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DOMANDE CITOLOGIA.

1) Descrivere le differenze fondamentali tra procarioti ed eucarioti.


La distinzione fondamentale tra procarioti ed eucarioti basata sul diverso modo in cui
organizzato il materiale ereditario al loro interno. Nelle cellule procariote il materiale
genetico costituito da ununica molecola di DNA associata ad alcune proteine che insieme
costituiscono il cromosoma di forma circolare, il quale immerso nel citoplasma in una
regione detta zona nucleare ( quindi assente un compartimento nucleare interno che
invece presente negli eucarioti). Ma nel citoplasma dei procarioti manca totalmente un
sistema membranoso interno che suddivide il citoplasma in compartimenti, quindi i
procarioti a differenza degli eucarioti non presentano organuli circondati da una
membrana. Nel citoplasma troviamo inoltre i ribosomi, costituiti da un particolare tipo di
RNA detto ribosomiale, nei procarioti ritroviamo ribosomi fondamentalmente identici per
funzione a quelli eucariotici ma strutturalmente e dimensionalmente differenti (i ribosomi
procariotici presentano un coefficiente di sedimentazione di 70S mentre quelli eucarioti
sono pi grandi 80S). Nelle cellule eucariote, nel citoplasma presente il nucleo, nel quale
il materiale ereditario costituito da grosse molecole lineari di DNA, associate a
particolari proteine, gli ISTONI, che formano il cromosoma, contenuti nel nucleo, che
rivestito da una doppia membrana detta nucleare.
2) Che cosa il DNA e come si duplica?
Il DNA (acido desossiribonucleico) un acido nucleico, formato da due filamenti paralleli
orientati in versi opposti ed avvolti lungo un asse a doppia elica. I due filamenti sono
costituiti da nucleotidi legati fra loro da legami fosfodiesterei (esteri fosforici) tra
lossidrile del gruppo fosfato sul carbonio 5 di uno zucchero e lossidrile del carbonio 3 di
uno zucchero successivo formando cosi una catena zucchero-fosfato; sede
dellinformazione genetica. Esso costituito e da quattro basi azotate (Adenina-TiminaCitosina-Guanina; T e C sono pirimidine mentre A e G purine) che si appaiano tra loro in
maniera obbligata (A con T tramite due legami idrogeno e C con G tramite tre legami
idrogeno) rendendo i filamenti di DNA complementari fra loro. Il DNA si auto duplica e la
replicazione avviene nella fase S del ciclo cellulare, in cui il DNA apre la doppia elica
separando i due filamenti (grazie allintervento dellelicasi), ognuno dei quali costruisce
da stampo per costruzione di un nuovo filamento che risulta identico a quello vecchio
complementare adoperando nucleotidi liberi che vengono legati fra di loro da un enzima
detto DNA polimerasi (che legge il filamento stampo in direzione 3-5, per cui in grado
di sintetizzare un filamento copia orientato nel senso 5-3), che li assembla nella sequenza
complementare. La duplicazione del DNA detta semiconservativa, in quanto le due
molecole conservano la met della molecola originaria. La duplicazione del DNA avviene
a velocit e con modalit differenti per i due filamenti. La duplicazione inizia a livello di
determinate sequenze chiamate siti di origine della replicazione alle quali si lega un
complesso di proteine che formano il complesso di riconoscimento dellorigine (ORC),
questo legame favorito dalla de condensazione locale della cromatina a opera di
complessi di rimodellamento della cromatina. Lelicasi apre la doppia elica creando la
cosidetta forcella di replicazione dove i due filamenti separati sono orientati in senso
opposto (antiparalleli): quello in direzione 3-5 detto filamento principale (o anticipato
che produce quindi il filamento 5-3); laltro in direzione 5-3 detto filamento
secondario (o ritardato che produce il filamento 3-5). La sintesi del filamento
complementare 5-3 avviene in maniera continua mentre quella del 3-5 pi complessa,
essa avviente in maniera discontinua e meno velocemente. Essa prevede la sintesi di brevi
tratti (frammenti di okazaki) a partire da inneschi di RNA, che saranno poi idrolizzati e i

vuoti colmati dalla DNA polimerasi questi tratti saranno quindi poi saldati tra loro
dallenzima ligasi.
3) Che cosa significa il termine trascrizione?
Con il termine trascrizione si indicala il processo mediante il quale le informazioni
contenute nel DNA vengono trascritte in un filamento di RNA messaggero (singolo) e si
forma nel nucleo delle cellule ad opera di un enzima chiamato RNA polimerasi.
4) Cosa si intende per struttura Primaria, Secondaria, Terziaria e Quaternaria di una
Proteina?
La sequenza di amminoacidi di una proteina detta struttura Primaria ( lineare) e da essa
dipendono le propriet e le funzioni della proteina stessa. La proteina,poi, assume una
Struttura Secondaria (elicoidale casuale=random coil), che ha una conformazione non pi
lineare ma spaziale dovuta allinstaurarsi di legami deboli (legami a idrogeno); si
distinguono due tipi di strutture secondarie: ad -elica (in questa struttura ad elica i
legami idrogeno tra il gruppo carbonilico e il gruppo amminico avvengono allinterno
della stessa molecola) e a -foglietto o -cheratina (in questa struttura pieghettata i legami
peptidici giacciono su di esso mentre i gruppi delle catene laterali degli amminoacidi
sporgono al di sopra o al di sotto della lamina pieghettata, i legami idrogeno si formano tra
gruppi carbonilici e amminici di amminoacidi di una catena parallela). Nella struttura
secondaria a foglietto sono presenti pi catene proteiche parallele fra di loro. Quando la
proteina con struttura secondaria si ripiega su se stessa si passa alla struttura terziaria
(detta anche struttura nativa) che rappresenta la struttura tridimensionale vera e propria
della proteina. Quando pi catene polipeptidi che si associano fra loro per formare
proteine complesse si parla di struttura quaternaria (es. emoglobina).
5) Descrivere la struttura della membrana plasmatica nella sua componente fosfolipidica
e proteica. Spiegare cosa si intende per mosaico fluido quando si parla di modello di
struttura della membrana.
Le cellule sono delimitate rispetto allambiente esterno da un rivestimento detto
membrana plasmatica, formata da un doppio strato di fosfolipidi (i lipidi pi abbondanti,
ma sono presenti anche sfingolipidi, glicolipidi e colesterolo) dove le lunghe catene aciliche
idrofobiche sono escluse dal contatto con lacqua mentre le teste idrofiliche sono esposte
verso la soluzione acquosa esterna e interna della cellula. Secondo un primo modello di
Davson e Danielli, ai fosfolipidi era associato anche uno strato proteico formano una sorta
di struttura a sandwich uniforme da entrambi i lati. Tale modello stato in parte
modificato, in quanto tecniche microscopiche avanzate (freeze etching) hanno evidenziato
la presenza di proteine che attraversano parzialmente o totalmente il doppio strato di
fosfolipidi, classificate rispettivamente come proteine estrinseche o intrinseche, ma si
notato che possono essere presenti anche proteine ancorate alla membrana grazie a dei
lipidi (tutte queste proteine hanno differenti funzioni, possono essere recettori o essere
implicate in fenomeni di trasposto attivo o passivo attraverso la membrana ecc). Secondo
il modello a mosaico fluido proposto da Singer e Nicolson nel 1972 la membrana
discontinua, fluida e asimmetrica: discontinua perch le proteine integrali (intrinseche)
interrompono la struttura lipidica rendendo cosi la membrana un mosaico di parti;
fluida perch le proteine e gli stessi fosfolipidi possono spostarsi come se il doppio strato
fosse una struttura fluida (mosaico fluido) compiendo movimenti laterali nel proprio
strato, girando su se stessi e passando da un monostrato allaltro (passaggio denominato
flip-flop mediato dalle filippasi), nelle membrane importante il ruolo del colesterolo
che le stabilizza; infine la membrana risulta essere asimmetrica per via della differente
distribuzione di peptidi, lipidi e in particolare dei glucidi sui due monostrati fosfolipidici,

