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Analisi del Quartetto per archi Op. 51 Nr.

1
Johannes Brahms

Daniele Negrini, Bologna 25/11/2018

Primo Movimento, Allegro:

Forma:
Il quartetto è in forma sonata così composto:
Esposizione da batt.1 a batt.82
 Il Primo Tema è esposto da batt.1 a batt.8 dal primo violino e dal secondo, da batt.11 a batt.22
compare una seconda idea tematica e da batt.23 a batt.32 vieni riesposto il primo tema da viola e
violoncello nella tonalità d’impianto.
 Il Secondo Tema è esposto da batt.33 a batt.40 dal primo violino e dal secondo violino nella tonalità
di Mi bemolle minore.
 Transizione da batt.41 a batt.75, modulazione a Mi bemolle Maggiore.
 Coda da batt.75 a batt.82 (casella 1)

Sviluppo da batt.80 (casella 2) a batt.133


 Prima sezione da batt.80 a batt.112 nella tonalità di la minore.
 Seconda sezione da batt.113 a batt.132 nella tonalità di Do diesis minore.

Ripresa da batt.133 a batt.223


 Il Primo Tema è ripreso da batt.137 a batt.143 dal primo violino e dal secondo, da batt.151 a
batt.163 viene riproposta la seconda idea tematica e da batt.164 a batt.173 viene ripreso il primo
tema da viola e violoncello nella tonalità d’impianto.
 Il Secondo Tema è esposto da batt.174 a batt.181 dal primo violino e dal secondo violino nella
tonalità di Do minore.
 Transizione da batt.182 a batt.216, modulazione a Do Maggiore.
 Coda da batt.216 a batt.223

Finale da batt.224 a batt.260.


Analsi:
Il Primo tema di questo quartetto è composto da arpeggi sulla tonalità di Do minore a ritmo puntato
(semiminima col punto e croma); in principio viene esposto dal primo violino, con successivo rinforzo del
secondo violino, in un crescendo di 8 misure in cui gli arpeggi si muovono da note più basse a note più
acute. È interessante notare come il primo violino nelle prime 4 misure compia 3 tentativi prima di riuscire
a intraprendere lo slancio necessario per concludere gli arpeggi, con il sostegno del secondo violino, ciò
riesce a generare un forte senso di inquietudine, quasi di affanno, poiché il tema non riesce da subito a
svilupparsi naturalmente, ma ha bisogno di più tentativi per riuscirci. La funzione del secondo violino nelle
prime battute e duplice: funge da rinforzo tramite l’imitazione all’ottava della testa del tema, ma funge
anche da collegamento tra ‘accompagnamento ritmico e il tema, riprendendo le note per terza di viola e
violoncello (do-mi).
L’accompagnamento di viola e violoncello è composto da crome ribattute che sostengono incessantemente
un pedale di Do minore, partendo da piano e crescendo a forte fino a batt.7 (incrementato dall’ottava della
viola a batt.6); interessante notare il moto contrario del violoncello rispetto ai violini che culmina a batt.7
con un accordo distribuito su quasi 5 ottave (VI grado in secondo rivolto).
L’elemento del ribattuto sarà fondamentale per tutto il primo movimento del quartetto, le crome continue
anche se in forme diverse sono presenti per circa 180 battute su 260 totali. Questo elemento continuo ed
incessante, che a tratti sembra scomparire per poi ritornare minaccioso (spesso ricomparendo dal piano),
genera forte inquietudine nell’ascoltatore, come un pensiero ossessivo o un destino inevitabile che ritorna
sempre.

Nelle battute seguenti (batt.7-10), inizia una modulazione cromatica che porta alla tonalità di Fa minore
(batt.11), nell’area armonica del IV grado della tonalità di impianto. I 2 violini modulano cromaticamente, la
viola funge da collegamento tramite le due ottavi di so e di fa, il violoncello tramite i salti di quinta giusta
(do-sol e si-fa) conduce la modulazione verso la tonalità di fa, prima maggiore e poi minore. Il cromatismo
d’ora in poi influenzerà e sarà presente in gran parte del primo movimento.

Da batt.11 viene esposta una nuova idea tematica che possiamo però raggruppare nel materiale tematico
del primo tema perché esso è presente come accompagnamento.
La nuova idea si sviluppa nella tonalità della sottodominante nel modo minore (Fa minore) affidato al primo
violino; il tema prende spunto dalla figurazione di batt.7 e batt.9, i quarti puntanti discendenti diventano
minime legate a formare un melodia che si sviluppa contraendo le 3 note discendenti di batt.11 nella
terzina discendente di batt.12. Il canto del violino è accompagnato dalla viola e dal secondo violino che
riprendono il primo tema, il violoncello suona un basso che cambia a battuta.
Dopo 4 misure il tema è affidato al secondo violino, questa volta nella tonalità di Do minore, il primo violino
prende le note tenute del violoncello, mentre quest’ultimo insieme alla viola accompagna il tema con
frammenti del primo tema.
In tutte le parti viene ripreso il cromatismo introdotto precedentemente (bett.7-10).

