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Le proteine possono svolgere le proprie funzione quando raggiunge tutti i quattro

stadi.
STRUTTURA SECONDARIA
di due tipi: elica schemi ripetitivi, gli aminoacidi si trovano nella stessa posizione
con schema ripetitivo, resa astabile con legami deboli ad idrogeno che si stabiliscono
tra il gruppo imminico e carbonilico appartenenti a 2 legami peptidici lontani. Ogni 4
amminoacidi abbiamo un gruppo imminico e uno CO che si vengono a trovare vicini e
quindi fra di loro si stabiliscono dei legami ad idrogeno.
Per la configurazione beta si ha uno spigolo e un piano, il legame peptidico sta sempre
nel piano. I gruppi R sporgono, resa sempre stabile dai legami ad idrogeno. Le parti
non organizzate ad elica o a foglietto spesso formano delle cerniere o anse e sono le
parti pi flessibili della struttura della proteina e dove si svolge lattivit biologica

STRUTTURA TERZIARIA
Avvolgimento spaziale di tutte le prime strutture, la vera struttura tridimensionale e
quella che la proteina deve raggiungere per essere funzionale. Si instaurano legami tra
gruppi R, normalmente sono presenti legami deboli ad idrogeno mentre i ponti di
solfuro nel caso di cisteina sono legami covalenti e sono forti.
La condizione nativa la condizione pi stabile che posso raggiungere con quella
determinata proteina e la ottengo quando la proteina si avvolge e raggiunge la
struttura terziaria.
In alcuni casi la struttura terziaria tenuta insieme da legami di solfuro (in presenza
dell aminoacido cisteina)
La cellula talmente attenta a far svolgere questi avvolgimenti che mette a
disposizione altre proteine chiamate chaperon molecolari che aiutano questo
avvolgimento (immagine)
In base alla conformazione secondari e terziaria posso avere
Proteine fibrose strutture ordinate e ripetitive e insolubili in acqua. Ad esempio il
collagene presente nei tendini e nella pelle.
Proteine globulari con forma approssimativamente sferica e molto solubili in
acqua come la Mioglobina: proteina che da colore al muscolo. Le proteine
globulari sono composte da una o pi moduli distinti chiamati domini ossia unit
discrete (tratto della proteina) ripiegate localmente con regioni ad alfa elica e Bfoglietto impaccate assieme ed hanno funzione specifica. (esempio nell
immagine).
STRUTTURA QUATERNARIA non sempre presente se una proteine particolarmente
complessa ed multimerica posso avere una struttura quaternaria unione di pi
strutture terziarie, ad esempio nell emoglobina ho 2 catene e 2 catene . Questa
struttura resa solida da legami ad idrogeno che sono legami deboli o da ponti di
solfuro(covalenti).
Pu succedere che due o piu proteine possono essere organizzate in un
complesso multiproteico, spesso sono enzimi in cui piu proteine sono unite
insieme e svolgono ognuna la propria funzione all interno della stesso
processo. Ad esempio una proteina pu svolgersi e perdere la sua funzione come in

caso di calore acidi ecc (denaturazione proteine) quando una proteina viene
denaturata ritorna alla struttura primaria ma se rimessa nella condizione ottimale
riprende al loro attivit ritornando negli avvolgimenti

ACIDI NUCLEICI
Sono presenti in tutti gli organismi, sono di 2 tipi: l acido desossiribonucleico DNA che
porta linformazione ereditaria e unito assieme all acido ribonucleico (RNA) dirige la
sintesi proteica della cellula (DNA ed RNA)
Sono l unione di + monomeri (nucleotidi) che sono strutturati da una base azotata di
natura idrofobica appartenente al gruppo delle purine(actina guanina) o delle
pirimidine(timina uracile citosina) che sono 5, oltre la base azotata esiste uno
zucchero che nel DNA il desossiribosio mentre nellRNA il ribosio e poi c una
molecola di acido fosforico.
Questi nucleotidi sono legati fra di loro da legami covalenti (legami fosfodiesterei) e si
formano tra un fosfato gi legato con un legame fosfodiestereo a un carbonio in
posizione 5 con un carbonio in posizione 3. Per convenzione il mio filamento ha un
estremit che termina col carbonio i posizione 3 (coda) e una testa composta da una
molecola di acido fosforico. Quindi dico che la mia catena si forma in direzione 5 primo
3 primo. Questa catena la struttura primaria del DNA e dell RNA.
Questo legame come le proteine ha bisogno di energia e di informazione
Energia gli arriva dai gruppi fosfato e quando si aggancia il nucleotide 2 gruppi
fosfato si distaccano (del nucleotide che si aggancia) e liberano una grande
quantit di energia dando la possibilit di avere un legame fosfodiestereo
Linformazione deriva dal DNA da un filamento chiamato stampo gi presente
all interno della cellula
In base alla base azotata sul filamento stampo si lega un nucleotide con base
complementare ad esempio A-T, C-G questo avviene sia per lRNA sia x il DNA. Perch
si possano formare questi legami bisogna che le basi si trovino in una situazione
spaziale ossia che siano in direzione opposta (antiparalleli) estremit 5 primo ->
estremit 3 primo.
Ora ho il mio filamento che ha una parte idrofilica esterna e una interna idrofobica.
Il DNA ora ruota per proteggere le basi azotate idrofobiche all interno del filamento
poich le basi azotate sono ad una distanza tale da permettere lingresso di molecole
dacqua, ha un passo di 3,4 nm, ha un andamento destroso, e ha dei solchi al cui solco
maggiore si attaccano gli enzimi quando bisogna trascrivere i nucleotidi.
Il codice genetico viene decodificato e tradotto in proteine, alla decodificazione
partecipa un acido nucleico a lui complementare ossia l RNA, le basi azotate sono ATC
e G nell RNA manca la timina che viene sostituita dall uracile.
L RNA a differenza del DNA un singolo filamento polinucleotidico (struttura primaria)
in alcuni punti pu essere avvolto su se stesso in giri elicoidali che considero come
struttura secondaria; ci sono tre tipi di RNA messaggero(mRNA) RNA transfert(tRNA) e
lRNA ribosomiale. IL primo porta l informazione dal nucleo al citoplasma e
rappresenta il 2,5%. Esso pu avere lunghezze diverse in base alla proteina che devo

codificare. Il secondo detto anche solubile un RNA che ha una struttura anche ad
alfaelica ha dei siti specifici di legame dei quali il pi rilevante l anticodone che va a
riconoscere i codoni nell RNA messaggero che codificano informazioni per i diversi
aminoacidi da assemblare, l ultimo lRNA ribosomiale che si forma per la maggiore
nel nucleolo e va a formare i ribosomi associandosi a proteine.

CELLULA EUCARIOTICA
membrana cellulare
Presente in tutte le cellule
Sia in cellula animale che vegetale ho dei sistemi membranosi
Le funzioni della membrana sono: la membrana separa quello che deve stare
dentro da quello che deve stare fuori, regola tutto ci che entra dalla cellula e
tutto ci che esce dalla cellula regolando gli scambi, tramite proteine che
portano all esterno o all interno tramite gradiente, sulla mia membrana ci sono
dei sistemi che recepiscono ci che avviene all esterno e ho la trasduzione di
un segnale che mi arriva dall esterno in un evento intracellulare,
comunicazione cellula-cellula
STORIA
1890 scoprono che nella membrana ci sono dei lipidi
1900 si scopre che le molecole anfipatiche si orientano sull acqua con la desta
idrofila verso lacqua e la coda verso linterno
1925 si copre il doppio strato lipidico vedendo che c il doppio di lipidi rispetto
all area di superficie
1950 si scopre che lo strato lipidico coperto da proteine globulari e che
forato da pori
1960 struttura trilaminare
Si dimostra la disposizione a mosaico discontinuo e la condizione fluida dei lipidi
a mosaico fluido, la membrana un modello dinamico, le proteine non sono
sopra ma sono inglobate.
1980 si chiamano queste proteine di transmembrana
I lipidi della membrana sono fosfolipidi, glicolipidi e steroli
I fosfolipidi comprendono i fosfogliceridi e gli sfingolipidi
GLICOLIPIDI-> lipidi e zuccheri si dividono in cerebrosidi (zucchero privo di carica) e
gangliosidi(ho una catena di pochi zuccheri con carica negativa) una funzione
importante dei glicolipidi la caratterizzazione della cellula
STEROLI-> il pi importante il colesterolo, mancano nelle cellule vegetali
IMPORTANZA DELLA MEMBRANA CELLULARE: ogni membrana ha la sua struttura
lipidica caratteristica, la struttura a doppio lipidico flessibile e deformabile, non si ha
mai un margine libero(la membrana continua), facilita la fusione e la gemmazione,
mantiene lappropriata composizione interna di una cellula e separa le cariche

elettriche tra le due facce della membrana facendo si che all esterno e all interno ci
sia carica opposta mantenendo un potenziale a riposo che responsabile della
contrazione muscolare ad esempio.
Le proteine sono immerse nello strato fosfolipidico, la struttura della membrane
sempre la stessa a cui si aggiunge la struttura a mosaico (proteine) ma ogni
membrana differente (cambiano fosfolipidi e proteine).
All interno della mia membrana ho distribuzione differente di fosfolipidi ad esempio
nel foglietto esterno e quello interno ho concentrazione differente di fosfolipidi
La membrana ha una struttura asimmetrica.
L asimmetria dovuta alla differenza funzionale dei 2 strati. Ad esempio i lipidi che
contengono colina sono situati nel mono strato esterno, il 90% dei lipidi con teste
senza carica netta o con carica netta negativa sono localizzati nel mono strato interno
dove sono coinvolti nella trasmissione di segnali dall esterno all interno, i glicolipidi
sono solo nel mono strato esterno dove sono coinvolti in eventi di segnalazione e
riconoscimento. L asimmetria della membrana viene determinata durante la sua
biogenesi. Una volta stabilita tende ad essere costante.
Il movimento di un fosfolipide da un monostrato all altra si chiama movimento
trasversale, ed un evento termodinamicamente sfavorevole. Nel reticolo
endoplasmico liscio ci avviene tramite enzimi che vengono chiamati flippasi o
traslocatori. Essi avvengono una volta in diverse ore (questi movimenti cambiano la
concentrazione della membrana). Mentre il movimento di rotazione o di diffusione
laterale avvengono liberamente, casualmente e avvengono 10 milioni di volte al
secondo.
I movimenti dei lipidi sono responsabili della fluidit della mia membrana. Le proteine
che attraversano il mio strato fosfolipidico sono legati con elementi del citoscheletro.
Esse si muovono pi lentamente dei lipidi; io verifico ci con la tecnica del recupero
della fluorescenza dopo lo sbiancamento.
Le membrane funzionano correttamente solo se sono allo stato fluido le
membrane hanno una caratteristica temperatura di transizione, sotto la quale gelifica
e sopra la quale si disgrega, quindi la T ideale un po al di sopra della sua T di
transizione, la fluidit dei lipidi dipende dai tipi di lipidi che contiene (dalla lunghezza
delle catene degli acidi grassi e dal loro grado di insaturazione) Pi le catene sono
corte e pi la membrana sar fluido.
La fluidit e la permeabilit della membrana dipendono anche dal
colesterolo. Avendo una struttura piuttosto rigida il colesterolo a T superiore a quelle
di transizione rende la membrana meno fluida conferendo ordine alla struttura, se
sono a una T inferiore a quella d transizione rende la membrana pi fluida [il
colesterolo stabilizza la fluidit della membrana] adattamento omeoviscoso:
(regolazione della fluidit della membrana all abbassarsi della temperatura) -> si
mette in opera attraverso 2 meccanismi che coinvolgono enzimi che
accorciano gli acidi grassi cambiando cos i fosfolipidi, e con l attivazione
del desaturasi capace di indurre i doppi legami all interno dell acido grasso
e anche aumentando la concentrazione di colesterolo. Tutti gli eucarioti e i
procarioti regolano la fluidit variando la composizione lipidica della membrana questo
importante nei pecilotermi e negli animali ibernanti ad esempio.
La membrana deve essere fluida perch un perfetto compromesso tra struttura
rigida e liquida permettendo cos il giusto movimento.

Permette interazione nello spessore della membrana come lassemblaggio di gruppi di


proteine in punti particolari
Una membrana rigida non permetterebbe molti processi cellulari come movimento
accrescimento secrezione endocitosi e divisione.
Esistono delle piattaforme galleggianti sopra ogni monostrato fosfolipidico sono
ricche di colesterolo fosfolipidi e glicolipidi ed hanno la funzione di legare e bloccare
particolari proteine coinvolte nella rilevazione e nella risposta ai segnali chimici che
arrivano dall ambiente esterno. Le zone lipidiche nello strato esterno sono legate ad
alcune nello strato interno cosicch il segnale recepito dal recettore allesterno pu
essere trasmesso all interno
PARTE A MOSAICO
Composta da proteine, che in relazione al loro rapporto con lo strato fosfolipidico si
dividono in:

Proteine integrali
Proteine periferiche
Proteine di membrana ancorate ai lipidi

Proteine integrali anfipatiche, hanno uno o pi gruppi idrofobici, gruppi idrofili che
sporgono da uno o entrambi i lati si dividono in

Monotopica( a contatto con un singolo monostrato)


Monopasso(attraversa completamente una sola volta le membrane ad
es.glicoforina)
Multipasso(attraversa pi volte le membrane delimitando un vero e proprio
canale essa pu essere a -foglietto (porina) o nella maggior parte dei casi ad
-elica se una proteina composta da pi catene polipeptidiche parlo di
proteina integrale multipasso multimerica)

Proteine periferiche non hanno sequenze idrofobiche, vengono rimosse facilmente


essendo solo appoggiate e sono presenti sulla superficie extracellulare o su quella del
citoplasma, non prendono contatto con lo strato fosfolipidico
Proteine di membrana ancorate ai lipidi caratteristiche di entrambe, quelle
presente nel lato interno della cellula sono unite direttamente all acido grasso con
legami covalenti mentre le altre all esterno sono legate ai glicolipidi sempre mediante
legame covalente.
Quale funzione svolgono le proteine di membrana?

Enzimatiche (glucosio fosfasi)


Trasportatori di elettroni (citocromi coinvolte nei processi ossidativi)
Trasportatori di soluti
Recettoriale
Comunicazione intercellulare
Secrezione ed assorbimento di sostanze
Ruolo strutturale

Le proteine come i lipidi sono orientate asimmetricamente cio ho proteine differenti


nel lato esterno e nel lato interno nel bilayer (doppio strato)

Le proteine periferiche sono connesse ad uno o all altro lato

Le proteine integrali collegano entrambi i monostrati ma sono orientate


asimmetricamente: le regioni di una proteina esposte su un lato sono
strutturalmente e chimicamente differenti dalle regioni esposte sull altro lato.
L orientamento viene determinato durante la biogenesi e mantenuto

Molte delle proteine di membrana sono legate a dei gruppi glucidici oligosaccaridici
(quindi sono dette glicosilate) e si legano principalmente all asparagina, alla serina
alla preonina, all idrossilisina e allidrossiprolina. Ritroviamo zuccheri quali galattosio
mannosio l n-acetilglucosammina e l acido sialico. Queste glicoproteine sono proteine
che stanno nel monostrato esterno e rivestono degli importanti ruoli informazionali o
funzioni particolari quali il riconoscimento cellula-cellula contribuendo alla formazione
del glicocalice (struttura flessibile che funziona come setaccio delle sostanze che
arrivano alle cellule, le protegge rivestendole e regola gli scambi) assieme ai
glicolipidi. La presenza ad esempio della glicoforina diminuisce la viscosit del sangue.
Le proteine sono libere di muoversi ma questa libert limitata dal fatto che sono
ancorate al citoscheletro, al fatto che le proteine si aggregano in grossi complessi
quindi si muovono molto pi lentamente dei fosfolipidi essendo anche di maggior
dimensione.
Ci sono dei sistemi che permettono di oltrepassare la membrana alle proteine.
Sistemi di trasporto attivo --> avviene contro gradiente e quindi ha bisogno di
energia quindi mediato da proteine
Sistemi di trasporto passivo (non necessita di energia) --> diffusione semplice,
dipende dalla differenza di concentrazione ai due lati della membrana ossia
avviene secondo gradiente.
DIFFUSIONE SEMPLICE-> molecole che si muovono in entrambe le direzione in base
al gradiente di concentrazione, in questo modo passano le molecole apolari (O2 CO2)
importante perch permette lossigenazione dei tessuti.
DIFFUSIONE H2O-> L acqua si muove tramite osmosi, lacqua si sposta sempre dove
c energia libera pi bassa (dove c maggiore concentrazione poich un soluto
aumenta lentropia(disordine) spaccando i legami e diminuendo l energia libera). Il
processo di osmosi particolarmente importante nel tratto digerente.
Il processo di diffusione semplice si svolge senza consumo, passano piccole molecole e
acqua e che non ha direzionalit.
DIFFUSIONE FACILITATA ->se la sostanza troppo grande e troppo polare interviene
la proteina di trasporto che aggancia la molecola che deve entrare o uscire e gliela fa
attraversare. Anche in questo caso non abbiamo dispersione di energia: la sostanza si
muove in base al gradiente. La proteina non interferisce con la funzionalit della
molecola che deve trasportare all esterno o all interno e queste proteine saranno di
transmembrana integrale multipasso (che delimita un canale). Le proteine che
facilitano questo passaggio si dividono in proteine carrier o proteine canale.

Proteine carrier (permeasi o trasportatori) -> hanno un modo di comportarsi analogo a


quello degli enzimi per il modo di azione aggancio trasporto e rilascio, hanno un
analoga cinetica nel senso che la cellula avendo un certo patrimonio di proteine
carrier, se queste sono tutte impegnate il trasporto non pu avvenire finch non se ne
libera una, hanno una elevata specificit ma possono anche agganciare erroneamente
molecole simili. Lavorano secondo il modello delle conformazioni alternative: riescono
ad avere 2 conformazioni (una esterno e una interno) e questo cambiamento tra le
due mi permette il trasporto della molecola tramite il canale. Esse possono trasportare
solo un soluto o due soluti. Le proteine che assumono 2 diverse conformazioni prima
aperta verso
lesterno e poi
verso linterno si
chiamano
proteine
allosteiche. Se
\
trasporto un solo
soluto esse si
chiamano
uniporto (ad
esempio la
permeasi del
glucosio che
multipasso)
Figura 1 esempio di
proteina uniporto
permeasi del glucosio

Se trasportano due soluti esse li trasportano contemporaneamente e se i soluti vanno


nella stessa direzione le proteine si chiamano simporto mentre se una proteina esce
mentre una entra la proteina si chiama antiporto.
Un esempio di cellula uniporto la permeasi del glucosio, una volta che entra all
interno della cellula gli viene aggiunto un gruppo fosfato e quindi la permeasi si slega
non riconoscendo pi il glucosio come tale; cos viene immagazzinata energia.
Un esempio di carrier antiporto la proteina scambiatrice di anioni HCO3- e Cl- che
la trasformazione solubile della C02 che non solubile in acqua, per evitare lo
sbilanciamento di carica all interno e all esterno nell eritrocita, lo ione HCO3 viene
scambiato con lo ione Cl-, il risultato il passaggio della CO2 dai tessuti ai polmoni
dove viene espulsa.
Proteine canale-> esistono diversi tipi canale (canali ionici, porine, acquaporine),
vengono attraversate da molecole cariche, da ioni.

Canali ionici: proteine multipasso che delimitano un canale attraverso il quale


possono passare ioni carichi, sono molto selettivi, agiscono mediante un meccanismo
che ancora non bene conosciuto e hanno una notevole capacit di trasporto: essi si
aprono o si chiudono in risposta a degli stimoli come cambiamenti di potenziale di
membrana (canali voltaggio dipendenti) come ad esempio quelli del Na+ o del K+ o
del Ca++

Figura 2 esempio di canale ionico voltaggio-dipendente

che sono costituiti da quattro sub-unit dove la quarta ha amminoacidi carichi


positivamente e funge da sensore del voltaggio (riconosce il cambiamento di
potenziale).
La peculiarit del canale di Na+ che inoltre si pu chiudere in seguito all azione di
una particella inattivante che impedisce al canale di riaprirsi immediatamente anche
se viene stimolato.
Inoltre questi canali si possono aprire se determinate sostanze si uniscono alla
proteina canale (canali a controllo di ligando come il caso dell acetilcolina immagine)
o se sono soggetti a forze meccaniche (canali a controllo meccanico).
Porine sono presenti sui mitocondri dei cloroplasti e batteri, non sono
particolarmente selettivi: ci che definisce ci che deve passare legato alle
dimensioni della molecola
Acquaporine in certi tessuti c un gran passaggio dacqua e non giustificato con
i soli canali legati alla diffusione semplice come ad esempio nei globuli rossi e in questi
tessuti sono stati trovati dei tessuti chiamati acquaporine che sono formata da 4
proteine monomeriche che delimitano un canale centrale attraverso il quale passa una
grande quantit dacqua
TRASPORTO ATTIVO avviene contro gradiente di concentrazione o contro
gradiente elettrochimico e quindi richiede energia essendo forzato; le proteine che
sono responsabili di questo trasporto si chiamano pompe

Esso viene applicato principalmente nell assorbimento delle sostanze nutritizie


Rimozione dei prodotti di rifiuto
Mantenimento delle diverse concentrazioni ioniche all interno e all esterno
della membrana per mantenere il potenziale di membrana a riposo (questo non
solo dato dal trasporto attivo ma anche da quello passivo: canali ionici)

Il trasporto attivo presenta delle differenze rispetto alla diffusione facilitata e diffusione
semplice

Uno dei mezzi principali per mantenere uno stato stazionario di non equilibrio
indispensabile per un corretto funzionamento dellorganismo: questo mi
permette di percepire gli stimoli e di rispondere repentinamente ad essi
Possiede una direzionalit intrinseca (a differenza del trasporto passivo che
seguono sempre il gradiente)
Necessita di energia che la prende da 2 meccanismi:

trasporto attivo diretto che trae energia dall idrolisi di una molecola altamente
energetica che lATP
trasporto attivo indiretto dove un soluto attraversa la membrana secondo gradiente
e ci mi d energia per muovere un altro soluto contro gradiente questo sar un
trasporto antiporto o simporto a seconda della direzione

ESEMPI
ATPasi di tipo P (esempio pompa sodio potassio)
ATPasi di tipo V

trasporto attivo diretto

ATPasi di tipo F
ATPasi di tipo ABC

ATPasi di tipo P

In questo tipo di movimento le proteine di trans membrana vengono fosforilate


ossia viene aggiunto un gruppo fosfato
Queste pompe trasportano solo cationi
Sono responsabili dellimmagazzinamento degli ioni calcio

Pompa sodio-potassio
La proteina responsabile della pompa sodio-potassio una proteina tetramerica 2 e
2 le quali proteine sono delle proteine integrali monostrato (non sono quindi transmembrana e non si conosce la funzione), le catene quindi sono direttamente
interessate. All inizio la pompa aperta all interno della cellula e avendo unaffinit
con gli ioni sodio ne legher 3, a questo punto la proteina viene fosforilata e la

cessione del gruppo fosfato provoca un cambiamento fa aprire la pompa all esterno.
In questa conformazione avr un affinit per gli ioni potassio portandone all inerno 2
che produrranno la defosforilazione della pompa sodio potassio.

Figura 3 la pompa sodio-potassio

ATPasi di tipo ABC


Simile alla pompa sodio potassio anche qui la fosforilazione e la defosforilazione
regolano lapertura e la chiusura del canale ma questa volta passer il cloro.
Queste pompe sono importanti poich trasportano di tutto (anche farmaci e antibiotici
rendendo le cellule resistenti ai farmaci) e un difetto genetico di una proteina di
membrana strutturalmente affine all ATPasi ABC legato alla fibrosi cistica.
Trasporto attivo indiretto
Il movimento di un soluto secondo gradiente mi attiva il movimento di un soluto contro
gradiente di concentrazione
Questa tipologia di trasporto possibile assumere glucosio ed amminoacidi anche
quando le loro concentrazioni esterne sono pi basse di quelle interne.