ci basti pensare che i glucidi associati a lipidi o proteine si trovano tutti sul versante
extracellulare a formare il glicocalice, ma anche la posizione della componente proteica e
lipidica fortemente asimmetrica.
6) Descrivere i principali fenomeni di permeabilit (attiva e passiva) attraverso la
membrana.
La membrana cellulare semipermeabile quindi il doppio strato lipidico permeabile solo
a gas e a piccole molecole non cariche come acqua ed etanolo, ma grazie alla presenza di
particolare proteine integrali possono passare attraverso la membrana anche ioni e
molecole pi grandi (oppure attraversano la membrana grazie a meccanismi di endocitosi
ed esocitosi). Il trasporto attraverso il plasmalemma pu avvenire passivamente o
attivamente. Il trasporto passivo avviene secondo un gradiente di concentrazione e si
annulla quando la concentrazione della sostanza trasportata la stessa da entrambi i lati
della membrana. Il trasposto passivo noto anche come diffusione che pu essere semplice
(semplice passaggio delle molecole attraverso il doppio strato lipidico) o facilitata da
particolari proteine integrali (Canali ionici che possono essere aperti o chiusi, la loro
apertura pu avvenire in seguito ad una specifica segnalazione; e trasportatori che sono
specifici per ogni ligando). Le pompe ioniche sono meccanismi di trasporto attivo in cui
necessaria energia derivata dallidrolisi di ATP per trasportare un soluto (generalmente
uno ione) contro gradiente da una parte allaltra della membrana. Ciascuna pompa
specifica per un determinato ione (le principali pompe presenti nella cellula sono le pompe
calcio, protoniche e sodio/potassio).
7) Che cosa il glicocalice e quale la sua funzione?
La componente glucidica nelle membrane presente esclusivamente nel versante esterno.
Gli zuccheri possono essere legati alle proteine (glicoproteine) o ai lipidi (glicolipidi). In
alcuni tipi cellulari la componente glucidica delle proteine e dei lipidi molto abbondante
e forma uno spesso strato esterno, definito Glicocalice dai ricercatori che per la prima
volta lo descrissero. Gran parte dei contatti e delle interazioni che le cellule stabiliscono
tra di loro sono mediate da questo mantello extracellulare nel cui spessore sono distribuite
in maniera ordinata e precisa una serie di molecole che controllano importanti funzioni
cellulari.
7) Quali sono i componenti fondamentali del citoscheletro, che struttura hanno e quale
la loro funzione?
I componenti fondamentali del citoscheletro sono: i microfilamenti di actina (F-actina)
sono costituiti da due file di monomeri globulari a collana di perle avvolti in doppia elica
(monomeri di G-actina). Sono prevalentemente concentrati al di sotto della membrana
plasmatica (in una zona definita corticale), i microfilamenti di actina sono principalmente
coinvolti nei fenomeni di contrazione cellulare e muscolare, sono coinvolti nella motilit
cellulare (movimenti ameboidi legati allestroflessione di pseudopodi); i microtubuli, sono
costituenti universali delle cellule eucariotiche e gli organismi citoscheletrici di maggiori
dimensioni. Sono costituiti da tubulina (proteina globulare) che tende a polimerizzare in
strutture sovra molecolari (protofilamenti) che a loro volta si presentano come i costituenti
della parete del microtubulo e la loro unit costitutiva un eterodimero (formato da due
sub-unit una di -tubulina e unaltra di -tubulina) i microtubuli quindi sono
eteropolimeri cavi allinterno e non omopolimeri come i microfilamenti di actina, la
funzione dei microtubuli molto varia essi sono gli organizzatori primari di tutto il
citoscheletro, formano piste dinamiche per il traffico di vescicole e organelli (grazie
allintervento di proteine motrici della famiglia delle dineine e delle chinesine), risultano
tra i componenti strutturali fondamentali di ciglia e flagelli,ed inoltre hanno un ruolo

fondamentale durante i processi di mitosi e meiosi; i filamenti intermedi occupano un


posto intermedio tra i microfilamenti e i microtubuli, sono fasci di proteine stabili e
resistenti alla tensione (es.cheratina), disposti nel citoplasma a formare una rete
tridimensionale intorno al nucleo che conferisce resistenza meccanica. La loro
caratteristica principale risiede nella loro stabilit strutturale. Si pu notare che tutte le
proteine dei filamenti intermedi sono di forma bastoncellare che presentano un dominio
centrale grazie al quale interagiscono con altre molecole. Durante lassemblaggio due
molecole interagiscono grazie ai loro domini centrali a formare dei dimeri, le fasi
successive alla formazione del dimero sono incerte ma si pensa che due dimeri possano
associarsi a formare una struttura tetramerica, i tetrameri si vanno quindi ad organizzare
in protofilamenti che a loro volta andranno a costituire delle protofibrille. Tutte le
strutture citoscheletriche sono implicate in funzioni di sostegno dellarchitettura cellulare
ma risultano anche indispensabili per il manifestarsi di quei fenomeni
(locomozione,traffico vescicolare, ecc.) che vanno sotto il nome di motilit cellulare.
9) Quali sono le principali giunzioni cellulari e quale la loro ultrastruttura e funzione?
Le giunzioni cellulari vengono classificate dal punto di vista funzionale in tre tipi: le
giunzioni occludenti, nelle quali le membrane plasmatiche di cellule adiacenti sono
strettamente unite, tanto da sigillare lo spazio intercellulare (tight junctions); le giunzioni
aderenti (o ancoranti), che realizzano ladesione meccanica delle cellule, e comprendono le
giunzioni ancoranti a fascia, i desmosomi e gli emidesmosomi; le giunzioni comunicanti
che collegano cellule adiacenti consentendo il passaggio di piccole molecole da una cellula
allaltra (gap junctions, sinapsi chimiche, plasmodesmi). Le tight junctions sono giunzioni
cellula-cellula calcio indipendenti, hanno la funzione di sigillare la regione apicale nelle
cellule adiacenti per prevenire la diffusione delle molecole attraverso gli spazi
intercellulari ed inoltre impediscono la diffusione laterale delle proteine operandone il
confinamento nella porzione apicale o latero-basale delle membrane. Le proteine
giunzionali transmembrana delle tight junctions sono le claudine, le occludine e le JAM
(molecole di adesione giunzionale). Nelle tight junctions ladesione tra le cellule adiacenti
rinforzata nel lato citoplasmatico da legami con i microfilamenti actinici presenti nella
zona immediatamente sottostante la membrana delle due cellule, lo strato corticale. Il
legame tra le proteine transmembrana (occludine e claudine) e i filamenti actinici dello
strato corticale mediato da proteine periferiche, tra cui le ZO1, ZO2 e ZO3 (Zonula
Occludens protein 1, 2 e 3). Le zonula adherens sono responsabili sia delladesione cellulacellula sia del mantenimento della polarit cellulare e sono calcio-dipendenti, sono
localizzate immediatamente sotto le tight junctions. Le principali proteine
transmembrana presenti nelle giunzioni ancoranti sono le caderine (desmogleina e
desmocollina) che si interconnettono nello spazio extracellulare, esse sono ancorate alle
membrane grazie a proteine della famiglia delle catenine le quali legano a livello
citoplasmatico i microfilamenti di actina (direttamente o tramite -actina, ZO1 o ZO2). I
desmosomi sono giunzioni ancoranti altamente specializzate, calcio-dipendenti e
localizzate a macchia di leopardo sulla membrana cellulare, conferiscono alta resistenza
alla trazione, nel lato citoplasmatico convergono numerosi filamenti intermedi,
solitamente di cheratina. Le proteine transmembrana dei desmosomi appartengono alla
famiglia delle caderine (desmogleina e desmocollina) che si interconnettono nello spazio
extracellulare. Le caderine nel versante citoplasmatico legano i filamenti intermedi
tramite le proteine della placca di adesione (tra cui la desmoplachina e la placoglobina).
Gli emidesmosomi sono delle giunzioni molto simili ai desmosomi ma si differenziano da
essi poich sono giunzioni del tipo cellula-matrice, ancorano le cellule alla lamina basale.
Essi appaiono come met desmosomi, la placca di adesione presente solo nel versante
citoplasmatico sulla quale convergono i filamenti intermedi di cheratina. Tuttavia,

rispetto ai desmosomi, negli emidesmosomi sono coinvolte proteine differenti. Le proteine


