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Mal di testa resistenti a terapie?

la questione dei denti del giudizio


Nel 1997 i professori Lunardon e Barolin dell'Istituto Ludwig-Boltzmann per Neuro-Riabilitazione e Profilassi di Innsbruck condussero uno studio su 785 pazienti con mal di testa che avevano ancora i denti del giudizio. Nel momento in cui questi denti con carenza di spazio venivano fatti estrarre, il 75% dei pazienti ottenne importanti miglioramenti clinici. Alcuni altri successi Lunardon e Barolin li ottennero andando a bonificare altre forme d'infiammazione dentale, per es. quelle di denti devitalizzati con infezioni latenti. Ben 700 guarigioni di mal di testa vennero segnalate dal dottore dell'ospedale di Londra Bowdler Henry (1935). Queste guarigioni avevano una sola cosa in comune, e cio che erano state ottenute grazie all'estrazione di denti del giudizio con ritardi di sviluppo e malposizionamenti. Per capire bene di cosa si tratta, bisogna innanzitutto dire che il processo di eruzione dentale un portentoso programma infiammatorio finalizzato ad erodere losso pre-esistente per far spazio al germe dentale che sta crescendo. Tomes nel 1882 e Bodecker nel 1894 osservarono istologicamente che l'area della mandibola adiacente ai denti del giudizio malposizionati o con sviluppo ridotto perdeva la sua sana consistenza ossea, trasformandosi in un tessuto molle affetto da un processo infiammatorio. I campioni raccolti da Bodecker esibivano questo stato infiammatorio a partire dalle pareti dell'alveolo e del periodonto. In questo senso si spiegano i successi degli interventi terapeutici descritti da Henry (1935). Una paziente 28enne aveva sofferto per quattro anni di un grave mal di testa accompagnato da prostrazione e tanti altri disturbi fisici. Questo caso gli fu portato all'attenzione dal dottor A. Clark. Gli attacchi la tormentavano con cadenza settimanale. Non si trovavano cause, ma quando eventualmente le furono fatti i raggi X della bocca, fu riscontrata la presenza di quattro denti del giudizio impattati, la cui estrazione fu seguita dalla guarigione della giovane paziente. Henry si mise in contatto con altri autori del tempo che s'interessarono a quella stessa problematica. I dottori T. H. Bishop e S. D. McClean si erano occupati di un robusto signore di 33 anni che lamentava dolori nella parte anteriore dei bulbi oculari, dietro la testa e nella regione lombare. I seni mascellari furono iniettati e irrigati senza il minimo cambiamento. Portava una dentiera completa, sull'arcata superiore non c'erano pi denti per la masticazione. Ma andando a fare i raggi X si scopr la presenza dei due denti del giudizio proprio sull'arcata superiore. I sintomi scomparvero dopo la loro rimozione. Il Dr. Bjerrum (Danimarca) segnal le vicende di una 23enne che aveva avuto per tre o quattro anni frequenti attacchi di brutti mal di testa, che spesso finivano con vomito. Nel tempo la paziente fu in grado di percepire occasionalmente un riflesso del dolore anche nell'area del dente del giudizio. I raggi X mostrarono che questo dente era impattato. Con la sua estrazione i mal di testa scomparvero. Il Dr. Whitworth fu consultato da un giovane ingegnere elettrico che aveva iniziato a soffrire di mal di testa, difficolt di concentrazione, irritabilit e difficolt nel portare avanti i pi semplici incarichi del lavoro. I due denti del giudizio inferiori, impattati, furono rimossi e dopo di ci il giovane torn al suo pieno vigore mentale e benessere fisico. Il Dr. E. Miles Atkinson ha descritto un caso di nevralgia sopraorbitale sinistra in un paziente 22enne che guar grazie all'estrazione di un dente del giudizio impattato sull'arcata inferiore dallo stesso lato. Il Dr. C.F. Nord (Olanda) ha avuto un paziente 25enne che era stato trattato con molti rimedi senza successo per una situazione di gravi dolori da entrambe le parti della testa che era stata diagnosticata come emicrania. I dolori scomparvero dopo l'estrazione dei due denti del giudizio inferiori. Il Dr. C. W. Kay (di Lymington) ha segnalato due casi. Il primo riguardava la figlia 18enne di un dottore, che aveva sofferto di emicrania a partire dall'et di 12 anni. Gli attacchi ormai si verificavano ogni due settimane e la constringevano a letto per un periodo dalle 24 alle 48 ore. Era sempre stanca ed accusava

dolori sui legamenti sacroiliaci che le impedivano di stare alzata in piedi per pi di un quarto d'ora. Non appena le furono estratti i denti del giudizio scomparvero tutti i sintomi, incluse le emicranie. Il secondo caso presentato dal Dr. Kay riguardava un 22enne che aveva una grave nevralgia occipitale con momenti in cui perdeva temporaneamente conoscenza. A causa di una grave piorrea gli erano stati rimossi tutti i denti. Questo per non aveva migliorato la situazione, anzi l'aveva peggiorata ulteriormente. A questo punto per gli furono fatti i raggi X della bocca che rivelarono la presenza di denti del giudizio impattati da entrambi i lati. Fu cos, con la loro estrazione, che arriv una guarigione completa e definitiva della nevralgia in questione. Altre ampie casistiche cliniche come quella di Henry sono state pubblicate da Sollman (1971) e Mastalier (1989 e 1995) in Germania, che appunto hanno osservato spesso effetti neurologici di vario tipo in relazione alla presenza di denti del giudizio impattati o con pericoroniti. La loro spiegazione per queste osservazioni era che un dente del giudizio malposizionato, in quanto "centro dirritazione nervosa", pu costituire una fonte d'impulsi irritativi cronici che inducono una presensibilizzazione patologica dei gangli. Il numero di autori coinvolti in queste osservazioni in Austria e Germania a quei tempi davvero impressionante: Thielemann (1942, 1944, 1956, 1967), Proell (1947), Fudalla (1950), Imming (1950), Kerkhoff (1950), Brck (1951), Lampert (1951), Roques (1951), Iskraut (1952), Koelsch (1952), Siegmund (1953), Kulenkampff (1954), Kummer (1954), Potschka (1954), Fischer (1953 e 1955), Glaser-Trk (1955, 1966 e 1971), Hattyasy (1955), Slauck (1940, 1947 e 1955), Standel (1955), Gbelein (1956a e 1956b), Schndorf (1956), Dringer (1957), Eger (1958 e 1960), Phler (1959), Jaffke (1960), Kper (1960), Raab (1961 e 1972), Voegeli (1961), Pfeiffer (1962), Kramer (1964, 1979 e 1980), Altman e Riccabona (1964), Warburg (1966), Nenninger (1967), Gasser (1968), Voss (1950 e 1968), Jendrissek-Persching (1969), Rausch (1969 e 1982), Schwamm (1979), Gaus (1972), Eder (1973), Djerassi (1976), Draczynski (1977). Da allora numerosi autori di grande spessore fecero a gara a capire e caratterizzare bene questo ambito. Parliamo di Windstosser (1958 e 1970), Rst (1964, 1976 e 1978), Stortebecker (1967), Issels (1956, 1958 e 1968), Altmann (1969), Lechner (1979, 1981, 1990, 1993, 1996, 1999, 2001, 2003, 2007), Thomsen (1982), Rossaint (1991), Nrnberg (1995), Daunderer (1997), Bergsmann (1998), Kuhnlein (1999), Klinghardt (1999), Kobau (2000), Rau (2009), Kubitzek (2002), Volkmer (2005), Schuler (2012). In un libro del Dr Lechner del 2009, "Der Feind in meinem Mund", 120 pazienti testimoniano guarigioni a seguito della bonifica chirurgica di denti del giudizio, relative osteiti e infezioni di denti devitalizzati. L'indice del libro ci da' una buona idea dei concetti espressi: (5.1) Ogni malattia pu essere aggravata da un focus dentale; (5.2) Davanti a persone con malattie croniche, affrontate l'argomento dei focus dentali; (5.3) questi campi di disturbo aumentano i costi delle terapie mediche e spesso impediscono qualsiasi altro intervento efficace. (5.4) cosa potete fare voi per prevenire i focus dentali? (5.7) cosa dovrebbe soprattutto non fare il vostro dentista? (6.1) come si trova un campo di disturbo? a) i test sul sistema di regolazione b) le ortopanoramiche: cioe avere gli occhi bendati sui focus dentali ; c) il CAVITAT: tutto chiaro ora sui focus dentali ; d) i test di bioenergetici per individuare i focus. E' fondamentale qui ricordare, almeno solo di sfuggita, il fondatore della Elettroagopuntura di Voll o VEGA test, il Dr. Rheinald Voll. Egli ha spiegato che nella quasi totalit dei mal di testa e di altri problemi del sistema nervoso insorti tra i 10 e i 21 anni di et c' bisogno di andare a valutare la presenza dei denti del giudizio (Voll 1956). Anche gli stimati allievi di Voll Kellner (1963, 1971, 1973), Angerer (1984) e Mertens (1986) ottennero guarigioni di mal di testa con l'estrazione di denti malposizionati, essendo anche in grado di misurare preventivamente con l'EAV l'interferenza energetica da essi apportata. L'argomento malattia focale fu ulteriormente sviluppato e rilanciato in modo organico da Huneke e

Pischinger (1954), padri della neuralterapia e della medicina funzionale. Per malattia focale si deve intendere il fatto che un organo target possa essere messo in difficolt dalla presenza di un focus d'infezione o infiammazione localizzato ad un limitato tessuto o spazio dell'organismo. Nel 1981 il Dr. Peter J. Dosch scriveva nel Manuale di Neural-Terapia secondo Huneke: "Tutti i medici che lavorano o hanno lavorato in centri benessere spa chiedono ai loro pazienti un'attenta valutazione dei denti e dei foci orali prima d'iniziare la cura, perch sanno per esperienza che le cure termali possono essere completamente vanificate dalla presenza anche di un solo focus dentale . Il sollievo fornito dalla bonifica dei focus dentali al sistema neurovegetativo pu essere sufficiente da solo a produrre una guariione. Certamente nei casi pi difficili c' anche bisogno di procedere con la neuralterapia e con altri stratagemmi per arrivare ad una guarigione definitiva, ma di certo ignorare l'effetto focale e la presenza dei denti del giudizio diventa un ostacolo insormontabile in qualsiasi tentativo terapeutico". In tal senso alla clinica per malattie circolatorie di Bad Nauheim stato effettuato un lavoro molto interessante. Sono stati seguiti 3.000 pazienti ai quali era stato raccomandata la bonifica di foci dentali: era stato detto loro che l'assenza di infezioni die denti era la condizione imprescindibile per essere ammessi alle cure e lo stato di salute doveva essere attestato dal dentista. Tutti presentarono questo certificato. Per i dottori della clinica trovarono ben 5.508 focus dentali che erano in relazione con i loro disturbi cronici, che il dentista non era stato in grado di segnalare. Un'opera monumentale partorita dopo 30 anni d'impegno al 100% sul discorso dei denti del giudizio come fonte di malattia focale fu pubblicato nel 1983 dal medico tedesco naturizzato spagnolo, Ernesto Adler. Il libro mostra numerosi esempi di patologie precedentemente resistenti a terapie che vennero risolti con le estrazioni di denti del giudizio inclusi, oppure di denti devitalizzati infetti o di resti di radici. Scrive Adler (1983): "Molto spesso nelle malattie o disagi cronici precedentemente dimostratisi resistenti a terapie c' bisogno di andare a fare una ricerca neurofocale. Cio una valutazione dell'ortopanoramica dentale potr rivelare campi interferenti e infezioni croniche nascoste di rilevanza in malattie generali e disturbi a distanza. Nel momento in cui si prende in mano l'ortopanoramica dentale e si smette d'ignorare il discorso della bonifica dei focus dentali, ci si rende conto che anche i casi pi complessi alla fine dei conti diventano molto semplici".

Premiato come miglior lavoro al Congreso Internacional de la Sociedad Argentina de Medicina, Buenos Aires, Argentina, Novembre 2011, vediamo l'articolo del Dr. Pablo Ruben Koval, Cefalee croniche e/o dolori cervicali ricorrenti causate dalla presenza di uno o pi denti del giudizio (http://www.dolorpain.com/cefaleas-cervicalgia.html):

Riassunto: Siamo andati a valutare con questo lavoro la correlazione, segnalata con unampia casistica clinica gi da E. Adler (1983), tra la presenza di uno o pi denti del giudizio e la persistenza e ricorrenza cronica di cefalea e/o dolori cervicali. In particolare, abbiamo preso in considerazione 21 pazienti che presentavano cefalee e 20 altri che avevano sia cefalea che cervicalgia. I tipi di cefalea osservati erano in 22 casi emicrania, in 16 casi cefalea tensionale, in 2 casi cluste e in un caso senza classificazione. Inoltre facemmo lo stesso studio su altri 22 pazienti che avevano solo cervicalgia. Le patologie di questi 64 pazienti erano croniche e resistevano da anni ai trattamenti convenzionali, farmacologici, fisici e psicologici. La prima valutazione era fatta ottenendo una ortopanoramica dentale. La seconda valutazione effettuata era unapplicazione di neuralterapia nella zona dei molari. Veniva considerata come risposta positiva il sollievo della sintomatologia dolorosa della cervicalgia o della cefalea, effetto che poteva presentarsi per un periodo di alcune ore dopo la neuralterapia, sia in forma totale che parziale. Questo test neuralterapeutico veniva ripetuto una seconda volta a distanza di qualche giorno. I denti che davano una risposta positiva venivano estratti.

Entro 10 giorni dalle estrazioni otto pazienti su 64 ottennero una guarigione completa, mentre altri nove ebbero gi in questi 10 giorni un miglioramento di pi del 50%. Per i 56 pazienti su 64 in cui la patologia persisteva fu pianificata, nellarea delle estrazioni, una seduta di neuralterapia, e in mancanza di risposta positiva si fissavano altri 3 o 4 appuntamenti per ulteriori sedute di neuralterapia nelle zone operate, a distanza di una o pi settimane. In questo modo 49 altri pazienti trovarono una guarigione totale. Si arriv dunque ad una percentuale dell89% mentre il restante 11% (7 persone) ottennero comunque un miglioramento consistente (importanti riduzioni di frequenza, intensit o durata degli episodi). Innanzitutto quindi bisogna dire che tutte le cefalee, indipendentemente dalla loro forma e tipologia, sembravano beneficiare allo stesso modo da questa procedura terapeutica. Se ne ricava perci che tipi diversi di cefalee sono manifestazioni cliniche diverse dello stesso problema, cio della perturbazione irritativa causata dalle radici dei denti del giudizio sullimportante plesso nervoso loro adiacente. Anche per le cervicalgie sembra essere la valutazione dei denti del giudizio, anche di quelli asintomatici, cosicch si possa arrivare a spegnere per tempo lo stato cronico infiammatorio e/o stimolo neurale persistente che alla base della contrattura muscolare che caratterizza queste sindromi. Bisogna inoltre notare che rarissimamente i denti del giudizio davano sintomatologie o disturbi locali. Inoltre spesso non si trattava di denti impattati ma semplicemente terzi molari fuoriusciti in una situazione di poca disponibilita di spazio. La metodica ci permetteva di individuare i denti focali, ma notate bene che lestrazione dei denti nella maggior parte dei casi sarebbe risultata non risolutiva se non si fosse fatto ricorso alle sedute di neuralterapia post-estrazione, effettuate a distanza di qualche settimana.
Scriveva gi nel 1903 il Dr. Robert H. Woods sul Dublin Journal of Medical Science: "Ritengo sia una grossa sfortuna che i dentisti abbiano rimosso dal loro background culturale l'informazione che disturbi fisici di qualsiasi tipo possano essere innescati o favoriti da sepsi o focus infiammatori orali. Dal punto di vista del paziente ormai qualsiasi cosa che non causi pi dolore viene tollerato, anche carie pluriennali, mentre i medici sono i principali complici, o meglio gli artefici di questa grave dimenticanza con conseguenze enormi per la salute. Il problema si complica perch la relazione temporale tra problema al dente e un disturbo a distanza non per niente evidente. In questo ambito si sviluppano effetti in modo graduale e la mancanza totale di sintomatologia locale ai denti incriminati rende tutto molto difficile da valutare. L' odontoiatria neurofocale (cos viene chiamata oggi) un fenomeno culturale della medicina con origini che risalgono a parecchi secoli addietro. Gi nell'ottocento Mulreany (1874) metteva in correlazione la situazione infiammatoria associata alleruzione difficoltosa dei denti del giudizio con problemi di mal di testa e tutta una serie di altri disturbi neurologici, oltre che artriti, angine giovanili, disturbi dellumore, sterilit e aborti ricorrenti. L'infiammazione associata con il tentativo di eruzione dei denti del giudizio, anche quando in grado di produrre problematiche a distanza cos importanti, spessissimo non determina il minimo disagio locale del dente in questione. Un caso di nevralgia causato da un dente del giudizio viene descritto nel massimo dettaglio da F.H. Thomson (1867). Solo una volta che il dente in questione fu estratto, si scopr che questo aveva le radici formate in modo anomalo. In particolare una piccola pallina di germe dentario rimaneva attaccata al dente a livello apicale e la radice non si chiudeva in modo normale. Ritardi nell'eruzione di denti del giudizio, insisteva Thomson, predispongono poi a formazione di cisti oppure ad alterazioni istologiche dell'osso mandibolare nella zona adiacente.

