. ) ]}: dove ( p C.v. ) costituisce il margine unitario di
contribuzione con il quale ogni prodotto partecipa alla copertura dei costi fissi. Lo sfruttamento
della capacit produttiva dell azienda si calcola [( B.E.P. * 100 ) capacit produttiva ]. Per
calcolare il risultato economico che si pu determinare da una vendita di N possiamo scrivere R
= G + E [ E = risultato Economico ].

Risconti attivi e passivi

I Ratei sono quote di uscite o di entrate future relative a costi o a ricavi proporzionali al tempo,
che sono maturate ma ancora da liquidare. Esempio:

Nel corso dell' anno l' azienda X ha compiuto, fra le altre, le seguenti operazioni: in data 1\2
ha concess in locazione un capannone pattuendo un canone annuo di euro 12,600 + iva esigibile
in rate semestrali posticipate all 1\2 e 1\8 di ogni anno.
in data 1\9 ha ottenuto dalla banca Y un mutuo di euro 60,000 al tasso del 6,50% con interessi
posticipati al' 1\3 e l 1\9 di ogni anno. I fatti di cui sopra hanno dato luogo alle seguenti
rilevazioni in P. D.
______________________________________________________________________
Clienti Diversi 7,560
Fitti Attivi 6,300
Iva Ns. Debito 1,260
Banca Y 60,000
Mutui Passivi 60,000
Vediamo ora di considerare la competenza economica dei costi e dei ricavi connessi alle
suddette operazioni, individuando gli eventuali ratei da calcolare al 31\12
Canoni della locazione attiva
Consideriamo la locazione del capannone, osserviamo che al 31/12 risulta maturata la quota relatva al periodo
che va dall'1/8 al 31/12 (cio quella che riguarda i 5 mesi di agosto, settembre, ottobre, novembre e dicembre ).
Tale "ricavo" di competenza dell' esercizio, anche se la sua riscossione avverr nell' esercizio successivo. Nell'
aspetto finanziario esso misurato da un "rateo attivo", che corrisponde al credito potenziale del canone di affitto
gi maturato. Il calcolo il seguente:( 6,300 : 6 = x : 5 ) da cui risulta x = 5,250 "rateo attivo"
Interessi sul mutuo passivo
Poich sul mutuo ottenuto in data 1\9 gli interessi sono corrisposti in via posticipata, al 31\12 risultano gi
maturati gli interessi per il periodo 1\9 31\12, che saranno liquidati nell' esercizio successivo. Tali interessi
rappresentano un "costo" di competenza dell' esercizio in chiusura e sono misurati nell' aspetto finanziario da un
"rateo passivo". Il calcolo degli interessi per i 4 mesi maturati si presenta come segue: I = (60,000 x 4 x
6,50 )/1,200 uguale 1,300 "rateo passivo".

Ratei Attivi 5,250


Fitti Attivi 5,250
Interessi Passivi su Mutui 1,300
Ratei Passivi 1,300

I Risconti attivi e passivi

I risconti sono quote di costi o di ricavi proporzionali al tempo liquidati e rilevati in via anticipata, che non sono
ancora maturate e che pertanto sono da rinviare al futuro.
Con i risconti si "rinviano" singoli costi o singoli ricavi e quindi la rettifica si opera direttamente nei conti alle
"variazioni d' esercizio" nei quali tali costi o ricavi sono stati rilevati. In particolare:
Un Risconto Attivo, ossia l' elemento patrimoniale attivo che scaturisce dal rinvio di un "costo", si rileva in
Dare dell' ononimo conto RISCONTI ATTIVI, mentre in Avere si avr il conto acceso al "costo d' esercizio" che
va rettificato.
Un Risconto Passivo, ossila l' elemento patrimoniale passivo che deriva dal rinvio di un "ricavo"si rileva in
Avere dell' ononimo conto RISCONTI PASSIVI, mentre in Dare si avr il conto acceso al "ricavo d' esercizio"
che va rettificato.

