Sei sulla pagina 1di 105

Vitamine Liposolubili ed Idrosolubii Dr.

ssa Assunta Brunone


VITAMINE
• Dal latino amine della vita
• Sostanze organiche di diversa natura chimica necessarie in piccola quantità (mg o μg)
per il metabolismo cellulare
• Sono essenziali
• Nell’organismo hanno l’importante funzione di bioregolatori
• La loro carenza determina la comparsa di sintomi patologici che progrediscono
gradualmente con la malnutrizione e regrediscono rapidamente in seguito all’assunzione
della vitamina mancante

Non tutte le vitamine sono richieste per ciascuna specie


Vitamine... animale: una sostanza che è vitamina per una data
ne hanno bisogno specie può non esserlo per un’altra
tutte le specie?
Ad esempio noi ed altre poche specie abbiamo bisogno
della Vitamina C perché non siamo in grado di
sintetizzarla per mancanza di un enzima della via
biosintetica (gulonolattone ossidasi)
Carenza Vitaminica
CARENZA DI APPORTO •Esclusione di alimenti dalla dieta
Insufficienza della razione alimentare •Errate abitudini alimentari
•Diete ipocaloriche sbilanciate
•Anoressia
•Non corretta cottura dei cibi
•Tabù alimentari

DISTURBI DELL’ASSORBIMENTO •Alcolismo


•Disturbi digestivi
•Terapie farmacologiche prolungate

•Periodo di crescita
•Gravidanza
AUMENTO DEI FABBISOGNI
•Allattamento
•Attività fisica intensa
•Uso di farmaci
•Allattamento
AUMENTO DI ELIMINAZIONE •Sudorazione eccessiva
•Aumento della diuresi
IPERVITAMINOSI
•Problemi di ipervitaminosi non sussistono con la normale
alimentazione.
•Il rischio di ipervitaminosi è invece maggiore utilizzando integratori.
•Occorre tenere presente che, così come il farmaco, anche l’integratore va
assunto in maniera corretta, e che il suo uso va limitato al particolare periodo/i
della vita in cui si ritiene che l’alimentazione non sia sufficiente a coprire il
fabbisogno.

Vitamine sintetiche •Le vitamine sintetiche e quelle naturali hanno


una struttura identica; ci sono però grandi
vs naturali differenze nei risultati che si ottengono dalla
supplementazione con le une o con le altre.
•Negli alimenti, infatti, le vitamine interagiscono
con molte altre componenti.
•L’interazione tra questi diversi elementi, crea un
sinergismo che riesce ad ottenere risultati che la
vitamina sintetica da sola non può raggiungere.
Classificazione delle vitamine

Champe et al., Le basi della biochimica, Ed. Zanichelli


VITAMINA A
Trasformazione di β-carotene in retinolo

McLaren e Kraemer, World review of nutrition and dietetics, 2012; 103: 33‐51
McLaren e Kraemer, World review of nutrition and dietetics, 2012; 103: 33‐51
Metabolismo e Assorbimento

McLaren e Kraemer, World review of nutrition and dietetics, 2012; 103: 33‐51
Funzioni

ADHs, alcohol dehydrogenases; RDHs, retinol dehydrogenases; Raldhs, retinal dehydrogenases;


LRAT, lecithin:retinol acyltransferase; REHs, retinyl ester hydrolases.

Spiegler et al., BBA - Molecular and Cell Biology of Lipids, Volume 1821, Issue 1, January 2012, Pages 88-98,
VITAMINA A e VISIONE
VITAMINA A e TRASCRIZIONE GENICA
GENI REGOLATI DALLA VITAMINA A
GENE FUNZIONE
Effetti dermatologici della vitamina A
• La vitamina A, e più specificamente, l’acido retinoico, sembra mantenere la
normale salute della pelle attivando geni e differenziando cheratinociti (cellule
cutanee immature) in cellule epidermiche adulte.
• Per il trattamento dell’acne, il farmaco retinoide più prescritto è 13‐cis
retinoico che riduce la dimensione e la secrezione delle ghiandole sebacee
Nelson, A. M.; et al. (2008). Journal of Clinical Investigation 118 (4): 1468–1478.

Vitamina A e retinite pigmentosa

•La retinite pigmentosa è un disordine genetico che causa la progressiva


perdita di fotorecettori nella retina
•In uno studio condotto da Berson et al. su 601 pazienti con retinite
pigmentosa è stato visto che 15,000 IU di vitamina A riducevano di oltre il
30% il rischio di calo della vista.

NEI statement: update on vitamin A as a treatment for retinitis pigmentosa. Optom Vis Sci. 2008;85(9):E790–E791
Vitamina A e risposta immune
La vitamina A è necessaria per il normale funzionamento del sistema
immunitario
Semba RD. In: Bendich A, Decklebaum RJ, eds. Preventive Nutrition 2nd ed. Totowa: Humana Press Inc; 2001:329‐346.

– Pelle e cellule della mucosa hanno effetto barriera e sono la prima linea di
difesa dell'organismo contro le infezioni. La Vitamina A ne preserva integrità e
funzionalità
– L'attivazione dei linfociti T, le principali cellule regolatorie del sistema
immunitario, sembra richiedere il legame a RAR di acido retinoico
Semba, Nutr Rev. 1998;56(1 Pt 2):S38‐48.
McCullough, F. et al Nutr Soc. 1999; 58: 289‐293
Vitamina A: LARN

Livelli plasmatici di vitamina A 40 e 80 μg/dl

I livelli di assunzione giornaliera vengono indicati in termini di retinolo-


equivalente:

1 retinolo-equivalente (r.e.) = 1 μg di retinolo = 6 μg di -carotene = 12 μg di o