transmembrana sono le integrine (che ritroviamo anche nei contatti focali dove per sono
legate nel versante citoplasmatico ai microfilamenti di actina), le quali si connettono alle
fibre collagene delle lamina basale della matrice extracelulare tramite proteine-ponte tra
cui la fibronectina e la laminina. Nel versante citoplasmatico le integrine sono legate alla
placca di adesione, costuite da proteine (tra cui la plectina) differenti da quelle della
placca di adesione dei desmosomi. Le proteine della placca a loro volta si legano ai
filamenti intermedi. Le gap junctions sono costituite da canali che consentono il transito
tra due cellule di ioni e di piccole molecole solubili in acqua. Ciascun canale formato da
due emicanali detti connessoni costituiti a loro volta da 6 connessine ciascuno. La gap
junctions interagiscono nel lato citoplasmatico con i filamenti di actina e con i microtubuli
con particolari proteine ponte.
10) Che cosa sono le Integrine e le Caderine? Dove si trovano?
La Caderina una molecola proteica di adesione che media ladesione cellulare in
presenza di ioni Ca2+, e rivestono la superficie della cellula dotandola di cariche negative,
mentre il Ca2+ funge da collante, in quanto con le due cariche positive lo ione si interpone
fra due caderine presenti su cellule diverse e ne permette ladesione, detta omofila, ovvero
fra cellule uguali, le caderine si trovano nelle giunzioni ancoranti a fascia e nei desmosomi.
Le integrine, invece, mediano contatti eterofilici; esse sono considerate i maggiori recettori
per la matrice extracellulare ed importanti molecole di adesione tra cellula e cellula, come
tali esse rivestono un ruolo importante in numerosi processi biologici. Le integrine sono
collegate dalla parte citoplasmatica al citoscheletro e linterazione da loro mediata
allesterno richiede la presenza di calcio o magnesio (le ritroviamo negli emidesmosomi e
nei contatti focali).
11) In quale tipo di giunzioni si trovano le Connessine?
Le connessine sono sub-unit proteiche che si trovano in gruppi di 6 a formare un
connessone, due connessioni formano un canale di transito di una gap junctions.
12) Come costituito un microvillo?
I microvilli sono delle estroflessioni della membrana plasmatica del polo apicale di cellule
appartenenti al tessuto epiteliale di rivestimento. La struttura dei microvilli mantenuta
dal citoscheletro, costituita da una trentina di microfilamenti di actina ordinati
parallelamente. La zona apicale del fascio dei microfilamenti stabilizzata da un
cappuccio proteico ed collegata lateralmente alla membrana attraverso la miosina I. Alla
base del microvillo, i microfilamenti sono invece ancorati ad una zona corticale (ricca in
actina). I microvilli hanno il ruolo di aumentare la superficie di assorbimento e mediante
movimenti coordinati rinnovano le sostanze extracellulare da assorbire.
13) Come costituito un ciglio nella sua parte emersa e nel corpo basale?
Il ciglio risulta costituito da una complessa organizzazione di microtubuli la parte che
emerge dal citoplasma detta assonema (o tratto espanso), mentre la parte infissa nel
citoplasma detta corpuscolo basale o blefaroblasto (dallaspetto cilindrico). Nelle sezioni

longitudinali la membrana che avvolge il tratto espanso continua con la membrana


plasmatica della cellula. Nelle sezioni trasversali si osserva che nella matrice sono immerse
9 coppie periferiche di microtubuli che circondano 2 microtubuli disposti al centro del
ciglio. Tale struttura, 9+2, prende il nome di assonema. Nellassonema, perifericamente,
sono presenti 9 coppie di microtubuli (A e B), legate tra loro da ponti di nexina. Dalla
placca basale, che un MTOC, emerge la coppia centrale dei microtubuli che connessa ai
microtubuli periferici da fibre radiali che si uniscono alla guaina spiraliforme che avvolge
la coppia di microtubuli centrali. I microtubuli A delle 9 coppie esterne presentano due
braccia di una proteina motrice la dineina assonemale, che alla base del movimento
ciliare e flagellare. Il corpuscolo basale o blefaroblasto omologabile ad un centriolo
(Presenta, infatti, nove triplette di microtubuli). I microtubuli C (che sono addizionati ai
microtubuli B) non emergono nellassonema, ma prendono contatto con proteine della
membrana plasmatica tramite fibre di transizione. Tra il blefaroblasto e lassonema
presente la placca basale, che costituisce lMTOC da cui si originano la coppia di
microtubuli centrali dellassomena.
14) Come si muove un ciglio?
Le ciglia sono strutture mobili allineate in modo regolare e parallele fra loro, che
esercitano un movimento a frusta, determinato dalla curvatura dellassonema. Sono
distinguibili due tipi di movimenti ciliari, uno pendolare (pi raro) ed un altro a flusso,
scomponibile in una fase attiva e unaltra di ritorno (o di recupero), tale movimento
sospinge le particelle che rimangono intrappolate nelle ciglia in ununica direzione, in
molti epiteli il movimento delle ciglia strettamente ritmato e coordinato. Il battito ciliare
dipende dalle braccia di dineina, le quali si attaccano al microtubulo B della coppia
adiacente e idrolizzano ATP. Se non infissi nel citoplasma, si avrebbe lo scorrimento
reciproco delle coppie. Essendo, invece, bloccati nel citoplasma il movimento di
scorrimento si traduce in piegamento laterale, ovvero nel battito ciliare. Cessato limpulso
il ciglio ritorna passivamente alla posizione iniziale.
15) Come costituito il reticolo liscio e che funzione ha?
Il reticolo endoplasmatico liscio sprovvisto di ribosomi, e al microscopio ottico appare
costituito da une rete tridimensionale di formazioni tubulari delimitate da una membrana
e non organizzato in cisterne appiattite come il RER, ed ha come funzione generale
quella di essere coinvolto nella sintesi dei lipidi di membrana. Il REL risulta in continuit
con il RER anche se i due reticoli presentano al loro interno componenti enzimatiche
diverse. Il REL risulta molto abbondande in cellule con elevata attivit di secrezione
steroidea come le cellule interstiziali del testicolo (cellule di Leydig) che producono
testosterone. Il REL svolge numerose funzioni: biogenesi delle membrane; biosintesi degli
ormoni steroidei (insieme ai mitocondri) e colesterolo; metabolismo dei carboidrati;
immagazzinamento e rilascio del calcio; detossificazione dei farmaci e di sostanze
potenzialmente tossiche.

16) Come costituito il reticolo ruvido?


Il reticolo endoplasmatico ruvido (o rugoso) si presenta come un insieme di numerose
cisterne appiattite, parallele, delimitate da una membrana sulla cui faccia citoplasmatica si
trovano numerosi ribosomi, rivolti con la subunit maggiore verso la membrana e la
subunit minore verso il citoplasma. La funzione di questi organuli legata alla sintesi
delle proteine; essi contengono una elevata quantit di RNA e lassociazione di ribosomi
con le membrane del reticolo endoplasmatico conferisce a questultimo laspetto rugoso. Il
RER molto sviluppato in quelle cellule che presentano una notevole attivit secretoria
(come i neuroni e le cellule del pancreas esocrino). Nel RER posso essere individuate aree
chiamate elementi di transizione che rappresentano porzioni del RER specializzate nella
secrezione di vescicole dirette allapparato del Golgi. Linvolucro nucleare va considerato
come una specializzazione del RER (linvolucro nucleare risulta continuo con il RER).
17) Quale il diverso destino delle proteine sintetizzate sui ribosomi liberi nel citoplasma e
delle proteine sintetizzate sul reticolo ruvido?
I ribosomi liberi sono deputati alla sintesi di proteine che verranno rilasciate ed utilizzate
nel citoplasma o nella parte interna della membrana cellulare. I ribosomi legati alle
membrane costituenti il nucleo cellulare o il RER, si occupano di sintetizzare e rilasciare
proteine allinterno delle membrane di queste strutture, dove poi saranno condotte alla
loro destinazione finale che pu essere sia intra- che extracellulare, le molecole passano dal
RER nellapparato del Golgi e da qui vanno incontro a processi di maturazione per poi
essere smistate o verso la membrana plasmatica o verso i lisosomi o inclusi in vescicole di
secrezione per essere trasportate allesterno della cellula.
18) Che cosa lSRP?
La particella di riconoscimento del segnale (SRP) una ribonucleoproteina, o meglio un
grosso aggregato di macromolecole a localizzazione citoplasmatica, formato da una
molecola di RNA e 6 catene polipeptidi che si lega ai ribosomi bloccando la continuazione
della sintesi proteica; ha quindi la funzione di riconoscere e legare la sequenza segnale
bloccando il proseguimento della traduzione dellmRNA, per poi ancorare il complesso
ribosoma/mRNA alla membrana del RER sul recettore-SRP con un meccanismo
GTPdipendente.
19) A che cosa serve lenzima peptidasi del segnale?
Al termine della traduzione si attiva un enzima, la peptidasi del segnale, che divide il
peptide segnale dal resto della catena appena formata. Il peptide segnale sar poi rilasciato
nel lume, dove verr degradato da altre proteasi.
20) Che cosa il complesso del traslocone (Riboforina) ?