Figura 4 modello di meccanismo: il trasportatore per simporto Na+/Glucosio

CITOPLASMA
Fase liquida = citosol (dove sono immersi gli organuli e le biomolecole)
Fase solida = citoscheletro (composta da fibrille, indispensabili per movimento
degli organelli)
ORGANULI: RER lisosomi, nucleo, nucleolo, apparato del Golgi, centrioliessi variano
per quantit e dislocazione da cellula a cellula

RETICOLO ENDOPLASMICOsistema membranoso organizzato in cisterne che sono


tutte interconnesse tramite il lume
abbiamo il Reticolo endoplasmico rugoso (RER) oppure il Reticolo endoplasmico liscio
ossia il (REL)
RETICOLO ENDOPLASIMO LISCIO

Morfologicamente ha delle strutture tubulari pi dilatate non ha quell aspetto di


cisterne ma una struttura sparsa e dilatata, caratterizzato dall assenza di ribosomi.
Il REL particolarmente abbondante nelle cellule del tessuto muscolare, nelle
ghiandole endocrine e nel tessuto renale.
FUNZIONI
Coinvolto nella detossificazione dei farmaci (molti farmaci sono costituiti da
gruppi idrofobici e sono difficilmente solubili rimanendo nelle membrane e non
andando in circolo. Il REL cos aggiunge un gruppo OH al farmaco rendendolo
pi solubile)
Coinvolto del catabolismo del glicogeno (il REL coinvolto nell accumulo di
glucosio immagazzinato sotto forma di glicogeno; quando ho bisogno di glucosio
scindo il glicogeno in glucosio 1-fosfato che viene trasformato in glucosio 6fosfato, questo processo di defosforilazione del glucosio che permette alla
permeasi di portare il glucosio nel torrente circolatorio avviene sulla membrana
del REL)
Nella produzione degli ormoni steroidei
Immagazzinamento degli ioni calcio all interno delle cellule muscolari dove
prende il nome di reticolo sarcoplasmatico (esistono delle pompe sia a livello
plasmatico sia a livello del REL che promuovono lingresso attivamente del
calcio in modo che il REL lo immagazzina legandolo ad una proteina articolare
che si chiama calsequestrina)
Coinvolto nella sintesi dei lipidi

RETICOLO ENDOPLASMICO RUVIDO


Insieme di estese cisterne impilate pi strette rispetto al liscio a cui sono adesi i
ribosomi che sono attaccati dal lato del citosol attraverso la loro sub-unit maggiore
dove svolgono la sintesi proteica. Il RER presente in tutte le cellule, la sua quantit
legata per alla funzionalit della cellula ad esempio se fanno molta sintesi proteica ve
ne sar una quantit maggiore
FUNZIONI: sulla membrana avviene la sintesi proteica mentre nel lume le proteine
assumono le conformazioni, si avvolgono, e assumono zuccheri (glicosilazione) le
proteine che vengono sintetizzate sulla membrana cadono all interno del lume dove il
loro corretto avvolgimento viene controllato; nel caso in cui sia sbagliato rimangono
nel RER senn passano all apparato del Golgi dove continua la lavorazione di queste
proteine.
Le proteine sono sintetizzate sui ribosomi che sono sia nel RER sia in forma libera nel
citoplasma:
le proteine prodotte da queste due tipologie di ribosomi sono diverse, nel primo si
producono le proteine secrete dalle cellule, le proteine integrali di membrana e le
proteine solubili che risiedono all interno di certi compartimenti (Reticolo
endoplastico, golgi, lisosomi, endosomi) mentre nei ribosomi liberi si creano le
proteine destinate a rimanere nel citosol, le proteine periferiche della superficie
interna della membrana plasmatica, proteine trasportate al nucleo, proteine dei
perossisomi, cloroplasti e mitocondri.

Il meccanismo attraverso il quale una proteina viene sintetizzata da un ribosoma libero


piuttosto che sul RER inizia dall RNA messaggero che trascrivendo le informazioni
tenute nel DNA entra nel citoplasma e si lega ad un ribosoma libero, a questo punto si
ha la differenziazione dei processi:
1. importazione co-traduzionale mentre avviene la traduzione la catena
polipeptidica viene importata nel lume del RER (entra nel lume del RER mentre
viene tradotta)
2. importazione post-traduzionale la catene polipeptidica si forma
completamente nel citosol e poi va verso gli organuli (entra nel RER dopo
essere stata tradotta)

ora ci occuperemo delle proteine sintetizzate con importazione cotraduzionale sulle membrane del RER
viene codificato inizialmente un primo breve tratto della catena polipeptidica: La
sequenza segnale che porta con s linformazione che la proteina deve essere
importata sul RER che composta da piccoli amminoacidi e suddivisa in tre regioni:
una regione carica positivamente che si lega alla regione idrofilica del RER, una
idrofobica che si lega alle code idrocarburiche dei fosfolipidi quindi alla parte centrale
della membrana del RER e una parte polare che si lega all enzima peptidasi (che
taglia la sequenza segnale).
La sola sequenza segnale non sufficiente a determinare la strada che la proteina
deve seguire, quindi esiste una SRP nel citosol (particella di riconoscimento del
segnale composta da sei diverse catene polipeptidiche unite ad una piccola catena di
Rna) che si lega alla sequenza segnale, appena l aggancia termina la traduzione fino
a quando sono sicuro che il ribosoma non si legato alla membrana del RER, quindi,
questo complesso tra sequenza e SRP si lega ad un recettore sul RER che riconosce la
SRP e fa parte di un complesso molecolare che presenta una proteina multipasso che
crea il canale attraverso cui la proteina cade nel lume del RER (trasloconerecettore
dell SRP, proteina canale, recettore che lega il ribosoma, enzima peptidasi);
Appena si forma il traslocone, si lega al recettore della SRP una molecola energetica (il
GTP) e, quando si lega, rincomincia la traduzione.
Quando si allineano i primi amminoacidi la proteina canale si apre, il GTP subisce un
idrolisi e l energia che viene liberata mi serve per staccare il ribosoma l evento si pu
ripetere, la peptidasi del segnale intanto ha tagliato la sequenza segnale che mi
serviva soltanto come indirizzamento, cos la proteina entra nel lume del RER.

I polipeptidi che
cadono nel lume
del RER
completano l
avvolgimento
assumono le
varie strutture,
questi processi
avvengono con
lausilio di
chaperon
molecolari (Bip il nome di quelli che troviamo nel reticolo) che si legano alle regioni
idrofobiche: il Bip si lega temporaneamente e stabilizza i polipeptidi non conformati
impendendo l aggregazione con altri polipeptidi non conformati, inoltre avviene la
glicosilazione(aggiunta di glucidi) che importante per la caratterizzazione della
proteina, per la caratterizzazione della cellula, per il corretto ripiegamento della
proteina perch i glucidi sono siti di legame per altre macromolecole e per il corretto
ripiegamento della proteina: quindi ci inizia gi ad avvenire nel RER terminando poi
nel Golgi. Inoltre gi nel RER si formano i legami della cisteina ossia i ponti di solfuro
che ha i gruppi solfuro e stabilizzano la mia struttura.

Il processo della glicosilazione.


Alle stesse proteine si lega uno stesso oligosaccaride formata da 14 esosi, viene
aggiunto dal lato del citosol da un trasportatore lipidico (proteina di trans-membrana)
incorporato nella membrana il quale una flippasi (movimento dei fosfolipidi) che
porta la breve catena dal lato dal citosol al lume del RER dove avviene l aggiunta di
nuovi zuccheri e infine la catena oligosaccaridica viene trasferita alla mia proteina da
enzimi chiamati oligosaccartransferasi: questi gruppi oligosaccaridici si legano a certi
amminoacidi (idrossiprolina idrossilisina serina creonina asparagina).
Negli organismi pi evoluti le catene oligosaccaridiche sono diverse e si vanno a
formare un mucchio di glicoproteine diverse.
Ci sono enzimi che controllano la qualit della proteina; esistono degli enzimi
che per completare il processo di maturazione della proteine staccano 2 su 3 molecole
di glucosio, quella rimanente viene legata da chaperon (proteine che cercano di
realizzare il corretto avvolgimento della proteina) che quando per loro la proteina si
ripiegata correttamente staccano la molecola di glucosio rimanente e la proteina va
per uscire dal RER. A questo punto c un enzima che controlla la funzionalit della
proteina; se essa non va bene gli aggiunge una molecola di glucosio cosi il ciclo si
ripete; cercando di riavvolgersi mediante gli chaperon. Questa dopo 5 volte che si
riavvolge erroneamente esce dal RER e viene degradata nel proteasoma, mentre se
ok questa lascia il RER e attraverso delle vescicole arriver al Golgi.
Le proteine che rimangono dentro le membrane vengono ancorate tramite 2
meccanismi.

1. La catena polipeptidica entra nel RER ma sussiste una sequenza di stop di


trasferimento dopo un certo tratto nella catena polipeptidica che blocca il
trasferimento da ribosoma al lume. Questa rimane dentro la membrana dopo
che la peptidasi taglia la sequenza segnale e il ribosoma si stacca; io avr che
all interno la proteina avr un gruppo NH+ mentre all esterno avr lestremit
COOH. Questa proteina in seguito si sposta dal canale diventando parte
integrante della membrana
2. Nel secondo meccanismo io ho una proteina la quale sequenza segnale non
subito presente ma prima presenta un tratto NH che quindi rimarr fuori dalla
membrana del RER, questa proteina ad un certo punto ha una sequenza che ha
una doppia funzione sia da sequenza segnale (si ancora in quel punto) che
segnale di inizio trasferimento quindi l rimane ancorata e da l inizia a trasferirsi
all interno del RER ottenendo l estremit NH fuori dalla membrana e quella
COOH all interno del citosol.
La membrana non si genera ex novo; proteine e lipidi sono sintetizzati nel RER, inseriti
nella membrana del RER e poi vengono trasportati negli organuli successivi o
rimangono li per formare la membrana del RER, queste proteine quando vengono
prodotte hanno un orientamento che mantengono sempre. Ad esempio lorientamento
delle glicoproteine viene mantenuto inizialmente con i gruppi glucidici all interno,
quando la mia vescicola va a costituire la membrana trova il giusto orientamento (con
i gruppi glucidici all esterno)
Le membrane hanno per una componente differente di proteine e lipidi da membrana
a membrana, ci sono 3 meccanismi che determinano la composizione di una data
membrana:
1. Negli organelli membranosi ci son enzimi che possono modificare i lipidi gi
presenti nella membrana come per esempio quelli che staccano atomi di
carbonio per rendere gli acidi grassi pi corti o alcuni che elevano il grado di
saturazione delle membrane (una membrana pi satura diventa pi solida di
una pi insatura)
2. Quando gemma una vescicola essa ha una data componente di fosfolipidi; non
detto che questa vescicola comprenda un fosfolipide oppure lo lasci nella
membrana, quindi la composizione varia.
3. Nel citosol ci sono particolari proteine che prendono un fosfolipide da una
membrana e li portano da un altra
Alla fine quindi avr una determinata membrana.
Dal RER si formano delle vescicole di transizione (ergic) che si vanno a fondere con
lapparato del Golgi (i ribosomi non sono presenti nelle vescicole infatti il Golgi non ha
ribosomi)

APPARATO DEL GOLGI -> una struttura sub-cellulare costituita da una serie di
cisterne membranose appiattite ed incurvate, delimitate da una sola membrana con i
margini dilatati, ordinatamente ed impilate, associata a questa cisterna ci sono una
grande quantit di vescicole; ci sono delle facce su questo apparato del Golgi;
La faccia CIS che la pi vicina al RER e ha le sue caratteristiche ossia cisterne che
hanno la membrana dello stesso spessore di quella del RER ed quella su cui vanno a

fondersi le vescicole ergic provenienti dal RER: questa faccia ha la funzione di


smistamento;
Dalla faccia CIS gemmano delle vescicole che si legano nella parte intermedia del
Golgi: lamelle mediane dove ci sono enzimi diversi e dove avviene glicosilazione
quindi dei processi di maturazione e di caratterizzazione;
Da qui partono altre vescicole e si fondono con la parte del Golgi che rivolta verso
la membrana plasmatica faccia trans che ha lo stesso spessore ed un
importante centro di smistamento. Da qui partono le vescicole che vanno alla
membrana plasmatica, o ad essere secrete o verso i lisosomi.
Le cisterne che vanno a costituire il Golgi sono diverse morfologicamente e per
contenuto enzimatico perch nei diversi luoghi avvengono cose diverse.

FUNZIONI

organello preposto al rilascio delle proteine di secrezione


si completano importanti processi biosintetici delle proteine iniziate nel RER
come la glicosilazione terminale, sintesi dei lipidi e sintesi di polisaccaridi (GAG
e mucina)
Separa le proteine che devono essere secrete dalle proteine che devono essere
incorporate nella membrana, le proteine (enzimi) lisosomiali (centro di
smistamento)

La glicosilazione inizia nel RER con la catena oligosaccaridica uguale per tutti poi nel
Golgi a livello delle lamelle mediane ci sono centinaia di glucosil-trasferasi: enzimi che
aggiungono nuove unit glucidiche dopo che alcune sono state rimosse quindi ho un
enorme variet di glicoproteine. Ricorda che la glicosilazione avviene nella parte
luminare sia del Golgi sia del RER che poi sar la parte extracellulare.
Ci sono 2 tipi di movimento vescicole RER->Golgi->Membrana (trasporto anterogrado)
oppure viceversa (retrogrado) composto da proteine che non sono pi necessarie,
oppure proteine che erroneamente sono arrivate allo step successivo.

Ci sono due ipotesi contrastanti per quanto riguarda il movimento del materiale
attraverso il Golgi:
1. Il carico trasportato in direzione anterograda dalle vescicole mentre le cisterne
restano elementi stabili
2. Le cisterne progrediscono gradualmente da una posizione CIS ad una TRANS
solo dopo che hanno acquisito gli enzimi necessari (poich avvengono cose
diverse nelle due zone)
Probabilmente avvengono le due cose contemporaneamente.

VESCICOLE->Le proteine devono o raggiungere la loro sede oppure restare nell


organulo a cui sono destinate; questo processo viene aiutato dal rivestimento delle
vescicole che si formano dai diversi organelli;
Nella membrana della vescicola esistono dei recettori (proteine di transmembrana)
che riconoscono all interno la tipologia di proteine che devo portare fuori dal RER che

vengono agganciate, contemporaneamente si legano nella parte esterna della


membrana ad altre proteine che inducono la vescicola a curvarsi;
Questo rivestimento legato dalle proteine di transmembrana ha due funzioni: il primo
che induce la curvatura della membrana e la seconda quella che in grado di
riconoscere la tipologia di proteine e quindi a capire quali devono essere trasportate: I
rivestimenti sono differenti a seconda di dove deve andare la mia proteina. 3 tipi:
1. Cop II responsabili del flusso anterogrado
2. Cop I sono responsabili del flusso retrogrado
3. La clatrina dal TNG (faccia trans del golgi) ai lisosomi, endosomi e nella via
endocitica (porta all interno materiale estraneo)
COP = coat protein (proteina che riveste)
Io riesco a mantenere continuit della membrana del Golgi o del RER tramite 2
meccanismi cos ogni compartimento mantiene la propria integrit e le proprie
proteine e non si disfa quando gemma una vescicola;
1. Ritenzione delle molecole residenti (Le proteine che costituiscono il RER
formano degli aggregati che non riescono ad entrare nelle vescicole e
rimangono li)
2. Se le proteine che dovrebbero rimanere nel RER erroneamente entrano in una
vescicola avviene il recupero delle proteine RE-specifiche che vengono
riconosciute mediante sequenze amminoacidiche particolari da recettori e,
appena giungono nella faccia CIS del Golgi, rimandate indietro mediante COP I
Invece per mantenere la continuit del Golgi esiste anche un terzo
meccanismo;
Le membrane dellapparato del Golgi hanno un diverso spessore, e le proteine che
devono fermarsi in una parte specifica del Golgi hanno un dato spessore
La membrana nel suo strato interno idrofobica, se io produco una proteina che deve
stare nella faccia trans io avr una lunghezza di radicale idrofobici uguale a quella
della data membrana, se questa ad esempio si ferma nella faccia CIS che pi sottile
la proteina non avr la parte idrofobica protetta e quindi si sposter finch non
raggiunge la membrana adatta. Queste proteine prodotte nel RER avranno una parte
idrofobica di lunghezza corrispondente alla parte idrofobica della membrana del Golgi
su cui dovranno fermarsi.

Il traffico vescicolare deve essere altamente specifico, per assicurare lindirizzamento


ci sono proteine SNARE:

le V-snare sono presenti sulla membrana delle vescicole di trasporto


le T-snare sono presenti nelle membrane bersaglio

Vescicole e membrane bersaglio si riconoscono grazie a recettori complementari e


altamente specifici

SMISTAMENTO DI ENZIMI LISOSOMIALI


Ci sono proteine (soprattutto enzimi) che devono arrivare nei lisosomi e vengono
prodotti nel RER queste proteine vengono glicosilate gi nel RER mentre nel Golgi si

completa questo processo e in pi, nelle lamelle mediane, avviene un processo di


fosforilazione di questi zuccheri soprattutto del mannosio (aggiunta di un gruppo
fosfato) il mannosio 6 fosfato quindi un elemento distintivo delle proteine che
devono andare al lisosoma. Quando sono nella faccia trans del Golgi queste proteine
vengono riconosciute da particolari recettori e concentrate in particolari aree che
vengono ricoperte dalla clatrina (proteina) che induce la curvatura e la formazione
della vescicola che contiene queste proteine 6 fosfato con i rispettivi recettori; appena
questa vescicola arriva nel citosol la vescicola perde il rivestimento di clatrina e si
attivano delle pompe ATPasi che acidificano l interno della vescicola e ci causa il
distacco dei recettori dagli enzimi lisosomiali che lasciano la vescicola che come la
clatrina tornano nel Golgi, questa vescicola si unisce con un altra vescicola chiamata
endosoma e ci mi d origine al lisosoma.

Le proteine che devono essere esocitate si chiamano proteine solubili non lisosomiali e
vengono esocitate tramite 2modalit

Secrezione costitutiva (svuotamento continuo delle vescicole mano a mano


che si formano esse sono piccole e ci avviene ad esempio nello stomaco, il
sistema di indirizzamento lassenza di segnale amminoacidico; oggi si visto
che ci sono inoltre delle sequenze che indirizzano)
Secrezione regolata (le vescicole sono riversate all esterno solo dopo uno
stimolo, i granuli solitamente sono grandi, si raccolgono nello spazio trans Golgi
(queste vescicole si chiamano granuli di zimogeno) e la membrana. Sono
indirizzati da sequenze amminoacidiche ed inoltre le proteine che devono
essere incluse nei granuli di zimogeno si impacchettano e stanno insieme)

TRASPORTO DI MATERIALE ATTRAVERSO LA MEMBRANA


Esocitosi i granuli secretori rilasciano il contenuto all esterno della cellula
Endocitosi in cui si ha linternalizzazione di materiale dall esterno
Essi sono meccanismi propri delle cellule eucariotiche.
ESOCITOSI
La membrana della vescicola si fonde con la membrana plasmatica che si rompe e si
ha il riversamento all esterno del contenuto della vescicola e la parete della vescicola
entra a fare parte della membrana plasmatica che quindi si allungher quindi avr
bisogno di un processo inverso che mi compensi lallungamento della membrana e
questo chiamato pinocitosi. Con lesocitosi escono delle macromolecole, viene
guidata da elementi del citoscheletro che composto da microtubuli (strutture fibrillari
formate da tubulina a e tubulina b). Laumento della concentrazione del Ca++
intracellulare favorisce la fusione delle due membrane; posso avere cellule che fanno
esocitosi su tutta la superficie oppure che fanno esocitosi solo da una parte e io
chiamo questo processo esocitosi polarizzata.
ENDOCITOSI
Internalizzazione di molecole, qui io avr che la membrana plasmatica si incurva verso
l interno (invaginazione) questa cavit contiene le macromolecole e le molecole che
devono entrare aprendosi sempre di pi finch non diventa una vescicola che si
stacca e va all interno.

Funzioninutrimento, difese contro i microorganismi, internare porzioni di membrana


plasmatica per mantenere equilibrio tra esocitosi e endocitosi; ne esistono 2
FAGOCITOSI (cellula che mangia) negli organismi unicellulari un sistema di
acquisizione del materiale nutritizio mentre in quelli pluricellulari un sistema
di difesa intrapreso dai fagociti (macrofagi e microfagi) anche se il meccanismo
lo stesso. La fagocitosi avviene con espansioni citoplasmatiche che vanno
abbracciare la particella interessata, data dalla attivit contrattile dei filamenti
di actina, chiamati pseudopodi formando una vescicola chiamato fagosoma che
si fonde con un lisosoma che ne distrugge il contenuto. Il materiale digerito
segue 2 vie; se solubile esso pu rimanere all interno della cellula oppure lo
posso eliminare tramite l esocitosi mentre se non solubile si forma un corpo
residuo che viene trattenuto attraverso un granulo di pigmento di llipofuxina,
questi granuli si accumulano e contribuiscono all invecchiamento cellulare
PINOCITOSI (cellula che beve); ne esistono 2 tipi: endocitosi clatrino
dipendente o clatrina indipendente;
Nella prima ho l assunzione di specifiche molecole (ligandi) che si legano con i
recettori sulla faccia esterna della membrana, in una piccola invaginazione della
membrana il materiale viene concentrato e dalla parte interna si concentrano
delle proteine tra le quali la clatrina che induce la curvatura della membrana e
una proteina adattatrice che assicura il legame tra clatrina e membrana finch
la dinamina, la quale induce il restringimento e il distacco della vescicola,
agisce. Si formano quindi delle vescicole che portano il materiale all interno.
Queste 3 proteine finito il compito (appena si stacca la vescicola) si riportano
verso la superficie per essere riutilizzate. La vescicola scoperta composta da
ligando e recettori si lega ad altre vescicole endocitate dalla cellula chiamate
endosomi (rivestiti solo di membrana); lendosoma ha delle pompe per
trasporto attivo e queste pompe pompano H+ all interno della vescicola non
rivestita che stacca il ligando dal recettore il ligando ora all interno della
molecola. La velocit di pinocitosi elevata.
Trans citosi molecola che entra nella cellula e poi esce se non viene
utilizzata da un altro lato.
La clatrina struttura tre bracci detta triskelion costitutita da sei polipeptidi
che si irradiano in un vertice e si assemblano in strutture esagonali e
pentagonali.
La seconda porta dentro fluidi extracellulari non selettive, e non concentra il
materiale ingerito, ha una velocit di internalizzazione costante rappresenta il
meccanismo primario di compensazione della superficie cellulare, le vescicole di
endocitosi fluida sono inviate agli endosomi precoci.

RIBOSOMI

Sono in tutti gli organismi (procarioti o eucarioti)


Possono essere liberi nel citoplasma o adesi alla superficie esterna del RER
Sono la sede della sintesi di proteine
Su quelli liberi si sintetizzano proteine strutturali ed enzimatiche destinate alla
cellula mentre quelli adesi al RER si formano proteine di secrezione di
membrana e lisosomiali

Posso analizzare i ribosomi attraverso un sistema di centrifugazione, nelle cellule


procarioiche io ho ribosomi 70s mentre negli eucarioti ho ribosomi pi grandi 80s,
tutti e 2 sono costituiti da 2 subunit disuguali (maggiore e minore) le proteine all
interno dei ribosomi sono diverse e inoltre ho diversi acidi nucleici.
I ribosomi liberi sono uniti in rosette (strutture rotondeggianti) chiamati polisomi
fra i quali passa l m-Rna messaggero, le subunit del ribosoma sono separate nel
citoplasma e queste si uniscono solo durante la sintesi proteica (quando la
concentrazione del magnesio aumenta)
I ribosomi sono formati da Rna e proteine in egual quantit
La struttura in genere data da un singolo filamento ma in alcuni punti esso pu
formare delle strutture ad elica
I ribosomi si formano nel nucleolo da particolari segmenti di specifici cromosmi che
sono in numero variabile in diverse specie. Queste parti di cromosoma si chiamano
NOR essi trascrivono per gli Rna-ribosomiali, lRna polimerasi 1 regola la trascrizione
mentre esiste anche un rna 5s che non si forma nel nucleolo ed trascritto dalla RNA
polimerasi 3
Nel ribosoma vi sono 4 siti di legame; 1 sito di legame per l rna messaggero e 3 per
legare il tRNA ( un sito A lega ogni tRNA nuovo con attaccato il suo amminoacido, un
sito P dove risiede il tRNA con la catena polipeptidica in allungamento e un sito E dal
quale i tRNA lasciano il ribosoma dopo avere scaricato gli amminoacidi)
LISOSOMI
Forma tondeggiante sferica
Contornati dalla membrana
La parte interna fortemente glicosilata per proteggere la membrana poich
all interno presenta delle idrolasi acide che potrebbero digerirla
Sono sede dellimmagazzinamento delle idrolasi che cos non danneggiano la
cellula
Svolgono funzioni di lisi quindi sono numerosi nelle cellule che svolgono funzioni
di assorbimento
Pompe protoniche mantengono un ph basso portando all interno cationi H+
Formazione del lisosoma
Le proteine che sono destinate al lisosoma sono proteine che vengono prodotte nel
RER e presentano del mannosio legate che nel Golgi viene fosforilato che diventa sei
fosfato (segno di riconoscimento per le proteine destinate al lisosoma) e arrivano alla
rete trans del golgi dove viene riconosciuto questo mannosio sei fosfato, legato da
recettori e all esterno si raccoglie la clatrina unendosi ai recettori che induce la
formazione della vescicola che si stacca dal Golgi e cade nel citoplasma (clatrina si
stacca ecc) la vescicola non ricoperta si fonde con un endosoma (vescicola che si
stacca dalla membrana plasmatica) la cui membrana presenta pompe ATPasi che
abbassano il ph della cellula (endosoma + vescicola del golgi) staccando i recettori dal
mannosio sei fosfato rendendo attive le idrolasi acide.

