Sei sulla pagina 1di 137
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI CAGLIARI Dipartimento di Scienze Mediche Facoltà di Medicina e Chirurgia Corso

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI CAGLIARI Dipartimento di Scienze Mediche Facoltà di Medicina e Chirurgia Corso di Laurea in Scienze delle Attività Motorie e Sportive

ATLETICA Prof. Filippo Tocco

PRIMA LEZIONE

GARE DI CORSA OUTDOOR

Velocità: 100 200 400 m

Mezzofondo: 800 1000 1500 m One Mile (1 609,344 m) 2000 3000 m

Fondo : 5000 10.000 20.000 m

1 ora 30.000 m

SI SVOLGONO SU PISTA SCOPERTA DA 400 m

(DA 6 A 10 CORSIE)

GARE DI CORSA A OSTACOLI OUTDOOR

Velocità: 110 hs 400 hs (uomini)

Velocità: 100 hs 400 hs (donne)

Mezzofondo speciale: 2000 e 3000 m siepi

SI SVOLGONO SU PISTA SCOPERTA DA 400 m (DA 6 A 10 CORSIE)

GARE DI CORSA OUTDOOR

Staffetta: 4 x 100 m

Staffetta: 4 x 200 m

Staffetta: 4 x 400 m

Staffetta: 4 x 800 m

Staffetta: 4 x 1500 m

SI SVOLGONO SU PISTA SCOPERTA DA 400 m (DA 6 A 10 CORSIE)

GARE DI CORSA (FONDO) OUTDOOR

10.000 15.000 20.000 25.000 30.000 m

Mezza Maratona: 21.097 m

Maratona: 42.195 m

100 Kilometri

Staffette

SI SVOLGONO SU STRADA

CONCORSI E PROVE MULTIPLE OUTDOOR

LANCI:

PESO DISCO MARTELLO GIAVELLOTTO

SALTI:

ALTO LUNGO ASTA TRIPLO

COMBINATI:

DECATHLON- PENTATHLON- EPTATHLON (donne)

SI SVOLGONO SU PISTA SCOPERTA DA 400 m

(DA 6 A 10 CORSIE)

GARE DI CORSA INDOOR

Velocità: 50 60 200 400 m

Velocità speciale: 50 e 60 m Hs

Mezzofondo: 800 1000 1500 m One Mile (1 609,344 m) 3000 m

Fondo : Two Miles (M) 5000 m

SI SVOLGONO SU PISTA COPERTA DA 200 m (DA

6 A 8 CORSIE)

CONCORSI E PROVE MULTIPLE INDOOR

LANCI:

PESO

SALTI:

ALTO LUNGO ASTA TRIPLO

COMBINATI:

EPTATHLON (M) PENTATHLON (F)

SI SVOLGONO SU PISTA COPERTA DA 200 m (DA

6 A 8 CORSIE)

GARE DI CORSA INDOOR

Staffetta: 4 x 200 m

Staffetta: 4 x 400 m

Staffetta: 4 x 800 m

SI SVOLGONO SU PISTA COPERTA DA 200 m (DA 6 A 8 CORSIE)

GARE DI MARCIA OUTDOOR

10.000 20.000 m (DONNE)

20.000 30.000 50.000 m (UOMINI) SI SVOLGONO SU STRADA

GARE DI MARCIA INDOOR

5000 m (UOMINI)

3000 m (DONNE)

SI SVOLGONO SU PISTA

PROVE MULTIPLE (F): PENTATHLON

Il PENTATHLON è composto da cinque gare, da

effettuarsi in un solo giorno nel seguente ordine:

- LUNGO

- GIAVELLOTTO

- 200m

- DISCO

- 1500m

PROVE MULTIPLE (M): DECATHLON

Il DECATHLON è composto da dieci gare che

debbono essere effettuate in due giorni

consecutivi nel seguente ordine:

Primo giorno:

100m

Salto in alto Getto del peso

Salto in lungo

400m

Secondo giorno:

110m Hs Lancio del disco Salto con l’asta

Lancio del giavellotto

1500m

PROVE MULTIPLE (M-F): EPTATHLON

L’EPTATHLON è composto da 7 gare che

debbono essere effettuate in due giorni

consecutivi nel seguente ordine:

Primo giorno:

100 o 110m Hs Salto in alto Getto del peso

200m

Secondo giorno:

Salto in Lungo Lancio del giavellotto

800m

Prof.Filippo Tocco Fisiologo-Ricercatore Specialista in Medicina dello

Sport

Fisiologo-Ricercatore Specialista in Medicina dello Sport Università di Cagliari Facoltà di Medicina e Chirurgia

Università di Cagliari

Facoltà di Medicina e

Chirurgia

Corso di Laurea in Scienze delle Attività Motorie e Sportive

ATLETICA: MEZZOFONDO E FONDO

800 METRI

Mezzofondo

Pista

1:40:91 (David Rudisha)

1:53:28 (Jarmila Kratochvílová)

800 metri

J Sports Med Phys Fitness. 1991 Dec;31(4):499-504. Physiological correlates to 800 meter running performance.

“MUCH OF THE INTRAMUSCULAR ATP PRODUCE AND

UTILIZED DURING AN 800 METER RUN COMES FROM ANAEROBIC METABOLIC PATHWAY.”