Nella fase di sviluppo del dente, il germe dentale si allarga (diventa periostio), dando modo al dente di formarsi e solidificarsi. A quel punto il periostio si dissolve e completa la trasformazione lasciandosi dietro semplicemente il dente circondato dal legamento finito (periodonto). Gi nel 1949 il prof. Herbert Harnisch osservava, in una pubblicazione dellUniversit di Jena intitolata "Difficolt nella formazione dei denti del giudizio", che spesso certi denti del giudizio apparentemente normali alla radiografia presentavano al momento dellestrazione materiale residuo del germe o periostio che non era riuscito a riassorbirsi completamente. La dottoressa Mieg ha descritto questo in grande dettaglio: ha parlato di una sorta di pallina bianca che pende dalla punta della radice del dente. Nonostante la sua innocente apparenza, questo un focolaio che crea disturbi nellorganismo. Da non confondersi, spiega la Mieg, con i granulomi che invece corrispondono visivamente a secrezioni di forma sferica che si presentano di aspetto rosso e sono una specie di sangue coagulato. Secondo Harnisch, possibile mettere in relazione questa imperfezione della trasformazione del periostio in periodonto con il fenomeno dellinstaurarsi dellinfiammazione cronica dei tessuti.

Il nesso della malattia parodontale. Le osservazioni istopatologiche di Baykul (2005) ci danno un


dato difficile da credere: e cio che nel 50% dei pazienti di et superiore ai 20 anni, i denti del giudizio presentano cambiamenti cistici nellarea adiacente, nonostante i denti appaiano assolutamente normali alle radiografie. Ci ha a che fare con la formazione difficoltosa che li caratterizza. Stiamo parlando di una situazione di tasca di 4 mm presente nel 38% dei pazienti giovani che aumentava del 21% nellarco del periodo di osservazione di 2.2 anni (Blackey 2006). Da notare che la questione dei denti del giudizio, delle difficolt della loro formazione e della loro possibile focalit, veniva avanzata gi da numerosi autori nel corso dell800, per esempio dal Dr. W. Rushton in una pubblicazione intitolata "Perch i denti del giudizio hanno una patologia speciale, che differisce da quello che capita agli altri denti presenti nella bocca?" (1888). Oggi si partiti da una prospettiva diversa ma si arrivati alla stessa conclusione: i denti del giudizio sono stati messi in relazione con l'insorgere di malattia parodontale. C tutta una serie di evidenze scientifiche secondo cui, una volta che la malattia periodontale o pericoronale si instaurata nellarea degli ottavi, il problema persistente e progressivo ( White 2006) e pu migliorare a seguito dellestrazione dei denti del giudizio (Ylipaavalniemi 1982, Giglio 1994). Una valutazione alla Duke University su 1020 donne incinte tra i 20 e i 30 anni mostrava che erano coloro che avevano mantenuto i denti del giudizio impattati che avevano malattia gengivale ed un rischio raddoppiato di parto prematuro. White (2002) ha pensato di andare a studiare proprio i complessi microbiologici e infiammatori (biofilms) associati alle tasche periodontali invisibili alle radiografie e asintomatiche localmente che si scoprono andando ad esplorare con uno specillo larea dei denti del giudizio. L'autore ha trovato inoltre gli organismi responsabili per linizio e la propagazione di malattia periodontale, ovvero Bacteroides forsythus, Prevotella gingivalis, Treponema dinticola, Prevotella intermedia and Campylobacter rectus. Stewart (2001) e Sedghizadeh (2008) hanno dimostrato la correlazione tra presenza di denti del giudizio e progressione della malattia periodontale. I batteri in biofilm e gli altri mediatori infiammatori associati alla presenza di tasche parodontali riscontrate nellarea degli ottavi hanno la capacit di superare le difese dellorganismo, resistere a terapie antibiotiche e quindi persistere allinfinito fino a quando non saranno rimossi chirurgicamente dal corpo (Steward 2001). Blackey (2001) ha verificato che persino pazienti con denti del giudizio perfettamente fuoriusciti, che apparivano del tutto sani, avevano unelevata percentuale di malattia periodontale infiammatoria attiva causata da questi denti. Due degli studi epidemiologici pi ampi della storia della medicina hanno dimostrato la correlazione tra denti del giudizio e patologia periodontale, sia in gruppi della popolazione pi giovani (Glosser 1999, Elter 2004) che in gruppi pi anziani (Campbell 2005, Elter 2005). Assael (Journal of Oral and Maxillofacial Surgery 2005) ha monitorato 254 pazienti sotto i trentanni che avevano deciso di mantenere tutti e quattro i loro denti del giudizio impattati per paura degli effetti collaterali dellestrazione. Ebbene i loro risultati, confrontati con quelli di un gruppo di controllo, ci dicono

che questi denti del giudizio erano sicuramente implicati nelle malattie gengivali e parodontali. Per essere precisi, comunque, ci sono tre diverse situazioni che bisogna differenziare tra quelle che possono interferire con la biologia dellorganismo: - linfiammazione acuta importante associata con il tentativo di eruzione dei denti del giudizio, che si verifica nel periodo delladolescenza di solito senza portare alcun sintomo locale. - linfiammazione cronica silente che pu permanere nellet adulta a livello pericoronale o apicale, che pu essere associata con denti impattati e con carenza di spazio. - la putrefazione ossea cronica o le cisti la cui incidenza, per i denti del giudizio, molto elevata. La situazione pi comune che sincontra con i denti del giudizio impattati che la patologia infiammatoria cronica loro associata rimane asintomatica localmente, producendo per un significativo sovraccarico del sistema immunitario e del sistema di regolazione, che nel tempo porta le capacit di regolazione allo stallo in cui deve comparire un disturbo o una sintomatologia (mal di testa, reumatismi, patologie cardiache). In questi casi altre terapie sensate hanno difficolt ad apportare la guarigione, ci proprio in virt dello stallo del sistema di regolazione. Levidenza clinica ci dice che il sovraccarico della focalit degli ottavi talmente importante che la sua eliminazione riesce spesso a portare una scomparsa dei sintomi. Gi Ash nel 1961 aveva mostrato che intorno a denti del giudizio asintomatici si presentava una patologia periodontale in una larghissima percentuale di casi. Il fluido gengivale crevicolare nelle tasche che sono presenti nellarea dei denti del giudizio contiene colonie di mediatori infiammatori, che sono fattori importanti delliniziazione e della propagazione della periodontite (Socransk 1998, White 2001) e aumentano il rischio di malattie cardiovascolari (Slade 2003), ictus (Wu 2000), parto prematuro di bimbi sotto peso (Offenbacher 1996 ), malattia renale (Kshirsagar 2005) e altre malattie sistemiche (Elter 2004, Spahr 2006). Vorrei fare un passo indietro nel tempo. Il fatto che la scienza confermi in modo anche super-dettagliato l'esistenza della suddetta questione, non ci deve indurre a pensare che l'argomento sia stato scoperto solo di recente. Malfotide spiegava in una pubblicazione del 1874 che a causa dellincompletezza del processo di sviluppo dei denti del giudizio, sinstaurava poi un processo infiammatorio cronico a carico dell'osso mandibolare adiacente ad essi. Malfotilde scriveva addirittura: "Ci sono colleghi che non riescono a sospettare la presenza di denti infetti nemmeno nei casi cronici di fiato pesante. Ce ne sono altri che trattano patologie oculari da una vita senza aver mai iniziato ad indagare se i loro pazienti per caso non abbiano denti cariati fino alla radice. Molti nostri colleghi non riescono nemmeno pi a riconoscere gli effetti a distanza causati dalle difficolt di eruzione dei denti del giudizio. Ma da quanto riportato sopra, potete farvi un'idea di quanti disagi abbiano causato alla loro clientela questi medici perseverando nella loro superficialit sul tema dei denti." Butler (1886) diceva che la fuoriuscita di questi denti avviene spesso in un momento in cui la mandibola si solidificata tanto che il dente deve prendere unaltra direzione e ci fa insorgere varie alterazioni tessutali croniche. In ogni caso questo problema potrebbe essere secondario se non fosse che il dente del giudizio, a causa di un accorciamento della mandibola, si posiziona accanto ad un crocevia d'importanti innervazioni nervose. Willard (1874) scriveva sul "Dental Cosmos": " la normalit oggi che questi denti facciano pressione sul ramo mandibolare oppure sul molare adiacente creando nel lungo termine irritazione neuro-vegetativa e cisti ossee. Essi producono necrosi sull'osso, carie per la loro malposizione, nevralgie, infiammazioni mandibolare o cervicale e finanche endocarditi. Decisive sono la valutazione della posizione dei denti del giudizio, l'anamnesi del paziente e naturalmente il poter confermare gli indizi raccolti quando l'esplorazione con lo speculum produrr dei cedimenti nell'osso necrotico". Nel 1886 troviamo sul Journal of the Ohio Dental Society ancora una volta numerosi rapporti di medici in merito. Il Dr. C.R. Taft disse che i guai peggiori che possono avere come eziologia la bocca sono quelli causati da questi denti, il Dr. Bell di Cleveland a tal proposito citava la guarigione di una donna da epilessia dopo la rimozione di un dente del giudizio, il Dr. Potter sosteneva che le difficolt di posizionamento di questi denti finivano per causare infezioni croniche alle tonsille. "La situazione dei terzi molari ben nota," scriveva il Dr. Butler (1886), "la mandibola non pi lunga abbastanza affinch la loro crescita possa avvenire senza anomalie o infiammazioni". Gi allora Butler

sosteneva che una pratica barbarica quella di sacrificare i secondi o i primi molari, richiedere la loro estrazione, per permettere ai terzi molari di avere il loro spazio! Nel suo "Roentgenographic diagnosis of dental infection in systemic diseases", il Dr. Sinclair Tousey (1916), dopo aver segnalato alcuni casi significativi, dice che nevriti, nevralgie, tic nervosi e sciatica sono un gruppo di malattie che richiedono assolutamente una valutazione della situazione dei denti del giudizio, perch nei casi in cui questi siano coinvolti non ci potr essere alcun farmaco o terapia che riusciranno a dare a questi pazienti la guarigione. Cita anche delle osservazioni del suo collega Dr. Jonathan Bull, che riguardavano alcuni casi di nevralgia del trigemino molto seri che trovarono una soluzione solo dopo estrazioni di denti del giudizio impattati. Buckley (1932) riport il caso di una 27enne che aveva avuto per circa dieci anni continui e gravi mal di testa frontali e temporali ed occasionale insorgenza di vomito. La giovane era stata costretta a prendere negli ultimi due anni codeina e 50 granuli di aspirina al giorno. Dopo aver escluso che ci fosse un coinvolgimento gastrointestinale o urinario, fu sospettato un tumore al cervello. Furono perci effettuati i raggi X della testa. Il radiologo incaricato di questo identific proprio allora la presenza sulla mandibola di un dente del giudizio completamente sviluppato che era rimasto sotto la gengiva. Il primo giorno dopo la rimozione di questo dente fu anche il primo giorno in cui la donna rimase senza mal di testa per la prima volta da parecchi anni ormai. Da l in poi i mal di testa si ripresentarono solo in forma lieve e molto occasionale. Un altro autore del tempo, Main (1933), si diceva convinto che valutare la situazione dentale fondamentale in tutti i casi di mal di testa. Una situazione che aveva riscontrato molto di frequente era quella in cui l'infiammazione del nervo dentale era andata a causare dolore nella regione occipitale, probabilmente viaggiando lungo il quinto nervo craniale. Alcuni casi comunque si verificavano nell'area parietale. Molti riguardavano l'area sopraorbitale. Per esempio una donna soffriva di una grave nevralgia frontale con qualcosa simile a ticchettii nell'orecchio sinistro. Dopo un anno di cure inutili, i raggi X rivelarono la fusione dei denti del giudizio con i molari adiacenti. Un altro caso che citiamo dal Dr. Main riguardava un ministro di chiesa 36enne che aveva seri dubbi che potesse proseguire la sua occupazione a causa di gravi mal di testa. Gli erano stati fatti tutti i possibili accertamenti presso un famoso centro medico senza che potesse essere trovata una causa. I mal di testa sparirono quando gli furono rimossi i denti del giudizio inferiori.

Un po' di storia. Se andiamo a ritroso nel tempo ancora di pi, notiamo che i medici
del settecento subito andavano ad informarsi sulla situazione dei denti del giudizio al minimo accenno di disturbi di qualsiasi genere nel corso dell'adolescenza, perch il processo infiammatorio della loro fuoriuscita era considerata a quel tempo la causa di malattie pi invocata in assoluto in medicina. Nel 1914, perse improvvisamente l'uso della ragione una giovane donna della citt di Selma (Alabama) che fin confinata in un istituto di salute mentale. Suo fratello, chiesto consiglio al famoso Edgar Cayce (18771945), fu informato che la causa era un dente del giudizio che si era impattato in un modo tale da infiammare alcuni centri nervosi che comunicavano con il cervello. Cayce perci sugger l'intervento di un chirurgo dentale per estrarre il dente. Sua zia l'accompagn a Tuscaloosa, dove un medico e un tecnico di radiologia confermarono la diagnosi con una lastra dentale. Una volta che il dente impattato fu allontanato, la ragazza torn alla situazione di salute mentale normale che aveva avuto prima di essere ricoverata. Ancora intorno a questa linea di pensiero si e' dato da fare il Dr. Patrick Stortebecker (1982) in Svezia. Valutando 60 pazienti con epilessia, il ricercatore ha dimostrato che la bonifica di focus dentali con

successiva appropriata chirurgia dellalveolo portava ad un decorso positivo o anche alla completa guarigione. I pazienti cio smettevano di prendere farmaci anti-epilettici e la guarigione era stabile secondo un follow-up fino a tre anni. In alcuni pazienti gravi attivit epilettogene misurate allEEG scomparvero immediatamente con lestrazione di denti coinvolti. In altri casi il miglioramento stato graduale ed anchesso documentato con monitoraggio degli EEG. L'auspicio di Stortebecker e' dunque che "tutti i pazienti con sintomi neurologici dovrebbero essere indirizzati ad esperti nella valutazione di focus infettivi di basso grado di origine dentale. E ben noto infatti che, se presenti nelle mascelle, le tossine microbiche delle infezioni dentali diffondano al cervello lungo i percorsi venosi e i nervi cranici". Ma le malattie focali di origine dentale erano note gi nel 1000 a.C., compaiono per esempio negli scritti di Omero, Esculapio, Areteo di Cappadocia e se ne parlava ancora nella letteratura latina. Nell'antica Grecia Ippocrate (460 -370 a.C.) citava proprio i mal di testa causati dai denti del giudizio per dimostrare che "le malattie dovrebbero essere combattute alla loro origine", che spesso ha a che fare con i denti. Qualche tempo prima, il medico egiziano Arad Nissa cur il faraone Annaper Essa nel 500 a. C. con l'estrazione di denti cariati. Il faraone soffriva di dolori reumatici cronici alle ginocchia che in un primo momento erano stati tenuti sotto controllo con impacchi e misture tradizionali ad uso medicinale. Ma ad un certo punto i dolori del faraone aumentarono e non erano pi controllabili con i rimedi. Ce ne parlano appunto i geroglifici: al dottore fu dato un ultimatum, o riusciva a liberare Annaper dai dolori reumatici oppure sarebbe stata ordinata la sua decapitazione. Il dottore allora trov il coraggio di fornire la sua visione dei fatti. La malattia non sarebbe migliorata se non fosse stata allontanata la causa, e cio i denti infetti. Fu cos che il faraone guar, si sent come rinato dopo le estrazioni di alcuni denti infetti e il medico fu ben ricompensato per il successo ottenuto! [Kuhmlein 1999] L'effetto focale dei denti del giudizio nei pazienti con mal di testa compare nei primi trattati medici partoriti alla fine del medioevo, per esempio nella documentazione cartacea lasciata dal rinomato medico fiorentino, Giovanni d'Arcoli nel 1400. Anche i professori delle prime universit di medicina in Europa raccomandavano l'estrazione dei denti malati e dei denti del giudizio impattati per la cura di mal di testa, patologie degli occhi, delle orecchie e altri organi distanti (Ambroise Par 1517-1590, Giovanni Andrea Della Croce, 1533-1603, e Pieter van Foreest 1522-1597). Man mano che con l'illuminismo e poi con l'industrializzazione il progresso medico and specializzandosi nella gestione deus-ex-machina dei sintomi, la dimenticanza della classe medica sulla questione focale dei denti del giudizio pot avanzare proporzionatamente. E infatti nel 1903 vediamo il Dr. Robert Woods rimproverare ai colleghi di non essere pronti a riconoscere malattie a distanza causate dalle infiammazioni croniche di natura dentale. Le difficolt didentificare questa correlazione gi di per s sarebbero notevoli, perch non c' una correlazione temporale ben definita tra evento dentale e sintomi a distanza, e perch non si hanno segnali di sorta localmente nella bocca. Questo poi si combina con il disinteresse dei medici e dei dentisti verso questo tema, commentava Woods. In un articolo del 1874, James Truman spiegava che il malposizionamento dei denti del giudizio poteva essere la causa di nevralgie facciali, di nevrosi, di malattie cardiache e di problemi ad occhi e orecchie. "Questo argomento" diceva Truman, "non affatto nuovo, ma sembra che ci sia la necessit di portarlo periodicamente allattenzione con questi articoli, per cercare di combattere il disinteresse o la memoria corta della maggior parte dei medici."

