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Sviluppo della mobilit dellapparato locomotore

Appunti 1 Corso sulla Preparazione fisica II livello

A cura di

MASSIMILIANO GOLLIN

dellOrganico Didattico di SdS Coni Liguria Genova, autunno/inverno 2010


http://sds.coniliguria.it

LAllenamento della mobilit dellapparato locomotore

Mobilit articolare

Esercizi Callistenici o a Corpo libero

Flessibilit Muscolo-tendinea

Tecniche di Stretching e allungamento muscolare

Perch allenare questa capacit?


La flessibilit muscolomuscolo-tendinea (Fmt) cio la capacit di elongazione della muscolatura striata ritenuta, nella teoria e metodologia dellallenamento sportivo, uno dei preprerequisiti fondamentali per leffettuazione della massima performance.
1.

Weineck, Lallenamento ottimale, Ed. Calzetti e Mariucci, Perugia 2001: 419419-420, 547.
3

Effetti degli esercizi per la mobilit dellapparato locomotore, 1


Hanno il compito di stimolare in modo non invasivo e molto graduale tutto il corpo, con effetti vantaggiosi in unazione terapeutica e/o preventiva sullapparato locomotore
(Peterson L., Renstrom P., Traumatologia dello sport, UTET Torino, Torino 2002: 2002: 481481-483 in Gollin M., Lallenamento della mobilit dellapparato locomotore, Ed Alea, 2009. 2009.)

Effetti degli esercizi per la mobilit dellapparato locomotore, 2


Vantaggi sulla struttura ossea Limmobilit stimola il riassorbimento osseo favorendo con gli anni losteoporosi e deprimendo la formazione di nuovo tessuto. Vantaggi sulla struttura cartilaginea articolare Le superfici cartilaginee diventano fragili e frammentarie, degenerando velocemente, rendendo anomala la loro normale fisiologia funzionale. Vantaggi sullapparato muscolare Con lesercizio fisico regolare, il muscolo evita una veloce diminuzione dellipertrofia funzionale Vantaggi sullapparato tendineo linattivit e limmobilit determinano una degenerazione ipotrofica dei muscoli, ma conseguentemente anche dei tendini, anche se il tessuto tendineo pare abbia uno scadimento pi lento rispetto ai tessuti contrattili. 5

Riserva di flessibilit
Eil valore ottenuto dalla differenza tra la flessibilit muscolomuscolotendinea attiva (FMTA), valutabile quantitativamente attraverso la capacit dellatleta nel raggiungimento di una grande escursione di movimento grazie allazione attiva dei muscoli scheletri e la flessibilit muscolomuscolo-tendinea passiva (FMTP). (FMTP) . Sempre maggiore della precedente determinata attraverso lampiezza del movimento realizzabile grazie allapplicazione di forze esterne (aiuto dellallenatore, sovraccarichi, elastici, ecc.. ecc..) ). (Schnabel, Harre, Borde 1988 1988, , Platonov 2004) 2004).
1. 2.

Schnabel D., Harre D., Borde A., Scienza dellallenamento, Ed. Arcadia, Modena 1998, pp. 148148-149 Platonov V., Lorganizzazione dellallenamento e dellattivit di gara, Teoria generale della preparazione degli atleti negli sport olimpici, ed. Calzetti e Mariucci, Perugia 2004, p.p. 167167-168)

La riserva di mobilit

Centro di rotazione Articolare (CRA)

MOBILITA PASSIVA (MP) MOBILITA ATTIVA (MA) RISERVA DI MOBILITA (RM)


7

La mobilit dellapparato locomotore o mobilit composta


Definizione: capacit di eseguire i pi svariati movimenti biobio-meccanici attraverso il massimo grado di escursione articolare o range of motion (R.O.M.)

