Sei sulla pagina 1di 5

COASE: LA NATURA DELL’IMPRESA

Per quanto riguarda Coase, bisogna sottolineare che Coase non è proprio neoclassico, ma apre il
filone CONTRATTUALISTICO, ed il suo obiettivo è quello di PERVENIRE ad una DEFINIZIONE CHIARA
del termine IMPRESA, ma anche che venga chiarita la differenza rispetto ad un’IMPRESA del
mondo reale, ed infatti secondo COASE è possibile ottenere una definizione di impresa non solo
realistica, cioè corrispondente a ciò che si intende per tale nel mondo reale, ma anche TRATTABILE
con i 2 più importanti strumenti di analisi economica sviluppati da Marshall ovvero: L’IDEA DEL
MARGINE E QUELLA DI SOSTITUZIONE .

A tal proposito bisogna sottolineare che per la ricerca di una DEFINIZIONE DELL’IMPRESA è utile
considerare inizialmente il sistema economico, ed infatti secondo HAYEK “IL SISTEMA ECONOMICO
è coordinato dal meccanismo dei prezzi e quindi la società diventa UN ORGANISMO e non
un’organizzazione”, e quindi il sistema economico funziona da solo, ma ciò non significa che non vi
sia pianificazione da parte degli individui, che effettuano previsioni e scelgono alternative,
necessarie per garantire ORDINE NEL SISTEMA.
Secondo SALTER invece il SISTEMA ECONOMICO normale funziona autonomamente e per le
operazioni correnti non è assoggettato ad un controllo centrale, e quindi non ha bisogno di
sorveglianza. SALTER infatti da una definizione imperfetta del nostro sistema economico, o meglio
la descrizione non funziona all’interno di un’impresa. Per fare un es., nella TEORIA ECONOMICA
troviamo che l’allocazione dei fattori produttivi fra i diversi usi è determinata dal meccanismo del
prezzi, ovvero il prezzo del fattore A diventa più elevato in X che in Y, e per effetto di ciò A si sposta
da Y a X fino a che scompare la differenza fra i prezzi in X e Y; nel MONDO REALE invece si
accorgiamo che vi sono vaste aree in cui questo non accade, infatti se un lavoratore si sposta dal
reparto Y al reparto X, non è perché si è verificato un cambiamento nei prezzi relativi, ma perché
gli è stato ordinato di farlo.

In ogni caso cmq possiamo affermare che COASE è stato il primo soggetto che ha parlato di
IMPRESA, tranne SIMON che aveva distinto organizzazione gerarchica e mercato, individuando le
funzioni che devono essere centralizzate. Ma questo argomento non è stato ignorato dagli altri
economisti, infatti MARSHALL ha introdotto l’ORGANIZZAZIONE come 4° fattore di produzione;
CLARK invece ha a ttribuito all’imprenditore la funzione di coordinamento; KNIGHT ha introdotto i
managers con il compito di coordinamento.
In generale cmq bisogna sottolineare che ALL’ESTERNO DELL’IMPRESA, i movimento dei prezzi
dirigono la produzione, che viene coordinata da una serie di scambi sul mercato; ALL’INTERNO
DELL’IMPRESA invece queste transazioni di mercato sono eliminate e al posto della struttura di
mercato viene posto l’imprenditore/coordinatore che dirige la produzione.
A tal proposito cmq si può ASSUMERE che il tratto caratteristico dell’IMPRESA sia il superamento
del meccanismo di prezzo, infatti secondo il Prof. ROBBINS, l’impresa è legata ad una “rete esterna
di prezzi e costi relativi”, ma è importante scoprire la natura esatta di questo rapporto, infatti lo
SCOPO DI COASE è proprio quello di COLMARE il vuoto esistente nella TEORIA ECONOMICA fra
l’ipotesi che le risorse sono allocate attraverso un meccanismo di prezzi e l’ipotesi che questa
allocazione dipende dall’imprenditore/coordinatore.
Nello specifico cmq bisogna capire e scoprire PERCHE’ NASCE L’IMPRESA in un’economia di
scambio specializzata. A tal proposito bisogna sottolineare che la PRINCIPALE SPIEGAZIONE del
perché è VANTAGGIOSO CREARE UN’IMPRESA sembra essere il fatto che l’utilizzo del meccanismo
dei prezzi comporta un costo, ed ovviamente il COSTO PIÙ EVIDENTE dell’organizzare la
produzione tramite il meccanismo dei prezzi è quello di SCOPRIRE quali SONO I PREZZI CHE
INTERESSANO. Ovviamente utilizzare il mercato comporta un costo e COASE è il primo che
inserisce questo concetto. In tal caso possiamo affermare che QUESTO COSTO può essere ridotto,
ma non eliminato, dalla comparsa di specialisti che vendono queste informazioni, e lo stesso vale
per i COSTI NECESSARI a NEGOZIARE e a CONCLUDERE un CONTRATTO, infatti questi costi di
contrattazione non possono essere eliminati, ma sono ridotti, ad es. se un contratto è stipulato per
un periodo pungo, in sostituzione di numerosi contratti più brevi, diventa possibile evitare alcuni
costi connessi alla stipulazione di ogni contratto. IL CONTRATTO è tale per cui il FATTORE
(imprenditore), in cambio di una data remunerazione (fissa o variabile), accetta di obbedire alle
direttive di un imprenditore ENTRO TALUNI LIMITI. In tal caso cmq possiamo affermare che il
COSTO DI TRANSAZIONE viene definito in base ad una serie di dimensioni: prima fra tutte è il costo
della conoscenza; in secondo luogo per la NEGOZIAZIONE dei contratti (concludo il contratto
quando effettuo uno scambio).