Il traslocone un complesso proteico della membrana del reticolo, composto da molte


componenti coinvolte nellimportazione co-traduzionale che includono: un recettore SRP,
che lega la molecola di SRP; un recettore per il ribosoma, che serve per ancorare
lorganulo al reticolo; una proteina del poro che forma un canale idrofilico tramite cui il
polipeptide in allungamento pu entrare nel lume del reticolo ed una peptidasi che taglia
la sequenza segnale.
21) A che cosa serve lenzima Glicosil-Trasferasi? E su quale amminoacido trasferisce la
catenella de 14 zuccheri?
Lenzima Glicosil-trasferasi sintetizza gli oligosaccaridi. Alla faccia interna della
membrana del RER si trovano molecole del glicopiede dolicolo, che possiede una catena
oligosaccaridica ramificata, costituita da 14 monomeri; il dolicolo funziona da donatore
della catena oligosaccaridica che, ad opera di glicosil-trasferasi della membrana del
reticolo, trasferita interamente e in blocco a residui di asparagina della catena
polipeptidica nascente. La catena polipeptidica, che penetra nella cavit ci sternale del
RER, viene riconosciuta dalla glicosil-trasferasi che espone determinati residui di
asparagina e viene quindi decorata con un oligosaccaride a 14 zuccheri ceduto da un
glicolipide di membrana.
22) Come costituito lapparato del Golgi?
Lapparato del Golgi costituito da un numero variabile di cisterne appiattite, disposte a
pila luna sullaltra. Le sue dimensioni variano in rapporto al tipo cellulare e allattivit
della cellula, ed la sede in cui vengono convogliati, rielaborati e smistati i materiali
sintetizzati nel reticolo endoplasmatico. Nellapparato di Golgi possibile distinguere una
faccia prossimale (o faccia cis) rivolta verso il centro della cellula, in genere verso il RER, e
una faccia distale (o faccia trans) che si rivolge verso la superficie della cellula. Spesso le
cisterne appiattite mostrano una forma concava, con la concavit rivolta verso la faccia
trans. Sono presenti inoltre varie cisterne medie poste tra la faccia cis e la faccia trans,
tutte le cisterne presentano una differente composizione sia lipidica che proteica per
quanto riguarda le membrane che le rivestono ed inoltre presentano tutte specializzazioni
diverse. Sia dal lato cis che trans si formano delle vere e proprie reti di vescicole che
vannoa formare il CGN (Cis Golgi Network) e il TGN (Trans Golgi Network). Dal punto
di vista ultrastrutturale costituito da tre tipi di componenti: le cisterne appiattite; le
vescicole di trasporto che si trovano vicino la faccia cis e ai lati delle cisterne, queste
vescicole suggeriscono un continuo scambio di materiale tra le cisterne e tra la cisterna cis
e il RER; i granuli di secrezione che gemmano continuamente dalla faccia trans; in ogni
caso la forma, la struttura e la funzione sono sotto il diretto controllo del nucleo.
23) Quando la proteina sintetizzata sul reticolo ruvido viene trasferita allaApparato del
Golgi, quali modifiche far il Golgi? E dove le far?

Ci sono alcune fasi di maturazione delle proteine che iniziano nel reticolo rugoso e si
completano nellApparato di Golgi (in ogni cisterna del Golgi pu avvenire una modifica
differente che segna il destino della proteina). Ad esempio la glicosilazione che porta alla
produzione di glicoproteine, le proteine sintetizzate nel RER vengono trasferite mediante
processi di gemmazione e fusione di vescicole allApparato di Golgi, da qui le proteine e i
lipidi si spostano attraverso le pile di cisterne appiattite dellapparato di Golgi andando in
contro a processi di maturazione riguardanti gli oligosaccaridi legati alle asparagine: nel
CIS leliminazione di residui di mannosio; nelle cisterne mediane laggiunta di Nacetilglucosammina; nel TRANS laggiunta di fucosio e acido sialico. Mediante
gemmazione dal TGN dellApparato di Golgi distaccheranno alcune vescicole. Dopo la
fusione delle vescicole con la membrana plasmatica, le glicoproteine diventano proteine
integrali della membrana plasmatica, con i residui zuccherini esposti solo nel versante
extracellulare. Ci spiega la esclusiva distribuzione della componente glucida delle
glicoproteine o dei glicolipidi nel versante extracellulare della membrana plasmatica. Il
processo che porta alla formazione di vescicole secretorie molto simili solo che nella
cisterna trans al posto dellaggiunta di fucosio e acido sialico ci sar laggiunta di
galattosio.
24) In base alle modifiche che effettuer lApparato di Golgi, quale sar il destino della
proteina?
Il compito dellApparato di Golgi quello di immagazzinare, modificare e impacchettare i
prodotti provenienti dal reticolo endoplasmatico; man mano che questi prodotti
aumentano alcune cisterne si rigonfiano diventando vescicole che possono essere secrete
fuori dalla cellula, altre possono essere portate sulla membrana plasmatica, altre possono
contenere lisosomi, enzimi digestivi che degradano il materiale estraneo e possono
demolire cellule danneggiate o malate.
25) Quale il diverso destino e la diversa funzione delle proteine tradotte dai polisomi
liberi nel citoplasma e dai polisomi legati alle cisterne del RER?
I poliribosomi sono costituiti da pi ribosomi tenuti insieme da una molecola di mRNA. I
poliribosomi liberi nel citoplasma elaborano le proteine funzionali del citosol, quelle del
citoscheletro, ed anche quelle destinate a particolari organelli citoplasmatici. Al contrario,
i poliribosomi associati alle membrane del reticolo ruvido sintetizzano proteine che
vengono trasferite attraverso la membrana del reticolo nel lume e in base alla loro
destinazione potranno essere completamente liberate allinterno del lume del RER, oppure
restare ancorate alla membrana. Nel reticolo ruvido sono sintetizzate le proteine destinate
ad essere secrete e che svolgeranno la loro funzione al di fuori della cellula, quelle della
membrana plasmatica, quelle del complesso del Golgi, dei lisosomi e cos via.
26) Che cosa sono i Lisosomi?

I lisosomi sono formazioni vacuolari delimitate da membrana e contenenti enzimi idrolitici


attivi a pH acido (idrolasi acide), capaci di degradare i diversi tipi di molecole. Sono
quindi la principale sede di digestione cellulare, nella quale sono demoliti sia materiali che
la cellula ha introdotto dallesterno, sia componenti intracellulari invecchiati o
danneggiati. Il set di enzimi allinterno dei lisosomi pu variare a seconda del tipo di
cellula o di organismo considerato ma lenzima presente in tutti i lisosomi la fosfatasi
acida che risulta quindi lenzima marcatore dei lisosomi.
27) Da quali strutture cellulari si originano i lisosomi?
I lisosomi si originano per la fusione delle vescicole idrolasiche, dette anche lisosomi
primari (il cui contenuto ha aspetto denso agli elettroni ed costituito da idrolasi acide)
con lendosoma tardivo (inizialmente originate con il meccanismo di endocitosi) si forma
un endolisosoma, che attraverso ulteriori modificazioni, cio per lincremento della
componente proteica di membrana, implicata nel trasposto protonico, diventer lisosoma.
28) Come avviene il meccanismo di endocitosi mediato da recettori?
Un particolare tipo di endocitosi lendocitosi mediata da recettore: un ligando pu essere
internalizzato dalla cellula solo se preventivamente riconosciuto e legato da un recettore.
I recettori sono situati in particolari aree specializzate della membrana, dove si
formeranno (una volta che si legano con il ligando) delle fossette rivestite di clatrina o
caveolina che si evolveranno in vescicole rivestite.
29) Quale la differenza tra un lisosoma primario e secondario?
La differenza tra lisosoma primario e secondario che: il lisosoma primario inteso come
una struttura vescicolare gemmata dal complesso del Golgi e ripiena di enzimi litici liberi
nel lume della vescicola stessa; il lisosoma secondario invece caratterizzato dalla
contemporanea presenza degli enzimi litici e del materiale da degradare.
30) Che cosa e a che cosa serve la Clatrina?
La Clatrina una molecola costituita costituiti da 3 catene di polipeptidi pesanti e da 3
catene leggere unite insieme a formare una struttura regolare simile ad una svastica a 3
braccia detta triscele. I trisceli si uniscono a formare elementi pentagonali ed esagonali
alternati che vanno formare un canestro che riveste completamente prima la fossetta e poi
la vescicola di endocitosi. A questo punto la fossetta si ripiega ulteriormente fino a
richiudersi e formare una vescicola (che si distaccher dalla membrana grazie
allintervento di una particolare proteina chiamata dinamina). Prima che questa si fonda
con un endosoma primario nella cellula il rivestimento si rompe e la clatrina ritorna alla
membrana plasmatica pronta per formare una nuova fossetta rivestita. La Clatrina
facilita il reclutamento della proteina da trasportare allinterno della vescicola che ne
medier il trasferimento. In ogni caso la proteina si associa alla membrana vescicolare
interagendo in modo specifico con i recettori.

31) Che cosa il C.U.R.L.?


