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BILANCIO C.A.

LCSO (OIC 23, 2426 punto 11)

Considerate come rimanenze (2426 punti 9-10-11) dovute a contratto (appalto) per produzione di bene o
prestazione di servizio su commessa pluriennale.
Problema: principi competenza economica (rilevare utili anche se solo maturati) e prudenza (rilevare solo
utili conseguiti)
Soluzioni:
- Metodo commessa completata (costo): utile di commessa solo al registrarsi dell'effettivo ricavo, alla
consegna (valutazione del lcso al costo analogamente a rimanenze: 2426 punti 9 e 10), prevale prudenza;
- Metodo corrispettivi maturati (SAL), utile di commessa distribuito (secondo un parametro che definisce il
SAL) tra gli esercizi in cui viene realizzata la commessa (2426 punto 11: possibilità di valutare i lcso in base
agli utili maturati (non conseguiti) con ragionevole certezza, prevale competenza).
Metodo SAL da preferirsi, da non applicare solo se non determinabile il margine di commessa o se non si
possano escludere ritardi/contestazioni.

Rimanenze Lcso (costi sospesi) attivo C.I.3


Variazione lcso valore della produzione A.3

Nell'esercizio però non usa "variazione lcso" ma storna ogni anno le "rimanenze iniziali" che corrispondono
alle "rimanenze finali" dell'anno prima, uguali alle somme di tutte le rimanenze degli anni precedenti, con
rilevazione dei ricavi all'ultimo anno.
Nel metodo SAL, in base alla percentuale di realizzazione della commessa FINO (cumulate) a quell'esercizio,
determino il valore delle rimanenze finali.
Per il metodo del SAL in base alle ore lavorate, si calcola il valore aggiunto (ricavi-costi di commessa) si
dividono per le ore di lavoro per trovare il valore aggiunto per ora di lavoro e si moltiplica quest'ultimo per
le ore di lavoro effettivamente impiegate per trovare il VALORE AGGIUNTO DELLA COMMESSA A 31/12
(NON IL VALORE DELLE RIMANENZE) al quale devono essere aggiunti costi per materie prime e per servizi
per trovare il valore delle rimanenze.

OPERAZIONI IN VALUTA (OIC 26, 2426 punto 8-bis)

In base alla volatilità dei tassi di cambio, ci può essere una modificazione per il valore delle attività e delle
passività espresse in valuta estera. Bilancio deve essere espresso in unità di euro. La valutazione a 31/12
dipende dalla tipologia di attività/passività definite da IAS 21).
- Elemento Monetario in valuta: attività o passività che conferisce il diritto a incassare o l'obbligo a pagare
una somma di denaro espressa in valuta estera;
- Elemento non Monetario: no diritto/obbligo a incassare/pagare somma.
Fase 1) rilevazione iniziale:
In tutti i casi devono essere valutati al tasso di cambio a pronti in vigore al giorno dell'operazione.
Fase 2) valutazione a 31/12 (eventuale):
Se elemento non Monetario, valutato al tasso di cambio storico, quindi in base al costo, con eventuali
svalutazioni/riprese di rettifica legate a perdite durevoli/ripristini del valore del tasso di cambio;
Se elemento monetario, valutato al tasso di cambio a pronti in vigore alla data di chiusura di esercizio, se
diverso dal tasso di cambio al quale è esposto in bilancio, viene rivalutato/svalutato il CREDITO/DEBITO
NON IL RISPETTIVO RICAVO/COSTO, eventuali "perdite e utili su cambi (C.17-bis)" (sia realizzati che non)
impattano quindi sull'area finanziaria, non caratteristica della gestione e, l'eventuale utile netto su cambi,
concorre alla produzione del reddito d'esercizio: N.B. SOLO L'UTILE DI ESERCIZIO, QUANDO DESTINATO
DALL'ASSEMBLEA, PUÒ ESSERE DESTINATO A RISERVA UTILE SU CAMBI (RUC).
Fase 3) regolamento.
Avviene la conclusione dell'operazione in valuta al tasso di cambio in vigore al regolamento, con annessi
utili/perdite su cambi (stavolta evidentemente realizzati), in questo caso avviene eventualmente l'effettiva
realizzazione o meno di eventuali utili finora solo maturati (utili su cambi), potendo quindi ora
movimentare la riserva utili su cambi.

