Sei sulla pagina 1di 23

Calcio ed

Educazione
Motoria
Premessa:

● Era della tecnologizzazione (tv,


playstation, cellulare ecc...).
● Motricità (esperienze, apprendimento,
esplorazione).
● “Il bambino non è un adulto in miniatura e la sua mentalità non è
solo quantitativamente, ma anche qualitativamente diversa da quella
degli adulti, e per questa ragione un bambino non soltanto è più
piccolo ma anche diverso” Claparède 1937.
Addestramento x Educazione:
● Addestramento:
Segue un approccio di tipo dualistico dove la
proposta è mirata solo alla parte fisica-
strutturale.
Apprendimento di tipo S-R (stimolo risposta)

● Educazione Motoria:
Prevvede un approccio di tipo olistico in quanto
coinvolge le 4 aree della personalità (affettivo-
emozionale, organica,
Apprendimento attraversosociale
la presaedicognitiva).
coscienza
Gli Schemi motori di Base:

Sono le situazioni stimolo le quali permettono


l'assimilazione dei pre-requisiti funzionali e
strutturali finalizzata alla strutturazione dello
schema corporeo.

Camminare Correre Saltare Rotolarsi

Strisciare Arrampicarsi Lanciare Afferrare


Pre- requisiti strutturali Pre- requisiti funzionali

Sono strutture psichiche che incidono sulla


Tutti i dispositivi anatomici e precisione del movimento e la funzionalità
fisiologici che sono coinvolti del gesto.
nel movimento. ➔Respirazione psicomotoria
➔Acquisizione e controllo

dell'equilibrio
➔Definizione e controllo della

lateralità
➔Scheletrici ➔Strutturazione e organizzazione
➔Legamentosi
spazio temporale
➔Cardiocircolatori ➔Coordinazione segmentaria e

➔Articolari
generale
➔Neurologici ➔Controllo del tono e rilassamento

➔Respiratori muscolare
➔Controllo della postura
Capacità Motorie:
Rappresentano i presupposti fondamentali per
l'apprendimento e la realizzazione delle azioni motorie
fisico-sportive.

Si suddividono in:
❶ Capacità condizionali
❷ Capacità coordinative
Capacità Condizionali:
● Resistenza: La capacità psicofisica dell'atleta di
opporsi all'affaticamento.
● Forza: Si pùo definire come un'entità che produce
una spinta o una trazione su di un corpo.
● Rapidità: La capacità di raggiungere, in determinate
condizioni, la massima velocità di reazione e di
movimento possibile, sulla base di processi cognitivi, di
impegni massimi di volontà e della funzionalità del
sistema neuro-muscolare.(Grosser 1991, 13)
Capacità Coordinative:

Sono le capacità motorie


dell'uomo che, prioritariamente,
sono determinate dalla coordinazione,
cioè dai processi di controllo
e di regolazione dei movimenti
(Hirtz 1981, 348).
Tipi di capacità coordinative:
➔ Capacità coordinative generali: sono il
prodotto di un addestramento multilaterale. Per cui
anche nei vari campi della vita quotidiana e dello
sport, si manifestano in modo tale che qualsiasi
problema o compito di movimento venga affrontato
e risolto in modo razionale e creativo (Harre, Deltow,
Ritter citati da Raeder 1970, 69).
➔ Capacità coordinative speciali: vengono formate,
prevalentemente, nel quadro della relativa
disciplina di gara.
L'importanza delle capacità
coordinative:
(1) Per dominare e risolvere situazioni che richiedono di agire
rapidamente ed in modo finalizzato.
(2) Come profilassi verso gli incidenti e gli infortuni, in quanto
impediscono collisioni, cadute, ecc.
(3) Rappresentano la base di una buona capacità
sensomotoria di apprendimento.
(4) Elevata economia e precisione e controllo del movimento.
(5) Sulla base dello sviluppo di una buona capacità
coordinativa, anche negli anni successivi di allenamento
possono essere apprese nuove abilità tecnico-sportive.
L'allenabilità delle capacità
coordinative:
Si pùo affermare che esse hanno la loro maggiore
spinta di sviluppo dal 7° anno di età all'entrata
nella pubertà (Stemmler 1977, 278; Hirtz 1976, 385).

Secondo Bringmann (1973, 846), in questo periodo si


pùo osservare una rapida maturazione del SNC.
Componenti delle capacità
coordinative:

Capacità di controllo: Capacità di adattamento:

●Capacità di coordinazione
segmentaria. ● Capacità di reazione.
●Capacità di differenziazzione.

●Capacità di equilibrio.

●Capacità di orientamento.

●Capacità di ritmo. ● Capacità di trasformazione.


Le basi biologiche
dell'allenamento dei bambini
e degli adolescenti:
Suddivisione dei periodi di età secondo
l'età cronologica.
Età Età Cronologica (anni)
Prima infanzia 0–1
Infanzia 1–3
Età prescolare 3 – 6/7
Prima età scolare 6/7 – 10
Seconda età scolare 10 – 12 ( F: 11/12 m: 12/13) inizio pubertà
Prima età puberale F:11/12-13/14 M:12/13-14/15
Seconda età puberale F:13/14-17/18 M:14/15-18/19
Età adulta 17/18 o 18/19
Prima infanzia (0-1 anni) e
l'infanzia (1-3 anni):

❶ Hanno un ruolo fondamentale nello sviluppo globale


del bambino.
❷ Imparare a camminare assume una posizione

centrale per lo sviluppo motorio e l'integrazione


sociale che l'accompagna.

