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Membrane cellulari caratteristica di tutte le cellule

Funzioni della membrana

(compartimentazione funzionale)
La membrana cellulare: cenni storici

• 1890 le sostanze solubili nei lipidi penetrano più facilmente


delle molecole solubili in acqua quindi i lipidi sono presenti
come un “rivestimento” sulla superficie della cellula
OVERTON

• 1900 i lipidi , molecole anfipatiche si orientano


sull’acqua in modo tale che le teste idrofiliche guardano
l’acqua e le loro code idrofobiche si allontanano LANGMUIR

1925 attraverso il calcolo del rapporto fra l’area di superficie di un globulo


rosso ed il suo contenuto in lipidi è stata dimostrata la struttura a doppio
strato lipidico della membrana plasmatica GORTER E GRENDEL

1920/50 si dimostra che il doppio strato lipidico è ricoperto all’esterno ed


all’interno da proteine globulari, forato da pori circondati da proteine
DAVSON E DANIELLI

1960 la microscopia elettronica rivela una struttura trilaminare comune a


tutte le membrane (membrana unitaria) ROBERTSON

1970 si dimostra la disposizione a “mosaico” discontinuo delle proteine e la


condizione “fluida” dei lipidi o modello a “mosaico fluido” . La membrana è
un modello dinamico SINGER E NICOLSON

1980 si definiscono meglio le proteine, la maggior parte possiede sequenze


idrofobe: proteine di transmembrana UNWIN E HENDERSON
Modello a mosaico fluido: i lipidi la parte “fluida” del modello

ambiente acquoso

Tre le classi principali di lipidi:


fosfolipidi, glicolipidi e steroli

testa

sono molecole anfipatiche

Fosfolipidi: comprendono i
ambiente acquoso
fosfogliceridi e gli sfingolipidi
testa
Glicolipidi
Ai lipidi si aggiungono carboidrati. I più
comuni sono i cerebrosidi, glicolipidi
neutri e i gangliosidi con carica negativa
e testa oligosaccaridica.
Svolgono funzione di mediatori
cellula/ambiente, di smistamento delle
proteine e determinazione gruppo
sanguigno

Steroli

Il più importante è il
colesterolo.
Mancano nelle membrane dei
mitocondri e cloroplasti e nelle
cellule Procariotiche dove
sono presenti molecole simili
dette opanoidi
Importanza del doppio strato lipidico
Ogni membrana cellulare ha la propria composizione lipidica caratteristica (100 fosfolipidi) che
può determinarne lo stato fisico ed influenzarne l’attività delle proteine

E’ responsabile:
- capacità di autoassemblarsi
- non c’è mai un margine libero
- flessibilità del doppio strato lipidico le membrane sono deformabili
- facilita la fusione e a gemmazione
- separa le cariche elettriche tra le due facce della membrana
Proprietà della membrana: asimmetria

80% dei lipidi che contengono colina sono situati nel


monostrato esterno

90% dei lipidi con teste senza carica netta o con carica
netta negativa sono localizzati nel monostrato interno

I glicolipidi sono solo nel mostrato esterno dove i


carboidrati sono coinvolti in eventi di segnalazione e
riconoscimento.

L’asimmetria riflette le differenti funzioni dei due monostrati


L’asimmetria della membrana (componente fluida) è determinata:

- durante la sua biogenesi una volta stabilita tende ad essere mantenuta


- movimenti dei lipidi (3 tipi)

a”flip-flop” o movimento trasversale evento termodinamicamente sfavorevole quindi raro


Più frequente nelle membrane con proteine chiamate flippasi o traslocatori di fosfolipidi

altri movimenti: rotazione e diffusione laterale avvengono liberamente, rapidamente e casualmente


Dimostrazione sperimentale movimento lipidi

Tecnica del recupero della fluorescenza dopo sbiancamento

Proprietà della membrana: fluidità

La fluidità permette:
diffusione laterale di lipidi (veloce)

diffusione laterale di proteine (più lenta)


La fluidità della membrana (componente fluida) è determinata:

- temperatura. La fluidità cambia con la temperatura


ogni doppio strato ha una caratteristica temperatura
di transizione Tm
- tipi di lipidi che contiene
- dalla lunghezza delle catene degli acidi grassi
- loro grado di insaturazione
- contenuto in colesterolo

stabilizza la fluidità della membrana

Le membrane funzionano correttamente solo allo stato fluido


eucarioti e procarioti regolano la fluidità
variando la composizione lipidica della
membrana

importante nei pecilotermi e negli animali


ibernanti (adattamento omeoviscoso)

18 atomi C 18 atomi di C
1 doppio legame saturo

Come si mantiene la fluidità della membrana se la temperatura si


abbassa?

• desaturazione dei legami singoli nelle catene degli acidi grassi

• riduzione degli atomi di carbonio

• aumentando la % di colesterolo
Lipid raft

piattaforme galleggianti coinvolte nel rilevamento e nella risposta ai segnali chimici che
arrivano dall’ambiente esterno

Le zolle lipidiche del monostrato esterno sono accoppiate alle zolle lipidiche dello strato
interno cosicchè il segnale recepito dal recettore all’esterno può essere trasmesso all’interno
Modello a mosaico fluido: le proteine la parte “a mosaico” del modello

In relazione al loro rapporto con il doppio strato lièidico


lipidico si riconoscono:
-proteine integrali
-proteine periferiche
-proteine di membrana ancorate ai lipidi
-proteine integrali – anfipatiche - uno o più gruppi idrofobici – gruppi idrofili che
sporgono da uno o entrambi i lati

glicoforina e batteriorodopsina

- proteine periferiche – senza sequenze idrofobiche – rimosse facilmente- presenti


o sulla superficie extracellulare o su quella citoplasmatica (spectrina)
- proteine ancorate ai lipidi – caratteristiche di
entrambe le precedenti (sono periferiche ma
legate allo strato idrofobico) – dal lato interno
unite con legame covalente ad ac. grasso – dal
lato esterno unite con legame covalente al
glicolipide glicosilfosfatidilinositolo (GPI)
Quali funzioni svolgono le proteine di membrana?

• enzimatiche

• trasportatori di elettroni

• trasportatori di soluti

• recettoriale

• comunicazione intercellulare

• secrezione ed assorbimento di sostanze

• ruolo strutturale
Proprietà della membrana: asimmetria (componente a mosaico)

- Le proteine periferiche sono connesse ad uno od all’altro lato

- Le proteine integrali collegano entrambi i monostrati ma sono orientate


asimmetricamente: le regioni di una proteina esposte su un lato sono
strutturalmente e chimicamente differenti dalle regioni esposte sull’altro lato

- L’orientamento viene determinato durante la biogenesi e mantenuto

A proteina periferica
B proteina di transmembrana
C proteina integrale monotopica
Concentrazione soluto più bassa all’esterno
Proteine maggiormente presenti

• molte proteine di
membrana sono
glicosilate

• le glicoproteine
svolgono un ruolo
importante nel
riconoscimento
cellula-cellula

• contribuiscono alla
formazione del
glicocalice
Glicocalice (rivestimento di zucchero)
Formato da glicolipidi, glicoproteine e proteoglicani
Dimostrazione sperimentale movimento proteine

fluoresceina

Il mescolamento della
fluorescenza dimostra la
diffusione laterale delle
proteine anche se più
lenta dei lipidi rodamina

Meccanismi che limitano la mobilità delle proteine:

-le proteine si aggregano in grossi complessi

-tight junction

-ancoraggio
Movimento di sostanze attraverso la membrana cellulare:
superamento della barriera di permeabilità

-A diffusione semplice
-BeC diffusione facilitata
-D trasporto attivo
Diffusione semplice

- Le molecole diffondono a caso in entrambe


le direzioni ma il flusso netto è secondo il
gradiente di concentrazione con una velocità
proporzionale al gradiente

- è limitata alle piccole molecole


apolari (O2, CO2, etanolo) ed all’acqua

- un esempio: l’ossigeno
Diffusione dell’ H2O (osmosi)
L’H2O, priva di carica, diffonde liberamente e si comporta in modo particolare