Funzioni
sede di immagazzinamento delle idrolasi acide

Nutrimento poich digeriscono


Capaci di degradare costituenti cellulari non pi necessari per poterli riutilizzare
Capaci di inattivare e di digerire enzimaticamente microoganismi e detriti
cellulari

Esisitono 2 tipi di lisosomi;


eterofagici contengono sostanze di origine extracellulare (il lisosoma riversa
all esterno le sostanze acide ad esempio lo spermatozoo che erode le barriere
della superficie dell uovo)
autofagicicontengono sostanze di origine intracellulare (disgregazione di
composti cellulari che sono danneggiati o non pi necessari)

PEROSSISOMI
vescicole circondate da una sola membrana con un nucleo denso formato da
enzimi ossidativi
organelli multifunzione
condividono diverse propriet con i mitocondri (che derivano da perossisomi)
le proteine che li costituiscono sono presenti liberi nel citosol (importazione
post-traduzionale)

Funzioni
detossificazione dal perossido di idrogeno (H 2O2 ): nelle reazioni si formano dei
radicali liberi (molecole instabili) che sono catturati dai perossisomi che
contengono le ossidasi convertono in perossido didrogeno le specie reattive
dell ossigeno, trasferendo gli elettroni da un substrato ossidabile all ossigeno
molecolare, a questo punto le catalasi degradano l H 2O2 ossidandolo ad
ossigeno e acqua

ossidazione degli acidi grassi che vengono accorciati a due a due vengono
degradati in coA che verr usato nel ciclo di krebs che avviene all interno dei
mitocondri (respirazione cellulare)
Si formano i plasmogeni che sono i fosfolipidi pi abbondanti nella mielina
Metabolizzano i composti contenenti azoto (degradano gli amminoacidi e
ossidano l urato
FORMAZIONE
I perossisomi si formano a partire da perossisomi pre-esistenti che incominciano a
incamerare tutte le proteine e i fosfolipidi necessari alla formazione del nuovo
perossisoma, queste proteine sono prodotte da ribosomi nel citosol (posttraduzionale), ma in questo caso essi assumono la sequenza secondaria e terziaria all
interno del perossisoma nel quale entrano con trasporto attivo e si complessano con
un gruppo eme che proviene dalle vescicole del reticolo endoplasmico contenente un

atomo di ferro con grande affinit con l ossigeno, le proteine che vanno dal citosol al
perossisoma hanno una sequenza di indirizzamento situata nell estremit COOH.
I perossisomi hanno un aspetto simile ai lisosomi;
Le propriet distintive sono

Assenza di enzimi idrolitici


Non partecipano ai processi di digestione
Presenza di catalasi
Presenza di un nucleoide
Frequente associazione con elementi del REL

Mutazioni a carico delle proteine perossisomiali possono provocare gravi malattie tra
queste ladrenoleucodistrofia legata al cromosoma X devastante e progressiva
malattia demielinizzante

NUCLEO
Organello pi grande della cellula eucariotica in interfase
un ambiente macromolecolare incredibilmente stipato in cui avvengono miriadi di
reazioni
Ha forma che corrisponde a quella della cellula o irregolare
La posizione del nucleo variabile
Nella maggior parte delle cellule il nucleo uno solo ma alcune possono essere
binucleate o plurinucleate (plasmodio quando le cellule separano il nucleo ma non il
citoplasma o sincizio quando le cellule si uniscono e quindi ottengo una cellula
plurinucleate

I componenti strutturali del nucleo sono


involucro nucleare a doppia membrana
Nucleoplasma
Uno o pi nucleoli
Matrice nucleare
Fibre contenenti DNA (cromatina se disperse, cromosomi se organizzate a forme
discrete)

Funzioni

Racchiude il materiale genetico


Controlla laccesso e lesportazione di materiale
il sito in cui avviene la duplicazione del DNA e la trascrizione del DNA in RNA

INVOLUCRO NUCLEARE
costituito da una doppia membrana (esterna ed interna) che delimitano la
cisterna perinucleare che in continuit col lume del RER cosi come la membrana
esterna sulla quale sono presenti dei ribosomi; in certi punti la membrana esterna
continua con la membrana interna a delimitare dei fori (pori nucleari)
La membrana esterna ha ribosomi mentre quella interna ha rapporti molto stretti
con la cromatina questa interazione con la membrana mediata dalla lamina
nucleare.
Protegge i cromosomi e DNA non ancora maturo
Lamelle anulate parti della membrana che hanno molti pori e dove c
unintensa proliferazione; si pensa che abbiano una funzione di riserva
Lamina nucleare sottile e densa rete formata dalla polimerizzazione di fibre
intermedie chiamate lamine la cui integrit regolata da processi di
fosforilazione e defosforilazione (se aggiungo gruppi fosfato queste unit si
disintegrano) e hanno funzione di supporto per l involucro nucleare

PORO NUCLEARE
Fori distanziati,
Complesso molecolari importanti,
Costituito da 100 diversi tipi di polipeptidi e struttura ottagonale
Riconosco 2 anelli uno nucleare e uno citoplasmatico; dall anello citoplasmatico
partono delle fibrille (aggancio di molecole che devono essere portate all interno del
nucleo) mentre dall anello interno ne partono altre come a formare un canestro di
cui non sappiamo la funzione ;essi sono tenuti insieme da un altro anello centrale
formato da 8 elementi longitudinali e al centro c un trasportatore che mi funge da
canale di trasporto anch esso legato agli anelli, sempre da questa zona partono delle
proteine che attraversano l involucro nucleare e sono proteine di ancoraggio.
Attraverso questi pori passano agevolmente proteine piccole secondo gradiente, nella
struttura del poro ci sono 8 canali attraverso cui passano queste molecole piccole con
un diametro di 9nm mentre le proteine di grandi dimensioni passano attraverso il poro
nucleare in modo attivo
Il numero dei pori attorno alla membrana legato all attivit trascrizionale della
cromatina se la cromatina trascrive ho molti pori e viceversa.
Le proteine che devono entrare o uscire hanno segnali di indirizzamento (amminoacidi
basici); la membrana viene attraversata da proteine dall esterno e Rna dallinterno,

dopo che i recettori hanno riconosciuto queste sequenze segnale, ci avviene


attivamente
NUCLEOPLASMA
Assomiglia al citosol essendo composto da matrice amorfa dentro la quale immerso
un nucleoscheletro composto da filamenti di actina che mantiene la forma del nucleo e
si lega alle fibre cromatiniche, sembra essere importante per la divisione nucleare
ancorando le fibre di cromatina e per l indirizzamento degli RNA messaggeri.

CROMATINA

Negli eucarioti il DNA localizzato nelle fibre di cromatina nel nucleo


La cromatina formata da DNA e da proteine chiamate istoni
Le molecole di DNA sono stabili (no turn-over)
La quantit di DNA in ogni nucleo caratteristica della specie
Ogni cellula diploide umana contiene 180 cm di DNA (6picogrammi)
Con la spiralizzazione dei cromosomi la cellula si assicura che il materiale
genetico si separi correttamente
La spiralizzazione del DNA un problema importante negli eucarioti poich ho
una grande quantit di DNA e inoltre il DNA legato a proteine

ISTONI
Sono proteine piccole, basiche, cariche positivamente e altamente conservate in
rapporto 1 a 1 col DNA ho 5 tipi di istoni H1 H2A H2B H3 H4
Il DNA legato a queste proteine (e non solo a queste)
Limpacchettamento del DNA il DNA avvolge dei raggruppamenti di istoni (DNA
linker) e quindi si accorcia questi prendono il nome di ottameri istonici (composti da
otto istoni) listone H1 presente in un punto dell ottamero istonico dove stabilizza l
avvolgimento della fibra e la accorcia ulteriormente poich lH1 si lega ad altri H1
ottenendo 2 diversi tipi di strutture (a solenoide o a zig-zag) raggiunta questa struttura
a sua volta si attorciglia accorciandosi ulteriormente creando delle anse che sono
legate ad una struttura centrale costituita da proteine strutturali chiamata schaffold
infine questa struttura si avvolge a sua volta ad elica accorciandosi di 750 volte, alla
fine questo DNA si condensa in cromosomi accorciandosi ancora tramite un processo
poco conosciuto

In interfase ho la eucromatina che trascrive oppure l eterocromatina che non


trascrive
L eterocromatina pu essere costitutiva facoltativa che in certi momenti
trascrive e in certi momenti no (corpo di Barr)

REPLICAZIONE DEL DNA


Il DNA ha una struttura ad elica e la sua replicazione semi-conservativa, il
filamento di DNA si apre e si formano 2 nuovi filamenti di cui uno parentale che mi
serve da stampo e uno che si forma ex novo.

REPLICAZIONE DEL DNA NEI PROCARIOTI


Inizia in un punto specifico che contiene una sequenza di geni particolare a cui si
legano proteine chiamate iniziatrici del processo che separano i 2 filamenti di DNA; si
viene a creare una struttura chiamata replicone (nei procarioti ne ho uno solo). La
duplicazione avviene da entrambe le parti del replicone. Io ho delle forme intermedie e
questa viene chiamata replicazione theta. Quando il filamento circolare si duplicato
ho una struttura a forma di 8, le due parti vengono staccate dalle topoisomerasi che
sono responsabili dei superavvolgimenti del DNA.
REPLICAZIONI NEGLI EURCARIOTI
Ho DNA lineare e si hanno molti siti di inizio (molti repliconi), ho la sequenza di inizio
che si chiama ARS che viene riconosciuta da particolari proteine e quindi il DNA
autorizzato a replicarsi; la particolare sequenza molto ricca di basi adenina-timinia
perch ci sono solo 2 legami ad idrogeno ed pi semplice da separare.
L enzima responsabile della formazione della catena polinucleotidica la DNA
polimerasi che lega nuovi nucleotidi; la DNA polimerasi lavora in direzione 5 primo3primo su tutti e 2 i filamenti cosi: il DNA si apre e ho un filamento che viene replicato
in maniera continua e uno in maniera discontinua; allora avr un solo primer nel
filamento guida mentre tanti primer quanti sono i frammenti di Okazaki nel filamento
in ritardo.
La DNA polimerasi non in grado di formare il filamento di DNA dall inizio quindi la
sintesi deve iniziare da un filamento primer a cui attaccare i nucleotidi che fornisca un
estremit 3 all enzima DNA polimerasi quindi un enzima chiamato RNA polimerasi
(primasi) forma degli inneschi (10 nucleotidi) sullo stampo di DNA all estremit 5
della catena di nucleotidi che devo duplicare a questo punto la DNA polimerasi
sintetizza la catena attaccandosi all estremit 3 del primer e iniziando a sintetizzare
in direzione 3 (53 precisamente)
Io non ho DNA polimerasi che vanno da 3 primo-5primo perch dobbiamo correggere
eventuali errori nel processo di replicazione;
Nel caso di polimerasi 5-3, arriva il nuovo nucleotide dalla parte 3, un fosfato si
stacca e si forma il legame fosfodiestereo se si trova un errore la DNA polimerasi che
lavora come esonucleasi in direzione 3-5, stacca il nucleotide, arriva il nucleotide
corretto e staccandosi il pirofosfato si forma un nuovo legame fosfodiestereo
Nel caso di polimerasi 3-5 l estremit libera a cui legare il nucleotide sarebbe l
estremit 5 con i suoi 3 gruppi fosfato, il nucleotide si legherebbe ma nel caso ci fosse
un errore non avrei pi il gruppo fosfato che mi permette di legare il nucleotide
corretto.
Una esonucleasi, inoltre, stacca i primer di RNA in direzione 5primo 3 primo mentre le
endonucleasi tagliano il DNA al suo interno (processo di riparazione del DNA).
Le radiazioni ultraviolette sono responsabili degli errori poich ci sono delle basi
pirimidiniche che si uniscono fra loro invece di unirsi alle basi dellaltra catena (si
formano i dimeri ) la timina si lega alla timina se le proteine riconoscono queste
alterazioni le staccano (endonucleasi) e la dna polimerasi che ricostruisce il filamento
e una DNA ligasi che lega i 2 filamenti.

Meccanismo a livello della forcella replicativa

Le sequenze di replicazione autonoma servono per far iniziare il processo di


replicazione
Queste vengono riconosciute da alcune proteine
Lelicasi ad esempio srotola la doppia elica
Quando la doppia elica aperta si creano dei superavvolgimenti che sono
tagliati dalle topoisomerasi
La doppia elica tende a formare lalfa elica (affinit tra le basi azotate) quindi
intervengono proteine SSBP che legano il singolo filamento tenendolo separato
dall altro
Il primo enzima che interviene una RNA-polimerasi che produce un primer
(breve catena nucleotidica di RNA) che saranno uno su ogni filamento.
Sul filamento anticipato io ho DNA polimerasi che replica il filamento nel senso
di apertura sull altro che si chiama in ritardo si costituiscono i frammenti di
OKAZAKI te avr tanti primer quanti sono questi frammenti
Interviene una esonucleasi che lavora in direzione 5-3 (ricorda anche l altra) e
i primer vengono rimossi cos ho il filamento di DNA completo tutti questi
frammenti saranno legati poi da una DNA ligasi.

La DNA POLIMERASI rimane attaccato al filamento attraverso una proteina: pinza


scorrevole composta da 2 sub unit, sul filamento guida avr solo una pinza beta
mentre sul filamento in ritardo avr tante pinze beta quante sono i primer
(necessita di questi per unire i 2 nucleotidi), la pinza beta si aggancia ll estremit
3 della catena polinucleotidica
I primer sono distanziati fra loro (nel frammento in ritardo) la DNA polimerasi salta
da un primer all altro grazie alla pinza beta.
Le DNA polimerasi si muovono insieme nella stessa direzione come se fossero un
unico insieme complesso il filamento in ritardo si ripiega su se stesso procedono
entrambe in direzione 53, questo modello si chiama a trombone.
Nel DNA dei procarioti al termine della replicazione il filamento in ritardo trova il
suo aggancio legandosi al filamento guida, mentre negli eucarioti, lultimo primer
viene staccato dall esonucleasi ma manca l aggancio (ossidrile in posizione 3)
della DNA polimerasi, quel segmento non pu essere costituito quindi si perde una
sequenza genica (chiamati telomeri) i telomeri molto spesso sono ripetuti ma ad un
certo punto il DNA va eroso e la cellula va incontro ad apoptosi, esistono
pochissime cellule in cui si innesca un meccanismo diverso (cellule germinali,
embrionali, tumorali) queste cellule attivano un enzima chiamata telomerasi che
forma copie addizionali telomeriche.
La telomerasi formata da RNA e proteine agisce legandosi al filamento stampo
attraverso una piccola quantit di basi azotate e promuove lallungamento del
filamento allungando la catena polipeptidica rispettando la complementariet delle
basi, questo viene ripetuto molte volte e la cellula diventa immortale.
NUCLEOLO

Ha una struttura tondeggiante


Misura pochi micron
Situato all interno del nucleo ma non ha membrane
Contiene sia acidi nucleici sia proteine
Possiamo trovare cellule che hanno anche pi nucleoli

Non presente nei batteri; la sede della trascrizione e maturazione degli


RNA ribosomiali

Al microscopio elettronico si distingue


Centro fibrillare con sottili fibrille (spessore di catene polinucleotidiche)
costituito da sequenze geniche di DNA che viene chiamato R-DNA perch
codifica appunto per i ribosomi, questo tratto localizzato nei diversi organismi
in un numero variabile di cromosomi che hanno sequenze geniche chiamate
NOR e causano la sintesi di RNA ribosomiale.
Centro fibrillare denso (pars fibrosa) con sottili fibrille addensate e proteine
(nucleolina e fibrillarina) costituite dai NOR con legati gli RNA ribosomiali che si
stanno formando (strutture ad albero di natale)
Una componente granulare con particelle di 15-20 nanometri (diametro
caratteristico dei ribosomi) che formata da proteine.
Il nucleolo durante la divisione cellulare scompare, poich essendo composto da
segmenti di DNA, durante la duplicazione essi diventano parte di un cromosoma non
pi come filamenti di DNA
MATURAZIONE DEI RIBOSOMI la Rna polimerasi porta alla formazione degli RNA
ribosomiali che inizialmente sono costituiti da un unico RNA ribsomiale formato dalla
trascrizione dei NOR, per polimerizzare questa catena, a questo, si aggiunge un RNA
ribosomiale non prodotto nei NOR ma trascritto dall RNA polimerasi III, questo Rna
ribosomiale subisce delle modificazioni finch si arriva al ribosoma composto da due
sub-unit la minore esce prima dal nucleolo della maggiore, e rimangono separate
finch la proteina non deve essere polimerizzata.
TRASCRIZIONE TRADUZIONE
REPLICAZIONE(DNA)TRASCRZIONE(Mrna)TRADUZIONE(proteine)
L informazione passa da DNA mRNA utilizzando lo stesso linguaggio di base catena
polinucleotidica-catena polinucleotidica
ATTRAVERSO IL CODICE GENETICO da una catena polinucleotidica avr una catena
polipeptidica
Il codice genetico ha 4 propriet
1.
2.
3.
4.

Non sovrapposto (ogni nucleotide parte di una sola tripletta)


Non ambiguo (ogni codone specifica per un solo amminoacido)
universale ( esiste un solo codice per tutti gli organismi)
degenerato (diverse triplette possono codificare per uno stesso amminoacido)

Il DNA ha 4 basi azotate mentre gli aminoacidi sono 20; un amminoacido viene
specificato da 3 nucleotidi. Il codice genetico un codice a triplette che andranno a
costruire la catena polipeptidica; di queste 64 triplette 61 specificano per un
determinato amminoacido ed avranno uno specifico t-RNA e 3 non specificano per
nessun amminoacido ma mi indicano solo il termine della sintesi amminoacidica
(chiamati codoni non senso) dei quali non esiste nemmeno t-RNA corrsipondente
PROCESSO DI TRASCRIZIONE

Passaggio di informazione tra DNA a Rna: questa nuova catena data dall' RNA
polimerasi che si lega a delle proteine chiamate fattori di trascrizione che individuano
particolari sequenze geniche sul DNA che sono i punti dove deve iniziare la
trascrizione e anche quale dei due filamenti deve essere trascritto, l RNA polimerasi
procede direzione 5'3 rispettando la complementariet della basi.
Nei procarioti ne ho una sola RNA polimerasi mentre negli eucarioti ne ho 3.
DESCRIZIONE DELLA TRASCRIZIONE (da DNA a RNA)
4 FASI:
1.
2.
3.
4.

Legame
Inizio
Allungamento
terminazione

Nei procarioti la RNA polimerasi si lega al DNA grazie ad un fattore sigma che gli
indica il sito specifico dove deve partire il processo di trascrizione. La doppia elica
quindi si apre e si comincia a costruire la catena polinucleotidica, la catena si forma e
quando essa costituita da pochi nucleotidi il fattore sigma si stacca e si completa il
processo di polimerizzazione , a differenza della duplicazione del DNA, qui, il DNA si
srotola, si forma la catena di RNA ma alle spalle la catena si richiude subito, non ho
una forcella.
Negli eucarioti ho lo stesso ciclo (Rna polimerasi che si unisce a dei fattori di
trascrizione che indicano il sito preciso da dove far partire la trascrizione chiamati
promotori) ma ho 3 polimerasi:

1. Rna polimerasi 1 ( nel nucleolo e sintetizza gli Rna ribosomiali 18s 28s e 5,8s)
2. Rna polimerasi 2 ( nel nucleoplasma e promuove la formazione dell Rna
messaggero)
3. Rna polimerasi 3 (sintetizza gli Rna Transfert)
I promotori si dividono in 3 classi:
1. Promotori per Rna polimerasi 1 ho 2 sequenze tutte e due a monte,
2. Promotori per Rna polimerasi 2ho 4 sequenze una di seguito all' altra
3. Promotori per Rna polimerasi 3i siti promotori sono a valle del sito della
trascrizione

Allungamento della catenaunione della RNA polimerasi al promotore, il DNA si


apre e viene costruita la catena polinucleotidica dell RNA rispettando la
complementariet delle basi in direzione 53; come nel DNA ho un attivit
esonucleasica anche qui per correggere eventuali errori.
Stop del processo di trascrizione
Nei procarioti l'RNA polimerasi legge una particolare sequenza di terminazione ve
ne sono 2 tipi
1. Hairpin Loop vicino all' estremit 3' dove presente molti legami G-C che
formano una struttura a forcina che tende a staccarsi dal DNA e poi ho una
lunga sequenza di U-A che hanno solo 2 legami a idrogeno ed pi facile il
distacco
2. Vi una proteina rho-dipendente che mediante ATP stacca l' RNA dal DNA
Negli eucarioti ho sequenze di stop a seconda del tipo di RNA polimerasi
1. RNA polimerasi 1 ho 18 nucleotidi che rappresentano il segnale di terminazione
2. RNA polimerasi 2 i trascritti (RNA) viene tagliato 10-35 nucleotidi a valle di una
sequenza AAUAAA
3. RNA polimerasi 3 ho una corata sequenza formata dall insieme di nucleotidi
che portano tutti come base azotata luracile
GLI RNA prima di lasciare il nucleo devono subire un processo di maturazione
Maturazione dellRNA
Nei procarioti questi RNA messaggeri sono sintetizzati gi pronti perch manca
l'involucro nucleare e iniziano la sintesi proteica prima ancora del completamento
della formazione
Negli eucarioti avendo l'involucro nucleare gli RNA immaturi rimangono nel nucleo
10 minuti dove avvengono delle modificazione;

all ultimo nucleotide si lega in maniera 5-5 con un legame fosfodiestereo un


nucleotide con un gruppo metilico formando una specie di cappuccio che
favorisce il trasporto dell'RNA furori dal nucleo e ha ruolo nel posizionamento
nel ribosoma proteggendolo dalla nucleasi.
All' estremit 3' ad opera di una polimerasi vengono unite lunghe catene di
adenucleotidi (coda poli-A) nucleotidi con adenina; la sua funzione proteggere
l'RNA dalla nucleasi, influire la sterilit dell' RNA messaggero (pi lunga la
coda pi lRNA vive) e infine contribuisce al riconoscimento dell' RNA
messaggero da parte dei ribosomi
Negli eucarioti inoltre gli m-RNA contengono sempre sequenze nel trascritto
primario (immaturo) che non trovo nell RNA maturo (gli introni) mentre altre
(gli esoni) vengono trascritti. Gli introni servono a spaziare gli esoni infatti
attraverso il processo di maturazione posso suddividere un gene in particolari
zone per cui dallo stesso gene tramite lo splincing posso avere una grande
quantit di proteine diverse trascrivendo da punti diversi esoni differenti: per
questo 30000geni mi danno 100000 proteine.

Maturazione T-rna
Esso lRNA che trasporta lamminoacido sul ribosoma leggendo le informazioni sull
mRNA.

