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La Pedagogia dello Sport

La Pedagogia dello Sport come scienza


Il termine pedagogia dello sport stato utilizzato in Germania dagli anni sessanta per indicare
allinterno delle scienze dello sport, quel sapere che si occupa di problemi educativi dellattivit
motoria e sportiva. Il primo autore che us questo termine stato Ommo Grupe che nel 1969 ha
pubblicato il libro Fondamenti di pedagogia dello sport che trattava sulle implicazioni didattiche
delleducazione fisica. Tuttavia il termine ha origini pi antiche: Pierre de Coubertin (1922),
inventore delle olimpiadi moderne, sosteneva la teoria dellalto valore morale e sociale
dellesercizio fisico e dello sport per la formazione del carattere delluomo. In seguito a queste
pubblicazione, soprattutto a quella di Grupe, si aprirono dei dibattiti che accusarono leducazione
fisica di: non essere una disciplina scientifica; di avere una connessione soltanto con la scuola e di
essere legata a ideologie di regimi totalitari (il culto nazifascista del corpo). Queste critiche
corrispondevano a critiche mosse contro la pedagogia ritenuta inadeguata per la ricerca empirica.
La scarsa scientificit delleducazione fisica era dovuta alla sua considerazione solo indirizzata al
versante tecnico-pratico e centrata su una dimensione pedagogica di tipo moraleggiante. Per
Grupe il termine rompeva il concetto tradizionale totalitario dellobbedienza e della disciplina; esso
dava rilevanza allapprendimento delle conoscenze. La pedagogia dello sport interess molti
filosofi europei di rilievo: John Locke, Rousseau, Kant Le loro teorie influenzarono il pensiero di
molti educatori del XIX secolo i quali daranno vita a vere e proprie scuole nazionali:

Inghilterra: Thomas Arnold direttore del Collegio di Rugby.

Germania: Johann Guts Muths che sviluppa un metodo sistematico per leducazione fisica.

Francia: con lo spagnolo Francisco Amoros che ha sviluppato un metodo ludico-educativo


dellesercizio fisico.

Svezia: Pehr Henrik Ling che svilupp un metodo di ginnastica con funzione igienica e
posturale.

Italia: Rodolfo Obermann che diffuse la ginnastica nelle societ ed Emilio Baumann che
forma a Bologna una scuola per la formazione di maestri.

Il termine educazione fisica ha sempre fatto riferimento ad una dimensione pratica del corpo. Il
termine pedagogia dello sport paragonato al termine educazione fisica esprime due concetti:
1. Include una prospettiva teorica e una pratica.
2. Il distacco con i concetti pratici riferiti al passato (autoritarismo, moralismo..)
Una delle maggiori critiche rivolte allaccettazione della dizione della pedagogia dello sport si
riferisce alla parola sport. Essa si presenta come un concetto polisemico che varia a seconda
delle culture e delle epoche. di chiara derivazione latina dal verbo deportare nel senso di
svagarsi, e romanza dal francese desport che poi in inglese sport che significa attivit di svago. Il
rapporto tra leducazione fisica e sport lo si evidenzia in cinque punti di vista:

1. Sport ed educazione fisica rappresentano due fenomeni separati: teoria dellimpossibilit


dello sport, caratterizzata dalla logica del profitto e della violenza (antisportivit). Ormai
una posizione superata, resiste solo in presenza di pregiudizi e convinzioni errate.
2. Sport ed educazione fisica si identificano. Questa posizione si identifica con quella dei
giovani che hanno conosciuto poco il valore educativo delleducazione fisica.
3. Sport ed educazione fisica rappresentano due fenomeni distinti: ognuno ha la propria
specificit. Posizione in voga negli anni sessanta.
4. Lo sport un fenomeno pi vasto delleducazione fisica: leducazione fisica un contenuto
dello sport. Questa posizione prevale nellet moderna che assiste alla prevalenza dello
sport come fenomeno sociale, culturale ed economico.
5. Leducazione fisica contiene lo sport: lo sport uno strumento di questultima. la
posizione del tipico insegnante di educazione fisica tradizionale.
Quando si parla si pedagogia dello sport si assume uno dei punti di vista elencati utilizzando la
parola sport. Il concetto di sport presenta due innegabili vantaggi:
1. un termine polisemico
2. Racchiude tre concetti fondamentali di corpo, movimento e gioco.
Leducazione fisica infatti una forma delleducazione umana realizzata attraverso il corpo e il
movimento al quale si associa la lucidit come strumento per realizzare i fini educativi. La
pedagogia teoria e pratica delleducazione quindi la pedagogia dello sport realizza i suoi fini
attraverso il corpo il movimento e il gioco. un processo educativo in cui luomo apprende
giocando e compiendo azioni motorie. una scienza che deriva dalla pedagogia generale che
aiuta a sviluppare le proprie risorse e capacit nei vari contesti sportivi. Essa si configura come
una scienza educativa dellazione motoria. Dal punto di vista epistemologico, cio del suo
fondamento scientifico come scienza, il problema nella definizione delloggetto che vuole
indagare. Lo sport un fenomeno complesso mai definibile dal punto di vista scientifico e questa
mancanza impedisce lindividuazione di prospettive chiare di interpretazione pedagogica. Uno dei
compiti fondamentali della pedagogia dello sport quello di stabilire delle basi teoriche che
definiscono la pratica educativa delle attivit motorie in funzione dello sviluppo umano e del
miglioramento della qualit della vita. Si occupa dellinsegnamento e dellapprendimento motorio e
del gioco ad esso connesso. Si occupa anche di ci che dovrebbero fare i principali agenti
educativi (scuola, famiglia..) perci la pedagogia dello sport pu essere declinata come pedagogia
sociale dello sport che mira ad elaborare strategie per la promozione dei valori umani. I problemi
epistemologici pi importanti:

Quale funzione svolge come scienza

Quali sono i campi di indagine

Quale rapporto ha con le altre scienze

Da quali altre scienze derivano le sue conoscenze

Fino a che livello pu spingersi


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Quali metodologie

Quale relazione tra teoria e pratica

Come incide sul curricolo dellinsegnamento sportivo

La pedagogia dello sport si sviluppa oggi su tre piani:


1. Un piano di studio e di creazione di nuovi significati educativi di tipo filosofico-teorico e
storico-normativo.
2. Un piano di ricerca orientato sulla pratica pedagogica.
3. Un piano di discussione e di avviamento allo sport orientato didatticamente.
Quindi la pedagogia dello sport dal punto di vista epistemologico una scienza che si occupa dei
valori, delletica e dei problemi morali dello sport e delleducazione sportiva. La pedagogia dello
sport partecipa oltre che allo studio epistemologico delle scienze deleducazione anche a quello
delle scienze dello sport. Questa duplice partecipazione rende difficile la sua definizione. Anche
le scienze dello sport sono state introdotte in Germania con lintento di dare pi credibilit
scientifica allo studio dellattivit motoria e sportiva. La pedagogia dello sport aspira ad essere
riconosciuta come scienza delleducazione. Attualmente ha la sua collocazione riconosciuta a
livello internazionale tra le scienze dello sport (che sono la medicina dello sport, la psicologia la
sociologia dello sport..), caratterizzate da uno statuto epistemologico fondato sul principio
dellinterdisciplinariet che aspira allunificazione ad unico campo di ricerca (transdisciplinarit).
Lelemento di unit di queste scienze consiste nel chiarire i significati dello sport per coloro che lo
praticano, lo insegnano.. Perci il fondamento principale letica. La pedagogia dello sport si
presenta come una scienza omnicomprensiva e generale realizzando una continua sintesi dei
contenuti provenienti dalle varie scienze analitiche. La pedagogia dello sport non accettata e
intesa allo stesso modo in tutte le aree culturali.

America e Germania: accettata e consolidata

Francia: mai entrato nelluso

Spagna: vi un ampio dibattito

Italia: sporadici tentativi di introdurre la disciplina opzionale di pedagogia dello sport e


delleducazione fisica.

I pedagogisti e gli studiosi avvertono la necessit di una dizione comune con la costruzione di un
discorso pedagogico interdisciplinare comune a livello internazionale.