Mobilit composta
Mobilit Articolare (MA)

Flessibilit Muscolo-tendinea (FMT)


8

A
Anca

Enartrosi
Spalla

Diartrosi (mobili)

Suddivisione della MA
Mobilit articolare

Mobilit Articolare passiva

Mobilit Articolare attiva

Cfr, Platonov V., Fondamenti dellallenamento e dellattivit di gara, Ed. Calzetti e Mariucci, Perugia 2004, pp. 377-378

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Suddivisione della FMT


Flessibilit muscolo-tendinea

Passiva

Attiva

Statica

Dinamica

Cfr, Bellotti P., Matteucci E.,Allenamento sportivo, Ed. Utet, Torino 1999, pp. 11 114-115

Qual la migliore tecnica per allenare la flessibilit muscolomuscolotendinea


Balistico, statico o PNF? La bibliografia internazionale riporta il PNF come la migliore tecnica di allungamento muscolare per lincremento della flessibilit (Sady 1982, Chalmers 2004, Funk 2005)
1.

2.

3.

Sady SP, Wortman M, Blanke D. Flexibility training: training: ballistic, static or proprioceptive neuromuscular facilitation? Arch Phys Med Rehabil. Rehabil. 1982 Jun; Jun ;63 63( (6):261261-3. Funk DC, Swank AM, Mikla BM, Fagan TA, Farr BK BK. .Impact of prior exercise on hamstring flexibility: flexibility: a comparison of proprioceptive neuromuscular facilitation and static stretching stretching. . J Strength Cond Res. Res. 2005 Feb; Feb;19 19( (1):27 27-32 32. . Chalmers G, Re-examination of the possible role of Golgi tendon organ and muscle spindle reflexes in proprioceptive neuromuscular facilitation muscle stretching. Sports Biomech. 2004 Jan;3(1):159-83.

12

Risulta essere riconosciuto che lallenamento longitudinale attraverso lo stretching produce un incremento della flessibilit (Worrel et al 1994).

Stretching e allenamento della flessibilit muscolomuscolo-tendinea


Pu regredire velocemente dopo poche settimane dallarresto dellattivit (Issurin (Issurin. ., Lustig 2004) 2004) e come sia dunque consigliabile un allenamento costante di tale capacit. capacit. Cm

Cm

Tempo

Tempo

Worrel T.W, Smith T.L., Winegarder J., Effect of hamstring stretching on muscle performance, J. Orstop. Sport Phys. Ther. 1994, 20, pp. 154 159 Issurin V., Lustig G., L'effetto residuo dell'allenamento, SDSSDS-Scuola dello Sport, 2004, (60(60-61): 13 25 25-29

Stretching e prevenzione
Pare che lo stretching non abbia effetti particolari sulla prevenzione degli infortuni (Herbert, Gabriel 2002, Bisciotti 2005). Inadeguata Riscaldamento
preparazione
errato

Altri studi la riterrebbero valida come attivit preventiva per la riduzione di rischi di lesioni muscolomuscolo-articolari (Holcomb (Holcomb 2000)
1. 2. 3.

Herbert R.D. , Gabriel M., Effects of stretching before and after exercising on muscle soreness and risk of injury: systematic review, BMJ 2002, Anno 2002, n 325, pp. 468 470 Bisciotti G.N, Stretching: una visione critica, Sport e Medicina, Marzo-Aprile 2005, pp.1729 Holcomb W.R., Stretching and Warm-up. In Essentials of Strenght Training and Conditioning. T.R. Baechle an R.W. Earl, eds Champain, IL: Human Kinetics, 2000. pp.321 342

14

Stretching e riscaldamento
Pare che lo stretching non abbia effetti sul riscaldamento (Van Mechelen et al al. . 1993) 1993). Leffetto del riscaldamento dinamico e della seduta di allenamento in genere partecipano allincremento della flessibilit. flessibilit. Tale risultato sarebbe ottenuto attraverso una riduzione della rigidit dei muscoli e un aumento del distacco dei ponti stabili di miosina (Proske, Morgan 1999) 1999). Al contrario, lincremento della temperatura corporea, generato senza lassociazione di unadeguata attivit motoria dinamica, come ad esempio limmersione in acqua calda, non evidenzierebbe alcun effetto positivo sullaumento della flessibilit muscolomuscolo-tendinea (Burke et al al. . 2001 2001) ). Alcuni studi affermerebbero che il riscaldamento diminuirebbe la rigidit muscolomuscolotendinea (stiffness) e articolare (Wright 1960, 1960, Wright 1973) 1973).
1. 2. 3.

