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LALTRA MEDICINA/52 mile Cou Raymonde Charpentier

Autosuggestione cosciente Lo straordinario metodo di . Cou Per migliorare salute e comportamento Con lutilizzazione di semplici formule

Edizioni di red./studio redazionale

Autori

mile Cou Raymonde Charpentier Grafica Paolo Giorno Coordinamento Paolo Cassella Traduzione Daniela Garavini dalle edizioni originali: mile Cou La maitrise de soi-mme, Editions Oliven, Paris; @1962 Raymonde Charpentier L'autosuggestion et son application pratique Editions des Champs-Elyses, Paris; @1958 Redazione Angela Cerinotti editore Red/studio redazionale@ via Volta 43, 22100 Como I edizione: 1986

Gli autori mile Cou, inventore del metodo noto come autosuggestione cosciente o autosuggestione metodica, presentato anche biograficamente nel capitolo introduttivo. Ma occorre ancora aggiungere che, a differenza del contemporaneo e ben pi noto S. Freud, ha sicuramente privilegiato la prassi rispetto alla teoria: la sua attivit fu infatti incredibilmente intensa e il suo carisma personale ineguagliabile, come
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risulta dalla documentazione relativa agli interventi e alle guarigioni ottenute con l'applicazione del suo metodo. Al contrario, la sua produzione scritta quanto mai esigua e per di pi, come il lettore stesso potr costatare dalla lettura del primo dei suoi tre brevi scritti, corrispondente alla prima sezione di questo libro, caratterizzata da uno stile assai semplice, quasi dimesso, sicuramente e volutamente alla portata di tutti. Raymonde L. Charpentier, con Philip Remy che le ha inizialmente fatto da guida, appartiene al gruppo dei pi fedeli e convinti continuatori dell'opera di Cou, come dimostra la sua lunga attivit di insegnante presso l'Istituto Cou di Parigi, cui si accostata, giovanissima, nel 1923. Con l'opera che pubblichiamo, corrispondente a una serie di lezioni destinate ai suoi allievi, ha inteso fornire un aggiornamento circa i fondamenti teorici e le concrete possibilit applicative dell'autosuggestione metodica, senza tuttavia discostarsi in nulla dal pensiero del maestro. Con lui ha anche in comune un vivissimo senso morale e la convinzione che chi, per qualunque verso, si occupa della persona umana non pu mai esimersi dal porsi come obiettivo la sua piena e completa realizzazione.

Non la volont, ma l'immaginazione la prima facolt dell'uomo. mile Cou

Come utilizzare nel modo migliore questo libro La prima sezione di questo libro, dopo un capitolo introduttivo, costituisce un approccio operativo all'autosuggestione cosciente: pertanto rivolta a chi vuole insegnare a un individuo ad autosuggestionarsi, a chi vuole risolvere autonomamente con questo metodo le proprie difficolt fisiche o morali, infine a chi vuole integrare il ricorso alla suggestione in un progetto educativo di genitore o insegnante. Lo stile assai semplice e le molte scansioni del testo consentono un apprendimento graduale e sistematico del metodo.

I primi quattro capitoli della seconda sezione analizzano i fondamenti del metodo di Cou e li collegano alle conoscenze scientifiche successivamente acquisite. A questa sistemazione teorica, condotta da R. L. Charpentier, segue nella stessa sezione una parte relativa alle applicazioni pratiche del metodo, che riprende puntualmente e integra la prima sezione. Il lettore chiamato a porvi particolare attenzione, soprattutto l dove sono esposte le condizioni, gli accorgimenti e le varie formule da utilizzare nelle diverse circostanze. La terza sezione, infine, documenta il successo e rende conto delle principali cause di insuccesso del metodo di Cou, svolgendo in questo senso una funzione 'preventiva', onde evitare gli errori pi comuni. I brevi passi riportati dalle lettere inviate a Cou, lungi dal fornire un quadro completo della sua attivit, offrono un campionario dei disturbi e dei problemi che la pratica del metodo riuscita in particolare a risolvere.

Il metodo dell'autosuggestione di Cou mile Cou: l'uomo e l'opera mile Cou nato a Troyes, in Francia, il 26 febbraio 1857, da una famiglia assai modesta. Le difficili condizioni materiali non hanno fiaccato, ma, semmai, consolidato il suo desiderio di studiare: dopo tre anni di apprendistato in un laboratorio farmaceutico, si reca a Parigi per iscriversi alla Scuola di Farmacia. Accettato come interno nel 1881, si trattiene due anni presso l'Ospedale Necker, dando lezioni per vivere. Infine, superato l'ultimo esame, rileva una farmacia a Troyes. Qui mette a punto il metodo dell'autosuggestione cosciente traendone originariamente l'ispirazione da un'attenta osservazione dei suoi clienti. infatti colpito, in coloro che gli si presentano, ansiosi o pieni di speranze verso la medicina prescritta, dall'importanza del 'morale' sull'efficacia del rimedio. Egli nota cio il ruolo fondamentale che svolgono la fiducia o il timore, la forza della parola incoraggiante, il valore del consiglio dato con benevolenza.

Ritiratosi nel 1910 a Nancy, citt originaria della moglie, si dedica totalmente ai suoi studi, facendone esperienza concreta su un'incredibile quantit di pazienti, che si presentano sempre pi numerosi presso quella che ormai diventata la Nuova Scuola di Nancy, e prodigandosi febbrilmente in viaggi, conferenze, sedute collettive di suggestione. Volutamente modesta e a tutti accessibile la sua produzione scritta: tre 'libretti' in tutto, la Matrise de soi-mme (La padronanza di s), Ce queje dis (Ci che io dico), Ce quej'ai fait (Ci che ho fatto). Muore il 2 luglio 1926.

Il valore di una teoria La validit di una teoria, laddove siano in gioco fattori emozionali profondi, come quelli connessi all'esperienza del dolore e della malattia, o alla paura della morte, non si misura certo dalle folle che accorrono a implorare la salute presso un taumaturgo, o si votano a questa o quella medicina alternativa.

Proprio mile Cou, di cui questo libro intende ricostruire e riproporre la dottrina e l'opera, ha ben chiaro come in questi casi, anche di fronte a inequivocabili successi, giochi una parte determinante quel fenomeno psichico di primaria importanza da lui definito auto-suggestione. Le folle, anzi, che da un certo periodo in poi della sua vita sono accorse sempre pi numerose da Cou, in particolare presso la Nuova Scuola di Nancy di cui era il capo, hanno nociuto pi che giovato alla fama del farmacista francese, determinando il sospetto e l'avversione della scienza ufficiale e facendolo indiscriminatamente assimilare ai ciarlatani e ai dispensatori di false promesse, al suo tempo come oggi tutt'altro che rari. Fate il nome di Cou in una conversazione - scriveva Andr Dumas, direttore dell'Istituto Cou, congedando nel 1962 un'edizione francese della Matrise de soi-mme - e nove volte su dieci il vostro interlocutore abbozzer un sorrisetto, o far una battuta ironica, del tipo: 'Ah s!, non ho mal di denti, e nemmeno mal di fegato e neanche una gamba di legno. Infatti, ed paradossale, tutti hanno sentito parlare di Cou, ma ben pochi sono coloro che non gli attribuiscono idee sciocche, che conoscono il suo metodo, le basi su cui si fonda e i risultati che pu raggiungere.

Cou, oggi Ma la validit di una teoria non si misura nemmeno dalla sua risonanza nel mondo della scienza ufficiale, dal prestigio di un nome, dalla frequenza della sua citazione nei congressi, dal costituirsi di un'autorit personale, nel senso classico del termine. I fattori in gioco sono, in questo caso, assai complessi e le dinamiche che interagiscono meritano, per ogni caso, un'attenta valutazione critica. Si misura invece, ci sembra, dalla sua fertilit concreta nella storia, indipendentemente dal fatto che chi vi ricorre sia consapevole o no della legittima paternit della teoria. il caso di Cou. L'opera geniale del modesto farmacista di Nancy prosegue Andr Dumas - il risultato di osservazioni pazienti e la sua unica aureola quella di un solido buon senso, un valore assai raro, purtroppo, e tenuto in poco conto al giorno d'oggi. L'opera di Cou forse ignorata o dimenticata? Essa non solo viene messa in pratica sia in Europa sia in America da migliaia di persone che ne traggono giovamento, ma anche usata e designata con diversi termini da sistemi che hanno in comune il fatto di lasciare nell'ombra il nome del grande pioniere. Ci si meraviglia dei risultati ottenuti con la cura del sonno, si parla nuovamente delle applicazioni mediche
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dell'ipnosi, abbandonata per una cinquantina d'anni ai palcoscenici dell'avanspettacolo; i giornali pubblicano articoli sul rilassamento, sul training autogeno, dove il nome di Cou bandito, ma in cui abbondano le formule di autosuggestione metodica che egli raccomandava gi cinquant'anni fa. Si vendono registratori a basso volume per imparare dormendo, senza fatica, che sono una semplice applicazione tecnica del metodo dell'illustre iniziatore. Il potere della suggestione viene messo in dubbio, ma si paria con giustificata inquietudine del lavaggio del cervello. Di Cou e del suo metodo sorridiamo e invece obbediamo automaticamente alle suggestioni che la pubblicit e la propaganda, regine della nostra epoca, riversano nel nostro subcosciente. L'opera di Cou contiene gi tutto quello che si crede o si pretende di scoprire riguardo all'utilizzazione metodica del subcosciente. Con un linguaggio chiaro e accessibile a tutti, egli ha indicato gli sviluppi e le immense conseguenze che esso pu avere nell'ambito della terapeutica, dell'insegnamento, dell'educazione e della formazione morale.

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Una medicina 'umana' Che gli insegnamenti di Cou possano avere un'utilizzazione terapeutica implicito nei loro stessi fondamenti teorici e metodologici. Noi sappiamo che spesso il successo di un medico - scrive nel 1958 il dottor Houlbert, in servizio presso l'Ospedale termale di Vichy - dovuto all'autorit che riesce ad avere sul proprio paziente. Senza nemmeno accorgersene, imporr la fiducia con i suoi gesti, il suo comportamento, la sua chiara simpatia, la sua dolcezza, la sua comprensione, il suo modo di parlare, che, tra l'altro, sar diverso per ogni paziente. Atteggiamento, parole, intonazione della voce sono altrettanti apporti benefici e suggestioni benefiche che, attraverso il meccanismo individuato da Cou, si tramuteranno in autosuggestioni abbastanza potenti da contribuire alla guarigione. D'altronde, tra paziente e medico vanno considerati due casi estremi, naturalmente con tutte le sfumature intermedie.

Il paziente presenta dei disturbi funzionali pi o meno gravi, molto spesso nutriti e aggravati da un pessimismo di fondo.

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Delle appropriate suggestioni prenderanno in contropiede la brutta partenza e il malato, meglio disposto, potr pi facilmente guarire. La malattia pu essere invece organica, infettiva, epidemica. Ovviamente, la suggestione da sola non ha la pretesa di combattere l'agente infettivo. Tuttavia una cattiva disposizione del morale contraster con quella che a ragione viene chiamata la natura medicatrix, la natura che guarisce. Il malato avvilito non dar nessun aiuto alla normale resistenza dell'organismo contro l'agente patologico esterno, ma la sua disposizione mentale sar negativa e distruttiva. Senza difese contro l'infezione, e tradito da se medesimo, il paziente incontrer molte difficolt nella guarigione. La sua sola volont sar incapace di fornirgli gli elementi necessari a un salubre riequilibrio psichico.

Se invece quella batteria ad accumulatori che l'inconscio viene caricata metodicamente in senso positivo, si tratter di una forza in pi, che agir proprio come un motore ausiliario in grado di decuplicare la potenza della vitalit naturale e quella dei tarmaci prescritti con giudizio.

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chiaro quindi che aiuto potente rappresenti la suggestione, se ben compresa, per il medico che sappia e voglia utilizzarla. Ma questo aiuto, troppo spesso trascurato, molto poco conosciuto e spesso svalutato. Per alcuni puerile, per altri ridicolo. Chi o che cosa puerile? O ridicolo? Cou, oppure coloro che vogliono trinciare giudizi su ci che non conoscono perch non si sono presi la briga di studiare il problema o di applicare oggettivamente le regole del metodo da lui proposto?

Una volta rotto l'equilibrio psichico e psicofisiologico, il paziente, 'squilibrato' nel senso pi ampio del termine, se lasciato a se stesso in genere incapace di ritrovare l'equilibrio. qui che il metodo di Cou pu, con l'aiuto di un insegnante competente, neutralizzare il nervosismo, restituire la calma e la fiducia, stimolare le difese del paziente. Gli importantissimi strumenti di rilassamento e di distensione che gli vengono insegnati e il modo semplicissimo di praticare il metodo preparano il terreno e assicurano il massimo effetto alla terapia medica.

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Ben lungi dall'essere un concorrente, Cou diventa per il medico un collaboratore prezioso. lui che precisa e mette alla nostra portata la vera igiene psichica, indispensabile alla salute spirituale e morale, cos come l'igiene fisica indispensabile alla salute del corpo. Non si tratta di strade necessariamente parallele, ma che si uniscono, si sommano e si rafforzano a vicenda. Si realizza cos l'adagio del poeta latino Giovenale mens sana in corpore sano, una mente sana in un corpo sano.

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LA PADRONANZA DI S ATTRAVERSO L'AUTOSUGGESTIONE COSCIENTE

Questa sezione corrisponde all'omonima opera di Cou. Ne sono per state omesse alcune parti, giudicate troppo datate o non rilevanti ai fini della comprensione e dell'apprendimento del metodo.

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Appunti sull'uomo, questa strana creatura L'essere cosciente e l'essere incosciente Per capire bene i fenomeni della suggestione o, meglio, dell'autosuggestione, necessario tener conto che in noi esistono due individui, assolutamente distinti tra loro. Entrambi sono intelligenti: mentre per uno cosciente, l'altro non lo . Questa la ragione per cui, in generale, la sua esistenza passa inosservata. Eppure si tratta di un'esistenza che si pu constatare facilmente, se solo si vuole fare lo sforzo di considerare alcuni fenomeni e rifletterci qualche istante.

Il sonnambulismo Tutti conoscono il fenomeno del sonnambulismo, tutti sanno che un sonnambulo si alza durante la notte senza svegliarsi, esce dalla stanza dopo essersi vestito oppure no, scende le scale, attraversa corridoi e, dopo aver eseguito determinate azioni o compiuto un determinato lavoro, ritorna in camera sua, si corica nuovamente e il giorno dopo il primo a
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stupirsi nel trovare terminato un lavoro lasciato incompiuto la sera prima. Ed lui che lo ha fatto, anche se non ne sa niente. A quale forza ha obbedito il suo corpo se non a una forza incosciente, al suo essere incosciente? Effetti estremi dell'alcool Facciamo ora il caso, ahim troppo frequente, di un alcolizzato in preda a delirium tremens. Durante un accesso, si impadronisce di un'arma qualsiasi (coltello, martello, ascia che sia) e colpisce, colpisce furiosamente il malcapitato che gli si trova accanto. Quando, terminato l'accesso, l'uomo ritorna in s, contempla con orrore la carneficina che si offre alla sua vista, ignorando di esserne l'autore. Anche in questo caso, non forse l'inconscio che ha guidato il poveretto?

I 'poteri' dell'essere incosciente Se confrontiamo le caratteristiche dell'essere cosciente con quelle dell'essere incosciente, constatiamo che mentre il cosciente spesso dotato di una memoria infedele, l'incosciente, invece, fornito di una memoria meravigliosa, perfetta, che a
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nostra insaputa registra i minimi avvenimenti, i minimi fatti della nostra esistenza. Inoltre esso tende a credere e ad accettare senza controllo della ragione ci che gli si dice. E, dal momento che tramite il cervello presiede al funzionamento di tutti i nostri organi, avviene qualcosa che pu sembrare paradossale. Se ha acquisito la convinzione che questo o quell'organo funzioni bene o male, o che noi siamo stati colpiti da questa o quell'impressione, quell'organo davvero funziona bene o male oppure noi proviamo questa o quella impressione. L'inconscio non solo presiede alle funzioni dell'organismo, ma anche al compimento di tutte le nostre azioni, qualunque esse siano. quello che noi chiamiamo 'immaginazione' e che, contrariamente a quanto comunemente si crede, ci fa agire sempre, soprattutto contro la nostra volont, qualora vi sia antagonismo tra queste due forze.

Volont e immaginazione Se apriamo un dizionario e cerchiamo il significato della parola 'volont', troviamo questa definizione: 'facolt di determinarsi liberamente a compiere certe azioni'. Noi accettiamo come vera e inattaccabile questa definizione. Eppure non vi nulla
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di pi falso: la volont, che tanto fieramente rivendichiamo, cede sempre il passo all'immaginazione. una regola assoluta, senza eccezioni. Per convincervi, aprite gli occhi, guardatevi intorno e cercate di comprendere quello che vedete. Vi renderete conto che l'affermazione non campata in aria e nemmeno il parto di un cervello malato, ma la semplice enunciazione di ci che . Un semplice esperimento Supponiamo di appoggiare per terra un asse lungo dieci metri e largo venticinque centimetri: chiaro che chiunque saprebbe camminarci sopra da un'estremit all'altra, senza appoggiare i piedi a terra. Mutiamo le condizioni dell'esperimento e supponiamo invece che l'asse sia posto all'altezza del campanile di una cattedrale: quale persona sarebbe in grado di camminare, anche per un solo metro, su quello stretto appoggio? Dopo soli due passi comincerebbe a tremare e, nonostante tutti gli sforzi di volont, cadrebbe immancabilmente a terra. Perch allora non si cade se l'asse appoggiato a terra e si cade invece se l'asse in posizione elevata? Molto semplicemente perch, nel primo caso,
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la persona immagina che sar facile arrivare in fondo, mentre nel secondo immagina di non essere in grado di farlo. Se i muratori o i carpentieri riescono a compiere questa azione solo perch immaginano di poterla fare. La sola causa della vertigine, infatti, l'immagine che ci facciamo di essere sul punto di cadere; l'immagine si trasforma immediatamente in azione, nonostante tutti i nostri sforzi di volont, e lo fa tanto pi rapidamente quanto pi violenti sono i nostri sforzi. TANTI DISTURBI Avevo chiesto un mese di aspettativa per assistere alle sue sedute. Soffrivo di disturbi al tubo digerente e, in generale, del sistema nervoso. Fin dall'inizio dell'applicazione del metodo il miglioramento stato sensibile, il che mi ha fatto abbandonare imprudentemente la mia dieta e mi ha provocato nuovi dolori di stomaco e intestino. Ho per continuato l'autosuggestione e mi sono completamente liberata di un'enterite che mi affliggeva da quindici, diciotto anni e non ho pi avvertito dolori di stomaco, il mio sistema nervoso un p migliorato e, nonostante il sovrappi di lavoro di fine anno, sto molto meglio, come non mi succedeva da anni.

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Naturalmente faccio conoscere il metodo alle persone in grado di comprenderlo. Ne ho parlato con calore a un mio fratello, medico, scettico per ignoranza o meglio per incompleta conoscenza del metodo. E stato molto stupito del risultato ottenuto perch mi vedeva molto malata da anni, mi aveva fatto fare delle radiografie e conosceva il cattivo funzionamento dei miei organi. (E.C., Parigi)

Altri esempi Facciamo il caso di una persona che soffre di insonnia. Se non si sforza di dormire, rester tranquilla nel letto. Se invece vuole dormire, pi si sforza, pi si agita e pi difficilmente ci riesce. Non avete mai notato che pi cercate di ricordare il nome di una persona che credete di aver dimenticato e pi vi sfugge, fino a quando, sostituendo nella vostra mente l'idea adesso mi viene a quella l'ho dimenticato, il nome vi torna in mente da solo, senza il minimo sforzo? Chi va in bicicletta ricorda certamente gli inizi: sulla strada, aggrappati al manubrio, con il terrore di
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cadere. Improvvisamente, scorgendo in mezzo alla strada un ostacolo o anche solo un sassolino, si cerca di evitarlo, ma pi ci si sforza, pi gli si va contro. A chi non mai successo di avere un accesso di riso, cio di prorompere in una risata che scoppia tanto pi violentemente quanto pi violentemente ci si sforza di trattenerla? Qual il desiderio di ognuno in queste circostanze? Non voglio cadere, ma non posso impedirlo; voglio dormire, ma non posso; voglio trovare il nome di quella certa cosa, ma non posso; voglio evitare l'ostacolo, ma non posso; voglio trattenermi dal ridere, ma non posso. Come si pu vedere, in tutti questi conflitti l'immaginazione a vincere sulla volont, senza eccezioni. In questo stesso ordine di idee, non ci forse noto da molteplici resoconti che un comandante che si precipiti in avanti alla testa delle sue truppe se le porter sempre dietro, mentre il grido si salvi chi pu determina quasi fatalmente una fuga precipitosa? Perch? Perch nel primo caso gli uomini immaginano di dover andare avanti, nel secondo, al contrario, immaginano di essere sconfitti e che devono scappare per sfuggire alla morte.