Il bilancio ( Codice Civile Libro V Del Lavoro Sezione IX Art. 2423 )


Alla richiesta di affidamento presentata alla banca da parte di un impresa fa seguito
la fase di istruttoria del processo di valutazione del rischio di credito. Tra gli
elementi e i dati presi in considerazione dell istruttoria bancaria primeggia per
importanza il
bilancio d esercizio dell impresa richiedente il fido.
La normativa riguardante la redazione dei bilanci d esercizio delle imprese
dettata dal Codice Civile e completata dai principi contabili. Questa complessa
normativa oggetto in questi anni di un profondo cambiamento, avviato con le
modifiche al Codice Civile introdotte dalla riforma del diritto societario e che
prosegue per effetto dell emanazione e dell applicazione dei principi contabili
internazionali che resa necessaria dalla globalizzazione del sistema economico e di conseguenza dal bisogno di
uniformare le regole di compilazione dei bilanci in tutte le imprese che operano in ambito U.E.
I principi contabili internazionali sono emanati dallo Iasb (International accounting board) e si denominano Ias
(International accounting standard) se sono di vecchia elaborazione e Ifrs(International Financial reporting
standard).
Tra gli effetti pi importanti del sistema Ias/Ifrs spicca l introduzione del fair value che rappresenta il criterio di
valutazione degli elementi patrimoniali in base al loro valore corrente.

In base al Codice Civile art. 2423 e 2423 bis il bilancio d esercizio deve essere redatto con
chiarezza e deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale
e finanziaria della societ e il risultato economico dell esercizio.

Il bilancio d esercizio, che predisposto dagli amministratori e sottoposto all approvazione dell assemblea
ordinaria dei soci, si compone di tre parti inscindibili:
1) Lo Stato patrimoniale;
2) Il Conto economico;
3) La Nota integrativa.

Le prime due parti sono costituite da schemi obbligatori, (lo Stato patrimoniale a sezioni divise, il Conto
economico in forma scalare) mentre la Nota integrativa ha un contenuto discorsivo pur comprendendo tabelle e
prospetti.
Tuttavia gli studiosi e gli esperti dubitano sulla piena idoneit a esprimere compiutamente le situazioni
finanziarie ed economiche dellimpresa che ha richiesto l affidamento bancario. Queste situazioni, infatti, non
fanno riferimento a un istante, ma a un proprio a un proprio periodo e possono essere accertate solo integrando i
dati di bilancio con delle previsioni riguardanti le entrate e le uscite future (situazione finanziaria) oppure i costi
e ricavi futuri (situazione economica).

Di regola l analisi viene compiuta dall Ufficio fidi, ma nelle pratiche di fido pi impegnative, pu affidarla a
societ specializzate che svolgono attivit di revisione dei bilanci. L analisi di bilancio presuppone l
interpretazione del bilancio stesso, che si in tre fasi successive.

La prima fase rappresentata dall interpretazione letterale che consiste nella individuazione del significato
delle voci di bilancio, in modo da comprendere il contenuto.
La seconda fase consiste nell interpretazione revisionale, ossia nella verifica dell attendibilit e della
veridicit del bilancio.
Nell effettuare l interpretazione revisionale del bilancio l Ufficio fidi deve compiere un indagine critica sulle
singole poste, accertando la effettiva consistenza dei beni ecc.
La terza fase costituita dall interpretazione prospettica che prende avvio dai dati di bilancio e perviene ad
apprezzare le situazioni finanziaria, economica e patrimoniale dell impresa.
A questo risultato la banca giunge completando le voci degli schemi contabili (Stato patrimoniale e Conto
economico) con le indicazioni contenute nella Nota integrativa.
L interpretazione prospettica consente alla banca di valutare il grado di affidabilit dell impresa che ha richiesto
il fido.

Analisi di bilancio per indici


L analisi del bilancio d esercizio mediante indici costituisce lo strumento quantitativo pi applicato
dalle banche per avviare la valutazione delle imprese ai fini delle assegnazioni dei rating e delle
concessioni di fido. L analisi richiede la rielaborazione del bilancio, la scelta e il calcolo degli indici e
un sistema di coordinamento.