-carotene
Fino a 3 aa = 450 r.e.;
4-6 aa = 450 r.e.;
7-9 aa = 500 r.e.;
10-12 aa = 600 r.e. (M) 600
r.e.(F)
Adulti =600 () - 700 ()
r.e.;
Gravidanza 700 r.e.;
Allattamento 1000 r.e.
FONTI ALIMENTARI
Retinolo: formaggi, burro Contenuto in retinolo degli alimenti (μg per
(che contiene 100 gr di parte edibile)
anche carotene), uova, Caciocavallo 420 Uovo 225
fegato Fontina 420 Tuorlo 640
Groviera 400
Provolone 390 Fegato di bue 16500
Taleggio 385 Rene 345
Parmigiano 373
Emmenthal 343 Burro 930

Contenuto in carotene degli alimenti


(r.e. per 100 gr di parte edibile)
Melone Cantalupo 189 Cicoria 219
Caroteni: ortaggi a foglia, Albicocche 360 Indivia 213
carote, zucca, pomodoro, Nespole 170 Lattuga 229
albicocche, nespole, loti, Loti 237 Rucola 742
cantalupo Bieta 263
Spinaci 485
Sedano 207
Pomodoro 610 Zucca gialla 599
Carote 1148
CARENZA
•Segni oculari : danno alla retina (emeralopia)
danno alla cornea (xeroftalmia, cheratomalacia)
•Segni cutanei: secchezza della pelle, ipercheratosi
•Segni generali: maggiore esposizione alle infezioni virali e alle complicanze polmonari

Nei paesi industrializzati l’ipovitaminosi A si accompagna a disturbi


dell’assorbimento dei lipidi o ad alcolismo

TOSSICITA’ DELLA VITAMINA A


DOSE LETALE dose singola di 500 mg di retinolo

INTOSSICAZIONE ACUTA
(nausea, vomito, mal di testa,
dose singola di 200‐300 mg di retinolo
visione confusa)
INTOSSICAZIONE
CRONICA (alopecia, pelle secca, 4‐7 mg/die di retinolo
fegato cirrotico, aumento pressione
intracranica)
TERATOGENESI dose singola di 30‐90 mg di
(malformazioni all’embrione e retinolo in gravidanza
al feto in via di sviluppo, aborto)
VITAMINA D
La D3 (o
colecalciferolo) e’
quella presente in
maggiori quantita’
nell’organismo
umano

La D2 (o
ergocalciferolo) e’
una forma prodotta
per irraggiamento
con UVB dei
vegetali, funghi e
lievito)
Sintesi endogena della vitamina D
Assorbimento

Le vitamines – données biochimiques, nutritionelles et cliniques II edizione, Ed. CEIV, 1995


Vit D e regolazione della
calcemia

La diminuzione della calcemia


provoca la secrezione di
paratormone dalle paratiroidi.
Il paratormone stimola il rene alla
seconda idrossilazione, formando
1,25‐diidrossicolecalciferolo
(ormone‐simile).
La Vitamina D attiva stimola la
sintesi a livello intestinale di una
proteina che lega il calcio,
favorendo in tal modo
l’assorbimento di calcio
FUNZIONE CLASSICA
La forma biologicamente attiva della Vit D cioe’ il 1α25(OH)2D3 e’
considerata una sostanza simile ad un ormone.
Regola l’omeostasi del calcio assieme a due ormoni peptidici (ormone
paratiroideo e calcitonina).
Nello specifico stimola:
– l'assorbimento del calcio a livello intestinale
– il suo riassorbimento a livello renale
– i processi di mineralizzazione dell’osso.

Vitamina D e immunità
•Fino ad oggi sono stati riportati più di 30 effetti positivi della vitamina D sul
sistema immunitario
•Stimola il sistema immunitario innato inducendo la sintesi di peptidi
antimicrobici come la catelicidina
•Previene patologie autoimmuni
•Riduce il rischio di infezioni
Pludowski et al. Autoimmun Rev. 2013 12(10):976‐89.
Bikle DD. Chem Biol. 2014 Mar 20;21(3):319‐329
Vitamina D e patologie cardiovascolari
•Studi su modelli animali mostrano che bassi livelli di vitamina D sono associati
a fattori di rischio per le patologie cardiovascolari.
•Studi epidemiologici riportano un incremento degli eventi cardiovascolari in
inverno e all’aumentare della distanza dall’equatore.
•Bassi livelli di vitamina D sono associati ad obesità e ridotta attività fisica
all’aperto.
•Importanti studi sono in corso e si aspettano i risultati tra il 2017 e il 2020
Pludowski et al. Autoimmun Rev. 2013 12(10):976‐89.
P.E. Norman, J.T. Powell Circ Res. 2014 Jan 17;114(2):379‐93

Vitamina D e demenza
•La vitamina D incrementa la fagocitosi della placca amiloide
Masoumi et al., J Alzheimers Dis 2009;17:703–17.

•Regola le neurotrofine
Fernandes de Abreu et al., Psychoneuroendocrinology, 2009;34:S265–77.

•Altera l’omeostasi del calcio


Brewer et al., Cell Calcium 2006;40:277–86.
Vitamina D e cancro
•Studi epidemiologici mostrano che alcuni tipi di tumore siano più frequenti nelle
regioni del mondo in cui è minore l’ esposizione solare.

•È stato osservato come il rischio di tumore della mammella, del colon, della
prostata ed in parte del pancreas, dell’ovaio e di alcuni linfomi, sia decisamente
maggiore nei soggetti con bassi livelli ematici di vitamina D, rispetto ai soggetti
con valori nella norma.
•Il rischio di cancro al seno e al colon‐retto diminuisce quando i livelli serici di
25(OH)D raggiungono 30/40 ng/mL

Pludowski et al. Autoimmun Rev. 2013 12(10):976‐89.