Quindi in definitiva possiamo affermare che, quando il comando delle risorse viene a dipendere
dal venditore, si ha quel rapporto definito “IMPRESA”, o meglio si può affermare che il
funzionamento del mercato provoca un certo COSTO, il quale può essere RIDOTTO formando
un’organizzazione o permettendo ad un’autorità (IMPRENDITORE) di dirigere le risorse.
L’imprenditore deve svolgere questa funzione ad un costo inferiore, tenendo conto del fatto che è
in grado di ottenere fattori produttivi ad un prezzo inferiore a quello delle transazioni di mercato a
cui si rinuncia, ed In tal modo se l’imprenditore non è bravo si può fare sempre ritorno al mercato,
quindi per COASE “MERCATO e IMPRESA” sono alternativi, ovvero per COASE non c’è differenza
tra attività d’impresa e attività di mercato, anche se nella realtà questo non avviene perché il
mercato non produce nulla, infatti è l’impresa che attua una funzione di produzione (ROEGEN).

Per quanto riguarda la def di IMPRESA, bisogna sottolineare che l’”IMPRESA consiste in un sistema
di rapporti che vengono in essere quando la direzione dell’uso delle risorse dipende da un
imprenditore”, ed infatti l’impresa si ESPANDE quando altre transazioni vengono organizzate
dall’imprenditore e diventa più PICCOLA quando l’imprenditore abbandona l’organizzazione di
queste transazioni. (Nella definizione si esclude qualsiasi elemento di funzione di PRODUZIONE).
Un problema che sorge è se è POSSIBILE studiare le forze che determinano la dimensione
dell’impresa, e a tal proposito si richiama KNIGHT, infatti secondo KNIGHT “il rapporto fra
l’efficienza e le dimensioni è uno dei problemi più seri della teoria, e quindi la DOMANDA è vitale,
dato che la possibilità di guadagno di monopoli offre un potente incentivo all’espansione
CONTINUA e ILLIMITATA dell’impresa, la cui forza deve essere controbilanciata da un’altra
egualmente potente che conduce ad una riduzione di efficienza quando si aumentano le
dimensioni, se si vuole mantenere un regime di concorrenza. Quindi in definitiva secondo KNIGHT
non è possibile la trattazione scientifica dei determinanti della dimensione delle imprese, cosa che
è invece possibile sulla base del concetto di IMPRESA sviluppato.
È stato sottolineato infatti che l’introduzione dell’impresa è dovuta soprattutto all’esistenza di
COSTI DI NEGOZIAZIONE, e quindi una domanda pertinente è: perché, se uno con l’organizzazione
può ridurre il costo di produzione, continuano cmq a sussistere le transazioni di mercato?
A tal proposito Le SPIEGAZIONI PLAUSIBILI sono le seguenti, ovvero:
1) in primo luogo, quando un’impresa aumenta in dimensione vi possono essere rendimenti
decrescenti per la funzione imprenditoriale, cioè possono aumentare i costi di organizzare ulteriori
transazioni all’interno dell’impresa. Ovviamente ci deve essere un punto in cui i costi per
organizzare una transazione all’interno dell’impresa siano uguali ai costi che comportano una
transazione sul mercato; infatti se l’impresa ferma la sua espansione ad un punto in cui i costi degli
scambi sul mercato aperto sono ancora decrescenti ed in cui i costi di organizzazione sono uguali a
quelli in un’altra impresa, ciò significa che ci sarà una transazione di mercato tra questi due
produttori, ed ognuno di essi potrebbe organizzare ad un costo inferiore a quello attuale sul merc;
2) in secondo luogo, è possibile che all’aumentare delle transazioni organizzate, l’imprenditore
non sia più capace di allocare i fattori negli usi in cui il valore è maggiore, ovvero non sia in grado
di far il miglior uso dei fattori di produzione, ed anche in tal caso, deve essere raggiunto un punto
in cui la perdita provocata dallo spreco di risorse è uguale ai costi di effettuare le transazioni di
scambio sul mercato;
3) ed infine, il prezzo dell’offerta di uno o più fattori di produzione, può aumentare poiché gli altri
vantaggi di una piccola impresa sono superiori a quelli di una grande impresa.