Van Mechelen W., Hlobil H., Kemper H. C, Voorn W.J, de Jongh H. R., Prevention of running injuries by warm-up, cool-down, and stretching exercises, Am.J. Sports Med., 21, 1993, 5, 711-719. Proske U., Morgan DL., Do cross-bridges contribute to the tension during stretch of passive muscle? J Muscle Res Cell Motil, 1999 Aug., 20 (5-6): 433-42. Rewiew. Burke D.G, Holt L.E., Rasmussen R.,.Vossen N.F, Pelham T.W., Effects of Hot or Cold Water Immersion and Modified Neuromuscular Facilitation Flexibility Exercise on Ha Length, J Athl Train. 2001 March; 36(1): 1619.

15

Stretching passivo Prima del warm-up: aumentare i ROM articolari Warm-up GENERALE: Aumenta la flessibilit, ma soprattutto lefficienza neuro-muscolare e metabolica Warm-up SPECIFICO: PER ATTIVAZIONE NEURO MUSCOLARE SPECIFICA Stretching passivo: MA LO SPORT E DINAMICO Stretching DINAMICO: PRESENTE SPESSO NEL RISCALDAMENTO SPERCIFICO

Competizione
16

Stretching e performance
Se somministrato prima della prestazione sportiva pare possa peggiorare il rendimento dellatleta (Kokkonen et al al. . 1997, 1997, Wiemann, Klee 2000 2000, , Young, Elliot 2001, 2001 , Gilles et al. 2004, Brandenburg 2006 ). Altri autori evidenzierebbero come la somministrazione di stretching prima di una prestazione di Cmj in particolare nel sesso femminile non determini variazioni al. . 2005) 2005). significative nella loro capacit di salto (Unick et al Kokkonen et al al. . (2007) 2007) studiando gli effetti della somministrazione dello stretching statico in modo longitudinale per la durata di 10 settimane ha verificato incrementi significativi della flessibilit, della forza esplosiva esplosiva-elastica del salto in lungo, nello sprint dei 20 20m, m, della forza massima e della forza resistente sia nella flessione che estensione del ginocchio. ginocchio.
1.

Wiemann K., Klee A., Die Bedeutung von Dehnen und Stretching in der Aufwarmphase vor Hochleistungen, Leistungssport, 52, 2000, 4, 5, 9 (traduzione italiana a cura di M. Gulinelli, Stretching e prestazioni sportive di alto livello, SDS-Scuola dello Sport, 2000, 49, pp. 9-15 Young W., Elliot S., Acute effect of static stretching, proprioceptive neuromuscular facilitation stretching, and maximum voluntary contration on explosive force production and jumping performance, Research Quarterly for Exercice and Sport, 72, 2001, 3, 273-279 17

1.

Stretching e performance
1.

Kokkonen J., Nelson A. G., Cornwell A., Acute muscle stretching inhibits maximal strength performance, Research Quarterly for Exercice and Sport, 69, 1997, 4, 411-415 Cometti G., Ongaro L., Alberti G., Stretching e performance sportiva (parte prima), Rivista SDS CONI, Anno XXIII, Gennaio Giugno 2004, n 60- 61, pp. 47 59 Cometti G., Ongaro L., Alberti G., Stretching e performance sportiva (parte seconda), Rivista SDS CONI, Anno XXIII, Luglio Dicembre 2004, n 62-63, pp. 33 40 Unick J., Kieffer HS HS. ., Cheesman W., Feeney A., The acute effects of static and ballistic stretching on vertical jump performance in trained women. J Strength Cond Res. 2005 Feb;19(1):206-12. Brandenburg JP, Duration of stretch does not influence the degree of force loss following static stretching, J Sports Med Phys Fitness. 2006 Dec;46(4):526-34. Kokkonen J, Nelson AG, Eldredge C, Winchester JB., Chronic static stretching improves exercise performance, Med Sci Sports Exerc. 2007 Oct;39(10):1825-31.
18

2.