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Si potrebbero citare mille altri esempi, ma c' il rischio che l'elenco risulti noioso. Un ultimo fatto, che dimostra l'enorme potenza dell'immaginazione nella sua lotta contro la volont. Ci sono alcolizzati che non vorrebbero bere pi, ma non possono impedirselo. Se li interrogate vi risponderanno con grande sincerit che vorrebbero essere sobri, che bere li disgusta, ma che sono irresistibilmente spinti a bere, nonostante la loro volont, nonostante sappiano quanto male faccia il bere. Allo stesso modo vi sono criminali che commettono crimini loro malgrado e, quando si domanda loro perch hanno agito in quel modo, rispondono: Non sono riuscito a impedirmelo, ero spinto da qualcosa, era pi forte di me. Noi quindi, che siamo cosi fieri della nostra volont, che crediamo di fare liberamente ci che facciamo, ma realt non siamo che dei poveri burattini i cui fili sono retti dalla nostra immaginazione. E continueremo a esserlo fino a che non avremo imparato a guidarla.

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Suggestione e autosuggestione Da quanto stato detto fin qui, possiamo paragonare l'immaginazione a un torrente che trascina fatalmente il disgraziato che vi si lasciato cadere, nonostante la sua volont di raggiungere la sponda. Il torrente appare indomabile, tuttavia, con opportuni interventi, pu essere deviato dal suo corso, incanalato verso una fabbrica, e qui la sua forza trasformata in movimento, calore, elettricit. Se non sufficiente questa similitudine, paragoneremo l'immaginazione a un cavallo selvaggio senza morso ne briglie. Cosa pu fare il cavaliere che lo monta, se non lasciarsi andare l dove il cavallo lo porta? Spesso allora, se quest'ultimo si adombra, si finisce in un fosso; Ma appena il cavaliere mette le briglie al cavallo i ruoli si invertono. Non pi il cavallo che va dove vuole, ma il cavaliere che gli fa seguire la strada che desidera. Adesso che ci siamo resi conto della forza enorme dell'essere incosciente o immaginativo, dimostrer che questo essere, considerato indomabile, pu essere facilmente domato allo stesso modo di un torrente o di un cavallo selvaggio.

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Una chiarificazione necessaria Prima di procedere, necessario definire accuratamente due parole che spesso si usano, senza ben conoscerle. Si tratta delle parole: suggestione e autosuggestione. Che cos' dunque la suggestione? La si pu definire come l'azione di imporre un'idea alla mente di una persona. Esiste davvero una tale azione? Propriamente parlando, no. La suggestione in s non esiste, pu esistere solo alla condizione sine qua non di trasformarsi in autosuggestione nel soggetto. Definiremo dunque questa parola come 'l'azione di imporre a se stessi un'idea'. Potete suggerire qualcosa a qualcuno, ma se l'inconscio di questi non ha accettato la suggestione, se non l'ha per cos dire 'digerita' per trasformarla in autosuggestione, essa non produce alcun effetto.

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Possibili utilizzazioni dell'autosuggestione Domare l'immaginazione Si detto che possibile domare e guidare l'immaginazione come si doma un torrente o un cavallo selvaggio. Per riuscirci basta in primo luogo sapere che possibile (cosa che quasi tutti ignorano); quindi conoscere i mezzi per farlo. Ebbene, il mezzo molto semplice: quello che, senza volerlo, senza saperlo e in modo totalmente inconscio, talvolta usiamo male e con nostro grave danno. Questo mezzo l'autosuggestione.

Autosuggestionarsi, coscientemente Mentre di solito ci si autosuggestiona in modo inconscio, basta farlo in modo cosciente, e la via questa: in primo luogo si valutano con la ragione gli obiettivi che devono essere oggetto dell'autosuggestione e, a seconda che essa ne dia una valutazione positiva o no, ci si ripete pi volte, senza pensare ad altro: 'questo va', questo no, questo sar, questo non sar; se l'inconscio accetta la

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suggestione, se cio si autosuggestiona, si vedono lo o gli obiettivi realizzarsi via via. Cos intesa, l'autosuggestione non altro che una forma di ipnotismo, definibile con queste semplici parole: 'influenza dell'immaginazione sull'essere morale e l'essere fisico dell'uomo'. Se vi persuadete di poter fare una cosa qualunque, che rientri nell'ambito del possibile, la farete, per quanto difficile possa essere. Se invece vi immaginate di non poter fare la cosa pi semplice del mondo, vi impossibile farla e mucchietti di terra saranno per voi montagne insormontabili. questo il caso dei nevrastenici, i quali, ritenendosi incapaci del minimo sforzo, spesso trovano impossibile fare anche solo pochi passi senza sentirsi mortalmente affaticati. E, sempre i nevrastenici, quando si sforzano di uscire dalla loro tristezza, vi sprofondano sempre di pi, simili ai poveretti che scivolano e affondano tanto pi rapidamente quanti pi sono gli sforzi che fanno per liberarsi dalle sabbie mobili. Allo stesso modo basta pensare che un dolore se ne va per sentire davvero sparire a poco a poco quel dolore e, viceversa, basta pensare di star male per sentire immediatamente la presenza del malessere.

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Alcune persone predicono con un certo anticipo che il tal giorno, nelle tali circostanze, avranno l'emicrania, e, davvero, il giorno detto, nelle circostanze previste, essi ne soffrono. Queste persone si sono procurate da s il loro male, cos come altre guariscono il loro con l'autosuggestione cosciente. Molte persone sono malate nel fisico e nel morale soltanto perch immaginano di essere malate, vuoi nel fisico, vuoi nel morale. Se vi sono persone paralizzate senza che sia stata accertata nessuna lesione, vuoi dire che esse immaginano di essere paralizzate ed tra queste persone che avvengono le guarigioni pi straordinarie. Se alcuni sono felici o infelici, perch immaginano di esserlo, tant' vero che due persone che vivono le stesse condizioni oggettive possono sentirsi l'una assolutamente felice, l'altra assolutamente infelice. La nevrastenia, il balbettio, le fobie, la cleptomania, alcune paralisi, eccetera non sono altro che l'azione dell'inconscio sull'essere fisico o morale.

Come fare Ma se l'inconscio la fonte dei nostri mali, esso pu anche portare la guarigione dei nostri disturbi fisici o morali. Pu non solo riparare al male che ha fatto, ma anche guarire delle malattie reali, tanto grande il suo potere sul nostro organismo.
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Isolatevi in una camera, sedetevi in poltrona, chiudete gli occhi per evitare distrazioni; per qualche istante pensate soltanto: la tal cosa sta per scomparire, la tal cosa sta per venire. Se vi siete davvero autosuggestionati, vale a dire se il vostro inconscio ha fatto propria l'idea che gli avete offerto, vi stupirete nel veder realizzarsi la cosa che avete pensato. ( da notare che caratteristico delle idee autosuggestionate esistere in noi a nostra insaputa: noi possiamo sapere che esistono solo dagli effetti che producono). La cosa pi importante e fondamentale che la volont non intervenga nella pratica dell'autosuggestione; infatti, se la volont non va d'accordo con l'immaginazione e si pensa voglio che accada la tal cosa o la tal altra, mentre l'immaginazione dice tu lo vuoi, ma non sar cos, non solo non si ottiene ci che si vuole, ma si raggiunge esattamente l'effetto opposto. Questa osservazione fondamentale e spiega perch si ottengono risultati poco soddisfacenti nella cura delle affezioni morali quando si cerca di rieducare la volont. Bisogna invece dedicarsi all'educazione dell'immaginazione.

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Quando l'esperienza diventa legge Da numerosi esperimenti condotti per oltre vent'anni e osservati con cura minuziosa si possono trarre le seguenti conclusioni, riassunte sotto forma di leggi. 1. Quando volont e immaginazione sono in lotta, a vincere, senza eccezioni, sempre l'immaginazione. 2. Nel conflitto tra volont e immaginazione, la forza dell'immaginazione in ragione diretta del quadrato della volont. 3. Quando c' accordo tra volont e immaginazione, le due forze non si sommano, ma si moltiplicano tra loro. 4. L'immaginazione pu essere guidata. (Le espressioni in ragione diretta del quadrato della volont e si moltiplicano non sono da intendersi, ovviamente, in senso rigorosamente matematico). Da quanto detto, sembrerebbe che nessuno dovrebbe mai ammalarsi. E questo vero. Qualsiasi malattia, quasi senza eccezioni, pu cedere all'autosuggestione, per quanto ardita e inverosimile possa parere questa
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affermazione; badate che non si dice cede sempre, ma pu cedere, il che diverso. Tuttavia per portare le persone a praticare l'autosuggestione cosciente bisogna insegnare loro come fare, esattamente come si insegna a leggere, a scrivere o a suonare. Potenzialit dell'autosuggestione Come gi detto in precedenza, l'autosuggestione uno strumento che portiamo in noi dalla nascita e col quale inconsciamente giochiamo per tutta la vita cos come un neonato gioca con un sonaglio. per uno strumento pericoloso: pu ferire, persino uccidere, se maneggiato imprudentemente e incoscientemente. Quando invece la si usa in modo cosciente, essa, al contrario, salver. Si pu dire dell'autosuggestione ci che Esopo, noto scrittore greco antico di tavolette, a fini moralistici, diceva della lingua: la migliore, ma anche la cosa peggiore del mondo. Tutti possono godere dell'azione benefica dell'autosuggestione applicata in modo cosciente. Dicendo tutti', forse, si esagera un p. Vi sono infatti due categorie di persone nelle quali difficile provocare l'autosuggestione cosciente: i deboli di
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intelligenza, che non sono capaci di capire quel che si dice loro e le persone che non sono disposte a capire.

SUCCESSO SCOLASTICO I risultati finali dell'esame d'inglese sono affissi da sole due ore ma mi affretto a comunicarle la notizia che mi riguarda: ho superato l'orale, brillantemente e prima dell'esame non ho avuto quel batticuore che in passato mi provocava una nausea intollerabile. Durante gli esami mi sono stupita della mia calma, che ha dato a chi m'ascoltava l'impressione che fossi molto preparata e sicura di me. E, per finire, sono proprio gli esami che pi temevo ad aver maggiormente contribuito al mio successo.

(Sono le parole di una ragazza sedicenne, respinta nel 1916 a causa della paura che la bloccava prima degli esami. Il successo scolastico cui si riferisce successivo a un trattamento di autosuggestione).

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Come si procede per insegnare a un individuo ad autosuggestionarsi II principio del metodo si riassume in queste poche parole: si pu pensare soltanto a una cosa per volta, vale a dire, due idee si possono giustapporre, ma non sovrapporre nella nostra mente. Ogni pensiero che occupi da solo la nostra mente diventa per noi vero e tende a trasformarsi in atto. Quindi, se riuscite a far pensare a un malato che la sua sofferenza scomparir, essa scomparir; se riuscite a far pensare a un cleptomane che non ruber pi, non ruber davvero pi.

CONGIUNTIVITE Da quattro anni soffrivo di una grave congiuntivite. Ero andata da parecchi medici, ma senza ottenere nessun risultato. L'ultimo che mi aveva visitata mi ha dichiarato che la malattia era incurabile, tuttavia sono guarita grazie al suo metodo che stato l'unico ad aver avuto successo l dove gli altri avevano fallito. (Signora S.R., Lunville)
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L'autosuggestione come strumento terapeutico

Qualunque sia la malattia di un individuo, sia essa fisica o morale, importante procedere sempre nello stesso modo e pronunciare le stesse parole con poche varianti, a seconda dei casi. Dite al soggetto: Si sieda e chiuda gli occhi. Io non sto cercando di addormentarla, sarebbe inutile. La prego di chiudere gli occhi solo per fare in modo che la sua attenzione non sia distratta dagli oggetti che potrebbero colpire il suo sguardo. Ora dica a se stesso che tutte le parole che io pronuncer andranno a fissarsi nel suo cervello, a imprimersi, incidersi, radicarsi in esso, e che bisogna che esse rimangano sempre fissate, impresse, radicate, e che, senza che lei lo voglia, o lo sappia, in modo del tutto incosciente per lei, il suo organismo e lei stesso dovranno obbedire a esse. L'appetito Innanzi tutto le dico che tutti i giorni, tre volte al giorno, al mattino, a mezzogiorno e alla sera, lei avr fame, prover cio quella piacevole sensazione che fa pensare e dire: 'o come mangerei con piacere!' E, in
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effetti, lei manger con piacere, con grande piacere, senza per mangiare troppo. Si preoccuper, anzi, di masticare a lungo gli alimenti in modo da trasformarli in una specie di pasta molle prima di inghiottirli. In queste condizioni, lei digerir bene e non sentir disturbi, malesseri o dolori di qualsivoglia natura, n nello stomaco n nell'intestino. L'assimilazione avverr bene e l'organismo trarr vantaggio da tutti gli alimenti trasformandoli in sangue, muscoli, forza, energia, in una parola, nella vita.

La funzione intestinale Dal momento che avr digerito bene, la funzione intestinale si verificher normalmente e ogni mattina, alzandosi dal letto, lei sentir il bisogno di evacuare e otterr un risultato soddisfacente senza mai ricorrere a medicinali o a qualsiasi altro artificio.

Il sonno Inoltre, ogni notte, dal momento in cui lei desiderer dormire fino al momento in cui desiderer risvegliarsi il mattino dopo, dormir un sonno profondo, calmo,

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tranquillo, durante il quale non avr incubi e uscendo dal quale si sentir assolutamente ben disposto. Umorale D'altro canto, se talvolta le succede di essere triste, cupo, di essere annoiato e vedere tutto nero, a partire da ora non sar pi cos; invece di essere triste, cupo, invece di aver rimpianti e vedere tutto nero, lei sar allegro, molto allegro, allegro senza motivo, forse, ma in ogni caso allegro; dir di pi: anche se lei ha delle valide ragioni, dei veri motivi per esser gi di morale, non lo sar ugualmente. I nervi Se ora le succede, in alcune circostanze, di avere degli scatti di impazienza o di collera, non le capiter pi; sar invece sempre paziente, sempre padrone di s, e le cose che la infastidivano, la angustiavano, la irritavano, d'ora in poi la lasceranno assolutamente indifferente e calmo, molto calmo. L'insicurezza Se talvolta si sente aggredito, perseguitato, preda di idee cattive e malsane, di timori, paure, fobie, tentazioni, rancori, tutto questo si allontaner a poco
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a poco dagli occhi della sua immaginazione e sembrer affondare, dissolversi come in una nuvola lontana dove tutto finir per scomparire completamente. Come un sogno svanisce al risveglio, cos scompariranno tutte queste vane immagini. Tutto funziona bene Tutti i suoi organi funzionano bene, il cuore batte normalmente e la circolazione del sangue avviene come dovrebbe avvenire; i polmoni funzionano bene, lo stomaco, l'intestino, il fegato, la vescicola biliare, i reni, la vescica: tutti questi organi svolgono normalmente le loro funzioni. Se uno di essi adesso funziona anormalmente, quest'anomalia ogni giorno diminuir un p; cos, fra non molto, scomparir completamente e l'organo riprender il suo funzionamento normale. Inoltre, se vi sono delle lesioni in uno di essi, tali lesioni si cicatrizzeranno giorno dopo giorno e in breve saranno guarite. (A tale proposito per guarirlo non necessario sapere qual l'organo malato. Sotto l'influenza dell'autosuggestione ogni giorno, sotto tutti gli aspetti, io vado di bene in meglio, l'inconscio esercita la sua azione profonda su quell'organo che in grado di individuare da s.)
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La fiducia in se stessi Ancora una cosa, ed molto importante: se fino ad oggi lei ha avuto una certa sfiducia in se stesso, le dico che a poco a poco questa sfiducia scomparir per far posto invece alla fiducia, una fiducia basata sulla forza incalcolabile che in ognuno di noi. Tale fiducia qualcosa di assolutamente indispensabile ad ogni essere umano. Senza fiducia in se stessi non si riesce mai in niente; con la fiducia in s si riesce in tutto (naturalmente nel campo delle cose ragionevoli). Lei acquista quindi fiducia in s e la fiducia le da la certezza di essere capace di fare non solo bene, ma molto bene, ogni cosa che desidera fare, a condizione che sia ragionevole, e anche ogni cosa che suo dovere fare. facile... Quando, quindi, desiderer fare qualcosa di ragionevole, o quando dovr fare qualcosa che suo dovere fare, pensi sempre che la cosa facile. Che le parole: 'difficile', 'impossibile', non posso, pi forte di me, 'non posso impedirmi di...', scompaiano dal suo vocabolario, non sono della sua lingua. Invece appartiene alla sua lingua il dire: facile, e 'posso'. Se lei considera facile una cosa, questa diviene tale
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per lei, mentre potrebbe sembrare difficile agli altri, e questa cosa la far in fretta e bene, e anche senza fatica, perch l'avr fatta senza sforzo. Se al contrario l'ha considerata difficile o impossibile, essa lo diventer davvero, semplicemente perch l'ha considerata tale. A queste suggestioni generali, il cui contenuto forse a qualcuno sembrer un p lungo o anche infantile, ma che sono necessarie, bisogna aggiungere quelle che si applicano al caso particolare di ogni paziente.

Il tono di voce Tutte queste suggestioni vanno recitate con un tono monotono e cullante (sottolineando per con la voce le parole essenziali), che inviti il soggetto, se non a dormire, a lasciarsi andare, a non pensare pi a niente. La fine del trattamento Quando terminata la serie delle suggestioni, ci si rivolge al soggetto in questi termini: Insomma, sento che sotto tutti gli aspetti, sia dal punto di vista fisico
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sia da quello morale, lei gode di ottima salute, di una salute migliore di quella di cui ha goduto finora. Adesso conter fino a tre, e quando dir 'tre' lei aprir gli occhi e uscir dallo stato in cui si trova, e ne uscir molto tranquillamente; non si sentir stordito e nemmeno stanco; si sentir invece forte, vigoroso, attento, disponibile, pieno di vita; inoltre sar allegro, molto allegro e in ottima forma sotto ogni riguardo. Uno, due, tre. Alla parola 'tre' il soggetto apre gli occhi e sorride sempre, con un'espressione di appagamento e di benessere sul viso.

Ultime parole di congedo Tutte le mattine al risveglio e tutte le sere al momento di addormentarvi, chiudete gli occhi e, senza cercare di fissare la vostra attenzione su ci che dite, pronunciate a fior di labbra, ma in modo da sentire le vostre parole e ritmandole su una cordicella con venti nodi, la frase seguente: ogni giorno, sotto tutti gli aspetti, io vado di bene in meglio, riferendovi alla totalit del vostro essere, perch inutile farsi delle autosuggestioni particolari.

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Procedete in quest'autosuggestione nel modo pi semplice, infantile e meccanico possibile, e quindi con il minimo sforzo. In una parola, la frase va ripetuta con il tono che si usa nelle litanie. In questo modo si riesce a farla penetrare nell'inconscio attraverso l'orecchio e, quando vi penetrata, essa agisce. Seguite per tutta la vita questo metodo che sia preventivo sia curativo. Inoltre, tutte le volte che durante il giorno o la notte risentite di qualche sofferenza fisica o morale, affermate immediatamente a voi stessi che presto scomparir, e, passandovi la mano sulla fronte se si tratta di qualcosa di morale, o sulla parte dolorante se qualcosa di fisico, ripetete molto in fretta a fior di labbra le parole: 'passa, passa, passa...', tanto a lungo quanto necessario. Con un p di pratica si riesce a fare scomparire il dolore sia fisico sia morale in venti-venticinque secondi. Ricominciate ogni volta che necessario. La pratica dell'autosuggestione non sostituisce una cura medica, ma un aiuto prezioso tanto per il malato quanto per il medico.

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Il ruolo del suggestionatore facile quindi rendersi conto del ruolo del suggestionatore. Non un padrone che da un ordine, ma un amico, una guida, che conduce il malato passo dopo passo sulla via della guarigione. Poich tutte queste suggestioni vengono date nell'interesse del paziente, il suo inconscio non chiede che di assimilarle e di trasformarle in autosuggestione. Quando questa si prodotta, si ottiene la guarigione pi o meno rapidamente.

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Superiorit del metodo


Suggestione e sonno II metodo descritto da risultati assai efficaci, non foss'altro perch non si hanno mai fallimenti, tranne che con le due categorie di persone di cui si parlato prima, che fortunatamente rappresentano solo una minima parte dell'umanit. Se invece si cerca di agire sul paziente subito senza spiegazioni, non si pu esercitare, ne si esercita di fatto, alcun'azione, se non sui pazienti molto sensibili, che sono una piccola minoranza. Una volta, pensando che la suggestione potesse agire pienamente solo durante il sonno, si cercava di addormentare i pazienti; ma non necessario, anzi, pu essere controproducente. Infatti se si dice a qualcuno che sta per addormentarsi, la paura di trovarsi totalmente in balia di un altro suscita spesso una resistenza involontaria all'addormentamento. Se invece gli dite che non lo farete addormentare, e che sarebbe del tutto inutile farlo, otterrete la sua fiducia, vi ascolter senza timori, senza pregiudizi; spesso succede (quando non la prima volta e comunque molto in fretta) che si lasci cullare dal suono monotono della vostra voce e si addormenti di
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un sonno profondo da cui si risveglia molto stupito di essersi addormentato. La suggestione nella pratica medica Tuttavia non bisogna credere che sia assolutamente necessario procedere come si detto per usare la suggestione e provocare l'autosuggestione. La suggestione pu essere esercitata sulle persone a loro insaputa e determinare l'autosuggestione. Per esempio, se un medico, che per il solo fatto di essere medico ha gi un effetto suggestionante sul paziente, gli dice di non poter far nulla per lui, che il suo un caso incurabile, provocher nella mente del suo paziente un'autosuggestione che pu avere conseguenze disastrose; se invece gli dice che s, la sua malattia grave, ma con cure appropriate, tempo e pazienza, giunger la guarigione, otterr talvolta, e anche pi spesso di quanto non si aspetti, dei risultati sorprendenti. Non diversamente se un medico, dopo aver visitato un paziente, stende una ricetta e gliela presenta senza commenti, i rimedi prescritti avranno poche probabilit di agire positivamente; se invece spiega al paziente che questo o quel medicinale andr preso in queste o quelle condizioni e produrr questo o
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quell'effetto, i risultati annunciati saranno ottenuti quasi infallibilmente e in tempi pi brevi.