1500 METRI

Mezzofondo

Pista

3:26:00 (Hicham El Guerrouj)

3:50:46 (Qu Yunxia)

1500 METRI

1500 METRI
1500 METRI

Negli 800m l’atleta parte dallo start in piedi e

corre nella propria corsia dalla partenza alla fine

della prima curva (100m)

800m l’atleta parte dallo start in piedi e corre nella propria corsia dalla partenza alla fine

Nei 1500m l’atleta parte dall’inizio del secondo

rettilineo e va il più rapidamente possibile alla

corda.

Nei 1500m l’atleta parte dall’inizio del secondo rettilineo e va il più rapidamente possibile alla corda.

800-1500m: MODELLO FUNZIONALE DELLA

PRESTAZIONE

E’ CONSIDERATA UN ATTIVITÀ AD IMPEGNO AEROBICO-ANAEROBICO MASSIVO

COME DATI RILEVATI IN GARA (A FINE GARA) ABBIAMO SOLO RILIEVI DI LATTATEMIA (BLa)

IN SIMULAZIONI SONO STATE FATTE MISURE DI:

VO 2 max

Costo energetico (CE)

Debito di O 2

800-1500m: MODELLO FUNZIONALE DELLA

PRESTAZIONE

VO 2 max

Lattato

CE

Debito O 2

(mL/Kg/min)

mMol/L

(Kcal/Kg/km)

mL/kg

73-80

18-21

0,98

52

800-1500m: MODELLO FUNZIONALE DELLA

PRESTAZIONE

Quale dei parametri misurati correla maggiormemente con i tempi di

gara???

Non pare esservene uno che domina

sugli altri e tutti concorrono in eguale

misura a determinare la prestazione

800-1500m: MODELLO FUNZIONALE DELLA

PRESTAZIONE

Allenare massima potenza aerobica

Allenare massima potenza anaerobica alattacida

Allenare la massima potenza anaerobica

lattacida

Allenare la tecnica di corsa

800 METRI

MEZZI DI ALLENAMENTO PIÙ EFFICACI:

1.

CIRCUITI DI FORZA IN PALESTRA

2.

RIPETUTE SU 100-600 metri, recupero (6-10’)

3.

RIPETUTE SU 800-1500 metri, recupero (3-5’)

4.

TECNICA DI CORSA

5.

CORSA LENTA e FARTLEK

1500 METRI

MEZZI DI ALLENAMENTO PIÙ EFFICACI:

1.

CIRCUITI DI FORZA E RESISTENZA IN PALESTRA

2.

RIPETUTE SU 200-1200 metri, recupero (3-5’)

3.

RIPETUTE SU 1000-3000 metri, recupero (1-3’)

4.

TECNICA DI CORSA

5.

CORSA LENTA MEDIA FARTLEK VARIATO

TREMILA METRI

Mezzofondo

Pista

7:20:67 (Daniel Komen)

8:06:11 (Wang Junxia)

TREMILA METRI

TREMILA METRI

Nei 3000m l’atleta parte in piedi dall’inizio della

seconda curva e va il più rapidamente possibile alla corda.

Nei 3000m l’atleta parte in piedi dall’inizio della seconda curva e va il più rapidamente possibile
Nei 3000m l’atleta parte in piedi dall’inizio della seconda curva e va il più rapidamente possibile

TREMILA SIEPI

Mezzofondo Tecnico

Pista

7:53:63 (Saif Saaeed Shaheen)

8:58:81 (Gul'nara Samitova-Galkina)

TREMILA SIEPI

35 ostacoli alti 91 centimetri (76 per le donne).

28 normali e 7 con l'acqua:

5 per ognuno dei 7,5 giri da 400 m.

4 quattro sono barriere mobili (ma stabilizzate da pesanti

supporti di ferro) posizionate sulla pista.

Il penultimo ostacolo consiste in una barriera seguita da una

vasca piena d'acqua, scavata all'interno della pista.

CINQUEMILA METRI

Mezzofondo

Pista

12:37:35 (Kenenisa Bekele)

14:11:15 (Tirunesh Dibaba)

CINQUEMILA METRI

CINQUEMILA METRI
CINQUEMILA METRI

Nei 5000m l’atleta parte in piedi dall’inizio della

seconda curva e va il più rapidamente possibile alla corda.

Nei 5000m l’atleta parte in piedi dall’inizio della seconda curva e va il più rapidamente possibile
Nei 5000m l’atleta parte in piedi dall’inizio della seconda curva e va il più rapidamente possibile

3000-5000m: MODELLO FUNZIONALE DELLA PRESTAZIONE

3000-5000m: MODELLO FUNZIONALE DELLA PRESTAZIONE
3000-5000m: MODELLO FUNZIONALE DELLA PRESTAZIONE

3-5 MILA METRI

MEZZI DI ALLENAMENTO PIÙ EFFICACI:

1. CIRCUITI DI ELEVATA RESISTENZA IN PALESTRA

2. RIPETUTE SU 500-1000 metri, recupero (2-3’)

3. RIPETUTE SU 1500-3000 metri, recupero (1-2’)

4. TECNICA DI CORSA

5. CORSA MEDIA E LENTA, Fartlek Lungo

6. RIPETUTE IN SALITA sui 1000-2000 metri

DIECIMILA METRI

Fondo

Cross Strada Pista

26:17:53 (Kenenisa Bekele)

29:31.78 (Wang Junxia)

Nei 10000m l’atleta parte in piedi dallo start e va

il più rapidamente possibile alla corda.