Lendosoma caratterizzato da un pH interno discretamente acido che favorisce la
dissociazione tra ligando e recettore; corrisponde quindi alla definizione di C.U.R.L. (zona
del distacco del recettore del ligando).
32) Che cosa sono e a cosa servono i Perossisomi?
I Perossisomi sono organelli di forma approssimativamente sferica e circondati da una
singola membrana, al loro interno sono contenuti vari enzimi ossidativi. La matrice
perossisomiale contiene un materiale amorfo che in alcuni casi si pu addensare in una
zona centrale a formare il nucleoide (costituito da uricasi negli animali e da catalasi
nelle piante). Gli enzimi dei perossisomi impiegano lossigeno molecolare per
rimuovere atomi di idrogeno da vari substrati organici (enzimi ossidasi). Lacqua
ossigenata che ne risulta un prodotto tossico per la cellula e viene neutralizzata (in
acqua e ossigeno molecolare) dagli stessi perossisomi con lenzima catalasi (lenzima
pi abbondante). I perossisomi, inoltre, catalizzano lossidazione di acidi grassi ad
acetil coenzima A, successivamente avviato ai mitocondri nel ciclo di Krebs. Gli enzimi
individuati allinterno dei perossisomi sono circa 50 e intervengono in diverse vie
metaboliche.
33) Da quali strutture si originano i perossisomi?
I perossisomi si originano da regioni specifiche del reticolo endoplasmatico (il reticolo
perossisomale, dove sintetizzata anche una proteina integrale di membrana la Pex3p,
unica proteina ad essere sintetizzata nel RE, tutte le altre sono sintetizzate nel
citoplasma) sotto forma di precursori che in tappe successive si staccano dal reticolo
endoplasmatico e si trasformano in perossisomi maturi, acquisendo tutte le altre
proteine successivamente poich queste ultime vengono sintetizzate nel citoplasma.
34) Come fa lenzima Catalasi (che sintetizzato nel citoplasma) ad entrare dentro i
perossisomi?
Gli enzimi solubili dei perossisomi sono sintetizzati nel citoplasma, essi presentano
specifici segnali per limporto ai perossisomi (PTS1 o PST2). Gli enzimi che presentano
il segnale PST1 (SKL), come ad esempio la catalasi (tetramero di 4 catene
polipeptidiche), sono riconosciuti da una particolare perossinaspola, la Pex5p
(PTS1R, recettore della PTS1). Il complessso catalasi-Pex5p riconosciuto dal
recettore/troslacatore presente sulla membrana dei perossisomi. La catalasi quindi
traslocata all'interno dei perossisomi mentre la Pex5p riciclata e pu iniziare un
nuovo ciclo, dopo linserimento nel perossisoma la sequenza SKL rimossa da una
peptidasi.
35) Come sono costituiti i mitocondri e che funzione hanno?
I mitocondri si presentano come formazioni rotondeggianti, ovolari o allungate, la cui
parete formata da due membrane che racchiudono a loro volta due comparti. Quella
esterna separata da quella interna da uno spazio detto camera interna. La membrana
interna si solleva nelle cavit del mitocondrio formando pieghe dette creste

mitocondriali. La camera interna contiene un materiale finemente granulare e opaco


detto matrice mitocondriale; in essa si possono riscontrare i granuli che danno un
aspetto granulare alla matrice; per questo i mitocondri rappresentano uno dei depositi
intracellulari pi importanti per gli ioni Ca2+. Essi sono distribuiti in modo uniforme
nel citoplasma della cellula, ma ci nonostante, la loro distribuzione varia in relazione
alla loro principale funzione, che quella di fornire energia nelle zone dove
questultima necessaria (sono la centrale energetica della cellula e in essi si ha
limmagazzinamento sotto forma di ATP dellenergia liberata nel corso delle reazioni
metaboliche, infatti la funzione principale dei mitocondri quella di trasformare ADP
in ATP), i mitocondri si muovono attraverso il citoplasma grazie a delle vere e proprie
piste di microtubuli (e grazie allaiuto delle proteine motrici della famiglia delle dineine
e delle chinesine). La membrana esterna molto simile alla membrana del RE e ha un
pi alto contenuto lipidico (40-50%) rispetto a quella interna (20%), i lipidi che
costituiscono tale membrana sono per lo pi fosfolipidi di cui il pi abbondante la
fosfatidilcolina. La membrana esterna caratterizzata da unelevata permeabilit. La
membrana interna priva di colesterolo, non permeabile e come gi detto ha la
caratteristica peculiare di formare delle creste mitocondriali in genere di forma
lamellare ma possono assumere anche forma tubulare e le creste possono essere
semplici, ramificate o disposte a formare reti, ma nonostante questa grande diversit
strutturale non si rileva alcuna differenza funzionale. A livello di questa membrana si
trovano i complessi proteici coinvolti nei processi della fosforilazione ossidativa e del
trasporto degli elettroni (NADH-CoQ reduttasi, ubichinone, CoQH2-citocromo c
reduttasi, citocromo c, citocromo c ossidasi, ATPsintetasi). Unaltra particolarit dei
mitocondri la presenza al loro interno di 5-10 molecole di DNA mitocondriale
(mtDNA), un proprio genoma con un proprio apparato sintetico. Altre funzioni dei
mitocondri sono: accumulo di ioni calcio; Produzione di calore, i mitocondri delle
cellule del tessuto adiposo bruno (abbondante negli animali ibernanti) posseggono nella
membrana interna dei mitocondri una proteina che disaccoppia la F1 dalla F0 e quindi
lenergia del gradiente protonico generato dalla catena di trasporto di elettroni
dissipato sotto forma di calore; Apoptosi (I mitocondri giocano un ruolo fondamentale
nella morte cellulare innescando una delle vie dell'apoptosi), che porta al rilascio di
fattori apoptogenici dallo spazio intermembrana.
36) Che cosa sono le particelle F0 ed F e che funzione hanno?
1
Le particelle F0 e F1 formano il complesso dellATPsintetasi. La componente F0
uninsieme di proteine intrinseche di membrana che formano un canale protonico, la
componente F1 un complesso globulare formato da 5 subunit legato a F0 che sporge
verso la camera mitocondriale interna. I complessi transmembrana F0-F1 possono
essere messi in evidenza in microscopia elettronica sottoponendo la matrice
mitocondriale a shock ipotonico e successiva colorazione negativa: si osserva che le
particelle F0-F1 sporgono in fuori nella matrice, restando attaccate alla membrana
interna mediante un peduncolo (la partecella F0); le particelle F1 appaiono come delle
sfere attaccate alle particelle F0. Produzione di calore (i mitocondri delle cellule del
tessuto adiposo bruno, (abbondante negli animali ibernanti) posseggono nella
membrana interna dei mitocondri una proteina che disaccoppia la F1 dalla F0.
Lenergia del gradiente protonico generato dalla catena di trasporto di elettroni
dissipato sotto forma di calore.
37)

Che cosa il DNA mitocondriale e che caratteristiche hanno i ribosomi mitocondriali?

Il DNA mitocondriale non legato a proteine e si presenta sottoforma di molecole


circolari (quindi molto simile al DNA batterico), localizzate nella matrice e agganciate
alla membrana delle creste. In ogni mitocondrio si trovano diverse molecole di mtDNA
(5-10 ma in numero superiore nei lieviti), la sua lunghezza variabile, ma il tipo e il
numero dei geni in esso contenuti si mantiene costante. Nella matrice mitocondriale
sono anche contenute le tre classi di RNA. I ribosomi mitocondriali si presentano nella
matrice sottoforma di granuli e hanno un coefficiente di sedimentazione pi basso di
quello dei ribosomi citoplasmatici.
38)

39)

Quali sono le ipotesi prospettate per spiegare lorigine dei mitocondri?


Secondo la prima ipotesi, detta endosimbiotica, i mitocondri sarebbero derivati da
Batteri, dotati di sistemi enzimatici del metabolismo ossidativo (batteri aerobi), che
sarebbero entrati in simbiosi con cellule eucariotiche primitive. La successiva
evoluzione di questi Batteri endosimbionti in mitocondri sarebbe caratterizzata dal
trasferimento di geni dal loro genoma a quello dellospite Eucariote; ma alcuni
ritengono che le somiglianze tra mitocondri e batteri sono casuali, cos formularono
unaltra ipotesi, secondo la quale il genoma mitocondriale sarebbe derivato dalla
segregazione di una porzione del DNA nucleare adibita a codificare proteine incapaci
di attraversare le membrane mitocondriali. In base a tele ipotesi, le caratteristiche
procarioti che di alcuni acidi nucleici mitocondriali sarebbero dovute alla
conservazione di caratteristiche primitiva comuni agli antenati sia dei procarioti sia
degli eucarioti, e non costituirebbero la prova di unorigine dei mitocondri dai batteri.
Che struttura ha linvolucro nucleare e quali processi di transito si verificano
attraverso i suoi pori?
Linvolucro nucleare costituito da due membrane (una interna e laltra esterna);
quella esterna coperta di ribosomi ed in continuit con quella del RER, mentre
quella interna liscia ed in connessione con la lamina fibrosa e con la cromatina. Le
due membrane, sono separate da uno spazio detto perinucleare in comunicazione con il
lume del RER, formano il margine che delimita aree circolari aperte dette pori
nucleari, il cui bordo spesso rilevato in una forma cilindrica che prende il nome di
complesso del poro, attraverso cui avviene il trasporto (per gli scambi ionici e
molecolari tra nucleo e citoplasma) che pu essere sia attivo che passivo. Gli ioni e le
piccole molecole attraversano passivamente i pori nucleari (riescono a passare molecole
idrosolubili sino a 5000 Da e con diametro massimo di 9 nm) mentre le molecole pi
grandi vengono trasportate selettivamente a livello del canale centrale mediante un
meccanismo ATPdipendente che richiede la presenza di segnali di riconoscimento sulle
molecole da trasportare. Questo trasporto a due vie. La prima trasporta dal
citoplasma al nucleo alcune proteine nucleari e viene chiamata importazione nucleare;
la seconda trasporta dal nucleo al citoplasma tutti i complessi ribonucleoproteici e
viene chiamata esportazione nucleare.