Il risultato della gestione dei cambi dipenderà da:


- Posizione dell'azienda nell'operazione (debitrice o creditrice);
- Andamento dei tassi di cambio (apprezzamento, quindi maggior valore, o deprezzamento della valuta
nazionale).

In Nota Integrativa vanno inserite eventuali variazioni significative dei tassi di cambio.

LEASING (OIC 12, IAS 17)

Contratto atipico riconducibile al contratto di locazione (art. 1571), le cui principali caratteristiche sono
estrapolate dallo IAS 17: "contratto mediante il quale un'azienda concede in locazione ad un'altra un
determinato bene verso il corrispettivo di un certo numero di canoni periodici".
Si suddivide in Leasing Operativo (consiste di fatto in un contratto di noleggio di un bene strumentale
standard, con possibilità di diritto di opzione, ma equivalente al prezzo di mercato) e in Leasing Finanziario
(consiste di fatto in un'operazione di finanziamento con diritto di opzione e totale trasferimento dei rischi e
dei benefici del bene, quindi più costoso di un semplice finanziamento, c'è pagamento di una maxirata
iniziale ripartita per competenza tra i diversi esercizi, il valore del finanziamento, quindi del bene, consiste
nel valore attuale delle rate da pagare, il prezzo per esercitare l'opzione a scadenza è inferiore al suo valore
di mercato e la durata del contratto approssima la durata economica del bene).
Esistono 2 metodi per la contabilizzazione del Leasing:
- Metodo Patrimoniale (Leasing è considerato come operazione di locazione, preferito da codice civile, è
prevalente l'aspetto giuridico-formale): la proprietà non è stata trasferita, quindi non si iscrive il bene
strumentale nell'attivo dello SP né il debito nel passivo, ma solo il costo operativo per l'utilizzo del bene
strumentale, "costo godimento bene di terzi" (B.8), nel CE. Si potrà iscrivere il bene nell'attivo solo al
momento dell'esercizio dell'opzione, considerando quindi successivamente ammortamenti ed eventuali
svalutazioni, tuttavia bisogna indicare informazioni sugli impegni assunti nella Nota Integrativa (valore
attuale rate non scadute e oneri finanziari associati, valore del bene qualora fosse stato di proprietà con
separata indicazione di ammortamento e svalutazione/riprese di rettifica);
- Metodo Finanziario (Leasing è considerato come operazione di Finanziamento, preferito da IAS) si iscrive il
bene nell'attivo patrimoniale e contestualmente il debito nei confronti della società di leasing, il valore
attuale delle rate da pagare consiste di fatto con il Fair value del bene oggetto di leasing, si procede quindi
all'ammortamento anno per anno del bene e al rimborso della quota capitale (decurta il valore del debito)
e della quota interessi (oneri finanziari, C.17) per il rimborso del finanziamento. L'effetto in conto
economico sarà rappresentato quindi dal rimborso della quota interessi del finanziamento. Al momento
dell'esercizio dell'opzione si estingue il debito nei confronti della società di leasing.

Guarda bene prospetto da inserire in Nota Integrativa per metodo finanziario (valore a fine anno del bene
per ogni anno fino a completamento del processo di ammortamento e quota di ammortamento di
competenza del rispettivo esercizio, valore del debito a fine anno per ogni anno fino a completamento del
processo di ammortamento (dopo esercizio di opzione il debito è zero) e gli interessi di competenza di
ciascun esercizio) e i vari specchietti per gli esercizi.

Operazione di Sale & Lease Back, consiste nella vendita di un bene strumentale ad una società di leasing
con il contestuale riacquisto, mediante contratto di leasing, dell'utilizzabilita e di tutti i rischi e benefici del
bene, al fine di mantenere la disponibilità del bene, nonché di finanziare l'impresa.

CREDITI (2426 punto 8, OIC 15)

La disciplina civilistica è stata rinnovata con il d. lgs. 139/2015.