Un modello di malattia che di recente si molto diffuso, grazie appunto ai sopracitati Pischinger, Huneke e Voll, quello in cui nellorganismo sono presenti ad ogni dato momento svariati campi di disturbo, ovvero delle infiammazioni subcroniche del tessuto connettivo caratterizzate da unintensit fluttuante. Troviamo questa definizione in una pubblicazione della dottoressa olandese Henny Solleveld (2009) intitolata: "Evidenze che i denti del giudizio causino nelladolescenza una minore capacit di regolazione nella sfera emotiva". La Solleveld affrontava nel suo articolo solo l'argomento disturbi dell'umore, spiegando per che avendo questo modello di malattia sviluppato da Pischinger, il discorso dell'odontoiatria neurofocale dovrebbe essere fatto esattamente uguale per l'epilessia, anche perch la letteratura medica tra l'altro ugualmente ampia. Sebbene le relazioni dente organo siano abbastanza consolidate e significative, lo stesso stimolo irritativo pu causare problemi diversi da persona a persona. La comparsa di un disturbo pu essere messa in relazione con il collasso del sistema di regolazione davanti ad una somma di "noxae" o "campi interferenti". Le malattie focali si verificano quando i fenomeni infiammatori acuti o cronici producono un sovraccarico tale da deprimere le normali capacit biologiche di analgesia. La guarigione arriva quando, allontanato il focus dentale d'infiammazione o d'infezione, l'organismo torna allo status vitale in cui ritrova queste capacit d'analgesia, garantendo cos l'assenza di disturbi dappertutto, anche nei tessuti che in un determinato paziente sono pi suscettibili. Ma questa di Pischinger non stata una scoperta ab novo, bens una ri-scoperta. Infatti osservazioni stupefatte di singoli medici che avevano ottenuto guarigioni considerando l'aspetto neurofocale della situazione della bocca comparivano spesso gi nella letteratura dellOttocento. Per esempio Benjamin Rush (1803), padre della medicina moderna degli Stati Uniti e firmatario della dichiarazione d'indipendenza, parl della necessit di andare a controllare la situazione dei denti del giudizio in tutti i casi di mal di testa o epilessia. Secondo Rush, "le terapie delle malattie croniche diventano molto pi soddisfacenti se vengono associate alla bonifica di tutti i denti infetti che uno trovava nella bocca dei pazienti." Certamente il fatto che allora non si facessero radiografie dentali rendeva questi tentativi di bonifica focale spesso goffi. Una volta Rush fu consultato dal padre di un giovane di Baltimora che soffriva di epilessia. Subito s'inform sui denti e risult che alcuni dell'arcata superiore avevano carie profonde. La loro estrazione port ad una perfetta guarigione. Oppure la signorina A.C., affetta da reumatismo all'anca gi da alcuni anni, aveva avuto di recente un grave peggioramento. Rush subito prese nota della situazione dei denti dove di recente era comparso un leggero fastidio ad un dente. Proprio andando ad estrarlo, i sintomi scomparvero del tutto. Rush era assolutamente entusiasta per aver scoperto che le patologie dei denti potessero rivelarsi cos spesso la causa di malattie apparentemente inguaribili ed invocava a testimoni i numerosi autori che lo avevano preceduto. In un libro del 1819, anche il Dr. Charles Bew pubblicava unampia casistica di malattie guarite in seguito allestrazione di denti del giudizio impattati. Lopinione dellautore era che questi denti avessero esercitato una sorta di pressione sul plesso nervoso l adiacente. Il problema che i denti che compaiono per ultimi, gli ottavi, lascerebbero un serbatoio cronico dinfiammazione silente nei tessuti ossei sottostanti. Gi un secolo fa, Round e Broderick (British Dental Journal 1924) dimostrarono il metabolismo tossico e sensibilizzante del sistema nervoso di cripte di denti non fuoriusciti, in particolare dei denti del giudizio ritenuti e i loro effetti a distanza. Prima di loro, Fackeldey (1868), ha riportato alcune sue osservazioni cliniche secondo cui i ritardi dell'eruzione del dente del giudizio avevano portato alla formazione di cisti sulla mandibola. Cos scriveva l'autore: "A causa di mancanza di spazio o a causa di ritardi dell'eruzione dentale, possibile riscontrare spesso una infiammazione della membrana apicale del dente che induce un'irritazione cronica nel periostio mascellare che nel tempo pu portare a formazione di un tessuto spongioso, gelatinoso, che a volte risulta

leggermente doloroso alla pressione. Una presentazione di Mantegazza (1878) completamente dedicata a questo argomento e presentata alla Societ di Antropologia di Parigi dimostra che l'interesse e la consapevolezza di questi temi era gi allora molto sviluppata. Mantegazza argomentava tra l'altro che l'eruzione dei denti del giudizio si trasforma in una vera e propria lotta in cui all'organismo sembrano mancare sia le risorse che lo spazio. In particolare sull'arcata inferiore, dove la mancanza di spazio e la vicinanza al nervo mandibolare, che si vengono a creare vari tipi di emergenze: atrofia del germe dentario, formazione di cisti, infiammazione cronica apicale dei denti del giudizio. Spesso, anche se il dente si formato il follicolo non scompare completamente e questo pu portare ad importanti conseguenze. A quel tempo era abbastanza noto anche il discorso che l'infiammazione asintomatica causata dai denti del giudizio impattati (che oggi viene indicata col nome di "pericoronite") potesse avere a che fare con disturbi a distanza di vario genere. Esquirol (1859) riport la guarigione da una pesante crisi psicotica di una donna cui fu fatta una incisione della gengiva laddove un dente del giudizio malposizionato stentava a fuoriuscire. Ashburner (1849) aveva riportato un'osservazione praticamente simile in un diciassettenne e molte altre osservazioni cliniche in cui la presenza di denti del giudizio era implicata in disturbi dell'umore, nervosismo, diminuzione della capacit mentali, nevralgie e appunto epilessie. Breithaupt riport un caso di nevralgia del volto causata dalla pericoronite di un canino impattato. Forget (1856) osserv un caso di nevralgia che scomparve solo con la rimozione di un dente del giudizio incluso nella mandibola. Hessel (1860) descrisse una osservazione clinica in cui un dente del giudizio, fuoriuscito in direzione obliqua, aveva causato una nevralgia. Anche F. H. Thomson (1856) riport un caso di nevralgia causato dalla fuoriuscita in obliquo di un dente del giudizio che era anche andato a danneggiare il molare ad esso adiacente. Lo stesso Thomson, nel descrivere varie altre esperienze in cui mal di testa e nevralgie erano in relazione con denti del giudizio o denti infetti, sottolineava che anche l'avere questa informazione, e cio sapere che spesso l'origine dell'infiammazione sia in qualche dente, da sola non ci porta molto lontano. C' bisogno infatti di un dentista esperto, attento e con le giuste informazioni, che sappia raccogliere i giusti indizi e risalire alle correlazioni precise in atto. La mera estrazione di denti a caso purtroppo non aiuter molto il dentista incerto (in particolare, non erano state ancora inventate le radiografie dentali). Rosenthal (1865) aveva osservato non solo che l'effetto dei denti del giudizio ritenuti pu essere quello di dare effetti a distanza, ma anche quello di creare un'infiammazione ossea che porta a tessuto osseo degenerato che a sua volta dar problemi focali anche quando il dente del giudizio sia stato estratto. Bensow (1869) trov una cisti nell'autopsia di un giovane che aveva sofferto di una grave nevralgia del trigemino (quinto nervo). Leonard Koecker (1828), stimato dentista che aveva lettere di raccomandazioni di tre presidenti americani, produsse un intero trattato sulle infiammazioni causate da denti del giudizio impattati e denti morti. Miller (1827) scriveva sul Quarterly Med. Review: "Concordiamo con le osservazioni di Koecker e aggiungiamo che uno stato dinfiammazione causato dai denti del giudizio inclusi presente in molte persone malate e non affrontare queste situazioni significa condannare qualsiasi tentativo terapeutico ad un successo nullo o minimo". Oppure scriveva Thompson (1827): "Confermiamo dalla nostra pratica clinica, e non perch vogliamo compiacere il Dr. Koecker, che linfluenza di denti di questo tipo, lasciati nei loro alveoli, devastante pi di quello che la professione medica consideri, sia nei confronti dei denti e dellosso nella bocca, sia del sistema nervoso e della costituzione in generale." Thomas Bond (1848) fu un affermato autore del tempo che studi lungamente il tema dellinfiammazione ossea focale nella zona degli ottavi. Niesmann (1850) descrisse un caso di suppurazione e sordit causato da irritazione simpatica dovuta a un

dente del giudizio infiammato e curato mediante estrazione. Teirlink (1859) mise in relazione i gravi disturbi di una donna, tra i quali frequenti attacchi di nevralgia con intensi dolori agli occhi e/o intolleranza alla luce, con la presenza di un dente del giudizio impattato nell'arcata superiore. Kempton (1860) ebbe una paziente in cui i dolori di testa nella regione temporale destra a volte si estendevano a tutta la parte destra del viso fino ad arrivare alla base del collo. Questo disturbo era accompagnato anche da un dolore lancinante al globo oculare. Applicazioni di ghiaccio ai denti dalla parte destra alleviavano i dolori nevralgici. Ma nessun dente e nessuna parte della bocca era dolorante. Kempton not che il dente del giudizio dell'Arcata inferiore destra era cariato. Durante l'estrazione la paziente fece esperienza di un paio di scariche di dolore di un paio di secondi che prendevano tutto il lato destro della testa senza coinvolgere per la zona del dente. La nevralgia scomparve per non comparire mai pi. Heider (1865) aveva fatto le stesse osservazioni tre anni prima e Tomes (1867) ha descritto casi clinici simili in cui denti del giudizio che non erano riusciti a raggiungere la loro posizione finale avevano causato formazione di tessuto spongioso, gelatinoso. Il fenomeno, silente localmente, costitu per il punto di partenza di una grave infiammazione generalizzata dell'osso mandibolare. Le osservazioni cliniche prima e dopo estrazioni e curettaggio mostrarono che queste infiammazioni croniche possono rendersi responsabili di mal di testa e persino di epilessie, sebbene quella degenerazione non presentasse sintomatologia locale. Harvey (1868) osserv il caso di un 22enne che aveva sofferto da tre anni di frequenti attacchi di una grave nevralgia. La rimozione di un dente del giudizio, che al momento dell'estrazione risult cariato, port alla completa remissione della patologia. Wedl (1872) ha trattato questo tema in modo molto esteso e scriveva che le patologie ossee causate dai denti del giudizio notoriamente non presentano sintomi locali in quanto davanti ad uno stimolo patologico prolungato nel tempo le fibre nervose della mandibola hanno la possibilit di "assopirsi", di diventare insensibili. Wedl per esempio menzionava la guarigione di una 39enne da mal di testa, problemi a occhi e udito dopo l'estrazione di uno di questi denti del giudizio con carenza di spazio. La paziente era stata inviata a lui da un prominente dottore di Philadelphia per valutare possibili situazioni di sepsi orali come causa della grave condizione. La donna rimase molto sorpresa da quella correlazione, perch quel dente non aveva mai dato il minimo fastidio o dolore. Butler (1886) spieg che la fuoriuscita dei denti del giudizio avviene spesso in un momento in cui la mandibola si solidificata tanto che il dente deve prendere unaltra direzione e ci fa insorgere varie alterazioni tessutali croniche. A ci si aggiunge il problema che il dente del giudizio, a causa di un accorciamento della mandibola, si posiziona accanto ad un crocevia d'importanti innervazioni nervose. Anche il Dr H. A. Smith (1886) riportava tutto il suo interesse per la questione che la maturazione di denti del giudizio con carenza di spazio o in posizione obliqua pu portare sul nervo mandibolare. Sindromi dolorifiche alla testa o di vario altro tipo posso sorgere, per cui diventa molto importante per i pazienti trovare un medico che sia in grado di riconoscere effetti focali di questa situazione infiammatoria latente. Cooper (1888) segnal numerosi casi clinici di distubi a carico delle orecchie che guarivano con la rimozione dei denti del giudizio impattati. La guarigione di una nevralgia del trigemino che durava da 14 anni fu riportata da Zang (1889) nel momento in cui alla 36enne paziente fu estratto il dente del giudizio dell'arcata inferiore destra. Sparirono anche i dolori al piede e al ventre; la donna, contentissima di sentirsi 10 anni pi giovane, si rammaricava solo di aver atteso un anno prima di accettare il consiglio del dottore di estrarre quel dente (a quel tempo, quando si andava a tirare i denti la paura per i dolori non era niente in confronto a quella di avere infezioni sistemiche fatali nel momento in cui il dentista avesse dovuto andare a grattare via l'infezione). D.H. Goodwillie (1889) descrisse la guarigione da una nevralgia a seguito dell'estrazione di un dente del giudizio dell'arcata superiore sinistro che fu trovato avere una carie. Il dente era rimasto del tutto

asintomatico e nessuno aveva potuto trovare la causa di nevralgie che appunto scomparvero nel momento dell'estrazione del dente del giudizio insieme con un inizio di problema di udito, catarro nasale e sinovite dell'articolazione temporomandibolare. Il Dr. Siegmund Werner (1909) riporta di una giovane paziente che soffriva di forti nevralgie del trigemino e periodici episodi di aumento di temperatura corporea. Le nevralgie e le continue febbricole ricorrenti guarirono quando il dottore estrasse un dente del giudizio cariato alla radice e una radice di un premolare che era stata lasciata da una precedente estrazione ed aveva causato una infezione nascosta dell'osso. Gornonec (1902) present il caso di una giovane paziente con mal di testa e intensi malesseri che era stata ricoverata con diagnosi di difterite. Nessuno dei medici coinvolti in precedenza si era accorto che questo grave stato infiammatorio era stato causato da un dente del giudizio che non riusciva ad erompere. Monier (1907) riportava due problemi in una 60enne: un mal di testa cronico e unarea di calvizie sul capo. I mal di testa sparirono e i capelli iniziarono a crescere di nuovo dopo lestrazione di un dente del giudizio inferiore sinistro e il curettaggio di una suppurazione creata da un pezzo di radice residuo lasciato da una precedente estrazione dentale. Versey (1912) riport un caso di midriasi (dilatazione della pupilla di eziologia ignota) dovuto ad un dente del giudizio ritenuto. Giorelli (1912) riport una guarigione incredibile di un 56enne da una nevralgia cronica con lestrazione di un dente del giudizio e curettaggio dellarea osteitica che si era instaurata nella zona adiacente. Clark (1919) descrisse guarigioni da dolori alle orecchie, collassi nervosi e mal di schiena ottenute con lestrazione di denti del giudizio. Wassmund (1934) riferiva della focalit di un dente del giudizio incluso in basso a destra in un dentista che aveva sofferto per otto anni di mal di testa, vertigini e di una nevrite che coinvolgeva spalla e braccio destri, quindi dallo stesso lato. Tolto quel dente sparirono i dolori e la rigidit al collo e alla spalla destra che per anni gli avevano gravemente limitato i movimenti, sparirono anche le otiti, i dolori alle orecchie, i problemi agli occhi, il malessere generale, le nevralgie e le leggere forme di manie che erano state osservate in precedenza. Krcke (1947) verific che intorno ad un dente del giudizio si era sviluppata unosteonecrosi ossea che poi aveva causato un ascesso cerebrale grave. Lo spuntare dei denti del giudizio si realizza sempre grazie ad un grosso fenomeno infiammatorio che per rimane a met strada. La corretta manifattura del dente, il processo del suo corretto posizionamento e l'assenza di cambiamenti patologici a ridosso dell'osso non vengono pi garantiti dalla nostra biologia. La posizione del dente a ridosso del canale mandibolare, il fatto che il processo non riesca pi a completarsi nel tempo previsto (e cio entro i 20-21 anni), la presenza di questi relitti sulla parte ascendente del ramo mandibolare, la somma di tutto ci garantisce un serbatoio d'interferenze sia per il sistema nervoso che per ben quattro meridiani di agopuntura. Sebbene nella maggior parte dei casi questa situazione infiammatoria sia silente, si pu dimostrare che essi ingolfino la normale biologia fino a portare problemi medici resistenti a terapie o guarigione insolitamente difficile dopo un trauma. Tra gli autori del XX secolo secondo i quali i denti del giudizio impattati potevano determinare una riduzione delle capacit di regolazione biologica nell'organismo e quindi innescare patologie di organi a distanza c'era anche Speileux (1948), che rimosse un dente del giudizio ad un uomo diventato sordo per un trauma accidentale alla testa quattordici anni prima. Alcune ore dopo lestrazione, il paziente inizi a sentire di nuovo rumori e a percepire persone che parlavano. Continu a migliorare nelle settimane seguenti e questo ritorno delludito fu definitivo. Per pi di 10 anni era stato sordo come una campana, cio senza alcuna percezione anche di rumori fortissimi. Linfiammazione causata dallincidente non aveva avuto la possibilit di guarire a causa di un blocco del sistema di regolazione che per, prima dellincidente, era rimasto asintomatico. Ancora oggi troviamo qui e l degli aneddoti. Per esempio Ferner (2004) ha descritto una guarigione da trombocitopenia ottenuta grazie allestrazione di due denti del giudizio inclusi e una radice rimasta