Ha caratteristica struttura a trifoglio composto da un unico filamento ma in certi tratti


unito rispettando la complementariet delle basi e qui ho la struttura secondaria del
tRNA
Vi sono 4 fasi nel processo di maturazione
1. All' estremit 5' ho una sequenza di amminoacidi che viene rimossa chiamata
sequenza leader
2. All' estremit 3' ho la sostituzione di 2 nucleotidi che hanno base azotata U-U
con 3 nucleotidi che hanno base azotata A-C-C
3. Nella parte sinistra ho la sostituzione e modificazione chimica di alcune basi
(metilate o sostituite da basi insolite)
4. Nella parte terminale (quella che legge il codone dellmRNA) si hanno le
scissioni di una particolare sequenza genica rappresentata da un introne
Alla fine quindi ho una struttura a trifoglio in cui ci sono 4 siti di legame:
Lega l' amminoacido corrispondente, l m-RNA, il ribosoma e un enzima che
catalizza lunione dell amminoacido al tRNA (amminoacil tRNA sintetasi)
SINTESI PROTEICA

I ribosomi sono la sede dove si crea la catena polipeptidica


Gli tRNA allineano gli amminoacidi
Un enzima chiamato amminoacil tRNA sintetasi che un enzima che lega l
amminoacido alla molevola corrispondente di tRNA
LmRNA che codifica le rinformazioni per la sequenza amminoacidica dei
polipeptidi da sintetizzare
Fattori proteici che facilitano i diversi passaggi del processo

STRUTTURA DEL RIBOSOMA (il ribosma traduce un mRNA in una catena polipeptidica,
essi sono formati da 3 molecole di RNA ribosomiale)

il primo codone si attacca nel sito P dove quindi si posiziona il primo


amminoacido
Nel sito A si lega il secondo amminoacido poi il terzo e il quarto (sede della
polimerizzazione)
Dal sito E escono gli tRNA scarichi

MECCANSIMO CHE PERMETTE AI CODONI DI ORGANIZZARE GLI AMMINOACIDI NELL


ORDINE APPROPRIATO
Il tRNA ha 4 siti di legame e 2 specificit
1. Nell estremit 3 primo lega lamminoacido specifico
2. Dal lato opposto ho triplette di nucleotidi (anticodone) che si lega al codone del
mRNA
Quindi il tRNA riesce a legare l amminoacido specifico che mi indica l mRNA
Nel codice genetico ho 61 triplette che specificano un amminoacido di cui lultima
base pu anche cambiare, i codoni del codice genetico specificano con 2 basi quindi
anche se la terza base cambia nell mRNA il tRNA riconosce lo stesso tipo di
amminoacido; la terza base quindi pu compiere un appaiamento scorretto (teoria del
vacillamento). Ad esempio la Guanina pu legarsi all uracile tramite 2 legami ad
idrogeno.

Servono enzimi per far collegare lamminoacido al tRNA corrispondente


(amminoacil-tRNA-sintetasi) essi catalizzano il legame tra un gruppo carbossilico dell
amminoacido e l ossidrilico del t-RNA l enzima lega l amminoacido (serve energia)
quindi si lega una molecola di ATP che si scinde cedendo energia all amminoacido
(che diventa carico) questa energia servir a far avvenire il legame peptidico
(amminoacido-amminoacido) a questo punto l enzima lega il tRNA corrispondente l
enzima sicuro di questo controllando delle sequenze di base che sono in almeno 2
regioni del tRNA e lascia il tRNA legato allo specifico amminoacido, di questi enzimi ne
ho 20 tipi (uno per ogni amminoacido)

TRADUZIONE (sintesi dei polipeptdi)


Porta alla formazione di una catena polipeptidica e procede dall estremit N terminale
alla estremit C terminale. LmRNA viene tradotto da 5 a 3
3 fasi
1. INIZIOlegame dell mRNA col ribosoma
2. ALLUNGAMENTO inserimento di tutti gli amminoacidi
3. TERMINAZIONE la catena polipeptidica e lmrna vengono rilasciati nel
citoplasma

INIZIO

Nei procarioti e negli eucarioti ha lo stesso meccanismo si parte sempre dalla sub
unit minore del ribosoma a cui si legano proteine chiamate i fattori di inizio che
portano il tRNA sul sito A e sono legati al GTP. A questo punto si lega l mRNA
riconosciuto dal ribosoma per una sequenza specifica che quando nel punto di
legame con la sub-unit minore avr il primo codone sul sito P (codone di inizio) quindi
si ha il legame dell tRNA specifico per la metionina che la porta sul sito P e infine la
sub unit maggiore del ribosoma si lega a quella minore che sfrutta energia del GTP
del fattore di inizio.
ALLUNGAMENTO
Ho 3 fasi
1. Il complesso di inizio ha il sito A vuoto che pu ricevere un nuovo Trna, dei
fattori di allungamento portano i tRNA con legato uno specifico amminoacido sul
sito A, questo legame necessita di energia che gli data dalla GTP legata
2. Avviene quindi il legame peptidico che necessita di energia dato dall
amminoacido carico (legatosi al tRNA grazie all amminoacil tRNA sintetasi) e la
peptidil transferasi mi catalizza la formazione del legame
3. LmRNA procede in avanti, servono energia e un secondo fattore di
allungamento (legato ad un GTP) che si lega al complesso e avviene la
traslocazione (sempre utilizzando energia della scissione del GTP), il tRNA esce
dal sito E, la catena in allungamento si trova sul sito P e il sito A riceve l altro
tRNA con legato l amminoacido.
I fattori di allungamento non riconosco un tRNA pittosto che un altro, la loro
funzione solo quella di permettere il legame (tra RNA al sito A), per essere sicura
che l tRNA che ho portato sul sito A prioprio quello che porta lamminoacido
giusto (corrispondente alla tripletta dell Mrna) ho 2 meccanismi
1. Se non c un appaiamento corretto della prima o della seconda base rimane
legato un tempo cos breve che il GTP non riesce a idrolizzarsi e non vi
lenergia per fare legare il tRNA al ribosoma
2. Il ribosoma non c un appaiamento corretto e anche questo porta al distacco e
all impossibilit di scissione del GTP che mi serve per legare il tRNA al ribosoma
Quando il polipeptide formato non esce dal sito E ma attraverso un tunnel sulla subunit maggiore appositamente creato
TERMINE
Quando durante la traduzione sullmRNA viene letto una sequenza stop viene
posizionato sul sito A una proteina compleassa formata da diverse sub-unit (fattore di
rilascio) che ha legato un GTP, quando questo fattore di rilascio si lega, il GTP si
idrolizza e l energia viene usata per il distacco delle due sub unit e della termine
della traduzione con rilascio della catena polipeptidica.
MITOCONDRI

Sono organelli destinati alla produzione di energia


Sono in grado di degradare le molecole organiche che assumiamo trasformando
lenergia in ATP
Dopo il nucleo sono gli organelli di maggiori dimensioni (grandi quasi come i
batteri)
Sono assenti nei batteri dove la respirazione cellulare viene svolta da
invaginazioni della membrana chiamate mesosomi

Sono presenti in tutte le cellule eucariotiche


Hanno forma e dimensione che dipende dallo stato funzionale della cellula e
anche la distribuzione pu essere in punti specifici (cellule cigliate)
Sono da 1000 a 2000 in una cellula normale
Subiscono delle rapide e profonde alterazioni per effetto di agenti tossici e
patogeni (indicazione di sofferenza cellulare)
Quelli degenerati sono avvolti da lisosomi (autofagosoma)

STRUTTURA
I mitocondri sono definiti da due membrane concentriche una esterna (50% lipidi e
50% proteine, molto permeabile con porine attraverso le quali entra ogni tipo di
molecola) e una interna(molte pi proteine, priva di colesterolo e ricca di cardiolidina,
questa membrana altamente impermeabile ed ricca di proteine che sono coinvolti
nella cattura e nel rilascio degli ioni calcio) che sono profondamente diverse e la loro
struttura fa pesare provengano da dei batteria.
Nella parte centrale troviamo delle pieghe (sulla membrana mitocondriale interna)
chiamate creste aventi funzione di aumentare la superficie dove avverr la
fosforilazione ossidativa ossia la produzione di ATP, queste pieghe sono in contatto con
lo spazio intermembrana attraverso piccole aperture, sono orientate
perpendicolarmente all asse longitudinale del mitocondrio, tutti i cambiamenti che
possono subire sono reversibili.
Le membrane dividono il mitocondrio in due compartimenti pieni di fluido, fra le
membrane vi uno spazio intermembrana, quella esterna molto impermeabile
quindi il fluido presente nello spazio intermembrana in continuit col citosol mentre
la membrana mitocondriale interna delimita uno spazio pi ampio dove sono
posizionate le creste che si chiama matrice ch un gel con alta concentrazione di
proteine idrosolubili, enzimi, ribosomi e DNA circolare a doppio filamento e sono quindi
capaci di fare un po di sintesi delle proteine che gli servono.
Dalla membrana interna sporgono delle sferette legate con un peduncolo alle creste
chiamate complessi F1, costituite da 6 catene polipeptidiche, laltro sito (FO)
costituito da un insieme di proteine idrofobiche ed inserito all interno della
membrana interna, e fra le 2 vi un peduncolo di natura proteica che le unisce; e
questo complesso sede della produzione dell ATP (ATP sintetasi)
I mitocondri hanno un proprio DNA di tipo batterico, hanno ribosomi, tRNA, RNA
ribosomiale e mRNA per una sintesi proteica di 13 polipeptidi, hanno una DNA
polimerasi. Essi originano da mitocondri preesistenti duplicandosi come batteri, nei
mammiferi i mitocondri sono solo di origine materna.
FUNZIONE
Sede produzione ATP e della respirazione aerobia
4FASI:
1. Glicolisi nel citosol
2. Il ciclo degli acidi tricarbossilici nella matrice (ciclo di Krebs)
3. Il trasporto degli elettroni sulla membrana interna accoppiato al pompaggio dei
protoni
4. La sintesi di ATP sulle creste

Attraverso la respirazione cellulare degradiamo le molecole organiche in presenza di


ossigeno fino alla CO2 e H2O liberando energia che viene sfruttata per la produzione
di ATP

Prendiamo il Glucosio, nel citoplasma abbiamo la glicolisi che avviene a 10 tappe


che converte una molecola di glucosio in 2 molecole di piruvato, che pu essere
suddiviso in 3 fasi (investimento di energia, fase di rottura, fase di liberazione di
energia)
1. Conversione del glucosio in fruttosio che necessita di 2 molecole di ATP
2. Fase di rottura nella quale il fruttosio (molecola a sei atomi d carbonio) viene
scisso in 2 molecole di atomi a 3 carbonio (gliceraldeide 3 fosfato) che vengono
ossidate e portano alla formazione di due molecole di piruvato, in questa fase si
producono 4 ATP (2 per molecola di gliceraldeide) e 2 NADH
3. 4 molecole di ATP e si forma anche il NADH
La resa netta quindi di 2 molecole di ATP e 2 di NADH
Il piruvato se c ossigeno viene ossidato prende la via dei mitocondri
Se sono in condizioni di anaerobiosi si trasforma nelle cellule animali in lactato e in
quelle vegetali in etanolo e CO2.
RESPIRAZIONE CELLULARE Il piruvato (nel caso avessi presenza di ossigeno)
attraversa la membrana esterna dalle porine, entra nello spazio intermembrana e poi
attraversa quella interna (altamente impermeabile) grazie a una proteina di transmembrana (proteina simporto che richiede energia) quando arriva nella matrice il
piruvato si trasforma in acetil-coenzima A che si lega all ossalacetato e inizia il ciclo di
Krebs (seconda fase che un ciclo metabolico) nel quale si liberano per
deidrogenazione degli atomi di idrogeno 3NADH, 1 FADH2 e un ATP con il GTP come
intermedio.

Il NADH e il FADH sono trasferiti dalla matrice sulle creste cedendo H e ritornando
alla forma ossidata. Questi atomi di H si scindono in protoni ed elettroni, gli
elettroni si trasferiscono su una catena di trasporto sulle creste mitocondriali
formata da 5 grossi aggregati di proteine che sono: citocromo pc1, NADH
deidrogenasi, ubichinone, citocromo C e citocromo ossidasi che sono in grado di
accettare gli elettroni, in questo processo di trasporto si libera energia che verr
utilizzata per produrre ATP.

L energia che viene prodotta viene utilizzata per spostare attivamente gli ioni H+
dalla matrice nello spazio intermembrana, si forma un gradiente elettrochimico di
ioni H+ nello spazio intermembrana.

A questo punto gli ioni H+ nello spazio intermembrana tendono a tornare dentro la
matrice (essendo molto concentrati) attraversando un canale apposito per questi
ioni H+ che formato dai complessi FoF1 fornendo l energia per la fosforilazione
ossidativa.

Meccanismo di formazione dell ATP La componente idrofobica intermembrana


della componente FoF1 formata da tante sub-unit che delimita un canale attraverso
cui passa lo ione H+, la componente gamma del peduncolo ruota cosi ruota anche la
componente F1 di 120 gradi, ho 3 posizioni della componente F1, per ogni ione H+
che entra la componente ruota, alla prima rotazione ho un ADP e un P inorganico
legati in maniera debole, al secondo H+ ho la formazione dell ATP e alla terzo ione H+
la subunit perde la conformazione che aveva affinit per ATP che viene quindi
rilasciato.

GLUCOSIO
Gliceraldeide 3 fosfato
Gliceraldeide 3 fosfato
Piruvato
Piruvato
Acetil CoA
Acetil CoA

-2 ATP

+4ATP+2NADH

+2NADH

Ciclo di krebs
(si producono 3 NADH + 1 ATP + 1 FADH per acetil CoA)
+6NADH+2FADH+2ATP

Trasporto le molecole di NADH sulle creste


mitocondriali

(Si producono 2 ATP per NADH; un NADH varrebbe 3 ATP ma visto che la membrana
mitocondriale
impermeabile un ATP viene usato per trasportare il piruvato all interno dei
mitocondri, quelli

prodotti nella trasformazione del piruvato in acetil coenzima A cosi come quelli del ciclo
di Krebs valgono 3
ATP essendo gi dentro al mitocondrio, un FADH invece vale 2 ATP.

IN TOTALE OTTERRO 36 ATP PER MOLECOLA DI


GLUCOSIO

MITOSI E MEIOSI
Mitosi (cellule somatiche) processo di divisione cellulare in cui ottengo 2 cellule figlie
identiche alla cellula madre (stesso corredo cromosomico).
Questo processo di duplicazione cellulare diviso in 2 parti:
1
2

Interfase (fase di durata variabile a seconda delle cellule) la cellula accresce,


raggiunge le sue dimensioni normali e replica il suo DNA
Mitosi(durata defininta) suddivisa in profase,prometafase, metafase, anafase e
telofase

INTERFASE
Costituita da fase G1,S,G2
G1=fase di durata pi variabile, in questa fase la cellula ha unintensa attivit
trascrizionale (proteine e Mrna) producendo proteine che servono alla fase successiva
S che comporta la duplicazione del DNA
S=si duplica il DNA e il centrosoma (struttura da cui si organizza il fuso mitotico,
costituita da una coppia di centrioli e da un materiale amorfo)
G2= i cromosomi si condensano, vengono prodotti enzimi e proteine che sono
necessari per la divisione vera e propria
Nucleo interfasico DNA nella sua forma a 30 nm (solenoide oppure a zig-zag)
CROMOSOMA= forma discreta della cromatina, durante il processo della mitosi riesco
a distinguerli (soprattutto durante la metafase). Quando sono condensati vi sono
cromosomi differenti per dimensione, la strozzatura (centromero), pu essere a met
(metacentrico) o spostata verso un estremit (submetacentrico)oppure ancora pi
spostata (acrocentrico). Ci pu essere una costrizione secondaria dove le braccia non
si possono flettere, qui ho gli organizzatori nucleolari (sequenze geniche che
trascrivono per gli rRNA). Vi inoltre un satellite formato da DNA che non trascrive
(cromatina perinucleolare condensata) posto alle estremit. I telormeri favoriscono l
appaiamento dei cromosomi omologhi della profase meiotica legandosi all involucro
nucleare permettendo a quelli alti uguali di appaiarsi.
L insieme delle caratteristiche che identificano in particolare corredo cromosomico si
chiama cariotipo.
Il centrosoma formato da 2 centrioli, I centrioli sono costiuiti da nove triplette di
microtubuli, quando la cellula va incontro a mitosi la coppia di centrioli disposti
perpendicolarmente comincia ad allontanarsi.
Lo scopo della mitosi quello di garantire che le cellule figlie abbiano lo stesso corredo
cromosomico della madre
PROFASE

Prosegue la condensazione dei cromosomi, essi sono formati da 2 cromatidi


fratelli
Il nucleolo si disperde
Attorno ai due centrioli si formano dei microtubuli che si irradiano a stella
(aster)
Si formano le prime fibre del fuso mitotico (composte dal citoscheletro della
cellula), le prime fibre che si formano sono quelle continue fuori dall involucro
nucleare

PROMETAFASE

I centrosomi completano il movimento verso i poli


Frammentazione dellinvolucro nucleare (fosforilazione della lamina nucleare)
Avr anche fibre che si legano ai cromosomi (a livello della costrizione primaria
precisamente nel cinetocore) e non solo quelle continue. Ogni cromosoma ha un
centromero e 2 cinetocori.
I cromosomi sono sparsi nella zona del nucleo, i microtubuli si allungano e si
accorciano portando i cromosomi al centro della cellula

METAFASE

Massimo stato di condensazione dei cromosomi e si allineano nella piastra


metafasica
Il fuso mitotico ha il massimo grado di espressione
I microtubuli che formano il fuso mitotico sono fibre continue, microtubuli astrali
(aiutano a disporre l apparato del fuso nella cellula, quelli cinetocorici
(mantengono i cromosomi sul piano equatoriale) quelli polari o continui
(mantengono l integrit del fuso). Nei microtubuli del fuso mitotico vi un
estremit + e una

ANAFASE

i cromosomi si separano (si duplicano i centromeri)


la separazione lenta e controllata
AnafaseA: allontanamento dei cromosomi verso i poli (i microtubuli si
disassemblano diventando corti e cosi il cromosoma va verso i poli)
AnafaseB: allontanamento dei poli della cellula poich i microtubuli si allungano,
stabilendosi dei legami crociati costituiti da chinesina che distende questi
legami crociati, e i microtubuli astrali legano il terminal web favorendo ci

TELOFASE

I cromosomi figli sono arrivati ai poli (composti da un solo cromatidio)


Si formano i nucleoli
Si disgrega il fuso
Si riforma l involucro nucleare e il DNA diventa di nuovo accessibile agli enzimi
di trascrizione.

CITOCINESI

Nella parte dove c era la piastra equatoriale si forma un solco


Un fascio di filamenti di actina e miosina forma un anello contrattile che si
stringe
Quando manca la citodieresi ho una cellula binucleata che chiamo plasmodi

Meiosi Avviene nelle cellule sessuali, grazie a quella il numero di cromosomi rimane
costante di generazione in generazioni.
Vi una prima meiosi (divisione riduzionale) 2nn preceduta da una duplicazione di
DNA
La seconda (divisione equazionale) 2n4n non preceduta dalla duplicazione del DNA
E il mezzo principale per generare variabilit genetica attraverso la distribuzione
casuale dei cromosomi del padre e della madre alle 2 cellule figlie e del crossing-over
in cui avviene uno scambio di sequenze geniche tra i cromosomi omologhi.

Non vi prometafase
La fase S della prima divisione meiotica molto pi lunga di quella della mitosi
La profase 1 molto pi lunga e complicata della fase mitotica

Meiosi 1 (riduzionale)
Precedentemente avviene la duplicazione del DNA
La profase 1 si suddivide in 5 fasi
Leptotenein cui il materiale genetico si condensa a formare strutture bastoncellari in
forma di filamenti sottili, i telomeri si posizionano sulla parete nucleare facilitando l
appaiamento dei cromosomi omologi
Zigotene i cromosomi omologhi iniziano l appaiamento aiutato dal complesso
sinaptinemale (impalcatura che permette ai cromatidi di appaiarsi)
Pachitene i cromosomi si accorciano e si inspessiscono, sul complesso sinaptinemale
sono presenti dei noduli di ricombinazione che favoriscono il crossing over grazie a
degli enzimi, ogni coppia di omologi si compatta ottenendo una struttura chiamata
tetrade o bivalente (4 cromatidi)
Diplotene si ha il dissolvimento del complesso sinaptinemale, gli omologhi si
separano rimanendo legati solo mediante i chiasmi, spesso i cromosomi si srotolano e
si riformano i nucleoli poich essendo una fase molto lunga la cellula ha bisogno di
sintetizzare proteine (es prima ovulazione)
Diacinesiterminalizzazione dei chiasmi ttraverso movimenti di contrazione dei
cromosomi, i centrosomi migrano verso i poli, i microtubuli formano fuso mitotico e
scompare l involucro nucleare.
Metafase 1

le tetradi si legano attraverso i cinetocori ai microtubuli del fuso disponendosi


sulla piastra equatoriale

Anafase 1

i cromosomi si staccano a livello dei chiasmi


i centromeri non si duplicano e i cromatidi fratelli restano uniti e si separano gli
omologhi
ogni polo riceve un corredo cromosomico aploide in cui ogni cromosoma
dicromatidico

Telofase 1
Divisione del citoplasma, ottenendo 2 cellule che hanno un numero aploide di
cromosomi( presente solo un membro di ciascuna coppia di omologhi) che sono
dicromatidici quindi ho una quantit diploide di DNA nucleare.
MEIOSI 2
Profase 2
Si forma il fuso mitotico, scompare il nucleolo, si formano le fibre continue ecc
Metafase 2
I cromosomi si associano ai microtubuli del cinetocore e migrano all equatore
Come nella mitosi ogni cromosoma formato da 2 cromatidi e 2 cinetocori ancorati ai
lati opposti del centromero
lo stadio in cui gli oociti dei vertebrati bloccano la progressione in meiosi in attesa
della fecondazione.
Anafase 2
Duplicazione del centromero
La coesina tra i cromosomi tagiata
Ciascun cromosoma pu separarsi e migrare ai poli opposti del fuso (cromosomi
monocromatidici)
RISULTATO FINALE 4gameti aploidi con un numero aploide di DNA nucleare, ognuno
formato da una miscela di sequenze di DNA materno e paterno.
La non disgiunzione meiotica porta a gameti con un numero anomalo di cromosomi
(condizioni di aneuploidia)
MECCANISMI DI CONTROLLO
Vi sono 3 punti di controllo
1
2
3

alla fine della fase G1 (si controlla che la cellula si sia accresciuta
correttamente)
fra la fase G2 e a fase M
transizione metafase-anafase (bisogna controllare che ogni cromosoma sia
agganciato alle fibre del fuso

Istologia
TESSUTO EPITELIALE
Si divide in epiteli (cellule con funzioni di rivestimento) e ghiandole (insiemi di cellule
con attivit secretoria)
Tessuto epiteliale

svolge funzioni di assorbimento


trasporto trans cellulare
recezione e sensibilit
protezione

esso si presenta con cellule fortemente adese (scarsa matrice extracellulare) con
cellule polarizzate, presenza di numerose giunzioni cellulari, presenza di una lamina
basale e assenza di vasi.
Il tessuto epiteliale pu derivare sia da endoderma che da esoderma e mesoderma.
L epitelio pu essere formato da uno strato di cellule (epitelio semplice) oppure da pi
strati di cellule (epitelio stratificato)
EPITELI SEMPLICI
Epitelio pavimentoso semplicecon funzione di assorbimento e protezione
(principalmente assorbimento) lo trovo ad esempio nei capillari negli alveoli polmonari
nei mesoteli e negli endoteli)
CAPILLARI sono formati da pochi strati di cellule con molte vescicole adibite a
pinocitosi, a volte presente un pericita con proteine contrattili che favoriscono il
flusso del sangue; esistono capillari continui dove ogni sostanza che entra regolata
da proteine carrier, fenestrati che presentano dei pori e capillari fenestrosi attraverso
cui il sangue va a diretto contatto con i tessuti.
ALVEOLI POLMONARIsono formati da pneumociti di tipo 1 fortemente appiattiti nei
quali avviene lo scambio di 02, pneumociti di tipo 2 che che favoriscono l apertura
dell alveolo,cellule endoteliali e cellule spazzine che puliscono ci che si respira
espellendolo poi attraverso il muco.
Epitelio cubico semplice ha nucleo centrale di forma rotondeggiante, presenta
una notevole funzione di assorbimento e pu essere dotato di microvilli.