Ambiti e Contenuti
Il campo di studio della pedagogia dello sport molto vasto perch lo sport in se vasto. In
origine si trattava delleducazione fisica problemi legati allinsegnamento-apprendimento, in seguito
si sono aggiunti problemi di formazione di allenatori e di insegnamento di vari sport. Questo nucleo
di problemi oggi si ampliato fino a toccare tutti i principali temi prospettati dalleducabilit umana.
I problemi tendono a coincidere con quelli della pedagogia ma anche con quelli scientifici e si
articolano in tre ambiti di studio.:
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1. Filosofico-teoretico
2. Storico comparativo
3. Sperimentale
Tra le principali questioni trattate dalla pedagogia dello sport vi sono quelli legati allo studio dei
valori sportivi, della salute e del benessere, dellintercultura, della differenza tra i sessi..
Leducazione fisica e lo sport hanno la capacit di trasmettere molteplici valori desiderabili. Lo
sport ha la sua radice nella spinta originaria della specie umana al miglioramento di s stessa e
promotore di valori. I valori dello sport hanno la loro origine nel corpo che si muove e gioca. Latto
motorio e sportivo sempre una dimostrazione di una cultura umana ed accompagnato da
implicazioni estetiche e morali che gli attribuiscono un determinato valore sociale. La pratica
sportiva perci non solo tecnica; praticare e insegnare lo sport presuppone sempre una
responsabilit per se stessi e per gli altri. Leducazione sempre connessa con i valori; i valori
sono collegati con gli atteggiamenti della persona, infatti il valore non osservabile, unidea,
astratto, osservabile attraverso le azioni delluomo. Per questo leducazione ai valori attraverso lo
sport interviene su tali atteggiamenti e comportamenti per far assumere alleducando i valori
ritenuti indispensabili per un corretto stile di vita. Nello sport esistono tre tipi di valori:
1. Valori puri: sono valori positivi che se assunti garantiscono il rispetto della dignit della
persona, contribuiscono al suo sviluppo individuale e a quello della convivenza umana.
Sono i valori educativi per eccellenza: salute e benessere, lealt, amicizia del gruppo,
pace, socializzazione, autocontrollo..
2. Controvalori o disvalori: derivano dalla natura bipolare che caratterizza la struttura dei valori
sportivi, cio da ogni valore individuato corrisponde un opposto. Rappresentano i contenuti
negativi: violenza manipolazione, narcisismo, edonismo, consumismo, sessismo e
razzismo.
3. Valori misti: sono valori misti che possono essere valori puri o controvalori a seconda del
modo in cui vengono presentati e sono: la vittoria, il premio, la competizione, il rendimento..
La vittoria e il premio si trasformano in disvalori quando assumono laspetto del vincere e
del guadagno ad ogni costo. La competizione diventa valore rifacendosi al suo significato
originario: dal latino cum-petere, ossia ricercare insieme, diviene confronto e non
scontro. questo il senso dellagonismo greco che rimanda allagon che prima di indicare
lotta indica luogo in cui ci si incontra per discutere e confrontarsi. Anche salute e benessere
si trasformano in disvalori quando vengono perseguiti con ossessione, diventando
patologia e dolore o quando si sviluppano atteggiamenti edonistici e narcisisti. Diventano
valori puri quando sono affrontati con equilibrio, rispetto per gli altri. Se non si tiene conto
della persona lo sport porta allo sviluppo di processi di spersonalizzazione e
disumanizzazione.
Il corpo loggetto di studio delleducazione fisica e sportiva delle scienze dello sport. Fatta
eccezione per i Greci le teorie elaborate le abbiamo dal XX secolo da Nietzsche parlando di
antropologia filosofica. In seguito hanno contribuito altri studiosi dai quali emerge che non facile
distinguere tra natura e cultura. Il corpo ha una natura da anfibio che vive contemporaneamente in
due mondi: quello della materia organica e della vita biologica. proprio questa natura anfibia e
ambigua del corpo a dare vita alla cultura umana. Senza leducazione, ossia la trasmissione di
conoscenze, competenze e valori il corpo umano non realizzerebbe il processo di umanizzazione,
ma solo quello di ominizzazione assumendo un aspetto solo apparentemente umano come per i
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bambini selvaggi. Paragonato agli animali il corpo appare indeterminato, questa indeterminatezza
detta neotenia, apre il corpo umano alle infinite possibilit biologiche, sociali e culturali che
caratterizzano la vita umana, offrendo la possibilit di trasformazione. Con la parola corpo litaliano
intende sia il corpo come oggetto che come soggetto. La lingua tedesca differenzia: Koerper sta
per corpo oggetto, reso oggettivo dalla scienza, il corpo materiale, il corpo in s, il cadavere inteso
come qualcosa di inanimato; Leib sta per corpo soggetto inteso come vissuto, come esperienza
vitale. La lingua tedesca risulta utile quando si cerca di definire lepistemologia delle scienze dello
sport. La pedagogia dello sport ha una concezione di corpo come qualcosa o qualcuno che deve
essere educato su molti piani e livelli di complessit (biologico, sociale, psichico..). E visto come
vissuto, non separabile dallesperienza della persona. Detto ci la pedagogia dello sport vista
come la scienza che studia come e con quali mezzi possibile educare luomo, umanizzarlo
attraverso lo sport, tenendo conto dei fattori esterni(sociali, politici..) ed interni(psicologici,
culturali..) che agiscono sul corpo umano e dei risultati che producono leducazione. Vediamo le
divisioni in quanto scienze del corpo:
1. Scienze naturali dello sport: corpo come oggetto
2. Scienze umane dello sport: corpo in quanto simbolo come la pedagogia, la sociologia, la
filosofia..
Possiamo sintetizzare leducazione nella seguente formula: E= f(a,b,c/S). In cui a leducatore, b
leducando, c il mezzo e S lo scopo. Leducazione come funzione pu essere anche attribuita
alleducazione fisica: ED= f(a1,b1,c1/S1) s sta a indicare che leducazione ha come scopo
lumanizzazione fisico-corporea delluomo e che c il materiale fisico e culturale che promuove lo
sviluppo fisico umano. In conclusione il corpo indivisibile da Koerper e Leib ma anche pi che
corpo, non pura materialit e neppure solo spirito. Il movimento parte integrante della natura
umana fin dalla nascita, caratterizza lesistenza delluomo. Dal punto di vista culturale i movimenti
possono essere divisi in quattro categorie:
1. Di base: movimenti della vita di ogni giorno
2. Segnici: trasmettono segnali e informazioni (gesti)
3. Produttivi: movimenti che producono valori e risultati attraverso operazioni manuali compiuti
con strumenti
4. Simbolici: movimenti di forme espressive (il gioco sportivo e la danza)
Il concetto di movimento viene spesso scambiato con quello di motricit. Vi sono varie posizioni
degli studiosi:

Il significato dei due termini identico

Il significato del movimento considerato un sottoinsieme di motricit

I due termini hanno un significato che si interseca parzialmente

Il significato dei due termini completamente diverso

Lo psicologo Jean Piaget (1970) ha attribuito un ruolo fondamentale alla motricit: implica
nelluomo la consapevolezza dei proprio movimenti corporei e di s stesso come essere che si
muove. la capacit di compiere movimenti corporei considerando il valore e il significato che
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assumono nel loro manifestarsi esteriore e nel loro rivelarsi interiore in relazione con le diverse
forme di attivit psichica e i modi di essere della personalit del soggetto. La motricit implica la
conoscenza del soggetto. In quanto esperienza fisica, la motricit, trasforma luomo. Parlare di
movimento secondo Parlebas, significa oggettivare luomo e ridurre la sua complessit umana; il
concetto di azione motoria permette invece di superare questo concetto semplificato riconducibile
al Koerper, ma partecipa anche il Leib. IL movimento visto come una componente elementare
delle azioni. Il movimento alimenta la creativit in forme ludiche, il gioco appare dunque come la
rivelazione della motricit umana. unattivit fine a se stessa, perseguita per puro piacere. Johan
Huizinga (1972) da una definizione di uomo come essere che gioca, per il quale il giocare un
fenomeno fondamentale dellesistenza. Esso una forma di attivit volontaria che sempre in
relazione con la cultura, lambiente e le condizioni economiche del tempo ed inoltre indipendente
dallet, dal sesso, dalla razza ed sempre modificato dallesperienza. una forma di interazione
che ha bisogno di essere regolata attraverso il rispetto di regole. Nella lingua inglese abbiamo la
differenza tra play e game. Il play indica lazione di giocare intesa come ricreazione e divertimento
quindi senza un obiettivo definito; il game la forma del gioco cio il gioco caratterizzato da regole
in vista del raggiungimento di un obiettivo comune. Assumendo questa distinzione il sociologo
Cristopher Lasch sostiene che la degenerazione dello sport moderno dovuta al prevalere del display, della spettacolarizzazione. Il dis-play c sempre stato nella storia dello sport, ma oggi viene
estremizzato ed esasperato. La finit spettacolare distrugge le propriet ludiche, culturali dello
sport conducendo ad atteggiamenti immorali. Classificazione del gioco:

Individuali o di auto superamento: corsa, di precisione..

Di opposizione: lotta, pugilato..

Di collaborazione: collaborazione per perseguire un obiettivo comune

Di collaborazione-opposizione

Per la pedagogia dello sport interessante la classificazione di Roger Callois (2000) che suddivide
il gioco in base a quattro categorie:

Lagon o competizione: giochi in cui prevale la dimensione ludico-competitiva

Lalea o sorte: giochi nei quali prevale la sorte o la fortuna

La mimicry o maschera: giochi simbolici e di rappresentazione che utilizzano un simulacro

Lilynx o vertigine: giochi che presuppongono un desiderio di instabilit, squilibrio o vertigine

Queste categorie si trovano collegate in un continuum ai cui estremi si trovano:

La paidia: il play che appare come il gioco primitivo, senza regole, di istinto ludico

Il ludus: il game che appare come evoluzione della paidia, con regole

Dal gioco nasce lo sport. Lo sport espressione della vita.

Metodologie di ricerca
Il tema delle metodologie difficile da affrontare vista la carenza degli studi epistemologici. Il
dibattito sviluppato dal filoso Jurgen Habermas ha evidenziato come la conoscenza umana e la
ricerca si siano evolute a partire da tre specifici interessi cognitivi corrispondenti a tre paradigmi:
1. Empirico-analitico
2. Teoretico-ermeneutico
3. Critico
Corrispondono alle tre linee di ricerca; si tratta di metodologie sia di tipo quantitativo (basate sulla
quantit, lesigenza di sapere quante volte un determinato fenomeno si presenta e si ripete) che
qualitativo (linteresse a capire da parte del ricercatore le situazioni nella loro unicit). I ricercatori
oggi avvertono la necessit di unificare i paradigmi con un approccio pi globale. La ricerca nella
pedagogia dello sport tratta di: obiettivi dellazione e problemi relativi alle strategie. sempre
ricerca sulleducazione e per leducazione, trova cio una giusta proporzione fra teoria e pratica.
La ricerca parte da due principi metodologici fondamentali: le esigenze e le caratteristiche
delloggetto; la libera scelta del metodo di ricerca che dipende dal ricercatore. Metodo e oggetto
sono strettamente connessi. Crum ha evidenzito le linee metodologiche comune da considerare:

Lutilizzo delle metodologie per il miglioramento della pratica.

Le critiche danno indicazioni fondamentali per la pratiche e la teoria.

Esplicitare le premesse ontologiche, legate al significato.

una ricerca complessa a causa dellesistenza di tradizioni scientifiche multidisciplinari. Nelluso


delle metodologie quantitative e qualitative si individuano due posizioni:

Purista: rifiuta il legame tra di esse

Pragmatica: si sforza di trovare un legame

La necessit di integrare le due metodologie oggi diventata una vera esigenza mondiale.
1. La metodologia empirico-analitica: si basa su una visione positivista del mondo sociale e
del comportamento umano. quantitativa poich si parte dal presupposto che le
conoscenze e i dati raccolti possano essere quantificati. Si basa sul concetto di un disegno
di ricerca, quantitativo, che utilizza test, comparazione tra gruppi, controllo e statistiche su i
processi di insegnamento-apprendimento.. I metodi attribuiti a questa metodologia sono:
a. Osservazione sistematica: applicata al comportamento degli insegnanti di
educazione fisica che ha come scopo la quantificazione di alcuni aspetti del
comportamento degli educatori. molto utilizzata nellinsegnamento dei giochi
sportivi e nellallenamento.
b. Feedback stimolato: consiste nella registrazione audiovisiva dei ricercatori delle
attivit di insegnamento degli educatori, con lo scopo di mostrare loro le azioni e
riflettere su eventuali errori.