3.

4.

5.

6.

Stretching e temperatura corporea


Variazione in funzione della temperatura corporea (Proske, Morgan 1999)
1.

Proske U., Morgan DL., Do crosscross-bridges contribute to the tension during stretch of passive muscle? J Muscle Res Cell Cell Motil, 1999 Aug., 20 (5(5-6): 433433-42. Rewiew

19

Variazione circadiane e infradiane della flessibilit muscolomuscolo-tendinea


Variazione in funzione dellora del giorno (Martin et al. 1997, Zaciorskij 1970, Baxter, Reilly 1983, Fathallah et al. 1995, Bulatova, Platonov 1997 ) Variazione durante la seduta di allenamento (Gollin et al. 2006) Diminuzione notturna della flessibilit muscolomuscolo-tendinea (Hollman e Hettinger in Bulatova, Platonov 1997, Russell, Weld, Pearcy, Hogg , Unsworth 1992 ) In soggetti sedentari, la capacit di elongazione miomio-tendinea ha mostrato differenze percentuali del 55-10%, tra le 11.00 e le 13.00 e tra le 16.00 e le 19.00, rispetto ai valori basali misurati di mattino presto (Hill, Smitth 1991 in Bulatova, Platonov 1997). Importante incremento della flessibilit dal mattino alla sera (Baxter, Reilly 1983)

20

Variazione circadiane e infradiane della flessibilit muscolomuscolo-tendinea


1.

Martin D., Martin K., Lehenertz K., Manuale di teoria dellallenamento, Ed Ed. . Societ Stampa Sportiva, Roma 1997, 1997, pp pp. . 213213-214 Gollin M., Luciano A., Colombero G., Dutto L., Simonetti L., La variazione della flessibilit durante la seduta di allenamento, SDSSDS-Scuola dello Sport, 2006 2006, , (69 69) ): 31 31-40 Zaciorskij V.M., Le qualit fisiche dello sportivo, Ed Ed. . Atletica Leggera, traduzione a cura di Sergio Zanon, Vigevano 1970 1970: : 170 Baxter C, Reilly T., Influence of time of day on all-out swimming, Br J Sports Med. 1983 Jun, 17(2):122-7 Fathallah FA, Marras WS, Wright PL. Diurnal variation in trunk kinematics during a typical work shift, J Spinal Disord. 1995 Feb;8, (1) :20-5. Bulatova M.M., Platonov V.P., Ritmi circadiani ed attivit dallenamento e di gara, SDS, anno XVI, n 39, Luglio-Settembre 1997: 20-27 Russell P, Weld A, Pearcy MJ, Hogg R, Unsworth A., Variation in lumbar spine mobility measured over a 24-hour period., Br J Rheumatol.,1992, 31(5): 329-32.

1. 2.

3.

4.

5.

1.

21

Forza esplosivo elastica e flessibilit muscolomuscolo-tendinea


Si evidenzierebbe come lo stretching abbia effetti sulla

viscosit delle strutture mio-tendinee ma non sulla loro componente elastica (Kubo et al. 2002).
Alcuni studi affermerebbero che il riscaldamento diminuirebbe la rigidit muscolo muscolo-tendinea (stiffness) e articolare (Wright 1960 1960, , Wright 1973) 1973).
1.

Kubo K., Kanehisa H., Fukunaga T., Effect of stretching training on the viscoelastic properties of human tendon structures in vivo, Vol. Vol. 92 92, , Issue 2, 595595 -601 601, , February 2002 Wright V., Johns R.., Physical factors concerned with the stiffness of normal and diseased joints, Bull Johns Hopkins Hosp, 1960, Apr, 106, 215215-231. Wright V., Stiffness: a review of its measurement and physiological importance, Physiotherapy, 59, 1973, 4, 107107-111

2.

3.