Bikle DD. Chem Biol. 2014 Mar 20;21(3):319‐329
Vitamina D: LARN (rev. 2012)

In gravidanza, è
importante assicurarsi
che la donna si
esponga regolarmente al
sole o che copra con
l’alimentazione i LAR
soprattutto nell’ultimo
trimestre, per permettere
sia un corretto sviluppo
dello scheletro fetale che
la formazione di adeguate
riserve vitaminiche per il
feto
Fonti alimentari
Fegato, uovo (tuorlo), alcuni prodotti della pesca

Contenuto in vit. D in alcuni alimenti


(μg per 100 g di parte edibile)

Latte di donna 0,05 Il latte di donna è un alimento povero


Uovo intero 1,8 di vitamina D, anche se il contenuto è
Fegato di bue 1,7 maggiore se la donna ha assunto
Merluzzo 1,3 adeguate quantità di vitamina D in
Tonno 5,4 gravidanza e continua ad assumerne in
Sarde 7,5 allattamento
Sgombro 1,0
Ostrica 8,0

È importante che il neonato possieda adeguate riserve vitaminiche (che si


formano nell’ultimo trimestre di gravidanza) e che venga esposto regolarmente
alla luce solare
CARENZA
I segni precoci di carenza sono:
– diminuita concentrazione serica di calcio e fosforo (risultato del diminuito
assorbimento a livello intestinale)
Segni più tardivi sono:
– inadeguata mineralizzazione (rachitismo o osteomalacia)
– debolezza muscolare, dolori e deformazioni alle ossa.
– Osteoperosi
Le carenze sono associate con allergie al latte, intolleranza al lattosio e diete
vegetariane strette (vegane)

TOSSICITA’
•Se consumata a dosi elevate (concentrazioni ematiche ≥ 100 ng/mL ‐
somministrazione prolungata di 250‐1250 μg/die di vitamina D), la vitamina D
provoca manifestazioni tossiche, come nausea, vomito, diarrea.

•l’aumento dell’assorbimento del calcio e la mobilizzazione dall’osso portano alla


ipercalcemia, ipercalciuria
VITAMINA E
Sono molecole anfipatiche

Stabilità

•Stabile al calore, alcali e acidi


•Stabile in assenza di ossigeno, si
decompone invece in sua
presenza ed il processo è
accelerato dalla presenza di sali
di Fe3+ e Cu2+, della luce e di
alcali
•Congelata in presenza di grassi
insaturi perde lentamente attività
•Gli esteri del tocoferolo sono più
stabili
Assorbimento
•La vit. E è presente negli alimenti come esteri del tocoferolo.
•Gli esteri vengono idrolizzati da un’estere‐idrolasi pancreatica
•Solo i tocoferoli liberi vengono assorbiti a livello del tenue sotto forma di micelle, per
diffusione
Vitamina E: distribuzione
Vitamina E:
Attività biologica
Rigenerazione dell’alfa-tocoferolo
Azioni biologiche dei tocotrienoli
– inducono apoptosi in cellule cancerogene
Srivastava et al. Biochem Biophys Res Commun 2006; 346:447 – 453.
Yap et al., Cancer Lett 2010;291:187 – 199

– contrastano la neurodegenerazione
Khanna et al., J Biol Chem 2003;278:43508 –43515.
Fukui et al., Free Radic Res. 2011; 45: 681‐91.

– Inibiscono la biosintesi del colesterolo agendo sull’enzima


3‐idrossi‐3‐metil‐gutarilCoA reduttasi
(HMGR) downregolando l’enzima a livello posttrascrizionale.
McAnally et al. Exp. Biol. Med. 2007, 232, 523–531.
Qureshiet al. Atherosclerosis 2002, 161, 199–207.
FONTI ALIMENTARI
Attività vitaminica E totale degli alimenti espressa in μg di –tocoferolo

Questi alimenti contengono un elevata quantità di acidi grassi


polinsaturi
Vitamina E: LARN (rev. 2012)

Intake di vitamina E

•Difficile riscontrare la carenza.


•Maggior intake nelle regioni del sud dell’Europa rispetto al nord.
•L’intake è inversamente proporzionale al body mass index (BMI).

Jenab, M et al. Dietary intakes of retinol, beta‐carotene, vitamin D and vitamin E in the european prospective investigation into cancer and nutrition cohort.
Eur. J. Clin. Nutr. 2009, 63, S150–S178.
CARENZA
•Le membrane degli eritrociti sono particolarmente suscettibili all’ossidazione,
se manca vit E danno emolisi più facilmente. ANEMIA EMOLITICA.
•La principale e più seria manifestazione clinica della carenza di Vit E nell’uomo
è la NEUROPATIA PERIFERICA.
•Vit E appare essenziale nel mantenere la funzionalità del SISTEMA
IMMUNITARIO nell’anziano

TOSSICITA’

Livelli massimi: 300 mg α‐TE


VITAMINA K
Derivati del naftochinone
naturali: K1 (fillochinone, soprattutto
nei vegetali),
K2 (menachinoni, soprattutto
negli animali)

di sintesi: K3 (menadione).

La vitamina K2 si trova in forme differenti. Infatti,


presenta una catena insatura poliisoprenoide, con
unità di isoprene che variano da 4 a 13; nella figura,
il numero delle catene isopreniche è indicato con “n”.

In natura, le forme di gran lunga più comuni sono i


menachinoni da 6 a 9
FUNZIONI
Formazione delle forme attivabili della
protrombina e di altri fattori della
coagulazione (VII, proconvertina; IX,
Christmas; X Stuart).

Queste proteine presentano residui di acido


glutammico che, per legare il calcio, devono
essere carbossilate

Insieme alla CO2 ed all’O2, per tale


reazione è indispensabile la forma ridotta
della vitamina K (KH2)

Per la carbossilazione dei fattori della


coagulazione, sono ugualmente efficaci sia
il fillochinone, che il menachinone, che il
menadione
FUNZIONI
La vitamina K è importante anche per la carbossilazione di residui di
acido glutammico di proteine presenti nel tessuto osseo,
l’osteocalcina (OC) e la matrix Gla protein (MGP).