c. Indagine: consiste nella rivelazione attraverso analisi e questionari di problemi legati


alla pratica sportiva (valori, scelte, interesse, motivazioni..).
una metodologia limitata in confronto alla complessit della pratica e delleducazione
sportiva.
2. La metodologia interpretativa: una metodologia qualitativa con lo scopo di descrivere e
interpretare i fenomeni educativi legati allo sport come parte dei fenomeni sociali, studiando
i significati e le intenzioni umane dal punto di vista dei soggetti stessi coinvolti. Si basa sul
concetto di interpretare e comprendere, rimanda allidea di interagire con invece che
dellagire su. Intende conoscere gli individui allinterno, entrando nella loro sfera personale.
Tale metodologia comprende: un intensa partecipazione nella ricerca; unattenta
registrazione di ci che accade; una riflessione analitica dei dati raccolti. I metodi attribuiti a
questa metodologia sono:
a. Etnografia naturalistica: utilizzata per studiare la socializzazione degli insegnanti e il
gioco nei bambini. Le descrizioni oggettive del ricercatore possono risultare diverse
dal significato soggettivo, il compito delletnografia comprendere seguendo il
concetto della riflessivit: cio il ricercatore deve essere consapevole che egli
sempre parte della situazione educativa, non assume quindi una posizione
indipendente.
b. Studio di caso: consiste nella descrizione e nellanalisi particolareggiata di unit
sociali o educative singole considerate nella loro complessit con lo scopo di
comprendere in profondit le singole realt (persone, famiglia, gruppo, drop out:
sullabbandono).
c. Storie di vita: permette di raccogliere e accedere ai dati necessari per costruire i
significati che i soggetti sportivi attribuiscono alle loro esperienze. un metodo
biografico-narrativo. Ricavate tutte le informazioni si potr procedere alla loro analisi
e interpretazione.
Anche questa metodologia presenta vari limiti poich non vi un meccanismo per verificare
pubblicamente i dati primari. Inoltre dipende dalla comprensione soggettiva del ricercatore.
3. La metodologia critica: si ispira al principio sostenuto dalla teoria critica della Scuola di
Francoforte la quale diceva che il sapere umano il frutto di una relazione sviluppata nel
corso del tempo attraverso linterazione e la comunicazione allinterno di specifiche
organizzazioni sociali. Cerca di ricostruire i meccanismi coercitivi, linguistici dei discorsi che
legittimano il potere costruito dai gruppi dominanti per controllare e sfruttare, a scopo di
mero profitto, le classi subalterne. Studia lo sport in relazione ai condizionamenti culturali e
sociali che li influenzano. Tra i temi preferiti dai ricercatori c leducazione postmoderna
caratterizzata dalla crisi del soggetto, dalle professioni.. I metodi attribuiti a questa
metodologia sono:
a. Etnografia critico-riflessiva: consiste nel comprendere e scardinare le relazioni
strutturali di oppressione di problemi delleducazione e dello sport attraverso
unanalisi ampia e dettagliata. Lo scopo impegnarsi per la trasformazione e il
cambiamento in senso migliorativo delle pratiche motorie e sportive. Utilizza le
stesse tecniche della metodologia interpretativa.
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b. Ricerca-azione: tra i pi utilizzati in educazione. un metodo condotto da un


gruppo di persone che si riuniscono per risolvere il problema, molto efficace per la
formazione di insegnanti. caratterizzato da fasi: identificare il problema; riflessione
sui dati raccolti; valutazione del risultato.

La formazione degli educatori sportivi


Le professioni educative nello sport hanno conquistato sempre pi nuovi spazi. Lo sviluppo di
queste professioni sono dovute alla diffusione postmoderna di una cultura del corpo (personal
trainer). Gli operatori dellattivit motoria sono dunque i professionisti della cura del corpo. La
centralit della cura costituisce vere e proprie professioni educative. Il problema delle professioni
sportive appare oggi caratterizzato da tre elementi indipendenti:
1. I saperi e i contenuti professionali dello specialista dello sport che devono essere
approfonditi durante la formazione.
2. Gli ambiti di intervento
3. Il riconoscimento del ruolo sociale: da questo punto di vista la maggior parte delle
professioni sportive non sono riconosciute e non ricevono un adeguato compenso
economico. nato in Europa il network EOSE che raccoglie ed elabora i dati di vari
osservatori nazionali e ha anche lo scopo di collegare le politiche formative dellUE
nellambito dello sport al mercato del lavoro.
Un educatore sociale deve anche possedere competenze interculturali. Altre professioni sono
specifiche nelleducazione informale (eventi sportivi) e non formale (formazione professionale).
Tutto ci dovrebbe prevedere unomologazione nei percorsi di formazione ancora inadeguata. Le
ricerche attuali si stanno concentrando sulle competenze specifiche che permettano
allinsegnante di educazione fisica di affrontare i problemi della societ complessa, cio
linsegnante come professionista della complessit. Lobiettivo delle ricerche per la formazione
dellinsegnante rompere con i modelli antidemocratici e autoritaristici del passato e delineare un
profilo di professionista critico-riflessivo. La formazione impostata sulla pedagogia rischia di
tralasciare i problemi economici e genera una visione orientata sul rendimento poich si creano
diverse relazioni di potere. Le competenze pedagogiche critiche permettono permettono una
visione pi umanistica (con lo studio di filosofia, storia, sociologia..) e aiuteranno linsegnante a:

Percepire in modo globale

Comprendere la centralit dello studente

Utilizzare la propria esperienza per la continuazione del proprio sapere

Dare valore alle esperienze vissute

Considerare la libert personale come valore fondamentale

Utilizzare la diversit e il pluralismo come mezzi per raggiungere queste finalit

Capire che sono necessarie nuove forme di linguaggio

Sviluppando queste competenze il docente sar pi aperto verso i propri studenti che saranno pi
liberi di elaborare una visione del mondo pi autonoma e indipendente; sar in grado di
trasformare la pratica (come atto routinario) in prassi (riflessione per azione che ha come scopo il
cambiamento). Leducazione fisica nel contesto scolastico presenta degli aspetti paradossali:
non stata utilizzata per fini educativi poich stata utilizzata per fini militari o con valori sbagliati
quali la mascolinit, il sacrificio, il nazionalismo.. Ha una scarsa considerazione a livello sociale e
politico che si traduce:

In riduzione di orario nelle scuole

Nel taglio di risorse strutturali ed economiche

Nel essere ritenuta una disciplina inferiore

Nella percezione di una disciplina non scientifica

Nella non preparazione degli insegnanti

Si tratta di una crisi silenziosa dovuta a tre motivi principali che portano spesso al drop-out:
1. Lassenza di contenuti di apprendimento: una causa che viene imputata allinsegnante
stesso che si limita a fare lappello o ad organizzare attivit generiche. Comporta
svogliatezza e noia agli studenti.
2. La scarsa considerazione dellinsegnante di educazione fisica: tende ad occupare un ruolo
marginale nella scuola poich sempre stato visto come un individuo muscoloso,
autoritario, socievole, immaturo e poco portato alla riflessione. Tutto ci dovuto a:
o

La non conoscenza degli insegnanti della disciplina

La mancanza di impegno

La mancanza di impegno dello Stato

Lidea che la lezione sia svago

La mancanza dellinsegnante di partecipazione ai progetti scolastici

3. Il curricolo occulto: si riferisce alla conformazione allideologia sociale dominante pi che


allacquisizione di conoscenze o abilit non previste nella pianificazione curricolare ufficiale.
Appare dunque come un rafforzatore delle norme sociali di base che vengono identificati
con gli interessi di un determinato gruppo o di classe. Occulto pu prendere le forme di
xenofobia, razzismo.. Tra le possibili situazioni di curricolo occulto segnaliamo:
o

Linsegnante impone la separazione di maschi e femmine nella lezione

Linsegnante riserva pi attenzione agli studenti pi capaci

Linsegnante fa capire che lunica cosa importante vincere

Linsegnante non struttura nessun gioco sportivo

Linsegnante ascolta solo quello che dicono alcuni studenti


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Linsegnante ha un atteggiamento autoritario

Linsegnante si presenta senza abbigliamento consono

Linsegnante utilizza un solo gioco sportivo, il calcio

Esistono altri fattori che influenzano negativamente la percezione di questa materia:


o

I curricoli prevedono meno ore settimanali

Le ore di educazione fisica sono relegate alla fine

Gli spazi sono inadeguati

Gli altri insegnanti tolgono ore per i loro test o verifiche.

Il curricolo occulto rappresenta una sfida per la pedagogia dello sport.


Lallenatore non solo un tecnico ma anche un educatore che trasmette valori, ideologie,
convinzioni, opinioni.. che aiuta il giocatore a capire quali sono le proprie caratteristiche e abilit e
quanto pu dare al ruolo che ricopre. Egli deve aiutare i giocatori a comprendere la pratica sportiva
come attivit ludica e umanizzante, deve assumere un ruolo autorevole e non autoritario basato
sul rispetto reciproco coah-atleta come educatore-educando; deve implicitamente trasmettere il
cosiddetto allenamento invisibile (valori, ideologie..). Le sue funzioni variano a seconda delle et ,
si adatta con il bambino (un modello) e con ladolescente: un amico, un organizzatore, un
tecnico, un insegnante, un manager, uno stratega. Non esiste un profilo ideale di allenatore ma
necessario che si adatti alle circostanze e alle caratteristiche individuali. Per sviluppare tali
competenze ci deve essere una formazione non solo bio-fisiologica e tecnica, ma anche filosofica,
psico-socio-pedagogica. Lallenatore non mai anteporre il risultato alla persona.

Problemi dello sport e delleducazione


Pierre de Coubertin pens ai Giochi olimpici proprio in funzione dei principi educativi, questi
fondamenti sono stati sintetizzati nella cosiddetta educazione olimpica. I suoi principi sono:

Idea religiosa dello sport

Concezione estetica e intellettuale dello sport e delleducazione fisica

Idea di elite e di uguaglianza di opportunit

Esaltazione della performance e della competizione

Sportivit

Rispetto per la tradizione

Spirito internazionale e nazionalismo

Concetto di sport amatoriale e non professionistico

Indipendenza della comunit olimpica


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Attuazione in forme moderne del modello classico

Ci sono molte critiche su questi principi per cui leducazione olimpica non prospetterebbe alcuna
creazione di nuovi valori. Si dice che Coubertin non sia riuscito ad emanciparsi dalla sua visione di
aristocratico. Per corretta lidea che dallo sport non tenga conto solo della dimensione fisica ma
anche quella intellettuale. Ci sono dei punti utopici poich impossibile pensare di ottenere
benefici sociali di fratellanza e pace se non si sono attuate le trasformazioni socio-politiche ed
economiche eliminando le disuguaglianze. Tra le principali critiche rivolte alleducazione olimpica
abbiamo:

La partecipazione alle Olimpiadi pu dare vita ad una vera e propria patologia nei giovani
atleti (doping, stress..)

Solo pochi atleti vengono incoraggiati alleducazione interculturale (competizione alta)

Non sviluppa le competenze per affrontare i problemi sociali quali la violenza, i diritti umani,
razzismo..