40)

Come costituito un poro nucleare?


Il complesso del poro costituito da proteine chiamate nucleoporine. I pori nucleari
presentano una struttura costituita da:
1.un anello citoplasmatico che presenta otto filamenti che si proiettono nel citoplasma;
2.un anello nucleare che proietta nel nucleoplasma un struttura a forma di canestro (il
canestro nucleare) costituita da 8 sottili filamenti che si uniscono nella loro porzione
distale a un anello terminale;
3. unintelaiatura centrale formata da 8 raggi interni posta in mezzo tra lanello
citoplasmatico e lanello nucleare;
4. un anello di raggi esterni che circonda le due membrane dellinvolucro nucleare.

41) La lamina densa aderente alla membrana nucleare interna a che cosa serve e da quale
proteina costituita?
La lamina densa aderente alla membrana nucleare interna oltre a connettersi con
proteine che formano i margini dellinvolucro nucleare, serve ad ancorare le fibre
delleterocromatina periferica che si interrompe a livello dei pori dove si riscontrano
aree chiare dette canalicoli intracromatinici. Essa inoltre svolge un ruolo fondamentale
nella ricostruzione dellinvolucro nucleare al termine della divisione nucleare. Le
proteine della lamina nucleare sono denominate lamine e appartengono al gruppo delle
proteine dei filamenti intermedi del V tipo.
42) Che cosa la lamina?
Le lamine sono proteine localizzate a livello della superficie interna dellinvolucro dove
formano un sistema polimerico insolubile detto lamina nucleare. Queste proteine sono
strutturalmente simili alle cheratine, ma non formano strutture filamentose e sono
organizzate in una rete bidimensionale, ed ottengono, infine, segnali per il loro
trasporto allinterno del nucleo.
43) Premesso che la lamina un filamento intermedio, in che cosa si differenzia dagli altri
filamenti citoplasmatici riguardo il dinamismo?
A differenza dei filamenti intermedi citoplasmatici, la rete formata dalle lamine
nucleari va incontro a disassemblaggio durante la mitosi e si riassembla quando, a
mitosi conclusa, si ricostituisce linvolucro nucleare.
44) Che cosa sono le importine e a che cosa servono?
Limportazione nucleare richiede specifiche proteine che riconoscono la macromolecola
provvista dellNLS (segnale di localizzazione nucleare) e fanno da tramite tra questa e
il complesso del poro; queste molecole prendono il nome di importine (ogni importina
costituita da due subunit e ).
45) Che cosa il nucleolo, che funzioni ha, e quali sono le tappe principali per la biogenesi
dei ribosomi?
Il nucleolo lorganulo responsabile della sintesi dellRNA ribosomiale, esso
lequivalente morfologico dellattivit di trascrizione e di maturazione dei geni
mediamente ripetuti che codificano per gli rRNA. presente durante le fasi G1, S e G2
e scompare durante la mitosi, cio quando la cellula interrompe la sintesi proteica e
non necessita di ribosomi e ricompare quando la cellula ha completato la divisione

cellulare e riprende la sua attivit di sintesi. Per quanto riguarda le principali tappe
della biogenesi dei ribosomi, le due subunit di questultimo si uniscono tra loro ed
operano insieme per tradurre un mRNA in una catena polipeptidica durante la sintesi
proteica. La subunit superiore 60S composta da tre rRNA con costanti di
sedimentazione 5S 5,8S e 28S + alcune proteine ribosomiali (proteine large), la
subunit minore 40S composta da un solo rRNA con costante di sedimentazione 18S
+ alcune proteine ribosomiali (proteine small). Nel nucleolo si ha la sintesi degli rRNA
18S 28S e 5,8S a opera della RNA polimerasi I, anche se allinizio il gene trascrive un
solo grande rRNA 45S che comprende sequenze dette spacer che sono destinate ad
essere demolite; la RNA polimerasi II trascriver i geni delle proteine ribosomiali; al di
fuori del nucleolo ma allinterno del nucleo la RNA polimerasi III trascrive i geni
dellrRNA 5S. Gli rRNA una volta usciti dal nucleo si assemblano a formare le due
subunit dei ribosomi.
46) Che aspetto morfologico ha un gene ribosomiale? Descrivere la struttura ad Albero di
Natale.
La parte fibrillare del nucleolo costituita da strutture, denominate Christmas trees
(alberi di natale), tali strutture corrispondono a centinaia di geni ribosomiali (cistroni
ribosomiali) disposti a tandem in attiva trascrizione, intervallati da regioni non
trascriventi (dette spacer o spaziatori). Gli rRNA trascritti vicino al sito di inizio sono
corti, ma si allungano progressivamente con il procedere della trascrizione; al sito di
terminazione si staccano trascritti di rRNA di 45S. Il trascritto primario di 45 S
contiene il 18S, il 5.8S e il 28 S rRNA intervallati dagli spaziatori interni ITS1 e ITS2.
La struttura ad Albero di Natale ha un asse centrale di DNA ai cui lati sporgono fibrille
di RNA di grandezza crescente. Alla base di queste fibrille si trovano i complessi di
RNA polimerasi, tali fibrille sono di lunghezza crescente in quanto si tratta di prodotti
della trascrizione a differente stadio di completamento.
47) Che cosa lorganizzatore nucleolare e da quale tipo di DNA (riguardo la ripetitivit)
costituito?
Il DNA mediamente ripetuto che codifica per gli rRNA si trova nella componente
fibrillare densa e nel centro fibrillare e costituisce lorganizzatore nucleo lare. Il gene
dellrRNA appare in copie multiple nelle regioni organizzatrici dei nucleoli.
Lorganizzatore nucleare costituito da decine a centinaia di geni ribosomi ali disposti
in tandem e intervallati da tratti di DNA che non trascrivono detti spacer o spaziatori. I
geni nucleari si trovano nella tipica struttura ad albero di natale con fibrille laterali di
RNA di lunghezza progressivamente crescente e alla cui base si trovano i complessi di
RNA polimerasi.
48) Come sono costituiti i ribosomi pro ed eucaristici?
Nonostante esistano alcune differenze tra i ribosomi dei procarioti e degli eucarioti, la
loro struttura generale la stessa in tutti i casi. Essi hanno una forma ellissoidale e
sono costituiti da due sub unit, una maggiore ed una minore. I ribosomi tipici dei
Procarioti sono quelli aventi costante di sedimentazione di 70 S, una sub unit
maggiore di 50 S ed una minore di 30 S. quelli tipici delle cellule Eucariotiche, invece,
hanno una costante di sedimentazione di 80 S, una sub unit maggiore di 60 S ed una
minore di 40 S, e si possono trovare sia liberi nel citoplasma sia legati alla superficie
delle membrane del reticolo endoplasmatico.
49) Che cosa la cromatina? Quanti tipi di cromatina conosci e quali sono le loro funzioni?
Quale la differenza tra etero e eucromatina?

La cromatina un materiale fibrillare e granulare facilmente colorabile, ed costituita