Epitelio colonnare semplice svolge funzioni di assorbimento e secrezione, vi un


nucleo ovoidale spostato verso la lamina basale; queste cellule svolgono funzione di
assorbimento e sono fortemente polari.
Epitelio colonnare ciliato tipico della tuba uterina
Epitelio colonnare pseudostratificatoalcune cellule non arrivano al lume,
caratteristico dalle vie respiratorie

Epitelio respiratorio composto da molte tipologie di cellule:

cellule ciliate cilindriche (30%) con molti mitocondri e funzione di rimozione del
muco
cellule caliciformi (30%) presentano corti microvilli e producono il muco
cellule basali (30%) che sono multipotenti, dividendosi danno origine a molti tipi
di cellule
cellule a spazzola (3%) con funzione poco nota, si pensa essendo a contatto con
terminazioni nervose che siano cellule sensoriali
cellule sierose (3%) producono un siero
cellule a piccoli granuli (3-4%) contengono sostanze farmacologicamente attive
e regolano l attivit di tutte le cellule dell epitelio respiratorio riversandole nel
tessuto connettivale

EPITELI STRATIFICATI (principalmente hanno funzione protettiva)


Per determinare la forma dell epitelio bisogna prendere in considerazione lo strato pi
esterno di cellule.
Epitelio pavimentoso stratificiatonon cheratinizzato (composto da cellule vive
col nucleo)
cheratinizzato (composto da cellule
morte)

Epidermide L epidermide composta


da 5 strati:

Strato basaleformato da un solo


strato di cellule chiamate cheratinociti
staminali in grado di fare mitosi
bivalente, in questo strato sono
presente emidesmosomi e giunzioni
aderenti
Strato spinoso (malpighi)composto
da 4-8 strati di cellule poliedriche che
si appiattiscono verso lo strato
granuloso, vi sono desmosomi che
tengono unite le cellule. Sono presenti
inoltre melanosomi e cheratinosomi
che mantengono l idratazione della
cellula
Strato granuloso costituito da cellule
appiattite; la cherataiolina che
raggruppai filamenti di cheratina in macrofibrille
Strato lucidocomposto da cellule morte; presente solo in pelli spesse
Strato corneocomposto da cheratinociti che sono i pi differenziati, i primi strati
presentano giunzioni mentre gli ultimi no, le cellule sono resistenti contro gli insulti
chimici e sono impermealizzate da lipidi.

Tipologie cellule epidermide:

Cheratinociti
Melanociticontengono melanosomi che producono melanina che serve per
proteggere il materiale genetico
Cellule del Langherans Prive di tonofilamenti e desmosomi, hanno funzione di
risposta immunitaria.
Cellule di Merkelcellule recettoriali sensibili agli stimoli meccanici

Epitelio cubico colonnare stratificato


N assorbimento n secrezione ma rivestimento robusto (dotti ghiandole salivari, del
pancreas, canale anale, grossi dotti escretori)

Epitelio di transizione (polimorfo)


Epitelio pluristatificato con morfologia diversa nei diversi strati le cellule superficiali
sono cupoliformi e volte sono binucleate si trova nella vescica e sopporta quindi
stiramenti quando le cupole si allargano e si appiattiscono, composto da 3 tipi di
cellule: le cellule basali, cellule clavate e le cellule cupoliformi, sulla membrana vi sono
numerose vescicole che si distendono verso lesterno aumentando la superficie dell
epitelio che riveste la vescica quando essa piena.
CARATTERISTICHE CELLULE EPITELIALI

Citoscheletro molto sviluppato con filamenti intermedi (cheratina) presenti nell


epidermide con funzione di sostegno meccanico, microfilamenti (actina)

coinvolti nelle giunzioni intercellulari e che da sostegno alla membrana


(interweb) e microtubuli (tubulina a e b) che servono a costituire le fibre del fuso
mitotico, sono un sopporto per gli organelli che si muovono nel citoplasma e per
il trasporto di vescicole e grosse macromolecole.
Polarit morfologica e funzionale: c un polo apicale (microvilli ciglia ecc) che
diverso dalla base e dai lati dove trovo complessi giunzionali e solo alla base
trovo la membrana basale

SPECIALIZZAZIONI DELLA MEMBRNA DELLE CELLULE


MICROVILLI (espansioni citoplasmatico) al cui interno trovo dei filamenti di actina
mantenuti in asse dall attivit di altre proteine alla base sono uniti al terminal web
mentre all apice troviamo la villina (proteina) questi servono ad avere maggiore
superificie di contatto, non compiono movimenti.
CIGLIA in alcuni casi trovo ciglia che partono da un organello cellulare chiamato
corpo basale che si origina dai centrioli e costituito da nove triplette di microtubuli, il
ciglio invece costituito da 9 coppie di microtubuli periferici e una coppia di
microtubuli centrali che si originano ex novo. Le coppie sono 2 filamenti adesi (A
composto da 13 filamenti e B composto da 10) e fra loro le coppie sono legate da dei
ponti di una proteina chiamata nexina e inoltre sono connessi da corpi di connessione
alla guaina centrale che circonda i microtubuli centrali, da uno dei due tubuli (dal
tubulo A quello con 13 filamenti) ogni 24 nm troviamo delle braccia proteiche che
sporgono composte da dineina che responsabile del movimento del ciglio. L unica
parte che pu muoversi la dineina che ha capacit di metabolizzare l ATP; quando
va incontro all idrolisi la testa della dineina si lega al tubulo B che gli davanti ( non
quello adeso a lui ma quello appartenente all altra coppia), ci comporta lo
spostamento del tubulo B verso lalto fino a farlo flettere, il movimento delle ciglia
sincrono, la funzione del ciglio quello di muovere dei corpi che sono apposti sopra
l epitelio.
Non esistono epiteli stratificati ciliati
Le stereociglia hanno funzione omologa a quella dei microvilli, sono deli lunghi
microvilli, si trovano nell epididimo e cellule sensoriali
GLICOCALICE costituito da glicoproteine, ha funzione di setaccio molecolare,
funzione di proteizione nei confronti dell epitelio e presenza di enzimi che favoriscono
la digestione e ha un ruolo importante nelle interazioni con l ambiente

SPECIALIZZAZIONE DELLA PARETE LATERALE DELLE CELLULE


Lateralmente troviamo giunzioni che servono a fare lavorare le cellule epiteliali come
unica lamina tenendole adese (Desmosoma, adesione a cintura, giunzione occludenti)
mettono in comunicazione diretta i citoplasmi delle cellule (giunzione comunicazione)

Giunzioni occludenti: struttura a rete che composta dalla fusione di proteine


trans-membrana (occludine e claudine) queste giunzioni non permettono il
passaggio di sostanze negli interstizi cellulari e limitano il movimento delle
proteine di membrana mantenendole nel posto in cui devono svolgere la
funzione, mantengono lo strato polarizzato della membrana.
Le giunzioni aderenti sono perimetrali, sono subito al di sotto delle giunzioni
occludenti, sono sistemi di ancoraggio che legano il citoscheletro di una cellula
con il citoscheletro di un'altra cellula, precisamente legano i filamenti di actina
(microfilamenti)

DESMOSOMI sono dei bottoni che legano i filamenti intermedi tra cellula e cellula, sono
caratterizzati da uno spazio in cui ci sono delle proteine di transmembrana che si
agganciano alle proteine dell altra cellula ad altre proteine che vanno a formare una
placca adesiva a cui sono legati i filamenti intermedi
GIUNZIONI COMUNICANTI (nexus) mettono in comunicazione il citoplasma di una
cellula con quello dell altra e sono costituiti da canali che attraversano la membrana
formati da proteine di trans-membrana chiamate connessine, per formare canali
piccoli ci sono sei connessine compongono il connessone; questo passaggio dato da
una alterazione dell equilibrio: una polarizzazione causata da un movimento di ioni,
questi passano attraverso questi canali quindi permettono la ripolarizzazione
immediata ad esempio ci importante nel muscolo cardiaco. Vi inoltre un
passaggio di sostanze tra citoplasma e citoplasma. Questi connessoni si possono
chiudere ad esempio quando diminuisce il ph all interno della cellula o quando
aumenta il calcio; quando una cellula ad esempio viene dichiarata senescente la
cellula muore e i connessioni si chiudono cosi non avviene pi comunicazione tra i
citoplasmi di sostanze che potrebbero danneggiare le altre cellule
SUPERIFICIE BASALE
EMIDESMOSOMI Servono per fare aderire la cellula epiteliale alla membrana basale;
quindi avr proteine di transmembrna che legano da un lato i filamenti di cheratina
(intermedi) e dalla parte della membrana basale le fibre di collagene e a differenza del
desmosoma ci sar una sola placca. Nel lato basale di alcuni tessuti come il tubulo
renale ecc vi sono introflessioni della membrana plasmatica che aumentano la
superficie di assorbimento e vicino ad essi ho una grande quantit di mitocondri che
aiutano a svolgere funzione di assorbimento fornendo energia.
MEMBRANA BASALE non tutta tessuto epiteliale, ha zone acellulate, struttura di
sostegno, regola gli scambi tra tessuti, formata da una lamina basale (cellule
epiteliali) composta da lamina lucida e lamina densa differenti per la presenza di
proteine diverse e una lamina reticolare (cellule connettive) che lega la lamina basale
al tessuto connettivo
GHIANDOLE
> ESOCRINE
> ENDOCRINE
Si formano a partire da cellule epiteliali che formano una masserella che entra nel
tessuto connettivale acquisendo capacit secernente di natura proteica
(ADENOMERO) mantenendo contatto con la parte di tessuto epiteliale attraverso il
dotto che riversa le sostanze all esterno; queste sono le ghiandole esocrine

Le ghiandole endocrine a differenza prendono forma da una masserella che si


stacca dal tessuto epiteliale, si vascolarizza mediante capillari e all interno dei
quali vengono riversate le sostanze prodotte (ormoni)

GHIANDOLE ESOCRINE
Circondata da una guaina di natura connettivale dalla quale partono dei setti che
suddividono in lobi la parte secernente e da questi partono dei segmenti pi sottili
che suddividono i lobi in lobuli poich il tessuto epiteliale avascolarizzato e quindi
il sangue viene portato grazie a questo tessuto dalla componente secernente
partono dei dotti che portano fuori i le sostanze, la componente connettivale si
chiama STROMA mentre la componente secernente di natura epiteliale si chiama
PARENCHIMA.
Io posso avere ghiandole unicellulari o pluricellulari, di diverse forme, le
multicellulari si classificano in;
semplici se il dotto non si ramifica
ramificate se ho un solo dotto ma pi adenomeri.
composte se sono presenti pi dotti e pi adenomeri.
Inoltre si classificano per morfologia:
acinosa o alveolare se l adenomero simile ad un grappolo
tubulare se l adenomero ha un lume stretto e allungato
tubulogromerulare se l adenomero forma una sorta di gomitolo
In base alla modalit di riversamento del secreto io posso avere ghiandole Olocrine
Macrocrine o Apocrine
Nelle ghiandole Olocrine la cellula secretoria matura e muore diventando essa
stessa parte del secreto
Nelle ghiandole Merocrine mantengono la loro integrit e producono il secreto che
viene rilasciato attraverso un normale processo di esocitosi
Nelle ghiandole Apocrine perdono assieme il secreto si stacca la parte apicale del
citoplasma ma mantenendo il nucleo possono ricostituire la parte perduta
Le ghiandole Merocrine posso essere divise in mucose(elaborano un secreto
viscoso, assumono con fatica il coloranti rimanendo biancastre, hanno un lume
ampio e la cellula ha morfologia che varia con il ciclo secretorio) merocrine
sierose(lume piccolo secreto chiaro e acquoso ricco di enzimi)
miste(contengono sia adenomeri mucosi sia sierosi come le ghiandole salivari, gli
adenomeri sierosi sovrastano la componente sierosa come una cupola, queste si
chiamano semilune del Giannuzzi
Le ghiandole unicellulari le possiamo trovare nell apparato gastrointestinale
producono muco per protezione e fluidificano il chimo (cibo) oppure possiamo
trovare nell epitelio respiratorio dove hanno funzione umidificante e di difesa
producendo il muco
Da Lingua al crasso (percorso ghiandolare)

Lingua ci sono delle fibre muscolari che permettono alla lingua di fare i movimenti
necessari per la fonazione e masticazione; composta dalla radice, il corpo e lapice.
Le ghiandole sulla lingua sono tubulo acinose ramificate: Pi adenomeri di tipo acinoso
e un dotto soltanto
Quelle sulla punta sono a secrezione mista (sia adenomeri mucosi sia sierose)
Quelle laterali sono prevalentemente mucose.
Quelle nella parte centrale sono di colore violetto e sono ghiandole di Ebner e sono
esclusivamente sierose permettendo una migliore recezione del gusto mantenendo le
papille lubrificate e pulite dal cibo.
Vi sono anche papille linguali di 4 tipi:
Nella superficie dorsale ho lefiliformi: sono le pi numerose all interno hanno un
asse che apporta
sangue, sono ricoperte da un epitelio squamoso
cheratinizzato non stratificato, la funzione di queste papille
di rimuovere pezzi di cibo dalla lingua
Fungiformi con ammasso connettivale molto
consistente, sono vascolarizza
te, sono ricoperte da un epitelio squamoso non
cheratinizzato, hanno dei
bottoni gustativi e quindi sono implicate nella
ricezione del gusto
Nel margine postero laterale hoFogliate servono alla ricezione del gusto, presenti
nei neonati e poi degenerano, sono ricoperte da epitelio squamoso
stratificato non cheratinizzato
In fondo alla lingua ho Circumvallate alla cui base si aprono le ghiandole di Ebner,
sono ricoperte da epitelio squamoso non cheratinizzato, servono per la
ricezione del gusto.
BOTTONI GUSTATIVI agglomerati di cellule, ci sono 4 tipi di cellule: cellule basali che
mi possono dare tutti gli altri tipi di cellule, questi diventano cellule scure, poi chiare, e
poi senescenti. Su queste cellule ci sono canali ionici che vengono usati per sentire i
gusti che sono abbinati: salato-acido amaro-dolce, la percezione del gusto coinvolge
anche l apparato olfattorio.

Esofagoverso la parte luminale ho un epitelio non cheratinizzato pluristratificato


Le ghiandole esofagee sono ghiandole tubulo acinose ramificate a secrezione mucosa,
quelle subito sotto all epitelio nella lamina propria che producono un muco per
proteggere lepitelio dal bolo e favorire un rimescolamento del cibo, le seconde, pi in

profondit, invece producono la lisozima (enzima antibatterico) e qualche enzima


digestivo
Stomaco presenta delle plicche (fossette gastriche) alla base delle quali si aprono
ghiandole tubulari semplici che permettono un espansione dellorgano, la parte vicina
all esofago si chiama cardias pi in basso trovo il corpo e poi il piloro che si connette
al duodeno.
Le cellule che rivestono la parte superficiale della fossetta sono cellule che
producono muco continuamente; non c bisogno di imput quindi, il muco copre
lepitelio dello stomaco che colonnare semplice.
Al di sotto dello strato cellulare troviamo delle cellule rigeneratrici staminali
Ancora pi in profondit ci sono ghiandole mucinogene del colletto che producono
un muco pi fluido che aiuta a fluidificare il cibo (chimo)
Pi in basso ci sono cellule ossintiche o parietali, che sono formate da una parte
centrale e dei solchi al cui interno vi sono tanti microvilli e vescicole che si pensa siano
tratti di membrana che vanno ad aumentare la superficie di queste cellule perch
producono lHCl e sono interessate nel processo di digestione; oltre che lHCl
producono il fattore intrinseco gastrico che necessario per l assorbimento della
vitamina B12
Scendendo ancora trovo le cellule zimogeniche (principali) producono enzimi
digestivi come la rennina la peptidasi, la loro attivit aumentata dall ormone
secretina che viene prodotto nelle cellule del duodeno
Nel fondo ho cellule enteroendocricne che producono degli ormoni: la gastrina che
stimola le cellule ossintiche a produrre HCl, la serotonina stimola la peristalsi
intestinale, la somatostatina controlla lattivit delle altre cellule endocrine (quando
una cellula controlla una cellula si chiama effetto paracrino quando invece gli ormoni
controllano delle attivit che si svolgono a distanza si chiama effetto endocrino).
Questa lo stomaco facile da riconoscere per la struttura a uovo fritto.
Duodeno Ho un epitelio colonnare semplice spesso ricoperto dal glicocalice e vi sono
fossette pi grandi che prendono il nome di cripte, alla base di queste ghiandole
troviamo delle ghiandole tubulari semplici chiamate cripte del Liberkun nelle quali
sono presenti diversi tipi di cellule:
Nella parte iniziale ho delle cellule assorbenti superficiali chiamate enterociti
(costituiscono lepitelio colonnare semplice) sono dotate di una grande quantit di
microvilli e mitocondri che fungono da dispensatori di energia per i sistemi attivi di
trasporto trans membrana, formano lorletto striato.
Pi in basso ho ghiandole unicellulari chiamate cellule caliciformi mucipare che
rilasciano muco che ha una funzione maggiormente di rimescolamento
Ancora pi in basso ho Cellule enteroendocrine che producono ormoni
(colecistochinina secretina) che regolano attivit delle cellule del pancreas esocrino
mentre la motilina aumenta la peristalsi intestinale
Anche qui troviamo delle cellule staminali
Nel fondo ci sono delle cellule di Paneth che producono la lisozima (agente
antibatterico)

Nella lamina propria ci sono ghiandole con pi adenomeri che confluiscono in un


unico dotto quindi no composte che elaborano un fluido mucoso che regola lacidit
dello stomaco inibendo le cellule e stimola laccrescimento epidermico, queste sono
chiamate ghiandole del Brunner
Intestino Crasso ghiandole tubulari semplici pluricellulari non ci sono pi le cripte
Qui avvenuta la compattazione delle feci, portarle verso il retto senza danneggiare l
epitelio
Grande riassorbimento di acqua e elitroliti (cellule assorbenti che assomigliano molto
agli enterociti)
Grandissima quantit di ghiandole caliciformi mucipare (unicellulari)
Cellule di rigenereazione
Cellule enteroendocrine che producono ioni di carbonato che mantengono il ph stabile

Fegato e pancreas il fegato localizzato nel quadrante superiore destro, il pancreas


localizzzato dietro allo stomaco ancorato dietro alla parete posteriore dell addome
PANCREAS ESOCRINO
una ghiandola esocrina, pluricellulare, composta da acini pancreatici, ghiandola
acinosa composta
Il carattere identificativo del pancreas si vede un dotto centrale formato dalle cellule
dellacino stesso
formato da quattro regioni (processo uncinato, testa corpo e coda)
Il pancreas esocrino produce degli enzimi digestivi.
Gli acini sono formati da pi cellule con forma piramidale il cui nucleo posizionato in
posizione basale hanno tanto RER e ci sono nella parte apicale ho granuli di zimogeno
che rilasciano enzimi digestivi. Nella parte centrale dellacino ho 4-5 cellule che si
chiamano centro-acinose che hanno attivit secernente come quelle acinose e sono
quelle che formano linizio del dotto che allinterno dell acino.
L attivit di queste cellule regolata dalla colecistochinina e dall acetilcolina
Le cellule del dotto (pi chiare) sono le cellule centro acinose che producono ioni di
bicarbonato che stabilizzano il ph dell intestino la cui attivit regolata dalla
secretina.
Nel pancreas ci sono cellule deputate alla secrezione endocrina e cellule deputate alla
secrezione esocrina
FEGATO diviso in 4 lobi (destro sinistro quadrato e caudato) come il pancreas una
ghiandola esocrina ed endocrina

A differenza del pancreas le cellule che lo costituiscono: gli ematociti svolgono sia
funzione endocrina sia funzione esocrina
Lobuli epatici (unit funzionali del fegato) sono strutture esagonali circondate da
tessuto connettivale, hanno un buco nella zona centrale che si chiama venacentrolobulare che porta via il sangue dal lobulo fino alla vena epatica e alla vena
cava.
Il lobulo epatico costituito da colonne di cellule che sono gli epatociti, accanto ad
essi ci sono spazi chiamati sinusoidi (capillari) che consentono il contatto diretto tra
sangue e cellule che costituiscono il lobulo epatico
Ai vertici del lobulo epatico ci sono strutture che contengono dei vasi, All interno di
queste strutture ci sono delle venule, arteriole e c il dotto biliare, questa struttura
viene chiamata spazio portale.
Il sangue arriva dai polmoni quindi ossigenato e ricco di nutrienti, che separato da
quello venoso fino al lobulo, all interno del lobulo, dentro ai sinusoidi, che hanno
parete interrotta, cosi il sangue si mescola diventando artero-venoso a contatto con gli
epatociti e man mano che procede verso la vena centro lobulare diventa sangue
venoso, il sangue si muove dalla periferia al centro (centripeto).
Il lobulo epatico formato da epatociti (cellule grandi) e spesso sono binucleate, gli
epatociti sono strutture fortemente polarizzate: nel punto di contatto tra sinusoide ed
epatocita c uno spazio chiamato spazio di Disse ricoperto da microvilli nel quale gli
epatociti entrano in contatto direttamente con il sangue
Vi sono inoltre dei macrofagi che hanno cellule con attivit fagocitaria (cellule del
Kupffer) che sono in grado di inglobare materiale estraneo e distruggerlo e sono
responsabili anche della distruzione di globuli rossi invecchiati
Negli epatociti ci sono 2 strutture fra il quale vi uno spazio sigillato da giunzioni
occludenti, si forma cosi il capillare biliare che non ha parete propria delimitato da
membrana degli epatociti. La circolazione della bile a differenza di quella sanguigna
una circolazione centrifuga.
Il fegato una ghiandola sia esocrina che endocrina; la parte esocrina produce la bile
composta da acqua ioni bilirubina colesterolo e svariati lipidi, la funzione della bile
quella di rompere le grosse gocce lipidiche non attaccabili dalla lipasi pancreatica,
smaltisce la bilirubina e elimina l 80% del colestereolo
La parte endocrina produce varie sostanze (globuline enzimi glicoproteine fattori di
coagulazione)
FUNZIONI DEL FEGATO
1. Regola il metabolismo dei carboidrati stabilizzando il tasso ematico del glucosio,
Se il tasso del glucosio scende il glicogeno viene scisso che poi viene rilasciato
nel sangue, se il sangue aumenta gli ematociti lo rimuovono immagazzinandolo
sotto forma di glicogeno tutto ci regolato dall insulina e dal glucagone
2. Regola il metabolismo dei lipidi attraverso la degradazione dei chilomicroni
3. Regola il metabolismo degli amminoacidi utilizzandoli per altre molecole
4. Rimuove prodotti d rifiuto ad esempio la scissione degli amminoacidi comporta
produzione di ammoniaca che viene trasformata in urea e espulsa con lurina
5. Detossificazione da sostanze chimiche e farmaci
6. Distruzione degli eritrociti vecchi e riciclo dei loro costituenti
7. Sintesi e secrezione della bile nel duodeno

GHIANDOLE ENDOCRINE

Non hanno dotti escretori


Formano degli agglomerati che si vascolarizzano con capillari fenestrati o
discontinui
All interno dei capillari vengono immessi degli ormoni che possono essere
riversati nel sangue, immagazzinati nelle cellule o in cavit chiuse o
riconoscono gli organi bersaglio legandosi a specifici recettori

Le ghiandole possono avere una diversa forma strutturale

Ghiandole a cordoni solidi (ipofisi, paratiroidi, epifisi, surrenali)


Ghiandole a isolotti (pancreas endocrino)
Ghiandole interstiziali (localizzate negli interstizi) (cellule del Leydig cellule
endocrine dell ovario)
Ghiandole a follicoli chiusi (tiroide)

ORMONI
Sono il prodotto di sintesi, possono essere

Proteici: molecole idrofiliche che circolano liberamente nel sangue ma hanno


breve durata (degradati subito) da minuti a ore, questi ormoni vengono ricevuti
da ricettori posti sulla membrana non potendo attraversarla (ormoni ipotalamici,
ipofisiari,insulina,glucagone,paratormone,calcitonina e catecolamine)
Steroidei o tiroidei: devono essere uniti a proteine che vengono prodotte nel
fegato che hanno gruppi laterali che aumentano lidrofilicit della molecola,
hanno un emivita plasmatica lunga stando nel corrente circolatorio per giorni.
Questi ormoni riescono a entrare nella cellula attraversando la membrana e
quindi i recettori sono nel citosol o nel nucleo.