Nelle donne dopo la menopausa, elevati livelli plasmatici di


osteocalcina non carbossilata (ucOC) correlano con bassi livelli
plasmatici di vitamina K e con maggiore incidenza di fratture
vertebrali.

La somministrazione di dosi elevate di vitamina K2 (45 mg/die)


migliora la densità ossea in soggetti con osteoporosi primaria ed
osteoporosi postmenopausale
FABBISOGNO E FONTI ALIMENTARI

Ne sono ricchi gli ortaggi a foglia verde (spinaci, lattuga, broccoli, cavoli),
mentre quantità meno rilevanti si trovano nei cereali, nei prodotti carnei e nei
prodotti lattiero caseari.

La vitamina K può essere sintetizzata a livello della flora batterica intestinale.


Carenza
La deficienza di vitamina K determina una sindrome emorragica, a causa dell’inadeguata
sintesi dei fattori della coagulazione del sangue (K dal tedesco “Koagulation”).
E’ difficile che si manifesti avitamonosi per cause alimentari. Si possono manifestare
sindromi carenziali quando la normale flora batterica intestinale e’ stata modificata
dall’assunzione di farmaci (es: antibiotici).

Carenza nei neonati


Particolarmente a rischio di carenza sono i neonati, poiché hanno scorte ridotte di vitamina
(il trasporto placentare della vitamina è limitato) e non hanno ancora sviluppato la
microflora intestinale.
Il latte umano non è una buona fonte di vitamina K. Dopo i primi 3‐4 mesi di vita il rischio
di carenza si riduce, tranne che in condizioni particolari, quali la presenza di patologie che
determinano malassorbimento.

Tossicità
Il fillochinone (K1) e i menachinoni (K2) non possiedono tossicità anche se assunti in
quantità elevate.
Il menadione (K3) invece può determinare anemia emolitica, iperbilirubinemia e ittero.
Questa tuttavia non deve essere considerata una forma di ipervitaminosi K, ma l’effetto
secondario di un composto non fisiologico.
VITAMINE DEL GRUPPO B
•Alcune sono presenti nella dieta già in forma attiva, mentre altre vengono
rese attive una volta assorbite
•I sintomi carenziali, dovuti alla mancanza dei coenzimi nel metabolismo,
consistono nel rallentamento delle più importanti reazioni metaboliche e sono
generalmente Riconducibili a:

dermatiti, glossiti (infiammazioni della lingua), alterazioni delle mucose.


Sono le manifestazioni che compaiono per prime perché riguardano cellule a
rapido ricambio.
disturbi gastrointestinali (a causa del rapido rinnovamento delle cellule
gastriche ed intestinali), mancanza di appetito.
danni a carico del sistema nervoso (demenza, depressione, alterazioni
della psiche) a causa del suo elevato fabbisogno energetico o per le specifiche
funzioni svolte da alcune vitamine.
ACIDO FOLICO-VITAMINA B9
•Con il termine acido folico (derivato dalle foglie) si intende l’acido pteroilglutammico; con
il termine folato (o folacina) si indicano tutte le sostanze aventi l’attività vitaminica
dell’acido pteroilglutammico (contengono altri derivati della pteridina).
•E’ costituito dall’unione di tre molecole: acido glutammico, p--‐amminobenzoico e un
derivato della pteridina.

Diverso livello di
riduzione

Sostituzione in N5 e N10
Metile –CH3
Metilene CH2-
Metenile –CH=
Formile –CHO

Diverso numero di
pteridina ac. p--‐amminobenzoico ac. glutammico
residui di ac
glutammico ac. pteroico

ac. pteroilglutammico
FORMA COENZIMATICA ATTIVA: TETRAIDROFOLATO (THF)
•Nelle normali condizioni di conservazione e di cottura degli alimenti il 50% di acido folico
viene perso, sia per la sua instabilità che per la solubilizzazione nel liquido di cottura.

•Forma coenzimatica attiva: acido tetraidrofolico (THF): l’anello pteridinico è ridotto


nelle posizioni 5,6,7,8 ed i residui di acido glutammico sono 5 o 6.
•La reazione che porta alla riduzione dell’acido pteroilglutammico a
tetraidrofolato (THF) richiede l’enzima diidrofolato reduttasi, che utilizza il
NADPH come donatore di elettroni

•Per questa reazione è essenziale anche la presenza della vitamina C

•Esistono quindi condizioni in cui carenze primarie di vit C possono essere


accompagnate da carenze secondarie di THF
FUNZIONI DEI FOLATI

I coenzimi folici acquistano un frammento monocarbonioso provenienti dallo


scheletro carbonioso di amminoacidi per costruire altre molecole necessarie
all’organismo

Il tetraidrofolato (THF) lega tali frammenti monocarboniosi e li cede in reazioni


implicate nel metabolismo degli acidi nucleici
SINTESI DELLE PURINE fondamentale per la sintesi del DNA
SINTESI DELL’ACIDO TIMIDILICO fondamentale per la sintesi del DNA
INTERCONVERSIONE SERINA/GLICINA
METABOLISMO METIONINA
Interazione tra nutrienti: i livelli di omocisteina sono regolati
da folati, B12 e B6
CARENZA DI FOLATO
•I folati svolgono un ruolo fondamentale nella
sintesi degli acidi nucleici, quindi la loro
carenza provoca alterazioni in tutti i tessuti
caratterizzati da elevato turnover cellulare.

•La carenza di folato e di B12 provoca una


forma di anemia megaloblastica caratterizzata
da macrocitosi (aumento del volume medio
degli eritrociti).
Nel midollo osseo gli eritroblasti, precursori
degli eritrociti maturi, subiscono una
trasformazione megaloblastica, non possono
cioè completare in maniera sincrona la
maturazione del nucleo (che non avviene a
causa della mancata sintesi di DNA) e quella
del citoplasma. Diventano perciò più grandi
del normale.

