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Teoria,

analisi e composizione
-Prof. Angelo Zirilli-



Pietro Di Maria




-Paul Hindemith-
Sonata per tromba e pianoforte







Liceo musicale “Tommaso Gargallo” Siracusa


Anno accademico 2019/2020





























Paul Hindemith
Sonata per tromba e pianoforte


La sonata per tromba e pianoforte di Paul Hindemith è uno dei capolavori più famosi del
compositore nella musica del ventesimo secolo. Questo brano è compreso nelle cinque sonate per
tromba più famose, fra cui ricordiamo la sonata di Eric Ewazen, la sonata di Kent Kannan, la sonata
di Halsey Steven e la sonata di Norman Dello Jojo. In questo brano è racchiuso il modello di sonata
per la nuova generazione di brani trombettistici.








La sonata di Hindemith richiede che il trombettista faccia uso della tromba in sib, trattasi della
tromba più comune e in uso attualmente in tutto il mondo. La tromba, nell’antichità, veniva usata
per la guerra o per la caccia. Lo “squillo“ nasce proprio in occasioni del genere, serviva per dare un
segnale a tutto l’esercito. Tuttavia con l’evoluzione della tromba, lo strumento acquisisce
un’importanza sempre maggiore nel corso dei secoli, fino ad arrivare al XIX secolo, quando diventa
a tutti gli effetti uno strumento orchestrale. Nel ‘900 la tromba assume le sembianze che
conosciamo oggi. Con le trombe moderne, lo strumentista ha la possibilità di suonare tutti i
semitoni della scala, e grazie al miglioramento della qualità del materiale usato, oggi si ha una
maggiore agilità e facilità di suono con lo strumento. Questa particolare abilità, può essere
considerata una costante nei brani per tromba, dal secondo ‘800 ad oggi. Esistono vari tipi di
trombe, con una diversa intonazione. Come detto precedentemente la tromba in Sib è la più
comune, poi ci sono delle trombe con tessitura più alta, che consentono all’esecutore di
raggiungere le note acute con maggiore facilità. Possiamo ricordare la tromba in Do, la tromba in
Mib e il trombino in Sib(un’ottava sopra della tromba in Sib). Tra i vari tipi di tromba possiamo
notare delle differenze nel suono, più alta sarà la tessitura dello strumento più il suono diventerà
piccolo e tagliente.





Paul Hindemith nasce ad Hanau il 16 novembre 1895 e muore a Francoforte il 28 dicembre 1963. È
stato compositore, violinista, insegnante, teorico della musica e direttore d’orchestra. I suoi
genitori non lo appoggiavano per quanto riguarda lo studio della musica, così all’età di undici anni
scappò di casa e cominciò gli studi di violino e composizione al conservatorio di Francoforte. Tra il
1932 e il 1935 compose l’opera “Mathis der Maler”(Matthias il pittore). La rappresentazione di
quest’opera fu programmata a Berlino ma venne depennata da Joseph Goebbels, responsabile del
Terzo Reich per le attività culturali del paese. La trama di un celebre pittore tedesco del
cinquecento, Matthias Grüneward, che aveva deposto il pennello per combattere dalla parte degli
oppressi nella “guerra dei contadini”, venne giudicata da Goebbels oltraggiosa e degenerata.
Hindemith fu denunciato come “un fabbricatore di rumore atonale”, e la sua musica come
esempio di “bolscevismo culturale”. Tutto ciò portò Hindemith ad emigrare negli Stati Uniti nel
1940. Nel 1946 ottenne la cittadinanza americana ma nel 1953 tornò in Europa, stabilendosi a
Zurigo ed insegnando nell’università locale. Nel 1962 vinse il premio Balzan per la musica.
Hindemith morì a Francoforte a sessantotto anni. I lavori giovanili del compositore presentano un
idioma tardo-romantico. In seguito produsse composizioni di impostazione espressionista, vicini a
quelli di Arnold Schöemberg, mentre negli anni venti sviluppò una complessa tecnica
contrappuntistica che, ancora oggi è considerata di difficile comprensione. Hindemith è stato
definito come autore neoclassico, sebbene il suo linguaggio musicale possa considerarsi in debito
con compositori come Bach e Mozart, il suo stile è molto differente da quello di altre opere
neoclassiche. Uno dei maggiori esponenti del neoclassicismo è Igor Stravinskij. Una crudezza
politonale, il radicato senso dell’armonia e del diatonismo distanziano Hindemith dal
neoclassicismo.