La globalizzazione influisce molto sulla vita del pianeta e lo sport parte di essa. Si parla oggi di
sportivizzazione della societ. Questo fenomeno viene spesso criticato e accusato di
disumanizzazionee alienazione delluomo, lo sport toglie alluomo la possibilit di interpretare il
mondo se non nella modalit sportiva. Tuttavia lo sport fa parte delleducazione postmoderna, e
senza lo sport leducazione postmoderna non potrebbe essere pensata. La complessit dei
problemi educativi richiede lintervento costante di una pedagogia critica che vigili. La pedagogia
critica permette di vedere lo sport come un insieme di progetti globali:

Corporeo-motorio

Ludico-ricreativo

Istituzionale: in quanto disegno politico globalizzato

Personale e di vita

opinione comune che lo sport di alto livello non sia educativo basandosi sulla competizione,
sul risultato, sul lato economico, sul doping e sulla vittoria. Si parla oggi di pedagogia dello sport di
alto livello che segue i seguenti principi:

Favorisce gli atleti nei processi intellettivi

Prospetta la possibilit di conoscere se stessi

Implica una continua sfida al miglioramento di se stessi

Prospetta la possibilit di un esempio educativo

Ricopre vari campi interdisciplinari

Sviluppa conoscenze

Il valore intrinseco dello sport sia base che di alto livello va costruito e scoperto progressivamente
attraverso luso del pensiero critico-riflessivo. Latleta di alto livello deve essere in grado di capire il
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significato della sua pratica. Il valore interculturale dello sport innegabile poich esso serve a
dialogare con gli altri, a confrontarsi, a condividere. Implica sempre laccettazione delle differenze
culturali. Si parla di pedagogia antirazzista per lo sport che valorizzi il principio di unattivit
motoria e sportiva aperta a tutti. Alcuni principi:

Va superato il concetto di razza

I giovani e gli atleti non vanno mai selezionati in base a stereotipi etnici o razziali

Non esistono razze

Le abilit non sono innate ma si sviluppano

Mostrare sempre gli aspetti positivi degli atleti appartenenti alle varie razze

Una pedagogia antirazzista deve configurarsi con interventi interculturali nella societ, con la
rimozione degli svantaggi sociali, culturali ed economici fornendo mezzi, occasioni e risorse per
lintegrazione dei vari gruppi attraverso la pratica motorio e sportiva.

Filosofia dello Sport


I problemi etici della filosofia dello sport
Il Doping
La problematica del doping deve essere vista sia dal punto di vista dellatleta, che decide se
prendere o meno le sostanze, ma anche dallallenatore e dai medici che incoraggiano e
prescrivono le sostanze. Questo problema ci permette di confrontarci con gli scopi delletica
sportiva. Lideale greco di aret si basa su una concezione ideale dellessere umano, perci il
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metodo delletica della virt consiste nella concettualizzazione di questo ideale personale e nel
tentativo di viverlo fino in fondo nelle proprie azioni. Aristotele individua nelleudaimonia (felicit) il
telos (fine) di ogni attivit umana; identifica leudaimonia con lattivit svolta in conformit con la
virt. Ci significa che letica della virt esige che gli individui agiscano nel modo in cui una
persona considerata idealmente virtuosa dovrebbe agire in una determinata situazione; cio in
modo da essere il tipo di persona che vuole essere. Il dopato che vince si allontana dal suo telos e
avr cos violato le norme della virt etica. Gli effetti del doping vanno al di l dellatleta. Le teorie
etiche come quelle di Kant si concentrano sulle leggi morali o sui principi. Limperativo categorico
di Kant, vale a dire: agisci come se la massima della tua azione dovesse essere elevata dalla tua
volont a legge universale, si presenta come un dovere morale derivato dalla ragione. Poich il
doparsi illegale, facendolo si avrebbe come conseguenza che tutti si comportassero violando le
norme. una situazione che finirebbe per distruggere il concetto di sport. Lallenatore che
incoraggia latleta a doparsi finisce per trattare come un mezzo latleta e non come fini in se stessi.
Inoltre la relazione tra i concorrenti include il rispetto di regole. Il medico dovrebbe informare
latleta dei rischi che si corrono riguardo le sostanze che si utilizzano, sono obblighi che derivano
dalla medicina. Gli atleti dovrebbe stare attenti alle conseguenze del doping a livello di salute,
devono considerare gli effetti che il loro atto personale di doparsi avr su tutte le persone coinvolte
nonch sullo sport stesso.

Linganno e la disonest
Sono moralmente sbagliati, nella pratica sportiva alcune regole del gioco sono regolarmente
violate per motivi strategici con il tacito consenso della comunit dei giocatori. Lazione di un fallo
commesso allultimo minuto fatto apposta, considerato parte del gioco. Ma moralmente
accettabile? Tali falli sono commessi con laspettativa e laccettazione della punizione. La
violazione strategica delle norme riflette la definizione di Martin Luther King Jr della disobbedienza
civile moralmente giustificata, ma la disobbedienza civile implica la rottura intenzionale di leggi
ingiuste al fine di promuovere la giustizia nella societ e il rispetto integrale della legge generale.
Questo obiettivo appare certamente pi nobile. Latteggiamento sembra essere quello secondo cui
non barare se non si viene scoperti. Il filosofo Laozi dice che non si pu legiferare sul
comportamento morale, perci che standard etici si devono utilizzare? Le cosiddette regole non
scritte, infatti la natura dello sport influenzata dalla comprensione etica che sta alla base della
sua natura del rispetto delle regole e delle sanzioni implicite che caratterizzano la loro violazione.

Il rischio e la violenza
Un secondo genere di problemi etici nel contesto sportivo ha a che fare non tanto con il rispetto
delle regole, quanto con il rispetto di se stessi e degli avversari. La competizione e la gara
implicano il rischio e gli avversari. Se si concepisce la competizione simile alla dialettica hegeliana
(padrone/schiavo) cio un tentativo di affermare se stessi dominando gli altri. Di fronte al possibile
rischio di violenza nello sport dobbiamo rispettare la dignit dei concorrenti attraverso: la
considerazione fondamentale dei diritti umani; lapprezzamento per il particolare rapporto in
questione e la comprensione dellattivit che si sta svolgendo. Il rischio insito in qualsiasi sport e
distingue il successo dallinsuccesso. La competizione e la gara comportano sempre il rischio del
fallimento o della sconfitta. Dobbiamo distinguere il rischio della morte e della sconfitta se vogliamo
dare un giusto significato etico, affrontiamo il rischio del perdere per conseguire il carpe diem nello
sport. Tutto ci dipende dalla scelta razionale di ciascuno che deve scegliere di affrontare i rischi
intrinseci alla gara; la prova delle abilit legate allo sport ha bisogno di incorporare tali rischi al fine
di coltivare le giuste virt. Una tendenza che ha preso piede tra i filosofi dello sport quello di
distinguere tra aggressivit fisica, moralmente accettata e violenza, moralmente in accettata dal
momento che lo scopo di provocare intenzionalmente danno alla persona (rugby, pugilato..).
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Tuttavia sono considerate azioni violente quelle che hanno come scopo limpedire allavversario di
partecipare al gioco, ferendolo o causandogli qualche tipo di trauma.

Attrezzature sportive e tecnologie


Una caratteristica fondamentale dei giochi stata identificata da Suits (1978) nel divieto di
utilizzare mezzi nuovi ed efficaci per il raggiungimento dellobiettivo ludico di un gioco. Come ci
aspettiamo che latleta si impegni nel fare il possibile per migliorare le sue prestazioni fisiche, cos
dovremmo aspettarci che coloro che progettano e realizzano attrezzature sportive lo facciano
anche per massimizzare le prestazioni atletiche. Il motto olimpico: citius, altius, fortius, pi
veloce, pi alto, pi forte sembra riferirsi proprio alla continua necessit di evoluzione e
miglioramento delle performance atletiche grazie alle attrezzature sportive sviluppate dalla
tecnologia. Dallaltra parte per la metafisica dello sport ha dimostrato che la limitazione artificiale
della performance parte integrante dellessenza dello sport. Chi si oppone alla teoria di introdurre
nuovi mezzi parla in quanto non si vogliono perdere i beni interni dello sport. La pi ovvia
giustificazione sportiva per le tecnologie delle attrezzature sportive la sicurezza (caschi,
protezioni..). Negli sport che richiedono attrezzature di alto livello come lo sci o il golf, giusto che
siano adottate tutte le precauzioni necessarie, nel rugby se si mettessero delle imbottiture ai
giocatori la partita perderebbe qualcosa. Il successo internazionale come il calcio e la corsa in
parte dovuto alla loro capacit di superare le disparit attraverso bassi costi delle attrezzature cos
da facilitare il progresso degli atleti.

Il denaro e la mercificazione
A volte sembra che letica non sia importante nello sport e la ragione leccesso di denaro e la
mercificazione legata a tale fenomeno. Si dice che lo sport diventato un grande business e ha
stravolto il suo significato passando da una finalit morale ad una di solo mercato. Gli sport
servono per educare per mettere alla prova i comportamenti etici e sperimentarli nella pratica. Da
ci deriva anche il doping, i giocatori si dopano per ottenere un risultato, soldi. Il denaro ha tolto il
significato dello sport. Il vocabolario da piantagione che si utilizza nello sport professionistico,
dove i giocatori vengono comprati, venduti e scambiati rimanda allo scopo economico. La
responsabilit di difendere letica dello sport non spetta alle istituzioni ma ai partecipanti. I
praticanti devono sviluppare la sensibilit per la bellezza dello sport eticamente modellato sui valori
di equit, rispetto, giustizia e meritocrazia, i problemi quali il profitto e la mercificazione non
eroderebbero i valori interni.

I problemi sociali della filosofia dello sport


Discriminazione
Per discriminazione si intende un trattamento iniquo e non paritario delle persone in quanto singole
o facenti parte di determinati gruppi sulla base di specifiche categorie quali la razza, il sesso, let,
le caratteristiche fisiche, lorientamento sessuale o altri fattori. Lo sport una pratica che di per s
possiede una logica antirazzista e antidiscriminatoria grazie al gioco che ne la sua componente
fondamentale. questo un concetto molto antico risalente allidea della superiorit della razza
bianca su tutte le altre. Negli USA i neri non potevano avere accesso agli impianti sportivi, ci
spiega la loro forte avversione e non familiarit per gli sport acquatici. La filosofia dello sport non
attribuisce alcuna validit ontologica al concetto di razza, approccia ai problemi etici e filosofici
della discriminazione attraverso il termine pi corretto di etnia; la multiculturalit che rappresenta la
situazione di fatto dello sport e linterculturalit, lobiettivo a cui tende lo sport, deve tendere verso
leducazione delle persone. Il compito del filosofo quello di far riflettere sui possibili danni che gli
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stereotipi razziali possono portare allimmagine dei diversi gruppi umani e sui limiti che comportano
nellaccesso alla pratica sportiva. Unaltra discriminazione legata al sesso: nota la lotta delle
donne per la conquista del diritto di partecipazione alla vita politica.. la storia politica andata di
pari passo con lo sport. Ancora oggi ricorrono delle differenze con il modello maschile considerato
predominante. Vediamo limpossibilit della donna di avere accesso alle professioni di gestione
sportiva o di dirigenza, per ricorre limmagine della donna-corpo, calendario, atleta. Lidea che
esistano sport maschili e sport femminili presenta lo stesso la possibilit di discriminazione. Ci
che biologico pu diventare culturale e ci che culturale pu diventare natura nelluomo; sta a
noi trasformare lo sport in uno strumento per pensare un essere umano non pi diviso e
discriminato in generi, ma come un essere maschile e femminile che gode di pari dignit e diritti
che presenta le stesse opportunit di scelta e le stesse possibilit di realizzarsi.