1) Rielaborazione dei documenti contabili del bilancio d esercizio

La rielaborazione dei documenti contabili compresi nel bilancio d


esercizio consiste nella riclassificazione e nella riaggregazione
delle voci contenute nello Stato patrimoniale e nel Conto
economico per ottenere dati pi significativi e pi sintetici in vista
dell analisi per indici.

Lo Stato patrimoniale compilato in base all art. 2424 del Codice


civile, pur contrapponendo gli impieghi (attivit nette) alle fonti di
finanziamento (patrimonio netto e passivit) non redatto
secondo criteri finanziari; ci perch, ad esempio, non suddivide i
crediti secondo la scadenza e classifica le attivit in
immobilizzazioni e attivo circolante in base alla destinazione degli
elementi considerati e non in base alla loro liquidabilit.

Pertanto, l Ufficio fidi procedendo a riclassificare le poste dello Stato patrimoniale in funzione della
successiva analisi sulla situazione finanziaria dell impresa, avvalendosi delle informazioni contenute
nella Nota integrativa che fa parte del bilancio d esercizio ed esercitando il loro esame critico su tutte
le voce e sui valori.

Per quanto riguarda le rimanenze di magazzino, l esame critico compiuto dai funzionari deve
evidenziare quelle di difficile vendita o di problematico utilizzo, che devono essere trasferite fra le
immobilizzazioni, come anche le quote di risconti aventi competenza pluriennale e i disaggi di
emissione di prestiti obbligazionari.
La rielaborazione dello Stato patrimoniale approda al sintetico schema:

Schema rielaborato dello Stato patrimoniale.


Impieghi Fondi di finanziamento
Disponibilit liquide ( Dl ) Patrimonio netto ( Pn )
- Valori in cassa; Capitale proprio: ( Cp )
- Fondi depositi presso la banca e la - Capitale sociale;
posta; - Riserva da sopraprezzo;
- Titoli di largo mercato; - Riserva legale;
- Crediti in scadenza di sicuro buon - Riserva di rivalutazione;
fine. - Altre riserve e utili a nuovo.
Disponibilit finanziarie ( Df ) Risultato economico d esercizio;
- Crediti con scadenza entro i 12 mesi; - Utile d esercizio; ( Re )
crediti verso clienti, cambiali attive, - Perdita di esercizio e perdite a nuovo
crediti verso societ collegate e (consolidate). ( Re )
controllate. Debiti a breve scadenza ( Db )
Rimanenze ( Rm ) - Debiti in c/c verso banche; debiti con scadenza
- Magazzino: merci, materie prime, entro i 12 mesi verso i fornitori, verso il Fisco,
parti, semilavorati, prodotti finiti, verso gli istituti previdenziali, verso societ
scorte diverse; controllate e collegate; debiti verso clienti per
- Acconti a fornitori. acconti ricevuti;
- Quote di mutui o di prestiti obbligazionari in
Totale Attivo circolane ( Ac ) scadenza entro lo esercizio successivo;
- Debiti per TFR verso dipendente di cui si
Immobilizzazioni (al netto dei fondi di prevede la cessione di lavoro nellesercizio
ammortamento) ( Im ) successivo.
- Immateriali (costi di impianti e di Debiti a media e lunga scadenza ( Dc )
ampliamento, software, disaggi di - Debiti con scadenza oltre i 12 mesi verso
emissione , quote di risconti con fornitori, creditori diversi, societ controllate e
competenza pluriennale); collegate;
- Materiali (fabbricanti, impianti, - Mutui passivi e prestiti obbligazionari (al netto
attrezzature, automezzi, arredamento, della quota scadente entro lo esercizio
imballaggi durevoli, rimanenze di successivo);
magazzino di difficile vendita); - Debiti per TFR (al netto di quanto si prevede di
- Finanziarie (crediti con scadenza oltre pagare nell esercizio successivo).
i 12 mesi, partecipazioni e altri titoli
non destinati allo smobilizzo o di Totale Capitale di terzi ( Ct )
difficile vendita).