ORMONI PEPTIDICI sono idrofilici, questi ormoni arrivano con il sangue alla cellula
bersaglio quindi l ormone attraversa la membrana per mezzo di una proteina di trans
membrana, l ormone reagisce con un recettore di trans membrana e forma il primo
messaggero (recettore + ormone) che innesca delle reazioni a catena che si svolgono
cosi; il primo messaggero attiva delle proteine che attivano un enzima
(adenilatociclasi) che convertono l ATP in adenosinmonofosfatociclico (cAMP)
chiamato secondo messaggero che attiva altri enzimi che attiva diverse proteine
chinasi che aggiungono gruppi fosfato a proteine bersaglio specifiche per innescare la
risposta cellulare.
Questo meccanismo che converte un segnale esterno in un evento intracellulare si
chiama TRASDUZIONE
ORMONI STEROIDEI entrano direttamente nella cellula, i recettori li ho quindi nel
citoplasma direttamente sul DNA, entrano per diffusione semplice mentre quelli
tiroidei devono essere portati attraverso una proteina di trans-membrana (diffusione
facilitata)

La produzione degli ormoni pu essere controllata tramite 2 modi


Feedback negativo ci che la cellula produce inibisce il segnale regolatore se ad
esempio un ormone presente in sufficienza nel sangue quindi lui stesso a
comunicare alla ghiandola endocrina che lo produce di non produrne pi.
Feedback postivo la risposta della cellula bersaglio stimola la secrezione del segnale
regolatore che a sua volta stimola ulteriormente la cellula bersaglio. Ad esempio nel
testosterone se manca nelle cellule dei testicoli mandano un segnale all ipotalamo
che causer la produzione di pi testosterone
IPOFISI
Ghiandola a cordoni (raggruppamenti cellulari) che sono circondata da vasi sanguigni
situata alla base del cervello subito sotto lipotalamo in una struttura chiamata sella
turcica, molto piccola
L ipofisi composta da 2 parti molto diverse istologicamente:
ADENOIPOFISI divisa in
pars distalis pars
intermedia e pars
tuberalis con due tipi
cellulari c.cromofile, le
unit secernenti dell
ipofisi che si possono
colorare bene e sono di 2
tipi (acidofile rosse che
possono essere
somatotrope che
produce ormone della
crescita(STH) e
mammotrope che
producono la prolattina e
basofile blu possono
essere gonadotrope
che producono ormone
follciolostimolante FSH e
ormone luteinizzante
(LH), tireotrope che
producono ormone
tireotropo (TSH) e le
corticotrope che
producono ormone
adrenocorticotropo ACTH
e c.cromofobe che sono
biancastre nel vetrino e
non hanno attivit
secernente.
NEUROIPOFISI deriva da ectoderma neurale e vengono rilasciati 2 ormoni lossitocina
e la vasopressina ADH che in realt sono prodotti da neuroni dell ipotalamo.
FUNZIONI ORMONI

L ipotalamo collegato all ipofisi attraverso il peduncolo ipofisiario; lossitocina che


favorisce l espulsione del feto prodotta dai nuclei paraventricolari (ipotalamo) cosi
come l ormone antidiuretico che induce un assorbimento dell acqua che prodotto,
sempre nell ipofisi, nei nuclei sopraottici. Questi ormoni quindi sono prodotti nell
ipotalamo e rilasciate dall ipofisi.
L ormone della crescita (somatotropo) agisce via somatomedina su diversi tessuti
(adiposo muscolo e tessuto osseo) nel senso che induce il fegato a produrre un
ormone (somatomedina) che agisce sui tessuti per farli crescere, sul tessuto lipidico
induce la lipolisi (gli acidi grassi vengono immessi nel torrente circolatorio), a livello
del muscolo scinde il glicogeno (formazione di molecole di glucosio che entrano nel
citoplasma) e sull osso provoca una proliferazione delle cellule cartilaginee che poi
diventeranno cellule ossee.
La prolattina invece favorisce la formazione di unit secernenti.
L ormone follicolo stimolante a livello del testicolo induce la spermatogenesi mentre
nelle gonadi femminili la produzione degli estrogeni mentre il luteinizzante nei testicoli
stimola la secrezione del testosterone mentre in quelli femminile la produzione del
progesterone e lovulazione.
L ormone tireotropo controlla la attivit secretoria degli ormoni della tiroide
L ormone adenocorticotropo agisce sulla ghiandola surrenale stimolando la
produzione di ormoni come il cortisolo e laldosterone
Vetrini adenoipofisi sono tutte cellule senza capillari sanguigni
Vetrini neuroipofisi ci sono assoni, ma anche tante cellule che sono piccole di
dimensioni con nucleo intensamente colorato che si chiamano pittuliciti senza attivit
secernente simili alle cellule gliali e danno sostegno agli assoni, gli ormoni prodotti dai
neuroni dell ipotalamo possono essere immagazzinati nella pars nervosa dove sono
presenti i Corpi di Henring che sono degli accumuli di ormone ossitocina e ormone
antidiuretico.
PARATIROIDI sono 4 e poste dietro alla tiroide, raggiungono le dimensioni definitive
verso i 20 anni e sono organizzate a cordoni, dal vetrino si nota che intorno c un
altra struttura che la tiroide che ha organizzazione a follicoli, i cordoni sono separati
da setti di tessuto connettivo, questo connettivo ha anche una buona quantit di
adipociti che possono aumentare con gli anni, ci sono cellule principali con nucleo
molto colorato aventi attivit secernente producendo il paratormone che agisce a
livello delle ossa sugli osteoblasti i quali producono un fattore attivante gli osteoclasti
(erodono il tessuto osseo), a livello dei reni causa un riassorbimento del calcio e a
livello dell intestino che porta alla formazione di un metabolita della vitamina D,
ottengo cosi una regolazione del calcio nel plasma, c una secrezione a feedback
negativo data dalla concentrazione del calcio
Le altre cellule presenti sono pi grandi meno numerose e non si conosce la funzione,
l assenza di paratiroidi incompatibile con la vita.
GHIANDOLE SURRENALI piccole , appiattite, sono poste al polo superiore di ogni
rene , hanno organizzazioni a cordoni, non hanno morfologia identica, hanno una zona
corticale pi esterna che organizzata in 3 zone concentriche partendo da quella pi
esterna troviamo la zona gromerulare, e la zona reticolata e una midollare che produce
caticolamine

Zona corticale(formata da 3 parti)


Zona gromerulare: le cellule sono organizzate tutte ad anse, producono degli ormoni
chiamati mineral corticoidi fra cui l aldosterone che regola la composizione
elettrolitica dei liquidi corporei agendo sulla mucosa gastrica, sulle ghiandole salivarie
sulle ghiandole sudoripare che vengono indotte ad assorbire lo ione sodio cosi come
nei reni.
zona fascicolata: corrono dei sinusoidi, composta da cellule ricche di lipidi che
conferiscono un aspetto spugnoso (le cellule di questa zona si chiamano spongociti) gli
ormoni prodotti sono gli ormoni glucocorticoidi il pi importante il cortisolo che in
alcune zone hanno effetto anabolico (nel fegato dove si forma il glucosio e glicogeno)
mentre in altre hanno effetto catabolico(negli adipociti in cui stimola la scissione dei
trigliceridi) i glucocorticoidi inibiscono l attivit dei globuli bianchi, riducono il rilascio
della proteina dei mastociti, e riducono la motilit dei macrofagi, ha un effetto che
riduce l infiammazione.
zona reticolare: le cellule formano dei reticoli, producono ormoni maschili deboli
(caratterizzazione secondaria, si chiamano androgeni e l attivit della zona reticolare
stimolata dall ACTH
Zona midollare
Cellule cromaffini perch hanno affinit con la colorazione al cromo, l attivit
controllata dalle fibre del sistema nervoso simpatico, producono le catecolamine che
sono l adrenalina e noradrenalina all interno delle cellule e vengono rilasciate quando
ne ho bisogno (stato di allerta) preparano l organismo al combattimento o alla fuga.
Se lo stimolo di natura emotiva ho la noradrenalina se di male fisico l adrenalina.
Esse aumentano il consumo di ossigeno, la produzione di calore (lipolisi) questi sono
fattori che inducono il potenziamento della forza e la resistenza muscolare, stimolano
la glicogeno lisi a livello muscolare, nel fegato degradano il glucosio per produrre ATP,
aumentano la broncodilatazione, Ladrenalina aumenta il battito cardiaco e la
noradrenalina adopera una vasocostrizione. Inibiscono quindi motilit gastrointestinale
e secrezioni gastrointestinali.
EPIFISI organizzata a cordoni, si trova lateralmente all ipotalamo. Questa
ghiandola ha 2 tipi di cellule: i pinealociti che hanno strutture lamellari (nastri
sinaptici) e cellule interstiziali di natura gliale che hanno funzione di supporto
metabolico-strutturale. Producono 2 tipi di ormoni: la melatonina e la serotonina,
seguono un ritmo circadiano (uno viene prodotto di notte e uno di giorno. La
melatonina nell uomo favorisce il sonno diminuisce con lo stress e con let, controlla
linizio della pubert, la melatonina influenza lattivit delle gonadi attraverso la
regolazione delle cellule che producono il follicolo stimolante e il luteinizzante. Nei
vertebrati inferiori cambia la colorazione o negli uccelli li stimola a migrare o ancora gli
dice quando bisogna andare in letargo, mentre la serotonina stimola il buon umore la
facilit di apprendimento ecc.
Nell epifisi delle persone di una certa et si accumulano delle placche chiamate
sabbia cerebrale che ne compromettono la funzionalit.
PANCREAS ENDOCRINO Organizzazione a isolotti (isole del Langherans) che sono
soprattutto nella coda del pancreas e possono essere anche un milione. Ci sono cellule
che hanno una morfologia e forma diverse; Ne abbiamo 4 tipi
Cellule alfa costituiscono la minor quantit e insieme alle cellule beta fanno
linsulina e glucagone

Cellule beta con le cellule alfa fanno la insulina e sono la maggior parte
Cellule delta producono la somatostatina che ha effetto paracrino (agiscono
localmente inibendo lazione di cellule alfa e beta) ed endocrino(effetto a
distanza inibendo la motilit della muscolatura liscia a livello dello stomaco e
del duodeno
Le cellule f producono un ormone chiamato polipeptide pancreatico che inibisce
lattivit del pancreas esocrino
Organizzazione ad isolotti nelle cellule del Leydingposizionate negli
interstizi dei tubuli seminiferi che sono formati da epitelio pluristratificato (dall
esterno: spermartogoni, spermatociti di primo ordine, spermatociti di secondo
ordine e spermatidi) nella parte periferica ho le cellule del Sertoli che fungono da
supporto. All interno delle cellule del Leydig ho dei cristalli chiamati cristalli di
Reike. Le cellule del Leydig producono ormoni steroidei, il controllo del testosterone
dato da ormoni creati nell ipofisi (follicolo stimolante e luteinizzante) il
luteinizzante, nelle gonadi maschili, si chiama ormone stimolante cellule
interstiziali. Il testosterone viene lasciato nel torrente circolatorio, entra nel tubulo
seminifero, e le cellule del Sertoli mantengono la concentrazione di testosterone
adatta producendo una proteina (proteina legante androgeni ABP) che lega il
testosterone e lo mantiene all interno del tubulo seminifero.
Le cellule del Leydig sono stimolate dall LH(ormone stimolante cellule interstiziali) che
ha feedback negativo sui fattori di rilascio dell ipotalamo che regolano le cellule
basofile dell ipofisi. Il colesterolo libero che si trovava in gocce lipidiche intracellulari
per mezzo di un enzima entra nel mitocondrio dove viene convertito in prenolone che
l REL viene trasformato in testosterone, ormone idrofobico libero di attraversare la
membrana e uscire nel torrente circolatorio.
L attivit delle cellule del sertoli stimolata dal follicolo stimolante (ormone) ed
inibita da una proteina prodotta dalle cellule stesse (inibina) che agisce mediante
feedback negativo sulle cellule dell ipofisi
Organizzazione ad isolotti nei follicoli ovarici e nella componente ormonale
endocrina. Nell ovario ho una parte corticale e una parte midollare occupata da vasi
sanguigni. I follicoli ovarici contengono gli ovociti(gametociti). Durante le prime fasi
dello sviluppo fetale (5 mese) si formano le cellule primordiali, gli ovoni che arrivano
nella parte corticale dellovario e cominciano a dividersi per mitosi, al 5 mese
diventano follicoli primordiali formati dalla parte interna dall ovocita e circondato da
cellule follicolari sempre in questo periodo gli ovociti primari vanno incontro alla prima
divisione meiotica e si arrestano in profase 1 fino alla pubert.
Il follicolo primario cresce sotto leffetto dellormone follicolo-stimolante e da
unilaminare si trasforma in multilaminare (+ strati di cellule) che ora prendono il nome
di cellule della granulosa, si genera una membrana che si chiama zona pellucida che
separa le cellule follicolari dall oocita ed esternamente il connettivo forma le teche
ossia membrane che avvolgono il follicolo multilaminale. La teca si divide in teca
interna composta da cellule steroidee con funzione endocrina e teca esterna che avr
solo una funzione connettivale.

Ad un certo punto tra le cellule della granulosa si apre una antro che si riempie di
liquor e il follicolo prende il nome di antrale finch non diventa molto grande
prendendo il nome di follicolo secondario.
Le cellule della granulosa continuano a proliferare ed aumenta anche il liquor fino ad
arrivare al Follicolo di Graaf quando loocita secondario sporge nell antro che a sua
volta fa pressione sulla pressione dell ovario.
Nel punto in cui c questa pressione la parete dellovario degenera ed destinata a
rompersi, cosi lovulo esce e avviene lovulazione

L ormone luteinizzante stimola lovocita a compiere la mitosi.


Il corpo luteo la struttura che conteneva l ovulo produce il progesterone.
GLI ESTROGENI
Regolano la maturazione sessuale intervenendo nello sviluppo dell apparato
genitale
In et puberale la loro massiccia secrezione induce la chiusura delle cartilagini
di congiunzione
Stimolano lo sviluppo della mammella e il mantenimento dei caratteri sessuali
secondari
Intervengono nella regolazione del ciclo mestruale
Regolano la distribuzione del grasso corporeo
Il progesterone prepara la mucosa uterina all impianto dell ovulo.
Nell uomo il progesterone regredisce in tarda gravidanza e viene sostituito dalla
placenta.
Se non viene la fecondazione viene invaso dai fibroblasti cessa di funzionare e per
azione dei macrofagi va incontro a luteolisi.
TIROIDE

situata nel collo davanti alla trachea.


Sono presenti due tipi di cellule: i tireociti che sintetizzano il T3 o triiodotironina e il T4
tiroxina e le cellule parafollicolari, meno numerose, pi piccole che secernono un
ormone chiamato tireocalcitonina che provoca un abbassamento della calcemia,
aumentando il deposito di calcio nelle ossa.
Quando io guardo una tiroide riesco a vedere se attiva follicoli piccoli, poca
colloide, cellule che delimitano il follicolo sono bielle grandi mentre se passiva le
cellule che circondano il follicolo sono appiattite mentre i follicoli sono ampi, distese
PRODUZIONE ORMONI TIROIDEI
I tireociti hanno polarizzazione morfologica e funzionale, per produrre gli ormoni
tiroidei ho bisogno di iodio che assumo con il cibo, esso viene trasformato in ione
ioduro (I- ) che arriva al tireocita dove vi entra mediante sistema di simporto assieme
al sodio, lo ione ioduro va a legarsi con la tireoglobulina (proteina glicosilata). Ora
questo sistema tireoglobulina-ioduro possono formare la monoiodotirosina (MIT) e la
diiodotirosina (DIT), l ormone T3 formato da un MIT e da un DIT (triiodiotirosina)
mentre l ormone T4 da due DIT (tetraiodata).
Gli ormoni T3 e T4 sono immessi nel torrente circolatorio quando l ormone TSH si
lega al recettore e si forma il primo messaggero e poi il secondo e cosi via e induce il
tireocita a formare delle espansioni citoplasmatiche (pseudopodi) che abbracciano
porzioni della colloide che viene endocitata. Queste vescicole si fondono con un
endosoma ed a questo punto che si formano le T3 e T4 grazie a specifici enzimi;
questi ormoni poi sono rilasciati nel torrente circolatorio.
FUNZIONI ORMONI TIROIDEI
Influenzano tutte le cellule del corpo
Hanno recettori sui mitocondri--> aumento produzione di ATP
Hanno recettori nucleari attivazioni di geni che controllano la sintesi di enzimi
coinvolti nella trasformazione ed utilizzazione di energia.
TESSUTO
CONNETTIVO____________________________________________________________________
Si forma dal mesoderma
Connette strutturalmente e funzionalmente tessuti diversi
Forniscono supporto strutturale e metabolico ai tessuti che sono adiacenti
Funzioni di difesa e protezione dellorganismo
Deposito di grassi
TESSUTO CONNETTIVO PROPRIAMENTE DETTO(mucosi denso lasso reticolare adiposo)
TESSUTO CONNRTTIVO DI SOSTEGO (cartilagine,osso)
TESSUTO CONNETTIVO A FUNZIONE TROFICA (sangue, linfa)

Il tessuto connettivo costituito da

Cellule
Matrice acellulare detta matrice extracellulare a sua volta costituita da
componente amorfa o sosotanza fondamentale( un sistema colloidale di
consistenza gelatinosa con una fase disperdente acquosa e una fase dispersa
costituita da glicosamminoglicani, glicoproteine e proteoglicani) essa funziona come
setaccio molecolare, influenza l orientamento delle microfibrille nascenti di collagene
e fibrillina; ostacola la diffusione di microorganismi)
I glicosamminoglicani GAG sono lunghi polisaccaridi lineari formati dal
concatenamento di unit disaccaridiche ripetute numerose volte, hanno molti
gruppi anionici e sono responsabili della basicit della sostanza amorfa, inoltre ha
grande affinit con l acqua e quindi rende la matrice amorfa un gel poroso,
possono essere solforati o non solforati, l acido ialuronico il pi diffuso, funge da
lubrificante e controlla la diffusione delle sostanze e previene la diffusione di agenti
tossici e batterici. In natura i GAG tranne lacido ialuronico sono sempre legati a
proteine formando enormi complessi macromolecolari detti;
PROTEOGLICANI che sono grandi molecole polianioniche con funzione di
setaccio, anticoagulante, protezione degli endoteli, legami con fattori diffusibili e
diventano componenti della membrana e funzione corecettoriale.
GLICOPROTEINE
glicoproteine adesive: collegano le macromolecole della
superficie cellulare (intrigene) a macromolecole della matrice extracellulare (fibre,
collagene, proteoglicani) e sono quantitativamente inferiori ai GAG
ESEMPI DI GLICOPROTEINA ADESIVA: fibronectina: presenta dei segmenti con
domini bastoncellari che sono alternati dove sono presenti sequenze
amminoacidiche leghi integrina o componente cellulare
Laminina: a forma di croce con 3
catene, resa stabile da ponti di solfuro e presenta regioni specifiche con cui si
lega alle proteine di trans membrana delle cellule
Fibre del tessuto connettivo
ne esistono 3 tipi:
Collagene (resistenza)
Elastiche (capacit di ritornare alle dimensioni iniziali dopo essere stati distese
Reticolari
COLLAGENE
Sono fibre flessibili ma poco estensibili, hanno grande resistenza alla trazione e sono
digeriti dall enzima collagenasi
Sono anche dette fibre bianche per il loro colore se esaminate a fresco
La fibra costituita d a fibrille che appaiono striate trasversalmente con bande che si
ripetono (periodicit assile), le fibrille risultano costituite da molecole di
tropocollagene costituita da un avvolgimento di tre catene polipeptidiche ricche in
glicina, prolina e idrossiprolina ed idrossilisina. Le molecole di tropocollagene si
dispongono longitudinalmente parallelamente fra loro sfasate di della loro
lunghezza, in alcuni punti quindi non avr materiale biologico (regioni gap) e delle
regioni overlap dove, invece, presente per questo avr una banda chiara e una
scura.

Assemblaggio del collagene: Comincia a formarsi l la catena polipeptidica, iniziano


i processi di glicosilazione e le catene polipeptidiche si avvolgono ad alfaelica,
rimangono sequenze amminoacidiche addizionali, questo retro collagene presenta
questi corpi che non trovo nella catena matura, questi, sono chiamati propeptidi che
servono a impedire che il collagene si assembli all interno della cellula, a questo
punto intervengono degli enzimi (peptidasi) che tagliano le sequenze quando sono all
esterno della cellula diventando tropocollagene maturo che nella matrice si assembla
spontaneamente. Si formano dei legami particolari fra catene polipeptidiche a
idrogeno che si formano tra i residui di idrossipolina e anche legami tropocollagenetropocollagene che sono legami covalenti chiamati legami crociati.
TIPI DI COLLAGENE
Tipo 1 tessuto osseo
Tipo 2 sottile
Tipo3 altamente glicosilato e si dispone come un reticolo (rivolge parenchimi
ghiandolari milza e fegato
Tipo 4 senza bandeggiatura (lamina basale)
Tipo 5 e il7 li ritrovo nel derma
Le fibre di collagene sono inestensibili e resistono alla trazione, sono formati da fibrille
formate da tropocollagene, con let aumentano i legami tra le fibre e la mobilit delle
articolazioni diminuisce
FIBRE RETICOLARI
Sono costituiti da tropocollagene di tipo 3, ha un alto contenuto di idrossilisina e un
maggior grado di glicosilazione, sono disposte in modo ramificato e formano una
specie di reticolo, sono pi sottili e la struttura idonea per avvolgere ed essere di
supporto al tessuto adiposo parenchima ghiandolare, negli organi linfoidi, nel
connettivo e attorno alle fibre muscolari

FIBRE ELASTICHE
Sono diverse sia come funzione che come struttura, sono prodotte da fibroblasti e
dalle cellule muscolari lisce dei vasi sanguigni, sono costituite da 2 componenti,
microfibrille formate da fibrilline a una matrice amorfa composta da elastina, hanno
una caratteristica colorazione giallastra.
Processo di formazione un processo avviene all interno della cellula e una fuori;
le microfibrille si costituiscono all esterno assemblandosi nella matrice extracellulare
mentre la tropoelastina viene prodotta all interno della cellula come il tropocollagene
con sintesi co traduzionale, anche in questo caso la tropoelastina andr incontro a un
processo di polimerizzazione, per evitare che si assembli all interno della cellula dove
vi rimane finch non viene esocitata legata ad un'altra proteina. L elastina va ad
insinuarsi negli spazi formati dalle microfibrille di fibrillina che fungono da stampo.
Le fibre elastiche sono molto estensibili, non presentano striature e possono assumere
varie forme, sono termostabili, resistenti al succo gastrico e sono digerite dall elastasi.
Le fibre elastiche costituiscono la parete dei vasi sanguigni.