Ambiente e sostenibilit
Nel mondo antico vi erano luoghi dedicati al sacro dove la nudit degli atleti era la testimonianza
del legame originario tra uomo, natura e divinit che lo sport aveva il compito di celebrare
eternamente. Oggi con la crescita dellinteresse per i problemi ambientali ha fatto si che i grandi
organismi di promozione sportiva siano sempre pi coinvolti da queste tematiche. Lo spazio la
condizione fondamentale per la pratica dello sport sia come luogo di incontro che di scontro tra
uomo e natura. Come pu lo sport rispettare la natura ed essere sostenibile dal punto di vista
ambientale? Se pensiamo alle strutture che per costruirle inquinano e modificano i territori
abbiamo un impatto negativo sullambiente. Tuttavia se da una parte lo sport viene considerato
uno strumento per il miglioramento del benessere delluomo si corre il rischio di distruggere
lambiente naturale delluomo, subordinando i problemi di questultimo a quelli dello sviluppo
economico, soprattutto quando ci sono interessi da parte di gruppi di potere. Lo scopo della
filosofia aiutare a pensare lo sport come mezzo utile per rispettare lambiente e a trasformarlo in
uno strumento critico di sviluppo del pensiero ecologico, cio pensando che la terra in cui
viviamo.

Politica
Il legame tra sport e politica molto antico. A partire da Platone, dai Greci lo sport ha sempre
avuto una natura politica che lo ha legato alle questioni della citt e dello Stato. Il concetto stesso
di agonismo agor, cio piazza il luogo per eccellenza della vita politica. Il concetto di politica va
visto secondo i sui tre assi concettuali:
1. Lideologia: la razionalizzazione e giustificazione teorica del potere politico e dei privilegi
economici e sociali delle classi dominanti a danno di quelle subalterne; strumento di
conservazione dellassetto sociale presente e come azione di dominio. La principale
ideologia a cui legato lo sport principalmente quella del capitalismo che utilizza lo sport
per costruire bisogni e indurre ai consumi le grandi masse.
2. Il potere: la filosofia dello sport vede il concetto positivo di potere come un mezzo
migliorativo e come forza sviluppativa, come possibilit di promozione ed emancipazione
della pace e dei diritti umani.
3. Il senso politico dello sport: lo sport uno specchio della societ, quindi politico e presenta
le stesse caratteristiche della societ. La lettura filosofica del senso politico dello sport
nella societ deve avvenire in relazione a tre concetti sociopolitici:

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a. Egemonia: la predominanza: la lotta per la conservazione ideologica e sociale del


gruppo dominante. un concetto utilizzato per indicare il predominio degli uomini
sulle donne o dei bianchi sui neri.
b. Riproduzione: un fenomeno sportivo che stimola la riflessione filosofica sui
problemi fondamentali della socit (discriminazione, cittadinanza..).
c. Resistenza: concetto che si concentra sul modo in cui i gruppi minoritari, subalterni
e discriminati riescono a resistere alle discriminazioni, alle ingiustizie che subiscono
nella societ servendosi dello sport per eccellere e conquistare un riconoscimento
sociale.
Lo sport non pu essere pensato fuori dalla politica, lo sportivo anche un politico dello sport. Il
filosofo dello sport consapevole che lo sport uno strumento per creare partecipazione, libert e
festa, i tre elementi di una politica umana. Lo sport insomma una straordinaria palestra di etica e
democrazia.

Globalizzazione
Il concetto di globalizzazione si riferisce a un processo di crescente interdipendenza tra le societ
e gli esseri umani a livello economico, politico e sociale. La globalizzazione comporta:

Il movimento internazionale delle persone che lo sport globalizzato richiede

Il flusso incessante di tecnologie

Le questioni economiche

I media

La dimensione ideologica

Basta pensare i grandi marchi che abbiamo nello sport. Latteggiamento del filosofo dello sport
critico verso chi si orienta su una filosofia di prassi che tende a pensare ogni fenomeno in termini
di azioni specifiche: cio con questa sportivizzazione si perde il carattere localistico dello sport
che aveva allorigine.

Le radici educative della filosofia dello sport


Latleta filosofo
Il concetto di atleta filosofo legato allesperienza agonale (il confronto, la disputa..) che
caratterizzava la cultura greca, che permetteva ad ogni uomo che la sperimentasse di riflettere sui
valori derivanti dalla propria esperienza personale per sperimentarli con gli altri. Lesperienza
agonica nella quale latleta metteva alla prova le sue capacit attraverso duri allenamenti, gli
permetteva di sperimentare la possibilit della saggezza, della morte e della divinit.
Rappresentava unesperienza religiosa nella quale testava le due massime incise sulle pietre del
tempio di Apollo a Delfi: conosci te stesso (che suona come monito al riconoscimento del limite
umano invece che come esplorazione filosofica del proprio senso esistenziale.) e niente di troppo
(un altro monito a non eccedere il limite delle umane passioni, ma moderarsi senza andare oltre la
misura, il metros). Esplorare se stessi con, nel e attraverso il senso del limite era dunque il
contenuto filosofico dellagon. Tutto ci esiste ancora? La filosofia aiuta latleta a comprendere che
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lo sport non costituisce un fine in se stesso, rappresentato dalla persona e dai suoi valori con la
possibilit di migliorarsi attraverso lesperienza. soltanto con la conoscenza di s che latleta
riesce ad affrontare le sfide personali e sociali che lo sport comporta. Come sostiene Heather Reid
(2002) latleta filosofo sa:

Guardare allesperienza sportiva come unoccasione di conoscere se stesso

Assumersi le responsabilit delle proprie azioni

Mostrare rispetto per se stesso

Comprendere i valori della sua comunit sportiva

Il problema nellindividuare una metodologia filosofica che pu essere utilizzata per abituare gli
atleti allatteggiamento filosofico. difficile anche perch gli atleti agonisti ragionano in maniera
tecnico-strumentale ed essi sono considerati uno strumento focalizzato sul risultato. In questo
contesto non c possibilit di sviluppar un atteggiamento filosofico. Il metodo riflessivo di Donald
Schon (1983) se integrato con il modello critico pu contribuire allo sviluppo dellatleta in un
intellettuale e in un professionista che non svolge la semplice funzione di operatore.

Filosofia delleducazione e dello sport


La storia della filosofia dello sport la storia dellemancipazione progressiva di questa disciplina
proprio della filosofia delleducazione. La filosofia dello sport insieme alla filosofia morale e
delleducazione costituiscono il corpus teoretico della pedagogia dello sport che una scienza
teoretico-pratica poich utilizza il metodo critico-riflessivo il quale permette agli educatori sportivi
di:

Analizzare la storia del proprio vissuto sportivo

Arrivare a sviluppare una propria visione filosofica

Avere una chiara prospettiva del proprio ruolo di allenatore

Strutturare la totalit delle proprie credenze e condizioni

Analizzare la consistenza delle proprie convinzioni e dei propri credo

Il ruolo e la funzione delleducatore sono determinati dal suo punto di vista, dalla visione educativa
che ha dello sport, dei suoi fini, dei suoi scopi e dai mezzi che utilizza. La filosofia delleducazione:

Riflette sulle necessit e condizioni di legittimit

Studia le caratteristiche attraverso le quali lo sport pu dirsi educativo

Ricerca le conseguenze dellassenza della componente educativa nello sport

Formula proposte sui modi educativi

Analizza la funzione educativa dello sport

La filosofia delleducazione interpreta i valori sportivi in due modi:


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1. In termini di valori puri, valori misti e controvalori: ad ogni valore corrisponde un antivalore.
2. In termini di valori intrinseci e valori estrinseci: la dinamica tra i valori che lo sport possiede
per se stesso e che gli provengono dalla natura interna e quelli esterni (denaro, fama
gloria..).
I valori educativi dello sport sono quelli presi dallinterno, in forma endogena che si vanno
progressivamente costruendo nella persona e in seguito alla sua esperienza individuale.

Valori e limiti della filosofia delleducazione olimpica


I valori che la filosofia olimpica propugna si concentrano sui seguenti pugni:
1. Sviluppo armonico delluomo e delumanit (Coubertin): promozione delleducazione
delluomo. Lo sport come esercizio fisico e competizione un mezzo per sviluppare la
volont e il carattere, per tenere alto il livello di motivazione e per abituarsi alla dedizione e
allimpegno per perseguire lobiettivo finale. Lo sport inteso come gara o record per il
superamento dei propri limiti.
2. Promozione delletica e dei valori puri: lo sport il mezzo per arrivare al cuore dei valori
comprendendoli partendo dal culto del corpo e dellagonismo.
3. Promozione della pace, dellincontro tra popoli e dellintercultura: la filosofia olimpica fa
della pace e dellincontro tra i popoli i valori basilari del modello educativo.
Ci sono varie critiche per la filosofia olimpica:

Il carattere utopistico dei principi educativi da mettersi in pratica nella societ


contemporanea caratterizzata da processi economici, politici..

Ripropone un modello culturale capitalista

centrato sulla competizione e la vittoria

Non stimola alcuna riflessione e invita allassunzione acritica

Incarna uno spirito di contrapposizione nazionalistico e linimicizia visto leccesso di


competizione promulgato

Propone una visione occidentalizzata del mondo

Non propone un adeguato interesse per i problemi sociali

La filosofia olimpica appare perci come un pensiero in cui manca uneducazione sportiva, molto
importante per il filosofo. Questo in fondo il compito del filosofo dello sport che deve scrostare la
patina retorica del discorso della filosofia olimpica, coglierne i principi e lavorare in collaborazione
con la pedagogia per metterne in pratica i contenuti potenzialmente validi, per poi tradurli in azioni
eticamente corrette.

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Dalla ginnastica antica allo sport


contemporaneo
Sport e giochi nellantichit classica greca
I Greci furono il primo popolo che: ha fatto dello sport un parte integrante della propria paideia e
che ha iniziato a misurare il tempo a partire da una gara sportiva (Olimpiade- periodos-776 a.C).
Nonostante lattivit motoria organizzata fosse presente in molte civilt orientali e del bacino
mediterraneo, solo in Grecia nacquero giochi come quelli olimpici che modernamente sono stati
presi a modello per un rilancio della funzione ludico-sportiva dellattivit fisica. Gli sport e i giochi
nellantichit classica erano caratterizzati da:
1. Gli elementi strutturali della gara nelle rappresentazioni letterarie, mitologiche ed epiche:
a. La Sfida: la provocazione lanciata da uno dei contendenti.
b. LAgonismo: la contrapposizione e al tempo stesso la massima assimilazione tra i
contendenti.
c. La Posta in Gioco: la gara tende alla conquista di qualcosa (un ruolo, un simbolo,
un premio materiale).
d. La Metis: si vince sia con la forza sia usando astutamente lintelligenza.
e. LOnore e la Gloria: onore, segno materiale (premio) dellimmateriale (il merito);
gloria come segno verbale del merito rilevante nella dimensione del futuro.
f.

LOblio e il Biasimo: il risultato negativo della competizione pu portare al


conseguimento delloblio, lessere dimenticati, come morte per assenza di merito
quindi di memoria; del biasimo, come effetto sia di una condotta di gara poco valida,
sia delloblio.