Questa sezione si frammenta fino quasi a spegnersi (batt.21) per poi riprendere improvvisamente la misura
seguente con la ricomparsa delle crome incessanti affidate ai 2 violini, mentre viola e violoncello eseguono
il primo tema; a differenza di quanto si è sentito nelle prime 7 battute (oltre all’inversione degli strumenti)
viola e violoncello percorrono un arpeggio discendente, caratterizzato da sforzati sulla croma di levare
(batt.27-28). Infine alla batt.29, invece di arrivare sul VI grado come la prima volta, si arriva sul VI grado
minore (La bemolle minore), dopodiché gli strumenti, dopo una pausa di partitura, si invertono i ruoli per
concludere con l’arpeggio ascendente dei violini, in tonalità diversa (Mi bemolle prima maggiore e poi
minore) che conclude su si bemolle, dominante del secondo tema che presto verrà esposto.

Il secondo tema viene esposto da batt.33 a batt.40, la peculiarità è che secondo la forma sonata classica il
secondo tema dovrebbe essere in Mi bemolle maggiore, invece Brahms lo presenta in Mi bemolle minore,
seguendo però la coerenza dei cromatismi che avanza fin dalle prime battute.
Il secondo tema è dapprima affidato al secondo violino (bat.33) a cui poi si aggiunge il primo violino per
terze e seste. L’idea iniziale è simile alla seconda idea tematica del primo tema (batt.11), è costituito di 3
note ad intervalli discendenti, poste però in controtempo e puntate, con una legatura di portamento
battuta. Successivamente il tema si sviluppa con un cellula di 3 crome in levare di una semiminima a sua
volta seguita da 3 crome (batt. 34-35), apparentemente questo nuovo elemento sembra nuovo, ma le 3
crome in levare sono già state usate a batt.22. Infine il secondo tema si conclude con uno slancio dei 2
violini che eseguono un arpeggio di Mi bemolle minore.
La viola nel frattempo ha ripreso il disegno incessante di crome ribattute, i violoncello sostiene le armonie
con minime in crescendo.
Interessante notare come il secondo tema inizi come un ricordo del tema di batt.11, che viene sospirato in
controtempo dai violini, trasmettendo ancora una volta insicurezza e inquietudine. Inoltre i periodo che
costituisce il secondo tema è negativo, ossia costituito da strutture ritmico melodiche molto diverse, anche
ciò contribuisce a creare un senso di incertezza.

Successivamente troviamo una zona di transizione contrappuntistica che va da batt.41 a batt.74 dove
vengono sviluppate le cellule tematiche del primo tema (ritmo puntato) e del secondo tema (batt.35), tutti
collegato dal motore incessante delle crome ribattute. Dal punto di vista armonico il compositore è
interessato a raggiungere la dominante di Mi bemolle.
A batt.40-41 possiamo notare una cadenza su Si bemolle maggiore che però viene subito lasciato a batt.41.
La dominante di Mi bemolle viene toccata chiaramente a batt.53 (Quadriade di prima specie di Si bemolle,
in terzo rivolto).
A batt.58 inizia un’imitazione fra i 4 strumenti, contrapposti a 2 (2 violini contro viola e violoncello), che
eseguono un’idea tematica del primo tema a distanza di un quarto, ciò genera l’illusione di udire tutte le 12
crome della battuta, che venivano esposte a batt.1 da violoncello e viola, in sostanza il primo tema e il
relativo accompagnamento diventano un tutt’uno, in una scrittura contrappuntistica estrema.
Questo gioco contrappuntistico che parte in forte a batt.58 diminuisce a piano a batt.61, dove rimangono
sono violino secondo e violoncello; la viola riprende come accompagnamento la figurazione ritmica che
costituiva la testa del secondo tema e a batt.62 il primo violino inaugura il primo tema “dolce” del
quartetto, anche se dopo poche misure la scrittura si complica (batt.65), lasciando trasparire un velo di
incertezza in questo tema maggiore.
Interessante come la scrittura dell’accompagnamento (violino 2 e violoncello) permetta a Brahms di
mantenere tutte le crome della battuta ma con una sonorità più dolce e legata.

Tutta questa sezione su pedale di Si bemolle si conclude a batt.74-75 dove osserviamo una cadenza in Mi
bemolle Maggiore.
Nella Coda che conduce al segno di ritornello il violoncello espone chiaramente il primo tema in Mi bemolle
minore (batt.75-76) e il primo violino risponde con l’idea conclusiva della transizione in Mi bemolle
Maggiore (batt.77-78).