Le Basi della Biochimica B9 Champe P.C., Harvey R.A., Ferrier D.R.


Ed. Zanichelli
CARENZA DI FOLATO
•La carenza di acido folico è la forma di avitaminosi più diffusa nel mondo, soprattutto nei
Paesi sottosviluppati

•Nel mondo occidentale le più comuni cause di carenza sono:


-Diete povere di folato

-Basso assorbimento, dovuto a patologie quali la celiachia, che porta ad atrofia delle
cellule intestinali, enteropatie o alcolismo

- Assunzione di farmaci come il metotrexato e la aminopterina, inibitori dell’enzima


diidrofolato usati nella chemioterapia
IL FOLATO PREVIENE I DIFETTI DEL TUBO NEURALE
Deficienza folica nel periodo intorno al concepimento:
Sviluppo di cervello e midollo spinale inizia verso il 18° giorno di gestazione.
La chiusura del tubo neurale stimola la formazione di strutture ossee che
diventeranno colonna spinale e cranio
Difetti del tubo neurale: anencefalia, spina bifida.

ALTRE COMPLICAZIONI IN GRAVIDANZA


Prevenzione di altre malformazioni congenite, tra
cui cardiopatie e labiopalatoschisi
• Bassi livelli di folato sono stati associati ad un
aumento del rischio di parto prematuro e
basso peso alla nascita.
• Elevati livelli di omocisteina sono stati associati
ad una aumentata incidenza di aborto e
complicazioni quali preeclampsia e distacco
della placenta
FABBISOGNO DI FOLATO
•Assunzione raccomandata per la popolazione (PRI) è di 400 μg/die nell’adulto

•Poiché il fabbisogno aumenta moltissimo in gravidanza, si raccomanda


l’assunzione 600 μg/die, perché il feto in accrescimento ha una elevata sintesi
di DNA.

•500 μg/die durante l’allattamento

•Variabilità genetica dei fabbisogni di folati = Risposte individuali alla carenza


di acido folico
VITAMINA B12- COBALAMINA
ASSORBIMENTO E TRASPORTO

•Affinchè la vitamina sia assorbita


è necessario che le cellule parietali
del fondo dello stomaco producano
il FATTORE INTRINSECO DI
CASTLE, una glicoproteina
indispensabile per l’assorbimento
della vitamina

•Una volta nel sangue la B12 viene


legata a proteine di trasporto, poi
giunge al fegato

Le Basi della Biochimica Champe P.C., Harvey R.A., Ferrier D.R.


Ed. Zanichelli
•E’ la più grande e complessa
molecola vitaminica

•Formata da un a n e l l o c o
r r i n i co costituito da 4
pirroli (simile alle porfirine)

•Al centro si trova un atomo


di cobalto, che forma 4
legami di coordinazione con
gli N dei pirroli, un legame
con il dimetil benzimidazolo e
l’altro con un gruppo -CN, -
CH3, -OH o 5-
deossiadenosina

•E’ colorata di rosso, instabile alla luce, agli alcali e ai riducenti, resistente al calore
FUNZIONI DELLA COBALAMINA

•Dalla β-ossidazione degli acidi grassi a


catena dispari si ottiene il propionil-CoA

•Il propionil--‐CoA viene convertito in metil


malonil-CoA

•Il metil malonil-CoA viene convertito in


succinil-CoA, intermedio del ciclo di Krebs,
in una reazione che ha come coenzima la
vit B12

•In questo modo anche il propionil-CoA


può essere utilizzato a fini energetici

Le Basi della Biochimica Champe P.C., Harvey R.A., Ferrier D.R.


Ed. Zanichelli
FUNZIONI DELLA COBALAMINA
Flora batterica intestinale
•Gli acidi grassi a catena dispari (sintetizzati
propionil-CoA dai microorganismi) non sono così comuni
nell’alimentazione

•La più comune fonte di propionil-CoA


deriva dal metabolismo della flora batterica
intestinale, che è capace di utilizzare i
carboidrati non disponibili

•I prodotti del catabolismo della flora


batterica intestinale sono: acetato,
propionato e butirrato, tutti assorbiti dagli
•Enterociti

•L’acetato diventa Acetil-CoA, il butirrato


come tale regola la proliferazione cellulare,
il propionil-CoA viene trasformato in
succinil-CoA
FONTI ALIMENTARI
Fegato, carni di vitello e di maiale, tuorlo d’uovo, alcuni formaggi, alcuni pesci e molluschi;
assente nei vegetali
Contenuto in vit.B12 degli alimenti (μg//100 g di parte edibile)
Latte,, laticini e uova Prodotti della pesca Carni
Latte 0,42 Sgombro 9,00 Vitello 2,00
Emmenthal 2,20 Tonno 4,25 Maiale 5,00
Gorgonzola 1,20 Salmone 2,89 Pollo 0,40
Groviera 2,00 Ostrica 14,60 Tacchino 0,52
Tuorlo 2,00 Cozze 8,00 Fegato di vitello 65,00
Vongole 62,00 Fegato di maiale 39,00
Fegato di pollo 23,00

Il fabbisogno di cobalamina è molto basso:


AR=2
μg/die nell’adulto (PRI=2,4 μg/die)
In gravidanza sono raccomandati 2.6 μg/die e
durante l’allattamento 2.8 μg/die
CARENZA
E’ possibile distinguere un deficit primario (inadeguato consumo-piuttosto raro)
Deficit secondari dovuto a: gastrite atrofica
resezione gastrica o ileale
malassorbimento
insufficienza pancreatica
vegetariani stretti