I crediti devono essere iscritti al loro valore di presumibile realizzo (al netto del fondo svalutazione crediti).
I crediti di finanziamento (finanziamenti ad altre imprese) vengono iscritti nelle immobilizzazioni finanziarie,
anche se esigibili entro l'esercizio successivo;
I crediti di funzionamento (o commerciali, dilazioni di pagamento a clienti) vengono iscritti nell'attivo
circolante anche se esigibili oltre l'esercizio successivo.
Bisogna tenere conto del valore temporale del denaro e quindi valutare i crediti secondo il criterio del
Costo Ammortizzato nel momento in cui:
- il credito abbia scadenza superiore ai 12 mesi e
- ci sia una differenza significativa di valore tra valore iniziale e valore finale del credito.
Tin -> tasso interesse nominale (deducibile dal contratto)
Tim -> tasso interesse mercato
Tie -> tasso di interesse effettivo (corrisponde al tir e consiste nel Tim al quale vengono aggiunti i costi di
transazione)
La rilevazione al Costo Ammortizzato per un credito con scadenza superiore a 12 mesi e con valore a
scadenza significativamente differente dal valore iniziale può avvenire secondo due procedimenti:
- senza attualizzazione (nel caso in cui il tin non si discosti sensibilmente dal tie)
- con attualizzazione (nel caso in cui il tin si discosti dal tie in maniera significativa), in questo caso i flussi
futuri vengono attualizzati al tie e il credito nei confronti del cliente verrà redistribuito tra ricavi (gestione
caratteristica) e proventi finanziari (gestione finanziaria), in quanto un'operazione commerciale con
un'eccessiva dilazione di pagamento e a condizioni molto vantaggiose, si configura di fatto come
un'operazione di vendita congiunta ad un'operazione di finanziamento.
Fase 1) rilevazione del credito attualizzando le rate al tie e determinando quindi la quota da iscrivere come
ricavi e la quota da iscrivere come interessi.
Fase 2) valutazione a 31/12:
determinazione degli interessi al tie (sul credito) e loro aggiunta al valore contabile del credito,
decurtazione del valore contabile del credito per la rata incassata (determinata da contratto) e successive
svalutazioni relative al valore di presumibile realizzo.

Fase 3) Cancellazione del Credito avviene in caso di:


- Estinzione dei diritti contrattuali sui flussi finanziari (per pagamento avvenuto, prescrizione, rinuncia al
credito...)
- Trasferimento a terzi dei diritti sui flussi finanziari (ad es. Factoring, vedi dopo): la cancellazione avviene
solo in caso di trasferimento sostanziale di tutti i rischi legati al credito, altrimenti il credito rimane iscritto
in bilancio (ad es. Factoring pro solvendo).

Nota Integrativa: tasso di interesse effettivo per i crediti e loro scadenza.

FACTORING

Consiste nella cessione di crediti commerciali a breve da parte da parte di un'impresa industriale
(trasformazione dell'attivo da crediti a cassa).
• In funzione della struttura temporale dei flussi finanziari si distingue in:
- factoring con incasso a scadenza (del rapporto di credito sottostante, si configura di fatto come servizio di
incasso)
- factoring con incasso anticipato
• In funzione alla clausola di responsabilità si distingue in:
- factoring pro soluto (si trasferisce il rischio di credito in capo alla società di factoring)
- factoring pro solvendo (il rischio di credito rimane in capo alla società cedente il credito)

Può avere fino a 3 finalità in base alla configurazione dell'operazione:


- anticipazione degli incassi (costo di attualizzazione, oneri finanziari da ripartire per competenza)
- mero incasso (commissione, da imputare nell'esercizio della cessione del credito)
- garanzia da rischi di insolvenza (se pro soluto, costo per garanzia)

Il più comune è il factoring pro solvendo con accredito anticipato. Non trasferendo totalmente i rischi, il
credito rimane ancora in bilancio, si accende un debito nei confronti della società di factoring (pari al valore
del credito, ma soltanto in parte in cassa, in parte interessi in parte commissioni), le commissioni sono di
competenza dell'esercizio in cui avviene la cessione, mentre gli interessi devono essere rettificati per
competenza (risconto attivo).
A scadenza, se incasso è integrale, si storna il credito vs cliente al debito vs factor. Se incasso è parziale si
storna solo la parte incassata, si rileva la perdita su crediti e si procede al conguaglio per cassa del debito vs
factor

PCT (OIC 12)

Consiste in un'operazione di vendita con obbligo (raramente con facoltà) di retrocessione.


