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Biologia 09 - Reticolo endoplasmatico, apparato di Golgi, lisosomi, perossisomi,

inclusioni cellulari
Reticolo endoplasmatico
Il reticolo endoplasmatico (RE) un organello citoplasmatico, costituito da una rete intrecciata di
compartimenti (detti cisterne).
Le cisterne sono formate da un doppio strato di fosfolipidi, che rende la membrana del RE simile a quella
citoplasmatica; tuttavia, essa pi sottile e presenta catene di oligosaccaridi che sporgono anche
allinterno delle cisterne (e non solo allesterno, come nel caso della membrana cellulare). La funzione pi
importante del RE quella di modificare alcune sostanze prodotte dalla cellula.
Ci sono 2 tipi di RE: rugoso (RER) e liscio (REL o SER in inglese).
Il reticolo endoplasmatico rugoso (RER)
Il RER deve il suo attributo rugoso alla presenza di
ribosomi attaccati sul lato esterno della membrana
che gli conferiscono, appunto, un aspetto ruvido
(simile ad una carta vetrata vista al microscopio). La
membrana esterna del RER si continua con la
membrana esterna del nucleo, la quale contiene
anchessa i ribosomi sulla superficie esterna.
Le cisterne del RER hanno la caratteristica forma
appiattita e sono molto sviluppate ed abbondanti
nelle cellule dove c un elevato metabolismo
proteico (es. cellule del fegato e dellintestino).
La funzione principale del RER quella di
rimaneggiare le proteine sintetizzate dai ribosomi
presenti sulla sua superficie esterna. In particolare, le funzioni principali sono la N-Glicosilazione e il Folding
proteico.

N-Glicosilazione. Consiste nellaggiunta di


un oligosaccaride (formato da 14 residui
zuccherini) alla proteina sintetizzata dai
ribosomi presenti sul RER.
Loligosaccaride si forma sul dolicolo, un
fosfolipide particolare che si trova in
prossimit del canale dingresso attraverso
il quale la proteina sintetizzata dal
ribosoma entra nel RER.
Successivamente,
intervengono
degli
enzimi (glicosidasi) che eliminano 3
molecole di glucosio ed 1 di mannosio
dalloligosaccaride.
Infine, quando entra una proteina appena sintetizzata dal ribosoma, loligosaccaride viene
trasferito sul gruppo amminico (NH2) dellaminoacido asparagina.
La presenza dellalbero oligosaccaridico fondamentale, perch: a) permette alle proteine di
essere pi solubili, b) le rende meno attaccabili da parte delle proteasi e c) conferisce loro un
corretto ripiegamento (folding delle proteine).

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Ripiegamento di una proteina (folding proteico). Una proteina, per funzionare correttamente, non
deve solo avere la giusta sequenza di amminoacidi, ma deve assumere anche una corretta
conformazione spaziale.
Il folding proteico avviene attraverso diverse fasi:
1. La proteina appena prodotta dal ribosoma ed N-glicosilata viene sottoposta allazione di
glicosidasi di tipo I e II, che sottraggono alloligosaccaride 2 molecole di glucosio.
2. A questo punto, interviene una proteina, la calnexina, che si attacca da una parte con il glucosio
rimasto sulloligosaccaride e dallaltra sulla proteina. La calnexina riesce a fare un primo
ripiegamento della proteina, eliminando lultima molecola di glucosio rimasta.
A questo punto, la proteina appena ripiegata pu andare incontro a due destini:
a. Se il primo ripiegamento della calnexina sufficiente, la proteina esce dal RER. Prima di
uscire perde, per, una molecola di mannosio dalloligosaccaride (ad opera dellenzima
mannosidasi).
b. Se la proteina necessita di pi ripiegamenti, allora interviene unaltra proteina, detta GGT
(Glicoprotein-Glucosil-Transferasi) che aggiunge una molecola di glucosio allalbero. In
questo modo, la proteina si pu legare nuovamente alla calnexina e subire un ulteriore
ripiegamento. Questo percorso ciclico continua fino a quando la proteina non ha subito
tutti i ripiegamenti di cui
ha bisogno.
3. A questo punto, le proteine
saranno tutte ripiegate, ma
non
tutte
lo
saranno
correttamente! Le proteine
misfolding (cio ripiegate
male) vengono riconosciute
da unaltra proteina, detta
proteina degradante, la quale
porta la proteina fuori dal RER
verso il proteosoma, un complesso proteico che distrugge la proteina difettosa.