Hindemith compone la sonata per tromba e pianoforte nel 1939, durante la seconda guerra
mondiale. In quell’anno era espatriato in Svizzera. Con questa sonata Hindemith presenta una
protesta verso il nazismo e una nota di tristezza per essere stato costretto a lasciare la Germania.
Le sonate, in genere, hanno tre movimenti: il primo movimento veloce, il secondo movimento
lento e il terzo movimento veloce. Questa sonata non rispecchia questo schema, presenta infatti i
primi due movimenti veloci e il terzo lento. La scelta di invertire gli andamenti del secondo e del
terzo movimento non è casuale. Hindemith vuole terminare la sonata con una sensazione di
tristezza e dolore, dovuti alla guerra. Il lavoro si articola dunque in tre movimenti. Il primo (Mit
Kraft, letteralmente vuol dire “con potere”) è meditabondo e irrequieto, caratterizzato da
esplosioni drammatiche sia della tromba che dal pianoforte. Il secondo (Mässig bewegt, vuol dire
“moderatamente commosso”) mostra il carattere di una marcia, ma con una forte tensione per
tutta la durata del movimento. Il terzo (Trauermusik, letteralmente musica funebre) è una vera e
propria marcia funebre, che porta ad un certo livello di dolore espresso sotto forma di corale. Il
tema usato dal compositore per il corale è adattato da un’opera precedente non correlata.

Con questo diagramma distinguiamo le varie sezioni dei tre movimenti della sonata.

I/”Marziale ed energico” II/”Mosso e pesante” III/”Molto adagio”
Forma Sonata Forma di Rondò con Coda Marcia funebre-Corale
A Esposizione (1-66) A Materiale tematico A Materiale tematico
B Svolgimento (67-106) principale (1-26) principale (1-17)
A’ Ripresa (107-142) B Trio (26-59) B Trio (17-35/35-50)
A’ Ripresa (59-67) A’ Ripresa (51-67)
C Coda (77-87) C Coda-Finale (68-94)

Primo movimento

Hindemith ha affermato che la musica crea immagini di sentimenti. Il primo movimento porta
appunto l’intestazione “Mit Kraft” (Potente). La prima sezione va infatti eseguita
secondo questa direttiva.

I due temi presenti nel primo movimento della sonata hanno caratteri diversi, il primo è incisivo,
forte e pesante. Il secondo è più cantabile e melodico e va eseguito in modo più leggero. Il
messaggio che Hindemith vuole lanciare con questo movimento è di protesta, la rabbia e il
risentimento nei confronti del partito nazionalsocialista, ma si percepisce anche una nota di
tristezza che vedrà l’apice nel terzo ed ultimo movimento della sonata. La tonalità con cui viene
presentato il brano è Sib maggiore, nonostante ciò possiamo notare dei cambi di tonalità anche da
una misura all’altra. Entriamo in un ambito che trascende il sistema tonale, parliamo infatti di
Pantonalità. Si tratta di un metodo di composizione che tiene conto contemporaneamente di
molteplici tonalità, modulando liberamente da una tonalità all’altra senza usare ponti modulanti.

Il primo tema è esposto dalla tromba, il pianoforte esegue un accompagnamento ritmico che crea
un senso di movimento costante. Alla misura 9 il pianoforte resta solo ed esegue, con la mano
destra, lo stesso tema esposto dalla tromba in precedenza, con la mano sinistra
l’accompagnamento. Alla misura 27, per le sei misure successive è presente una piccola sotto-
sezione. Si tratta di una transizione tra la fine dell’esposizione del primo tema e l’inizio del
secondo tema, che viene esposto fino a misura 62. Dalla misura 63 alla misura 66 è presente
un’altra transizione che conclude l’esposizione. Lo svolgimento inizia alla misura 67 con la
ripetizione del tema di carattere marziale, questa volta in tonalità di Re minore. Il tema viene
eseguito nuovamente dalla tromba ma viene leggermente variato, anche l’accompagnamento del
pianoforte subisce un cambiamento. Alla misura 85 c’è una rielaborazione del secondo tema, che
consiste in cambi repentini della tonalità, alla misura 106 si conclude lo svolgimento con una nota
tenuta dalla tromba e con il pianoforte che conclude il tema. La terza sezione, cioè la ripresa inizia
alla misura 107. Possiamo notare la ripresa dei due temi, dalla misura 107 c’è il secondo tema, che
viene variato quasi del tutto, mentre alla misura 128 c’è il primo tema che non subisce variazioni
drastiche quanto il secondo. Il primo movimento termina con un lungo pedale di dominante
tenuto dalla tromba per poi finire su un accordo di Sib maggiore sull’ultima misura.