nellosso mascellare. Romoli (1988) segnala che ben sei pazienti avevano visto scomparire i mal di testa a grappolo dopo l'eliminazione di dente del giudizio dell'arcata superiore. In nessun caso ci furono ricadute nel periodo d'osservazione di quattro anni. Dawson e Frolund. dopo aver riscontrato numerosi casi di guarigioni di mal di testa e cervicalgie a seguito di estrazioni di denti del giudizio infiammati (Frolund 1990), hanno deciso di coinvolgere vari gruppi di ricerca con l'intento di pubblicare uno studio con controllo per verificare l'esistenza di questa correlazione causa ed effetto. Non solo esisteva un rapporto statisticamente rilevante tra denti del giudizio inclusi e mal di testa, cos come con problemi alla cervicale, ma il sospetto di relazione causale fu confermato dal fatto che coloro che estraevano i denti del giudizio guarivano o ottenevano discreti miglioramenti da queste sindromi (Dawson 1992). Nissnick (2001) conosceva molto bene il tema dei denti del giudizio ritenuti che si riscontrano molto spesso nei pazienti con mal di testa. Vediamo un caso tipico. Nell'arcata superiore destra di una paziente con cefalea cronica fu trovato un dente del giudizio incluso. Negli anni si erano succeduti numerosi specialisti che, pur avendo cercato possibili spiegazioni di questi mal di testa terribili che riguardavano esclusivamente il lato destro del capo, non avevano portato ad alcun risultato concreto e nessuna possibilit anche solo di ottenere un minimo sollievo. L'estrazione del suddetto dente, seguita da neuralterapia qualche giorno dopo, port alla completa remissione della malattia. Queste ed altre osservazioni cliniche per sono rimaste fuori dal "mainstream" o dalle famose diagnosi differenziali con cui vengono confrontati i dati dei pazienti. Persino il Dr. Pische, appassionato dentista biologico italiano, mi disse nel 2002 di aver ignorato del tutto l'argomento delle focalita' dei denti del giudizio fino al giorno in cui un kinesiologo non gli dimostr che il processo infiammatorio associato alla fuoriuscita difficoltosa di un dente del giudizio era il motivo per cui sua figlia a partire dagli undici anni di et non era pi riuscita n a correre n a saltare per un dolore lancinante al ginocchio. Alcuni avevano consigliato lintervento chirurgico immediato, altri lintervento differito nellet adulta, altri il plantare, altri ancora il bite oppure il tutor, molti consigliavano la terapia anti-infiammatoria e altri la fisioterapia. Lui, dentista, come genitore della ragazza aveva girovagato da uno specialista all'altro per pi di due anni. Lestrazione del dente del giudizio port dopo due giorni alla definitiva scomparsa di ogni dolore al ginocchio. La domanda si pone spontanea, diceva il prof. Lunardon nell'articolo pubblicato sulla rivista Wien Med Wochenschr (1997): "Perch l'esame della ortopanoramica non rientra nella diagnosi differenziale cui devono essere sottoposti i pazienti con mal di testa?!" Il Dr. Jeremy E. Kaslow, chirurgo 50enne, della Medical Board of California 2010, scrive: "All'inizio pensavo che se si rispettassero tre condizioni, ovvero rifornire il corpo di tutti i nutrienti vitali, evitare quanto pi possibile i metabolismi sbagliati e avviare una disintossicazione dell'organismo da elementi che ostacolano il benessere naturale, il corpo sarebbe sicuramente guarito da solo automaticamente. Per il riscontro fu che anche le persone che avevano fatto tutto bene nelle tre aree che abbiamo detto, erano ancora rallentate da qualcosa a livello biologico. Ebbene il fatto che il sistema nervoso autonomo decisivo e diventa perci fondamentale valutare se in qualche parte viene ancora irritato e ostacolato nella sua sana funzionalit da campi di disturbo focali". (nel seguente link viene discussa la parte relativa a neuralterapia post-estrazione dei focus dentali causa di disturbi a distanza: http://www.drkaslow.com/html/neural_therapy.html ) Un caso clinico descritto da Montserrat Noguera (2002) riguarda un paziente 33enne affetto da cefalea dallet di 9 anni. Nella radiografia si notava il fattore causale, ovvero due ottavi posti inclusi che ponevano un notevole pericolo per il nervo mandibolare. Oltre ai mal di testa accusava anche algie a livello del rachide cervicale che si aggravavano con i cambi meteorologici oppure in situazioni di stress. La cefalea aveva fatto la sua comparsa nel periodo in cui il germe dentario degli ottavi aveva gi formato la corona del dente. Molto pi comune, dice la Noguera, vedere problemi causati da denti del giudizio insorgere verso i 12 anni di et, ma tutto dipende dalla sua posizione e soprattutto dalle caratteristiche del sistema di regolazione.

Secondo Ernesto Adler, linizio dei mal di testa risale spessissimo proprio alladolescenza, in corrispondenza del ben noto processo fisiologico infiammatorio deputato a far spuntare i denti del giudizio. Un'osservazione questa che stata ribadita da Rosemarie Mieg (2008). Nel suo libro "Krankheitsherde Zhne" la dottoressa rammenta laneddoto di lei che era stata invitata anni addietro a parlare sul tema dei focolai odontoiatrici alluniversit di Mosca. L spieg innanzitutto che la lateralit dei sintomi poteva essere un indizio per identificare i mal di testa causati dai denti del giudizio posizionati male. Inoltre la dottoressa invitava a sospettare il coinvolgimento dei denti del giudizio in tutti i casi in cui i pazienti avevano iniziato ad avere questo problema dai 13 ai 24 anni di et. Gli specialisti presenti per non erano molto convinti delle sue affermazioni perentorie. Allora la dottoressa si rivolse al direttore del dipartimento per informarsi sulle condizioni di una signora russa che aveva visto proprio in quel momento cercarsi un analgesico. Paziente abituale di quella clinica, la 34enne soffriva di unemicrania prevalentemente dalla parte sinistra della testa. Le emicranie erano iniziate a 23 anni di et. La Mieg richiam l'attenzione sulla presenza di un dente del giudizio superiore sinistro con posizione alterata. Dallortopanoramica risultava anche unarea dinfezione nello spazio tra questo ottavo e il molare adiacente. Estratto il dente sparirono i mal di testa che implacabili si erano presentati per 11 anni. Anche lo studente austriaco Wolfgang W. ottenne risultati rapidi e sorprendenti presso la d.ssa Mieg. Era stato mandato da un dottore a farsi fare il test dellElettro-Agopuntura di Voll. Oltre al problema principale di attacchi di emicranie che si alternavano a lievi mal di testa, lo studente aveva intensi dolori in tutte le giunture, soffriva di disturbi cardiaci e circolatori che gli esami specifici non riuscivano a spiegare. Lo studente aveva tre denti del giudizio fuoriusciti a met (il 28, il 38 e il 48) con le punte delle radici arrotondate oppure accorciate. Questi denti cosiddetti ritenuti furono estratti, lo spazio dentale degenerato accuratamente curettato e ripulito dalla massa ossea molle. Per quanto riguarda il dente del giudizio in alto a destra che era stato estratto anni addietro, la procedura di estrazione non era stata fatta in modo cos preciso: era rimasta uninfezione ossea che aveva colonizzato la mascella, era della grandezza di un pisello e doveva essere curettata per permettere la guarigione completa del paziente. Un molare che corrisponde allintestino crasso (il 16), era morto e aveva un granuloma sulla punta della radice. Questo e il dente 25 devitalizzato e infetto furono estratti. In seguito a ci gli attacchi di emicrania sparirono. Vediamo alcuni casi descritti da Adler (1983). C.C., 22enne di Lloret de Mar, aveva attacchi settimanali di cefalee, che duravano fino a 3 giorni, con altri disturbi che sempre li accompagnavano e che la costringevano a rimanere tutto il giorno a letto nella completa oscurit. Lortopanoramica mostrava i due denti del giudizio in basso entrambi ritenuti (figura 36), altri focus dentali non ce nerano. Il test di neuralterapia sul dente del giudizio destro diede esito positivo (il mal di testa spariva temporaneamente). A dire il vero dall'ortopanoramica appariva pi complicata la situazione del dente del giudizio sinistro che quello destro, ma quest'ultimo corrispondeva al riscontro pi forte di area di pressione dolorosa sulle vertebre cervicali. Quando questo dente fu estratto i forti mal di testa sparirono. E quando quattro mesi pi tardi si ripresentarono le emicranie, la paziente torn dal dentista per far estrarre il dente del giudizio dal lato opposto. Di nuovo i problemi scomparvero e questa volta non ci furono pi ricadute di cefalee e mal di testa. La sig.ra Y., 48enne di Neuchchtel, lamentava forti mal di testa di natura sconosciuta. Il dolore arrivava fino alla terza vertebra cervicale. La radiografia mostrava un dente del giudizio problematico (figura 30). Dopo lestrazione di questo dente del giudizio sparirono tutti i dolori alla testa. Ogni commento superfluo, dal momento che la radiografia e il risultato sono pi che eloquenti. M.V. di Blanes si present con un mal di testa unilaterale e un'ortopanoramica dentale in cui si notava, proprio dal lato affetto, un ampio processo osteitico in corrispondenza di un dente del giudizio impattato. Lunica terapia risolutiva fu l'estrazione con curettaggio dellosteite. "Conosciamo bene le peregrinazioni senza fine di pazienti di questo tipo," dice Adler, "gli esperti del settore ignorano la possibilit che si possano verificare disturbi come questo quale conseguenza focale di situazioni infiammatorie e infettive della sfera odontoiatrica". Il tema delle innumerevoli peregrinazioni presso specialisti che portano a definire i disturbi "misteriosi" ci viene riproposto anche da Rosemarie Mieg, per esempio nel caso di Helga B., 25enne che soffriva di mal di testa diventati quasi emicrania, oltre che di occasionali problemi al cuore e al seno. Dopo aver provato di tutto, i medici e la famiglia non vedevano pi altra soluzione che affrontare la natura psichiatrica dei suoi

disturbi. Con il suo compagno vicino, che invece credeva in lei pi che nei dottori and dalla dottoressa Rosemarie Mieg per la valutazione dei focus dentali. Risultarono due denti del giudizio da togliere, quello in alto a sinistra e quello in basso a destra. Fu tolto inoltre un molare che al test di vitalit era risultato morto (questultimo appartiene al meridiano di agopuntura del seno). Qualche mese pi tardi i due fidanzati tornarono per una visita di controllo, riportando che gli inspiegabili problemi di salute erano scomparsi dopo le tre estrazioni. La scuola tedesca (o "medicina funzionale") vede la guarigione come una tecnica in cui individuiamo e allontaniamo delle spese eccessive che paralizzano il sistema di regolazione. La relazione per anche inversa. Ovvero un intorpidimento della forza motrice biologica favorisce alterazioni e rallentamenti del processo infiammatorio impegnato nella manifattura dei denti del giudizio e nel loro spostamento nella giusta posizione, oppure anche favorisce la loro comparsa sul ramo ascendente della mandibolare con eventuale importante carenza di spazio. Se mi fosse chiesto di presentare questo argomento in estrema sintesi sicuramente andrei a recuperare le parole del Dr. Ernesto Adler (http://www.medicinenon.it/tutte-le-terapie-falliscono-valutazioni-suidenti-del-giudizio): "Un gran numero di persone hanno dovuto soffrire inutilmente di mal di testa con questa eziologia. Una giovane cui stanno spuntando i denti del giudizio inizia a soffrire di mal di testa. Il medico non solo non pronto a riconoscere questa eventualit, ma anche protraendosi per anni il problema dei mal di testa non ha nemmeno liniziativa di sospettare i denti del giudizio che sono rimasti nelle situazioni pi incongrue. Increduli ed amareggiati, ci viene da chiedere com possibile che questo fattore causale dei denti del giudizio impattati rimanga cos poco conosciuto? Non solo i medici non sospettano niente, ma persino molti dentisti ignorano sistematicamente questa correlazione. Nella speranza di rendere giustizia a queste tragedie inutili che pesano sulla vita di parecchie persone, diamo qualche esempio. Cito ancora Adler (http://www.medicinenon.it/tutte-le-terapie-falliscono-valutazioni-sui-denti-delgiudizio): Le figure 48 e 49 evidenziano lo stato abbastanza complicato sia del dente del giudizio inferiore a sinistra che di quello a destra della signora A.J., di Barcellona, 29enne madre di due bambini. Le erano iniziati dei mal di testa leggeri allet di 22 anni, che erano stati trattati con i soliti farmaci. Diversi specialisti fecero diversi tipi di indagini, ma senza che potessero essere evidenziate anomalie di alcun tipo. Nel corso degli anni il dolore era aumentato fino a diventare una cefalea cronica. Quando effettuammo il test con uniniezione di procaina in corrispondenza del dente del giudizio sinistro, cio' ebbe come effetto la cessazione dei dolori per alcune ore. Inoltre il punto della terza vertebra cervicale che corrispondeva a questo dente risultava estremamente doloroso alla pressione con le dita. Con lestrazione del dente del giudizio sinistro i mal di testa scomparvero in maniera istantanea. Per comparvero di nuovo tre mesi dopo. Insuccesso? Assolutamente no! Dovevamo ancora togliere il dente del giudizio a destra che pure era messo male (fig.49). La paziente non ha mai pi avuto mal di testa dal momento di questa seconda estrazione." Poich l'argomento piuttosto ampio, non abbiamo potuto ancora essere abbastanza dettagliati sulla questione "a quanto indietro nei secoli possiamo far risalire questa tradizione che oggi chiamiamo odontoiatria neurofocale?". Le tavolette di Ninive risalenti al 650 a.C. testimoniano una diagnosi neurofocale dei primi tempi (ce ne parla Leroy Waterman nel suo Assyrian Medicine in the Seventh Century, 1925). Il re assiro Asarhaddon arriv a minacciare di morte l'equipe dei medici di corte se non fossero riusciti a liberarlo dai mal di testa e dolori sistemici pluriennali che avevano raggiunto un punto critico. Il medico Aradna allora gli rispose che solo quando avesse accettato di farsi estrarre i denti sarebbe stato possibile curarlo dalla sua malattia. I denti del mio Re devono essere rimossi, perch con essi che nasce l'infiammazione interna. I dolori scompariranno immediatamente e il suo stato di salute torner normale. Le conoscenze empiriche di Aradna insieme con tutta la clinica accumulata dai medici assiri gli davano la sicurezza di non sbagliarsi. Se Asarhaddon non guariva dopo aver estratto anche i denti, il dolore sarebbe stato tutto del suo servitore che gli aveva consigliato una cosa simile! 2500 anni pi tardi Cesare Frugoni, medico personale di capi di Stato, artisti famosi, uomini politici celebri, cos difendeva dallo scetticismo dilagante dei colleghi le sue convinzioni sulle malattie focali: "Siamo