Consigli pratici agli operatori della salute II metodo descritto non stato elaborato in alternativa o in opposizione all'azione dei medici e dei farmacisti. Non solo sarebbe auspicabile l'inserimento nel piano di studi di Medicina dello studio teorico e pratico della suggestione, per il bene dei pazienti e dei medici stessi, ma certamente opportuno che, ogni volta che un paziente va a consultare il medico, questi gli prescriva sempre uno o pi medicinali, anche se non li ritiene strettamente necessari. Infatti, quando il paziente si rivolge a un medico, lo fa perch si aspetta un rimedio con cui potr guarire dai suoi mali. Non sa che molto spesso a determinare la salute possono essere semplicemente l'igiene o la dieta generale; non da importanza a queste cose. Quel che gli occorre una medicina. Se il medico prescrive al paziente solo una dieta senza medicine, il paziente sar scontento, penser che stato del tutto inutile scomodarsi per non aver poi l'indicazione di un rimedio concreto, e spesso si rivolger a un altro medico. Val dunque la pena di
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prescrivere sempre dei tarmaci e, per quanto possibile, non quelli oggetto di una pubblicit martellante, ma dei tarmaci predisposti dal medico a misura del paziente, che gli ispirano molta pi fiducia delle pillole X o delle polveri Y che pu facilmente procurarsi in qualunque farmacia senza bisogno di una ricetta, perch sono stati pensati per lui.

Come agisce la suggestione Per capire bene il ruolo della suggestione, o meglio dell'autosuggestione, basta sapere che l'inconscio il grande direttore di tutte le nostre funzioni. Se gli facciamo credere, come si gi detto in precedenza, che questo o quell'organo che non funziona bene deve funzionare bene, questi docilmente obbedisce e la funzione dell'organo ritorna normale talvolta subito, talvolta lentamente. Questo permette di spiegare in modo chiaro e semplice come, attraverso la suggestione, si possono fermare delle emorragie, vincere la costipazione, fare scomparire dei fibromi, guarire delle paralisi, delle lesioni tubercolari, delle ulcere varicose, eccetera.

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Un caso esemplare Si potrebbero citare moltissimi casi e moltissime testimonianze a convalida di quest'affermazione. Un dentista pu procedere all'estrazione di un dente senza che un paziente, opportunamente suggestionato, avverta alcun dolore. Di pi, se, come spesso succede, dopo l'estrazione subentra un'emorragia, anche il flusso del sangue pu essere arrestato con la suggestione: il fatto si concretamente verificato. L'esempio valga a dimostrazione del potere della suggestione. Come spiegare il caso descritto? In modo molto semplice. Sotto l'influsso dell'idea l'emorragia deve fermarsi, indotta per suggestione, l'inconscio invia alle arteriole e ai capillari l'ordine di non lasciare sfuggire altro sangue e, docilmente, essi si contraggono naturalmente, cos come avviene artificialmente a contatto con un emostatico, per esempio l'adrenalina. Lo stesso meccanismo presiede alla scomparsa di un fibroma. Se l'inconscio accetta l'idea che il fibroma deve sparire, il cervello ordina alle arterie che lo nutrono di contrarsi, esse si contraggono, rifiutano il loro servizio, non nutrono pi il fibroma e questo, privo di nutrimento, muore, si dissecca, si riassorbe e sparisce.
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Le affezioni morali e le tare originarie o acquisite

Sulla nevrastenia, oggi tanto frequente, la suggestione praticata regolarmente ha di solito la meglio, risolvendo positivamente dei casi in cui le altre cure falliscono inesorabilmente e liberando i pazienti dall'incubo ricorrente delle case di cura e degli psicofarmaci.

Suggestione: rimedio sociale Ma se la suggestione utile nella cura delle affezioni morali e fisiche, quali servizi ancora maggiori non potrebbe rendere alla societ, consentendo il recupero degli sfortunati ragazzi che popolano gli istituti di correzione e che escono di l solo per entrare nelle file del crimine? Prima di procedere all'analisi di due casi concreti, deve essere aperta una parentesi. Supponiamo che il nostro cervello sia una tavola nella
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quale sono inseriti dei chiodi, che rappresentano le nostre idee, le nostre abitudini, i nostri istinti e che determinano le nostre azioni. Se constatiamo che in un individuo esiste un'idea cattiva, una cattiva abitudine, un cattivo istinto, insomma un cattivo chiodo, noi ne prendiamo uno che sia la buona idea, la buona abitudine, il buon istinto, lo mettiamo direttamente sulla testa del chiodo cattivo e diamo sopra una martellata, in altre parole, operiamo una suggestione. Il nuovo chiodo si impianter di un millimetro, mentre il vecchio si scalzer di altrettanto, e, a ogni martellata, cio a ogni suggestione, si impianter di un altro millimetro e l'altro uscir di un altro millimetro in modo che, dopo un certo numero di colpi, il vecchio chiodo sar uscito completamente e sostituito dal nuovo. Operata la sostituzione, l'individuo le obbedisce.

Torniamo agli esempi promessi. Il piccolo M., di undici anni, di Troyes, era soggetto a quei piccoli incidenti notturni e diurni propri della prima infanzia; inoltre era cleptomane e naturalmente mentiva. A richiesta della madre fu sottoposto a un trattamento di suggestione. Fin dalla prima seduta, gli incidenti smisero di giorno per prodursi solo di notte. A poco a poco si fecero meno frequenti e infine, qualche mese dopo, il bambino era
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completamente guarito. Contemporaneamente, la passione del furto si attenu e dopo sei mesi non rubava pi. Il fratello diciottenne di questo bambino aveva concepito per un altro fratello un odio violento. Ogni volta che aveva bevuto un p pi del normale, gli veniva voglia di tirare fuori il coltello e colpire il fratello. Sentiva che un giorno o l'altro sarebbe accaduto, ma sentiva anche che, se fosse accaduto, subito dopo aver commesso il crimine si sarebbe messo a piangere sul corpo della vittima. Anch'egli fu sottoposto a un trattamento di suggestione. In lui il risultato fu meraviglioso. Guar nella prima seduta. L'odio per il fratello era scomparso e da allora furono sempre buoni amici, cercando di essere gentili l'uno con l'altro. Visto che si ottengono simili risultati con la suggestione, non sembrerebbe utile, o meglio indispensabile, adottare questo metodo e introdurlo negli istituti di correzione? Una suggestione applicata quotidianamente a dei ragazzi viziosi ne ricondurrebbe almeno la met sulla retta via. Non sarebbe un servizio immenso per la societ?

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Suggestione: Strumento pericoloso? Si dir forse che pu essere pericoloso usare la suggestione, che ci si pu servire di essa anche per fare del male. Tale obiezione non ha alcun valore, in primo luogo perch la pratica della suggestione sar affidata a persone serie e oneste, per esempio ai medici degli istituti di correzione; poi perch coloro che cercano di usarla per far del male non chiedono comunque il permesso a nessuno. Ma, anche concedendo che essa possa essere pericolosa (cosa che non ), non sarebbe comunque l'unico strumento utile cui ricorriamo senza pericolo. Sono senza pericolo il vapore, l'elettricit, le automobili, l'aeroplano? Oppure i veleni che i medici e i farmacisti usano quotidianamente in dosi infinitesimali e che potrebbero folgorare il malato se un giorno per sbaglio avessero la sfortuna di sbagliare una pesata?

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L'autosuggestione come strumento educativo Agire per tempo Anche se pu sembrare paradossale, l'educazione del bambino deve cominciare prima della nascita. Se una donna che ha concepito da poche settimane si crea nella mente l'immagine del bambino che metter al mondo, le qualit fisiche e morali che desidera vedere realizzate in lui, e se continua per tutta la gravidanza a farsi la stessa immagine, verosimilmente il bambino avr le qualit prefigurate. Le donne di Sparta generavano bambini robusti, che diventavano poi guerrieri temibili, perch il loro desiderio pi vivo era di dare alla patria uomini cos, mentre ad Atene le donne avevano bambini fortemente portati al lavoro intellettuale, in cui le qualit della mente avevano la meglio su quelle fisiche. Il bambino fatto nascere in questo modo sar quindi adatto ad accettare pi facilmente le buone suggestioni che gli verranno fatte e a trasformarle in autosuggestioni, che in seguito determineranno la condotta della sua vita. Bisogna infatti sapere che tutte le nostre parole, tutte le nostre azioni sono unicamente il risultato di autosuggestioni create per lo pi dalla suggestione dell'esempio o della parola.
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I compiti degli educatori Che cosa devono dunque fare i genitori e i maestri per evitare di provocare cattive autosuggestioni e per farne nascere di buone nei bambini? Essere con loro sempre di umore costante, parlare loro con un tono dolce, ma tuttavia fermo. Li si porta cosi a obbedire senza che venga loro nemmeno la tentazione di fare resistenza. Soprattutto, bisogna assolutamente evitare di brutalizzarli, perch si rischierebbe di creare in loro l'autosuggestione della paura, che solitamente accompagnata dall'odio.

Rispetto per il prossimo Evitate anche, davanti a loro, di parlare male di chicchessia, come spesso accade nei salotti, dove con mondana noncuranza si tagliano i panni addosso alle persone assenti. I bambini seguirebbero fatalmente questi funesti esempi e potrebbero poi causare veri e propri 'incidenti'.

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Amore per la natura Risvegliate in loro il desiderio di conoscere i fatti della natura e cercate di interessarli dando loro con chiarezza tutte le spiegazioni possibili, con un tono giocoso e di buon umore. Quindi rispondete alle loro domande con compiacimento e non respingeteli dicendo: Mi dai fastidio, lasciami in pace, ti spiegher poi. Incoraggiamento Non dite mai, per nessun motivo, a un bambino: Sei un pigraccio, un buono a niente; questo creerebbe in lui i difetti che gli rimproverate. Se un bambino pigro e fa male i compiti, un giorno gli dovrete dire, anche se non sar del tutto vero: Ah, oggi hai lavorato meglio del solito, molto bene, bimbo mio. Il bambino, lusingato da una lode cui non abituato, lavorer certamente meglio la volta dopo e a poco a poco, grazie agli incoraggiamenti dati con discernimento, arriver davvero a lavorare bene. Malattia e salute Evitate assolutamente di parlare di malattie di fronte ai bambini. Insegnate invece loro che la salute lo
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stato normale dell'uomo e che la malattia un'anomalia, una specie di deviazione che si pu evitare vivendo in modo sobrio e regolato. Non create difetti in loro, inducendo la paura di questo o quello, del freddo o del caldo, della pioggia o del vento. L'uomo fatto per sopportare queste cose naturalmente; non c' motivo di soffrirne e di lamentarsi continuamente. Evitate di creare delle paure parlando dell'uomo nero o del lupo cattivo, perch la paura contratta nell'infanzia rischia di persistere anche dopo.

Scegliere i collaboratori Coloro che non allevano di persona i propri figli devono scegliere bene le persone a cui li affidano. Non basta che amino i bambini, bisogna anche che abbiano le qualit che si desidera che un bambino possegga.

Il lavoro Risvegliate nei bambini l'amore per il lavoro rendendo loro le cose facili e comprensibili con una spiegazione chiara, ma anche in modo piacevole e introducendo
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nelle spiegazioni degli aneddoti divertenti che faranno desiderare ai bambini di sentire la 'lezione' successiva. Inculcate soprattutto in loro l'idea che il lavoro indispensabile all'uomo, che colui che non lavora in qualche modo una persona inutile, che ogni lavoro procura a chi lo fa una soddisfazione sana e profonda, mentre l'ozio, tanto sognato da alcuni, porta alla noia, alla nevrastenia, al disgusto della vita e porta alla devianza e anche al delitto colui che non possiede i mezzi per soddisfare le passioni nate nell'ozio.

Amore per il prossimo Insegnate ai bambini a essere sempre educati e amabili con tutti, in particolare con coloro che il caso ha fatto nascere in una condizione inferiore alla loro, a rispettare i vecchi, a non ridere dei difetti fisici e morali che spesso sono conseguenza dell'et. Insegnate loro che bisogna voler bene a tutti indipendentemente dalla posizione sociale, che bisogna essere sempre pronti a soccorrere chi ne ha bisogno e non temere di perdere tempo e denaro; in una parola, che bisogna pensare pi agli altri che a se stessi; infine che, agendo in questo modo, si prova,

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pur senza cercarla, un'intima soddisfazione, che gli egoisti cercano sempre senza mai provarla.

Fiducia in se stessi Sviluppate in loro la fiducia in se stessi, insegnate loro che prima di fare una cosa bisogna sottoporla al controllo della ragione, evitando di agire in modo impulsivo e che, dopo aver ragionato, bisogna prendere una decisione da cui non si torna pi indietro, a meno che non si abbia avuto la prova di essersi sbagliati. Insegnate loro soprattutto che ognuno deve andare avanti nella vita con un'idea ben precisa, ben chiara, di arrivare alla meta prefissa e che sotto l'influenza di questa idea arriver di sicuro, non perch debba tranquillamente attendere il corso degli eventi, ma perch, spinto da questa idea, far il necessario per riuscire, sapr approfittare delle occasioni o anche dell'unica occasione che gli si presenter, non fosse che un'occasione sottile come un capello. Al contrario chi non sicuro di s sar il solito 'perdigiorno' che non riuscir in nulla, perch far sempre tutto il necessario per non riuscire. Potr anche nuotare in un oceano di occasioni, ma non avr mai modo di coglierne neanche una, mentre chi ha dentro di s
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l'idea del successo far nascere, talvolta anche inconsciamente, le occasioni che lo porteranno al successo.

La forza dell'esempio Ma fondamentale che genitori e maestri predichino con l'esempio. Il bambino un essere molto suggestionabile. Tutto ci che vede fare lo ripete; i genitori sono quindi tenuti a dare solo buoni esempi ai bambini.

La suggestione 'pilotata' Appena i bambini hanno imparato a parlare, fategli ripetere mattina e sera, venti volte di seguito, la frase: Ogni giorno, sotto tutti gli aspetti, io vado di bene in meglio. Ci procurer loro un'eccellente salute fisica e morale. Di grande aiuto per fare sparire i difetti del bambino e sviluppare in lui le qualit opposte pu essere una suggestione come questa: ogni sera, al buio, avvicinatevi al letto del bambino al suo primo sonno (il pi pesante); restate a un metro circa dalla sua testa e a voce molto bassa, per non svegliarlo, in una specie
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di sussurro consolidate il suo sonno ripetendo lentamente, cinque o sei volte di seguito: Dormi sempre meglio. Poi, passando alla suggestione vera e propria, nominate per il suo inconscio il miglioramento fisico o morale che si desidera ottenere, avendo cura di usare soltanto forme positive. Inizialmente usate solo una, due suggestioni, ripetendole una ventina di volte; non passate ad altre se non avete ottenuto i risultati con le prime.

Per il pigro 1. Per il mentale: a un bambino pigro, poltrone o bugiardo, non si dovr dire: Tu non sei pi pigro, tu non sei pi poltrone, tu non sei pi bugiardo, ma: Tu diventi lavoratore, ti applichi, diventi coraggioso, sempre pi franco e sincero. Per le difficolt della crescita 2. Per il fisico: Ti viene appetito, digerisci meglio, i tuoi polmoni si rafforzano, diventi robusto, ti sviluppi normalmente.

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Per l'incontinenza 3. Per l'incontinenza di urina: si devono usare solo le parole che il bambino pu capire a seconda dell'et.

ULCERE VARICOSE Ero affetta da due ulcere varicose, una per piede. L'ulcera del piede destro, dell'ampiezza di una mano, completamente guarita. L'ho vista sparire come per incanto. Ero a letto da settimane. Poco dopo aver cominciato a seguire suo metodo, l'ulcera si richiusa e sono riuscita ad alzarmi. Quella del piede sinistro non ancora guarita, ma la guarigione non tarder a venire. Cos io recito mattino e sera e reciter sempre la frase chiave del suo metodo, nella quale ho completa fiducia. Devo anche dirle che non potevo pi toccarmi le gambe, erano dure come pietre. Adesso posso premerle senza dolore e posso camminare. Che felicit! (Signora L., Mailleroncourt - Charette, Haute Sane)

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PROLASSO UTERINO Da otto anni ero affetta da un prolasso dell'utero: dopo cinque mesi in cui ho praticato il suo metodo di autosuggestione sono completamente guarita e non so come ringraziarla. (Signora S., Toul)

Esempi: - a un piccino: Chiami sempre la tua mamma e il tuo lettino e sempre pulito; - a uno pi grandicello: Adesso tu puoi trattenere la pipi per tutta la notte e il tuo letto sempre asciutto e pulito. Consigli pratici Se il bambino si sveglia mentre gli parlate, fermatevi subito. E meglio rinviare l'intervento al giorno dopo: linconscio continuer a lavorare sulle parole ricevute e i genitori resteranno stupiti dei risultati che si possono ottenere con un procedimento molto semplice. E facile capirne la ragione. Quando il bambino dorme, il suo corpo e il suo essere inconscio si riposano, sono, per cos dire annullati, ma il suo essere inconscio
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veglia; e quindi solo a quest'ultimo che ci si rivolge e dal momento che crede a tutto, accetta senza discutere quel che gli si dice e a poco a poco il bambino arriva a fare da solo ci che i genitori desiderano. Ma importante soprattutto procedere con regolarit pazienza, perseveranza, dal momento che i risultati raramente sono spontanei. Durante il giorno, non dovete mai parlare ne direttamente al bambino ne in sua presenza di ci che fate quando dorme. Suggestione a scuola Sarebbe auspicabile che ogni mattino i maestri facciano della suggestione ai loro scolari in questo modo. Dopo aver fatto chiudere loro gli occhi, diranno loro: Il piacere dellubbidienza <<Amici miei' sento che siete sempre dei bambini educati, amabili con tutti e obbedienti con i vostri genitori e maestri, e quando questi vi daranno un
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ordine o vi faranno un osservazione, terrete sempre in conto l'ordine ricevuto o l'osservazione fatta, senza che vi dia fastidio. Una volta pensavate che quando vi si faceva un osservazione era per darvi fastidio; adesso capite bene che solo nel vostro interesse vi si fanno delle osservazioni; di conseguenza, lungi dal volerne alla persona che ve le rivolge, voi le siete riconoscenti e ben disposti a far tesoro dei suoi suggerimenti. Conversazione e piacere dello studio II vostro lavoro, qualunque esso sia, vi piacer, ma poich ora esso per voi consiste nello studio, vi piaceranno tutte le cose che dovete studiare e soprattutto quelle che una volta non vi piacevano. Quindi, quando sarete in classe e l'insegnante far una lezione, presterete attenzione soltanto a quel che dir, senza occuparvi delle stupidaggini che potrebbero dire o fare i vostri compagni e soprattutto senza farne o dirne voi. La memoria In queste condizioni, poich siete intelligenti, e infatti siete intelligenti, amici miei, capirete
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facilmente e terrete anche facilmente a mente: le cose che avete appreso si immagazzineranno in un casellario della vostra memoria dove resteranno a vostra disposizione e da dove potrete tirarle fuori al momento opportuno. Il lavoro domestico Anche quando lavorate da soli, in sala studio o a casa, quando farete un compito o studierete una lezione anche qui presterete la vostra attenzione soltanto al lavoro che state facendo e avrete cos dei buoni voti per i compiti e le lezioni. Questi consigli, se ben seguiti, creeranno dei bambini ben provvisti delle migliori qualit fisiche e morali.

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L'AUTOSUGGESTIONE COSCIENTE: TEORIA E METODO

Questa sezione raccoglie i testi di alcune lezioni di R. L. Charpentier, discepola di Cou, sull'autosuggestione e le sue varie applicazioni pratiche.

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Introduzione all'autosuggestione di Cou Breve storia della suggestione Prima di arrivare all'applicazione precisa, libera e salutare, che le ha dato mile Cou, il capo della Nuova Scuola di Nancy, la suggestione ha rivestito molte forme, sofferto di strane interpretazioni e talvolta di applicazioni non meno strane. Nella sua lunga storia, le sue tribolazioni sono state numerose, ma sono state certamente inevitabili e forse anche necessario per costruirla poi su basi pi solide.

Il passato remoto A partire dai sacerdoti di Esculapio, dio greco della medicina, e dai loro procedimenti spettacolari, dai re guaritori, dai maghi con i loro talismani, unguenti, polveri, fluidi pi o meno efficaci, dei quali legittimo sospettare che ad agire effettivamente e sostanzialmente fosse proprio la suggestione, un lungo panorama si dipana davanti a noi, e alcuni nomi famosi ne precisano i diversi aspetti.