Nei 10000m l’atleta parte in piedi dallo start e va il più rapidamente possibile alla corda.

MEZZA MARATONA

Distanza 21097 m: Fondo

Strada

00:58:23 (Zersenay Tadese)

01:05:50 (Mary Jepkosgei Keitany)

MARATONA

Distanza 42195 m: Fondo

Strada

02:15:25 (Paula Radcliffe)

MARATONA: MODELLO FUNZIONALE

DELLA PRESTAZIONE

E’ CONSIDERATA UN ATTIVITÀ AD IMPEGNO AEROBICO MASSIVO

COME DATI RILEVATI IN GARA (A FINE GARA) ABBIAMO SOLO RILIEVI DI LATTATEMIA (BLa)

IN SIMULAZIONI SONO STATE FATTE MISURE DI:

VO 2 max

Costo energetico (CE)

VO 2 alla VT2 (seconda soglia ventilatoria)

V alla VT2

J Sports Sci. 2011 Jun;29(9):975-82. Physiological determinants of speciality of elite middle- and long- distance runners. Rabadán M 1 , Díaz V, Calderón FJ, Benito PJ, Peinado AB, Maffulli N. Abstract The aim of this study was to determine which physiological variables predict excellence in middle- and long-distance runners.

Long-distance runners presented a higher VO(2max) than middle-

distance runners when expressed relative to body mass (P < 0.001). At the intensities corresponding to VT(1) and VT(2), long-distance runners

showed higher values for VO(2) expressed relative to body mass or

%VO(2max), speed and oxygen cost of running (P < 0.05). Thus, VO(2max), VO(2VT2), and v(VT2) discriminate between elite middle-distance and long-distance runners.

MARATONA: DETERMINANTI DELLA

PRESTAZIONE

J Strength Cond Res. 2011 Feb;25(2):386-91. doi:

10.1519/JSC.0b013e3181bffd0f.

Age, sex, and finish time as determinants of pacing in the

Abstract The purpose of this study was to determine the simultaneous influences of age, sex, and run time on marathon pacing. Pacing was defined as the mean velocity of the last 9.7 km divided by that of the first 32.5 km (closer to 1.0 indicates better pacing). Subjects were 186 men and 133 women marathoners We conclude that OLDER,

WOMEN, AND FASTER are better pacers than younger, men, and

slower marathoners, respectively.

Med Sci Sports Exerc. 2015 Mar;47(3):607-16 Men are more likely than women to slow in the marathon. Deaner RO 1 , Carter RE, Joyner MJ, Hunter SK.

PURPOSE:

This study determined the reliability of the sex difference in pacing across many

marathons and after adjusting women's performances by 12% to address men's greater maximal oxygen uptake and also incorporating information on racing experience.

METHODS:

Data were acquired from 14 US marathons in 2011 and encompassed 91,929 performances. We operationalized pace maintenance as the percentage change in

pace observed in the second half of the marathon relative to the first half.

RESULTS:

The mean change in pace was 15.6% and 11.7% for men and women, respectively (P < 0.0001). This sex difference was significant for all 14 marathons. Although greater experience was associated with less slowing, controlling for the experience

variables did not eliminate the sex difference in pacing.

CONCLUSIONS:

The sex difference in pacing is robust. It may reflect sex differences in physiology, decision making, or both.

MARATONA-DETERMINANTI DELLA PRESTAZIONE: LA

SUPERCOMPENSAZIONE DI GLICOGENO

Bergstrom J, Hermansen E, Hultman E, Saltin B. Diet, muscle

glycogen and physical performance. Acta Physiol. Scand. 1967

71:140-150.

Hermansen E, Hultman E, Saltin B. Diet, muscle glycogen and physical performance. Acta Physiol. Scand .

MARATONA-DETERMINANTI DELLA PRESTAZIONE: LA

SUPERCOMPENSAZIONE DI GLICOGENO

Goforth, Jr., Harold W., David A. Arnall, Brad L. Bennett, and Patricia G. Law. Persistence of

supercompensated muscle glycogen in trained subjects after carbohydrate loading.J. Appl. Physiol. 82(1): 342347,

1997.

This study assessed the persistence of muscle glycogen

supercompensation over the 3 days after the supercompensation

protocol. During the 3-day repletion phase, subjects rested and consumed a high-CHO/low-protein/low-fat (85:08:07%) diet, including a glucose-polymer beverage. A 3-day postloading phase followed, which involved a moderately high CHO diet (60%) and no exercise. The CHO-loading protocol increased muscle glycogen by 1.79 times baseline, and muscle glycogen remained near this level

during the 3-day postloading period. RESULTS INDICATE THAT

SUPERCOMPENSATED MUSCLE GLYCOGEN LEVELS CAN BE MAINTAINED FOR AT LEAST 3 DAYS IN A RESTING ATHLETE WHEN A MODERATE-CHO DIET IS CONSUMED.