abbastanza moderni per apprezzare l'aiuto degli esami strumentali e abbastanza esperti per apprezzare le esperienze cliniche." Giorgio Baglivi, medico di Innocente XII e Clemente XI, autore di manuali medici famosissimi, osserv nel suo Canone di Medicina: "Le persone i cui denti hanno un cattivo odore o che hanno cambiato colore nonostante i lavaggi giornalieri, hanno sempre una debolezza della funzione dello stomaco, quasi sempre una tendenza all'indigestione, mal di testa dopo i pasti, una salute generale poco soddisfacente e una tendenza al malumore. Se impegnati nello studio o negli affari, queste persone sono impazienti ed irritabili, oppure vittime di episodi di capogiri. Le frequenti indisposizioni di stomaco danno loro sonnolenza, risveglio lento e comunque un sonno poco ristoratore." (Baglivi, Opera Omnia Medico. Practica et Anatomica, Lugduni, 1710). Tra poco ci sposteremo sull'argomento dei mal di testa causati dai denti devitalizzati o dalle cavitazioni. Pero' ora vorrei rendere omaggio ancora una volta alle osservazioni cliniche del Dr. Bowler Henry, London Hospital, che nel 1935 diceva: Pubblico i seguenti casi nella speranza che questi errori non si ripetano in futuro. I pazienti che vediamo ora ottennero sollievo per la prima volta solo quando la vera causa fu scoperta. Per questo motivo mi sono preso il tempo di valutare se anche altri colleghi o altri autori di pubblicazioni scientifiche avessero avuto riscontri di questo tipo. Infatti sono d'accordo con la domanda posta qualche momento fa dal mitico prof. Frugoni (1940): La modernit progredita tanto che e' necessario dimenticarsi delle osservazioni cliniche di cui si sicuri?" Presentando questi 700 casi di mal di testa guariti con l'estrazione di denti del giudizio, il Dr. Bowler Henry diceva: "Molti di questi pazienti erano stati trattati con metodi neurologici senza risultati per considerevoli periodi di tempo. Un 50enne che si present nel suo studio medico soffriva di una nevralgia incapacitante nella regione parietale sinistra. Aveva entrambi i denti del giudizio inferiori impattati. Il canale mandibolare a sinistra mostrava in qualche modo di subire una pressione dall'ottavo. L'estrazione di questo dente del giudizio diede al paziente una rapida e stabile guarigione della nevralgia. In una studentessa 20enne, l'estrazione dei denti del giudizio inferiori port alla guarigione di gastralgie, mal di testa e dismenorrea. Un ufficiale 22enne dell'esercito americano aveva iniziato a soffrire da quattro anni di un vago mal di testa che poi nel tempo era diventato molto grave ed era sfociato anche in disturbi del sonno. Rimuovendo i denti del giudizio impattati dell'arcata inferiore scomparvero tutti i disturbi e i dolori. Il Dr. S.H. Woods invi al Dr. Henry due pazienti con grave nevralgia postoccipitale. Nel primo caso i due denti del giudizio inferiori erano ritenuti e obliqui, facendo pressione contro i secondi molari. Il secondo caso riguardava un signore 35enne che stava prendendo incredibili quantit di aspirina per dei forti, incessanti mal di testa. Un dente del giudizio inferiore destro puntava verso l'esterno. Entrambi i pazienti furono curati dall'estrazione di questi denti.

http://www.scribd.com/doc/122124066/Neurological-complications-of-the-third-molar-tooth

Iniziamo con i casi di nevralgia erpetica perch mi permettono di dare degli esempi molto chiari dell'effetto focale dei denti del giudizio. Il Dr. K. McAllister (di Leicester) mi ha inviato delle note riguardanti una 25enne affetta da una nevralgia che era in relazione con un persistente herpes sotto l'angolo della bocca sul lato destro. La donna si rivolse al dentista perch in un paio di occasioni le era sembrato che i dolori nevralgici partissero dalla mandibola. Un dente del giudizio ritenuto era la causa. Anche l'herpes scomparve pochi giorni dopo l'estrazione dentale. La D.ssa Helen Boyle ha riportato un caso simile in cui la nevralgia erpetica sul lato destro della testa spariva quando veniva rimosso un dente del giudizio impattato dallo stesso lato.

Il Dr. H.C. Semon ci parla della figlia di un suo collega, 30enne, che aveva avuto una nevralgia erpetica per un intero anno. Solo l'estrazione del dente del giudizio la liber definitivamente da quella condizione. Il dente del giudizio era fuoriuscito nella giusta direzione ma non completamente. I raggi X mostravano una certa vicinanza delle radici del dente del giudizio con il nervo mandibolare. Al followup di due anni dopo si pot stabilire che non c'erano state ricadute della condizione nevralgica. Il Dr. J. Edgley Curnock mi ha riportato una sua osservazione di nevralgia erpetica come complicazione post-operativa dell'estrazione di un dente del giudizio incluso. Nel caso di nevralgie di natura ignota ci sarebbe forse la necessit di stressare l'importanza d'indagare i denti anche quando questi sono del tutto asintomatici, ma molti miei colleghi mi direbbero che questa mio zelo quasi superfluo. Chi mai pu infatti negare tutte quelle osservazioni che i medici fanno quasi quotidianamente secondo cui i dolori nevralgici sono da mettere in relazione con la carie profonde o altre patologie dentali? Quante volte dobbiamo dimostrare o richiamare l'ovvio? Dei tantissimi casi di nevralgia di origine dentale da me raccolti, vorrei iniziare a parlare innanzitutto di quelli dove la condizione era scambiata per tic doloroso. Macphee (1932) ha riportato due casi. Una donna di 55 anni con una storia di nevralgia intermittente da oltre 35 anni fu completamente guarita grazie all'estrazione di un dente del giudizio inferiore sinistro che si trovava in posizione orizzontale. Un giovane di 17 anni fu trattato per un intero anno con larghe dosi di quinina per una grave nevralgia senza causa dentale apparente. I raggi X mostrarono che entrambi i suoi denti delle arcate inferiori erano orizzontali e la loro estrazione port alla scomparsa definitiva dei disturbi cronici. Andre (1930) ebbe una paziente 40enne con una nevralgia del lato destro per la quale era stato consigliato un'operazione del ganglio gasseriano. Un'iniezione di alcool canforato aveva dato un sollievo temporaneo solo la prima volta. La patologia era accompagnata a volte anche da fuoriuscita di pus dall'orecchio. I raggi X per rivelarono la vera causa del problema della donna: un dente del giudizio superiore faceva pressione sulle radici del molare adiacente. Buchanan (1927) si trovato di fronte ad un'intensa nevralgia che richiamava quasi la situazione di tic doloroso, in un paziente che aveva cercato per anni invano una soluzione per risolvere. Il giovane, disperato per non riuscire a trovare una soluzione, aveva scelto la strada della dipendenza da morfina e simili, come unico mezzo di alleviare i disagi cronici. Quando gli rimosse i due denti del giudizio superiori sparirono improvvisamente tutti i suoi sintomi nel giro di tre settimane. Jarzab (1933) fu in grado di dimostrare la correlazione di una grave nevralgia del trigemino con con un quarto molare, che compariva affianco ad un terzo molare imperfettamente sviluppato. La paziente di 28 anni guar perfettamente al momento della sua estrazione. Una paziente del Dr. Dawson Buckley (Nizza) soffriva di grave nevralgia, perdita di sonno ed emicrania. I denti erano tutti presenti ed erano tutti in buono stato. I raggi X per rivelarono un dentino in soprannumero, impattato e che faceva pressione sul dente del giudizio adiacente. L'estrazione di entrambi questi denti port alla scomparsa dei mal di testa della giovane.

Morel (1910) ci parla di un paziente che soffriva di una terribile nevralgia per la quale minacciava il suicidio. Alla fine si scopri la causa. Erano le radici di un secondo e un terzo molare che si erano fuse insieme.

Il Dr. Galway Murray ebbe un paziente 47enne che aveva sofferto per cinque anni di attacchi di dolore del lato sinistro. I mal di testa riguardavano la zona temporale destra e anche l'occhio. Non aveva pi denti sull'arcata superiore, ma i raggi X rivelarono un dente del giudizio a sinistra e quando questo fu rimosso i suoi problemi scomparvero del tutto. Una nota su una paziente 22enne fu inviata dal Dr. E.D. Davis. In questo caso una grave nevralgia del trigemino che riguardava anche il nervo auricolo-temporale destra si risolse quando fu rimosso un dente del giudizio inferiore destro. Il Dr. H. E. Harris (Bristol) descrisse una caso abbastanza drammatico di un 45enne in cui n le iniezioni di alcol n la rimozione di una porzione del nervo dentale inferiore avevano portato risultati contro una grave nevralgia. I dolori persistevano e la sua vita fu veramente penosa. Ma quattro anni dopo il chirurgo Sir Victor Horsley rimosse il glanglio Gasseriano e questo lo cur. Circa 15 anni dopo per, quando le radiografie dentali erano divenute pi comuni, fu trovato un dente del giudizio impattato, che appunto il Dr. Harris conosceva come una causa comune di guai di questo tipo. Il Dr. E. Miles Atkinson (Bath) riporta il caso di una donna di mezza et che aveva una grave nevralgia del trigemino della prima e seconda divisione ed aveva provato qualsiasi tipo di trattamento, incluse iniezioni di alcol. La paziente era stata infine inviata da lui per indagare eventuali correlazioni con il sistema otorrino-laringoiatrico. Ma non era nemmeno questa la causa. Infatti i raggi X rivelarono la presenza di due denti del giudizio impattati, tolti i quali gli attacchi sparirono definitivamente. R. V. Bradlaw riporta di una 30enne che gi da nove mesi soffriva di un grave dolore occipitale che arrivava fin gi al collo. Gli attacchi pi intensi culminavano in visione sfocata e vertigini. Il suo dottore le aveva diagnosticato nevralgia emicranica e prescritto "Luminal". Fu controllato lo stato dei seni mascellari, ma risultarono normali. Sorse un dubbio sul dente del giudizio in basso a destra e il molare ad esso adiacente. Uno specillo fu introdotto nella gengiva del secondo molare e and ad incontrare proprio il dente del giudizio adiacente impattato. Le emicranie sparirono e il paziente non soffr di nessun altro tipo di dolore a partire dal momento in cui questo dente del giudizio fu estratto. M. Padgett mi ha segnalato la guarigione di un giovane laureato in medicina che voleva essere inviato al fronte, ma era stato rigettato a causa dei frequenti violenti attacchi di nevralgia del trigemino che lo costringevano ogni volta al riposo assoluto a letto. Aveva consultato eminenti dottori senza risultati. Era stato anche operato due volte al seno mascellare frontale ed aveva avuto anche due operazioni al ganglio gasseriano. Proprio perch tutto questo si era rivelato inutile, decise infine di accettare il consiglio del Dr. Padgett di fare i raggi X. Il dente del giudizio inferiore sinistro era in condizioni pessime. Innanzitutto era quasi orizzontale e poi le radici avevano gi subito una erosione. Con qualche difficolt il dente fu rimosso, avendo fornito al paziente sedazione parziale con protossido di azoto. Fu proprio con questa estrazione che tutti i suoi problemi sparirono. Tre mesi dopo era gi al lavoro come medico dell'esercito. Incredibile, commentava Padgett, con quanto ritardo si era arrivati a fargli fare una radiografia dei denti dalla parte affetta. Questo ritardo della diagnosi lo aveva spinto in una miseria fisica e mentale tale, che aveva spinto il giovane a pensare pi volte al suicidio. Le pubblicazioni di altri tre autori del tempo ci fanno capire ancora una volta quanto questa problematica fosse tenuta in conto a quel tempo. Galezowski (1889) segnal diversi casi di mal di testa, nevralgie ma, essendo oculista, soprattutto di patologie agli occhi curate semplicemente grazie a delle bonifiche delle infezioni dentarie silenti. Che davanti a lui arrivasse un paziente con retinite, con coroidite, con irite, con caratatta o con cheritite, ogni volta la prima cosa che faceva era chiedere di aprire la bocca e trovando un'infezione dentale o un dente impattato diceva immediatamente: "Questa la causa del suo problema, gentile paziente." Egli era convinto di aver trovato l'eziologia quasi universale delle malattie degli occhi. L'altro autore che vorrei segnalare Von Stellwag (1888). Egli argomentava con riscontri clinici e istopatologici che il centro d'irritazione dentale creasse metaboliti dell'infiammazione che viaggiavano attraverso il sistema ciliare e il nervo mandibolare fino alle regioni remote del sistema nervoso. La relazione clinica tra infiammazione cronica di origine dentale e affezioni del sistema nervoso era un

riscontro ben noto alla comunit medica, scriveva l'autore nel suo articolo del 1888. Hutchinson (1873), del London Ophtalmic Hospital, rimproverava la professione medica di aver dimenticato che la maggior parte dei disturbi dei centri di visione fossero originati dalle condizioni dei denti. "E' molto importante," diceva Hutchinson, "che sui pazienti con disturbi degli occhi venga effettuata una bonifica della bocca da denti infetti, denti impattati o resti di estrazioni dentarie non completamente riuscite."

- La relazione tra infezioni orali e malattie dellorecchio: http://www.arnoldehret.it/old/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=6242 - La relazione tra infezioni orali e malattia dell'occhio: (a.) http://www.arnoldehret.it/old/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=6242 (b.) http://www.arnoldehret.it/old/modules.php? name=Forums&file=viewtopic&t=5958&start=135
Il discorso dei mal di testa e delle nevralgie causate da denti infetti veniva affrontato gi nell'Ottocento. Nel 1838 il Dr. Shearjashub Spooner si rivolgeva cos ai colleghi: "Non credo sia il caso di dubitare ancora che le malattie dei denti siano in grado di causare dei disturbi fisici a distanza e che possano contribuire allo sviluppo di malattie sistemiche croniche." E citava oltre alle sue osservazioni personali una quarantina di esempi di simili guarigioni pubblicati da Leonard Koecker in "Grundstze der ZahnChirurgie" (Weimar, 1828). Austin Flint (1868), allora presidente della American Medical Association, scriveva di aver osservato casi di nevralgia del trigemino che erano causati da denti cariati in profondit. Hilton (1861) aveva anch'egli pubblicato dei casi di nevralgia dovuta a molari infetti, laddove molti altri medici non erano riusciti a far migliorare le condizioni dei pazienti in nessun modo. Questo discorso dei mal di testa e delle nevralgie causate da denti infetti noi per ora lo affronteremo in un modo molto interessante e cio concentrandoci sui denti con cure canalari (i denti devitalizzati) e quindi citando autori degli ultimi 60-70 anni. Nel video qui segnalato (https://www.youtube.com/watch?v=6r9PjyRFQao) troviamo testimonianze sul discorso che i DENTI DEVITALIZZATI possano diventare CAUSA DI MAL DI TESTA. Seminari e interviste che ivi compaiono riguardano il Dr. Mike Jackson (IAOMT 2008), il Dr. Bruno Darmon (Francia 2009), il Dr. Mark Breiner (Connecticut 2010), il Dr. Wolfgang Koch (WDR Bonn, 2011), il Dr. Robert Gammal (Sidney 2006) e il Dr. Davo Koubi (1992). Quest'ultimo l'autore di "O LA BOCCA O LA VITA!" (Koubi 1991), nel quale riporta numerosi casi sia di mal di testa che di disturbi dellumore risolti con le estrazioni di denti del giudizio. Koubi per nella sua pratica clinica ha osservato anche molti casi che riguardano i denti devitalizzati. Lui stesso riporta la sua osservazione secondo cui i mal di testa di cui soffriva da quindici anni sparirono solo nel momento in cui all'et di 31 anni and ad estrarre un dente devitalizzato (http://www.disinformazione.it/denti_causa_malattia.htm). Ho gi pubblicato altrove un articolo che mostra guarigioni quasi miracolose di disturbi dell'umore avvenute dopo l'identificazione e la bonifica di infezioni dentali(http://scienzamarcia.blogspot.it/2013/04/infezioni-croniche-dentali-e-disturbi.html ). Le relazioni neurofocali tra infezioni dentali e malattie autoimmuni o del sistema endocrino saranno oggetto di qualche altro mio articolo in futuro. Andiamo ora a descrivere le pubblicazioni che descrivono mal di testa causati da denti devitalizzati. Henig (1978) ha dimostrato per esempio un'infezione da Streptococcus viridans in un incisivo superiore devitalizzato. Il paziente in questione aveva interrogato numerosi specialisti a causa di mal di testa, malesseri e uno stato epilettico che non trovava soluzione. Henig riscontr un ascesso al cervello infettato da Streptococcus viridans, che si scopr migrava proprio dall'incisivo devitalizzato che dovette essere estratto. Casi in cui un dente infetto, di solito un dente devitalizzato con granuloma silente, dovette essere estratto per poter arrivare alla risoluzione di mal di testa, sono stati descritti abbastanza di frequente nella letteratura medica: Pompians-Miniac (1966), Hollin (1967), Struzak-Wysokinska (1967), Glonti (1968),