ANEMIA PERNICIOSA
Forma grave di anemia che consegue all’atrofia gastrica
Reperti ematologici :Anemia megaloblastica – Leucopenia - Granulocitopenia
Segni neurologici: Soprattutto sensitivi (parestesie, alterazioni della sensibilità
profonda con perdita del senso della posizione degli arti e quindi atassia). Anche motori
(alterazioni del tono muscolare e della coordinazione dei movimenti)
Glossite: Lingua arrossata, secca, con ragadi: glossite di Hunter Il quadro evolve verso
una atrofia con scomparsa delle papille gustative: glossite atrofica
Altri segni: Subittero (con iperbilirubinemia indiretta per eritropoiesi inefficace) Disturbi
gastrointestinali

TERAPIA: Somministrazione per via parenterale di vitamina B12


PIRIDOSSINA –VITAMINA B6

•La vitamina B6 esiste in tre forme: piridossina, piridossale, piridossamina


•Le forme coenzimatiche sono: piridossal fosfato e piridossamina fosfato
•Si conoscono più di 60 enzimi piridossal fosfato--‐dipendenti, quasi tutti
implicati nel metabolismo degli amminoacidi
Gruppo fosfato
VITAMINA B6 – NEL MUSCOLO: FUNZIONE ENERGETICA
Circa 80% della vit B6 si trova a livello del muscolo di cui 80% associata alla
glicogeno fosforilasi
TRANSAMMINAZIONE DI AMMINOACIDI
VITAMINA- B6
DECARBOSSILAZIONE DI AMMINOACIDI
Catecolammine
Tirosina
Dopamina
Noradrenalina
Adrenalina

Triptofano Serotonina

Ac. glutammico GABA (ac. γ--‐amminobutirrico)

Istidina Istamina
(vasodilatatore)
Interazione tra nutrienti: i livelli di omocisteina sono regolati
da folati, B12 eB6

Metilen THF reduttasi

Arienti, Le basi molecolari della Nutrizione–(Piccin, 2011)


FONTI ALIMENTARI e FABBISOGNO
La vitamina B6 si trova prevalentemente sotto forma di piridossale fosfato e Piridossamina
fosfato nei prodotti di origine animale; la forma non fosforilata (piridossina) prevale invece
nei vegetali

Germe ed aleurone

Arienti, Le basi molecolari della Nutrizione – (Piccin, 2011)

Mediamente viene consigliata (PRI) l’assunzione giornaliera di 1.5--‐1,7 mg/die


rispettivamente per donna e uomo (1,3 per soggetti < 60anni).
DEFICIT DI B6
•Le sindromi da carenza sono rare e la sintomatologia non è molto
ben definita:
Debolezza, irritabilità, nervosismo, insonnia, difficoltà a camminare e
Perdita di peso

•Dieta carenziata in volontari umani:


Sintomi mentali (irritabilità, depressione)
Cutanei (dermatite seborroica)
Ematologici (anemia microcitica)

•E’ possibile che alcuni sintomi riguardino l’alterato metabolismo di


neurotrasmettitori come il GABA
RIBOFLAVINA-VITAMINA B2
Forme coenzimatiche: FMN flavin adenin
mononucleotide FAD flavin adenin
dinucleotide

Composto eterociclico derivato dalla


isoallossazina, con una catena laterale di
ribitolo

Poco solubile in acqua, di colore giallo,


emette una forte fluorescenza se irradiata
con luce UV

Estremamente fotolabile
Anello isoallosazinico
FUNZIONI

Le vitamines – données biochimiques, nutritionelles et cliniques II edizione, Ed. CEIV, 1995


Ciclo redox del glutatione

http://lpi.oregonstate.edu/
La cataratta è un processo di progressiva
opacizzazione del cristallino legato a
fenomeni di ossidazione delle proteine
costituenti il suo tessuto.
La presenza di sostanze antiossidanti nella
dieta può risultare protettivo.
INTERAZIONI TRA VITAMINE DEL COMPLESSO B
Flavoproteine sono coinvolte nel metabolismo di vitamine quali:

• B6: conversione nella forma coenzimatica attiva PLP

• B3: sintesi a partire dal triptofano

• Folati: MTHFR è un enzima FAD dipendente importante nel


metabolismodell’omocisteina
CONTENUTO DI RIBOFLAVINA IN ALCUNI ALIMENTI (mg/100 g)

Conservazione al buio e cottura provocano una lieve perdita di vitamina (10-20%),


l’esposizione alla luce la decompone completamente
LARN:
PRI=1,3-1,6 mg/die (donne-uomini); AR=1,1-1,3mg/die;
PRI=1,7-1,8 gravidanza – allattamento, AR=1,4-1,5 mg/d
CARENZA
Comparsa di una sindrome simile alla pellagra
caratterizzata da lesioni delle mucose, dell’apparato
gastrointestinale e delle zone di passaggio tra cute e
mucose (caratteristica è la stomatite angolare).
• Si ha dolore e/o bruciore alle labbra, alla lingua od alla
bocca e difficoltà a deglutire e masticare, pallore,
formazione di screpolature e ragadi dolorose, dermatite
seborroica
• congiuntivite, vascolarizzazione della cornea,
Stomatite angolare
opacizzazione del cristallino (possibile meccanismo
biochimico: GR sensibile alla deplezione di riboflavina)
• Nell'uomo la carenza può essere associata ad uno
stato carenziale di altre vitamine del complesso B .

In generale la carenza di B2 nei paesi occidentali


è molto difficile
Un apporto insufficiente di B2 può verificarsi negli
individui intolleranti al lattosio, oppure negli Dermatite seborroica
anziani, neglialcolisti
VITAMINA B3 o NIACINA

Le Basi della Biochimica Champe P.C., Harvey R.A., Ferrier D.R. Ed. Zanichelli

La sintesi di niacina dal triptofano dipende da enzimi che necessitano di PLP e


riboflavina (FAD) così come di un enzima che ha come cofattore il gruppoeme.
SINTESI ENDOGENA DI NIACINA (Vit.B3 o PP) SINTESI
ENDOGENA DI NIACINA (Vit.B3 oPP)

•La niacina può derivare dall’amminoacido triptofano: 60 mg


triptofano → 1 mg di vit B3. La presenza di triptofano diminuisce
quindi il fabbisogno di B3.