Se il prezzo a termine è maggiore del prezzo a pronti (Pt>Pp) si configura come un'operazione di
finanziamento (OF=Pt-Pp) con conferimento in garanzia del bene sottostante.
Se il prezzo a termine è minore del prezzo a pronti (Pt<Pp) si configura come un'operazione di locazione
con finalità operative: la società che acquista la disponibilità del bene lo utilizza per finalità operative e
sostiene un costo operativo pari alla differenza tra il prezzo a pronti pagato e il prezzo a termine incassato
al momento della retrocessione del bene.

Dal punto di vista contabile, nel caso di PCT con obbligo di retrocessione il bene deve essere iscritto nello SP
del venditore (2424-bis) e i proventi e gli oneri derivanti da tale operazione devono essere ripartiti per
competenza.

Essendo l'esercizio su PCT con finalità di finanziamento, gli interessi attivi li rilevo a 31/12 con scrittura di
integrazione. Non ci stanno scritture sulla cessione del bene sottostante.

PARTECIPAZIONI

Costituiscono investimenti nel capitale di altre imprese.


Sono rilevate al costo di acquisto (o di costituzione) + costi accessori.
Possono essere iscritte in SP in:
- Immobilizzazioni Finanziarie (BIII), se destinate (c'è volontà e capacità) a rimanere durevolmente nel
patrimonio o se la partecipazione è superiore al 20% per le società chiuse o il 10% per le quotate;
- Attivo Circolante (CIII), se non costituiscono immobilizzazione.

In conto economico vengono rilevati:


- Dividendi (rilevati al momento della delibera dei soci sulla deliberazione di utili o riserve) da
partecipazione e Utili da cessione di partecipazione tra i "proventi da partecipazione" (C15),
- Perdite da cessione di partecipazione tra "interessi e altri oneri finanziari" (C17),
- Svalutazioni di partecipazione e ripristino di valore alla lettera D del conto economico (rettifiche di valore
di attività e passività finanziarie)

Gli aumenti di capitale, in base alla tipologia, comportano:


- aumento del valore della partecipazione se a pagamento, per l'importo sottoscritto, o per rinuncia al
credito;
- no aumento valore partecipazione, se a titolo gratuito (aumenta solo numero azioni);

Nel caso di partecipazione iscritta tra le immobilizzazioni finanziarie vale l'articolo 2426 punti 1,3 relativi a
iscrizione al costo e svalutazione per perdita durevole (confronto tra costo e valore recuperabile), dipende
da fattori esterni e interni all'impresa e deve comunque essere strutturale e non episodica, e ripristino
(parziale o totale) di valore (fino al limite del costo) se vengono a mancare i motivi per l'iscrizione del minor
valore.

Le partecipazioni iscritte in attivo circolante vengono valutate al minore tra il costo e il valore di
realizzazione desumibile dall'andamento del mercato (non ci sono specifiche indicazioni in CC), se vengono
meno i presupposti della rettifica si procede al ripristino del valore, parziale o totale, al limite del costo.

Ci può essere il cambio di destinazione (da immobilizzazioni a circolante o viceversa), in relazione a


mutamento di strategie aziendali, in ogni caso non è giustificato da politiche di bilancio.

AZIONI PROPRIE (2357 e ss., d.lgs. 139/2015)

Consistono in azioni possedute dalla società che le ha emesse.


La disciplina civilistica prevede la tutela dei terzi creditori ponendo limiti a queste operazioni, in modo che
la società che acquisti azioni proprie non riduca, in tal modo, annacquando il capitale, la propria garanzia
patrimoniale per le obbligazioni assunte nei confronti dei terzi.

Finalità:
- riduzione del capitale sociale,
- sostenere il prezzo delle azioni,
- in caso di recesso del socio
- per difesa da scalate ostili.