Stevenson (1968), Uppgaard (1968), Bergouignan (1969), Dechaume (1969), Lewandowski (1970), Martinez Garcia (1971), Balogh (1972), Urmosi (1972 e (1975), Andra (1978), Gray (1978), Hamlyn (1978), Ingham (1978), Taicher (1978), Bayer (1979), Schotland (1979), Churton (1980), Hedstrom (1980), Mukharinskaia (1981), Perna (1981), Fromm (1984), Ries (1984), Vitzthum (1985), Aldous (1987), Guerin (1987), Becarevici (1988), Marks (1988), Saal (1988), Ogundiya (1989), Andrews (1990), Feldges (1990), Yun (1991), el Fakir (1993), Renton (1996). Soffermiamoci nel dettaglio su alcuni esempi clinici in cui i mal di testa erano causati dai denti devitalizzati. Perna e Liguori (1981) descrivono il caso di una 25enne che soffriva da due anni di nevralgia del trigemino, mal di testa pronunciati dal lato destro, laddove inizi a svilupparsi anche analgesia. L'esame angiografico una pneumoencefalografia evidenziarono un allargamento del forame ovale destro con distruzione ossea della base del cranio a partire da una massa non-vascolarizzata. Una massa di degenerazione del diametro di 2-3 centimetri fu trovata nell'intervento neurochirurgico: aveva invaso il ganglio trigeminale e l'esame istologico rilev un intenso processo infiammatorio oltre che una contaminazione fungina da Actinomiceti. Il sito primario di questa infezione da Actinomiceti fu trovato essere un'osteite periapicale del molare ipsolaterale, con granuloma che era sfuggito sia alle numerose recenti visite odontoiatriche che all'esame radiologico. Il dente estratto messo a coltura produsse appunto questo ceppo di Actinomiceti. La sua estrazione port ad una stabile guarigione. Nel suo libro "The roots of disease" (2002), il Dr. Robert Kulacz descrive svariate guarigioni di mal di testa. Vediamo uno di questi casi descritto direttamente dalla paziente, che si riferisce alla presenza di denti devitalizzati: "Iniziai ad avere mal di testa nei primi mesi del 1999. Partivano dalla tempia sinistra e radiavano alla zona degli occhi le orecchie e fino a dietro la testa. Avevo periodi con e periodi senza mal di testa. Poi prima dell'estate del 1999 mi fu devitalizzato un dente nell'arcata superiore sinistra laddove in precedenza gi ce n'erano altri due con cura canalare. Proprio quegli interventi per fare il nuovo dente devitalizzato fecero peggiorare di parecchio la situazione dei mal di testa. Ero costretta ogni giorno a prendere quattro pasticche di Advil ogni quattro ore per alleviare i dolori. Ci rivolgemmo pi di una volta a specialisti di odontoiatria per capire se potevano spiegare quella connessione tra denti e mal di testa. Ogni volta per ci venne detto che i denti sembravano in ordine e le cure erano state fatte bene. Quindi si poteva assolutamente escludere che i denti o le cure dentali potessero peggiorare i mal di testa. Allora procedemmo alla risonanza magnetica, ad una visita con l'otorinolaringoiatra e ad un esame completo dal neurologo. Non c'era nessun esame fuori dalla norma, quindi i mal di testa erano sempre pi un mistero. Tornai dal dentista, ci facemmo spazio tra le sue convinzioni che indizi a carico dei denti non se ne trovavano di nessun tipo e questa volta insistemmo sulla decisione nostra personale di far estrarre quell'ultimo dente che era stato devitalizzato. Ci fu un'infezione post-estrazione, infatti il periodonto non fu estratto, fu usato vasocostrittore e insomma si svilupp una osteite da sacca ossea. Per varie settimane mi dava ancora fastidio e i dolori erano tali che dovetti prendere narcotici e non potetti andare al lavoro. Insomma l'estrazione fatta male aveva peggiorato la situazione. Visto che nemmeno quello aveva funzionato, il dentista mi disse di recarmi ad una clinica del dolore, perch dal punto di vista odontoiatrico avevamo fatto tutto il possibile. Ero come non mai ad un vicolo cieco. Per fortuna nell'agosto 1999 mia suocera venne a conoscenza di tutti questi dettagli e mi disse di rivolgermi subito ad un dentista neurofocale che lei conosceva bene, il Dr Robert Kulacz. Gli spiegai i sintomi al telefono e lui aveva una risposta per tutto quello che era successo. Prendemmo un appuntamento per il giorno successivo. Il Dr. Kulacz mi spieg che il vasocostrittore usato in congiunzione con le cure canalari aveva favorito la formazione di un focus dell'osso mascellare. Gli altri denti devitalizzati presenti erano compromessi e dovevano essere tolti. Mi disse che sarebbe andato a togliere i due denti devitalizzati restanti e pulito l'osso secondo quello che era necessario e che si considerava ottimista per una risoluzione completa del problema. Detto, fatto! Due giorni dopo intervenne come detto e i mal di testa scomparvero per sempre. Scomparvero da subito. Non ho mai avuto pi un mal di testa." Centinaia di testimonianze simili sono state raccolte anche dal Dr. Hal Huggins. Il suo allievo Ronald D. Hubbs, agopuntore, racconta: "Dieci anni fa c'era un dente devitalizzato di mia moglie che faceva un po' le bizze, ma tre diversi dentisti le dissero che si poteva benissimo sistemare, bisognava solo sostituire la

corona che lo chiudeva. Ma mia moglie aveva questi mal di testa, secchezza oculare e nevralgia del braccio solo dal lato destro, proprio dal lato del dente devitalizzato che faceva un po' le bizze. Perci mi venne in mente di sospettare che l'opinione del dentista su quel dente fosse opinabile in qualche punto. Il mio incontro con il Dr. Huggins mi chiar ancora di pi le idee. Abbiamo seguito il suo consiglio di andare da un dentista neurofocale. Abbiamo deciso di estrarre il dente e guarda un po', questo dente aveva un granuloma apicale! Questo lo abbiamo visto estraendo il dente, ma dalla ortopanoramica non si vedeva niente. Il mal di testa e le nevralgie del braccio sono sparite dopo l'estrazione del dente e non sono mai pi tornate. La soddisfazione di questa esperienza stata tripla. Da una parte quella di sapere di avere ragione, dall'altra quella di essersi liberati di disturbi pazzeschi che avevano angustiato mia moglie per mesi e mesi. E infine la soddisfazione di essere in grado di aiutare tantissime altre persone. Diplomatomi di l a poco come agopuntore, sono riuscito a mandare tantissimi pazienti da dentisti biologici a rimuovere denti devitalizzati. Ogni volta i risultati sono stati straordinari. Nessuna eccezione. Per esempio la madre di un mio buon amico era afflitta da una grave artrite reumatoide. Al test kinesiologico risultava che uno dei suoi denti devitalizzati era particolarmente problematico. Ho detto al mio amico di portarla dal dentista a far estrarre quel dente. In un primo momento era molto scettico ma, data la disperazione, ha portato la madre dal dentista che gli ha confermato la necessit di estrarre il dente. Una volta tolto, l'artrite reumatoide di sua madre ne ha tratto un beneficio enorme. Potrei raccontarvi centinaia di storie come questa. Stiamo parlando dell'incompatibilit tra i denti devitalizzati e i pazienti con artriti e altre malattie infiammatorie croniche. Vedo un paziente dopo l'altro migliorare dopo che per anni altre strategie d'intervento medico avevano fallito e si erano perse le speranze di poter invertire il processo cronico degenerativo. I denti devitalizzati diventano al loro interno discariche e ritrovo di batteri anaerobici, mentre naturalmente la micro-circolazione intorno alla radice del dente che stato devitalizzato compromessa e innesca il terribile fenomeno dell'osteomielite ossea. Tutto questo folle. Parlare di sviluppo di malattie croniche e sistemiche senza menzionare i denti devitalizzati!" Un dentista di Cesena mi descrive un caso molto emblematico. Cefalee a grappolo iniziate a circa 8 anni, data che corrisponde allincirca alle sue prime amalgame in bocca. La cura inizia con prescrizioni di Novalgina, 40 gocce per volta e al bisogno, per cui arriva a consumare due bottigliette al giorno di Novalgina, tutti i giorni. Questo fino a 25 anni, quando inizi a soffrire di artrite reumatoide. Per questo ha iniziato una cura specifica, con antinfiammatori e cortisonici. E per il mal di testa? Per quello prendeva vari tipi di antidolorifici: tre compresse di Nimesulide e Voltfast, per tre volte al d. A 28 anni finalmente un medico naturopata le sospese lantidolorifico cominciando a drenarla. Per non c'era niente da fare per liberarla dal suo mal di testa quotidiano. A 29 anni giunse dal dentistico biologico di Cesena: Abbiamo dovuto togliere un molare (il 46), non che lo faccia spesso di mia iniziativa, ma questo era proprio irrimediabile. Bene, stato estratto e dalla sera alla mattina la paziente ha riferito che i dolori alle ginocchia e sotto ai piedi sono completamente cessati! Pensa che per questo dolore ai piedi era andata anche a farsi fare dei massaggi shiatzu; le avevano detto che si trattava del fegato e le facevano dei massaggi oltre a prendere dei rimedi, ma nulla. Poi da una sera alla mattina, tolto il dente e tutto va a posto! Io non le ho neppure chiesto nulla, stata lei spontaneamente a raccontarmi questa cosa!!!! Abbiamo anche tolto qualche amalgama dentale. Ora il mal di testa la paziente lha solo una volta alla settimana e leggero. Una paziente del Dr. Mark Breiner (Whole Body Dentistry 2005), Lucy, racconta: Avevo un dente devitalizzato, sentivo che mi dava fastidio, faceva un po' male, ma soprattutto avevo mal di testa, vertigini, fatica cronica. Avevo visto vari specialisti e non avevo mai sentito parlare della pratica del dottor Breiner. Io vivo nello stato di New York, come prima cosa andai da quattro dentisti nelle mie vicinanze per affrontare la questione e tutti mi dissero che i miei denti devitalizzati erano a posto. L'ortopanoramica non mostrava assolutamente anomalie. E quasi mi convinsero, forse la causa non era quello allora. Ero stata da vari medici convenzionali che mi avevano fatto tutti i possibili test. Stavo male. quando finalmente un'amica mi parlo' del Dr. Breiner. Per fortuna era solo mezz'ora dalla mia abitazione. Fissammo una visita e dopo 5 minuti Breiner mi disse che si, il dente era molto infetto e consigli di estrarlo. E nel momento in cui fu estratto la mia vita cambi. I mal di testa scomparvero istantaneamente. Ora tutto meraviglioso, il cielo azzurro, gli uccellini cinguettano. Non ero me stessa, ero proprio messa male, gli devo la vita. Ero sempre in balia di eventi di depressione ingiustificata che non mai pi capitato. Sono un'altra persona ora.

Un'altra testimonianza quella di un 54enne che ci ricorda che i denti muoiono a volte in un processo infiammatorio completamente silente e asintomatico localmente. Vediamo: Due anni fa iniziai ad avere leggeri mal di testa, divennero forti un anno dopo e mi spinsero dal dottore che non aveva la possibilit di trovare per me nessuna spiegazione, dunque mi diressi dal dentista (le otturazioni di amalgama erano gi state sostituite con i compositi) e in effetti lui trov infetto un molare dell'arcata superiore sinistra. Il dentista mi disse che il dente era morto e che avrebbe dovuto fare una cura canalare. Sulle cure canalari avevo letto la documentazione da brividi di weston Price, George Meinig, etc. e le smentite della American Dental Association, lessi ancora di altre persone che avevano avuto problemi con denti devitalizzati e decisi che avrei estratto il dente. Mi recai dal dentista, che mi disse che era una richiesta insolita la mia, mi fece capire che secondo lui prendevo la decisione sbagliata basandomi chiss su quali informazioni strampalate. Ma una volta preso atto della mia determinazione non cerc di ostacolarmi. Che la decisione da me presa fosse quella giusta ve lo posso dire ora che ho fatto estrarre il dente. I raggi X del dente non mostravano niente che potesse far pensare ad un'infezione, fatto sta che in una delle radici del dente ci trovammo di fronte una grossa sacca di infezione che non compariva ai raggi X! Il dentista rimasto impressionato come me. La sacca mi proteggeva dall'infezione invisibile nel dente ma con il tempo il mio sistema immunitario sarebbe diventato sempre pi debole. Se avessi acconsentito a fare la cura canalare certamente i mal di testa sarebbero diventati la norma, e chiss che altro effetto a distanza sarebbe comparso pi in l.

- - - - - 1930-1950 : Abbandono della teoria della sepsi focale.


Finora abbiamo esaminato due implicazioni "focali" abbastanza precise e circostanziate: quelle che derivano eventualmente dai denti del giudizio e quelle che derivano da denti devitalizzati. Questi effetti generalmente sono da mettere in relazione con infiammazione o infezione cronica che di volta in volta caratterizza questi denti. Nel corso dei secoli comunque in molti si sono posti la questione di trovare una teoria unificata per i vari tipi di "malattie focali" causate dai denti. All'inizio del Novecento si afferm la scuola di pensiero adottata da Rosenow e Price secondo cui il batterio dell'infezione sarebbe in grado di spostarsi dal dente all'organo target. Rosenow ebbe il demerito di cercare di dimostrare l'indimostrabile, ovvero che ogni tipo di microrganismo anaerobico andasse a colpire solo un certo tipo di organo. La scienza degli ultimi anni per ha dimostrato che gli effetti a distanza di un'infezione cronica si dovrebbe spiegare in un altro modo. Quando c' una situazione di produzione continua di antigeni d'origine batterica, ci porta alla sintesi di immunocomplessi (ossia complessi antigene-anticorpo), sia localmente, sia nell'ambito della circolazione generale. Questi immunocomplessi riescono a trovarsi nell'organismo il punto di minima resistenza ed insediarsi li. Teoricamente tali immunocomplessi possono depositarsi ovunque negli organi dotati di strutture vascolari a filtro, quali ad esempio le articolazioni, il cuore, la pelle, gli occhi, etc. L'azione tossica degli immunocomplessi oggi ben nota agli scienziati nell'ambito di una serie di patologie, per esempio per l'endocardite batterica. Ma dovete sapere che gi Frugoni (professore di clinica medica a Padova e Roma) negli anni cinquanta era stato in grado di dimostrare proprio questa patogenesi nella splenomegalia trombo-flebitica (anche detta malattia di Frugoni-Eppinger) . Fu proprio Frugoni, insieme con il professore e senatore Amedeo Perna, tra i pi famosi sostenitori della connessione leucocitaria nelle malattie focali negli anni Trenta. In un momento in cui la spiegazione del tropismo elettivo germe-organo data da Rosenow si era rivelata non soddisfacente e veniva accantonata, ci furono tutta una serie di autori che si diedero da fare per documentare a livello biologico l'esistenza di elementi anticorpali protagonisti dell'azione tossica dei distubi focali. L'effetto sensibilizzante dei focolai flogistici cronici di origine dentale fu il tema principale del Congresso Italiano di Medicina tenutosi a Pavia, con la relazione centrale di due grandi clinici, Lusena e Chini (1933). Si occuparono di queste ricerche quasi tutti i pi accreditati centri universitari del tempo, in particolare