Secondo movimento

L’intestazione del secondo movimento indica “Mässig bewegt (moderato e commosso)”. Il
materiale tematico principale presenta dunque questo carattere. Questo secondo movimento può
essere considerato come preparazione emotiva al terzo movimento.

Sono presenti due materiali tematici. Il primo, come detto in precedenza, è melodico e cantabile. Il
secondo è di carattere ritmico. Il fattore interessante di questo secondo materiale tematico è lo
spostamento di accenti che genera sincopi, si ripete svariate volte e ogni ripetizione è situata in
pulsazioni ritmiche diverse.

Il secondo movimento si apre con il pianoforte che presenta il primo materiale tematico, la tromba
interviene alla battuta 3 con degli arpeggi, le note sono puntate e vengono eseguite con uno
staccato molto stretto, in contrapposizione con la melodia cantabile del pianoforte. Alla misura 15
la tromba esegue la medesima idea tematica del pianoforte e quest’ultimo esegue gli stessi
arpeggi suonati precedentemente dalla tromba, i due strumenti si scambiano dunque i ruoli. Alla
misura 26 cambia l’idea tematica e inizia la seconda sezione, il trio. Il materiale tematico è affidato
ad entrambi gli strumenti, creando un dialogo fra di essi. Il carattere generale di questa sezione è
molto ritmico e non lascia spazio a melodie di carattere cantabile. Alla misura 59 c’è la ripresa del
materiale tematico principale che, fino alla misura 76 viene eseguito dalla tromba. La coda, che
inizia alla misura 77 e termina alla misura 87 presenta un pedale di tonica eseguito dalla tromba, il
pianoforte torna ad eseguire il secondo materiale tematico, girando intorno all’area tonale di fa
minore, per poi concludere il movimento in Fa maggiore.

Terzo movimento

Il terzo movimento è l’apice della tristezza, presentata in alcuni momenti anche nei due
precedenti movimenti. L’intestazione indica “Trauermusik (musica funebre)”, non a caso
quest’ultimo movimento è una marcia funebre.

All’interno del movimento possiamo individuare tre aree tematiche. La prima è molto lenta e
presenta il classico carattere della marcia funebre, con esplosioni sonore. La prima sezione si
conclude con un pianissimo. Il trio presenta un carattere melodico ed è più veloce in confronto alla
prima sezione, il materiale tematico è esposto prima dal pianoforte alla misura 17, poi dalla
tromba sul terzo movimento della misura 26. In tutto il resto del trio è la tromba ad eseguire il
materiale tematico e il pianoforte viene usato come sostegno alla melodia. Il tempo dodici ottavi
aiuta il compositore a formare una melodia scorrevole e cantabile, in contrapposizione al primo
materiale tematico. Importanti sono ancora le dinamiche, che si muovono dal fortissimo al
pianissimo. Alla misura 51 si conclude il trio e troviamo una ripresa del primo materiale tematico,
ancora in forma di marcia funebre. Il compositore chiude questa terza sezione con un pianissimo
alla misura 67. La misura successiva apre la coda, strutturata in forma di corale. La tromba segue i
movimenti ritmici classici del corale, mentre il pianoforte presenta ancora i movimenti ritmici della
marcia funebre, quest’ultima sezione è l’apice del sentimento di tristezza, anche qui sono
estremamente importanti le dinamiche. Il movimento si conclude con un lungo Sib eseguito dalla
tromba, accompagnato dal mesto movimento ritmico del pianoforte. La dinamica va a sfumare
nelle ultime quattro misure concludendo, pianissimo, con un accordo vuoto (Sib 6 con la
mancanza del terza). Quest’ultimo accordo vuoto sottolinea la sensazione di smarrimento del
compositore.