UTRAMARATONA

Distanza 100000 m: Gran Fondo

Strada

06:13:33 (Takahiro Sunada)

06:33:11 (Tomoe Abe)

PATTERN DEL FONDO

Sono tutte specialità a impegno

prevalentemente aerobico

Alta Specializzazione delle Fibre Muscolari

Forte Logorio delle strutture osteo-articolari

Università di Cagliari Facoltà di Medicina e Chirurgia Corso di Laurea in Scienze delle Attività Motorie e Sportive

di Laurea in Scienze delle Attività Motorie e Sportive Prof.Filippo Tocco Fisiologo-Ricercatore Specialista in
di Laurea in Scienze delle Attività Motorie e Sportive Prof.Filippo Tocco Fisiologo-Ricercatore Specialista in

Prof.Filippo Tocco Fisiologo-Ricercatore Specialista in Medicina dello Sport

ATLETICA: VELOCITA’

Partenza 200m Partenza 110m HS Partenza 100m Partenza 400m

Partenza 200m

Partenza 110m HS Partenza 100m

Partenza 200m Partenza 110m HS Partenza 100m Partenza 400m
Partenza 200m Partenza 110m HS Partenza 100m Partenza 400m

Partenza 400m

Partenza 200m Partenza 110m HS Partenza 100m Partenza 400m

PER TUTTE QUESTE DISCIPLINE OCCORRONO

I BLOCCHI DI PARTENZA

PER TUTTE QUESTE DISCIPLINE OCCORRONO I BLOCCHI DI PARTENZA

AI VOSTRI POSTI

AI VOSTRI POSTI

PRONTI

PRONTI

SPARO

SPARO

FALSA PARTENZA

Falsa partenza: quando un atleta si muove prima di 0,100 secondi dallo sparo. Il tempo è registrato da dei rilevatori di falsa partenza posizionati dietro i blocchi di partenza che individuano il momento in cui l'atleta solleva il

peso dai blocchi di partenza.

In una qualsiasi competizione di velocità, dal 2010, il concorrente o più che compiono la falsa partenza sono squalificati.

qualsiasi competizione di velocità, dal 2010 , il concorrente o più che compiono la falsa partenza

L’ACCELERAZIONE

L’azione di corsa prosegue con l’atleta che accelera progressivamente

• Dopo 7-8 passi l’atleta inizia ad alzare la posizione del busto

• L’ atleta accelera fin verso i 60 m di

gara

L’ ARRIVO

Il tempo di arrivo viene misurato quando il petto dell’atleta supera la linea di arrivo

L’ ARRIVO • Il tempo di arrivo viene misurato quando il petto dell’atleta supera la linea

NO

NO

SI

L’ ARRIVO

L’ ARRIVO
L’ ARRIVO

200 METRI

• La partenza avviene in curva

• Gli atleti partono su linee sfalsate per compensare il diverso raggio

di curvatura.

• Metà della gara si corre in curva (rallentamento per effetto della forza centrifuga) per cui sono più ambite le corsie centrali.

gara si corre in curva (rallentamento per effetto della forza centrifuga) per cui sono più ambite

200 METRI

Le corsie centrali sono quindi le più ambite per:

Esigenze tecniche (azione di corsa)

Esigenze Tattiche (controllo degli avversari)

centrali sono quindi le più ambite per: Esigenze tecniche (azione di corsa) Esigenze Tattiche (controllo degli

200 METRI

I 100m della seconda parte della gara sono i più veloci:

L’atleta non deve vincere:

L’inerzia della partenza

L’effetto della forza centrifuga

sono i più veloci: L’atleta non deve vincere: • L’inerzia della partenza • L’effetto della forza

400 METRI

E’ il giro di pista.

Partenza sfalsata per via delle 2 curve.

E’ definita di “resistenza alla velocità”.

Vince chi sa economizzare le proprie energie e “perde” meno velocità degli altri.

Gli atleti percorrono i primi 100m a circa il 90% della velocità max.

Raggiungono il massimo della velocità nei secondi 200m.

Rallentano negli ultimi 100m.

Gara a carico del meccanismo lattacido (valori max misurati)

nei secondi 200m. • Rallentano negli ultimi 100m. • Gara a carico del meccanismo lattacido (valori

REGOLAMENTO PASSAGGIO OSTACOLO

REGOLAMENTO PASSAGGIO OSTACOLO
REGOLAMENTO PASSAGGIO OSTACOLO

MEN

RECORDS

WOMEN

60m: Maurice Green 6.39

(03.02 .1998)

60m Hs: Colin Jackson 7.30

(06.03.1994)

100m: Usain Bolt 9.58

(16.08.2009)

110m Hs: Aries Merritt 12.80

(07.09.2012)

200m: Usain Bolt 19.19

(20.08.2009)

400m: Michael Johnson 43.18

(26.08.1999)

400m Hs: Kevin Young 46.78

(06.08.1992)

60m: Irina Privalova 6.92

(11.02.1993)

60m Hs: Susanna Kallur 7.68

(10.02.2008)

100m: Florence Griffith10.49

(10.09.1999)

100m Hs: Yordanka Donkova12.21

(20.08.1998)

200m: Florence Griffith 21.34

(29.09.1999)

400m: Marita Koch 47.60

(06.10.1985)

400m Hs: Yuliya Pechenkina 52.34

(08.08.2003)

CLASSIFICAZIONE METABOLICA

60m- 60m HS

200m

100m-100HS- 110 HS

400m-400HS

(durata >6 <12 s)

(durata >19 <50 s)

Attività di potenza ad impegno prevalente

propulsivo

Impegno Anaerobico Alattacido-Lattacido

Attività di potenza ad impegno prevalente

Anaerobico Lattacido

Pmax

(watt/kg)

Variazione nel picco di potenza muscolare misurata su piattaforma Dinamometrica surante salto verticale (Squadrone, 1994).