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Il passato prossimo Per riassumere una storia quanto mai complessa, diremo che la suggestione assume una forma terapeutica soprattutto con gli studi di James Braid, il medico di Manchester che nel 1843 ricorse per primo al termine di ipnosi. Devono poi essere ricordate le esperienze diJ.M. Charcot alla Salptrire, alla fine del secolo scorso, proseguite da molti altri anche in tempi assai vicini a noi. Completano il quadro i notevoli studi di P. Janet sull'automatismo psicologico, quelli di C. Richet sui movimenti inconsci, l'oniroterapia di A. Binet. All'epoca di Charcot, la Scuola di Nancy precisa il proprio indirizzo con l'apporto di A. Libeault, un ignoto medico di campagna che curava i suoi pazienti addormentandoli, e di H. Bemheim, famoso medico parigino che 'si convert a questa tecnica e la diffuse nella capitale. A Nancy vengono sempre pi aspramente criticati i metodi della Salptrire, talvolta sommersa da una vera folla di mitomani e simulatori. l'epoca della grande isteria, degli esperimenti e delle crisi. Quanto ai malati sinceri, essi sono sottoposti, e lo
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sono tanto pi completamente quanto pi ne sono persuasi, all'influenza e al prestigio degli sperimentatori. Senza di loro i pazienti non possono sperare in un aiuto. Cos ne dipendono, ritrovandosi troppo spesso nel loro stato di malessere, appena sono privati delle sedute con l'ipnotizzatore. Che le sedute ipnotiche possano essere ad alcuni necessarie un fatto incontestabile, ma potrebbe trattarsi di un'eccezione. Tuttavia l'idea che la suggestione debba essere imposta e subita talmente generalizzata che all'epoca non si concepisce nulla al di fuori di un metodo che finisce per fare del soggetto un terreno per esperimenti pi o meno strani o stravaganti, a seconda della mentalit dell'operatore. Noi conosciamo le forme di ipnosi che ancora si praticano normalmente sulla scena o nei salotti privati, che tendono a provare il potere di un individuo su un altro, affermando soprattutto quello dell'idea accettata. Sembra che le osservazioni fisiologiche nella medicina consentano di provare in altro modo il fattore normale della suggestionabilit che in ognuno di noi e di sottolinearne l'importanza con la conseguente applicazione che ne deriva.

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Per esempio non possiamo ignorare le modificazioni psichiche, psicologiche e fisiologiche di cui siamo protagonisti davanti a uno spettacolo, alla lettura di un libro, sotto l'influenza dell'educazione e dell'ambiente, o sotto quella di uno shock emotivo. Originalit del metodo di Cou Non tuttavia nelle nostre intenzioni negare l'importanza dei lavori e delle esperienze effettuate agli inizi del Novecento, e nemmeno l'influenza particolare che alcune personalit possono esercitare su alcuni soggetti. Il ricorso allo stesso metodo talvolta si trova giustificato, ma da tutto questo deve nascere un sistema che gi in boccio nella mente di Cou, discepolo di Libeault e di Bemheim, sistema che lascer totale libert di scelta e di decisione a chi vorr applicarlo con piena cognizione di causa. Cou comincia quindi le sue esperienze nel momento in cui S. Freud persegue le sue analisi e psicoanalisi della mente umana. Ma il farmacista di Nancy cerca un risultato immediato, un sollievo rapido ed per questo che sar a torto apparentato con i guaritori. In realt, oggi lo si pu ben dire, il suo metodo anche uno strumento di cultura umana e Cou si
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orienta verso semplice.

una

applicazione

volontariamente

Il suo metodo non sostituisce la terapia medica; la accompagna e la serve. Non diversamente da lui, i discepoli che ne hanno continuato l'opera non hanno mai inteso presentarlo come un rimedio universale e quindi come un'alternativa alla medicina. Esso una sorta di esercizio funzionale attraverso l'immagine per regolare e orientare gli automatismi del corpo e le facolt della mente. Autodeterminazione: un valore irrinunciabile Distinguendosi cos dagli altri, Cou esalta l'idea di libert, riesuma il concetto dell'autodominio senza alcuna forma di sottomissione e di dipendenza patologica. Infine, egli abbandona l'ipnosi, il cui carattere misterioso impressiona certuni e che non con tutti ha successo, predica invece la pratica della suggestione verbale quotidiana, che ognuno pu farsi da s. Una volta presa la decisione morale, il soggetto rimane cosciente della propria scelta, pu suggestionarsi o, al bisogno, ricevere la suggestione,
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senza dipendere dall'operatore se non per le parole che questi pronuncia. Infine Cou giustifica l'importanza della ricettivit del soggetto, che, secondo lui, condiziona il successo. Per lui il 'terreno' fondamentale. Vedremo qual la preparazione necessaria, almeno per gli adulti. Con Cou, ci che condiziona l'autosuggestione non il fatto di suggestionare se stessi, ma quello di assimilare in qualche modo, attraverso un lavoro sotterraneo di cui siamo incoscienti, la suggestione ricevuta. Essa pu venire da noi stessi, da un intermediario, anche da un disco o da un registratore e si sa quali possibilit offra oggi questo strumento perfezionato. Qualunque sia il procedimento usato, la suggestione pu quindi non mutarsi mai in autosuggestione nel preciso significato inteso da Cou, a meno di una ricettivit spontanea o preparata. Non si tratta pi, quindi, di influenze misteriose, ma di quella dellimmagine verbale accettata, la cui assimilazione sar facilitata dal rilassamento muscolare, dalla passivit cerebrale e da alcuni fattori psicologici che l'accompagnano. I discepoli di Cou insegnano il modo di raggiungere questo stato con diversi esercizi semplicissimi che ognuno in grado di ripetere poi da s. Si precisa
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quindi il valore morale di un metodo che da all'allievo la possibilit di un miglioramento o di un progresso, ottenuto da s su di s. L'addestramento dovr essere proseguito, perseverando. Nei momenti bui, prima della temuta crisi, e anche, se possibile, durante le fasi di depressione, l'allievo unir al trattamento terapeutico necessario il procedimento di applicazione metodica ben compreso. Praticato quotidianamente, in perfetto stato di equilibrio e di salute, potr rendere al massimo, purch eseguito senza sforzo e senza preoccupazione. Sono moltissimi gli esempi che passano inosservati, ma che sottolineano l'importanza del ruolo svolto dal soggetto e della sua accettazione. Con i progressi e le scoperte della scienza, coloro che riuscissero a violare il segreto del pensiero ci offrirebbero un sostegno inatteso nel campo della determinazione. Un esempio involontario Ecco un esempio particolarmente incisivo che l'autore di un libro sulla Resistenza ha citato non certo per servire la nostra causa, ma solo per esaltare il ricordo di un eroe.
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Un uomo arrestato dalla Gestapo attende da molti giorni nella sua cella di essere interrogato. Sa che gli verr senz'altro fatta un'iniezione atta a favorire la sua confessione, per strappargli i nomi dei suoi compagni e indicazioni circa l'organizzazione della rete clandestina. Per istinto, nell'attesa, il prigioniero ripete instancabilmente per ore: Non so niente... non so niente... non so niente... non lo conosco... e durante l'interrogatorio questa sar l'unica risposta che ricaveranno da lui. Egli esce dalla prova temuta e ripetuta, torturato, malato, ma sempre padrone del proprio segreto. Limiti del siero della verit Vale la pena di precisare, per inciso e senza accennare all'aspetto morale di tale procedimento, che non davvero possibile generalizzare a tutti i soggetti, come invece troppo spesso si fa con le nuove scoperte, il successo del pentotal, impropriamente denominato siero della verit, l'uno non comportando necessariamente l'altra. Le analisi sotto narcosi, a cui gi da anni si ricorre in psichiatria, non liberano immediatamente i segreti degli esseri. A torto o a ragione, coscientemente o inconsciamente, gli esseri difendono la propria
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fortezza subconscia... Allo stesso modo del bambino addormentato che risponde talvolta alla suggestione (il caso noto) con un non voglio, l'essere non la riceve sempre favorevolmente. Un soggetto vigile o deciso a non dire nulla rischia quindi di battere il record del silenzio. Immerso nello stato favorevole alle confessioni, vanificher le ricerche, liberando ritagli subcoscienti privi di interesse o del tutto mascherati. Nell'esempio citato, non forse evidente che prevalsa unicamente l'idea scelta e realizzata (non tradire) anche in uno stato di coscienza diminuito o assente? Altri casi I casi, tragici o comici, non mancano. Un discepolo di Cou, impressionato dall'ipnosi in cui all'epoca il maestro metteva i suoi pazienti, si addormenta con il timore di non svegliarsi pi, nonostante le rassicurazioni che gli vengono fornite. Tuttavia realizza parzialmente nella sua autosuggestione un segno esteriore del sonno: gli occhi non si aprono pi. Cou allora rimette m ordine le cose con una controsuggestione e, nel suo linguaggio semplice, Cou stesso ricorda questa avventura come un tiro mancino dell'inconscio.

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Un ragazzo di quattordici anni, guarito attraverso l'abile inganno di un medico, tramite iniezioni pretese 'attive' (a titolo di suggestione), riprende la vecchia cattiva abitudine quando viene a sapere che essa fu appunto corretta in quel modo senza che ne fosse informato, e probabilmente anche perch gli piace contrariare il suo ambiente familiare. Tutto avviene quindi come se il riflesso fosse condizionato da un'idea primaria accettata, che deciderebbe poi coscientemente o inconsciamente l'atteggiamento o il comportamento. Vediamo quindi che con la suggestione diretta ci viene offerta la libert di rimanere o di divenire, ci che ci auguriamo di rimanere o di diventare, ovviamente campo delle cose possibili, e in modo misurabile. l'accettazione di una eventualit felice (reclamata da Cou), e non la convinzione, a preparare il terreno in cui l'immagine si solidificher, si incamera in qualche modo, quell'immagine alla quale sembra corrispondere la nostra meravigliosa sensibilit e un lavoro interiore di adattamento effettuato senza sforzo. In generale sar sufficiente ricorrere agli esercizi insegnati, ai consigli dati, per ricevere la parola che porta il suo effetto, come il grano la spiga, come il fiore il frutto, come la potenzialit il suo atto.
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Questa immagine benefica, noi l'abbiamo scelta e accettata in anticipo, con piena conoscenza di causa, in tutta libert, in una decisione in cui la logica e la morale devono intervenire in primo piano.

RESISTENZA FISICA Prima che venissi a trovarla faticavo anche solo a far e cento metri senza sfinirmi. Adesso percorro ogni giorno senza fatica in quaranta minuti circa quattro chilometri: l'asma di cui soffrivo tende a scomparire completamente. (P.C, Nancy)
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Il mondo delle immagini Attivit cosciente e subcosciente L'assunzione di nozioni dal mondo esterno grazie alla nostra facolt di conoscere costituisce il fenomeno in cui siamo tutti impegnati dal primo giorno all'ultimo della nostra vita, fenomeno che ci fa tanto autori che attori, agiti quanto agenti. Per semplificare lo schematizziamo in tre tempi, con il nome di ideodinamica: suggestione sensoriale, immagine, movimento. Cos frazionata e schematizzata, l'ideodinamica assume una forma sconcertantemente semplice, pur rappresentando uno degli aspetti pi problematici, complessi e indubbiamente uno dei pi appassionanti connessi all'esistenza dell'uomo: la vita delle immagini, pi precisamente, l'attivit cosciente, subcosciente e inconscia, secondo l'espressione di Cou. Intorno alla sensazione L'ideodinamica ha il punto di partenza in una sensazione, quella dell'udito, in larga misura per
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ragioni di ordine pratico, ma anche perch conosce la potenza del verbo. Secondo Cou, ma non certo una convinzione che appartiene solo al suo sistema, nulla nel campo della mente sembra essere acquisito in modo diverso che attraverso i sensi, tenuto per conto della facolt di pensare che se ne distingue, contrariamente a quanto sostengono le varie forme di sensismo. La facolt di pensare si esercita per solo sulle acquisizioni fatte: il corpo uno strumento di informazione e ci trasmette le lezioni delle cose; grazie a questa facolt primaria, applicata alla sensazione, sorge la rappresentazione mentale. Attraverso tutte le nostre superfici ricettive, attraverso tutti i piani della sensibilit, il mondo ci invade, gli aspetti diversi delle sue forme si inseguono in noi, spesso a nostra insaputa. Noi le possiamo vivere coscientemente o inconsciamente, poich la mente non percepisce la molteplicit degli apporti, e nemmeno le reazioni e i diversi e costanti mutamenti che questi ingenerano nella persona umana. La vista coglie una macchia di luce o di colore e pu accadere che resti 'impensata'. L'udito riceve i suoni ed essi non saranno sempre percepiti coscientemente. tuttavia possibile che, in seguito, la prima riaffiori
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al ricordo, come pu accadere di una musica, e in questo caso probabile che tali impressioni diano origine a determinati sentimenti. Una cosa ricevere, altra percepire coscientemente. Per riassumere succintamente la complessit e lo svolgimento del processo per cui o in cui l'uomo si rapporta al mondo esterno, si dir che i sensi reagiscono all'azione degli esseri e delle cose, i nervi trasmettono, il cervello sembra marcare il segnale, il nostro corpo subisce questa invasione, vi partecipa interamente. Chiamiamo questo primo tempo suggestione sensoriale, ma potremmo chiamarla anche sensazione suggestiva. Intorno all'immagine La vita dell'essere appare gi nella sua unit. Facendo per cos dire 'corpo' con la sensazione, in realt, in seguito a operazioni simultanee, sorge una 'rappresentazione', che costituisce l'oggetto di pensiero. Questa rappresentazione cerebrale costituisce il secondo tempo dell'ideodinamica: l'immaginazione, o meglio limmagine.
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Alcune recenti teorie affermano che, colpita dalla sensazione, la regione cerebrale chiamata ipotalamo costituisce il centro della presa di coscienza delle emozioni, nonch il loro centro di espressione. Qualcosa come il punto di congiunzione tra la sensazione e il sentimento stesso di questa sensazione, una specie di 'commutatore che fa accendere la luce. Questa stessa regione provocherebbe poi le reazioni spontanee motrici e vegetative di difesa. Infine, il nucleo sensitivo, chiamato talamo, provocherebbe i movimenti automatici di origine affettiva, attraverso di esso passerebbero gli ordini di movimenti istintivi, attraverso di esso sarebbero anche trasmesse le informazioni sensoriali giunte sul percorso. Queste precisazioni, fomite dalla medicina, fanno un po' di luce sulle situazioni, troppo a lungo considerate misteriose, attraverso cui giocherebbe la suggestione e di conseguenza sulle sue possibilit. Se l'immagine esige un supporto materiale e certi meccanismi per articolarsi, anche necessaria una sensazione per mettere in movimento questo complesso di meccanismi e di immagini intimamente legati. Per sottolineare quel che precede, diremo: senza sensazione non vi pu essere immagine, ne nozione possibile, ne rappresentazione, ne, quindi, pensiero.
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Torniamo ora a una definizione dell'immagine. Con questo termine noi intendiamo tanto i clichs coscienti del nostro mondo ulteriore quanto, per estensione, tutte le acquisizioni coscienti e inconsce. Abbiamo gi visto che l'attivit cosciente del cervello si esercita o non si esercita allo stesso modo su tutti i dati esterni con cui veniamo in contatto, per quanto il patrimonio delle sensazioni sensoriali resti comunque a nostra disposizione. Ce lo rivelano alcuni stati particolari, quali la trance medianica o il sonno provocato, che portano alla luce nozioni acquisite e fino allora ignorate, che non si presentano al ricordo cosciente del soggetto. Durante questo sonno, certuni ritrovano un linguaggio imparato o sentito durante l'infanzia, rivivono dei fatti passati... ed cos che la psicoanalisi trova fertile materiale d'indagine nelle immagini dimenticate, inconsce, talvolta addirittura rimosse. Modificazione e movimento Si detto all'inizio che il contenuto di una sensazione viene in un certo senso modificato, reagendo l'individuo a tutte le modalit implicate dall'oggetto che l'ha colpito. Ma va in special modo distinto il contenuto 'fisico' della suggestione che segue e quello della modificazione di altro ordine che essa pu
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poi provocare. Si tratta di una modificazione organica e mentale, il terzo tempo dell'ideodinamica: il movimento. Basti pensare all'effetto prodotto dalla vista di un frutto acerbo o saporito: una volta che se ne sia fatta esperienza, la sua immagine rappresentativa, anche al di fuori di una presenza materiale, fa funzionare le nostre ghiandole salivari. Altri esempi possono essere il telegramma che fa accelerare i battiti del cuore all'idea di ci che pu portare, ma senza ancora nessuna certezza; il profumo ritrovato, la voce intesa, la figura appena intravista che ci 'commuovono' nel pieno significato di tale parola, con i ricordi che evocano e i sentimenti che non mancano di provocare in noi. Nessuno infine ignora che un'immagine, nel senso in cui l'abbiamo definita, risveglia una sensazione, quindi un movimento; d'altronde una sensazione risveglia un mondo di immagini e in questo caso il movimento sembra precedere il pensiero. In questa vita interiore di costante sincronizzazione, di azione e reazione, impossibile cogliere o stabilire con certezza il punto di partenza dell'una o dell'altra, difficile insomma misurare la preponderanza del fattore fisico, psicologico o psichico.

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Di fronte a questo sottile intreccio, l'insufficienza dei nostri mezzi di osservazione ci suggerisce di non essere mai assoluti. Per riassumere, diremo che il mondo esterno, gli esseri e le cose, impressionano i nostri sensi, la sensazione si precisa in immagine, questa si realizza in movimento e il corpo offre al processo i suoi sottili meccanismi. Attraverso questi, l'immagine si acquisisce indirettamente, si afferma, pur restando trascendente e distinguendosi; sempre attraverso questi meccanismi essa si attualizza. Abbiamo tuttavia constatato che la presa di contatto non sempre cosciente, sappiamo anche che l'immagine acquisita (la nozione) si pu cancellare e ritrovare attraverso il meccanismo del ricordo o in determinate condizioni, e, nello studio dei movimenti inconsci, in quello dei complessi e delle rimozioni analizzate da Freud e dalla sua scuola, in molti casi patologici in cui ha spesso grande parte l'elemento psichico, constatiamo un'attivit che prosegue il suo lavoro nell'ombra. Associazioni involontarie, sentimenti nati da impressioni ricevute esercitano un'influenza incontestabile, all'insaputa del soggetto. Il fatto che l'idea, cosciente o inconscia, appartiene al mondo

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della realt. Sembra che essa trattenga o inneschi un potenziale di energia. Essa qualcosa di pi di una rappresentazione, essa movimento e tende verso l'azione in un'affermazione della sua imperiosa dittatura. Infine essa sembra liberata dalle leggi dello spazio e del tempo, almeno a nostra misura, poich essa si individua, si legge e si trasmette. Tenuto conto delle frodi pi o meno volontarie, non si possono comunque negare fenomeni di telepatia, telepsichismo, telecinesi. Un'immagine viva nella mente capace allo stesso modo di paralizzarci o di liberarci, di renderci vili o coraggiosi, felici o disperati. La ritroviamo anche sul piano astratto, anteriore a noi, ad altri, si trasmette lungo il tempo. anche la nozione della specie che la nostra mente conosce nel particolare e nell'insieme. Pu essere la nozione 'bambino', la nozione 'viso', la nozione 'fiore' o un'altra ancora: un viso 'qualunque', dei bambini o dei fiori che insieme conosciamo, o semplicemente possiamo immaginare. Ognuna di queste nozioni, qualunque essa sia, rinasce e vive all'infinito nell'infinito del pensiero.

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La suggestione Fenomeno normale Ritorniamo ora a un piano meno astratto. Tenendo conto dei fattori fisiologici di qualsiasi natura, considerando i meccanismi comunque influenzati e le interazioni di tutti i tipi, si vedono le possibilit che rimangono a Cou, la cui tecnica si basa su fatti ben precisi. La costante risposta al mondo esteriore, quelle sensazioni che, con il concorso cosciente o inconscio della nostra facolt di assimilazione, generano una gamma progressiva di movimenti, questo corpo in cui le impressioni ricevute sono un fattore di modificazione, tutto ci conduce logicamente alla suggestione metodica. Lo studio di questi fenomeni ci fa almeno presentire il sottile potere di un'applicazione pratica che altro non se non un apporto di immagini 'scelte', ricevute tramite la parola e l'udito. Accettando senza ulteriori disquisizioni il fenomeno del pensiero e l'influenza dell'idea subita, ci sembra facile cogliere tutto quel che possiamo trarre da un fattore naturale di cui abbiamo sommariamente cercato di fissare il tracciato.

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II metodo Cou ci permette di orientare i nostri automatismi e i nostri riflessi e, di conseguenza, di agire largamente in un campo in cui la volont-sforzo non pu esercitarsi direttamente, se non con danno.

