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Alimentazione nel soggetto oncologico e

supporto nutraceutico
Dr. Marcello Virzì
Nutristionista Clinico
Cancro ed alimentazione

La nostra dieta è strettamente collegata al


tumore sia per la prevenzione che durante
la cura della patologie
IL PAZIENTE ONCOLOGICO DEVE ESSERE CONSIDERATO
SEMPRE A RISCHIO DI MALNUTRIZIONE E DEVE ESSERE
SEGUITO E SUPPORTATO DAL PUNTO DI VISTA
NUTRIZIONALE DA PROFESSIONISTI COMPETENTI FIN
DALL’INIZIO DEL SUO ITER DIAGNOSTICO-TERAPEUTICO
LE CAUSE DELLA MALNUTRIZIONE NEL
PAZIENTE NEOPLASTICO

• Alterazioni anatomiche del tratto gastrointestinale che


interferiscono con i meccanismi della nutrizione
• Anoressia e sazietà precoce
• Accelerata perdita di proteine e grassi
• Aumento della spesa energetica
• Effetti collaterali dei trattamenti radio e chemioterapici
• Alterazioni metaboliche e neuroendocrine causate soprattutto da
certi tipi di neoplasia, che caratterizzano la cachessia
STRESS OSSIDATIVO NEL PAZIENTE NEOPLASTICO

Coenzima Q10
LE CONSEGUNZE DELLA MALNUTRIZIONE
NEL PAZIENTE NEOPLASTICO

• Aumento mortalità
• Aumento morbilità
• Provoca un declino dello stato funzionale dell’organismo
• Riduce la tolleranza ai trattamenti antitumorali
• Aumento della tossicità dei trattamenti chemio e radioterapia

UN SOGGETTO MALNUTRITO SPESSO NON RIESCE A PORTARE A TERMINE I PROTOCOLLI DI


TRATTAMENTO ANTITUMORALE PIANIFICATI
La perdita di peso è il primo
sintomo di neoplasia.
A seconda del tipo di
neoplasia la perdita di peso è
presente nel 30%-80% dei
pazienti ed è grave ( >10%) in
almeno il 15%
Falsi miti da sfatare
Si dice che...
La nutrizione «nutre» sempre il tumore
Nel paziente neoplastico è pericoloso dare troppe vitamine
La nutrizione artificiale non è compatibile con i trattamenti chemio e
radioterapici
Il supporto nutraceutico non è mai efficace nel paziente neoplastico
 La maggior parte delle persone che hanno un cancro ha un familiare
malato
 Dopo anni che si fuma, smettere è inutile
Le carni rosse fanno male
Comorbilità in oncologia
Cardioprotezione in oncologia
CoQ10 per la salute di cuore e muscoli
Fisiologicamente sintetizzato nelle nostre cellule, agisce come metabolita intermedio per la produzione di ATP a livello
mitocondriale.
Il cuore ha la più alta concentrazione di coenzima Q10, e il suo impiego in terapia medica
avviene soprattutto nelle malattie cardiovascolari e inoltre svolge un importante ruolo antiossidante.
Il suo utilizzo clinico, con posologia di 200 mg/die ha mostrato la capacità
di ridurre la cardiotossicità di molti chemioterapici, e di ridurre decisamente l’astenia cancro-correlata
Non ha mai mostrato tossicità anche per utilizzo prolungato nel tempo.
La somministrazione di Coenzima Q10 durante il trattamento
chemioterapico, mantiene l’integrità del mitocondrio e
previene le patologie cardiovascolari

Reazione mitocondriale FISIOLOGICA Reazione mitocondriale FALSATA con


con Coenzima Q10 Antraciclina
Il coenzima Q10 migliora la fatigue
cancro-correlata
Quale Coenzima Q10 ?
Dosaggio adeguato di Coenzima Q10 Bioattivazione del CoenzimaQ10 in
solvente oleoso
Anemia e Cancro
Terapia nell’anemia

Correzione delle cause se possibile : controllo


dell’emorragia
Integrazione di Ferro, folati , vitamina C e
lattoferrina

Eritropoietina (in casi selezionati)


L’innovativa terapia marziale per os :
Sistema Sun Active Fe

Variazione media di Hb g/dl dopo 3


mesi
Innovativo 3
2,5
Efficace 2,51
2
Tollerabile 1,5 1,79
Sicuro 1
1,1
0,5
0
Ferro endovena Sun ActiveFe Liposomiale
Neuroprotezione in oncologia

Neuropatia periferica
post-chemioterapia

 Da platino
 Da taxolo
 Da vincristina, vinblastina
Le neuropatie da chemioterapici

Possono essere caratterizzate da


• Una componente sensitiva ( dolore, disestesia, allodinia)
• Un deficit motorio ( ipostenia, ridottà funzionalità motoria)
Obiettivi terapeutici

- Ridurre l’attività algica


- Migliorare il trofismo del nervo
- Rimielinizzare e restaurare la neuroconduzione
A bersagli terapeutici multipli devono
necessariamente corrispondere approcci
terapeutici multipli in grado d intervenire sul
contesto sia neuronale con non-neuronale
L- Acetil Carnitina
L-acetil carnitina ha azione antalgica: diminuisce la
trasmissione del messaggio doloroso incrementando
l’espressione dei recettori mGLu-2/3 e aumentando il
reuptake del glutammato
Ribes Nigrum – Cortison_Like
 Il Ribes Nigrum ha proprietà detossificanti, antiossidanti e
antiinfiammatorie.
 Ribes Nigrum, definito cortison-like, stimola le ghiandole
surrenali alla produzione del cortisolo, contrastando la
neuroinfiammazione
 Ribes Nigrum e L-Carnitina possono agire sinergicamente, per
l’azione combinata costruttiva e riparativa, anche nei confronti
degli endoteli vasali, oltre che delle membrane neuronali.
Acido Alfa Lipoico
• L’ALA ha un effetto
“preventivo/protettivo” sul nervo
ed è dunque importante tenerlo in
considerazione nel trattamento
della neuropatia per curare la
patologia che sostiene il dolore e
non solo il sintomo dolore. L’effetto
diretto sul nervo si osserva anche
attraverso gli effetti positivi che
l’ALA può avere sui sintomi associati
al dolore (parestesie, debolezza
muscolare, problemi funzionali).
Importante è tenere presente che
gli effetti dell’ALA sul dolore si
osservano in modo significativo
dopo due settimane di trattamento,
proprio perché non si tratta di un
sintomatico, per cui è importante
mantenere una buona costanza
nell’assunzione del principio attivo.
Acido Alfa Lipoico
• L’ALA ha dimostrato efficacia clinica in vari
tipi di dolore cronico, neuropatico e
infiammatorio, in quanto agisce:
• - sull’infiammazione periferica e centrale,
inibendo l’attivazione dell’NF-kB e, di
conseguenza, delle cellule immunitarie
(linfociti, monociti, macrofagi e neutrofili) e
della microglia;
• - sulla cronicizzazione del dolore, grazie
all’azione antinfiammatoria a livello spinale
ed alla prevenzione dell’apoptosi, in quanto
il perossinitrito (ONOO−) e gli altri
metaboliti derivanti dalla perossidazione
delle membrane lipidiche sono citotossici e
possono indurre apoptosi neuronale.
Take Home Message
Grazie per l’attenzione