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CARATTERISTICHE GENERALI DELLA TROMBA

La tromba è uno strumento musicale aerofono appartenente


alla famiglia degli ottoni tra i quali è lo strumento che suona
nella parte più acuta del registro. Il suono è prodotto dalla
vibrazione delle labbra, messe adeguatamente in tensione
su una imboccatura e messe in vibrazione dall’aria spinta con
forza.

Nella versione moderna la tromba è caratterizzata da un


imboccatura, un canneggio principale, una pompa o coulisse
generale mobile per modificarne l’intonazione con relativo
meccanismo di spurgo della condensa, per arrivare poi ai
pistoni che ne allungano il canneggio per permettere la
produzione di tutti i suoni armonici tramite le 7 posizioni
nate dalla combinazione dei 3 pistoni. La tromba si
caratterizza da altri strumenti ad ottone per la forma del
canneggio che è per lo più conico e si svasa solo nella parte
finale dello strumento chiamato campana dalla quale
fuoriesce e si proietta il suono.
Il timbro della tromba deve le sue caratteristiche da una serie
di fattori, in primis dal trombettista stesso, ma anche dal
materiale di cui è costruito lo strumento, come ad esempio
una campana ramata produce un timbro leggermente più
scuro con un grandissimo spettro dinamico, le campane
costruite per lo più d’ottone o argentate, hanno un timbro
invece più chiaro dalla dinamica e sonorità più stabile. La
laccatura può rendere il suono più limpido e brillante,
mentre il metallo slaccato favorisce un suono più spontaneo
e grezzo in quanto il metallo vibra in modo più libero. Per
apprezzare appieno le caratteristiche del suono della
tromba, uno strumentista dovrebbe avere un suono pulito
centrato, risonante e pieno di sfumature oltre che chiare
anche scure. Il suono della tromba è influenzato inoltre dalla
forma e lo sviluppo della campana ma anche dalla forma e il
tipo di imboccatura chiamata bocchino.
La tromba con i suoi livelli dinamici, può evocare tutta una
serie di “colori” e sonorità: può avere un suono maestoso,
sonoro, squillante, solenne, chiaro, impetuoso e brillante ma
anche dolce, espressivo, morbido, lirico e leggero.
La capacità di cambiare altezza di suono della tromba è data
dalla serie di armonici che sono una successione di suoni le
cui frequenze sono multipli di una nota di base, chiamata
fondamentale, la combinazione dei pistoni che ne allungano
il canneggio, hanno permesso di poter suonare tutta la scala
cromatica. L’estensione è quasi soggettiva tra gli esecutori e
dipende dalla capacità e bravura dello strumentista, ma in
generale la tromba specialmente nel repertorio orchestrale
ha un estensione di circa 2/3 ottave.
STORIA E UTILIZZO
La tromba in senso moderno ha ottenuto queste sue
particolari caratteristiche grazie ad una evoluzione fisica
meccanica e tecnologica. Le prime notizie della tromba in
Europa risalgono al XV secolo, probabilmente introdotta dall’
Oriente o l’ Egitto dove ha origini ben più antiche, dove
veniva impiegata nei riti religiosi, funzioni comunicative
militari o eventi particolari di persone regali. Nel 1500 aveva
già l’aspetto della tromba moderna tranne che per la
campana meno svasata, il bocchino più tozzo e l’assenza dei
pistoni.
Prima di arrivare ai pistoni moderni la tromba suonava
basandosi sugli armonici naturali, infatti nei primi periodi
della musica barocca la tromba aveva musica scritta nel
registro acuto per la vicinanza degli armonici che
permettevano la scrittura di melodie o squilli più funzionali.
Fin da subito comunque si cercarono sistemi di far suonare
le note cromatiche alla tromba e uno dei primi tentativi fù
l’utilizzo di estrarre e introdurre un canneggio principale
mobile, allungando o accorciando lo strumento. In seguito si
introdusse l’utilizzo di fori in specifici punti del canneggio,
che si utilizzavano aprendoli e chiudendoli con le dita per poi
arrivare all’utilizzo di chiavi.

L’importante innovazione dei pistoni o valvole, fù brevettata


dai tedeschi Heinrich Stolzel e Friedrich Bluhmel nel 1818.
Questo meccanismo costituito prima da 2 per arrivare a 3
pistoni, ha consentito tramite l’azione di questi pistoni o
cilindri, l’allungarsi del canneggio e tramite le diverse
combinazioni, si è arrivati a poter utilizzare 7 posizioni per
eseguire la scala cromatica. Le trombe a cilindri si
differenziano da quelle a pistoni per il tipo di meccanismo,
ma il principio è lo stesso: I cilindri sono azionati da delle
chiavi e l’azione è rotatoria, mentre i pistoni si muovono in
maniera verticale modificando il percorso dell’aria. Grazie a
questa grande innovazione a partire dai primi dell’800’
grandi compositori hanno scritto importantissima e celebre
musica sinfonica, romantica, solistica e anche musica
cameristica.

REPERTORIO MUSICALE PRINCIPALE


La tromba inizia ad essere impiegata nell’organico
orchestrale a partire dalla fine del 1500, in Italia uno dei
primi fu Claudio Monteverdi il quale scrisse una toccata per
5 trombe che inserisce nella sua opera “Orfeo”. In Francia
invece J. B. Lully utilizzò la tromba nel suo organico in un
opera scritta nel 1674 intitolata “Alceste”. Quando si arrivò
al periodo dell’innovazione delle chiavi (tromba barocca
con i fori chiudibili a chiavi), autori come F. J. Haydn e J. N.
Hummel scrissero nel XVIII secolo i più importanti e celebri
concerti per tromba e orchestra, entrambi nella tonalità di
Mib maggiore.
Con la svolta dei pistoni o cilindri si arriva a utilizzare il
massimo delle caratteristiche sonore tipiche della tromba
mai ascoltate prima. In orchestra la tromba comincia ad
avere ruoli melodici, morbidi ma anche conservando le
caratteristiche squillanti e segnaletiche grazie a compositori
come A. Bruckner, R. Wagner, P. Y. Tchaikovsky, A. Dvorak e
G. Mahler che addirittura affida a questo strumento molti
soli come l’intro della sua quinta sinfonia.

E’ importante citare tra i primi virtuosi di tromba o cornetta


J. B. Arban il quale scrisse un importantissimo manuale per
suonare la cornetta, come anche H. Clarke per poi arrivare
ad un importantissimo virtuoso e solista quale fù il francese
Maurice Andrè il quale suonò e incise tutto il repertorio
solistico trombettistico e non, come concerti per flauto e
oboe.
Altro repertorio importante da citare è il concerto per
tromba, pianoforte e orchestra di Dimitry Shostakovich, il
concerto per tromba solista di A. Arutunian e quello di O.
Bhome .
Per quanto riguarda la musica da camera, la tromba ha
musica scritta per duo con pianoforte, come i concerti di W.
Brandt, A. Savard, E. Porrino, G. Ropartz ecc. Ma anche in
formazioni come il settetto di C. Saint-Saens, o il trio di
Poulenc o i vari quintetti e sestetti di ottoni scritti da O.
Bhome e V. Ewald.