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Le cinque leggi della suggestione La legge della Scuola di Nancy Ogni idea presente nella mente tende a diventare una realt nel campo della possibilit. In effetti, noi alla suggestione non chiediamo nulla pi di ci che possibile, ma il possibile si estende all'infinito pi di quanto si creda. Si detto che il fenomeno normalmente subito e del quale partecipiamo ci trasforma sempre, in qualunque modo. Fondata su queste osservazioni, la suggestione applicata stimola le difese organiche, creando un clima psichico favorevole. Cos i malati aiutano la terapia medica con una disponibilit d'animo (quello che chiamiamo il morale) all'ottimismo, mentre altri prolungano senza volerlo sintomi e malanni anche quando la causa patologica scomparsa. Sono molti i malati che non sanno di essere guariti. Se giunge una suggestione favorevolmente ricevuta si produce lo sblocco dell'organismo, talvolta istantaneamente, ma comunque abbastanza rapidamente sicch le persone ignare della cosa vi vedono una qualche causa misteriosa. Gli pseudomiracoli di Cou sono un
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esempio di quanto appena detto e non sono in contraddizione con le guarigioni ottenute e sancite con mezzi tradizionali. A questo proposito gli uffici di controllo di Lourdes sono molto obiettivi e stimano che il fattore suggestione abbia un'importanza rilevante. La legge dell'emozione ausiliaria L'intensit di una suggestione all'emozione che l'accompagna. proporzionale

Considereremo l'emozione nel senso preciso del termine: accelerazione o altra manifestazione dello psichismo sotto l'influenza improvvisa di una suggestione, di solito inaspettata. Disorganizzazione del ritmo normale interiore, l'emozione effetto della rappresentazione cerebrale seguita da un sentimento violento con un'impressione profonda della rappresentazione suggestiva (clich). Si sa che i segni esteriori dell'emozione possono essere provocati anche da agenti chimici o attraverso la stimolazione di determinati centri cerebrali con la punta smussata di un bisturi. Ma qui si tratta di qualcosa che non ha niente a che vedere con la suggestione.
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Questa, applicata metodicamente con perseveranza, per uno scopo scelto e nello stato richiesto, sostituisce vantaggiosamente gli effetti spesso meno duraturi di un'emozione violenta. Le modificazioni auspicate si presentano allora progressivamente. Nelle sedute di suggestione collettiva, l'atmosfera sempre favorevole contribuisce a una certa forma di impressionabilit, sia essa di sorpresa o di fiducia comunicativa, e questo clima particolare condiziona lo stato indispensabile. Nelle sedute singole, il rilassamento svolge un ruolo fondamentale. Anche qui si ricrea e si ritrova una certa forma attenuata di emozione, a seconda delle caratteristiche del singolo. Dipende dall'esperienza del maestro. In ogni caso l'abbandono dello sforzo e la ripetizione della suggestione compenseranno largamente la violenta emozione di cui si parlato prima, che invece una delle caratteristiche della suggestione subita casualmente a seconda delle circostanze o provocata con metodi spettacolari.

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La legge dello sforzo convertito Ogni volta che vi conflitto tra immaginazione e volont, sempre limmaginazione a vincere e in questo caso noi non solo non facciamo quello che vogliamo, ma facciamo esattamente il contrario di quel che vogliamo. Questa legge ha caratterizzato il definirsi della Nuova Scuola di Nancy. Ma che cosa significa? Sforzo convertito in che cosa? In impossibilit e in contraddizione. In generale possiamo riassumere cos: inutilit dello sforzo muscolare direttamente volontario nel campo delle funzioni vegetative, ripetuti fallimenti dello sforzo volontario nel campo della mente, blocco e contraddizione che esso provoca nell'uno e nell'altro, una buona volont evidente ma senza effetti, essendo questi molto spesso il contrario di quello che ci aspettiamo. Nel suo linguaggio semplice e chiaro, Cou ce ne da molti esempi, estremamente convincenti.

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ASMA Per tre anni ho sofferto di terribili crisi d'asma che mi prendevano quasi ogni mese e mi obbligavano a letto per quindici giorni; mi trovavo cos nell'impossibilit di fare il minimo movimento senza patire grandi sofferenze. In settembre ho avuto l'ultima crisi. L'oppressione era meno forte, certo, ma quasi continua, e quindi molto penosa. Giungevo persino a rimpiangere le crisi acute che, almeno, mi lasciavano qualche giorno di respiro tra l'una e l'altra. Il cibo aumentava l'oppressione e avevo il dispiacere di non poter vivere la vita di tutti gli altri. Mi trovavo in questo stato da quattro mesi quando, verso il 15 gennaio, ebbi modo di conoscere il suo metodo. Dopo alcuni giorni di esitazioni e di dubbi, mi sono detta che, visto che altri erano guariti della malattia che mi affligge, non c'era motivo che non dovesse produrre anche su di me lo stesso effetto. Mi misi a ripetere con ardore e fiducia venti giorni mattina e sera ogni giorno, sotto ogni riguardo, io miglioro sempre di pi. E durante il giorno, nei miei andirivieni, ripetevo spesso miglioro, miglioro. Erano appena trascorsi dieci giorni dall'applicazione del metodo, che nella mia respirazione si era prodotto un sensibile miglioramento. Respiravo molto pi liberamente.

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Continuai l'applicazione del metodo con ardore e fiducia maggiori, il miglioramento si accentuato sempre pi a partire da gennaio e senza pi ricadute. Oggi sono quasi completamente guarita. Soltanto ogni tanto e sempre meno frequentemente provo ancora una leggera oppressione, quando cammino in salita o su una scala. Ma spero di riuscire a far presto scomparire questi ultimi ricordi del mio male. Ho ripreso la mia vita normale; esco come fanno tutti; passeggio in campagna per dieci o quindici chilometri senza trovarmi senza fiato; partecipo a tutte le riunioni di parenti e amici; posso viaggiare come mi pare: tutte cose, queste, che da quasi quattro anni non potevo pi fare. Mi sembra di cominciare una nuova vita. (Signorina H.C., Bergues)

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In conflitto con le immagini antagoniste che si impongono nel momento meno opportuno, la nostra volont, che di fatto un raggruppamento di tendenze e determinazioni, molto spesso esce battuta. A meno che, per un benefico equivoco che sottolinea nuovamente la validit della legge in questione, noi non 'immaginiamo' davvero che la nostra volont sia onnipotente. Rafforzati cos da questa certezza, riusciremo a vincere certe nostre tendenze, a prendere certe abitudini, a dominare alcuni stati emotivi come la paura e l'ansia. Non pensiamo assolutamente di negare che l'ascesi filosofica o religiosa (nel senso di 'esercizio') sia un potente aiuto, ma se sorge il dubbio, l'incertezza o il desiderio, gli individui che ne sono preda rischiano di essere nuovamente soggetti all'implacabile dittatura dell'immaginazione. Giocatori, bevitori, bugiardi, cleptomani, nevrastenici scivolano sempre pi nelle proprie tendenze negative, nonostante i loro sforzi. Fattori d'ordine diverso cooperano a questi fallimenti; il triste conflitto noto, segnalato da molti pensatori, filosofi e moralisti. Cos Ovidio, il poeta latino, fa dire a Medea, un suo drammatico personaggio: Voglio il bene, lo approvo, ma faccio il male.

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In alcune circostanze in cui entra in gioco l'automatismo di una funzione, sembra che talvolta si abbandoni spontaneamente lo sforzo volontario. Questa felice distensione momentanea ottenuta generalmente con una diversione (per esempio: la lettura aspettando il sonno) risolve quest'altra forma di impossibilit: volere, ma non poter dormire. Oppure, in una conversazione, il nome dimenticato torna spontaneamente quando non lo si cerca pi.

Due parole sul parto La medicina sembra denunciare il conflitto che stiamo analizzando sotto un'altra forma, in una particolare circostanza importante, quella del parto, le cui difficolt, considerate inevitabili, venivano comunemente accettate come tali e da sempre. Uno dei primi segnali d'allarme su questa questione venuto da un ostetrico inglese, Grantly Read, che ne ha fatto argomento di dibattito con un articolo pubblicato nel maggio del 1947 sul 'Reader's Digest'. Read deplorava l'educazione che dall'infanzia si da alle donne sul tema del parto, convinto che essa le prepari sfavorevolmente perch la donna si aspetta di dover mettere al mondo i propri figli tra grandi e inevitabili sofferenze.
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Questa certezza contribuisce a creare gi in anticipo un clima di paura o almeno di apprensione e, al momento buono, un deplorevole stato di tensione del tutto controproducente. All'inizio del travaglio le prime contrazioni dell'utero provocano spesso una specie di panico. Il talamo, reagendo all'impressione di paura, invia allora il suo segnale di tensione al sistema simpatico che esso controlla. Il corpo a questo punto teso e pronto alla lotta. Con l'attivazione del sistema simpatico si attiva quella parte di esso che si estende nell'utero, mettendo in gioco una serie di muscoli che si oppongono alla dilatazione. Ci nonostante, altri muscoli, stimolati localmente, tentano di proseguire il loro lavoro normale di espulsione e si contraggono come devono. Cos una parte del corpo contribuisce febbrilmente a impedire il lavoro naturale di un'altra. Da questa contraddizione muscolare, da questo conflitto nascerebbero e si intensificherebbero i dolori del parto, quando ovviamente non vi siano complicazioni. Tenuto conto dei casi anormali, Read insiste sulla necessit di operare in modo che la donna non si aspetti dolori, nel non programmare come rimedio l'anestesia al momento del parto, ma nel preparare il

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giusto clima psicologico gi dall'inizio della gravidanza. Attraverso conferenze sulle cause della sofferenza eccessiva e sulle conseguenze dello stato di panico, l'elemento drammatico e tutte le conseguenze di un'educazione sbagliata si eliminano progressivamente. La futura madre si abitua all'ambiente dell'ospedale e della sala travaglio, ai medici e alle infermiere con i quali pu documentarsi e rassicurarsi. Questa educazione contiene in s una buona parte di suggestione, a cui l'autosuggestione metodica si aggiunger facilmente. La teoria di Read, che sembra si sia in parte ispirato a quella di Ivan Pavlov, il fisiologo russo che ha parlato per primo dei riflessi condizionati, consiglia esercizi quotidiani di rilassamento e di respirazione profonda. L'approfondimento dell'intuizione di Read e la sua diffusione in tutto il mondo stanno dando ottimi risultati. Pochi sanno che, a suo tempo, il metodo era stato segnalato e caldeggiato da Cou. In effetti il conflitto muscolare segnalato da Read ha qualcosa in comune con quello denunciato da Cou e anche i mezzi usati per risolvere tanto l'uno quanto l'altro presentano delle analogie. Ci si ritrova la grande importanza data al rilassamento, alla
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respirazione profonda e quel certo clima morale creato dalla ripetizione di esercizi appropriati. Comodit, silenzio, luce soffusa contribuiscono a rendere calme e distese le partorienti. Il personale dei servizi specializzati deve essere numeroso ed educato con molta cura. A parto avvenuto la madre non viene abbandonata a se stessa nemmeno per un istante. Sostenuta moralmente, aiutata in ogni modo, si evitano al massimo i mancamenti nervosi sempre possibili. La legge della finalit subcosciente Una volta posto un fine, il subcosciente trova da s il modo di realizzarlo. Che cos' il subcosciente se non il grande film strutturale delle immagini acquisite, delle nozioni, delle tendenze ereditate, attivit che si compie indipendentemente dallo stato cosciente? E che cos' il fine di una cosa? All'occorrenza, il motivo per cui la cosa viene fatta, l'obiettivo cui orientata. Nel mondo vivente tutto avviene come se l'organismo rispondesse a degli scopi precisi. La finalit sembra svolgere allo stesso modo un ruolo nel campo psichico.

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L'immagine, l'idea, tende a realizzare ci che essa rappresenta, si impone in un certo modo e talvolta si concretizza in una curiosa realizzazione. Uno strano adattamento di tutto l'essere l'aiuta a precisarsi; noi partecipiamo a questa realizzazione, siamo un'unica cosa con l'immagine che i nostri meccanismi incarnano. Tendenza involontaria, molto spesso inconscia, che conduce il gioco. Sottile cooperazione di un volere inconscio non meno sottile che ci sfugge. Per la comprensione di quanto detto pu essere utile ricordare Aristotele, il filosofo di Stagira, precettore di Alessandro Magno. Egli sostiene che tutto il meccanismo dell'universo pu essere spiegato da quattro cause. 1. La causa materiale. la materia che noi conosciamo. 2. La causa formale. la forma: una pietra non un albero, il cavallo non un cane. La forma dovuta a uno stampo proprio dell'essere che si chiama 'anima'. 3. La causa ultima o finalit. Ed ci che qui ci interessa. Essa costituisce il termine dell'evoluzione verso cui tendono le cose in movimento. 4. La causa efficiente. il potere motorio, quindi efficace, che mette in moto i sistemi dell'universo. Quanto alla parola 'anima', occorre precisare che essa designa un fattore specifico tendente a determinati fini naturali (biologici), cosa che non
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esclude assolutamente l'esistenza di altri fattori e la possibilit di altri fini. Qui si parla dell'anima che da forma, di cui parlano anche i teologi, l'anima forma del corpo, l'anima sorgente di tutte le nostre operazioni, l'anima animante, eccetera.

Ritorniamo alla finalit nel campo psicofisiologico. A seconda che ci venga data una buona o una cattiva notizia che costituisce una suggestione (rappresentazione cerebrale immaginativa) dobbiamo ammettere che questa, a seconda della sua qualit, stimola favorevolmente una funzione oppure la disturba. La cosa avviene in modo tale che noi la esprimiamo con le parole una cosa che si fa da s, cio al di fuori della nostra volont e spesso esattamente contro la nostra volont. Di fronte a questo dato dell'esperienza, Cou si propone di ristabilire l'ordine regolarizzando le funzioni con delle formule appropriate e in particolare con la sua formula generale di equilibrio e miglioramento. Sappiamo che ci che definiamo come 'immagine' si realizza visivamente in forme diverse, fino alla manifestazione-limite delle stimmate, della riproduzione di piaghe o di segni sul corpo. Se con
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alcuni soggetti predisposti questi strani effetti si possono provocare con una suggestione metodica, l'intensit di emozione e di sentimenti molto pi violenta presso alcuni mistici, come provano le manifestazioni constatate. Ma qui si entra nella metapsichica o nel paranormale, mentre la nostra prudente suggestione razionale, a cui bene tornare, resta nel campo psichico: chi pi pu meno pu.

La legge della autosuggestione La suggestione agisce solo a condizione di essere stata trasformata in autosuggestione, vale a dire accettata nel profondo di s. Gli stessi incidenti producono effetti diversi a seconda del soggetto che riceve la suggestione. Cou ricordava costantemente di non avere alcun potere e di non aver mai guarito nessuno. Sono soltanto un insegnante che vi insegna un metodo. Sta a voi trarne profitto con i vostri propri strumenti ed essere artefici della vostra guarigione. Questa dichiarazione crea un abisso tra Cou e i guaritori comunemente intesi.
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Si tratta infatti 'soltanto' di operare su noi stessi tramite un fattore che ci proprio. Il soggetto pu pronunciare delle suggestioni che non si trasformeranno mai in autosuggestioni. La parola d luogo a equivoco. L'effetto dinamico della suggestione ha come condizione uno stato di accettazione: il fattore decisivo in noi e dipende da noi. Un riflesso condizionato libero La suggestione creer cos quel che si pu chiamare una forma di riflesso condizionato; ma per noi si tratta di perfezionamento ed una via scelta volontariamente. Il progresso e il miglioramento fisico e morale nascono dalla ripetizione dell'esercizio e dalla sua regolarit. Non viene quindi escluso il merito personale, come alcuni pretendono, perch il metodo richiede decisione, scelta, perseveranza, e anche una preparazione del terreno. Questa la parola che Cou ha scelto per l'applicazione del suo metodo. La parola che moltiplica le immagini del mondo mentale:

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apporto, veglia o risveglio, evocazione felice, sostituzione abile senza scosse, senza strappi. Le rappresentazioni (clichs) positive si precisano e scivolano dolcemente su altre che si cancellano, panorama in movimento verso il luogo dove avvengono misteriosi scambi. In altre parole, la suggestione, attraverso un'infinit di vie e svolte, sembra raggiungere il sistema dei muscoli lisci delle funzioni la cui innervazione permette e spiega la sensibilit, indipendentemente dallo sforzo volitivo. Oggi sappiamo che l'emozione, il movimento ulteriore provoca nei suoi effetti precisi un'attivazione delle secrezioni, la formazione di anticorpi, l'accelerazione o il rallentamento della circolazione, eccetera. Una suggestione rinnovata subita per caso, o condotta metodicamente, pu produrre determinati effetti pi o meno sorprendenti. L'azione attivata e orientata dei sistemi simpatico e parasimpatico permette la guarigione o l'attenuazione dei disturbi funzionali e altre modificazioni pi spettacolari quali la scomparsa di verruche o di eczemi talvolta ribelli a qualsiasi cura. Le diverse trasformazioni progressive a cui assistiamo ben rivelano la continuit di questo movimento e l'azione dellimmagine ricevuta e
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assimilata. Cade allora la deludente interpretazione di un metodo di convinzione per affermazione, convinzione che in genere si vuole e si crede di trovare a prima vista. Coloro che l'hanno sperimentato e avvicinato, talvolta con sfiducia (spesso senza grande speranza), ma con sufficiente buona volont per dedicarsi agli esercizi di ripetizione, hanno potuto vedere e capire che il meglio accade prima di esserne non dico convinti, ma appena consapevoli. La convinzione nasce in seguito, a risultati raggiunti. Evidentemente la fiducia non guasta, una psicologia favorevole entra in gioco migliorando il risultato ma non e indispensabile. Sappiamo personalmente di casi in cui la suggestione praticata per curiosit, oltre che senza fede, con oggettivit, oltre che senza convinzione, offre risultati curiosi e importanti. indispensabile arrivarci senza pregiudizi, cos come ci si avvicinerebbe a un'esperienza di tutt'altro tipo, accettando una possibile eventualit. Le formule positive che evocano la qualit o il miglioramento da acquisire si rivolgono tanto all'esitazione del timido quanto al tormento dell'ossessivo, alla paura dell'artista, alla mania dello scrupoloso, alla mancanza di padronanza di s del

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nervoso, e in generale al 'terreno' indebolito del malato male impressionato. Un metodo utile a tutti Certo c' anche chi, dotato di uno psichismo normale e sano, di un equilibrio fisico e morale soddisfacente, non sente la necessit di un aiuto come quello della suggestione. Tuttavia essa si giustifica comunque sempre, non fosse altro che per acquisire nuove e maggiori possibilit. Nessuno di noi pu essere sicuro di una perfetta padronanza di s in ogni circostanza, di un carattere costante, di reazioni sempre appropriate. Il rilassamento muscolare e la passivit mentale durante gli esercizi sono cose possibilissime a condizione di non decretare a priori il contrario. In questo caso il ricorso a un insegnante diventa indispensabile. La sua assistenza cos necessaria per alcuni, cos come per altri sono necessarie delle correzioni personali. Una voce, un atteggiamento, una comprensione possono essere di grande aiuto. Questi interventi facilitano la pace della mente e la distensione che la suggestione richiede per essere efficace. Nelle sedute private, dopo una messa a punto e alcuni contatti con l'insegnante, una volta stabilitasi la fiducia e creatasi la giusta atmosfera,
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molti arrivano a una semisonnolenza, altri si addormentano di un sonno naturale, stati durante i quali la suggestione si svolge e grazie ai quali tutti provano generalmente uno straordinario benessere, che possono ritrovare e ricreare da soli quando vogliono. Durante queste sedute non si tratta di concentrare il pensiero o l'attenzione. Inoltre non diamo ordini ne richiediamo sforzi. Proponiamo delle immagini (suggestive) per influenzare la rete nervosa delle funzioni vegetative, cio quelle che subiscono il fenomeno dell'emozione, quelle che reagiscono all'influenza del morale e del clima psicologico. Per lo meno cos che finora ci possibile spiegare in una certa misura il gioco dell'autosuggestione. Subiremo quindi gli effetti felici della suggestione scelta, dopo ripetizioni dolci e perseveranti nello stato di rilassamento di cui si dovr trattare pi ampiamente. Si giustifica cos la raccomandazione di Cou. Non si tratta di dire 'voglio', ma 'posso', 'potr'. Per questo bisogna immettere dentro di s l'immagine che genera la possibilit, sostituirla al dubbio, al complesso d'inferiorit, all'abitudine temuta e non vinta. Aggiriamo la difficolt evitando di convenire lo

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sforzo in conflitto, la lotta ulteriore in ossessione, il fenomeno nervoso in malattia organica. Si detto che talvolta necessario l'aiuto dell'insegnante, ma la maggioranza degli allievi attenti alle raccomandazioni e alle spiegazioni minuziosamente fornite a un gruppo hanno la possibilit di addestrarsi da soli con vari esercizi. Una certa respirazione calma e ritmata si rivela particolarmente benefica. La sua importanza fondamentale, sebbene essa non costituisca il nocciolo del metodo, ma semplicemente un prezioso allenamento.

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Dell'automatismo in generale Educazione e allenamento dei riflessi forse opportuno ricapitolare che cosa si intende con la parola 'immagine'. 1. Tutti gli apporti del mondo esterno ricevuti tramite i sensi, e quindi le sue suggestioni. 2. L'immagine cerebrale cosciente o rappresentativa di tali apporti. 3. L'immagine acquisita inconscia, che rimane a nostra disposizione. 4. L'immagine o idea pura, concetto astratto della specie, e ci per sottolineare la realt di questa presenza immateriale di cui subiamo gli effetti, partecipandovi. Riprenderemo ora la questione sotto un'altra forma, sicuramente pi familiare perch pi vicina all'esperienza concreta.