60

50

40

30

20

10

0

60m 200m 400m
60m
200m
400m

NOV

DIC

GEN

FEB

NOV

DIC

GEN

FEB

NOV

DIC

GEN

FEB

I tre atleti hanno fatto registrare migliori prestazioni da Nov a Feb (Squadrone, 1994).

Differenze nella concentrazione di PC misurate in velocisti all’inizio della preparazione (PP) e nel periodo

Differenze nella concentrazione di PC misurate in velocisti

all’inizio della preparazione (PP)

e nel periodo agonistico (PA) Confronto con sedentari.

(Gallozzi, 1992)

CAMBIO

CAMBIO

I SALTI

IN ESTENSIONE

IN ELEVAZIONE

LUNGO

TRIPLO

ALTO

ASTA

Le fasi comuni sono:

- RINCORSA - STACCO VOLO - ATTERRAGGIO

LUNGO

LUNGO

LUNGO

LUNGO

LUNGO

LUNGO

LUNGO E TRIPLO

LUNGO E TRIPLO

Università di Cagliari Facoltà di Medicina e Chirurgia Corso di Laurea in Scienze delle Attività Motorie e Sportive

di Laurea in Scienze delle Attività Motorie e Sportive Prof.Filippo Tocco Fisiologo-Ricercatore Specialista in
di Laurea in Scienze delle Attività Motorie e Sportive Prof.Filippo Tocco Fisiologo-Ricercatore Specialista in

Prof.Filippo Tocco Fisiologo-Ricercatore Specialista in Medicina dello Sport

ATLETICA: FONDO

La metodologia di allenamento per

La metodologia di allenamento per IL FONDO
IL FONDO
IL FONDO
La metodologia di allenamento per IL FONDO
La metodologia di allenamento per IL FONDO
La metodologia di allenamento per IL FONDO

Contributo % dei diversi sistemi energetici nel

mezzofondo e nel fondo

Ästrand, Rodahl, Fox, Arcelli

Maratona

½ maratona

Mezzofondo

prolungato

Mezzofondo

veloce

Anaerobico

0,3%

0,5%

2-1%

10%

alattacido

Anaerobico

0,7%

1,5%

8-4%

40-20%

lattacido

Aerobico

99%

98%

90-95%

50-70%

Concentrazioni

di LA

2 mmol/l

4 mmol/l

8-13

mmol/l

26 mmol/l

Corsa con variazioni di velocità

Corsa con variazioni di velocità RM Durata delle variazioni Allenamento per “lo shuttle del lattato” Velocità
RM
RM
Corsa con variazioni di velocità RM Durata delle variazioni Allenamento per “lo shuttle del lattato” Velocità

Durata delle variazioni

Allenamento per “lo shuttle del lattato” Velocità delle variazioni troppo elevate, recupero troppo lento
Allenamento per “lo shuttle del
lattato”
Velocità delle variazioni troppo elevate, recupero troppo lento

Lunghe variazioni: 4x 1-2-3-4-

5000 metri dal 80% al 120% della

SA

4x 1-2-3-4- 5000 metri dal 80% al 120% della SA RM Durata delle variazioni Allenamento per

RM

4x 1-2-3-4- 5000 metri dal 80% al 120% della SA RM Durata delle variazioni Allenamento per

Durata delle variazioni

Allenamento per “lo shuttle del lattato

La periodizzazione
La periodizzazione

1° Mesociclo a carattere introduttivo;

2° Mesociclo a carattere fondamentale;
2° Mesociclo a carattere fondamentale;

3° Mesociclo a carattere speciale

Periodo introduttivo

Durata

6-8 settimane

Periodo introduttivo Durata 6-8 settimane Obiettivi 1-Miglioramento della forza e dell’efficienza muscolare generale

Obiettivi

1-Miglioramento della forza e dell’efficienza muscolare generale

2-Sviluppo della tecnica di

corsa

3-Sviluppo della resistenza aerobica

Mezzi

1-Esercizi con sovraccarico; 2-Preatletici generali; 3-Circuit training estensivo e modificato.

1-Andature a carico

naturale, con cavigliere e

cintura zavorrata; 2-Sprint in salita.

1-Corsa a ritmo lento fino a

1h30’;

2-Corsa a ritmo medio fino a 45’; 3-Corsa in progressione da ritmo lento a medio fino a

1h.

Periodo preparatorio a carattere fondamentale

Durata

Obiettivi

Mezzi

8-10

SVILUPPO DELLA POTENZA AEROBICA Diminuzione dei livelli di

1-Fondo veloce; 2-Fondo veloce in progressione;

settimane

lattato a parità di

3-Variazioni di

velocità di corsa.

ritmo medie, brevi

e miste 4-Corsa in salita;

5-Gare.

 

SVILUPPO DELLA

1-Fondo veloce in

RESISTENZA

progressione;

ANAEROBICA

2-Variazioni di ritmo brevi e miste.