Un soluto disciolto in H2O interrompe le ordinate interazioni tra


le molecole di H2O aumentando l’entropia e diminuendo
l’energia libera

L’H2O si sposta sempre verso zone con energia libera più


bassa, dove la concentrazione del soluto è più alta

Il movimento dell’ H2O avviene in risposta all’osmolarità


Nelle cellule, spesso, tende a spostarsi verso l’interno

L’osmosi è importante nel tratto digerente


Diffusione facilitata
• Se la sostanza è troppo grande o troppo
polare

proteina di trasporto che media il trasporto


secondo gradiente di concentrazione o
gradiente elettrochimico

senza apporto di energia

• la funzione della proteina di trasporto è di


facilitare la diffusione “in discesa” attraverso
una barriera altrimenti impermeabile

• si possono classificare come proteine


integrali con diversi segmenti
transmembrana

dal punto di vista funzionale di dividono in:


• Proteine carrier
• Proteine canale
Proteine carrier o permeasi o trasportatori

• sono proteine di transmembrana

• operano secondo il modello delle


conformazioni alternative
proteggendo così i gruppi polari
del soluto

• sono analoghe agli enzimi per:


• modo d’azione
• cinetica
• specificità
• inibizione competitiva
le proteine carrier trasportano
uno o due soluti

uniporto

simporto

antiporto
55 kDa
Esempio di carrier uniporto:
permeasi del glucosio

è diffusione facilitata perché:

-è specifica per il glucosio


-mostra cinetica di saturazione
-sensibile inibizione competitiva
-il processo è reversibile

La bassa concentrazione intracellulare del glucosio viene mantenuta dalla sua fosforilazione
e la membrana non ha permeasi per il glucosio-6- fosfato

-eritrociti (GLUT1) -epatociti (GLUT2)


Esempio di carrier antiporto: proteina scambiatrice di anioni
HCO3- e Cl-

trasporto accoppiato obbligato tra lo


ione cloruro che entra e il bicarbonato
che esce con un rapporto 1:1

la proteina funziona alternandosi tra


due stati conformazionali ma richiede il
legame simultaneo dei due soluti

evita sbilanciamento di cariche

Il risultato netto è il trasporto della CO2 dai


tessuti ai polmoni dove viene espulsa
Proteine canale

- formano canali di transmembrana idrofili per il passaggio di ioni:


- canali ionici
- porine
- acquaporine

Canali ionici

- passaggio di un solo tipo di ione


- molto selettivi
- meccanismo d’azione non ancora ben conosciuto
- notevole velocità di trasporto
- possono essere aperti o chiusi in risposta a determinati stimoli.

3 tipi di stimoli:

- cambiamenti potenziale di membrana: canali voltaggio dipendenti


- unione di sostanze specifiche alla proteina canale: canali a controllo di ligando
- risposta a forze meccaniche: canali a controllo meccanico
Canali voltaggio dipendenti
I canali del Na+, K+ e Ca++ hanno la stessa
struttura di base

-Tubo rettangolare costituito da 4 subunità . Ogni


subunità è costituita da 6 α-eliche transmembrana
-La quarta α-elica (S4) ha amminoacidi carichi
positivamente e funziona come sensore del
voltaggio

I canali del Na+ hanno però 2 meccanismi di chiusura.


Si può chiudere in seguito alla rotazione della subunità S4 (channel gating) → canale chiuso ma in grado
di riaprirsi in risposta ad un segnale di depolarizzazione
Si può chiudere in seguito all’azione di una particella inattivante → canale chiuso che non può riaprirsi
immediatamente, anche se viene stimolato
Canali ligando-dipendenti

- si aprono in risposta al legame con particolari sostanze

un esempio il recettore dell’acetilcolina:


- è formato da 5 subunità
- chiusura determinata da un anello di residui idrofobici di valina e leucina sulle subunità α

(canale del sodio ligando-dipendente)


Canali stimolo-dipendenti

Le cellule capellute dell’organo del Corti trasformano lo stimolo


meccanico in uno stimolo elettrico.