CELLULE DEL TESSUTO CONNETTIVO


Tutte le cellule provengono da una cellula chiamata mesenchimale.
Le cellule del tessuto connettivo possono essere fisse: fibroblasti periciti adipociti
masrociti macrofagi(una volta che si sono differenziate si fissano al substrato e li
rimangono) mentre le cellule mobili plasmacellule, leucociti ad esempio se avviene un
infezione si muovono e vanno nel luogo dell infiammazione, le prime sono stabili
hanno lunga vita, le seconde vengono sostituite spesso.
Le cellule possono fare sintesi e mantenere il materiale extracellulare (fibroblasti),
sintetizzare ed accumulare grasso( adipociti) e avere funzione difensive e immunitaria
(leucociti mastociti REG)
CELLULE FISSE
FIBROBLASTI
Il fibroblasto serve per mantenere tutti gli elementi della matrice extracellulare,
costituito da propaggini citoplasmatiche, un grande nucleo eucromatico che compie
molta sintesi, vi inoltre una forma quiescente con nucleo piccolo senza gocce
lipidiche e non c il RER che prende il nome di fibrocito. I fibroblasti riescono ad
andare incontro a mitosi.
MACROFAGI
I macrofagi sono subito meno numerosi dei fibroblasti, hanno attivit di difesa, hanno
un intensissima capacit fagocitaria, sono cellule rotondeggianti con nucleo irregolare,
molti mitocondri e lisosomi, hanno espansioni citoplasmatiche, vengono prodotti nel
midollo osseo. I macrofagi hanno la capacit di spostarsi in caso di emergenza, questi
possono muoversi all interno dei tessuti ( una cellula fissa che diventa migrante solo
in casi eccezionali). I macrofagi sono cellule fagocitarie professioniste, hanno molti
lisosomi ma a volte non riescono ad inglobare qualcosa cosi si uniscono diventando
capaci di farlo. Il materiale digerito pu essere sequestrato all interno dei macrofagi
oppure pu essere esocitato.
Particolari macrofagi cellule di kupfer nel fegato, cellule della polvere (polmoni)
osteoclasti (osso), cellule di Langherans (pelle) cellule microgliali(tessuto nervoso)

PERICITI
Circondano in parte le cellule endoteliali dei capillari e delle venule, sono in grado di
operare una contrazione che favorisce il movimento del flusso sanguigno all interno
dei capillari, si possono differenziare in cellule endoteliali o in cellule muscolari lisce.
ADIPOCITI
Sono implicati nella sintesi, nell accumulo e nella cessione dei lipidi (lipolisi), la cellula
mesenchimale nel processo di formazione riduce le propaggini e si riempie di
goccioline lipidiche, gli adipociti possono essere composti da una grande cellula
adiposa (uniloculare) o molte gocce lipidiche (multiloculare), gli adipociti si possono
organizzare nel tessuto adiposo.
Come i lipidi esogeni vengono immagazzinati: i lipidi si organizzano in trigliceridi che
non riescono ad essere metabolizzati quindi vengono attaccati dalla lipasi gastrica e
cosi scissi possono entrare all interno dell enterocita (posto sopra i microvilli) nel

quale, all interno del REL, vengono ritrasformati in trigliceridi e vengono poi esocitati
nello spazio tra gli enterociti dove si uniscono a proteine e diventano chilomicroni a
cui vengono aggiunti i lipidi endogeni (di origine epatica). Nel caso avessi bisogno
subito di energie gli adipociti vengono attivati, viene prodotta la lipoproteinlipasi che
agisce sui trigliceridi dell adipocita scindendoli in acidi grassi che vanno all interno
del torrente circolatorio.
Nel caso in cui non ne avessi bisogno i chilomicroni vengono attaccati dalla
lipoproteinlipasi prodotta dall adipocita (quando riceve un segnale da parte
dellepinefrina e nor-epinefrina) che li venendo poi fagocitati dall adipocita e
ritrasformati in trigliceridi all interno. Gli adipociti hanno una gran quantit di recettori
sulla membrana plasmatica poich devono ricevere messaggi ormonali per fornire o
fagocitare acidi grassi.
Gli adipociti si possono organizzare in:
Tessuto adiposo bianco con funzione di riserva e molto vascolarizzato, si trova in
tutti gli strati sottocutanei.
Tessuto adiposo bruno con funzione di produzione di calore attraverso stimoli che
attivano adipociti stimolando la lipolisi, gli acidi grassi entrano nei mitocondri, cosi
viene liberata energia che nel tessuto adiposo i mitocondri mancano di una
componente che quindi non producono ATP ma calore
MASTOCITI
Cellule grandi con nucleo posto in posizione centrale, producono un enorme gamma di
sostanze, tutto il citoplasma costellato da granuli che producono una sostanza
farmacologicamente attiva che vengono rilasciati nel sangue, alcune di esse sono
sempre presenti come corredo di queste cellule (mediatori primari) come l eparina,
istamina(contrazione muscolo liscio, vasodilatazione) e sostanze che vengono
rilasciate dopo che sono stati rilasciati i mediatori primari che agiscono nelle reazioni
allergiche e nei processi di infiammazione
Processo di degranulazione prima esposizione ad un antigene che si lega un
recettore (il mastocita si sensibilizza) la seconda volta l antigene si lega ancora al
recettore io ho gi le immunoglobuline(proteinaG) formatesi con la sensibilizzazione,
allora si formano legami trasversali che concentrano queste proteine in particolari aree
del mastocita, la concentrazione siffatta attiva un fattore (adenilato ciclasi) accoppiato
al recettore innescando la reazione metabolica a catena (il primo messaggero il duo
immunoglobuline+ recettore) il secondo messaggero(AMPciclico) inducendo la
fosforilazione delle proteine che portano al rilascio degli ioni calcio che provocano la
fusione dei granuli con la membrana plasmatica ossia l esocitosi del contenuto dei
granuli.
Normalmente la degranulazione un processo localizzato mentre in alcune persone
avviene un rilascio di massa che pu portare shock anafilattico, la degranulazione
contemporanea di tutti i mastociti
La degranulazione data da stimoli fisici e stimoli chimici
CELLULE MIGRANTI
Plasmacellule Nei siti di infiammazione dove c materiale estraneo, microrganismi,
derivano dal linfociti B e producono gli anticorpi, cromatina disposta a ruota, si
dividono raramente

Linfocitipresenti solo nei siti di infiammazioni, sono in grado di


dividersi danno origine agli anticorpi
LEUCOCITI
rilascio di citotossine

Granulociti eosinofili eliminano i batteri mediante il

Granulociti neutrofili fagocitano e eliminano ed eliminano i


batteri dove presente infiammazione

CARATTERISTICHE DEI TESSUTI CONNETTIVI


TESSUTI CONNETTIVI EMBRIONALI
Tessuti connettivali mesenchimali presenta cellule mesenchimali
immerse in una matrice amorfa con poche fibre reticolari.
Tessuto connettivo mucoso presente ad esempio cordone ombelicale, presenta
una sostanza fondamentale di acido ialuoronico e scarse fibre di collagene I e III
TESSUTI CONNETTIVI PROPRIAMENTE DETTI
Tessuto connettivo lasso matrice amorfa abbondante e composto da fibre che
delimitano ampi spazi, lo trovo alla base dell epitelio gastroenterico, respiratorio e
negli strati inferiori della pelle.
Tessuto connettivo denso irregolare e regolare fibroso(molte fibre collagene e
poca sostanza amorfa-resistente alla trazione nei tre piani dello spazio in quello
irregolare mentre in quello regolare in una sola direzione. Se intrecciate le fibre sono
presenti nel derma, nelle guaine dei tendini e nervi, nella capsula fibrosa che avvolge
molti organi, se parallele le troviamo nelle inserzioni tendinee sulle ossa, nei
legamenti.
Tessuto connettivo denso regolare elastico(fibre elastiche, poche fibre
collagene; presente nelle guaine dei vasi arteriosi vescica e corde vocali)
Tessuto reticolare collagene di tipo 3 funziona da supporto di tessuti
particolarmente delicati.
tessuto adiposo pu essere bianco (composto da cellule monoloculari avente
funzione di riserva) o bruno (composto da cellule multiloculari avente funzione di
produzione di calore)

TESSUTO
CARTILLAGINEO__________________________________________________________________
caratteristiche

Plasticit ed elasticit (superficie ammortizzante),


levigato(superficie di scorrimento)
inoltre un modello per la formazione del segmento scheletrico definitivo,
promuove l accrescimento in lunghezza delle ossa lunghe, un tessuto
connettivo quindi
composto da cellule (condrociti e condroblasti) e matrice extracellulare

si distinguono 3 tipi di cartilagine (ialina elastica e fibrosa) che contengono diverside


tipi di matrice amorfa e fibre.
priva di vasi sanguigni e nervi nutrendosi per diffusione attraverso la matrice
L accrescimento e metabolismo sono sotto il controllo di vitamine A,C,D: Se ho una
mancanza di vitamina A si ha una riduzione delle piastre epifisiarie riducendo la
possibilit di accrescimento del segmento osseo, la mancanza della vitamina C causa
la produzione di matrice extracellulare alterata (deperimento organico generale), se
manca la vitamina D mancher il processo della mineralizzazione avr ossa che
rimangono flessibili, inoltre sono anche regolati dagli ormoni STH, tiroxina,
testosterone.
Cartilagine ialina abbozzo dello scheletro nell embrione
Si forma (istogenesi) dalle cellule mesenchimali dove la matrice amorfa molto
abbondante, le cellule ritirano i prolungamenti e diventano condroblasti che producono
matrice cartilaginea rimanendoci immersi e trasformandosi in condrociti. A differenza
del fibrocito il condrocito mantiene la capacita di fare mitosi dividendosi 2 o 3 volte
producendo dei cloni, questo gruppo viene chiamato gruppo isogeno (carattere
identificativo della cartilagine). Ogni cellula del gruppo isogeno produce matrice e si
distanzia causando una crescita del tessuto; questo accrescimento della cartilagine
dall interno si chiama interstiziale.
Nella parte periferica la cartilagine circondata dal pericondrio(tessuto connettivo
denso)che in 2 strati l esterno formato da fibroblasti (cellule del tessuto connettivo
propriamente detto) quello interno da cellule condrogeniche che sono cellule che sono
in grado di differenziarsi in condroblasti. Questi condroblasti vengono prodotti al di
sotto del pericondrio e producono la matrice cartillaginea qui non ho gruppi isogeni ma
condroblasti molto appiattiti che producono matrice extracellulare; questo
accrescimento si chiama per apposizione. N.B Sulla superficie articolari non esiste
pericondrio
Nelle ialina ho fibre di collagene di tipo II.
Questa cartilagine non viene completamente trasformata in osso infatti a livello
articolare nella trachea e nelle costole la cartilagine rimane.
L accrescimento interstiziale solo nelle prime fasi della formazione cartilagine e
nelle piastre epifisiarie. Nelle altre zone per apposizione. La matrice cartillaginea
formata da GAG e proteoglicani che legano anche acqua producendo una grande
idratazione del tessuto, riconosco una matrice attorno ai gruppi isogeni (matrice
territoriale) e una lontana (matrice interterritoriale).
Se non vedo le fibre allora cartilagine ialina!!

Attorno ad ogni condrocita c una capsula pericellulare.

CARTILAGINE ELEASTICA (padiglione auricolare, epiglottide, laringe)


Simile alla ialina per ha un basso contenuto di GAG e ha una matrice meno
omogenea e abbondante, ci sono fibre di tipo 2 ma anche molte elastiche. I condrociti
sono pi numerosi e pi grandi. In questo tipo di cartilagine vedo le fibre. Anche qui ho
accrescimento per apposizione e interstiziale, il pericondrio ma i gruppi isogeni non si
distinguono molto bene.
CARTILLAGINE FIBROSA (dischi intravertebrali,sinfisi pubica,inserzione tendini sull
osso, menischi articolari)
Presenza di condrociti e fibre che non sono di tipo 2 ma di tipo 1 che sono molto
grosse, c una scarsa quantit di matrice e proteoglicani, i condrociti non sono
organizzati in gruppi isogeni ma si dispongono isolati o allineati in file tra le fibre. Non
vi pericondrio quindi l accrescimento solo interstiziale.
TESSUTO OSSEO

matrice extracellulare mineralizzata


durezza e resistenza ma molto leggero (straordinaria organizzazione interna)
il tessuto osseo non statico ma si rinnova e si rimodella
regola l omeostasi calcica

Funzioni

forma lo scheletro
funge da protezione (gabbia toracica, scatola cranica)
una leva per i muscoli
contiene nelle cavit midollari il tessuto osseo

Esternamente nel tessuto osseo non ho il pericondrio ma il periostio composto da 2


strati; quello esterno ho connettivo fibroso, povero di cellule e ricco di vasi, mentre all
interno ho cellule osteoprogenitrici, fibre elastiche estesa rete di capillari
Le cavit dell osso sono ricoperte dall endostio(connettivo specializzato formato da
singolo strato di cellule ostoprogenitrici ed osteoblasti appiattiti a formare una lamina).
La matrice composta da 2 componenti: organica fibre di collagene di tipo 1,
glicoporteine adesive che servono a manetenere le cellule del tessuto osseo in
posizione legano lacomponente inorganica(cristalli di idrossiapatite) e dall altra le
proteine di transmembrana delle cellule ossee che sono le integrine e le fibre di
collagene) inoltre ci sono i proteoglicani.
Nella matrice organica ho un elevato contenuto di fibre e una bassa concentrazione di
proteoglicani.
Presenta anche una matrice inorganica (cristalli di idrossiapatite composti da calcio e
fosforo, allineati lungo le fibrille collagene (zone gap).
La calcificazione dell osso avviene in 3 fasi

1. Formazione nella matrice di nuclei minerali (vescicole prodotte dagli ostoblasti


stessi) che si dispongono uniformemente dentro alle quali ci sono proteine che
hanno affinit per calcio e fosforo, ATP, ATPasi e la fosforasi alcalina.
2. Questi nuclei minerali si accrescono e si formano all interno dei cristalli di
idrossiepatite che forano la vescicola e si dirsperdono nella matrice
3. Questi cristalli si dispongono parallelamente alle fibre collagene e si uniscono e
si mineralizzaeranno, rimane una zona che non mineralizza mai ma rimane
sempre e solo costituita da matrice organica
L osso deve la sua durezza ai Sali minerali e la sua robustezza alle fibre collagene

CELLULE DEL TESSUTO OSSEO


1. cellule progenitrici (cellule staminali tessuto osseo che sono
parzialmente differenziate per mi danno quasi tutte le cellule del tessuto
osseo
2. osteoblasti sono le cellule che producono la matrice ossea organica, si
dispongono una vicino all altra a formare una specie di lamina (orletto
osteoblastico) sulla loro superficie hanno un gran numero di recettori per
il paratormone che regola la concentrazione di calcio nel sangue, l
osteoide (spazio non calcificato tra la matrice che calcifica e l
osteoblasto), producendo la matrice essi vi vengono imprigionati, queste
cellule presentano degli allungamenti che mantengono in contatto tutte
le cellule che sono in quelle lacune ossee che si chiamano osteociti che
sono nutrite da dei canalicoli
3. osteociti non producono + matrice extracellulare, sono le cellule mature
del tessuto osseo, sono incapaci di dividersi (a differenza dei condrociti
che formano i gruppi isogeni) vengono nutriti attraverso canalicoli (non
per diffusione) essi rilasciano fattori che stimolano l attivit osteoblastica
stimolati da forze tensorie e partecipa alla regolazione della
concentrazione del calcio nel sangue.
4. Ostoclasti cellule deputate al riassorbimento osseo, generano dal
midollo, sono cellule molto grandi e mobili, si trovano nelle lacune di
Howship. Sono cellule fortemente polarizzate, infatti ho 4 zone ben
evidenti; zona basale (zona lontana dal punto di riassorbimento che
contiene nuclei e organelli subcellulari) zona vescicolare ( ci sono una
grande quantit di lisosomi e vescicole che la cellula ha endocitato
contenenti la matrice organica parzialmente digerita, queste vengono
scisse in sostanze elementari quando si fondono con lisosomi) zona
chiara (zona in cui ho perfetta adesione dell osteoclasto alla matrice
ossea, formata da integrine che formano una specie di anello tutt
attorno al punto in cui l osteoclasto deve degradare il tessuto osseo
saldando cos losteoclasto all osso, in questa zona l osteoclasto produce
una grande quantit di microvilli per aumentare la superficie di
assorbimento e secrezione, la disgregazione avviene mediante un enzima
(nidrasi carbonica) che forma lacido carbonico che si scinde in 2 ioni H+
che vengono pompati davanti ai microvilli e succede che si abbassa il ph
e viene dissolta la componente inorganica e HCO3- che si lega al sodio ed
entra in circolo

Il controllo sull attivit di erosione e assorbimento avviene dal paratoromone che


agisce sugli osteoblasti stimolando il riassorbimento del calcio e dalla calcitonina che
ha recettori sugli osteoclasti e inibisce la loro attivit

TIPI DI TESSUTO OSSEO

Ossa
Osso
Ossa
Osso
Osso

lunghe composte da epifisi e diafisi


corto
piatte
irregolare
sesamoide

Sulle superfici articolari vi uno strato di cartilagine ialina che non calcifica mai non
rivestitaa dal pericondrio

CLASSIFICAZIONE MICROSCOPICA
Tessuto osseo compatto
Struttura ordinata e compatta, percorsa da cavit vascolari (cavit di Havers)
contornata da anelli di fibre collagene mineralizzate accanto alle quali vi sono
lacune ossee, che contengono gli osteociti, tutte collegate fra loro. Queste sono
collegate alla cavit vascolare da canalicoli ossei. Inoltre vi una linea cementante
costituita da matrice ossea appunto cementata con scarse fibre collagene che
racchiude questa struttura chiamata osteone.
Il periosteo legato al tessuto osseo compatto attraverso fibre di Sharpey
esternamente che sono fibre di collagene perforanti.
I canali di Havers sono collegati tra loro da canali di Volkmann che sono trasversali.
Le fibre attorno al canale vascolare sono disposte ortogonalmente, le fibre
concentriche formano il sistema lamellare nel tessuto osseo; ne ho 4 di sistemi
lamellari: una zona che disposta parallelamente al periostio (sistema
circonferenziale esterno) cos come all interno dell endostio che prende il nome di
(sistema circonferenziale interno), quelle concentriche dellosteone ed infine gli
osteoni erosi dagli osteoclasti formano il sistema interstiziale. Questa un
organizzazione molto rigida.

Tessuto osseo spugnoso


Tessuto osseo spugnoso (pi vicino alla cavit midollare) ha una struttura semplice
composta da trabecole ossee che delimitano le cavit midollari, la struttura quindi
composta da fasci anastomizzati, formando una specie di rete: mancano osteoni,
canali di Havers e i canali di Volkmann, gli osteociti si nutrono direttamente pescando
dall endostio ripieno di midollo
ISTOGENESI DELL OSSO

Ossificazione diretta o intramembranosa: losso si forma direttamente nel


tessuto connettivo mesenchimale che si condensa e si vascolarizza, le cellule si
differenziano in osteblasti che producono la matrice ossea e si formano le prime
trabecole ossee ottenendo gli osteociti, le trabecole diventando di maggiore
dimensione delimitando le cavit midollari.
Ossificazione endocondrale o indiretta: prima si forma un segmento costituito
da cartilagine ialina e poi ho la sostituzione col tessuto osseo. L ossificazione
inizia nella parte centrale della diafisi quando i condrociti diventano ipertrofici
allargando le lacune cartilaginee dove sono alloggiati riducendo la quantit di
matrice extracellulare interlacuna, questa cartilagine ridotta si calcifica: i
condrociti ipertrofici iniziano a produrre una matrice diversa dai condroblasti
(fibre collagene diverse dal 2 ossia le 10 e fattori angiogenici che inducono la
formazione di capillari sanguigni) il pericondrio si vascolarizza cos le cellule
condrogeniche del pericondrio divengono c. osteoprogenitrici e il pericondrio si
trasforma in periostio. Gli osteoblasti prodotti cominciano a formare matrice
ossea: Si forma un manicotto osseo al centro del quale i condrociti muoiono
lasciando lacune vuote, i fattori angiogenici portano i capillari sanguigni al
centro della diafisi e osteoblasti, osteoclasti e cellule progenitrici e fattori
apoptotici arrivano all interno di queste lacune vuote lasciate dai condrociti
morti. All interno di queste lacune ho lattivit degli osteoblasti arrivati col
torrente circolatorio che producono matrice ossea che va ad appoggiarsi alla
cartilagine calcificata. Intanto il manicotto osseo continua lo sviluppo e si
allunga fino all inizio dellepifisi non ricoprendola mai. Nella parte centrale gli
osteoclasti erodono il tessuto osseo e la cartilagine calcificata formando la
cavit midollare: nella parte centrale ho il centro di ossificazione primario
mentre nell epifisi ho il centro di ossificazione secondario. Tra i due centri io ho
una zona che si chiama piastra epifisiaria dove si mantiene il tessuto
cartilagineo che responsabile dellaccrescimento osseo o. La piastra epifisiaria
si chiude, e si avr la confluenza delle cavit midollari epifisiaria e diafisiaria.
La piastra epifisiaria pu essere suddivisa in 5 zone
1. La zona pi vicina all epifisi una zona chiamata zona di riserva
cartilaginea dove vi sono i gruppi isogeni della cartilagine ialina ed una
zona di riserva (raramente vedo delle mitosi)
2. La zona di proliferazione (altissimo numero di mitosi) che mi consentono un
allungamento: i solchi di divisione sono ortogonali all asse del segmento
osseo cos da avere un allungamento pi veloce (questa cartilagine si
chiama seriata) rappresentata come una pila di monete
3. Zona di maturazione dove i condrociti diventano ipertrofici, le lacune si
ampliano e la matrice si assottiglia
4. Zona di calcificazione dove le lacune confluiscono i condrociti muoiono e la
matrice attorno ad essi si calcifica
5. Zona osteogenica (invasione vascolare) con cellule osteoprogenitrici e
osteoclasti

TESSUTO MUSCOLARE
La contrattilit una propriet intrinseca di tutte le cellule ma negli organismi
pluricellulari abbiamo delle cellule specializzate come:

Cellule mioepiteliali
Periciti

Queste cellule si possono organizzare in tessuti e organi

Tessuto muscolare scheletrico (striato)(movimento volantario)


Tessuto muscolare liscio(movimento invontario)
Tessuto muscolare cardiaco (responsabile della contrattilit del cuore e ha
caratteristiche di entrambi)

MUSCOLO SCHELETRICO

Costituito da fibrocellule cilindriche raggruppate in fascicoli che costituiscono il


muscolo
Esternamente il muscolo delimitato da un tessuto connettivo denso (epimisio)
che continua col tendine, dal quale partono dei setti, contenenti le fibrocellule
muscolari, formati da tessuto connettivo lasso chiamato perimisio e da questo si
forma l endomisio che avvolge le singole fibre; la funzione del connettivo
quella di distribuire e dirigere le forze di movimento dal muscolo all osso e ad
altri tessuti Schema fibrocellule.

fibre muscolari=cellule muscolari derivano dal mesoderma e dalla fusione di centinaia


di mioblasti hanno grandi dimensioni sono cilindriche e polinucleate con posizione
caratteristica ossia alla periferia subito al di sotto della membrana plasmatica

Vi una striatura longitudinale quindi la fibra costituita da miofibrille fra loro


parallele
Vi una striatura orizzontale della fibrilla identica a quella della fibra, la
striatura trasversale della fibra causata da 2 situazioni: le fibrille sono tra loro
parallele e sono allineate in fase quindi quando la osservo vedo queste bande
come una linea unica

SEZIONE TRASVERSALEcellule che hanno tutte la stessa dimensione circondate da


tessuto connettivale con nuclei posti alla periferia delle cellule; le cellule sono
circondate da una membrana chiamato sarcolemma (membrana plasmatica +
membrana basale) al suo interno vi il sarcoplasma dove sono presenti molti
mitocondri e un abbondante REL organello che prende parte attiva al fenomeno della
contrazione inoltre vi molta mioglobina proteina che ha affinit con lossigeno e che
d il colore rosso al muscolo.
La fibra muscolare non in grado di dividersi ma vi sono cellule di fianco alle cellule
muscolari che si chiamano cellule satelliti che sono staminali e hanno capacit
proliferative e differenziative
STRIATURE
All ottico vedo bande chiare e scure: le scure molto rifrangenti (bande anisotrope A)
mentre le chiare risultano meno brillanti (isotrope bande I) osservo il nucleo alla
periferia e la banda I presenta una linea che la divide a met che si chiama linea Z che

una linea molto pi elettrondensa, all elettronico vedo anche le bande trasversali
(prova che la fibra costituita da miofibrille)e che ci sono unit che si ripetono si
definiscono sarcomeri ossia l unit funzionale che va da linea Z a linea Z, la banda
scura divisa a met da una banda chiara chiamata H che a sua volta divisa a met
da una banda chiamata M.
Le mio fibrille hanno un ulteriore striatura che data dalla componente che le formano
(i miofilamenti contrattili) ossia le proteine contrattili: actina e miosina. Durante la
contrazione la banda I si restringe la H scompare e le linee z si avvicinano l unica che
rimane invariata la banda A.
SARCOMERO
Va da linea Z a linea Z, all
interno trovo i
miofilamenti spessi
costituiti da miosina e
miofilamenti costituiti da
actina.
Sez trasversale a livello
della banda I ho una
disposizione esagonale di
soli filamenti sottili di
actina (per questo
chiara)
Se faccio una sez
trasversale a livello della
banda H trovo solo
filamenti spessi disposti
ugualmente
Sez trasversale della
banda M solo filamenti
spessi (miosina) collegati
fra loro
Sez trasversale della banda A trovo entrambi i filamenti e in pi ho dei ponti
trasversali
La banda I chiara perch ha solo i filamenti sottili mentre la A scura perch ho
entrambi i filamenti quindi i filamenti sono i responsabili della striatura del muscolo
Struttura del filamento di miosina proteina filamentosa lunga costituita da una
coda e due teste, composta da una catena pesante formata da 2 catene
polpieptidiche avvolte ad alfa elica che terminano con 2 componenti globose, oltre alle
2 catene pesanti ci sono 4 catene leggere poste nella testa uguali a 2 a 2, la miosina
ha attivit ATPasica nella parte della meromiosinica pesante pi precisamente nella
testa della miosina. Queste molecole di miosina nel sarcomero sono disposti con
polarit opposta una parte ha la testa rivolta verso la linea Z e l altra ha verso laltra
linea Z dall altra parte.
Le teste non sono tutte allo stesso livello poich sono sfasate di 14 nm

Struttura del filamento di actina formato da 2 filamenti di F actina avvolti ad


alfaelica e costituiti da sub-unit globulari di g-actina che sono tenuti insieme da
proteine regolatrici (tropomiosina proteina filamentosa e troponina formata da 3
componenti globulari che hanno affinit verso diverse strutture: Ca, filamento di actina
e filamento di miosina).
La linea M composta da filamenti spessi che avevano ponti di connessione; la banda
H divisa a met dalla linea M deriva proprio da questa connessione tra i filamenti
spessi e serve a mantenere i filamenti in asse ed orientati correttamente con polarit
opposta, la linea M ha funzione citoscheletrica.
ALTRE PROTEINE COINVOLTE NEL PROCESSO DI ALLINEAMENTO E DISPOSIZIONE DEI
FILAMENTI SPESSI E SOTTILI

Titina: gigantesca proteina filamentosa tesa tra linea Z e la banda M che si sovrappone
alla titina che proviene dall emisarcomero, si lega ai filamenti Z e si lega alla coda
della molecola della miosina cos tiene i filamenti della miosina allineati correttamente
e allineati
Nebulina: avvolge i filamenti sottili e svolge un ruolo nel mantenimento del corretto
allineamento di essi
Desmina: mantiene in registro le linee Z che lega le miofibrille collegando il
sarcolemma con la membrana dei mitocondri e l involucro nucleare.
La linea Z ha struttura a zig-zag vi si attaccano i filamenti di actina, cio i filamenti
sottili, in modo che quelli provenienti da due sarcomeri adiacenti si arrestano ai
margini della linea Z e ciascun filamento sottile collegato a quattro filamenti del
sarcomero contiguo tramite i filamenti Z. I filamenti Z quindi delimitano una piramide
a base quadrangolare il cui apice l'estremit di un filamento sottile di uno dei due
sarcomeri, e la base corrisponde all'estremit di quattro filamenti sottili dell'altro
sarcomero.
REL

Prende parte
attiva al
meccanismo
della
contrazione
Avvolge
singolarmente
le cellule
muscolari
Riconosco
elementi
longitudinali
ovvero
cisterne
disposte
secondo l
asse
longitudinale
della fibra che si aprono in un ampia fenestratura a livello della banda H
mentre gli elementi trasversali sono delle cisterne poste al termine degli

elementi longitudinali, tra le cisterne terminali vi un tubulo T che una


invaginazione del sarcolemma (membrana plasmatica che si insinua tra le
miofibrille e prende contatto con la membrana del REL) (le due cisterne e il
tubulo T danno una triade che sono al confine tra banda I e banda A e ne ho 2
per ogni sarcomero.