Limiti:
- Acquistabili solo le azioni interamente liberate.
- Autorizzazione dell'assemblea (con tanto di forchetta di prezzo e numero massimo di azioni)
- Massimo 10% del capitale sociale e nel limite della somma di utili distribuibili e riserve disponibili risultanti
dall'ultimo bilancio.
Bisogna alienare le azioni proprie acquistate in contrasto con questi limiti, se non vengono alienate si
procede alla riduzione di capitale.
Effetti contabili, patrimoniali e amministrativi:
- Costituzione di una riserva con segno negativo a diretta riduzione del capitale sociale ("riserva negativa
per azioni proprie in portafoglio" A.X del patrimonio netto)
- vengono escluse dal computo per la distribuzione degli utili
- viene sospeso il diritto di voto

PATRIMONIO NETTO

Contabilmente: Patr.netto=Att.-Pass.
Finanziariamente: insieme dei mezzi apportati dai soci e autogenerati dalla società stessa
Giuridicamente: diritti patrimoniali che possono essere soddisfatti in via residuale ai diritti dei terzi
creditori.

Bilancisticamente non avviene una valutazione delle poste del patrimonio netto, esso viene considerato
come un aggregato unitario e si determina dalla differenza tra le attività e le passività (entrambe valutate a
31/12), viene comunque suddiviso in "QUOTE IDEALI", definite secondo lo schema rigido dello Stato
Patrimoniale (2424), il quale serve anche a distinguere le voci di PN dalle passività.

art. 2424
A) PATRIMONIO NETTO

I) Capitale sociale: consiste in valore conferimenti soci (sia monetari che beni e crediti), numero az. x val
nominale azioni, ha carattere formale e può essere modificato solo da assemblea straordinaria essendo
scritto in statuto, minimo in spa 50k e 10k per srl standard, è capitale sottoscritto anche se non
interamente versato (c'è contropartita crediti v/soci in attivo);
II) Riserva per soprapprezzo azioni: caso in cui il prezzo di emissione delle azioni è maggiore al loro valore
nominale, anche in caso di conversione di obbligazioni convertibili, è disponibile per copertura perdite e
accantonamento a riserva legale, ma non distribuibile fino a completamento dei requisiti della riserva
legale;
III) Riserve di rivalutazione (in base a leggi speciali), riserva non distribuibile;
IV) Riserva legale (2430): da accantonare il 5% degli utili fino al 20% del capitale sociale, disponibile
esclusivamente in via residuale solo per copertura perdite;
V) Riserve statutarie: previste da statuto, con indicazione di requisiti di disponibilità/distribuibilità;
VI) Altre Riserve distintamente indicate: non si possono mettere riserve generiche, bisogna specificare
(riserva straordinaria, riserva acquisto azioni proprie, riserve da deroga obbligatoria ex art. 2423, riserva per
rivalutazione partecipazioni metodo patrimonio netto, RUC, versamenti c/ aumento capitale/ futuro
aumento di capitale/ copertura perdite);
VII) riserva per operazioni di copertura dei flussi finanziari attesi
VIII) Utili (perdite) portati a nuovo: non ancora distribuiti a soci o accantonati a riserva dall'assemblea;
IX) Utile (perdita) d'esercizio: risultante da CE, da accantonare a riserva legale e statutaria in base a legge o
a statuto o ad altre riserve secondo delibera assembleare, oppure distribuito a soci, può inoltre essere
destinato a particolari classi di soggetti come i fondatori o gli amministratori o i dipendenti;
X) Riserva negativa per azioni proprie in portafoglio.

Tali "quote ideali" possono essere classificate secondo due criteri:


• Destinazione delle poste, determinata sia dalla legislazione civilistica che dall'assemblea:
- non disponibili (legale, disponibile per copertura perdita solo se già movimentate tutte le altre riserve),
- disponibili (solo per aumenti di capitale o copertura perdite (RUC e soprapprezzo azioni, se superati
requisiti ris. legale quest'ultima diventa anche distribuibile), o anche distribuibili (straordinaria));
• Origine delle poste:
- di Utili (legale), iscritte nell'esercizio successivo alla deliberazione della destinazione degli utili;
- di Capitale (soprapprezzo azioni, versamenti c/ fondo perduto/aumento capitale/ copertura perdite),
iscritte direttamente a bilancio.
In Nota Integrativa devono essere indicate le condizioni di disponibilità e distribuibilità delle riserve e le loro
movimentazioni negli esercizi precedenti.