Lo sviluppo inizia a batt.80 (seconda casella) con una dilatazione del primo tema affidato al primo violino
che modula per 4 battute a La minore.
In questa prima sezione (batt.84-91) la viola riprende il primo tema, il violoncello riprende il disegno di
batt.11 e i violini invece eseguono il disegno di crome incessante e legato, dopo le prime 4 misure il violino
e il violoncello eseguono il primo tema a distanza di una battuta, fino a sfociare nel crescendo al forte di
batt.92.
Nell sezione che va da batt.92-95 i 4 strumenti in contrappunto eseguono diverse idee tematiche derivate
dalla testa del primo tema in forte e con articolazione marcata.
Nella 4 misure successive da batt.96-99 viene ripreso il secondo tema e nelle 4 battute successive di nuovo
il contrappunto sul primo tema.
Infine da batt.104 a batt.111 possiamo osservare un ponte dove i violini e il violoncello eseguono le idee
tematiche dei due temi dell’esposizione modulando verso Do diesis minore.
Nella sezione da batt.112-132 la scrittura è contrappuntistica, vengono elaborati il primo tema, il secondo
tema. Interessante vendere come questa volta è dapprima il secondo tema che sovrapposto a distanza di 2
quarti (batt.125-126) vada a completare tutte le crome della battuta come era avvenuto nell’esposizione a
batt.58 e seguenti. Poi nelle batt.127-128 a scrittura contrappuntistica è sulla testa del primo tema e infine
a batt.129 tutte le crome vengono esplicitate tra gli strumenti che si inseguono in un canone imitativo.
La conclusione dello sviluppo e l’inizio della ripresa (batt.129-136) sono molto interessanti dal punto di vista
armonico:
Batt.129 - La maggiore, tonica in primo rivolto
Batt.130 - IV grado di La in primo rivolto.
Batt.131 – I grado in secondo rivolto (VI grado di Do diesis minore).
Batt.132 - Quadriade diminuita del VII grado di Do diesis minore in primo rivolto
Batt.133 – VII grado di Do diesis puro, enarmonicamente Do.
In conclusione dello sviluppo Brahms utilizza l’ambiguità tra il VII grado di Do diesis minore e il I grado di Do
minore per modulare (note comuni Si#-Re# e Do-Mib).
Questa modulazione tra tonalità così lontane, unita al pianissimo improvviso di battuta 133 è molto incerta
per l’ascoltatore, in quanto per alcune battute non è chiaro capire quale sia la tonalità e se la ripresa è
veramente iniziata.

La ripresa che va da battuta 133-223 ha vari elementi di diversità con l’esposizione.


La seconda idea tematica del primo tema (batt.151) è composta sulla tonica e non sulla sottodominante.
Il secondo tema è il Do minore e non in Mi bemolle minore, seguendo i canoni della forma sonata.
La zona di transizione è simile all’esposizione tranne per il fatto che è tutta incentrata sulla dominante e
non sulla dominante del modo maggiore (come era nell'esposizione).
Nella sezione da batt.199-201 cambiano le coppie di strumenti in contrappunto rispetto all’esposizione,
infatti abbiamo violino primo e viola contro violino secondo e violoncello. Infine da batt.202-208, rispetto
alla prima parte violino secondo e viola sono invertiti, per ottenere una sonorità più scura che anticipa
l’agitazione che esploderà nel finale.
Tutta questa sezione sulla dominante (Sol Maggiore) si conclude a batt.216 con la cadenza in Do Maggiore.
Nella coda che va da batt.216-223 persiste un’ambiguità tra modo maggiore e modo minore della tonica
sostenuta dalle frasi del violino e del violoncello che riprendo rispettivamente il primo tema e l’utlima idea
tematica della transizione precedente.
Interessante notare come Brahms a batt.220 indichi i colore “più piano”, estremamente espressivo e che
prelude al clima che si instaurerà nel finale.

Il finale inizia a batt.224 con i 2 violini e la viola che in maniera “agitata” eseguono un’idea derivata dal
secondo tema, mentre il violoncello sostiene il disegno di crome ribattute su pedale di tonica.
A batt.228 i violoncello e viola si scambiano le parti, sempre su pedale di tonica.
Infine la cadenza di batt.243-244 scarica tutta l’energia accumulata sul Do minore che però si trasforma
subito nella quadriade di dominante di Fa maggiore (batt.244)
Il finale in grande crescendo si inizia ad esaurire a batt.252 dove una volta raggiunto l’accordi di tonica
maggiore i ribattuti assegnati a violino secondo e viola progressivamente rallentano (prima ottavi, poi
terzine, poi quarti infine minime in risposta al violoncello). Anche il violoncello che riprende il primo tema lo
dilata sempre di più fino a diventare, insieme al violino primo, la risposta al ribattuto di violino secondo e
viola (batt.258-259). Interessante come i materiale tematico lentamente imploda nei ribattuti
dell’accompagnamento che rallentano fino all’ultima battuta dove tutti gli strumenti si riuniscono, come se
la battaglia contrappuntistica del quartetto che ha avuto il suo apice nel finale alla fine si riduca allo stesso
elemento.
Interessante come gran parte di questa sezione sia sostenuta dal pedale di tonica e come Brahms preluda al
finale “piccardo” utilizzando l’ambiguità in cadenza tra la dominante secondaria del IV grado e la tonica di
Do minore.

In conclusione possiamo notare come musicalmente il compositore in questo primo movimento abbia
lavorato sull’ambiguità, non solo tonale e cromatica, ma anche de materiale tematico, intrecciando più
volte Tema e Accompagnamento che in conclusione diventano un tutt’uno.