Totale Impieghi ( Ti ) Totale Fonti di finanziamento ( Tf )

Il Conto economico redatto in base all art. 2425 del Codice Civile, si presenta in forma scalare
secondo la configurazione a valore e costi della produzione, con i costi classificati per natura.
La rielaborazione del Conto economico compiuta dall Ufficio fidi in funzione della successiva analisi
sulla situazione economica dell impresa.
Trattandosi di analisti esterni, che non hanno le informazioni che consentono di riclassificare i costi per
destinazione produttiva e quindi di ottenere la configurazione a ricavi e costo del venduto, la
rielaborazione rivolta di solito a ottenere la configurazione a valore aggiunto.
L espressione valore aggiunto indica l incremento di valore che un impresa aggrega al valore dei
beni e dei servizi che acquista dalle altre aziende.
Dopo aver evidenziato il valore aggiunto ottenuto dall impresa attraverso la gestione della produzione
si evidenziano alcuni interessanti risultati intermedi: il margine operativo lordo che risulta dalla
differenza tra il valore aggiunto e i costi del personale, e il reddito operativo, che risulta sottraendo dal
margine operativo lordo gli ammortamenti, le svalutazioni e gli accantonamenti per rischi e oneri.

Schema rielaborato del Conto economico


Segni Ricavi netti di vendita ( Rv )
+ Costi patrimonializzati per lavori interni
+/- Variazioni delle rimanenze di prodotti finiti, semilavorati, prodotti in lavorazione
+ Altri ricavi e proventi di gestione

Valore della produzione ( Vp )


- Costi netti per acquisto materie prime, sussidiarie, di consumo e merci
+/- Variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci
- Costi per servizi
- Altri costi di gestione

Valore aggiunto ( Va )
- Costi del personale

Margine operativo lordo ( Mol )


- Ammortamenti
- Svalutazione crediti
- Accantonamento a fondo rischi e oneri

Reddito operativo ( Ro )
+/- Proventi e oneri finanziari
+/- Proventi e oneri accessori

Risultato economico della gestione ordinaria


- Proventi e oneri straordinari

Risultato economico al lordo delle imposte ( Ri )


- Imposte d esercizio

Utile o perdita d esercizio

2) Scelta e calcolo degli indici

Per quanto riguarda la scelta e il calcolo degli indici abbiamo:


- Rapporti strutturali semplici: sono quelli istituiti tra una classe di valori e il totale che concorre a
formare; quando sono riferiti a 100 questi indici vengono chiamati rapporti percentuali di
composizione (ad esempio: disponibilit liquide n % del totale impieghi dello Stato patrimoniale);
- Rapporti strutturali composti: sono quelli istituiti tra classi di valori appartenenti alla medesima
sezione dello Stato patrimoniale (ad esempio: rapporto tra debiti a breve scadenza e debiti a
media lunga scadenza);
- Rapporti strutturali complessi: sono quelli istituiti tra classi di valori appartenenti alle sezioni
contrapposte dello Stato patrimoniale (ad esempio: tra le disponibilit liquide e i debiti a breve
scadenza);
- Rapporti operativi: sono quelli istituiti tra dati o risultati di due documenti diversi (ad esempio: tra
il margine operativo lordo che emerge dal Conto economico e il totale degli impieghi evidenziato
dallo Stato patrimoniale).

I quozienti di bilancio sono distinti secondo la loro natura:


a) Quozienti di natura finanziaria

La struttura finanziaria dell impresa resa evidente da indici di indebitamento che esprimono il
differente concorso delle fonti interne e delle fonti esterne nel finanziamento degli impieghi. Questo
dosaggio tra mezzi propri e mezzi di terzi chiamato leverage o leva finanziaria. calcolato
rapportando:

Indice di indebitamento (leverage) = Totale impieghi / Capitale proprio Ti / Cp

Un risultato pari all unit corrisponde a un finanziamento totale dell impresa con capitale proprio,
invece un risultato pari a 2 indica un equilibrio tra mezzi propri e debiti aziendali e pu essere
giudicato sufficiente. Valori maggiori esprimono un crescente indebitamento dell impresa e l
opportunit di una ricapitalizzazione.