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Reazione e adattamento Lo strumento che Cou ci offre per ottenere la padronanza di s con l'autosuggestione si fonda sulle nostre facolt di reazione e di adattamento. in questo campo che Cou interviene, rispettandone il gioco naturale. Possiamo analizzarlo, se non alla perfezione, almeno in una misura sufficiente per convincerci che soltanto una disposizione normale, che fa parte della costituzione stessa di ogni individuo, gli permette di agire senza sollecitare i continui sforzi di una volont spesso manchevole e di un'attenzione che talvolta si rivela inopportuna. La vita dei riflessi e degli automatismi presenta due diversi aspetti: uno cosciente, non completamente liberato da una certa forma di automatismo; l'altro inconscio, e tuttavia ordinato. Quest'ultima attivit sembra seguire una linea di condotta che obbedisce a un ordine impossibile da cogliere e che si impone a nostra insaputa. Guardandoci vivere, studiandoci da troppo vicino, la nostra attenzione inquieta o scrupolosa imbarazza i nostri comportamenti nel campo delle funzioni come anche nel campo mentale, ove l'introspezione malata si rivela addirittura pericolosa. Il modo di camminare,

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i gesti tradiscono a volte, per la loro mancanza di naturalezza, un controllo eccessivo. Chi aspetta, conta o vuole provocare un periodo di sonno spesso moltiplica la propria insonnia. Per chi si inquieta troppo per una digestione lenta, la funzione si mostrer ancora pi capricciosa, pi brutto il mal di testa previsto e temuto, pi nervoso il cuore troppo ascoltato, avaro l'intestino troppo sollecitato. Il controllo e le impressioni diverse che esso rafforza scompensano l'equilibrio che risulta compromesso, pi spesso di quanto non si creda, dal clima mentale. Non e questa la sede per uno studio particolareggiato dei riflessi studiati con sistematicit dalla fisiologia, sebbene la questione sia molto complessa. Tuttavia alcune semplici osservazioni ci permettono di cogliere il carattere immediato del riflesso con il quale sembra che rispondiamo a un bisogno qualsiasi. Di regola, la nostra difesa assicurata spontaneamente, per esempio con un riflesso di fuga o di difesa organica che tende a salvaguardarci o a ristabilire l'equilibrio compromesso. Come una risposta, si innesca una reazione, senza che sembri intervenire la riflessione.

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Tipi particolari di riflessi Ci interessano particolarmente il riflesso detto 'condizionato' e il riflesso legato al possesso di una tecnica e sappiamo che entrambi si possono acquisire e sviluppare. Le tendenze acquisite o ereditate, l'educazione, la ripetizione hanno gran parte in questo processo. In questo caso il riflesso lo sbocco di associazioni, nozioni, ricordi che si chiamano, si comandano e si intersecano mantenendo una forma di spontaneit. La reazione ha luogo al momento opportuno; preparata dall'intelligenza, esercitata dall'abitudine, la soluzione in questo modo assicurata. Imporre ai nostri atteggiamenti una vigilanza continua, e con questa un inevitabile sforzo, falsa, specialmente negli individui nervosi, inquieti o eccessivamente scrupolosi, lo svolgimento agile e l'armonia del nostro adattamento. Dopo la necessaria comprensione e il non meno necessario allenamento, una volta acquisite le nozioni, un controllo reiterato e spesso esasperato dall'inquietudine si rivela d'ostacolo. Che cosa diventerebbe, per esempio, un'esibizione artistica senza spontaneit? Come sarebbe l'interpretazione di un concertista se dovesse
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pensare ad ognuna delle note che suona, alla diteggiatura da osservare, alla posizione delle mani e delle braccia? Come sarebbe l'espressione e la tenuta vocale di un cantante al quale davanti, al pubblico apparisse ogni suono con tutte le sue difficolt e i fattori personali che lo condizionano e lo influenzano: conformazione della gola, posizione della lingua, altezza del palato, atteggiamento muscolare, respirazione e diaframma? Tuttavia queste conoscenze sono indispensabili nell'addestramento e nel lavoro preparatorio. Poi questi meccanismi esercitati e pronti a servire passano dal piano dell'applicazione cosciente a un secondo piano d'attenzione, in apparenza sono persino dimenticati; la sincronizzazione, cos preparata, si realizzer spontaneamente. Di quali mancanze patirebbe la memoria dell'attore e di che scarsa qualit sarebbe la sua recitazione se dovesse pensare, prima di pronunciare ogni parola, a dove cade l'accento? Anche in questo caso sembra che, seppure precedentemente addestrata e ordinata, una certa attivit per essere armoniosa deve poi esprimersi liberamente.

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Testimonianze celebri Filosofi, compositori, poeti, modesti scolari tormentati dalla soluzione di un problema cercata senza successo e finalmente trovata al risveglio: tutti conoscono l'ospite invisibile che lavora nell'ombra. Il filosofo tedesco Schopenhauer diceva di non aver creato il suo sistema di pensiero, ma che esso si era creato in lui. I miei postulati si sono prodotti senza il mio intervento, quando la mia volont sembrava addormentata e la mia mente non indirizzata in una direzione prestabilita. La mia persona era come estranea all'opera. E, sempre per restare nell'ambito della cultura tedesca, Mozart, il grande musicista, diceva che durante la notte le immagini venivano facilmente. Da dove e come? Non lo so e non c'entro nulla. Goethe, infine, sommo poeta e scrittore romantico, pensava che nella parte oscura di noi stessi giacciono le nostre pi preziose ricchezze e il meglio della nostra personalit, ovviamente dal punto di vista intellettuale poich le profondit inconsce possono anche rivelare cose meno soddisfacenti... Potremmo continuare all'infinito con citazioni di personaggi famosi che non fanno altro che confermare la nostra esperienza personale e precisano una certa forma di automatismo nell'arte
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come nelle diverse manifestazioni della vita normale. Non si tratta tuttavia di assimilare l'uomo a una specie di robot e, nonostante i possibili confronti tra i cervelli elettronici e il funzionamento cerebrale, non si pu propriamente dire che un robot pensa o calcola, sarebbe un'affermazione arbitraria, vorrebbe dire dimenticare che il suo meccanismo stato accuratamente programmato. Nel profondo dell'essere umano sembra prodursi a sua insaputa una sottile orchestrazione delle immagini inconsce, che sembra essere una fonte di ispirazione.

Cooperazione Cosciente e subcosciente Questo punto di vista non diminuisce affatto l'importanza del lavoro cerebrale, quello dello studio cosciente o ordinato, sempre indispensabile. Un'ispirazione non controllata pu rivelarsi disordinata e folle come alcuni svolgimenti delle immagini di un sogno, anche se ovviamente non sempre cos. Il lavoro mantiene quindi tutta la sua importanza, ma la liberazione delle ricchezze interiori pu essere facilitata.

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Intuitivamente colui che crea sa provocare, con atmosfere favorevoli, il ritorno della sua musa capricciosa. Esse sono diverse per ognuno, naturalmente, e rappresentano in realt una preziosa distensione nello sforzo creativo. Il rilassamento sembra dunque essere in molte circostanze lo strumento di realizzazione. Anche allo stato normale l'attivit funzionale degli organi e delle facolt deve proseguire il suo ruolo senza interventi errati, restando ordinata, silenziosa e discreta come un buon servitore, prezioso e muto ma sempre disponibile. In questa vita del corpo e della mente, in questo continuo movimento di azione e reazione che il complesso umano, l'attenzione eccessiva e lo sforzo mal compreso si dimostrano inopportuni. Sappiamo che le impressioni, i sentimenti, l'immaginazione, l'immagine, nel significato che ormai ci diventato familiare, hanno un potere di azione diretta e precisa. L'emozione, questo turbamento del ritmo ulteriore, questa ritirata fisiologica i cui effetti sono spesso sproporzionati alle cause, sale secondo una gamma di espressione che va dalla semplice paura al battito
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accelerato del cuore, dal rossore o dal pallore all'incapacit, talvolta alla completa sconfitta dei nostri strumenti di pensiero e di azione. Questa inafferrabile realt che l'immagine interiore e il sentimento che essa ci suggerisce possono portarci dall'inquietudine all'ossessione, alla fobia, al fenomeno di autopunizione differita, alle stimmate, alle psicosi, a tutte le manifestazioni del potere dell'idea, di conseguenza anche all'entusiasmo, alla fiducia, al successo, all'autodominio, insomma all'equilibrio. sempre lo stesso gioco che continua e le conseguenze hanno le caratteristiche dell'idea che le determina. Questa temibile e magnifica influenza, che tutti conosciamo per gradi e aspetti diversi, il fattore attivo di cui Cou si impadronisce, rendendocene a nostra volta padroni. L'equilibrio di uno psichismo spesso manchevole, finora esposto senza rimedio a un'emotivit esagerata, alle impressioni di ogni tipo, si modifica e si orienta dopo un'applicazione metodica, seguita in vista di risultati che constatiamo quotidianamente. Questo movimento ulteriore su cui ci dato di agire, ma solo rispettandone il libero gioco, quello che ci porta dalla suggestione alla modificazione, dal riflesso allo psichismo, in una sequenza di operazioni molteplici, per la maggior parte inconsce.
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Che il movimento si inneschi e sia percettibile, infatti, non implica affatto che non si inneschi a nostra insaputa. Ci che vale per l'immagine o idea cosciente vale per l'immagine inconscia di cui subiamo cos frequentemente il potere senza averne nemmeno il sospetto, potere che talvolta sembra svilupparsi nell'ombra, al riparo da qualsiasi controllo cosciente. Il frutto, che alla prima sensazione vi ha lasciato un'impressione saporita e acida, la voce che vi ha sconvolto o calmato, e quindi commosso nel senso preciso della parola, il profumo che ha segnato un periodo della vostra vita, un evento felice o infausto, uno stato d'animo: tutti hanno operato in voi, con la sensazione propria di ognuno (gusto, udito, olfatto), una suggestione. Questa, acquisita una volta per tutte, ritorner intermittentemente, in modo volontario oppure no. E questa nozione acquisita, dimenticata e poi ritrovata nel cosciente, anche la rappresentazione cerebrale che chiamiamo 'immagine'. Ognuna di queste immagini spontaneamente e automaticamente avr provocato e provocher una secrezione salivare, con il sapore di un frutto; una modificazione della circolazione, con quella voce sconvolgente e commovente; un mondo di ricordi, con il profumo ritrovato. La sensazione fuggevole, prolungata in suggestione duratura, si risolta in movimento. Il corpo sembra rispondere a quel che la mente suggerisce, la mente sembra
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rivivere i clichs dati e il corpo, tramite essi, sembra rivivere le sensazioni che in precedenza li hanno accompagnati. Importanza della parola Resta da dire perch Cou, nella definizione del suo metodo attraverso l'esperienza, l'intuizione e la sensata utilizzazione delle conoscenze scientifiche disponibili al suo tempo, abbia delegato alla parola il compito di attuarlo concretamente. La ragione intuitiva. La parola e l'udito, organicamente legati, sopprimeranno al meglio qualsiasi sforzo. Ci che la voce detter, sar ripetuto dall'orecchio in quelle profondit dove ha sede la mente. La parola, questa vibrazione dell'aria, ci porta con il concerto del mondo le sue voci infinite e fa risuonare in noi tutte le modalit, tutte le dolcezze, tutte le sottigliezze. un vero messaggio quello che ci trasmette; la parola da pace, commuove, evoca, riconforta, stimola o trascina. Con essa si eleva un fascio di immagini, un potente dinamismo d'anima. La pratica della suggestione verbale non ci rende, come alcuni talvolta pretendono, degli ingenui o dei
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robot asserviti a un puro meccanismo: sarebbe dimenticare tutte le leggi psicofisiologiche. Intervenendo quando la volont incerta e l'immaginazione contraddittoria ci nocciono, questa pratica ci assicura un comportamento soggetto alle leggi dell'idea scelta. Lasciandoci tutto il merito della decisione, Cou ci insegna la possibilit di modificare la forma di un ritmo che condiziona il nostro equilibrio e la nostra armonia.

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Applicazioni pratiche 1. L'idea deve essere espressa semplicemente. La formula generale di Cou ogni giorno, sotto tutti gli aspetti, io vado di bene in meglio risponde perfettamente alle condizioni necessarie, tanto nel campo morale e mentale quanto in quello psichico. positiva: evita l'evocazione sciagurata delle nostre malattie, difficolt, fallimenti. E progressiva: evoca logicamente il tempo necessario per una felice evoluzione. 2. La suggestione metodica deve essere praticata in condizione di rilassamento muscolare e passivit cerebrale. Questo stato condizione necessaria per la sua efficacia. Cou ci consiglia di usare i momenti che precedono il sonno, che facilitano spontaneamente la distensione muscolare e l'abbandono dell'attenzione. Sia che la suggestione venga dall'insegnante, dall'allievo, da un disco registrato, deve essere comunque ricevuta senza sforzo. Lasciate che i pensieri vaghino come si presentano, come si impongono o qualsiasi essi siano. Conta solo il modo di ricevere la parola ai limiti del sonno, dello
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stordimento o semplicemente della non attenzione, a seconda delle possibilit. 3. La suggestione va ripetuta quotidianamente per tutta la vita, sia che si stia bene in salute sia che si sia malati. Non si tratta di una cura momentanea, ma di uno strumento di cultura umana che tende a realizzare l'equilibrio fisico e morale. Essa aiuta le cure mediche, ma non le sostituisce. Infine necessario aggiungere un atteggiamento prudente. Questo consiste nell'evitare l'introspezione, le parole eccessive e l'evocazione ripetuta delle nostre malattie, dei nostri difetti, delle nostre difficolt o dei nostri rimpianti. Alcune precisazioni devono essere strettamente riservate al medico e all'insegnante di autosuggestione. Quanto ai risultati, bisogna saperli aspettare senza una verifica costante dei progressi o dei fallimenti e senza intrattenersi con tutti su questo argomento.

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Preparazione del terreno Praticate uno o due dei seguenti esercizi, a seconda delle possibilit. Esercizio di respirazione Pu essere praticato molte volte al giorno, stando fermi o anche camminando. In questo caso, rallentate il passo e, senza irrigidire il busto e le spalle, inspirate lentamente e silenziosamente con le narici. Inspirate al massimo delle vostre possibilit senza per sforzarvi, poi espirate l'aria lentamente e silenziosamente con la bocca, le labbra leggermente a fischietto e incavando progressivamente l'addome. Fatelo quattro o cinque volte di seguito, non di pi. Se vi manca il respiro, intervallate ogni inspirazioneespirazione con una respirazione al vostro ritmo normale. Vi sar poi progressivamente pi facile continuare con pi inspirazioni-espirazioni di seguito. L'importante in ogni caso fare l'esercizio il pi lentamente possibile e silenziosamente. In caso di disturbi polmonari e cardiaci, chiedete il parere del medico.

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Lo stesso esercizio benefico anche in posizione sdraiata, per terra, con i reni a contatto con il suolo, le braccia in croce senza nessuna zona tesa. In ambedue i casi, l'esercizio pu essere praticato anche incavando l'addome all'inizio dell'inspirazione. Bench questa sia una posizione irrazionale, i risultati sono eccellenti quanto a calma e padronanza di s. Altro esercizio di respirazione (soprattutto per le persone stanche o molto tese). Sedetevi su una poltrona con le gambe non accavallate ma allungate, il corpo morbido, i gomiti appoggiati sui braccioli per avere le mani comodamente vicino al viso. Chiudete una narice (per esempio la destra) con una leggera pressione del dito, dolcemente, senza sforzo e inspirate lentamente, in silenzio, con l'altra narice come prima, senza richiesta d'aria. Quindi chiudete la narice con cui avete inspirato ed espirate da quella che era stata precedentemente chiusa. Ripetete quattro o cinque volte nelle stesse condizioni. Poi procedete allo stesso modo, ma inspirando dalla narice destra ed espirando dalla sinistra. Queste quindici o venti respirazioni praticate due o tre volte al giorno costituiscono una notevole

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distensione e procurano una grandissima padronanza di s. La pagina scritta Non un esercizio obbligatorio e si rivolge alle persone che, disponendo del tempo necessario, potranno farlo senza precipitazione. un prezioso freno al nervosismo che non esige sforzo alcuno ed un'eccellente suggestione visiva. Lentamente e il pi regolarmente possibile, scrivete una formula i cui termini vi vadano bene. Mettete al posto giusto gli accenti, i puntini sulle 'i', le barrette delle 't', arrotondate le 'm' e le 'n', eccetera. In una parola, non si tratta di fare della calligrafia, ma di tracciare i caratteri con calma, rettificandoli meglio che potete. Se siete soli, pronunciate ad alta voce quel che state scrivendo: questo aggiunge una suggestione verbale non trascurabile.

Rilassamento Accertatevi di essere soli per un p di tempo, se possibile dopo i pasti.

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Coricatevi sul dorso, per terra o sul letto. Sollevate leggermente le gambe con un cuscino, non incrociatele, tenete le braccia allungate e morbide lungo il corpo. Infine, chiudete gli occhi dolcemente senza contrarre le palpebre. Rilasciate la mascella. Copritevi con una coperta o con un vestito leggero, ma caldo. Create l'atmosfera per il rilassamento con parole semplici come: mi sento calmo, mi riposo serenamente. Usate espressioni avverbiali immaginose come: 'dolcemente', con calma, 'tranquillamente'. Se necessario aggiungete: tutto dentro di me si intorpidisce, 'sonnecchio', eccetera. Allora, dopo aver precedentemente scelto una o due brevi suggestioni che riguardano il vostro caso personale, ripetetele con un ritmo lento e calmo, a voce sufficientemente alta perch possa giungere al vostro orecchio. Le formule, non pi di una o due, devono essere brevi, strettamente legate a nozioni in rapporto con la vostra psicologia e la vostra sensibilit. Diverse a seconda dei bisogni e delle caratteristiche di ciascuno, le parole scelte devono corrispondere a
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colui che le usa. Va evocata soltanto la qualit o il miglioramento auspicato con una formula progressiva preferibile o meglio preferita da alcuni (ma questo non obbligatorio). La ripetizione di una o due formule di suggestione pu proseguire con qualche momento di pausa durante la seduta di rilassamento. Non abbiate timore di addormentarvi durante queste ripetizioni. Raccomandiamo questo esercizio accanto a quello dell'iperventilazione perch sono eccellenti addestramenti alla calma, alla padronanza di s, e infine perch aiutano a perfezionare la ricettivit. Inoltre il rilassa mento fa cadere la stanchezza nervosa di cui molti soffrono. Si possono poi riprendere le proprie occupazioni in uno stato fisico e mentale del tutto diverso e migliore. Non affatto il caso di praticare questi esercizi aumentandone ogni giorno il numero. Ricorrete al rilassamento una volta al giorno; i principianti possono farlo tornando dal lavoro oppure, se non hanno tempo, dopo il pasto di mezzogiorno.

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Diversione Se siete preoccupati o tormentati, cantate o canticchiate, cosa che alcuni fanno spontaneamente per una inconscia ma preziosa difesa. In ogni caso fate qualcosa e se necessario tenetevi occupati in qualche modo o cambiate quel che state facendo con un'altra attivit. Tutte le mattine al risveglio e tutte le sere, a letto, chiudete gli occhi e senza cercare di fissare l'attenzione su quel che dite, pronunciate, secondo le modalit suggerite dallo stesso Cou, la nota formula ogni giorno, sotto tutti gli aspetti, io vado di bene in meglio. A proposito delle modalit suggerite da Cou, ricordiamo che il 'rosario' di cordicella un semplice strumento per assicurare l'automatismo, non indispensabile a tutti. Ovviamente chi lo ritiene un aiuto, un appoggio, una facilitazione, pu usarlo e gli sar utile. Quello che comunque davvero importante la qualit automatica e monotona della ripetizione e di conseguenza della registrazione. D'altra parte alcuni pensano che indispensabile non addormentarsi prima della fine dell'esercizio, oppure, perdendo contatto con la cordicella, la cercano e ritardano il sonno. L'importante invece scivolare nel
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sonno senza nessuna preoccupazione, di raggiungere quella frontiera mobile dello stato semiconscio, ultimo e prezioso istante, mentre l'immagine suggerita, di guarigione, di miglioramento o di perfezionamento si insinua organicamente. Se non siete soli, per rispetto reciproco, voltatevi dall'altra parte, copritevi la bocca con il lenzuolo e, in posizione comoda, cominciate la ripetizione, a voce bassa (basta che giunga alle vostre orecchie), lenta, dolce, calma, con una respirazione ad ogni virgola e una pausa al punto, poi riprendete. Ma per farlo, aspettate di sentirvi vicini al sonno, altrimenti rischierete di ripetere a lungo la formula, poi di interrompervi pensando ad altro (per esempio ai vostri guai) e di addormentarvi con delle cattive suggestioni... E, soprattutto, non preoccupatevi del numero di ripetizioni, anche se sono interrotte dal sonno che nel frattempo sopraggiunto. Riprendete la formula ogni volta che vi svegliate durante la notte, essa vi aiuter a restare calmi e a riaddormentarvi. Infine, fatelo anche al momento del risveglio.