Per quanto riguarda invece le CONDIZIONI PER avere una IMPRESA PIU’ GRANDE, bisogna
sottolineare che un’IMPRESA tenderà ad essere più grande, nei seguenti casi:
1) Quanto inferiori sono i costi di organizzazione e quanto più lentamente tali costi aumentano
all’aumentare delle operazioni organizzate; 2) quanto meno probabile è che l’imprenditore
commetta errori; 3) quanto più forte è la diminuzione del prezzo di offerta dei fattori di
produzione per le imprese di grandi dimensioni.
In tal caso cmq bisogna sottolineare che le INVENZIONI che tendono ad avvicinare i fattori di
produzione, riducendo la distribuzione spaziale, portano ad un aumento delle dimensioni, ed
ancora tutti i cambiamenti che migliorano le tecniche di direzione tendono ad aumentare le
dimensioni dell’impresa, e ciò perché le INVENZIONI cambiano sia il costo di organizzazione che
quello di utilizzare il meccanismo dei prezzi, quindi la dimensione dipenderà dall’effetto di questi
due costi. In generale cmq possiamo sottolineare che la DEF DI IMPRESA può essere utilizzata per
precisare i termini di COMBINAZIONE ovvero quando le transazioni, che in precedenza erano
organizzate da 2 o più imprenditori, vengono organizzate da uno solo, ed ancora di INTEGRAZIONE
ovvero quando si comporta l’organizzazione di transazioni che erano in precedenza effettuate fra
imprenditori su un mercato.

Per quanto riguarda l’ESISTENZA DELL’IMPRESA, bisogna sottolineare che talvolta il motivo
dell’esistenza dell’impresa va rintracciata NELLA DIVISIONE DEL LAVORO, e questa è la tesi del
Prof. USHER, tesi ripresa e sviluppata da Dobb, secondo la quale “l’impresa diventa il risultato di
una crescente complessità nella divisione del lavoro, e la crescita di questa differenziazione
economica crea la necessità di una forza integrativa, senza la quale la differenziazione
condurrebbe al caos”.
In realtà la spiegazione fornita da DOBB è inaccettabile, in quando la FORZA INTEGRATIVA in
un’economia differenziata già esiste sotto forma di MECCANISMO dei PREZZI, e quindi uno dei
maggiori risultati della scienza economica è proprio quello di aver dimostrato che non vi è motivo
di supporre che la SPECIALIZZAZIONE debba condurre al CAOS.
Ciò che deve essere spiegato invece è PERCHE’ una forza INTEGRANTE (l’imprenditore) debba
essere sostituito ad un’altra forza integrante (il meccanismo dei prezzi).