L equilibrio tra impieghi e finanziamenti risulta dagli indici di liquidit che rivelano la sua solvibilit o
della capacit dell impresa di far fronte agli impieghi finanziari di prossima scadenza. Questo indice
anche detto current test si considera soddisfacente se risulti pari o superiore a 2; deve comunque
essere superiore a 1 e in caso contrario segnala che il patrimonio circolante netto negativo.
calcolato rapportando:

current test = Attivo circolante / Debiti a breve scadenza Ac / Db

Abbiamo inoltre l indice di liquidit primaria che esprime la capacit dell impresa a fronteggiare, in
tempi brevissimi, i debiti di prossima scadenza e i normali pagamenti.
calcolato rapportando:

indice di liquidit primaria = Disponibilit liquide / Debiti a breve scadenza Di / Db

I valori di questi indici di liquidit risultano sovente alterati nelle imprese che chiedono affidamenti
bancari.

L origine dei mezzi che hanno finanziato gli investimenti a lungo ciclo di utilizzo calcolata mediante
due indici di copertura delle immobilizzazioni che si suddividono in:

indice di autocopertura delle immobilizzazioni Capitale proprio/immobilizzazioni Cp / Im


Indice di copertura delle immobilizzazioni (con le passivit consolidati) = Dc / Im
Debiti a media e lunga scadenza / immobilizzazioni

Un risultato del primo rapporto nettamente superiore a quello del secondo corrisponde a una
situazione soddisfacente. In particolare, se il primo esprime un risultato vicino a 1 significa che le
immobilizzazioni sono finanziate con capitale proprio; tuttavia, poich molto spesso l impresa
costretta a integrare i mezzi propri con finanziamenti a medio/lungo termine, anche il secondo pu in
certe situazioni avvicinarsi all unit.

I termini mediamente accordati ai clienti per il regolamento delle fatture di vendita, sono messi in
evidenza dal quoziente tra i crediti commerciali a fine anno e il fatturato dell esercizio. I giorni di
dilazione media sulle vendite si ottengono moltiplicando il risultato per 365:

giorni di dilazione media sulle vendite =


( Crediti v/clienti al 31/12 / Totale crediti v/clienti sorti nell anno ) 365.
Pi lunga risulta la dilazione media concessa ai clienti e maggiori sono le esigenze di fido bancario, in
quanto l impresa venditrice deve a sua volta finanziare la propria clientela attraverso le vendite a
credito. Pu essere utile il calcolo dei giorni di dilazione media sugli acquisti, che si esegue
sostituendo nel rapporto i crediti v/clienti con i debiti v/fornitori, pi lunga risulta la dilazione e minori
sono le esigenze di ricorrere ad affidamenti bancari.

b) Quozienti di natura economica

La rielaborazione degli schemi contabili di bilancio pu fornire preziose informazioni anche sotto il
profilo economiche, evidenziando la redditivit dell impresa e il contributo che a essa deriva dai vari
settori che possono essere riconosciuti nella sua gestione.
Quest ultima viene scomposta in:
- Gestione operativa, formata da tutte le tipiche operazioni di esercizio che concorrono a formare
il margine operativo lordo, quest ultimo risulta dalla differenza tra il valore aggiunto e i costi del
personale;
- Gestione non caratteristica, costituita sia dalle operazioni di carattere finanziario e tributario sia
da quelle straordinarie, di natura non ricorrente, che riguardano le sostituzioni o i rinnovi
dimmobilizzazioni materiali o finanziarie di rilevante entit.

L attitudine dell azienda a effettuare la copertura dei costi e a conseguire un congruo utile e effettuata
attraverso l analisi economica del bilancio. La redditivit complessiva dellimpresa espressa dal
tasso di redditivit del capitale proprio ( ROE ), che esprime la redditivit complessiva dell
impresa. Il ROE esprime la capacit della gestione a remunerare il capitale che stato investito nell
impresa e viene calcolato rapportando:

ROE = ( Utile d esercizio / Capitale proprio ) 100 Re / Cp %

La redditivit della gestione operativa espressa dal tasso di redditivit del capitale investito
( ROI ), esprime la percentuale e il grado dindebitamento aziendale.