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Passa Questo esercizio garantisce solo un sollievo momentaneo; un dolore tenace richiede l'attenzione del malato e del medico. Nondimeno un esercizio prezioso che necessita per di un certo allenamento. La maggior parte delle volte il fallimento dovuto alla domanda che troppo presto l'allievo si pone, chiedendosi improvvisamente durante l'esercizio: Mi sta passando davvero?. Ed in questo momento preciso che il dolore riapparir, se la ripetizione non stata sufficientemente prolungata. Considerazioni e consigli generali In qualunque caso e con qualunque esercizio, solo la pratica regolare pu assicurarne l'efficacia. Di conseguenza indispensabile sottoporsi all'addestramento indicato, che peraltro richiede un p di tempo. In questo modo, in molte circostanze, si trova nel metodo un aiuto inatteso che supera l'immaginabile. Al momento di una commissione difficile, di un incontro penoso, di una visita temuta, di un'emozione da evitare, sono salutari alcune respirazioni profonde, contraendo l'addome al momento giusto.

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Se vi possibile, aggiungete, se ne sentite il bisogno, queste parole: calmo, perfettamente calmo, sicuro di me stesso. In caso di paura, come in ogni altro, la pratica dell'autosuggestione efficace solo se regolarmente seguita. Abilmente trasformata, anche la paura non che un elastico rimbalzo di entusiasmo all'idea dello scopo da raggiungere; pu diventare il meraviglioso trampolino di un'emozione artistica intensificata, di un giustificato desiderio di riuscire. Si tratta solo di imparare a guidarla da maestro, e Cou ce ne da tutte le facilitazioni. L'uso di una registrazione di suggestione durante la giornata, ascoltata in stato di rilassamento o anche mentre si occupati in tutt'altro, per molti un aiuto prezioso e lo in particolare per coloro che non possono frequentare spesso le lezioni. Suggestioni varie Ed ecco ora alcune suggestioni che possono essere variate all'infinito, a condizione di limitarsi a una o due fino al raggiungimento del risultato, di usarle solo durante l'esercizio di rilassamento e di non
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aggiungerle alla formula generale di Cou, completa in se stessa e riservata soprattutto all'ora del sonno. Ricordiamo che la formula ogni giorno, sotto tutti gli aspetti, io vado di bene in meglio conferma la sua efficacia nei casi pi diversi e pu bastare per tutto. In molte circostanze interesse preciso della persona attenersi prudentemente soltanto a essa. Chiedere consigli all'insegnante quindi saggio e spesso indispensabile. Senza con ci pretendere di raggiungere la completezza, gli esempi che seguono sono dati come guida ai seguaci. Ovviamente possono essere modificati. Aggiungiamo tuttavia che la lunga esperienza di insegnamento ci ha permesso di sperimentarle con successo. Infine, se vi sembra meglio, aggiungete una forma progressiva, tipo sempre di pi, sempre meglio, ogni giorno di pi.

Per la calma La calma giunge, tutto si placa dentro di me. Tutto in me calma e riposo. Calma ed equilibrio s'assestano in me. Mi sento calmo e riposato. In ogni circostanza, mi sento calmo e padrone di me.
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La fiducia in se stessi Acquisto fiducia in me stesso. Mi sento calmo e sicuro di me. Tutto quel che devo fare mi riesce facilmente e semplicemente. Il mio passo facile, calmo, tranquillo e sicuro. Il mio modo di parlare diviene chiaro, armonioso e agile. Le mie facolt si sviluppano di giorno in giorno. Il mio giudizio rapido e sicuro, la mia memoria fedele. I miei pensieri si svolgono con ordine e chiarezza. Ogni lavoro diventa per me semplice e piacevole.

Il coraggio Provo piacere in tutto quel che faccio. Lavoro bene, felice e disteso. Mi sento coraggioso, energico, entusiasta. Le mie occupazioni mi sembrano facili. Il lavoro mi distrae, mi interessa e mi attira.

Pace mentale La mia mente in pace.


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Sono in pace con me stesso. facile per me essere paziente, comprensivo e giusto. In tutto mantengo una giusta misura. Mi sento calmo, raggiante, riposato.

Sonno Questa sera mi sentir calmo e disteso. I miei sogni saranno sereni, la mia mente in riposo. Il mio sonno sar ogni notte pi profondo, pi completo, pi riposante. Mi addormento nella calma del corpo e della mente. Scivolo dolcemente in un sonno tranquillo.

Timore della malattia Ogni giorno, sotto tutti gli aspetti, io vado di bene in meglio. Tutto sano in me e reagisco bene. Tutto in me dimostra equilibrio e salute. Calmo e disteso acquisto forza e salute. Suggestione e cura assicurano la mia guarigione. Calma e perseveranza migliorano il mio stato. Aumentano il mio equilibrio e la mia sana vitalit.

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Altre suggestioni vengono usate per scopi speciali. Si pu precisare il problema affari o il dominio degli altri, i successi e cos via. A seconda degli allievi alcune parole conteranno di pi, ma bene non esagerare per non richiamare l'attenzione su ognuna delle circostanze che seguiranno. il caso di dire che una certa forma di suggestione superstiziosa o magica esclusa dal metodo in esame. Si tratta infatti unicamente di fornire con il capitale salute fisico e mentale, una forma di pienezza morale o intellettuale. Infine possibile applicare la benefica suggestione durante il sonno dell'adulto, malato o sano che sia. Tuttavia generalmente indispensabile e comunque preferibile ottenere il consenso dell'interessato. Le stesse regole vanno osservate riguardo alla formula generale ogni giorno, sotto tutti gli aspetti, io vado di bene in meglio e a quelle particolari. Le varie formule vanno ripetute una ventina di volte distintamente, ma lentamente e dolcemente, a voce alta quel tanto che basta perch giunga alle orecchie del dormiente senza risvegliarlo.

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Suggestionare i bambini durante il sonno L'applicazione dell'autosuggestione durante il sonno molto efficace. Tuttavia pu essere fatta solo dai genitori o da educatori sicuri. Se il bambino piccolo non ne necessario ne opportuno chiedere la sua adesione. Infatti potrebbe non capire bene e impressionarsi negativamente: la sua giovane personalit ancora duttile e spontaneamente ricettiva deve essere trattata con grande riguardo. indispensabile scegliere accuratamente i termini da impiegare in rapporto al suo vocabolario e alla sua capacit di comprensione. La suggestione pu e dovrebbe essere applicata fin dalla pi tenera et. Si ricorra a frasi brevi, prive di forme imperative tranne che in determinati casi; comunque bene che i genitori si rivolgano preliminarmente a un esperto. Scegliete una o due suggestioni, non di pi. Se preferite, fatele progressive, in ogni caso prudenti e lontane da qualsiasi evocazione del difetto o del malanno di cui si vuole liberare il bambino.

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Fate precedere le suggestioni scelte da questa: stai dormendo profondamente, dormi sempre pi profondamente; per un bambino piccolissimo: stai facendo una bella nanna calma e tranquilla. Come procedere Ecco adesso come procedere. Sedetevi a breve distanza dalla testiera del letto, fate una o due respirazioni profonde per sentirvi distesi. Non rischiate di svegliare il bambino chiamandolo per nome. Pronunciate le suggestioni lentamente, dolcemente, a bassa voce (il tono pi basso che il bimbo sentirebbe se fosse sveglio). Ripetete con calma venti o venticinque volte; la fretta va evitata perch da luogo a effetti contrari. Allontanatevi senza far rumore e ogni sera ricominciate con perseveranza. Nella giornata non fate allusioni alla suggestione. assolutamente necessario (e questo un problema morale) rispettare i gusti del bambino, le sue qualit,
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le sue inclinazioni, quando sono buone, anche se sono contrarie ai vostri desideri personali.

Esempi di suggestione per i bambini Ecco a titolo d'indicazione alcuni esempi di varie suggestioni. Il tuo sonno calmo e profondo. Il tuo sonno calmo e riposante. Dormi un bel sonno calmo. Il tuo letto resta pulito e asciutto e tu ti svegli quando necessario. Diventi bravo e forte. Diventi obbediente e ragionevole. Ti piace la scuola, acquisti sempre pi memoria. Il tuo pensiero ben ordinato, la tua comprensione maggiore. Ti senti calmo e disteso. Sei in confidenza con i tuoi genitori e i tuoi insegnanti. Dici sempre la verit (oppure: dirai sempre la verit). Acquisti fiducia in t stesso. Sei perfettamente sano di corpo e di mente. Ti senti felice, allegro e coraggioso.

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Precisazioni Quando la suggestione si rivolge a un ragazzino pi grande, cercate di ottenere il suo consenso. Spiegategli il vantaggio che pu trarre dall'aiuto che gli proponete e scegliete con lui le suggestioni che vuole accettare. Altrimenti il rischio di incontrare anche durante il sonno una resistenza che andr contro il risultato auspicato. Se consenziente, auspicabile che il bambino si alleni a praticare l'autosuggestione da solo, senza per questo abbandonarlo soltanto ai suoi tentativi. Parallelamente a quest'applicazione metodica, risparmiategli nella vita quotidiana le cattive suggestioni, come i rimproveri eccessivi e continui, le umiliazioni ripetute, le parole che rischiano di classificarlo, almeno nella sua mente, come incapace di miglioramento. Non parlategli costantemente della sua salute, della sua fatica, del suo nervosismo o delle sue malattie. Se dovete sgridarlo con fermezza, fatelo senza collera; infine sottolineate spesso che si comporta bene.

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Una lunga e costante esperienza spinge a dire che, per insegnare il metodo, bisogna praticarlo e non chiedere ai bambini una padronanza che noi stessi non abbiamo; essi sono infatti i primi a rendersene perfettamente conto.

DEPRESSIONE NERVOSA Come lei sa, sono venuta qui dall'Africa Orientale a causa di una forte depressione nervosa: ma avevo anche un'ulcera dietro l'orecchio sinistro che suppurava da venticinque anni, nonostante le cure di un gran numero di medici. Sono qui da cinque settimane e in questo frattempo con il suo metodo non ho avuto solo un gran beneficio dal punto di vista della mia affezione nervosa, ma anche la mia ulcera quasi completamente scomparsa; se continua cos, sar presto sparita del tutto. (E.B., Nancy)

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RENDICONTO DI UNA LUNGA ESPERIENZA

Questa sezione tratta, come la precedente, dalle lezioni di R. L. Charpentier.

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Guarigioni Pseudomiracoli Supponiamo che chi ha letto il libro fino a questo punto abbia colto nell'esposizione del metodo una qualche idea di progresso, un desiderio di calma o di padronanza. Possono essere sorti dei pensieri, delle tendenze forse involontarie che tuttavia gi segneranno l'orientamento, l'influenza subita anche senza applicazione metodica. Questa 'incarnazione' dell'immagine gi l'autosuggestione di Cou nel senso preciso in cui egli l'intende: vecchia come il mondo, diceva. L'orientamento dei riflessi e degli automatismi che Cou ci propone costituisce una specie di abitudine acquisita. L'esercizio di suggestione ripetuto mattina e sera nelle condizioni richieste orienta la forma del divenire scelto da noi. non solo probabile, ma anzi sicuro, che elementi di natura psicologica e altri fattori si insinuino sottilmente, sebbene nella suggestione praticata durante il sonno naturale la psicologia non sia apparentemente in causa. In ogni caso la forza del metodo non sta solo in questo. Quanto ai miracoli rimproverati a Cou, li lasciamo all'ordine di cose a cui appartengono e che non ci riguarda.

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Con Cou o con i suoi insegnanti, talvolta si tratta di miracoli apparenti, nulla di pi, anche se gi questo molto. Se un malato guarito e non sa di esserlo, noi gli insegniamo a ritrovare, talvolta all'improvviso, l'uso di un arto, o la funzione di un organo sensoriale paralizzato o bloccato o impedito dall'idea acquisita di un pessimo stato precedente, dal ricordo delle sofferenze, dal panorama e dal risvolto morale, che accompagnano ogni malattia e che ad alcuni fanno correre il rischio di prolungarla anormalmente, di aggravarla e di mantenere spesso il comportamento da malato. Esperienza diretta Ecco alcune guarigioni a cui ho partecipato e, per cominciare, uno pseudomiracolo. La persona davanti a cui mi trovo, al solo fine di aiutarla a migliorare il morale, una donna di sessantanni condannata a restare in poltrona dopo un attacco di paralisi. Da due anni non cammina pi. Il viso cereo, la parola impedita, i movimenti delle braccia e delle mani lenti e maldestri. Mentre le spiego quel che il metodo pu fare per lei in campo morale e sfoglio l'incartamento sul suo caso e le ricette prescritte da vari medici, leggo in un
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angolo di un foglio, in caratteri minuscoli, 'paresi psichica?' L'attacco precedentemente diagnosticato sicuramente avvenuto, ma che cosa successo in seguito nel suo organismo? Accetto il rischio e prego la malata di ripetere, senza cercare di crederci e in uno stato di rilassamento il pi completo possibile: 'riprendo fiducia in me, e questo per un tempo piuttosto lungo. Io ripeto prima di lei, con lei, dopo di lei. Poi, mettendomi improvvisamente in piedi davanti a lei, le prendo le mani: Si alzi, semplice, facile, assolutamente fattibile e possibile. In quei momenti e in circostanze come queste, bisogna ovviamente ricorrere a tutto: dolcezza, insistenza, fermezza, autorevolezza passano nello sguardo, nella voce, nella pressione delle mani. Allora lei si alza, il viso coperto di sudore diventato molto pallido, la sento profondamente sconvolta. E forse, insegnante alle prime armi quale io ero allora, ulteriormente non ero meno sconvolta di lei. Approfitto del fattore emotivo e le chiedo di camminare. Sto sempre davanti a lei per nasconderle la vista dello spazio, che aggraverebbe la sua esitazione e l'impressione di difficolt.
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Cammino balbetta lei, cammino e i suoi occhi sono bagnati di lacrime. Infine cerco di farle scendere le scale. E qui restiamo venti minuti davanti al primo gradino. Fallir prima di avere condotto fino in fondo un progetto troppo ambizioso? No... ma il suo corpo trema, il suo cuore batte a un ritmo accelerato, l'idea di cadere la domina e la terrorizza visibilmente. Aspetti, chiuda gli occhi, si prenda il tempo per dei lunghi e tranquilli respiri, facile; dica: Posso scendere, scender, semplice, scendo. Allora, sorretta solo per un braccio, lei scende, lentamente, come un bimbo, ma scende! Poi andiamo a trovare degli amici nella casa vicina e, per farlo, saliamo cinque piani. Sorpresa, emozione! Dopo un'esperienza di questo genere, l'insegnante entusiasta deve ricordare e tenere a mente che egli non che un portavoce senza potere o influenze personali, d'ordine misterioso almeno. evidente che la perseveranza, un p di psicologia, il gran desiderio di riuscire e di confortare, l'entusiasmo del compito intrapreso servono in qualche modo da leva psicologica. In effetti, soltanto grazie all'autosuggestione il crollo delle immagini precedenti ha operato l'apparente miracolo. Ma
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comunque solo un miracolo apparente, perch senza alcun dubbio la lesione era guarita in precedenza. Verruche, eczemi, cicatrizzazioni... Infinitamente pi probante anche se molto meno spettacolare la scomparsa, ritenuta banale, delle verruche. Anche qui, entra semplicemente in gioco il sottile meccanismo dell'autosuggestione e si tratta allora, nel senso inverso dell'organizzazione delle stimmate, di disorganizzare quelle piccole escrescenze resistenti a vari trattamenti. Il caso che segnalo era una vecchia storia che durava dieci anni, liquidata in tre settimane dopo una ripetizione semplice, persino ingenua, ma priva di attenzione, cosa che fondamentale. Una chiazza eczematosa resistente a ogni intervento e cura per due anni scomparsa progressivamente dopo qualche settimana. In questo caso preciso posso affermare che era in gioco soltanto l'idea di un'esperienza personale fatta con scetticismo e curiosit. Ma c'erano sia lo stato di rilassamento sia quello di oggettiva accettazione del metodo.
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Nessuno ignora la cicatrizzazione di ferite affrettata da una secrezione pi abbondante della linfa, anch'essa provocata da una suggestione finalizzata a migliorare il morale. Mi ricordo anche, agli inizi della mia esperienza, di un esoftalmo (protrusione dei bulbi oculari dalla cavit orbitaria) curato da un medico dell'Ospedale Necker che preparava la paziente all'operazione. Questa, pur non osando dirglielo, seguiva assiduamente le lezioni di autosuggestione. Dopo un anno il dottore, sorpreso del miglioramento, riesce finalmente a sapere che cosa aveva fatto la sua giovane paziente. Le dichiara allora che l'intervento non pi necessario, tanto significativa la felice trasformazione. Inoltre i fenomeni nervosi (lacrime, crisi di soffocamento, crisi di nervi) erano quasi completamente scomparsi. Il medico ci mand poi un'altra paziente; ma questa, meno perseverante, non ritorn. Ciascuno un caso a s Va forse detto che in tutti i casi dello stesso tipo si otterranno gli stessi risultati? Non potrei affermarlo di fronte al paziente che si presenta a noi. Ogni caso a s e, come le cure mediche non producono sempre su tutti lo stesso risultato e nemmeno negli stessi
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tempi, cos, anche per la suggestione bisogna tener conto del 'terreno'. La costituzione e le cause delle verruche o dell'esoftalmo non saranno mai esattamente le stesse. Il balbettio o la fobia che abbiamo fatto sparire in poche sedute non avranno la stessa origine di un altro balbettio o di un'altra fobia. Infine, e soprattutto, la ricettivit, la passivit non saranno identiche nei diversi pazienti. Talvolta ci scontreremo con la mancanza di perseveranza e le rinunce, o con una psicologia introspettiva e razionale che ritarder o diminuir le nostre possibilit e soprattutto ci scontreremo con gli sforzi per non farlo! Lo stato di passivit del soggetto condiziona gli effetti in proporzione.

Un caso clamoroso Ecco ancora un caso esaminato nei particolari. Una giovane donna di vent'anni, dal pesante passato, esce da un noto istituto dove alcuni specialisti l'hanno curata. Non pi pericolosa, pu essere lasciata libera, ma del tutto disadattata, incapace di comportarsi normalmente: vestiti in disordine, capigliatura scarmigliata, discussioni a non finire,
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ossessioni, disperazioni... La famiglia insiste perch io provi con l'autosuggestione, perch nessuno vuole occuparsi pi di questa ragazza considerata guarita. Accetto contro voglia e declinando ogni responsabilit. Dal punto di vista della sua origine il caso non ci interessa. La giovane donna viene due volte alla settimana a ricevere una suggestione particolare alla quale non crede, ma che accetta di buon grado. Inoltre, pratica il metodo regolarmente. Pochi mesi dopo, il miglioramento ottenuto le consente di trovare una sistemazione e dopo anni si impegna a sufficienza per mantenere il lavoro. Quanto tempo durer? mi chiedono scettici alcuni. Il caso grave e, a priori, non di competenza del metodo di Cou. Tuttavia grazie ad esso, si guadagna tempo, e forse diventa ragionevole anche la speranza di un ristabilimento prolungato o definitivo se si riesce a superare una fase pericolosa. L'infanzia sconvolta dai drammi famigliari ha gravemente impressionato il soggetto, gi predisposto allo squilibrio per ragioni ereditarie. Questo lungo periodo di calma non solo la salver forse definitivamente, ma anche e soprattutto le restituir la coscienza di comportarsi normalmente,
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la fiducia in s, dopo essere stata considerata pazza! Perch questa parola, senza alcuna precauzione per la sua sensibilit acuta e la sua enorme suscettibilit, stata pronunciata davanti a lei. Quanto agli effetti della suggestione inconscia, non sono meno sorprendenti.

Un altro ricordo Dopo il rischio di una pericolosa amputazione, dopo settimane di medicazioni dolorose, di complicazioni e di sofferenze continue, una paziente aveva finalmente avuto dei punti di sutura, che dovevano accelerare la sua guarigione. Ma i rigonfiamenti sui bordi della tremenda cicatrice crescevano anormalmente e con ogni evidenza avrebbero causato un nuovo intervento. Pur essendo un intervento non grave, il suo annuncio aveva messo a dura prova l'abituale coraggio della paziente che, del tutto snervata, si abbandon a una disperazione sconvolgente. Con l'unico desiderio di calmare quell'agitazione, di darle il tempo di riprendersi e tranquillizzarsi nei pochi giorni che la separavano dall'intervento, sola con lei, opponevo con calma e forza una smentita
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formale alle previsioni del chirurgo. Aggiungo, per spiegare e giustificare il mio procedimento, che la mia piet, il mio desiderio di darle sollievo erano allora molto intensi. Questo tipo di rigonfiamenti scompare sempre spontaneamente, le dicevo. Sono sorpresa dell'errore del tuo medico... Le lacrime si fermarono. Lo credi? Sarebbe possibile? Stimolata da questa speranza e in certo modo dalla paura, dal desiderio profondo di evitare la sala operatoria, l'anestesia e tutto ci che queste cose rappresentano, e impressionata anche dalla mia audace affermazione, la calma giunse istantanea. Qualche giorno dopo, durante la visita... sento ancora l'esclamazione del chirurgo al momento della medicazione:... vedo ancora la meraviglia di tutti. Le indesiderate escrescenze erano scomparse. In disparte, in un angolo della camera, assistevo silenziosa, commossa di questo risultato inatteso. Nessun altro oltre a me ha mai saputo nulla della causa iniziale, nemmeno la paziente, scettica per natura e all'epoca assai lontana da qualsiasi applicazione metodica del sistema di Cou. E poi chi avrebbe dato ascolto a una giovane che si fosse permessa di esporre una teoria psicosomatica in un simile luogo? Una giovane che, oltre tutto, non
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era ne medico ne infermiera, e nemmeno, a quel tempo, insegnante all'Istituto di Cou! Tuttavia a chi si presenta a noi, raccomandiamo prima di tutto una cura medica, a meno che non l'abbia gi seguita senza ottenerne effetti, anche se si tratta di una persona chiaramente suggestionabile. Il carisma di Cou Per quanto con la sua grande onest Cou lo negasse, la gente gli attribuiva un potere terapeutico personale. Con questa convinzione gli pseudomiracoli si moltiplicavano. I sordi psichici sentivano e gli apparecchi acustici venivano abbandonati. Spesso si operava una specie di sblocco automatico. Cancellata in precedenza la causa iniziale, scomparsa l'idea negativa (cosciente o no) ricompariva il comportamento normale. Mi ricordo ancora di aver visto dei pazienti toccare discretamente la giacca di Cou; si sa che, in certi casi, la convinzione di una misteriosa influenza pu aggiungere qualcosa di decisivo al fattore suggestione.