2. I Giochi: i giochi antichi e anche quelli greci sono costituiti da due elementi: il primo: il
gioco una lotta per qualcosa, costituito da uno spazio, da un tempo e dalla presenza di
regole; il secondo: il gioco nasce come rito sacro, e ance quando si laicizza ha sempre una
connessione con un rito sacro. I giochi del mondo greco erano quattro principali che
formavano una periodos (circuito) che si esauriva nellarco di quattro anni e che vedeva i
giochi succedersi periodicamente, uno dopo laltro ad intervalli di tempi prestabiliti. I giochi
Panellenici erano i pi prestigiosi, dunque la vittoria di uno era considerata un premio assai
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ambito, vincerli tutti e quattro significava acquisire la fama imperitura di periodonico. I


giochi Panellenici:
a. I Giochi Olimpici: si svolgevano a Olimpia (Elide) , dal 776 a. C. ogni quattro anni, a
fine estate in onore di Zeus Olimpio (abitante dellOlimpo) con premio una corona di
olivo. Le gare: 200, 400, 4800 metri; Pentathlon ;Lotta , pugilato, pancrazio; corsa
dei carri e dei cavalli; 200 mt, lotta e pugilato per ragazzi; corsa in armi. Il
programma delle gare: I giorno: cerimonie; II giorno:carri, cavalli, pentathlon, riti
serali; III giorno: ecatombe, gare dei ragazzi; IV giorno:corse e lotte; V
giorno:cerimonie e banchetto .
b. I Giochi Nemei: si svolgevano a Nemea (Argolide), dal 573 a. C. ogni due anni,
destate In onore di Zeus Nemeo con premio una corona di sedano selvatico. Le
gare: agoni atletici; agoni ippici; agoni musicali (dal periodo ellenistico).
c. I Giochi Pitici: si svolgevano a Delfi, dal 582 a. C. ogni quattro anni, destate in
onore di Apollo con premio una corona di alloro. Le gare: dapprima solo agoni
musicali poi anche agoni ginnici, che presero il sopravvento e, in misura limitata,
agoni ippici.
d. I Giochi Istmici: si svolgevano a Corinto, dal 581 a. C. ogni due anni, in primavera in
onore di Posidone con premio una corona di pino. Le gare: allinizio gare ginniche e
ippiche poi competizioni musicali, letterarie e poetiche carattere popolare e
atmosfera disinvolta.
e. Altri Giochi importanti erano le Panatenee: si svolgevano ad Atene, dal 566-565 a.
C. ogni anno, per nove giorni (ogni quattro anni unedizione speciale) in onore di
Atena con premio anfore di olio proveniente da uliveti sacri. Le gare: gare musicali
e letterarie (tre giorni), gare ginniche (due giorni), gare ippiche (un giorno), pirriche,
o danze con le armi (un giorno), lampadoforie, o corse con le fiaccole (un giorno),
regate e processione (ultimo giorno) .
3. La preparazione sportiva e le istituzioni educative: leducazione greca, la paideia,
considerava molto importante la preparazione fisica, essa avveniva in istituzioni
specificatamente preposte a questo: la palestra e il ginnasio. La palestra il luogo in cui si
lotta con cortile al centro e locali per potersi spogliare e detergere. Le palestre erano
ubicate nella citt e il loro scopo era lallenamento fisico. Il ginnasio luogo in cui ci si
spoglia, era il luogo dove si eseguivano gli esercizi, ovviamente dopo essersi spogliati. I
ginnasi erano dislocati fuori dalla citt e il loro scopo era lallenamento fisico, in particolare
degli atleti, e la preparazione militare. A curare gli allenamenti erano due figure
professionali ben precise: il paidotribes e il gymnastes. Il paidotribes era un insegnante
privato di educazione fisica, con una sua palestra, affiancato al docente di scuola. Il
gymnastes era lallenatore degli atleti, pubblico funzionario del ginnasio. Lallenamento
fisico riguardava certamente le attivit nelle quali poi ci si sarebbe poi cimentati in gara: la
corsa, la lotta, lattrezzistica, esecuzione ritmica e musica, pareri sullallenamento. Inoltre
molto importante era ladeguata alimentazione, era naturale che gli atleti stessero molto
attenti dieta per mantenere il loro fisico. Ci furono anche dei pareri discordanti di Diocle di
Caristo (IV secolo) che ricerc una collaborazione tra medicina e ginnastica al contrario di
Galeno di Pergamo (II secolo) che critic il mondo dello sport e i suoi metodi di sviluppo e
controllo della forma fisica.
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4. Caratteristiche di alcune pratiche motorie e sportive: ippica, atletica e lotta.


a. Ippica: le competizioni con i cavalli furono sempre un aspetto estremamente
rilevante sia per il mondo greco in generale sia per il mondo greco sportivo dato che
erano presenti nei vari giochi. Il luogo per eccellenza della competizione ippica era
lippodromo, un tratto di terreno diviso in due corsie e delimitato da una meta
(punto di svolta). Questo tipo di luogo aveva un problema per i partecipanti posti ai
lati estremi, i quali erano svantaggiati perch dovevano percorrere uno spazio
maggiore. I Romani perfezionarono ulteriormente nel circo con la spina (muretto
divisorio che impedisce scontri frontali) e una linea di partenza a forma di arco. I tipi
di competizioni erano: il pi spettacolare era il tethrippon la corsa dei cocchi a
quattro cavalli; abbiamo poi la corsa coi cavalli montati (keles) e la corsa dei
cocchi a due cavalli (synoris).
b. Atletica: le competizioni atletiche, in tutte le societ arcaiche, hanno sempre avuto
un ruolo assai rilevante, sia perch connesse con le consuetudini della vita militare,
sia perch facili da allestire. il luogo per eccellenza delle competizioni atletiche era
lo stadio da unit di misura di 185 mt, mentre il luogo di gara era un rettangolo di
200 per 30 mt. Era di solito progettato in modo da sfruttare i rilievi montagnosi o
collinari del terreno come le postazioni per gli spettatori. Vediamo ora i vari tipi di
gara di corsa. Innanzitutto originariamente gli atleti gareggiavano con delle vesti
corte dette pericinzi, mentre in et classica erano nudi. Nelle gare erano previste
categorie di et. Le gare di corsa:
i. Stadion (corsa semplice): uno stadio corrisponde a 600 piedi, circa 185 mt,
la gara corrispondeva ai nostri 200 mt piani.
ii. Diaulos (corsa doppia): 2 stadi, corrispondeva ai nostri 400 mt.
iii. Hippios (corsa dellippodromo): 4 stadi, corrispondeva ai nostri 800 mt.
iv. Dolichos (corsa lunga): 7-12-20-24 stadi, corrispondeva ai nostri 1500-30005000 mt.
v. Oplitodromia (corsa in armi): 2 o 15 stadi, era una corsa speciale.
vi. Lampadedromia (corsa con le fiaccole): 2500 mt ad Atene, corrispondeva
alla nostra staffetta 4 x 400.
vii. Gare femminili: 5/6 di uno stadio, corrispondeva a 200 mt femminili. Lattivit
ginnica femminile per quanto documentata in et arcaica stata
successivamente sminuita e svalutata in et ellenistica romana.
I salti: salto in lungo con breve rincorsa effettuato con laiuto di pesi (halteres) tenuti
nelle mani; altri salti (alto, triplo, asta) praticati ma non nelle gare. I lanci: lancio del
disco costituito da disco di metallo, pesante circa 2 kg e di 25 cm di diametro.
stato possibile ricostruire tutte le fasi esecutive del lancio grazie alle
rappresentazioni scultoree e alle pitture vascolari. Abbiamo poi il lancio del
giavellotto al contrario del lancio del disco aveva uno strettissimo legame sia con
larte della guerra sia con la caccia. Il giavellotto utilizzato nelle competizioni era un
asta di legno di circa 180 cm ed era lanciato mediante una cinghia di cuoio (ankyle).
Vi era poi il pentathlon che era composta da 5 gare: corsa, salto in lungo, lancio del
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disco, lancio del giavellotto e lotta. Lo scopo della gara consisteva nella verifica
della completezza dellatleta. Lordine delle gare non ricostruibile dalle fonti,
sappiamo solo che la penultima era il lancio del giavellotto e lultima era la lotta. La
valutazione era per eliminazione o per attribuzione di punti.
c. Lotta (corpo a corpo): gli sport di combattimento corpo a corpo sono tutti
levoluzione del combattimento senza armi, prima la lotta poi il pugilato e il
pancrazio.
i. La lotta una delle pi antiche pratiche sportive diffuse come ci dimostrano i
poeti greci per esempio la lotta tra Aiace e Ulisse durante i giochi funebri in
onore di Patroclo. Filostrato individuava due tipi di lottatori, uno alto e
robusto laltro pi esile ma astuto. Due erano gli stili di lotta: lotta in piedi e
lotta a terra; le prese erano: alle braccia, al collo, al corpo (sollevamento
verticale, laterale, dorsale). Per vincere si doveva atterrare per tre volte o
per ritiro.
ii. Il pugilato discende probabilmente dallistinto innato di difendersi mediante
luso delle braccia, poi evolutosi anche nella capacit di offesa. Nei poemi
omerici descritto come una disciplina codificata da regole e da tecniche. Si
poteva colpire coi pugni cinti da fasce di cuoio e si era protetti da una fascia
intorno alle reni. Non vi era nessuna distinzione di peso e nessuna
interruzione temporale.
iii. Il pancrazio, il combattimento in cui tutto possibile, si configura come la
somma combinatoria della lotta e del pugilato. La prima regola principale era
far arrendere lavversario. Cerano alcuni colpi vietati: mordere o strappare
leciti a Sparta. Poi vi erano alcune mosse codificate: pugno sulla testa, la
presa alla gamba scalciante, la torsione del calcagno, le tecniche di
sacrificio(torcere la caviglia..). Molto ambita dagli atleti ed apprezzata dal
pubblico era la duplice vittoria (nella lotta o nel pugilato e nel pancrazio),
coloro che la conseguivano erano chiamati con lappellativo successori di
Ercole.
5. Aspetti ideologici e sociologici della pratica sportiva nella Grecia antica: al fine di
focalizzare meglio il suo ruolo nella societ antica e di trarne qualche spunto di riflessione
sullo sport moderno. Nella rappresentazione epica della gara sportiva troviamo la gloria
come segno astratto del valore e lonore-premio come segno materiale di questo: nellet
classica questa contrapposizione si ritrova nelle due categorie fondamentali di suddivisione
dei giochi:
a. Agones hiero kai stephanitai (giochi sacri della corona): offrivano come premio
simbolico una corona equivalente alle nostre medaglie doro, argento e bronzo.
b. Agones thematikoi (giochi a premi): contrariamente ai precedenti offrivano dei beni
materiali come denaro o oggetti di valore.