Il reticolo endoplasmatico liscio (REL)


A differenza del RER, il REL privo di ribosomi sulla sua superficie ( di qui liscio); inoltre, le cisterne da cui
composto hanno una forma tubulare, che lo rende facilmente distinguibile dal RER.
Il REL ha diverse funzioni:
Sintetizzare lipidi (i fosfolipidi che servono per le membrane cellulari, il colesterolo e gli steroidi e i
glicolipidi).
Detossificare da sostanze altrimenti dannose per lorganismo (come, per esempio, letanolo
contenuto nelle bevande alcoliche, alcuni farmaci, etc). Questa funzione viene espletata da
ossidasi, tra cui i citocromi P450.
Costituire una riserva di ioni calcio (Ca++), utili in alcune cellule (come quelle muscolari).
coinvolto nel metabolismo del glicogeno. Il glicogeno viene conservato, come riserva energetica,
nel fegato e nei muscoli. Per fornire energia, esso deve essere spezzettato in tante molecole di
glucosio. Questo processo avviene grazie al REL.
Infatti, il glicogeno viene convertito dapprima in tante molecole di glucosio-6-fosfato (glucosio + P).
In questa forma, per, il glucosio non pu uscire dalla cellula. Grazie ad un enzima, la glucosio-6fosfatasi, presente solo sulle membrane del REL, il gruppo P viene rimosso e il glucosio pu uscire
dalla cellula.
Apparato di Golgi
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un organulo localizzato in prossimit del nucleo la cui funzione quella di modificare il contenuto delle
vescicole provenienti dal reticolo endoplasmatico. Esso deve il suo nome a Camillo Golgi, medico italiano
che lo scopr nel 1898.
Funzioni
Il Golgi svolge 3 funzioni principali:
1) Maturazione delle proteine. Nel Golgi,
proteine provenienti o dal RER o dal
citoplasma vengono modificate prima di
essere trasferite alla loro destinazione
finale. Le modifiche apportate sono
essenzialmente di 4 tipi:
glicosilazione (aggiunta di zuccheri);
deglicosilazione
(rimozione
di
zuccheri);
solfatazione (aggiunta di gruppi solfato cio contenenti atomi di zolfo);
fosforilazione (aggiunta di gruppi fosfato cio contenenti atomi di fosforo).
2) Smistamento delle proteine. Dopo aver modificato le molecole, il Golgi interviene anche
nellimpacchettarle e nellindirizzarle alle diverse destinazioni. Lindirizzamento avviene
mediante laggiunta di piccole molecole che fungono da segnale.
Le possibili destinazioni delle molecole modificate dal Golgi sono:
Verso lesterno della cellula. Questo processo detto anche secrezione e pu essere di 2 tipi:
- Secrezione costitutiva. E una funzione che riguarda tutte le cellule. Le vescicole si staccano
dal versante Trans e migrano ininterrottamente (cio, senza accumularsi nel citoplasma)
verso la membrana citoplasmatica, fondendosi con essa e liberando (mediante esocitosi)
nella matrice extracellulare il contenuto. Queste vescicole sono rivestite da proteine di
rivestimento chiamate coatomeri.
- Secrezione regolata. E una funzione che riguarda solo alcune cellule. Le vescicole si
accumulano nel citoplasma e vengono espulse dalla cellula solo in seguito a specifici
segnali che ne danno il permesso. Le vescicole regolate sono rivestite da clatrina.
Verso la membrana cellulare. Attraverso le vescicole neoformate, il Golgi invia alla membrana
citoplasmatica glicoproteine incastonate nello spessore della membrana delle vescicole, quindi,
con la componente carboidratica (cio, gli zuccheri) rivolta verso linterno delle vescicole. Le
vescicole si fondono con la membrana e i glucidi della glicoproteina si trovano a sporgere
allesterno, mentre la parte proteica accolta integralmente nella membrana.
Verso gli endosomi.
Verso i lisosomi. Ai lisosomi vengono inviate dal Golgi le idrolasi acide, in forma inattiva.
Verso
il
reticolo
endoplasmatico.
Pu
accadere che alcune
proteine modificate nel
Golgi
non
siano
totalmente mature, ma
che abbiano bisogno di
un
ulteriore