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Tutto ci allora faceva molto rumore, ma le false interpretazioni che a lungo accompagnarono Cou e il suo metodo continuano a nuocergli anche dopo la sua morte.

Il metodo resta Scomparso l'uomo, tutto apparentemente crolla, almeno per molti, poich la base del suo metodo viene ignorata o rimane incompresa. per questo che oggi, molto pi che nel passato, necessario far leva sulla teoria, sforzandoci di renderla il pi chiara possibile. Inoltre la teoria pu evolversi nella sua presentazione, dato che l'espressione delle verit, nel corso del tempo, qualcosa di momentaneo e sempre imperfetto. Paradossalmente, pur essendo ci che soprattutto lo rende efficace, quel che nuoce al metodo proprio la sua semplicit di applicazione. Con Cou tutto semplice e ognuno pu usare da s lo strumento proposto. Fuori da qualsiasi pretesa, questo geniale maestro del subconscio raggiunge risultati sorprendenti e lo fa senza la difficile elaborazione di altri metodi che

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propongono applicazioni difficili talvolta pericolose, comunque sempre delicate. Cou nelle sue succinte opere scritte sembra ignorare la propria ingegnosit, e semplificare a piacere, condannandosi cos al ruolo del parente povero nella scienza della mente umana. Non ne medico ne psichiatra ne psicoanalista e questo lo segna definitivamente, tuttavia che risultati ottiene, che pace riesce a dare, che equilibrio permette, questo prodigioso 'mago' della salute e della felicit! Che straordinaria esperienza si nasconde quindi sotto la sua bonomia sottile, sorridente e ottimista? La sua tecnica sembra essere il risultato di una sintesi che si sarebbe operata in lui a sua insaputa. Dietro un procedimento apparentemente semplicistico, si profila tutta un'articolata e complessa visione del mondo e delluomo.

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Quelli che falliscono Principali cause d'insuccesso del metodo Dopo aver insistito sulle nostre possibilit di successo, precisato il processo delle guarigioni istantanee, dei miglioramenti e dei progressi, diremo ora qualche parola sui nostri insuccessi, o, meglio, sulle loro cause pi frequenti e controllabili. Ancor prima che il metodo di Cou si diffondesse - ce lo racconta un vecchio clinico carico d'esperienza che all'epoca non trov nulla di meglio per guarire la sua asma polmonare - una buona maggioranza della popolazione di Nancy sperimentava l'autosuggestione. Scarsa documentazione Pur trovandosi alla fonte di tutte le informazioni, alcuni, tuttavia, trascuravano di documentarsi con esattezza o di piegarsi alle indicazioni proposte. D'altronde non succede sempre cos?

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Facile entusiasmo, repentina delusione In generale i risultati erano tali da incitarli a un imprudente entusiasmo. E molti continuavano in un'applicazione maldestra del metodo, nonostante Cou fosse ancora presente. Malgrado alcune magistrali sedute di Cou e alcune autentiche guarigioni che per i non iniziati erano prodigiose, gi prendeva piede il partito dei delusi. Senza osservare oltre, senza approfondire ancora la questione o verificare il modo di procedere, questi dichiararono il metodo ridicolo o inefficace. Come possibile comprendere che possano esistere parallelamente fallimenti e successi? Dopo aver eliminato i miracoli impossibili e scartato gli allievi che non godono della piena salute mentale (anche se ci sarebbe molto da dire su ci che si potrebbe fare negli istituti e negli ospedali psichiatrici con il modesto e benefico metodo del rilassamento e della pace), la suggestione pu effettivamente guarire o far migliorare, ma a patto che vengano rispettate certe condizioni.

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Impazienza Innanzi tutto gran parte dei pazienti si presentano reclamando impazientemente un successo rapido e completo per casi acuti o cronici. Non un caso sempre impossibile, a patto tuttavia che ci sia concesso del tempo, che spesso varia a seconda dello stato e della ricettivit di ognuno. Pur accettando normalmente le delusioni o le lungaggini della terapia medica, questi pazienti con noi non intendono aspettare e non ammettono che si possa fallire. Fin dall'inizio alcuni vogliono precisare il numero delle lezioni, dei corsi e delle settimane necessarie. evidente che, in questo caso, essi poi intendono abbandonare il metodo. Incostanza II lavoro di preparazione ridotto a semplici esercizi, che il soggetto pu fare da solo dopo poche precisazioni, viene trascurato, o fatto insufficientemente o irregolarmente, le conversazioni sono imprudenti, la distensione incompleta o assente. impossibile sperare di avere risultati positivi in queste condizioni.

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Superficialit Ci sono anche i curiosi e gli scettici, refrattari per principio all'autosuggestione. Tuttavia questi offrono all'osservazione, senza evidentemente saperlo, una notevole abbondanza di soggetti, almeno finch la suggestione rimane ufficiosa, ricevuta inconsciamente, subita per caso. Restie a qualunque sistema, all'applicazione e alla disciplina, sono queste le persone destinate a divenire entusiasti seguaci dei guaritori, o sono quelle che corrono dal medico al minimo allarme e, avide di nuove specialit, durante una cura si dichiarano e si sentono meglio prima ancora che il medicinale o la terapia possa aver fatto effetto. Si comprendono allora gli incontestabili successi che diverse e contraddittorie pratiche e ascesi danno casualmente con pi o meno rischio, e con risultati simili. Non pretendiamo che la suggestione sia tutto, affermiamo per che in tutto vi suggestione. Accettata inconsciamente, senza restrizioni, senza timori, la meravigliosa immagine, sotto un qualsiasi mascheramento, pu assoggettare la macchina umana alla sua influenza.

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Quando Cou ci dice semplicemente: non si tratta di volere la guarigione, ma di immaginarla, riassume magistralmente il problema. E bisogna ancora capire fino in fondo che cosa intenda con queste parole. L'inganno della volont Altri ancora, per finire, convinti dell'efficacia della loro sola volont, che per inoperante nel campo della funzionalit, riuscirono senza mai sospettarlo, in una delle pi stupefacenti autosuggestioni, ma senza un metodo preciso. Per una volta si tratta del perfetto accordo della formula voglio, dunque posso, quello dell'immagine mentale di guarigione con la trionfante certezza che moltiplica il loro proprio desiderio. Nessun conflitto, a meno che non si tratti di applicazione razionale cosciente. Ed ecco ora i seguaci che offrono le maggiori possibilit di successo. Seguiti dal loro medico, attenti alle nostre spiegazioni, aggiungono prudentemente l'aiuto della autosuggestione quotidiana (respirazione profonda, esercizi di addestramento, presenza frequente alle lezioni): tutto si annuncia per il meglio.

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Tuttavia il tempo passa, li sentiamo delusi, scoraggiati, mentre altri ci raccontano i felici mutamenti rapidamente constatati: all'inizio appena percettibili, poi segnati da alternative, da tappe raggiunte e favoriti da nuove partenze. Che cosa succede agli altri? In genere lo sappiamo. Sebbene ci dicano di raggiungere quell'abbandono del corpo e quell'indispensabile passivit della mente al momento della suggestione, talvolta diventa necessario far constatare loro che si tratta di un'illusione; in questo modo in futuro sar pi facile raggiungere lo stato richiesto. Come procedere in caso dinsuccesso Se l'allievo chiede qualche spiegazione, la cosa semplice: facendolo sedere gli diciamo queste parole: Respiri a fondo, profondamente come dopo un grande sforzo, lasci cadere le braccia, pesanti, senza contrazioni, per riposarsi meglio. Poi, sollevando un braccio fino a portarlo orizzontale al suolo, lo lasciamo andare. E non solo nella prima fase il braccio ha tracciato il movimento con noi, ma quando lo lasciamo per farlo cadere, molto spesso, se non sempre, il soggetto lo mantiene in posizione

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orizzontale, dimostrando di non essere affatto rilassato. Riprendiamo la spiegazione, ricominciamo, finalmente l'allievo sembra riuscire e possiamo sperare che abbia la possibilit di acquisire lo stato indispensabile per l'autosuggestione. Tuttavia l'osservazione attenta ci rivela che spesso si verifica per qualche frazione di secondo un'impercettibile esitazione prima che il braccio ricada. E questo prova che esso viene riportato alla posizione verticale volontariamente, anche se con maggiore discrezione. Ripetuto troppe volte, l'esercizio non sempre porta a una completa distensione e, in questo caso, se ci ostiniamo si corre il rischio di applicazione, sforzo e di conseguenza di insuccesso definitivo. Cos, dopo aver dimostrato il meccanismo del momentaneo insuccesso, e senza insistere oltre, procediamo indirettamente per ottenere il risultato. Dopo un colloquio che consente innanzi tutto una certa forma di sollievo e di liberazione, l'allievo gi disteso, molto spesso fiducioso e pieno di simpatia, comodamente sistemato in una posizione di riposo. Dolce calore nella stanza, luce bassa, atmosfera tranquilla.

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Reso pi semplice, pi facile, pi comprensibile perch in parte gi sentito, l'allievo concepisce e realizza finalmente molto meglio quell'abbandono che non gli viene mai chiesto al momento. Ogni seduta porta a un pi completo abbandono, durante il quale l'insegnante parla dolcemente con una suggestione lunga e cullante. Constatiamo in molti soggetti una sonnolenza, un leggero stordimento altrettanto favorevoli. Anche senza rilassamento constatiamo alcuni risultati, ma sono lenti e sempre insufficienti se non nulli. Altra situazione-tipo Infine un'altra causa molto frequente di fallimenti, che si verifica tra gli allievi convinti. Infatti, se preso alla lettera, il metodo rischia di essere da molti male applicato. Con la cordicella annodata, questi ripetono una ventina di volte la formula generale: ogni giorno, sotto tutti gli aspetti, io vado di bene in meglio, a velocit accelerata come se si trattasse di un obbligo fastidioso.

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Altri, invece, la recitano al ritmo normale e desiderabile. Sarebbe quindi perfetto per loro se riuscissero ad addormentarsi durante la ripetizione o alla fine. Ma in quel momento, interrompendo la litania di durata eccessiva per la loro scarsa pazienza e aspettando il sonno che non viene, vengono invasi da una folla di altri pensieri, non sempre tra i migliori. Tra la suggestione e il riposo trova spazio una moltitudine di immagini, la cui attivit prosegue consciamente e poi inconsciamente al posto e in luogo della benefica formula cos abilmente completa e semplificata. La questione fondamentale: l'immagine, e l'abbiamo visto nelle pagine precedenti, essa stessa una specie di prologo, una certa forma di atto. Ed ecco che, essendo stata rispettata solo la lettera del metodo, il suo modo d'utilizzo pu condizionare un fallimento. Vediamo quindi in questo caso che molti di noi traggono vantaggio da un adattamento del metodo al loro comportamento al momento del riposo.

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Sforzarsi di non sforzarsi! Infine abbiamo anche degli allievi che per raggiungere lo stato di non sforzo, si sforzano nel modo pi disastroso con la migliore buona volont. Lezioni individuali? Tra tutte queste difficolt facilmente superabili, seguendo i nostri consigli, bisogna allora concludere che sono assolutamente necessarie le lezioni private? Si tratta di un fattore personale, dato che non tutti hanno gli stessi bisogni. Le lezioni collettive consentono alla maggioranza dei risultati apprezzabili. La lezione individuale si rivolge in particolare ai casi delicati, a chi inquieto, o a quegli scrupolosi che si applicano all'eccesso alla ricerca della perfezione impossibile, della continua introspezione. Sarebbe inutile entrare qui nei particolari delle complicazioni che spesso si incontrano e che richiedono oltre a un'attenzione particolare anche un aiuto riconfortante e sicuro.

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Per non fallire Dobbiamo anche dire che tra coloro che ricorrono alle nostre sedute, private o collettive, domina spesso un senso di insicurezza, di angoscia o di ansia che intensifica il disordine delle funzioni e rompe in qualche modo il ritmo del sistema vegetativo. La suggestione deve essere appoggiata da una terapia medica; a questa si aggiungano il soccorso e il conforto psicologico della comprensione dell'insegnante, assicurando cos un risultato pi certo, pi completo. Sappiamo che la vita Ulteriore pu essere eccessiva, carica di turbolenza mentale, spesso popolata di strane rappresentazioni, di superstizioni, la cui attivit si sviluppa talvolta su un piano che pu essere classificato come 'magico'. I soggetti allora hanno dei comportamenti spossanti, moltiplicano i gesti di scongiuro o di purificazione. Anche queste sono, in forme diverse, suggestioni ripetute esageratamente che provocano tensione, stanchezza e fallimento. Essi sono infine il gingillo di mistiche sorprendenti e fantasiose dietro le quali si profila un'inquietudine senza riposo.

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quindi indispensabile che l'insegnante non solo comprenda questi drammi ulteriori, ma non ne neghi l'importanza, ne segua tutte le difficolt con pazienza, ma senza debolezze. Questi colloqui tra l'allievo e l'insegnante provocano reazioni preziose che si aggiungono alla semplice e automatica registrazione raccomandata da Cou e, specialmente in prossimit del sonno, essi ne raddoppiano l'efficacia, stimolando la perseveranza. Inquadrati, sostenuti, riconfortati, gli allievi non si sentono pi soli e questo clima permette di rendere facile quello che non lo era o almeno ci che da loro era considerato tale. Tuttavia lo scopo principale dell'insegnante - non dimentichiamolo - di insegnare a fare a meno di lui.

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In queste pagine forniamo i testi delle principali suggestioni cui si pu ricorrere, a seconda dei problemi di ciascuno. Possono essere asportate dal libro e tenute a portata di mano, per utilizzarle in ogni momento o per passarle agli amici in difficolt.

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OGNI GIORNO, SOTTO TUTTI GLI ASPETTI, IO VADO DI BENE IN MEGLIO.

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PER IL SONNO Questa sera mi sentir calmo e disteso. I miei sogni saranno sereni, la mia mente in riposo. Il mio sonno sar ogni notte pi profondo, pi completo, pi riposante. Mi addormento nella calma del corpo e della mente. Scivolo dolcemente in un sonno tranquillo. PER LA CALMA La calma giunge, tutto si placa dentro di me. Tutto in me calma e riposo. Calma ed equilibrio si assestano in me. Mi sento calmo e riposato. in ogni circostanza, mi sento calmo e padrone di me. CONTRO IL TIMORE DELLA MALATTIA Ogni giorno, sotto tutti gli aspetti, io vado di bene in meglio. Tutto sano in me e reagisco bene. Tutto in me dimostra equilibrio e salute. Calmo e disteso acquisto forza e salute. Suggestione e cura assicurano la mia guarigione. Calma e perseveranza migliorano il mio stato. Aumentano il mio equilibrio e la mia vitalit.

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PER LA FIDUCIA IN SE STESSI Acquisto fiducia in me stesso. Mi sento calmo e sicuro di me. Tutto quel che devo fare mi riesce facilmente e semplicemente. Il mio passo facile, calmo, tranquillo e sicuro. Il mio modo di parlare diviene chiaro, armonioso e agile. Le mie facolt si sviluppano di giorno in giorno. Il mio giudizio rapido e sicuro, la mia memoria fedele. I miei pensieri si svolgono con ordine e chiarezza. Ogni lavoro diventa per me semplice e piacevole. PER LA PACE MENTALE La mia mente in pace. Sono in pace con me stesso. facile per me essere paziente, comprensivo e giusto. in tutto mantengo una giusta misura. Mi sento calmo, raggiante, riposato. PER IL CORAGGIO Provo piacere in tutto quel che faccio. Lavoro bene, felice e disteso. Mi sento coraggioso, energico, entusiasta. Le mie occupazioni mi sembrano facili. Il lavoro mi distrae, mi interessa e mi attira.
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Appendice bibliografica
Nonostante che i principi di fondo che hanno consentito a mile Cou di mettere a punto, pi di sessantanni fa, il metodo dell'autosuggestione cosciente siano ampiamente utilizzati in molte moderne terapie e tecniche di rilassamento, non esistono praticamente in lingua italiana, prima di questo libro, pubblicazioni sul tema, ad eccezione dei modesti A. Cunico Lautosuggestione cosciente, MEB, Torino P.I. Bui Ipnosi e suggestione, Giunti-Martello, Firenze. Tuttavia, perch il lettore possa verificare le affinit e le differenze che il metodo di Cou presenta con le citate tecniche e terapie si citano, a titolo di esempio M. H. Erickson Opere complete, voi. I: La natura dell'ipnosi e della suggestione. Astrolabio Ubaldini, Roma l'ipnosi, che lo stesso Cou ha inizialmente praticato, trattata in questo libro da una delle pi grandi autorit in materia, tanto sul piano della teoria, quanto su quello della pratica R. Shone La tecnica dell'autoipnosi. Astrolabio Ubaldini, Roma sostenuto da recenti acquisizioni scientifiche su poco note funzioni cerebrali, l'autore indica nell'autoipnosi, praticata con gradualit e metodicit, una via naturale di accesso all'inconscio Y. Davrou, J. C. Macquet Guida pratica alla sofrologia. Astrolabio Ubaldini, Roma si tratta di cinquanta esercizi per autoinnestare il rilassamento necessario alla pratica della sofrologia. Nella sua applicazione pi completa questa terapia prevede, come stadio successivo, un intervento verbale da parte di un operatore che porta l'individuo, come nel metodo di Cou, ad autosuggestionarsi

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R Desolile Teoria e pratica del sogno da svegli guidato. Astrolabio Ubaldini, Roma i fondamenti dell'oniroterapia, esposti da uno dei pionieri del metodo, condividono in particolare con l'autosuggestione di Cou l'importanza assegnata al potere dell'immaginazione G. De Chirico Training autogeno, red/studio redazionale. Como uno dei pi agili fra gli ormai numerosi testi sull'argomento B. Auriol Tutti i metodi di rilassamento, red/studio redazionale, Como una guida articolata e completa alle migliori tecniche in uso di rilassamento, condizione comunque essenziale alla pratica dell'autosuggestione.

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Indice 7 Il metodo dell'autosuggestione di Cou 7 mile Cou: l'uomo e l'opera 8 Il valore di una teoria 10 Cou, oggi 12 Una medicina 'umana' LA PADRONANZA DI S ATTRAVERSO L'AUTOSUGGESTIONE COSCIENTE 18 Appunti sull'uomo, questa strana creatura 18 L'essere cosciente e l'essere incosciente 20 Volont e immaginazione 26 Suggestione e autosuggestione 28 Possibili utilizzazioni dell'autosuggestione 28 Domare l'immaginazione 28 Come si procede per insegnare a un individuo ad autosuggestionarsi 36 L'autosuggestione come strumento terapeutico 42 Ultime parole di congedo 44 II ruolo del suggestionatore 45 Superiorit del metodo 45 Suggestione e sonno 46 La suggestione nella pratica medica 48 Come agisce la suggestione 50 Le affezioni morali e le tare originarie o acquisite 54 L'autosuggestione come strumento educativo 54 Agire per tempo 55 I compiti degli educatori 60 La suggestione 'pilotata'
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64 Suggestione a scuola L'AUTOSUGGESTIONE COSCIENTE: TEORIA E METODO 68 Introduzione all'autosuggestione di Cou 68 Breve storia della suggestione 71 Originalit del metodo di Cou 79 Il mondo delle immagini 79 Attivit cosciente e subcosciente 89 Le cinque leggi della suggestione 89 La legge della Scuola di Nancy 90 La legge dell'emozione ausiliaria 92 La legge dello sforzo convertito 99 La legge della finalit subcosciente 102 La legge dell'autosuggestione 109 Dell'automatismo in generale 109 Educazione e allenamento dei riflessi 115 Cooperazione cosciente e subcosciente 119 Importanza della parola 121 Applicazioni pratiche 123 Preparazione del 'terreno' 131 Suggestioni varie 136 Suggestionare i bambini durante il sonno RENDICONTO DI UNA LUNGA ESPERIENZA 142 Guarigioni 142 Pseudomiracoli 146 Verruche, eczemi, cicatrizzazioni... 155 Quelli che falliscono
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155 Principali cause d'insuccesso del metodo 165 Per non fallire 171 Appendice bibliografica

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