Si collega anche il tema dello status sociale degli atleti impegnati: agli inizi
partecipavano solo gli aristocratici anche se non avevo bisogno dei premi, poi anche le
classi popolari viste anche le loro doti non da sottovalutare e prestigiose. Per essendo
dispendiosa lattivit sportiva vi erano delle sovvenzioni per gli atleti poich la competizione
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non poteva rinunciare ad atleti di valore, perci vennero concesse una serie di agevolazioni
per gli atleti. Venivano anche pagati per partecipare. Tra i segni materiali della gloria si
svilupp col tempo labitudine di erigere statue in onore degli atleti vincitori senza
dimostrazioni di superbia nei confronti degli dei quindi le dimensioni erano di una figura
umana. Lideologia atletica era fondata su alcuni elementi costanti: il primo era
lesaltazione delle qualit fisiche dellatleta in particolare della bellezza e la forza; il secondo
era lesaltazione delle qualit morali dellatleta; il terzo era limmagine riassuntiva ideale
dellatleta resa nellespressione bellezza unita al valore ; il quarto era il significato ultimo
della prestazione atletica sempre connesso ad ideali guerreschi del tema vincere o
morire. Molto importanti erano i primati che noi oggi grazie ai potenti strumenti di misura
esaltiamo il raggiungimento di un primato di quantit: lanciare pi lontano possibile, saltare
pi in alto possibile.. i Greci invece erano interessati alla qualit della prestazione infatti
abbiamo pochi tempi e misure, davano importanza al fare qualcosa in un certo modo e
allessere stato il primo a fare qualcosa. Le competizioni erano inoltre supportate dal tifo
sportivo che troviamo anche nei poemi omerici. Infine importante parlare della pace
olimpica: la parola greca per definirla non mai stata eirene (pace) che indica la pace in
assoluto ma ekecheira cio astenersi dalluso delle armi. Essa prevedeva: inviolabilit
del territorio di Olimpia; tregua sacra: protezione di tutti coloro che partecipavano alle
Olimpiadi; sanzioni contro chi violava la tregua. La ekecheira olimpica non era per una
tregua totale perch:

Non era lunica anche gli altri giochi ne aveva una, dato che vi erano moltissimi
giochi fare guerre sarebbe stato impossibile, invece ci sono state moltissime
guerre .

Tre documenti testimoniano azioni di guerra durante la tregua sacra (422 a.C.:
Atene attacca Delo; 412 a.C.: Sparta e Corinto attaccano Atene; 394 a. C.: Sparta
attacca Tebe)

Tutte le fonti riferiscono la tregua sacra ad azioni contro lElide e non a guerre fra
terzi

Attivit motorie e pratiche sportive nellet romana, tardo-antica e medioevale


Nonostante nella maggioranza dei casi la pratica romana sia indicata come effetto
dellassimilazione di quella greca, vediamo che i Romani prima di entrare in contatto con i Greci
avrebbero preso la passione per i giochi sportivi dagli Etruschi prendendo dalla loro lingua anche
la stessa parola ludi. I romani conobbero il mondo greco pi tardi e manifestarono sempre una
certa alterit rispetto alle forme dellagonismo greco:

I romani contestavano laspetto del professionismo organizzato

Gli agones greci furono sempre caratterizzati da una sfida seria, idea espressa dalla parola
inglese contest, mentre i ludi romani erano dei giochi, eventi considerati un puro diversivo
dalla vita quotidiana, un semplice game
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Per i greci i giochi erano delle gare con premi, per i romani avevano una valenza
spettacolare

I partecipanti romani erano schiavi o prezzolati, quelli greci erano atleti liberi

La finalit dellevento per i greci era per i partecipanti, per i romani per gli spettatori

I ludi romani erano classificati in:

Circenses: gare di carri nel circo (troianus lusus: gare ginnico-militari per i giovani)

Venationes: caccia di animali

Scaenici: spettacoli teatrali (specialmente commedie)

Certamina: giochi ginnici (tardivamente apparsi sul modello greco)

Gladiatorii: originariamente organizzati da privati in occasione di onoranze funebri

I luoghi dellattivit fisica romana erano: il circo, lanfiteatro, il teatro, il campo di Marte e le terme.
a. Il circo: nato per ospitare giochi che richiedessero grandi spazi come quelli ippici. Era
attraversato dalla spina come in Grecia. Il Circo Massimo fu la pi celebre di queste
costruzioni.
b. Il teatro: non una costruzione specifica del mondo romano, ma di derivazione greca. Il
primo teatro fu eretto in Roma da Pompeo nel 55 a.C. Era utilizzato per i combattimenti
navali o spettacoli con gladiatori e successivamente destinato al pubblico di riguardo,
magistrati e senatori. I Romani aggiunsero al teatro greco il velum per riparare dal sole gli
spettatore. Il teatro romano pi noto quello di Marcello.
c. Lanfiteatro, costruzione nata dallibridazione del teatro e del circo, ottenuto non tanto
rimpicciolendo il circo ma raddoppiando il teatro di forma semicircolare. Il pi celebre
lanfiteatro Flavio iniziato nel 70 d.C da Vespasiano e portato a termine da Domiziano.
d. Il Campo di Marte era il centro della vita militare e civile di Roma antica, era una specie di
caserma allaperto, posto nella parte bassa di Roma circondato da edifici e templi.
e. Le terme erano il centro della vita sociale, politica e igienico-sportiva di Roma nelle quali i
romani condensarono le antichissime abitudini mediterranee delle abluzioni e delle
balneazioni per i scopi igienici e salutari. Dal punto di vista sociale erano simili al ginnasio
greco nel quale era esercitato sia il fisico che lo spirito. le terme pi famose sono quelle di
Caracalla erette nel 216 d.C.
Let tardo imperiale rappresent un periodo di crisi per i romani sotto tutti i punti di vista. Le
Olimpiadi si erano trascinate fino alla 291esima edizione. Il legato imperiale Boterico aveva fatto
arrestare con laccusa di immoralit un auriga del circo locale. La richiesta di liberazione della
popolazione non fu accolta, cos la folla in tumulto assal la guarnigione romana uccidendo il
legato. Questa notizia fece infuriare limperatore che ordin una punizione per la popolazione di
Tessalonica, lo sterminio di migliaia di persone. La vicenda semin lo sconcerto nel mondo romano
e il vescovo di Milano Ambrogio comunic allimperatore che non avrebbe pi celebrato la messa
se non dopo un pubblico pentimento. Teodosio fu costretto a ci, lanno dopo eman leditto di
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Costantinopoli (392 d.C.) con il quale abolisce alcune forme di culto non cristiane, tra cui le
Olimpiadi. Il ruolo del vescovo di Milano fu decisivo nellispirare non tanto un provvedimento contro
lattivit sportiva in se stessa considerata, quanto contro una manifestazione religiosa
caratterizzata da giochi. La repressione non era diretta allattivit sportiva ci dimostrato dai
successori Teodosio II e Valentiniano, i giochi proseguirono anche se depurati dei combattimenti
violenti. Per capire quale fosse lidea cristiana del corpo, attingiamo direttamente alle fonti
letterarie del cristianesimo. Tertulliano: considera lattivit fisica un retaggio del paganesimo: la
fede cristiana si esercita con la mente, mentre il corpo deve essere mortificato; Agostino: considera
corpo e anima una unit inscindibile, e quindi sono favorevole ad una cura del corpo funzionale
alla vita di fede. Mentre Tommaso dAquino ci fornisce una visione medioevale: Il gioco delluomo
disciplinato, cio allenato al debito modo di giocare, si distingue dal gioco delluomo indisciplinato,
cio non avente la padronanza di se stesso in seguito alla mancanza della disciplina . una sana
cura delle esigenze corporee per mette la formazione di atteggiamenti virtuosi di equilibrio, di
coraggio e di destrezza che sono perfettamente compatibili con il conseguimento delle pi alte
finalit morali e spirituali, facendo sviluppare lessere umano nella sua complezza.

Let umanistico-rinascimentale e la educabilit del corpo


Gli intellettuali chiamavano se stessi umanisti perch si sentivano impegnati nella missione di
riconsegnare ai contemporanei i valori delle humanae litterae della civilt classica. Vi una
grande valorizzazione dellindividualit e la riscoperta delluomo artefice del suo destino. Il
rinascimento rappresentava la conquista vittoriosa di una cultura a misura duomo affermatasi nel
tardo 400 e consolidata nel 500. Il tema di rinascita declinata prevalentemente in chiave religiosa,
frutto di un collegamento diretto con la fonte di ogni bene e valore che lantichit classica. Gli
aspetti della cultura rinascimentale furono la persecuzione dellideale umanistico di una cultura
laica, sia formativa sia professionalizzante e lesplosione delle istanze di riforma religiosa che
sfociarono nella riforma protestante. Nelleducazione fisica si assistette alla riscoperta
delleducazione fisica classica, greca e romana, e allattribuzione ad essa di una funzione
educativa, allinterno delle pratiche pedagogiche contemporanee. Il rinnovato valore
dellindividualit fece si che molti intellettuali aspirassero a fondare una nuova scuola impartendo
uneducazione completa (motorie e spirituali). Il movimento umanistico e lidea di una nuova
cultura:
A. Luomo come totalit di anima e corpo: il suo destino e il dominio della natura
B. Luomo come storicit: conosce il suo passato ma se ne distacca
C. Luomo come ente educabile: le discipline umanistiche come mezzo di crescita spirituale
D. Luomo come naturalit: la volont di conoscere il mondo per quello che
Leducazione fisica secondo i pedagogisti dellumanesimo:
1) Pier Paolo Vergerio: nella sua opera De ingenuis moribus et liberalibus studiis
adulescentiae (le abitudini naturali e gli studi liberali delladolescenza), propose
uneducazione equilibrata tra cura del corpo e cura dellanima riscoprendo quella classica
di Creta e Sparta. Inoltre connotava leducazione fisica come una propedeutica
allistruzione militare.
2) Vittorino da Feltre: propone leducazione fisica come parte integrante del processo
educativo. Importante per lo sviluppo fu la fondazione di un luogo ideale in cui fare
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educazione, la Casa Giocosa nella villa La Gioiosa dei Gonzaga. Erano edifici e
padiglioni nei quali gli alunni elitari vivevano immersi nel verde con a disposizione spazi
riservati per leducazione fisica.
Leducazione fisica secondo gli intellettuali del rinascimento:
1) Niccol Machiavelli: nella sua opera Il Principe (1513) indic le qualit fisiche che un buon
governante deve avere per essere un buon leader efficiente, rispettato e temuto; ma anche
le forme di esercizio fisico con le quali il governante mantiene in allenamento costante le
sue truppe che sono il suo sostegno.