A tal proposito le spiegazioni più interessanti sono state avanzate da KNIGHT, infatti Knight spiega
perché una forza integrante (imprenditore) deve essere sostituito ad un’altra forza integrante (il
meccanismo dei prezzi), e ciò assumendo un SISTEMA IN CUI NON VI È INCERTEZZA: a tal proposito
infatti KNIGHT sostiene che è possibile immaginare questo AGGIUSTAMENTO (flusso di materie
prime e servizi produttivi al consumatore, automatico) come il risultato di un lungo processo di
sperimentazione realizzato con soli metodi di “sbaglia e riprova” e che non è necessario
IMMAGINARE che ogni lavoratore esegua esattamente la cosa giusta al tempo giusto in una
“ARMONIA PRESTABILITA” con il lavoro degli altri, e potrebbero esservi dirigenti, sovraintendenti,
etc. con il compito di coordinare l’attività degli individui.
In CONDIZIONI DI INCERTEZZA INVECE, l’agire ovvero l’ effettiva realizzazione delle attività, diventa
in un certo senso la parte secondaria della vita; il problema primario infatti diventa il decidere cosa
fare e come farlo. A tal proposito bisogna sottolineare che L’INCERTEZZA produce 2 importanti
caratteristiche dell’organizzazione sociale:
a) il produttore si prende la responsabilità di prevedere i bisogni dei consumatori;
b) il compito di fare previsioni è ristretto ad una classe di produttori, e quindi ci troviamo di fronte
ad un nuovo funzionario economico, ovvero L’IMPREDITORE.
In tal caso ovviamente bisogna sottolineare che quando è presente l’INCERTEZZA ed il compito di
decidere cosa fare e come fare conquista la precedenza su quello dell’esecuzione, allora
l’organizzazione interna dei gruppo produttivi non è più una questione d’indifferenza, ma diventa
IMPERATIVA la CENTRALIZZAZIONE della funzione di decisione e controllo.
Quindi in definitiva possiamo affermare che secondo KNIGHT L’ESISTENZA DELL’INCERTEZZA
implica che le persone sono obbligate a prevedere bisogni futuri, e ciò porta alla nascita di una
nuova classe di quelli che dirigono le attività degli altri, ai quali attribuiscono salari garantiti.

Per quanto riguarda invece la CURVA DI COSTO dell’impresa, bisogna sottolineare che l’analisi
dell’impresa è importante per capire il problema generale della CURVA DI COSTO dell’impresa
stessa. Talvolta si è supposto che la dimensione dell’impresa in concorrenza perfetta è limitata, se
la sua curva è inclinata verso l’alto; invece in condizioni di concorrenza imperfetta, la dimensione è
limitata per il fatto che non è conveniente produrre una quantità maggiore a quella per la quale il
CM = RM. A tal proposito cmq possiamo affermare che PER DETERMINARE la dimensione
dell’impresa, dobbiamo considerare i COSTI DI NEGOZIAZIONE (cioè i costi di utilizzo del sistema
dei prezzi) e i COSTI DI ORGANIZZAZIONE dei diversi imprenditori, e successivamente potremo
determinare quanti saranno i beni prodotti e quanto di essi verrà prodotto.
Per quanto riguarda invece L’IMPRESA nel MONDO REALE, bisogna vedere appunto se il concetto
di impresa si accorda con quello presente nel mondo reale, e a tal proposito, il modo migliore per
affrontare questa domanda è quello si analizzare il rapporto padrone/servo, datore di
lavoro/lavoratore dipendente, e quindi gli elementi essenziali sono i seguenti:
1) il SERVITORE ha l’obbligo di prestare tutti i servizi personali al PADRONE o ad altri per conto del
padrone;
2) ed ancora il PADRONE deve avere il diritto di controllare il lavoro del SERVO. A tal proposito
bisogna sottolineare che è proprio questo diritto di controllo o di interferenza, di dire al servitore
quando lavorare, cosa fare e come fare che costituisce la caratteristica dominante in questo
rapporto e che distingue il SERVITORE da una CONTRAENTE INDIPENDENTE, ovvero colui che non
è sotto il controllo del datore di lavoro, nonostante esegue il lavoro o effettua il servizio; infatti il
CONTRAENTE INDIPENDENTE deve dirigere e strutturare il suo lavoro in modo tale da arrivare al
risultato al quale si è impegnato per contratto.

A tal proposito infatti il Prof. BATT afferma che ciò che distingue un AGENTE da un servitore non è
la presenza o l’assenza di un salario fisso, ma la libertà con cui l’agente può svolgere il suo
impegno, e quindi si può affermare che la DEF di IMPRESA si avvicina molto all’impresa come viene
considerata nel mondo REALE ed è facilmente utilizzabile perché fa ricorso alla teoria marginalista.
In definitiva possiamo sottolineare che l’analisi sull’impresa, ha chiarito il rapporto tra INIZIATIVA
ovvero previsione e opera attraverso il meccanismo dei prezzi con l’effettuazione di nuovi contratti
ed ancora DIREZIONE, ovvero reazione a variazioni nei prezzi ed il raggiustamento nei fattori di
produzione sotto controllo.

CONCLUSIONI: l’impresa vive fino a quando i costi di mercato non superano i costi di gestione
dell’attività di impresa.