quelli sotto la direzione dei professori Magrassi, Campanacci, Lunedei, Serafini. In campo odontoiatrico vanno ricordati gli studi e le ricerche di numerosi clinici (De Vecchis, Briasco, Branzi, Mela, Albanese, Tempestini, Palazzi, Roccia, Nieddu, Benagiano, Hoffer, Singer), come anche le loro segnalazioni di successi terapeutici mediante la bonifica di foci dentari in molteplici patologie matafocali, nelle sindromi reumatiche, nelle glomerulonefriti, nei processi di endocardite settica e in alcune affezioni dermatologiche. Bisogna dare merito ai padri della moderna medicina in Italia, a partire dal 1930 e per oltre un cinquantennio, di non aver mai dubitato della correttezza della loro intuizione sulla patogenesi delle malattie, che poi dati alla mano, a tutt'oggi non mai stata smentita. Questi autori cercarono di dimostrare, con i pochi strumenti allora a disposizione, che le tossine di origine batterica provenienti da focolai flogistici cronici come i granulomi apicali o le affezioni parodontali, sensibilizzerebbero organismi o siti dell'organismo particolarmente predisposti e, in successive immissioni in circolo, potrebbero provocare reazioni di tipo allergico in organi secondari. Tra gli altri si distinse Ferdinando Micheli (1872 - 1937), medico di fiducia della Reale Corte e membro del Consiglio superiore di sanit, che studi l'endocardite come malattia metafocale e la sua relazione con la presenza dei suddetti metaboliti immunologici. In questo ambito egli pubblic i dati sulla caratterizzazione dei "Leucociti del sangue in condizioni normali e patologiche" (Folia ematologica, III [1906], pp. 405-428), e della "Leucogenesi nella leucocitosi protratta" (Il Morgagni, XLIX [1907], pp. 409421). Da notare che mentre erano alla ricerca di una dimostrazione della loro teoria, questi autori si distinsero per i portentosi successi clinici che riuscivano ad ottenere. Il sopracitato Micheli sviluppo', insieme a Donati che con lui dirigeva l'istituto termale di Acqui in Piemonte, un protocollo, quello che oggi verrebbe chiamata "diagnosi differenziale", i cui due cardini centrali era l'alimentazione e l'attuazione della bonifica dei focus dentali. Frugoni divent medico personale di Palmiro Togliatti, re Fd I, Alfonso XIII di Spagna, le famiglie Volpi e Cini, Toscanini, Mussolini, Marconi. Vorrei soffermarmi, anche se solo per grandi linee, ancora su qualcun altro di questi autori. Magrassi Flaviano ( Brescia 1908 - Napoli 1974 ) document a livello biologico l'esistenza di elementi anticorpali che si fissano su determinati visceri e organi suscitando, magari dopo un periodo di latenza, una flogosi iperergica che si riacutizza ogni volta che vi una successiva immissione in circolo anche di piccole quantit dei medesimi elementi anticorpali. Magrassi lavor su questo discorso un'intera vita, gi addirittura con la sua tesi di laurea, "Infezione focale e fattori di allergia nel problema biologico del reumatismo infettivo" (1932), premiata dal Consiglio Nazionale delle Ricerche come la migliore pubblicatione di quell'anno. Nominato docente assistente ordinario alla clinica universitaria di Roma, ben presto Magrassi si fece apprezzare per l'indagine biologica orientata a chiarire le cause e le modalit di comparsa delle malattie metafocali, in particolar modo quelle reumatiche e cardiache. Albanese Paolo (Matera 1896 - Arezzo 1988), incaricato dellinsegnamento presso la Scuola di specializzazione della clinica odontoiatrica dellUniversit di Firenze, venne successivamente chiamato a ricoprire la cattedra della stessa disciplina nellUniversit di Siena, che mantenne fino al pensionamento. Presso il suo istituto costitu, nel 1955, il Centro di Studio Medico Stomatologico, che valse a rinforzare i legami tra la stomatologia e la medicina generale, sviluppando la teoria della natura focale di alcune malattie internistiche. Fu per molti anni direttore della Rivista Italiana di Stomatologia, presidente nazionale della Societ di chirurgia della bocca e ortopedia odontofacciale e socio di numerose associazioni culturali e professionali italiane e straniere. In particolare fu attivo collaboratore dellAccademia Petrarca, presso la quale tenne quattro interessanti comunicazioni, pubblicate negli Atti e Memorie, lannuario dellassociazione. Ha lasciato complessivamente ben 150 pubblicazioni che gli valsero significativi riconoscimenti in campo nazionale e internazionale. Ebbero particolare risonanza i suoi studi riguardo le paradentopatie e le infezioni focali.

Antonio Lunedei (Gambettola 1900 - Firenze 1971), professore di clinica medica a Firenze, s'impegn sul fronte della dimostrazione dei vari aspetti della patogenesi focale. Anche lui ci teneva a correggere l'ipotesi infettiva di Rosenow. Il concetto di focus dev'essere disgiunto da quello di processo settico focale in almeno tre aspetti: (1.) nella sepsi il focolaio in diretta connessione con la via sanguigna. Con il focus invece il materiale pu benissimo arrivare per via linfatica, anzich ematica. (2.) Nei focus, contrariamente alla setticemia, dobbiamo parlare di antigeni (ovvero delle sostanze tossiche o infiammatorie provenienti dal disfacimento o dal metabolismo del focolaio primario). (3.) La tossicit degli antigeni non diretta, come nella setticemia, ma mediata da altri meccanismi sottili che possono essere chiamati in causa, immunitari e non. I due meccanismi pi noti e riconosciuti sono stati quello allergico e quello degli stimoli sul sistema neurovegetativo. Un termine introdotto proprio da Lunedei per le malattie focali era quello di "allergia iperergica", una reazione eccessiva dell'organismo alla continuata presenza di antigeni derivati dalla persistenza di silenti foci batterici. Questo discorso ci porta direttamente all'ipotesi fatta in Germania da Ferdinand Huneke a partire dagli anni 50. Il medico tedesco propose una visione nuova del problema patogenetico della malattia focale, postulando che tutto il complesso dei fasci del sistema neurovegetativo fosse come una "rete a carica elettrica" con un determinato potenziale, di cui il diencefalo il centro guida. Nella teoria focale il disturbo prima di tutto ELETTRICO. Le cellule, che normalmente sono polarizzate a circa 100 mv, in seguito a traumi chimici, fisici, infettivi, meccanici, vengono danneggiate e rimangono in uno stato di semiriposo ipopolarizzato, diciamo 10 mv. Usare l'espressione "buco nero" non neanche pi una metafora. Il "focus" unalterazione locale patologica nel tessuto connettivo lasso, per cui le reazioni di difesa locali e generali dell'organismo sono continuamente attivate. Questa situazione di stress "elettrico" rimane silente se non raggiunge un valore soglia di attivazione e diventa rilevante a partire dal momento in cui la pace totale del sistema connettivo e necessaria per favorire una guarigione post-trauma. Huneke concep un test importantissimo: l'infiltrazione di qualche goccia di Impletolo attorno ai focus del sistema neurovegetativo portava alla scomparsa o all'attenuazione della sindrome dolorosa metafocale nell'arco di qualche secondo. I successi ottenuti con questo procedimento sono dovuti alla ripolarizzazione che la procaina pu ottenere in loco sul focus d'infiammazione. Con un'iniezione neuralterapica le cellule passano dai 10 mV del focus ai 100 mV che sono normali e non disturbano i circuiti neurali del sistema neurovegetativo. Questo discorso non solo una teoria elegante, ma anche qualcosa che da' successi clinici, quindi sembra molto difficile negarlo. Non mancano autori, come ad es. Mller-Ruchholtz e Matzen nel 1987, che non avendo trovato alterazioni immunologiche specifiche nel caso di foci dentari, concludevano affermando che si debba pensare che i foci dentari non hanno importanza dal punto di vista clinico. Ma perch io debbo trovare un preciso riscontro analitico che interessa a te, se siamo di fronte a dei risultati clinici impareggiabili? In uno studio effettuato su 7.148 pazienti da Perger (1978), l82% dei pazienti raggiunse una guarigione a lungo termine solo dopo leliminazione dei foci. Per soltanto 121 (l'1,69%) presentavano diffusione batterica e soltanto 116 (l'1,62%) presentavano allergie batteriche. Inoltre altri 539 pazienti (7,77%) presentavano un aumento del titolo anti-streptococco o anti-stafilolisinico. Quindi soltanto nell11% dei casi si riusciva a riscontrare alterazioni di ordine immunologico. Gli autori quindi si vedevano costretti ad ammettere che vi fossero dei collegamenti tra metabolismo tossico dei focolai dentari e le malattie generali, ma che i meccanismi di azione con cui questi agivano erano evidentemente completamente diversi da quelli studiati. E' pur vero che chi dice di non aver trovato riscontri analitici del problema non ha nemmeno cercato con

moltissima applicazione. Il Dr. J. Lechner (2007, 2010) ha mostrato che i messaggeri infiammatori nella malattia dellosso mandibolare (Rantes, FGF-2, MCP-1), provenienti da biopsie di pazienti che avevano avuto denti devitalizzati infetti erano capaci di causare unampia gamma di malattie a distanza. Lo stesso Lechner (1999), per quanto riguarda le cosiddette cavitazioni o NICO, ha iniziato a fare la diagnosi delle suddette situazioni tramite sonografia ossea, ovvero il Cavitat. Per i denti devitalizzati cosiddetti "infetti", la situazione infiammatoria o perturbatoria elettrica che sia, viene causata dalla presenza di materiale necrotico o batteri anaerobici all'interno del dente. I prodotti del metabolismo anaerobico o i metaboliti infiammatorifuorisescono sigillando il dente, creando una muraglia di contenimento ai gi poco mobili metaboliti anaerobici. Non necessario che i batteri anaerobici viaggino da qualche parte nell'organismo. Ma se lo fanno cercano dei tessuti con qualche precedente suscettibilit o comunque con carenze di ossigeno e cos via. Diventa a questo punto importante dare alcuni cenni del riscontro

dell'infezione all'interno del

dente.
Alcuni autori, tra cui il Prof. Heine, il Dr. Beisch, il Dr. Irmer e il Dr. Thomsen hanno cercato di valutare i risultati istologici e batteriologici dei focolai mascellari e dentari che non era possibile diagnosticare clinicamente. I seguenti

microrganismi sono comunemente stati ritrovati nelle biopsie dei denti devitalizzati da numerose universit: Actinomyces naeslundii, israelii, viscous Aspergillus parasiticus, versicolor Corynebacterium Enterococcus faecalis, eubacterium Fusobacterium Staphylococcus lentus Streptococcus constellatus, sanguis, mitis, viridans Peptostreptococcus micros, prevoti Porphyromonas endiodontalis Proprionibacterium acnes, granulosum Veillonella sp. Alcuni studi hanno confrontato i microorganismi anaerobici riscontrati in piccole dosi nel sangue con quelli trovati in denti devitalizzati estratti: lidentit dei due stata confermata da metodi di caratterizzazione fenotipica e genetica. Uno di questi studi, quello di Debelian (1998), valutava solo denti devitalizzati asintomatici di denti con una sola radice. Tutti i denti devitalizzati contenevano batteri anaerobici, anche se il livello minimo stabilito per decretare una bacteremia era rispettato solo 54% di essi. Questi batteri anaerobici, anche quando sono presenti a livelli inferiori a quello stabilito di batteremia, respirano a modo loro ed hanno un metabolismo che produce metilmercaptano, idrogeno solforato, acido butirrico e in generale potenti sostanze solforate molto dannose. In particolare producono aflatossine. Le aflatossine sono state implicate in vari campi di ricerca. Per esempio le aflatossine causano disturbi dellumore o schizofrenia. Le aflatossine hanno livelli di tossicit superiori a molte sostanze industriali che causano cancro. Lesposizione cronica diventa un potente carcinogeno. Oppure esercita unazione dannosa sulla funzione del cuore, del fegato e dei reni. Tabachali (1988) ha dimostrato che Fusobacterium nucleatum coltivato da denti devitalizzati asintomatici era associato a infezioni croniche orofacciali, otite media cronica, sinusite cronica, mastoidite ascessi al cervello, ma anche problemi al mediastino e polmoni. Il dottor Weston Price riscontr che non cera un singolo dente devitalizzato che fosse sterile, per trov anche che i denti di persone malate erano pi tossici e nocivi ai conigli che i denti di persone sane (!). Price esamin alcune migliaia di pazienti. Abbiamo detto dell'ipotesi tossinfettiva fatta da Rosenow ad inizio secolo XX. L'ipotesi "allergica" dei

nostri clinici italiani ancora pi convincente, stata dimostrata dagli studi degli effetti patologici degli immunocomplessi degli ultimi anni. E poi c' il riscontro clinico innegabile della ripolarizzazione delle cellule nei centri focali. Ebbene queste tre dinamiche possono essere considerate coesistenti, a volte con prevalenza di una, a volte con prevalenza dell'altra. Se uno va a leggersi le grosse raccolte di casi clinici, come per esempio quelle di Ernesto Adler (http://www.medicinenon.it/terapia-neurofocale-dentale-ernestoadler-1983, http://www.medicinenon.it/tutte-le-terapie-falliscono-valutazioni-sui-denti-del-giudizio, www.medicinenon.it/odontoiatria-neurofocale) sembra molto indovinata l'affermazione di Huneke che la presenza di un dente infetto o di simili focus dentali da vedere come un piccolo buco nero che risucchia energia dalle funzioni vitali e dalle capacit di manutenzione dell'organismo, come per esempio qualle ormonali, enzimatiche e naturalmente quelle indispensabili per liberarsi da un disturbo cronico. Tornando ancora un attimo agli autori italiani, troviamo nel libro "La malattia focale odontostomatogena" (1999), l'auspicio dell'autore, il prof. A. Nicolin, che questa sua ampia ricerca bibliografica sull'argomento possa aiutare i colleghi a tenere in considerazioni la valutazione delle infezioni dentali come possibile causa di sindromi morbose ad eziologia oscura. Nel libro Nicolin mette in relazione le pubblicazioni scientifiche degli ultimi decenni con quella che era un'affermata tradizione di valenti ricercatori italiani appena quarant'anni fa. E aggiunge: "Possibile che tutti questi stimati clinici abbiano parlato per tutti questi decenni di una cosa che assolutamente non esiste? Possibile che le guarigioni che questi autori hanno descritto non fossero in relazione con la bonifica delle infezioni dentali croniche come riportavano questi autori? Le mie esperienze cliniche mi dicono che l'effetto focale delle infezioni dentali non un'allucinanzione di massa". Il libro di Nicolin stato cos recensito dal Prof. Cesare Dal Pal: "Questa fatica dello stimato collega Nicolin mi sembra meritevole di particolare attenzione in quanto affronta un tema cui io come internista sono particolarmente legato, ovvero come la pratica odontostomatologica pu essere ricollegata a quella medica pi generale. Quest'opera sar senz'altro di grande utilit agli studenti, agli odontoiatri, ai medici generalisti, ai dermatologi, agli oculisti e ai tanti altri specialisti richiamati dall'autore alla necessit di non dimenticare la possibilit che all'origine di alcune malattie di loro competenza ci possa essere il contributo focale di una patologia dentale". V.G. Black si diede da fare ad inizio Novecento per spiegare perch il fenomeno flogistico della fase acuta dura solo un tempo limitato, prima di venir sostituito da quello cronico, che silente. E a volte non c' nemmeno la possibilit di vedere quello acuto. Il dente muore, perde la vitalit senza che il suo proprietario abbia indizi di questo fenomeno. E' un po' difficile decidere dove fermarsi in questa presentazione della letteratura. La lunghezza di questo testo forse dovuta proprio al mio aver voluto dare alla medicina clinica un posto predominante. Vale la pena di fare ancora una volta una rapida carrellata dei meccanismi proposti per spiegare com' possibile che denti infetti che localmente hanno una sintomatologia minima o nulla possano causare problemi a distanza.

1. Pssler, Rosenow e Price (1909- 1915) credevano in un processo di tipo puramente batterico, cio linfezione focale agiva tramite diffusione batterica a distanza. 2. Slank ampliava questo concetto parlando di tossicosi focale, supponendo che fossero in gioco tossine batteriche e non i batteri stessi. Questo pero' lasciava aperta la questione di perche' alcuni pazienti erano affetti tanto e altri niente. 3. Numerosi autori introdussero il concetto di "allergia focale", nel senso che tossine batteriche (cio i corpi batterici eterologhi) e gli endoallergeni derivanti da intensificata degradazione tissutale nei focolai infiammatori

cronici, inducessero reazioni allergico-iperergiche (Berger 1937). 4. Ricker e Speransky ipotizzarono un processo patologico neurale coniando la definizione di campo di perturbazione neurale. 5. Selye ha attribuito notevole importanza ai fattori ormonali legati al sistema adeno-ipofisi-corteccia surrenale, che controllano l'adattamento e la risposta difensiva dell'organismo agli stress. 6. Nell'ambito dell'EAV, Voll ha messo in primo piano i rapporti energetici tra focolai ed organi.
Infine 7. Il ricercatore svedese Stortebecker (1961, 1965, 1966, 1967, 1978, 1982) ha dedicato pi di due decenni di lavoro per cercare di giusticare il ruolo delle condizioni dentali sui mal di testa e altre patologie del sistema nervoso centrale. Egli ha enunciato e dimostrato, grazie a studi di diffusione verso il cervello di ogni tipo di composto tossico a partire da un dente, il principio di minima distanza. Per capire la diffusione di materiale batterico, infiammatorio o tossico dall'interno di un dente al cervello, il ricercatore svedese ha raccolto persino esperimenti al limite dell'eticit, fatti con la collaborazione di persone moribonde.