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rimaneggiamento. In questo caso, le proteine ritornano al RER per essere modificate


ulteriormente.
3) Sintesi di sfingomielina e glicosfingolipidi.
Struttura
E formato da una serie di sacche membranose (cio, rivestite da membrana), disposte le une sulle altre, a
mo di pila. Queste cisterne non sono stabili, ma hanno una struttura estremamente dinamica; esse, infatti,
si rinnovano e si trasformano continuamente, man mano che arrivano le vescicole.
Si distinguono 2 versanti nel Golgi: il versante cis (che quello rivolto verso il nucleo) e il versante trans
(rivolto verso la membrana citoplasmatica).
Il Golgi costituito da 3 elementi, diversi tra di loro, sia morfologicamente che funzionalmente:
1) Reticolo cis. Si tratta di piccole vescicole
provenienti dal reticolo endoplasmatico che in
prossimit
dellapparato
di
Golgi
si
raggruppano e si fondono con esso formando
una specie di reticolo. La funzione del reticolo
cis quella di fosforilare gli zuccheri delle
glicoproteine destinate ai lisosomi.
2) Sistema delle cisterne: si tratta di una serie di 410 cisterne schiacciate, con una faccia concava
che guarda verso il nucleo (faccia cis) ed una
faccia convessa che guarda verso la membrana (faccia trans). Le cisterne sono raggruppabili in 3
regioni, ciascuna con funzioni e struttura diverse. Specificatamente
regione cis: rimuove in mannosio (con la monossidasi di tipo I);
regione mediana: rimuove il mannosio (con la monossidasi di tipo II) e aggiunge la N-acetilglucosamina;
regione trans: aggiunge il galattosio e lacido sialico.
3) Reticolo Trans (Trans Golgi network - TGN). Si tratta di una serie di piccole vescicole provenienti dal
versante Trans dellultima cisterna. Queste tendono a fondersi tra loro formando macrovescicole
con destini diversi. La funzione del TGN quella di aggiungere solfati e glicosamminoglicani.
Spostamento delle vescicole
Le vescicole di trasporto (dette cargo) provenienti dal reticolo endoplasmatico e che attraversano il Golgi
vengono processate attraverso 2 modalit:
1) progressione delle vescicole: il materiale, elaborato in una cisterna, viene in incluso in
microvescicole di trasporto che gemmano lateralmente dai margini della cisterna per fondersi con
la cisterna immediatamente successiva. Nella progressione delle vescicole, il movimento avviene in
direzione anterograda (da Cis a Trans).
2) progressione delle cisterne: in questo caso, il cargo rimane nelle cisterne (e non va nelle vescicole
che gemmano lateralmente). Le cisterne, a loro volta, avanzano in direzione Cis-Trans maturando
progressivamente. Anche in questo caso c una migrazione di vescicole che gemmano
lateralmente. Il movimento, per, avviene in senso retrogrado (direzione Trans Cis ) e il
contenuto delle vescicole non il cargo ma gli enzimi, i quali, fondendosi con le cisterne a monte,
scaricano i propri enzimi nella cisterna e il cargo pu essere cos modificato.
Questo tipo di trasporto viene solitamente utilizzato per le grandi molecole che non possono
essere contenute nelle microvescicole di trasporto.
Indirizzamento delle vescicole
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Lo spostamento delle vescicole (dal reticolo endoplasmatico al Golgi, allinterno del Golgi, e dopo il Golgi)
non avviene a caso ma grazie a segnali di indirizzamento che indicano alle vescicole qual la loro
destinazione. Questi segnali di indirizzamento possono essere di vario tipo. In particolare:
COP II, una proteina che si trova sulle
vescicole che lasciano il reticolo
endoplasmatico per raggiungere il reticolo
Cis del Golgi.
COP I, una proteina che localizzata sulle
vescicole che gemmano lateralmente (sia
quelle del flusso anterogrado che
retrogrado).
Clatrina, una proteina che circonda la
vescicole destinate alla secrezione
regolata e/o ai lisosomi.
Coatomeri, complessi proteici che rivestono le vescicole della secrezione costitutiva.
v-SNARE, proteine che rivestono le vescicole che lasciano il reticolo Trans del Golgi. Queste proteine
indicano qual il compartimento di destinazione. Questultimo presenta sulla sua superficie una
proteina complementare (t-SNARE) che riconosce ed interagisce con la v-SNARE. La coppia vSNARE/t-SNARE fondamentale, oltre che per il riconoscimento reciproco, anche per il processo di
fusione delle vescicole con il compartimento di destinazione.
Segnali interni alle molecole, di sui i pi noti sono
KDEL e KXXX, una sequenza di 4 aminocidi (KDEL: K=lisina, D=acido aspartico, E=acido
glutammico, L=Leucina. KXXX: K=lisina, X=qualsiasi aminoacido) presente sullestremit Cterminale di alcune proteine solubili e di membrana (rispettivamente) residenti nel reticolo
endoplasmatico. Se queste sfuggono al reticolo endoplasmatico, vengono recuperate grazie
