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MEMBRANA PLASMATICA

Funzioni:

1. COMPARTIMENTAZIONE: delimita ambienti chiusi all'interno dei quali possono avvenire reazioni
specifiche senza interferenze esterne

2. BARRIERA CON PERMEABILITA' SELETTIVA: consentono il passaggio dall'interno all'esterno solo


di determinate sostanze

3. TRASPORTO DI SOLUTI, spesso da una regione in cui la loro concentrazione è più bassa a una in
cui è più alta

4. TRASDUZIONE DEL SEGNALE: risposta agli stimoli esterni. La membrana presenta sulla sua
superficie dei recettori che si legano a molecole specifiche, dette appunto LIGANDI, stimolando o
inibendo le attività interne.

5. INTERAZIONI CELLULARI: consente alle cellule di riconoscersi fra loro e scambiare informazioni

6. SEPARA L'AMBIENTE INTERNO DA QUELLO ESTERNO.

MODELLO A MOSAICO FLUIDO (MODELLO SINGER-NICOLSON)

La membrana plasmatica è costituita da un doppio strato fosfolipidico nel quale si trovano immerse le
proteine di membrana.

LIPIDI DI MEMBRANA

Il doppio strato fosfolipidico è appunto costituito da lipidi, tutti anfipatici, cioè costituiti da regioni
idrofile e regioni idrofobiche. Ne esistono tre tipi principali:

· FOSFOGLICERIDI (FOSFOLIPIDI) costituiti da uno scheletro di glicerolo del quale due gruppi
ossidrili sono esterificati ad acidi grassi mentre il terzo è esterificato ad un gruppo fosfato
idrofilo. Ad ogni gruppo fosfato è legato un gruppo aggiuntivo che può essere rappresentato da
colina, etanolammina, serina o inositolo, formando rispettivamente fosfatidilcolina,
fosfatidiletanolammina, fosfatidilserina e fosfatidilinositolo. Questa porzione costituisce la testa
idrofila del fosfolipide.

Le molecole fosfolipidiche possono muoversi con dei movimenti a flip-flop da un monostrato all'atro
(diffusione trasversale), per diffusione laterale scambiandosi di posizione con molecole adiacenti sullo
stesso monostrato o per rotazione attorno al loro asse.

Il doppio strato fosfolipidico è quindi una struttura dinamica.

· SFINGOLIPIDI: derivano dalla sfingosina (un amminoalcol) legata ad un acido grasso. Questa
molecola iniziale viene detta CERAMIDE. A questa molecola si legano poi diversi gruppi; se per
esempio questo gruppo è la fosforilcolina, la molecola che si forma è detta sfingomielina ed è ed
è l'unico fosfolipide a non avere un'impalcatura di glicerolo. Se il gruppo è invece un carboidrato
si ottiene un glicolipide e possiamo distinguere due casi: uno in cui il carboidrato sostituente è
uno zucchero semplice e otteniamo un CEREBROSIDE e uno in cui il carboidrato sostituente è un
oligosaccaride e otteniamo un GANGLIOSIDE. Questo gruppo costituisce la testa polare.

· COLESTEROLO (STEROLO): è costituito da 4 anelli steroidei (di cui uno dotato di un gruppo OH
che conferisce proprietà alcoliche) legati tra loro ed una coda idrocarburica. E' orientato con il
suo gruppo idrofilo verso la superficie della membrana e la coda idrofoba inclusa nel doppio
strato fosfolipidico.

Le membrane plasmatiche di alcuni procarioti contengono molecole simili agli steroli, dette OPANOIDI.

La membrana plasmatica è asimmetrica per via dei diversi lipidi che si trovano su ciascun foglietto che la
costituisce; infatti, il foglietto esterno presenta una maggiore concentrazione di fosfatidilcolina e una
minore concentrazione di fosfatidilserina e fosfatidiletanolammina rispetto al foglietto interno; tutti i
glicolipidi si trovano sul foglietto esterno dove fungono da recettori mentre la fosfatidiletanolammina
che è più abbondante nel foglietto interno tende a favorire la curvatura della membrana.

Inoltre, una caratteristica del doppio strato è la sua capacità di autoassemblarsi: per esempio se una
molecola si disperde in ambiente acquoso, le molecole fosfolipidiche si assemblano spontaneamente per
formare delle vescicole dette LIPOSOMI.

CARBOIDRATI DI MEMBRANA

I carboidrati di membrana si presentano per lo più sotto forma di glicolipidi e glicoproteine. I legami
principali sono i legami N-glicosidici tra l'asparagina e l'N-acetilglucosammina.

*I glicolipidi della membrana plasmatica degli eritrocidi determinano il gruppo sanguigno.