Questa età NON HA UN IMPORTANZA rilevante un
inizio di un processo di esercitazione o di pre-
allenamento.
L'età prescolare (3-6/7 anni):
❶ Periodo caratterizzato da un elevato impulso a
muoversi ed a giocare, una grande curiosità verso
tuttociò che è sconosciuto, una grande fantasia ed
una DISPONIBILITÀ AFFETTIVA AD APPRENDERE.
❷ SCARSA CAPACITÀ DI CONCENTRAZIONE (prevalere, nel
cervello, dei processi di eccitazione rispetto a quelli di inibizione).
❸ Predomina il pensiero di tipo intuitivo, pratico,
strettamente legato alle sperienze personali,
accompagnato da un'elevata emotività non razionale.
❹ Il suo sviluppo viene influenzato dal gioco e dalle sue

sperienze motorie e dalle sue azioni pratiche di


movimento (Demeter 1981, 60).
❺ Le conseguenze per la pratica dell'allenamento: la grande gioia e la
disponibilità ad apprendere del bambino devono essere utilizzate e
indirizzate in modo tale da ottenere che esso, attraverso un grande
numero di esercizi elementari e l'offerta di un grande numero di
opportunità di apprendimento, acquisisca una base molto ampia di
abilità.
I bambini di questa età hanno bisogno di possibilità di movimento
variabili che siano in grado di colpire la loro fantasia, che li stimolino
a correre, saltare, arrampicarsi, strisciare, ad appendersi, a tirare a
sè, a spingere, lanciare e prendere al volo oggetti, ed altre forme di
movimento.
L'attività sportiva deve avere solo carattere ludico, essere divertente e
formativo allo stesso tempo.
Il loro patrimonio motorio deve essere arrichito attraverso racconti che
li portino a compiere movimenti e facendo in modo che essi risolvano
da soli problemi motori, migliorandone la creatività motoria e
l'esperienza del proprio corpo.
Prima età scolare (6/7-10 anni):
❶ Periodo caratterizzato da un notevole interesse per lo
sport.
❷ Migliore capacità di concentrazione, di ricezione ed

elaborazione delle informazioni.


❸ L'allenamento: Improntato verso l'acquisizione di

abilità motorie - in tutta la prima e la seconda età


scolare ci sono l'ampliamento del patrimonio di
movimenti ed il miglioramento delle capacità
cooridnative – che devono essere utilizzati per
apprendere una grande quantità di tecniche di base,
nella loro forma coordinativa generale, per poi
perfezionarle.
La seconda età scolare (10-12 anni
circa):
❶ La migliore età per l'apprendimento, rappresenta una fase
chiave per l'acquisizione della futura maestria motoria.
❷ L'allenamento: Deve garantire attraverso una attività di

esercitazione finalizzata variabile, ed a misura di bambino, che


vengano acquisite la forma grezza, e, se possibile, persino la
forma precisa delle principali tecniche sportive. L'ampliamento
polivalente del patrimonio motorio deve consistere
nell'apprendimento di abilità motorie in modo preciso e non in
una grande varietà di movimenti in maniera approssimativa, di
scarso valore qualitativo. Si deve far attenzione che non venga
automatizzato l'apprendimento di un movimento errato, per
impedire che sia necessario un successivo processo di
cambiamento di quanto appreso.
Tutti i periodi di età sono
tra loro strettamente
interdipendenti: i livelli
successivi si costruiscono
sempre sulla base di
quelli precedenti.
La Programmazione:
1. Analisi della situazione iniziale: test, osservazione sistematica.
2. Definizione degli obiettivi: pre-requisiti funzionali, pre-requisiti
stutturali, schema corporeo.
3. Mezzi: unità didattica.
4. Contenuti: esercizi più adatti al raggiungimento degli obiettivi.
5. Metodologia: strategie di intervento.
6. Materiali e strumenti: palloni, palline da tennis, ostacoli, funi.
7. Verifica e valutazione: livello finale raggiunto, test, osservazione
sistematica.
Conclusioni:

Non dimentichiamo la responsabilità che noi allenatori-


educatori abbiamo nei confronti dei bambini stessi, ma
sopratutto della società futura: “il bimbo di oggi sara
l'adulto di domani”.
Il mondo di oggi necessità molto di più di persone
oneste, educate e con dei veri valori che dei campioni
senza scrupoli, dove i soldi e lo status sono le mete
più ambite. Come dice il grande Prof. Giovanni
Notarnicola “ non lasciamo che il Dio quattrino vinca il
Dio trino per 4x3 nei tempi supplementari”.
BUON LAVORO!
Bibliografia:
● Jurgen Weineck, L'allenamento ottimale.
● Aldo Carlo Cappellini, Anna Naldi, Francesca Nanni.Corpo
movimento sport moduli di educazione fisica.
● Claudio Macchi, Francesca Cecchi, Attività motoria
nell'adulto e nell'anziano.
● Giovanni Notarnicola, Ambientalismo attivo (appunti attuali
e inattuali e loro convergenze sulle attività motorie).
● Appunti del corso di teoria e metodologia del movimento
umano del corso di laurea in scienze motorie anno 2002.