a questi segnali che interagiscono col COP-I e ritornano al reticolo endoplasmatico.
Mannosio-6-fosfato, il segnale di indirizzamento per i lisosomi. Le proteine dirette ai
lisosomi vengono prodotte nel reticolo endoplasmatico il quale ne aggiunge il mannosio.
Poi, nel reticolo CIS del Golgi avviene la fosforilazione e nel reticolo Trans il riconoscimento
ed impacchettamento in vescicole da destinare ai lisosomi.
Traffico vescicolare
Il complesso sistema di membrane allinterno di una cellula (RER, REL, membrana nucleare, membrana
citoplasmatica, apparato di Golgi, sistema endosomi/lisosomi) in continua comunicazione. Questi
componenti cellulari si scambiano continuamente vescicole, le quali servono per il trasporto di molecole.
Le molecole trasportate possono essere solubili (e quindi presenti nel lume della vescicola) o di membrana
(e quindi incastonate nella membrana delle vescicole stesse).
Il complesso processo di spostamento delle vescicole allinterno della cellula detto traffico vescicolare e
coinvolge i seguenti processi
Esocitosi
Endocitosi
Formazione dei lisosomi
Traffico vescicolare del Golgi
Lo spostamento delle vescicole non avviene a caso ma grazie a segnali di indirizzamento che indicano alle
vescicole qual la loro destinazione.
Questi segnali di indirizzamento possono essere di due tipi, di superficie ed interni.
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1. segnali di superficie: si tratta di molecole disposte o attorno alla vescicola o nella membrana della
vescicola stessa. I pi importanti sono:
COP II
COP I
Clatrina
Coatomeri
Sistema v-SNAREa/t-SNARE.
2) segnali interni: si tratta di molecole aggiunte direttamente al materiale contenuto nelle vescicole, e
non alla membrana della vescicola. I segnali interni pi importanti sono:
KDEL e KXXX.
Mannosio-6-fosfato.
Lisosomi
I lisosomi sono organelli cellulari deputati alla digestione di materiale extra o intracellulare. Si possono
definire lapparato digerente della cellula.
Si tratta di piccole vescicole (tra 25-50 nm e 1 m), che si formano per gemmazione dalle membrane del
Golgi. I lisosomi contengono una grande variet di enzimi, chiamati idrolasi acide, capaci di digerire
praticamente tutti i tipi di molecole biologiche (proteine, lipidi, acidi nucleici, glucidi). Questi enzimi sono
prodotti nel RER e rielaborate dal Golgi e funzionano a pH<5. Per far funzionare questi enzimi, le vescicole
lisosomiali sono dotate di pompe protoniche che portano allinterno della vescicola (contro gradiente) ioni
H+ provenienti dal citosol.
Per estrinsecare le proprie funzioni, i lisosomi si uniscono e si fondono con le vescicole contenenti il
materiale da degradare. Queste ultime possono essere
lendosoma (la vescicola con la quale si fondono le vescicole di endocitosi),
il fagosoma (vescicola contenente materiale fagocitato dallesterno, quale cellula apoptotica o
microrganismo come batteri),
lautofagosoma (vescicola contenente componenti cellulari da distruggere, quali, ad esempio
mitocondri invecchiati o cisterne del RER).
A seconda del tipo di degradazione operata, il processo si definisce
eterofagia, se il materiale da degradare proviene dallesterno (mediante endosomi e fagosomi),
autofagia, se il materiale da degradare proviene dallinterno (mediante autofagosomi),
digestione extracellulare, se il lisosoma riversa il proprio contenuto allesterno della cellula, per
digerire qualcosa che sta fuori (per esempio, quando gli spermatozoi fecondano la cellula uovo).
In base alle caratteristiche morfologiche e funzionali, i lisosomi possono essere di 3 tipi:
Lisosomi primari: sono le vescicole che si sono appena staccate dal Golgi, con gli enzimi ancora
inattivi. Esse non sono ancora unite alle vescicole contenenti il materiale da degradare.
Lisosomi secondari: sono i lisosomi uniti alle vescicole contenenti il materiale da degradare
(ensosomi, fagosomi ed autofagosomi). Grazie alle pompe, il lisosoma acidifica il suo interno e gli
enzimi si attivano distruggendo il materiale presente. Nei lisosomi secondari ci sono, pertanto,
enzimi, materiale ancora da digerire e materiale digerito.
Lisosomi terziari: si tratta dei corpi residui della digestione, cio del materiale che non pu essere
digerito (granuli di lipofuscina). Esso pu essere espulso dalla cellula oppure rimanere allinterno di
essa, sotto forma, appunto, di lisosoma terziario. Un eccesso di lisosomi terziari sembrerebbe
contribuire allinvecchiamento di alcune cellule, tra cui, soprattutto, i neuroni.
Le cellule che contengono pi lisosomi sono i macrofagi e i granulociti, cellule deputate alla difesa del
nostro organismo.
Difetti nella composizione delle idrolasi lisosomiali possono portare a gravi malattie; tra queste, spicca la
malattia di Gaucher, dovuta alla deficienza dellenzima glucocerebrosidasi, che comporta gravi danni al
fegato, alla milza e alle ossa.