La distribuzione degli utili è deliberata dall'assemblea dei soci, con limiti: non distribuzione in caso di
perdita, utili non distribuibili nei limiti dei costi capitalizzati (2426 punto 5)

È possibile inoltre corrispondere Acconti sui Dividendi solo per le spa soggette ad obbligo di revisione da
società iscritte in albo speciale, e devono essere previsti dallo statuto e deliberato dagli amministratori.
L'ammontare massimo degli acconti è pari agli utili d'esercizio - accantonamenti obbligatori a riserve +
riserve disponibili. La voce acconti su dividendi viene messa a detrazione della voce utile d'esercizio (A.IX).

VARIAZIONI CAPITALE

Ci possono essere Aumenti o Riduzioni del Capitale Sociale, questi ultimi sono maggiormente disciplinati,
andando ad inficiare la garanzia patrimoniale nei confronti dei creditori.

Aumenti di Capitale (prerequisiti sono assenza di perdite da coprire e azioni liberate):


• Nominale (modifica qualitativa) (o "a titolo gratuito"), tramite passaggio di riserve disponibili a capitale;
• Reale (modifica quantitativa) (a pagamento):
- mediante Conferimenti, scindibile o inscindibile. Se scindibile, gli importi sottoscritti vengono iscritti in
riserva "versamenti c/aumento capitale" (non si può far riferimento all'effettivo aumento di capitale fino
alla sua iscrizione a registro delle imprese) e questa verrà stornata a capitale sociale qualsiasi siano stati i
versamenti raccolti al momento dell'iscrizione dell'aumento del capitale sociale a registro delle imprese. Se
inscindibile, le sottoscrizioni vengono iscritte nella voce "altri debiti", in quanto se non si dovesse
raggiungere l'importo stabilito in assemblea le sottoscrizioni dovrebbero essere restituite.
In ogni caso, per gli aumenti reali di capitali, c'è l'obbligo di offerta delle azioni di nuova emissione in primis
(diritto di opzione) ai soci, in proporzione alle quote di capitale possedute; inoltre le azioni per le quali non
sia stato esercitato il diritto di opzione vengono offerte in prelazione ai soci che abbiano esercitato il diritto
di opzione.
- mediante Conversione di Obbligazioni Convertibili, con diminuzione del valore del prestito obbligazionario
e contestuale aumento del capitale sociale, può essere che valore nominale delle obbligazioni sia superiore
al prezzo delle azioni emesse (con costituzione riserva soprapprezzo azioni), non viceversa, perché il valore
dei conferimenti non può essere inferiore al valore del capitale sociale.

Riduzioni di Capitale:
- Volontaria, con proposta motivata, mediante liberazione dei soci dai versamenti ancora dovuti o rimborso
del capitale ai soci, è efficace solo dopo 90 giorni dall'iscrizione a registro delle imprese in assenza di
opposizione dei creditori;
- per Perdite (art. 2446), obbligatoria se perdite maggiori ad un terzo del capitale e situazione perduri
nell'esercizio successivo, facoltativa per perdite inferiori; le opzioni sono 1) riduzione capitale contestuale
alla perdita, 2) perdita portata a nuovo con eventuale riduzione della perdita o del capitale, 3) copertura
delle perdite con versamenti o rinuncia a crediti dei soci.
- per Recesso del socio, dovuto all'opposizione a delibera riguardo: variazione oggetto sociale,
trasformazione, trasferimento sede all'estero, revoca dello stato di liquidazione, modifiche delle cause di
recesso o modifiche della valutazione delle quote in caso di recesso; le azioni del socio recedente vengono
offerte in opzione ai soci e successivamente ai terzi ed eventualmente acquistate dalla società stessa, per il
valore delle azioni rimanenti non alienate si procede alla riduzione del capitale;
- per Esclusione del socio, prevista in srl;
- per Morosità del socio, se socio non richiama decimi, società può compiere azione di esecuzione dei
conferimenti oppure procedimento per mancato pagamento delle quote (simile a recesso);
- per mancato rispetto delle norme su acquisto di azioni proprie (2357) o della società controllante (2359-
ter), in caso di loro mancata alienazione si procede all'annullamento delle azioni e alla corrispettiva
riduzione del capitale sociale;
- per revisione, da parte dell'amministratore, della perizia di stima dei conferimenti in natura, conseguenze:
riduzione di capitale con annullamento azioni, recesso del socio con rimborso, recesso con restituzione del
bene, conguaglio da parte del socio;
- per riscatto delle azioni (azioni riscattabili).