22

Stretching e tipologia di sport


Anaerobico lattacido Anaerobico alattacido ad ampio range di movimento

Aumento della rigidit muscolare post training

Diminuzione della rigidit muscolare post training

Weineck J., Lallenamento Ottimale, Ed. Calzetti e Mariucci, Perugia 2009: 156-157

Gollin M, Strength, flexibility and heart rate in women practicing karate. Book Abstracts, Ed. Calzetti e Mariucci: 213-214

23

Tempo di mantenimento dello stretching statico


Si evidenziano pareri discordanti, dai 10 ai 30 secondi del suo ideatore (Adersen 1980), ai 6 secondi di Sady et al. (1981). Altri ricercatori nella ricerca della durata ottimale di mantenimento dello stretching statico, confrontarono i 10 i 20 e i 30 secondi, non trovando variazioni significative tra le differenti tempistiche, concludendo che 10 secondi erano sufficienti al mantenimento dellesercizio (Borms , Van Roy , Santens, Haentjens 1987 1987) ). Mentre altri studiosi confrontando rispettivamente i 15, i 30 e i 60 secondi notarono come 30 secondi fossero meglio che 15, ma che 60 secondi non erano significativi in confronto ai 30 (Bandy, Irion 1994, Bandy, Irion, Briggler 1997).

5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60
ns ns
1. 2.

Aderson B., Stretching, Shelter Publication, California U.S.A., 1980. Ristampa, Ed. Mediterranee, Roma 1994: 10-12 Sady SP., Wortman M., Blanke D., Flexibility training: ballistic, static or proprioceptive neuromuscular facilitation?, Archives of physical medicine and rehabilitation, 1982, 63 (6):26124 263.

Tempo di mantenimento dello stretching statico


Roberts e Wilson (1999) analizzarono come 15 secondi fossero meglio di 5 sullallungamento miomio-tendieo attivo ma non su quello passivo. Nel determinare se la durata dello stretching statico prima di una performance di forza ne determinasse un calo furono utilizzati tempi di applicazione degli esercizi, di 15 e 30 secondi, valutando che entrambe le tempistiche fossero da sconsigliare prima della performance (Brandenburg (Brandenburg 2006).
1. 2. 3. 4. 5.

Borms J, Van Roy P, Santens JP, Haentjens A., Optimal duration of static stretching exercises for improvement of coxo coxo-femoral flexibility, J Sports Sci Sci. . 1987 Spring; Spring;5(1):39 39-47 47. . Bandy WD, Irion JM, The effect of time on static stretch on the flexibility of the hamstring muscles, Phys Ther Ther. . 1994 Sep; Sep;74 74( (9):845845-50 Bandy WD, Irion JM, Briggler M, The effect of time and frequency of static stretching on flexibility of the hamstring muscles, Phys Ther. Ther. 1997 Oct;77(10):1090Oct;77(10):1090 -6. Roberts JM, Wilson K., Effect of stretching duration on active and passive range of motion in the lower extremity, Br J Sports Med Med. . 1999 Aug; Aug ;33 33( (4):259259-63 63. . Brandenburg JP, Duration of stretch does not influence the degree of force loss following static stretching, J Sports Med Phys Fitness Fitness. . 2006 Dec; Dec ;46 46( (4):526526-34 34. .
25

Le varie forme di stretching


Stretching Statico (SS) 2. Allungamento Passivo (SP) 3. Allungamento Dinamico (AD) e Balistico (AB)
1. 4. 5.

Metodica P N F (CR) Metodica P N F (CRAC)

Cfr, G.N. Bisciotti, Stretching: una visione critica, Sport e Medicina, Marzo-Aprile 2005, pp. 17-29. Cfr. G. Wydra, Lo stretching ed i suoi metodi, SDS, anno XX, n51, Gennaio-Marzo 2001, pp. 39-47. Cfr, J. Weineck, Lallenamento ottimale, Ed. Calzetti e Mariucci, Perugia 2001, p. 428.
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1 - Stretching Statico (SS)


Raggiungimento della massima posizione di allungamento muscolare da parte dellatleta
Mantenimento della postura da 15 a 30 secondi progressivi, senza raggiungere la soglia del dolore