 

INCREMENTO DELLA RESISTENZA AEROBICA / Preparazione fisica e mentale alla distanza/ Adattamento muscolo tendineo

1. Ripetute lunghe con recupero breve

2. Fondo medio

 

MANTENIMENTO

1-Circuit training

DELL’EFFICIENZA

MUSCOLARE

Periodo preparatorio a carattere speciale

Durata

6-8-10

settimane

Obiettivi

Incremento della RESISTENZA ALLA POTENZA/capacità di correre a velocità di S.An./Utilizzo dell’ottimale miscela di glicogeno e acidi grassi in funzione dlla distanza (SPECIALIZZAZIONE METABOLICA)

Incremento della RESISTENZA AEROBICA/SOSTEGNO ALLA RESISTENZA ALLA POTENZA

MANTENIMENTO POTENZA AEROBICA

/SOSTEGNO ALLA RESISTENZA ALLA

POTENZA

Mezzi

1-Corsa a ritmo-maratona 2-Corsa media uniforme o in progressione (Medio Speciale) 3-Corsa di lunga durata uniforme o in progressione (Lungo Speciale) 4-Corsa con variazioni specifiche e brevi recuperi vicini al ritmo maratona (Resistenza Speciale) 5-Blocco speciale

1-Corsa continua lenta 2-Lunghissimo di durata a ritmo uniforme, in progressione o con variazioni

-Corsa veloce uniforme o in

progressione

-Corsa

variazioni brevi e medie

continua con

-Corsa continua veloce in salita -Gare

Modalità esecutiva

-18-25km RM -18-25km dal 98% al 103% RM

-30-35km dal 98% al 100% RM -15-30km: velocità variazioni=100-103% RM; velocità recupero=95-97% RM -Doppio carico giornaliero di lavoro intensivo/estensivo

-20-30km 85%-90% R.M.

-2h15' - 3 h

80% R.M.

-30'-45' 100-108% R.M.

-12-18 km Variazioni:

103-112% R.M. Recuperi:

85-90% R.M. -3-6 km. Pendenza 6%

-10-15 km

FINE

FINE
Università di Cagliari Facoltà di Medicina e Chirurgia Corso di Laurea in Scienze delle Attività

Università di Cagliari Facoltà di Medicina e Chirurgia Corso di Laurea in Scienze delle Attività Motorie e Sportive

Prof.Filippo Tocco Fisiologo-Ricercatore Specialista in Medicina dello

Sport

I SALTI

delle Attività Motorie e Sportive Prof.Filippo Tocco Fisiologo-Ricercatore Specialista in Medicina dello Sport I SALTI

I SALTI

IN ESTENSIONE

IN ELEVAZIONE

LUNGO

TRIPLO

ALTO

ASTA

Le fasi comuni sono:

- RINCORSA - STACCO VOLO - ATTERRAGGIO

LA RINCORSA

La lunghezza della rincorsa varia a seconda delle caratteristiche dell’atleta

L’obiettivo è quello di arrivare alla massima velocità con il giusto piede di stacco il più vicino al limite della zona di stacco

La rincorsa (30-50m) è progressivamente accelerata e con un numero di passi predefinito quasi sempre uguale.

di stacco La rincorsa (30-50m) è progressivamente accelerata e con un numero di passi predefinito quasi

LUNGO

LUNGO

IL VOLO

I movimenti che l’atleta compie nella fase di volo servono a mantenere velocità ed equilibrio.

Si possono osservare tre diverse caratteristiche di

volo:

2.

1.

Il veleggiato o “hang

A raccolta o tuck-style (il più naturale)

3.

I passi in aria o step-style

IL VELEGGIATO O “HANG”

IL VELEGGIATO O “HANG” A RACCOLTA O TUCK-STYLE (IL PIÙ NATURALE) I PASSI IN ARIA O

A RACCOLTA O TUCK-STYLE (IL PIÙ NATURALE)

IL VELEGGIATO O “HANG” A RACCOLTA O TUCK-STYLE (IL PIÙ NATURALE) I PASSI IN ARIA O

I PASSI IN ARIA O STEP-STYLE

IL VELEGGIATO O “HANG” A RACCOLTA O TUCK-STYLE (IL PIÙ NATURALE) I PASSI IN ARIA O

LUNGO E TRIPLO

LUNGO E TRIPLO

IL SALTO TRIPLO

Fasi tecniche del salto

Rincorsa

Stacco

Hop (1°balzo) Step (2° balzo) - Jump (3°balzo)

Volo

Atterraggio

IL SALTO TRIPLO

Rincorsa

Stacco

Fasi tecniche del salto

Hop (1°balzo)

Step (2° balzo)

Jump (3°balzo)

Volo

Atterraggio

TRIPLO Rincorsa Stacco Fasi tecniche del salto Hop (1 ° balzo) Step (2 ° balzo) Jump

LA RINCORSA

La rincorsa serve ad arrivare alla massima velocità possibile per poter compiere nella maniera più

ampia i tre balzi successivi.

La lunghezza della rincorsa dipende dalle

caratteristiche antropometriche degli atleti:

Atleti che non superano i 14 passi

Atleti che utilizzano rincorse di 18-22 passi

ENTRATA e STACCO

Questa azione coinvolge la totalità del corpo

e

non solo l’arto di stacco.

Il

movimento rapido dell’arto di stacco viene

realizzato attraverso un’azione di spinta del

piede, che poggia con tutta la superficie e termina la sua azione spingendo con la sua parte anteriore.

di spinta del piede, che poggia con tutta la superficie e termina la sua azione spingendo

HOP (1° BALZO)

Durante la prima fase del volo l’atleta mantiene una posizione di divaricata, mentre nella

seconda parte compie un passo.

Pertanto il contatto con il terreno avviene con lo

stesso arto di stacco,con appoggio di tutta la

pianta del piede.

Mantenere una parabola di volo radente durante

questa fase contribuisce a non avere una eccessiva perdita di velocità.