da DNA e vari tipi di proteine istoniche, piccole proteine basiche ricche in arginina e
lisina, comprendono gli istoni H2A,H2B,H3,H4 che sono gli istoni del core
nucleosomico (dove il DNA avvolto a formare il nucleosoma), e H1 istoni linker, (Il
filamento nucleosomico lunit base della cromatina) e non istoniche (tra cui
ricordiamo le condensine e le coesine che sono proteine che controllano il
mantenimento strutturale dei cromosomi SMC) pi una piccola parte di RNA. Essa
pu cambiare aspetto nel corso del ciclo cellulare e, in mitosi, si addensa in strutture
organizzate: i cromosomi. Si distinguono due tipi di cromatina: quella formata da
filamenti sottili, sparsi e poco colorabili, denominata eucromatina; quella organizzata
in grossi granuli molto colorabili, denominata eterocromatina. Sono note le differenze
fra le due forme della cromatina per quanto riguarda il DNA e le sue attivit
trascrizionali; leucromatina rappresenta il materiale genetico in fase di attivit e in
essa la funzione di compattazione dellistone H1 inibita, mentre leterocromatina
corrisponde a quello temporaneamente inattivo.
50) Quanti tipi di eterocromatina conosci ed in che cosa consiste la differenza?
Esistono due tipi di eterocromatina, una facoltativa ed una costitutiva.
Leterocromatina facoltativa in grado di trasformarsi in eucromatina, ossia in
cromatina attiva nella trascrizione di RNA, essa rappresenta porzioni del genoma che
sono state specificatamente inattivate in determinate cellule o in precisi momenti della
vita della cellula, essa alla base del differenziamento. Leterocromatina costitutiva ha
caratteristiche diverse: in nessun momento pu trasformarsi in eucromatina, perch
formata da DNA altamente ripetitivo, privo di significato informazionale che quindi
non viene trascritto.
51) Come sono costituiti i cromosomi? Quale lultrastruttura della fibra cromatinica?
Che cosa sono gli Istoni e quanti tipi ne conosci? Quale la funzione dellIstone H1?
I cromosomi hanno una forma bastoncellare, sono costituiti ciascuno da due filamenti
paralleli di cromatina condensata, i cromatidi, che nella fase iniziale della divisione
sono uniti a livello di una strozzatura detta centromero che divide anche il cromosoma
in due bracci, mentre le estremit del cromosoma si chiamano telomeri. Il cromosoma
costituito da fibre cromatiniche spiralizzate e raccolte le une alle altre. Dato che la
sezione ultrasottile, le fibre possono essere seguite solo per alcuni tratti, che sono
troppo brevi per dare unidea della loro disposizione. Associati al DNA della cromatina
troviamo gli istoni che sono proteine basiche. Essi si suddividono in cinque classi e si
indicano con la sigla H seguita da un numero. Con leccezione dellH1, gli istoni sono in
quantit equimolecolare nella cromatina e in unione con il DNA formano i nucleosomi,
unit di base della fibra cromatinica. Listone H1 il pi grande ed ricco di lisina.
Esso svolge un ruolo importante nellindurre la cromatina ad assumere strutture di
ordine superiore. Una molecola di H1 si lega con la porzione globulare a un
nucleosoma cosi da ravvicinarli luno allaltro. Esso inoltre responsabile del processo
di condensazione della cromatina in fibra 30 nm e la sua attivit di condensazione
dipende dal suo grado di fosforilazione (per spiegare la condensazione della fibra di 30
nm sono stati proposti due modelli differenti: il modello a zig zag; il modello a
solenoide). Si sono osservati in vivo anche filamenti di spessore maggiore (100-150 nm e
300 nm) per spiegare livelli di condensazione di questo tipo si formulato il modello ad
anse radiali (secondo il quale ogni filamento di DNA si ripiega a formare delle anse
lungo lo scaffold cromosomico) e il modello a spiralizzazione gerarchica della fibra
cromatinica, secondo tale modello si assiste a una spiralizzazione sempre maggiore del
DNA prima a formare la fibra nucleosomiale (spessore 10 nm) poi la fibra cromatinica

(30 nm), la successiva spiralizzazione in anse di cromatina (300 nm) ed infine il


superavvolgimento delle anse in fibre di spessore di 700 nm di spessore a formare un
cromatidio prometafasico finale.
52) Quali proteine vanno a costituire lo scaffold?
Lo scaffold costituito da una trentina di proteine non istoniche in gran parte comuni
alla matrice nucleare. I principali componenti dello scaffold cromosomico sono due
complessi proteici: SC I (complesso sinaptinemale I) costituito in prevalenza da
topoisomerasiII; SC II (complesso sinaptinemale II) costituito in prevalenza da
condensine. I due complessi si organizzano a formare due eliche alternate. Nello
scaffold sono presenti anche una serie di assi proteici rigidi costituititi da molecole di
D-titina, che conferiscono elasticit ai cromosomi.
53) Che cosa lHn RNA? Che cosa sono gli Introni e gli Esoni? Che cosa lo Splicing?
LHn RNA un tipo di RNA che troviamo negli eucarioti (RNA eterogeneo nucleare)
che deve subire una maturazione per divenire mRNA. Lungo un gene troviamo tratti di
DNA che, in seguito al processo di splicing, del trascritto primario, non compaiono
negli mRNA maturi, in questo caso si parla di introni; gli esoni, invece, sono quella
porzione di un gene che dopo il processo di splicing del trascritto primario, ossia
lhnRNA, si trovano negli mRNA maturi. Il fenomeno di splicing consiste
nelleliminazione delle sequenze introni che per portare lhnRNA a m RNA pronto alla
traduzione.
54) Per quanto riguarda la ripetitivit, quante frazioni di DNA conosci?
Per quanto riguarda la Ripetitivit vengono riconosciute tre frazioni di DNA: il Dna
non ripetitivo, detto a singola copia; il DNA mediamente ripetitivo e DNA altamente
ripetitivo.
55) Parla de DNA altamente ripetitivo: pu trascrivere? In quale parte dei cromosomi si
trova localizzato? Quale pu essere qualche sua funzione?
Il DNA altamente ripetitivo definito tale in quanto costituito da brevi sequenza
nucleotidiche uguali fra loro e ripetute milioni di volte. Esso non trascrive RNA e le sue
funzioni sono ancora sconosciute. In molti casi tali sequenze sono raggruppate come
eterocromatina costitutiva in zone di cromosomi, quali il centromero o i telomeri. Per
tale motivo stato affermato che queste sequenze svolgono un ruolo
nellorganizzazione strutturale della cromatina e dei cromosomi metafisici, mentre in
altri casi, si trovano fra i geni ribosomi ali o fra quelli transfer, separandoli fra loro.
56) Descrivere le diverse fasi della mitosi e il suo significato biologico.
La mitosi il meccanismo di divisione cellulare attraverso il quale le cellule si
moltiplicano e alcune lo utilizzano anche per riprodursi (riproduzione asessuale), con
la mitosi si producono cellule geneticamente identiche fra loro e alla cellula madre. Gi
prima della fase M (della mitosi), nella fase G2, si sono formati tutti i componenti
necessari affinch essa avvenga, nella fase S si sono duplicati il DNA e le proteine della
cromatina per cui i cromosomi sono formati da due cromatidi e si sono duplicati anche
i centrioli. In G2 avviene la sintesi della ciclina mitotica che unendosi alla
corrispondente Cdk forma lMPF che innesca i processi che danno inizio alla mitosi.
Essa suddivisa in pi fasi (profase, prometafase, metafase, anafase, telofase e
citodieresi). Durante la profase la cromatina si condensa tanto da apparire visibile,
mentre i cromosomi appaiono aggrovigliati in questa fase inizia la risoluzione dei
cromatidi (separazione lungo le loro braccia) risultando uniti solo a livello del

centromero (grazie alle proteine shugoshin che difendono le coesine che si trovano a
livello del centromero), il centrosoma si divide e le due coppie di centrioli iniziano a
separarsi per portarsi verso i poli opposti della cellula, fra loro si formano fasci di
microtubuli che andranno a formare il fuso mitotico. Questi microtubuli sono detti
astrali, essi presentano lestremit positiva verso la periferia mentre lestremit
negativa vicina al centrosoma, se i microtubuli si attaccano ai cromosomi sono detti
cinetocorici (o cromosomici) altrimenti sono detti interpolari (o mantellari). Durante la
prometafase linvolucro nucleare si dissolve, il centromero dei cromosomi si organizza
nel cinetocore che permette lattacco dei microtubuli (lattacco pu non essere
immediato sul citetocore per ci sono proteine motrici che indirizzano i microtubuli
verso esso) i cromatidi sono disposti in maniera che ciascun centromero interagisca
solo con i microtubuli di un polo della cellula, questo fenomeno chiamato biorientamento. Agiscono inoltre proteine motrici dei microtubuli della famiglia delle
dineine e delle chinesine che tirano o spingono i cromosomi verso lequatore, i
cromosomi si allontanano dal polo pi vicino e son tirati verso il pi lontano fino a
raggiungere una posizione di equilibrio. Nella metafase si forma il fuso mitotico, i
cromosomi sono visibili (raggiungono il massimo grado di compattazione) e si allineano
nel piano equatoriale della cellula, assumendo la configurazione denominata piastra
metafasica. LAnafase pu essere divisa in due fasi (anafase A e anafase B), il passaggio
a questa nuova fase della mitosi indotto dal complesso di promozione allanafase
(APC) che provoca la separazione dei cromatidi fratelli a livello del centromero
(Determinato dalla separasi, prima bloccata dalla securina, che rimuove le coesine che
ancora univano i cromatidi a livello del centromero). Nellanafase A i cromatidi fratelli
di ogni cromosoma si dividono spostandosi verso i poli trascinati dai microtubuli del
cinetocore, nellanafase B si ha lallontanamento dei poli opposti mediante lo
scorrimento reciproco dei microtubuli mantellari; la telofase, invece, ha inizio quando i
cromosomi hanno raggiunto i due poli opposti. A questo punto le fibre del fuso si
disperdono, i cromatidi che diverranno i nuovi cromosomi delle cellule figlie si
despiralizzano e ritornano ad essere visibili come nellinterfase, attorno ad essi si
riforma la membrana nucleare ed di nuovo visibile il nucleo. Successivamente si ha la
citodieresi (insieme di processi che porta alla divisione del citoplasma e della cellula
stessa) in cui si forma il solco di clivaggio che porta quindi alla formazione di due
cellule figlie.
57) Descrivere le diverse fasi della meiosi ed il suo significato biologico.
Gli organismi a riproduzione sessuale (zigote) si formono per unione (fecondazione) di
gameti aplodi maschili (spermatozoi) e femminili (uova) prodotti dai progenitori. Lo
zigote (diploide) si accresce e si differenzia in organismi maschili o femminili.
Raggiunta la maturit sessuale gli individui maschili e femminili a loro volta devono
produrre gameti aploidi. La produzione di gameti aploidi avviene tramite una
particolare divisione cellulare, la meiosi. La meiosi una divisione cellulare esclusiva
degli eucarioti, dopo una sola duplicazione del DNA seguita da due divisioni nucleari
successive si ha la produzione di 4 cellule aploidi (gameti) geneticamente differenti tra
loro e dalla cellula madre per via del rimescolamento genetico operato dalla meiosi,
lunione di gameti di sesso opposto riconduce allo stato di diploidia e la divisione
meiotica fa si che dopo la fecondazione si mantenga questo stadio. Possiamo quindi
dividere la meiosi in due stadi generali: meiosi I e meiosi II. Nella meiosi I la fase pi
lunga quella della profase I che a sua volta pu essere scomposta in diverse sottofasi.
Il primo stadio della profase I la leptotene, qui i cromosomi iniziano a spiralizzarsi e
appaiono sottili al microscopio, sono disposti con i telomeri verso il polo della cellula
dove c il centrosoma e si trovano attaccati allinvolucro nucleare a formare una