La nascita delleducazione fisica moderna tra Seicento e Settecento


1) Jan Amos Komensky, Comenio e la fondazione della pedagogia moderna: figura centrale
di questo periodo storico, i capisaldi del suo pensiero erano: la necessit di impartire
uneducazione dai primi anni di vita; linsegnare tutto a tutti (si interessa ai portatori di
handicap); cerca di elaborare il giusto metodo per insegnare.
2) Galilelo Galilei e il metodo sperimentale: punto di partenza del metodo sono le sensate
esperienze cio quelle fatte con i 5 sensi, non si osservava tutto in modo indistinto ma si
selezionavano gli aspetti della natura che fossero misurabili, le qualit primarie. Dopo le
accurate osservazioni si formulava unipotesi e si cercavano le cause; in seguito si
procedeva allesperimento, cio ad una esperienza selezionata nella quale venivano isolati
solo quegli aspetti che servivano per la spiegazione del fenomeno. Luomo galileiano,
conoscitore della natura, faccia buon uso del dono della corporeit, conservandola e
sviluppandola nel quadro di una scienza medico-fisiologica pi accurata.
3) John Locke e leducazione del gentleman: deline leducazione borghese in cui emergeva
sia il riconoscimento dellinfanzia e delle sue peculiarit sia allaffidamento alla natura di
buona parte del compito educativo. Tutto ci prevede il modellare il corpo descritto come
casa dargilla e fu chiamata hardening (indurimento): trasposizione di principi vagamente
spartani alleducazione dei gentleman seicentesco che, non avendo pi il principio di
nascita a garantirgli un futuro degno del suo rango, avrebbe dovuto conquistarselo con lo
sviluppo fisico, morale e intellettuale. Quindi Locke proponeva uneducazione fisica che
fosse fortificazione del corpo contro gli agenti esterni. Lindurimento era propedeutico
alleducazione morale.
Il Settecento illuministico: riscoperta dellinfanzia e nascita delleducazione fisica moderna:

Jean-Jacques Rousseau e lEmilio: svolse una serrata critica alla societ del suo tempo
colpevole a suo dire, di aver modificato la natura umana; espose un rapporto con lo stato di
natura consistente in una precisa relazione con luomo: centralit della natura. Il recupero
di questa relazionalit veniva affidato ad un ripensamento complessivo del processo
educativo illustrato sottoforma di utopia pedagogica nellEmilio. Il primo passo la scoperta
delluomo delle sue condizioni primigenie cio dellinfanzia e delle sue caratteristiche
psicologiche. Deve essere per educazione negativa: quella che prepara alla ragione
mediante lesercizio dei sensi, che non inculca alcuna virt, ma che previene il vizio, che
non insegna la verit ma che protegge dallerrore. Leducazione fisica assume un ruolo
importante perch il corpo lelemento di contatto tra lumanit del fanciullo e la naturalit
entro la quale si muove e dalla quale si apprende.
27

Il Filantropismo: un movimento sviluppato nellultimo trentennio del settecento e


rappresent la massima espressione pedagogica dellilluminismo tedesco e si fonda su:
o

ripresa del tema rousseauiano della natura

tema illuministico delleducazione della ragione, contro ogni forma di


sentimentalismo

la ragione come guida della condotta individuale e collettiva

la centralit delleducazione fisica

La scuola di Dessau (1774-1793):


o

Johann Bernhard Basedow:

Anton Vieth:

La scuola di Schnepfenthal (1784):


o

Christian Salzmann:

Johann C. Guts Muths:

La scuola di Copenaghen:
o

Franz Nachtegall:

I capiscuola delleducazione fisica moderna:

Il pensiero pedagogico di Immanuel Kant:

Il risveglio dellideale nazionale in Johann Gottlieb Fichte:

La razionalizzazione delle pratiche educative nel primo Ottocento e la nascita


dello sport moderno

Il Turnen di Friedrich Ludwig Jahn:


o

Ernst Eiselen

Johann Friedrich Massmann

Friedrich Albert Lange

Il metodo scientifico di Peter Heinrich Ling:


o

Hugo Rothstein

Lindirizzo pedagogico:
o

Adolf Spiess
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Lindirizzo eclettico:
o

Otto Hienrich Jaeger

Giochi e sport:

Konrad Kock

27 ottobre 1882

Leducazione fisica in Francia nel secolo XIX:

Francisco Amoros y Ondeana (1770-1847)

lopera divulgativa di Eugene Paz

Leducazione fisica e sportiva in Gran Bretagna nel secolo XIX: leducazione fisica inglese si
svolgeva nei colleges sotto le idee filosofico-pedagogico di Locke. Uno dei primi educatori fu
Hernry Clias che cerc di diffondere una ginnastica pedagogica di Muths. Invent anche il
triangolo mobile. Lesercizio sportivo era visto come il metodo migliore per la creazione di
individualit forti fisicamente e moralmente.

Thomas Arnold (1795-1842) e il collegio di Rugby: fu la figura pi significativa del primo


cinquantennio dellottocento inglese, creando nel Collegio di Rugby, presso Oxford, un
modello di educazione fisica ispirato a Locke e realizzato mediante una pratica educativa
dei giochi sportivi. Nel 1823 erano state codificate le regole di un gioco derivato dal calcio
consistente nellusare anche le mani per la realizzazione della meta. Arnold inizi a
rivoluzionare i rapporti fra studenti e docenti trattando gli ultimi con confidenza e umanit.
Leducatore secondo Arnold, non deve chiedere al ragazzo di fare qualcosa che egli prima
non abbia fatto. Prosegu poi attrezzando la scuola con grandi spazi e campi da gioco
allaria aperta. La pedagogia di Arnold fondeva in modo originale lattivit fisica, lo studio
delle discipline tradizionali, leducazione civica e morale, la formazione religiosa. I suoi
obiettivi erano tre:
o

Raggiungere una situazione di equilibrio orgnanico

Offrire agli allievi la possibilit di esperienze personali, creare un senso di


responsabilit personale

Far sperimentare agli allievi le loro qualit di leadership

Nasceva a Rugby la pedagogia sportiva, una filosofia delleducazione consistente nel


raggiungere efficaci risultati mediante la pratica delle attivit sportive: sarebbe stato proprio
da questa idea che alcuni decenni pi tardi De Coubertin avrebbe tratto lo spunto per la
sua rinascita dello spirito olimpico. A fianco a queste avvenimenti si affianc la diffusione
della letteratura sportiva, in particolare abbiamo Gli anni di scuola di Tom Brown di
Thomas Hughes nel quale ricostruisce anche sulla base di testimonianze autobiografiche il
clima del Collegio di Rugby.
Leducazione fisica e sportiva in Italia nel secolo XIX:

Le prime esperienze di educazione fisica: la cultura illuministica ed Eugenio Young


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Gaetani Filangieri

Vincenzo Cuoco

Silvio Pellico sul Conciliatore

Eugenio Young

Alessandro Gallina

Leducazione fisica a Torino e Napoli: Rodolfo Obermann e Niccol Abbondati

Leducazione fisica fino alla legge del 1878

Leducazione fisica fino alla legge del 1909

Leducazione fisica e sportiva nellEuropa del XX secolo:

LInghilterra: lo scautismo di Robert Baden-Powell

La Francia: la ginnastica naturale di Georges H

LItalia: educazione fisica e nascita dello sport di massa

Lolimpismo moderno: Pierre de Coubertin


Era un intellettuale francese innamorato dei giochi inglesi con una concezione aristocratica della
competizione sportiva. Vedeva lo sport come veicolo di pacificazione tra i popoli e come una
riedizione moderna dellagonismo greco. La sua ideologia dello sport antico era che:

Lo sport antico era visto come atletismo disinteressato

Lo sport antico era visto come pratica non professionistica (latleta amatore e il premio
solo simbolico)

Lo sport antico era visto come momento di pacificazione tra le stirpi greche

Dopo leditto di Costantinopoli del 392 d.C. in Grecia nessun gioco era stato mai organizzato,
solo nel 1858 avendo la Grecia consolidato lindipendenza organizzarono dei giochi ad Atene.
Nel 1859 si svolse la prima edizione di questa manifestazione caratterizzati da sagra
folkloristica, manifestazione nazionalistica e competizione sportiva. Non ebbero molto
successo, ma decisero di ripeterlo nel 1865 organizzando la seconda edizione dei Concorsi
Olimpici. Si comincia a diffondersi la situazione anche se non va oltre la Grecia. Ma nel 1892
De Coubertin manifest in un convegno a Parigi, la sua volont. Non fu accolta bene la sua
volont, ma spingendo avanti la sua tesi si arriv al 1984 con il Congresso che votava
allunanimit una risoluzione che approvava un programma di restaurazione dei giochi olimpici.
Venne anche istituito il Comitato Olimpico Internazionale. Nel 1895 de Coubertin si rec ad
Atene per lorganizzazione delle prime Olimpiadi moderne che si sarebbero svolte nella
capitale un anno dopo. In seguito ci furono le olimpiadi di Parigi e di Saint Louis che furono un
vero disastro in quanto: lorganizzazione era veramente minima e caotica, non vi erano regole
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uniformi e, a Saint Louis, ci furono i Anthropologival day, le gare riservate ad atleti di pelle nera.
Pi avanti nel 1908 a Londra e nel 1912 a Stoccolma ci furono notevoli miglioramenti, de
Coubertin segu tutto con pi cura, ci fu un ottima risposta del pubblico. Stocolma fu un
modello di organizzazione logistica e di spirito sportivo. Nel 1920 la VII Olimpiade fu ad
Anversa durante la prima guerra mondiale. Ci furono i primi grandi dello sport, da Paavo Nurmi
a Nedo Nadi. Le altre Olimpiadi:

Parigi 1924: lepopea dellatletica finlandese

Amsterdam 1928: la prima volta della fiaccola olimpica

Los Angeles 1932: lolimpiade degli italiani

Berlino 1936: le Olimpiadi di regime

Londra 1948: le Olimpiadi della pacificazione

Helsinki 1952: lingresso dellURSS come nuova potenza sportiva

Melbourne 1956: il quinto continente sulla scena mondiale

Roma 1960: il recupero delle nazioni sconfitte

Tokio 1964: la prima olimpiade asiatica

Citt del Messico 1968: le prime grandi tensioni politiche

Monaco 1972: le Olimpiadi insanguinate, partecipazione di Mennea

Montreal 1976: il primo boicottaggio e i primi sospetti

Mosca 1980: la guerra fredda alle Olimpiadi

Los Angeles 1984: ancora Giochi dimezzati

Seul 1988: Olimpiadi di nuovo con tutti

Barcellona 1992: la fine dellipocrisia del dilettantismo

Atlanta 1996: il business travolge lo spirito dei Giochi

Sydney 2000: le Olimpiadi ecologiche

Atene 2004: il ritorno dei Giochi nella loro sede originaria

Sport e Violenza
Distinzione di violenza e aggressivit:
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Aggressivit: il comportamento aggressivo unazione intenzionale volta a provocare dolore fisico


o psicologico su una persona.
1) Reattiva (interna): emozionale e impulsiva, indotta da sentimenti (rabbia) spesso in
assenza di unanalisi razionale sui costi e benefici.
2) Strumentale (esterna): razionale e calcolata, utilizzata da un individuo per
massimizzare i suoi profitti.
Violenza: uso volontario della forza a danno di altri
1) Interna
2) Esterna
NOI DOBBIAMO SFORZARCI PER:
Comprendere i meccanismi che generano la violenza interna ed esterna dello sport, evitarli
ed aiutare le altre persone ad evitarli
Concepire la competizione sportiva come competizione

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