Mantenere una parabola di volo radente durante questa fase contribuisce a non avere una eccessiva perdita

STEP (2° BALZO)

Durante l’esecuzione di questa fase avviene il

cambio della gamba di appoggio.

Il busto mantiene la sua perpendicolarità rispetto al

terreno mentre le braccia, con azione alternata o

sincrona, favoriscono l’avanzamento della massa del corpo ed il mantenimento dell’equilibrio.

L’arto libero, a questo punto, si apre al ginocchio

e prende contatto con il suolo con appoggio di tutta

la pianta del piede.

JUMP (3° BALZO) - VOLO

Il terzo balzo ripete le azioni di un salto in lungo e la sua lunghezza dipende esclusivamente dalla capacità dell’atleta di mantenere più bassa possibile la perdita di velocità nei balzi precedenti.

La conservazione di una buona condizione di equilibrio consente di effettuare in maniera corretta l’atterraggio.

La conservazione di una buona condizione di equilibrio consente di effettuare in maniera corretta l’atterraggio.

L’ATTERRAGGIO

Nella fase discendente della parabola l’atleta si troverà con le gambe verso avanti-basso, busto leggermente inclinato verso le ginocchia e braccia

che si muovono dall’avanti-alto verso il basso-

dietro.

Le gambe si estendono ed il busto si fletterà

ulteriormente verso avanti. Quando i piedi toccano la sabbia (tallone), le

gambe si piegano alle ginocchia e l’atleta atterrerà

passando sull’orma lasciata dai piedi.

DISTRIBUZIONE DEL SALTO

Distribuzione tipo A: 38% 30% 32%

Distribuzione tipo B: 34% 29% 37%

Distribuzione tipo C: 35% 30% 35%

DEL SALTO Distribuzione tipo A: 38% 30% 32% Distribuzione tipo B: 34% 29% 37% Distribuzione tipo

IL SALTO IN ALTO

Nel tempo si sono sviluppate diverse tecniche:

• Frontale • Forbice

• Ventrale

• Fosbury

IL SALTO IN ALTO Nel tempo si sono sviluppate diverse tecniche: • Frontale • Forbice •

FOSBURY

Viene dal nome dell’atleta che alle Olimpiadi di Città del Messico nel ’68,

vinse la medaglia d’oro a m 2,24 con uno

stile di salto innovativo basato su una rincorsa a semicerchio con un valicamento di tipo dorsale.

Oggi il Fosbury è la tecnica più diffusa.

IL SALTO IN ALTO

Fasi tecniche del salto

Rincorsa

Stacco

Valicamento

Atterraggio

IL SALTO IN ALTO Fasi tecniche del salto • Rincorsa • Stacco • Valicamento • Atterraggio

LA RINCORSA

Obiettivo della rincorsa è quello di consentire la realizzazione di uno stacco efficace.

La lunghezza, la velocità ed il ritmo della stessa dipendono dalle caratteristiche tecniche e strutturali del giovane atleta.

La rincorsa è costituita in due parti:

1. un primo tratto rettilineo

2. un secondo tratto curvilineo

LA RINCORSA

L’atleta effettua una rincorsa di 15-30m ( 8 -20 passi )

Per arrivare vicino all’asticella si corrono

4-10 passi in linea retta e 4-10 passi in

curva prima dello stacco.

passi ) Per arrivare vicino all’asticella si corrono 4-10 passi in linea retta e 4-10 passi

LO STACCO

La fase di stacco rappresenta il momento cruciale del salto: l’obiettivo è quello di realizzare la

massima elevazione del centro di massa.

Per realizzare uno stacco efficace occorre aver

eseguito una forte spinta in avanti sul penultimo

appoggio.

In fase di presentazione l’arto di stacco dovrà

essere posizionato in avanti rispetto al bacino e

ben disteso.

IMPOSTAZIONE DELLO STACCO

(differenze nei tre salti)

IMPOSTAZIONE DELLO STACCO (differenze nei tre salti)

LO STACCO

Se si salta da destra il piede di stacco è il sinistro e viceversa

Deve avvenire vicino al primo ritto

L’arto libero si slancia verso l’alto

Le braccia aiutano il salto, slanciandosi

insieme verso avanti e in alto

ritto L’arto libero si slancia verso l’alto Le braccia aiutano il salto, slanciandosi insieme verso avanti

IL VALICAMENTO

Al momento dell’impostazione dello stacco l’atleta ha ancora una leggera disposizione laterale all’asticella.

Durante l’azione di stacco si realizza la rotazione del tronco e

il successivo ribaltamento: l’azione tecnica del valicamento tipica del Fosbury.

si realizza la rotazione del tronco e il successivo ribaltamento: l’azione tecnica del valicamento tipica del

IL VALICAMENTO

Il valicamento avviene trasversalmente e dorsalmente all’asticella

avviene trasversalmente e dorsalmente all’asticella La schiena si flette dorsalmente Superata l’asticella con

La schiena si

flette dorsalmente

Superata l’asticella con il bacino è necessario

“richiamare” le gambe,flettendo le ginocchia

al petto

L’ATTERRAGGIO

Avviene con la parte alta del dorso

E’ conveniente arrivare sul materasso con le gambe leggermente divaricate

Avviene con la parte alta del dorso E’ conveniente arrivare sul materasso con le gambe leggermente

SALTO IN ALTO:IL REGOLAMENTO

Il saltatore viene eliminato quando commette tre

errori consecutivi

L’atleta può iniziare a saltare da qualsiasi

altezza

Il salto è nullo se l’asticella cade o quando l’atleta interrompe la rincorsa ma supera il piano frontale dell’asta o tocca i materassi.