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Perossisomi
Sono simili ai lisosomi, anche nelle dimensioni (0,5 m circa), ma hanno enzimi diversi. Sono cos chiamati
perch, grazie agli enzimi perossidasi, riescono a convertire lacqua (H2O) in acqua ossigenata (H2O2). Oltre
alle perossidasi, i perossisomi contengono altri enzimi, tra cui le catalasi e le ossalasi.
I perossisomi non vengono prodotti nel Golgi (come i lisosomi) ma si riproducono per divisione.
I perossisomi hanno la funzione di degradare gli acidi grassi, lalcol ed altri componenti dannosi. Per questo,
sono maggiormente presenti nelle cellule del fegato e dei reni, due importanti filtri del nostro organismo.
Al microscopio elettronico i perossisomi si differenziano dai lisosomi per laspetto delle vescicole. Infatti,
rispetto ai lisosomi il contenuto delle vescicole dei perossisomi non omogeneo, ma presenta aree
elettrondense (scure) centrali che risaltano sul fondo pi chiaro delle vescicole.
Inclusioni cellulari
Le inclusioni cellulari sono sostanze che si accumulano nel citoplasma. Esistono due tipi di inclusioni
cellulari le inclusioni cellulari esogene e quelle endogene.
Inclusioni cellulari esogene
Sono sostanze incluse provenienti dallesterno. Alcuni esempi sono:
- carotene, una sostanza lipofila contenuta nelle carote. Se assunto in larghe quantit, pu
provocare una colorazione arancione della pelle;
- metalli pesanti, come il piombo o largento;
- altre sostanze come lamianto e la silice (che possono rompere le membrane lisosomali).
Inclusioni cellulari endogene
Sono sostanze prodotte dalla cellula ed immagazzinate nel citoplasma. Queste comprendono:
gocce lipidiche: si tratta di gocce di grassi che si accumulano nel citoplasma di alcune cellule (come
adipociti, cellule epatiche,). In TEM, appaiono come gocce fortemente elettrodense, mentre in LM
sono chiare.
glicogeno: la molecola di riserva energetica utilizzata da molte cellule del nostro organismo
(cellule epatiche, muscolari, surrenali,). In TEM, appaiono come rosette elettrodense mentre in
LM sono visibili solo con particolari colorazioni.
precursori: sono sostanze momentaneamente parcheggiate nel citoplasma e che devono essere
espulse allesterno della cellula, per svolgere una specifica funzione. Il gruppo dei precursori
comprende:
a. i precursori di enzimi (zimogeni): si tratta enzimi in forma inattiva che, liberate fuori dalla
cellula, si attivano svolgendo la propria funzione. Alcuni esempi sono
Tripsinogeno, un enzima proteolitico che si trova nelle cellule del pancreas.
Pepsinogeno un enzima proteolitico che si trova nelle cellule dello stomaco.
Precursori di amilasi enzimi glucolitici che si trovano nelle cellule del pancreas.
b. Altri precursori: sono molecole non enzimatiche che, una volta allesterno della cellula, si
trasformano in altre sostanze. Un esempio il mucinogeno, abbondante nelle cellule
caliciformi degli epiteli gastrointestinali e respiratori. Esso forma la mucina, una sostanza
che, a contatto con lacqua, diventa muco e svolge una funzione protettiva.
pigmenti: sono sostanze che assumono un particolare colore alla microscopia ottica. I pi
importanti sono:
melanina, un pigmento marrone responsabile del colore della pelle e dei capelli.
lipofuscina, una sostanza giallognola che forma i corpi residui dei lisosomi terziari.
cristalloidi: si tratta di molecole che assumono la forma di cristalli. I cristalloidi si trovano negli
eosinofili (particolari tipi di globuli bianchi) e nelle cellule di Leydig del testicolo.

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