Sei sulla pagina 1di 1

Urbino

21

SABATO 6 FEBBRAIO 2016

LA MOSTRA DOMANI CARMINE GALI ALLA BAROCCI


DOMANI alla Galleria darte Barocci (Collegio Raffaello, 1
piano), inaugurazione della mostra dal titolo Tra sogno e
realt di Carmine Gali.
La mostra a cura di Massimo Pasqualone. In catalogo testi di
Vitaliano Angelini e Ciro Cianni.
Linaugurazione alle ore 17,30, la mostra rimarr poi aperta
fino al prossimo 26 febbraio.

UNIVERSIT IN LUTTO ARRIV A URBINO NEL 1963. ERA DELLA RISTRETTA CERCHIA DI CARLO BO

morto il professor Cesare Questa

Fond il Centro internazionale di studi plautini. Fu tra i massimi esperti di teatro latino
IL RIC OR DO

LA VITA
di LARA OTTAVIANI

SCOMPARSO, gioved pomeriggio,


allet di 81 anni, Cesare Questa, professore
Emerito dellUniversit di Urbino, punto
di riferimento per tutto il mondo della cultura classica per gli studi sul teatro e la metrica latina. Con lui, figura vicina al Rettore Carlo Bo, se n andato un altro mattone
di quel mondo accademico urbinate ammirato in Italia e allestero.
NATO il 29 ottobre 1934, figlio di un famoso direttore dorchestra, Angelo Questa, e
di una celebre cantante lirica, Cesare Questa ha vissuto tra Genova e Roma dove si
laureato: fu allievo di Ettore Paratore e
Gennaro Perrotta, dai quali eredit linteresse per il teatro latino, da Plauto a Seneca, per la storiografia tacitiana e la metrica. Arriv a Urbino nel 1963, come professore incaricato e poi vinse il concorso da
professore ordinario: nel volume dellUniversit di Urbino del 2006, I saperi fra tradizione e innovazione, Maria Colantonio
e Luigi Bravi ricordano che Questa fond
lIstituto di Civilt Antiche nel 1970 e grazie ai suoi studi, alla produzione e ai corsi,
lIstituto divenne un centro specializzato
per il patrimonio librario e per lampia collezione di riproduzioni di manoscritti. La
scuola urbinate di studi sul teatro latino si
segnala infatti per limpostazione dellanalisi dei testi scenici svolta con particolare attenzione agli elementi narratologici e antropologici sottesi ai singoli drammi.

il giorno del loro incontro era una splendida mattina di aprile succeduta a una notte
tempestosa, una mattina quale solo Urbino
sa offrire, con lazzurro del cielo che solo
di Urbino, lazzurro di Piero. La citt mi
incant. Nacque allora un rapporto intenso con colui che Questa chiamava Carlo il
Magnifico riuscendo a cogliere con straordinaria sintesi unaccezione nuova e antica
dellappellativo rettorale.
QUESTA DICEVA di stare in un ateneo e
in una citt che abito con mia grande felicit, essendone cittadino. Quanto mi invidiano in Italia e fuori! E su tutto si proietta
limmagine del Rettore, limmagine di
Carlo il Magnifico. La citt di Sarsina,
di cui il professore era cittadino onorario
dal 1996, ha espresso gratitudine a Questa
artefice della fertile collaborazione
fra la stessa e lUniversit degli
Studi di Urbino, che sfoci poi
nellistituzione del PLAUTUS - Centro di Ricerche
Plautine Sarsina-Urbino.
A Sarsina, Questa diede vita alle Letture Plautine
(Lecturae Plautinae Sarsinates), simposio internazionale di studi plautini.
RIPRODUZIONE RISERVATA

di GIORGIO GUIDELLI

MILLE e novecentosessantotto. Via Saffi. Divieto dingresso in Ateneo a chi non firma. Le
regole della rivoluzione che chiede limpossibile
sono ferree. Il docente di letteratura latina, tutto
dun pezzo, mette piede sulla soglia dellUniversit. Okkupata. Chiede carta e penna. Scrive:
Cittadino Cesare Questa. La porta carraia
si spalanca.
COS, con una secca pennellata dautoironia,
il cattedratico squarciava il granito dellintransigenza generale. Con un colpo di teatro. Pari a
quelli che avrebbe offerto nei suoi studi, nelle
sue lezioni al sapore di urbinitas e nei suoi
esami-spettacolo, dove anche una sola domanda diventava insegnamento.
IL TIMBRO squillante di Questa fu la colonna sonora di via Saffi, ma anche il genius loci di palazzo Veterani, dove bastava il passo a
ritmo giambico per lampia scalinata
come solenne richiamo allo studio. E
alla melodia dellimpegno. Cesare
Questa, che al teatro di Plauto da
Sarsina ha consacrato la vita, nato sul palco. O poco sotto. Angelo,
il padre, fu direttore dorchestra di
fama mondiale. La mamma,
Ada, era una cantante. E Cesare
viaggi per le platee di tutto il
mondo. Ada lo partor a Milano, il 29 ottobre del 34. Della melodia classica, volle
subito assaporare il mi-