IL SALTO CON L’ASTA

Fasi tecniche del salto

1.

2.

3.

4.

5.

6.

7.

Rincorsa

Stacco-Imbucata

Caricamento

Raddrizzamento

2. 3. 4. 5. 6. 7. Rincorsa Stacco-Imbucata Caricamento Raddrizzamento Tirata e spinta Valicamento e Volo

Tirata e spinta

Valicamento e Volo

Atterraggio

2. 3. 4. 5. 6. 7. Rincorsa Stacco-Imbucata Caricamento Raddrizzamento Tirata e spinta Valicamento e Volo

FASI TECNICHE DEL SALTO

FASI TECNICHE DEL SALTO Rincorsa Stacco-Imbucata Caricamento Raddrizzamento Tirata e spinta Valicamento e Volo Atterraggio

Rincorsa

Stacco-Imbucata

Caricamento

Raddrizzamento Tirata e spinta Valicamento e Volo

Atterraggio

RINCORSA

RINCORSA La rincorsa è il presupposto necessario a creare una velocità di entrata e quindi l’energia

La rincorsa è il presupposto necessario a creare una

velocità di entrata e quindi l’energia da trasferire all’attrezzo

per il piegamento ed avanzamento del sistema. Si svolge con l’asta tenuta in orizzontale.

Generalmente presenta una prima fase di ACCELERAZIONE,

una fase centrale di PROGRESSIVO ALLUNGAMENTO DEI PASSI,

una fase conclusiva INNALZAMENTO DELLE GINOCCHIA

ED AUMENTO DELLA FREQUENZA DEI PASSI per predisporre il saltatore allo stacco-imbucata.

STACCO-IMBUCATA

L’asta dalla posizione di appoggio passa

alla posizione di presentazione cioè si

abbassa verso la cassetta d’imbucata.

Le braccia si distendono sopra la testa con la mano destra perpendicolare all’arto di stacco.

L’angolo formato da piede di stacco-mano

destra-punto d’imbucata, consente il trasferimento di energia al sistema asta- saltatore.

da piede di stacco -mano destra- punto d’imbucata, consente il trasferimento di energia al sistema asta-
CARICAMENTO e TIRATA L’asta spinta dall’atleta subisce una deformazione immagazzinando energia elastica. L’atleta
CARICAMENTO e TIRATA L’asta spinta dall’atleta subisce una deformazione immagazzinando energia elastica. L’atleta

CARICAMENTO e TIRATA

L’asta spinta dall’atleta subisce una deformazione immagazzinando energia

elastica.

L’atleta in questa fase attraverso la

decontrazione delle spalle favorisce

l’entrata del corpo per prepararlo alla fase di tirata.

Con un’azione di richiamo delle braccia, si realizza l’avvicinamento del bacino alle impugnature.

IL RADDRIZZAMENTO

IL RADDRIZZAMENTO L’azione finale di tirata termina con il raddrizzamento del corpo sull’asta. In questa fase

L’azione finale di tirata termina con il

raddrizzamento del corpo sull’asta.

In questa fase è importante che

l’atleta non anticipi la tirata di braccia,

cosi da permettere la salita del bacino e la discesa delle spalle.

L’allineamento sull’asta, consente all’atleta di ricevere l’energia che l’asta aveva precedentemente

immagazzinato, proiettandolo in alto

in direzione verticale.

ROTAZIONE E SPINTA

ROTAZIONE E SPINTA All’inizio del raddrizzamento dell’asta, l’atleta inizia continua la fase di tirata che poi

All’inizio del raddrizzamento dell’asta,

l’atleta inizia continua la fase di tirata

che poi si tramuta in spinta, consentendo il bacino di salire oltre le impugnature e proiettare il corpo alla

fase di volo.

La spinta completa l’azione di rotazione e

verticalizzazione seguendo

praticamente il prolungamento dell’asta.

VALICAMENTO E VOLO

VALICAMENTO E VOLO Durante il valicamento l’atleta tiene uniti i segmenti corporei in modo da non

Durante il valicamento l’atleta tiene uniti i segmenti corporei in modo da non scomporsi.

La coordinazione nella fase di volo è fondamentale per non

vanificare la buona riuscita del

salto.

modo da non scomporsi. La coordinazione nella fase di volo è fondamentale per non vanificare la

STRUTTURA DELLE ASTE

STRUTTURA DELLE ASTE

REGOLAMENTO

Il regolamento prevede:

L'atleta può usare aste di qualsiasi lunghezza.

L’asta può essere impugnata in qualsiasi modo.

Non è permesso, dopo lo stacco da terra, spostare le mani verso l'alto

arrampicandosi sull'asta.

Ogni atleta ha a disposizione tre salti ed è anche possibile, usarne solo due e - non avendo ancora superato la misura - riservare l'ultimo tentativo per una misura successiva.

Per ogni salto ciascun concorrente ha a disposizione un tempo prestabilito, che varia a seconda del numero di atleti in gara. Il tempo

per il salto parte dal segnale di bandiera bianca del giudice e la rincorsa

dell'atleta deve partire prima che questo tempo finisca, pena la nullità del salto.