Sicuro, di facile apprendimento e facile esecuzione

Prevede un riscaldamento organico generale prima della sua effettuazione

Dispendio energetico Contenuto da parte dellatleta


Bay-passa il riflesso da Stiramento, rilassa il muscolo agendo sui GTO

La pratica sul campo evidenzia 3 4 serie per esercizio con recupero di circa 30 secondi

Tale forma di stretching non specifica per gli sport dinamici


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2 - Stretching Passivo (SP)


Raggiungimento della massima posizione di allungamento muscolare grazie allintervento del trainer o strumenti specifici
Mantenimento della postura da 15 a 30 secondi progressivi

Va prestata particolare attenzione da parte delloperatore Prevede un riscaldamento organico generale prima della sua effettuazione Dispendio energetico nullo da parte dellatleta Bay-passa il riflesso da Stiramento Utile nei processi riabilitativi non per gli sport dinamici
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Permette un allungamento che pu andare al di l del ROM attivo

La pratica sul campo evidenzia 3 4 serie per esercizio con recupero di circa 30 secondi

3 - Allungamento Dinamico (AD)


Nellallungamento dinamico non si prevede una tecnica rimbalzante alla fine dellesercizio la velocit e controllata Non per principianti
Non si forza mai Il ROM naturale Si raggiunge il massimo allungamento gradualmente Prevede un riscaldamento organico generale prima della sua effettuazione Si Bay-passa il riflesso da Stiramento con lallenamento
Utile per gli sport dinamici (es. giochi di squadra)

La pratica sul campo evidenzia 3 4 serie per esercizio da 10/20 ripetizioni con rec. di 30/60 sec. [1]

Pu creare microtraumi

[1] Cfr., D. Martin, K. Martin, K. Lehenertz, Manuale di teoria dellallenamento, Ed. 29 Societ Stampa Sportiva, Roma 1997, p. 223.

3.1 - Allungamento Balistico (AB)


Nellallungamento balistico si prevede una tecnica ritmica rimbalzante alla fine dellesercizio Non per principianti
Forza il ROM naturale verso i limiti massimi Si raggiunge il massimo allungamento gradualmente Prevede un riscaldamento organico generale prima della sua effettuazione
Si Bay-passa il riflesso da Stiramento con lallenamento

Utile per gli sport dinamici (es. giochi di squadra) La pratica sul campo evidenzia 3 4 serie per esercizio da 10/20 ripetizioni con rec. di 30/60 sec. [1]
E il pi criticato per il suo potenziale traumatico

[1] Cfr., D. Martin, K. Martin, K. Lehenertz, Manuale di teoria dellallenamento, Ed. 30 Societ Stampa Sportiva, Roma 1997, p. 223.

4 - Stretching P N F (Propioceptive neuromuscular facilitation)


Lassunto fisiologico su cui si basa la tecnica PNF, fa riferimento al fatto che in seguito ad una contrazione isometrica il muscolo interessato sia in grado di promuovere, grazie allazione inibitrice degli organi tendinei del Golgi (GTO), una successiva fase di rilassamento.

Riscaldamento + Allungamento passivo del muscolo per 10/15 secondi

Contrazione Isometrica per 10/15 secondi

Nuovo allungamento passivo del muscolo per 10/15 secondi

Si eseguono circa 3 - 4 serie con recupero dai 30 ai 60 secondi

Metodica contrazionecontrazione-rilassamento (CR): contract contract-relax 31

5 - Stretching P N F (Propioceptive neuromuscular facilitation)


Riscaldamento + Allungamento passivo del muscolo agonista per 10/15 secondi
Sfrutta il principio dellinibizione reciproca: contrazione agonista rilassamento antagonista

Contrazione Isometrica muscolo agonista per 10/15 secondi

Contrazione Isometrica muscolo antagonista per 10/15 secondi

Nuovo allungamento passivo del muscolo agonista per 10/15 secondi

Si eseguono circa 3 - 4 serie con recupero dai 30 ai 60 secondi

Metodica contrazionecontrazione-rilassamento (CRAC): contractcontract -relaxrelax-antagonist antagonist-contract

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Scopo: Lo scopo dello studio stato quello di verificare, in un gruppo maschile (GMK) e uno femminile (GFK), praticanti Karate a livello nazionale se la flessibilit della muscolatura estensoria del rachide e della zona posteriore dellarto inferiore, subiscano delle modificazioni durante una specifica seduta di allenamento (UA) e se tale variazione possa essere correlabile alla forza misurata attraverso un test di tipo analitico quale il salto verticale con pre-caricamento elastico (Cmj).