QUESTA insegn Letteratura latina sia a


magistero che a lettere, paleografia e diplomatica, letteratura cristiana antica, storia
della fortuna delle civilt antiche, storia del
teatro latino; dal 1990, fu socio dellAccademia Nazionale dei Lincei. I suoi studi sono stati fondamentali per chi si sia dedicato al teatro latino e a Plauto: Questa ha realizzato le edizioni critiche di Bacchides, Casina di Plauto e uscir postumo Pseudolus,
che lui aveva gi completato ricorda il
professor Roberto Danese . Non possono
essere dimenticati i Cantica di Plauto, che
sono centrali nello studio del teatro, ma anche gli studi musicologici.
NEL 1996 Questa fond il Centro internazionale di studi plautini. LUniversit di
Urbino ha espresso profonda commozione
per la perdita di Questa, che era stato Decano proprio nel momento in cui lUniversit era rimasta senza il Rettore Bo e fino
allelezione del nuovo rettore: in occasione
della seduta straordinaria del Consiglio Comunale che il 23 luglio 2001 commemor
la scomparsa di Carlo Bo, Questa disse che

dollo. E segu tutto il cursus honorum degli studi umanistici: ginnasio, liceo e poi a Roma, alla Sapienza, negli anni Cinquanta. Fu allievo
di Paratore, ordinario di letteratura latina,
estensore del vangelo letterario sul quale si sono
chinate generazioni di liceali, universitari e classicisti.
LA SCUOLA ROMANA del Paratore rifin una personalit umanistica gi ben scolpita.
E quella personalit approd a Urbino nei primi anni Sessanta. A lui tocc subito un ruolo
delicato: ricoprire la cattedra di Scevola Mariotti, che lo arruol giovanissimo tra i suoi prediletti. Sotto i torricini, arriv come incaricato di letteratura latina, per divenire ordinario a fine anni Sessanta. Non lasci pi lincarico sino al
91, quando pass ad unaltra cattedra: quella
di storia della fortuna del mondo classico. La
pensione arriv nel 2004 e divenne professore
emerito. Per anni fu accademico dei Lincei.
Gi dagli anni Cinquanta, la scuola di Paratore indic la via: Tacito e Plauto erano i cavalli
di battaglia.
IL DISCEPOLO si laurea con la tesi Studio sulle fonti degli Annales di Tacito, che poi
diventa libro e poi ancora testo sacro per gli
studiosi. Ma sar il genio di Plauto a oscurare
Tacito, perch il sarsinate occuper il posto privilegiato sullo scrittoio di Questa. Che si getta a
capofitto nello studio della metrica plautina e in
particolare delle parti cantate. I numeri innumeri fu uno dei testi fondamentali di Questa,
che tradusse le Bacchidi. Sulla scia di questi
lavori, ha curato unedizione critica di tutte le
parti cantate delle commedie. Ha anche scritto
un manuale, uscito nel 68, il cui titolo La
metrica di Plauto poi ampliato in La metrica
di Plauto e di Terenzio che datato 2007.
A SARSINA ha fondato il Centro di studi
plautini. Correva lanno 96 e lo diresse fino al
2004. Il Centro coni iniziative di pregio, tra
cui le Letture Plautine, giunte a 18 edizioni.
La diciannovesima in cantiere. Ledizione critica di Plauto un progetto possente curato da
Questa e da un gruppo di lavoro. Pseudolus
lultimo frutto delledizione critica ed in pratica lultimo lavoro del professore emerito, quasi
in corso di stampa.

LUTTO
Cesare Questa
(1934 - 2016),
qui durante
una cerimonia
solenne
dellAteneo
(Foto Paolo
Bianchi)

MA IN QUEGLI ANNI Questa non si dimentic dellombra di Tacito, sul quale torn
con una raccolta di studi: Laquila a due teste.
Immagini di Roma e dei romani (1998). Il
teatro era la spina dorsale dei suoi studi: quello
francese del Seicento e poi lopera di Mozart e
Rossini. Del 1979 Il ratto dal serraglio. Euripide, Plauto, Mozart, Rossini. Dedic il volume a Maria Callas. Altro lavoro Semiramide redenta, pubblicato nell89, caposaldo per
gli studiosi di Rossini. Quindi svariati lavori
tra cui quello sullimportanza di Seneca nel teatro dei Gesuiti. Lanatomia dei testi morti
non ha chiuso mai la porta del docente ai venti
esterni. Lui li osservava. Lo incuriosivano. Come quella volta. In via Saffi. Dove la conoscenza cedette il passo alla curiosit.
RIPRODUZIONE RISERVATA