PROTEINE DI MEMBRANA

Possono essere suddivise in tre classi distinte in relazione ai loro rapporti con il doppio strato
fosfolipidico:

· PROTEINE INTEGRALI: sono proteine transmembrana che penetrano nel doppio strato
fosfolipidico e lo attraversano completamente. Sono per lo più recettori o costituiscono i canali
coinvolti nel trasporto di ioni e soluti.

Queste possono essere:

-MONOTOPICHE: associate ad un solo strato

-BITOPICHE: attraversano la membrana una sola volta

-POLITOPICHE: attraversano il doppio strato più volte.


Contengono inoltre una o più eliche che possono attraversare il doppio strato una volta (MONOPASSO) o
più volte (MULTIPASSO).

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DISTRIBUZIONE DELLE PROTEINE INTEGRALI: TECNICA DELLA CRIOFRATTURA

Il tessuto è congelato a temperatura molto bassa e intaccato con una lama che frattura il blocco in due
pezzi. Una volta che i foglietti delle membrane sono stati separati, si depositano atomi di metallo sulle
loro superfici esposte e dato che il piano di frattura passa attraverso la zona centrale del doppio strato,
la maggior parte di queste particelle corrisponde alle proteine integrali di membrana. Quando il piano di
frattura raggiunge una particella, le gira attorno invece di romperla a metà, per cui ogni particella
(proteina) si separa con una metà della membrana plasmatica, lasciando una corrispondente fossetta
nell'altra metà.

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· PROTEINE PERIFERICHE: sono completamente all'esterno del doppio strato fosfolipidico e sono
legate alla membrana mediante legami non covalenti. Si trovano sulla faccia interna della
membrana dove formano uno scheletro che da supporto meccanico alla membrana e altre
agiscono da enzimi.

· PROTEINE ANCORATE AI LIPIDI: si trovano all'esterno del doppio strato e sono legate
covalentemente a una molecola lipidica del doppio strato.

DIMOSTRAZIONE DELLA MOTILITA' DELLE PROTEINE DI MEMBRANA MEDIANTE LA TECNICA DELLA


FUSIONE CELLULARE

La fusione è una tecnica che constente di unire due diversi tipi di cellule per formare una cellula con un
citoplasma comune e un'unica membrana plasmatica. Si possono indurre le cellule a fondersi
aggiungendo in coltura determinati virus inattivati che si attaccano alla superficie della membrana
plasmatica o aggiungendo alla coltura glicole polietilenico o inducendo un leggero shock elettrico. Il
primo esperimento per dimostrare che le proteine di membrana possono muoversi fu condotto con la
fusione di cellule di topo e cellule umane, seguendo poi le posizioni specifiche proteine dopo che le
membrane erano diventate una struttura continua. Furono creati degli anticorpi contro l'uno o contro
l'altro tipo di proteine: gli anticorpi contro le proteine di topo furono legate a un colorante fluorescente
verde, mentre quelli contro le proteine dell'uomo furono legate a un colorante fluorescente rosso.
Quando gli anticorpi furono aggiunti alle cellule fuse, la loro posizione fu seguita usando un microscopio
a fluorescenza. Al momento della fusione, la membrana della cellula ibrida appariva per metà murina e
per metà umana, dopo 40 minuti le proteine rano distribuite uniformemente sulla membrana.

FLUIDITA' DI MEMBRANA

Se la temperatura del doppio strato è mantenuta relativamente calda i lipidi sono in uno stato
relativamente fluido, mentre se viene abbassata si arriva a un punto in cui i lipidi si trasformano in un gel
cristallino congelato nel quale il movimento delle catene di acidi grassi dei fosfolipidi è molto limitato. La
temperatura a cui avviene il passaggio da una condizione all'altra è detta TEMPERATURA DI
TRANSIZIONE.

· Maggiore è il grado di insaturazione degli acidi grassi del doppio strato e più bassa sarà la
temperatura necessaria per far gelificare il doppio strato.

· Più le catene sono corte, più bassa sarà la loro temperatura di fusione.

· COLESTEROLO: Il colesterolo presente nelle membrane ha l’importante funzione di mantenere


fluido il doppio strato lipidico anche quando la temperatura è ridotta; ciò è dovuto al disturbo
sterico arrecato allo stretto impacchettamento delle catene aciliche dei fosfolipidi di membrana.
A temperature basse il colesterolo amplia l'intervallo di tempo entro il quale si verifica la
transizione di fase, quindi aumenta la fluidità; a temperature alte limita la velocità di movimento
delle catene e ciò comporta una riduzione della fluidità. Inoltre, diminuisce la permeabilità della
membrana ai piccoli ioni poichè riempie i piccoli canali tra i fosfolipidi.