MECCANISMO DELLA CONTRAZIONE


Tra il tubulo T e la membrana del
sarcolemma vi sono dei complessi di
giunzione (giunzioni gap) che mettono
in diretto contatto le strutture, se arriva
un impulso nervoso la membrana
plasmatica subisce una depolarizzazione
(la polarit si inverte) quindi londa di
depolarizzazione entra nel tubulo T che
a contatto con la fibra muscolare; cos
anche la membrana del REL subisce un
processo di depolarizzazione, sul REL
abbiamo canali per il calcio che sono
voltaggio dipendenti che si aprono a
causa della depolarizzazione lasciando
entrare il calcio che era all interno del
REL nel citoplasma della cellula
muscolare e va a reagire con la subunit C della troponina.
Quando cessa limpulso nervoso i canali
voltaggio dipendenti si chiudono e il calcio viene espulso attraverso pompe all interno
del REL attivamente dove si lega ad una proteina che lo tiene sequestrato che si
chiama Calsequestrina.
Il calcio si lega alla sub-unit C della troponina che cambia la sua configurazione
spaziale e trascina con se la tropomiosina (proteina filamentosa) che copriva i siti di
legame con la miosina sull actina.
Ora lactina e la miosina si uniscono, l ATP si unisce alla testa della miosina che si
scinde in fosfato inorganico e ADP quando accade l idrolisi dell ATP ho il debole
legame tra actina e miosina, quando il fosfato inorganico viene rilasciato ho il colpo di
forza: la testa cambia la sua inclinazione rispetto al filamento sottile e lo sposta
trascinando verso il sarcomero, fa scorrere i filamenti da una linea z verso la banda H
e dall altra parte uguale. Quando io fornisco ATP alla miosina si ha il distacco dalla
testa dal filamento sottile di actina e il ciclo si ripete.

La fibra muscolare o si contrae o non si contrae non esistono step intermedi.


SINAPSI NEUROMUSCOLARE
La cellula muscolare deve ricevere un impulso che arriva attraverso una fibra nervosa,
questa connessione si chiama sinapsi neuromuscolare.
La fibra nervosa quando arriva al muscolo perde la guaina mielinica ed ricoperta solo
da una cellula protettrice; il bottone terminale dell assone viene alloggiato in un
invaginazione della membrana muscolare inoltre questa si solleva in pieghe per
aumentare la superficie di reazione, la fibra nervosa la componente pre-sinaptica la
fibra muscolare la post sinaptica, all interno c uno spazio chiamato inter-sinaptico
dove sostanze chimiche vengono rilasciate .
A seconda del neurotrasmettitore si avr o una stimolazione della contrazione aprendo
i canali del calcio o una inibizione aprendo i canali al passaggio di ioni negativi.
MUSCOLO LISCIO

Non presenta striature e non ha un sistema di tubuli T,


specializzato in contrazioni continue deboli
La contrattilit sotto il controllo di ormoni e del sistema nervoso autonomo
Il muscolo liscio ha cellule affusolate con rigonfiamento centrale dove vi
lunico nucleo che posseggono in posizione centrale; la sezione trasversale
quindi apparir formata da cellule giustapposte: la parte gonfia del fuso si
dispone con la parte sottile di unaltra.
I fascicoli nel muscolo liscio sono irregolari e c unimportante componente
connettivale che ha una funzione strutturale
il muscolo caratteristico degli organi interni cavi (ha 2 strati perpendicolari tra
loro, il primo longitudinale e poi abbiamo il secondo strato disposto
circolarmente rispetto al tubo dell intestino. Ad esempio in sezione trasversale
le fibre longitudinale mi appaiono circolari mentre quelle circolari mi appaiono
longitudinali)
presente nei muscoli interni dellocchio dove regola il diametro della pupilla e
nei muscoli dermici

Il movimento dei due strati muscolari mi permette il riassorbimento e rimescolamento


e avanzamento del contenuto intestinale.
AVANZAMENTOcontrazione muscolatura circolare dietro al bolo poi la contrazione
della muscolatura longitudinale e infine ancora la muscolatura circolare lo spinge
avanti
Le cellule della muscolatura intestinale non hanno bisogno di impulso nervoso ma si
depolarizzano spontaneamente
A seconda della modalit di diffusione dellimpulso posso avere

Muscolatura liscia unitaria ad esempio quella viscerale; le cellule sono legate


fra loro con una grande quantit di giunzioni GAP e siccome queste cellule si
contraggono come ununica identit io dico che sono in presenza di un sincizio
elettrico
Muscolatura liscia multiunitaria una terminazione nervosa arriva a contatto
con ogni singola cellula e a differenza delle cellule unitarie queste cellule non
sono connesse ma sono stimolate singolarmente (contrazione graduata) posso
attivare fibra per fibra ad esempio la muscolatura dell occhio.

DIFFERENZE CELLULE SCHELETRICO-LISCIO le cellule del muscolo liscio sono di


forma fusata e sono giustapposte all interno del fascicolo, nella muscolatura liscia
osservo delle invaginazioni del sarcolemma che si chiamano caveole e hanno
funzione analoga a quella dei tubuli T. Se io osservo la cellula al suo interno nel
citoplasma e subito sotto al sarcolemma ci sono dei corpi densi costituiti da alfaactinina che hanno funzione analoga ai dischi z (legare i corpi sottili), i corpi densi
sono legati fra loro e al sarcolemma dalla desmina, i corpi densi tengono i filamenti
sottili orientati diagonalmente. Nel muscolo liscio sono presenti sia actina e miosina
ma manca la troponina e la meromiosina pesante (nel muscolo striato la testa
dove avviene attivit ATPasica) non hanno polarit apposta quindi lactina e la
miosina reagiscono per un tratto molto lungo (contrazione di maggior durata) le
fibre contrattili quindi non sono organizzati in sarcomeri ma sono orientati
obliquamente rispetto all asse longitudinale della cellula.
Siccome i filamenti sottili e filamenti spessi sono legati ai corpi densi durante la
contrazione la mia cellula cambia la morfologia e i nuclei assumono formano a
cavatappi.
La contrazione non segue la legge del tutto o niente ed
pi duratura di quella del muscolo scheletrico
richiedendo meno ATP il muscolo pu rimanere contratto
anche tutto il giorno ( si pensi agli sfinteri)
CONTRAZIONE MUSCOLO LISCIO mancando la
troponina viene sostituita dalla calmodulina che capace
di legare gli ioni calcio che entrano dallo spazio
extracellulare, si legano a questa che diventa attiva e
reagisce con un enzima che si chiama chinasi delle
catene leggere della miosina che si distende e si attiva,
normalmente la miosina ha una forma ripiegata su se
stessa in cui le code ricoprono i siti di legami tra actina e
miosina; la chinasi induce una fosforilazione alla miosina
che distende la molecola rendendola adatta ad unirsi con
la actina; la fosforilazione della miosina stimola l attivit ATPasica: la fosforilazione
rende la miosina capace di interagire con l actina, in seguito avr la defosforilazione
delle catene leggere della miosina e il mascheramento dei siti di attacco dell actina.
Caratteristiche del muscolo liscio

Lenta fosforilazione
Lenta attacco distacco miosina-actina
Maggior tempo di legame tra actina e miosina
Lenta idrolisi dell ATP

Di conseguenza ho contrazioni pi lente ma richiede meno energia

MUSCOLO CARDIACO (miocardio)

Ha caratteristiche strutturali e funzionali sia del liscio che dello scheletrico


(contrazione potente e continua)
Sono innervate dal sistema nervoso autonomo che modifica la frequenza del
battito ma non far insorgere il meccanismo di contrazione
Sono presenti cellule lunghe e cilindriche e posseggono nucleo (1 o 2) in
posizione centrale
Sono presenti capillari e gocce lipidiche
Le cellule sono biforcate (caratteristica distintiva) e tra le biforcazione si
stabiliscono numerosi tipi di giunzioni gap che permetteranno al contrazione di
tutta la massa muscolare).

Strie calariformi o dischi intercalari specializzaizone delle cellule del tessuto


miocardico che sono i punti di unione tra cellula e cellula.

ALL ELETTRONICO riconosco i sarcomeri, strutture con andamento irregolari (dischi


intercalari), ho molti mitocondri, gocce lipidiche.
Nel tratto trasversale tra cellula e cellula ho delle
zonule aderens (fasce aderenti) che legano la
componente del citoscheletro, avendo funzione
anche di attacco dei filamenti sottili (cos come i
dischi Z) e inoltre ho dei desmosomi. Nel tratto
longitudinale ho delle giunzioni GAP cos da
diffondere lo stimolo di contrazione.
CONTRAZIONE CARDIACAle cellule del miocardio
si contraggono spontaneamente. Dal nodo seno
atriale (punto di congiunzione tra vena cava e atrio
destro) parte la depolarizzazione si diffonde a tutti i
cardiociti della camera atriale poi arriva al nodo
atrio-ventricolare che ha cellule pi piccole con
minor quantit di giunzioni gap quindi lo stimolo
rallenta perch da la possibilit all atrio sinistro di
contrarsi, lo stimolo entra poi nel fascio di His e si
divide andando ad interessare la branca di destra e
la branca sinistra sotto l endocardio che si
suddividono in cellule muscolari cardiache o fibre di
purkinje che si estendono nelle pareti ventricolari;
quindi non appena l impulso elettrico partito dal nodo seno atriale arriva ai ventricoli il
cuore batte e il sangue scorre.

DIFFERENZE MUSCOLE
STRIATO E MUSCOLO
CARDIACO ho le diadi
perch non sono presenti
le cisterne terminali ma
dilatazioni del reticolo
sarcoplasmatico che
poggiano sul tubulo T la
triade era in corrisponenza
della banda A e la banda I
mentre qui la diade in
corrispondenza della linea
Z, i tubuli T sono molto pi
grandi e ho molti
mitocondri, pi trigliceridi
e glicogeno, ho un reticolo
sarcoplasmatico pi
sviluppato ma ho bisogno
di un apporto maggiore di
calcio che lo assume
attivamente dallo spazio
extracellulare e tramite canali per il calcio sodio che si aprono lentamente e
permettono il rilascio degli ioni calcio, le cellule del muscolo cardiaco producono il
peptide natriuretico atriale che diminuiscono la pressione del sangue e inibisce il
riassorbimento del Na e acqua.

IL TESSUTO NERVOSO

Ha ramificazioni fini e raggiunge tutti i siti

Produce risposte appropriate e coordinate


Riceve stimoli provenienti dall ambiente esterno ed interno
Analisi ed integrazione degli stessi

Si divide in sistema nervoso centrale (encefalo e midollo spinale) e periferico (nervi


cranici e nervi spinali)
Dal punto di vista funzionale il SNP suddiviso in una componente afferente (da
periferia a SNC anche chiamato sensitivo) il cui nucleo dei neuroni posto fuori dal
SNC in strutture chiamate gangli e in una componente efferente il cui nucleo interno
al SNC (da SNC a periferia anche chiamato motorio) i neuroni appena usciti dal SNC si
uniscono in fasci chiamati nervi. Vi sono infine gli intraneuroni di piccole dimensioni
che mediano gli impulsi che arrivano dalla componente afferente con la componente
efferente.
Il numero di neuroni varia da uomo a donna.
La componente efferente ulteriormente divisa in sistema nervoso somatico
(volontario) e autonomo (involontario)
Cellule del tessuto nervoso

neuroni

cellula della nevroglia che sono di supporto metabolico e


strutturale ai
neuroni
I neuroni possono essere molto diversi dal punto di vista morfologico ma hanno
caratteristiche base comuni

Irritabilt (capacit di reagire agli stimoli trasformandoli in impulsi nervosi)


Conducibilit (capacit di trasmettere i segnali nervosi ad altre parti della
cellula o ad altri neuroni o a cellule effettrici

Dal pericarion (corpo cellulare del neurone ) dipartono dei processi citoplasmatici e
questi si chiamano dendriti, che rappresentano l apparato ricevente del neurone: qui
la conduzione dell impulso nervoso centripeta (dentro al neurone) essi sono tanti e
brevi e si aprono in tante ramificazioni sottili, lungo i loro tratti ci sono delle espansioni
che si chiamano spine dendritiche a livello delle quali avvengono le sinapsi, e sono
costituite dalle stesse strutture del corpo a parte l apparato del Golgi.
Dall altra parte ho una ramificazione che parte dal cono di emergenza chiamato
assone che pu essere molto lungo (normalmente non si ramifica) ramificandosi nella
sua parte finale. L assone rappresenta lapparato di trasmissione: in questo caso la
conduzione dell impulso sar centrifuga.
Somo o pericarion

Ha il nucleo di
grandi dimensione
eucromatico con
nucleolo ben visibile
nel citoplasma sono
presenti molti
ribosomi e molto
RER responsabili
della basofilia, ho
anche una grande
quantit di filamenti

microtubuli(responsabili del trasporto assonico) micro filamenti (costituiti da actina


funzione strutturale) e filamenti intermedi (funzione strutturale).
Nel citoplasma c una grande quantit di RER e ribosomi mentre nellassone ho
mitocondri particolari e microtubuli, tutto quello che serve agli assoni viene prodotto
nel corpo della cellula all interno del citoplasma troviamo della melanina, lipofucsina,
gocciole lipidiche e granuli secretori (neurosecrezione).
Riconosco movimenti anterogrado e retrogrado per svolgere questa funzione di
trasporto assonico i microtubuli servono da guida; il movimento dato da proteine
motorie anterogradeo chinesina per quello retrogrado dineina. Il trasporto pu
essere veloce (200-400mm al giorno) anterogrado (neurotrasmettitore enzimi del
metabolismo e costituenti dell assone) mentre retrogrado veloce (materiale che deve
essere eliminato o riutilizzato, o anche virus) mentre il trasporto lento pu essere solo
anterogrado e muove tutti i componenti del citoscheletro

MORFOLOGIA NEURONI

Unipolari, bipolari, pseudounipolari, multipolari, neuroni particolari, cellula del Purkinje


REG DESCRIZIONE

L impulso nervoso un segnale elettrico che si crea nel cono di emergenza

Potenziale di riposo potenziale di una cellula non eccitata, carica positiva all esterno
mentre negativa all interno, il potenziale di riposo si forma perch la membrana
selettivamente permeabile, ha canali specifici per i diversi ioni infatti per ogni 3 ioni
Na+ che escono entrano 2 ioni K+ e quindi le cariche positive si accumulano all esterno
e inoltre i canali passivi del potassio pompano fuori il potassio secondo gradiente di
concentrazione (infatti all esterno il potassio meno concentrato).
Potenziale d azione Si aprono massicciamente tutti i canali del sodio e avr un
inversione della polarit della membrana per l ingresso di ioni Na +; a questo punto i
canali del sodio si chiudono (periodo di refrattariet) e si aprono i canali del potassio
(movimento di cariche positive da interno a esterno) e ripristino delle condizioni
iniziali. Questo potenziale si instaura nel cono di emergenza. La cellula nel periodo di
refrattariet assoluta non in grado di eccitarsi (no potenziale d azione) nel periodo
di refrattariet relativa si potrebbe eccitare ma non possibile normalmente perch il
flusso degli ioni sodio che entrano controbilanciato da una maggior quantit di ioni
potassio che escono durante la iperpolarizzazione
PROPAGAZIONE POTENZIALE DAZIONE; i neuroni sono rivestiti da cellule della
nevroglia nel SNP ci sono le cellule di Schwann che avvolgono i neuroni mentre nel

SNC dagli oligodendrociti queste cellule hanno funzione di supporto trofico per i
neuroni
FIBRE NERVOSE (SNP)
1. Amieliniche Sono di piccole
dimensioni, quando un
assone penetra all interno
della cellula di Shwann si
forma uninvaginazione e
questa struttura si chiama
mesassone (una cellula di
shwann pu contenere pi
assoni) gli assoni sono
ricoperti da pi cellule di
Shwann solo col citoplasma.

2. MielinicheIl meccanismo
di ingresso dellassone all
interno della cellula di
Schwann uguale ma la
membrana che si richiusa
formando il mesassone
comincia a ruotare attorno
all assone cos io avr uno
strato di citoplasma fuori
che stato spremuto dagli
avvolgimenti quindi si crea
una guaina con parti di
spessore differenti che isola
l assone e previene
lafflusso di ioni (guaina
mielinica) non vi sono inoltre canali ionici (internodi) mentre ci sono i nodi di
Ranvier dove avviene il rinnovarsi del potenziale dazione e sono ricchi di canali
All interno della guaina mielinica esista unincisura di Schmidt-Lanterman che
attraversa diagonalmente tutta la guaina mielinica e serve per rinnovare gli elementi
che si deteriorano.

Propagazione continua il
potenziale dazione interessa
punto per punto tutta la fibra a
causa di una corrente locale
Propagazione saltatoriail
potenziale dazione si ha nel
nodo di Ranvier; esso fluisce al
di sotto dellinternodo
passivamente e arriva al
secondo nodo di Ranvier dove si
rinnova il potenziale dazione;
questo tipo di conduzione salta
da nodo a nodo e ha come vantaggio che molto veloce
A differenza del SNP nel SNC la guaina mielinica formata dall oligodendrocita pu
avvolgere pi di un assone.
CELLULE DELLA NEVROGLIA
ASTROCITI caratterizzati da strutture fibrillari (proteina acida fibrillare della glia) vi
sono Astrociti che hanno un nucleo
nella parte centrale, molto citoplasma e
ramificazione brevi e arborizzate: questi
sono gli astrociti protoplasmatici
(sostanza grigia); nella parte terminale
di queste si aprono dei pedicelli che
poggiano sui capillari. L altro tipo di
Astrocita quello fibroso dove c
minore concentrazione di citoplasma e
presentano diverse ramificazioni
esterne; sono pi lunghe ma terminano
sempre con questi vasi sanguigni; essi
mediano gli scambi metabolici fra il
sangue e i neuroni e regolano la
composizione dell ambiente
interstiziale contribuendo alla formazione della barriera emato-encefalica e riparano
le lesioni del SNC
MICROGLIApiccole, poco numerose di origine mesenchimale, popolano il SNC in uno
stadio tardivo dello sviluppo in risposta ad un danno tissutale possono attivarsi
diventando cellule fagocitarie.
CELLULE EPENDIMALI rivestono il canale midollare e i ventricoli cerebrali, possono
essere ciliate. Queste muovono il liquor encefalorachidiano che porta nutrimento e
ossigeno ai neuroni.

SINAPSI
1. Elettriche (giunzioni
gap) noi le abbiamo
nella retina
2. Sinapsi chimiche
neurotrasmettitori
vengono rilasciati negli
spazi intersinaptici che
vengono poi accolti in
vescicole e queste
vescicole vengono
trasportate attraverso il
trasporto assonico da
proteine che si
chiamano chinesine
arrivando alla parte
terminale dellassone e
vengono rilasciate in
questo punto; quando
sono rilasciate le
molecole reagiscono e
avr levento. Le sinapsi
possono avvenire tra
assone e corpo cellulare
di un altro assone assone (sinapsi asso-somatiche) oppure tra assoni e dendriti
(sinapsi asso-dendritiche) il rilascio delle vescicole dello spazio intersinaptico
regolato dalla concentrazione degli ioni calcio nel bottone terminale che
inducono la fusione delle vescicole contenenti i neurotrasmettitori. Vi sono delle
strutture coniche che promuovono l esocitosi dei neurotrasmettitori.

Neurotrasmettitori
Eccitatorio acetilcolina
Inibitorioacido gamma ammin-butirrico
Le fibre nervose sono riunite in tanti fascicoli che formano il nervo; esiste una
componente connettivale con funzione trofica e di sostegno chiamato epinevrio dai
quali partono dei setti che avvolgono i singoli fascicoli che si chiamano perinevrio e
poi troviamo l endonevrio che avvolge ogni singola fibra nervosa. Nel SNC le
funzioni di sostegno e trofica sono svolte dalla nevroglia quindi non sono presenti
ne l endonevrio ne il perinevrio

GANGLI
Sono degli aggregati di corpi cellulari di neuroni
posti fuori dal SNC che Costituiscono un centro di
raccolta e di smistamento degli stimoli nervoso,

esistono quelli sensitivi e quelli autonomi.

SISTEMA NERVOSO CENTRALE (midollo spinale


ed encefalo)

L encefalo si presenta come una


superficie anfrattuosa ricoperta da
sostanza grigia all esterno in cui ho i
corpi cellulari dei neuroni i dendriti e le
cellule gliali e sostanza bianca che pi
interna composta da fibre nervose
mieliniche, meno amileliniche e cellule

gliali
Nel midollo la sostanza bianca sar all esterno mentre la sostanza grigia all
interno, in sezione trasversa la sostanza grigia appare come una H le cui
braccia superiori prendono il nome di corna posteriori che ricevono i
prolungamenti dei neuroni sensitivi e i corpi degli intraneuroni, le braccia
inferiori invece rappresentano le corna anteriori dove risiedono i corpi
cellulari dei neuroni motori i cui assoni escono e dal midollo costituendo la
radice ventrale.

CORTECCIA
composta da 6 strati
1. Strato molecolare: composto principalmente da terminazioni nervose
2. Strato granulare esterno con neuroni piccoli
3. Strato piramidale esterno con due tipi di neuroni (neuroni piramidali piccoli e poi
neuroni con assoni che salgono verso la superficie cellule di martinotti)
4. Strato granulare interno
5. Strato piramidale interno
6. Strato multiforme (tutti i tipi di neuroni)
La corteccia cerebrale serve all apprendimento, della memoria, dell analisi
informazionale ecc

CERVELLETTO
Ha al stessa struttura della corteccia ed la struttura che regola i movimenti fini; ha 3
strati
1. Strato molecolare (pochi neuroni e molte fibre non mielinizzate)
2. strato intermedio con cellule particolari strato delle cellule del purkinje
3. Strato granulare formato da piccole cellule granulari e glomeruli che sono le
regioni dove si formano le sinapsi fra gli assoni che entrano nel cervelletto e le
cellule dei granuli