Cosa possiamo analizzare?

Quindici atleti praticanti Karate a livello nazionale (IKyu, IDan, IIDan, IIIDan, nelle seguenti federazioni: FESIK, FIKTA, FILJKAM) e rispettivamente: Otto soggetti di sesso maschile (GMK); Sette soggetti di sesso femminile (GFK)

33

1 - Variazione della FMT misurata con il test della flessibilit dalla stazione eretta durante l allenamento (GMK).

Ts-Fmt-Se - Gruppo Maschile


10.0 7.5
Anova: **

Cm

5.0 2.5 0.0 TPre-R

** 93,1%

TPost-R T-Post-Tr T-Post-D

test

n soggetti: 8

Figura 1: Gruppo GMK, media e deviazione standard della FMT misurata con il Ts-FMT-Se, nei differenti momenti della seduta di allenamento: T-Pre-R; T-Post-R; T-Post-Tr; T-Post-D. P<0,001= ** (Anova di Friedman e Post-hoc) 34

2 - Variazione della FMT misurata con il test della flessibilit dalla stazione eretta durante lallenamento (GFK).

TS-FMT-Se - Gruppo Femminile


15
Anova: ***

10

Cm

** 46,63%

* 38,55% * 21,65%

0 TPre-R TPost-R T-Post-Tr T-Post-D TPost-D15


nsoggetti: 7

Test

nsoggetti: 7
Figura 2: Gruppo GFK, media e deviazione standard della FMT misurata con il Ts-FMT-Se, nei differenti momenti della seduta di allenamento: T-Pre-R; T-Post-R; T-Post-Tr; T-Post-D. P<0,05=* ; P<0,01= ** P<0,001= *** (Anova di Friedman e Post-hoc) 35

Flessibilit e diminuzione del riscaldamento


Gollin M., Luciano A., Colombero G., Dutto L., Simonetti L., La variazione della flessibilit durante la seduta di allenamento, SDS, anno 2006, n 69, Aprile-Giugno 2006, pp. 31-40
Cm
15,00 13,00 11,00 9,00 7,00 5,00 3,00 1,00 -1,00

GFK - Andamento della FMT misurata con il Ts-FMT-Se

15 minuti dopo

30 minuti dopo

TPre-R

TPost-R

T-Post-Tr

T-Post-D

TPost-D15

Test
36

Scopo: verificare, in un gruppo di sportivi, praticanti fitness a livello non agonistico, se la flessibilit della muscolatura estensoria del rachide e della zona posteriore dellarto inferiore, subisca delle modificazioni circadiane riconoscibili in un trend giornaliero diurno Il gruppo campione esaminato stato composto da 20 soggetti sportivi praticanti fitness muscolare e aerobico a livello non agonistico. I gruppi sono stati composti da: 12 soggetti di sesso maschile (Gm) la cui et era rispettivamente di 25 3 (media deviazione standard), il peso pari a 73 11 e laltezza pari a 1745 e otto soggetti di sesso femminile (Gf) la cui et era di 256, il peso pari a 566 e laltezza pari a 1668.

Cosa possiamo analizzare?