figura a bouquet, tale configurazione risulta importante per lappaiamento degli


omologhi. Dopo la leptotene si passa alla zigotene, in questo stadio si completa e si
stabilizza lappaiamento degli omologhi (questo processo chiamato sinapsi). Gli
omologhi appaiati sono chiamati bivalenti o tetradi. Qui si ha la formazione del
complesso sinaptinemale composto da due zone chiamate elementi laterali (o core
assiali, costituiti principalmente da coesina) dense agli elettroni e legati allo scaffold
degli omologhi. Tra i due elementi laterali c una terza zona (elemento centrale)
composta da numerosi filamenti (intervallati due ispessimenti, i pilasti, posti a distanza
fissa nel filamento) che collegano gli elementi laterali. Ad intervalli regolari sono
presenti anche strutture proteiche pi grandi, i noduli di ricombinazione. La funzione
del complesso sinaptinemale stabilizzare lunione degli omologhi e si pensa che sia
importante per il completamento del crossing over. Il terzo stadio della profase I la
pachitene, in questa fase i cromosomi omologhi spiralizzano ulteriormente e si perde la
disposizione a bouquet. Qui avviene uno degli eventi fondamentali della meiosi: Il
Crossing Over. Il crossing over lo scambio di materiale genetico fra cromatidi non
fratelli, questo un processo molto preciso e avviene tra siti corrispondenti di
cromosomi omologhi dove si ha lo scambio del materiale genetico. Dopo la pachitene si
ha la diplotene dove si assiste alla scomparsa del complesso sinaptinemale, i cromosomi
omologhi rimangono uniti in punti chiamati chiasmi che corrispondono ai punti
dove avvenuto il crossing over. Lultima fase della profase I la diacinesi dove i
bivalenti assumono una conformazione ad anello per via dellapparente scorrimento
dei chiasmi verso i telomeri (terminalizzazione dei chiasmi), qui viene assemblato il
fuso mitotico, linvolucro nucleare si dissolve, scompaiono i nucleoli e inizia la
migrazione delle tetradi verso la piastra metafasica. Si passa quindi alla metafase I
dove le coppie di omologhi si trovano finalmente sulla piastra metafasica, essi sono
ancora attaccati a livello dei chiasmi che si localizzano allequatore del fuso, i
cinetocori di ogni omologo hanno lo stesso orientamento e si attaccano ai microtubuli
dello stesso polo. Lorientamento di ciascun omologo verso un polo o verso laltro
casuale, le cellule figlie che deriveranno dalla divisione meiotica riceveranno un
assortimento cromosomico variabile, contribuendo allaumento della variabilit
genetica. Nellanafase I i cromosomi omologhi si staccano e migrano verso i poli
opposti della cellula (i cromatidi fratelli rimangono sempre attaccati a livello del
centromero. Nella telofase I attorno a ciascun gruppo di omologhi si riforma
linvolucro nucleare mentre avviene la citodieresi. Le due cellule figlie risultanti
possiedono un corredo cromosomico aploide anche se ogni cromosoma formato da
due cromatidi fratelli. Quindi avviene subito la seconda divisione meiotica, la profase
II uno stadio molto breve i cromosomi sono gi despiralizzati e pronti a passare sul
fuso, al termine di questa fase linvolucro nucleare si disgrega. Nella metafase II i
cromosomi sono disposti sullequatore e laspetto di questo stadio ricorda la metafase
mitotica, si pu osservare anche lattacco dei microtubuli ai cromosomi in maniera
bipolare. Nellanafase II a seguito delleliminazione della coesina centromerica i due
cromatidi si staccano e si dirigono verso i poli opposti della cellula. Nella telofase II i
poli opposti accolgono ciascuno un assetto aploide di cromatidi per cui alla citodieresi
le cellule finali della meiosi possiederanno un numero aploide di cromosomi.
58) Quali sono le principali fasi del ciclo cellulare? Che cosa la ciclina?
Come fase centrale del ciclo cellulare si usa stabilire quella in cui la cellula duplica il
proprio DNA nucleare, la fase S o di sintesi. Prima di questa fase la cellula ha attraversato
un periodo lungo durante il quale ha accresciuto il citoplasma, raddoppiando di volume;
questo arco di tempo prende il nome di fase G1. dopo la fase S, la cellula continua la sintesi
di materiali citoplasmatici in un periodo detto fase G2. dopo questultima fase, la cellula

pronta a dividersi. La divisione si svolge durante la cosiddetta fase M nel corso della quale
il materiale nucleare si condensa in cromosomi che vengono ripartiti equamente nelle due
cellule figlie. Le cicline sono proteine instabili, sintetizzate e degradate periodicamente che
si accumulano in fasi specifiche del ciclo cellulare.
59) Che cosa il Cariotipo? Quale il cariotipo delluomo?
Il cariotipo linsieme dei cromosomi di una cellula allineati in ordine di lunghezza
decrescente in base alla loro forma. Il cariotipo delluomo XY ( un cromosoma X e un
cromosoma Y ).
60) Che differenza c tra il cariotipo delluomo e della donna?
Le differenze sono che quello femminile il sesso omogametico, ci sono quindi 46
cromosomi per cellula, dei quali due cromosomi uguali e quindi XX; mentre quello
maschile il sesso di gametico, in quanto presenta cromosomi sessuali differenti fra loro, e
quindi sono presenti 46 cromosomi per cellula, dei quali un cromosoma X e un cromosoma
Y. Per il resto luomo definisce il sesso dellovulo fecondato.
61) Quali sono le principali tecniche per effettuare un cariotipo?
La ricostruzione del cariotipo viene effettuata attraverso la costruzione del cariogramma,
ottenuto appaiando i cromosomi metafisici omologhi e ordinandoli secondo un sistema di
classificazione internazionale. Lidentificazione di ogni cromosoma del cariotipo si ottiene
con tecniche di colorazione di specifiche regioni cromosomiche, chiamate bandeggi.
62) A che cosa serve in cariologia la colchicina?
La colchicina un alcaloide vegetale in grado di inibire la polimerizzazione dei
microtubuli e la formazione del fuso mitotico, bloccando i cromosomi in metafase. Una
volta bloccati, le cellule vengono lisate mediante trattamento con soluzione ipotonica,
fissate e caricate sui vetrini. I cromosomi vengono analizzati al microscopio e pu essere a
questo punto determinato il cariogramma e il cariotipo. Il cariogramma rappresenta
limmagine fotografica dei cromosomi metafisici disposti ordinatamente, mentre il
cariotipo indica il numero di cromosomi di un individuo.
63) Che cosa sono le tecniche di Bandeggio? Quanti tipi di bande conosci? Che cosa la
tecnica cariologica denominata FISH?
Le tecniche di Bandeggio sono tecniche di colorazione con le quali i cromosomi assumono
una tipica colorazione a bande alternate. Le tecniche di bandeggio consentono una facile
localizzazione delle principali frazioni del DNA sui cromosomi mitotici. Esistono diversi
tipi di bandeggi e i principali sono: le bande Q ottenute mediante limpiego di un colorante
fluorescente; le bande G ottenute col colorante Giemsa; bande R ottenute mediante
denaturazione al calore e opportuna colorazione. Il metodo FISH, invece, utilizza
specifiche sonde di DNA amplificate con la reazione a catena della polimerasi e legate a
coloranti fluorescenti, mediante il quale possibile localizzare con precisione sui
cromosomi anche specifici geni strutturali.