•Poiché il triptofano dà origine anche alla serotonina, può succedere


che in carenza di niacina il triptofano sia maggiormente utilizzato
come precursore della vitamina, facendo calare il livello di serotonina.
Questo spiega il perché della demenza che si osserva in forte carenza
di B3(pellagra)
NAD+: nicotinammide adenin
dinucleotide coenzima piridinico
(cosubstrato)

E’ costituito da due nucleotidi uniti


mediante legame tra due gruppi
fosfati:
Nucleotide grigio:
Base azotata= nicotinammide
Zucchero= ribosio
Gruppofosfato

nucleotide
rosa:
Baseazotata= adenina
Zucchero = ribosio
Gruppo
fosfato

La nicotinammide è un derivato
della piridina, quindi il coenzima
è detto piridinico
CONTENUTO DI NIACINA IN ALCUNI ALIMENTI (mg/100 g)

Assunzioneraccomandata:18 mg/die (donne--‐uomini)


CARENZA DI NIACINA

La carenza di vit PP causa la pellagra, o malattia


delle tre D: dermatite, diarrea, demenza

La dermatite assomiglia ad un eritema solare;


tipica è la lingua gonfia escarlatta

Individui che si alimentano


prevalentemente di polenta (farina di
mais, priva anche di triptofano!), nella
quale la vitamina non è biodisponibile,
possono sviluppare la pellagra
TIAMINA-VITAMINA B1
•E’ il coenzima delle decarbossilasi degli α--‐chetoacidi (piruvico e α--
‐chetoglutarico) e α--‐chetoacidi provenienti dal catabolismo di aminoacidi
ramificati

•Della transchetolasi (via dei pentoso fosfati) produzione di ribosio--‐5--


‐fosfato e NADPH
CONTENTUTO DI TIAMINA IN ALCUNI ALIMENTI (mg/100g)
TIAMINA ALIMENTARE
Instabile a pH alcalini

Sensibile alle temp. elevate; può solubilizzarsi in acque di lavaggio e bollitura

Fattori antitiaminici termolabili (presenti nei frutti di mare)

Fattori antitiaminici termostabili (polifenoli) Viene assorbita per trasporto attivo (saturato
a basse concentrazioni)

CARENZA
La sindrome caratteristica è il beri-beri, presente soprattutto in Asia, dove l’alimento base
è Il riso brillato, privato della cuticola esterna,che contiene la maggior concentrazione di
vitamina

Beri-beri secco: prevalgono le neuropatie periferiche


Beri-beri umido: insufficienza cardiaca con edema
Beri-beri cerebrale: encefalopatia e disordini della memoria

Nei paesi occidentali, invece, la deficienza è soprattutto legata all’alcolismo ed è causa


della sindrome di Wernicke--‐Korsakoff (encefalopatia+psicosi).
FABBISOGNO e CARENZA
Risentono particolarmente della carenza il tessuto nervoso e quello cardiaco,
che traggono il loro fabbisogno energetico dal metabolismo del glucosio

Tiamina trifosfato, localizzata nelle


membrane dei nervi periferici sembra
essere coinvolta nella trasmissione di
impulsi nervosi
(Regolazione canali per il Cl-)

PRI=1.2 – 1.1 mg/die 1.4 mg/die


gravidanza/ allattamento
BIOTINA-VITAMINA B8 o H

La biotina è il gruppo prostetico di enzimi ATP-dipendenti che


catalizzano le reazioni di carbossilazione; è legata ad essi tramite un
residuo di lisina che forma un legame ammidico con il braccio della
biotina
FUNZIONI DELLA BIOTINA

•Acetil--‐CoA carbossilasi: enzima citosolico che trasforma acetil-


CoA in malonil-CoA, dando il via alla sintesi degli acidi grassi

•Piruvato carbossilasi: enzima mitocondriale che trasforma il


piruvato in ossalacetato, fondamentale per la gluconeogenesi e per
rifornire il Krebs di ossalacetato

•Metilcrotonil-CoA carbossilasi: catalizza uno step essenziale nel


catabolismo della leucina

•Propionil-CoA-carbossilasi: trasforma il propionil CoA in


metilmalonilCoA che isomerizza a succinil CoA permettendo l’ingresso
nel ciclo di Krebs di metionina,isoleucina, valina, acidi grassi a
numero dispari di atomi di carbonio
Biotinilazione degli istoni

La modificazione degli istoni mediante l’attacco di biotina influenza la


loro struttura influenzando di conseguenza la replicazione e trascrizione
del DNA
Condizioni predisponenti a stati carenziali

• L’avidina lega la biotina (pericolo per chi assume grandi quantità di


albume crudo (20 uova)

• Deficit di biotinidasi

• Deficit di olocarbossilasi sintasi

• Gravidanza

• Il catabolismo della biotina è accelerato in gravidanza ed è stato


stimato che 1/3 delle donne sviluppi carenza di biotina durante la
gravidanza

Assunzione adeguata 30 μg/die


ACIDO PANTOTENICO-VITAMINA B5
L’acido pantotenico è costituito
da Acido pantonico e da β-
alanina

Forme coenzimatiche:

1. Coenzima A
2. 4’-fosfo-panteteina gruppo
prostetico del complesso
enzimatico acido grasso sintasi
FORME COENZIMATICHE ATTIVE
DELL’ACIDO PANTOTENICO- VITAMINA B5

Gruppo prostetico della proteina


trasportatrice dei gruppi acilici (ACP),
dell’acido grasso sintetasi
L’acido pantotenico entra nella
costituzione del Coenzima A:
La funzione principale di
questo coenzima è quella di
agire come trasportatore di
acili ed acetili che acquisiscono
un elevato potenziale
energetico, permettendo loro
di reagire in molteplici reazioni
metaboliche (ad es. l’Acetil-
CoA è utilizzato per la
biosintesi di lipidi, corpi
chetonici, acetilcolina,
colesterolo, ormoni
steroidei,ecc.).