Se torniamo all'ottocento, troviamo con insistenza l'ipotesi del riflesso irritativo. I denti malati
secondo Dr. Samuel Salter (1867) avevano causato in numerose circostanze affezioni sui nervi cervicali e brachiali, dolori nevralgici e altre forme d'infiammazione, per cui lui riteneva che fosse giusta la spiegazione data da molti suoi colleghi autori secondo cui i denti del giudizio dovessero esercitare una pressione sul crocevia importante del sistema nervoso che l appena adiacente ad essi, soprattutto in quei casi in cui sono spuntati sul ramo ascendente dell'osso mandibolare. Sul discorso del "riflesso irritativo" derivante da "denti malati", Hutchinson (1885) ha riportato un caso clinico particolarmente significativo. Un paziente aveva i denti del giudizio dal lato sinistro, sia in alto che in basso, erano compromessi insieme con i secondi molari. Nel momento in cui questi denti furono estratti, spar immediatamente una nevralgia che la paziente si portava dietro da anni. Per rimase uno spasmo alla palpebra dell'occhio. A quel punto Hutchinson decise di andare a togliere un'otturazione di mercurio che rivel il coinvolgimento della polpa di un molare che fino ad allora non aveva dato nessuna sintomatologia. Dopo l'estrazione anche di questo dente, lo spasmo alla palpebra scomparve. "Abbiamo preso atto anche in questo caso", dice Hutchinson, "della capacit di un dente compromesso con assenza totale di sintomi locali di produrre una irritazione riflessoria del terzo nervo [N. Oculomotorius] attraverso l'irritazione di una zona del quinto nervo [quello del Trigemino]." Dopo aver descritto alcuni casi che andavano da nevralgie a paralisi, K.B. Davis (1887) scriveva: "Il sintomo del dolore solo un fenomeno legato di riflesso all'irritazione del nervo. Quando un dente compromesso attiva l'irritazione del terminale nervoso, prima o tardi arriver anche la reazione dei centri nervosi, seppure il suo sviluppo normalmente ha anche a che fare con diverse condizioni secondarie aggravanti." Similmente, la vera natura della schizofrenia diagnosticata in due cliniche psichiatriche tedesche ad una ragazza 26enne di Karlsruhe fu trovata dal Dr. Wilhelm Schuler (2007) andando a guardare l'ortopanoramica dentale. Quando le furono estratti i quattro denti del giudizio impattati, la giovane immediatamente torn alla normalit senza avere pi ricadute dei sintomi mentali (vedi anche un mio articolo su Scribd: http://www.scribd.com/doc/114019716/Disturbi-Caratteriali-Causati-Dai-Denti" )

ALCUNE TESTIMONIANZE SU YOUTUBE Vi invito alla visione del mio video "Bara con i denti", sezione 3, https://www.youtube.com/watch? v=6r9PjyRFQao , in cui compaiono i seguenti autori che spiegano brevemente le guarigioni da mal di testa che hanno ottenuto grazie alla bonifica di infezioni dentali. ( 0:18) Dr Mike Jackson, IAOMT Texas, 2008 Perch i denti devitalizzati possono causare mal di testa? C' una degenerazione dell'osso sottostante che produce una putrefazione dell'area e anche sacche ossee (cavitazioni). Una signora 45 aveva emicranie da anni, una volta a settimana, che la costringevano al riposo assoluto nella stanza da letto, ogni volta per alcuni giorni. Un molare superiore le aveva dato fastidi occasionali per un paio di anni. Il Cavitat evidenzio problemi sotto quel dente e osso alterato nell'adiacente area dove era stato tolto un dente del giudizio. ( 2:18) Paziente 82enne del Dr. Darmon: affetta da emicranie ormai da 4-5 anni. Suo figlio la port a fare la bonifica die focus dentali. Quando le furono estratti un paio di denti e fu curettata una cavitazione. ci port alla scomparsa delle emicranie. ( 3:55) testimonianza di un paziente 63enne del Dr. Koubi. Sono passati vent'anni da quando ha fatto estrarre i denti devitalizzati. Da allora non ha mai pi avuto mal di testa. Dai 25 ai 45 anni di et aveva avuto mal di testa cronici per i quali nessuno era riuscito a trovare una spiegazione. Molti dei suoi conoscenti hanno avuto esperienze dello stesso tipo. Ovvero, coloro che hanno fatto lo stesso percorso di bonifica di denti infetti sono guariti guariti da mal di testa e godono di una eccellente salute. E questi sono alcune decine. Dall'altro lato coloro che hanno scelto di non seguire il consiglio di occuparsi dei focus dentali hanno ancora i loro problemi. ( 5:20) testimonianza di una paziente del Dr. Mark Breiner: "Un dente devitalizzato di tempo in tempo mi dava problemi. Mi recai da quattro dentisti diversi che dicevano che dall'ortopanoramica si vedeva un dente devitalizzato perfetto, che non era affatto compromesso. Continuavano a rassicurarmi che poteva rimanere l, Ma alla fine lessi il libro del Dr. Breiner su malattie causate da denti devitalizzati. Il dottore mi disse che il dente era infetto. Lo feci togliere... la migliore decisione della mia vita. Non ho pi mal di testa da allora. Vertigini e fatica cronica sono migliorate sostalzialmente. ( 6:46) altra paziente del Dr. Darmon: "Avevo emicrania per i quali nessuno riusciva a trovare una causa. A posteriori ho capito che i mal di testa erano iniziati dopo la devitalizzazione di un molare. I dolori poi partivano proprio da quella parte dove era il dente. Il dente dava in qualche modo un piccolo fastidio. Da quando ho fatto estrarre il dente, non ho mai pi avuto emicrania dal lato destro. Inoltre non ho mai pi avuto dolori all'orecchio destro o problemi all'occhio destro. C' stato un grossissimo miglioramento anche con la spalla destra che continuava a darmi fastidio." ( 9:58 ) la televisione tedesca WDR presenta la guarigione di Petra da una nevralgia che le era stata causata da un dente morto. ( 10:20) Dr. Wolfgang Koch spiega che questi casi sono indagati piuttosto di frequente nel suo studio medico. L'indagine delle possibili infezioni dentali essenziale per tutte le malattie di origine sconosciuta e sindromi dolorose di ogni tipo che sono resistenti a terapie mediche. La cosa insidiosa che il paziente colpito non percepisce segnali locali dal dente che sta causando un disturbo a distanza. non gli far male da nessuna parte in bocca, per la tossicit e i metaboliti dell'infiammazione finiranno da qualche altra parte nell'organismo, creando problemi. ( 11:56) Seguono tre testimonianze relative a mal di testa e denti devitalizzati raccolte dal Dr. Gammal nel DVD ROOTED

Altri casi clinici descritti su Youtube direttamente dagli autori o attraverso testimonianze di pazienti sono le

seguenti: ( # ) http://www.youtube.com/watch?v=iu5BiwFgBwQ necessit di togliere denti devitalizzati in pazienti con ARTRITI; TUMORI; citazioni del Dr. Thomas Rau, Dr. Mike Godfrey, Dr. Darmon, Dr. Lepoivre, Dr. Nunnally, Dr. Breiner, Dr. Gammal. ( # ) http://www.youtube.com/watch?v=wv95y5EDUmA guarigioni di ARTROSI, MAL DI TESTA causate dai denti devitalizzati. ( # ) http://www.youtube.com/watch?v=x_MTti2hPfQ guarigioni di SINUSITI causate da denti devitalizzati. ( # ) http://www.youtube.com/watch?v=E72ykPm3bVM dolori cervicali guariti.. i denti! ( # ) http://www.youtube.com/watch?v=9Bwil0cP0bk Dr. Gammal: nuove testimonianze denti / 7 casi ( # ) http://www.youtube.com/watch?v=vy3_i5My2QM il reumatologo Dr Jean Gabriel Thomas guariva tutti i pazienti con la estrazione dei denti devitalizzati. ( # ) www.youtube.com/watch?v=x59QCAOVieU testimonianze dei pazienti del Dr. Daunderer, riprese da Report, Rai3, Sabrina Giannini 1998. ( # ) http://www.youtube.com/watch?v=W-yzXfkeAsk Dr. Mike Jackson e Dr. Lane Freeman: i denti devitalizzati causano sempre un marciume sull'osso su cui si appoggiano. ( # ) http://www.youtube.com/watch?v=EcTueTMi8AE Dr. Koubi su guarigioni rimuovendo i denti devitalizzati. ( # ) http://www.youtube.com/watch?v=6r9PjyRFQao guarigioni di mal di testa, Dr. Mike Jackson, Dr. Robert Gammal, Dr. Mark Breiner. ( # ) http://www.youtube.com/watch?v=EuIey7eFOps Dr. Benoit Bouquot: se il dente devitalizzato compromette l'osso mandibolare ci saranno conseguenze gravi sulla salute. ( # ) http://www.youtube.com/watch?v=VopaKDbm1NM WDR: Dr. Wolfgang Koch su pericoli denti devitalizzati. ( # ) http://www.youtube.com/watch?v=wv95y5EDUmA mal di schiena e denti devitalizzati. Non ho avuto purtroppo l'occasione in questo articolo di dare qualche testimonianza diretta tra quelle che sono giunte a me personalmente. Le persone guarite da mal di testa sono proprio quelle che sono state decisive nell'incoraggiarmi a darmi da fare con queste traduzioni e questa divulgazione. Qualcosa ho gi raccontato qui: http://www.arnoldehret.it/old/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=5927

NEVRALGIE causate da osteiti o necrosi (NICO).


Il prof. Jerry Bouquot documenta alcune migliaia di casi di nevralgie che sono state messe in relazione causale con denti devitalizzati o con osteiti lasciate da precedenti approssimative estrazioni di denti infetti (NICO). Infatti curettando questi focus sulla mandibola i pazienti guariscono da condizioni croniche molto gravi. Scrive Bouquot: La nevralgia del trigemino e molte altre patologie nevralgiche della testa hanno avuto essenzialmente cause ignote fino a poco tempo fa. Abbiano scoperto di recente che un elevata percentuale di queste condizioni sono da mettere in relazione causale con infezioni o necrosi dell'osso (osteiti o cavitazioni). La percentuale di guarigioni che si ottengono con la loro bonifica imponente. Dunque i detriti e metaboliti infiammatori che si accumulano a livello apicale rappresentano terreno fertile per un fenomeno progressivo che dura anni e che porta a necrosi dell'osso mandibolare. Questo fenomeno viene di molto accelerato dall'uso ripetuto di vasocostrittori insieme con le anestesie dentali e da estrazioni non accorte che non includano il curettamento di resti di periodonto o tessuti ossei molli e infiammati o anche resti di radici lasciati nella mandibola nel momento dell'estrazione dentale. Si viene a creare dunque un'ulteriore causa d'interferenza, ben caratterizzata dagli studi di Bouquot e colleghi, che potr manifestarsi come mal di testa o come qualsiasi altro disturbo cronico che deriva dal sovraccarico del sistema vegetativo causato da focus infiammatori dentali. Roberts (1979), Shira (1984) e Ratner [1976, 1979 e 1986] ha effettuato delle ricerche molto dettagliate in cui ha descritto vari tipi di mal di testa e di dolori nevralgici che si irradiavano da siti dentali affetti da osteite, che arrivavano a risoluzione mediante il curettaggio che ne permetteva la guarigione. Questi siti dentali affetti da osteiti si sviluppano dopo una non corretta estrazione di un dente devitalizzato o di un dente del giudizio. La guarizione della mandibola dopo l'estrazione dentale viene impedita se eventuali rimasugli di periodonto o di tessuto infiammato non sono stati curettati via. Non raro che si sviluppino situazioni necrotiche dell'osso mandibolare (cosiddette NICO) che hanno la potenzialit di causare mal di testa ed altri effetti a distanza. Anche i rimasugli di radici possono creare mal di testa e nevralgie del trigemino (Urbani 1982) nella misura in cui possono essere soggette a putrefazione o anche impedire la corretta guarigione post estrazione che negli anni porta ad importanti necrosi ossee focali (Benech 1986, Chuikin 1989). Werner (1909) aveva osservato la guarigione di una donna da una grave nevralgia del trigemino dopo l'estrazione di un dente del giudizio e curettaggio dell'adiacente osteonecrosi mandibolare. Osservazioni di questo tipo furono fatte su centinaia di casi da GV. Black, considerato il padre dell'odontoiatria americana, che prese un grosso interesse nella questione degli effetti focali delle osteonecrosi mandibolari. A quei tempi il problema delle osteonecrosi era particolarmente sentito, perch curettare le infezioni sull'osso era notoriamente associato ad infezioni sistemiche a causa del materiale tossico messo in circolazione, e quindi quasi nessuno sentiva la vocazione di volerlo fare. Quindi l'infezione e l'osso compromesso non venivano allontanati. Inoltre i dentisti magari lasciavano pezzi di radici con le loro estrazioni e nessuno se ne poteva accorgere, perch non faceva reazioni sintomatiche e fare ortopanoramiche dentali complete non era ancora all'ordine del giorno. Il dottor Shankland (2000) riporta molti casi di pazienti cui aveva apportato delle guarigioni individuando ed estraendo le focalit di denti devitalizzati. Il Dr. Shankland ci fa sapere che prima di arrivare alla giusta diagnosi questi pazienti si erano recati da numerosi altri specialisti dentali, che avevano letto come normali le stesse irregolarit dellortopanoramica che erano state usate dal suo team per individuare osteiti. Visto che la ortopanoramica non riesce a vedere bene la situazione del dente e anzi in oltre il 90% dei casi nasconde infezioni apicali anche di grande portata, diventa interessante segnalare la modalit esplorativa di questi problemi dei focus dentali secondo il Dr. Voll. Il Dr. Mike Godfrey (1997) ce ne parla in una pubblicazione sul Journal of Advancement in Medicine intitolata "Focus dentale come causa di nevralgia del trigemino: un caso clinico. Una 21enne lamentava da due anni un dolore inizialmente intermittente all'orecchio sinistro, che poi era diventato continuo e riguardava tutta la testa. Aveva consultato numerosi specialisti otorino-laringoiatri, dentisti, chirurghi maxillo-facciali, senza ottenere nessun miglioramento. Numerosi cicli di antibiotici le erano stati somministrati per una presunta ma non dimostrata infezione all'interno dell'orecchio, e per cercare sollievo

dal dolore le erano stati somministrati farmaci anti-infiammatori non steroidei, analgesici e anti-depressivi (persino meperidina e morfina). La Tac e le altre indagini radiografiche erano state effettuate ma non avevano rivelato alcunch. Quando si present in questa clinica, la paziente aveva dolori molto forti nonostante fosse sotto medicazione combinata di carbamazepina, morfina e fluoxetina, e avrebbe dovuto essere operata dieci giorni dopo. Il nostro approccio stato di fare una valutazione con l'apparecchio EAV. Abbiamo riscontrato un focus alla mandibola, cio risuonava l'ampolla test osteitis. Il 6 inferiore sinistro era il dente coinvolto. Il focus fu poi confermato dal dentista mediante il test della neuralterapia. Il sollievo dal dolore all'orecchio era apportato dall'iniezione di neuralterapia nella zona del dente; il sollievo era immediato e durava per oltre 15 ore. La settimana dopo fu effettuata l'estrazione del dente con tutto il protocollo di bonifica dell'osteite sottostante, e la paziente guar e rimase libera da problemi per cinque mesi, allorquando ci fu una piccola ricaduta che fu mandata in remissione con due sedute di neuralterapia della zona del dente estratto. Da allora la paziente rimasta libera dal dolore all'orecchio per tutto il periodo di follow-up di due anni. Oggi comunque esiste la possibilit di ottenere una rappresentazione dettagliata del dente in tre dimensionali e digitale (quindi a bassa radiazione), la cosiddetta Cone Beam, che offre uno strumento pi efficace di verifica dei sospetti relativi a situazione di infezione dei denti devitalizzati. L'importanza di approcci complementari alla diagnosi risulta chiara quando uno va a leggere nella letteratura medica che il solo modo d'identificare le focalit dentali a volte partire dalle neoformazioni che possono causare nel cervello (cisti, ascessi), e capire se i microorganismi sono tipicamente quelli provenienti dalle zone dentali (Feldges 1990, Valachovich 1979, Virolainen 1979). In una rassegna di 2565 casi nei quali una massiccia infezione odontogena fu messa in relazione con effetti a distanza, Andra (1978) segnala che oltre il 65% dei casi n il paziente n gli specialisti di competenza erano stati in grado di risalire al focus dentale nonostante problemi sistemici ricorrenti ed un'estesa valutazione clinica inclusa anche quella dentale.

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