I filamenti apicali sono collegati a canali ionici sensibili allo stress


meccanico

La deformazione meccanica data dalle onde sonore


determina l’apertura dei canali ionici e l’inizio del segnale
dal nervo uditivo al cervello

Spostamenti in direzione della parte piu’ alta del ciglio


provocano una depolarizzazione, lo spostamento in
direzione opposta provocano una iperpolarizzazione
Porine

• proteine transmembrana presenti sulle membrane dei


mitocondri, cloroplasti e batteri che permettono il passaggio
rapido di diversi soluti idrofili il cui limite dimensionale è
stabilito dalle dimensioni del poro

Acquaporine (AQP)

• canali transmembrana che permettono il passaggio rapido


dell’acqua

• proteine integrali con 4 subunità costituite da 24 segmenti di


transmembrana ad α elica dove le molecole di acqua scorrono in fila
indiana alla velocità di diversi miliardi al secondo
• movimento dei soluti contro gradiente
di concentrazione o elettrochimico che Trasporto attivo
richiede sempre impiego di energia

svolge tre funzioni:


• assorbimento di sostanze nutritive

• rimozione dalla cellula di prodotti


di secrezione e di rifiuto

• il mantenimento delle concentrazioni


intracellulari di k+, Na+, Ca++, H+ in una
situazione di costante non equilibrio
• Il trasporto attivo, a ≠ della diffusione semplice o facilitata :
- stabilisce uno stato stazionario di non equilibrio
- possiede una direzionalità intrinseca

In base alla fonte di energia esistono due tipi di trasporto attivo:

- il trasporto attivo diretto


- (pompe ATP asi)

- trasporto attivo indiretto


- può essere antiporto o simporto
Esempi di trasporto attivo diretto:
-ATPasi di tipo P (fosforilazione)
-ATPasi di tipo V (vescicola) (lisosomi)
-ATPasi di tipo F (fattore) (ATP sintetasi)
-ATPasi di tipo ABC (cassetta che lega l’ATP)

• le ATPasi di tipo P vengono fosforilate


in modo reversibile

• trasportano solo cationi

• molte sono localizzate nella membrana


plasmatica (pompa Na+/K+;
la H+ ATPasi responsabile
dell’acidificazione del succo gastrico;
la Ca++ ATPasi che trasporta gli ioni
calcio fuori dalla cellula o nel RE)
Pompa Na+/K+
Un modello di meccanismo per la pompa Na+/K+

• è una proteina allosterica

• mantiene il potenziale di
membrana
le ATPasi di tipo ABC o cassetta che lega l’ATP

• possiede quattro domini: 2


transmembrana (T) e 2 citoplasmatici
leganti ATP (A) che accoppiano l’idrolisi
di ATP al trasporto di soluto

•trasportano notevole varietà di soluti


Mentre le altre classi di ATPasi trasportano solo cationi, le ATPasi ABC trasportano
ioni, zuccheri, amminoacidi ed alcune di esse spingono antibiotici e farmaci fuori
dalle cellule rendendole così resistenti al farmaco

Grande interesse medico dalla scoperta che


la fibrosi cistica è causata da un difetto
genetico in una proteina di membrana
strutturalmente affine ai trasportatori ABC

Fibrosi cistica la più comune delle malattie


genetiche gravi. Nel mondo ne sono colpite
oltre 70.000 persone

È presente un difetto nel gene che codifica per


la proteina CFTR regolatore della
conduttanza di transmembrana nella
fibrosi cistica responsabile di una difettosa
secrezione di ioni Cl-
Trasporto attivo indiretto o trasporto attivo secondario

il movimento di un soluto secondo


gradiente attiva il movimento
di un secondo soluto contro gradiente

Un modello di meccanismo: il
trasportatore per simporto
Na+/glucosio

nelle cellule epiteliali dell’intestino


è possibile assumere glucosio ed
amminoacidi anche quando le loro
concentrazioni esterne sono più
basse di quelle interne
l’energia immagazzinata in un gradiente ionico provoca il trasporto secondario