37

Analisi dei risultati


Variazione circadiana della flessibilit nel test dalla stazione e retta nel grupp o maschile
16 14 12 10 8 6 Cm 4 2 0 -2 -4 -6 -8 -10 6 9 12 Ora

nsoggetti: 12
Anova: ***

*
392,62%

***
422,15 %

Test Post-hoc

**
400,67% n.s. 369,80

398,66

** **
15 18 21

Media MediaES MediaDS

Analisi grafica del test Ts-FMT-Se nelle varie fasce orarie della giornata, nel gruppo maschile. P<0,05=* ; P<0,01= **; P<0,001=*** (Test Post-hoc). 38

DETERMINAZIONE DEL NUMERO DI SERIE EFFICACI PER RAGGIUNGERE LA MASSIMA ELONGAZIONE MUSCOLO-TENDINEA (in corso di pubblicazione)
Massimiliano Gollin, Centro Ricerche Scienze Motorie, Unit di Allenamento e Performance, SUISM, Universit degli studi di Torino, Maurizio Gioda, Docente SUISM Torino. Alessandro Luciano, Centro di Medicina Preventiva e dello Sport, dellUniversit di Torino. Stefano Palma, Docente SUISM Torino. Luigi Casale, Comitato Piemontese F.I.T, S.d.S. CONI Piemonte, T.C. Monviso Grugliasco, Torino.

Scopo: Lo scopo della ricerca di individuare il numero delle serie utili al massimo allungamento muscolare senza percepire la sensazione di dolore. Un gruppo di atleti praticanti tennis agonistico stato sottoposto al test sit and reach che comporta una flessione anteriore del busto dalla stazione seduta, eseguito in modo lento e progressivo per inibire il fuso neuro-muscolare e codificato con uno specifico protocollo. Il test, proposto come vero e proprio esercizio ripetuto ad intervalli regolari di 30 secondi. Il tempo massimo di allungamento statico raggiunto stato mantenuto per circa 21 secondi. Le misure ripetute del test hanno indagato se la muscolatura estensoria del rachide ha un trend di elongazione muscolare individuabile in un numero probante di serie efficaci al massimo allungamento. Il campionamento delle variabili stato effettuato, in prima istanza senza la somministrazione di warm up e 15 giorni dopo, in condizioni standardizzate di warm up.

39

Minimo ROM senza warm-up vs minimo ROM con warm up


44

Massimo ROM senza warm-up vs massimo ROM con warm-up


50

nsoggetti : 15
42 40

nsoggetti : 15
48 46

38
44

36 Cm 34
Cm 42 40 38 36 34 32 30 Max ROM Senza warm-up Max ROM con warm-up

32 30 28 26 24 22 Min ROM Min ROM - Warm-up

*** 13,7%

Cambia il basale
Media MediaES MediaDS

n.s. 2,3%

Non cambia il massimale


Media MediaES MediaDS

Numero di serie per raggiungere il massimo ROM


15
n.s. - 14,2%

Riscaldamento

n Serie

10

12 serie

10 serie

0 Senza riscaldamento Con riscaldamento

40

Bibliografia
Gollin M, Strength, flexibility and heart rate in women practicing karate. Book Abstracts, Ed. Calzetti e Mariucci: 213-214 Gollin M., Gioda M., Luciano A, Palma S. Casale L., Determinazione del numero di serie efficaci per raggiungere la massima elongazione muscolo-tendinea, in corso di pubblicazione su SDS - Rivista di Cultura Sportiva Gollin M., Baseggio L., Luciano A., Ritmi Circadiani e flessibilit muscolo-tendinea, SDS - Rivista di Cultura Sportiva, 2008, (78): 63-70 Gollin M., Luciano A., Colombero G., Dutto L., Simonetti L., La variazione della flessibilit durante la seduta di allenamento, SDS - Rivista di Cultura Sportiva, 2006, (69): 31-40 Gollin M., Lallenamento della mobilit: Le tecniche di allungamento muscolare, Professione Fitness, 2007, 4: 42 45 Gollin M., Lallenamento della mobilit: linee guida, Professione Fitness, Maggio Giugno, 2007, 3: 68-72 Gollin M., La misurazione della mobilit motoria, Professione Fitness, Marzo Aprile, 2007, 2, 68 72 Gollin M., Fattori specifici condizionanti la mobilit articolare, Professione Fitness, 2007,1:80 84 Gollin M., La mobilit dellapparato motorio, Professione Fitness, Novembre Dicembre, 2006, 6: 78 81
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