AI: 5 mg/d
Le vitamines – données biochimiques, nutritionelles et cliniques II edizione, Ed. CEIV, 1995
FUNZIONI DELLA VITAMINA C
Neutralizza le specie reattive dell’ossigeno sia in maniera diretta sia
indiretta provocando il riciclo della vitamina E all’interfaccia
lipide/acqua (azione antiossidante)

Poco reattivo
PRODOTTI DI DEMOLIZIONE DELLA VITAMINA C
In soluzioni neutro/alcaline si apre l’anello (delattonizzazione), reazione
irreversibile, con perdita dell’attivitàvitaminica.

Arienti G, Le basi molecolari della nutrizione. II edizione. Ed. Piccin, 2003


EFFETTO PRO-OSSIDANTE DELLA VITAMINA C (IN VITRO)

IN VIVO ???
Bassa concentrazione di
metalli di transizione
liberi
IN VIVO ???

Bassa
concentrazion
e di metalli di
transizione
liberi
FUNZIONI DELLA VITAMINA C
Cofattore in reazioni di idrossilazione, fra cui:
•Biosintesi del collagene (idrossilazione di prolina e lisina)
•Biosintesi della carnitina, che prevede due tappe di idrossilazione
•Biosintesi della noradrenalina da dopamina, che viene idrossilata
•Catabolismo della tirosina
•Riduzione dell’acido folico a THF
•Biosintesi degli ormoni steroidei
•Biosintesi degli acidi biliari

•Favorisce l’assorbimento intestinale del ferro non eminico (=ferro libero) mantenendolo
allo stato ridotto Fe(II). Per ottenere la massima efficacia l’ascorbato dovrebbe essere
ingerito insieme ai cibi contenenti ferro
•Inibisce la formazione di nitrosoammine
Tali composti cancerogeni si formano dai nitriti e nitrati presenti come conservanti negli
alimenti. Inoltre l’azione antiossidante della vit C si esplica anche nei confronti del DNA,
pertanto si ritiene che abbia azione antineoplastica
•Abbassa la concentrazione di istamina nel sangue
•Aumenta la velocità di cicatrizzazione e guarigione di ferite e fratture
VITAMINA C E RAFFREDDORE
Risultati
• Studi controllati da placebo in cui
l’assunzione di vit C era 200mg/die.
(29 studi per un totale di 11,306
partecipanti).
• Assunzione a scopo profilattico: nella
popolazione generale la vit C non ha
mostrato effetto sull’incidenza di
raffreddore.
• Dimezzamento del rischio osservato
in 5 Trials (598 soggetti sottoposti a
brevi periodi di intenso stress fisico
come maratoneti, sciatori)
• Modesto ma significativo effetto sulla
durata dei sintomi (riduzione dell’8%
negli adulti-13% nei bambini).
• Significativo effetto sulla gravità dei
sintomi
FABBISOGNO DI VITAMINA C
La quantità minima per prevenire lo scorbuto è di 10 mg/ die
Il fabbisogno medio giornaliero per l’uomo è di almeno 60 mg/die-revisione del LARN,
assunzione di riferimento per la popolazione (PRI):
PR =105 mg/die per i maschi (AR=75mg/d)
PRI= 85 mg/die per le femmine (AR=60mg/d)
Gravidanza: PRI= 100 mg/die (AR=70mg/d)
Allattamento:PRI=130 mg/die(AR=90mg/d)
Il fabbisogno aumenta considerevolmente nei fumatori:140 mg/die.
CONTENUTO DI VITAMINA C IN ALCUNI ALIMENTI (mg/100 g)
Carni 0
Fegato, rene 10-40
Latte vaccino 1
Patate 15
Patate novelle 28
Pomodori 25
Pompelmi 40
Arance e limoni 50
Spinaci 54
Cavolfiori 59
Lattuga 59
Cavolini di Bruxelles 81
Kiwi 85
Peperoni 151
Peperoncino 229
SOVRADOSAGGIO DI VITAMINA C
•Difficile avere un sovradosaggio in quanto la Vit C essendo idrosolubile viene
eliminata rapidamente con le urine
•Alte dosi (≥ 10 g/die) possono determinare disturbi a livello gastrointestinale,
aumentata escrezione urinaria di ossalati, formazione di calcoli renali
•Alcuni autori sostengono che dosi elevate di vitamina C potrebbero avere
effetti pro-ossidanti

CARENZA DI VITAMINA C
•Lo scorbuto è la manifestazione carenziale che si osserva dopo alcuni mesi di
totale privazione della vitamina,che attualmente nelle popolazioni occidentali
non si verifica più
•Un apporto limitato di vitamina è invece molto più comune e si può verificare
in seguito a ricovero ospedaliero, malattie croniche, terapie farmacologiche a
lungo termine, abuso di alcool, fumo, malattie in fase acuta, invecchiamento
•In questi casi i sintomi sono aspecifici: perdita di appetito, affaticabilità o
debolezza, ritardo nella guarigione delle ferite, diminuito assorbimento di ferro
VITAMINE NEGLI ALIMENTI
Principali fattori che contribuiscono alla perdita di vitamine:
• Ossidazione (contatto con l’aria)
• Calore (temperatura e tempo)
• Azione enzimatica
• pH
• Irraggiamento (luce)
• Solubilità in acqua
• Danneggiamento della matrice
PROCESSAZIONE DEGLI ALIMENTI
Industriali Domestici
• Disidratazione
• Blanching (scottatura) • Taglio
• Pastorizzazione • Lavaggio
• Congelamento • Cottura
• Conservazione
• Macinazione