ROI = ( Reddito operativo / Totale impieghi ) 100 Ro / Ti %

Il calcolo del ROI utile nelle situazioni in cui si deve valutare l opportunit di compiere investimenti
aggiuntivi che richiedono l accensione di nuovi debiti di finanziamento. Infatti, se il tasso effettivo dei
nuovi prestiti inferiore alla misura che si ritiene, assumer il ROI in seguito ai nuovi investimenti
effettuati, l operazioni dar probabilmente risultati positivi.

Il tasso dincidenza della gestione non caratteristica si ottiene dal rapporto tra il risultato
economico globale e quello della sola gestione operativa dell impresa:

tasso di incidenza della gestione non caratteristica = Re / Ro %


( Ricavi netti / Reddito operativo ) 100

La percentuale che si ottiene alta se notevole il concorso alla formazione del reddito dei
componenti positivi non riconducibili alla gestione caratteristica dell impresa.

Il grado di utilizzo delle risorse investite nell impresa espresso dall indice di rotazione degli
impieghi:

indice di rotazione degli impieghi = ( Ricavi di vendita / Totale impieghi ) Rv / Ti

Pi tale indice alto, tanto maggiore il grado di efficienza dell impresa.


La rimunerativit dei ricavi di vendita espressa dal tasso di redditivit lorda delle vendite ( ROS ).

ROS = ( Reddito operativo / Ricavi netti di vendita ) 100 Ro / Rv %

Questo tasso esprime la percentuale di redditivit delle vendite indicando la quota di ricavi che rimane
dopo la copertura di tutti i costi della gestione operativa. Se confrontato nel tempo in analisi
sequenziale, pu fornire utili indicazioni sull efficienza delle politiche di vendita via via attuate dall
impresa.

c) Quozienti di natura patrimoniale

Dalla rielaborazione degli schemi contabili del bilancio anche possibile ricavare indicazioni sulla
struttura del patrimonio al fine di accertare le condizioni di equilibrio nella composizione degli impieghi
e delle fonti di finanziamento e, tra gli altri indici opportuno ricordare:

Rapporti strutturali di composizione

Tra le singole classi di valori dello Stato patrimoniale e il totale di una delle due sezioni ne riporto due
esempi:

Attivo circolante / Totale impieghi Ac / Ti Debiti a breve scadenza / Db /


Totale fonti di finanziamento Tf

- Grado dimmobilizzo del patrimonio

risulta dal rapporto tra attivo circolante e immobilizzazioni. Questo indice esprime l elasticit della
struttura aziendale e offre risultati molto diversi da settore a settore; in generale basso nelle imprese
industriali e di servizi e alto, in quelle commerciali.

Grado di immobilizzo del patrimonio = Attivo circolante / Immobilizzazioni Ac / Im

3) Sistema di coordinamento degli indici

Il sistema di coordinamento degli indici, articolato in tre sottosistemi riguardanti:

a) Le condizioni finanziarie dell azienda che risultano dagli indici: dindebitamento, di liquidit e
di dilazione media delle vendite e dai rapporti strutturali di composizione degli impieghi e delle
fonti di finanziamento.
b) L andamento dell attivit caratteristica, che appare soprattutto dagli indici di: dilazione
media delle vendite, dal ROI, dal ROS, dall indice di rotazione degli impieghi e, dai rapporti
strutturali di composizione del Conto economico;
c) La redditivit della gestione, che si ricava principalmente dagli indici: ROI, ROE,
dindebitamento e, dal tasso d' incidenza della gestione non caratteristica.

Il coordinamento degli indici mostra le relazioni che legano tra loro gli indici che fanno parte del
sistema. In particolare, gli indici che definiscono il sottosistema di redditivit della gestione sono
collegati da una relazione matematica:

ROE = ROI Leverage gestione non caratteristica

( Re / Cp )% = ( Ro / Ti )% ( Ti / Cp )% ( Re / Ro )%

Questa relazione matematica, evidenzia i favorevoli effetti esercitati sulla redditivit da parte del
ricorso al credito in periodi nei quali il rendimento operativo del capitale investito risulta superiore al
tasso dei finanziamenti.