NOTA INTEGRATIVA (art. 2427)

È parte integrante del bilancio.


Fornisce informazioni quantitative e qualitative esplicitando e integrando le informazioni contabili
deducibili da CE e SP.
Circa 34 punti di contenuto minimo.
Dà informazioni riguardo
1) i Criteri applicati per la valutazione delle poste in bilancio e delle loro rettifiche;
2) le Immobilizzazioni e le loro movimentazioni (costo, svalutazioni e rivalutazioni, ammortamenti)
3) i Costi capitalizzati (impianto e ampliamento e sviluppo), con ragioni della capitalizzazione e dei criteri di
ammortamento
5) le Partecipazioni possedute, con riguardo alle principali informazioni sulla società di cui deteniamo
quote;
6) i Crediti e i Debiti, info su ripartizione geografica (con rischio paese) e ammontare di quelli con durata
superiore ai 5 anni;
6-bis) variazioni significative su Tassi di Cambio dopo 31/12;
6-ter) crediti e debiti relativi a PCT;
7-bis) composizione, disponibilità, distribuibilità e movimentazione del patrimonio netto;
9) impegni, garanzie e passività potenziali (ex conti d'ordine);
13) Costi e Ricavi Eccezionali;
15) Numero di Dipendenti;
16) Compensi Amministratori e Sindaci;
17) Categorie di Azioni emesse e loro numero;
20/21) Patrimoni e Finanziamenti Destinati a specifico affare;
22) Prospetto informativo relativo alle operazioni di Leasing, con valore attuale delle rate di canone non
ancora scadute, onere Finanziario effettivo, valore immobilizzazioni qualora fosse stato di proprietà (con
indicazione per ammortamenti, svalutazione e rivalutazioni);
22-bis) Operazioni con Parti Correlate;
22-quater) Fatti di Rilievo avvenuti dopo la Chiusura.

RELAZIONE SULLA GESTIONE (2428)

Redatto obbligatoriamente (non obbligatoriamente pubblicata a registro delle imprese) dagli


amministratori per fornire informazioni ai soci riguardo all'andamento della società e della gestione e
dell'ambiente in cui essa opera e la loro probabile evoluzione, considerando i rischi più significativi
affrontati dalla società.
Contenuto minimo:
1) Attività di Ricerca e Sviluppo;
2) Rapporti con Controllante e Controllate;
3) Numero e valore Azioni Proprie;
4) Fatti di Rilievo dopo la chiusura dell'esercizio;
5) Prevedibile Evoluzione della gestione;
6) Uso degli Strumenti Finanziari, esposizione ai vari tipi di Rischi e Politiche di Copertura.

RELAZIONE DEI SINDACI (2429)

Redatto dal Collegio Sindacale (Organo di Controllo), che vigila su:


- osservanza di legge e statuto;
- rispetto dei principi di corretta amministrazione.
Deve essere obbligatoriamente presentata all'assemblea insieme al bilancio.
Contenuto Minimo:
- Attività svolta dal Collegio;
- Osservazioni e proposte in merito al bilancio.
(Eventuale "Giudizio sul Bilancio" se si occupa anche di Controllo Contabile).

APPROVAZIONE BILANCIO

Deve essere Convocata (quindi non deve essere necessariamente Approvato) l'assemblea entro 120 giorni
dalla chiusura dell'esercizio (statuto può prevedere termine maggiore, comunque entro 180 giorni, se
società deve redigere bilancio consolidato o per particolari esigenze).